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C'erano tutti gli studenti delle classi quinte del Liceo Classico "G.B.Morgagni", centinaia di ragazzi e ragazze, alla presentazione del volume su Giovan Battista Morgagni, dal titolo "Morgagni e Forlì",svoltasi oggi alla Sala Icaro, in viale Roma e organizzata dalla direzione scolastica.
Il volume, edizioni Grafikamente, è stato pubblicato a maggio 2018, è a cura di Giancarlo Cerasoli e del gruppo Ausl Romagna Cultura ed ha ricevuto il contributo di Formula Servizi ed Estados Cafè e la collaborazione dell'Istituto Oncologico Romagnolo


Il volume

Il progetto è nato da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, nell’ambito del progetto di valorizzazione del patologo forlivese Giovan Battista Morgagni.La narrazione si svolge attraverso sette saggi, tutti ampiamente illustrati:  Franco Zaghini offre un panorama della situazione politica, economica e sociale della Forlì del secolo XVIII;  Giancarlo Cerasoli (gruppo Ausl Cultura) passa al setaccio le autobiografie e le biografie di Morgagni, individuandone i punti nei quali sono raccontate le vicende forlivesi del protagonista;  Enrica Micelli e un gruppo di studentesse del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì ricavano informazioni utili a meglio delineare la personalità del medico dalla lettura dei suoi testamenti e di alcune lettere da lui inviate al suo procuratore forlivese Giovan Gualberto Pantoli; Antonella Imolesi Pozzi presenta un vasto corpus, in gran parte inedito, di opere (quadri, statue, stampe, medaglie) conservate a Forlì, che riguardano l’iconografia del medico forlivese; Anna Rosa Bambi, rifacendosi al "Libro di casa Morgagni", ricostruisce le complesse vicende dell’origine “mercantile” di quella famiglia,ripercorrendo le trame commerciali e quelle politiche, culminate con l’attribuzione del seggio del consiglio cittadino; Paola Palmiotto compie una documentata analisi sui modi attraverso i quali la città natale volle ricordare Giambattista nel corso dei secoli; Gianluca Braschi svela il lavoro di documentazione che servì all’anatomista forlivese per scrivere le Epistole Aemiliane, nelle quali prese in esame la storia di parte del territorio della Romagna e dell’Emilia.Completano il libro due importanti contributi, che riguardano la docufiction su Morgagni girata di recente dal regista Cristiano Barbarossa. Nel primo il regista racconta la trama dell’opera e nel secondo Leonardo Michelini illustra le splendide immagini da lui scattate durante le riprese cinematografiche.

"La presentazione  è iniziata con il saluto del dirigente scolastico Marco Molinelli, cui è seguita la mia introduzione- spiega la professoressa Enrica Micelli, docente di latino e greco al Liceo Classico di Forlì - Abbiamo quindi trasmesso il trailer della docufiction su Giovan Battista Morgagni, cui è seguito l'interessantissimo intervento del curatore del libro, dottor Giancarlo Cerasoli, del gruppo Ausl Romagna Cultura. Infine sono intervenute, per illustrare il loro contributo al volume, Costanza Ragazzini, Sofia Casadei Monti. Erano presenti anche le altre studentesse che hanno partecipato al progetto del volume, Elena Chiarini, Clarissa Nocella  e Silvia Muscolino."

Il contributo degli studenti e delle studentesse del Liceo Classico al "progetto" Morgagni non si è limitato all' importante collaborazione al volume, ma si è esteso alla partecipazione alla docufiction sul noto patologo forlivese e alla collaborazione al  sito www.morgagnipatologo.it, insieme agli studenti del Liceo Scientifico di Forlì.

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DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


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Forte del successo riscosso con i cicli di conferenze tenutesi dal 2016, il Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe, Ausl Romagna Cultura e il Laboratorio di Antropologia e DNA antico-DBC Ravenna, Università di Bologna, promuove e ospita una nuova serie di conversazioni nel mese di ottobre 2018 e con essa intende ribadire il suo ruolo di ‘luogo identitario e depositario della memoria locale’, centro propulsore di educazione e di conoscenza per la valorizzazione non solo delle proprie collezioni archeologiche ma anche, grazie all’apporto di studiosi e ricercatori qualificati, del patrimonio storico della città di Forlimpopoli e delle più recenti e significative esperienze nel campo della ricerca scientifica e della museologia.

