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La diagnostica ecografica ha completamente rivoluzionato l’approccio al paziente che accede al Pronto soccorso. Rappresenta infatti  l’ “estensione” dell’ esame e della visita, permettendo di impostare rapidamente  l’iter diagnostico-terapeutico ottimale soprattutto per le patologie tempo-dipendenti quali trauma, dolore toracico, sepsi. Trattandosi di un approccio rapido e non invasivo è uno strumento accurato e affidabile in grado di rispondere immediatamente a quesiti clinici mirati, rivestendo un ruolo diverso dall’esame eseguito in ambito specialistico. Ma oltre all’importanza diagnostica, l’ecografia in urgenza è un supporto indispensabile per tutte le procedure invasive e per il monitoraggio evolutivo del paziente critico. Va in quest'ottica la donazione, effettuata ieri, di un ecografo, da parte dell'Associazione "Pro Chirurgia Lughese" al pronto soccorso dell'Ospedale "Umberto I" di Lugo. Erano presenti, oltre ai vertici assocciativi ed istituzionali, il dottor Marco Fusaroli direttore medico del presidio ospedaliero di Lugo e la dottoressa Ivana Valenti, direttore del Pronto Soccorso.

"Ringraziamo l’associazione per l’attenzione rivolta al Pronto Soccorso con la donazione di questo ecografo - ha detto la dottoressa Valenti -. Si tratta di un apparecchio portatile compatto,resistente, facilmente trasportabile, dotato di tre sonde lineare, cardiologica e convex in grado di esplorare tutti i distretti corporei".

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L’Associazione “Grande Sante”, costituita dagli amici di Sante Ricci in sua memoria, mantenendo l’impegno da lui iniziato per aiutare la comunità e in particolare i bambini, ha donato all’Ospedale “Umberto I” di Lugo arredi e suppellettili per l’allestimento delle due sale d’aspetto del reparto di Pediatria, per un valore di  2204,59 euro.

Il denaro donato proviene da una raccolta fondi tenutasi in occasione del compleanno di Sante e in altre iniziative promosse dall’Associazione, con la finalità di aiutare i bambini e le famiglie nei momenti di maggiore fragilità. A raccogliere la somma hanno contribuito tanti amici che si sono impegnati affinché fosse raggiunto questo importante obiettivo.

La consegna è avvenuta questa mattina, alla presenza del drettore del Servizio di Pediatria, professor Federico Marchetti, e di alcuni membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

“Grande Sante” è da sempre molto sensibile al problema dei bambini e ogni anno dedica le sue raccolte fondi a sostegno dei più piccoli.

L’Azienda USL della Romagna ringrazia tutti i volontari dell’Associazione e coloro che hanno contribuito alla donazione per la sensibilità e generosità dimostrate.

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Si informa la cittadinanza che a partire da giovedì 21 marzo, è previsto l’inizio di lavori di cantieramento per un intervento di manutenzione sulla rampa di accesso ai Padiglioni A ed E del Presidio Ospedaliero di Lugo, ingresso da viale Masi, 3.

Di conseguenza per accedere ai servizi di Medicina d'urgenza, Rianimazione,  Cardiologia, Chirurgia, Urologia, Ginecologia e Ostetricia, Ortopedia, Degenza breve, Pneumologia, Day Hospital di Medicina, Oculistica, Riabilitazione, Centro di Prevenzione Oncologica (Padiglione A)  e di Pronto Soccorso e Radiologia (Padiglione E), verrà modificato il percorso pedonale, segnalato in loco con idonea cartellonistica.

Non si modifica, invece, l'accesso ai servizi di Medicina, Lungodegenza, Endoscopia  digestiva, Riabilitazione intensiva (Padiglione B) ne’ ai servizi di Dialisi, Punto prelievi, Oncologia, ambulatori di Ginecologia, Diabetologia, Dermatologia, Terapia antalgica e Avis (Padiglione C). Resta altresì invariato il percorso di accesso ospedaliero dall'ingresso principale di  viale Dante, 10 - piazzale delle Crocerossine.

Il percorso alternativo dovrà essere utilizzato fino al termine dei lavori programmato per metà maggio . In allegato apposita planimetria in cui il percorso alternativo da utilizzare è evidenziato in blu.

