Si è svolta oggi pomeriggio, all’Ospedale "Infermi" di Rimini, una sobria cerimonia di donazione di una innovativa termoculla al reparto di “Terapia Intensiva Neonatale / Neonatologia” da parte della famiglia Caldari, in memoria della piccola Teresa.

Si tratta di una termoculla ibrida che consente lo spostamento dei piccoli pazienti in condizioni di maggior sicurezza e confort.

Come spiegato dalla dottoressa Gina Ancora, direttore del reparto, "i neonati che escono prematuramente dall’utero materno hanno esigenza, per sopravvivere, di ritrovare nell’ambiente esterno simili condizioni protettive, quali calore, umidità, isolamento dai rumori e da luce eccessiva. Tutte queste condizioni sono garantite dalle termoculle. Spesso in terapia intensiva neonatale è però necessario spostare il neonato dall’ambiente protettivo della termoculla ad un lettino aperto, definito lettino chirurgico, per eseguire manovre intensive quali posizionamento di vie venose centrali, esecuzione di piccoli e grandi interventi chirurgici, prelievi sanguigni. Lo spostamento, in un neonato fragile, può causare instabiltà e peggioramento clinico. Altri spostamenti a cui i piccoli neonati sono sottoposti sono quelli dalla sala parto alla terapia intensiva neonatale o dalla terapia intensiva neonatale alla sala operatoria, in caso di necessità di intervento chirurgico.

Il  trasporto  intraospedaliero dei neonati dalla sala parto alla terapia intensiva neonatale, e da questa alle sale operatorie, può richiedere fino a sei ”spostamenti” tra isola neonatale adiacente al luogo della nascita, termoculla da trasporto, termoculla di reparto e  lettino operatorio.  In neonati instabili,  per patologia di base, peso o  prematurità, tutto ciò comporta un aumentato rischio legato a possibili inconvenienti durante il trasporto quali ad esempio estubazione accidentale, rimozione accidentale di accessi venosi vascolari, rischio di raffreddamento.

La soluzione tecnologica a tutto questo è la termoculla ibrida. Il modello donato dalla famiglia Caldari, la Dual-incu-i, essendo dotata di elevate prestazioni tecnologiche, può fungere da lettino rianimatorio in sala parto (attraverso un comando che innalza elettronicamente la campana superiore), per trasformarsi poi in incubatrice da trasporto durante il “viaggio” verso la terapia intensiva neonatale, ed infine in termoculla vera e propria o in lettino chirurgico in reparto, permettendo di eseguire interventi chirurgici al letto del piccolo paziente, senza muoverlo dalla sua postazione. Tutto questo a vantaggio dell’equilibrio e della promozione della salute neurologica dei bambini".

Nell'occasione la mamma di Teresa, la signora Giorgia Palazzo, ha detto poche ma significative parole: "Oggi sarebbe stato il compleanno di Teresa e non poteva che essere oggi la prima giornata di ‘vita’ di questa magnifica apparecchiatura. Grazie alla straordinaria generosità di tantissime persone abbiamo visto crescere questo progetto nei mesi; grazie alla disponibilità del fornitore Burke&Burke ed in particolare alla sensibilità di Darica Simoncelli che li rappresenta, siamo riusciti a realizzarlo in tempi rapidi e questo, oggi, proprio oggi, ci riempie il cuore. Il vuoto che ha lasciato Teresa non è colmabile ma sapere che il suo nome e la sua energia in qualche modo contribuiranno ad evitare a tante famiglie il nostro stesso dolore, ci aiuta a trovare un senso, concreto, a questa tragedia. Insegniamo ai nostri figli a non coltivare la rabbia ma a trasformarla in qualcosa di positivo, ad usarla per cambiare ciò che è in nostro potere cambiare. Continueremo a lavorare insieme a “La Prima Coccola Onlus” affinché da questo fantastico reparto escano sempre visi sorridenti e piccoli guerrieri sani, oltre a portare avanti altri progetti in nome di nostra figlia, nei mesi a venire.

Ringraziamo BCC di Gradara e Croce Rossa per aver aperto la prima sottoscrizione a tempo record e ringrazio, di cuore la dottoressa Gina Ancora ed il suo staff per non arrendersi mai. Ora Teresa farà ciò che la sua vita incompiuta non le ha permesso di fare, si prenderà cura dei bambini ‘piccoli piccoli’ che amava così tanto”.

