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Ancora un atto di generosità e di solidarietà della Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese. Si è svolta nella mattinata di ieri, presso la sede del reparto di Pediatria e Neonatologia del Presidio Ospedaliero di Ravenna, una nuova donazione dell’Istituto di Credito al reparto stesso. La BCC continua infatti, con grande generosità, ad erogare contributi a sostegno dei diversi progetti che l’Unità operativa di Pediatria e Neonatologia ha predisposto e realizzato in collaborazione con l’Associazione “Il Mosaico-Amici dei bambini malati”.

In questa circostanza la Banca ha donato un moderno bilirubinometro corredato dalla relativa centrifuga, strumenti che verranno utilizzati dalla Terapia Intensiva Neonatale per monitorare il livello di bilirubina totale nei neonati e per predisporre le eventuali terapie; questa moderna attrezzatura sanitaria permetterà di prelevare il sangue capillare ai piccoli pazienti evitando manovre più invasive.

Alla cerimonia erano presenti il dottor Federico Marchetti (Direttore dell’Unità oprativa di Pediatria), il dottor Guseppe Benini (Presidente del Comitato Locale BCC Ravennate, Forlivese e Imolese), il dottor Piero Roncuzzi (del Comitato Locale BCC Ravennate, Forlivese e Imolese), la Presidente dell’Associazione “Il Mosaico-Amici dei bambini malati” dottoressa Iole Augusta Venturi e il dottor Paolo Tarlazzi (Direzione medica del Presidio Ospedaliero di Ravenna).

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla BCC rilevando che tale attrezzatura contribuisce al miglioramento del benessere dei bambini quotidianamente assistiti presso la Terapia intensiva Neonatale di Ravenna.

 

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Due console PlayStation con venti videogiochi per allietare la permanenza dei bambini ricoverati in Pediatria. Sono stati donati ieri da Nicolò Bertaccini, ravennate, coautore del libro di favole “Le fiabe dei motociclisti” volume III, la cui vendita è finalizzata all’acquisto di playstation da donare ai reparti pediatrici di diversi ospedali italiani.

“E’ un progetto che parte da lontano – racconta Bertaccini – al quale ho iniziato a partecipare per la passione che ho per le ‘due ruote’ e che ho cercato di coniugare con l’impegno a favore dei bambini, che già esercitavo essendo un ‘lettore volontario’ del progetto ‘Nati per leggere’. L'ideatore è Ernest Pozzali, poi io sono ‘salito in corsa’ per questo terzo volume mentre lui sono ormai anni che dedica tempo e impegno a questo progetto. Tant’è vero che a livello nazionale abbiamo già donato circa 200 play station. E la cosa bella è che quando ho detto ad alcuni conoscenti che facevo questa cosa, ognuno ha dato un suo contributo e per questo i giochi donati sono stati più numerosi di quelli previsti inizialmente”.

Una piccola gara di solidarietà insomma, per la quale arrivano i ringraziamenti della direzione medica ospedaliera e del reparto, nelle persone del dottor Paolo Tarlazzi e del dottor Federico Marchetti (Direttore dell’unità operativa di “Pediatria e Neonatologi” del “Santa Maria delle Croci”) che ieri, insieme ad altro personale di reparto, hanno ricevuto la donazione da Bertaccini.

“Ringrazio, a nome di tutta l’equipé – ha affermato il dottor Marchetti – per questo generoso dono che renderà più confortevole il ricovero dei bambini in ospedale. Nelle stanze abbiamo televisori predisposti per essere collegati alle play station e più in generale cerchiamo di porre la massima attenzione all’accoglienza dei nostri piccoli pazienti”.

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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, e inaugurato alla presenza del sindaco Michele de Pascale, del direttore generale Marcello Tonini, del direttore sanitario Stefano Busetti, del direttore della Radiologia Carlo Orzincolo e degli operatori.

Del valore di 500.000 euro, la Tac verrà utilizzata per applicazioni in diversi campi: neurologico, vascolare, cardio-toracico, total body. La nuova apparecchiatura è infatti – come spiegato dal dottor Orzincolo - un sistema TC (di tomografia computerizzata) ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi: da quelli con traumi complessi o problemi cardiaci, a quanti siano in attesa di trattamento nei reparti di Pronto soccorso con flussi di lavoro intensi.

“Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini – ha aggiunto il professionista -: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo”.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine, consentendo di ricostruire 128 strati: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure, cardiologiche, angiologiche, neurologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche.

Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tac, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi, un esame cardio in soli 5 battiti ed esami più sicuri e precisi per pazienti con protesi metalliche. Proprio in questi giorni, inoltre, entra in funzione anche una nuova apparecchiatura per la diagnostica angiografica, che a sua volta consentirà di dare una risposta sempre più completa ai bisogni di cura dei ravennati.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Ravenna vengono effettuati ogni anno circa 175.000 esami di diagnostica per immagini, di cui 26.000 tac. Nell’ambito dell’intera provincia ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247.

Il dottor Busetti ha ribadito come, dopo l'inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia, lo scorso 22 maggio, questa nuova apparecchiatura “unica in Romagna a 128 strati” sia un ulteriore tassello del potenziamento, in strutture, personale e, appunto, tecnologie, dell’Ospedale di Ravenna. Gli ha fatto eco il direttore generale auspicando, da parte degli operatori, un modo di lavorare sempre più basato sul confronto reciproco e l’integrazione in modo da “mettere a frutto, al massimo, l’attività dei tavoli di lavoro per il bene dei pazienti”.

Conclusioni a cura del sindaco de Pascale, il quale ha evidenziato come “quello delle Radiologie del Ravennate, che coordinano la propria attività dando una risposta più completa alla cittadinanza, sia importante e possa essere colto anche in altri ambiti di intervento. Con questa apparecchiatura l’ospedale di Ravenna si conferma, e anche per il futuro, avanguardia sul fronte delle tecnologie biomedicali”.

 

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Una serata per sorridere. Ma sorridere facendo anche qualcosa di buono contro il dolore cronico. Di qui il titolo “Un sorriso contro il dolore” della serata che si svolgerà giovedì prossimo, 21 giugno, alla Sala d’Attorre di Casa Melandri (via Ponte Marino, 2), organizzata dall’Ausl col patrocinio del Comune di Ravenna e in collaborazione con le associazioni “Cittadinanza Attiva”, “Ravenna Parkinson” e “Amrer”. Si tratta di una serata benefica e il  cui ricavato sarà utilizzato per finanziare l’acquisto  di una apparecchiatura innovativa per la Terapia Antalgica dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci”.

“Si tratta – spiega il dottor Massimo Innamorato, responsabile della Rete delle Terapie del Dolore dell’Ausl Romagna – di una macchina da stimolazione transcranica elettrica che utilizzeremo per i pazienti affetti da alcune tipologie di dolore cronico”.

Il dottor Innamorato sarà presente giovedì sera, per illustrare la parte clinica del progetto, dopo i saluti dalle Direzione Generale e Sanitaria e del primo cittadino del Comune di Ravenna Michele de Pascale.

Quindi lo spettacolo di Maurizio Ferrini, e a seguire gli interventi di Monica Ricci (referente del percorso di Neurostimolazione midollare dell’Ausl Romagna) e dei portavoce delle associazioni. La serata è ad offerta libera e la cittadinanza è invitata.

Zoom sull’apparecchiatura.

La “tDCS” (stimolazione transcranica a corrente diretta continua), nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo, é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace, indolore e senza effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi). Nonostante sia una tecnica “giovane”, molti studi la indicherebbero come un possibile prezioso strumento per il trattamento di condizioni quali la fibromialgia, la depressione maggiore senza resistenza ai farmaci, e il dolore cronico; ci sono inoltre indicazioni di probabile efficacia nel morbo di Parkinson, demenza di Alzheimer, dipendenze, riabilitazione post ictus o traumi.

La tDCS permette due tipi di stimolazioni: anodica e catodica. La stimolazione anodica provoca un’eccitazione dell’attività neuronale e quella catodica la inibisce o la riduce. La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua ad una intensità costante, non percepibile dalla persona, che viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi (uno eccitatorio, l’anodo, e uno inibitorio, il catodo). Gli elettrodi sono rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività (consentendo di attraversare le ossa craniche e raggiungere l’area cerebrale d’interesse) ed evitare possibili effetti fastidiosi causati dall’applicazione diretta di corrente.

