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 “Microbiota intestinale, infezione da clostridium difficile, trapianto fecale: il progetto dell’Ausl Romagna”. Questo il titolo del Convegno scientifico promosso in programma a Ravenna venerdì 4 ottobre, dalla ore 8 alle 17, al Grand Hotel Mattei (Via Enrico mattei, 25). E’ rivolto a medici microbiologici, virologi, biologi, tecnici di laboratorio biomedico e infermieri e si pone l’obiettivo di illustrare l’infezione da Clostridium difficile, le indicazione attuali e future al trapianto di microbiota fecale umano (FMT) e l’organizzazione necessaria all’implementazione del FMT, presentando inoltre il percorso attualmente attivo all’Ospedale Gemelli di Roma. Insieme ai relatori provenienti dal Policlinico romano verrà analizzata la casistica trattata sino ad oggi, in termini di esperienza clinica e di regolamentazione in atto, e verranno considerate le possibili future applicazioni di questa procedura terapeutica. Il programma completo e le informazioni dettagliate sono disponibili nei materiali allegati

 

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Lo studio dell’intestino tenue ha da sempre rappresentato una frontiera per i gastroenterologi, superata negli ultimi anni grazie all’introduzione di nuove metodiche, che ormai devono far parte del bagaglio di conoscenze di un professionista. Il corso dal titolo “Small bowel training programme: capsule and ultrasound", che si svolgerà l'11 e il 12 ottobre all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, tratterà i principali aspetti tecnici e clinici dell’endoscopia e dell’ecografia dell’intestino tenue, includendo le tecnologie di ultima generazione. Una due giorni che avrà risvolti estremamente pratici, con casi “live”, approfondimento delle tecniche di esecuzione ecografica e di lettura endoscopica su stazioni di lavoro dedicate. L'Unità operativa di Gastroenterologia di Ravenna, da sempre all'avanguardia in queste tematiche, vuole offrire, con questo evento, una possibilità di formazione su tali argomenti a circa 25 gastroenterologi provenienti da tutta Italia. Info e iscrizioni nel programma allegato

 

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Martedì, 01 Ottobre 2019 09:26

"ME NE CIBO" (FORLÌ, 5 OTTOBRE)

"ME NE CIBO"

L'INVISIBILE

5 ottobre

FORLÌ

ORATORIO SAN GIACOMO

Piazza Guido da Montefeltro 12

 

       

 

INTERVERRANNO:

CARLO FABBRI, DINO AMADORI, FRANCO GUERZONI, ANTONIO GASBARRINI , UMBERTO GALIMBERTI, ALESSANDRO BERGONZONI

 

INGRESSO LIBERO

 

 

 

 

L’attore e autore teatrale Alessandro Bergonzoni; il filosofo e psicoanalista prof. Umberto Galimberti; l’artista e maestro Franco Guerzoni; Antonio Gasbarrini, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un parterre di protagonisti davvero eccezionale arricchirà la prima edizione forlivese di “Menecibo”, evento multidisciplinare riguardante l’alimentazione che si terrà sabato 5 ottobre presso la Chiesa di San Giacomo a Forlì, dalle ore 17. Gli ospiti si confronteranno con il prof. Dino Amadori, presidente IOR, e il dott. Carlo Fabbri, Direttore della UO di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva di Forlì e Cesena e autentica mente dell’evento, sul tema dell’”Invisibile”, sviscerandone ogni aspetto dal punto di vista che compete la propria professionalità. Così, se il Direttore Scientifico Emerito dell’IRST affronterà la questione parlando della cellula tumorale, l’intervento del prof. Gasbarrini si concentrerà invece su un argomento di cui rappresenta probabilmente il massimo esperto in Italia, ovvero il microbiota umano, l’insieme dei batteri che convivono con il nostro organismo e dal cui equilibrio dipende molta della nostra salute intestinale.