 

Un sentito, autentico e particolare ringraziamento alla famiglia Caldari, e per loro tramite a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta di fondi per la donazione, è stato espresso dalla Direzione Ospedaliera e dalla Direzione Generale, tramite il dottor Romeo Giannei (direttore medico dei presidi ospedalieri del Riminese) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore del settore Acquisizione Beni e Servizi dell'Ausl Romagna), dopo i saluti delle Autorità Locali, il viceprefetto e il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, che hanno voluto rimarcare il valore del gesto e l'alto livello della Tin/Neonatologia di Rimini.

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A seguito di procedura concorsuale il dottor Alessandro Franco è stato nominato direttore dell’Unità operativa di “Geriatria” del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo - Novafeltria dell’Ausl Romagna a seguito del pensionamento del dottor Silvio Costantini. Il professionista è in servizio da inizio anno.

Cinquantaquattro anni, nato a Roma e residente a Bologna da 26 anni, il dottor Franco è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1989, il professionista ha conseguito la specializzazione in Gerontologia e Geriatria nel 1995, presso l’università degli studi di Modena. E’ stato ufficiale medico di complemento presso il battaglione Alpini Edolo di Merano; ha svolto la professione di Dirigente Medico presso la U.O. di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia dal 1996 al 2002 svolgendo in particolare attività specialistica ambulatoriale di prevenzione e trattamento dell’osteoporosi e di valutazione multidimensionale geriatrica. Dal 2002, fino alla sua nomina a Rimini, ha successivamente svolto attività di Dirigente Medico di Medicina Interna presso la Asl RM5, ospedale “Parodi Delfino” di Colleferro, ricoprendo, in particolare, le responsabilità di dirigente vicario della struttura complessa di Medicina Interna e dell’ambulatorio per la prevenzione ed il trattamento delle malattie tromboemboliche.

Il dottor Franco ha svolto attività didattica universitaria presso la Scuola Infermieri Professionali di Modena. E’ stato autore e coautore di numerose pubblicazioni scientifiche, poster e relazioni presentate in importanti congressi, aggiudicandosi anche numerosi riconoscimenti nazionali. Ha partecipato alla realizzazione di studi nazionali multicentrici nel campo dell’ictus, della fibrillazione atriale, del diabete e delle malattie infettive.

Nel triennio 2011-2013 ha conseguito il Master di II Livello in “Clinical Governance” in Medicina Interna”. Scuola di Economia e Management. Università LIUC – FADOI. E’ da oltre 20 anni socio della Società di Geriatria e Gerontologia Ospedale-Territorio (SIGOT) e della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI). Nell’ambito di quest’ultima riveste dal 2014 ad oggi l’incarico di consigliere regionale.

Nel presentarsi, affiancato dal direttore medico del presidio dottor Romeo Giannei, il professionista ha evidenziato come alla realtà ospedaliera della Geriatria si affianchi tutto il sistema delle cure territoriali, a sostegno del paziente geriatrico. “Si tratta – ha detto – di un paziente con varie patologie e contraddistinto da fragilità, per cui va preso in carico a tutto tondo, con un approccio a 360 gradi. Solitamente questi pazienti arrivano in ospedale per un fatto acuto, per la riacutizzazione di fatti cronici. Oltre a curarli è importante seguire il loro iter assistenziale anche dopo la dimissione dall’ospedale, sia esso caratterizzato da un collocamento, o rientro, in struttura di residenza, o in lungodegenza, o presso il loro domicilio, magari con assistenza domiciliare. Molto importante in questo approccio è anche il ruolo dei medici di medicina generale. E un’attenzione dovrà essere sempre più dedicata anche ai famigliari e ai caregiver”. Un approccio che contempla, ha osservato il professionista, un alto livello di collaborazione tra i professionisti ospedalieri delle varie discipline, e tra questi ed i professionisti sanitari del territorio. “E da questo punto di vista – ha aggiunto il dottor Franco – qui a Rimini ho trovato una realtà molto avanzata e sviluppata. Si lavora bene”.

Presso l’Ospedale “Infermi” l’unità operativa di geriatria dispèone di 40 posti letto di degenza (20 per uomini e 20 per donne). Il reparto comprende 9 medici e 25 infermieri professionali (compresi primario e caposala) nonchè 14 operatori socio sanitari (oss). Nel corso del 2017 sono stati effettuati oltre 1.400 ricoveri con degenza media di 11 giorni, che rappresenta un indicatore allineato alle migliori realtà cliniche. L’età media dei ricoverati si attesta tra gli 84 e gli 85 anni, con una lieve prevalenza delle donne rispetto agli uomini.

