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Ma come stanno di salute i romagnoli? Elementi significativi in tal senso sono contenuti nel nuovo "Profilo di Salute della Romagna", elaborato dalla unità operativa di "Epidemiologia e comunicazione" del Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl Romagna, pubblicato su questo sito e inviato alle Istituzioni romagnole. La pubblicazione, raccoglie e analizza importanti dati e informazioni, per fornire indicazioni sulle condizioni presenti nel contesto sociale e ambientale, sui comportamenti e stili di vita e sui principali indicatori di salute e malattia che sono presenti nella popolazione.

Descrivere la salute di una popolazione è un compito difficile in quanto può essere definita e osservata in modo diverso in base alle differenti culture, valori, età, stato di salute. L'Azienda ha impostato questo profilo basandosi su una definizione che la consideri come lo stato di benessere fisico, psicologico e sociale prodotto dall’azione di diversi fattori - individuali, socio economici e ambientali -: i cosiddetti determinanti di salute. Su questi fattori, che sono solo in minima parte sotto il controllo del Servizio Sanitario, possono agire diversi settori della società per migliorare il benessere e la qualità della vita. Ad esempio buone pratiche, descritte all'interno del Profilo, legate a sani e corretti stili di vita. Il tutto perseguendo i valori e obiettivi di perseguimento e mantenimento della salute, previsti anche nella Costituzione.

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Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un “bollettino di guerra” che potrebbe e che dovrebbe essere evitato. Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni…Amo", che vedrà i medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, insieme a professionisti dell'Ospedale di Rimini ed esperti della Polizia Municipale di Rimini, a confronto diretto con gli studenti delle scuole superiori riminesi.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi e si sta replicando in tutte le principali città romagnole.

A Rimini l’incontro si terrà lunedì 8 aprile, a partire dalle 9.30 al Teatro Galli (piazza Cavour 22). E’ prevista la partecipazione del Sindaco Andrea Gnassi, del direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del Direttore Sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e del Dirigente USP Rimini Giuseppe Pedrielli. Parteciperà un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi, Mattia Casadei, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini.

Numerosi saranno ovviamente i medici del Trauma Center dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena e di reparti legati all’emergenza – urgenza; tra loro: Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Federico Coccolini, Emiliano Gamberini, Carlo Lusenti, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis.

“Gli incidenti stradali – spiegano gli organizzatori Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino - rappresentano una grave e continua emergenza sociale a livello globale; attualmente in Europa causano circa 26.000 morti, mentre in Italia sono più di 3.000 le vittime di incidente e quasi 250.000 i feriti. Ogni giorno si verificano in media più di 480 incidenti stradali, che provocano la morte di quasi 9 persone e il ferimento di più di 680. Gli incidenti sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare sono i ragazzi tra i 20 e 24 anni ad essere in percentuale maggiormente colpiti. La morte, inoltre, non è che la punta dell’iceberg. Gli incidenti stradali, infatti, sono anche la principale causa di disabilità nello stesso gruppo di individui, rendendo impossibile per i sopravvissuti e talvolta per le loro famiglie il ripristino delle normali condizioni di salute e modificando dunque sostanzialmente la loro qualità di vita. Sebbene secondo gli ultimi dati Eurostat il numero di incidenti stradali stia diminuendo negli anni, tale diminuzione non è ancora in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

Da qui – proseguono gli organizzatori - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (Siat) della Romagna, diretto dal Dr. Agnoletti, insieme alla associazione Astra Onlus,  per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. ‘Preveni…Amo’ è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. All'appuntamento di lunedì verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani.

L’obiettivo dei medici - che solitamente si occupano della cura quando l’incidente è ormai avvenuto e che con questa iniziativa tentano invece di prevenirlo - è di mostrare le conseguenze tragiche dell’incidente in maniera concreta e senza filtri. I giovani, infatti, hanno un concetto del tempo distorto: sono iperconcreti riguardo al presente e sottovalutano i rischi, il che si aggiunge alla tendenza tipica delle culture moderne ad “occultare” la morte e la sofferenza, a nascondere la malattia, la fatica.

Uno degli strumenti comunicativi, oltre alle testimonianze, è l’uso dei video,  girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico; vengono mostrati i professionisti della rete traumi SIAT Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, mantenendo così viva l’attenzione dei ragazzi.

