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Nell’ambito della programmazione dei lavori relativi all’Ospedale di Santarcangelo, lunedì prossimo 4 marzo prenderanno il via le opere per il miglioramento degli spogliatoi e dei servizi per gli operatori ospedalieri. Era infatti già previsto che la sistemazione degli spogliatoi avvenisse successivamente al trasferimento della Fisioterapia dal piano seminterrato nella sua sede definitiva, come recentemente avvenuto, poichè in quegli spazi saranno ospitati temporaneamente i quattro spogliatoi in questione, al fine di liberare le stanze che attualmente occupano, e che saranno oggetto dell’intervento di manutenzione che, nello specifico, consiste in:

  • effettuazione delle tinteggiature di tutti gli ambienti
  • intervento di rifacimento dell'intonaco con trattamento antimuffa delle pareti
  • installazione di aspiratori dove mancano
  • predisposizione di un bagno dedicato al solo uso del personale (mentre precedentemente era in uso anche alla Fisioterapia) con installazione di doccia. Sarà inoltre individuato un secondo bagno al pianterreno per disabili
  • sarà infine possibile riservare l'accesso a tale area con l'utilizzo di transponder dall'ingresso esterno, solo al personale dipendente.

Con l’occasione si fa presente che alla Direzione Medica ed alle Rsu non risultano pervenute, negli ultimi anni, segnalazioni particolari da parte del personale rispetto alla mensa in ospedale. Non era stata dunque concretizzata la predisposizione, anch’essa già prevista nel piano progettazione dell'ospedale, di una stanza in cui effettuare lo sporzionamento di pasti portati dalla cucina di Rimini. A questo punto si procederà ad una indagine conoscitiva fra i dipendenti per analizzare se l’esigenza di tale stanza di refezione è effettivamente sentita e valutare quindi se riprendere in considerazione il progetto.

Val la pena ricordare, peraltro, che non in tutte le strutture dell'Azienda USL della Romagna sono presenti mense interne e che sempre, nel rispetto di quanto stabilito dal contratto di lavoro, viene garantito il Servizio Sostitutivo di mensa mediante buoni pasto. A Santarcangelo tali buoni pasto sono utilizzabili in una ventina di esercizi convenzionati che hanno sede nei pressi dell’ospedale.

 

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Una serata per raccontare la storia dell'Ospedale di Santarcangelo. L'importante iniziativa culturale è stata realizzata dall'Associazione Santarcangiolese "Paolo Onofri" (in collaborazione con Pro Loco, Avis e Ior) e si svolgerà nella serata di sabato primo marzo, con inizio alle ore 21, presso il teatro Lavatoio (via Ruggeri, 16 a Santarcangelo). Si anticiperanno gli argomenti trattati anche in un libro, con l'intervento di tre relatori: Francesco Soldati ("L'ospedale e la nascita dell'Usl nel 1981"), Giuseppe Raco ("L'ospedale come presidio dell'Usl dagli anni '80 alla metà degli anni '90"), Giorgio Ioli, presidente dell'associazione "Paolo Onofri" ("L'ospedale dalla seconda metà degli anni '90 ad oggi"). Presenta Remo Vigorelli (tutti i dettagli nell'allegata locandina).

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E’ di dimensioni contenute, molto maneggevole, anche per essere spostato da un letto o da un paziente ad un altro. Ma allo stesso tempo ha prestazioni di altissimo livello grazie ad una tecnologia innovativa che consente di visualizzare immagini di grande qualità anche per osservazioni ecografiche “profonde”.

Sono, queste, le caratteristiche tecnologiche di “Logiq V2”, l’ecografo che l’associazione santarcangiolese “Paolo Onofri” dona all’Ospedale “Achille Franchini”. Del valore di ventimila euro, il contributo principale alla donazione è venuto dal signor Giancarlo Serafini. Stamane, alle presenza di quest’ultimo, del presidente della “Paolo Onofri” dottor Giorgio Ioli, del sindaco di Santarcangelo Alice Parma, del direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del direttore dei Presidi Ospedalieri del Riminese Romeo Giannei, del dottor Luca Morolli.