 Maggiormente concettuale, ma sicuramente non meno interessante, il contributo degli altri ospiti alla discussione intorno all’invisibile: il prof. Galimberti disquisirà del disordine della vita emotiva e del disagio dell’anima, aspetto difficilmente percepibile non solo da chi ci circonda ma in primis da chi lo vive; Alessandro Bergonzoni parlerà della fantasia e del processo creativo mentale alla base della stessa; Franco Guerzoni, pittore modenese, racconterà l’arte come strumento di cura per il corpo e per l’anima. Infine, al termine di un pomeriggio che si preannuncia di grande “nutrimento” per l’anima, ci sarà spazio anche per l’alimentazione vera e propria, con i piccoli produttori del territorio che si metteranno a disposizione dei partecipanti per far assaggiare alcune specialità a chilometro zero. Insomma, un appuntamento autenticamente multidisciplinare, con ingresso e buffet di qualità gratuiti, realizzato esclusivamente per coltivare relazioni e di cui l’Istituto Oncologico Romagnolo si è fatto entusiasta sostenitore e partner strategico.

 

«Ringrazio sentitamente il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi, e Andrea Severi, Segretario Generale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì – afferma il dott. Fabbri – assieme ad una rete virtuosa di professionisti che ho avuto la fortuna di incontrare hanno reso l’organizzazione di questo evento molto più facile e più ricca. Sono sempre più convinto che il medico oggi debba avere la curiosità di uscire dalle mura dell’ospedale per stringere alleanze con altre professioni, e questo è specialmente vero in termini di prevenzione. Abbiamo la fortuna di disporre di tante attività lavorative che pongono la persona al centro: in una civiltà come la nostra, esasperatamente tecnologica, in cui per connessione intendiamo solo quello che riusciamo a raggiungere col nostro cellulare, è quantomai importante riscoprirne la dimensione umana. “Menecibo” prevede di farsi qualche domanda su quello di cui ci nutriamo, inteso in senso lato: non solo ciò che portiamo alla bocca ma anche amicizie, relazioni, libri, affetti, bellezza, arte. Gli ospiti sono sicuramente di livello e affronteranno questo argomento da vari punti di vista, per cui è praticamente impossibile che le persone che parteciperanno non torneranno a casa con qualche spunto interessante in più. In un’epoca in cui anche in medicina, e specialmente in oncologia, l’importanza della multidisciplinarietà è oramai riconosciuta, un evento di questo tipo penso possa essere la rappresentazione più lampante di come l’unione di varie professionalità sia sempre un valore aggiunto che arricchisce le nostre conoscenze, siano esse riguardanti la malattia o l’esistenza.»

 

«Siamo molto grati di aver collaborato per la buona riuscita dell’evento – afferma il Direttore Generale dell’Istituto Oncologico Romagnolo, Fabrizio Miserocchi – lo IOR sarà sempre disponibile per contribuire alla traduzione in cultura di esperienze legate all’umanistica, alla scienza e all’arte soprattutto se rappresentate in modo così alto dagli ospiti che il dott. Fabbri è riuscito a mettere insieme. L’accento sul tema dell’alimentazione è inoltre qualcosa che spinge la nostra mission di prevenzione già da qualche anno: i nostri incontri dedicati alla “Salute a Tavola”, tenuti da esperti nutrizionisti e oncologi, hanno sempre fatto il tutto esaurito quando sono stati proposti, segno che la Romagna è molto interessata a questa tematica. Visti i nomi in ballo mi aspetto che la risposta sarà anche in questo caso entusiastica.»

 

All’evento hanno contribuito, oltre che IOR e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, anche Hera, Aboca, AG Pharma, Guna, Aurora Biofarma, Depofarma, PharmExtracta e Medoc. Per maggiori informazioni, contattare il numero di telefono 351.5933758.

 

 

 

In allegato, il programma dell'evento

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Lunedì 16 settembre, alle ore 21,45, su Rai 3, alla trasmissione "Presa Diretta", condotta da Riccardo Iacona, durante la puntata dal titolo "La battaglia della salute", andrà in onda un servizio sull' ospedale "Morgagni -Pierantoni" di Forlì.

"Parleremo - anticipano dalla redazione di "Presa Diretta" - di quanto è importante e prezioso il nostro sistema sanitario nazionale, ma anche di come, a causa di tagli, blocco del turnover, dissesti e piani di rientro, sia a rischio."

