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E’ stato inaugurato ufficialmente questa mattina, ma è già operativo da alcune settimane, il nuovo acceleratore lineare della Radioterapia di Rimini. Hanno partecipato l’assessore Anna Montini in rappresentanza del Comune di Rimini, il direttore generale  e il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Marcello Tonini e Stefano Busetti, il direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Gianfranco Cicchetti, il direttore del “Fisica medica ed Ingegneria clinica” dell’Ausl Romagna Stefano Sanniti, il dottor Francesco Perini, già direttore della Radioterapia e il dottor Michele Benedetti.

Come spiegato da Sanniti e dai dottori Perini e Benedetti, il nuovo acceleratore lineare “Linac True Beam”, installato all’“Infermi”, “serve” l’intera provincia, e può sicuramente essere definito come una delle apparecchiature per radioterapia esterna più performanti presenti sul mercato: nasce per erogare trattamenti di altissima precisione e complessità (come radioterapia stereotassica e radioterapia ad intensità modulata) attraverso cui è possibile somministrare alte dosi di radiazioni in sedi anatomiche poste in stretta prossimità di tessuti sani, preservando quest’ultimi.

Le caratteristiche che maggiormente contribuiscono alla precisione del nuovo Linac sono la rapidità di erogazione del trattamento, che avviene in tempi brevissimi, e la possibilità di acquisire precise immagini dell'anatomia del paziente, sia prima che durante la seduta di terapia in maniera tale da poterne, se necessario, correggere la posizione allineando quanto è stato pianificato in fase di progettazione del trattamento con quanto viene sul momento erogato. La correzione della posizione del paziente si ottiene attraverso i movimenti del lettino di terapia robotizzato che può non solo traslare, ma anche ruotare attorno ai tre assi spaziali individuando le soluzioni più ottimali. Questo in futuro potrà consentire anche di seguire il bersaglio tumorale durante i movimenti del ciclo respiratorio per aumentare ulteriormente la precisione delle cure.

I trattamenti che elettivamente troveranno spazio sulla nuova apparecchiatura saranno:

  • stereotassici per il tumore prostatico e polmonare nonché, in una seconda fase, anche su altri distretti corporei, ad esempio epatico e pancreatico;
  • ad intensità modulata per i distretti corporei più complicati (ad esempio tumori del distretto otorinolaringoiatrico).

L’apparecchiatura è comunque caratterizzata da una versatilità tale da poter essere utilizzata anche per trattamenti più routinari.

Il nuovo acceleratore è perfettamente integrato nell’infrastruttura software del servizio e nella rete informatica interna, con sistema per l’elaborazione dei piani di trattamento, sistema per la definizione dei volumi bersaglio e degli organi a rischio. Per “accoglierlo” sono stati necessari lavori alla struttura (adeguamento pavimenti, isolamento di alcune pareti), per oltre 150mila euro, mentre la spesa complessiva per l’apparecchiatura è di oltre 2.500.000 euro.

Annualmente la Radioterapia di Rimini tratta, con radioterapia esterna, con i due acceleratori presenti all’“Infermi”, dai 650 ai 750 pazienti/anno; nel 2018 le sedute di radioterapia esterna sono state indicativamente 13.500 per un totale di circa 750 pazienti.

Presso l’unità operativa lavorano quattro medici, 12 unità di personale tecnico, 5 fisici, una infermiera ed una unità di personale amministrativo.

L’assessore Montini ha evidenziato l’importanza, per la cittadinanza del Riminese e non solo, di apparecchiature di alto livello come quella inaugurata oggi, e ha ricordato “i recenti finanziamenti regionali in virtù dei quali è stato possibile completare il Dea di Rimini e sarà possibile realizzare la Casa della Salute”.

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A seguito di procedura selettiva il dottor Marco Trebbi è stato nominato direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo - Novafeltria. E’ operativo da inizio marzo. Il professionista è stato  presentato questa mattina con una conferenza stampa cui hanno partecipato anche il direttore del presidio ospedaliero dottor Gianfranco Cicchetti ed il direttore sanitario aziendale dottor Stefano Busetti.

Dal 2009 e fino al momento della nomina, il dottor Trebbi, 45 anni, ha lavorato come dirigente medico presso la struttura complessa di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria “Policlinico di Modena”, dove ha svolto una intensa attività clinico assistenziale di tipo medico e chirurgico, partecipando a più di tremila interventi chirurgici in veste di primo operatore o aiuto.

Laureatosi con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia nel 1999, si è specializzato in Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale nel 2003, a Modena, sempre col massimo dei voti.

