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Ancora un atto di generosità e di solidarietà della Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese. Si è svolta nella mattinata di ieri, presso la sede del reparto di Pediatria e Neonatologia del Presidio Ospedaliero di Ravenna, una nuova donazione dell’Istituto di Credito al reparto stesso. La BCC continua infatti, con grande generosità, ad erogare contributi a sostegno dei diversi progetti che l’Unità operativa di Pediatria e Neonatologia ha predisposto e realizzato in collaborazione con l’Associazione “Il Mosaico-Amici dei bambini malati”.

In questa circostanza la Banca ha donato un moderno bilirubinometro corredato dalla relativa centrifuga, strumenti che verranno utilizzati dalla Terapia Intensiva Neonatale per monitorare il livello di bilirubina totale nei neonati e per predisporre le eventuali terapie; questa moderna attrezzatura sanitaria permetterà di prelevare il sangue capillare ai piccoli pazienti evitando manovre più invasive.

Alla cerimonia erano presenti il dottor Federico Marchetti (Direttore dell’Unità oprativa di Pediatria), il dottor Guseppe Benini (Presidente del Comitato Locale BCC Ravennate, Forlivese e Imolese), il dottor Piero Roncuzzi (del Comitato Locale BCC Ravennate, Forlivese e Imolese), la Presidente dell’Associazione “Il Mosaico-Amici dei bambini malati” dottoressa Iole Augusta Venturi e il dottor Paolo Tarlazzi (Direzione medica del Presidio Ospedaliero di Ravenna).

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla BCC rilevando che tale attrezzatura contribuisce al miglioramento del benessere dei bambini quotidianamente assistiti presso la Terapia intensiva Neonatale di Ravenna.

 

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Due nuove librerie sono state donate alla Neonatologia dell’ospedale Morgagni -Pierantoni di Forlì e alla Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena dall’Associazione “Crescere a piccoli passi” Genitori della Terapia Intensiva Neonatale e della Neonatologia Cesena e Forlì.

Le librerie, realizzate dagli utenti della falegnameria del centro diurno La Meridiana di Cesena, ospitano già fiabe, avventure e tanti altri stimolanti libri recentemente donati dall’Associazione stessa. L’iniziativa va a sostenere il progetto “Nati per leggere”, promosso da diversi anni dall’Associazione culturale pediatri e dall’Ausl per incentivare la lettura nei bambini di qualsiasi età, con particolare attenzione alla lettura ad alta voce.

“L'Associazione – precisa il presidente Alice Gazzoni - crede molto nel progetto della lettura, noi genitori quando non possiamo toccare o abbracciare i nostri piccoli perché vivono una situazione di fragilità, possiamo coccolarli solo con la nostra voce ecco perché abbiamo deciso di sostenere il progetto Nati per leggere e abbiamo donato libri e librerie in memoria del piccolo Achille Barca. Un grazie anche ai genitori del piccolo, Simona e Giovanni, perché hanno chiesto a parenti e amici di fare una donazione all'associazione proprio per sostenere il progetto”.

“L’Associazione Crescere a piccoli passi – afferma il dottor Enrico Valletta, direttore della Neonatologia dell’Ospedale Morgagni Pierantoni, nonché direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena -  si è voluta rendere ancor più vicina ai neonati accolti nella Neonatologia dell’Ospedale di Forlì donando loro una raccolta di libri dedicati e una piccola libreria appositamente costruita per custodirli e renderli disponibili a tutti i genitori che vogliano leggerli ai propri piccoli. Incoraggiare la lettura ad alta voce fin dai primi giorni di vita è un progetto nel quale le mamme dell’Associazione e la sua presidente Alice Gazzoni credono fortemente, anche perché molte di loro ne hanno potuto sperimentare in prima persona il valore affettivo e “terapeutico” per i propri bambini”.Il dott. Enrico Valletta, la Coordinatrice Tiziana Mambelli e il personale tutto hanno accolto con gratitudine il dono e hanno rinnovato i rapporti di reciproco sostegno che legano l’Associazione alla Neonatologia di Forlì.

