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Venerdì 16/08/2019 la segreteria/accettazione dell'Unità Operativa di  Medicina Riabilitativa di Forlì rimarrà chiusa al pubblico.

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Alla trasmissione Tuttobene TV, condotta dal giornalista Roberto Feroli, la direttrice della Uo di Chirurgia Senologica di Forli, Ravenna e Santarcangelo, la dott.ssa Annalisa Curcio e il dottor Gabriele Testi della Chirurgia Vascolare forlivese, che parlerà della "Forlee Technique", una tecnica innovativa nella rivascolarizzazione endovascolare degli arti inferiori messa a punto dal team endovascolare dell'Ospedale "Morgagni-Pierantoni"  di Forlì .


TUTTOBENE TV è un programma televisivo dedicato alla medicina, salute, benessere e stili di vita.TUTTOBENE TV intende promuovere la consapevolezza individuale e collettiva nella determinazione del proprio stile di vita influenzato anche “dall'economia”, e di eventuali cure necessarie al miglioramento della salute propria o altrui.

La puntata 147, con ospite il Dott Gabriele Testi, andra' in onda su Teleromagna, a partire dal 5/8 (vedi orari sotto)

La puntata 148, con ospite in studio la  Dott.ssa Annalisa Curcio, andrà  in onda a partire dal 12/8 (vedi orari sotto)

Gli orari di trasmissione delle puntate su Teleromagna sono sempre: 

Martedì h 11.15/30

Giovedì h 16

Sabato h 00

 

A queste programmazioni vanno aggiunte svariate repliche e la messa in onda su tutte le emittenti locali italiane della rete Tuttobene Tv.

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Il dottor Gabriele Testi e il dottor Fabio Tarantino alla trasmissione Focus di Teleromagna per parlare della Forlee Technique.

La puntata, condotta da Federica Mosconi, andrà in onda :

Mercoledì 3 luglio: ore 13.30 Teleromagna CH14, ore 17.30 TR24 CH11

Giovedì 4 luglio: ore 18.15 Teleromagna CH14, ore 21.30 TR24 CH11

Una tecnica innovativa per il trattamento della patologia arteriosa ostruttiva periferica, la "Forlee technique", è stata messa a punto per la prima volta all'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì. La tecnica è stata oggetto di una ricerca a pubblicata in questi giorni da Gabriele Testi, chirurgo vascolare dell'ospedale di Forlì, sulla prestigiosa rivista internazionale "Journal of Endovascular Therapy"."Si tratta di una tecnica innovativa nella rivascolarizzazione endovascolare degli arti inferiori messa a punto dal team endovascolare dell'Ospedale "Morgagni-Pierantoni"  di Forlì - spiega Testi - e che vede la collaborazione multidiscipinare, consolidata da molti anni, tra l’Uinità Operativa di Chirurgia Vascolare diretta da Giorgio Ubaldo Turicchia, e con referente per Forlì Mauro Cevolani, e l’Unità operativa di Emodinamica, diretta da Fabio Tarantino. In particolare, questa collaborazione ha consentito di sviluppare una grande esperienza nel trattamento delle lesioni ostruttive arteriose complesse del distretto femoro-popliteo-tibiale"

"La nuova tecnica, denominata “Forlee technique”, in onore dell’ospedale di Forlì - spiega Testi - consente di portare a termine, mediante accesso retrogrado dall’arteria poplitea, la ricanalizzazione di occlusioni ostiali lunghe dell’arteria femorale superficiale che rappresentano le lesioni di più difficile approccio. Il lavoro "Femoral Balloon-Oriented Puncture for True Lumen Reentry in the Common Femoral Artery After Subintimal Retrograde Recanalization of Superficial Femoral Artery Ostial Occlusion: The Forlee Technique" è stato pubblicato online, sarà nell'edizione cartacea di agosto e suggella il grande impegno di divulgazione scientifica del team in questo settore che aveva già portato, nel 2018, ad una pubblicazione sull' 'European Journal of Vascular and Endovascular Surgery - Short Report', rivista della Esvs (European Society for Vascular Surgery), sempre riguardante aspetti tecnici nella rivascolarizzazione degli arti inferiori".

