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Ancora un gesto di vicinanza all’Azienda USL della Romagna, e in particolare all’Ospedale “Infermi” di Rimini, reparto di Ematologia. E ancora da parte del “Lions Club Rimini-Riccione Host” che già nelle scorse settimane aveva effettuato una importante donazione all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione.

Anche in questa circostanza la donazione è rappresentata da una apparecchiatura diagnostica. Si tratta, nello specifico, di tre pulsossimetri con relativi gusci protettivi, che saranno utilizzati per il monitoraggio delle condizioni generali dei pazienti dell’Ematologia, reparto diretto dalla dottoressa Patrizia Tosi. Del valore commerciale di circa mille euro, i tre apparecchi consentiranno un approccio sempre più efficace, flessibile e veloce al letto del paziente. Stamane, alla presenza del presidente del Club Cesare Frisoni, del socio Edoardo Pinto (che è anche presidente di Rimini Ail), della dottoressa Tosi e della dottoressa Catia Drudi della Direzione medica ospedaliera, il momento della consegna col simbolico taglio del nastro.

“Siamo molto grati al ‘Lions Club Rimini-Riccione Host’ per questa importante donazione – ha detto la dottoressa Tosi – che ci consente di dare risposte sempre più complete puntuali ed immediate ai nostri pazienti. Ringrazio anche l’Ail che ha collaborato operativamente all’iniziativa e che da sempre è vicina e sostiene il nostro reparto”.

“Questa donazione -  ha detto il presidente del “Lions Club Rimini-Riccione Host” – rientra nella politica di questo anno lionistico molto centrato sul tema salute. Siamo soddisfatti di contribuire, in questo modo, al benessere della nostra comunità”.

L’unità operativa di Ematologia di Rimini effettua mediamente da 80 a 120 ricoveri l’anno; segue 15-20 pazienti con leucemia acuta  e dai 25 a 35 trapianti autologhi l’anno.

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Un nuovo, importante riconoscimento per l’ospedale di Santarcangelo. Tre chirurghi senologi del Policlino “Gemelli” di Roma sono in questi giorni al “Franchini” per apprendere la metodica dell’uso del “verde indocianina” nella localizzazione del linfonodo sentinella nei tumori mammari, utilizzata dal dottor Domenico Samorani. Un’iniziativa che, al di là della soddisfazione per il riconoscimento da parte dei colleghi romani, potrebbe portare anche alla partecipazione dell’ospedale di Santarcangelo ad importanti progetti di ricerca multicentrici realizzati insieme alla struttura capitolina e ad altre.

I tre professionisti del “Gemelli” sono a Santarcangelo da questa mattina. Si tratta di tre chirurghi tra cui la dottoressa Giorgia Garganese, nuova responsabile Ginecologia oncologica del Gemelli, nell’ambito del Centro integrato di senologia del Policlinico universitario, diretto dal professor Renato Masetti, ordinario di Semeiotica chirurgica presso l’università cattolica del “Sacro Cuore” di Roma.

Non certo casuale questo riconoscimento. La metodica del verde indocianina è infatti uno degli elementi più qualificanti dell’attività diagnostica e chirurgica che si svolge presso l’Ospedale di Santarcangelo e consente una diagnostica altamente efficace, ed estremamente meno invasiva, rispetto ai metodi classici, per le donne malate.

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Una procedura innovativa e meno invasiva per intervenire sulle vie biliari e pancreatiche, in particolare per patologie oncologiche. Lo ha utilizzato l’equipe dell’unità operativa di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva di Rimini dell’Ausl Romagna (diretta dal dottor Mauro Giovanardi) nel corso di un meeting recentemente svoltosi all’Ospedale “Infermi” e tenuto dal professor Massimiliano Mutignani direttore dell’Endoscopia Digestiva ed Interventistica dell’Ospedale Ca’ Granda Niguarda di Milano, punto di riferimento nazionale e internazionale per il trattamento endoscopico della patologia biliopancreatica.