Questo ecografo integra diverse tecnologie di imaging avanzato: consente di ottenere un’alta risoluzione anche dei dettagli dei tessuti con “differenziazione” dei margini, sia in ambito addominale che ginecologico, vascolare, cardiaco, transcranico e per piccole aree. A ciò si aggiungono una grande semplicità d’utilizzo (con manuali utente apribili in tempo reale in caso di bisogno, direttamente sul video dell’apparecchio), elevata velocità di esecuzione degli esami, maneggevolezza della station di lavoro e dell’intera apparecchiatura. “Ottimamente indicato – ha approfondito il dottor Morolli – anche per la ricerca degli accessi venosi e dei cateterismi. Lo utilizzeremo in medicina naturalmente, ma all’occorrenza per tutti i pazienti che ne avranno bisogno: qui all’Ospedale di Santarcangelo siamo tutti una grande famiglia”.

Già negli anni scorsi l’associazione “Paolo Onofri” ha effettuato importanti donazioni all’Ospedale di Santarcangelo e partecipato ad altre (tra cui la Tac), e si occupa di significative iniziative culturali per la città, sempre con un occhio di riguardo alla sanità. “E di qui a breve – ha annunciato il presidente Paolo Onofri – doneremo anche una sonda per arricchire un altro ecografo che si trova nel Punto di Pronto intervento. Tutto questo grazie alla generosissima donazione di Giancarlo Serafini”.

A lui, ovviamente, anche i ringraziamenti del Direttore generale, il quale ha anche allargato il discorso all’Ospedale di Santarcangelo in generale: “Questo ospedale – ha detto il dottor Tonini – è una piccola bomboniera. Ha cioè le dimensioni giuste per dare risposte di grande qualità, anche in ambito chirurgico, e allo stesso tempo offrire servizi di prossimità alla cittadinanza per le esigenze legate alla cronicità. Credo che questo approccio, di equilibrio e rispetto delle esigenze di tutti, vada messo in campo in maniera costante, specialmente in un momento, come l’attuale, in cui la posta in gioco, e cioè il mantenimento in vita del Sistema sanitario nazionale pubblico e universalistico, è davvero alta”.

Il sindaco Parma ha sottolineato l’importanza del gesto del signor Serafini e dell’associazione, in favore della comunità santarcangiolese, e a favore dell’Ospedale così come l’importanza “di ogni singola articolazione del ‘Franchini’, di ogni suo singolo operatore che quotidianamente lavora per il bene dei pazienti. Voglio ricordare, a questo proposito, che il riconoscimento dell’Arcangelo d’Oro è stato conferito all’Ospedale di Santarcangelo nel suo insieme perché è solo con la collegialità delle azioni e col lavoro di tutti che si potranno assicurare continuità e potenziamento di questa struttura sanitaria. Gesti come quello di Giancarlo e dell’associazione ‘Paolo Onofri’ colgono perfettamente questo spirito lungimirante, che punta ad unire e a dare forza al nostro impegno”.

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Si è svolto, nel pomeriggio odierno, un incontro con gli operatori dell’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo per presentare il progetto di ristrutturazione che riguarda la Chirurgia Generale-Senologica e gli spazi da destinare all’”Ospedale di Comunità” (Osco).

Dal confronto sono emerse utili osservazioni che permetteranno ulteriori miglioramenti tecnici.

Questa Direzione esce pertanto rafforzata nel convincimento che il progetto, non solo non comporta alcun depotenziamento, ma viceversa migliora la qualità delle attività chirurgiche e risponde ai fabbisogni che la comunità Santarcangiolese, e non solo, esprime relativamente alle esigenze dei malati cronici.

La Direzione Aziendale, come sempre, rimane, verso chiunque, disponibile al confronto.

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Ha avuto grande successo anche quest’anno il concorso fotografico “La vita in  una foto”, organizzato dal reparto di “Terapia antalgica e Cure palliative – Hospice” dell’Ospedale “Infermi” di Rimini diretto dal dottor Davide Tassinari, e dedicato ai dipendenti aziendali e dell’Irccs – I.R.S.T. di Meldola. Il titolo, “La vita in una foto”, rappresenta anche il tema sul quale inviare foto a concorso, e anche quest’anno ne sono arrivate 16, a riprova di come ormai questo evento rappresenti una piccola tradizione per l’Ausl Romagna.

Tutte le fotografie pervenute saranno, anche quest’anno, pubblicate in un apposito calendario, che il reparto sta donando a pazienti e colleghi, dell’intera Ausl Romagna e dell’Irst. L’iniziativa è mirata alle politiche di umanizzazione ed accoglienza ospedaliera, e si è conclusa con una cerimonia di premiazione che si è svolta nei giorni scorsi.

