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L'infermiere e l'uso consapevole dei social


Lunedì 18 marzo 2019


15:00-18:30


Via Dismano, 3845 Pievesistina di Cesena

 

Il corso di formazione accreditato "L'infermiere e l'uso consapevole dei social" si pone come obiettivo quello di fornire conoscenze e aggiornamenti ai professionisti infermieri, per vivere in modo corretto il rapporto con i social ed il web.Il tema verrà affrontato dal punto vista etico, deontologico e legale; nello specifico verranno dati elementi per la gestione delle fake news e dei rischi che ciascuno corre quotidianamente esponendosi come cittadino e professionista.


Relatori

Nicola Draoli, Consigliere FNOPI
Fabio Fedeli, Presidente OPI Lecco
Avv. Margherita Patrignani, Consulente Legale OPI Forlì-Cesena
Rosa Giuffrè, Consulente per la Comunicazione Digitale | Formatrice | Blogger

Programma

Apertura dei lavori: Linda Prati

Moderatori: Francesca Puca, Tiziana Rambelli


ore 15.00 Nicola Draoli, Componente Comitato Centrale FNOPI: “L’infermiere e i social: aspetti etici e deontologici”
ore 15.30 Fabio Fedeli, Presidente OPI Lecco: “Professionista infermiere e fake news”
ore 16.00 Avv. Margherita Patrignani, “Social network: risvolti legali per la professione”
ore 16.45 Coffee break
ore 17.00 Rosa Giuffrè, Blogger: “Infermieri on line: rischi, pericoli, abusi”
ore 18.15 Compilazione questionari ECM, chiusura dei lavori e consegna attestato di partecipazione

 

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L'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì-Cesena, che comprende circa 3500 iscritti, in un articolo pubblicato sulla rivista nazionale Corofar Salute e Salute in Farmacia, disponibile gratuitamente in tutte le farmacie

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Una giornata per approfondire gli aspetti legati al tema della professione infermieristica e qualità delle cure, con la presentazione dei risultati di una ricerca internazionale e multidimensionale sugli elementi critici assistenziali, realizzata in Ausl Romagna nel 2017. E’ quanto avverrà giovedì 18 ottobre, a Rimini, nella Sala del Giudizio presso i Musei Comunali (via Luigi Tonini 1), dove si svolgerà il corso “Il risveglio del Gigante” organizzato dall’Associazione Antonella Santullo APS, Ausl Romagna e Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Rimini.

L’evento è dedicato alla memoria di Antonietta Santullo, conosciuta da tutti come Antonella, storica dirigente Infermieristica dell’Ausl Romagna prematuramente scomparsa il 21 maggio 2017.

Ad aprire i lavori saranno il Direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi e la vice-sindaco di Rimini Gloria Lisi. A seguire, interverranno Ivan Cavicchi sul tema “Il Servizio Sanitario Nazionale dopo 40 anni: le diverse prospettive tra amministratori, operatori e cittadini” e Loredana Sasso che parlerà degli “Esiti RN4CAST: le sfide per l’infermieristica del futuro. Skill mix e missed care”. 

La mattinata si concluderà con il dibattito moderato da Massimo Ferrari e Silvia Mambelli

Nel pomeriggio interverrà Annamaria Bagnasco sul tema “Gli esiti delle cure infermieristiche: Skill mix e missed care”  a cui seguirà la presentazione di progetti avanzati di cure infermieristiche con un’introduzione di Andrea Galeotti e gli interventi sul ruolo dell’infermiere di ricerca di: Annalisa Morigi, infermiera DH oncologico – Ravenna, Silvia Nicolini, infermiera di Cesena in rappresentanza del gruppo aziendale PIC (Fuzzi Raffaella, Bacchilega Fiorella, Vanni Marco), Natascia Simeone, Infermiera TIN Rimini; Progetto NID CAP

Per iscrizioni: tramite procedura WHR-Time per i dipendenti della AUSL Romagna,Per i NON dipendenti, a questo link: https://portale-ext-gru.progetto-sole.it (viene richiesta la registrazione)

Per informazioni: Annamaria CARLINI- Tel. 0541.705011 - annamaria.carlini@auslromagna.it
OPI RIMINI segreteria - via Flaminia 85/E - Tel. 0541.718916

In allegato, la locandina con programma e info.

