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Martedì 2 luglio, alle ore 21, il Chiostro di S. Francesco ospiterà il concerto sotto le stelle “Oscar e la dama in rosa”, spettacolo di sensibilizzazione sull’importanza dell’approccio comunicazionale alla malattia oncologica, in  particolare quando il paziente è il bambino.L’idea è tratta dal libro best seller di Eric-Emmanuel Schmitt, con l’esecuzione dell’Orchestra Filarmonica Malatestiana di Cesena diretta da Giorgio Babbini e la conduzione di Roberto Mercadini e Lelia Serra.

L’iniziativa è finalizzata a raccogliere fondi per un progetto di musicoterapia in corsia, per i reparti di Pediatria degli ospedali M. Bufalini di Cesena e Morgagni – Pierantoni di Forlì.

L’evento, patrocinato dal  Comune di Cesena  e dalla regione Emilia-Romagna, è promosso dall’Associazione ‘Amici della Musica’ in partnership con l’ Azienda USL della Romagna e con il sostegno di Conad e Widibanca.Info e Prenotazioni: Amici della Musica A. Bonci di Cesena tel. 329.8726018

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Un nuovo importante riconoscimento per la Neurochirurgia dell’ospedale Bufalini di Cesena arriva da AOSpine Europa, sezione di AOSpine la principale comunità al mondo di chirurghi e ricercatori coinvolti nello studio e nel trattamento delle patologie della colonna vertebrale. Il dottor Giorgio Lofrese,  neurochirurgo dell’equipè cesenate, si è aggiudicato il terzo gradino del podio per il miglior lavoro scientifico del prestigioso premio europeo “Young Researcher Award” istituito da AOSpine Europa e assegnato da una giuria composta dai più illustri chirurghi e ricercatori europei nel campo delle patologie spinali ai migliori studi scientifici pubblicati su riviste internazionali da giovani ricercatori con meno di 40 anni.

 “Sono davvero onorato di aver ricevuto questo riconoscimento” - afferma il dottor Giorgio Lofrese “raggiungere questo risultato in un concorso europeo a cui partecipano le eccellenze della chirurgia spinale rappresenta un importante traguardo. È stata premiata l’innovativa strategia di trattamento dei traumi della giunzione cranio-cervicale negli anziani, mirata ad ottenere il minor impatto possibile in termini di dolore, di rigidità del collo e di compromissione dei movimenti della testa”

Lo studio. Si tratta di un approccio metodologico innovativo che pone come obiettivo del trattamento delle fratture del dente dell’epistrofeo negli anziani la qualità di vita del paziente, partendo da una scrupolosa valutazione del quadro clinico generale e delle caratteristiche radiologiche della frattura. La riduzione dei periodi di immobilizzazione con collare e la limitazione della chirurgia nei soli casi in cui, secondo specifici parametri clinici e radiologici, sia necessario ripristinare la stabilità di quelle vertebre cervicali che prendono parte ai più complessi movimenti della testa, portano ad evidenti vantaggi per questi fragili pazienti. E’ uno studio multicentrico che ha coinvolto le neurochirurgie di Cesena, Ferrara, Parma, Reggio Emilia, la chirurgia vertebrale del Maggiore di Bologna. I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale European Spine Journal.

Presso la Neurochirurgia di Cesena, diretta dal dottor Luigino Tosatto, ogni anno vengono trattati circa 150 pazienti affetti da frattura del dente dell’epistrofeo. Tra questi il 12% viene sottoposto ad interventi chirurgici di alta complessità, eseguiti da un’equipe dedicata composta dal dr. Cultrera, dr. Donati, dr. Lofrese e dr. Nicassio, per associate condizioni di instabilità della giunzione cranio-cervicale.  

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Un camioncino carico di “Topolino” per la Pediatria di Cesena. Claudia Cesaroni e Carlo De Nicu, giovane coppia di Siena, hanno deciso di donare la loro collezione di fumetti fine anni ’80, nella speranza di rendere più confortevole la permanenza dei piccoli degenti in ospedale.  Circa 1000 numeri, che andranno ad arricchire gli angoli lettura delle aree pediatriche.

Musicisti per passione, Claudia e Carlo sono venuti a conoscenza del progetto Pediatria a Misura di Bambino in occasione della loro partecipazione alla prima edizione cesenate dei  Rockin’ 1000, grazie al contatto  con  altri amici e colleghi musicisti , che tradizionalmente sostengono a vario titolo  il progetto di solidarietà. Così, alla prima occasione hanno deciso di sostenere la buona causa, con la donazione di una collezione trentennale dello storico quanto amato fumetto della Disney.