Ad assistere al meeting interdisciplinare, oltre a tanti professionisti di Rimini (chirurghi, oncologi, radiologi, radioterapisti, internisti e tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nel trattamento della patologia benigna e maligna biliopancreatica), anche il dottor Carlo Fabbri direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia di Forli-Cesena e il dottor Mario Brancaccio dell’equipe di Gastroenterologia di Ravenna (diretta dal dottor Omero Triossi), nonchè numerosi altri specialisti gastroenterologi di Forlì-Cesena e Ravenna.

Questa procedura interventistica, già in uso per altre indicazioni ma nuova per l’Endoscopia digestiva bilio-pancreatica, potrà aprire nuovi e importanti scenari per il trattamento palliativo delle neoplasie del sistema biliare e pancreatico. Si tratta della tecnica di Termoablazione con radiofrequenza effettuabile con un apposito, sofisticato dispositivo. Il dottor Marco Di Marco dell’équipe di Gastroenterologia dell’Ospedale “Infermi”, sotto la supervisione dello stesso professor Mutignani, ha dunque eseguito uno dei primi trattamenti di questo tipo, in favore di un paziente affetto da neoplasia benigna dell’ampolla di Vater (punto di confluenza del coledoco e del dotto pancreatico principale).

“L‘intervento in questione - spiega il dottor Di Marco - è stato condotto in corso di colangiopancreatografia retrograda endoscopica e ci ha permesso, grazie al calore applicato dalla sonda, di trattare definitivamente un piccola porzione di tessuto residuo del tumore benigno già in gran parte asportato in corso di ampullectomia endoscopica e cresciuto all’interno del coledoco”.

“L’alternativa – ribadisce il dottor Giovanardi - sarebbe stato un intervento chirurgico particolarmente demolitivo per il paziente e non privo di possibili, teoriche, complicanze. Aver avuto come ospite il professor Mutignani ci ha riempito d’orgoglio soprattutto perché ci consente di continuare un percorso di crescita costante intrapreso già da diversi anni dalla Gastroenterologia riminese e che oggi si inserisce in un comune percorso che le tre Gastroenterologie dell’Ausl della Romagna stanno costruendo per affermarsi come punti di riferimento di prim’ordine per i nostri cittadini”.

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E’ piccolo (di dimensioni), ma ha un valore (non solo economico) molto grande. Grazie alla vicinanza di varie associazioni, ditte, singoli cittadini, del Riminese, l’auto medica del 118 di stanza presso il Pronto Soccorso di Rimini sarà dotata di un innovativo ecografo portatile con sonda e borsa, del valore commerciale di circa 15mila euro.

L’apparecchio è un potente strumento diagnostico di estrema maneggevolezza (si tiene nel palmo di una mano): è stato infatti progettato per accompagnare gli operatori e i professionisti sanitari ovunque sia necessario, tanto al letto del paziente quanto sul campo. L’apparecchio infatti combina ottimamente eccellenti prestazioni di imaging ad alta risoluzione con ergonomia. In particolare un innovativo processo di utilizzo dei trasduttori migliora la penetrazione e la risoluzione del contrasto, ed aumenta la nitidezza della risoluzione dei dettagli senza per questo trascurare la capacità di resistenza alle cadute ed agli schizzi, potendo pertanto essere utilizzato negli ambienti più impegnativi. I dati e le immagini possono, tra l’altro, essere “esportate” tramite chiavette usb, o stampa tramite buetooth, wifi, mail, cloud e altre innovative modalità tecnologiche.

Dal punto di vista più strettamente clinico, l’ecografia è sempre più uno strumento fondamentale nella valutazione del paziente critico da parte del medico che lavora nel sistema dell’ emergenza, in quanto consente di individuare in breve tempo e nella maggior parte delle volte, la causa della criticità del paziente e di conseguenza intervenire. Le indicazioni all’utilizzo dell’ ecografo a livello extraospedaliero sono l’arresto cardiaco, il politrauma, l’insufficienza respiratoria, lo shock. Tutte patologie tempodipendenti in cui il tempo e il trattamento rapido giocano un ruolo fondamentale ai fini del miglior trattamento del  paziente.