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L'Ordine Professionale Infermieri di  Forlì - Cesena è lieto di invitarvi  all’evento previsto per il 24/09/2018  che si terrà a Forlì, durante la Settimana del Buon Vivere con Leonardo Manera
 L’Ordine sarà presente per far conoscere alla cittadinanza il ruolo dell’infermiere e i luoghi dell’assistenza infermieristica.

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L'infermiera Raffaella Fuzzi, in servizio presso l'Unità Operativa di Senologia di Forlì, diretta dalla dottoressa Annalisa Curcio, è stata nominata in questi giorni vicepresidente dell'I.V.A.S. (Italian Vascular Access Society).

L'I.V.A.S. (Italian Vascular Access Society) è una società scientifica aperta a quanti si occupano di accessi vascolari ed alla collaborazione con altre società scientifiche ed associazioni di pazienti. E' stata fondata nel 2015, a Roma, ed ha come principale obiettivo la salvaguardia del patrimonio venoso dei pazienti.

"La società - spiega la dottoressa Marta Mengozzi , responsabile del PICC (Peripherally Inserted Central Catheters) Team forlivese - è stata costituita allo scopo di implementare la professionalità degli operatori e migliorare lo stato di salute e la qualità di vita del paziente, mediante lo sviluppo della buona pratica clinica nel campo specifico dell'accesso vascolare. Per fare questo IVAS organizza e gestisce corsi di informazione/formazione professionale, e contribuisce alla promozione della ricerca scientifica."

"Fra i soci fondatori provenienti da tutta Italia - prosegue la dottoressa Mengozzi - annoveriamo anche il dottor Secondo Folli, già primario a Forlì, e l' infermiera Raffaella Fuzzi, inoltre, fra i primi iscritti alla società, ci sono stati i componenti del PICC team forlivese. "

Ma in cosa consiste l'attività del PICC TEAM ?

Il PICC è un sistema venoso centrale inserito per via periferica, destinato ad un utilizzo sia continuo che discontinuo, per un periodo di tempo di norma compreso tra una settimana e tre mesi. Il PICC consente quindi tutti gli utilizzi tipici dei cateteri venosi centrali ma rispetto a questi, presenta i seguenti vantaggi: evita il rischio di complicanze meccaniche alla inserzione, tipico della puntura venosa centrale diretta, ha unbasso rischio di complicanze batteriemiche, un minor rischio di trombosi venosa centrale; può essere posizionato da personale medico o infermieristico adeguatamente addestrato, non necessita di competenze di tipo anestesiologico o chirurgico; può essere utilizzato anche in modo discontinuo, senza aumentare il rischio di complicanze ostruttive o infettive. Il PICC team è costituito da una squadra di infermieri e medici, specificatamente addestrati, che provvedono al posizionamento del dispositivo vascolare Picc.

"Forlì è stato fra i i primi ospedali in Italia, nel 2006, a costituire un PICC team - spiega la dottoressa Mengozzi - Seppure fra mille difficoltà, c'è sempre stato un grande interesse ed entusiasmo da parte nostra nei confronti di questi argomenti ed è sempre stata presente una buona attività da parte di vari gruppi di impiantatori di accessi vascolari all'interno dell'ospedale, per offrire ai pazienti più opportunità possibili."

E a coronare questo impegno, al 2° Congresso Nazionale IVAS, che si è svolto a Milano il 24 e 25 maggio scorso, è arrivata la nomina come vicepresidente all'infermiera forlivese Raffaella Fuzzi.

Al convegno era presente un'ampia rappresentanza dell'Ausl Romagna, in particolare dall'ospedale di Forlì , la dottoressa Marta Mengozzi medico di Chirurgia Toracica e responsabile del PICC team, Raffaella Fuzzi, infermiera di senologia e del PICC team, Massimiliano Mengozzi, infermiere di anestesia e del PICC team, il dottor Stefano Gaetani, medico referente per gli accessi vascolari per la rianimazione ed anestesia, Valentino Rambaldi, infermiere di anestesia e infine il dottor Sergio Spiezia, medico del Pronto Soccorso/Medicina d'urgenza, esperto di accessi vascolari.

"Siamo molto soddisfatti della nomina di Raffaella Fuzzi - conclude la dottoressa Mengozzi - che rappresenta per noi un grande riconoscimento ed un grande onore. Ovviamente ci impegniamo ad aiutarla e a svolgere questo compito nel migliore dei modi, cercando anche di costruire insieme un altro " sogno nel cassetto" , la costituzione del Vascular Access Team.

