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Il Dott. Roberto Casadei, direttore della Uo di Ortopedia e Traumatologia di Forlì ospite alla trasmissione "Salute Informa" di Videoregione, condotta da Saverio Ruggeri, che andrà in onda :

VIDEOREGIONE ROSSA - 12 SU TELECOMANDO
29/ 4 / 2019 ore 18:45
30/ 4 / 2019 ore 06:00 + 11:15

VIDEOREGIONE BLU / 112 SU TELECOMANDO
30/ 4 / 2019 ore 01:30
30/ 4 / 2019 ore 08:15 + 12:45

Il  Dott. Carlo Fabbri, direttore della  UO di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva di Forlì-Cesena ospite alla trasmissione "Salute Informa" di Videoregione, condotta da Saverio Ruggeri, che andrà in onda:

VIDEOREGIONE ROSSA - 12 SU TELECOMANDO
02/ 5 / 2019 ore 18:45
03/ 5 / 2019 ore 06:00 + 11:15

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03/ 5 / 2019 ore 01:30
03/ 5 / 2019 ore 08:15 + 12:45

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L'ecoendoscopia digestiva si sviluppa negli ospedali romagnoli, grazie al dottor Carlo Fabbri, nuovo primario di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Forlì e Cesena.

Una metodica esplorativa del tubo digerente che associa l’immagine endoscopica alla visione ecografica con grandissimo vantaggi per i pazienti, soprattutto nella diagnosi precoce e  nella cura dei tumori.

-  Dottor Carlo Fabbri , da pochi mesi lei è primario di gastroenterologia  di Forlì e Cesena, in prima linea contro i tumori. Membro della European Society of Gastroenterology and Endoscopy, della American Society of Gastroenterology and Endoscopy, é anche Past-President regionale della società italiana di Endoscopia Digestiva e  membro ordinario del Club Italiano di Ecoendoscopia. 

Sicuramente, pertanto, introdurrà e potenzierà nuove tecniche endoscopiche nel territorio romagnolo, di cui lei è un riconosciuto esperto a livello nazionale....

"L'endoscopia digestiva è divenuto uno strumento imprescindibile per la diagnosi e la terapia di un largo spettro di patologie, sia benigne come la malattia da reflusso gastro-esofageo, le ulcere dello stomaco e del duodeno, i diverticoli e i polipi del colon, che maligne, offrendo l'opportunità di diagnosi sempre più precoci e di trattamenti sempre meno invasivi.

 In Romagna vedremo un' importante potenziamento di questa disciplina grazie all' "expertise" degli operatori sanitari coinvolti e alla prossima acquisizione di strumentazione di ultima generazione. "

-Quali vantaggi comporta l'ecoendoscopia in gastroenterologia, rispetto alle tradizionali procedure diagnostiche utilizzate negli ospedali?

"L' ecoendoscopia è una metodica che si attua grazie ad un ecografo miniaturizzato sulla punta di un endoscopio. Ciò consente di fare una ecografia dall'interno del tubo digerente, cosi da poter valutare dettagli od organi che altrimenti non sarebbe possibile studiare con l'endoscopia tradizionale, come ad esempio gli strati della parte gastrica o del retto, il pancreas, le vie biliari e così via ...."

 - Quali sono le applicazioni di questa metodica in campo oncologico? L'ecoendoscopia consente anche di trattare la patologia?

"Grazie a questa tecnica riusciamo a studiare in dettaglio le lesioni tumorali e i tessuti vicini per valutare, ad esempio, la presenza o meno di linfonodi. E' quindi possibile eseguire una biopsia, sotto guida ecoendoscopica, per ottenere una quota di tessuto idonea per la diagnosi microscopica e per eseguire analisi di biologia molecolare che ci aiutano a scegliere le cure più efficaci.

Oggi, in casi selezionati e per alcune patologie tumorali sono possibili trattamenti per via ecoendoscopica,come ad esempio la radiofrequenza, l'applicazione di "fiducials" per indirizzare al meglio la radioterapia per limitarne gli effetti collaterali e  la neorolisi del plesso celiaco, come terapia del dolore."