Autore di diverse pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, il dottor Trebbi ha partecipato e tenuto relazioni a numerosi corsi e congressi, all’estero e in Italia, in tema di patologia e chirurgia specialistica otorinolaringoiatria, dissezione chirurgica, patologia e chirurgia nasale e dei seni paranasali, fonochirurgia e oncologia del distretto cervico-facciale.

L’Unità operativa di Otorinolaringoiatria del presidio riminese afferisce al Dipartimento Testa-Collo  dell’Azienda USL della Romagna. L’attuale dotazione organica prevede 11 medici compreso il primario. Il reparto di degenza, situato a Rimini, conta 12 posti letto ordinari più 1 di day hospital.

Sono circa 1.200 l’anno i pazienti ricoverati nel reparto  con una degenza media di circa 3 giorni. Per quanto riguarda l’attività ambulatoriale, le prestazioni annuali eseguite sono circa 45mila, su più sedi, tra visite ordinarie, esami, controlli, consulenze per il Pronto soccorso, consulenze per interni e visite urgenti ad accesso diretto. Relativamente all’attività chirurgica, nei primi nove mesi di quest’anno sono stati effettuati 1.070 interventi chirurgici.

“Intendo in primo luogo ringraziare la Direzione – ha detto il professionista presentandosi – per aver integrato l’equipe con due nuovi medici, giovani e motivati. Grazie a questo, e ad alcune migliorie organizzative, stiamo incrementando il numero di interventi chirurgici e, conseguentemente, diminuendo i tempi d’attesa anche per gli interventi non gravi come ad esempio la tonsillectomie. Nei primi nove mesi del 2019, ad esempio, abbiamo già eseguito 80 interventi ai seni paranasali, 30 tiroidectomie, 30 interventi per dotti lacrimali chiusi in collaborazione con gli oculisti, 17 interventi alle corde vocali di cui 11 con laser e 6 laringectomie. Stiamo inoltre incrementando la chirurgia sulle ghiandole salivali e potenziando l’attività di Urgenza otorino in ospedale, dove l’estate scorsa abbiamo avuto fino ad un’ottantina di accessi al giorno. Abbiamo inoltre meglio strutturato il percorso del paziente con patologia otorino oncologica col meeting multiprofessionale”.

Il dottor Busetti ha evidenziato come l’arrivo del dottor Trebbi faccia parte di un lavoro di forte potenziamento dei primariati: “Dal 2016 – ha ribadito il direttore sanitario – in tutta la Romagna abbiamo effettuato selezioni per circa 70 figure di apicali, un terzo delle quali per l’ambito territoriale di Rimini. Solo per restare sull’ospedale di Rimini, nelle prossime settimane presenteremo i nuovi primari di Pronto soccorso e Neurologia e presto effettueremo i concorsi per l’Anatomia patologica ed il Servizio immunotrasfusionale”.

 

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Si è svolta venerdì scorso, all’interno della Sala Giunta di Palazzo Mancini, la conferenza stampa di presentazione dell’evento benefico “Noi ci saremo sempre!”, organizzato dall’Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Morciano - San Clemente, e della sfilata della Fanfara dei Carabinieri che prenderanno vita a Cattolica il prossimo sabato 19 Ottobre.

Alla conferenza hanno preso parte il Generale Claudio Rosignoli, Associazione Nazionale Carabinieri (Bologna), Carlo Arcaroli, Presidente Associazione Nazionale Carabinieri sezione di Morciano – San Clemente, il Dottoressa Gabriella Pelusi, Dirigente medico dell’Unità Operativa Chirurgia Pediatrica Ospedale di Rimini, la Dottoressa Elisabetta Montesi, Dirigente Responsabile Fundrising Azienda USL Romagna, e per l’Amministrazione di Cattolica il Sindaco Mariano Gennari, Assessore e Simonetta Salvetti Direttrice Teatri di Cattolica. Tra i presenti anche i rappresentanti locali delle Forze dell’Ordine, con i Comandanti Antonino Miserendino e Luca Colombari, e Simon Soprani in rappresentanza dell’Accademia Musicale della Città di Cattolica.

Nel dettaglio la Fanfara dei Carabinieri (Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze) sarà presente nella Regina già dal pomeriggio quando, a partire dalle 17.00, sfilerà per le vie cittadine partendo da Piazza I° Maggio ed, attraversando Viale Bovio e Via Mancini, si fermerà in Piazza Roosevelt per ricevere il saluto da parte dell'Amministrazione Comunale e di tutta la cittadinanza. Alle ore 21,00 si esibirà al Teatro della Regina di Cattolica in occasione dell'evento di beneficenza “Noi ci saremo sempre!”. L’appuntamento, patrocinato dall’Amministrazione Comunale, ha lo scopo di finanziare l’acquisto di un macchinario ospedaliero per il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Infermi di Rimini.