Obiettivo della troupe, composta dal giornalista Danilo Procaccianti e dal filmaker Raffaele Manco, è stato quello di raccontare, con la collaborazione in loco di Tiziana Rambelli, l'eccellenza del percorso del paziente con patologie del colon e dello stomaco.Durante le riprese sono stati intervistati il dottor Carlo Fabbri, direttore della UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Forlì e Cesena e il prof. Giorgio Ercolani, direttore della UOC di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate di Forlì ed un paziente, coinvolto nel percorso di cura. Le riprese hanno interessato anche il meeting del gruppo di professionisti coinvolti nel percorso, il direttore della  Radiologia, dottor Mauro Bertocco, il direttore di Anestesia e Rianimazione, dottor Stefano Maitan, il direttore della Chirurgia Endocrina forlivese, dottor Alberto Zaccaroni, l'anatomopatologo dottor Luca Saragoni, il direttore della Prevenzione Oncologica di Forlì, dottor Fabio Falcini e il direttore dell'Oncologia medica dell'IRCCS di Meldola, dottor Giovanni Frassineti .

Anteprima della puntata a questo link, sulla pagina facebook di Presa Diretta: https://www.facebook.com/PresaDiretta.Rai/videos/714927232356991/

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Una procedura innovativa e meno invasiva per intervenire sulle vie biliari e pancreatiche, in particolare per patologie oncologiche. Lo ha utilizzato l’equipe dell’unità operativa di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva di Rimini dell’Ausl Romagna (diretta dal dottor Mauro Giovanardi) nel corso di un meeting recentemente svoltosi all’Ospedale “Infermi” e tenuto dal professor Massimiliano Mutignani direttore dell’Endoscopia Digestiva ed Interventistica dell’Ospedale Ca’ Granda Niguarda di Milano, punto di riferimento nazionale e internazionale per il trattamento endoscopico della patologia biliopancreatica.

Ad assistere al meeting interdisciplinare, oltre a tanti professionisti di Rimini (chirurghi, oncologi, radiologi, radioterapisti, internisti e tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nel trattamento della patologia benigna e maligna biliopancreatica), anche il dottor Carlo Fabbri direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia di Forli-Cesena e il dottor Mario Brancaccio dell’equipe di Gastroenterologia di Ravenna (diretta dal dottor Omero Triossi), nonchè numerosi altri specialisti gastroenterologi di Forlì-Cesena e Ravenna.

Questa procedura interventistica, già in uso per altre indicazioni ma nuova per l’Endoscopia digestiva bilio-pancreatica, potrà aprire nuovi e importanti scenari per il trattamento palliativo delle neoplasie del sistema biliare e pancreatico. Si tratta della tecnica di Termoablazione con radiofrequenza effettuabile con un apposito, sofisticato dispositivo. Il dottor Marco Di Marco dell’équipe di Gastroenterologia dell’Ospedale “Infermi”, sotto la supervisione dello stesso professor Mutignani, ha dunque eseguito uno dei primi trattamenti di questo tipo, in favore di un paziente affetto da neoplasia benigna dell’ampolla di Vater (punto di confluenza del coledoco e del dotto pancreatico principale).

“L‘intervento in questione - spiega il dottor Di Marco - è stato condotto in corso di colangiopancreatografia retrograda endoscopica e ci ha permesso, grazie al calore applicato dalla sonda, di trattare definitivamente un piccola porzione di tessuto residuo del tumore benigno già in gran parte asportato in corso di ampullectomia endoscopica e cresciuto all’interno del coledoco”.

“L’alternativa – ribadisce il dottor Giovanardi - sarebbe stato un intervento chirurgico particolarmente demolitivo per il paziente e non privo di possibili, teoriche, complicanze. Aver avuto come ospite il professor Mutignani ci ha riempito d’orgoglio soprattutto perché ci consente di continuare un percorso di crescita costante intrapreso già da diversi anni dalla Gastroenterologia riminese e che oggi si inserisce in un comune percorso che le tre Gastroenterologie dell’Ausl della Romagna stanno costruendo per affermarsi come punti di riferimento di prim’ordine per i nostri cittadini”.