“Gli effetti benefici della lettura ai prematuri – afferma il dottor Marcello Stella direttore dell’unità operativa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale – Pediatrica dell’ospedale Bufalini - sono documentati da numerosi studi scientifici. L’effetto positivo è migliore se i genitori leggono ai propri figli fin dai primi giorni di vita, anche all’interno delle Terapie Intensive Neonatali. A Cesena questa attività coinvolge i genitori dei piccoli prematuri da molti anni, ottenendo benefici in termini di perfomance neurologica a distanza e migliorando il benessere dei genitori che si riappropriano del loro ruolo transitoriamente perso a  causa della nascita prematura. Il progetto prevede che ogni famiglia scelga un libro dalla biblioteca della TIN e lo legga ogni giorno al proprio piccolo fin dai primi giorni in termoculla. Il libro rimane per sempre ai genitori e sulle prime pagine viene lasciata una piccola impronta del piede o della mano del figlio a testimoniare uno dei primi momenti di contatto fra genitori e figlio, come base di partenza per un lungo cammino assieme. Ringrazio, anche a nome di tutta l’equipè, l’Associazione Crescere a piccoli passi per questa nuova donazione”.

 

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L’Associazione “Rimini Solidale Onlus” torna a donare all’Ospedale di Rimini. Rivolgendosi ai pazienti più piccoli e delicati, i neonati prematuri. La Onlus - che da ormai dieci anni è impegnata in favore delle strutture sanitarie riminesi ha infatti donato un ecografo con sonda lineare per posizionamento eco guidato dei cateteri venosi centrali in Terapia Intensiva Neonatale, che è stato inaugurato alla presenza del presidente della “Rimini Solidale” Maurizio Focchi, della vicepresidente Micaela Dionigi, del direttore medico dei Presidi Ospedalieri riminesi Romeo Giannei, della dottoressa Gina Ancora (direttore della TIN dell’Ospedale di Rimini) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore settore Acquisti dell’Ausl Romagna).

Approfondimento clinico

Come spiegato dalla dottoressa Ancora, la cannulazione di vene/arterie è fondamentale nella cura del paziente in TIN per la somministrazione di liquidi e farmaci e per scopi di monitoraggio. La pratica di usare l'anatomia di superficie e la palpazione per identificare la posa di vie venose/arteriose si basa sulla posizione presunta del vaso e l’inserimento alla cieca dell'ago fino a quando del sangue non viene aspirato.

Sebbene l'inserimento di cateteri vascolari sia una manovra frequentemente eseguita in terapia intensiva, e sia parte integrante della formazione e della pratica medica dell'intensivista, essa si associa spesso a complicanze ed il tasso di successo va dal 60 al 95 per cento. Una stima del 2003 ha citato l'inserimento di circa 5 milioni di cateteri venosi centrali (nella vena giugulare interna, sottoclaveare e femorale venosa) ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di complicanze meccaniche fra il 5 ed il 19 per cento. Tali complicazioni possono verificarsi più spesso con operatori meno esperti, con anatomie difficili del paziente, situazioni procedurali rapide (in emergenza) e la presenza di comorbidità (coagulopatia, enfisema polmonare, ecc...). Riguardo i cateteri venosi centrali, le complicanze meccaniche includono la puntura arteriosa accidentale, la formazione di un ematoma, di un emotorace, di pneumotorace, di fistole artero-venose, di embolia gassosa venosa, di lesioni nervose, di lesioni del dotto toracico sul lato sinistro, di dissezione endoluminale e la puntura dell’aorta. L'incidenza di complicanze meccaniche aumenta di sei volte quando più di tre tentativi vengono fatti dallo stesso operatore.