 

Il ciclo di conferenze si articolerà nel seguente calendario di appuntamenti:

 A cura di Silvia Bartoli e Mirko Traversari

Venerdì 5 ottobre ore 20.30
L'arte del sarto nel Medioevo.
Quando la moda diventa mestiere
Elisa Tosi Brandi
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Rimini


Venerdì 12 ottobre ore 20.30
Alimentazione e tumore dello stomaco
Luca Saragoni
Anatomopatologo, AUSL della Romagna


Venerdì 19 ottobre ore 20.30
Insani appetiti: i cannibali del Medioevo italiano
Angelica Montanari
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Ravenna

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LUGO: TORNA PURTIMIRO,

IL FESTIVAL BAROCCO

DIRETTO DA RINALDO ALESSANDRINI

 

BACH, HÄNDEL, STRADELLA, BOCCHERINI, L'OPERA ARMINIO DI BONONCINI IN PRIMA MODERNA, I DIVERSI AMORI DI MONTEVERDI,I CONCERTI POMERIDIANI

Il festival è in collaborazione con Ausl Romagna Cultura. La Fondazione Teatro Rossini conferma lo sconto per tutti i dipendenti dell'Ausl della Romagna pari al 25% sul prezzo intero del biglietto degli spettacoli del festival Purtimiro in scena al Teatro Rossini.Per ottenere lo sconto rivolgersi alla biglietteria presentando idonea documentazione attestante l'appartenenza all'Azienda.

 

Dal 27 settembre al 14 ottobre 2018 terza edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma diciotto eventi musicali dei quali tre dedicati al genio di Bach. Poi l'opera in prima moderna “Arminio” di Bononcini, l'oratorio “Ester, liberatrice del popolo ebreo” di Stradella, la serenata “Aci, Galatea e Polifemo” di Händel e uno spettacolo su musiche di Monteverdi.

Sei i concerti pomeridiani in Sant'Onofrio, l'oratorio di proprietà dell'Ausl Romagna. Oltre ad Alessandrini e al suo Concerto Italiano in residenza, sul palco i più noti interpreti barocchisti italiani: Vanni Moretto con Atalanta Fugiens, Alfredo Bernardini e l'Ensemble Zefiro, il Sogno Barocco con Paolo Perrone, l'Imaginarium Ensemble con Enrico Onofri, l’Alea Ensemble, la Cappella Augustana con Matteo Messori. Fra i cantanti spiccano i nomi di Sara Mingardo, Francesca Aspromonte, Silvia Frigato, Raffaele Giordani, Filippo Mineccia, Carlo Vistoli e Furio Zanasi.

 

LUGO DI ROMAGNA (RA), 24 settembre 2018 – Archiviato il successo di pubblico e di critica arriso alle prime due edizioni di PURTIMIRO al Teatro Rossini di Lugo, alias le “Feste Musicali attorno all'opera barocca” nate per celebrare i trent'anni della riapertura in epoca moderna del Rossini avvenuta il 3 dicembre 1986, ecco arrivare la terza edizione 2018, sempre sotto la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini, in programma dal 27 settembre al 14 ottobre 2018.

 

Clavicembalista, musicologo, direttore, ammirato internazionalmente quale interprete di riferimento per la musica del Sei-Settecento, Rinaldo Alessandrini ha intrapreso nel 2016 l’incarico di direttore musicale del festival assieme a Valerio Tura, consulente artistico, con il proposito di fare di Lugo un centro di eccellenza per la presentazione, e in alcuni casi per la riscoperta, di perle del repertorio operistico italiano del tempo, all'interno di quel gioiello architettonico qual è il Teatro Rossini di Lugo (solennemente inaugurato nel 1761), contenitore ideale per questo genere di musica e di repertorio grazie anche alla sua straordinaria acustica. Suggestivo è il titolo del festival, PURTIMIRO, che contrae l'incipit del celebre duetto “Pur ti miro, pur ti godo” che compare alla fine dell'opera L'incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi.

