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Dopo l'anteprima nazionale, svoltasi a Forlì  il 28 gennaio scorso, la docufiction "Sua Maestà Anatomica G.B Morgagni " sulla vita del patologo forlivese, e'stata presentata su Rai 3, venerdì 22 febbraio, in diretta, alla trasmissione "Buongiorno Regione" a partire dalle ore 8:00

In studio Tiziana Rambelli e Fabrizio Miserocchi, intervistati daVirginia Novellini

 

 

La docufiction, realizzata su un progetto del gruppo Ausl Romagna Cultura e grazie al contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi ed Estados Cafè, regista Cristiano Barbarossa, attore protagonista Riccardo Mei, musiche di Roberto Costa, verrà presentata da Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione Ausl Romagna Cultura e Fabrizio Miserocchi, direttore dell' Istituto oncologico romagnolo.  Il progetto G.B. Morgagni, “Sua Maestà Anatomica”, e'stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B. Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico, la realizzazione di un sito Internet dedicato (www.morgagnipatologo.it) e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini.  Le riprese - La docufiction (realizzata grazie all'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi ed Estados Cafè), è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa (già regista di Superquark) nell'ospedale di Forlì e all'Irst di Meldola. A Forlì inoltre sono state effettuate riprese nei Licei Classico "G.B.Morgagni" e Scientifico "Paulucci De Calboli" (dove sono stati coinvolti studenti e docenti), in vicolo Gaddi e in altri luoghi caratteristici come la Biblioteca Comunale. Per le riprese storiche, con le comparse in costume, sono stati invece utilizzati il palazzo dei Commissari di Terra del Sole, gli splendidi giardini delle Terme di Castrocaro,la Biblioteca di Forlì e di Faenza, la bellissima antica farmacia di Lugo e, nel faentino, palazzo "Milzetti" (museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna) e la biblioteca. Tante le comparse provenienti da tutta la Romagna e coinvolte in ogni ruolo, dai figli/e del Morgagni agli assistenti, a nobili e popolani. La troupe - Il regista ed autore, Cristiano Barbarossa, ha realizzato svariate puntate di Superquark e numerosi programmi televisivi per la Rai. Ha vinto un Premio Giornalistico Ilaria Alpi, il Roma Fiction Fest, il Premio Flaiano, oltre ad altri premi e ad aver ricevuto la Nomination per i Premi Cinematografici Globi d’Oro. I suoi lavori sono stati trasmessi in Francia,Spagna, Giappone, Australia, Olanda, Portogallo, Irlanda. Il personaggio di G.B. Morgagni è stato interpretato da Riccardo Mei. Doppiatore, attore e cantante, è ormai da venti anni la voce per eccellenza della televisione italiana: spiega le frontiere della scienza su Superquark, viaggia per il mondo con Alle falde del Kilimangiaro, illustra i documentari estremi della serie Tabù di National Geographic, in onda su Sky, racconta i misteri della scienza in Voyager. E’ la voce caratteristica ed espressiva che si ascolta in innumerevoli programmi e che interpreta racconti dei grandi autori della letteratura mondiale nelle Short Stories per il gruppo Repubblica-L’Espresso. Anche per la troupe, presenze di professionisti del settore: alle scenografie e costumi Carlo del Giudice, al suono in presa diretta Daniele Ingrati, mentre direttore della fotografia Alessandro Galluzzi.   

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Presentazione in anteprima nazionale della Docufiction “Sua Maestà anatomica G.B. Morgagni”

Lunedì 28 gennaio - ore 10:30

Sala Zambelli, Camera di Commercio, Corso Della Repubblica 5, Forlì


 

 

PROGRAMMA

Ore 10,30: Accoglienza
Ore 10,45: Presentazione della dott.ssa Tiziana Rambelli,  coordinatrice comunicazione Ausl Romagna Cultura
Ore 11,00  Saluti delle autorità:
 - dottor Lubiano Montaguti,  Vicesindaco di Forlì,
 - avv. Roberto Pinza, Presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
 - prof. Dino Amadori, Presidente Istituto Oncologico Romagnolo e Direttore
   Scientifico Emerito dell’Irst di Meldola,
 - Direzione Sanitaria Ausl Romagna
Ore 11,30 Interventi del regista Cristiano Barbarossa e dell'attore Riccardo Mei.