Per facilitare la comunicazione con un pubblico di giovane età, inoltre, i medici del Trauma Center hanno provveduto alla creazione di una pagina Facebook  (https://www.facebook.com/Preveniamo)  sulla quale condividere contenuti video ed informativi relativi all’evento.

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In sei con patologie rilevanti e non lo sapevano. Grazie agli esami eseguiti in occasione della Giornata Mondiale del Rene sono stati avviati ad una adeguata presa in carico. E’ il dato principale che emerge dal “bilancio” dei tre open days svoltisi in provincia di Rimini in occasione della Giornata, realizzati dal personale medico ed infermieristico dell’Unità operativa di “Nefrologia e Dialisi” diretta dal dottor Angelo Rigotti, in collaborazione con le associazioni Aned, Aido e Croce Verde di Novafeltria.

Al fine di “andare incontro” il più possibile alla popolazione residente i tre open days si sono tenuti a Riccione, Rimini e Novafeltria. Sono stati complessivamente 227 le persone che, nei tre appuntamenti ma con una particolare affluenza a Novafeltria, sono andati a “farsi vedere”. Sono stati sottoposti ad esame estemporaneo delle urine e misurazione della pressione, quindi hanno svolto councelling con gli specialisti nefrologi e hanno ricevuto materiale informativo.

Di queste 227 persone, 28 presentavano dati patologici urinari, di cui 6 con patologie potenzialmente rilevanti: in particolare 3 pazienti avevano una ipertensione arteriosa non controllata e 1 paziente aveva un diabete mellito non controllato, misconosciuto verosimilmente da almeno 3 anni. Ai pazienti con dati patologici sono state date informazioni precise per l'eventuale approfondimento di patologia e consigli clinici e terapeutici diretti.

“Cogliamo l’occasione – ricorda il dottor Rigotti – per rimarcare l’importanza della sensibilizzazione rispetto alle patologie renali: oltre a mantenere stili di vita sani è importante confrontarsi col proprio medico di famiglia per valutare se-quando sia il caso di sottoporsi ad esami di approfondimento”.

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Giovedì 14 marzo ricorre la Giornata Mondiale del Rene. L’Azienda USL della Romagna aderisce anche quest’anno con una serie di iniziative promosse sul territorio romagnolo dalle Unità Operative di Nefrologia e Dialisi in collaborazione con le Associazioni di volontariato locali.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sulle malattie renali, richiamando l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. Le malattie che colpiscono i reni interessano circa il 6-8% della popolazione. Sono spesso asintomatiche, quando compaiono i sintomi è troppo tardi e la funzione renale risulta ormai compromessa. Una azione di prevenzione capillare ed una corretta gestione del problema, consentono di gestire meglio le malattie renali, di curarle efficacemente e, laddove questo non sia possibile, di rallentare la progressione della malattia ed allontanare il più possibile i trattamenti sostitutivi come la dialisi e il trapianto.

Ecco le iniziative organizzate dai Servizi di Nefrologia e Dialisi dell’Ausl Romagna

 

Qui Forlì e Cesena

Nella giornata di giovedì 14 marzo dalle ore 9 alle ore 13 l’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Forlì-Cesena, diretta dal dottor Giovanni Mosconi, organizzerà nell’atrio dell’ospedale Bufalini di Cesena e nell'atrio dell’ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì una postazione informativa. Saranno presenti medici ed infermieri del reparto per rispondere ai quesiti e per fornire informazioni anche attraverso la distribuzione di materiale informativo, sulle funzione dei reni e sulle manifestazioni cliniche delle patologie renali. L’iniziativa si svolgerà in collaborazione con l'Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto Onlus (ANED), che da sempre collabora attivamente con il servizio per il miglioramento dell’assistenza e della qualità di vita dei pazienti dializzati e con l'Associazione Italiana Donatori di Organo (AIDO) che svolge un ruolo fondamentale nella promozione e diffusione della cultura della donazione degli organi, aspetto essenziale per  i pazienti che giungono alle fasi più avanzate della insufficienza renale.

 

Qui Ravenna

All’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, l’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi, diretta dal dottor Andrea Buscaroli,  organizzerà giovedì 14 marzo l’iniziativa “open doors”: dalle ore 9 alle 13, presso l’area ambulatoriale del reparto (III° piano, scala verde) personale medico e infermieristico sarà a disposizione dei cittadini interessati a ricevere informazioni e consigli sulle patologie renali; sarà inoltre possibile l'esecuzione di un esame urine in estemporanea e la misurazione della pressione arteriosa.