 

Romano, classe 1960, clavicembalista e leader di Concerto Italiano – gruppo da lui fondato e in residenza a Purtimiro – Rinaldo Alessandrini ha in qualche modo rivoluzionato l'interpretazione della musica vocale italiana del Seicento, il secolo di Monteverdi, ricevendo universale plauso da parte del pubblico e della critica. Nel 2002 ha ricevuto, con il Concerto Italiano, il Premio Abbiati per la sua attività. Nominato Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres nel 2003, è membro dell'Accademia Filarmonica Romana.

 

Sono diciotto gli appuntamenti barocchi di PURTIMIRO 2018, eseguiti dai migliori specialisti italiani della prassi esecutiva storicamente informata, distribuiti su tre fine settimane dal 27 settembre al 14 ottobre, dal giovedì alla domenica, con l'importante novità dei sei concerti pomeridiani all'Oratorio di Sant'Onofrio il sabato e la domenica alle ore 18, a mo' di preludio dell'evento serale al Teatro Rossini.

 

PURTIMIRO 2018 si apre nel nome di Johann Sebastian Bach giovedì 27 settembre alle ore 20.30 con l'esecuzione delle “QUATTRO OUVERTURES PER ORCHESTRA” BWV 1066-69: quattro capolavori assoluti molto diversi fra loro, all'interno dei quali sono contenute alcune delle musiche più popolari di Bach, dall'Aria sulla Quarta Corda e all'irresistibile Badinerie, in cui il Cantor dà un saggio della sua capacità incontrastata di impossessarsi dello stile barocco francese. Rinaldo Alessandrini e il CONCERTO ITALIANO ne saranno i brillanti interpreti.

 

Venerdì 28 settembre il gruppo ATALANTA FUGIENS diretto da Vanni Moretto sarà invece il tramite del genio barocco del giovane Georg Friedrich Händel: in programma la sua Serenata a tre voci su libretto di Nicola Giuvo “ACI, GALATEA E POLIFEMO”, composta nel 1708 per le nozze del duca di Alvito, coi cantanti solisti Alicia Amo, Marta Fumagalli e Mirco Palazzi.

 

Sabato 29 settembre ecco “BOCCHERINI SACRO E PROFANO”, un omaggio all'autore del celebre Minuetto, sia nel repertorio sacro (Stabat Mater) che in quello profano (quartetti e quintetti) nel bel recital di Francesca Aspromonte, il soprano rivelazione dei nostri giorni, con l'ALEA ENSEMBLE, quartetto d'archi italiano con strumenti originali che per l'occasione verrà integrato dal chitarrista Matteo Mela e da Riccardo Coelati Rama al violone.

 

Clou dell'intero festival domenica 30 settembre alle 20.30 con la prima riproposizione in epoca moderna dell'opera “ARMINIO” di Antonio Maria Bononcini (1677-1726), l'operista nato a Modena e attivo a Londra e Vienna, fratello di Giovanni (anche lui operista, assieme al quale molto rivaleggiò con Händel a Londra) e figlio del forse più noto – almeno nell'ambito strumentale – Giovanni Maria Bononcini, nativo di Zocca. L'opera, che conobbe la sua prima esecuzione il 26 luglio 1706 a Vienna e si avvarrà della revisione critica dello stesso Alessandrini, è uno dei migliori esempi di 'teatro barocco viennese', ambientata ai tempi della battaglia di Teutoburgo in Bassa Sassonia (9 d. C.), allorché il condottiero germanico Arminio sterminò con l'astuzia oltre ventimila soldati romani guidati dal generale Publio Quintilio Varo. Finezza di scrittura, bel melodismo e sottigliezza psicologica caratterizzano quest'opera di Bononcini su testo del raffinato poeta bolognese Pietro Antonio Bernardoni, che per l'occasione verrà eseguita in forma di concerto da un gruppo di giovani cantanti italiani emergenti, tutti reduci da una specifica preparazione nel canto barocco: Giulia Bolcato, Benedetta Corti, Valeria Girardello, Alessandro Ravasio, Enrico Torre, i quali si uniranno a Raffaele Giordani e al CONCERTO ITALIANO con Rinaldo Alessandrini sul podio. Questa operazione vuole confermare l’interesse che il festival dedica alle nuove forze interpretative dei giovani musicisti italiani, interesse che spera di rendere parte cospicua e integrante delle edizioni a venire.

