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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato che sarà installato presso l’ospedale di Faenza nel prossimo mese di luglio: sono in corso, presso l’ospedale, i lavori per “accogliere” l’apparecchiatura. Del valore di 500.000 euro, la Tac verrà utilizzata per applicazioni in diversi campi: neurologico, oncologico e total body.

Nel frattempo, per evitare ai pazienti i disagi di dover svolgere gli esami presso altre strutture, vicino all’ingresso del Pronto soccorso è stata collocata una Tac mobile che lavorerà fino a che non sarà inaugurata la nuova apparecchiatura.

Zoom sulla nuova apparecchiatura.

E’ un sistema TC ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi, dai quelli con traumi complessi a quelli con problemi oncologici.

Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine, consentendo di ricostruire 128 strati: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure.

Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la TAC, realizzata da GE Healthcare (divisione medicale di General Electric), può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale di Faenza di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi ed esami più sicuri e precisi per pazienti con protesi metalliche.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Faenza vengono effettuati ogni anno circa 100.000 esami di diagnostica per immagini, di cui 14.000 TAC.

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Si è svolto questa mattina, presso il presidio sanitario “San Giorgio” di Cervia, un incontro per fare il punto sulla struttura, i servizi e gli investimenti in corso. Erano presenti il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, il direttore del Presidio Paolo Tarlazzi, il direttore del Distretto Roberta Mazzoni ed i primari del Punto di Primo Intervento Maria Pazzaglia e della Radiologia Carlo Orzincolo, il direttore dell’Ufficio Tecnico aziendale Enrico Sabatini.

Il Presidio Sanitario “San Giorgio” di Cervia, che ospita servizi ospedalieri e al primo piano la Casa della Salute, è stato oggetto, negli anni 2018 e 2019, di un importante progetto di riqualificazione e ristrutturazione degli spazi interni  e dell’area esterna per un valore di circa 2.320.000 euro. Ad oggi si sono conclusi gli interventi che hanno consentito di migliorare le condizioni strutturali del Punto di Primo Intervento (Ppi) e della Casa della Salute (con un riordino anche degli spazi presenti al piano terra). La riqualificazione complessiva si sta completando con la realizzazione di diversi interventi riguardanti la prima fase dei lavori nell’area esterna del Presidio “San Giorgio”, tesi a migliorare la viabilità e ad aumentare nella sua configurazione finale le zone di sosta e parcheggio di  utenti e dipendenti e il completamento del Ppi, con la realizzazione della bussola di ingresso e della camera calda al fine di  migliorare l’accoglienza dei pazienti trasportati con i  mezzi di soccorso o  di privati. E' stato avviato inoltre un intervento di riqualificazione energetica, facente parte del Programma Operativo Regionale realizzato grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che prevede  la sostituzione degli infissi in legno, l'installazione di un impianto di cogenerazione e la ristrutturazione della centrale termica. Infine si è dato avvio al progetto per la realizzazione di una nuova cabina elettrica e per l'adeguamento dei locali per l’allestimento della nuova Tac.

Dati d’attività.

Presso il Punto di Pronto Intervento vengono effettuati ogni anno 11.324 accessi, che vertono principalmente su Codici Verdi (63 per cento) casi e Bianchi (21 per cento); si tratta principalmente di problemi internistici e traumatologia non grave.

L’attività svolta dalla Radiologia prevede l’erogazione di prestazioni in regime ordinario e di urgenza rivolte a utenti esterni ambulatoriali, provenienti dal Punto di Primo Intervento ed interni in degenza presso l’Unità operativa di Lungodegenza. Nel corso del 2018 sono state effettuate le seguenti prestazioni: 3.035 ecografie (di cui 386 da Pronto soccorso); 4.207 risonanze magnetiche, 13.353 radiografie (di cui 4.428 da Pronto soccorso), per un totale di 20.595 prestazioni (di cui 4.814 da Pronto soccorso).

Si aggiungono le attività erogate da parte dei servizi di Lungodegenza e del Centro dialisi in favore dei cittadini del territorio cervese, rafforzando i percorsi d’integrazione e di continuità assistenziale garantiti dai diversi servizi presenti presso il Presidio di Cervia e, grazie all’avvio della Medicina di Gruppo presso la Casa della Salute.

Tale attività sarà ulteriormente qualificata e implementata con l’arrivo dopo l’estate (sono in corso i lavori propedeutici ai locali) di una nuova Tomografia computerizzata a 16 strati (cosiddetta Tac multistrato), già acquisita dall’Azienda e del valore di circa 250mila euro.

 

La Casa della Salute

Rappresenta il punto di riferimento per i cittadini per quanto riguarda la salute in senso ampio, dalla promozione della salute tramite lo sviluppo di sani stili di vita, alla presa in carico integrata delle patologie croniche e della non autosufficienza. Le indicazioni Regionali prevedono che la Casa della Salute garantisca:

  • Facilità di accesso alle cure;
  • Accoglienza e orientamento ai servizi sanitari ,socio sanitari e assistenziali;
  • Gestione delle patologie croniche ,attraverso l’integrazione dell’assistenza primaria con i servizi specialistici presenti;
  • Interventi di prevenzione promozione della salute.

