Visualizza articoli per tag: ostetricia

Lunedì, 12 Agosto 2019 08:18

Lotus Birth, il punto della situazione

La Lotus birth è una pratica legata al parto; tale pratica prevede che la separazione del neonato dalla placenta avvenga senza recisione del cordone ombelicale, bensì quando il cordone si secca e si distacca spontaneamente dall’ombelico, generalmente tra i 3 e i 10 giorni di vita del bambino. Nel frattempo la placenta viene trasportata con il neonato, conservata in un contenitore ed a volte cosparsa con sale grosso per favorirne l'essiccamento e con qualche goccia di olio profumato per mascherarne il cattivo odore.

Quando il cordone smette di pulsare non vi è più passaggio di sangue tra placenta e neonato, e pertanto il sangue placentare è di fatto inutilizzabile, e la placenta diviene essenzialmente un tessuto morto, possibile terreno di crescita di germi che possono essere trasmessi al neonato.

La pratica è pertanto sconsigliata dalle principali istituzioni scientifiche e dalle associazioni di categoria sia ostetriche sia ginecologiche, in quanto oltre a mancare evidenze scientifiche che ne dimostrino il reale vantaggio per la mamma e per il neonato, non ci sono ancora studi che ne quantifichino il rischio infettivo. Ciò perchè la Lotus Birth è una pratica relativamente recente, richiesta in un esiguo numero di casi, talvolta anche a domicilio, ma soprattutto perché queste scelte “alternative“ spesso rifuggono al confronto scientifico.

A fronte di questa situazione in Regione Emilia Romagna è stato attivato uno studio clinico prospettico randomizzato controllato, approvato dai Comitati Etici dei punti nascita della regione, che ha l’obiettivo di verificare se i nati con Lotus Birth presentino con maggiore frequenza complicazioni infettive (di natura batterica o virale) e, secondariamente, verificare se vi sia maggiore rischio di ittero o differenze nel tipo di allattamento.

La Lotus Birth non viene promossa né incentivata presso il punto nascita di Rimini, ed alle famiglie che richiedano la possibilità di aderire a questa pratica, in assenza di fattori di rischio noti, viene proposto di aderire a tale studio clinico. Vengono comunque accolte e seguite in ospedale anche le famiglie che, dopo comunicazione relativa alla documentata mancanza di benefici ed alla possibilità di rischi, sono assolutamente decise a seguire ugualmente la pratica della Lotus al di fuori dello studio, e questo ai fini di un attento e stretto controllo del neonato, attraverso un adeguato calendario di controlli neonatologici, per identificare precocemente gli eventuali segni clinici di una possibile infezione.

Infine, essendo la placenta un rifiuto speciale che non potrebbe essere portata al di fuori dall'ospedale in quanto che, come tale, va smaltito secondo la normativa vigente (Decreto Legge 152/2006; GSA igiene urbana N.3/2012; DPR 254, luglio 2003), la Direzione Sanitaria richiede uno specifico consenso ed una specifica dichiarazione relativi alla gestione della placenta stessa.

Pubblicato in Notizie dal sito

Un sofisticato manichino di simulazione, sul quale esercitarsi e simulare le emergenze in sala parto. Questo il contenuto della generosa donazione che la Signora Anna Bisulli cesenate, già impegnata nel mondo del volontariato, ha deciso di devolvere in memoria del marito Emilio Volpe, al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini di Cesena.

La donazione, del valore di circa 8 mila euro, è stata consegnata ufficialmente oggi in reparto, alla presenza del direttore del reparto dottor Patrizio Antonazzo, della Signora Bisulli con i figli, del medico di direzione di presidio dottoressa Marina Amadori, della responsabile del fundraising aziendale Elisabetta Montesi, della coordinatrice ostetrica Gilda Sottile insieme ad alcuni professionisti dell’equipè.

