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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Umberto I” di Lugo, operativo da circa un mese e presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il direttore medico del presidio ospedaliero dottoressa Marisa Bagnoli e il direttore dell’Unità operativa di Radiologia Carlo Orzincolo (dopo la presentazione, nelle scorse settimane, di un'analoga apparecchiatura all'Ospedale di Ravenna e del potenziamento della Risonanza magnetica all'Ospedale di Faenza).

Del valore di 500.000 euro, la TC verrà utilizzata – come spiegato dal dottor Orzincolo - per applicazioni in diversi campi della radiologia e neuroradiologia. La nuova apparecchiatura è infatti un sistema ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi ed in particolare nei traumi, per i problemi di tipo chirurgico, urologico, internistico, cardiologico, vascolare, neurologico, neurochirurgico, pneumologico ed ortopedico. Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure: cardiologiche, angiologiche, neurologiche, neuroradiologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche. Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tc, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Umberto I” di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi ed esami più diagnostici e precisi per pazienti con protesi metalliche.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Lugo vengono effettuati ogni anno circa centomila esami di diagnostica per immagini, di cui 15.500 tac, 4.600 risonanze magnetiche, 14mila ecografie, 66mila esami radiologici. Nell’ambito dell’unità operativa di Radiologia, che coincide con l’ambito provinciale ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247, di cui circa 64mila tac.

Presso la Radiologia dell’Ospedale di Lugo lavorano 9 medici, 27 tecnici di radiologia compreso il coordinatore, 7 infermieri e 2 operatori sociosanitari (oss). L’Unità operativa è suddivisa in quattro sezioni:

  • Radiologia convenzionale e di Pronto soccorso con apparecchiature di radiologia digitale, anche dedicate al pronto soccorso e apparecchio a telecomando digitale;
  • Sezione ecografica dotata di due ecografi;
  • Sezione TC con il nuovo apparecchio 128 strati;
  • Sezione Risonanza Magnetica con un apparecchio da 1,5 tesla.

Nel corso della conferenza stampa il dottor Orzincolo ha inoltre annunciato che “di qui a poche settimane entrerà in funzione una nuova apparecchiatura diagnostica, un telecomandato digitale del valore di 200mila euro, e successivamente un’apparecchiatura diagnostica sarà spostata al Pronto soccorso in modo da potenziare il percorso del paziente in emergenza. Vi è inoltre un progetto di miglioramento m irato a potenziare la presenza di un tecnico e di un medico in guardia attiva in ospedale. Già ora le nostre macchine – ha concluso il professionista – lavorano 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana nonché la domenica mattina”.

La dottoressa Bagnoli ha evidenziato come anche nel periodo di installazione della nuova Tc, durato circa un mese, per non sospendere l’attività e non spostare pazienti, è stata attivata un tac mobile a supporto dell’ospedale, e come il presidio di Lugo sia sempre più infrastrutturato grazie ad investimenti sia edilizi sia tecnologici.

Conclusioni a cura del Sindaco di Lugo Davide Ranalli: “Siamo di fronte a un nuovo investimento che potenzia le dotazioni tecnologiche dell’ospedale di Lugo per la diagnostica, e questa è una bella notizia -. Un investimento che, come i tanti fatti negli ultimi anni, dimostra come ci sia la volontà di potenziare e qualificare l’ospedale di Lugo, così come quelli di Faenza e Ravenna. Una qualificazione che continuerà, come dimostrano gli impegni assunti pubblicamente dall’azienda, come la riprogettazione della rianimazione: non esiste infatti un ospedale qualificato senza un reparto di rianimazione qualificata, e a questa esigenza l’azienda ha dato una risposta positiva. Se questo sta avvenendo, è grazie a una precisa volontà politica: come sindaci abbiamo sempre sollecitato l’Ausl della Romagna affinché si muovesse in questa direzione, e oggi ne raccogliamo i frutti. Il nostro territorio, a differenza di altri, ha avuto il coraggio e la determinazione di affrontare una sfida importante come la riorganizzazione e l’unificazione delle aziende sanitarie, con lo scopo di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi. Oggi chiediamo che questo sforzo sia riconosciuto dalla Regione e dalle istituzioni in termini di ripartizione delle risorse, poiché abbiamo dimostrato una capacità organizzativa e operativa certamente non comune e soprattutto non scontata”.

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Il Centro di Prevenzione Oncologica (Cpo) del Presidio Ospedaliero di Lugo, grazie alla generosità di alcune associazioni, imprenditori e cittadini del territorio lughese, ha potuto aggiornare la propria dotazione strumentale con un nuovo ecotomografo di fascia alta ad elevate prestazioni diagnostiche. Cogliendo tale opportunità si è provveduto all’apertura di un ulteriore ambulatorio, contiguo ai locali esistenti e al rinnovo degli arredi e della sala di attesa. Strumentazione e locali sono stati inaugurati questa mattina alla presenza delle Autorità Locali, del sindaco Davide Ranalli, del consigliere regionale Mirco Bagnari, dei donatori, della Direzione Medica del Presidio e del personale.