 

Seguirà  la proiezione della docufiction 

L'INIZIATIVA E' AD INVITO. SI PREGA PERTANTO DI COMUNICARE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE ALLO IOR , tel. 0543-35929 

 

Il progetto 

G.B.Morgagni, “Sua Maestà Anatomica” e'stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...".

L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa  dei Risparmi   di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato(www.morgagnipatologo.it), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini. 

La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa(già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi  e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa.


"Abbiamo raccontato la sua vita - spiega il regista Barbarossa - su un piano parallelo e sfruttando il linguaggio tanto del documentario, per raccontare il Morgagni che oggi è presente nelle strutture e nei medici della sua terra, quanto della docufiction, per illustrare le varie fasi della sua vita di scienziato, percorrendo un viaggio ideale tra presente e passato, tra eredità pienamente raccolta e storia. E lo faremo attraverso le varie età, sia quelle a cui fa riferimento lo scienziato forlivese, sia quelle delle persone che in questo territorio incontrano il nome di Morgagni: dallo studente, appunto, in procinto di iniziare l’anno scolastico nel Liceo Morgagni, passando per i suoi compagni di scuola un po’ più grandi che si stanno occupando di dedicare un sito a “Sua Maestà Anatomica”, ai giovani medici che lavorano sul territorio, ma anche a quelli che come Morgagni sono dovuti espatriare”.


Il gruppo Ausl Romagna Cultura

Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli).


Le riprese della docufiction 

La docufiction è stata girata, per le riprese moderne, nell'ospedale di Forlì e all'Irst di Meldola. A Forlì sono state effettuate riprese nei Licei Classico "G.B.Morgagni" e Scientifico "Paulucci De Calboli" (dove sono stati coinvolti studenti e docenti), in vicolo Gaddi e in altri luoghi caratteristici come la Biblioteca Comunale. Per le riprese storiche, con le comparse in costume, sono stati invece utilizzati il palazzo dei Commissari di Terra del Sole, gli splendidi giardini delle Terme di Castrocaro,la Biblioteca di Forlì e di Faenza, la bellissima antica farmacia di Lugo e, nel faentino, palazzo "Milzetti" (museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna) e la biblioteca. Tante le comparse provenienti da tutta la Romagna e coinvolte in ogni ruolo, dai figli/e del Morgagni agli assistenti, a nobili e popolani.

Il regista, il protagonista e la troupe

Il regista ed autore, Cristiano Barbarossa, ha realizzato svariate puntate di Superquark e numerosi programmi televisivi per la Rai. Ha vinto un Premio Giornalistico Ilaria Alpi, il Roma Fiction Fest, il Premio Flaiano, oltre ad altri premi e ad aver ricevuto la Nomination per i Premi Cinematografici Globi d’Oro. I suoi lavori sono stati trasmessi in Francia,Spagna, Giappone, Australia, Olanda, Portogallo, Irlanda.E' ideatore e autore di “Sirene” e “Tutta la Verità” per Discovery Channel Il personaggio di G.B. Morgagni è stato interpretato da Riccardo Mei. Doppiatore, attore e cantante, è ormai da venti anni la voce per eccellenza della televisione italiana: spiega le frontiere della scienza su Superquark, viaggia per il mondo con Alle falde del Kilimangiaro, illustra i documentari estremi della serie Tabù di National Geographic, in onda su Sky, racconta i misteri della scienza in Voyager. E’ la voce caratteristica ed espressiva che si ascolta in innumerevoli programmi e che interpreta racconti dei grandi autori della letteratura mondiale nelle Short Stories per il gruppo Repubblica-L’Espresso. Anche per la troupe, presenze di professionisti del settore: alle scenografie e costumi Carlo del Giudice, al suono in presa diretta Daniele Ingrati, mentre direttore della fotografia Alessandro Galluzzi.