L’utilizzo dell’ecografo nelle situazioni suddette facilita l’operato del medico del 118 in modo da supportare al meglio il paziente soccorso per strada o al proprio domicilio, inquadrandolo già dai primi minuti dell’intervento e consentendo la pianificazione della sua destinazione più adatta (ospedale non solo più vicino, ma anche più adeguato per rispondere a quella determinata urgenza/emergenza).

Tutto spiegato dalla dottoressa Tiziana Perin, direttore del Pronto soccorso di Rimini e dal dottor Marco Montanari, in una cerimonia di ringraziamento ai donatori svoltasi questa mattina in ospedale. Erano presenti rappresentanti dell’Istituto Alberghiero “Malatesta” (la dirigente Ornella Scaringi ed il professor Nicola Di Matteo) in cui gli studenti hanno realizzato e poi venduto biscotti per raccogliere fondi, la signora Patrizia Bonelli, motore dell’iniziativa (coi collaboratori Susi, Francesca, Manuela e Massimo), l’Associazione provinciale assistenza sociale invalidi per servizio (Apasis) col presidente Mario Di Spirito, anche in rappresentanza dell’Ums (Unione Mutilati per Servizio),  “Marco Simoncelli Fondazione Onlus” con Kate Fretti (Responsabile progetti World Wide); ma i ringraziamenti della Direzione Medica, rappresentata dal dottor Gianfranco Cicchetti, vanno anche a tutti coloro, anche semplici cittadini, che hanno partecipato con donazioni, tra cui in particolare Pasticceria Gardini e Raimondi, centro “I sempregiovani”, Caffè Pascucci, Compagnia teatrale “I’armidied”, i signori Fernanda Guidi e Mauro Neri.

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Buon successo di pubblico per l'iniziativa organizzata a Rimini per celebrare la XVIII Giornata Nazionale del Sollievo. Per combattere il dolore inutile, quello che può essere evitato in particolare nei luoghi di cura, e aiutare a dar voce alle tante persone che soffrono ogni giorno, è stato realizzato un evento di sensibilizzazione dove cultura e spettacolo si sono alternati in un susseguirsi di relazioni scientifiche e di canzoni gospel.

Organizzata, sotto l'egida della Regione Emilia-Romagna e dell'Ausl Romagna, dalla Direzione di Presidio di Rimini (grazie al contributo della dottoressa Cristina Andreoni) in collaborazione con il dottor Fulvio Fracassi medico anestesista da anni Responsabile del Comitato Ospedale-Territorio senza Dolore dell'ambito di Rimini, con il sostegno di alcune importanti Associazioni di Volontariato (AMICI DI ISAL, AIDO, ANT), questa iniziativa aveva come obiettivo quello di comunicare al meglio un tema di grande rilevanza sociale: il dolore e la sua cura.

L'evento ha visto coinvolti vari professionisti esperti di gestione del dolore nei vari setting assistenziali: dalla sala operatoria alla sala parto, dall’ambulatorio di terapia antalgica a quello di fisiatria, sia nel bambino che nell'adulto, ma anche nel neonato.  Sono stati presentati i risultati dei questionari sulla percezione del dolore distribuiti a tutti i pazienti ricoverati nei reparti di Medicina, Chirurgia e Hospice da cui si evidenzia che il problema dolore è ancora diffuso in queste realtà nonostante l’implementazione dei sistemi di cura per alleviarlo. Da segnalare la grande partecipazione del pubblico quando sono intervenuti i fisioterapisti che hanno proposto alcune esercitazioni pratiche di attività fisica adattata per migliorare la sintomatologia dolorosa cronica.

A garantire la riuscita dell’iniziativa anche la musica dal vivo del Coro Gospel “Terra Promessa” diretto dal dottor Marco Balestri, eclettico musicista nonché anestesista antalgologo che ha portato una fantastica atmosfera di ritmo e colore per promuovere la cultura del sollievo.

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Neanche 24 ore dopo la donazione della risonanza magnetica da parte di RivieraBanca all’Ospedale di Rimini, un altro gesto di vicinanza alla sanità riminese da parte della società civile. Si è svolta infatti stamane una sobria cerimonia di ringraziamento da parte dell’Ausl alla ditta Trevi di Rimini che tramite l’Ail di Rimini ha donato all’Ospedale sei televisori già installati ed operativi negli spazi del day hospital oncoematologico, sempre dell’Ospedale di Rimini.