A livello provinciale il Centro di Prevenzione Oncologica effettua circa 53mila mammografie all’anno, tra screening e clinica e circa 16mila visite, rivolgendosi, in linea di massima, a donne dai 40 anni in su per le prestazioni radiologiche, mentre gli esami clinico-ecografici senologici vengono effettuati in misura maggiore a tutte le età, a seconda delle necessità.

In particolare sul territorio di Lugo, dove sono residenti 52.872 donne, il Cpo nell’ultimo anno ha eseguito 14.123 mammografie (8.873 di screening e 5.250 di clinica), 4.876 ecografie, 585 agoaspirati e micro biopsie su guida ecografica, 518 microbiopsie radiologiche (mammotome), 232 risonanze.

In occasione dell’inaugurazione, alla quale hanno partecipato i donatori e le Autorità Locali, la direzione medica, nella persona del direttore del presidio dottoressa Marisa Bagnoli, ha rivolto un ringraziamento particolare alle principali Associazioni che hanno contribuito a raccogliere la somma necessaria per l’acquisto dell’ecografo (32.940 euro): Associazione Donne Protette e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e degli arredi (3.400 euro): Associazione Lughese Pro Chirurgia ONLUS.

“L’ospedale di Lugo continua a crescere, a rafforzare le proprie dotazioni e a migliorare le prestazioni - ha sottolineato il sindaco Davide Ranalli -. Questo avviene grazie a una comunità che non dimentica l’importanza della generosità, e che rinnova con questi gesti il proprio impegno civico, indispensabile e impagabile. Ricordiamoci inoltre che dietro queste macchine ci sono delle persone, dei professionisti di primo livello senza i quali sarebbe impossibile essere qui oggi; i risultati infatti si raggiungono solo attraverso la professionalità, non diamo per scontata la presenza di tecnologie d’avanguardia, perché commetteremmo un grave errore: questa infatti è solo e sempre una diretta conseguenza del capitale umano”.

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Si è svolta questa mattina, venerdì primo dicember, all’Ospedale „Umberto I“ di Lugo, la presentazione dei lavori eseguiti presso il Pronto soccorso ospedaliero, nonchè il nuovo direttore dell’Unità Operativa Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, dottoressa Ivana Valenti.

Ad introdurre, il dottor Stefano Busetti, direttore tecnico dei Presidi Ospedalieri dell’Ausl Romagna: tracciando un quadro complessivo ha ribadito che negli ultimi 18 mesi in tutta l’Ausl Romagna sono stati effettuati concorsi per 34 primari (15 dei quali nell’ambito territoriale di Ravenna), altri 2 saranno effettuati entro fine anno, e ulteriori 20 si svolgeranno nel primo semestre del 2018. „Le due linee d’intervento principali di questa direzione – ha infatti chiarito – sono quelle del personale, a partire dalle figure di vertice, e al miglioramento strutturale ed edilizia. Nell’evento di oggi abbiamo entrambi questi elementi: lavori strutturali e nuovo primario“.

Ad illustrare i lavori e soprattutto il miglioramento organizzativo che produrranno, la dottoressa Marisa Bagnoli, direttore del presidio ospedaliero di Lugo: „Grazie a questo intervento miglioriamo notevolmente sia l’accoglienza dei pazienti, grazie alla nuova area d’aspetto che ‚toglie‘ le barelle dai corridoi, sia la sicurezza, grazie all’area di Osservazione Breve Intensiva (Obi) in cui possono restare in osservazione fino a 24 ore.

 

La struttura e i lavori eseguiti

Il Pronto soccorso dell’Ospedale “Umberto I” di Lugo è ubicato al piano terra del padiglione E, ed è stato oggetto di alcuni lavori di ampliamento finalizzati a migliorare l’accoglienza degli utenti e l’organizzazione del lavoro.

In particolare è stata allestita l’area di Osservazione Breve Intensiva (obi) con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure erogate attraverso un periodo di osservazione che si protrae fino alle 24 ore ed il trattamento dei quadri a complessità moderata, con riduzione dei ricoveri potenzialmente inappropriati.

L’obi di Pronto Soccorso prevede 5 postazioni con dotazioni di monitoraggio multiparametrico di nuova acquisizione ed è deputata a:

  • valutazione e trattamento a breve termine di patologie che non richiedono ricovero
  • osservazione e rivalutazione prima di definire ricovero o dimissione
  • osservazione di patologie specifiche.

Questo trasferimento delle attività ha consentito di aumentare due posti letto di degenza ordinaria per acuti in Medicina d’urgenza dove tali funzioni venivano precedentemente svolte.

E’ stato inoltre realizzato l’ampliamento dell’area di attesa dei pazienti barellati ha permesso un incremento di 4 postazioni, consentendo la vicinanza di un accompagnatore  per i pazienti, ed una maggiore privacy.

