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E’ ormai pacifico che un ospedale accogliente è importante anche per la qualità della cura. Specie se i pazienti sono bimbi. In quest’ottica sono attivi da anni progetti di accoglienza nelle Pediatrie degli ospedali di tutta la Romagna. Oggi a Forlì è stato aggiunta una ulteriore, importante tessera, a questo bel mosaico. Si è infatti svolta una cerimonia di inaugurazione dell'allestimento pittorico con vetrofanie delle vetrate di ingresso della Pediatria del “Morgagni Pierantoni”, donate dal gruppo “Consorti Rotary Club” di Forlì.
“Siamo grati alle ‘Consorti del Rotary Club’ di Forlì per avere rivolto la loro generosa attenzione ai bambini e alla Pediatria del nostro Ospedale – ha detto il primario, dottor Enrico Valletta -. L’allestimento che, grazie a loro, Sally Galotti ha realizzato all’ingresso del nostro reparto non vuole avere una funzione puramente estetica, ma rientra in una visione più ampia di accoglienza del bambino in ospedale e di umanizzazione delle cure che gli sono prestate. Sappiamo ormai con certezza che avere attenzione anche a questi aspetti aiuta il bambino e la sua famiglia nel percorso di cura e di guarigione dalla malattia. Siamo felici che la sensibilità delle ‘Consorti del Rotary’ abbia colto il valore di questo messaggio e lo abbia fatto proprio. Siamo anche convinti che alla nostra gratitudine si aggiungerà certamente il grazie dei bambini e dei loro genitori”.

Tale progetto, del valore di circa tremila euro, è mirato infatti, in primo luogo, alla maggior serenità possibile dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, per quanto possibile in un luogo di cura quale quello ospedaliero.

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Il dottor Andrea Fabbri, direttore dell' UO Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza e 118 dell'ospedale di Forlì alla trasmissione Salute Informa, condotta da Saverio Ruggeri.

La puntata andrà in onda su:

- VIDEOREGIONE ROSSA / POSIZ. 12 DEL TELECOMANDO:  27/ 5 / 2019 ore 18:45 e il  28/ 5 / 2019 ore 06:00 + 11:15

- VIDEOREGIONE BLU / Posizione 112 DEL TELECOMANDO : 28/ 5 / 2019 ore 01:30,  08:15 + 12:45

 

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"Bisogna muovere il bene"  è questo il messaggio che invia a tutti la sig.ra Gardini Roberta, dopo aver donato al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì, diretto dal dottor Nazario Santolini,  attrezzature indispensabili alla gestione clinico-organizzativa del reparto.
Perchè è importante donare, ma più importante è creare una cultura di solidarietà e di cura del bene comune.
In particolare, dalla generosità della signora Gardini, è giunto al SPDC di Forlì un presidio che, posto al polso dell'assistito, permette di "registrare l'architettura delle fasi del sonno". Il  tracciato viene scaricato mediante un'apposita applicazione, consentendo così di modulare il percorso terapeutico assistenziale del paziente, rendendolo sempre più personalizzato.Il secondo strumento donato è invece  un "distruggidocumenti",  che permetterà di ottemperare alle indicazioni del decreto sulla Privacy n.101/18, noto come GDPR.
"Tutta l'équipe medico-infermieristica del reparto - spiega Liliana Guerra - coordinatrice infermieristica del SPDC -  ringrazia la Sig.ra Gardini e la sua famiglia, sottolineando che tali attrezzature contribuiranno al miglioramento della presa in carico dei propri assistiti."
 