Questa tecnica, attraverso il flusso di corrente da un elettrodo all’altro, modifica i potenziali di membrana dei neuroni permettendo di modulare l’eccitabilità della corteccia cerebrale e quindi l’attività neuronale del cervello, aumentando o diminuendo la funzionalità dell’area stimolata (producendo effetti a livello cognitivo e comportamentale) per un tempo che permane oltre la durata della stimolazione. La stimolazione anodica in particolare, depolarizza i neuroni aumentando l’eccitabilità corticale dell’area stimolata, mentre la stimolazione catodica iperpolarizza i neuroni con effetti inibitori, favorendo di fatto l’induzione di fenomeni di neuroplasticità. Se la stimolazione viene ripetuta più volte é possibile rendere tali modificazioni più stabili e durature. Generalmente viene ripetuta cinque volte alla settimana, per un massimo di venti sessioni complessive.

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In arrivo il kit di benvenuto per i nuovi nati I tuoi primi passi nel mondo. Firmato ieri mattina dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale e dalla direttrice del distretto ravennate Roberta Mazzoni, l’accordo di collaborazione con Ausl Romagna per la consegna ai neo genitori.

 I tuoi primi passi nel mondo è il “kit di benvenuto” per i bimbi e le bimbe nuovi nati del Comune di Ravenna, voluto dal sindaco Michele de Pascale che conterrà una dotazione per la lettura nei primi mesi di vita – in adesione al programma Nati per leggere – (il libro in edizione speciale Dieci dita alle mani e dieci dita ai piedini vincitore del premio nazionale “Miglior libro per bambini tra 0 e 36 mesi”, una bibliografia nazionale edita in esclusiva dai bibliotecari italiani dell’AIB, un depliant illustrativo e una serie di segnalibri suddivisi per fascia di età), agevolazioni economiche per la famiglie in servizi e prodotti per la prima infanzia  e un opuscolo informativo di tutti i servizi educativi per l’infanzia. Già dalle prossime settimane, di concerto con le associazioni di categoria, i commercianti che vorranno prendere parte al progetto, potranno manifestare la loro adesione.

“Il Comune di Ravenna – ha commentato il sindaco Michele de Pascale – desidera offrire alle famiglie un sostegno concreto per la cura e la crescita dei bimbi e le bimbe nel primo anno di vita, stando accanto ai neo genitori in questa esperienza bellissima, ma certamente impegnativa e di grande cambiamento. Per questo abbiamo pensato di offrire loro questo piccolo significativo omaggio per rendere più agevole questa entusiasmante partenza”. 

Per la distribuzione del kit di benvenuto e per tutte le attività di promozione alla lettura nei primi mesi di vita che fanno parte del progetto Nati per leggere, si è predisposto un accordo di collaborazione con Ausl Romagna – firmato questa mattina dal sindaco Michele de Pascale e dalla direttrice del distretto ravennate Roberta Mazzoni – che prevede la consegna del materiale alle famiglie nei centri vaccinali comunali al momento delle prime vaccinazioni.  Nelle prossime settimane l’Ausl invierà a tutti i neo genitori una lettera contenente le indicazioni per ritirare il kit.

Il progetto entrerà a pieno regime nel mese di luglio non appena tutte le modalità operative saranno terminate e verrà presentato con un evento sui temi dell’infanzia, della famiglia e del ruolo della lettura nello sviluppo dei bambini, che coinvolgerà le famiglie e tutti i soggetti partecipanti.  

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Aprirà i battenti di qui a pochi giorni il nuovo reparto di degenza di Neurologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, che è stato inaugurato ieri mattina: un momento molto atteso poichè il reparto era situato nella parte dell’ospedale più vecchia e in condizioni non ottimali, e al quale hanno partecipato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il direttore generale Marcello Tonini, il direttore sanitario Stefano Busetti, il primario Pietro Querzani e il direttore delle Attività tecniche di Ausl Romagna Enrico Sabatini.

