Una nuova importante opportunità nella presa in carico dei pazienti pediatrici seguiti dal servizio di neurologia pediatrica presso l'Ospedale "Santa Maria delle Croci" di Ravenna, grazie ad una donazione della "Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlvese e Imolese", in collaborazione con l'associazione "Il Mosaico - Amici dei bambini malati".

Si è svolta questa mattina, presso il reparto di "Pediatria e Neonatologia" diretto dal dottor Federico Marchetti, una cerimonia di ringraziamento all'Istituto di Credito, che da diversi anni, con grande generosità, eroga contributi a sostegno dei diversi progetti che l'unità operativa ha predisposto e realizzato in collaborazione con l’Associazione. Ultimo esempio è l'acquisto di un moderno programma software per videoelettroencefalografia.

Erano presenti, in rappresentanza della "Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese", il dottor Giuseppe Benini presidente del Comitato Locale, il dottor Piero Roncuzzi membro del comitato locale ed il dottor Giorgio Bonavia capo area commerciale per la zona di Ravenna della banca; la presidente dell’Associazione "Il Mosaico-Amici dei bambini malati" dottoressa Iole Augusta Venturi con alcuni consiglieri, e, per l'Azienda USL della Romagna, il dottor Marchetti, il dottor Paolo Ricciardelli (responsabile dell’Ambulatorio di Neurologia Pediatrica), il dottor Pietro Querzani (direttore dell’unità operativa di Neurologia di Ravenna), ed il dottor Paolo Fusaroli della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la Presidente

La videoelettroencefalografia è una tecnica che permette di registrare con una telecamera connessa all’elettroencefalografo il filmato digitale del bambino con un "filmato", anche prolungato, della sua attività elettrica cerebrale al fine di  distinguere in modo preciso il rapporto fra ciò che in ogni momento accade visibilmente al soggetto in esame e ciò che avviene all’interno del cervello.  Questo permette una miglior qualità delle diagnosi di manifestazioni di tipo epilettico che, in alcuni casi, possono risultare realmente difficili.

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla "Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlvese e Imolese" rilevando che questo moderno software (già in uso, grazie anche alla collaborazione con la Neurologia) contribuisce al miglioramento dell’assistenza dei bambini quotidianamente assistiti presso l’ambulatorio epilessie del servizio di neurologia pediatrica del reparto di Pediatria.

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Nel pomeriggio di sabato 7 aprile, presso l’Unità Operativa di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, il presidente del “Leo Club Ravenna” Massimiliano Scaioli, accompagnato da alcuni soci del Club, Martina Carretta e Filippo Campeti, hanno consegnato diversi dolcetti confezionati appositamente  per i bimbi ricoverati presso il reparto.

I piccoli pazienti hanno accolto con grande entusiasmo gli omaggi a loro riservati e hanno trasmesso la loro gioia sia ai donatori sia al personale medico e infermieristico presente. Il dottor Federico Marchetti, direttore dell’Unità Operativa di Pediatria ha calorosamente ringraziato il presidente e i soci del “Leo Club Ravenna” per la generosità dimostrata, sia a nome del personale della Pediatria, sia a nome della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna.

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Si è svolta nella mattina di venerdì scorso, 30 marzo, presso la direzione sanitaria dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, la presentazione di una importante donazione a favore dell’Ausl Romagna e in particolare all’unità operativa di “Ematologia”. Erano presenti il primario, dottor Francesco Lanza e rappresentanti della famiglia che ha donato: Giuseppe Guernieri e l’avvocato Biagio Madonna.

Giuseppe Guarnieri è il cugino di Anna Guernieri, una signora deceduta nel 2013 e che nel suo testamento olografo ha deciso di donare 120mila euro alla sanità ravennate, in memoria di Mauro Boscherini, figlio della signora Anna, e deceduto a causa di una leucemia nel 1992. “E’ stato un momento molto duro per Anna  – ha raccontato il signor Giuseppe, presente anche in rappresentanza degli altri cugini della donante, assenti per motivi di salute -. Quando è morto suo figlio aveva appena 27 anni. Aveva la leucemia e si sarebbe dovuto sottoporre ad una importante terapia, ma purtroppo la sera prima della data prefissata è intervenuta una febbre fortissima dalla quale Mauro non si è più ripreso. Dopo la sua morte Anna ha subito detto che nel suo testamento avrebbe lasciato questa somma, che era destinata al suo futuro, per il reparto di Ematologia, in modo da aiutare altri pazienti, anche giovani, con la stessa patologia di suo figlio”.