Erano presenti il signor Egidio Aguti (presidente Trevi), Eduardo Pinto (presidente Ail di Rimini), Romeo Giannei (direttore medico dei presidi ospedalieri del riminese), Patrizia Tozi (Direttore dell’Ematologia) e Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia di Rimini).

Presso il day hospital vengono effettuate, ogni anno, oltre 16mila prestazioni, l’installazione di televisori nelle sale d’aspetto e nelle stanze in cui vengono effettuate le terapie, rappresenta dunque un gesto importante in un’ottica di umanizzazione delle cure e della presa in carico, come ha sottolineato il dottor Giannei: “Rendere per quanto possibile, più serena la permanenza nei nostri servizi è un obiettivo che ci poniamo – ha detto – e per questo ringraziamo Trevi e Ail per l’importante collaborazione”. Concetti rimarcati anche dalla dottoressa Tosi e dal dottor Tassinari.

Il presidente Pinto ha a sua volta evidenziato come “al di là del valore economico di questa donazione (all’incirca 1.350 euro), quel che più conta è che le attese e le cure dei pazienti e loro accompagnatori, che talvolta si prolungano anche per qualche ora, possano trascorrere in un clima migliore. Vogliamo ringraziare la Trevi nella persone del signor Aguti, al quale consegnamo una medaglia dei 50 anni dell’Ail, che ricorrono quest’anno, con la speranza che la nostra collaborazione non si fermi qui”. Un auspicio rispetto al quale il signor Aguti non si è buttato via: “Siamo felici, quando ce ne sono le possibilità, di contribuire al benessere della nostra comunità, e laddove in futuro se ne ripresentasse l’opportunità, nell’ambito di quanto per noi possibile non ci tireremo indietro”.

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A seguito di procedura selettiva il dottor Francesco Cristini è stato nominato direttore dell’Unità operativa “Malattie infettive” di Rimini e Forlì/Cesena dell’Ausl Romagna. Sostituisce il dottor Massimo Arlotti che è andato in pensione. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione con la partecipazione del dotto Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna.


Il nuovo primario.

Il dottor Cristini si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Brescia nel 1999 con una dissertazione sulla valutazione delle infezioni ospedaliere nei pazienti Hiv positivi. Si è dunque specializzato in Malattie infettive presso il medesimo ateneo nel 2003 con tesi inerente tematiche di antibioticoterapia.
Durante il periodo di frequenza, in qualità di medico in formazione specialistica presso la Clinica di Malattie Infettive di Brescia, nel 1999 ha ottenuto una borsa di studio dall’Istituto Superiore di Sanità e nel 2002 ha effettuato uno stage presso il Dipartimento di Biotecnologie cellulari ed Ematologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 2004 al 2010 il professionista ha lavorato presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ed insegnato presso la locale università. Nell’ultimo anno di lavoro ad Udine è stato principal investigator di tre importanti studi e protocolli clinici. Ha quindi lavorato al Policlinico “Sant’Orsola – Malpighi” di Bologna, fino alla nomina in Ausl Romagna. Nell’ambito dell’incarico a Bologna ha operato presso la Clinica di Malattie Infettive svolgendo anche attività di tutoraggio e docenza, e dal 2014 è stato responsabile del programma aziendale sulla “gestione delle complicanze infettive nel paziente sottoposto a trapianto e stewardship antimicrobica”, e dal 2017 è stato nominato responsabile del programma interaziendale “Percorso del paziente con patologia infettiva ad elevata complessità ed a gestione multidisciplinare”.

Sin dall’inizio della attività lavorativa in Romagna è stato nominato Professore a contratto di Malattie Infettive presso il Campus di Rimini per i corsi di Laurea in Infermieristica e Assistenza Sanitaria. A partire dal 2003 è stato relatore in più di trecento eventi scientifici e coautore di 52 pubblicazioni scientifiche.