Tre le foto che sono state premiate da una apposita commissione aziendale, e che dunque (questo è l’unico premio) oltre ad andare a far parte del calendario saranno anche incorniciate ed affisse nei locali del reparto.

La prima classificata è la foto di Teresa Pruccoli dal titolo “La forza della vita”. Teresa Pruccoli è un' operatrice socio sanitaria (Oss) che lavora presso la “Terapia antalgica e Cure palliative – Hospice” dell'Ospedale Infermi di Rimini.  La foto è stata scattata dal figlio durante il viaggio di nozze in California. Teresa racconta che ha scelto la foto in quanto rappresentativa della vita: “Le radici che non riescono a penetrare le rocce si elevano all'esterno, la vita va amata anche con le sue difficoltà”.

Quindi la foto “L’innocenza di un mondo lontano”, presentata da Valentina Bonazzoli, infermiera presso il Punto di Primo Intervento dell'Ospedale Cervesi di Cattolica. Anche la sua foto è stata scattata durante un viaggio in cui, camminando in un villaggio, il suo sguardo  è stato attirato da una bimba che dormiva pacificamente, circondata da polli, conigli e dal chiacchericcio delle persone intorno a lei. Quasi a richiamare esattamente l'innocenza di un mondo lontano.

Infine, terzo gradino del simbolico podio, per Giancarla Giacomoni, con la foto intitolata “Porta d'Europa a Lampedusa, quando la speranza è l'ultima a morire”. Giancarla Giacomoni è una Oss che lavora anch’essa per la  “Terapia antalgica e Cure palliative – Hospice” dell’Infermi di Rimini. La foto rappresenta la Porta di Lampedusa realizzata da Mimmo Paladino, che rende omaggio ai migranti che dalle loro terre approdano sulle coste dell''isola dopo lunghi viaggi disperati.

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Presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini è presente, dal 2000, un sistema di risonanza magnetica del tipo total body ad alto campo con magnete superconduttore: si tratta di un’apparecchiatura all’avanguardia, soprattutto per quel periodo, e in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un un unico momento. Il sistema lavora 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a 12.000. L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero.

L’apparecchio situato presso l’“Infermi” è dunque lo strumento di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini e fornisce un imprescindibile mezzo di diagnosi. Il sistema è stato oggetto di importanti aggiornamenti negli anni, tuttavia l'evoluzione tecnologica a cui oggi si è giunti rende meno conveniente aggiornarlo ulteriormente.

E’ diventata dunque forte, anche alla luce di una forte crescita del numero di risonanze richieste, la necessità di rinnovare la tecnologia adeguandola all’attuale stato dell’arte e potenziandola.

In particolare è fortemente sentita la necessità di migliorare la dotazione tecnologica per far fronte alle richieste che provengono da discipline per le quali la Risonanza Magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

▪  Cardiologia;

▪  Urologia (esame multiparametrico della Prostata);

▪  Neuroradiologia;

▪  Chirurgia Vascolare.

Queste necessità sono state inquadrate anche in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa della BCC di Gradara che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità verso le esigenze della comunità, rendendosi disponibile a donare un nuovo sistema di Risonanza Magnetica di alta fascia.

Si tratta di un sistema di Risonanza Magnetica per Immagini di tipo total body e ad alto campo di ultima generazione, configurato nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Il valore di tale sistema raggiunge la cifra di un milione di euro e arriverà all’”Infermi” nelle prossime settimane; sono intanto in fase di completamento i lavori di preparazione dei locali per poterlo accogliere. Ieri la firma degli atti notarili di donazione.

Dichiarazione del direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini: “In queste circostanze, specialmente quando si tratta della BCC di Gradara, che tantissimo ha fatto per l’Ausl e per i cittadini della provincia di Rimini, si corre il rischio di ripetersi. Perciò ai ringraziamenti, doverosi e autentici, alla banca e al suo presidente Fausto Caldari, voglio affiancare un forte l’impegno, nostro  e dei nostri operatori, a dare il massimo, ogni giorno, per utilizzare al meglio questa tecnologia che generosamente ci è stata messa a disposizione. E’ molto importante, soprattutto in questo momento storico, che le Istituzioni, la Società Civile, il mondo delle associazioni, i cittadini, stiano uniti per la crescita e il mantenimento degli alti livelli qualitativi della nostra comunità. La Banca di Gradara da questo punto di vista rappresenta, e non da oggi, un esempio”.