 

Qui Rimini

L’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Rimini, diretta dal dottor Angelo Rigotti, con il supporto dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto Onlus (ANED) e l’Associazione Italiana Donatori D’Organo (AIDO), organizzerà:

- a Rimini giovedì 14 marzo, dalle ore dalle 10 alle 13, postazione informativa/operativa nell’atrio dell’Ospedale Infermi (Scala A quarto piano) dove personale infermieristico e medico del reparto e volontari dell’ANED e dell’AIDO saranno a disposizione dei cittadini per effettuare un breve ed essenziale check-up (compilazione di una breve scheda anamnestica, controllo della pressione arteriosa, esame delle urine, colloquio con gli specialisti in caso di esiti patologici).

- a Riccione, nelle giornate del 13, 14 e 15 marzo, dalle 17 alle 19, postazione informativa presso il Centro Commerciale la Perla COOP di Riccione, dove saranno presenti un medico nefrologo e dei volontari ANED e AIDO.

- a Novafeltria, il 23 marzo dalle 9 alle 13 postazione informativa/operativa presso l'ospedale di Novafeltria, dove personale infermieristico dell’Ospdale di Novafeltria e medico dell’Unità Operativa Nefrologia e Dialisi di Rimini, assieme ai volontari ANED, AIDO e della Croce Verde di Novafeltria saranno a disposizione dei cittadini per effettuare un breve ed essenziale check-up (compilazione di una breve scheda anamnestica, controllo della pressione arteriosa, esame delle urine, colloquio con gli specialisti in caso di esiti patologici). L’evento vedrà la partecipazione organizzativa della Croce Verde di Novafeltria.

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Sabato 16 febbraio, dalle ore 9 alle ore 11, l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Lugo organizza un incontro aperto a tutta la cittadinanza per approfondire ed informare sugli aspetti delle malattie cardiovascolari e dell'educazione al corretto stile di vita per prevenirle e scompenso cardiaco.

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La semplicità di un gesto per togliere ogni dubbio. VIENI A FARE IL TEST. In occasione della giornata mondiale contro l’Aids, l’Ausl della Romagna promuove anche quest’anno l’HIV TEST DAYS, con l’apertura degli ambulatori di Malattie Infettive, Malattie Sessualmente Trasmesse e SerT SABATO 1 DICEMBRE, dalle 8 alle 12, per invitare le persone ad effettuare gratuitamente il test per l’HIV ed offrire tutte le informazioni utili alla prevenzione dell’Aids.

In campo come nelle precedenti edizioni anche la Croce Rossa Italiana, l’AVIS e l’Associazione NPS Emilia Romagna Onlus che saranno in molte sedi e piazze, con i loro volontari, in diverse giornate fra sabato 24 novembre e domenica 2 dicembre. 

Tutti i campioni prelevati saranno condotti ed esaminati dall’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio dell’AUSL Romagna di Pievesestina, che da anni ha centralizzato l’esecuzione degli esami con i più alti standard di qualità.

PERCHE’ FARE IL TEST

Perché la diagnosi precoce è importante.

Il virus HIV si trasmette per via sessuale, attraverso rapporti non protetti - attualmente la via di diffusione largamente prevalente - o tramite sangue infetto. Lo trasmissione per via endovenosa, che ha determinato gran parte della diffusione del virus in Italia negli  anni 80-90, causa ancora una piccola percentuale di nuove infezioni.

L’infezione ha una lunga fase asintomatica nel corso della quale può essere diagnosticata solo con il test per l’HIV. Si tratta di una infezione non guaribile, ma curabile.

Prima si scopre l’infezione e si agisce, meglio è: è importante per l’efficacia della terapia e per ridurre la trasmissione del virus.

Il test è gratuito e sicuro e può essere richiesto in anonimato. Tutti sono invitati ad effettuare il test per l’HIV, ricordando che la legge tutela le persone con HIV da ogni discriminazione. I Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, i Consultori familiari, gli Spazi giovani dei Consultori, i Medici di famiglia possono fornire informazioni e consigli .

Con la collaborazione di tutti e la consapevolezza dei cittadini, l’AIDS si può fermare.

