Si è svolto stamane un sobrio momento inaugurativo di locali per 600 metri quadrati, completamente ristrutturati, presso l’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza. I locali sono suddivisi su tre dei quattro piani del fabbricato denominato Padiglione 11 (ex laboratorio analisi). Si tratta di nuovi studi medici, spogliatoi con relativi servizi e altre stanze di servizio.

I lavori, seguiti dall’unità operativa “Attività Tecniche” dell’Ausl Romagna diretta dall’architetto Enrico Sabatini, coprono 600 metri quadrati complessivi e contemplano il totale rifacimento degli impianti, delle finiture e degli infissi interni. Al piano seminterrato sono stati realizzati depositi, al primo piano rialzato e secondo piano spogliatoi con una capienza atta a ricevere circa 200 operatori e gli altri locali a disposizione del personale.

Un’ottantina gli operatori che già stanno utilizzando i nuovi locali, collegati funzionalmente con i reparti di degenza, appartenenti al 118 Romagnasoccorso, all’Oncologia (per donne), e ad altri medici e dentisti (per uomini). L’investimento economico è stato di circa cinquecentomila euro.

“I locali ristrutturati, recuperati e ricollocati sono stati per lungo tempo inutilizzati – evidenzia il dottor Davide Tellarini, direttore medico del presidio ospedaliero di Faenza – per cui quello odierno è un buon risultato, prevalentemente per gli operatori ma in prospettiva anche per gli utenti. E comunque il miglioramento delle condizioni di lavoro di operatori e professionisti è un tema importante che l’Ausl Romagna si pone”.

Da parte dell'amministrazione comunale sono stati espressi "soddisfazione e apprezzamento per l'intervento e per i lavori realizzati: un ulteriore tassello sulla strada della qualificazione del nostro ospedale".

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Spazi più ampi e più confortevoli per la sezione emodialisi dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Bufalini di Cesena. L’area, situata al secondo piano, scale E, del nosocomio cesenate è stata sottoposta ad un intervento di ristrutturazione e ampliamento che ha portato alla creazione di due nuove camere da tre posti letto, con un conseguente potenziamento dell’attività di emodialisi per ulteriori 24 pazienti affetti da insufficienza renale cronica severa in trattamento dialitico con ritmo trisettimanale.Sono stati realizzati anche una nuova sala dedicata alle procedure interventistiche più complesse e un secondo spogliatoio per assicurare il massimo comfort ai pazienti.

L’inaugurazione è avvenuta questa mattina alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, del direttore del Presidio Ospedaliero Virna Valmori e del direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi Giovanni Mosconi.

“Con questo intervento – sottolinea il Sindaco Lucchi – prosegue il percorso di riqualificazione del Bufalini, che non si ferma nonostante l’avvio del progetto per la costruzione del nuovo ospedale di Cesena. Infatti, non possiamo certo attendere quest’opera per dare una risposta adeguata alle attuali necessità di cura dei cittadini del nostro territorio. Una delle sfide più importanti dei prossimi anni sarà proprio quella di mantenere l’alto livello della nostra struttura ospedaliera, pur a fronte dell’impegno straordinario per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero. E presto si faranno nuovi passi avanti in questa direzione con l’avvio, ormai prossimo, dei lavori per l’ampliamento e la riorganizzazione del Pronto Soccorso”.

“Per l’Azienda USL della Romagna – afferma la dottoressa Virna Valmori - si tratta di un investimento importante, promosso nell’ambito del percorso di presa in carico dei pazienti con insufficienza renale cronica, allo scopo di migliorare l’assistenza ai pazienti che necessitano per sopravvivere di un trattamento sostituto artificiale (dialisi) e dare una risposta alle necessità del territorio cesenate, a fronte del progressivo incremento del numero di pazienti dializzati che si riscontra negli ultimi anni non solo a livello locale, ma in tutto il mondo, a causa dell’aumento dell’età anagrafica della popolazione e della migliorata sopravvivenza di persone con malattie croniche come il diabete o l’ipertensione arteriosa che possono associarsi a complicazioni renali”.

