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UniCIBO

Storia di cibo tra Paleolitico e Neolitico

Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” (Forlimpopoli)

Una mostra a cura di Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli e Mirko Traversari

 

Sabato 17 novembre 2018 alle ore 17.00 nella suggestiva cornice del Teatro “Giuseppe Verdi” si terrà l’inaugurazione della mostra allestita al Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini”.

 

Mangiare è vitale, è conviviale, è buono, è bello. Dalla necessità alla sublimazione - la storia dell’uomo e della sua alimentazione attraverso una documentazione insolita: ossa, denti, semi e piante. L’uomo circa 10.000 anni fa attua la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Cambia radicalmente il suo rapporto con l’ambiente, con gli animali, con le piante, con i suoi simili, cambia radicalmente la sua visione del mondo. Tutti noi (o quasi) oggi siamo eredi di quei cambiamenti. Da lì siamo partiti per arrivare oggi alle nuove transizioni tecnologiche.

Ci sono cibi antichi e cibi moderni, cibi consueti e cibi insoliti, cibi consentiti e cibi proibiti, cibi sani e cibi dannosi alla salute, cibi semplici e cibi trasformati, ma tutti ricavati da piante, semi, radici, tuberi, terra, piccoli e grandi animali, uomini!....anche uomini. L’antropofagia ha attraversato tutta la storia dell’uomo per fame, per odio, per amore, per caso, per celebrare momenti speciali e importanti…

La mostra, allestita presso il Museo Archeologico Civico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli, si colloca nell’ambito istituzionale del 2018 quale Anno del Cibo italiano, sancito dal MIBAC con formale direttiva. L’esposizione illustra come si può ricostruire la dieta nelle popolazioni del passato attraverso l’esposizione di pezzi originali e di pannelli esplicativi, soffermandosi sui metodi e sui cambiamenti alimentari con particolare attenzione alle fasi di transizione. Quanto esposto è frutto delle attività di ricerca svolte in questo ambito dal Laboratorio di Bioarcheologia e osteologia forense dell’Università degli Studi di Bologna e sarà visitabile dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019.

 

Mostra promossa da

Comune di Forlimpopoli

MAF - Museo Archeologico Civico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”

SMA-Sistema Museale di Ateneo dell’Alma Mater Studiorum-Università degli Studi di Bologna – Collezioni di Antropologia

 

A cura di

Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli, Mirko Traversari

 

Con il Patrocinio di

MiBAC-Ministero per i Beni e le Attività Culturali 2018-Anno del Cibo Italiano

 

Con la collaborazione di

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Bologna

Dipartimento dei Beni Culturali-Campus di Ravenna dell’Università degli Studi di Bologna

Centro Studi Farinelli

AUSL della Romagna

Istituto Alberghiero di Forlimpopoli “Pellegrino Artusi”

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

Sponsor tecnico

Formula Servizi per la Cultura

 

Comunicazione

Tiziana Rambelli (AUSL Romagna – Gruppo Cultura)

 

Periodo di apertura

dal 17 novembre 2018 al 19 maggio 2019

 

Presentazione

Teatro “Giuseppe Verdi” di Forlimpopoli, sabato 17 novembre 2018, ore 17.00

 

Inaugurazione

MAF-Museo Archeologico di Forlimpopoli “Tobia Aldini”, sabato 17 novembre 2018, ore 18.00

 

Orari di apertura del Museo

Venerdì 9.00-13.00

Sabato e Domenica 10.00-13.00; 15.30-18.30

 

Mercoledì e Giovedì aperture su richiesta 9.00-13.00

 

Visite guidate (su prenotazione) a cura di

RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe

 

INFO e PRENOTAZIONI

www.maforlimpopoli.it

tel. 0543.748071

email: info@maforlimpopoli.it

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Sabato 10 novembre a Palazzo Romagnoli, in via Cesare Albicini 12 a Forlì, si svolge l'incontro "Nascere. Storia della medicina, Antropologia e medicina a confronto".

L'iniziativa, aperta al pubblico, è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna , AUSL Romagna Cultura e Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena. Enti Patrocinatori: AUSL della Romagna; Comune di Forlì, Collegio Ostetriche ed Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Forlì-Cesena.

Introduzione e saluti di Enrico Valletta, Direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena, AUSL Romagna, e Raoul Mosconi, Assessore al Welfare del Comune di Forlì.