“Sono stato onorato di aiutare questa famiglia nel percorso che ha portato a perfezionare la donazione – ha raccontato l’avvocato Madonna che ha seguito l’iter –, per di più Mauro faceva anche i miei stessi studi, lui e la sua famiglia li sento molto vicino”.

“La donazione – ha spiegato il dottor Lanza - consentirà di effettuare uno studio della durata di due anni su 100 pazienti affetti da leucemia acuta mieloide, che ha l’obiettivo di ottimizzare l’iter diagnostico tramite un unico test, individuare nuovi e più sensibili marcatori di malattia, personalizzare la terapia attraverso l’analisi del profilo genetico mutato ed infine arrivare ad una conoscenza più approfondita delle cause di sviluppo della leucemia acuta mieloide".

In sintesi questo approccio consentirà di:

- ottimizzare l’iter diagnostico molecolare dei pazienti ottenendo con un unico test gli stessi risultati che al momento vengono forniti utilizzando diversi e più dispendiosi test;

- correlare la presenza di alterazioni molecolari aggiuntive a quelle utilizzate attualmente a scopo diagnostico con l’espressione clinica per definire nuovi marcatori prognostici attendibili;

- personalizzare la strategia terapeutica per i pazienti con leucemia acuta mieloide;

- ottenere una conoscenza più profonda degli eventi biologici che provocano lo sviluppo della leucemia e degli eventi responsabili della recidiva.

Il progetto sarà condotto attraverso diverse fasi:

fase 1. Stoccaggio dei blasti leucemici di pazienti alla diagnosi/recidiva: le cellule verranno separate a partire da campioni di sangue midollare alla diagnosi/recidiva di malattia utilizzando una separazione per gradiente di densità

fase 2. Preparazione della “libreria” e corsa di sequenziamento: ill dna verrà estratto da blasti leucemici e saranno realizzate le “librerie” per i pazienti selezionati

fase 3. Analisi dei dati

fase 4. Correlazione con l’andamento clinico: la raccolta di dati clinici da pazienti consentirà di effettuare una correlazione con i risultati molecolari e di comprendere il ruolo delle mutazioni sui nuovi geni testati

fase 5. Correlazione con lo studio della malattia minima residua in citofluorimetria: i pazienti verranno studiati alla diagnosi, dopo la chemioterapia, prima e dopo trapianto di cellule staminali al fine di identificare la presenza di cellule leucemiche nel sangue periferico e sangue midollare al fine di correlare guarigione della malattia con i parametri biologici. 

Il progetto avrà una durata di due anni e si prevede di analizzare circa 100 pazienti con leucemia acuta mieloide.

Al fine di realizzare il programma di studio in questione si rende necessario assumere un medico specialista in Ematologia a tempo determinato per due anni, così da poter seguire lo studio, permettere l’avvio dei trapianti di midollo e seguire le attività dell’unità operativa necessarie per queste finalità (espletamento day hospital/day service chemioterapici e visite ambulatoriali). Si richiede inoltre di bandire una borsa di studio biennale per personale non medico che espleterà la parte biologica della ricerca.

Al fine di realizzare tale studio in questione si rende necessario assumere un medico specialista in Ematologia che seguirà lo studio e le varie fasi operative (espletamento day hospital/day service chemioterapici e visite ambulatoriali) cui si aggiungerà una borsa di studio.

Approfondimento clinico.

La Leucemia Acuta Mieloide è una patologia che si origina frequentemente dalla trasformazione neoplastica di una cellula che altera i meccanismi che regolano la proliferazione e la differenziazione della cellula stessa, impedendole di moltiplicarsi. Ne consegue un accumulo, primariamente nel midollo osseo e poi nel sangue e in altri organi e tessuti, di cellule tumorali che proliferano autonomamente. Per di più il 40 per cento circa dei pazienti con leucemia acuta mieloide non presenta alterazioni citogenetiche facilmente identificabili. Recentemente, la disponibilità di innovativi strumenti di ricerca (piattaforme di sequenziamento) ha però consentito di identificare in modo accurato, ampio e sensibile una varietà di alterazioni molecolari presenti in un campione di sangue. Questo è proprio l’obiettivo del progetto che consentirebbe di ottimizzare l’iter diagnostico.