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Il Dott. Roberto Casadei, direttore della Uo di Ortopedia e Traumatologia di Forlì ospite alla trasmissione "Salute Informa" di Videoregione, condotta da Saverio Ruggeri, che andrà in onda :

VIDEOREGIONE ROSSA - 12 SU TELECOMANDO
29/ 4 / 2019 ore 18:45
30/ 4 / 2019 ore 06:00 + 11:15

VIDEOREGIONE BLU / 112 SU TELECOMANDO
30/ 4 / 2019 ore 01:30
30/ 4 / 2019 ore 08:15 + 12:45

Il  Dott. Carlo Fabbri, direttore della  UO di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Forlì-Cesena ospite alla trasmissione "Salute Informa" di Videoregione, condotta da Saverio Ruggeri, che andrà in onda:

VIDEOREGIONE ROSSA - 12 SU TELECOMANDO
02/ 5 / 2019 ore 18:45
03/ 5 / 2019 ore 06:00 + 11:15

VIDEOREGIONE BLU / 112 SU TELECOMANDO
03/ 5 / 2019 ore 01:30
03/ 5 / 2019 ore 08:15 + 12:45

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L'ecoendoscopia digestiva si sviluppa negli ospedali romagnoli, grazie al dottor Carlo Fabbri, nuovo primario di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Forlì e Cesena.

Una metodica esplorativa del tubo digerente che associa l’immagine endoscopica alla visione ecografica con grandissimo vantaggi per i pazienti, soprattutto nella diagnosi precoce e  nella cura dei tumori.

-  Dottor Carlo Fabbri , da pochi mesi lei è primario di gastroenterologia  di Forlì e Cesena, in prima linea contro i tumori. Membro della European Society of Gastroenterology and Endoscopy, della American Society of Gastroenterology and Endoscopy, é anche Past-President regionale della società italiana di Endoscopia Digestiva e  membro ordinario del Club Italiano di Ecoendoscopia. 

Sicuramente, pertanto, introdurrà e potenzierà nuove tecniche endoscopiche nel territorio romagnolo, di cui lei è un riconosciuto esperto a livello nazionale....

"L'endoscopia digestiva è divenuto uno strumento imprescindibile per la diagnosi e la terapia di un largo spettro di patologie, sia benigne come la malattia da reflusso gastro-esofageo, le ulcere dello stomaco e del duodeno, i diverticoli e i polipi del colon, che maligne, offrendo l'opportunità di diagnosi sempre più precoci e di trattamenti sempre meno invasivi.

 In Romagna vedremo un' importante potenziamento di questa disciplina grazie all' "expertise" degli operatori sanitari coinvolti e alla prossima acquisizione di strumentazione di ultima generazione. "

-Quali vantaggi comporta l'ecoendoscopia in gastroenterologia, rispetto alle tradizionali procedure diagnostiche utilizzate negli ospedali?

"L' ecoendoscopia è una metodica che si attua grazie ad un ecografo miniaturizzato sulla punta di un endoscopio. Ciò consente di fare una ecografia dall'interno del tubo digerente, cosi da poter valutare dettagli od organi che altrimenti non sarebbe possibile studiare con l'endoscopia tradizionale, come ad esempio gli strati della parte gastrica o del retto, il pancreas, le vie biliari e così via ...."

 - Quali sono le applicazioni di questa metodica in campo oncologico? L'ecoendoscopia consente anche di trattare la patologia?

"Grazie a questa tecnica riusciamo a studiare in dettaglio le lesioni tumorali e i tessuti vicini per valutare, ad esempio, la presenza o meno di linfonodi. E' quindi possibile eseguire una biopsia, sotto guida ecoendoscopica, per ottenere una quota di tessuto idonea per la diagnosi microscopica e per eseguire analisi di biologia molecolare che ci aiutano a scegliere le cure più efficaci.

Oggi, in casi selezionati e per alcune patologie tumorali sono possibili trattamenti per via ecoendoscopica,come ad esempio la radiofrequenza, l'applicazione di "fiducials" per indirizzare al meglio la radioterapia per limitarne gli effetti collaterali e  la neorolisi del plesso celiaco, come terapia del dolore."

- Per quale patologie è consigliato?  Come viene eseguito l'esame ? Da chi deve essere prescritto?  Quanto dura l'esame? Quali sono i rischi ? Il paziente viene ricoverato dopo la procedura?

"Le indicazioni all'uso di questa tecnologia sono molto ampie e diverse tra loro.Dalla valutazione delle ulcerazioni dell'esofago dello stomaco e del retto fino allo studio delle malattie del pancreas, del fegato e della colecisti. Inoltre, essa può analizzare, in dettaglio, anche delle lesioni a carico  del mediastino.

A seconda del caso  è proponibile a pazienti esterni, o in regime di ricovero ordinario o di Day Hospital.