Il test HIV si esegue abitualmente presso Malattie infettive, Ambulatori per le malattie trasmesse sessualmente e SerT.

sabato 1 dicembre questi ambulatori saranno aperti tutta la mattina ,dalle 8 alle 12, per fare il test, senza ricetta medica:

 

Cesena: Ospedale Bufalini (Ambulatorio Malattie infettive, scala B piano 6°); Piastra Servizi (Dermatologia Ambulatorio Malattie Sessualmente Trasmesse – ambulatorio 18-20, primo piano); Ser.T (via U. Brunelli 540)

Forlì: Ospedale Morgagni Pierantoni (Ambulatorio Malattie infettive piano – 1, Piastra 1; Dermatologia Ambulatorio Malattie Sessualmente Trasmesse, piano terra); Ser.T (via Orto del Fuoco 10)

 

Faenza: Ospedale per gli Infermi (Ambulatorio Malattie infettive); Ser.T (via Zaccagnini 22, primo piano ingresso B)

 

Lugo: Ser.T (via F. Bosi 32)

Ravenna: Ospedale S. Maria delle Croci (Ambulatorio Malattie infettive scala Viola, piano rialzato); Ser.T (via Missiroli 16)

Riccione: Ser.T (via Sardegna 9)

Rimini: Ospedale Infermi (Ambulatorio Malattie infettive, Padiglione Flaminio, piano terra); Ser.T, (Ospedale - Padiglione Ser.T , via Ovidio)

 

La  preziosa collaborazione dell’AVIS, della Croce Rossa Italiana e dell’Associazione NPS Emilia Romagna Onlus consentirà di fare il test o ricevere materiale informativo, informazioni e consigli anche in diverse sedi e piazze in tutta la Romagna, da sabato 24 novembre a domenica 2 dicembre:

L’Avis Provinciale di Ravenna, in collaborazione con NPS Emilia Romagna Onlus sarà presente:

-  a Faenza giovedì 29 novembre, dalle ore 8 alle 12 in piazza Duomo

-  a Lugo mercoledì 28 novembre dalle ore 8 alle 12 in Piazza Baracca

- a Ravenna sabato 24 novembre dalle ore 16 alle 19.30 in Piazza Einaudi lato via Diaz e sabato 1 dicembre, dalle ore 16 alle 19.30, ingresso nuovo Centro Commerciale ESP

Sempre a Ravenna, venerdì 30 novrembre, dalle ore 14.45 alle 18.10, nella sala Dantesca Biblioteca Classense (via Alfredo Baccarini 3) giornata di studio "Hiv ieri oggi e domani" rivolta ai professionsiti ed operatori della sanità, dei servizi sociali e alla cittadinanza.

L’Unità di raccolta AVIS Comunale di Forlì sarà a disposizione da lunedì 26 novembre a sabato 1 dicembre dalle ore 7.30 alle 12.30 all’Ospedale Morgagni Pierantoni (piano terra)

L’Avis Cesena allestirà una postazione informativa mercoledì 28 novembre, dalle ore 9 alle 14, al nuovo Campus Universitario di Cesena, via Pavese 50, zona EX Zuccherificio

La Croce Rossa Italiana Sezione di Rimini sarà a RIMINI domenica 2 dicembre, dalle ore 15.30 alle 19, in piazza Cavour, nel ‘Villaggio della Salute CRI’.

La Croce Rossa Italiana Comitato di Forlì allestirà una postazione sabato 1 dicembre dalle ore 14 alle 19 presso il Centro Commerciale “Puntadiferro”.

La Croce Rossa Italiana di Forlimpopoli allestirà una postazione sabato 1 dicembre, a partire dalle ore 20 presso il Multiplex Cineflash.

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Grande successo per la giornata dedicata alla prevenzione del Tumore alla Proposta “FACCIAMO UN CONTROLLO?” promossa sabato 17 novembre a Rimini, per la prima volta, dall’Associazione “Europa Uomo” in collaborazione con l’unità operativa di Urologia dell’ospedale Infermi.

Nel corso della mattinata, i medici del reparto riminese diretto dal dottor Francesco Montanari hanno visitato 120 pazienti ultracinquantenni e, di questi, 6 sono stati avviati a ulteriori indagini urologiche di secondo livello. Un risultato che conferma l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore della prostata, uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo. 