La valutazione molecolare dei pazienti verrà effettuata in due diversi e importanti momenti della storia della malattia: diagnosi ed eventuale recidiva. I risultati ottenuti contribuiranno da un lato a fornire gli stessi dati diagnostico-molecolari già ottenuti al momento con metodiche tradizionali e dall’altro saranno forniti nuovi dati molecolari che, correlati all’andamento clinico dei pazienti, potranno individuare nuovi marcatori di interesse prognostico/terapeutico da utilizzare per l’ottimale trattamento terapeutico individualizzato secondo le caratteristiche genetiche del paziente e quindi indicazioni terapeutiche ben precise secondo le innovative terapie farmacologiche mirate a target molecolari definiti.

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E' stato effettuato in questi giorni, presso l'unità operativa di Ematologia dello'Ospedale di Ravenna diretta dal dottor Francesco Lanza, un trattamento che ha seguito un protocollo sperimentale di Fase I per il trattamento di un paziente con  linfoma follicolare ricaduto, che testa la combinazione di due farmaci innovativi a bersaglio target, unitamente ad un farmaco anti-oncogene di tipo bcl-2. Questo rappresenta il primo trattamento di Fase 1 nel territorio della Romagna, e vede la cooperazione di diverse figure professionali tra cui anestesista, farmacologo, farmacista ed emato-oncologo. Il Principal investigator (PI) di questo importante studio è la dottoressa Monica Tani.

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Aprirà i battenti entro il mese di marzo il nuovo reparto di degenza di Neurologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. Si tratta di un momento molto atteso in quanto il reparto è attualmente situato nella parte più vecchia dell’ospedale ed in condizioni non ottimali.

L'intervento strutturale per la Neurologia, coordinato dall’unità operativa “Attività Tecniche” dell’Ausl, ha riguardato le opere necessarie per adeguare spazi rimasti liberi al terzo piano, realizzando le stanze di degenza e relativi servizi, oltre ad alcune modifiche nei locali guardiola e ambulatorio. Alla realizzazione laddove necessario di nuove pareti in cartongesso si è affiancato il rinnovo di infissi esterni ed interni, pavimenti e rivestimenti, oltre al rifacimento dell'impianto elettrico e di chiamata e alla modifica dell'impianto meccanico, antincendio e gas medicinale.

Con l’occasione è stato migliorato l’assetto organizzativo, che prevede tra l’altro la presenza di 4 letti monitorati per le patologie neurologiche acute, specie l'ictus cerebrale che rappresenta circa la metà degli 850 ricoveri che si verificano ogni anno nel reparto diretto dal dottor Pietro Querzani. Ci sono inoltre 15 letti di degenza ordinaria e 4 letti dedicati alla riabilitazione estensiva. L’unità operativa offre inoltre un servizio di Neurofisiologia che svolge circa 35mila prestazioni annue su circa 8mila pazienti con uno studio specifico sull’epilessia. A livello ambulatoriale sono seguiti pazienti con epilessia (circa 500), sclerosi multipla (circa 300), disordini del movimento e malattie neuromuscolari (circa 200), Sclerosi Laterale Amiotrofica (sla). Per i circa 700 pazienti colpiti da cefalee è attivo un ambulatorio di terzo livello.

E’ di circa centomila euro l’importo dei lavori per questo intervento che rappresenta il completamento del progetto di realizzazione della piattaforma medica posta nel “Blocco 03”, iniziato con il trasferimento della degenza di oculistica, post acuti, otorino e nefrologia.

 

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Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del dottor Giulio Rossi, nuovo direttore dell’unità operativa di Anatomia Patologica dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna.

Sposato, due figli, cinquantenne, il dottor Rossi arriva dall’ospedale Umberto Parini di Aosta, si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1994 all’Università di Modena e nel 2000 ha conseguito la specializzazione in Anatomia Patologica all’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, dove ha poi effettuato il dottorato di ricerca in Biotecnologie applicate all’Anatomia Patologica.

Nel corso degli anni successivi, il dottor Rossi ha lavorato presso l’Azienda Arcispedale Santa Maria Nuova IRCSS di Reggio Emilia, presso l’Azienda Ospedaliera – Universitaria Policlinico di Modena, dove è stato responsabile della struttura di Patologia del Distretto Toracico nel reparto di Anatomia Patologica, e l’Azienda USL Valle d’Aosta dove fino ad oggi ha ricoperto l’incarico di Direttore della struttura complessa di Anatomia Patologica dell’ospedale Umberto Parini di Aosta.

Docente di Patologia polmonare neoplastica e non neoplastica all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, presso la scuola di specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio, il dottor Rossi ha partecipato come relatore a oltre 200 corsi e congressi di portata nazionale e internazionale. Autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, è membro dell’Editorial Board delle riviste di Anatomia Patologica “The American Journal of Clinical Pathology” e “Pathologica” e componente di alcune società scientifiche italiane e internazionali.