I sessione
Moderatori: Giancarlo Cerasoli (Ausl Romagna Cultura) e Claudio Bertellini

10.00 Mirko Traversari, Trepidazioni e attese tra parti gemellari e complicazioni nell’Italia del XVI-XVIII secolo: un caso modenese
10.20 Alessandra Foscati, "... Veni foras". Carmina, rituali, oggetti per favorire il parto dalla tarda antichità alla prima Età moderna
10.40 Giuliano Bagnoli, Partorire in casa in Emilia al tempo della "levatrice" comunale. Viaggio tra timori, superstizioni e tradizione popolare
11.00 coffee break



II sessione
Moderatori: Nadia Bertozzi e Enrico Valletta

11.20 Chiara Cocconi, Chiara Silvestroni, Giulia Fabbri, La tradizione popolare incontra i cambiamenti fisiologici alla base della gravidanza e del parto
11.40 Catherine Hamon, Psichiatria fetale e psicologia neonatale: un pensiero recente attorno alla nascita
12.00 Licia Massa, Tutela e cura della gravidanza oggi: il Percorso Nascita
12.20 Discussione e conclusioni

I partecipanti potranno visitare le Collezioni del Novecento e la Collezione Verzocchi

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Presentati ieri, nell'Abbazia di San Mercuriale, i risultati preliminari sullo studio delle reliquie del Santo patrono di Forlì.

Il progetto, iniziato con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

"L’opportunità di procedere ad una ricognizione dei resti mortali di san Mercuriale è stata fornita dalla necessità di verificare lo stato di conservazione delle ossa, conservate da circa 18 anni in un contenitore ligneo che, per sua specifica caratteristica strutturale, non poteva rappresentare una collocazione ottimale - spiega il Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo -In occasione della ricognizione, è stata ritrovata una buona rappresentatività dell’intero scheletro, con limitate lacune peraltro già registrate nel corso delle passate ricognizioni. L’analisi del contenitore ligneo ha confermato i dubbi alla base dell’intera analisi: numerose cavitazioni e veri e propri resti di insetti, hanno infatti mostrato che l’interno dell’urna era stato colonizzato e permaneva un pericoloso collegamento tra l’esterno e le ossa del Santo. Le ossa sono state restaurate a secco, eliminando interventi incongrui dovuti a passati interventi che, avendo usato materiali igroscopici, potevano rappresentare anch’essi un rischio per la corretta conservazione dei resti. Successivamente sono stati stabilizzati alcuni elementi ossei che sono andati incontro a rotture postmortali, tramite l’utilizzo di colle reversibili come i moderni standard conservativi richiedono."

"Prima di procedere con i vari microprelievi da destinare alle indagini genetiche, atomiche e microbiologiche, i resti sono stati sottoposti a TAC total body per lo studio di dettaglio di ogni singolo distretto - prosegue il dottor Enrico Petrella, Medico Radiologo dell'ospedale di Forlì - il set di immagini acquisite rappresenta inoltre una sorta di reliquia digitale che garantirà la conservazione virtuale dei resti osteologici, potendo inoltre fornire potenzialità future circa la riproducibilità 3D di ogni singolo osso del corpo del Santo."

"Una volta completate queste necessarie fasi preliminari - chiarisce il dottor Traversari - i resti sono stati sottoposti ad analisi autoptica diretta per meglio delineare il profilo biologico, paleopatologico ed occupazionale. Mercuriale uomo, era alto poco meno di 1,60 metri, di corporatura non particolarmente robusta, anche se segnato da ripetuti impegni muscoloscheletrici probabilmente legati ad attività abituali quali la deambulazione ed il trasporto di grevi. Soffriva di osteoporosi e aveva forse qualche fastidio al cingolo scapolare; avendo il setto nasale deviato, non è improbabile che soffrisse di sinusite cronica. Non ci sono segni riconducibili ad eventi traumatici e certamente non è morto per strangolamento, essendosi conservato intatto l’osso ioide.I risultati delle indagini genetiche, saranno determinanti per poter procedere con le successive analisi e per sciogliere alcuni dubbi di natura diagnostica, legati ad alcuni quadri patologici al momento solo ipotizzati."

 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono state le preziose reliquie di San Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo.

"Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna. "

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono "dire" i sacri resti? "Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì". Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che "sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protovescovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la celebrazione di una sua traslazione dal cimitero adiacente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie .

Durante la presentazione dei risultati, è stato presentato anche il nuovo reliquiario che ospiterà i resti di San Mercuriale, opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS) e dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 

 

 
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C'erano tutti gli studenti delle classi quinte del Liceo Classico "G.B.Morgagni", centinaia di ragazzi e ragazze, alla presentazione del volume su Giovan Battista Morgagni, dal titolo "Morgagni e Forlì",svoltasi oggi alla Sala Icaro, in viale Roma e organizzata dalla direzione scolastica.
Il volume, edizioni Grafikamente, è stato pubblicato a maggio 2018, è a cura di Giancarlo Cerasoli e del gruppo Ausl Romagna Cultura ed ha ricevuto il contributo di Formula Servizi ed Estados Cafè e la collaborazione dell'Istituto Oncologico Romagnolo


Il volume

Il progetto è nato da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, nell’ambito del progetto di valorizzazione del patologo forlivese Giovan Battista Morgagni.La narrazione si svolge attraverso sette saggi, tutti ampiamente illustrati:  Franco Zaghini offre un panorama della situazione politica, economica e sociale della Forlì del secolo XVIII;  Giancarlo Cerasoli (gruppo Ausl Cultura) passa al setaccio le autobiografie e le biografie di Morgagni, individuandone i punti nei quali sono raccontate le vicende forlivesi del protagonista;  Enrica Micelli e un gruppo di studentesse del Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì ricavano informazioni utili a meglio delineare la personalità del medico dalla lettura dei suoi testamenti e di alcune lettere da lui inviate al suo procuratore forlivese Giovan Gualberto Pantoli; Antonella Imolesi Pozzi presenta un vasto corpus, in gran parte inedito, di opere (quadri, statue, stampe, medaglie) conservate a Forlì, che riguardano l’iconografia del medico forlivese; Anna Rosa Bambi, rifacendosi al "Libro di casa Morgagni", ricostruisce le complesse vicende dell’origine “mercantile” di quella famiglia,ripercorrendo le trame commerciali e quelle politiche, culminate con l’attribuzione del seggio del consiglio cittadino; Paola Palmiotto compie una documentata analisi sui modi attraverso i quali la città natale volle ricordare Giambattista nel corso dei secoli; Gianluca Braschi svela il lavoro di documentazione che servì all’anatomista forlivese per scrivere le Epistole Aemiliane, nelle quali prese in esame la storia di parte del territorio della Romagna e dell’Emilia.Completano il libro due importanti contributi, che riguardano la docufiction su Morgagni girata di recente dal regista Cristiano Barbarossa. Nel primo il regista racconta la trama dell’opera e nel secondo Leonardo Michelini illustra le splendide immagini da lui scattate durante le riprese cinematografiche.

"La presentazione  è iniziata con il saluto del dirigente scolastico Marco Molinelli, cui è seguita la mia introduzione- spiega la professoressa Enrica Micelli, docente di latino e greco al Liceo Classico di Forlì - Abbiamo quindi trasmesso il trailer della docufiction su Giovan Battista Morgagni, cui è seguito l'interessantissimo intervento del curatore del libro, dottor Giancarlo Cerasoli, del gruppo Ausl Romagna Cultura. Infine sono intervenute, per illustrare il loro contributo al volume, Costanza Ragazzini, Sofia Casadei Monti. Erano presenti anche le altre studentesse che hanno partecipato al progetto del volume, Elena Chiarini, Clarissa Nocella  e Silvia Muscolino."

Il contributo degli studenti e delle studentesse del Liceo Classico al "progetto" Morgagni non si è limitato all' importante collaborazione al volume, ma si è esteso alla partecipazione alla docufiction sul noto patologo forlivese e alla collaborazione al  sito www.morgagnipatologo.it, insieme agli studenti del Liceo Scientifico di Forlì.