APPUNTAMENTO BENEFICO. L’evento “Noi ci saremo sempre!” è alla sua seconda edizione. La serata al Teatro della Regina verrà presentata dalla conduttrice e giornalista Cristina Tassinari. Oltre all’esibizione della Fanfara, che eseguirà dei brani anche insieme al tenore Gianluca Pasolini, si alterneranno sul palco numerosi artisti (alcuni di loro presenti in sala durante la conferenza). Parteciperanno, infatti, l’Accademia Musicale Città di Cattolica, Cara Baby Rock & Roll, Antonio Mezzancella, Tatiana, Linda D, Paki, Samuel, ed l’ospite speciale Ambra Orfei. Particolare attenzione sarà data agli effetti dell’illuminazione .

LE DICHIARAZIONI. “Da parte mia, dell’Amministrazione e in rappresentanza di tutta la cittadinanza – ha detto in apertura di conferenza il Sindaco Mariano Gennari - un sentito ringraziamento alla Fanfara dei Carabinieri per la sfilata delle alte uniformi che sfoggeranno il loro lustro nelle vie cittadine e la partecipazione all’evento benefico che si terrà la sera alle 21 al Teatro della Regina in favore dell’Oncoematologia Pediatrica dell’Infermi di Rimini. Speriamo di trovare un teatro gremito”.

“Fa estremamente piacere - ha aggiunto il Generale Claudio Rosignoli - essere qui oggi ad ascoltare la meraviglia di questo nuovo macchinario che renderà più agevolo la cura dei giovani, giovanissimi paziente. Lo spirito degli abitanti di questo comprensorio si unisce allo spirito dell’Arma dei Carabinieri. Dalle note della Fanfara verranno fuori i sentimenti di solidarietà che ci contraddistinguono”. “Il nostro è un prestare servizio nell’accezione più nobile del termine” ha aggiunto il Colonello Nevio Monaco dell’ANC di Rimini.

“Una sfilata ed un concerto speciale, momenti organizzati con onore e piacere – ha sottolineato Arcaroli - per permettere al territorio di vivere momenti diversi, in musica, attraverso la legalità rappresentata dalla Fanfara di Firenze dell'Arma dei Carabinieri. Un ringraziamento speciale a tutte le persone e tutte le aziende che hanno supportato la creazione dell’evento. Vi aspettiamo tutti a Teatro a Cattolica per aiutare chi ha bisogno”.

“Grazie a questo appuntamento – ha sottolineato la dottoressa Pelusi - riusciremo ad portare all’Ospedale di Rimini, nell’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica, una ottica endoscopica. Va considerato che siamo il centro di riferimento per tutta la Romagna, ma c’è anche l’arrivo di pazienti da varie parti d’Italia o da paesi come Albania e Croazia. Avremo quindi uno strumento di chirurgia mini-invasiva che ha il vantaggio di consentire una ripresa più rapida nel post-operatorio per i nostri pazienti dell’oncologia pediatrica. In alcuni casi sarà possibile evitare di ricorrere a Pet-Tac”.

“Una grande risposta che arriva dai territori – ha commentato la dottoressa Montesi – per il reperimento di risorse in ambito sanitario. Aspettative di vita che si allungano sempre più insieme alle aspettative di salute, siamo contenti di avere queste reti di supporto che promuovono iniziative legate alla solidarietà e che riescono a rispondere alle necessità di aggiornare tecnologie sempre più spesso. Quello Romagnolo è un territorio che mi stupisce per le forze che riesce a mettere in campo. Grazie all’aiuto di associazioni, ad esempio, sono state inaugurate case di accoglienza per i familiari dei pazienti. Siamo quindi noi che dobbiamo ringraziare voi, siamo grati all’Associazione Nazionale dei Carabinieri per questo evento che ci è stato proposto”.

In conclusione un piccolo aneddoto dell’Assessore Olivieri che ha ricordato come il nonno fosse stato il primo Maresciallo a Cattolica e “quindi vivo con emozione questa iniziativa e credo che dovremmo sentirci un po’ tutti Carabinieri nel nostro DNA per mettere in atto proprio quello spirito di servizio alla comunità che li contraddistingue. Insieme alla Fanfara, vi aspettiamo a Cattolica sabato prossimo”.