Per la sua particolarità, la procedura viene prescritta comunemente da un medico specialista e l'esame viene eseguito in sedazione, o in anestesia generale. La durata è variabile da pochi minuti a un'ora a seconda della problema clinico.

E' un' indagine che possiede rischi minimi, se eseguita per scopo diagnostico, mentre può esporre a rischi maggiori come opzione terapeutica.Chiaramente le procedure ad elevata complessità e rischiose vengono proposte dopo discussione multidisciplinare che valuta attentamente il rapporto rischio/beneficio."

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Il dottor Carlo Fabbri direttore della UO di Gastroenterologia di Forlì e Cesena alla trasmissione TuttoBene Tv.

La puntata 113 di TUTTOBENETV andrà in onda a partire da lunedì 10 Dicembre sino a domenica.

In allegato la programmazione delle messe in onda sulle emittenti in tutta Italia, Croazia e Slovenia.

Clicca qui per vedere il servizio

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Presentato questa mattina il nuovo primario della UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Forlì e Cesena, il dottor Carlo Fabbri.
Presidente Eletto della Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) Regione Emilia Romagna,membro di diversi gruppi di ricerca internazionali, è in possesso dell'abilitazione scientifica universitaria a professore associato. 
 
 
Questa mattina , in presenza del dottor STEFANO BUSETTI, Direttore Sanitario dell'Ausl Romagna, della dottoressa VIRNA VALMORI, Direttrice sanitaria del presidio ospedaliero di Cesena e della dottoressa Elena Vetri, della direzione Sanitaria dell' ospedale di Forlì, è stato presentato il nuovo Direttore della UOC di di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Forlì e Cesena, dottor CARLO FABBRI.
" Il dottor Fabbri è  il quarto primario nominato nel 2018 a Forlì- spiega il direttore Busetti - Il 12 dicembre verrà fatta la selezione per la nomina del primario di Geriatria e, a gennaio 2019, di Medicina Interna.Il dottor Fabbri si troverà a gestire un' importante attività  di interventistica ecoendoscopica, un'attività  di degenza e gli screening al colon - retto. Lo abbiamo scelto perché pensiamo che abbia le caratteristiche e le competenze adeguate a questo importante compito. "
 
Quarantanove anni, bolognese di nascita, il dottor Carlo Fabbri si è laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e si è specializzato  in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso l'Università degli Studi di Bologna. E' stato Visiting Resident presso “Division of Inflammatory bowel diseases” del Mount Sinai Hospital diretto dal Prof Daniel Present in New York City, New York, U.S.A e ha poi svolto, nel 2001 e 2002,  un approfondimento teorico e pratico in Oncologia Digestiva ed Ecoendoscopia Diagnostica ed Operativa presso l’Institut Paoli Calmettes, Centre regional de lutte contre le cancer di  Marsiglia con il prof. Marc Giovannini. Presidente Eletto della Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) Regione Emilia Romagna, è Membro ordinario del Club Italiano di Ecoendoscopia (IEC).  Nel 2018 ha ottenuto l'abilitazione scientifica nazionale universitaria a professore associato. E' Docente al  Master in Malattie dell'Apparato Digerente Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia “Agostino Gemelli”, Roma, al Master di II livello in Endoscopia Digestiva Operativa Università degli Studi di Torino DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIRURGICHE e al Master di II livello in Endoscopia Avanzata "Luigi Barbara", Università degli Studi Di Bologna, Direttore Prof. Giancarlo Caletti. Svolge attività di formazione presso la sala operativa dell’Ospedale Bellaria e presso la Piastra endoscopica dell’Ospedale Maggiore a medici provenienti da tutto il territorio nazionale e internazionale per approfondimento pratico sulle procedure di ecoendoscopia sia diagnostica che associata ad FNA per l’esaminazione citologica di patologie oncologiche a carico dell’apparatodigerente e del mediastino . E' membro di un gruppo di ricerca internazionale qualificato, denominato BOWEL, finalizzato a studi prospettici multicentrici sulla colonscopia e sulle tecniche di bonifica endoscopica dei polipi. Membro di un gruppo di ricerca internazionale qualificato per la valutazione della efficacia e sicurezza di un innovativo stent metallico "lumen apposing" (AXIOS),  per il trattamento endoscopico delle raccolte fluide addominali e di un gruppo di ricerca nazionale qualificato, per l'elaborazione di materiale didattico e la formazione teorico-pratica sulla colonscopia di qualità e le tecniche diagnostiche e terapeutiche associate. E' reviewer per le riviste:
-Gastrointestinal Endoscopy
-Digestive and Liver Diseases
-Surgical Endoscopy
-Endoscopy International Open
-Endoscopy
-Scandinavian Journal of Gastroenterology
-Endoscopic Ultrasound Ha organizzato o partecipato come relatore a 80 convegni scientifici, in Italia e all’estero. E' autore e co-autore di 92 articoli scientifici su riviste indexate . Ha ottenuto la Certificazione Europea (ESGE) di Program for Endoscopic Teachers (PET) e l' Outstanding contribution award della rivista Endoscopic Ultrasound .
"Sono lusingato di venire a lavorare per un'azienda così importante per Innovazione Tecnologica e Potenziale Umano  - spiega il dottor Fabbri - La gastroenterologia è polimorfa perché contiene organi completamente diversi e necessita di diverse specialità.  Per questo deve lavorare in continua collaborazione con il Territorio e le CASE DELLA SALUTE."
"I gastroenterologi  - prosegue - devono curare anche gli stili di vita,oltre alle malattie funzionali. Per questo gli screening sono fondamentali. Aderire significa innanzitutto voler bene a se stessi.
Infine mi sembra importante sottolineare l'importanza dell' endoscopia interventistica che permette di curare in modo mininvasivo tante patologie".
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Un paziente dell’Ospedale di Rimini affetto da ascessi epatici per una infezione legata a calcolosi, è stato trattato con una procedura endoscopica di alta complessità e innovativa, all’Ospedale “Infermi” di Rimini, dal dottor Marco Di Marco, unità operativa di Gastroenterologia diretta dal dottor Mauro Giovanardi. Si tratta di un intervento di rottura di un voluminoso calcolo del fegato mediante tecnica di litotrissia elettroidraulica intraepatica, effettuata in corso di colangioscopia mediante una tecnica innovativa in uso a Rimini - per i casi in cui ne è appropriato l’utilizzo - e necessaria per l’osservazione endoscopica diretta del sistema biliare intra ed extraepatico.