La consegna è avvenuta ieri pomeriggio nella sala giochi della Pediatria,  alla presenza del dottor Marcello Stella primario del reparto e di Elisabetta Montesi, responsabile Fundraising dell’Ausl i quali hanno ringraziato i donatori per questo gesto, sottolineando che tale generosità contribuisce all’umanizzazione dell’assistenza.

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Grazie al torneo sportivo di tiro al piattello che si è svolto nei giorni scorsi a Uboldo (Varese) sono stati devoluti 2.000 euro al reparto di Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale di Cesena. E’ un evento benefico che si rinnova dal 2011, su iniziativa di papà Gianni, atleta di tiro al piattello e la mamma Ingrid, come ringraziamento per l’assistenza prestata nei primi mesi vita dall’equipe della Terapia Intensiva Neonatale al loro figlio nato prematuro.Il torneo di tiro al piattello è stato organizzato dall’A.S.D. Tiro a Volo Belvedere di Varese e reso possibile grazie alla collaborazione di: Ottica-Oreficeria Tempi d'Oro di Tarlazzi Ingrid & Diego di Cotignola (RA) e  RC Eximport S.r.l. di Forlì.L’Azienda Usl, insieme all’équipe della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica, desidera ringraziare la famiglia e tutte le Aziende che hanno collaborato alla generosa donazione.

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Marialisa il 6 agosto 2018 si è trovata coinvolta nell’esplosione avvenuta lungo la A14 a Borgo Panigale. Ha riportato ustioni profonde, fortunatamente non troppo estese, che hanno richiesto una serie di trattamenti medici, un intervento chirurgico di ricostruzione delle cute ustionata e la riabilitazione. A quasi dieci mesi da quel fatidico giorno Marialisa ha coronato il suo sogno: tagliare il traguardo della 100 chilometri del Passatore insieme alla sua famiglia. E l’ha fatto indossando una maglietta con su scritto “Grazie CGU Cesena”.

“Quando sono arrivata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena - racconta Marialisa che ha 45 anni e vive a Lugo – ho capito subito di essere nel posto giusto: mi hanno colpito i protocolli di sicurezza per evitare contaminazioni, la professionalità e l’umanità degli operatori, ma soprattutto gli occhi gentili dell'infermiera dietro la visiera e la sua voce che mi diceva ‘Stai tranquilla, sei arrivata nel posto giusto. E' un percorso lungo, ma si guarisce’".

Fin dal primo momento, l'obiettivo parallelo alla guarigione per Marialisa era quello di tornare quanto prima alla sua vita normale. Il lavoro, i viaggi, le camminate. Attività banali nella loro quotidianità, eppure diventati improvvisamente speciali. “In quei giorni passati al Centro Grandi Ustionati di Cesena – racconta - un desiderio particolarmente ricorrente, condiviso anche con le fisioterapiste che mi seguivano nel recupero della mobilità, era quello di partecipare nuovamente alla 100 chilometri del Passatore”. Già perché Marialisa da alcuni anni fa parte di un gruppo di camminatori che dal 2014, l'ultimo sabato di maggio, partecipano in modo non agonistico a questa gara, percorrendo a piedi - chi a staffetta chi per intero - tutti i 100 chilometri che collegano Firenze a Faenza.

“Nei giorni di ricovero a Cesena, mia sorella, mio cognato e io ci siamo posti l’obiettivo di fare la staffetta di famiglia alla 100 chilometri”. E così è stato: il 25 maggio tutti e tre insieme, in staffetta, hanno partecipato in maniera non agonistica alla competizione, partendo da Borgo S. Lorenzo (anziché da Firenze) e percorrendo circa 73 chilometri. “Metaforicamente – afferma - ho concluso un percorso cominciato in un letto d'ospedale, con il palmo della mia mano accostato a quello guantato di mia sorella che aveva l'altra mano appoggiata al vetro che la separava dal suo compagno, unendoci in una catena che si è riproposta durante la gara con il passaggio del testimone.”