“Il manichino – spiega il dottor Antonazzo direttore dell’Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia – riproduce il bacino di una partoriente, a grandezza naturale. Rappresenta lo strumento ideale per eseguire delle esercitazioni per la gestione di emergenze ostetriche come la distocia di spalle (quando il bambino resta incastrato con le spalle), l'emorragia ostetrica e l’assistenza al parto podalico”. “L’utilità del training mediante simulatore nel miglioramento dell’outcome neonatale e nell’incrementare lo standard di sicurezza in sala parto è suggerito dalle principali linee guida internazionali. Infatti la relativa rarità degli eventi e le conseguenze cliniche ad essi associati evidenziano la necessità di poter disporre di uno strumento che permetta di simulare i quadri clinici e poter prendere confidenza con le manovre ostetriche che in situazioni reali andrebbero eseguite in estrema emergenza e aumentare la sensibilità del lavoro in team. A nome dell’Azienda e dei professionisti tutti –  conclude il dottor Antonazzo - ringrazio la signora Anna Bisulli e Famiglia per questa generosa donazione che consente di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza”.

Pubblicato in Notizie dal sito

LaCorelli presenta un evento di raccolta fondi in favore dell'AUSL della Romagna: protagonisti l'Orchestra Corelli diretta dal M° Jacopo Rivani e l'amatissimo Fabio De Luigi, in scena con uno dei capolavori della letteratura musicale novecentesca, «Pierino e il Lupo» di Sergej Prokofiev.

La favola sinfonica, diventata un classico universalmente apprezzato e interpretata dai più grandi del nostro panorama artistico (tra gli altri, Dario Fo, Roberto Benigni, Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Paolo Rossi, Philippe Daverio, Elio, Ivano Marescotti) rivivrà mercoledì 17 aprile alle ore 21.00 al Teatro Bonci attraverso il racconto di De Luigi, vanto e portavoce della comicità romagnola in Italia, divenuto popolarissimo presso il grande pubblico per la sua inconfondibile verve ironica. Attore, sceneggiatore e regista, De Luigi, classe ’67, ha mosso i primi passi dalla sua Santarcangelo di Romagna per approdare al grande schermo in veste di protagonista, dando vita ad una carriera poliedrica e in continua evoluzione, senza mai perdere il gusto e il piacere di continuare ad essere ambasciatore della nostra terra, di cui incarna al meglio lo spirito genuino, ironico e generoso.

Ad accompagnarlo nel suo primo debutto assoluto al Teatro Bonci di Cesena, l'Orchestra Arcangelo Corelli di Ravenna, che del prestigioso palcoscenico cesenate è già un'habitué, e che in quasi 10 anni di attività si è resa protagonista di una serie di Stagioni musicali articolate tra Ravenna, Cesena, Faenza e il territorio toscano ed emiliano, con all'attivo oltre 100 concerti che hanno coinvolto decine di giovani professori d'orchestra, solisti, direttori ospiti, cori polifonici e un numero crescente di Enti artistici tra cui spiccano Ravenna Festival, Emilia Romagna Teatro, Varignana Music Festival, Parma OperArt, Giovani 90 - Teatro dei Fluttuanti, Associazione Angelo Mariani, Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Associazione per Villa Sorra, Etruria Faber Music, Centro di Cinematografia Sperimentale di Roma e molti altri. L'Orchestra sarà guidata dal suo Direttore principale, Jacopo Rivani, che a dispetto della giovane età ha all'attivo scritture per alcuni dei principali Festival musicali internazionali (tra gli altri, Ravenna Festival”, “Festival Como Città della Musica” ed "Emilia Romagna Festival") e ha diretto compagini come la Haydn Orchester di Trento e Bolzano, l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, l'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna, l'orchestra "I Pomeriggi Musicali di Milano", l’Orchestra Sinfonica del Teatro Rendano di Cosenza, la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, “Italian Chamber Opera Ensemble”, l’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino, l’Orchestra 1813 di Como, l’Orchestra Filarmonica Italiana e molte altre.

Favola sinfonica per grandi e bambini, «Pierino e il Lupo» di Sergej Prokofiev è un classico senza tempo capace di magiche alchimie tra musica e parola e in grado di solleticare la fantasia del pubblico di ogni età, riaccendendo in ognuno il gusto dell'immaginazione. Niente di più semplice che chiudere gli occhi e lasciarsi andare al racconto di Pierino, il lupo, l'uccellino, l'anatra, il gatto, il nonno e i cacciatori: sette personaggi per sette temi musicali affidati di volta in volta all'orchestra, dove ogni diverso strumento recita una parte. Ironia, freschezza, suspense: questi gli ingredienti del successo di una favola che è considerata a buon diritto uno dei capolavori della letteratura musicale novecentesca.