 

Gli sponsor e le collaborazioni

La produzione è stata realizzata in primis con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo e poi di Formula Servizi, Daniele Versari di Estados Cafè, il Grand Hotel Forlì e la collaborazione gratuita della cooperativa Raggio di Sole ONLUS, Franca - Rossella e Sarita del negozio di parrucchiera "Tagli e dettagli" di Lugo, la make up artist forlivese Apollonia Tolo e la sua collaboratrice Arianna Farolfi, la truccatrice Noemi Latino, la Fondazione Cassa di Risparmio Banca del Monte di Lugo, Mario Frontali, il Conservatorio musicale di Cesena, la Pro Loco di Terra del Sole e le Terme di Castrocaro. Molte le collaborazioni artistiche, come quella con il noto musicista Roberto Costa, che ha offerto gratuitamente la sua opera per la realizzazione della colonna sonora. Costa, forlivese d'origine, e' stato arrangiatore per numerosissimi artisti nazionali come Lucio Dalla , Ivan Graziani, Ron, Luca Carboni, Mina, Gianni Morandi, Luciano Pavarotti e tanti altri, nonché autore e produttore di musiche per spettacoli teatrali e televisivi su circuito nazionale.

 

 

 

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L’Associazione Scienza & Vita Ravenna in collaborazione con: Gruppo Cultura Ausl Romagna, Hospice Villa Adalgisa, Istituto Oncologico Romagnolo, con il patrocinio di: Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna Ordine Professioni Infermieristiche Provincia di Ravenna Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri Provincia di Ravenna Archidiocesi di Ravenna Cervia

presentano la mostra

 
 LA PRIMA CARITÀ AL MALATO È LA SCIENZA Giancarlo Rastelli: un cardiochirurgo appassionato all’uomo 
 
La mostra è stata realizzata nel 2017 da un gruppo di studenti universitari dell'Alma Mater di Bologna che per diverse strade si sono imbattuti nella figura di Giancarlo Rastelli. Rimasti affascinati dalla sua persona, hanno raccolto documenti e testimonianze per ricostruirne la vita attraverso un’esposizione. Il cardiochirurgo Giancarlo Rastelli lavorò alla Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, all’inizio dell’era della cardiochirurgia e diede fondamentali contributi allo sviluppo delle conoscenze di anatomia chirurgica per la correzione delle cardiopatie congenite. La storia di Giancarlo Rastelli, oltre ad essere quella di uno scienziato riconosciuto in tutto il mondo per i risultati delle sue ricerche cardiovascolari, colpisce più di tutto per l’esaltazione della normalità. Il 30 settembre 2005 la Santa Sede ha concesso il nulla osta per l’avvio della causa di beatificazione. Gian, come lo chiamavano amici e colleghi, è stato un medico, un ricercatore brillante, ma soprattutto un grande uomo, umile, guidato da un profondo amore per la vita e da una vocazione sincera, un marito e un padre che ha saputo affrontare la malattia e la morte. In questo momento di particolare difficoltà all'interno dell'ambito medico, ci sembra una figura interessante sia dal punto di vista scientifico che umano, da cui imparare e da poter offrire come contributo a tutto il personale sanitario, a pazienti e parenti.
 
Venerdì 25 gennaio 2019 ci sarà  la presentazione della mostra, presso l' Aula Magna Ospedale S. Maria delle Croci di Ravenna, che resterà esposta fino al 31 gennaio 2019 nei corridoi dell’Ospedale.
Pannelli e filmati, per raccontare la vita di Giancarlo Rastelli, un cardiochirurgo appassionato all’uomo.
 