Clicca qui per vedere la puntata

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E’ ormai pacifico che un ospedale accogliente è importante anche per la qualità della cura. Specie se i pazienti sono bimbi. In quest’ottica sono attivi da anni progetti di accoglienza nelle Pediatrie degli ospedali di tutta la Romagna. Oggi a Forlì è stato aggiunta una ulteriore, importante tessera, a questo bel mosaico. Si è infatti svolta una cerimonia di inaugurazione dell'allestimento pittorico con vetrofanie delle vetrate di ingresso della Pediatria del “Morgagni Pierantoni”, donate dal gruppo “Consorti Rotary Club” di Forlì.
“Siamo grati alle ‘Consorti del Rotary Club’ di Forlì per avere rivolto la loro generosa attenzione ai bambini e alla Pediatria del nostro Ospedale – ha detto il primario, dottor Enrico Valletta -. L’allestimento che, grazie a loro, Sally Galotti ha realizzato all’ingresso del nostro reparto non vuole avere una funzione puramente estetica, ma rientra in una visione più ampia di accoglienza del bambino in ospedale e di umanizzazione delle cure che gli sono prestate. Sappiamo ormai con certezza che avere attenzione anche a questi aspetti aiuta il bambino e la sua famiglia nel percorso di cura e di guarigione dalla malattia. Siamo felici che la sensibilità delle ‘Consorti del Rotary’ abbia colto il valore di questo messaggio e lo abbia fatto proprio. Siamo anche convinti che alla nostra gratitudine si aggiungerà certamente il grazie dei bambini e dei loro genitori”.

Tale progetto, del valore di circa tremila euro, è mirato infatti, in primo luogo, alla maggior serenità possibile dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, per quanto possibile in un luogo di cura quale quello ospedaliero.

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Il dottor Andrea Fabbri, direttore dell' UO Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza e 118 dell'ospedale di Forlì alla trasmissione Salute Informa, condotta da Saverio Ruggeri.

La puntata andrà in onda su:

- VIDEOREGIONE ROSSA / POSIZ. 12 DEL TELECOMANDO:  27/ 5 / 2019 ore 18:45 e il  28/ 5 / 2019 ore 06:00 + 11:15

- VIDEOREGIONE BLU / Posizione 112 DEL TELECOMANDO : 28/ 5 / 2019 ore 01:30,  08:15 + 12:45

 

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"Bisogna muovere il bene"  è questo il messaggio che invia a tutti la sig.ra Gardini Roberta, dopo aver donato al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì, diretto dal dottor Nazario Santolini,  attrezzature indispensabili alla gestione clinico-organizzativa del reparto.
Perchè è importante donare, ma più importante è creare una cultura di solidarietà e di cura del bene comune.
In particolare, dalla generosità della signora Gardini, è giunto al SPDC di Forlì un presidio che, posto al polso dell'assistito, permette di "registrare l'architettura delle fasi del sonno". Il  tracciato viene scaricato mediante un'apposita applicazione, consentendo così di modulare il percorso terapeutico assistenziale del paziente, rendendolo sempre più personalizzato.Il secondo strumento donato è invece  un "distruggidocumenti",  che permetterà di ottemperare alle indicazioni del decreto sulla Privacy n.101/18, noto come GDPR.
"Tutta l'équipe medico-infermieristica del reparto - spiega Liliana Guerra - coordinatrice infermieristica del SPDC -  ringrazia la Sig.ra Gardini e la sua famiglia, sottolineando che tali attrezzature contribuiranno al miglioramento della presa in carico dei propri assistiti."
 
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" LA DATAZIONE EMERSA COLLOCA LE RELIQUIE ENTRO UN ARCO TEMPORALE CHE VA DAL II AL III SECOLO D.C E IL VOLTO RICOSTRUITO COINCIDE CON LE RAPPRESENTAZIONI DEL SANTO"