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Ieri mattina il Presidio Ospedaliero “Umberto I” di Lugo ha ospitato la visita del Sindaco Davide Ranalli, già programmata da alcuni giorni, per fare il punto sulla situazione dell’ospedale.

“Ogni anno come sindaci ci prendiamo l’impegno di monitorare lo stato del nostro ospedale - ha dichiarato il sindaco Ranalli -: rispetto agli impegni presi da parte dell’Ausl e rispetto alle esigenze della cittadinanza. Oggi abbiamo potuto constatare lo stato di avanzamento del nuovo Padiglione D, un investimento importante di 4.750.000 euro che andrà a qualificare ulteriormente il nostro ospedale, nonché i lavori per il nuovo pronto soccorso, atteso e urgente; abbiamo potuto incontrare il personale che qui ogni giorno lavora con professionalità e dedizione. L’Ausl della Romagna ha compiuto un passo importante e coraggioso, ovvero ha unito le forze di tutte le eccellenze pubbliche delle tre province romagnole per creare un modello capace di precedere i tempi rispetto all’evoluzione del servizio sanitario: mi auguro che la Regione Emilia-Romagna sappia riconoscere questo sforzo, che richiede risorse e investimenti capaci di dare risposte concrete ai cittadini, anche rispetto alle paure che ogni cambiamento porta inevitabilmente con sé”.

Il Presidio Ospedaliero di Lugo si estende su una superficie di cinquantamila metri quadrati, di cui oltre 44mila coperti. La struttura ospedaliera è suddivisa in padiglioni.

Il Padiglione A, che si eleva per cinque piani, ospita le attività di Medicina d’Urgenza, Rianimazione, Cardiologia e Utic, Chirurgia, Urologia, Ginecologia e Ostetricia, Terapia antalgica, Ortopedia, Degenza breve, Pneumologia, Post acuti, Pediatria, Day Hospital di Medicina, Oculistica, Riabilitazione, Centro di Prevenzione Oncologica.

Presso il Padiglione B sono situati la Lungodegenza, l’Endoscopia digestiva, la Riabilitazione intensiva e la Medicina.

Nel Padiglione C si trovano ambulatori e poliambulatori con servizi di Ginecologia e Diabetologia, la Dialisi, il Centro Avis, la Dermatologia e il Day Hospital Oncologico, la Terapia Antalgica, il Laboratorio a risposta rapida. Infine, il Padiglione E ospita il Pronto Soccorso e la Radiologia.

Il Padiglione D è attualmente allo stato di cantiere; sono infatti  in costruzione, e vi troveranno sede definitiva: la nuova Dialisi (al pianterreno), l’Otorinolaringoiatria (al primo piano), l’ Oculistica (con 16 ambulatori al primo e secondo piano), l’Endoscopia digestiva (al secondo piano). Costo complessivo dell’opera, 4.750.000 euro:  i lavori, la cui fine è prevista entro il 2019, prevedono la demolizione e la ricostruzione ex novo di questa area dell’Ospedale poiché un intervento di ristrutturazione sull’esistente sarebbe stato più dispendioso e meno funzionale. In questo modo per il rivestimento della struttura sono stati usati materiali  che consentiranno di fare di quell’edificio un padiglione ad “impatto ambientale zero”, grazie alle politiche di conservazione energetica.

Tra gli ulteriori lavori per i quali attualmente è in corso la progettazione, si possono citare: interventi impiantistici per il risparmio energetico sempre presso il Padiglione D, il collegamento di quest’ultimo col resto del Presidio ospedaliero, il nuovo Laboratorio a risposta rapida e trasfusionale i cui lavori termineranno entro l’estate prossima e che troverà spazio nelle vecchie cucine al pianterreno del Padiglione C. Ma l’intervento forse principale attualmente in corso di progettazione, è la riqualificazione della Rianimazione. Per la Rianimazione il termine della progettazione è previsto a settembre 2019 così da poter inserire l’opera tra i finanziamenti previsti dal Programma Regionale degli Investimenti (si allegano, in proposito, alcuni pdf con rendering e piani investimenti).

Il sindaco, accompagnato dal direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini e dal direttore medico del presidio dotto Paolo Fusaroli, ha quindi visitato vari reparti.