Per quanto riguarda la Casa della Salute San Giorgio di Cervia dal 28 gennaio 2019 è attiva al suo interno la Medicina di Gruppo che comprende l’attività ambulatoriale di quattro Medici di Medicina Generale in giornate e fasce orarie prestabilite e la Continuità assistenziale a sua volta erogata dai Medici di Medicina Generale: questo servizio prevede la presenza per 10 ore nei giorni feriali, di un Medico di Medicina Generale presso gli ambulatori della Casa della Salute con  possibilità, da parte degli assistiti di richiedere

-          visite mediche ambulatoriali per sintomi urgenti, tali da non richiedere l’accesso in Pronto Soccorso

-          prescrizioni di farmaci o prestazioni urgenti ( ad esempio successive a dimissioni ospedaliere).

Il servizio, attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.00sino alle ore13.00 e dalle ore14.00 sino alle ore 19.00 è rivolto a tutti gli assistiti degli otto medici aderenti alla Medicina di Gruppo.

Inoltre all’interno della Casa della Salute San Giorgio sono presenti  i seguenti servizi:

  • Punto informativo
  • Ambulatori Infermieristico per la gestione integrata delle patologie croniche. Nell’anno 2018 sono stati presi incarico 312 assistiti affetti da Diabete mellito di tipo 2 ai quali sono state effettuate 758 visite di controllo. Per gli assistiti in carico sono stati attivati percorsi facilitati per l’effettuazione di alcuni accertamenti di follow-up, nello specifico l’esecuzione del fundus oculi, 179 nell’anno 2018 e degli elettrocardiogrammi, 163 sempre riferiti al 2018.
  • Ambulatorio infermieristico per attività osservazionale e prestazionale, nell’anno 2018 sono state effettuare 2.425 prestazioni .
  • Punto prelievi e accettazioni campioni biologici per un totale, nell’anno 2018, di 39.420 prestazioni.
  • Servizio di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza;
  • Consultorio familiare e Spazio giovani nell’ anno 2018 ha preso in carico per tutta la gravidanza 126 donne e  per lo spazio giovani sono stati  presi in carico 197 nuovi utenti dalla fascia di età 14/19 anni, a cui sono state offerte n 246 accessi ambulatoriali. L’attività consultoriale prevede anche l’attività di  prevenzione primaria di screning (paptest e HPVtest)  rivolta a 2.300 donne dalla fascia di età di 25 ai 64;
  • Centro Unico di Prenotazione-Sportello unico-Sportello presidi;
  • Servizio di Medicina di Riabilitativa
  • Poliambulatori Specialistici quali: cardiologia, nefrologia e urologia, geriatria, reumatologia, otorinolaringoiatria e oculistica, dermatologia, ortopedia, diabetologia, psichiatria
  • Ambulatorio di Guardia medica turistica
  • Servizio Infermieristico domiciliare, sono stati assistiti 425 cittadini residenti nel Comune di Cervia, ai quali sono state garantite 8.697 prestazioni Infermieristiche (anno  2018).

La mostra

Al fine di migliorare l’accoglienza presso la Casa della Salute oltre ad una riqualificazione degli spazi previsti   in collaborazione con il  Comune di Cervia, si  è allestita una nostra fotografica che rappresenta un percorso nei servizi garantiti dal Comune di Cervia e dell’Azienda USL  dal titolo “Il bene fatto per Bene – insieme abbiamo costruito Fiducia”.

Gli  scatti esposti nei corridoi della Casa della  Salute ritraggono persone, in particolare anziani e bambini colti in momenti di serenità mentre svolgono attività di vita, alcune insieme ai propri cari e agli operatori che li assistono, frutto di uno specifico progetto, in collaborazione tra Ausl e Comune, come spiegato dall’assessore al Welfare del Comune di Cervia Michela Lucchi: “Non è semplice comunicare i servizi a favore della comunità, sul fronte sanitario e sociale, la presa in carico e la cura. Il Gruppo Fotografico Cervese ci è riuscito utilizzando foto che colgono molto il quotidiano, non costruite, e grazie alle quali siamo contenti di collaborare all’umanizzazione e all’accoglienza di uno spazio sanitario”.

Tutte le immagini sono contraddistinte dal  sorriso. Uno degli obiettivi della mostra è dimostrare quanto sia efficace una “cura centrata sulla persona” che metta al centro  l’importanza della solidarietà e dello stare “insieme”.

Ulteriori dettagli nelle allegate schede.

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Si è svolta questa mattina, alla presenza delle Autorità Istituzionali e del Vescovo di Rimini Monsignor Francesco Lambiasi, la cerimonia di inaugurazione della nuova risonanza magnetica donata da RivieraBanca all’Ausl Romagna (Ospedale di Rimini), che rappresenta ancora un gesto di vicinanza e fiducia, da parte della società civile, nei confronti dell’Ausl Romagna.

Come noto si tratta di un’apparecchiatura del valore di circa un milione di euro, assolutamente all’avanguardia: una risonanza magnetica “ad alto campo” di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un unico momento, configurata nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Sistema tecnologicamente avanzato, è particolarmente curato anche il comfort del paziente, come dimostrano la forma compatta e le ampie dimensioni del magnete, atti a ridurre sensibilmente gli eventuali fenomeni di claustrofobia ed ansia. Una serie di brevetti e soluzioni innovative lo pongono ai vertici della categoria, in particolare fra questi spiccano il sistema di posizionamento delle bobine, la qualità della catena delle radiofrequenze, le sequenze ed i protocolli di esame avanzati, che garantiscono elevate performance nello studio dei pazienti oltre che per le applicazioni di tipo generale, anche e soprattutto per quelli specialistici, con particolare riferimento ai settori del Cardiovascolare, della Neuroradiologia e della Urologia.