 

La seconda settimana di PURTIMIRO 2018 si aprirà giovedì 4 ottobre col concerto “VENEZIA, ROMA, NAPOLI”, cioè concerti e cantate di Vivaldi, Scarlatti, Corelli, Durante e Pergolesi tutti appartenenti alle cosiddette tre scuole del barocco italiano (veneziana, romana, napoletana), con Rinaldo Alessandrini, il CONCERTO ITALIANO e la partecipazione del soprano Sonia Frigato e del trombettista Gabriele Cassone.

 

1700” è invece il suggestivo titolo del concerto di venerdì 5 ottobre, ovviamente riferito all'anno in cui furono pubblicate tutte le musiche strumentali ivi eseguite di autori meno noti quali Evaristo Dall'Abaco, Michele Mascitti, Giuseppe Brescianello, Nicola Fiorenza e di tre giganti come Baldassare Galuppi, Francesco Geminiani e Antonio Vivaldi. Tutte opere di gran pregio musicale, in parte oggetto dell'ultima registrazione di Rinaldo Alessandrini col CONCERTO ITALIANO, uscita in aprile in tutto il mondo per l'etichetta francese naïve.

 

Ad Alfredo Bernardini e al suo eccellente gruppo strumentale ENSEMBLE ZEFIRO è affidato il concerto di sabato 6 ottobre dal titolo “HARMONIEMUSIK”, interamente dedicato ad arrangiamenti d'autore per ottetto di fiati di opere di Mozart (Nozze di Figaro e Don Giovanni) e Rossini (Barbiere di Siviglia).

 

DIVERSI TIPI D'AMORE” è l'originale spettacolo con musiche di Claudio Monteverdi, Biagio Marini E Luigi Rossi ideato da Rinaldo Alessandrini, che ne firma anche regia, scene e costumi, in programma domenica 7 ottobre: è una nuova drammaturgia scenica, una mise en espace delle più belle pagine dalle opere Il ritorno di Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea di Monteverdi in cui si esplicano i vari tipi di amore, dall'amore interessato a quello mendace, dalla scoperta dell'amore all'amore ritrovato, subdolo, umiliato, nostalgico, fino al trionfo dell'amore. Il tutto con la partecipazione di grandi interpreti vocali del barocco quali Sara Mingardo, Arianna Venditelli, Carlo Vistoli, Elena Biscuola, Valerio Contaldo, Raffaele Giordani e Furio Zanasi.

 

Di nuovo Bach per l'apertura dell'ultima settimana di Purtimiro 2018, giovedì 11 ottobre al Teatro Rossini, e un titolo piuttosto ingombrante: “CAFFÈ ZIMMERMANN. Di Johann Sebastian Bach per l'occasione Rinaldo Alessandrini e il Concerto Italiano eseguiranno infatti la Cantata “Non sa che sia dolore” per soprano, traverso e archi BWV 209, poi il Concerto per cembalo e archi in re maggiore BWV 1054, infine la celeberrima Kaffekantate BWV 211 (Cantata del caffè). Tutte opere cioè create e concepite per essere eseguite al Caffè Zimmermann di Lipsia, dove Bach passava molto del suo tempo libero, diventato leggendario luogo di incontro di artisti, poeti ed intellettuali. Interpreti vocali Francesca Boncompagni, Raffaele Giordani e Salvo Vitale.

 

Venerdì 12 ottobre: “SOSPIRI DI DOLORE... SOSPIRI D'AMORE” è il bel titolo di argomento inequivocabile col gruppo IL SOGNO BAROCCO diretto da Paolo Perrone e la partecipazione straordinaria del contraltista Filippo Mineccia. Un florilegio di arie e cantate sacre del barocco italiano con musiche di Mannelli, Gasparini, Stradella, Durante, Caldara, Bisso.