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NASCERE
Storia della medicina, Antropologia e Medicina a confronto

Sabato 10 novembre 2018  Palazzo Romagnoli, via Cesare Albicini, 12 - Forlì

 

L'iniziativa, aperta al pubblico, è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, AUSL Romagna Cultura e Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena. Enti Patrocinatori: AUSL della Romagna; Comune di Forlì, Collegio Ostetriche ed Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Forlì-Cesena

Introduzione e saluti:

Enrico Valletta, Direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza, Forlì-Cesena, AUSL Romagna

Raoul Mosconi, Assessore al Welfare del Comune di Forlì

I sessione Moderatori: Giancarlo Cerasoli (Ausl Romagna Cultura) e Claudio Bertellini

 

10.00 Mirko Traversari, Trepidazioni e attese tra parti gemellari e complicazioni nell’Italia del XVI-XVIII secolo: un caso modenese

10.20 Alessandra Foscati, "... Veni foras". Carmina, rituali, oggetti per favorire il parto dalla tarda antichità alla prima Età moderna

10.40 Giuliano Bagnoli, Partorire in casa in Emilia al tempo della "levatrice" comunale. Viaggio tra timori, superstizioni e tradizione popolare

11.00 coffee break

II sessione Moderatori: Nadia Bertozzi e Enrico Valletta

 

11.20 Chiara Cocconi, Chiara Silvestroni, Giulia Fabbri, La tradizione popolare incontra i cambiamenti fisiologici alla base della gravidanza e del parto

11.40 Catherine Hamon, Psichiatria fetale e psicologia neonatale: un pensiero recente attorno alla nascita

12.00 Licia Massa, Tutela e cura della gravidanza oggi: il Percorso Nascita

12.20 Discussione e conclusioni

I partecipanti potranno visitare le Collezioni del Novecento e la Collezione Verzocchi

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DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


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Forte del successo riscosso con i cicli di conferenze tenutesi dal 2016, il Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe, Ausl Romagna Cultura e il Laboratorio di Antropologia e DNA antico-DBC Ravenna, Università di Bologna, promuove e ospita una nuova serie di conversazioni nel mese di ottobre 2018 e con essa intende ribadire il suo ruolo di ‘luogo identitario e depositario della memoria locale’, centro propulsore di educazione e di conoscenza per la valorizzazione non solo delle proprie collezioni archeologiche ma anche, grazie all’apporto di studiosi e ricercatori qualificati, del patrimonio storico della città di Forlimpopoli e delle più recenti e significative esperienze nel campo della ricerca scientifica e della museologia.

 

Il ciclo di conferenze si articolerà nel seguente calendario di appuntamenti:

 A cura di Silvia Bartoli e Mirko Traversari

Venerdì 5 ottobre ore 20.30
L'arte del sarto nel Medioevo.
Quando la moda diventa mestiere
Elisa Tosi Brandi
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Rimini


Venerdì 12 ottobre ore 20.30
Alimentazione e tumore dello stomaco
Luca Saragoni
Anatomopatologo, AUSL della Romagna


Venerdì 19 ottobre ore 20.30
Insani appetiti: i cannibali del Medioevo italiano
Angelica Montanari
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Ravenna

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LUGO: TORNA PURTIMIRO,

IL FESTIVAL BAROCCO

DIRETTO DA RINALDO ALESSANDRINI

 

BACH, HÄNDEL, STRADELLA, BOCCHERINI, L'OPERA ARMINIO DI BONONCINI IN PRIMA MODERNA, I DIVERSI AMORI DI MONTEVERDI,I CONCERTI POMERIDIANI

Il festival è in collaborazione con Ausl Romagna Cultura. La Fondazione Teatro Rossini conferma lo sconto per tutti i dipendenti dell'Ausl della Romagna pari al 25% sul prezzo intero del biglietto degli spettacoli del festival Purtimiro in scena al Teatro Rossini.Per ottenere lo sconto rivolgersi alla biglietteria presentando idonea documentazione attestante l'appartenenza all'Azienda.

 

Dal 27 settembre al 14 ottobre 2018 terza edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma diciotto eventi musicali dei quali tre dedicati al genio di Bach. Poi l'opera in prima moderna “Arminio” di Bononcini, l'oratorio “Ester, liberatrice del popolo ebreo” di Stradella, la serenata “Aci, Galatea e Polifemo” di Händel e uno spettacolo su musiche di Monteverdi.