L'intervento strutturale per la Neurologia, come ha spiegato Sabatini, è durato alcuni mesi, ha riguardato le opere necessarie per adeguare spazi rimasti liberi al terzo piano, realizzando le stanze di degenza e relativi servizi, oltre ad alcune modifiche nei locali guardiola e ambulatorio. Alla realizzazione laddove necessario di nuove pareti si è affiancato il rinnovo di infissi esterni ed interni, pavimenti e rivestimenti, oltre al rifacimento dell'impianto elettrico e di chiamata e alla modifica dell'impianto meccanico, antincendio e gas medicinale.

L’importo dei lavori per questo intervento, che rappresenta il completamento del progetto di realizzazione della piattaforma medica posta nel “Blocco 03”, iniziato con il trasferimento della degenza di oculistica, post acuti, otorino e nefrologia, è di circa centomila euro.

Per un ulteriore zoom sulla parte edilizia dell’ospedale di Ravenna, si può ricordare che, più a lungo termine (anni 2019 – 2020), è in corso l’iter per progetti di riqualificazione e adeguamento dei comparti operatori e rinnovo delle relative attrezzature. Si tratta di collocare tutte le attività dei blocchi operatori oggi variamente dislocati nel presidio, presso la nuova area operatoria del Dipartimento di Emergenza Accettazione (Dea), ad eccezione dell’attività operatoria dell’ostetricia che troverà posto in un ulteriore nuovo blocco operatorio da realizzarsi presso l’area Travaglio Parto recentemente realizzata. Il finanziamento complessivo ammonta a oltre 5.200.000 euro finanziati dalla Regione e da fondi nazionali.

“Dopo la costruzione del Dea stiamo continuando il miglioramento dell’intero ospedale di Ravenna e più ad ampio raggio la creazione di una vera e propria cittadella sanitaria ravennate – ha detto Sabatini -. Questo implica anche la creazione di servizi, come ad esempio l’ampliamento della dotazione di parcheggi. Avremo anche un occhio per l’ambiente, infatti di qui a pochi mesi partirà la costruzione di un impianto fotovoltaico vicino all’ospedale, per servire la struttura. Infine entro fine anno proveremo ad attivare un bando per la vendita dell’attuale sede della Direzione aziendale, in via De Gasperi, col cui ricavato contiamo di realizzare la nuova sede nel sedime ospedaliero, ma anche di liberare risorse per il miglioramento strutturale di tutto l’ospedale”.

Con l’occasione dei lavori, è stato migliorato l’assetto organizzativo, che prevede tra l’altro la presenza di 4 letti monitorati per le patologie neurologiche acute, specie l'ictus cerebrale che rappresenta circa la metà degli 850 ricoveri che si verificano ogni anno nel reparto, come ha spiegato il dottor Querzani. Ci sono inoltre 15 letti di degenza ordinaria e 4 letti dedicati alla riabilitazione estensiva. L’unità operativa offre inoltre un servizio di Neurofisiologia che svolge circa 35mila prestazioni annue su circa 8mila pazienti con uno studio specifico sull’epilessia. A livello ambulatoriale sono seguiti pazienti con epilessia (circa 500), sclerosi multipla (circa 300), disordini del movimento e malattie neuromuscolari (circa 200), Sclerosi Laterale Amiotrofica (sla). Per i circa 700 pazienti colpiti da cefalee è attivo un ambulatorio di terzo livello. “Sono felice – ha concluso il primario – perché l’area ospedaliera in cui risiedevamo ora, era quella in cui ci insediammo nel lontano 1969. E siamo contenti anche perché si è provveduto a sostituire, e in tempi rapidi, due medici che avevano lasciato il reparto”.

Il direttore sanitario Busetti è tornato a sottolineare che “la giornata di oggi è la prova che non vi è nessun intendimento di depotenziare la sanità ravennate. Anzi. E lo dimostreremo ancora attraverso il potenziamento degli organici dove necessario, a partire dalla Medicina Interna, sperando che dai concorsi in atto si riescano a trovare i professionisti necessari”.