(Raffaella Fuzzi, neo vicepresidente, è la quinta a sinistra nella foto)

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Erano in tantissimi sabato scorso allo stand, organizzato in piazza Saffi, dall'ordine delle professioni infermieristiche di Forli Cesena, in occasione della giornata internazionale dell'infermiere.

Nella postazione venivano  rilevati ai partecipanti i principali parametri vitali, dati consigli e informazioni.

“Ogni persona lascia la sua impronta”, questo è quello che accade ogni volta che una persona entra nella vita di un'altra.

Gli infermieri sono persone che si prendono cura di altre persone nel naturale cammino umano, durante il tempo della sofferenza, della malattia e del morire. Sono persone che lasciano la loro impronta all’interno del sistema sanità e vogliono garantire il diritto alla salute.

La festa è proseguita in serata all’X-RAY di Forli con un grande concerto, che ha visto esibirsi sul palco i BSS - Brutti Sbarbi Sanitari e The Smittletone, due band composte da colleghi infermieri e medici.

"Con grande gioia ed entusiasmo gli infermieri hanno incontrato i cittadini, li hanno invitati alla rilevazione dei paramenti Vitali  per un “check di salute”.  Forlì in fiore e il festival delle mongolfiere hanno fatto da cornice a questo importante evento che ha visto un’alta affluenza e ha permesso di far conoscere chi è l’infermiere oggi, di dialogare e fare festa! "
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Mentre a livello nazionale è stato firmato il nuovo contratto per il comparto (infermieri e professioni sanitarie) del Sistema Sanitario Nazionale, l’Ausl Romagna consegue due importanti traguardi sul fronte del miglioramento delle condizioni di lavoro, per gli operatori e i professionisti aziendali. Si tratta dei bandi per la stabilizzazione di 240 lavoratori del comparto, principalmente infermieri, e dell’avvio dei meccanismi per il conferimento degli incarichi per il personale della dirigenza medica.

Il processo di stabilizzazione del personale precario è stato avviato attraverso la pubblicazione degli appositi avvisi, in applicazione del decreto Madia (D.Lgs. 75/2017) peraltro favorito dalle disposizioni e dai protocolli regionali in materia. Si tratta, al momento, del fabbisogno minimo di stabilizzazioni, ma altre potranno seguire anche in tempi rapidi. E ad ogni modo, questa procedura non sostituisce certo, bensì si affianca, alle procedure concorsuali “ordinarie” per il reclutamento di personale.

Per quanto riguarda la valorizzazione delle figure professionali, le relative selezioni verranno avviate gradualmente e porteranno entro la fine del corrente anno, all’attribuzione dei nuovi incarichi dirigenziali ai medici dell’Azienda.

Dichiarazione del Direttore Generale, dottor Marcello Tonini:

“A livello nazionale quella di ieri, con la firma del contratto nazionale, è stata una giornata positiva per la sanità italiana e per i lavoratori che giorno dopo giorno, con dedizione, fanno in modo che il servizio sanitario nazionale continui a funzionare, abbia una buona qualità e garantisca il diritto alla salute per i cittadini. Intanto anche noi, in Romagna, non stiamo con le mani in mano. Questo perché una grande azienda come l’AUSL Romagna ha il dovere di contribuire alle politiche del lavoro, pertanto, in coerenza con il quadro nazionale, regionale e con il sostegno delle forze politiche di governo locale, siamo riusciti nell’impegno di giungere alla stabilizzazione di 240 posti di lavoro e addirittura di crescere numericamente di oltre cento unità; il tutto garantendo l’equilibrio economico-finanziario, cioè senza fare disavanzo. La stabilizzazione è il primo passo nell’applicazione del ‘Decreto Madia’ che offre future opportunità di superamento del precariato residuo che intendiamo cogliere e a cui affiancheremo anche nuovi, ulteriori concorsi pubblici.

Prosegue intanto anche l’intensa programmazione volta a colmare i vuoti che ancora ci sono nei ruoli di primario, con l’avvio di nuove procedure concorsuali, dopo che negli ultimi due anni sono state espletate quelle per 37 nuovi primari.

 

La finalità di tutto questo è naturalmente il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini e la tranquillità dei lavoratori che ne è presupposto fondamentale.