- Per quale patologie è consigliato?  Come viene eseguito l'esame ? Da chi deve essere prescritto?  Quanto dura l'esame? Quali sono i rischi ? Il paziente viene ricoverato dopo la procedura?

"Le indicazioni all'uso di questa tecnologia sono molto ampie e diverse tra loro.Dalla valutazione delle ulcerazioni dell'esofago dello stomaco e del retto fino allo studio delle malattie del pancreas, del fegato e della colecisti. Inoltre, essa può analizzare, in dettaglio, anche delle lesioni a carico  del mediastino.

A seconda del caso  è proponibile a pazienti esterni, o in regime di ricovero ordinario o di Day Hospital.

Per la sua particolarità, la procedura viene prescritta comunemente da un medico specialista e l'esame viene eseguito in sedazione, o in anestesia generale. La durata è variabile da pochi minuti a un'ora a seconda della problema clinico.

E' un' indagine che possiede rischi minimi, se eseguita per scopo diagnostico, mentre può esporre a rischi maggiori come opzione terapeutica.Chiaramente le procedure ad elevata complessità e rischiose vengono proposte dopo discussione multidisciplinare che valuta attentamente il rapporto rischio/beneficio."

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Il dottor Carlo Fabbri direttore della UO di Gastroenterologia di Forlì e Cesena alla trasmissione TuttoBene Tv.

La puntata 113 di TUTTOBENETV andrà in onda a partire da lunedì 10 Dicembre sino a domenica.

In allegato la programmazione delle messe in onda sulle emittenti in tutta Italia, Croazia e Slovenia.

Clicca qui per vedere il servizio

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Presentato questa mattina il nuovo primario della UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Forlì e Cesena, il dottor Carlo Fabbri.
Presidente Eletto della Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) Regione Emilia Romagna,membro di diversi gruppi di ricerca internazionali, è in possesso dell'abilitazione scientifica universitaria a professore associato. 
 
 
Questa mattina , in presenza del dottor STEFANO BUSETTI, Direttore Sanitario dell'Ausl Romagna, della dottoressa VIRNA VALMORI, Direttrice sanitaria del presidio ospedaliero di Cesena e della dottoressa Elena Vetri, della direzione Sanitaria dell' ospedale di Forlì, è stato presentato il nuovo Direttore della UOC di di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale di Forlì e Cesena, dottor CARLO FABBRI.
" Il dottor Fabbri è  il quarto primario nominato nel 2018 a Forlì- spiega il direttore Busetti - Il 12 dicembre verrà fatta la selezione per la nomina del primario di Geriatria e, a gennaio 2019, di Medicina Interna.Il dottor Fabbri si troverà a gestire un' importante attività  di interventistica ecoendoscopica, un'attività  di degenza e gli screening al colon - retto. Lo abbiamo scelto perché pensiamo che abbia le caratteristiche e le competenze adeguate a questo importante compito. "
 