 

Il direttore generale Tonini ha colto l’occasione per un piccolo bilancio dei suoi primi tre anni di direzione: “L’Ausl Romagna è in buona salute – ha detto -. Abbiamo da poco approvato il bilancio, che è in pareggio, e tra breve presenteremo il bilancio preventivo in cui vi sono investimenti per 75 milioni di euro, a favore di tutte le strutture della Romagna, per il loro miglioramento. Anche sul fronte del personale, abbiamo assunto, ma continueremo a farlo, ampliando la pianta organica: contiamo di ‘portare a casa’ altri 300 operatori e professionisti. Lavoreremo inoltre a migliorare ulteriormente la rete cardiologica romagnola (creando a Ravenna una cardiologia interventistica), la rete oncologica (puntiamo a creare un centro per il trapianto allogenico) e la rete dello strocke per dare più aspettativa e qualità di vita alle persone colpite da ictus. Concludo con un dato sanitario che mi sembra significativo: il 90 per cento di ricoveri fatti da romagnoli, è nelle strutture sanitarie pubbliche e private della Romagna. Vuol dire che i romagnoli hanno fiducia nei nostri ospedali e non hanno bisogno di andare a curarsi fuori. Quel 90 per cento è la percentuale più alta di tutta la Regione”.

 

Ha chiuso i lavori il sindaco de Pascale: "Inaugura oggi il nuovo reparto di Neurologia di Ravenna, uno dei reparti che in ambito romagnolo ha più rilevanza e che versava in condizioni non ottimali. Una giornata e un segnale importante poiché si risolve oggi una problematica che ci veniva posta a più riprese dagli operatori e dai pazienti. Un momento significativo per focalizzarci anche sui temi più stringenti e urgenti su cui è necessario continuare a lavorare con impegno insieme all'Ausl Romagna: la dotazione del personale, la valorizzazione e lo sviluppo delle vocazioni specifiche del nostro ospedale – l’onco-ematologia, la cardiologia e la neurologia appunto – e l’edilizia sanitaria, per completare la ristrutturazione dell’ospedale, portandovi all’interno la sede della direzione aziendale.Siamo consapevoli che il lavoro da fare rimane tanto, ma siamo anche consapevoli di offrire nel nostro ospedale servizi di alta qualità ai cittadini e che risolvendo alcune problematiche, potremmo fare ancora di più".

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Una nuova importante opportunità nella presa in carico dei pazienti pediatrici seguiti dal servizio di neurologia pediatrica presso l'Ospedale "Santa Maria delle Croci" di Ravenna, grazie ad una donazione della "Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlvese e Imolese", in collaborazione con l'associazione "Il Mosaico - Amici dei bambini malati".

Si è svolta questa mattina, presso il reparto di "Pediatria e Neonatologia" diretto dal dottor Federico Marchetti, una cerimonia di ringraziamento all'Istituto di Credito, che da diversi anni, con grande generosità, eroga contributi a sostegno dei diversi progetti che l'unità operativa ha predisposto e realizzato in collaborazione con l’Associazione. Ultimo esempio è l'acquisto di un moderno programma software per videoelettroencefalografia.

Erano presenti, in rappresentanza della "Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese", il dottor Giuseppe Benini presidente del Comitato Locale, il dottor Piero Roncuzzi membro del comitato locale ed il dottor Giorgio Bonavia capo area commerciale per la zona di Ravenna della banca; la presidente dell’Associazione "Il Mosaico-Amici dei bambini malati" dottoressa Iole Augusta Venturi con alcuni consiglieri, e, per l'Azienda USL della Romagna, il dottor Marchetti, il dottor Paolo Ricciardelli (responsabile dell’Ambulatorio di Neurologia Pediatrica), il dottor Pietro Querzani (direttore dell’unità operativa di Neurologia di Ravenna), ed il dottor Paolo Fusaroli della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la Presidente

La videoelettroencefalografia è una tecnica che permette di registrare con una telecamera connessa all’elettroencefalografo il filmato digitale del bambino con un "filmato", anche prolungato, della sua attività elettrica cerebrale al fine di  distinguere in modo preciso il rapporto fra ciò che in ogni momento accade visibilmente al soggetto in esame e ciò che avviene all’interno del cervello.  Questo permette una miglior qualità delle diagnosi di manifestazioni di tipo epilettico che, in alcuni casi, possono risultare realmente difficili.