Dichiarazione del presidente della BCC di Gradara Fausto Caldari: “La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse. Una persona che è in salute opera, lavora, si impegna ogni giorno, per la promozione e la crescita di questa società. Con l’Ausl, con la quale abbiamo un rapporto speciale, da ormai dieci anni è stato intrapreso un programma di donazioni di macchinari, destinati agli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica, che contribuiscono allo sviluppo del territorio, partendo proprio dal sostegno alla salute. Oggi abbiamo formalizzato la donazione di una risonanza magnetica, del valore di 750.000 euro che, nella prossima primavera, verrà inaugurata presso l'Ospedale di Rimini. Un aiuto concreto per migliorare la qualità della salute, a beneficio di tutta la comunità. Si tratterà della prima azione sociale della futura Riviera Banca”.

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Solitamente per il proprio compleanno si ricevono regali. Ma c’è anche chi, invece, li fa… E’ il caso della compagnia dialettale di Riccione “Quei dal Funtanele”, che in occasione dei propri trent’anni d’attività ha deciso di fare una importante e generosa donazione al Servizio di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (Unità operativa di Pediatria). Sono cinque anni, infatti, che la compagnia sta mettendo da parte il ricavato dei vari spettacoli, e così è arrivata alla somma di diecimila euro, coi quali ha donato un innovativo ecografo al servizio.

Stamane, in reparto, una sobria cerimonia di inaugurazione dell’apparecchiatura, del valore di diecimila euro, alla presenza della Compagnia, dell’Associazione Arop (che ha fatto da tramite per i contatti), della Direzione Aziendale nella persona della dottoressa Marzia Giovagnoli, del primario della Pediatria dottor Gianluca Vergine e della dottoressa Roberta Pericoli, direttore del Servizio di Oncoematologia Pediatrica.

Le donazioni della compagnia riccionese non sono una novità, come ricordato dagli attori stessi. “Nel 2013, in occasione del nostro quarto di secolo di attività, donammo quattro monitor multiparametrici all’Ospedale di Riccione, e cinque anni ancora prima, 2008, organizzammo la donazione di tre letti di degenza sempre al ‘Ceccarini’ . La nostra compagnia nasce nel 1988, quando abbiamo fatto una prima rappresentazione dialettale per una festa di Carnevale. Di lì l’idea di farlo diventare un hobby, e quindi una modalità per aiutare il prossimo, attraverso commedie, rigorosamente dialettali, dei principali autori e registi del territorio. L’idea di aiutare l’Oncoematologia pediatrica è stata l’idea di uno di noi che è scoccata come una scintilla, e che abbiamo condiviso tutti con entusiasmo. E siccome non siamo stanchi, e facciamo donazioni ogni cinque anni – ha concluso la Compagnia – se tra cinque anni avrete bisogno, ci saremo ancora”.

Sempre vicina al Servizio, l’Arop ha svolto in questo caso un importante opera di facilitazione e contatto “grazie alla quale il Servizio si può giovare di apparecchi sempre all’avanguardia”.

Alla compagnia “Quei dal Funtanele”, un sentito ringraziamento da parte della dottoressa Giovagnoli e, ovviamente, dei dottori Vergine e Pericoli, i quali hanno anche illustrato le caratteristiche salienti dell'apparecchiatura donata: “Si tratta di un ecografo di grandi prestazioni sebbene di dimensioni contenute. E proprio queste dimensioni ne consentono un utilizzo anche al letto dei piccoli pazienti. Sarà utilizzato per l’Oncoematologia pediatrica ma, al bisogno, ne potranno usufruire anche altri pazienti pediatrici: abbiamo 23 posti letto – ha concluso il primario – e spessissimo sono tutti pieni”.

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Si è svolta questa mattina, nel reparto di Pediatria dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, una cerimonia di inaugurazione del progetto “Gocce di Blu”, ulteriore passo avanti per l’umanizzazione del reparto e l’accoglienza dei piccoli pazienti. Al piccolo evento erano presenti l’assessore del Comune di Rimini Mattia Morolli, Laura Moretti (Presidente dell’associazione “La Bottega Culturale”), Sonia Fabbrocino (arteterapeuta Collettivo Arteda), una lettrice volontaria e il direttore dell’Unità operativa di Pediatria dottor Gianluca Vergine.