Quarantanove anni, bolognese di nascita, il dottor Carlo Fabbri si è laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e si è specializzato  in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso l'Università degli Studi di Bologna. E' stato Visiting Resident presso “Division of Inflammatory bowel diseases” del Mount Sinai Hospital diretto dal Prof Daniel Present in New York City, New York, U.S.A e ha poi svolto, nel 2001 e 2002,  un approfondimento teorico e pratico in Oncologia Digestiva ed Ecoendoscopia Diagnostica ed Operativa presso l’Institut Paoli Calmettes, Centre regional de lutte contre le cancer di  Marsiglia con il prof. Marc Giovannini. Presidente Eletto della Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) Regione Emilia Romagna, è Membro ordinario del Club Italiano di Ecoendoscopia (IEC).  Nel 2018 ha ottenuto l'abilitazione scientifica nazionale universitaria a professore associato. E' Docente al  Master in Malattie dell'Apparato Digerente Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Medicina e Chirurgia “Agostino Gemelli”, Roma, al Master di II livello in Endoscopia Digestiva Operativa Università degli Studi di Torino DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIRURGICHE e al Master di II livello in Endoscopia Avanzata "Luigi Barbara", Università degli Studi Di Bologna, Direttore Prof. Giancarlo Caletti. Svolge attività di formazione presso la sala operativa dell’Ospedale Bellaria e presso la Piastra endoscopica dell’Ospedale Maggiore a medici provenienti da tutto il territorio nazionale e internazionale per approfondimento pratico sulle procedure di ecoendoscopia sia diagnostica che associata ad FNA per l’esaminazione citologica di patologie oncologiche a carico dell’apparatodigerente e del mediastino . E' membro di un gruppo di ricerca internazionale qualificato, denominato BOWEL, finalizzato a studi prospettici multicentrici sulla colonscopia e sulle tecniche di bonifica endoscopica dei polipi. Membro di un gruppo di ricerca internazionale qualificato per la valutazione della efficacia e sicurezza di un innovativo stent metallico "lumen apposing" (AXIOS),  per il trattamento endoscopico delle raccolte fluide addominali e di un gruppo di ricerca nazionale qualificato, per l'elaborazione di materiale didattico e la formazione teorico-pratica sulla colonscopia di qualità e le tecniche diagnostiche e terapeutiche associate. E' reviewer per le riviste:
-Gastrointestinal Endoscopy
-Digestive and Liver Diseases
-Surgical Endoscopy
-Endoscopy International Open
-Endoscopy
-Scandinavian Journal of Gastroenterology
-Endoscopic Ultrasound Ha organizzato o partecipato come relatore a 80 convegni scientifici, in Italia e all’estero. E' autore e co-autore di 92 articoli scientifici su riviste indexate . Ha ottenuto la Certificazione Europea (ESGE) di Program for Endoscopic Teachers (PET) e l' Outstanding contribution award della rivista Endoscopic Ultrasound .
"Sono lusingato di venire a lavorare per un'azienda così importante per Innovazione Tecnologica e Potenziale Umano  - spiega il dottor Fabbri - La gastroenterologia è polimorfa perché contiene organi completamente diversi e necessita di diverse specialità.  Per questo deve lavorare in continua collaborazione con il Territorio e le CASE DELLA SALUTE."
"I gastroenterologi  - prosegue - devono curare anche gli stili di vita,oltre alle malattie funzionali. Per questo gli screening sono fondamentali. Aderire significa innanzitutto voler bene a se stessi.
Infine mi sembra importante sottolineare l'importanza dell' endoscopia interventistica che permette di curare in modo mininvasivo tante patologie".
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Un paziente dell’Ospedale di Rimini affetto da ascessi epatici per una infezione legata a calcolosi, è stato trattato con una procedura endoscopica di alta complessità e innovativa, all’Ospedale “Infermi” di Rimini, dal dottor Marco Di Marco, unità operativa di Gastroenterologia diretta dal dottor Mauro Giovanardi. Si tratta di un intervento di rottura di un voluminoso calcolo del fegato mediante tecnica di litotrissia elettroidraulica intraepatica, effettuata in corso di colangioscopia mediante una tecnica innovativa in uso a Rimini - per i casi in cui ne è appropriato l’utilizzo - e necessaria per l’osservazione endoscopica diretta del sistema biliare intra ed extraepatico.

Il paziente portatore di calcolosi “difficile” del coledoco e delle vie biliari interne al fegato, aveva già subito in passato un intervento chirurgico con l’amputazione di parte dell’intestino, e presentava dunque una anatomia del fegato e delle vie biliari modificata, che rendeva a sua volta non possibile un approccio endoscopico tradizionale per il trattamento della calcolosi.

L’innovativo intervento al quale è stato sottoposto, è stato dunque compiuto in due fasi. Una prima fase diagnostico/operativa è stata diretta dall’equipe della Radiologia Vascolare (dottori Rodolfo Leurini e Rayka Femia), che attraverso un piccolo forellino della cute all’altezza del torace ha eseguito uno studio radiologico delle vie biliari e ha posizionato un drenaggio che ha ridotto il ristagno di bile nel fegato.