Informazioni e prenotazioni visite guidate tel. 339/8725857 – 333/2025930 Siete tutti invitati !
 
 
In allegato la programmazione dell'intervista su TUTTOBENE TV
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UniCIBO

Storia di cibo tra Paleolitico e Neolitico

Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” (Forlimpopoli)

Una mostra a cura di Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli e Mirko Traversari

 

Sabato 17 novembre 2018 alle ore 17.00 nella suggestiva cornice del Teatro “Giuseppe Verdi” si terrà l’inaugurazione della mostra allestita al Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini”.

 

Mangiare è vitale, è conviviale, è buono, è bello. Dalla necessità alla sublimazione - la storia dell’uomo e della sua alimentazione attraverso una documentazione insolita: ossa, denti, semi e piante. L’uomo circa 10.000 anni fa attua la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Cambia radicalmente il suo rapporto con l’ambiente, con gli animali, con le piante, con i suoi simili, cambia radicalmente la sua visione del mondo. Tutti noi (o quasi) oggi siamo eredi di quei cambiamenti. Da lì siamo partiti per arrivare oggi alle nuove transizioni tecnologiche.

Ci sono cibi antichi e cibi moderni, cibi consueti e cibi insoliti, cibi consentiti e cibi proibiti, cibi sani e cibi dannosi alla salute, cibi semplici e cibi trasformati, ma tutti ricavati da piante, semi, radici, tuberi, terra, piccoli e grandi animali, uomini!....anche uomini. L’antropofagia ha attraversato tutta la storia dell’uomo per fame, per odio, per amore, per caso, per celebrare momenti speciali e importanti…

La mostra, allestita presso il Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli, si colloca nell’ambito istituzionale del 2018 quale Anno del Cibo italiano, sancito dal MIBAC con formale direttiva. L’esposizione illustra come si può ricostruire la dieta nelle popolazioni del passato attraverso l’esposizione di pezzi originali e di pannelli esplicativi, soffermandosi sui metodi e sui cambiamenti alimentari con particolare attenzione alle fasi di transizione. Quanto esposto è frutto delle attività di ricerca svolte in questo ambito dal Laboratorio di Bioarcheologia e osteologia forense dell’Università degli Studi di Bologna e sarà visitabile dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019.

 

Mostra promossa da

Comune di Forlimpopoli

MAF - Museo Archeologico Civico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”

SMA-Sistema Museale di Ateneo dell’Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna – Collezioni di Antropologia

 

A cura di

Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli, Mirko Traversari

 

Con il Patrocinio di

MiBAC-Ministero per i Beni e le Attività Culturali 2018-Anno del Cibo Italiano

 

Con la collaborazione di

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Bologna

Dipartimento dei Beni Culturali-Campus di Ravenna dell’Università degli Studi di Bologna

Centro Studi Farinelli

AUSL della Romagna

Istituto Alberghiero di Forlimpopoli “Pellegrino Artusi”

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

Sponsor tecnico

Formula Servizi per la Cultura

 

Comunicazione

Tiziana Rambelli (AUSL Romagna – Gruppo Cultura)

 

Periodo di apertura

dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019

 

Presentazione

Teatro “Giuseppe Verdi” di Forlimpopoli, sabato 17 novembre 2018, ore 17.00

 

Inaugurazione

MAF-Museo Archeologico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”, sabato 17 novembre 2018, ore 18.00

 

Orari di apertura del Museo

Venerdì 9.00-13.00

Sabato e Domenica 10.00-13.00; 15.30-18.30

 

Mercoledì e Giovedì aperture su richiesta 9.00-13.00

 

Visite guidate (su prenotazione) a cura di

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

INFO e PRENOTAZIONI

www.maforlimpopoli.it

tel. 0543.748071

email: info@maforlimpopoli.it

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Sabato 10 novembre a Palazzo Romagnoli, in via Cesare Albicini 12 a Forlì, si svolge l'incontro "Nascere. Storia della medicina, Antropologia e medicina a confronto".