Il sistema lavorerà 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a seimila.L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero. Uno strumento dunque di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini facendo fronte alle richieste cliniche che provengono da discipline per le quali la risonanza magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

  • Cardiologia;
  • Urologia (esame multiparametrico della Prostata);
  • Neuroradiologia;
  • Chirurgia Vascolare.

Questa donazione è stata inquadrata in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa dell’istituto di credito che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità nei confronti della comunità, come testimoniato anche dalle numerosissime donazioni effettuate negli ultimi quindici anni, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, un apparecchio per risonanza magnetica all’Ospedale di Cattolica, il sistema di elettrofisiologia per l’Ospedale di Rimini, numerose apparecchiature di minori dimensioni, ma anche varie iniziative di formazione ed innovazione per gli operatori sanitari. Il tutto spiegato dall’ingegner Roberto Camillini (Direttore Innovazione e Valutazione della Tecnologia dell’Ausl Romagna) e dal dottor Enrico Cavagna (Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’Ausl).

Il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, oltre ai ringraziamenti all’Istituto di Credito ha evidenziato come è sempre stato, è e sarà massimo, l’impegno per mettere a frutto le opportunità come quella rappresentata da questa donazione e per perseguire risultati per la salute dei cittadini: “Attualmente – ha detto – fatto cento il numero di ricoveri di cittadini romagnoli, 90 di questi avvengono in strutture pubbliche e private del territorio romagnolo. Una delle percentuali più alte in regione. Ma ci impegneremo per fare ancora meglio”.

“Sono innumerevoli – afferma il Presidente di RivieraBanca Fausto Caldari - i nostri interventi relativi alla sanità pubblica ed hanno riguardato collaborazioni con gli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica con donazioni importanti quali: una suite di angiografi, una Tac, una Risonanza magnetica, diversi video-laringoscopi, un mammografo, ecografi, e defibrillatori. Una banca come la nostra, è chiamata al sostegno della sanità, perché convinta che la buona condizione fisica della popolazione in cui opera, costituisce anche la propria ricchezza. La conferenza di oggi, riguarda la donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo, in un unico momento. Il sistema, il cui valore è di 1 milione di euro, è tecnologicamente molto avanzato, e garantisce elevate performance nello studio dei pazienti, sia per le applicazioni di tipo generale, sia per quelle specialistiche. In queste situazioni mi sento fiero di rappresentare i nostri soci che con noi condividono queste iniziative; che con noi si assumono la responsabilità di un diverso modo di operare, teso allo sviluppo di questo territorio”.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha evidenziato l’importanza, nell’ottica della salvaguardia del Sistema Sanitario Nazionale, della collaborazione virtuosa tra pubblico e privato e della prevenzione attraverso corretti stili di vita e progetti per incentivarli. “La crazione dell’Ausl Romagna va nella direzione di dare risposte di salute importanti e di salvaguardia della sanità pubblica – ha poi aggiunto - ma dobbiamo fare un ulteriore passo avanti per costruire progetti, basati sulle vocazioni dei territori, e superando i campanilismi, in un rapporto di collaborazione con l’Università”.

Ha concluso le relazioni istituzionali il presidente della Regione Stefano Bonaccini: nel ringraziare RivieraBanca per il sostegno alla sanità pubblica in un’ottica di modernizzazione e innovazione, “e affiancandosi al lavoro quotidiano dei professionisti e al rapporto umano coi pazienti, anch’esso fondamentale”, il presidente ha evidenziato come le politiche della Regione siano centrate sul potenziamento della rete ospedaliera emiliano romagnola, così come sull’implementazione delle cure territoriali e della prossimità al cittadino, ad esempio attraverso le Case della Salute (oltre cento quelle già attive, una ventina i progetti per realizzarne di nuove, in tutta la regione). Evidenziando come l’aspettativa di vita in Emilia Romagna sia molto elevata (“81 anni per gli uomini e 84 per le donne, siamo secondi solo al Giappone”), il presidente ha inoltre sottolineato le politiche di razionalizzazione della spesa grazie alle quali è stato, ad esempio, eliminato, per gli emiliano romagnoli, il cosiddetto superticket, ma anche le politiche espansive e del lavoro che hanno portato negli ultimi tre anni ad assumere migliaia di medici e operatori della sanità, con contratto a tempo indeterminato, e a contrastare il precariato. Grande impegno e grandi investimenti anche nel settore dell’innovazione e comunicazione, con la copertura dell’intero territorio regionale con la banda larga e l’acquisto di un potente elaboratore per analizzare e rendere disponibili i big data a cittadini e imprese.