Un curriculum di altissimo livello tanto che il dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl, che ha partecipato alla presentazione del professionista, lo ha definito “uno dei migliori professionisti d’Italia nella sua branca”.

Punto di riferimento per l’intero ospedale, l’Unità Operativa di Anatomia Patologica gestisce una importante mole di attività, arrivando ad eseguire ogni anno 28mila esami istologici e 16 mila esami citologici  (mammella, polmone, tiroide, urine altro).  

Il servizio partecipa inoltre con la propria attività diagnostica agli screening di prevenzione oncologica (15mila pap test all’anno) organizzati dalla regione Emilia Romagna. Tra le attività del reparto vi sono anche la determinazione di biomarcatori immunoistochimici diagnostici e predittivi e, in collaborazione con l'IRST di Meldola, l’effettuazione delle analisi molecolari estrattive da dna tumorale per i pazienti oncologici.

“Il mio lavoro – ha raccontato il dottor Rossi, utilizzando una metafora sportiva – somiglia a quello del playmaker nel basket: cerco di mettere gli altri professionisti, in particolare gli oncologi, nelle condizioni di poter tarare la miglior cura possibile per il paziente, analizzandone i campioni patologici. Un impegno trasversale e con possibilità di consulti sempre più alti: grazie alla telepatologia e alle risorse inforamtiche, sempre più saremo nelle condizioni di far vedere i nostri riscontri a professionisti di tutti i territori dell’Ausl Romagna, ma non solo; i nostri campioni potranno essere visionati, ad esempio, anche da un collega degli Stati Uniti, grazie al consulto informatico e telematico. E questo consente di predisporre piani di cura sempre più personalizzati e appropriati per i pazienti”.

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"Oncotombolata" all''Oncologia di Ravenna. Il reparto diretto dal professor Federico Cappuzzo dimostra ancora una volta massima vicinanza ai pazienti ricoverati e alle loro famiglie. Il giorno di Natale, la dottoressa Chiara Bennati, responsabile del reparto, insieme a tutti gli infermieri, organizzerà una tombola, l'"Oncotombolata" appunto, per coloro che rimarranno ricoverati e per i loro cari. La festa si terrà nella sala riunioni del reparto di Oncologia dell'Ospedale "Santa Maria delle Croci", alle ore 18.00. L'evento sarà arricchito dai premi forniti dall'Associazione "Avanti Tutta" Onlus, che da sempre sostiene i malati oncologici e le loro famiglie, con il contributo dell'Associazione "Ravenna Belarus". Sarà un momento per ricordare ai pazienti che non verranno lasciati soli nel giorno di Natale e far  sentire loro tutto l'affetto e la dedizione, oltre alla professionalità, che da sempre il personale dedica ai malati.

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Continua la collaborazione dell’Associazione “Il Porto dei piccoli” Onlus con il reparto di Pediatria dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. L’Associazione “Il Porto dei piccoli - Onlus” di Genova segue da tempo diversi progetti che prevedono per i bambini in cura un percorso di gioco e conoscenza attraverso molteplici attività ludico didattiche aventi come denominatore comune il mare con le sue tradizioni ed emozioni.

Uno degli obiettivi dell’Associazione è fornire occasioni di svago e di evasioni attraverso laboratori manuali, artistici, di musica e di teatro.

Nei giorni scorsi, presso i locali del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Ravenna, l’Associazione ha allestito uno spettacolo teatrale; i piccoli ricoverati hanno trascorso un pomeriggio in allegria animata dagli operatori e dai volontari appositamente venuti da Genova, che hanno anche predisposto alcuni laboratori artistici

Momenti in allegria dunque, per i quali si rivolge un sentito ringraziamento alla onlus.

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In data odierna è giunta all’Azienda segnalazione, con allegati screenshot, della presenza su facebook di un post di insulti razzisti e successivi commenti, caricato sul profilo di un utente la cui moglie è ricoverata all’Ospedale di Ravenna, indirizzati ad un’altra paziente ricoverata.

La Direzione Ospedaliera, nello stigmatizzare con forza l’accaduto - quale che sia stata la relativa dinamica che in ogni caso sarà da approfondire, anche a tutela dell’onorabilità dell’Azienda - rammenta che l’Ospedale è la “casa di tutti”, dove si cura e ci si prende cura delle persone, a prescindere da sesso, razza, religione, credo politico e ovviamente colore della pelle, come peraltro previsto dalla mission del Sistema Sanitario Nazionale.

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