 
 Sabato 11 maggio, presso l’Abbazia di San Mercuriale, sono stati presentati in anteprima nazionale i risultati della seconda fase di studio sulle reliquie di San Mercuriale, primo Vescovo di Forlì. Dopo i saluti di mons. LIVIO CORAZZA, Vescovo di Forlì – Bertinoro, don ENRICO CASADIO, Abate di San Mercuriale, DAVIDE DREI, Sindaco di Forlì, LUCA MAZZARA, Presidente del Campus Universitario di Forlì, GERMANO CAPACCI, Presidente del Lions Terre di Romagna, TIZIANA RAMBELLI, in rappresentanza del gruppo Ausl Romagna Cultura e GABRIELLA TRONCONI per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì , Mirko Traversari, antropologo fisico e paleopatologo ha illustrato le scoperte rilevate sulle reliquie. 
Il progetto, che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre scorso, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. Questa seconda fase di studio, che segue la precedente incentrata sui risultati autoptici e radiologici, è focalizzata sui progressi delle indagini genetiche tuttora in corso, ma soprattutto sulla datazione atomica delle reliquie e sulla ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale. A qualche mese dal primo appuntamento, durante il quale sono stati presentati i risultati relativi allo studio antropologico, paleopatologico e paleoradiologico svolti sulle reliquie, questo secondo appuntamento rende conto alla popolazione e ai fedeli, sullo stato di avanzamento degli studi fino a questo momento. “Le analisi preliminari sul DNA antico - spiega il dottor Traversari - sono state condotte su due elementi scheletrici, uno proveniente dal cranio conservato alla SS Trinità, il secondo sulle reliquie del corpo conservato a San Mercuriale; con il fine ultimo di associare geneticamente le reliquie. Le estrazioni multiple e le amplificazioni sono state orientate sulla regione ipervariabile 1 (HVR-1) del DNA mitocondriale (mtDNA), che ereditiamo in toto dalla madre, e sulle Short Tandem Repeats (STR) del cromosoma Y, che proviene dal padre. Le analisi hanno immediatamente evidenziato una diagenesi piuttosto pronunciata per entrambi i marcatori, con il verificarsi di diversi siti degradati (deaminati) nel mtDNA e la limitata amplificazione delle STR, segno di una scarsa presenza di DNA nucleare, entro cui risiete il cromosoma Y. Successive analisi, tutt’ora in corso, mireranno alla cattura dell'intero mtDNA, per consentire la definizione dell’aplogruppo di provenienza delle reliquie (ndr. Gli aplogruppi rappresentano geneticamente l'eredità per relazione di parentela matrilineare di tutte le popolazioni umane, le loro origini ed i processi migratori) E’ comunque possibile confermare la relazione genetica tra le reliquie conservate a San Mercuriale, con il cranio custodito alla SS Trinità.” “Le reliquie – prosegue l’antropologo - sono state sottoposte a datazione con il metodo del radiocarbonio mediante la tecnica della Spettrometria di Massa ad alta risoluzione (AMS), presso il Centro di Datazione e Diagnostica (CEDAD) dell’Università del Salento, con relativa calibrazione in età di calendario mediante l’utilizzo del software OxCal Ver. 3.10, basato sui dati atmosferici. La datazione emersa, colloca le reliquie entro un arco temporale che va dal II al III secolo d.C., nel rispetto delle comunque scarne indicazioni storiche sicuramente attribuibili alla figura del Santo. E’ stata inoltre ricostruito il volto mediante tecnica digitale in 3D secondo il protocollo di Manchester, grazie ai dati provenienti dalla TAC eseguita presso il presidio ospedaliero Morgagni-Pierantoni di Forlì. La ricostruzione, operata dalla dott.ssa Chantal Milani afferente al Dipartimento di Medicina Legale, Università degli Studi Sapienza di Roma, ha tenuto conto delle indagini antropologiche precedentemente condotte e, in fase di rendering artistico finale, dell’iconografia tarda attribuita al Santo. Il risultato ottenuto restituisce un uomo dallo sguardo mite, con un profilo fortemente caratterizzato da un naso importante e lievemente asimmetrico, caratteristica che curiosamente ritroviamo anche su rappresentazioni di san Mercuriale, come ad esempio la tela di Baldassarre Carrari (1460-1516), fra le prime di cui disponiamo, in cui il Santo viene rappresentato con un naso caratteristico. Un futuro terzo appuntamento, completerà il quadro delle analisi, proponendo i risultati legati alla paleodieta del Santo, alla sua mobilità in vita e al completamento degli studi genetici, aspetti attualmente in corso di svolgimento.”           
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Affetta da una malattia molto grave e rara, una giovane paziente è stata sottoposta, presso l’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì, ad un intervento grazie al quale non dovrà avere necessità di una ossigenoterapia. Ad eseguirlo il professor Venerino Poletti, direttore dell’unità operativa di Pneumologia dell’ospedale di Forlì, il dotor Stefano Maitan, direttore della Anestesia Rianimazione, assieme alle loro equipes.

“La paziente – spiega il professor Poletti – è affetta da una patologia particolarmente rara: la forma genetica della proteinosi alveolare. Questa malattia è già di per se’ rara, ma la variante genetica lo é ancora di più rappresentando l’1-5 % delle forme di proteinosi alveolare, e porta all’accumulo di proteine, all’interno degli alveoli polmonari, rendendo difficile per i pazienti la respirazione”.