Il progetto. Laboratori creativi, letture speciali, kit gioco, esposizione di un libro-quadro: sono questi gli ingredienti principali di "Gocce di Blu", serie di attività e allestimento di un percorso espositivo per i piccoli pazienti del reparto Pediatria dell'Ospedale Infermi di Rimini, che inaugura venerdì 7 dicembre, alle ore 10.30, e prosegue poi sino alla fine di gennaio 2019.

"Gocce di Blu" fa parte del progetto 'EduCarte - Sentieri di lettura e arte condivisa', ideato dall'associazione La Bottega Culturale e sostenuto economicamente dai Piani di Zona del Comune di Rimini. "Gocce di Blu è un’azione speciale del progetto - spiega Laura Moretti, presidente dell'associazione La Bottega Culturale - Lo scopo é promuovere i benefici apportati dall’arte in situazioni fragili, nello specifico durante la degenza in ospedale, indirizzandosi al target infanzia e famiglia, aiutando a superare il sentimento di isolamento e di esclusione a cui i bambini sono esposti durante la degenza".

"Gocce di Blu" prende spunto dal tema principale elaborato dalla mostra “Blu blu blu”, a cura di Immaginante, ospitata dal 19 ottobre all’11 novembre al Museo della Città di Rimini, mediante nuove ispirazioni e una impostazione personalizzata agli spazi ospedalieri. Nel suo complesso, dunque, è un proseguimento della precedente mostra con rivisitazioni e un’interpretazione nuova a cura di un’esperta di arteterapia. Al progetto hanno collaborato anche Centro per le Famiglie e Collettivo Arteda.

Esposizione libro-quadro, poi laboratori, letture e kit gioco

Il progetto libro-quadro è dedicato al colore blu del mare e del cielo nelle sue sfumature, percezioni psico-fisiche, emozioni, simboli e metafore. Il percorso espositivo rintraccia il blu nell’arte contemporanea attraverso alcune opere di grandi artisti per giocare al racconto delle emozioni.

Le suggestioni cromatiche e iconografiche dei quadri diventano luogo e spazio emozionali, raccontano mondi dentro cui si muovono i personaggi che insieme costruiscono le relazioni.

La parte narrativa, invece, è ispirata al libro “I due amici” di Paz Rodero e Wilkon Josef.

Il percorso espositivo è formato da quattordici tavole, esposte nello spazio dedicato alle attività ricreative del reparto di Pediatria. Le tavole delle illustrazioni – i cosiddetti libri-quadro - avranno una triplice funzione: la prima espositiva, la seconda ri-creativa e la terza narrativa.

Nelle prossime settimane, sino al termine di gennaio, varie attività saranno dedicate ai piccoli pazienti all'Ospedale Infermi di Rimini:

- tre attività laboratoriali dedicate ai bambini degenti, a cura di Sonia Fabbrocino (arteterapeuta del Collettivo Arteda), i quali saranno coinvolti in piccoli gruppi guidati da un’esperta di arte-terapia, per realizzare dei componimenti artistici ispirati all’esposizione. Ogni bambino avrà la possibilità di “giocare” e di sperimentare con materiali differenti, in prevalenza carta e plastica, per immergersi in creazioni artistiche e dare forma alle emozioni attraverso una vera e propria esperienza sensoriale;

- quattro letture speciali a cura dei Magnifici Lettori del Centro per le Famiglie di Rimini, mediante i libri-quadro che assumono la funzione scenografica, ma anche interattiva, attraverso l’inserimento di personaggi animati direttamente dai lettori;

- un kit gioco che include attività creative ispirate al tema del colore blu, in sinergia con la mostra laboratorio “Blu blu blu” e “Gocce di blu”, a cura di Laura Moretti (La Bottega Culturale).

Il dottor Vergine ha ringraziato tutti i soggetti che partecipano al progetto (Comune, Centro per le Famiglie di Rimini, lettori volontari…), evidenziando che “si tratta di un progetto che educa alle emozioni, ed è dunque molto indicato nell’ottica dei progetti di umanizzazione e integrazione socio sanitaria che si stanno portando avanti per tutti i reparti, ma in particolare per il nostro visto che i nostri pazienti sono dei bimbi”.