La Fanfara dei Carabinieri di Firenze. Nasce nel 1920 presso la Scuola Sottufficiali dei Carabinieri. I musicisti erano tutti allievi sottufficiali, oggi invece sono carabinieri-musicisti in servizio permanente nella Fanfara che spesso sono impiegati nel normale servizio istituzionale. Indossano l'uniforme storica dell'Arma, conosciuta come Grande Uniforme Speciale, con il tipico cappellone chiamato Lucerna, per la caratteristica forma che richiama alle antiche lampade.

La Banda Musicale dell'Arma dei Carabinieri è nota in ogni parte del mondo per la varietà del suo repertorio, per la perfezione formale delle sue esecuzioni e per il fascino che suscitano i suoi orchestrali, con le loro splendide uniformi, la magnifica compostezza, la profonda vocazione musicale. E la partecipazione del pubblico ai concerti della Banda dell'Arma rimane uno dei tanti aspetti di quella naturale simpatia che spinge il cittadino verso i Carabinieri.

INFORMAZIONI: PRESIDENTE ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI MORCIANO – SAN CLEMENTE - CARLO ARCAROLI TEL. 389.2341310

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Ancora un gesto di vicinanza all’Azienda USL della Romagna, e in particolare all’Ospedale “Infermi” di Rimini, reparto di Ematologia. E ancora da parte del “Lions Club Rimini-Riccione Host” che già nelle scorse settimane aveva effettuato una importante donazione all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione.

Anche in questa circostanza la donazione è rappresentata da una apparecchiatura diagnostica. Si tratta, nello specifico, di tre pulsossimetri con relativi gusci protettivi, che saranno utilizzati per il monitoraggio delle condizioni generali dei pazienti dell’Ematologia, reparto diretto dalla dottoressa Patrizia Tosi. Del valore commerciale di circa mille euro, i tre apparecchi consentiranno un approccio sempre più efficace, flessibile e veloce al letto del paziente. Stamane, alla presenza del presidente del Club Cesare Frisoni, del socio Edoardo Pinto (che è anche presidente di Rimini Ail), della dottoressa Tosi e della dottoressa Catia Drudi della Direzione medica ospedaliera, il momento della consegna col simbolico taglio del nastro.

“Siamo molto grati al ‘Lions Club Rimini-Riccione Host’ per questa importante donazione – ha detto la dottoressa Tosi – che ci consente di dare risposte sempre più complete puntuali ed immediate ai nostri pazienti. Ringrazio anche l’Ail che ha collaborato operativamente all’iniziativa e che da sempre è vicina e sostiene il nostro reparto”.

“Questa donazione -  ha detto il presidente del “Lions Club Rimini-Riccione Host” – rientra nella politica di questo anno lionistico molto centrato sul tema salute. Siamo soddisfatti di contribuire, in questo modo, al benessere della nostra comunità”.

L’unità operativa di Ematologia di Rimini effettua mediamente da 80 a 120 ricoveri l’anno; segue 15-20 pazienti con leucemia acuta  e dai 25 a 35 trapianti autologhi l’anno.

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Un nuovo, importante riconoscimento per l’ospedale di Santarcangelo. Tre chirurghi senologi del Policlino “Gemelli” di Roma sono in questi giorni al “Franchini” per apprendere la metodica dell’uso del “verde indocianina” nella localizzazione del linfonodo sentinella nei tumori mammari, utilizzata dal dottor Domenico Samorani. Un’iniziativa che, al di là della soddisfazione per il riconoscimento da parte dei colleghi romani, potrebbe portare anche alla partecipazione dell’ospedale di Santarcangelo ad importanti progetti di ricerca multicentrici realizzati insieme alla struttura capitolina e ad altre.

I tre professionisti del “Gemelli” sono a Santarcangelo da questa mattina. Si tratta di tre chirurghi tra cui la dottoressa Giorgia Garganese, nuova responsabile Ginecologia oncologica del Gemelli, nell’ambito del Centro integrato di senologia del Policlinico universitario, diretto dal professor Renato Masetti, ordinario di Semeiotica chirurgica presso l’università cattolica del “Sacro Cuore” di Roma.

Non certo casuale questo riconoscimento. La metodica del verde indocianina è infatti uno degli elementi più qualificanti dell’attività diagnostica e chirurgica che si svolge presso l’Ospedale di Santarcangelo e consente una diagnostica altamente efficace, ed estremamente meno invasiva, rispetto ai metodi classici, per le donne malate.