L’uso dell’ecografia per la visualizzazione della vena da pungere, che si trova in profondità e che quindi non è visibile superficialmente, migliora notevolmente il tasso di successo nel posizionare un catetere venoso centrale e riduce il tasso di complicanza quali infezioni e trombosi. Ad oggi le linee guida internazionali parlano di posizionare tutti gli accessi venosi tramite ecografia. La venipuntura guidata da ultrasuoni sta rapidamente diventando la tecnica standard per raggiungere una linea centrale in neonati e bambini. L'ecografia offre la possibilità di scegliere l'accesso venoso più appropriato e più sicuro, oltre a eseguire una procedura sicura al 100 per cento.

Approfondimento tecnico

L’ecografo donato dalla Rimini Solidale Onlus, del valore commerciale di circa 23mila euro, è un apparecchio portatile modello Sonosite M-Turbo completo di carrello ergonomico, con garanzia di durata di cinque anni. La dotazione di sonda lineare consente di operare con maggior sicurezza per l’applicazione dei cateteri venosi centrali, specialmente in pazienti di picole dimensioni come sono i neonati, specie se pretermine

La “Rimini Solidale Onlus” e l’Ospedale “Infermi” di Rimini

Nell’ormai lontana giornata del 9 giugno 2008, quasi dieci anni fa esatti, si svolse l'inaugurazione della Tomografia Computerizzata a 64 strati, meglio nota come Tac Multistrati. Si trattava della prima donazione dell'associazione, nata nel 2007 ad opera di un gruppo di importanti e lungimiranti imprenditori riminesi, proprio con lo scopo di sostenere la sanità del territorio riminese. Si trattava anche della prima apparecchiatura di quel tipo, rivoluzionario, introdotta nell'Azienda USL.

In quella circostanza il presidente della “Rimini Solidale Onlus”, dottor Maurizio Focchi, disse che “il rapporto tra la nostra associazione e l’A.Usl non si conclude qui”. Parole profetiche. Negli anni successivi l'associazione ha donato:

Anno 2008 e successi –  Apparecchiature di supporto alla Tac multistrato

Anno 2011 - Mammografo mobile

Anno 2013 – Laser confocale per la Dermatologia

Anno 2015 - Sistema per biopsia mammaria per la Senologia

Anno 2017 – Sistema formativo con simulazione attiva per mamma bambino per la TIN.

Quindi la donazione di oggi.

Il dottor Giannei ha sottolineato con grande forza la stretta collaborazione tra società civile e sanità riminese, “che negli anni ha consentito di qualificare notevolmente la nostra offerta sanitaria”. Il presidente della Rimini Solidale Focchi ha aggiunto che “siamo un gruppo di persone che ama la sua sanità e che ha deciso, nel corso degli anni, di dare il proprio contributo. Stiamo continuando a farlo, e ne siamo felici, poiché vediamo che gli apparecchi che utilizziamo si inseriscono in una realtà sanitaria di alta livello e nella quale possono essere utilizzati, e sono utilizzati, al meglio”.

ZOOM SULL’ATTIVITA’ DELLA TIN

L'Unità Operativa “Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale” (TIN) fornisce assistenza a circa 3.500 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. Non tutte le famiglie sono riminesi: talune scelgono la struttura dell'”Infermi” pur provenendo da altri territori.

I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale. E' disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.

La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L'Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche molto pretermine.

Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la TIN è uno dei pochi reparti aperto alle famiglie 24 ore su 24, avvalendosi della collaborazione di una psicologa che può seguirle dalla  degenza in Ostetricia a quella in TIN.

A margine dell’inaugurazione la dottoressa Ancora ha colto l’occasione per ribadire, anche a nome delle società scientifiche dei neonatologi, l’importanza del parto in sicurezza e in punti nascita che hanno tutte le caratteristiche per essere sicuri. Proprio due giorni fa si è tra l’altro tenuta a Bologna una conferenza stampa su questo tema in cui sono state illustrate le "5 proposte per migliorare la sicurezza di madre e neonato" rispetto ai punti nascita, peraltro già oggetto di una conferenza stampa due giorni fa a Bologna. "In Emilia Romagna - recita il relativo manifesto - i dati sull'assistenza materna e neonatale sono buoni ma si può fare di più".