I pazienti in trattamento dialitico in Italia sono circa 50.000, 800 quelli nell’ambito dell’Azienda USL della Romagna. “Secondo i dati nazionali –  afferma il dottor Mosconi -  oltre 170 nuovi pazienti per milione di abitanti iniziano annualmente il trattamento dialitico. A Cesena si è passati da 109 pazienti seguiti regolarmente nel 2013 agli attuali 141 in trattamento dialitico cronico; ogni anno vengono eseguiti oltre 19.000 trattamenti emodialitici di cui circa la metà nelle sedi decentrate di Cesenatico, Savignano e Mercato Saraceno. In particolare, a Cesenatico è attivo da anni anche un servizio di emodialisi per turisti in vacanza concentrato soprattutto nel periodo estivo (circa 1000 trattamenti all’anno)”.

“La dialisi – aggiunge il dottor Mosconi - permette una adeguata sopravvivenza in termini di riabilitazione sociale e lavorativa. Offre inoltre la possibilità di accedere a programmi di trapianto renale in quelle persone che, per età anagrafica e condizione clinica, non presentino controindicazioni al programma (oltre il 22% della popolazione trattata con dialisi). Accanto al trattamento per pazienti cronici negli anni il reparto cesenate ha progressivamente ampliato il trattamento di cura per l’insufficienza renale acuta insorta in pazienti critici degenti in reparti ad alta intensità di cure; in questi pazienti il trattamento dialitico permette la sopravvivenza e la possibilità di proseguire il trattamento medico e chirurgico della patologia di cui sono affetti in attesa della ripresa funzionale del rene”.

“Ringrazio – afferma Marika Pieri referente locale dell’Associazione Nazionale Emodializzati e Trapiantati di Rene ANED -  tutte le persone che hanno contribuito a raggiungere questo risultato. L’obiettivo dell’associazione è quello di migliorare l’assistenza ai pazienti attraverso una collaborazione attiva che non può prescindere da un dialogo continuo con gli operatori sanitari”.

I lavori di riqualificazione e ampliamento. Nel dettaglio, i lavori di riqualificazione, diretti dall'UO Progettazione e Sviluppo Edilizio, hanno comportato la demolizione di una parte dell’ex blocco operatorio di Urologia (già da tempo trasferito al blocco operatorio centrale), per ricavarne, mediante la costruzione di nuovi tramezzi interni, tre nuove stanze dedicate all’emodialisi e un ambiente che ospita un secondo spogliatoio per i pazienti. Complessivamente, la superficie dell’area oggi conta 120 metri quadrati in più. Le pareti delle nuove stanze sono state rivestite con tinta lavabile e ogni nuovo ambulatorio è stato dotato di lavabo clinico.  Anche il pavimento del corridoio centrale è stato rinnovato, così come il controsoffitto. La rete impiantistica dei nuovi ambienti è stata realizzata a soffitto e schermata da un controsoffitto ispezionabile; per ogni nuovo ambulatorio e sala dialisi, gli impianti elettrici sono stati resi di “gruppo 1”, con nodo equipotenziale. E’ stato esteso e potenziato anche l’impianto di riscaldamento e raffrescamento estivo. Dal punto di vista della sicurezza, l’area è adeguata alle norme tecniche di prevenzione incendio ed è dotata di impianto di rilevazione incendi e allarme, impianto di spegnimento idrico e idranti, estintori, uscite di sicurezza e strutture di compartimentazione.Il costo complessivo, tra opere edili e impiantistiche, ammonta a 280mila euro (Iva compresa).

L’ampliamento del servizio di emodialisi ha previsto inoltre la dotazione di nuove tecnologie dialitiche e il potenziamento del personale addetto all’assistenza, che oggi consta complessivamente di sei medici dedicati oltre al personale infermieristico e al primario.