Pronto soccorso. Sul fronte strutturale, va ribadito che è stata realizzata la nuova Osservazione Breve Intensiva (OBI) ed è stata ampliata l’intera area del triage/barrellati  allo scopo di dedicare  l’intero piano alle operazioni di Pronto Soccorso, raddoppiando così di fatto gli spazi a disposizione.  Grazie a questi interventi strutturali (l’OBI) – ha spiegato la primaria dottoressa Ivana Valenti - è stato possibile diminuire i ricoveri e, soprattutto, migliorare la  diagnostica e il contenimento del rischio clinico.

In queste aree è stata tra l’altro prevista ed è in corso di realizzazione una nuova Sala Radiologica dedicata al Pronto Soccorso grazie alla quale i pazienti che hanno bisogno di accertamenti radiologici non dovranno più essere trasportati e presi in carico dalla Radiologia, con un conseguente e significativo risparmio di tempo. Il tutto sarà completato, e dotato di un nuovo apparecchio radiologico, dopo l’estate. A questo fine è stato effettuato il trasferimento della postazione del 118. Gli accessi al Pronto Soccorso nel 2018 sono stati poco meno di quarantamila.

Radiologia. Anche qui molti e significativi lavori sono già stati fatti, per ospitare la nuova Tac (investimento di circa 500mila euro) e l’apparecchio radiologico telecomandato e una serie di interventi di riqualificazione energetica (investimento di 452mila euro). Oltre alle opere di edilizia ospedaliera, infatti, la valorizzazione del Presidio Ospedaliero Umberto I di Lugo passa anche dall’acquisizione di apparecchiature medicali di altissimo livello. Basti pensare, come ha ricordato il primario dottor Carlo Orzincolo, alla Tac e al telecomandato già citati sopra, per una spesa complessiva di circa 750mila euro e all’installazione del nuovo apparecchio radiologico nei locali del Pronto Soccorso.

Day Hospital Oncologico e Hospice. Il Day Hospital oncologico è stato oggetto di una recente opera di riqualificazione e umanizzazione (si allega il relative comunicato stampa a suo tempo inviato), mentre all’Hospice è stata recentemente attivata una nuova sala in cui i paziente e/o loro parenti possano avere momenti di raccogliemento.

Sempre nell’ambito della visita si è colta l’occasione anche per fare il punto si vari altri aspetti.

Attività chirurgica. Con oltre 13mila interventi effettuati  nel 2018, l’attività chirurgica, in particolare quella di Chirurgia Generale, ha visto un incremento costante di prestazioni, concentrando in questa sede le attività di chirurgica minore, day surgery e ambulatoriale, rivolte sia ai residenti di Lugo sia ai cittadini delle località limitrofe.

Punto nascita e Riproduzione medialmente assistita. Nessun servizio è venuto meno rispetto al Punto nascita, e il calo del numero di parti si inserisce in un trend nazionale di denatalità associato ad una sempre maggiore presa in carico delle partorienti a rischio in termini di sicurezza dell’evento parto, anche attraverso la centralizzazione, quando ne ricorre la necessità, in una struttura a maggior intensità di cura. Ad ogni modo a Lugo l’attività del punto nascita continuerà, in sicurezza, attraverso la presenza di una guardia attiva ginecologica e pediatrica, e con tutti i requisiti di sicurezza necessari. A ciò si affianca l’attività di Fisiopatologia della Riproduzione che vedrà di qui a breve l’accorpamento con l’analoga struttura di Cattolica, con guida a Lugo.

La visita è stata occasione per ufficializzare il passaggio di consegne, alla direzione medica del Presidio, tra la dottoressa Marisa Bagnoli, ora in forze alla Direzione medica dell’Ospedale di Cesena, e il dottor Paolo Fusaroli (di cui in coda al presente si allega la presetnazione).

Dichiarazione del direttore generale Tonini.

“Nello sviluppo del ‘Progetto Ausl Romagna’ si inserisce armonicamente anche il consolidamento dell’ospedale di Lugo, che è tutt’altro che depotenziato. Ne è riprova tutto ciò che questa mattina abbiamo presentato in termini di sviluppo strutturale tecnologico ed organizzativo. Particolarmente significativi appaiono i dati dell’attività chirurgica che testimoniano come l’ospedale di Lugo stia diventando punto di riferimento per l’attività di media complessità anche per cittadini provenienti da altri ambiti territoriali. Attività che si sta avvalendo anche della collaborazione, a Lugo, del professor Giorgio Ercolani e della dottoressa Annalisa Curcio per quanto riguarda al chirurgia senologica ricostruttiva”.