Il ricavato della serata sarà devoluto interamente all'Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna e destinato all'acquisto di un cardiotocografo per l'Ostetricia dell'Ospedale Bufalini di Cesena, un sofisticato dispositivo di piccole dimensioni, portatile, capace di ricostruire il battito cardiaco materno e fetale e l’attività contrattile uterina partendo dal segnale elettrico che il cuore e l’utero generano. L’apparecchiatura, del valore di circa 12mila euro, consente pertanto una registrazione migliore e  più attendibile del tracciato cardiotocografico.

L’evento è stato reso possibile grazie al contributo di: Comune di Cesena - Assessorato alla Cultura, Sidermec Group, main sponsor, Credito Cooperativo Romagnolo, Fondazione Fruttadoro Orogel F.OR., Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna.

Per informazioni: www.lacorelli.it
info@lacorelli.it - 339-6249299

In allegato, la locandina dell'evento

Pubblicato in Notizie dal sito

Prestigioso riconoscimento per l’ospedale Bufalini di Cesena. Il Centro Sclerosi Multipla dell’unità operativa di Neurologia, diretta dalla dottoressa Susanna Malagù,  è tra i 77 centri dedicati alla cura delle persone affette da Sclerosi Multipla recentemente premiati a Milano, nell’ambito del progetto “Una cicogna per la Sclerosi multipla” promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla e SIN, Società Italiana di Neurologia.

“Con il progetto ‘Una cicogna per la sclerosi multipla’, Onda mette in campo una serie di strumenti per supportare le donne con sclerosi multipla nel realizzare il loro desiderio di maternità”, afferma Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. “Grazie ad un lavoro di mappatura sul territorio nazionale, che ha coinvolto gli ospedali con i Bollini rosa e non solo e a cui hanno partecipato 89 centri clinici, abbiamo assegnato la “Cicogna” a 77 strutture dove le donne possono trovare il supporto di un team multidisciplinare che valorizza la sinergia tra i vari specialisti coinvolti nella gestione della gravidanza, in particolare neurologo e ginecologo.”

 “Questo riconoscimento è motivo di grande soddisfazione -  afferma la dottoressa Malagù - perché premia un risultato che è stato possibile conseguire grazie all’integrazione di diverse competenze professionali e alla stretta collaborazione tra l’equipe della Neurologia e gli specialisti dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia diretta dal dottor Patrizio Antonazzo, in particolare il dottor Guido Sarti.

Pubblicato in Notizie dal sito

Calendario

INCONTRI MENSILI PARTOANALGESIA

ANNO 2019

c/o Sala Convegni dell’Ospedale “Bufalini”

dalle ore 18.30 alle ore 19.30

 

Mercoledì 30 Gennaio

Mercoledì 27 Febbraio

Mercoledì 27 Marzo

Mercoledì 17 Aprile

Mercoledì 29 Maggio

Mercoledì 26 Giugno

Mercoledì 31 Luglio

Mercoledì 28 Agosto

Mercoledì 25 Settembre

Mercoledì 30 Ottobre

Mercoledì 27 Novembre

Mercoledì 18 Dicembre

 

L’incontro è gratuito ed è aperto alle partorienti e ai loro familiari. Viene tenuto da un anestesista ostetrico (dr.ssa Adriana Addis) ed illustra, sia negli aspetti clinici che organizzativi, l’analgesia peridurale per il parto.

Pubblicato in Notizie dal sito

Nelle scorse settimane, attraverso le apposite procedure selettive, sono state individuate le figure di direzione di quattro unità operative dell’ambito territoriale di Ravenna che già da qualche tempo risultavano con direttori facenti funzione. A prevalere nelle selezioni sono stati, in tre casi su quattro, professionisti che già lavoravano per l’Azienda, favorendo così la continuità dei servizi.

E’ invece un ritorno quello del dottor Mauro Marabini, che è stato nominato direttore dell'Unità operativa "Cure Primarie" dell’ambito territoriale di Ravenna. Ravennate, 61 anni, dal 2011 lavorava presso l’Asl di Ferrara, per la quale aveva ricoperto anche il ruolo di direttore sanitario. Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, master in amministrazione e gestione dei servizi sanitari, ha frequentato diversi corsi di formazione manageriale, anche all’estero, ed è stato consulente del Ministero della Salute. Ha svolto incarichi in vari ospedali e Asl italiani: ospedale di San Marino, ex Ausl di Ravenna, direttore sanitario dell’Asl di Camerino, direttore di presidio dell’azienda ospedaliera “Niguarda Ca’ Granda” (Milano), direttore generale dell’Asl di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), direttore sanitario dell’ospedale di Ancona, direttore di zona dell’Asl di Ascoli Piceno, direttore sanitario dell’ospedale “Careggi” di Firenze.