Era presente anche l’assessora regionale a Bilancio, Riordino istituzionale, Rirorse umane e Pari opportunità Emma Petitti, che rispondendo a domande ha commentato: “La sanità dell’Emilia Romagna si conferma un’eccellenza a livello nazionale. Lo sforzo degli enti pubblici a partire dalla Regione, è importante. Ma dobbiamo ringraziare anche l’iniziativa dei privati, come la donazione di una risonanza magnetica nucleare da parte di RivieraBanca, perché contribuisce a qualificare ancora di più il livello dei nostri servizi. Per quanto riguarda l’impegno della Regione per la sanità, che rappresenta la voce più consistente del bilancio regionale, voglio solo brevemente ricordare alcune delle principali politiche messe in atto di recente: abolizione superticket, stabilizzazione del personale ospedaliero da Piacenza a Rimini riducendo il precariato e spending review su acquisti consentendo un risparmio di 175 milioni nel solo 2018”.

Le benedizione dall’apparecchiatura è stata impartita dal Vescovo Lambiasi.

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Presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini è presente, dal 2000, un sistema di risonanza magnetica del tipo total body ad alto campo con magnete superconduttore: si tratta di un’apparecchiatura all’avanguardia, soprattutto per quel periodo, e in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un un unico momento. Il sistema lavora 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a 12.000. L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero.

L’apparecchio situato presso l’“Infermi” è dunque lo strumento di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini e fornisce un imprescindibile mezzo di diagnosi. Il sistema è stato oggetto di importanti aggiornamenti negli anni, tuttavia l'evoluzione tecnologica a cui oggi si è giunti rende meno conveniente aggiornarlo ulteriormente.

E’ diventata dunque forte, anche alla luce di una forte crescita del numero di risonanze richieste, la necessità di rinnovare la tecnologia adeguandola all’attuale stato dell’arte e potenziandola.

In particolare è fortemente sentita la necessità di migliorare la dotazione tecnologica per far fronte alle richieste che provengono da discipline per le quali la Risonanza Magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

▪  Cardiologia;

▪  Urologia (esame multiparametrico della Prostata);

▪  Neuroradiologia;

▪  Chirurgia Vascolare.

Queste necessità sono state inquadrate anche in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa della BCC di Gradara che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità verso le esigenze della comunità, rendendosi disponibile a donare un nuovo sistema di Risonanza Magnetica di alta fascia.

Si tratta di un sistema di Risonanza Magnetica per Immagini di tipo total body e ad alto campo di ultima generazione, configurato nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Il valore di tale sistema raggiunge la cifra di un milione di euro e arriverà all’”Infermi” nelle prossime settimane; sono intanto in fase di completamento i lavori di preparazione dei locali per poterlo accogliere. Ieri la firma degli atti notarili di donazione.

Dichiarazione del direttore generale dell’Ausl Marcello Tonini: “In queste circostanze, specialmente quando si tratta della BCC di Gradara, che tantissimo ha fatto per l’Ausl e per i cittadini della provincia di Rimini, si corre il rischio di ripetersi. Perciò ai ringraziamenti, doverosi e autentici, alla banca e al suo presidente Fausto Caldari, voglio affiancare un forte l’impegno, nostro  e dei nostri operatori, a dare il massimo, ogni giorno, per utilizzare al meglio questa tecnologia che generosamente ci è stata messa a disposizione. E’ molto importante, soprattutto in questo momento storico, che le Istituzioni, la Società Civile, il mondo delle associazioni, i cittadini, stiano uniti per la crescita e il mantenimento degli alti livelli qualitativi della nostra comunità. La Banca di Gradara da questo punto di vista rappresenta, e non da oggi, un esempio”.

Dichiarazione del presidente della BCC di Gradara Fausto Caldari: “La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse. Una persona che è in salute opera, lavora, si impegna ogni giorno, per la promozione e la crescita di questa società. Con l’Ausl, con la quale abbiamo un rapporto speciale, da ormai dieci anni è stato intrapreso un programma di donazioni di macchinari, destinati agli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica, che contribuiscono allo sviluppo del territorio, partendo proprio dal sostegno alla salute. Oggi abbiamo formalizzato la donazione di una risonanza magnetica, del valore di 750.000 euro che, nella prossima primavera, verrà inaugurata presso l'Ospedale di Rimini. Un aiuto concreto per migliorare la qualità della salute, a beneficio di tutta la comunità. Si tratterà della prima azione sociale della futura Riviera Banca”.

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L’apparecchiatura inaugurata stamane è un avanzato sistema radiologico con il quale è possibile eseguire una serie completa di interventi vascolari ed extravascolari: intervenire cioè nei casi di problemi dei vasi sanguigni principali. Le immagini ad alta risoluzione che l’angiografo è in grado di produrre, e la sua eccezionale flessibilità, sono indicati per procedure miste e specifiche come l'angioplastica percutanea, cioè un intervento di natura cardiologica non invasivo. Altro esempio dell’utilizzo dell’apparecchio, anche in urgenza, la perfusione della milza dopo grossi incidenti, in modo da salvare l’organo invece di asportarlo. E di questo siamo estremamente orgogliosi”.

Un particolare rilevatore di cui l’angiografo è munito, acquisisce le informazioni a una risoluzione quattro volte superiore rispetto ai tradizionali sistemi radiologici, rendendo più sicuro il processo decisionale. Visualizza inoltre perfettamente piccoli dettagli e oggetti minuti durante gli interventi cardiaci e vascolari.

Come illustrato dal dottor Domenico Palmarini, dell’equipe della Radiologia, diretta dal dottor Carlo Orzincolo, l’angiografo effettua in pochi secondi visualizzazioni tridimensionali esaurienti delle patologie e in qualsiasi regione anatomica, comprese le aree cerebrale, addominale e periferica, anche compensando eventuali movimenti del paziente.