Curriculum e notizie sul dottor Paolo Fusaroli, che è stato nominato Direttore medico del Presidio Ospedaliero di Lugo, ruolo prima ricoperto dalla dottoressa Marisa Bagnoli, ora in forze al Presidio Ospedaliero di Cesena.

Sessantuno anni, ravennate, il professionista si occupava già di direzione medica in particolare presso l’Ospedale di Ravenna anche in qualità di sostituto del direttore. Coordinatore del Team operativo locale per il controllo delle infezioni e il buon uso degli antibiotici ha lungamente lavorato sulla vigilanza delle infezioni della ferita chirurgica, contaminazione da legionella nell’acqua sanitaria, germi resistenti agli antibiotici. Ha predisposto, anche partecipando a gruppi di lavoro regionali, linee guida, protocolli, studi e monitorato contratti relativi ai servizi di smaltimento rifiuti ospedalieri e pulizia ed igienizzazione delle strutture sanitarie. Ha attivato ed è stato il responsabile della “Psicologia ospedaliera”, nata per affrontare le problematiche connesse con le violenze di genere e sui minori e di supporto nel campo materno infantile ed oncologico. Forte impegno anche sul fronte dell’edilizia ed organizzazione ospedaliera e sanitaria: il dottor Fusaroli ha tra l’altro coordinato il gruppo di lavoro per la centralizzazione del Laboratori Analisi di Pievesestina. Dal 2001 al 2016 ha collaborato coi coordinatori locali nella gestione delle donazioni di organi e tessuti.

Precedentemente, per l’Ausl di Ravenna, ha svolto un incarico aziendale di Coordinamento indirizzo consulenza studio e ricerca, ha collaborato al processo di dipartimentalizzazione dell’organizzazione ospedaliera, anche istituendo la degenza breve chirurgica, ha gestito in qualità di responsabile la Struttura Sanitaria di Fusignano ed è stato vicedirettore sanitario dei presidi ospedalieri di Comacchio e Codigoro. Tra il 1985 e il 1986 è stato sottotenente medico, Capo Nucleo Igiene e Profilassi per l’Aeronautica Militare presso l’aeroporto di Cervia.

Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa nel 1985, si è specializzato in Sanità pubblica nell’89 e in Igiene e organizzazione dei servizi ospedalieri nel ’98, alle università di Pisa e Ferrara; nel 2000 ha conseguito il Master in Evidence based health care presso l’Agenzia Sanitaria della Regione Emilia Romagna e nel 2001 il perfezionamento in Programmazione gestione e valutazione dei Servizi sanitari presso l’Università di Bologna. Successivamente ha continuato a frequentare seminari ed aggiornamenti in particolare sul rischio infettivo, incidenza di fattori ambientali di rischio per la salute, modelli organizzativi ospedalieri, accreditamento, malattie infettive (in particolare su Sars ed Ebola ha elaborato i protocolli di rischio ospedaliero).

Sul fronte universitario il dottor Fusaroli insegna da molti anni presso le università di Bologna e Ferrara anche seguendo varie tesi di laurea. Decine le pubblicazioni sugli argomenti di competenza e le relazioni a convegni in tutt’Italia.

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Sabato prossimo, 16 febbraio, dalle ore 9 alle ore 11, la Cardiologia dell’Ospedale di Lugo organizza un incontro aperto a tutta la cittadinanza per approfondire ed informare sugli aspetti delle malattie cardiovascolari e dell'educazione al corretto stile di vita per prevenirle. L’iniziativa si inserisce nella “Settimana per il tuo cuore” promossa da A.N.M.C.O.. Dopo un momento di relazione frontale sul tema, per chi lo desidera verrà  effettuata la misurazione della pressione ed  eseguito l’elettrocardiogramma ; sarà consegnato materiale illustrativo.