La dottoressa Antonella Mastrocola è stata nominata direttore del Centro di Salute Mentale dell’ambito territoriale di Ravenna. Dal 2013 era responsabile dell’unità operativa “Trattamenti psico-sociali intensivi e integrati per la disabilità psichiatrica” e anche in precedenza si era sempre occupata dei servizi psichiatrici del ravennate. La dottoressa Mastrocola si è laureata in Medicina e Chirurgia e ha conseguito diplomi di specializzazione in Psichiatria presso l’Università di Bologna e presso l’Istituto Italiano Psicanalisi di Gruppo di Roma. E’ nel direttivo della sezione italiana della World Association Psycosocial Rehabilitation e ha svolto attività didattica, oltre che in Romagna, in Veneto, Emilia, Sicilia e Sardegna.

La dottoressa Valeria Savoia è stata nominata direttore dell’unità operativa “Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza”. Anch’essa ha sviluppato la propria carriera prevalentemente presso l’ex Ausl di Ravenna, dove lavora dal 1992 (precedentemente aveva lavorato a Cesena) e nell’ambito della quale ha collaborato anche a vari gruppi di progetto in collaborazione con gli Enti Locali e col mondo del sociale e della scuola; è consulente tecnico d’ufficio (Ctu) per l’Autorità Giudiziaria. La professionista ha conseguito laurea in medicina e chirurgia e specializzazione in Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza all’università di Bologna, col massimo dei voti, ed è stata relatrice e-o organizzatrice di vari convegni scientifici nonché docente in importanti corsi che si sono svolti in tutta la Romagna.

Il dottor Davide Tassinari è stato nominato direttore dell’Unità operativa di Ostetricia, Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione di Ravenna, che raggruppa i tre punti nascita di Ravenna, Faenza e Lugo. Il professionista si è laureato all’Università Cattolica di Roma e ha poi conseguito la specializzazione all’università di Verona. Fino al 2004 ha lavorato presso l’ospedale di Treviso, quindi presso gli ospedali di Cesena, Rimini (fino al 2016) e Lugo. Nel corso della sua carriera si è occupato in particolare di organizzazione e coordinamento di sala parto e delle emergenze clinico chirurgiche ostetriche e ginecologiche, di organizzazione di percorso nascita, di ambulatori per gravidanze a rischio e diagnostica prenatale. E’ membro delle principali società scientifiche di settore ed ha svolto una ricca attività convegnistica.

Pubblicato in Notizie dal sito

L’Associazione “Rimini Solidale Onlus” torna a donare all’Ospedale di Rimini. Rivolgendosi ai pazienti più piccoli e delicati, i neonati prematuri. La Onlus - che da ormai dieci anni è impegnata in favore delle strutture sanitarie riminesi ha infatti donato un ecografo con sonda lineare per posizionamento eco guidato dei cateteri venosi centrali in Terapia Intensiva Neonatale, che è stato inaugurato alla presenza del presidente della “Rimini Solidale” Maurizio Focchi, della vicepresidente Micaela Dionigi, del direttore medico dei Presidi Ospedalieri riminesi Romeo Giannei, della dottoressa Gina Ancora (direttore della TIN dell’Ospedale di Rimini) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore settore Acquisti dell’Ausl Romagna).

Approfondimento clinico

Come spiegato dalla dottoressa Ancora, la cannulazione di vene/arterie è fondamentale nella cura del paziente in TIN per la somministrazione di liquidi e farmaci e per scopi di monitoraggio. La pratica di usare l'anatomia di superficie e la palpazione per identificare la posa di vie venose/arteriose si basa sulla posizione presunta del vaso e l’inserimento alla cieca dell'ago fino a quando del sangue non viene aspirato.