L'iniziativa, aperta al pubblico, è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna , AUSL Romagna Cultura e Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena. Enti Patrocinatori: AUSL della Romagna; Comune di Forlì, Collegio Ostetriche ed Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Forlì-Cesena.

Introduzione e saluti di Enrico Valletta, Direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena, AUSL Romagna, e Raoul Mosconi, Assessore al Welfare del Comune di Forlì.

I sessione
Moderatori: Giancarlo Cerasoli (Ausl Romagna Cultura) e Claudio Bertellini

10.00 Mirko Traversari, Trepidazioni e attese tra parti gemellari e complicazioni nell’Italia del XVI-XVIII secolo: un caso modenese
10.20 Alessandra Foscati, "... Veni foras". Carmina, rituali, oggetti per favorire il parto dalla tarda antichità alla prima Età moderna
10.40 Giuliano Bagnoli, Partorire in casa in Emilia al tempo della "levatrice" comunale. Viaggio tra timori, superstizioni e tradizione popolare
11.00 coffee break



II sessione
Moderatori: Nadia Bertozzi e Enrico Valletta

11.20 Chiara Cocconi, Chiara Silvestroni, Giulia Fabbri, La tradizione popolare incontra i cambiamenti fisiologici alla base della gravidanza e del parto
11.40 Catherine Hamon, Psichiatria fetale e psicologia neonatale: un pensiero recente attorno alla nascita
12.00 Licia Massa, Tutela e cura della gravidanza oggi: il Percorso Nascita
12.20 Discussione e conclusioni

I partecipanti potranno visitare le Collezioni del Novecento e la Collezione Verzocchi

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Presentati ieri, nell'Abbazia di San Mercuriale, i risultati preliminari sullo studio delle reliquie del Santo patrono di Forlì.

Il progetto, iniziato con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

"L’opportunità di procedere ad una ricognizione dei resti mortali di san Mercuriale è stata fornita dalla necessità di verificare lo stato di conservazione delle ossa, conservate da circa 18 anni in un contenitore ligneo che, per sua specifica caratteristica strutturale, non poteva rappresentare una collocazione ottimale - spiega il Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo -In occasione della ricognizione, è stata ritrovata una buona rappresentatività dell’intero scheletro, con limitate lacune peraltro già registrate nel corso delle passate ricognizioni. L’analisi del contenitore ligneo ha confermato i dubbi alla base dell’intera analisi: numerose cavitazioni e veri e propri resti di insetti, hanno infatti mostrato che l’interno dell’urna era stato colonizzato e permaneva un pericoloso collegamento tra l’esterno e le ossa del Santo. Le ossa sono state restaurate a secco, eliminando interventi incongrui dovuti a passati interventi che, avendo usato materiali igroscopici, potevano rappresentare anch’essi un rischio per la corretta conservazione dei resti. Successivamente sono stati stabilizzati alcuni elementi ossei che sono andati incontro a rotture postmortali, tramite l’utilizzo di colle reversibili come i moderni standard conservativi richiedono."

"Prima di procedere con i vari microprelievi da destinare alle indagini genetiche, atomiche e microbiologiche, i resti sono stati sottoposti a TAC total body per lo studio di dettaglio di ogni singolo distretto - prosegue il dottor Enrico Petrella, Medico Radiologo dell'ospedale di Forlì - il set di immagini acquisite rappresenta inoltre una sorta di reliquia digitale che garantirà la conservazione virtuale dei resti osteologici, potendo inoltre fornire potenzialità future circa la riproducibilità 3D di ogni singolo osso del corpo del Santo."