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Una procedura innovativa e meno invasiva per intervenire sulle vie biliari e pancreatiche, in particolare per patologie oncologiche. Lo ha utilizzato l’equipe dell’unità operativa di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva di Rimini dell’Ausl Romagna (diretta dal dottor Mauro Giovanardi) nel corso di un meeting recentemente svoltosi all’Ospedale “Infermi” e tenuto dal professor Massimiliano Mutignani direttore dell’Endoscopia Digestiva ed Interventistica dell’Ospedale Ca’ Granda Niguarda di Milano, punto di riferimento nazionale e internazionale per il trattamento endoscopico della patologia biliopancreatica.

Ad assistere al meeting interdisciplinare, oltre a tanti professionisti di Rimini (chirurghi, oncologi, radiologi, radioterapisti, internisti e tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nel trattamento della patologia benigna e maligna biliopancreatica), anche il dottor Carlo Fabbri direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia di Forli-Cesena e il dottor Mario Brancaccio dell’equipe di Gastroenterologia di Ravenna (diretta dal dottor Omero Triossi), nonchè numerosi altri specialisti gastroenterologi di Forlì-Cesena e Ravenna.

Questa procedura interventistica, già in uso per altre indicazioni ma nuova per l’Endoscopia digestiva bilio-pancreatica, potrà aprire nuovi e importanti scenari per il trattamento palliativo delle neoplasie del sistema biliare e pancreatico. Si tratta della tecnica di Termoablazione con radiofrequenza effettuabile con un apposito, sofisticato dispositivo. Il dottor Marco Di Marco dell’équipe di Gastroenterologia dell’Ospedale “Infermi”, sotto la supervisione dello stesso professor Mutignani, ha dunque eseguito uno dei primi trattamenti di questo tipo, in favore di un paziente affetto da neoplasia benigna dell’ampolla di Vater (punto di confluenza del coledoco e del dotto pancreatico principale).

“L‘intervento in questione - spiega il dottor Di Marco - è stato condotto in corso di colangiopancreatografia retrograda endoscopica e ci ha permesso, grazie al calore applicato dalla sonda, di trattare definitivamente un piccola porzione di tessuto residuo del tumore benigno già in gran parte asportato in corso di ampullectomia endoscopica e cresciuto all’interno del coledoco”.

“L’alternativa – ribadisce il dottor Giovanardi - sarebbe stato un intervento chirurgico particolarmente demolitivo per il paziente e non privo di possibili, teoriche, complicanze. Aver avuto come ospite il professor Mutignani ci ha riempito d’orgoglio soprattutto perché ci consente di continuare un percorso di crescita costante intrapreso già da diversi anni dalla Gastroenterologia riminese e che oggi si inserisce in un comune percorso che le tre Gastroenterologie dell’Ausl della Romagna stanno costruendo per affermarsi come punti di riferimento di prim’ordine per i nostri cittadini”.

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E’ piccolo (di dimensioni), ma ha un valore (non solo economico) molto grande. Grazie alla vicinanza di varie associazioni, ditte, singoli cittadini, del Riminese, l’auto medica del 118 di stanza presso il Pronto Soccorso di Rimini sarà dotata di un innovativo ecografo portatile con sonda e borsa, del valore commerciale di circa 15mila euro.

L’apparecchio è un potente strumento diagnostico di estrema maneggevolezza (si tiene nel palmo di una mano): è stato infatti progettato per accompagnare gli operatori e i professionisti sanitari ovunque sia necessario, tanto al letto del paziente quanto sul campo. L’apparecchio infatti combina ottimamente eccellenti prestazioni di imaging ad alta risoluzione con ergonomia. In particolare un innovativo processo di utilizzo dei trasduttori migliora la penetrazione e la risoluzione del contrasto, ed aumenta la nitidezza della risoluzione dei dettagli senza per questo trascurare la capacità di resistenza alle cadute ed agli schizzi, potendo pertanto essere utilizzato negli ambienti più impegnativi. I dati e le immagini possono, tra l’altro, essere “esportate” tramite chiavette usb, o stampa tramite buetooth, wifi, mail, cloud e altre innovative modalità tecnologiche.

Dal punto di vista più strettamente clinico, l’ecografia è sempre più uno strumento fondamentale nella valutazione del paziente critico da parte del medico che lavora nel sistema dell’ emergenza, in quanto consente di individuare in breve tempo e nella maggior parte delle volte, la causa della criticità del paziente e di conseguenza intervenire. Le indicazioni all’utilizzo dell’ ecografo a livello extraospedaliero sono l’arresto cardiaco, il politrauma, l’insufficienza respiratoria, lo shock. Tutte patologie tempodipendenti in cui il tempo e il trattamento rapido giocano un ruolo fondamentale ai fini del miglior trattamento del  paziente.