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla "Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlvese e Imolese" rilevando che questo moderno software (già in uso, grazie anche alla collaborazione con la Neurologia) contribuisce al miglioramento dell’assistenza dei bambini quotidianamente assistiti presso l’ambulatorio epilessie del servizio di neurologia pediatrica del reparto di Pediatria.

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Nel pomeriggio di sabato 7 aprile, presso l’Unità Operativa di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, il presidente del “Leo Club Ravenna” Massimiliano Scaioli, accompagnato da alcuni soci del Club, Martina Carretta e Filippo Campeti, hanno consegnato diversi dolcetti confezionati appositamente  per i bimbi ricoverati presso il reparto.

I piccoli pazienti hanno accolto con grande entusiasmo gli omaggi a loro riservati e hanno trasmesso la loro gioia sia ai donatori sia al personale medico e infermieristico presente. Il dottor Federico Marchetti, direttore dell’Unità Operativa di Pediatria ha calorosamente ringraziato il presidente e i soci del “Leo Club Ravenna” per la generosità dimostrata, sia a nome del personale della Pediatria, sia a nome della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna.

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Si è svolta nella mattina di venerdì scorso, 30 marzo, presso la direzione sanitaria dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, la presentazione di una importante donazione a favore dell’Ausl Romagna e in particolare all’unità operativa di “Ematologia”. Erano presenti il primario, dottor Francesco Lanza e rappresentanti della famiglia che ha donato: Giuseppe Guernieri e l’avvocato Biagio Madonna.

Giuseppe Guarnieri è il cugino di Anna Guernieri, una signora deceduta nel 2013 e che nel suo testamento olografo ha deciso di donare 120mila euro alla sanità ravennate, in memoria di Mauro Boscherini, figlio della signora Anna, e deceduto a causa di una leucemia nel 1992. “E’ stato un momento molto duro per Anna  – ha raccontato il signor Giuseppe, presente anche in rappresentanza degli altri cugini della donante, assenti per motivi di salute -. Quando è morto suo figlio aveva appena 27 anni. Aveva la leucemia e si sarebbe dovuto sottoporre ad una importante terapia, ma purtroppo la sera prima della data prefissata è intervenuta una febbre fortissima dalla quale Mauro non si è più ripreso. Dopo la sua morte Anna ha subito detto che nel suo testamento avrebbe lasciato questa somma, che era destinata al suo futuro, per il reparto di Ematologia, in modo da aiutare altri pazienti, anche giovani, con la stessa patologia di suo figlio”.

“Sono stato onorato di aiutare questa famiglia nel percorso che ha portato a perfezionare la donazione – ha raccontato l’avvocato Madonna che ha seguito l’iter –, per di più Mauro faceva anche i miei stessi studi, lui e la sua famiglia li sento molto vicino”.

“La donazione – ha spiegato il dottor Lanza - consentirà di effettuare uno studio della durata di due anni su 100 pazienti affetti da leucemia acuta mieloide, che ha l’obiettivo di ottimizzare l’iter diagnostico tramite un unico test, individuare nuovi e più sensibili marcatori di malattia, personalizzare la terapia attraverso l’analisi del profilo genetico mutato ed infine arrivare ad una conoscenza più approfondita delle cause di sviluppo della leucemia acuta mieloide".

In sintesi questo approccio consentirà di:

- ottimizzare l’iter diagnostico molecolare dei pazienti ottenendo con un unico test gli stessi risultati che al momento vengono forniti utilizzando diversi e più dispendiosi test;

- correlare la presenza di alterazioni molecolari aggiuntive a quelle utilizzate attualmente a scopo diagnostico con l’espressione clinica per definire nuovi marcatori prognostici attendibili;

- personalizzare la strategia terapeutica per i pazienti con leucemia acuta mieloide;

- ottenere una conoscenza più profonda degli eventi biologici che provocano lo sviluppo della leucemia e degli eventi responsabili della recidiva.