 

Sabato 13 ottobre sarà la volta del concerto “NON UDITE LO PARLARE” (La parola al violino barocco) con l'IMAGINARIUM ENSEMBLE diretto dall'eminente violinista Enrico Onofri: un programma dedicato al rapporto tra voce umana e virtuosismo strumentale italiano dal primo Seicento sino al tardo Barocco, con opere di Cima, Virgiliano, Rognoni, Rognono, Castello, Uccellini, Pandolfi Mealli, Bonporti e Corelli.

 

Grande concerto di chiusura del festival PURTIMIRO 2018 domenica 14 ottobre con l'esecuzione integrale di un assoluto capolavoro del barocco romano: l'Oratorio in due parti “ESTER, LIBERATRICE DEL POPOLO EBREO” su libretto di Lelio Orsini del grande e mai sufficientemente lodato Alessandro Stradella (1639-1682). Rinaldo Alessandrini ne sarà quasi sicuramente storico interprete con il CONCERTO ITALIANO al gran completo.

 

Fra i sei concerti pomeridiani all'Oratorio di Sant'Onofrio (inizio alle ore 18) spiccano i tre appuntamenti per coppie di strumenti – “A due violini”, “A due violoncelli”, “A due arpe” – con grandi interpreti barocchisti come Luca Giardini, Mauro Valli e Mara Galassi (29 settembre, 6 e 14 ottobre), il programma monografico bachiano col flautista Marcello Gatti e il cembalista Francesco Corti (30 settembre), il programma “Vesuvio” con musiche barocche napoletane col gruppo Arsenale Sonoro di Boris Begelman (7 ottobre), infine “Italo-Teutonica Musa” con musiche di Steffani, Lotti e Händel con la Cappella Augustana di Matteo Messori (13 ottobre).

 

Molto apprezzati dal pubblico, sono confermati anche nel 2018 tre “Incontri col barocco” a cura del musicologo Enrico Gramigna alla Sala Baracca della Rocca Estense (a ingresso libero): il 28 settembre (Händel e Bononcini), 5 ottobre (La trascrizione), 12 ottobre (L'oratorio).

 

 

Programma: www.purtimiro.it

 

 

 

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Dopo aver ospitato il feretro di Francesco Baracca, l'Oratorio di Sant'Onofrio di Lugo, di proprietà dell' Ausl Romagna, torna protagonista di un altro importante evento, la mostra "Rossinissimo",dall'8 al 16 settembre 2018

 

Sabato 8 settembre, per i 150 anni dalla morte di Gioachino Rossini e i 50 anni di vita e di attività della Pro Loco, Lugo ha ospitato un evento ispirato dall’associazione e rivolto ad omaggiare il grande musicista e compositore di Pesaro che visse due anni a Lugo agli inizi del 1800. Si tratta della mostra “Rossinissimo”, che sarà allestita, con la collaborazione di Ausl Romagna Cultura, all’interno dell’Oratorio Sant’Onofrio, dove sono custodite le spoglie dei canonici Giuseppe e Luigi Malerbi che insegnarono i primi rudimenti della musica a Rossini, e a pochi passi dalla Chiesa del Carmine nella quale Rossini si esercitava all'Organo di Gaetano Callido. La mostra è stata inaugurata  alla presenza di eminenti personalità del mondo della musica, a cominciare dal Maestro Riccardo Muti, direttore della Filarmonica di Chicago (vedi foto)

Presente anche il curatore della mostra, il Maestro Giuseppe Montanari, ex direttore musicale del palcoscenico della Scala, che nei suoi 50 anni di attività ha diretto opere e concerti in tutta Europa alla guida di prestigiose compagini orchestrali italiane, e alla presenza annunciata di rappresentanti del Governo italiano.