L’utilizzo dell’ecografo nelle situazioni suddette facilita l’operato del medico del 118 in modo da supportare al meglio il paziente soccorso per strada o al proprio domicilio, inquadrandolo già dai primi minuti dell’intervento e consentendo la pianificazione della sua destinazione più adatta (ospedale non solo più vicino, ma anche più adeguato per rispondere a quella determinata urgenza/emergenza).

Tutto spiegato dalla dottoressa Tiziana Perin, direttore del Pronto soccorso di Rimini e dal dottor Marco Montanari, in una cerimonia di ringraziamento ai donatori svoltasi questa mattina in ospedale. Erano presenti rappresentanti dell’Istituto Alberghiero “Malatesta” (la dirigente Ornella Scaringi ed il professor Nicola Di Matteo) in cui gli studenti hanno realizzato e poi venduto biscotti per raccogliere fondi, la signora Patrizia Bonelli, motore dell’iniziativa (coi collaboratori Susi, Francesca, Manuela e Massimo), l’Associazione provinciale assistenza sociale invalidi per servizio (Apasis) col presidente Mario Di Spirito, anche in rappresentanza dell’Ums (Unione Mutilati per Servizio),  “Marco Simoncelli Fondazione Onlus” con Kate Fretti (Responsabile progetti World Wide); ma i ringraziamenti della Direzione Medica, rappresentata dal dottor Gianfranco Cicchetti, vanno anche a tutti coloro, anche semplici cittadini, che hanno partecipato con donazioni, tra cui in particolare Pasticceria Gardini e Raimondi, centro “I sempregiovani”, Caffè Pascucci, Compagnia teatrale “I’armidied”, i signori Fernanda Guidi e Mauro Neri.

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Buon successo di pubblico per l'iniziativa organizzata a Rimini per celebrare la XVIII Giornata Nazionale del Sollievo. Per combattere il dolore inutile, quello che può essere evitato in particolare nei luoghi di cura, e aiutare a dar voce alle tante persone che soffrono ogni giorno, è stato realizzato un evento di sensibilizzazione dove cultura e spettacolo si sono alternati in un susseguirsi di relazioni scientifiche e di canzoni gospel.

Organizzata, sotto l'egida della Regione Emilia-Romagna e dell'Ausl Romagna, dalla Direzione di Presidio di Rimini (grazie al contributo della dottoressa Cristina Andreoni) in collaborazione con il dottor Fulvio Fracassi medico anestesista da anni Responsabile del Comitato Ospedale-Territorio senza Dolore dell'ambito di Rimini, con il sostegno di alcune importanti Associazioni di Volontariato (AMICI DI ISAL, AIDO, ANT), questa iniziativa aveva come obiettivo quello di comunicare al meglio un tema di grande rilevanza sociale: il dolore e la sua cura.

L'evento ha visto coinvolti vari professionisti esperti di gestione del dolore nei vari setting assistenziali: dalla sala operatoria alla sala parto, dall’ambulatorio di terapia antalgica a quello di fisiatria, sia nel bambino che nell'adulto, ma anche nel neonato.  Sono stati presentati i risultati dei questionari sulla percezione del dolore distribuiti a tutti i pazienti ricoverati nei reparti di Medicina, Chirurgia e Hospice da cui si evidenzia che il problema dolore è ancora diffuso in queste realtà nonostante l’implementazione dei sistemi di cura per alleviarlo. Da segnalare la grande partecipazione del pubblico quando sono intervenuti i fisioterapisti che hanno proposto alcune esercitazioni pratiche di attività fisica adattata per migliorare la sintomatologia dolorosa cronica.

A garantire la riuscita dell’iniziativa anche la musica dal vivo del Coro Gospel “Terra Promessa” diretto dal dottor Marco Balestri, eclettico musicista nonché anestesista antalgologo che ha portato una fantastica atmosfera di ritmo e colore per promuovere la cultura del sollievo.

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Neanche 24 ore dopo la donazione della risonanza magnetica da parte di RivieraBanca all’Ospedale di Rimini, un altro gesto di vicinanza alla sanità riminese da parte della società civile. Si è svolta infatti stamane una sobria cerimonia di ringraziamento da parte dell’Ausl alla ditta Trevi di Rimini che tramite l’Ail di Rimini ha donato all’Ospedale sei televisori già installati ed operativi negli spazi del day hospital oncoematologico, sempre dell’Ospedale di Rimini.