L’assessore Morolli ha commentato che “grazie a questo progetto si cerca di portare un sorriso in un luogo in cui normalmente si viene per curarsi, ma quando si sta male. A me è capitato, due volte, da bambino, di passare il Natale in ospedale, e capisco dunque bene l’importanza di un momento di ‘sollievo’ per i pazienti. Questo è un progetto importante e dimostra che quando lavoriamo insieme in sinergia otteniamo buoni risultati. Rimini, la Rimini vera, non è solo sui manifesti, ma anche dove la gente sta male”.

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Sono stati inaugurati ieri mattina, all’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo, i locali completamente ristrutturati del servizio di “Medicina Riabilitativa”, diretta dal dottor Riccardo Galassi, per rendere un servizio sempre più efficace e sempre più di prossimità ai pazienti, soprattutto quelli del territorio di Santarcangelo di Romagna e dei comuni vicini.

Al “Franchini” sono operativi tre ambulatori fisiatrici settimanali presso i quali vengono effettuate:

  • Visite fisiatriche prioritarie;
  • Visite fisiatriche a prenotazione tramite Cup;
  • Controlli;
  • Collaudi di ausili;
  • Consulenze ai reparti di degenza.

Presso il servizio operano sei fisioterapisti che svolgono le seguenti mansioni:

  • Trattamenti riabilitativi rivolti ai pazienti degenti;
  • Trattamenti riabilitativi ambulatoriali;
  • Consulenza prechirurgica rivolta alle donne ricoverate presso la Senologia;
  • Gestione del gruppo settimanale aperto delle donne di chirurgia della mammella;
  • Trattamento del linfedema.

La struttura di Santarcangelo si innesta nella rete riabilitativa dell’ambito di Rimini dell’Ausl Romagna che eroga prestazioni anche negli altri quattro ospedali (Novafeltria, Riccione, Rimini e Cattolica) e in altre strutture. Una rete che permette la presa in carico della persona con disabilità senza discontinuità nel percorso a partire dall’evento acuto al rientro nel proprio contesto sociale, famigliare e lavorativo.

L’unità operativa contempla 10 medici fisiatri (compreso il dottor Galassi), 43 fisioterapisti di cui 2 coordinatori, 1 logopedista, 3 operatori amministrativi. Le prestazioni riabilitative erogate ed i ricoveri, a livello romagnolo superano le 150mila l’anno.

Dal punto di vista strutturale, i lavori, del valore di 165mila euro, e della durata complessiva di circa sei mesi, sono consistiti nella completa innovazione dell’impiantistica di sicurezza e adeguamento antincendio, nonché, ovviamente, nell’organizzazione degli spazi per portare alla strutturazione funzionale attuale. Sono stati seguiti dall’Unità operativa “Attività tecniche” diretta dall’architetto Enrico Sabatini.

Il Direttore generale dell’Ausl Romagna, dottor Marcello Tonini, ha esordito, nel suo breve intervento, evidenziando che “quella dell’ospedale di Santarcangelo è una realtà ormai consolidata e con un suo ruolo specifico all’interno della rete ospedaliera dell’Ausl Romagna. Cosa che, alcuni anni fa, era tutt’altro che scontata. Sono state giuste dunque le scelte fatte in passato: quella di definire una precisa vocazione chirurgica e quella di creare una filiera di servizi - la Medicina e Lungodegenza, Post Acuti, Pronto intervento, Poliambulatori e Casa della Salute, punto dialisi, gli spazi in convenzione con Luce sul Mare, cui si aggiunge ora anche la Riabilitazione – mirati alla presa in carico in particolare delle disabilità e dei pazienti con patologie croniche. Una vocazione ampia che va mantenuta, e rispetto alla quale sono indirizzati anche gli investimenti dei prossimi anni. Il Servizio Sanitario Nazionale, e ogni operatore al suo interno, ha l’obbligo e il dovere morale di curare le persone, tutte le persone, con pari dignità, nel senso più alto del termine”.

“Siamo felici della prosecuzione di lavori di riqualificazione che si stanno portando avanti presso le strutture dell’ospedale Franchini – afferma il sindaco di Santarcangelo Alice Parma – e del percorso di valorizzazione delle sue direttrici fondamentali: la chirurgia e i servizi alla persona”. “Il Franchini è un bene di tutta la comunità: è quindi importante continuare a lavorare insieme per un ospedale per tutti e di tutti”.