"Una volta completate queste necessarie fasi preliminari - chiarisce il dottor Traversari - i resti sono stati sottoposti ad analisi autoptica diretta per meglio delineare il profilo biologico, paleopatologico ed occupazionale. Mercuriale uomo, era alto poco meno di 1,60 metri, di corporatura non particolarmente robusta, anche se segnato da ripetuti impegni muscoloscheletrici probabilmente legati ad attività abituali quali la deambulazione ed il trasporto di grevi. Soffriva di osteoporosi e aveva forse qualche fastidio al cingolo scapolare; avendo il setto nasale deviato, non è improbabile che soffrisse di sinusite cronica. Non ci sono segni riconducibili ad eventi traumatici e certamente non è morto per strangolamento, essendosi conservato intatto l’osso ioide.I risultati delle indagini genetiche, saranno determinanti per poter procedere con le successive analisi e per sciogliere alcuni dubbi di natura diagnostica, legati ad alcuni quadri patologici al momento solo ipotizzati."

 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono state le preziose reliquie di San Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo.

"Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna. "

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono "dire" i sacri resti? "Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì". Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che "sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protovescovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la celebrazione di una sua traslazione dal cimitero adiacente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie .

Durante la presentazione dei risultati, è stato presentato anche il nuovo reliquiario che ospiterà i resti di San Mercuriale, opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS) e dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 

 

 
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C'erano tutti gli studenti delle classi quinte del Liceo Classico "G.B.Morgagni", centinaia di ragazzi e ragazze, alla presentazione del volume su Giovan Battista Morgagni, dal titolo "Morgagni e Forlì",svoltasi oggi alla Sala Icaro, in viale Roma e organizzata dalla direzione scolastica.
Il volume, edizioni Grafikamente, è stato pubblicato a maggio 2018, è a cura di Giancarlo Cerasoli e del gruppo Ausl Romagna Cultura ed ha ricevuto il contributo di Formula Servizi ed Estados Cafè e la collaborazione dell'Istituto Oncologico Romagnolo


Il volume

Il progetto è nato da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, nell’ambito del progetto di valorizzazione del patologo forlivese Giovan Battista Morgagni.La narrazione si svolge attraverso sette saggi, tutti ampiamente illustrati:  Franco Zaghini offre un panorama della situazione politica, economica e sociale della Forlì del secolo XVIII;  Giancarlo Cerasoli (gruppo Ausl Cultura) passa al setaccio le autobiografie e le biografie di Morgagni, individuandone i punti nei quali sono raccontate le vicende forlivesi del protagonista;  Enrica Micelli e un gruppo di studentesse del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì ricavano informazioni utili a meglio delineare la personalità del medico dalla lettura dei suoi testamenti e di alcune lettere da lui inviate al suo procuratore forlivese Giovan Gualberto Pantoli; Antonella Imolesi Pozzi presenta un vasto corpus, in gran parte inedito, di opere (quadri, statue, stampe, medaglie) conservate a Forlì, che riguardano l’iconografia del medico forlivese; Anna Rosa Bambi, rifacendosi al "Libro di casa Morgagni", ricostruisce le complesse vicende dell’origine “mercantile” di quella famiglia,ripercorrendo le trame commerciali e quelle politiche, culminate con l’attribuzione del seggio del consiglio cittadino; Paola Palmiotto compie una documentata analisi sui modi attraverso i quali la città natale volle ricordare Giambattista nel corso dei secoli; Gianluca Braschi svela il lavoro di documentazione che servì all’anatomista forlivese per scrivere le Epistole Aemiliane, nelle quali prese in esame la storia di parte del territorio della Romagna e dell’Emilia.Completano il libro due importanti contributi, che riguardano la docufiction su Morgagni girata di recente dal regista Cristiano Barbarossa. Nel primo il regista racconta la trama dell’opera e nel secondo Leonardo Michelini illustra le splendide immagini da lui scattate durante le riprese cinematografiche.