Presso la Cardiologia dell’Ospedale di Lugo nel 2018 sono stati effettuati circa 700 ricoveri più 50 in day hospital e 1.500 prestazioni a pazienti di Pronto Soccorso. Si aggiunge attività ambulatoriale per pazienti interni (6.400 prestazioni) ed esterni (circa 17.000).

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Sono giunte all’Azienda segnalazioni di persone residenti nel Comune di Lugo, che hanno ricevuto telefonate alla propria utenza domestica, per richiesta di contributi e donazioni da persone che si qualificano quali “operatrici dell’Ospedale di Lugo”, e in favore di bimbi ammalati di tumore.

La Direzione Medica chiarisce che nessun operatore dell’Ospedale di Lugo effettua questo tipo di telefonate e che, più in generale, non vengono effettuate raccolte di fondi con queste modalità. Mette dunque in guardia l’utenza nei confronti di coloro che tentano di utilizzare il nome dell’Ausl con intenti verosilmente di truffa, e si riserva di adire gli organi competenti sugli episodi che si sono già verificati.

 

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E’ stato effettuato nei giorni scorsi, presso l’Ospedale “Umberto I” di Lugo, un importante intervento per l’impianto di un pacemaker in una paziente ultracentenaria. La paziente era affetta da una grave patologia cardiaca che metteva a forte rischio la sua vita, anche in relazione all’età: 105 anni.

La dottoressa Ida Rubino, dell’equipe dell’unità operativa di Cardiologia del nosocomio lughese, ha dunque impiantato un pacemaker definitivo per blocco atrio-ventricolare di terzo grado. Una procedura molto rara in pazienti così anziani, sebbene ne sia stata portata a termine con successo una analoga, sempre all’Ospedale di Lugo, e sempre su una paziente della stessa età, anche nel 2012. E sono, a partire dal 2005 ad oggi, tre gli impianti su ultracentenari, su un totale di circa 800 interventi di questo tipo.

La paziente, che è residente presso una struttura del lughese, ha potuto così far rientro al proprio domicilio dopo 48 ore dall’intervento.

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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Umberto I” di Lugo, operativo da circa un mese e presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il direttore medico del presidio ospedaliero dottoressa Marisa Bagnoli e il direttore dell’Unità operativa di Radiologia Carlo Orzincolo (dopo la presentazione, nelle scorse settimane, di un'analoga apparecchiatura all'Ospedale di Ravenna e del potenziamento della Risonanza magnetica all'Ospedale di Faenza).

Del valore di 500.000 euro, la TC verrà utilizzata – come spiegato dal dottor Orzincolo - per applicazioni in diversi campi della radiologia e neuroradiologia. La nuova apparecchiatura è infatti un sistema ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi ed in particolare nei traumi, per i problemi di tipo chirurgico, urologico, internistico, cardiologico, vascolare, neurologico, neurochirurgico, pneumologico ed ortopedico. Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure: cardiologiche, angiologiche, neurologiche, neuroradiologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche. Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tc, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Umberto I” di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi ed esami più diagnostici e precisi per pazienti con protesi metalliche.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Lugo vengono effettuati ogni anno circa centomila esami di diagnostica per immagini, di cui 15.500 tac, 4.600 risonanze magnetiche, 14mila ecografie, 66mila esami radiologici. Nell’ambito dell’unità operativa di Radiologia, che coincide con l’ambito provinciale ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247, di cui circa 64mila tac.

Presso la Radiologia dell’Ospedale di Lugo lavorano 9 medici, 27 tecnici di radiologia compreso il coordinatore, 7 infermieri e 2 operatori sociosanitari (oss). L’Unità operativa è suddivisa in quattro sezioni:

  • Radiologia convenzionale e di Pronto soccorso con apparecchiature di radiologia digitale, anche dedicate al pronto soccorso e apparecchio a telecomando digitale;
  • Sezione ecografica dotata di due ecografi;
  • Sezione TC con il nuovo apparecchio 128 strati;
  • Sezione Risonanza Magnetica con un apparecchio da 1,5 tesla.