LA MOSTRA

La mostra sarà un viaggio nella vita e nelle opere di Rossini non soltanto attraverso il materiale (fotografie, documenti, reperti, scritti, testi e quant’altro) che la Pro Loco ha già iniziato a raccogliere non solo dai collezionisti lughesi ma anche dalla famiglia di un Maestro di musica e da Reto Mueller, studioso di Rossini e responsabile della Società tedesca Rossini nata nel 1989 con l’obiettivo di studiare la vita e le opere di Rossini, incoraggiare l’esecuzione di opere rossiniane in teatro e nei concerti e sostenere l'attività di musicisti, ricercatori, studenti e appassionati. Il paziente e appassionato lavoro della Pro Loco si avvale del patrocinio del Comune di Lugo e di Ausl Romagna Cultura,  della collaborazione dell’Aido Bassa Romagna, associazione che non si dedica solo alla promozione e sensibilizzazione sull’importanza della donazione degli organi, ma è anche promotrice di cultura, che nei giorni della mostra metterà a disposizione un gruppo di suoi volontari, e del mondo delle associazioni, in particolare della Cna e della Confartigianato di Lugo. In questo modo avviene un inconsueto incontro tra creazioni virtuose di alcuni artigiani locali e la storia della nostra città; questo quasi a provocare una contaminazione tra talenti artigiani e la storia di un territorio. E non va trascurato il prezioso contributo del progetto realizzato dalla Camera di Commercio di Ravenna, dalla Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese, da Cna e Confartigianato, e della concessionaria Peugeot Lattuga Giulio srl di Lugo. La mostra resterà aperta fino al 19 settembre 2018 e sarà visitabile anche negli stessi giorni in cui a Lugo si terrà l’importante Fiera Biennale della Bassa Romagna.

 

L'ORATORIO SANT'ONOFRIO

 

"L'oratorio, di proprietà dell'Ausl Romagna - spiega la dottoressa Sonia Muzzarelli, Responsabile  della conservazione del patrimonio storico-artistico Ausl della Romagna - risale al 1679 e si presenta, al suo interno, in stile prettamente barocco sia dal punto di vista architettonico che decorativo.Ci sono tre cappelle e un altare centrale, costruito in occasione del restauro degli anni '60. La cappella di destra è dedicata alla Beata Vergine di Loreto, quella di sinistra a San Giovanni di Natha.
L'oratorio è ricco di tele, affreschi e stucchi di Tommaso Missiroli, detto il Villano, e di Ignazio Stern. Quasi tutte le suddette opere raffigurano momenti della vita di S. Onofrio. Sopra la porta di ingresso è stato innalzato il cinotafio (ossia il monumento sepolcrale vuoto) in onore nel defunto Clemente Galanotti, che aveva disposto la costruzione dello stesso oratorio.Per maggiori info sulla storia dell'oratorio e sulle opere d'arte conservate, scarica qui la pubblicazione a cura dell'Azienda USL Ravenna-Romagna.Attualmente chiusa al culto religioso, ospita mostre e rassegne d'arte.
Per informazioni e prenotazione visite guidate: sonia.muzzarelli@auslromagna.it

 

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I progetti di Ausl Romagna Cultura con il Dipartimento dei Beni Culturali dell' Università di Bologna in onda a Tutto bene TV
 
 
La puntata di TUTTOBENETV, con il prof. Mirko Traversari e la dottoressa Tiziana Rambelli, andrà in onda a partire da lunedì 27 agosto.
 
In allegato la programmazione presso le emittenti in tutta Italia, Croazia e Slovenia.
 
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Dopo il progetto di valorizzazione della figura del patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, “Principe degli anatomisti europei”, grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni, ci troviamo ora in uno stato avanzato per un progetto di studio che avrà come protagonista la carismatica figura di San Mercuriale, patrono di Forlì. Protagonisti, ancora una volta, il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

 In vista, infatti, della Festa di San Mercuriale, che si celebra il 26 ottobre, si prospetta un fine 2018 ricco di importanti ed interessanti progetti di studio e valorizzazione per la città di Forlì e per i simboli e i personaggi che la rappresentano nella storia civile e religiosa.

 Oggetto , questa volta, dello studio scientifico dei ricercatori  saranno infatti  le preziose reliquie di San Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo.

“Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi – spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - Già nel corso degli anni Ottanta venne operata una ricognizione dal compianto Prof. Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

Ma qual è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” , insomma, i sacri resti?

“Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte - prosegue il dottor Traversari - Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì.”

Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”Sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Mons. Livio Corazza, quale nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise.”