Dati e attività dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi. L’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi svolge anche una intensa attività di prevenzione e diagnosi del danno renale. La patologia renale costituisce oggi una delle principali cause di morbilità e mortalità nella popolazione mondiale ed è presente, nei diversi stadi evolutivi, nel 6-8% della popolazione italiana. A Cesena ogni anno vengono effettuati circa 300 ricoveri nefrologici, a cui si aggiungono oltre 5000 valutazioni ambulatoriali e più di 1000 consulenze per pazienti ricoverati nella struttura ospedaliera.Una particolare attenzione viene rivolta allo sviluppo di programmi di trapianto, anche da donatore vivente, con lo studio dei pazienti che vengono inviati ai diversi centri trapianto del territorio nazionale. Nel corso dell’anno appena concluso 9 pazienti residenti nel territorio cesenate sono stati sottoposti a trapianto ed oltre 90 pazienti con trapianto afferiscono regolarmente agli ambulatori del reparto cesenate.

Il contributo dell’Associazione Nazionale Emodializzati e Trapiantati di Rene ANED. L’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi opera in sinergia con l’Associazione Nazionale Emodializzati e Trapiantati di Rene ANED, i cui referenti locali sono Marika Pieri e Natale Battistini. L’Associazione collabora da sempre attivamente con il reparto cesenate per il miglioramento dell’assistenza e della qualità di vita delle persone affette da patologie renali.

 

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Un nuovo ambulatorio per la “presa in carico attiva” dei pazienti affetti da malattie croniche, grazie al lavoro di squadra tra Medico di Medicina Generale e Infermiere.

E’ stato inaugurato questa mattina al piano terra della Casa della Salute del Rubicone l’Ambulatorio della Cronicità, fulcro del nuovo percorso di presa in carico dei pazienti affetti da diabete di tipo 2, una delle malattie croniche più diffusa. 

Presenti, tra gli altri, Imma Cacciapuoti del Servizio Assistenza Territoriale della Regione Emilia-Romagna, Filippo Giovannini, Sindaco di Savignano sul Rubicone Luciana Garbuglia, Presidente del Comitato di Distretto del Rubicone e Sindaco di San Mauro Pascoli, Quintino Sabattini Sindaco di Sogliano al Rubicone, Francesca Righi Direttore del Distretto Rubicone dell’Ausl della Romagna, Riccardo Varliero Direttore dell’unità operativa Cure Primarie Forlì-Cesena dell’Ausl della Romagna, Veronica Pasini Medico di Medicina Generale e coordinatore del Nucleo Cure Primarie di Savignano e Giuliano Guiducci Responsabile Infermieristico, Direzione Infermieristica e Tecnica dell’Ausl della Romagna.

Si tratta di una novità importante per la Casa della Salute del Rubicone di Savignano che introduce un modello innovativo di assistenza, quello basato sulla “Medicina di Iniziativa” che non aspetta il cittadino (sanità di attesa), ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgano o si aggravino, riducendo la comparsa di complicanze della malattia cronica, garantendo interventi “su misura” e puntando anche sulla prevenzione e sull’educazione.

L’Ambulatorio, entrato in funzione oggi, è un servizio territoriale dell’Unità Operativa di Cure Primarie di Forlì-Cesena dell’Ausl, finalizzato alla “presa in carico attiva” dei pazienti con malattie croniche, che vengono invitati a sottoporsi a controlli e interventi di prevenzione e promozione della salute, con azioni educative per l’adozione di sani stili di vita e la riduzione dei principali fattori di rischio.

Peculiarità del servizio è l’introduzione dell’Infermiere dedicato, dotato di competenze specifiche, che ha il compito di facilitare e coordinare l’assistenza al paziente lungo tutto il suo percorso, attraverso una stretta integrazione con il Medico di Medicina Generale e con gli specialisti afferenti a più discipline (diabetologo, cardiologo, oculista) che, a seconda delle necessità, concorrono nel percorso di cura del paziente.

Il nuovo percorso di presa in carico della patologia diabetica

E’ dedicato ai pazienti affetti da diabete di tipo 2, che non presentano gravi complicanze. La presa in carico presso l’Ambulatorio della Cronicità avviene su invito del Medico di Medicina Generale, attraverso una lettera in cui si comunica anche la data dell’appuntamento. L’assistenza è assicurata dall’Infermiere che concorda con il Medico di Medicina Generale il percorso clinico assistenziale. Una settimana prima dell’appuntamento l’infermiere contatta telefonicamente il paziente per ricordagli la data. Al primo accesso all’ambulatorio, l’infermiere rileva lo stato generale di salute del paziente, registrando le informazioni utili da inviare al Medico di Medicina Generale.