I lavori complessivi prevedono infine il trasferimento della guardiola infermieri nel locale attiguo alla nuova obi, adeguamenti degli impianti e dei servizi destinati ai pazienti. Valore dell’investimento e dei lavori, seguiti dall’Unità operativa “Attività Tecniche” dell’Ausl, circa trentamila euro.

La dottoressa Maria Pazzaglia (direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Ausl Romagna nonchè direttore dell’unità operativa prima della nomina della dottoressa Valenti) ha quindi evidenziato „l’entusiasmo e la voglia di far bene che ho riscontrato nel personale di Lugo“ grazie ai quali „nell’ultimo anno abbiamo notevolmente migliorato gli indici qualitativi d’attività, in particolare i tempi d’attesa“.

Ad esplicitare meglio tali miglioramenti qualitativi, nel presentarsi, è stata la stessa dottoressa Valenti, che a seguito di selezione pubblica, è stata nominata il primo novembre. Già in forze al Pronto soccorso di Ravenna, la dottoressa Valenti lavora nelle strutture dell’emergenza del Ravennate dal 1992. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna nel 1990, ha conseguito specializzazione in area chirurgica tre anni dopo presso il medesimo ateneo e sempre con il massimo dei voti.

Molto folta l’attività di docenza e la partecipazione, in qualità di relatore, ad importanti convegni in tutt’Italia e all’estero, in particolare nei temi dell’emergenza cardiovascolare, dell’ictus, dell’assistenza pediatrica.

La dottoressa Valenti è infine autrice e coautrice di varie pubblicazioni anche su riviste internazionali prestigiose come ad esempio l’”International Journal of Cardiology”.

„Grazie all’impegno di tutto il personale – ha a sua volta evidenziato la professionista -, il tempo d’attesa di codici gialli, che è quello monitorato perchè ritenuto più significativo, è diminuito di 19 minuti, ma è calato in maniera similare anche quello dei codici verdi. Attraverso l’obi, che oggi si inaugura, oltre ad accrescere la sicurezza dei pazienti puntiamo anche a migliorare ulteriormente l’accoglienza ed i parametri qualitativi: oltre i tempi d’attesa i tempi di permanenza complessiva in pronto soccorso e le giornate di ricovero“.

Quindi le Istituzioni.

“Credo che l’inaugurazione di oggi sia la dimostrazione del fatto che si stia andando nella direzione giusta, per quanto riguarda la riorganizzazione e modernizzazione del presidio ospedaliero - ha sottolineato il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Luca Piovaccari -. È importante vedere come agli interventi strutturali si accompagni sempre uno sforzo organizzativo e di qualificazione del personale, così fondamentale per continuare a garantire risposte adeguate ai bisogni dei pazienti.  Come istituzioni siamo presenti, cercheremo di assolvere sempre al meglio il nostro compito, che è quello di verificare che tutto quello che si è condiviso in sede di Conferenza territoriale socio sanitaria trovi attuazione, nei tempi più rapidi possibili”.

“Come sindaco di Lugo sono molto soddisfatto che l’Ausl abbia assunto l’impegno di migliorare uno degli aspetti più critici dell’ospedale di Lugo, ovvero il Pronto soccorso, sul quale molto spesso non mancano le speculazioni - ha dichiarato il primo cittadino Davide Ranalli -. Chi vuole male al nostro ospedale continuerà a dire che il nostro presidio ospedaliero di Lugo non funziona, forse sperando strumentalmente che un giorno questo possa accadere. Chi invece vuole bene a questo ospedale indirizza le scelte dell’Azienda sanitaria: con l’inaugurazione dell’Obi stiamo andando in questa direzione. Siamo di fronte a una riorganizzazione aziendale molto complessa e questo non è che un tassello. A fronte della tanta diffidenza, ci sono dati che invece indicano come ci sia una rinnovata attenzione verso il nostro ospedale e la qualità dei suoi servizi”.

Un po’ di numeri sull’attività del reparto.

Per quanto attiene al Pronto Soccorso nel primo semestre 2017 si sono verificati 19.294 accessi (con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

Il tasso di ricoveri è del 14.2 per cento, indicatore di buona qualità organizzativa della struttura. Altro indicatore rilevante è il tempo medio d’attesa per i pazienti in codice giallo, che è stato di 31 minuti, con un calo di 19 minuti rispetto all’anno precedente (in miglioramento anche i tempi d’attesa degli altri codici colore).

Le Osservazioni temporanee effettuate in pronto socorso sono state 8.562.

Per quanto attiene invece alla Medicina d’Urgenza, sempre nel primo semestre, gli accessi sono stati 699, con una degenza media di 3,7 giorni.

Nel corso del 2017 sono stati messi in campo numerosi progetti di miglioramento del servizio e di formazione del personale, relativi in particolare a protocolli organizzativi interni mirati a minimizzare i tempi d’attesa, anche per i ricoveri in reparto successivi all’accesso di pronto soccorso e di una presa in carico dei pazienti affetti da particolari patologie sempre più accurata, anche in relazione ai trasferimenti verso altri presidi quando necessari.

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