Erano presenti il signor Egidio Aguti (presidente Trevi), Eduardo Pinto (presidente Ail di Rimini), Romeo Giannei (direttore medico dei presidi ospedalieri del riminese), Patrizia Tozi (Direttore dell’Ematologia) e Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia di Rimini).

Presso il day hospital vengono effettuate, ogni anno, oltre 16mila prestazioni, l’installazione di televisori nelle sale d’aspetto e nelle stanze in cui vengono effettuate le terapie, rappresenta dunque un gesto importante in un’ottica di umanizzazione delle cure e della presa in carico, come ha sottolineato il dottor Giannei: “Rendere per quanto possibile, più serena la permanenza nei nostri servizi è un obiettivo che ci poniamo – ha detto – e per questo ringraziamo Trevi e Ail per l’importante collaborazione”. Concetti rimarcati anche dalla dottoressa Tosi e dal dottor Tassinari.

Il presidente Pinto ha a sua volta evidenziato come “al di là del valore economico di questa donazione (all’incirca 1.350 euro), quel che più conta è che le attese e le cure dei pazienti e loro accompagnatori, che talvolta si prolungano anche per qualche ora, possano trascorrere in un clima migliore. Vogliamo ringraziare la Trevi nella persone del signor Aguti, al quale consegnamo una medaglia dei 50 anni dell’Ail, che ricorrono quest’anno, con la speranza che la nostra collaborazione non si fermi qui”. Un auspicio rispetto al quale il signor Aguti non si è buttato via: “Siamo felici, quando ce ne sono le possibilità, di contribuire al benessere della nostra comunità, e laddove in futuro se ne ripresentasse l’opportunità, nell’ambito di quanto per noi possibile non ci tireremo indietro”.

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A seguito di procedura selettiva il dottor Francesco Cristini è stato nominato direttore dell’Unità operativa “Malattie infettive” di Rimini e Forlì/Cesena dell’Ausl Romagna. Sostituisce il dottor Massimo Arlotti che è andato in pensione. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione con la partecipazione del dotto Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna.


Il nuovo primario.

Il dottor Cristini si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Brescia nel 1999 con una dissertazione sulla valutazione delle infezioni ospedaliere nei pazienti Hiv positivi. Si è dunque specializzato in Malattie infettive presso il medesimo ateneo nel 2003 con tesi inerente tematiche di antibioticoterapia.
Durante il periodo di frequenza, in qualità di medico in formazione specialistica presso la Clinica di Malattie Infettive di Brescia, nel 1999 ha ottenuto una borsa di studio dall’Istituto Superiore di Sanità e nel 2002 ha effettuato uno stage presso il Dipartimento di Biotecnologie cellulari ed Ematologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 2004 al 2010 il professionista ha lavorato presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ed insegnato presso la locale università. Nell’ultimo anno di lavoro ad Udine è stato principal investigator di tre importanti studi e protocolli clinici. Ha quindi lavorato al Policlinico “Sant’Orsola – Malpighi” di Bologna, fino alla nomina in Ausl Romagna. Nell’ambito dell’incarico a Bologna ha operato presso la Clinica di Malattie Infettive svolgendo anche attività di tutoraggio e docenza, e dal 2014 è stato responsabile del programma aziendale sulla “gestione delle complicanze infettive nel paziente sottoposto a trapianto e stewardship antimicrobica”, e dal 2017 è stato nominato responsabile del programma interaziendale “Percorso del paziente con patologia infettiva ad elevata complessità ed a gestione multidisciplinare”.

Sin dall’inizio della attività lavorativa in Romagna è stato nominato Professore a contratto di Malattie Infettive presso il Campus di Rimini per i corsi di Laurea in Infermieristica e Assistenza Sanitaria. A partire dal 2003 è stato relatore in più di trecento eventi scientifici e coautore di 52 pubblicazioni scientifiche.

Il reparto di Rimini.