"La presentazione  è iniziata con il saluto del dirigente scolastico Marco Molinelli, cui è seguita la mia introduzione- spiega la professoressa Enrica Micelli, docente di latino e greco al Liceo Classico di Forlì - Abbiamo quindi trasmesso il trailer della docufiction su Giovan Battista Morgagni, cui è seguito l'interessantissimo intervento del curatore del libro, dottor Giancarlo Cerasoli, del gruppo Ausl Romagna Cultura. Infine sono intervenute, per illustrare il loro contributo al volume, Costanza Ragazzini, Sofia Casadei Monti. Erano presenti anche le altre studentesse che hanno partecipato al progetto del volume, Elena Chiarini, Clarissa Nocella  e Silvia Muscolino."

Il contributo degli studenti e delle studentesse del Liceo Classico al "progetto" Morgagni non si è limitato all' importante collaborazione al volume, ma si è esteso alla partecipazione alla docufiction sul noto patologo forlivese e alla collaborazione al  sito www.morgagnipatologo.it, insieme agli studenti del Liceo Scientifico di Forlì.

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NASCERE
Storia della medicina, Antropologia e Medicina a confronto

Sabato 10 novembre 2018  Palazzo Romagnoli, via Cesare Albicini, 12 - Forlì

 

L'iniziativa, aperta al pubblico, è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, AUSL Romagna Cultura e Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena. Enti Patrocinatori: AUSL della Romagna; Comune di Forlì, Collegio Ostetriche ed Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Forlì-Cesena

Introduzione e saluti:

Enrico Valletta, Direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza, Forlì-Cesena, AUSL Romagna

Raoul Mosconi, Assessore al Welfare del Comune di Forlì

I sessione Moderatori: Giancarlo Cerasoli (Ausl Romagna Cultura) e Claudio Bertellini

 

10.00 Mirko Traversari, Trepidazioni e attese tra parti gemellari e complicazioni nell’Italia del XVI-XVIII secolo: un caso modenese

10.20 Alessandra Foscati, "... Veni foras". Carmina, rituali, oggetti per favorire il parto dalla tarda antichità alla prima Età moderna

10.40 Giuliano Bagnoli, Partorire in casa in Emilia al tempo della "levatrice" comunale. Viaggio tra timori, superstizioni e tradizione popolare

11.00 coffee break

II sessione Moderatori: Nadia Bertozzi e Enrico Valletta

 

11.20 Chiara Cocconi, Chiara Silvestroni, Giulia Fabbri, La tradizione popolare incontra i cambiamenti fisiologici alla base della gravidanza e del parto

11.40 Catherine Hamon, Psichiatria fetale e psicologia neonatale: un pensiero recente attorno alla nascita

12.00 Licia Massa, Tutela e cura della gravidanza oggi: il Percorso Nascita

12.20 Discussione e conclusioni

I partecipanti potranno visitare le Collezioni del Novecento e la Collezione Verzocchi

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DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


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Forte del successo riscosso con i cicli di conferenze tenutesi dal 2016, il Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe, Ausl Romagna Cultura e il Laboratorio di Antropologia e DNA antico-DBC Ravenna, Università di Bologna, promuove e ospita una nuova serie di conversazioni nel mese di ottobre 2018 e con essa intende ribadire il suo ruolo di ‘luogo identitario e depositario della memoria locale’, centro propulsore di educazione e di conoscenza per la valorizzazione non solo delle proprie collezioni archeologiche ma anche, grazie all’apporto di studiosi e ricercatori qualificati, del patrimonio storico della città di Forlimpopoli e delle più recenti e significative esperienze nel campo della ricerca scientifica e della museologia.

 

Il ciclo di conferenze si articolerà nel seguente calendario di appuntamenti:

 A cura di Silvia Bartoli e Mirko Traversari

Venerdì 5 ottobre ore 20.30
L'arte del sarto nel Medioevo.
Quando la moda diventa mestiere
Elisa Tosi Brandi
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Rimini


Venerdì 12 ottobre ore 20.30
Alimentazione e tumore dello stomaco
Luca Saragoni
Anatomopatologo, AUSL della Romagna


Venerdì 19 ottobre ore 20.30
Insani appetiti: i cannibali del Medioevo italiano
Angelica Montanari
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Ravenna

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