L’intervento effettuato ieri a Forlì, denominato lavaggio polmonare totale, consiste nell’introduzione di soluzione fisiologica riscaldata all’interno dei polmoni per rimuovere le proteine presenti, in modo che il paziente sia poi nelle condizioni di respirare da solo. E a seguito di questo intervento sará poi possibile instaurare una apposita terapia genetica.

“La peculiaritâ di questa procedura – spiega ancora il professor Poletti – è motivata sia dalla estrema raritá della malattia sia dalla difficoltà d’esecuzione. Solo una consolidata esperienza clinica ed una strettissima collaborazione con la Anestesia e Rianimazione ne rendono possibile l’effettuazione”.

D’altra parte il lavoro “di squadra” tra le varie articolazioni cliniche dell’Ospedale di Forlì, mira  ad offrire le migliori soluzioni ai pazienti. Esso non è certo una novità : “Ad esempio, sempre con l’Anestesia Rianimazione, la Radiologia (in particolare la dottoressa Sara Piciucchi) e l’Anatomia Patologica (dottoressa Alessandra Dubini) abbiamo messo a punto la criobiopsia, una innovativa modalità per effettuare biopsie polmonari, meno invasiva e con meno rischi per i pazienti, rispetto alla tradizionale biopsia chirurgica. A riprova – ribadisce il Primario di Pneumologia – che lavorare insieme combinando la ricerca e la buona pratica clinica porta a frutti importanti”.

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Il Festival della Scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori, tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole. Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva (https://bolognamedicina.it/)


Il prof. Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e componente del comitato scientifico del Festival della Scienza Medica e il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna, parteciperanno al Festival della Scienza Medica di Bologna per parlare dell'esperienza ultradecennale della chirurgia robotica all'ospedale di Forlì nei rispettivi settori.

In particolare, il prof. Giorgio Ercolani interverrà sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8,  all'incontro "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia", mentre il prof.Claudio Vicini interverrà lo stesso giorno alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, per parlare di apnee ostruttive nel sonno.

Il primo robot chirurgico "Leonardo Da Vinci", donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è entrato in funzione nel 2007 nell’ospedale forlivese (il primo ad entrare in attività in Emilia Romagna) ed è stato utilizzato in ben 608 interventi. Nel 2012, la stessa Fondazione, ne ha donato un secondo modello più avanzato, che è stato utilizzato, nel periodo compreso dal 2012 al 2019, in 1.470 operazioni, svolte in ben sette Unità operative dell’ospedale di Forlì (Chirurgia generale, gastroenterologica e mininvasiva, Chirurgia endocrina e bariatrica, Urologia, Chirurgia e terapie oncologiche avanzate, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria, Ginecologia-Ostetricia).

Il robot chirurgico sarà "fisicamente" presente al festival di Bologna, per tutta la durata della manifestazione a Palazzo Pepoli. Grazie ad un clinico specialista sarà possibile vedere dal vivo e comprendere al meglio le funzionalità del sistema robotico da Vinci Xi . È considerata la piattaforma ad oggi più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente sul mercato.

Anche "Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival . Alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna verranno infatti proiettati tra gli eventi in programma, presso la Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1, : https://bolognamedicina.it/programma-2019/docufiction-g-b-morgagni

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (http://www.morgagnipatologo.it/ ), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini. La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa (già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli).

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Un concerto di sensibilizzazione sul come comunicare la malattia. Venerdì 3 maggio, alle ore 21, al Teatro Comunale di Cesenatico arriva “Oscar e la dama in rosa”, piece teatrale tratta dal libro best seller di Eric-Emmanuel Schmitt, nell’esecuzione dell’Orchestra Filarmonica Malatestiana di Cesena diretta da Giorgio Babbini e con le voci narranti di Roberto Mercadini e Lelia Serra.

Una storia commovente e coinvolgente, un racconto magico che affronta il rapporto tra malattia e sofferenza, amore e morte. Sotto la penna dello scrittore e drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt anche un evento triste può diventare allegro, ironico, giocoso, pur senza perdere mai la profondità richiesta da un tema doloroso come quello dei bambini gravemente malati.

L’evento è promosso da Azienda USL della Romagna, Comune di Cesenatico e Associazione ‘Amici della Musica’ con il contributo di Fondazione cassa di risparmio di Cesena, Gesturist di Cesenatico, Associazione Albergatori e Cooperativa bagnini di Cesenatico.
 
L’iniziativa servirà a raccogliere fondi per un progetto di musicoterapia in corsia, per i reparti di Pediatria degli ospedali M. Bufalini di Cesena e Morgagni – Pierantoni di Forlì.

Info e Prenotazioni: 329.8726018

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