L’unità operativa di “Malattie infettive” di Rimini a seguito dell’approvazione delle Linee d’indirizzo per il riordino ospedaliero dell’Ausl Romagna, come ribadito durante al conferenza stampa dal dottor Busetti - comprende anche il reparto di degenza di Forlì, ed il presidio ambulatoriale presso l’Ospedale di Cesena. Conta 20 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day hospital. Complessivamente i medici della unità operativa complessa sono 20 di cui 11 in servizio a Rimini; 25 gli infermieri (tra cui la coordinatrice) e 2 oss. Le principali patologie affrontate in regime di ricovero ordinario sono le infezioni dell’apparato respiratorio, delle vie urinarie, le infezioni sistemiche, le infezioni osteoarticolari e le patologie da HIV. Oltre novecento i ricoveri effettuati in degenza ordinaria a Rimini nel 2018, cui si aggiungono oltre sedicimila visite e prestazioni/consulenze per interni ed esterni (1.800 sono le consulenze per il pronto soccorso). Tutti i pazienti affetti da patologie infettive croniche o da patologie di particolare rilievo sociale vengono invece generalmente seguiti in regime di day service, garantendo loro accesso rapido, approccio proattivo sulle patologie correlate e le complicanze, continuità di cura molto forte.

 

Il reparto di Forlì e il presidio ambulatoriale di Cesena.

Il reparto di degenza ordinaria dell’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì ha una dotazione di 15 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day-hospital, coi quali vengono soddisfatte anche le esigenze di ricovero dell’ambito territoriale di Cesena. Vi operano 9 medici, 19 infermieri (compree una coordinatrice per Forlì ed una per Cesena) e 2 oss. Sempre nel 2018 a Forlì/Cesena i ricoveri sono stati oltre 400 e le visite e prestazioni/consulenze quasi novemila. Nel corso della conferenza stampa è emerso come, presso l’Ospedale di Forlì, siano stati recentemente assunti in pianta stabile 5 giovani medici e che vi sia in previsione la creazione di una struttura semplice.

Le principali, ma non esclusive, attività dell'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, sono le seguenti:

  • diagnosi, prevenzione e cura delle problematiche collegate all'infezione da HIV. E’ attualmente in via di definizione una Struttura Semplice Dipartimentale dedicata. Tale impegno si svolge essenzialmente all’interno dei presidi Ospedalieri di Forlì Cesena e Rimini, collaborando anche con Gli Istituti Penitenziari del territorio e con il Centro Medico di San Patrignano;
  • attività di consulenza intra-aziendale nelle tre sedi di Forlì Cesena e Rimini, con particolare attenzione verso la complessità infettivologica in ambito chirurgico ed intensivistico e dei pazienti immunodepressi. Settimanalmente l’equipe medica effettua anche attività di consulenza presso l’Ospedale di Riccione;
  • presso il Centro Regionale della Fibrosi Cistica di Cesena viene svolta attività ambulatoriale continuativa sul paziente adulto;
  • governo clinico delle epatopatie virali acute e croniche ed esecuzione di Fibroscan;
  • presso il presidio di Rimini attivo un Ambulatorio di infezioni sessualmente trasmesse (IST);
  • gestione della complessità clinica in ambito infettivologico di comunità e/o correlata alla assistenza, sia in regime di ospedalizzazione che ambulatoriale;
  • gestione del rischio infettivo correlato all’emporiatria, comprendente sia le patologie dei migranti, sia quelle del viaggiatore di ritorno dai tropici;
  • collaborazione con gli uffici competenti delle Direzioni Mediche di Presidio in merito alla gestione delle emergenze epidemiologiche nella comunità ed in ospedale;
  • responsabilità del programma aziendale sul rischio infettivo e stewardship antibiotica (SPIAR) a carico di un infettivologo del presidio di Rimini, che opera in sinergia con gli organismi di direzione nei diversi presidi della Azienda USL della Romagna.

A corredo di tutto ciò, nel corso della conferenza stampa il dottor Cristini ha evidenziato come “negli anni scorsi i pazienti con Hiv o Aids rappresentavano la maggior parte dei nostri ricoveri. Ora invece, grazie alle terapie, la loro presa in carico è per lo più ambulatoriale e non hanno bisogno di essere ricoverati. Anche perché la loro aspettativa di vita si è assai modificata nel corso degli anni. Adesso una persona con Hiv può pensare benissimo di accendere un mutuo o di avere dei nipotini – ha metaforizzato il professionista -. Stiamo facendo grossi passi avanti anche per la cura dell’epatite C: un progetto dell’Oms mira all’eradicazione, e ci riusciremo, ma attualmente è considerabile un male sociale. Un alto numero di ricoveri arriva anche dall’allungamento della vita media, con relative situazioni di immunodepressione. Infine siamo al lavoro su progetti per l’utilizzo appropriato degli antibiotici contrastando fenomeni di antibioticoresistenza”.

Il dottor Busetti ha colto l’occasione per rimarcare come “negli ultimi tre anni in questa Azienda sono stati nominati 55 nuovi primari (il dottor Cristini è uno di questi) e altri 20 saranno verosimilmente nominati di qui a fine anno”.

 

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