Nel corso della conferenza stampa il dottor Orzincolo ha inoltre annunciato che “di qui a poche settimane entrerà in funzione una nuova apparecchiatura diagnostica, un telecomandato digitale del valore di 200mila euro, e successivamente un’apparecchiatura diagnostica sarà spostata al Pronto soccorso in modo da potenziare il percorso del paziente in emergenza. Vi è inoltre un progetto di miglioramento m irato a potenziare la presenza di un tecnico e di un medico in guardia attiva in ospedale. Già ora le nostre macchine – ha concluso il professionista – lavorano 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana nonché la domenica mattina”.

La dottoressa Bagnoli ha evidenziato come anche nel periodo di installazione della nuova Tc, durato circa un mese, per non sospendere l’attività e non spostare pazienti, è stata attivata un tac mobile a supporto dell’ospedale, e come il presidio di Lugo sia sempre più infrastrutturato grazie ad investimenti sia edilizi sia tecnologici.

Conclusioni a cura del Sindaco di Lugo Davide Ranalli: “Siamo di fronte a un nuovo investimento che potenzia le dotazioni tecnologiche dell’ospedale di Lugo per la diagnostica, e questa è una bella notizia -. Un investimento che, come i tanti fatti negli ultimi anni, dimostra come ci sia la volontà di potenziare e qualificare l’ospedale di Lugo, così come quelli di Faenza e Ravenna. Una qualificazione che continuerà, come dimostrano gli impegni assunti pubblicamente dall’azienda, come la riprogettazione della rianimazione: non esiste infatti un ospedale qualificato senza un reparto di rianimazione qualificata, e a questa esigenza l’azienda ha dato una risposta positiva. Se questo sta avvenendo, è grazie a una precisa volontà politica: come sindaci abbiamo sempre sollecitato l’Ausl della Romagna affinché si muovesse in questa direzione, e oggi ne raccogliamo i frutti. Il nostro territorio, a differenza di altri, ha avuto il coraggio e la determinazione di affrontare una sfida importante come la riorganizzazione e l’unificazione delle aziende sanitarie, con lo scopo di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi. Oggi chiediamo che questo sforzo sia riconosciuto dalla Regione e dalle istituzioni in termini di ripartizione delle risorse, poiché abbiamo dimostrato una capacità organizzativa e operativa certamente non comune e soprattutto non scontata”.

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Il Centro di Prevenzione Oncologica (Cpo) del Presidio Ospedaliero di Lugo, grazie alla generosità di alcune associazioni, imprenditori e cittadini del territorio lughese, ha potuto aggiornare la propria dotazione strumentale con un nuovo ecotomografo di fascia alta ad elevate prestazioni diagnostiche. Cogliendo tale opportunità si è provveduto all’apertura di un ulteriore ambulatorio, contiguo ai locali esistenti e al rinnovo degli arredi e della sala di attesa. Strumentazione e locali sono stati inaugurati questa mattina alla presenza delle Autorità Locali, del sindaco Davide Ranalli, del consigliere regionale Mirco Bagnari, dei donatori, della Direzione Medica del Presidio e del personale.

A livello provinciale il Centro di Prevenzione Oncologica effettua circa 53mila mammografie all’anno, tra screening e clinica e circa 16mila visite, rivolgendosi, in linea di massima, a donne dai 40 anni in su per le prestazioni radiologiche, mentre gli esami clinico-ecografici senologici vengono effettuati in misura maggiore a tutte le età, a seconda delle necessità.

In particolare sul territorio di Lugo, dove sono residenti 52.872 donne, il Cpo nell’ultimo anno ha eseguito 14.123 mammografie (8.873 di screening e 5.250 di clinica), 4.876 ecografie, 585 agoaspirati e micro biopsie su guida ecografica, 518 microbiopsie radiologiche (mammotome), 232 risonanze.

In occasione dell’inaugurazione, alla quale hanno partecipato i donatori e le Autorità Locali, la direzione medica, nella persona del direttore del presidio dottoressa Marisa Bagnoli, ha rivolto un ringraziamento particolare alle principali Associazioni che hanno contribuito a raccogliere la somma necessaria per l’acquisto dell’ecografo (32.940 euro): Associazione Donne Protette e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e degli arredi (3.400 euro): Associazione Lughese Pro Chirurgia ONLUS.