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" LA DATAZIONE EMERSA COLLOCA LE RELIQUIE ENTRO UN ARCO TEMPORALE CHE VA DAL II AL III SECOLO D.C E IL VOLTO RICOSTRUITO COINCIDE CON LE RAPPRESENTAZIONI DEL SANTO"

 
 Sabato 11 maggio, presso l’Abbazia di San Mercuriale, sono stati presentati in anteprima nazionale i risultati della seconda fase di studio sulle reliquie di San Mercuriale, primo Vescovo di Forlì. Dopo i saluti di mons. LIVIO CORAZZA, Vescovo di Forlì – Bertinoro, don ENRICO CASADIO, Abate di San Mercuriale, DAVIDE DREI, Sindaco di Forlì, LUCA MAZZARA, Presidente del Campus Universitario di Forlì, GERMANO CAPACCI, Presidente del Lions Terre di Romagna, TIZIANA RAMBELLI, in rappresentanza del gruppo Ausl Romagna Cultura e GABRIELLA TRONCONI per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì , Mirko Traversari, antropologo fisico e paleopatologo ha illustrato le scoperte rilevate sulle reliquie. 
Il progetto, che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre scorso, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. Questa seconda fase di studio, che segue la precedente incentrata sui risultati autoptici e radiologici, è focalizzata sui progressi delle indagini genetiche tuttora in corso, ma soprattutto sulla datazione atomica delle reliquie e sulla ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale. A qualche mese dal primo appuntamento, durante il quale sono stati presentati i risultati relativi allo studio antropologico, paleopatologico e paleoradiologico svolti sulle reliquie, questo secondo appuntamento rende conto alla popolazione e ai fedeli, sullo stato di avanzamento degli studi fino a questo momento. “Le analisi preliminari sul DNA antico - spiega il dottor Traversari - sono state condotte su due elementi scheletrici, uno proveniente dal cranio conservato alla SS Trinità, il secondo sulle reliquie del corpo conservato a San Mercuriale; con il fine ultimo di associare geneticamente le reliquie. Le estrazioni multiple e le amplificazioni sono state orientate sulla regione ipervariabile 1 (HVR-1) del DNA mitocondriale (mtDNA), che ereditiamo in toto dalla madre, e sulle Short Tandem Repeats (STR) del cromosoma Y, che proviene dal padre. Le analisi hanno immediatamente evidenziato una diagenesi piuttosto pronunciata per entrambi i marcatori, con il verificarsi di diversi siti degradati (deaminati) nel mtDNA e la limitata amplificazione delle STR, segno di una scarsa presenza di DNA nucleare, entro cui risiete il cromosoma Y. Successive analisi, tutt’ora in corso, mireranno alla cattura dell'intero mtDNA, per consentire la definizione dell’aplogruppo di provenienza delle reliquie (ndr. Gli aplogruppi rappresentano geneticamente l'eredità per relazione di parentela matrilineare di tutte le popolazioni umane, le loro origini ed i processi migratori) E’ comunque possibile confermare la relazione genetica tra le reliquie conservate a San Mercuriale, con il cranio custodito alla SS Trinità.” “Le reliquie – prosegue l’antropologo - sono state sottoposte a datazione con il metodo del radiocarbonio mediante la tecnica della Spettrometria di Massa ad alta risoluzione (AMS), presso il Centro di Datazione e Diagnostica (CEDAD) dell’Università del Salento, con relativa calibrazione in età di calendario mediante l’utilizzo del software OxCal Ver. 3.10, basato sui dati atmosferici. La datazione emersa, colloca le reliquie entro un arco temporale che va dal II al III secolo d.C., nel rispetto delle comunque scarne indicazioni storiche sicuramente attribuibili alla figura del Santo. E’ stata inoltre ricostruito il volto mediante tecnica digitale in 3D secondo il protocollo di Manchester, grazie ai dati provenienti dalla TAC eseguita presso il presidio ospedaliero Morgagni-Pierantoni di Forlì. La ricostruzione, operata dalla dott.ssa Chantal Milani afferente al Dipartimento di Medicina Legale, Università degli Studi Sapienza di Roma, ha tenuto conto delle indagini antropologiche precedentemente condotte e, in fase di rendering artistico finale, dell’iconografia tarda attribuita al Santo. Il risultato ottenuto restituisce un uomo dallo sguardo mite, con un profilo fortemente caratterizzato da un naso importante e lievemente asimmetrico, caratteristica che curiosamente ritroviamo anche su rappresentazioni di san Mercuriale, come ad esempio la tela di Baldassarre Carrari (1460-1516), fra le prime di cui disponiamo, in cui il Santo viene rappresentato con un naso caratteristico. Un futuro terzo appuntamento, completerà il quadro delle analisi, proponendo i risultati legati alla paleodieta del Santo, alla sua mobilità in vita e al completamento degli studi genetici, aspetti attualmente in corso di svolgimento.”           
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Affetta da una malattia molto grave e rara, una giovane paziente è stata sottoposta, presso l’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì, ad un intervento grazie al quale non dovrà avere necessità di una ossigenoterapia. Ad eseguirlo il professor Venerino Poletti, direttore dell’unità operativa di Pneumologia dell’ospedale di Forlì, il dotor Stefano Maitan, direttore della Anestesia Rianimazione, assieme alle loro equipes.