 

Ulteriore soddisfazione anche per l’altro passo avanti, quello sugli incarichi: grazie ad un confronto franco e aperto con le organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza, la cui lungimiranza porterà frutti per lavoratori e cittadini: è stato infatti raggiunto l’accordo per l’assegnazione degli incarichi professionali ed ora stiamo avviando le procedure per le selezioni interne di attribuzione degli stessi.

 

Insomma dopo diversi anni è il momento del concreto riconoscimento della grande professionalità che il nostro personale ha sempre garantito nonostante le difficoltà.

Abbiamo servizi sanitari di riconosciuta elevata qualità e, speriamo, con operatori sempre più motivati a migliorare: la nostra piccola esperienza ci induce a pensare che si può fare. Ne siamo orgogliosi come Direzione e come cittadini di questo territorio romagnolo”.

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L'Azienda USL della Romagna informa la cittadinanza che – come comunicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica - le Organizzazioni Sindacali ANAAO ASSOMED, CIMO, AAROI-EMAC, FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN, FVM Federazione Veterinari e Medici, FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR), CISL MEDICI, FESMED, ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI, COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA E VETERINARIA UIL FPL, hanno annunciato la revoca dello sciopero nazionale di 24 ore proclamato per il 23 febbraio 2018 del personale appartenente alla dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa del Sistema Sanitario Nazionale, ivi compresi IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), IZS (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) ed ARPA, i dipendenti delle Aziende ed Enti del Sistema Sanitario Nazionale, compresi quelli delle Strutture anche di carattere privato e/o religioso che intrattengono un rapporto di convenzione e/o accreditamento col Sistema Sanitario Nazionale.

Resta invece confermato lo sciopero di 24 ore indetto per il 23 febbraio 2018 dalle Organizzazioni Sindacali Nursing Up, NurSind, Associazione Sindacale CUB Sanità Italiana, SHC Sanità Human Caring, USB Pubblico Impiego Sanità e Cobas Pubblico Impiego per il  personale del Comparto della Sanità pubblica operante nelle ASL, nelle Aziende Ospedaliere e negli Enti del SSN, a valere per tutti i turni di servizio.

Nella giornata dello sciopero saranno assicurati i servizi pubblici essenziali, nel rispetto della vigente normativa, attraverso l’individuazione dei contingenti minimi di personale a garanzia delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, equivalenti ai servizi minimi assicurati normalmente nei giorni festivi.

 

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L'Azienda USL della Romagna informa tutta la cittadinanza dello sciopero nazionale di 24 ore convocato per venerdì prossimo, 23 febbraio, del personale appartenente alla dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale, degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS), delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) e delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Nazionale (compreso il personale delle Strutture di carattere privato e/o religioso che intrattengono un rapporto di convenzione e/o accreditamento con il SSN), proclamato dalle Organizzazioni Sindacali ANAAO ASSOMED, CIMO, AAROI-EMAC, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, FVM, FASSID (AIPAC – AUPI – SIMET – SINAFO – SNR), CISL Medici, FESMED, ANPO – ASCOTI – FIALS Medici, Coordinamento nazionale delle Aree contrattuali Medica e Veterinaria UIL FPL, nonché del personale del Comparto della Sanità pubblica operante nelle aziende sanitarie, ospedaliere e negli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, a valere per tutti i turni di servizio, indetto dalle Organizzazioni Sindacali Nursing Up, NurSind, Associazione Sindacale CUB Sanità Italiana, SHC Sanità Human Caring, USB Pubblico Impiego Sanità e Cobas Pubblico Impiego.

Nella giornata dello sciopero, come di consueto, saranno assicurati i servizi pubblici essenziali, nel rispetto della vigente normativa, attraverso l’individuazione dei contingenti minimi di personale a garanzia delle prestazioni indispensabili e non dilazionabili, equivalenti ai servizi minimi assicurati normalmente nei giorni festivi.

 

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L'IPASVI di Forlì-Cesena annuncia la nascita della Fnopi, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.