Sebbene l'inserimento di cateteri vascolari sia una manovra frequentemente eseguita in terapia intensiva, e sia parte integrante della formazione e della pratica medica dell'intensivista, essa si associa spesso a complicanze ed il tasso di successo va dal 60 al 95 per cento. Una stima del 2003 ha citato l'inserimento di circa 5 milioni di cateteri venosi centrali (nella vena giugulare interna, sottoclaveare e femorale venosa) ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di complicanze meccaniche fra il 5 ed il 19 per cento. Tali complicazioni possono verificarsi più spesso con operatori meno esperti, con anatomie difficili del paziente, situazioni procedurali rapide (in emergenza) e la presenza di comorbidità (coagulopatia, enfisema polmonare, ecc...). Riguardo i cateteri venosi centrali, le complicanze meccaniche includono la puntura arteriosa accidentale, la formazione di un ematoma, di un emotorace, di pneumotorace, di fistole artero-venose, di embolia gassosa venosa, di lesioni nervose, di lesioni del dotto toracico sul lato sinistro, di dissezione endoluminale e la puntura dell’aorta. L'incidenza di complicanze meccaniche aumenta di sei volte quando più di tre tentativi vengono fatti dallo stesso operatore.

L’uso dell’ecografia per la visualizzazione della vena da pungere, che si trova in profondità e che quindi non è visibile superficialmente, migliora notevolmente il tasso di successo nel posizionare un catetere venoso centrale e riduce il tasso di complicanza quali infezioni e trombosi. Ad oggi le linee guida internazionali parlano di posizionare tutti gli accessi venosi tramite ecografia. La venipuntura guidata da ultrasuoni sta rapidamente diventando la tecnica standard per raggiungere una linea centrale in neonati e bambini. L'ecografia offre la possibilità di scegliere l'accesso venoso più appropriato e più sicuro, oltre a eseguire una procedura sicura al 100 per cento.

Approfondimento tecnico

L’ecografo donato dalla Rimini Solidale Onlus, del valore commerciale di circa 23mila euro, è un apparecchio portatile modello Sonosite M-Turbo completo di carrello ergonomico, con garanzia di durata di cinque anni. La dotazione di sonda lineare consente di operare con maggior sicurezza per l’applicazione dei cateteri venosi centrali, specialmente in pazienti di picole dimensioni come sono i neonati, specie se pretermine

La “Rimini Solidale Onlus” e l’Ospedale “Infermi” di Rimini

Nell’ormai lontana giornata del 9 giugno 2008, quasi dieci anni fa esatti, si svolse l'inaugurazione della Tomografia Computerizzata a 64 strati, meglio nota come Tac Multistrati. Si trattava della prima donazione dell'associazione, nata nel 2007 ad opera di un gruppo di importanti e lungimiranti imprenditori riminesi, proprio con lo scopo di sostenere la sanità del territorio riminese. Si trattava anche della prima apparecchiatura di quel tipo, rivoluzionario, introdotta nell'Azienda USL.

In quella circostanza il presidente della “Rimini Solidale Onlus”, dottor Maurizio Focchi, disse che “il rapporto tra la nostra associazione e l’A.Usl non si conclude qui”. Parole profetiche. Negli anni successivi l'associazione ha donato:

Anno 2008 e successi –  Apparecchiature di supporto alla Tac multistrato

Anno 2011 - Mammografo mobile

Anno 2013 – Laser confocale per la Dermatologia

Anno 2015 - Sistema per biopsia mammaria per la Senologia

Anno 2017 – Sistema formativo con simulazione attiva per mamma bambino per la TIN.

Quindi la donazione di oggi.

Il dottor Giannei ha sottolineato con grande forza la stretta collaborazione tra società civile e sanità riminese, “che negli anni ha consentito di qualificare notevolmente la nostra offerta sanitaria”. Il presidente della Rimini Solidale Focchi ha aggiunto che “siamo un gruppo di persone che ama la sua sanità e che ha deciso, nel corso degli anni, di dare il proprio contributo. Stiamo continuando a farlo, e ne siamo felici, poiché vediamo che gli apparecchi che utilizziamo si inseriscono in una realtà sanitaria di alta livello e nella quale possono essere utilizzati, e sono utilizzati, al meglio”.

ZOOM SULL’ATTIVITA’ DELLA TIN

L'Unità Operativa “Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale” (TIN) fornisce assistenza a circa 3.500 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. Non tutte le famiglie sono riminesi: talune scelgono la struttura dell'”Infermi” pur provenendo da altri territori.