“La paziente – spiega il professor Poletti – è affetta da una patologia particolarmente rara: la forma genetica della proteinosi alveolare. Questa malattia è già di per se’ rara, ma la variante genetica lo é ancora di più rappresentando l’1-5 % delle forme di proteinosi alveolare, e porta all’accumulo di proteine, all’interno degli alveoli polmonari, rendendo difficile per i pazienti la respirazione”.

L’intervento effettuato ieri a Forlì, denominato lavaggio polmonare totale, consiste nell’introduzione di soluzione fisiologica riscaldata all’interno dei polmoni per rimuovere le proteine presenti, in modo che il paziente sia poi nelle condizioni di respirare da solo. E a seguito di questo intervento sará poi possibile instaurare una apposita terapia genetica.

“La peculiaritâ di questa procedura – spiega ancora il professor Poletti – è motivata sia dalla estrema raritá della malattia sia dalla difficoltà d’esecuzione. Solo una consolidata esperienza clinica ed una strettissima collaborazione con la Anestesia e Rianimazione ne rendono possibile l’effettuazione”.

D’altra parte il lavoro “di squadra” tra le varie articolazioni cliniche dell’Ospedale di Forlì, mira  ad offrire le migliori soluzioni ai pazienti. Esso non è certo una novità : “Ad esempio, sempre con l’Anestesia Rianimazione, la Radiologia (in particolare la dottoressa Sara Piciucchi) e l’Anatomia Patologica (dottoressa Alessandra Dubini) abbiamo messo a punto la criobiopsia, una innovativa modalità per effettuare biopsie polmonari, meno invasiva e con meno rischi per i pazienti, rispetto alla tradizionale biopsia chirurgica. A riprova – ribadisce il Primario di Pneumologia – che lavorare insieme combinando la ricerca e la buona pratica clinica porta a frutti importanti”.

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Il Festival della Scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori, tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole. Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva (https://bolognamedicina.it/)


Il prof. Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e componente del comitato scientifico del Festival della Scienza Medica e il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna, parteciperanno al Festival della Scienza Medica di Bologna per parlare dell'esperienza ultradecennale della chirurgia robotica all'ospedale di Forlì nei rispettivi settori.

In particolare, il prof. Giorgio Ercolani interverrà sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8,  all'incontro "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia", mentre il prof.Claudio Vicini interverrà lo stesso giorno alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, per parlare di apnee ostruttive nel sonno.

Il primo robot chirurgico "Leonardo Da Vinci", donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è entrato in funzione nel 2007 nell’ospedale forlivese (il primo ad entrare in attività in Emilia Romagna) ed è stato utilizzato in ben 608 interventi. Nel 2012, la stessa Fondazione, ne ha donato un secondo modello più avanzato, che è stato utilizzato, nel periodo compreso dal 2012 al 2019, in 1.470 operazioni, svolte in ben sette Unità operative dell’ospedale di Forlì (Chirurgia generale, gastroenterologica e mininvasiva, Chirurgia endocrina e bariatrica, Urologia, Chirurgia e terapie oncologiche avanzate, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria, Ginecologia-Ostetricia).

Il robot chirurgico sarà "fisicamente" presente al festival di Bologna, per tutta la durata della manifestazione a Palazzo Pepoli. Grazie ad un clinico specialista sarà possibile vedere dal vivo e comprendere al meglio le funzionalità del sistema robotico da Vinci Xi . È considerata la piattaforma ad oggi più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente sul mercato.