“Desidero ringraziare quei lottatori che ogni giorno si recano al lavoro varcando la soglia del reparto Grandi Ustionati. Purtroppo la loro missione li porta a vedere i pazienti in uno dei momenti più difficili e non sempre hanno l'occasione di vederne il ritorno alla vita normale. La straordinarietà di questa storia sta nella loro estrema professionalità e umanità, nel sostegno che danno quotidianamente ai loro pazienti, senza sosta o ritrosie”.

“Al termine del percorso, nella piazza di Faenza gremita di spettatori che applaudivano i concorrenti – conclude Marialisa - con il testimone della staffetta saldo in mano, stretta in un abbraccio con mia sorella e mio cognato, il pensiero riconoscente è andato agli operatori sanitari del Centro grandi ustionati. Per me e la mia famiglia si è concluso un percorso che sarebbe stato impossibile percorrere senza il loro aiuto. Per questo sul retro delle nostre magliette abbiamo stampato ‘Grazie CGU Cesena’”.

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I reparti di Dermatologia e Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena, diretti dal dottori Davide Melandri, hanno ricevuto ieri la visita della Prof.ssa Annalisa Patrizi, direttore della Clinica Dermatologica e della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venerologia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e della Prof.ssa Bianca Maria Piraccini, Segretaria della Scuola, unitamente ad un gruppo di medici specializzandi.  L’incontro ha avuto lo scopo di mostrare ai medici la struttura ospedaliera di Cesena e le sue attrezzature, e presentare il personale medico e paramedico, in vista della frequenza di due mesi degli Specializzandi durante la loro attività di formazione specialistica.

La collaborazione, instaurata nel 2017, fra l’Azienda USL della Romagna e l’Ateneo Bolognese ha infatti comportato l’inserimento, fra le altre, delle Unità Operative di Dermatologia e Centro Grandi Ustionati di Cesena nella rete formativa della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venerologia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Durante la frequenza presso i reparti cesenati, gli Specializzandi in Dermatologia e Venereologia acquisiranno competenza riguardo alla gestione delle ustioni gravi, alla gestione Ambulatoriale medica e chirurgica delle ustione lievi/moderate e faranno pratica di tutte le attività ambulatoriali e di reparto delle struttura ospedaliera di Dermatologia.

Le attività assistenziali degli specializzandi, funzionali alla progressiva acquisizione delle competenze previste dall’ordinamento didattico della Scuola, saranno svolte anche presso la  Banca della Cute della Regione Emilia Romagna (RER), che afferisce al Centro Grandi Ustionati ed è una delle 5 banche del tessuto cutaneo italiane accreditate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

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Anche quest’anno il servizio di Pneumologia dell’unità operativa Medicina Interna dell’Ospedale Bufalini di Cesena aderisce da lunedì 3 a venerdì 7 giugno a “Asma week”, evento nazionale di consulenze specialistiche e test del respiro gratuiti per pazienti asmatici promosso da FederAsma e Allergie Onlus.

Sono 40 le visite che si rendono disponibili al Bufalini per i pazienti già affetti da sintomi respiratori suggestivi per asma e asma bronchiale. La prenotazione deve essere effettuata telefonando esclusivamente al numero verde 800.628989 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

“La visita gratuita – tiene a precisare il dottor Beniamino Praticò, pneumologo direttore dell’Unità Operativa di Medicina Interna dell’ospedale Bufalini - è solo un aspetto dell’iniziativa che non si propone di effettuare visite “a tappeto”, bensì di sensibilizzare i cittadini sulle caratteristiche della malattia, sottolineando in particolare l’importanza della prevenzione e della  diagnosi precoce. “L’asma – spiega il dottor Praticò - è una malattia infiammatoria delle vie respiratorie che determina una chiusura parziale ,rapida e progressiva dei bronchi, causando respiro fischiante, tosse e difficoltà respiratoria.  Può essere causata da fattori allergici domestici come gli acari della polvere  e i derivati epiteliali di animali domestici o ambientali come i pollini di piante molto comuni che presentano un diverso impatto stagionale. Pur essendo l’allergia una delle cause più rilevanti di questa patologia, ci sono molte persone asmatiche che non sono allergiche: in questi casi tra i principali responsabili ci sono le infiammazioni e i disturbi delle vie aeree superiori (per esempio rinosinusiti o polipi nasali), i disturbi gastro-esofagei (per esempio il reflusso), talvolta i farmaci (antibiotici e antinfiammatori), lo stress psichico , l’obesità e ultimo ma non come importanza, il fumo sia attivo che passivo”.