Ecco le 5 proposte: "Attenta valutazione delle gravidanze": quelle a basso rischio è appropriato vengano assistite dalle ostetriche, quelle a rischio devono essere seguite anche da medico specialista.

In secondo luogo "Assistenza alla gravidanza e al puerperio il più possibile vicine alla residenza", comprendendo anche l'assistenza domiciliare.

Terza proposta: "Tutti i parti devono essere assistiti presso le strutture in cui nascano almeno mille bambini ogni anno": quando il parto diventa complicato in maniera imprevista solo la presenza di un gruppo di professionisti con buona esperienza e abituati all'emergenza garantisce a mamma e bambino la miglior assistenza possibile.

Quarto: "Nelle gravidanze a rischio il parto deve svoglersi in strutture di secondo livello, in cui è presente una terapia intensiva neonatale".

Infine, quinta ed ultima proposta, "Per garantire il benessere della donna e del nascituro" l'assistenza deve essere attenta alle esigenze e alle tradizioni delle singole coppie mamma-bambino, gli ambienti devono essere confortevoli e permettere la permanenza di una persona scelta dalla donna, deve essere inoltre garantito il contatto pelle-pelle tra mamma e bimbo nelle prime due ore dopo il parto anche per avviare un buon allattamento al seno.


                                               

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Mercoledì, 23 Maggio 2018 14:42

Libri i in dono in memoria del piccolo Achille

Nuovi libri per le biblioteche della Neonatologia dell’ospedale Morgagni -Pierantoni di Forlì e della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena. E’ il contenuto della donazione, del valore di 500 euro, che è avvenuta in questi giorni in memoria del piccolo Achille Barca, scomparso prematuramente, da parte dell’Associazione “Crescere a piccoli passi” Genitori della Terapia Intensiva Neonatale e della Neonatologia Cesena e Forlì, dei genitori del piccolo Achille e della scrittrice cesenaticense di libri per l’infanzia Elisa Mazzoli che con il libro "Il viaggio di piedino" ha recentemente vinto il premio letterario "Nati per leggere edizione 2018".

“I libri donati – afferma il dottor Marcello Stella direttore della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini -  hanno un valore maggiore rispetto all’uso quotidiano della semplice lettura. Queste pagine rappresentano un mezzo sia terapeutico, perché la lettura precoce favorisce un migliore sviluppo neurologico, sia un momento in cui i genitori rientrano in contatto con il proprio figlio dopo il distacco dovuto alla nascita prematura. Achille ed i suoi genitori hanno per noi tutti rappresentato in modo emblematico l’ideale della genitorialità, un modello in cui l’amore verso il figlio è incondizionato, supera gli ostacoli peggiori, unisce la famiglia e le persone vicine ad essa, e si diffonde positivamente a tutto l’ambiente. Adesso spirito di amore genitoriale viene trasmesso anche ai prossimi neonati ricoverati ed alle loro famiglie grazie alla “Biblioteca di Achille”. Un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questa generosa donazione anche da parte del dottor Enrico Valletta, direttore della Neonatologia dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, nonché direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena.

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L’Associazione “Crescere a piccoli passi” Genitori della Terapia Intensiva Neonatale di Cesena e della Neonatologia di Forlì sarà ospite di Radio Studio Delta, lunedì 12 marzo, dalle ore 19 alle 20, per presentare i prossimi eventi benefici organizzati a sostegno della neonata Associazione.

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Si è svolta oggi pomeriggio, all’Ospedale "Infermi" di Rimini, una sobria cerimonia di donazione di una innovativa termoculla al reparto di “Terapia Intensiva Neonatale / Neonatologia” da parte della famiglia Caldari, in memoria della piccola Teresa.