Nella seconda fase, due settimane dopo, il dottor Di Marco, sfruttando l’accesso transtoracico, ha eseguito l’intervento endoscopico di frantumazione del calcolo di maggiori dimensioni, responsabile della complicanza infettiva del paziente; la rottura del calcolo in più microframmenti è avvenuta direttamente sotto visione endoscopica con la tecnica della litotrissia elettroidraulica, cioè sfruttando il forte impatto che una bolla d’acqua, innescata da uno stimolo elettrico, ha prodotto sul calcolo, rompendolo.

La particolarità e la complessità dell’intervento, come spiega il dottor Giovanardi, consiste nel fatto che a causa dell’anatomia del paziente, modificata dal precedente intervento chirurgico, si è reso necessario sfruttare l’ingresso attraverso il torace per raggiungere il fegato, una via non diretta e di conseguenza più complessa soprattutto per un intervento endoscopico.

La tecnica di litotrissia elettroidraulica colangioscopica è un intervento innovativo eseguito soltanto in poche occasioni soprattutto con accesso transtoracico.

“Si è trattato di un intervento - spiega il dottor Di Marco - particolare e difficile, che ci ha permesso, insieme all’aiuto dei colleghi radiologi, di alleviare le sofferenze del paziente risparmiandogli un ulteriore e complesso intervento chirurgico che lo avrebbe esposto a rischi operatori maggiori e tempi di recupero sicuramente più lunghi”.

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Parola d’ordine, migliore accoglienza per i pazienti. Siano essi degenti o ambulatoriali. E’ questa la motivazione principale che ha motivato una serie di lavori che ha portato alla realizzazione dei nuovi ambulatori e camere di degenza per le unità operative di medicina e di gastroenterologia, che si sono inaugurati questa mattina con la partecipazione dell’assessore Jamil Sadegolvaad del Comune di Rimini, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, del direttore dei presidi ospedalieri della provincia di Rimini Romeo Giannei, dei direttori delle Unità operative di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva Mauro Giovanardi e di Medicina Giorgio Ballardini, e della responsabile dell’unità semplice di Diabetologia Anna Carla Babini.

I lavori

Si è trattato di una ristrutturazione che si inserisce nell’ambito della riqualificazione generale dell’edificio denominato “monoblocco” situato presso l’Ospedale Infermi di Rimini, nel quale sono stati effettuati negli ultimi anni, diversi interventi di ristrutturazione edile, strutturale, impiantistica e di adeguamento alle normative per la prevenzione incendi nei vari piani, nell’ottica di una ottimizzazione funzionale e tecnologica degli spazi esistenti.

L'area di intervento è compresa tra la scala “B” e la scala “Ovest” dell'edificio e il progetto riguarda la ristrutturazione dei locali lasciati liberi dal reparto di medicina II. Parte dei nuovi locali (900 metri quadrati) sono destinati a sette ambulatori: sei per la medicina con attività di Diabetologia, Endocrinologia, Epatologia, Day Hospital ed un ambulatorio per visite di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.) e Day Hospital di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva.

Il Day Hospital è dotato di quattro posti letto e due poltrone. Sono inoltre presenti tutti gli spazi di supporto: medicheria, due locali infermieri, locale coordinatore, locale addestramento, segreteria, servizi igienici, locale dietista, sale attesa, sala riunioni, locale associazione, distribuzione farmaci/dispositivi.

L'altra parte dei locali ristrutturati (270 metri) è destinata ad ulteriori dieci posti letto, suddivisi in cinque stanze a due letti l’una e relativi spazi di supporto, per il reparto attiguo di Medicina.

Sono garantiti, inoltre, i rapporti aeroilluminanti e di oscurabilità degli ambienti di degenza e dei locali di lavoro; le camere sono dotate di appositi impianti, collegamenti elettrici e travi testaletto complete di impianti gas medicinali e impianti di chiamata degli infermieri.