Il progetto sarà condotto attraverso diverse fasi:

fase 1. Stoccaggio dei blasti leucemici di pazienti alla diagnosi/recidiva: le cellule verranno separate a partire da campioni di sangue midollare alla diagnosi/recidiva di malattia utilizzando una separazione per gradiente di densità

fase 2. Preparazione della “libreria” e corsa di sequenziamento: ill dna verrà estratto da blasti leucemici e saranno realizzate le “librerie” per i pazienti selezionati

fase 3. Analisi dei dati

fase 4. Correlazione con l’andamento clinico: la raccolta di dati clinici da pazienti consentirà di effettuare una correlazione con i risultati molecolari e di comprendere il ruolo delle mutazioni sui nuovi geni testati

fase 5. Correlazione con lo studio della malattia minima residua in citofluorimetria: i pazienti verranno studiati alla diagnosi, dopo la chemioterapia, prima e dopo trapianto di cellule staminali al fine di identificare la presenza di cellule leucemiche nel sangue periferico e sangue midollare al fine di correlare guarigione della malattia con i parametri biologici. 

Il progetto avrà una durata di due anni e si prevede di analizzare circa 100 pazienti con leucemia acuta mieloide.

Al fine di realizzare il programma di studio in questione si rende necessario assumere un medico specialista in Ematologia a tempo determinato per due anni, così da poter seguire lo studio, permettere l’avvio dei trapianti di midollo e seguire le attività dell’unità operativa necessarie per queste finalità (espletamento day hospital/day service chemioterapici e visite ambulatoriali). Si richiede inoltre di bandire una borsa di studio biennale per personale non medico che espleterà la parte biologica della ricerca.

Al fine di realizzare tale studio in questione si rende necessario assumere un medico specialista in Ematologia che seguirà lo studio e le varie fasi operative (espletamento day hospital/day service chemioterapici e visite ambulatoriali) cui si aggiungerà una borsa di studio.

Approfondimento clinico.

La Leucemia Acuta Mieloide è una patologia che si origina frequentemente dalla trasformazione neoplastica di una cellula che altera i meccanismi che regolano la proliferazione e la differenziazione della cellula stessa, impedendole di moltiplicarsi. Ne consegue un accumulo, primariamente nel midollo osseo e poi nel sangue e in altri organi e tessuti, di cellule tumorali che proliferano autonomamente. Per di più il 40 per cento circa dei pazienti con leucemia acuta mieloide non presenta alterazioni citogenetiche facilmente identificabili. Recentemente, la disponibilità di innovativi strumenti di ricerca (piattaforme di sequenziamento) ha però consentito di identificare in modo accurato, ampio e sensibile una varietà di alterazioni molecolari presenti in un campione di sangue. Questo è proprio l’obiettivo del progetto che consentirebbe di ottimizzare l’iter diagnostico.

La valutazione molecolare dei pazienti verrà effettuata in due diversi e importanti momenti della storia della malattia: diagnosi ed eventuale recidiva. I risultati ottenuti contribuiranno da un lato a fornire gli stessi dati diagnostico-molecolari già ottenuti al momento con metodiche tradizionali e dall’altro saranno forniti nuovi dati molecolari che, correlati all’andamento clinico dei pazienti, potranno individuare nuovi marcatori di interesse prognostico/terapeutico da utilizzare per l’ottimale trattamento terapeutico individualizzato secondo le caratteristiche genetiche del paziente e quindi indicazioni terapeutiche ben precise secondo le innovative terapie farmacologiche mirate a target molecolari definiti.

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E' stato effettuato in questi giorni, presso l'unità operativa di Ematologia dello'Ospedale di Ravenna diretta dal dottor Francesco Lanza, un trattamento che ha seguito un protocollo sperimentale di Fase I per il trattamento di un paziente con  linfoma follicolare ricaduto, che testa la combinazione di due farmaci innovativi a bersaglio target, unitamente ad un farmaco anti-oncogene di tipo bcl-2. Questo rappresenta il primo trattamento di Fase 1 nel territorio della Romagna, e vede la cooperazione di diverse figure professionali tra cui anestesista, farmacologo, farmacista ed emato-oncologo. Il Principal investigator (PI) di questo importante studio è la dottoressa Monica Tani.

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