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna ,  dal 948 ed a Pistoia ,  dal 940.

Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni  e  daranno una precisa collocazione storica alle reliquie.

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università - spiega la dottoressa Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna. Per ora diamo solo un’anticipazione del progetto, in autunno organizzeremo una conferenza stampa per la città, con tutti i protagonisti dell’iniziativa, cui si possono aggiungere, naturalmente, tutti coloro che desiderino collaborare per sostenere la valorizzazione di questo importante simbolo per la città”

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La collaborazione di Ausl Romagna Cultura con il Dipartimento universitario dei Beni Culturali di Ravenna assume caratteristiche "internazionali" con l'arrivo, nella giornata di martedì 05/06/2018, di una delegazione di antropologi ungheresi, del Museo di Storia Naturale di Budapest (Ungheria), presenti oggi all'ospedale  "Morgagni - Pierantoni" di Forlì.
Il gruppo di docenti, la prof.ssa Ildikò Pap, il dottor Tamás Hajdu e il dottor Tamás Szeniczey, afferenti al Department of Anthropology, Hungarian Natural History Museum, Budapest  e del Eötvös Loránd University-Department of Biological Anthropology, Budapest,  erano accompagnati dal dottor Mirko Traversari  e dal dottor  Antonino Vazzana del Laboratorio di Antropologia del Dipartimento dei Beni Culturali di Ravenna e per Ausl Romagna Cultura, dalla dottoressa Tiziana Rambelli.
" Gli studiosi ungheresi - spiega il prof.Traversari - sono venuti all'ospedale di Forlì per una collaborazione scientifica, relativa allo studio paleopatologico e antropologico su resti umani antichi, già attivata con il Laboratorio di Antropologia Fisica e DNA antico di Ravenna che, grazie alla convenzione con il Gruppo AUSL Romagna Cultura, si può avvalere anche della collaborazione dell'UO di Radiologia di Forlì, diretta dal dottor Mauro Bertocco, per la quale erano presentei il  radiologo dottor Enrico Petrella e il tecnico radiologo Lucia Marani."
La professoressa Ildikò  PAP ha conosciuto il dottor Traversari e il suo gruppo, grazie anche agli studi effettuati da questi ultimi sulle Mummie di Roccapelago (Modena), scoperte nel 2010 dall'archeologa forlivese Barbara Vernia. La scoperta era avvenuta nei locali dell’antica roccaforte medievale di Obizzo da Montegarullo ed è parso subito evidente che non si trattasse, come spesso accaduto, della mummificazione volontaria di un gruppo sociale (monaci, beati, membri di famiglie illustri), ma della conservazione naturale di parte della comunità sepolta tra la seconda metà del ‘500 e il ‘700.
A molte migliaia di chilometri di distanza, nel 1994, durante i lavori di restauro di una chiesa a Vac, nell'Ungheria settentrionale, vennero ritrovate 256 mummie, dimenticate per secoli, perfettamente conservate per cause naturali come le mummie di Roccapelago.Ora si trovano al Museo ungherese di storia naturale, a Budapest, ed hanno fornito agli studiosi validi elementi per la scoperta di nuovi metodi di lotta alla tubercolosi .
La similitudine del ritrovamento, e gli studi effettuati dagli studiosi italiani ed ungheresi, hanno messo in contatto i due team, che ora si sono incontrati, per proseguire le loro ricerche, a Forlì, non a caso città natale di Giovan Battista Morgagni, fondatore della patologia moderna, che dissezionava i cadaveri nel teatro anatomico dove era inciso ""Mors ubi gaudet succurrere vitae", cioè "dove la morte è lieta di prestare soccorso, giovare, alla vita"
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Giovedì 24 maggio, su Teleromagna (canale 14), alla trasmissione "Ping Pong", condotta da Piergiorgio Valbonetti, "Sua Maestà Anatomica G.B.Morgagni" è stato il protagonista degli interventi di storici, medici, studiosi,studenti e attori della docufiction a lui dedicata.
Ping Pong è il programma di approfondimento di Teleromagna che affronta temi di attualità e politica assieme ai protagonisti del nostro territorio ed è visibile in Emilia Romagna, Veneto, Marche e Lombardia.
 