Il reparto di Rimini.

L’unità operativa di “Malattie infettive” di Rimini a seguito dell’approvazione delle Linee d’indirizzo per il riordino ospedaliero dell’Ausl Romagna, come ribadito durante al conferenza stampa dal dottor Busetti - comprende anche il reparto di degenza di Forlì, ed il presidio ambulatoriale presso l’Ospedale di Cesena. Conta 20 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day hospital. Complessivamente i medici della unità operativa complessa sono 20 di cui 11 in servizio a Rimini; 25 gli infermieri (tra cui la coordinatrice) e 2 oss. Le principali patologie affrontate in regime di ricovero ordinario sono le infezioni dell’apparato respiratorio, delle vie urinarie, le infezioni sistemiche, le infezioni osteoarticolari e le patologie da HIV. Oltre novecento i ricoveri effettuati in degenza ordinaria a Rimini nel 2018, cui si aggiungono oltre sedicimila visite e prestazioni/consulenze per interni ed esterni (1.800 sono le consulenze per il pronto soccorso). Tutti i pazienti affetti da patologie infettive croniche o da patologie di particolare rilievo sociale vengono invece generalmente seguiti in regime di day service, garantendo loro accesso rapido, approccio proattivo sulle patologie correlate e le complicanze, continuità di cura molto forte.

 

Il reparto di Forlì e il presidio ambulatoriale di Cesena.

Il reparto di degenza ordinaria dell’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì ha una dotazione di 15 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day-hospital, coi quali vengono soddisfatte anche le esigenze di ricovero dell’ambito territoriale di Cesena. Vi operano 9 medici, 19 infermieri (compree una coordinatrice per Forlì ed una per Cesena) e 2 oss. Sempre nel 2018 a Forlì/Cesena i ricoveri sono stati oltre 400 e le visite e prestazioni/consulenze quasi novemila. Nel corso della conferenza stampa è emerso come, presso l’Ospedale di Forlì, siano stati recentemente assunti in pianta stabile 5 giovani medici e che vi sia in previsione la creazione di una struttura semplice.

Le principali, ma non esclusive, attività dell'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, sono le seguenti:

  • diagnosi, prevenzione e cura delle problematiche collegate all'infezione da HIV. E’ attualmente in via di definizione una Struttura Semplice Dipartimentale dedicata. Tale impegno si svolge essenzialmente all’interno dei presidi Ospedalieri di Forlì Cesena e Rimini, collaborando anche con Gli Istituti Penitenziari del territorio e con il Centro Medico di San Patrignano;
  • attività di consulenza intra-aziendale nelle tre sedi di Forlì Cesena e Rimini, con particolare attenzione verso la complessità infettivologica in ambito chirurgico ed intensivistico e dei pazienti immunodepressi. Settimanalmente l’equipe medica effettua anche attività di consulenza presso l’Ospedale di Riccione;
  • presso il Centro Regionale della Fibrosi Cistica di Cesena viene svolta attività ambulatoriale continuativa sul paziente adulto;
  • governo clinico delle epatopatie virali acute e croniche ed esecuzione di Fibroscan;
  • presso il presidio di Rimini attivo un Ambulatorio di infezioni sessualmente trasmesse (IST);
  • gestione della complessità clinica in ambito infettivologico di comunità e/o correlata alla assistenza, sia in regime di ospedalizzazione che ambulatoriale;
  • gestione del rischio infettivo correlato all’emporiatria, comprendente sia le patologie dei migranti, sia quelle del viaggiatore di ritorno dai tropici;
  • collaborazione con gli uffici competenti delle Direzioni Mediche di Presidio in merito alla gestione delle emergenze epidemiologiche nella comunità ed in ospedale;
  • responsabilità del programma aziendale sul rischio infettivo e stewardship antibiotica (SPIAR) a carico di un infettivologo del presidio di Rimini, che opera in sinergia con gli organismi di direzione nei diversi presidi della Azienda USL della Romagna.