Di seguito, il comunicato stampa inviato oggi dalla Federazione nazionale Collegi Ipasvi :                                    

Il Senato converte in legge il Ddl Lorenzin: nasce dopo oltre dieci anni di attesa la Fnopi,
Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, il maggior Ordine italiano

“Oggi nasce la Fnopi, la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, il più grande Ordine professionale italiano per numero di iscritti. Un traguardo per il quale gli infermieri hanno corso per oltre dieci anni, che conferma la crescita della professione e rende giustizia agli oltre 447mila professionisti che ogni giorno si dedicano all’assistenza dei più fragili e ai bisogni di salute delle persone”.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli infermieri, ancora oggi Ipasvi, ma tra poco, appunto, Fnopi, sottolinea con estrema emozione la conversione in legge del Ddl 1324-b “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del ministero della Salute”, una legge che per gli infermieri apre le porte di una nuova era.

“Oggi è una giornata storica per gli infermieri – conferma Mangiacavalli -  professionisti laureati e internazionalmente riconosciuti come pilastri dell’assistenza. Ora, al pari di tutte le altre professioni intellettuali, per loro ci sarà una tutela ordinistica che favorirà non solo i professionisti, ma anche per gli stessi cittadini, offrendo armi efficaci ad esempio contro l’abusivismo, che infanga l’operato di centinaia di migliaia di professionisti e pone a rischio la salute degli assistiti”.

L’elemento forte della trasformazione dei Collegi in Ordini è la tutela dell’assistito che si ottiene vigilando affinché l’iscritto abbia titolo al contatto diretto con lui, anche in caso con l’esercizio della magistratura interna. Quindi il controllo sui comportamenti deontologici e professionali: si lavora per una sorta di accreditamento periodico anche in termini di competenza dei professionisti. Non basta essere iscritto all’Ordine se poi l’iscrizione diventa un mero titolo di cui fregiarsi senza rivedere preparazione, formazione e competenza. Va introdotto un percorso di accreditamento periodico professionale e continuativo che gli Ordini posso a pieno titolo verificare.

“La differenza la faranno i codici deontologici – prosegue Mangiacavalli -  che anche grazie alla nuova legge acquisteranno maggiore rilevanza anche per il peso e le potenzialità che i nuovi Ordini avranno dal punto di vista del controllo e della loro applicazione e potranno essere aggiornati con maggiore e più regolare frequenza. 

La differenza la farà l’organizzazione a livello locale che la legge rende elastica prevedendo, anche grazie ai decreti attuativi che ora il ministero della Salute dovrà predisporre con la collaborazioni di tutte le professioni, norme che non ingesseranno più la gestione e l’organizzazione dei professionisti sul territorio come oggi accade”.

Fondamentale nella nuova legge è il superamento, o meglio, l’ammodernamento della legge del 1946 che evidentemente non può essere la stella cometa per gli attuali e per i nuovi Ordini come è stata finora. Il diverso inquadramento degli enti, la loro possibilità di intervento anche disciplinare, una organizzazione più rispondente ai moderni canoni non solo degli enti pubblici, ma anche della programmazione sanitaria, fino ad arrivare a un meccanismo elettivo sicuramente più rispondente a criteri di completezza, ma soprattutto trasparenza, che la rendono  indispensabile perché tutta l’attività di Ordini e Federazioni non sia decontestualizzata nei fatti dal divenire della società e del progresso professionale e scientifico.

In questo senso, sottolinea la presidente degli infermieri, è di importanza fondamentale anche un’altra previsione del Ddl. Quella che riguarda la modifica delle sanzioni penali e accessorie in caso di esercizio abusivo di una professione sanitaria, su cui i nuovi Ordini potranno vegliare con maggior forza e a maggior titolo.  

“Ringraziamo i parlamentari, a partire dai presidenti delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato, Emila Grazia De Biasi e Affari sociali della Camera, Mario Marazziti – conclude Mangiacavalli - il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e tutti quelli che hanno consentito finalmente di sbloccare l’impasse in cui questa norma si trovava da anni.

Ringraziamo la senatrice Annalisa Silvestro, componente del Comitato centrale della Federazione, che non ha mai lasciato che questo cambiamento epocale potesse essere trascurato nelle aule in cui ci rappresenta.

Ringraziamo però anche gli infermieri e tutti i Collegi che hanno creduto nella possibilità di raggiungere questo traguardo e hanno affiancato e sostenuto la Federazione in ogni momento dell’iter della legge.

Gli oltre 447mila infermieri che operano in Italia dimostreranno ora ancora di più la loro professionalità e la loro capacità, come fanno ogni giorno nei luoghi di lavoro accanto agli assistiti, perché sia riconosciuto ovunque il valore della nostra professione che non deve mai smettere di crescere. E noi con lei”.

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