Anche "Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival . Alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna verranno infatti proiettati tra gli eventi in programma, presso la Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1, : https://bolognamedicina.it/programma-2019/docufiction-g-b-morgagni

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (http://www.morgagnipatologo.it/ ), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini. La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa (già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli).

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Un concerto di sensibilizzazione sul come comunicare la malattia. Venerdì 3 maggio, alle ore 21, al Teatro Comunale di Cesenatico arriva “Oscar e la dama in rosa”, piece teatrale tratta dal libro best seller di Eric-Emmanuel Schmitt, nell’esecuzione dell’Orchestra Filarmonica Malatestiana di Cesena diretta da Giorgio Babbini e con le voci narranti di Roberto Mercadini e Lelia Serra.

Una storia commovente e coinvolgente, un racconto magico che affronta il rapporto tra malattia e sofferenza, amore e morte. Sotto la penna dello scrittore e drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt anche un evento triste può diventare allegro, ironico, giocoso, pur senza perdere mai la profondità richiesta da un tema doloroso come quello dei bambini gravemente malati.

L’evento è promosso da Azienda USL della Romagna, Comune di Cesenatico e Associazione ‘Amici della Musica’ con il contributo di Fondazione cassa di risparmio di Cesena, Gesturist di Cesenatico, Associazione Albergatori e Cooperativa bagnini di Cesenatico.
 
L’iniziativa servirà a raccogliere fondi per un progetto di musicoterapia in corsia, per i reparti di Pediatria degli ospedali M. Bufalini di Cesena e Morgagni – Pierantoni di Forlì.

Info e Prenotazioni: 329.8726018

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A seguito di procedura selettiva il dottor Francesco Cristini è stato nominato direttore dell’Unità operativa “Malattie infettive” di Rimini e Forlì/Cesena dell’Ausl Romagna. Sostituisce il dottor Massimo Arlotti che è andato in pensione. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione con la partecipazione del dotto Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna.


Il nuovo primario.

Il dottor Cristini si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Brescia nel 1999 con una dissertazione sulla valutazione delle infezioni ospedaliere nei pazienti Hiv positivi. Si è dunque specializzato in Malattie infettive presso il medesimo ateneo nel 2003 con tesi inerente tematiche di antibioticoterapia.
Durante il periodo di frequenza, in qualità di medico in formazione specialistica presso la Clinica di Malattie Infettive di Brescia, nel 1999 ha ottenuto una borsa di studio dall’Istituto Superiore di Sanità e nel 2002 ha effettuato uno stage presso il Dipartimento di Biotecnologie cellulari ed Ematologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 2004 al 2010 il professionista ha lavorato presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ed insegnato presso la locale università. Nell’ultimo anno di lavoro ad Udine è stato principal investigator di tre importanti studi e protocolli clinici. Ha quindi lavorato al Policlinico “Sant’Orsola – Malpighi” di Bologna, fino alla nomina in Ausl Romagna. Nell’ambito dell’incarico a Bologna ha operato presso la Clinica di Malattie Infettive svolgendo anche attività di tutoraggio e docenza, e dal 2014 è stato responsabile del programma aziendale sulla “gestione delle complicanze infettive nel paziente sottoposto a trapianto e stewardship antimicrobica”, e dal 2017 è stato nominato responsabile del programma interaziendale “Percorso del paziente con patologia infettiva ad elevata complessità ed a gestione multidisciplinare”.

Sin dall’inizio della attività lavorativa in Romagna è stato nominato Professore a contratto di Malattie Infettive presso il Campus di Rimini per i corsi di Laurea in Infermieristica e Assistenza Sanitaria. A partire dal 2003 è stato relatore in più di trecento eventi scientifici e coautore di 52 pubblicazioni scientifiche.

Il reparto di Rimini.