Sei i concerti pomeridiani in Sant'Onofrio, l'oratorio di proprietà dell'Ausl Romagna. Oltre ad Alessandrini e al suo Concerto Italiano in residenza, sul palco i più noti interpreti barocchisti italiani: Vanni Moretto con Atalanta Fugiens, Alfredo Bernardini e l'Ensemble Zefiro, il Sogno Barocco con Paolo Perrone, l'Imaginarium Ensemble con Enrico Onofri, l’Alea Ensemble, la Cappella Augustana con Matteo Messori. Fra i cantanti spiccano i nomi di Sara Mingardo, Francesca Aspromonte, Silvia Frigato, Raffaele Giordani, Filippo Mineccia, Carlo Vistoli e Furio Zanasi.

 

LUGO DI ROMAGNA (RA), 24 settembre 2018 – Archiviato il successo di pubblico e di critica arriso alle prime due edizioni di PURTIMIRO al Teatro Rossini di Lugo, alias le “Feste Musicali attorno all'opera barocca” nate per celebrare i trent'anni della riapertura in epoca moderna del Rossini avvenuta il 3 dicembre 1986, ecco arrivare la terza edizione 2018, sempre sotto la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini, in programma dal 27 settembre al 14 ottobre 2018.

 

Clavicembalista, musicologo, direttore, ammirato internazionalmente quale interprete di riferimento per la musica del Sei-Settecento, Rinaldo Alessandrini ha intrapreso nel 2016 l’incarico di direttore musicale del festival assieme a Valerio Tura, consulente artistico, con il proposito di fare di Lugo un centro di eccellenza per la presentazione, e in alcuni casi per la riscoperta, di perle del repertorio operistico italiano del tempo, all'interno di quel gioiello architettonico qual è il Teatro Rossini di Lugo (solennemente inaugurato nel 1761), contenitore ideale per questo genere di musica e di repertorio grazie anche alla sua straordinaria acustica. Suggestivo è il titolo del festival, PURTIMIRO, che contrae l'incipit del celebre duetto “Pur ti miro, pur ti godo” che compare alla fine dell'opera L'incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi.

 

Romano, classe 1960, clavicembalista e leader di Concerto Italiano – gruppo da lui fondato e in residenza a Purtimiro – Rinaldo Alessandrini ha in qualche modo rivoluzionato l'interpretazione della musica vocale italiana del Seicento, il secolo di Monteverdi, ricevendo universale plauso da parte del pubblico e della critica. Nel 2002 ha ricevuto, con il Concerto Italiano, il Premio Abbiati per la sua attività. Nominato Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres nel 2003, è membro dell'Accademia Filarmonica Romana.

 

Sono diciotto gli appuntamenti barocchi di PURTIMIRO 2018, eseguiti dai migliori specialisti italiani della prassi esecutiva storicamente informata, distribuiti su tre fine settimane dal 27 settembre al 14 ottobre, dal giovedì alla domenica, con l'importante novità dei sei concerti pomeridiani all'Oratorio di Sant'Onofrio il sabato e la domenica alle ore 18, a mo' di preludio dell'evento serale al Teatro Rossini.

 

PURTIMIRO 2018 si apre nel nome di Johann Sebastian Bach giovedì 27 settembre alle ore 20.30 con l'esecuzione delle “QUATTRO OUVERTURES PER ORCHESTRA” BWV 1066-69: quattro capolavori assoluti molto diversi fra loro, all'interno dei quali sono contenute alcune delle musiche più popolari di Bach, dall'Aria sulla Quarta Corda e all'irresistibile Badinerie, in cui il Cantor dà un saggio della sua capacità incontrastata di impossessarsi dello stile barocco francese. Rinaldo Alessandrini e il CONCERTO ITALIANO ne saranno i brillanti interpreti.

 

Venerdì 28 settembre il gruppo ATALANTA FUGIENS diretto da Vanni Moretto sarà invece il tramite del genio barocco del giovane Georg Friedrich Händel: in programma la sua Serenata a tre voci su libretto di Nicola Giuvo “ACI, GALATEA E POLIFEMO”, composta nel 1708 per le nozze del duca di Alvito, coi cantanti solisti Alicia Amo, Marta Fumagalli e Mirco Palazzi.

 

Sabato 29 settembre ecco “BOCCHERINI SACRO E PROFANO”, un omaggio all'autore del celebre Minuetto, sia nel repertorio sacro (Stabat Mater) che in quello profano (quartetti e quintetti) nel bel recital di Francesca Aspromonte, il soprano rivelazione dei nostri giorni, con l'ALEA ENSEMBLE, quartetto d'archi italiano con strumenti originali che per l'occasione verrà integrato dal chitarrista Matteo Mela e da Riccardo Coelati Rama al violone.