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Il sobrio momento inaugurativo che si è svolto questa mattina è relativo ai lavori effettuati nel reparto di “Medicina e Lungodegenza” dell’Ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria.

Il reparto, che conta 28 posti letto medicina interna e 13 posti letto di lungodegenza suddivisi in stanze da uno, due o tre posti letto, cui si aggiungono, come da accreditamento, i seguenti locali di servizio:

1 guardiola

1 studio medico

1 studio cordinatrice

1 saletta occupazionale

1 cucinetta

6 magazzini

2 ambulatori.

I lavori, seguiti dall’Unità Operativa “Attività Tecniche” di Rimini dell’Ausl Romagna, diretta dall’architetto Enrico Sabatini, che sono terminati (le stanze sono giù in uso) consistono, oltre che nel completo rifacimento delle finiture dei locali e dei servizi igienici, adeguati alle esigenze dei portatori di handicap, anche di interventi di messa a norma ai fini dell’antincendio, completa innovazione dell’impiantistica di sicurezza, dell’impianto elettrico, competa innovazione dei testaletto e dei sistemi di erogazione dei gas medicali, e un nuovo impianto di attivazione infermieristica, al fine di innalzare sempre di più il livello di sicurezza e confort per i pazienti ricoverati, specialmente in condizioni più critiche e per i loro famigliari.

La superficie utile interessata dall'intervento di ristrutturazione è pari a 700 metri quadrati. Il costo complessivo è pari a 350mila euro, finanziati con fondi propri dell'Ausl Romagna.

Sempre in ottica strutturale il direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria, dottor Romeo Giannei, dopo aver osservato che “noi siamo abituati ad aprire i cantieri, e poi anche a chiuderli”, ha assicurato che sono allo studio progetti per dare una sistemazione ancora più adeguata e strutturale al Punto di Primo Intervento e per ristrutturare e adeguare la Chirurgia, “argomenti sui quali ci confronteremo ad ampio raggio”.

Approccio centrato sulla condivisione molto apprezzato dall'amministrazione comunale per i suggerimenti emersi nell’ambito del percorso che si è aperto sull’ospedale di Novafeltria, e colti dalla Direzione Aziendale. Un percorso che secondo l'amminsitrazione comunale deve continuare per rendere la struttura sempre più adeguata alle esigenze della comunità dell'alta Valmarecchia.

Per quanto attiene ai dati d’attività del reparto, sono stati illustrati dal direttore dottor Lorenzo Marani, che ha colto l’occasione per ringraziare ed elogiare “tutti gli operatori che vi operano”. Nei primi 11 mesi del 2017 i ricoverati sono stati 797 (e più precisamente 678 in Medicina e 119 in Lungodegenza) per complessive 11.489 giornate di degenza, dato stabile rispetto al 2016. Gli indicatori di degenza media e di peso del drg sono a loro volta in linea con quelli della rete ospedaliera dell’Ausl Romagna. Le principali patologie seguite sono di natura cardilogica, respiratoria, gastroenterica cui si affiancano i percorsi di riabilitazione.

Presso l’unità operativa lavorano, oltre al primario 5 medici, 15 infermieri più una coordinatrice, 10 operatori socio sanitari (oss).

Sono seguiti il tradizionale taglio del nastro e benedizione da parte del cappellano ospeadliero.
                                                   

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Dopo il murales dipinto nei mesi scorsi, l’associazione “Qualcosa di Grande per i Piccoli”, di Cesena, è tornata all’Ospedale “Infermi” di Rimini per consegnare doni e regali ai piccoli ricoverati.

Nei giorni scorsi l’associazione ha infatti portato tanti giocattoli e doni nei reparti di Pediatria, compresa l’Oncoematologia pediatrica, e di Chirurgia pediatrica.

Ognuno dei piccoli pazienti che erano ricoverati hanno ricevuto un dono, e altri giocattoli sono “avanzati” e saranno tenuti per bimbi che dovranno frequentare i servizi ospedalieri in futuro.

Ma i piccini e ragazzini presenti hanno potuto godersi anche un momento di svago. Come si vede, infatti, dalle foto allegate, i membri dell’associazione cesenate hanno anche organizzato un vero e proprio “spettacolo in corsia”. Pur ponendo la massima attenzione a non interferire con l’attività clinica, hanno infatti suonato e ballato con bimbi e mamme, abbigliati da clown o mascherati in altro  modo all’insegna del buon umore.

L’associazione cesenate non è nuova a questo tipo di intervento all’ospedale di Rimini, tanto che nei mesi scorsi ha realizzato un murales per abbellire e rallegrare i muri del reparto.