L’unità operativa di “Malattie infettive” di Rimini a seguito dell’approvazione delle Linee d’indirizzo per il riordino ospedaliero dell’Ausl Romagna, come ribadito durante al conferenza stampa dal dottor Busetti - comprende anche il reparto di degenza di Forlì, ed il presidio ambulatoriale presso l’Ospedale di Cesena. Conta 20 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day hospital. Complessivamente i medici della unità operativa complessa sono 20 di cui 11 in servizio a Rimini; 25 gli infermieri (tra cui la coordinatrice) e 2 oss. Le principali patologie affrontate in regime di ricovero ordinario sono le infezioni dell’apparato respiratorio, delle vie urinarie, le infezioni sistemiche, le infezioni osteoarticolari e le patologie da HIV. Oltre novecento i ricoveri effettuati in degenza ordinaria a Rimini nel 2018, cui si aggiungono oltre sedicimila visite e prestazioni/consulenze per interni ed esterni (1.800 sono le consulenze per il pronto soccorso). Tutti i pazienti affetti da patologie infettive croniche o da patologie di particolare rilievo sociale vengono invece generalmente seguiti in regime di day service, garantendo loro accesso rapido, approccio proattivo sulle patologie correlate e le complicanze, continuità di cura molto forte.

 

Il reparto di Forlì e il presidio ambulatoriale di Cesena.

Il reparto di degenza ordinaria dell’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì ha una dotazione di 15 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day-hospital, coi quali vengono soddisfatte anche le esigenze di ricovero dell’ambito territoriale di Cesena. Vi operano 9 medici, 19 infermieri (compree una coordinatrice per Forlì ed una per Cesena) e 2 oss. Sempre nel 2018 a Forlì/Cesena i ricoveri sono stati oltre 400 e le visite e prestazioni/consulenze quasi novemila. Nel corso della conferenza stampa è emerso come, presso l’Ospedale di Forlì, siano stati recentemente assunti in pianta stabile 5 giovani medici e che vi sia in previsione la creazione di una struttura semplice.

Le principali, ma non esclusive, attività dell'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, sono le seguenti:

  • diagnosi, prevenzione e cura delle problematiche collegate all'infezione da HIV. E’ attualmente in via di definizione una Struttura Semplice Dipartimentale dedicata. Tale impegno si svolge essenzialmente all’interno dei presidi Ospedalieri di Forlì Cesena e Rimini, collaborando anche con Gli Istituti Penitenziari del territorio e con il Centro Medico di San Patrignano;
  • attività di consulenza intra-aziendale nelle tre sedi di Forlì Cesena e Rimini, con particolare attenzione verso la complessità infettivologica in ambito chirurgico ed intensivistico e dei pazienti immunodepressi. Settimanalmente l’equipe medica effettua anche attività di consulenza presso l’Ospedale di Riccione;
  • presso il Centro Regionale della Fibrosi Cistica di Cesena viene svolta attività ambulatoriale continuativa sul paziente adulto;
  • governo clinico delle epatopatie virali acute e croniche ed esecuzione di Fibroscan;
  • presso il presidio di Rimini attivo un Ambulatorio di infezioni sessualmente trasmesse (IST);
  • gestione della complessità clinica in ambito infettivologico di comunità e/o correlata alla assistenza, sia in regime di ospedalizzazione che ambulatoriale;
  • gestione del rischio infettivo correlato all’emporiatria, comprendente sia le patologie dei migranti, sia quelle del viaggiatore di ritorno dai tropici;
  • collaborazione con gli uffici competenti delle Direzioni Mediche di Presidio in merito alla gestione delle emergenze epidemiologiche nella comunità ed in ospedale;
  • responsabilità del programma aziendale sul rischio infettivo e stewardship antibiotica (SPIAR) a carico di un infettivologo del presidio di Rimini, che opera in sinergia con gli organismi di direzione nei diversi presidi della Azienda USL della Romagna.