Questa nuova tecnologia, in sintesi, fornisce immagini di qualità per una vasta gamma di procedure cliniche e garantisce una visibilità eccellente a livelli estremamente bassi della dose di radiazione per pazienti di qualsiasi corporatura.

Le attività manuali risultano ridotte e le operazioni che richiedono tempo vengono svolte con più efficienza. L'uso del sistema infonde fiducia e permette di arrivare velocemente alla formulazione di una diagnosi. Inoltre l’angiografo fornisce immagini di qualità paragonabile a quelle delle tac e delle risonanze, pur nella sala interventisticae consentendo ai medici di valutare i tessuti molli, prima, durante o dopo l’intervento.

I sensori offrono una guida 3D dell'ago in tempo reale e permettono di eseguire procedure percutanee nel laboratorio di interventistica, con informazioni in tempo reale sul percorso dell'ago e il target. Sono circa 1.700 l’anno gli interventi previsti con l’angiografo.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Ravenna vengono effettuati ogni anno circa 175.000 esami di diagnostica per immagini; nell’intera provincia di Ravenna si superano le 400 mila.

Il dottor Orzincolo, ha infatti precisato che “la Radiologia dell’Ospedale di Ravenna ha apparecchiature di altissimo livello: pochi mesi fa abbiamo inaugurato una nuova tac acquisita dall’Azienda, ora questa magnifica donazione, del valore di circa 700mila euro. Abbiamo delle vere e proprie ‘Ferrari’ e siamo in procinto di aumentare il numero dei professionisti di radiologia in modo da incrementare ancora e ulteriormente le nostre prestazioni. Siamo inoltre inseriti in un sistema apparecchiature per la diagnostica per immagini, distribuite negli ospedali di Faenza, Lugo e Cervia, nonché al Cmp di Ravenna, oltre che qui in ospedale. Tutto questo consente di dare risposte adeguate ai bisoni di salute della cittadinanza”.

Il massimo impegno della Direzione aziendale rispetto all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” e alla sanità ravennate nel suo insieme, anche in ordine al reperimento di risorse umane, è stato altresì ribadito dal direttore sanitario aziendale dottor Stefano Busetti.

Autentici e sentiti da parte di tutti, i ringraziamenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha effettuato la donazione: “Storicamente la nostra Fondazione è vicina alla sanità ravennate – ha detto il presidente Giuseppe Ernesto Alfieri – da quando contribuimmo alla costruzione dell’ingresso dell’ospedale, alla più recente donazione di un apparecchio per la brachiterapia, ad oggi. E anche in futuro saremo vicini all’ospedale per altre innovative cure in campo ematologico”.

Conclusioni a cura del sindaco di Ravenna, Michele de Pascale: "Un ringraziamento sincero da parte di tutta la nostra comunità alla Fondazione Cassa di Risparmio per due motivi fondamentali. Il primo perché continua ad investire risorse anche in questo momento in cui l’economia del nostro Paese attraversa una situazione difficile. La buona gestione della Cassa e della sua fondazione ha garantito in questi anni in tutti i settori di intervento, dalla sanità, all’università alla cultura, un motore di sostegno delle finalità pubbliche importante. Il secondo punto è che la Fondazione Cassa di Risparmio si muove sempre con uno spirito di condivisione con le istituzioni pubbliche del territorio, con un atteggiamento di confronto e di definizione congiunta delle priorità. Oggi inauguriamo un intervento considerevole in ambito radiologico, parte di un sistema di cura che coinvolge altre funzioni che l’ospedale svolge per sé e anche per un territorio ampio, oltre quello della nostra provincia".

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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Umberto I” di Lugo, operativo da circa un mese e presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il direttore medico del presidio ospedaliero dottoressa Marisa Bagnoli e il direttore dell’Unità operativa di Radiologia Carlo Orzincolo (dopo la presentazione, nelle scorse settimane, di un'analoga apparecchiatura all'Ospedale di Ravenna e del potenziamento della Risonanza magnetica all'Ospedale di Faenza).

Del valore di 500.000 euro, la TC verrà utilizzata – come spiegato dal dottor Orzincolo - per applicazioni in diversi campi della radiologia e neuroradiologia. La nuova apparecchiatura è infatti un sistema ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi ed in particolare nei traumi, per i problemi di tipo chirurgico, urologico, internistico, cardiologico, vascolare, neurologico, neurochirurgico, pneumologico ed ortopedico. Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure: cardiologiche, angiologiche, neurologiche, neuroradiologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche. Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tc, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Umberto I” di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi ed esami più diagnostici e precisi per pazienti con protesi metalliche.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Lugo vengono effettuati ogni anno circa centomila esami di diagnostica per immagini, di cui 15.500 tac, 4.600 risonanze magnetiche, 14mila ecografie, 66mila esami radiologici. Nell’ambito dell’unità operativa di Radiologia, che coincide con l’ambito provinciale ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247, di cui circa 64mila tac.