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L'Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna AMRER, in collaborazione con l'Associazione Pro-Loco Verucchio, organizza sabato 16 dicembre, alle ore 16.30, a Verucchio il concerto per la Reumatologia riminese dal titolo "In ... Canto di Natale" Itinerari musicali attraverso i paesi del mondo.

L'evento vede il patrocinio di Azienda USl della Romagna e Città di Verucchio. Ingresso Libero

Info AMRER 335.6223895 - 3495800852; IAT Pro Loco: 0541 670222

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Bella serata quella organizzata dall'Associazione "La Prima Coccola", il 20 maggio scorso, all'hotel Carducci di Cattolica. Una serata grazie alla quale è stato raccolto un ulteriore contributo per l'unità operativa di "Terapia Intensiva Neonatale" dell'Ospedale "Infermi" di Rimini, per progetti legati al benessere dei piccoli pazienti ma anche delle loro famiglie. L'associazione infatti è composta di genitori di bimbi nati gravemente prematuri. Durante la serata è stata allestita, ed ha avuto molto successo, la mostra fotografica "Piccoli cosi" a cura di Magdalena Paszkowska.

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Un concerto jazz in favore dei piccoli pazienti della Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale "Infermi" di Rimini, diretta dalla dottoressa Silvana Federici. Lo organizza l'associazione "La Girandola" onlus che da anni supporta il reparto.

L'associazione è formata da genitori e amici di bimbi con malformazioni congenite, 11 volontari che operano a titolo completamente gratuito, e coadiuvata dall'intero staff dei chirurghi pediatrici e altro personale del reparto. I vari eventi promossi durante l'anno nascono dal desiderio di raccogliere fondi al fine di implementare e sostenere le attività dell'Unità Operativa. "La Girandola" ha al suo attivo la promozione di numerose attività e iniziative le cui finalità sono unicamente benefiche, con lo scopo di migliorare la vita dei bambini nati appunto con malformazioni congenite (ma non solo) ed aiutare i loro genitori che si trovano ad affrontare una così dura esperienza. E anche il ricavato di quest'evento verrà devoluto per l'acquisto di apparecchiature medicali o per altri progetti.

Appuntamento allora domenica 9 aprile, a partire dalle ore 18, presso il Teatro Novelli di Rimini, con la "Mondaino Young Orchestra", l'orchestra con i membri più giovani d'Europa, vere e proprie promesse della musica jazz. Per prenotazioni e altre informazioni: 3396291546.

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Si è svolta questa mattina, presso l’ospedale “Franchini” di Santarcangelo, una sobria cerimonia di inaugurazione di un nuovo ecografo donato al Pronto Intervento dell’Ospedale. Erano presenti il sindaco Alice Parma per un saluto istituzionale; il direttore medico del Presidio Ospedaliero di Rimini Santarcangelo Novafeltria Romeo Giannei; il responsabile della struttura semplice Pronto Intervento di Santarcangelo Gianluigi Cerchione; Giorgio Ioli, presidente dell’Associazione Santarcangiolese “Paolo Onofri”; Giorgio Pecci, Pro Loco di Santarcangelo.

L’ecografo “Mindray Z6 Color Doppler Portatile”, donato questa mattina, è un apparecchio di dimensioni compatte e peso ridotto al fine di incrementarne la mobilità per utililizzarlo ovunque e in ogni momento. Dotato di una sonda per la diagnostica addominale, è particolarmente indicato per l’utilizzo in un Pronto Intervento, mirato al raggiungimento di una diagnosi rapida, specie in orari notturni. Negli ultimi anni infatti, l’ecografo è diventato uno strumento sempre più utilizzato nell’emergenza, dapprima con l’”eco-fast”, metodica di valutazione rapida della presenza di un versamento addominale, per valutare un trauma addominale o lo stato di idratazione nello scompenso cardiaco, fino all’”e-fast”, in cui si è aggiunta la valutazione del torace alla ricerca di traumi o versamenti pleurici.

 Con i continui aggiornamenti formativi del personale e l’acquisizione di un’abilità sempre crescente, si è arrivati all’ecografia clinica integrata in emergenza: una serie di valutazioni ecografiche fatte direttamente al momento della visita del paziente, che permettono una più precisa diagnosi e in tempi inferiori rispetto alla semplice visita. Basti pensare alle volte in cui ci si trova di fronte, ad esempio, a un paziente anziano dispnoico e mal valutabile clinicamente: la disponibilità di un ecografo permette di fare diagnosi differenziale fra bronchite cronica e insufficienza cardiaca, due patologie con evidenza clinica a volte sovrapponibile ma con terapia completamente diversa. Altre patologie la cui diagnosi è più agevole con l’ausilio dell’ecografo sono la colica renale, la polmonite in fase iniziale non ancora evidente alla radiografia del torace e altro ancora. Il costo sostenuto dall’Associazione Santarcangiolese “Paolo Onofri”, presieduta dal dottor Giorgio Ioli, per la donazione, è di circa diecimila euro.