I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale. E' disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.

La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L'Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche molto pretermine.

Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la TIN è uno dei pochi reparti aperto alle famiglie 24 ore su 24, avvalendosi della collaborazione di una psicologa che può seguirle dalla  degenza in Ostetricia a quella in TIN.

A margine dell’inaugurazione la dottoressa Ancora ha colto l’occasione per ribadire, anche a nome delle società scientifiche dei neonatologi, l’importanza del parto in sicurezza e in punti nascita che hanno tutte le caratteristiche per essere sicuri. Proprio due giorni fa si è tra l’altro tenuta a Bologna una conferenza stampa su questo tema in cui sono state illustrate le "5 proposte per migliorare la sicurezza di madre e neonato" rispetto ai punti nascita, peraltro già oggetto di una conferenza stampa due giorni fa a Bologna. "In Emilia Romagna - recita il relativo manifesto - i dati sull'assistenza materna e neonatale sono buoni ma si può fare di più".

Ecco le 5 proposte: "Attenta valutazione delle gravidanze": quelle a basso rischio è appropriato vengano assistite dalle ostetriche, quelle a rischio devono essere seguite anche da medico specialista.

In secondo luogo "Assistenza alla gravidanza e al puerperio il più possibile vicine alla residenza", comprendendo anche l'assistenza domiciliare.

Terza proposta: "Tutti i parti devono essere assistiti presso le strutture in cui nascano almeno mille bambini ogni anno": quando il parto diventa complicato in maniera imprevista solo la presenza di un gruppo di professionisti con buona esperienza e abituati all'emergenza garantisce a mamma e bambino la miglior assistenza possibile.

Quarto: "Nelle gravidanze a rischio il parto deve svoglersi in strutture di secondo livello, in cui è presente una terapia intensiva neonatale".

Infine, quinta ed ultima proposta, "Per garantire il benessere della donna e del nascituro" l'assistenza deve essere attenta alle esigenze e alle tradizioni delle singole coppie mamma-bambino, gli ambienti devono essere confortevoli e permettere la permanenza di una persona scelta dalla donna, deve essere inoltre garantito il contatto pelle-pelle tra mamma e bimbo nelle prime due ore dopo il parto anche per avviare un buon allattamento al seno.


                                               

Pubblicato in Notizie dal sito

A partire dal mese di giugno corrente, è in atto una modifica negli incontri con le famiglie legati al percorso nascita. Gli incontri, che si svolgono nella fase precedente il parto, erano organizzati su due momenti al mese: il primo lunedì del mese è previsto l’incontro con personale dell’Ostetricia e Neonatologia, il terzo lunedì del mese, invece, con il personale dell’Anestesia Rianimazione.

Al fine di rendere tali incontri più organici, completi, e facilmente fruibili dalla cittadinanza, si è pensato di unificarli in un unico incontro mensile, che avrà luogo ogni terzo lunedì del mese, con tutto il personale coinvolto nel percorso.

Resterà invariata la sede dell’incontro, vale a dire l’Aula G dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (situata presso il Padiglione Ovidio, con accesso dalla via omonima), e l’orario previsto è dalle ore 17:30 alle ore 20:00.

 

Pubblicato in Notizie dal sito

Nel 2017 la "cicogna", proveniente da diverse regioni d' Italia,  ha scelto di fermarsi all' Unità  Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell' ospedale "Morgagni- Pierantoni" di Forlì, diretta dal dottor Claudio  Bertellini, ben  1107 volte, di cui  593 maschi e 522 femmine.

Visto che sono stati otto i parti gemellari, il dato totale dei "nuovi forlivesi" e'  quindi di 1115 neonati. 
Ultimo nato del 2017, alle ore 23,04 del 31 dicembre,  una femmina, Alice, dal peso di 3 kg 850.
Il primo nato a Forlì, nel 2018, invece, é  stato un maschietto e ha visto la luce questa mattina alle ore 11 e 23. 
Moussa, questo è  il nome del piccolo, i cui genitori sono originari della Costa d' Avorio, pesava alla nascita 3 kg e 574 .
Pubblicato in Notizie dal sito

Cerca notizia

Archivio

Mi piace