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Due importanti riconoscimenti di rilievo regionale sono stati conferiti al reparto di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini di Cesena dalla Società Italiana di Neonatologia SIN dell’Emilia Romagna nell’ambito dell’annuale convegno “Casi Clinici in Neonatologia” che si è recentemente tenuto a Bertinoro.

Tra i 32 elaborati inerenti il settore clinico, organizzativo e assistenziale e presentati nelle due sezioni, medica e infermieristica, dai vari Centri regionali, il reparto cesenate si è aggiudicato entrambi i premi.

Per la sezione infermieristica, il premio è stato assegnato alla relazione illustrata da Fiammetta Neri sui “benefici a lungo termine della lettura in Terapia Intensiva Neonatale”, un’attività oramai consolidata nel reparto cesenate per promuovere lo sviluppo neuro evolutivo del neonato pretermine e che coinvolge i genitori dei piccoli prematuri che leggono ai propri figli fin dai primi giorni di vita in termoculla”.

Per la sezione medica è stata invece premiata la relazione dal titolo “Uso razionale uso degli antibiotici nei neonati VLBW: l’esperienza di Cesena”. La dottoressa Vittoria Rizzo, ha illustrato come negli ultimi anni l’appropriatezza dell’uso degli antibiotici nei piccoli prematuri abbia raggiunto l’indice “antibiotic use rate” pari ad appena il 7,41%, un risultato nettamente sotto il primo quartile delle valutazioni rilevate dai Network Internazionali.

“Questi lusinghieri risultati ottenuti nell’area relazionale familiare e in quella più specificatamente tecnico assistenziale – spiega il dottor Marcello Stella direttore facente funzione dell’Unità Operativa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica del Bufalini - sono stati possibili grazie al continuo confronto costruttivo che avviene ogni giorno, da anni, fra medici e infermieri, con l’intento comune di individuare la migliore strategia terapeutica da offrire ai piccoli prematuri e alle loro famiglie”.

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Mattinata festosa quella che si è svolta lunedì nel reparto di Pediatria dell’ospedale Bufalini di Cesena. Gli studenti delle classi seconda BS e ES del Liceo Monti di Cesena, coordinati dalle professoresse Antonietta Cappelletti e Bianca Maria Manuzzi, hanno messo in scena per i piccoli ricoverati un’animazione di fiabe che gli studenti stessi hanno scritto e dedicato alla Pediatria nell’ambito del progetto didattico "Il lupo fra realtà e fantasia: storie e fiabe per i bambini della Pediatria". Al termine della rappresentazione è stato donato al reparto il libro con tutte le storie. Tutta l’equipè ringrazia l’Istituto, le insegnanti e gli studenti che da anni manifestano sensibilità nei riguardi dei piccoli pazienti ricoverati

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Sabato 8 giugno, alle ore 21, al Teatro Bonci di Cesena la Compañia Mahoú De Castilla y Diana Gonzalez del Centro De Arte Flamenco mette in scena il nuovo spettacolo di flamenco per l’anno 2019 “Fronteras, frontiere”, in collaborazione con Associazione Cesena Danze, Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna, UISP e con il patrocinio del Comune di Cesena.

Un evento benefico che servirà a raccogliere fondi per la Clown-terapia nel reparto di Pediatria dell’ospedale Bufalini di Cesena.

Dopo le produzioni di repertorio come Carmen, Bodas de Sangre, El Amor Brujo e Lorca, il coreografo e ballerino De Castilla inizia con spettacoli innovativi quali Romeo e Giulietta, la Divina Commedia, l'Olocausto, Pinocchio, Norma, Flamencamente, proposti per la prima volta in chiave flamenca e visti i successi di questi spettacoli l'artista propone per l'anno 2019: FRONTERAS… frontiere, spettacolo di flamenco liberamente ispirato a West Side Story.