A corredo di tutto ciò, nel corso della conferenza stampa il dottor Cristini ha evidenziato come “negli anni scorsi i pazienti con Hiv o Aids rappresentavano la maggior parte dei nostri ricoveri. Ora invece, grazie alle terapie, la loro presa in carico è per lo più ambulatoriale e non hanno bisogno di essere ricoverati. Anche perché la loro aspettativa di vita si è assai modificata nel corso degli anni. Adesso una persona con Hiv può pensare benissimo di accendere un mutuo o di avere dei nipotini – ha metaforizzato il professionista -. Stiamo facendo grossi passi avanti anche per la cura dell’epatite C: un progetto dell’Oms mira all’eradicazione, e ci riusciremo, ma attualmente è considerabile un male sociale. Un alto numero di ricoveri arriva anche dall’allungamento della vita media, con relative situazioni di immunodepressione. Infine siamo al lavoro su progetti per l’utilizzo appropriato degli antibiotici contrastando fenomeni di antibioticoresistenza”.

Il dottor Busetti ha colto l’occasione per rimarcare come “negli ultimi tre anni in questa Azienda sono stati nominati 55 nuovi primari (il dottor Cristini è uno di questi) e altri 20 saranno verosimilmente nominati di qui a fine anno”.

 

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Nell’ambito della programmazione dei lavori relativi all’Ospedale di Santarcangelo, lunedì prossimo 4 marzo prenderanno il via le opere per il miglioramento degli spogliatoi e dei servizi per gli operatori ospedalieri. Era infatti già previsto che la sistemazione degli spogliatoi avvenisse successivamente al trasferimento della Fisioterapia dal piano seminterrato nella sua sede definitiva, come recentemente avvenuto, poichè in quegli spazi saranno ospitati temporaneamente i quattro spogliatoi in questione, al fine di liberare le stanze che attualmente occupano, e che saranno oggetto dell’intervento di manutenzione che, nello specifico, consiste in:

  • effettuazione delle tinteggiature di tutti gli ambienti
  • intervento di rifacimento dell'intonaco con trattamento antimuffa delle pareti
  • installazione di aspiratori dove mancano
  • predisposizione di un bagno dedicato al solo uso del personale (mentre precedentemente era in uso anche alla Fisioterapia) con installazione di doccia. Sarà inoltre individuato un secondo bagno al pianterreno per disabili
  • sarà infine possibile riservare l'accesso a tale area con l'utilizzo di transponder dall'ingresso esterno, solo al personale dipendente.

Con l’occasione si fa presente che alla Direzione Medica ed alle Rsu non risultano pervenute, negli ultimi anni, segnalazioni particolari da parte del personale rispetto alla mensa in ospedale. Non era stata dunque concretizzata la predisposizione, anch’essa già prevista nel piano progettazione dell'ospedale, di una stanza in cui effettuare lo sporzionamento di pasti portati dalla cucina di Rimini. A questo punto si procederà ad una indagine conoscitiva fra i dipendenti per analizzare se l’esigenza di tale stanza di refezione è effettivamente sentita e valutare quindi se riprendere in considerazione il progetto.

Val la pena ricordare, peraltro, che non in tutte le strutture dell'Azienda USL della Romagna sono presenti mense interne e che sempre, nel rispetto di quanto stabilito dal contratto di lavoro, viene garantito il Servizio Sostitutivo di mensa mediante buoni pasto. A Santarcangelo tali buoni pasto sono utilizzabili in una ventina di esercizi convenzionati che hanno sede nei pressi dell’ospedale.

 

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Una serata per raccontare la storia dell'Ospedale di Santarcangelo. L'importante iniziativa culturale è stata realizzata dall'Associazione Santarcangiolese "Paolo Onofri" (in collaborazione con Pro Loco, Avis e Ior) e si svolgerà nella serata di sabato primo marzo, con inizio alle ore 21, presso il teatro Lavatoio (via Ruggeri, 16 a Santarcangelo). Si anticiperanno gli argomenti trattati anche in un libro, con l'intervento di tre relatori: Francesco Soldati ("L'ospedale e la nascita dell'Usl nel 1981"), Giuseppe Raco ("L'ospedale come presidio dell'Usl dagli anni '80 alla metà degli anni '90"), Giorgio Ioli, presidente dell'associazione "Paolo Onofri" ("L'ospedale dalla seconda metà degli anni '90 ad oggi"). Presenta Remo Vigorelli (tutti i dettagli nell'allegata locandina).