“Fare prevenzione - commenta il signor Roberto Tilio, delegato provinciale dell’Associazione “Europa Uomo” che opera sul territorio per la salute e il benessere maschile attraverso l’informazione e il supporto ai malati - è fondamentale e bisogna lavorare affinché gli uomini, specie di una certa età, dedichino la dovuta attenzione alla propria salute senza preconcetti o falsi pudori.  Il buon risultato dell’iniziativa – aggiunge -  ci spingerà a ripeterla il prossimo anno, dando così l’opportunità anche ad altri cittadini di effettuare un controllo preventivo gratuito”.

“Ringrazio per la preziosa collaborazione  – afferma il dottor Francesco Montanari – la Sezione Riminese Europa Uomo Italia Onlus, con cui abbiamo già in programma altre iniziative di informazione e prevenzione. La Diagnosi precoce è importante perché consente di intervenire sulla malattia nella sua fase precoce con trattamenti che possono portare alla guarigione nella maggior parte dei casi”.

L'iniziativa sarà ripetuta anche l'anno prossimo e con modalità che consenta di rispondere in maniera sempre maggiore alle esigenze dei pazienti, che quest'anno sono stati in numero superiore a qualsiasi e più rosea aspettativa.

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Tante storie di vita. Belle. Talvolta tristi, e anche tragiche. Tutte emozionanti. Raccontante per ricordare a ragazzi delle classi quarte e quinte superiori degli istituti scolastici della provincia di Ravenna, che la sicurezza e la prevenzione, quando si va in strada, sono fondamentali. Ce n’erano oltre 500, e sono rimasti “attaccati alla poltroncina” del Centro Congressi di largo Firenze, stamattina, per tre ore ad ascoltare e intervenire. Anche perché i relatori erano davvero d’eccezione, e lo stile comunicativo era pensato apposta per loro. Ha avuto dunque molto successo la tappa ravennate di “Preveni… Amo”, l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center della Romagna con sede a Cesena e che sta girando la principali città romagnole con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad uno stile di guida prudente.

Il primo a raccontare la propria storia è stato il primo cittadino di Ravenna: il sindaco Michele de Pascale ha ricordato di quando, nel 2011, ha avuto un incidente stradale “di quelli in cui è più facile non farcela che restare vivi”. E per rendere ancor meglio l’idea ha mostrato la foto della sua auto devastata dall’impatto e la radiografia del suo piede, completamente ritorto. “E’ molto importante – ha voluto sottolineare ai ragazzi – cercare di essere prudenti, non mettersi alla guida quando si è troppo stanchi, non distrarsi e mantenere sempre alta l’attenzione. Così come è importante – ha concluso – poter contare su un sistema dei soccorsi e su medici di prim’ordine che il nostro sistema sanitario pubblico mette in campo”.

Quegli stessi medici e infermieri - Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino del Trauma Center cesenate, i colleghi Alberto Belluati, Maurizio Fusari e Maria Pazzaglia dell’Ospedale di Ravenna nonché Fausto Catena e Gian Luigi De’ Angelis del Trauma Center di Parma – che ieri si sono tolti il camice, hanno indossato la maglietta di “Preveni… Amo” e hanno raccontato ai ragazzi di loro coetanei che, purtroppo, non ce l’hanno fatta, o di altri che ce l’hanno fatta ma che sono rimasti paralizzati, o di altri ancora che hanno avuto una ripresa pressochè completa, come Massimo, che si era seduto tra il pubblico e che alla fine del video che raccontava la sua storia si è alzato e ha ringraziato i medici.

Ma anche gli “uomini in divisa”, quelli cui a volte tocca il doloroso onere di informare le famiglie, hanno raccontato le loro storie. Come il Comandante della Polizia Municipale di Ravenna Andrea Giacomini o la collega Eralda Baravelli, o Luca Venturini della Polizia Municipale di Cesena che era compagno di Classe del Sic (il pilota Marco Simoncelli), che ha perso un suo caro in un incidente stradale e che fa lezioni in aula per insegnare ai ragazzi come si va in strada in sicurezza. O come, ancora, Federico Caricasulo,  Pilota Yamaha Racing, che – ha raccontato - impiega la stessa prudenza della pista, dove corre ai quasi 300 all’ora, quando guida il suo scooter, ai cinquanta all’ora, in strada.