A corredo di tutto ciò, nel corso della conferenza stampa il dottor Cristini ha evidenziato come “negli anni scorsi i pazienti con Hiv o Aids rappresentavano la maggior parte dei nostri ricoveri. Ora invece, grazie alle terapie, la loro presa in carico è per lo più ambulatoriale e non hanno bisogno di essere ricoverati. Anche perché la loro aspettativa di vita si è assai modificata nel corso degli anni. Adesso una persona con Hiv può pensare benissimo di accendere un mutuo o di avere dei nipotini – ha metaforizzato il professionista -. Stiamo facendo grossi passi avanti anche per la cura dell’epatite C: un progetto dell’Oms mira all’eradicazione, e ci riusciremo, ma attualmente è considerabile un male sociale. Un alto numero di ricoveri arriva anche dall’allungamento della vita media, con relative situazioni di immunodepressione. Infine siamo al lavoro su progetti per l’utilizzo appropriato degli antibiotici contrastando fenomeni di antibioticoresistenza”.

Il dottor Busetti ha colto l’occasione per rimarcare come “negli ultimi tre anni in questa Azienda sono stati nominati 55 nuovi primari (il dottor Cristini è uno di questi) e altri 20 saranno verosimilmente nominati di qui a fine anno”.

 

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CHIRURGIA

VITREORETINICA

Novità e strategie a confronto

LIVE SURGERY

Forlì, venerdì 12 aprile , Hotel Globus

 

 

Chirurgia Vitreoretinica, novità e strategie a confronto è un congresso rivolto a medici oculisti, ortottisti, infermieri e ingegneri clinici ospedalieri, ognuno per la propria parte di competenza, che

ha come obiettivo quello di mettere a confronto le tecnologie più innovative attualmente presenti sul mercato oftalmologico e discuterne utilità clinica e impatto economico per le strutture ospedaliere.

Nel corso della chirurgia in diretta vedremo se il “nuovo” ha le carte in regola per soppiantare definitivamente il vecchio oppure continuare ad affiancarlo.

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RESPONSABILE SCIENTIFICO

Dott. Giacomo Costa

In concomitanza al convegno CHIRURGIA VITREORETINICA, NOVITA E STRATEGIE A CONFRONTO, LIVE SURGERY, l’Ordine Ingegneri della Provincia di Forlì-Cesena organizza
un workshop per Ingegneri biomedici dal titolo :"LE NUOVE TECNOLOGIE PER LA CHIRURGIA OFTALMICA. ASPETTI INNOVATIVI E DI SICUREZZA PER IL PAZIENTE", presso Hotel Globus City.  L’Ordine Ingegneri della Provincia di Forlì e Cesena riconoscerà n. 4 CFPAl.

Durante il workshop si parlerà di:
Microscopi per chirurgia oftalmica e sistemi di guida per lenti toriche
Piattaforma 3D per la chirurgia vitreo-retinica digitalmente assistita
Facoemulsificatori, nuove tecnologie per l’intervento di estrazione della cataratta
Evoluzione nella chirurgia vitreoretinica dal taglio meccanico alla liquefazione
Piattaforme OCT avanzate

 

 

 

IN ALLEGATO IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO e del WORKSHOP

 

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E' stato donato, in questi giorni, alla Unità Operativa di Cardiologia di Forlì, diretta dal dottor Marcello Galvani, un moderno apparecchio di monitoraggio delle funzioni vitali Un gesto di  grande sensibilità da parte della famiglia Milanesi-Fiumi , a nome della signora Romana Fiumi, verso un reparto che assiste circa millecinquecento pazienti all'anno.
Il  monitor polifunzionale, già disponibile presso  il reparto di Degenza dell'Unità Operativa di Cardiologia  di Forlì è l'apprezzatissima donazione, frutto della generosità di Antonella Milanesi per ringraziare dell'elevato livello assistenziale del quale ha goduto la mamma Romana Fiumi.
L'apparecchiatura  permetterà il rapido riconoscimento di condizioni critiche per la salute dei cardiopatici ricoverati, facilitando l'intervento infermieristico e medico a garanzia del paziente. "Sono particolarmente grato per questa donazione - spiega il  primario, dottor Marcello Galvani - in quanto attesta, ancora una volta, la sensibilità dei nostri cittadini nei confronti dell'equipe cardiologica, dando significato profondo al nostro impegno quotidiano."

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