 

Clou dell'intero festival domenica 30 settembre alle 20.30 con la prima riproposizione in epoca moderna dell'opera “ARMINIO” di Antonio Maria Bononcini (1677-1726), l'operista nato a Modena e attivo a Londra e Vienna, fratello di Giovanni (anche lui operista, assieme al quale molto rivaleggiò con Händel a Londra) e figlio del forse più noto – almeno nell'ambito strumentale – Giovanni Maria Bononcini, nativo di Zocca. L'opera, che conobbe la sua prima esecuzione il 26 luglio 1706 a Vienna e si avvarrà della revisione critica dello stesso Alessandrini, è uno dei migliori esempi di 'teatro barocco viennese', ambientata ai tempi della battaglia di Teutoburgo in Bassa Sassonia (9 d. C.), allorché il condottiero germanico Arminio sterminò con l'astuzia oltre ventimila soldati romani guidati dal generale Publio Quintilio Varo. Finezza di scrittura, bel melodismo e sottigliezza psicologica caratterizzano quest'opera di Bononcini su testo del raffinato poeta bolognese Pietro Antonio Bernardoni, che per l'occasione verrà eseguita in forma di concerto da un gruppo di giovani cantanti italiani emergenti, tutti reduci da una specifica preparazione nel canto barocco: Giulia Bolcato, Benedetta Corti, Valeria Girardello, Alessandro Ravasio, Enrico Torre, i quali si uniranno a Raffaele Giordani e al CONCERTO ITALIANO con Rinaldo Alessandrini sul podio. Questa operazione vuole confermare l’interesse che il festival dedica alle nuove forze interpretative dei giovani musicisti italiani, interesse che spera di rendere parte cospicua e integrante delle edizioni a venire.

 

La seconda settimana di PURTIMIRO 2018 si aprirà giovedì 4 ottobre col concerto “VENEZIA, ROMA, NAPOLI”, cioè concerti e cantate di Vivaldi, Scarlatti, Corelli, Durante e Pergolesi tutti appartenenti alle cosiddette tre scuole del barocco italiano (veneziana, romana, napoletana), con Rinaldo Alessandrini, il CONCERTO ITALIANO e la partecipazione del soprano Sonia Frigato e del trombettista Gabriele Cassone.

 

1700” è invece il suggestivo titolo del concerto di venerdì 5 ottobre, ovviamente riferito all'anno in cui furono pubblicate tutte le musiche strumentali ivi eseguite di autori meno noti quali Evaristo Dall'Abaco, Michele Mascitti, Giuseppe Brescianello, Nicola Fiorenza e di tre giganti come Baldassare Galuppi, Francesco Geminiani e Antonio Vivaldi. Tutte opere di gran pregio musicale, in parte oggetto dell'ultima registrazione di Rinaldo Alessandrini col CONCERTO ITALIANO, uscita in aprile in tutto il mondo per l'etichetta francese naïve.

 

Ad Alfredo Bernardini e al suo eccellente gruppo strumentale ENSEMBLE ZEFIRO è affidato il concerto di sabato 6 ottobre dal titolo “HARMONIEMUSIK”, interamente dedicato ad arrangiamenti d'autore per ottetto di fiati di opere di Mozart (Nozze di Figaro e Don Giovanni) e Rossini (Barbiere di Siviglia).

 

DIVERSI TIPI D'AMORE” è l'originale spettacolo con musiche di Claudio Monteverdi, Biagio Marini E Luigi Rossi ideato da Rinaldo Alessandrini, che ne firma anche regia, scene e costumi, in programma domenica 7 ottobre: è una nuova drammaturgia scenica, una mise en espace delle più belle pagine dalle opere Il ritorno di Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea di Monteverdi in cui si esplicano i vari tipi di amore, dall'amore interessato a quello mendace, dalla scoperta dell'amore all'amore ritrovato, subdolo, umiliato, nostalgico, fino al trionfo dell'amore. Il tutto con la partecipazione di grandi interpreti vocali del barocco quali Sara Mingardo, Arianna Venditelli, Carlo Vistoli, Elena Biscuola, Valerio Contaldo, Raffaele Giordani e Furio Zanasi.