I lavori sono durati circa un anno, seguiti dall’Unità operativa Attività Tecniche (diretta dall’architetto Enrico Sabatini), e sono stati completamente finanziati dall'Ausl della Romagna per un importo di euro 800mila. Inoltre sono stati acquistati parte degli arredi per un importo di euro 15mila.

L’attività clinica

L’area ambulatoriale e di Day Hospital della medicina contempla la presenza media, al mattino, di 5-6 medici, divisi nelle varie attività e 1 o 2 al pomeriggio, 5 giorni alla settimana e 1 o 2 al sabato mattina. Il personale infermieristico è rappresentato da una coordinatrice, 9 infermieri e una dietista e un amministrativo.

Nel 2017 sono stati 11.240 i pazienti afferenti ai servizi, per un totale di 21.034 accessi e 23.200 prestazioni. I pazienti diabeti rappresentano circa il 50 per cento: 5.740 (sempre nel 2017), con 12.000 accessi e circa 14.000 prestazioni. Altri 5.500 pazienti, con 9.034 accessi e 9.632 prestazioni afferiscono invece all’area epatologica ed endocrinologica.

Le prestazioni fornite sono: Visite diabetologiche (controlli, prime visite, visite podologiche, gravidanza a rischio), screening e trattamento del piede diabetico (per l’intero ambito provinciale), Dietologia, Educazione terapeutica, visite endocrinologiche, visite post chirurgiche, ecografia tiroide ed ago aspirati (circa 450 all’anno), visite epatologiche, gestione percorso trapianto di fegato, ambulatorio Epatocarcinoma, attività eco interventistica (biopsie epatiche alcolizzazioni, trattamento con radiofrequenze) ecografia, Fibroscan, Ecografia con contrasto.

L’accesso ai letti è legato essenzialmente al trattamento e prevenzione delle complicanze della cirrosi epatica (infusione di albumina, paracentesi), alla diagnostica invasiva (biopsie epatiche) ai trattamenti percutanei di alcolizzazione di tumori del fegato, all’esecuzione di test dinamici endocrinologici, al trattamento in acuto di chetoacidosi diabetiche per evitare il ricovero.

In questa area si concentrano le attività diabetologiche legate al diabete in gravidanza e le alte tecnologie del diabete, la dietetica avanzata (counting dei carboidrati) il piede diabetico.

Sono inoltre disponibili una sala riunioni per momenti educativi ed aggiornamenti di gruppo e uno sportello della farmacia interna per il ritiro di farmaci e dispositivi per diabetici.

La Gastroenterologia ha un posto letto di D.H., che utilizza in gran parte per il trattamento infusionale con farmaci biologici di pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. In questo momento i pazienti attivamente trattati sono 51. Presso il nuovo Day Hospital sarà trasferito anche l'ambulatorio dedicato delle malattie infiammatorie croniche intestinali, presso cui sono seguiti 950 pazienti di cui il 40 per cento affetti da morbo di Crohn e il 60 per cento da Rettocolite Ulcerosa.

Nel 2017 sono state eseguite oltre 1.000 visite di controllo  e 90 prime prime visite.

Dopo l’introduzione del dottor Giannei, l’assessore Sadegolvaad ha evidenziato come “sia stata fatta tanta strada da quando l’ospedale è stato fondato, ormai tanti anni fa. E’ profondamente migliorato e si è innovato, grazie a spazi sempre più accoglienti e alle capacità e abnegazione di medici e operatori. E’ importante evidenziare quanto l’Azienda sanitaria e la Regione impegnino risorse per un’offerta sanitaria sul territorio sempre più adeguata e all’avanguardia”.

Il dottor Busetti ha aggiunto che “queste opere hanno un valore aggiunto intrinseco, al quale si aggiunge il fatto di essere solo un primo tassello di una serie di interventi che miglioreranno ulteriormente l’offerta sanitaria riminese”.

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