Presso la Radiologia dell’Ospedale di Lugo lavorano 9 medici, 27 tecnici di radiologia compreso il coordinatore, 7 infermieri e 2 operatori sociosanitari (oss). L’Unità operativa è suddivisa in quattro sezioni:

  • Radiologia convenzionale e di Pronto soccorso con apparecchiature di radiologia digitale, anche dedicate al pronto soccorso e apparecchio a telecomando digitale;
  • Sezione ecografica dotata di due ecografi;
  • Sezione TC con il nuovo apparecchio 128 strati;
  • Sezione Risonanza Magnetica con un apparecchio da 1,5 tesla.

Nel corso della conferenza stampa il dottor Orzincolo ha inoltre annunciato che “di qui a poche settimane entrerà in funzione una nuova apparecchiatura diagnostica, un telecomandato digitale del valore di 200mila euro, e successivamente un’apparecchiatura diagnostica sarà spostata al Pronto soccorso in modo da potenziare il percorso del paziente in emergenza. Vi è inoltre un progetto di miglioramento m irato a potenziare la presenza di un tecnico e di un medico in guardia attiva in ospedale. Già ora le nostre macchine – ha concluso il professionista – lavorano 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana nonché la domenica mattina”.

La dottoressa Bagnoli ha evidenziato come anche nel periodo di installazione della nuova Tc, durato circa un mese, per non sospendere l’attività e non spostare pazienti, è stata attivata un tac mobile a supporto dell’ospedale, e come il presidio di Lugo sia sempre più infrastrutturato grazie ad investimenti sia edilizi sia tecnologici.

Conclusioni a cura del Sindaco di Lugo Davide Ranalli: “Siamo di fronte a un nuovo investimento che potenzia le dotazioni tecnologiche dell’ospedale di Lugo per la diagnostica, e questa è una bella notizia -. Un investimento che, come i tanti fatti negli ultimi anni, dimostra come ci sia la volontà di potenziare e qualificare l’ospedale di Lugo, così come quelli di Faenza e Ravenna. Una qualificazione che continuerà, come dimostrano gli impegni assunti pubblicamente dall’azienda, come la riprogettazione della rianimazione: non esiste infatti un ospedale qualificato senza un reparto di rianimazione qualificata, e a questa esigenza l’azienda ha dato una risposta positiva. Se questo sta avvenendo, è grazie a una precisa volontà politica: come sindaci abbiamo sempre sollecitato l’Ausl della Romagna affinché si muovesse in questa direzione, e oggi ne raccogliamo i frutti. Il nostro territorio, a differenza di altri, ha avuto il coraggio e la determinazione di affrontare una sfida importante come la riorganizzazione e l’unificazione delle aziende sanitarie, con lo scopo di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi. Oggi chiediamo che questo sforzo sia riconosciuto dalla Regione e dalle istituzioni in termini di ripartizione delle risorse, poiché abbiamo dimostrato una capacità organizzativa e operativa certamente non comune e soprattutto non scontata”.

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Continua l’opera di infrastrutturazione e rinnovamento, edilizio e tecnologico, dell’Ospedale “Per gli Infermi” di Faenza. Nelle ultime settimane la Risonanza Magnetica Nucleare (Rmn) presente all’ospedale è stata completamente rinnovata con un nuovo software che l’ha rese più performante. Procedono inoltre i lavori di ampliamento e ristrutturazione complessiva dell’Ospedale. Tutto raccontato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il direttore medico dell’Ospedale dottor Davide Tellarini, il direttore dell’Unità operativa di Radiologia dottor Carlo Orzincolo.

La Risonanza Magnetica

Va in primo luogo ribadito che la Radiologia di Faenza, diretta dal dottor Carlo Orzincolo, è funzionalmente inserita nella rete delle Radiologie dell’ambito territoriale ravennate insieme a quella di Ravenna e Cervia e a quella di Lugo, che ricomprende anche le unità semplici di Angiologia e Interventistica vascolare e di Neuroradiologia. Rete che, nel 2017, ha erogato oltre 411mila prestazioni, di cui circa trentamila risonanze magnetiche.

La Radiologia di Faenza consta di 9 medici, 27 tecnici di radiologia, 7 infermieri e 5 oss ed è suddivisa in cinque sezioni:

  • Sezione Rx e Pronto soccorso: dotata di apparecchiature Rx, anche digitali dirette (telecomando, diagnostica diretta e diagnostica di Pronto Soccorso);
  • Sezione ecografica: con 3 ecografi
  • Sezione di densitometria;
  • Sezione Tomografia computerizzata: con apparecchiato Tac a 16 strati;
  • Sezione Risonanza: con l’apparecchio che è stato rinnovato.

Nel dettaglio di quest’ultimo aspetto, attraverso l’aggiornamento appena effettuato, il presidio faentino ha ora a disposizione un apparecchio innovativo, caratterizzato da una maggior velocità di esecuzione degli esami; minor dose di radiazioni per il paziente; maggior performatività e dunque accuratezza negli esami. Costo dell’aggiornamento, 500mila euro. Nel 2017 presso l’ospedale “Per gli Infermi” sono state eseguite 8.849 risonanze.

Il dottor Orzincolo ha inoltre aggiunto che, nel giro di pochi mesi, vi sarà un’ulteriore implementazione delle tecnologie elettrobiomedicali, presso l’ospedale. E per la precisione sarà aggiornata l’attuale Tac con un nuovo apparecchio a 128 strati (come quello inaugurato martedì scorso all’ospedale di Ravenna) che garantirà esami più veloci, miglior qualità dei referti e migliori condizioni per il paziente; si aggiunge una apparecchiatura per rendere più veloci e performanti gli esami rx del pronto soccorso, che sarà collocata nel rinnovato Pronto soccorso non appena operativo.