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E’ di dimensioni contenute, molto maneggevole, anche per essere spostato da un letto o da un paziente ad un altro. Ma allo stesso tempo ha prestazioni di altissimo livello grazie ad una tecnologia innovativa che consente di visualizzare immagini di grande qualità anche per osservazioni ecografiche “profonde”.

Sono, queste, le caratteristiche tecnologiche di “Logiq V2”, l’ecografo che l’associazione santarcangiolese “Paolo Onofri” dona all’Ospedale “Achille Franchini”. Del valore di ventimila euro, il contributo principale alla donazione è venuto dal signor Giancarlo Serafini. Stamane, alle presenza di quest’ultimo, del presidente della “Paolo Onofri” dottor Giorgio Ioli, del sindaco di Santarcangelo Alice Parma, del direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del direttore dei Presidi Ospedalieri del Riminese Romeo Giannei, del dottor Luca Morolli.

Questo ecografo integra diverse tecnologie di imaging avanzato: consente di ottenere un’alta risoluzione anche dei dettagli dei tessuti con “differenziazione” dei margini, sia in ambito addominale che ginecologico, vascolare, cardiaco, transcranico e per piccole aree. A ciò si aggiungono una grande semplicità d’utilizzo (con manuali utente apribili in tempo reale in caso di bisogno, direttamente sul video dell’apparecchio), elevata velocità di esecuzione degli esami, maneggevolezza della station di lavoro e dell’intera apparecchiatura. “Ottimamente indicato – ha approfondito il dottor Morolli – anche per la ricerca degli accessi venosi e dei cateterismi. Lo utilizzeremo in medicina naturalmente, ma all’occorrenza per tutti i pazienti che ne avranno bisogno: qui all’Ospedale di Santarcangelo siamo tutti una grande famiglia”.

Già negli anni scorsi l’associazione “Paolo Onofri” ha effettuato importanti donazioni all’Ospedale di Santarcangelo e partecipato ad altre (tra cui la Tac), e si occupa di significative iniziative culturali per la città, sempre con un occhio di riguardo alla sanità. “E di qui a breve – ha annunciato il presidente Paolo Onofri – doneremo anche una sonda per arricchire un altro ecografo che si trova nel Punto di Pronto intervento. Tutto questo grazie alla generosissima donazione di Giancarlo Serafini”.

A lui, ovviamente, anche i ringraziamenti del Direttore generale, il quale ha anche allargato il discorso all’Ospedale di Santarcangelo in generale: “Questo ospedale – ha detto il dottor Tonini – è una piccola bomboniera. Ha cioè le dimensioni giuste per dare risposte di grande qualità, anche in ambito chirurgico, e allo stesso tempo offrire servizi di prossimità alla cittadinanza per le esigenze legate alla cronicità. Credo che questo approccio, di equilibrio e rispetto delle esigenze di tutti, vada messo in campo in maniera costante, specialmente in un momento, come l’attuale, in cui la posta in gioco, e cioè il mantenimento in vita del Sistema sanitario nazionale pubblico e universalistico, è davvero alta”.

Il sindaco Parma ha sottolineato l’importanza del gesto del signor Serafini e dell’associazione, in favore della comunità santarcangiolese, e a favore dell’Ospedale così come l’importanza “di ogni singola articolazione del ‘Franchini’, di ogni suo singolo operatore che quotidianamente lavora per il bene dei pazienti. Voglio ricordare, a questo proposito, che il riconoscimento dell’Arcangelo d’Oro è stato conferito all’Ospedale di Santarcangelo nel suo insieme perché è solo con la collegialità delle azioni e col lavoro di tutti che si potranno assicurare continuità e potenziamento di questa struttura sanitaria. Gesti come quello di Giancarlo e dell’associazione ‘Paolo Onofri’ colgono perfettamente questo spirito lungimirante, che punta ad unire e a dare forza al nostro impegno”.

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