Sì tante storie di vita, tanta commozione, ma anche tanta allegria, perché insegnare la sicurezza si può fare anche col sorriso sulle labbra. Come hanno fatto, sempre, Vanni Agnoletti e Luca Ansaloni, anchorman d’eccezione perfettamente a loro agio coi ragazzi come lo sono in sala operatoria.

In Romagna l’incidenza dei traumi “maggiori” cioè più gravi è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti dimessi ha esito di disabilità.

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Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un “bollettino di guerra” che potrebbe e che dovrebbe essere evitato. Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni..Amo", che vedrà partecipare medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, professionisti dell'Ospedale di Ravenna  e Cesena, esperti della Polizia Municipale di Ravenna e di Cesena, a confronto diretto con gli studenti delle scuole superiori ravennati.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi, che si sta replicando  in tutte le principali città romagnole.

L’incontro ravennate si terrà Sabato 17 Novembre, a partire dalle 9.30 presso Palazzo dei Congressi, Largo Firenze 9 – Ravenna (in allegato la locandina e il pieghevole), alla presenza del Sindaco Michele De Pascale, di Stefano Busetti Direttore Sanitario AUSL Romagna e di Agostina Melucci Dirigente UST Ravenna. Parteciperà un ricco panel di esperti, tra cui Federico Caricasulo  Pilota Yamaha Racing, Andrea Giacomini  Comandante Polizia Municipale di Ravenna, Eralda Baravelli e Luca Venturini della Polizia Municipale di Ravenna e Cesena.

Numerosi saranno ovviamente i medici del Trauma Center dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena e di reparti legati all’emergenza – urgenza; tra loro: Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Federico Coccolini, Emiliano Gamberini, Carlo Lusenti, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, Alberto Belluati, Maurizio Fusari, Maria Pazzaglia e del Trauma Center di Parma: Fausto Catena e Gian Luigi De’ Angelis.

“Gli incidenti stradali – spiegano gli organizzatori - rappresentano una grave e continua emergenza sociale a livello globale; attualmente in Europa causano circa 26.000 morti, mentre in Italia sono più di 3.000 le vittime di incidente e quasi 250.000 i feriti. Ogni giorno si verificano in media più di 480 incidenti stradali, che provocano la morte di quasi 9 persone e il ferimento di più di 680. Gli incidenti sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare sono i ragazzi tra i 20 e 24 anni ad essere in percentuale maggiormente colpiti. La morte, inoltre, non è che la punta dell’iceberg. Gli incidenti stradali, infatti, sono anche la principale causa di disabilità nello stesso gruppo di individui, rendendo impossibile per i sopravvissuti e talvolta per le loro famiglie il ripristino delle normali condizioni di salute e modificando dunque sostanzialmente la qualità di vita. Sebbene secondo gli ultimi dati Eurostat il numero di incidenti stradali stia diminuendo negli anni, tale diminuzione non è ancora in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti dimessi ha esito di disabilità.

Da qui – proseguono gli organizzatori - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (Siat) della Romagna, diretto dal dottor  Agnoletti, insieme alla associazione Astra Onlus,  per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. ‘Preveni…Amo’ è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. All'appuntamento di sabato verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani".

L’obiettivo dei medici - che solitamente si occupano della cura quando l’incidente è ormai avvenuto e che in queste occasioni tentano invece di prevenirlo - è di mostrare le conseguenze tragiche dell’incidente in maniera concreta e senza filtri. I giovani, infatti, hanno un concetto del tempo distorto: iperconcreti riguardo al presente sottovalutando i rischi, il che si aggiunge alla tendenza tipica delle culture moderne ad “occultare” la morte e la sofferenza, a nascondere la malattia, la fatica.

Uno degli strumenti, oltre alle testimonianze, è l’uso dei video,  girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico; vengono mostrati i professionisti della rete traumi SIAT Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, mantenendo così viva l’attenzione dei ragazzi.

Per facilitare la comunicazione con un pubblico di giovane età, inoltre, i medici del Trauma Center hanno provveduto alla creazione di una pagina Facebook  (https://www.facebook.com/Preveniamo )  sulla quale condividere contenuti video ed informativi relativi all’evento.

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L’A.USL Romagna lancia una nuova campagna informativa per riconoscere i sintomi dell’INFARTO e dell’ICTUS e chiamare subito il 118

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