L’infermiere verifica l’aderenza alla terapia e agli stili di vita (alimentazione, assunzione di alcool, attività fisica e abitudine tabagica), si accerta della corretta assunzione della terapia farmacologica e dell’effettuazione degli accertamenti; prenota il successivo accesso all’ambulatorio infermieristico, informa il paziente sulle opportunità presenti nel territorio utili a modificare il proprio stile di vita. In condivisione con il Medico di Medicina Generale, qualora siano necessari accertamenti specialistici (come ad esempio l’esame del fondo oculare, etc…) è attivo un percorso facilitato che consente all’Infermiere di prenotare direttamente la prestazione specialistica. Ad oggi sono già state spedite ai pazienti 30 lettere di invito; entro la fine dell’anno saranno invitate altre 82 persone.

 

La Casa della Salute del Rubicone

L’apertura dell’Ambulatorio della Cronicità va ad ampliare l'offerta di servizi già erogati nella Casa della Salute del Rubicone: l’Ospedale di comunità, l’Hospice, i Medici di Medicina Generale associati in Medicina di Gruppo, l’Ambulatorio di Osservazione e Terapia (AOT), con Medici di Famiglia che assicurano una presenza H12; i Pediatri di libera scelta; l’Ambulatorio Infermieristico per attività programmate; il Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica); il Servizio Infermieristico Domiciliare; le Assistenti Sociali, il Punto Prelievi, lo Sportello farmaceutico; lo Sportello CUP, l’ufficio assistenza protesica, la Radiologia, la dialisi (CAL).

Nella struttura sono anche presenti poliambulatori specialistici dove operano medici specialisti di cardiologia, fisiatria, neurologia, oculistica, diabetologia, dermatologia, oncologia, otorino, endocrinologia, urologia, ortopedia, pneumologia, l’ambulatorio per i disturbi cognitivi e si possono effettuare alcune indagini strumentali quali, l’ecografia, l’ecodoppler, l’ecocardio, l’ECG e l’audiometria. La struttura accoglie inoltre alcune Associazioni di Volontariato.

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Per un bimbo entrare in un piccolo mondo incantato, in cui alle pareti ci sono quadri e disegni del mare, è ben diverso che entrare in un freddo e bianco ambulatorio medico. E un ambiente più famigliare aiuta anche ad “accettare” meglio le cure, specialmente se qualche volta prevedono un “picco”, o sono per necessità un po’ dolorose.

In quest’ottica la Onlus cesenate “Qualcosa di Grande per i Piccoli” ha realizzato un importante lavoro di decorazione alle pareti della sala d’attesa dell’Ambulatorio di Urgenze Pediatriche dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (nell’ambito dell’unità operativa di “Pediatria” diretta dal dottor Gianluca Vergine).

Nei mesi scorsi vari artisti, membri dell’Associazione, hanno dipinto le pareti della sala d’attesa con meravigliose immagini legate all'amore dei piccoli per il mare e il suo mondo, trasformando in una fantasiosa realtà il tempo che i pazienti e le loro famiglia trascorrono aspettando la visita medica.

Lavoro che sabato 7 gennaio scorso è stato inaugurato alla presenza del responsabile della struttura semplice “Urgenze Pediatriche”, dottor Renzo Pini, e con i membri della onlus che hanno anche dato vita a una piccola festa per i bimbi che erano presenti nella struttura, portando un gruppo di simpatici aderenti travestiti da clown e con fisarmonica e tamburello.

Il dottor Pini ha fatto gli onori di casa al vivace gruppo di volontari, portando i ringraziamenti della Ausl Romagna e della Direzione Ospedaliera, con particolare riferimento al fatto che questa realtà di volontariato cesenate ha optato per portare il proprio intervento a Rimini.

L’Associazione “Qualcosa di Grande per i Piccoli”, che ha sede legale a Cesena, (info@qualcosadigrandeperipiccoli.org) ha in programma di donare ulteriori splendide pitture anche per alcune altre sale della struttura.

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