Si tratta di una termoculla ibrida che consente lo spostamento dei piccoli pazienti in condizioni di maggior sicurezza e confort.

Come spiegato dalla dottoressa Gina Ancora, direttore del reparto, "i neonati che escono prematuramente dall’utero materno hanno esigenza, per sopravvivere, di ritrovare nell’ambiente esterno simili condizioni protettive, quali calore, umidità, isolamento dai rumori e da luce eccessiva. Tutte queste condizioni sono garantite dalle termoculle. Spesso in terapia intensiva neonatale è però necessario spostare il neonato dall’ambiente protettivo della termoculla ad un lettino aperto, definito lettino chirurgico, per eseguire manovre intensive quali posizionamento di vie venose centrali, esecuzione di piccoli e grandi interventi chirurgici, prelievi sanguigni. Lo spostamento, in un neonato fragile, può causare instabiltà e peggioramento clinico. Altri spostamenti a cui i piccoli neonati sono sottoposti sono quelli dalla sala parto alla terapia intensiva neonatale o dalla terapia intensiva neonatale alla sala operatoria, in caso di necessità di intervento chirurgico.

Il  trasporto  intraospedaliero dei neonati dalla sala parto alla terapia intensiva neonatale, e da questa alle sale operatorie, può richiedere fino a sei ”spostamenti” tra isola neonatale adiacente al luogo della nascita, termoculla da trasporto, termoculla di reparto e  lettino operatorio.  In neonati instabili,  per patologia di base, peso o  prematurità, tutto ciò comporta un aumentato rischio legato a possibili inconvenienti durante il trasporto quali ad esempio estubazione accidentale, rimozione accidentale di accessi venosi vascolari, rischio di raffreddamento.

La soluzione tecnologica a tutto questo è la termoculla ibrida. Il modello donato dalla famiglia Caldari, la Dual-incu-i, essendo dotata di elevate prestazioni tecnologiche, può fungere da lettino rianimatorio in sala parto (attraverso un comando che innalza elettronicamente la campana superiore), per trasformarsi poi in incubatrice da trasporto durante il “viaggio” verso la terapia intensiva neonatale, ed infine in termoculla vera e propria o in lettino chirurgico in reparto, permettendo di eseguire interventi chirurgici al letto del piccolo paziente, senza muoverlo dalla sua postazione. Tutto questo a vantaggio dell’equilibrio e della promozione della salute neurologica dei bambini".

Nell'occasione la mamma di Teresa, la signora Giorgia Palazzo, ha detto poche ma significative parole: "Oggi sarebbe stato il compleanno di Teresa e non poteva che essere oggi la prima giornata di ‘vita’ di questa magnifica apparecchiatura. Grazie alla straordinaria generosità di tantissime persone abbiamo visto crescere questo progetto nei mesi; grazie alla disponibilità del fornitore Burke&Burke ed in particolare alla sensibilità di Darica Simoncelli che li rappresenta, siamo riusciti a realizzarlo in tempi rapidi e questo, oggi, proprio oggi, ci riempie il cuore. Il vuoto che ha lasciato Teresa non è colmabile ma sapere che il suo nome e la sua energia in qualche modo contribuiranno ad evitare a tante famiglie il nostro stesso dolore, ci aiuta a trovare un senso, concreto, a questa tragedia. Insegniamo ai nostri figli a non coltivare la rabbia ma a trasformarla in qualcosa di positivo, ad usarla per cambiare ciò che è in nostro potere cambiare. Continueremo a lavorare insieme a “La Prima Coccola Onlus” affinché da questo fantastico reparto escano sempre visi sorridenti e piccoli guerrieri sani, oltre a portare avanti altri progetti in nome di nostra figlia, nei mesi a venire.