Il professionista ha inoltre ulteriormente precisato che è operativo a Faenza (così come peraltro in altre strutture del ravennate) un protocollo che prevede l’esecuzione di esami (compresa la Risonanza magnetica) 7 giorni a settimana e per 12 ore al giorno.

I lavori

E a proposito del Pronto soccorso, i lavori ripartono col vento in poppa, come evidenziato dal dottor Tellarini. La ditta che li stava eseguendo, e che ha costretto ad uno stop per proprie problematiche interne, ha infatti ottenuto dal Tribunale di Rovigo l’approvazione del Concordato in Continuità. Questo consente di riprendere i lavori e di avere un nuovo cronoprogramma. E’ stata rimontata proprio in questi giorni la camera calda provvisoria, in modo da pater riprendere il cantiere, che dovrebbe concludersi il 30 settembre. A quel punto avrà luogo la collocazione degli arredi e delle apparecchiature elettromedicali, che sono già state acquisite, per cui, dopo i necessari collaudi, è ragionevole prevedere che entro ottobre – novembre 2018, e comunque non oltre inizio 2019, il nuovo Pronto soccorso possa aprire i battenti. In autunno partiranno i lavori per la Farmacia interna.

A queste opere si associano i lavori di ristrutturazione generale della struttura, con un intervento in corso di appalto del valore di 7.261.800 euro. L’intervento è suddiviso in quattro parti. La prima è la sostituzione di coperture vecchie e vetuste e manutenzione di tetti per complessivi 3.500 metri quadrati circa. Le altre tre fasi contemplano: costruzione dei collegamenti verticali e degli accessi dell’area Est, realizzazione dei locali dell’Endoscopia digestiva e della Pediatria (lavori per complessivi 1.200 metri quadri circa); ristrutturazione e miglioramento sismico (circa 1.500 metri quadrati); adeguamento e restauro di varie parti tra cui le scale storiche e il campanile.

 

Soddisfazione per lo stato della situazione è stato espresso dal sindaco Malpezzi, in particolare per la continua infrastrutturazione dell’ospedale. “Voglio ricordare – ha detto il sindaco – che quella risonanza magnetica è stata donata nel 2005 dal comitato delle Valli del Lamone e del Senio, e costò 1.350.000 euro. Quindi con l’occasione torniamo a ringraziare la comunità faentina per la propria generosità, e anche l’Azienda che con questo investimento proprio ha di fatto rinnovato completamente quell’apparecchio. L’innovazione tecnologica è fondamentale, così come la gestione efficace delle apparecchiature, e in questo ospedale in cui si lavora e le si fa lavorare 7 giorni a settimana, questo accade”.

 

Approfondimento tecnico sulla Risonanza Magnetica

L’aggiornamento della Risonanza Magnetica alla versione TM4G& Dot del Reparto di Radiologia consente di prolungare il ciclo di vita del sistema stesso, consentendo di effettuare un balzo in avanti in termini di qualità e produttività nell’ambito di tomografi a Risonanza Magnetica; l’aggiornamento sia di tipo Hardware che di tipo Software ha toccato numerosi parti del sistema RM e si tramuta in una serie di progressi tecnologici tra cui in primis la Catena di Radiofrequenza completamente digitale e i Gradienti. Tale aggiornamento ha portato la Catena di Radiofrequenza a 48 canali Riceventi Indipendenti ed il Sistema Gradienti ad una intensità massima per singolo asse pari a 45 mt/m e slew rate massimo fino a 200 mt/m/msec,; tali valori allo stato dell’arte per effettuare esami di Risonanza Magnetica portano una qualità di immagini e dettaglio anatomico dei distretti da studiare superiore alla versione precedente.

I valori di cui sopra combinati ai nuovi protocolli, in primis quelli volumetrici, che sono ora disponibili sulla consolle della macchina, consentono di approcciare nuove tipologie di studio ed effettuare ricostruzioni su tutti i piani dello spazio in alta risoluzione per visualizzare strutture anatomiche e patologie di piccola dimensione. Negli studi che richiedevano solitamente il trattenimento del respiro da parte del paziente, beneficiano oggi di una riduzione cospicua della scansione o addirittura dell’esecuzione di esami “free-breathing”.

Le nuove sequenze RESOLVE, hanno incrementato l’accuratezza diagnostica degli studi cosiddetti in “diffusione”  con risoluzione spaziale più elevata, che permette una miglior caratterizzazione delle lesioni oncologiche.

Non da meno è importante sottolineare come le nuove bobine in dotazione, che vengono posizionate sul distretto anatomico da studiare, oltre che essere più performanti nella ricezione dei segnali provenienti dal corpo sono maneggevoli, flessibili e combinabili tra loro, in modo da potersi adeguare all’anatomia del paziente da esaminare, massimizzando il comfort dello stesso.

Di rilevanza, tra di esse, quella del distretto testa-collo che rispetto alla precedente è più “aperta” per garantire la massima luminosità all’interno del gantry e ridurre pertanto l’eventuale sentore di claustrofobia e ansietà. La nuova bobina che si posiziona per lo studio dell’addome è costituita di materiale molto leggero e pertanto ne comporta un migliore comfort e collaborazione dai pazienti durante l’esame.