“L’ospedale di Lugo continua a crescere, a rafforzare le proprie dotazioni e a migliorare le prestazioni - ha sottolineato il sindaco Davide Ranalli -. Questo avviene grazie a una comunità che non dimentica l’importanza della generosità, e che rinnova con questi gesti il proprio impegno civico, indispensabile e impagabile. Ricordiamoci inoltre che dietro queste macchine ci sono delle persone, dei professionisti di primo livello senza i quali sarebbe impossibile essere qui oggi; i risultati infatti si raggiungono solo attraverso la professionalità, non diamo per scontata la presenza di tecnologie d’avanguardia, perché commetteremmo un grave errore: questa infatti è solo e sempre una diretta conseguenza del capitale umano”.

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Si è svolta questa mattina, venerdì primo dicember, all’Ospedale „Umberto I“ di Lugo, la presentazione dei lavori eseguiti presso il Pronto soccorso ospedaliero, nonchè il nuovo direttore dell’Unità Operativa Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, dottoressa Ivana Valenti.

Ad introdurre, il dottor Stefano Busetti, direttore tecnico dei Presidi Ospedalieri dell’Ausl Romagna: tracciando un quadro complessivo ha ribadito che negli ultimi 18 mesi in tutta l’Ausl Romagna sono stati effettuati concorsi per 34 primari (15 dei quali nell’ambito territoriale di Ravenna), altri 2 saranno effettuati entro fine anno, e ulteriori 20 si svolgeranno nel primo semestre del 2018. „Le due linee d’intervento principali di questa direzione – ha infatti chiarito – sono quelle del personale, a partire dalle figure di vertice, e al miglioramento strutturale ed edilizia. Nell’evento di oggi abbiamo entrambi questi elementi: lavori strutturali e nuovo primario“.

Ad illustrare i lavori e soprattutto il miglioramento organizzativo che produrranno, la dottoressa Marisa Bagnoli, direttore del presidio ospedaliero di Lugo: „Grazie a questo intervento miglioriamo notevolmente sia l’accoglienza dei pazienti, grazie alla nuova area d’aspetto che ‚toglie‘ le barelle dai corridoi, sia la sicurezza, grazie all’area di Osservazione Breve Intensiva (Obi) in cui possono restare in osservazione fino a 24 ore.

 

La struttura e i lavori eseguiti

Il Pronto soccorso dell’Ospedale “Umberto I” di Lugo è ubicato al piano terra del padiglione E, ed è stato oggetto di alcuni lavori di ampliamento finalizzati a migliorare l’accoglienza degli utenti e l’organizzazione del lavoro.

In particolare è stata allestita l’area di Osservazione Breve Intensiva (obi) con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure erogate attraverso un periodo di osservazione che si protrae fino alle 24 ore ed il trattamento dei quadri a complessità moderata, con riduzione dei ricoveri potenzialmente inappropriati.

L’obi di Pronto Soccorso prevede 5 postazioni con dotazioni di monitoraggio multiparametrico di nuova acquisizione ed è deputata a:

  • valutazione e trattamento a breve termine di patologie che non richiedono ricovero
  • osservazione e rivalutazione prima di definire ricovero o dimissione
  • osservazione di patologie specifiche.

Questo trasferimento delle attività ha consentito di aumentare due posti letto di degenza ordinaria per acuti in Medicina d’urgenza dove tali funzioni venivano precedentemente svolte.

E’ stato inoltre realizzato l’ampliamento dell’area di attesa dei pazienti barellati ha permesso un incremento di 4 postazioni, consentendo la vicinanza di un accompagnatore  per i pazienti, ed una maggiore privacy.

I lavori complessivi prevedono infine il trasferimento della guardiola infermieri nel locale attiguo alla nuova obi, adeguamenti degli impianti e dei servizi destinati ai pazienti. Valore dell’investimento e dei lavori, seguiti dall’Unità operativa “Attività Tecniche” dell’Ausl, circa trentamila euro.

La dottoressa Maria Pazzaglia (direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ausl Romagna nonchè direttore dell’unità operativa prima della nomina della dottoressa Valenti) ha quindi evidenziato „l’entusiasmo e la voglia di far bene che ho riscontrato nel personale di Lugo“ grazie ai quali „nell’ultimo anno abbiamo notevolmente migliorato gli indici qualitativi d’attività, in particolare i tempi d’attesa“.