Ringraziamo BCC di Gradara e Croce Rossa per aver aperto la prima sottoscrizione a tempo record e ringrazio, di cuore la dottoressa Gina Ancora ed il suo staff per non arrendersi mai. Ora Teresa farà ciò che la sua vita incompiuta non le ha permesso di fare, si prenderà cura dei bambini ‘piccoli piccoli’ che amava così tanto”.

 

Un sentito, autentico e particolare ringraziamento alla famiglia Caldari, e per loro tramite a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta di fondi per la donazione, è stato espresso dalla Direzione Ospedaliera e dalla Direzione Generale, tramite il dottor Romeo Giannei (direttore medico dei presidi ospedalieri del Riminese) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore del settore Acquisizione Beni e Servizi dell'Ausl Romagna), dopo i saluti delle Autorità Locali, il viceprefetto e il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, che hanno voluto rimarcare il valore del gesto e l'alto livello della Tin/Neonatologia di Rimini.

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"'Crescere a piccoli passi' è un’associazione di volontariato nata a fine 2017 dall’idea di alcuni genitori che hanno vissuto, con i loro figli, un’esperienza nei Reparti di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Bufalini di Cesena e Neonatologia di Forlì. "Diventare genitori di bambini prematuri o con patologie mediche che necessitano, fin dal momento della nascita, di cure specializzate -  spiega l'Associazione - è un’esperienza che difficilmente si può dimenticare, e altrettanto faticosamente si può raccontare. Il rapporto di fiducia e sostegno che si instaura tra i familiari e il personale sanitario, e quello di forte solidarietà con i genitori degli altri bambini ricoverati, costituiscono una base imprescindibile per riuscire a superare i momenti di sofferenza. L’Associazione nasce proprio dal desiderio di aiutare le famiglie che stanno attraversando un cammino analogo a quello già intrapreso dalle mamme e dai papà soci, avvalendosi della sinergia tra i genitori stessi e il personale sanitario che opera in Reparto. Il sostegno dei medici neonatologi e degli infermieri della T.I.N. e della Neonatologia - si è rivelato fondamentale fin da quando l’Associazione era solo un’idea nella mente della presidente Alice Gazzoni, mamma di Cristal e Ascanio – perché tra di noi ci presentiamo così, con il nome dei nostri piccoli eroi. L’organigramma del direttivo si completa con la vicepresidente Silvia Battistella, mamma di Benedetta (ma anche di altri tre splendidi figli), la segretaria Federica Santi, madre delle gemelline Clara e Rita, e con il Consiglio formato da sette membri, tra cui il Dott. Augusto Biasini, ex primario del Reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Cesena.Al centro degli obiettivi dell’Associazione ci sono il sostegno morale ai piccoli pazienti ricoverati e ai loro familiari attraverso iniziative di volontariato all'interno dei reparti e l’organizzazione di corsi di formazione utili per sviluppare la relazione genitori-figli (primo soccorso pediatrico, …), ma anche il sostegno materiale al Reparto grazie alla promozione di eventi utili alla raccolta fondi per l'acquisto di attrezzature professionali da donare alla Terapia Intensiva Neontale e alla Neonatologia. La presentazione ufficiale dell’Associazione è avvenuta il 17 novembre scorso in occasione di uno spettacolo organizzato nella Giornata Mondiale del Prematuro e in quella circostanza è iniziata la raccolta fondi che ha permesso a “Crescere a Piccoli passi” di donare, ad appena qualche mese dalla sua fondazione, una bilancia professionale per pesare i bambini ricoverati in T.I.N. Un piccolo, grande obiettivo raggiunto grazie alla generosità delle persone che hanno creduto nel nostro progetto, che contiamo sia solo l’inizio di una sensibilizzazione di massa e di un sostegno costante ai Reparti di Terapia Intensiva Neonatale e della Neonatologia, per noi genitori della T.I.N. e della Neonatologia sono la nostra seconda famiglia".

Contatti:  crescereapiccolipassi.cesena@gmail.com 

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