G. B.Morgagni, “Sua Maestà Anatomica” e'stato un patologo forlivese, che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...".

Il progetto di valorizzazione del noto patologo forlivese G.B.Morgagni  é nato da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura ed ha già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (www.morgagnipatologo.it), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna, la realizzazione di una docufiction, a cura del regista Cristiano Barbarossa, con il contributo dell' Istituto Oncologico romagnolo,  Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè  e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì", a cura del dottor Giancarlo Cerasoli, edizioni Grafikamente, realizzato con il contributo di Formula Servizi , Daniele Versari di Estados Cafè e  Istituto Oncologico Romagnolo. 

Il gruppo Ausl Romagna Cultura è stato costituito con delibera nel 2016 e si occupa di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-storico culturale


In studio, a condurre insieme al giornalista Piergiorgio Valbonetti,  c'erano la dottoressa Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura e il dottor Giancarlo Cerasoli, curatore del volume sul patologo forlivese.
Interverranno il prof. Dino Amadori, direttore scientifico emerito dell' Irst di Meldola, il prof. Giorgio Ercolani,  direttore della Chirurgia Generale e di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate, il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa- Collo dell' Ausl Romagna,  il dottor Luca Saragoni, anatomopatologo dell' ospedale di Forli, il prof. Paolo Morgagni, chirurgo nel nosocomio forlivese, il prof.Mirko Traversari, archeoantropologo del Dipartimento dei Beni Culturali dell' Università di Bologna sede di Ravenna, la professoressa Enrica Micelli e il professor Claudio Casali, rispettivamente docenti al Liceo Classico e al Liceo Scientifico di Forli, e il dottor Daniele Versari, imprenditore di  Estados Cafè . 
In studio sono stati invitati anche la dottoressa Elisabetta Scozzoli e il dottor Massimo Fiori, in rappresentanza del Lions Terre di Romagna, che ha sostenuto il progetto del sito con le scuole e, per il gruppo Ausl Romagna Cultura, il dottor Stefano De Carolis, direttore della Scuola di Storia della Medicina di Rimini e la dottoressa Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico e archivistico dell'Ausl Romagna e l' Istituto Oncologico Romagnolo. Saranno presenti anche il fotografo Leonardo Michelini, che ha realizzato  le immagini del volume su Morgagni, studenti delle scuole superiori forlivesi e alcune comparse della docufiction.
Infine, special guest, in collegamento telefonico durante la trasmissione, il noto attore e doppiatore Riccardo Mei, che ha interpretato il ruolo di G.B.Morgagni nella docufiction storica.
 
Di seguito le date e gli orari della messa in onda:
 
 

SUA MAESTA’ ANATOMICA

In onda

 

CH.14

GIOVEDI’ 24/05

H.21.00

CH.11

VENERDI’ 25/05

H.21.00

CH.74

SABATO 26/05

H.14.00

CH.14

SABATO 26/05

H.23.15

CH.11

DOMENICA 27/05

H.15.15

 
 
 
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Il  Dipartimento  universitario  di  Beni Culturali  e Ausl Romagna Cultura
 invitano a
 
"Nutrire la madre. Realtà e simbolo"
 
2 8 maggio
ore 11
 
Sala Conferenze Dipartimento di Beni Culturali
via degli Ariani 1 
Ravenna 

 

 Il Dipartimento Universitario di Beni Culturali e Ausl Romagna Cultura invitano alla giornata internazionale di studi su Nutrire la madre. Realtà e simbolo, che si terrà lunedì 28 maggio dalle ore 11 nella Sala Conferenze del Dipartimento di Beni Culturali (Ravenna) , via degli Ariani 1 .

La conferenza, a cura di Alessandra Foscati,  con la partecipazione del dottor Giancarlo Cerasoli del gruppo Cultura,  rientra nel ciclo di incontri  dell'Università   in  collaborazione  con il  Saint Mary's College of California.

 

 Link  all'evento sul sito del Dipartimento: http://www.beniculturali.unibo.it/it/eventi/nutrire-la-madre.-realta-e-simbolo

 

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