Ad esplicitare meglio tali miglioramenti qualitativi, nel presentarsi, è stata la stessa dottoressa Valenti, che a seguito di selezione pubblica, è stata nominata il primo novembre. Già in forze al Pronto soccorso di Ravenna, la dottoressa Valenti lavora nelle strutture dell’emergenza del Ravennate dal 1992. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna nel 1990, ha conseguito specializzazione in area chirurgica tre anni dopo presso il medesimo ateneo e sempre con il massimo dei voti.

Molto folta l’attività di docenza e la partecipazione, in qualità di relatore, ad importanti convegni in tutt’Italia e all’estero, in particolare nei temi dell’emergenza cardiovascolare, dell’ictus, dell’assistenza pediatrica.

La dottoressa Valenti è infine autrice e coautrice di varie pubblicazioni anche su riviste internazionali prestigiose come ad esempio l’”International Journal of Cardiology”.

„Grazie all’impegno di tutto il personale – ha a sua volta evidenziato la professionista -, il tempo d’attesa di codici gialli, che è quello monitorato perchè ritenuto più significativo, è diminuito di 19 minuti, ma è calato in maniera similare anche quello dei codici verdi. Attraverso l’obi, che oggi si inaugura, oltre ad accrescere la sicurezza dei pazienti puntiamo anche a migliorare ulteriormente l’accoglienza ed i parametri qualitativi: oltre i tempi d’attesa i tempi di permanenza complessiva in pronto soccorso e le giornate di ricovero“.

Quindi le Istituzioni.

“Credo che l’inaugurazione di oggi sia la dimostrazione del fatto che si stia andando nella direzione giusta, per quanto riguarda la riorganizzazione e modernizzazione del presidio ospedaliero - ha sottolineato il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Luca Piovaccari -. È importante vedere come agli interventi strutturali si accompagni sempre uno sforzo organizzativo e di qualificazione del personale, così fondamentale per continuare a garantire risposte adeguate ai bisogni dei pazienti.  Come istituzioni siamo presenti, cercheremo di assolvere sempre al meglio il nostro compito, che è quello di verificare che tutto quello che si è condiviso in sede di Conferenza territoriale socio sanitaria trovi attuazione, nei tempi più rapidi possibili”.

“Come sindaco di Lugo sono molto soddisfatto che l’Ausl abbia assunto l’impegno di migliorare uno degli aspetti più critici dell’ospedale di Lugo, ovvero il Pronto soccorso, sul quale molto spesso non mancano le speculazioni - ha dichiarato il primo cittadino Davide Ranalli -. Chi vuole male al nostro ospedale continuerà a dire che il nostro presidio ospedaliero di Lugo non funziona, forse sperando strumentalmente che un giorno questo possa accadere. Chi invece vuole bene a questo ospedale indirizza le scelte dell’Azienda sanitaria: con l’inaugurazione dell’Obi stiamo andando in questa direzione. Siamo di fronte a una riorganizzazione aziendale molto complessa e questo non è che un tassello. A fronte della tanta diffidenza, ci sono dati che invece indicano come ci sia una rinnovata attenzione verso il nostro ospedale e la qualità dei suoi servizi”.

Un po’ di numeri sull’attività del reparto.

Per quanto attiene al Pronto Soccorso nel primo semestre 2017 si sono verificati 19.294 accessi (con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Il tasso di ricoveri è del 14.2 per cento, indicatore di buona qualità organizzativa della struttura. Altro indicatore rilevante è il tempo medio d’attesa per i pazienti in codice giallo, che è stato di 31 minuti, con un calo di 19 minuti rispetto all’anno precedente (in miglioramento anche i tempi d’attesa degli altri codici colore).

Le Osservazioni temporanee effettuate in pronto socorso sono state 8.562.

Per quanto attiene invece alla Medicina d’Urgenza, sempre nel primo semestre, gli accessi sono stati 699, con una degenza media di 3,7 giorni.

Nel corso del 2017 sono stati messi in campo numerosi progetti di miglioramento del servizio e di formazione del personale, relativi in particolare a protocolli organizzativi interni mirati a minimizzare i tempi d’attesa, anche per i ricoveri in reparto successivi all’accesso di pronto soccorso e di una presa in carico dei pazienti affetti da particolari patologie sempre più accurata, anche in relazione ai trasferimenti verso altri presidi quando necessari.

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