 

Di nuovo Bach per l'apertura dell'ultima settimana di Purtimiro 2018, giovedì 11 ottobre al Teatro Rossini, e un titolo piuttosto ingombrante: “CAFFÈ ZIMMERMANN. Di Johann Sebastian Bach per l'occasione Rinaldo Alessandrini e il Concerto Italiano eseguiranno infatti la Cantata “Non sa che sia dolore” per soprano, traverso e archi BWV 209, poi il Concerto per cembalo e archi in re maggiore BWV 1054, infine la celeberrima Kaffekantate BWV 211 (Cantata del caffè). Tutte opere cioè create e concepite per essere eseguite al Caffè Zimmermann di Lipsia, dove Bach passava molto del suo tempo libero, diventato leggendario luogo di incontro di artisti, poeti ed intellettuali. Interpreti vocali Francesca Boncompagni, Raffaele Giordani e Salvo Vitale.

 

Venerdì 12 ottobre: “SOSPIRI DI DOLORE... SOSPIRI D'AMORE” è il bel titolo di argomento inequivocabile col gruppo IL SOGNO BAROCCO diretto da Paolo Perrone e la partecipazione straordinaria del contraltista Filippo Mineccia. Un florilegio di arie e cantate sacre del barocco italiano con musiche di Mannelli, Gasparini, Stradella, Durante, Caldara, Bisso.

 

Sabato 13 ottobre sarà la volta del concerto “NON UDITE LO PARLARE” (La parola al violino barocco) con l'IMAGINARIUM ENSEMBLE diretto dall'eminente violinista Enrico Onofri: un programma dedicato al rapporto tra voce umana e virtuosismo strumentale italiano dal primo Seicento sino al tardo Barocco, con opere di Cima, Virgiliano, Rognoni, Rognono, Castello, Uccellini, Pandolfi Mealli, Bonporti e Corelli.

 

Grande concerto di chiusura del festival PURTIMIRO 2018 domenica 14 ottobre con l'esecuzione integrale di un assoluto capolavoro del barocco romano: l'Oratorio in due parti “ESTER, LIBERATRICE DEL POPOLO EBREO” su libretto di Lelio Orsini del grande e mai sufficientemente lodato Alessandro Stradella (1639-1682). Rinaldo Alessandrini ne sarà quasi sicuramente storico interprete con il CONCERTO ITALIANO al gran completo.

 

Fra i sei concerti pomeridiani all'Oratorio di Sant'Onofrio (inizio alle ore 18) spiccano i tre appuntamenti per coppie di strumenti – “A due violini”, “A due violoncelli”, “A due arpe” – con grandi interpreti barocchisti come Luca Giardini, Mauro Valli e Mara Galassi (29 settembre, 6 e 14 ottobre), il programma monografico bachiano col flautista Marcello Gatti e il cembalista Francesco Corti (30 settembre), il programma “Vesuvio” con musiche barocche napoletane col gruppo Arsenale Sonoro di Boris Begelman (7 ottobre), infine “Italo-Teutonica Musa” con musiche di Steffani, Lotti e Händel con la Cappella Augustana di Matteo Messori (13 ottobre).

 

Molto apprezzati dal pubblico, sono confermati anche nel 2018 tre “Incontri col barocco” a cura del musicologo Enrico Gramigna alla Sala Baracca della Rocca Estense (a ingresso libero): il 28 settembre (Händel e Bononcini), 5 ottobre (La trascrizione), 12 ottobre (L'oratorio).

 

 

Programma: www.purtimiro.it

 

 

 

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Dopo aver ospitato il feretro di Francesco Baracca, l'Oratorio di Sant'Onofrio di Lugo, di proprietà dell' Ausl Romagna, torna protagonista di un altro importante evento, la mostra "Rossinissimo",dall'8 al 16 settembre 2018

 

Sabato 8 settembre, per i 150 anni dalla morte di Gioachino Rossini e i 50 anni di vita e di attività della Pro Loco, Lugo ha ospitato un evento ispirato dall’associazione e rivolto ad omaggiare il grande musicista e compositore di Pesaro che visse due anni a Lugo agli inizi del 1800. Si tratta della mostra “Rossinissimo”, che sarà allestita, con la collaborazione di Ausl Romagna Cultura, all’interno dell’Oratorio Sant’Onofrio, dove sono custodite le spoglie dei canonici Giuseppe e Luigi Malerbi che insegnarono i primi rudimenti della musica a Rossini, e a pochi passi dalla Chiesa del Carmine nella quale Rossini si esercitava all'Organo di Gaetano Callido. La mostra è stata inaugurata  alla presenza di eminenti personalità del mondo della musica, a cominciare dal Maestro Riccardo Muti, direttore della Filarmonica di Chicago (vedi foto)