 Il Pronto Intervento dell’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo, coordinato dal dottor Gianluigi Cerchione, vede circa 22mila pazienti l’anno.

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Nel loro tempo libero scrivono e portano in scena spettacoli teatrali, frutto di laboratori che allestiscono presso il centro giovani di San Giovanni in Marignano. Spettacoli per grandi e bambini, che fanno ridere, sorridere, ma anche pensare. Una bella e meritoria attività, vocata ai giovani, quella svolta dall’associazione “Alternoteca”, sempre di San Giovanni. E che per di più è anche benefica. Il ricavato dell’ultimo spettacolo teatrale, portato in scena nei mesi scorsi da “Alternoteca”, è infatti diventato una donazione di circa 500 euro a favore dell’Ospedale "Infermi".

La simbolica consegna è avvenuta nei giorni scorsi, alla presenza dei ragazzi dell’associazione e dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Giovanni in Marignano Michela Bertuccioli.

“Siamo felici che il ricavato di questa nostra attività sia finalizzato ad un reparto che eroga cure così importanti – commenta Nicola Pagliarani, dell’associazione “Alternoteca” e regista degli spettacoli teatrali – e anche in futuro, con lo stesso entusiasmo, continueremo a cimentarci in laboratori teatrali innovativi e a dare il nostro contributo per progetti positivi a favore della cittadinanza”.

“Il Comune di San Giovanni – aggiunge l’assessore Bertuccioli – è felice di dare sostegno ad esperienze positive come ‘Alternoteca’ e Centro Giovani, e siamo convinti che questo impegno congiunto continuerà a dare, in futuro, ancora ottimi risultati”.

E in effetti i ragazzi di “Alternoteca” stanno già mettendo in scena un nuovo spettacolo per la prossima primavera. Le prove, al Centro Giovani, fervono. Tema: ma dopo il “vivranno tutti felici e contenti” cosa succede ai protagonisti delle favole? Un’idea stimolante per uno spettacolo che si annuncia da non perdere. E che magari servirà per qualche altro progetto benefico. Ma di questo – come si dice proprio in qualche favola – ne parleremo la prossima volta…

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Per un bimbo entrare in un piccolo mondo incantato, in cui alle pareti ci sono quadri e disegni del mare, è ben diverso che entrare in un freddo e bianco ambulatorio medico. E un ambiente più famigliare aiuta anche ad “accettare” meglio le cure, specialmente se qualche volta prevedono un “picco”, o sono per necessità un po’ dolorose.

In quest’ottica la Onlus cesenate “Qualcosa di Grande per i Piccoli” ha realizzato un importante lavoro di decorazione alle pareti della sala d’attesa dell’Ambulatorio di Urgenze Pediatriche dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (nell’ambito dell’unità operativa di “Pediatria” diretta dal dottor Gianluca Vergine).

Nei mesi scorsi vari artisti, membri dell’Associazione, hanno dipinto le pareti della sala d’attesa con meravigliose immagini legate all'amore dei piccoli per il mare e il suo mondo, trasformando in una fantasiosa realtà il tempo che i pazienti e le loro famiglia trascorrono aspettando la visita medica.

Lavoro che sabato 7 gennaio scorso è stato inaugurato alla presenza del responsabile della struttura semplice “Urgenze Pediatriche”, dottor Renzo Pini, e con i membri della onlus che hanno anche dato vita a una piccola festa per i bimbi che erano presenti nella struttura, portando un gruppo di simpatici aderenti travestiti da clown e con fisarmonica e tamburello.

Il dottor Pini ha fatto gli onori di casa al vivace gruppo di volontari, portando i ringraziamenti della Ausl Romagna e della Direzione Ospedaliera, con particolare riferimento al fatto che questa realtà di volontariato cesenate ha optato per portare il proprio intervento a Rimini.

L’Associazione “Qualcosa di Grande per i Piccoli”, che ha sede legale a Cesena, (info@qualcosadigrandeperipiccoli.org) ha in programma di donare ulteriori splendide pitture anche per alcune altre sale della struttura.

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