 

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Se ottobre è stato definito “mese rosa” per sensibilizzare le donne alla prevenzione del tumore alla mammella, NOVEMBRE è stato ribattezzato il “mese azzurro” dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori maschili. La prima grande campagna nazionale di sensibilizzazione e informazione sul tumore alla prostata (https://www.novembreazzurro.it/it/novembre-azzurro/1-105-1-) è promossa da EUROPA UOMO ITALIA ONLUS. L’associazione fa parte del Forum italiano di Europa Uomo Europa (movimento nato in Belgio, ad Anversa, nel 2003, a cui aderiscono 24 Paesi) e opera per la salute e il benessere maschile attraverso l’informazione e il supporto ai malati.

Il tumore della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. Soprattutto quando si interviene in tempo, il rischio che la malattia abbia un esito nefasto non è particolarmente elevato. Ma l’esordio è insidioso, spesso asintomatico; di frequente viene diagnosticato o in seguito a visita urologica con esplorazione rettale o in caso di PSA aumentato riscontrato con l’esame del sangue.

L’età è uno dei principali fattori di rischio: la possibilità di ammalarsi, scarsa fino ai 40 anni, aumenta sensibilmente dopo i 50 anni ma circa due tumori su tre vengono diagnosticati in persone con più di 65 anni. Di qui l’impegno di Europa Uomo che si rivolge soprattutto agli over 50 anni per accrescere consapevolezza e attenzione alla propria salute, promuovere stili di vita sani e buone abitudini, come i controlli periodici. In questo, le donne - che da tempo hanno capito l’importanza degli esami preventivi - in qualità di compagne, mogli, figlie, possono essere preziose alleate per la salute maschile.

Europa Uomo Rimini è nata nel maggio 2018 e il responsabile è il sig. Roberto Tilio. Il ruolo di questa figura è quello di sottolineare l’importanza della prevenzione e promuovere iniziative in sinergia con le strutture sanitarie e non solo. La prima manifestazione in tal senso si tiene Sabato 17 novembre con

”FACCIAMO UN CONTROLLO? GIORNATA DI PREVENZIONE DEI TUMORI ALLA PROSTATA”.

Dalle 9 alle 13 gli uomini sopra i 50 anni potranno sottoporsi a visite completamente gratuite, a cura dei medici Urologi dell’Ospedale di Rimini. La grande disponibilità del direttore dott. Francesco Montanari e dello staff dell’U.O. di Urologia rendono possibile questa iniziativa che diventerà annuale. Appuntamento dunque per Sabato 17 novembre, dalle ore 9 alle 13, presso gli ambulatori dell’U.O. di Urologia dell’Ospedale Infermi, scala B, 2° piano. Non occorre la prenotazione.

“Da 15 anni – dichiara il Delegato provinciale dell’Associazione “Europa Uomo” per Rimini Roberto Tilio – Europa Uomo ha come scopo principale quello di promuovere la prevenzione del tumore alla prostata e, per la prima volta organizziamo a Rimini questa iniziativa che vuole sensibilizzare e offrire una opportunità alla popolazione maschile più restia ad affrontare queste tematiche delicate ma importanti”.

“La Diagnosi precoce – precisa il Direttore dell’Unità operativa di Urologia di Rimini Francesco Montanari – è importante perché consente di intervenire sulla malattia nella sua fase precoce con trattamenti che possono portare alla guarigione nella maggior parte dei casi”. Sarebbe una buona pratica quella di eseguire almeno una visita urologica intorno ai 50 anni di età.

“Ringrazio – afferma il Direttore medico dei Presidi Ospedalieri del Riminese Romeo Giannei – la Sezione Riminese Europa Uomo Italia Onlus per questa preziosa collaborazione  che va a rafforzare ulteriormente il nostro impegno nella prevenzione e nella cura dei tumori alla prostata” .

Al sito https://www.europauomo.it/ si possono trovare tutte le informazioni su Europa Uomo, comprese le attività, articoli, suggerimenti utili. È possibile anche associarsi gratuitamente (è comunque utile una donazione anche minima per sostenere l’associazione) e si riceverà a casa la rivista annuale e le attività in programma.

È anche attivo il NUMERO VERDE (da rete fissa) 800.869.960 oppure Tel. 02.58.32.07.73

Fare prevenzione è fondamentale e bisogna lavorare affinché gli uomini, specie di una certa età, dedichino la dovuta attenzione alla propria salute senza preconcetti o falsi pudori che non sono più giustificabili. Per il prossimo anno sono previste ulteriori iniziative sia in campo preventivo, sia rivolte a chi ha già avuto diagnosi di tumore alla prostata

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