Il paziente portatore di calcolosi “difficile” del coledoco e delle vie biliari interne al fegato, aveva già subito in passato un intervento chirurgico con l’amputazione di parte dell’intestino, e presentava dunque una anatomia del fegato e delle vie biliari modificata, che rendeva a sua volta non possibile un approccio endoscopico tradizionale per il trattamento della calcolosi.

L’innovativo intervento al quale è stato sottoposto, è stato dunque compiuto in due fasi. Una prima fase diagnostico/operativa è stata diretta dall’equipe della Radiologia Vascolare (dottori Rodolfo Leurini e Rayka Femia), che attraverso un piccolo forellino della cute all’altezza del torace ha eseguito uno studio radiologico delle vie biliari e ha posizionato un drenaggio che ha ridotto il ristagno di bile nel fegato.

Nella seconda fase, due settimane dopo, il dottor Di Marco, sfruttando l’accesso transtoracico, ha eseguito l’intervento endoscopico di frantumazione del calcolo di maggiori dimensioni, responsabile della complicanza infettiva del paziente; la rottura del calcolo in più microframmenti è avvenuta direttamente sotto visione endoscopica con la tecnica della litotrissia elettroidraulica, cioè sfruttando il forte impatto che una bolla d’acqua, innescata da uno stimolo elettrico, ha prodotto sul calcolo, rompendolo.

La particolarità e la complessità dell’intervento, come spiega il dottor Giovanardi, consiste nel fatto che a causa dell’anatomia del paziente, modificata dal precedente intervento chirurgico, si è reso necessario sfruttare l’ingresso attraverso il torace per raggiungere il fegato, una via non diretta e di conseguenza più complessa soprattutto per un intervento endoscopico.

La tecnica di litotrissia elettroidraulica colangioscopica è un intervento innovativo eseguito soltanto in poche occasioni soprattutto con accesso transtoracico.

“Si è trattato di un intervento - spiega il dottor Di Marco - particolare e difficile, che ci ha permesso, insieme all’aiuto dei colleghi radiologi, di alleviare le sofferenze del paziente risparmiandogli un ulteriore e complesso intervento chirurgico che lo avrebbe esposto a rischi operatori maggiori e tempi di recupero sicuramente più lunghi”.

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