LA PREMESSA – La frontiera non si apre abbattendo muri, aprendo porti o allestendo campi di accoglienza. Tutto ciò non basta. La frontiera si apre aprendo menti e cuori, accogliendo comprensione nelle nostre menti e pace nei nostri cuori. Solo così possiamo salvarci. Solo con l’amore possiamo salvarli. Banale, ma è così. Solo l’amore può renderci felici di ciò che siamo e fieri di ciò che siamo stati. Peccato, però, che non siamo più capaci d’amare, non vogliamo più amare. Perché è difficile, perché ci fa paura, ci fa male. Più semplice e più comodo è odiare, disprezzare, rinnegare, ignorare, meglio ancora dimenticare, anzi cancellare. Cancelliamo dal nostro mondo tutto ciò che non ci piace, cancelliamo dal nostro petto tutto ciò che ci fa male, cancelliamo dai nostri occhi tutto ciò che non sappiamo guardare. Mandiamo via tutto e tutti. Mandiamoli via e saremo felici. Sì, rimandiamoli tutti al loro paese. Pensieri, parole, persone, uomini, donne, vecchi e bambini. E visto che non sappiamo neppure qual’è il loro paese, rimandiamoli e basta. Rimandiamoli in mezzo al deserto, dove il solo brucerà le loro carni. Rimandiamoli in mezzo al mare, dove le loro carni neanche le vedremo. La cosa fondamentale è rimandarli, non là da dove sono venuti, ma là da dove non verranno più. Rimandiamoli e basta. Rimandiamoli per non saperli, per non sentirli. Rimandiamoli per non capirli, per non toccarli. Rimandiamoli per non vederli. Perché si sa: se lo sguardo non viene trafitto, il cuore non sarà mai ferito. Ferito? E da cosa? Dalla misericordia, dalla compassione dalla pietà? Ma quale cuore? Quale cuore verrà mai ferito, se ormai nessun cuore batte nel nostro petto? Quale occhio verrà mai trafitto se ormai siamo diventati ciechi davanti a tanta miseria? Quale persona può dirsi tale, se è capace di ignorare il dolore di un’altra persona? Quale persona può dirsi tale, se è capace di usare un’altra persona? Usarla come fosse una cosa, come fosse una bestia. Una cosa da comprare o da vendere. Una bestia da lavoro o da uccidere. Tanto che importa? Tanto a chi importa?

Questa è una storia di gente venuta da lontano eppur così vicino a noi. Anche loro nascono, vivono, sognano e muoiono. No. No, allora sono lontanissimi da noi, poiché loro nascono, sopravvivono, e affogano. Loro affogano, prima nell’illusione di una vita migliore, poi affogano nella nostra ignoranza, nella nostra indifferenza, nel nostro odio.

L’OPERA – Il coreografo e ballerino Mahoú De Castilla parte da questa premessa per presentare un’opera di danza-teatro in due Atti; la sua personale trasposizione di West Side Story da musical a flamenco. I personaggi, i luoghi e la storia di West Side Story sono stati il punto di partenza per creare uno spettacolo che parlasse di intolleranza verso “il diverso”, accostando al flamenco piú puro alcuni dei brani piú celebri di questo musical.

Sul palcoscenico De Castilla e la sua compagnia saranno accompagnati da José Salguero al cante, Giulio Cantore alla guitarra e Stefano Fabbri alle percussioni.

 

Flamenco e solidarietá – Lo spettacolo fa parte del progetto “Pediatria a misura di bambino”, per la raccolta fondi per la Clown-terapia nel reparto di Pediatria dell’ospedale Bufalini di Cesena.

 

Dove e quando:

Teatro A. Bonci - Cesena, Sabato 8 Giugno 2019 ore 21:00

info. e prenotazioni: 335-7150025

Da vari anni Mahoú de Castilla collabora con Diana Gonzalez e con l’Associazione Cesena Danze diretta dal Maestro Ivano Pollini, ed é proprio da questa collaborazione che nasce il nuovo C.A.F. Centro de Arte Flamenco, che oltre alla produzione di spettacoli, dá la possibilitá a chiunque di imparare quest'immensa arte.

In Italia il gruppo con cui lavora De Castilla è formato da un centinaio di non professionisti, “ma non dilettanti” ci tiene a precisare l’artista. Sono tutti allievi, desiderosi di imparare sempre di più, alcuni dei quali già da anni formano una compagnia, che calca molti importanti palcoscenici.

Il Centro de Arte Flamenco, opera in molte cittá dell'Emilia Romagna e non solo, per far si che quest'arte possa essere divulgata non solo come Danza ma come aspetto culturale di un popolo.

La danza non puó e non deve essere solo una sequenza di passi da insegnare, ma una cultura da far vivere in ognuno di noi, un veicolo per smuovere le coscienze a volte e un modo per risvegliare in noi sensazioni ed emozioni che possono tradursi in arte e giungere all'anima "duende".

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