Presente anche il curatore della mostra, il Maestro Giuseppe Montanari, ex direttore musicale del palcoscenico della Scala, che nei suoi 50 anni di attività ha diretto opere e concerti in tutta Europa alla guida di prestigiose compagini orchestrali italiane, e alla presenza annunciata di rappresentanti del Governo italiano.

LA MOSTRA

La mostra sarà un viaggio nella vita e nelle opere di Rossini non soltanto attraverso il materiale (fotografie, documenti, reperti, scritti, testi e quant’altro) che la Pro Loco ha già iniziato a raccogliere non solo dai collezionisti lughesi ma anche dalla famiglia di un Maestro di musica e da Reto Mueller, studioso di Rossini e responsabile della Società tedesca Rossini nata nel 1989 con l’obiettivo di studiare la vita e le opere di Rossini, incoraggiare l’esecuzione di opere rossiniane in teatro e nei concerti e sostenere l'attività di musicisti, ricercatori, studenti e appassionati. Il paziente e appassionato lavoro della Pro Loco si avvale del patrocinio del Comune di Lugo e di Ausl Romagna Cultura,  della collaborazione dell’Aido Bassa Romagna, associazione che non si dedica solo alla promozione e sensibilizzazione sull’importanza della donazione degli organi, ma è anche promotrice di cultura, che nei giorni della mostra metterà a disposizione un gruppo di suoi volontari, e del mondo delle associazioni, in particolare della Cna e della Confartigianato di Lugo. In questo modo avviene un inconsueto incontro tra creazioni virtuose di alcuni artigiani locali e la storia della nostra città; questo quasi a provocare una contaminazione tra talenti artigiani e la storia di un territorio. E non va trascurato il prezioso contributo del progetto realizzato dalla Camera di Commercio di Ravenna, dalla Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese, da Cna e Confartigianato, e della concessionaria Peugeot Lattuga Giulio srl di Lugo. La mostra resterà aperta fino al 19 settembre 2018 e sarà visitabile anche negli stessi giorni in cui a Lugo si terrà l’importante Fiera Biennale della Bassa Romagna.

 

L'ORATORIO SANT'ONOFRIO

 

"L'oratorio, di proprietà dell'Ausl Romagna - spiega la dottoressa Sonia Muzzarelli, Responsabile  della conservazione del patrimonio storico-artistico Ausl della Romagna - risale al 1679 e si presenta, al suo interno, in stile prettamente barocco sia dal punto di vista architettonico che decorativo.Ci sono tre cappelle e un altare centrale, costruito in occasione del restauro degli anni '60. La cappella di destra è dedicata alla Beata Vergine di Loreto, quella di sinistra a San Giovanni di Natha.
L'oratorio è ricco di tele, affreschi e stucchi di Tommaso Missiroli, detto il Villano, e di Ignazio Stern. Quasi tutte le suddette opere raffigurano momenti della vita di S. Onofrio. Sopra la porta di ingresso è stato innalzato il cinotafio (ossia il monumento sepolcrale vuoto) in onore nel defunto Clemente Galanotti, che aveva disposto la costruzione dello stesso oratorio.Per maggiori info sulla storia dell'oratorio e sulle opere d'arte conservate, scarica qui la pubblicazione a cura dell'Azienda USL Ravenna-Romagna.Attualmente chiusa al culto religioso, ospita mostre e rassegne d'arte.
Per informazioni e prenotazione visite guidate: sonia.muzzarelli@auslromagna.it

 

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I progetti di Ausl Romagna Cultura con il Dipartimento dei Beni Culturali dell' Università di Bologna in onda a Tutto bene TV
 
 
La puntata di TUTTOBENETV, con il prof. Mirko Traversari e la dottoressa Tiziana Rambelli, andrà in onda a partire da lunedì 27 agosto.
 
In allegato la programmazione presso le emittenti in tutta Italia, Croazia e Slovenia.
 
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