Infine, l’elevato livello di automatizzazione nell’esecuzione degli esami, DOT, aiuta l’operatore a velocizzare la durata dell’intero esame quindi, a minimizzare il posizionamento dei pacchetti da scansionare.

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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, e inaugurato alla presenza del sindaco Michele de Pascale, del direttore generale Marcello Tonini, del direttore sanitario Stefano Busetti, del direttore della Radiologia Carlo Orzincolo e degli operatori.

Del valore di 500.000 euro, la Tac verrà utilizzata per applicazioni in diversi campi: neurologico, vascolare, cardio-toracico, total body. La nuova apparecchiatura è infatti – come spiegato dal dottor Orzincolo - un sistema TC (di tomografia computerizzata) ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi: da quelli con traumi complessi o problemi cardiaci, a quanti siano in attesa di trattamento nei reparti di Pronto soccorso con flussi di lavoro intensi.

“Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini – ha aggiunto il professionista -: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo”.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine, consentendo di ricostruire 128 strati: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure, cardiologiche, angiologiche, neurologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche.

Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tac, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi, un esame cardio in soli 5 battiti ed esami più sicuri e precisi per pazienti con protesi metalliche. Proprio in questi giorni, inoltre, entra in funzione anche una nuova apparecchiatura per la diagnostica angiografica, che a sua volta consentirà di dare una risposta sempre più completa ai bisogni di cura dei ravennati.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Ravenna vengono effettuati ogni anno circa 175.000 esami di diagnostica per immagini, di cui 26.000 tac. Nell’ambito dell’intera provincia ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247.

Il dottor Busetti ha ribadito come, dopo l'inaugurazione del nuovo reparto di Neurologia, lo scorso 22 maggio, questa nuova apparecchiatura “unica in Romagna a 128 strati” sia un ulteriore tassello del potenziamento, in strutture, personale e, appunto, tecnologie, dell’Ospedale di Ravenna. Gli ha fatto eco il direttore generale auspicando, da parte degli operatori, un modo di lavorare sempre più basato sul confronto reciproco e l’integrazione in modo da “mettere a frutto, al massimo, l’attività dei tavoli di lavoro per il bene dei pazienti”.

Conclusioni a cura del sindaco de Pascale, il quale ha evidenziato come “quello delle Radiologie del Ravennate, che coordinano la propria attività dando una risposta più completa alla cittadinanza, sia importante e possa essere colto anche in altri ambiti di intervento. Con questa apparecchiatura l’ospedale di Ravenna si conferma, e anche per il futuro, avanguardia sul fronte delle tecnologie biomedicali”.

 

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La dottoressa Emanuela Giampalma è il nuovo direttore dell’Unità Operativa di Radiologia dell’Ospedale Bufalini di Cesena. Faentina d’origine, classe 1961, arriva dall’Ospedale Infermi di Rimini, dove è stata responsabile della struttura di Radiologia Interventistica e Vascolare. La sua nomina si inserisce in un percorso di sviluppo del servizio da parte dell’AUSL della Romagna nel campo della Radiologia Interventistica Oncologica, settore in cui la dottoressa Giampaola vanta una consolidata preparazione tecnico professionale.

Da sempre punto di riferimento per la patologia muscolo-scheletrica, l’Unità Operativa di Radiologia dell’ospedale Bufalini di Cesena si caratterizza per essere parte integrante dell’articolato percorso del Trauma Center.  Pertanto oltre alla ‘tradizionale’ attività diagnostica il servizio svolge una intensa attività di Radiologia Interventistica che viene garantita 24 su 24 da un Gruppo di Radiologici (4 medici) dotati di una specifica esperienza nel trattamento delle problematiche traumatologiche. L’obiettivo è quello di sviluppare ulteriormente il servizio, dotandolo di tutte le competenze specifiche di Radiologia Interventistica che riguardano anche l'ambito Oncologico e farlo diventare nel prossimo futuro un punto di riferimento aziendale nell’ambito della rete delle radiologie interventistiche, per tutta la diagnostica invasiva nonché per le terapie interventistiche applicate all'Oncologia.

Il reparto eroga prestazioni di diagnostica radiologica anche a Savignano sul Rubicone, Cesenatico, Mercato Saraceno e Bagno di Romagna. Dal 1 gennaio al 30 settembre 2017, sono state effettuate al Bufalini oltre 110 mila prestazioni: 3958 tac, 3924 risonanze magnetiche, 432 esami di angio diagnostica, 372 esami di angio interventistica, 17.465 ecografie, 56.611 radiografie di cui 23.573 di pronto soccorso, 33.038 radiografie di secondo piano, 10.463 ecografie senologiche, 4141 radiografie di senologia clinica, 13.504 radiografie per lo screening senologico. Il reparto collabora quotidianamente con tutte le unità operative presenti in ospedale, in particolare con la Neuroradiologia, con cui condivide in parte gli spazi, le apparecchiature e il personale del comparto.

Nata a Faenza nel 1961, la dottoressa Emanuela Giampalma si è laureata con lode in  Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Bologna e ha conseguito presso lo stesso ateneo e sempre con il massimo dei voti la specializzazione in  Radiodiagnostica e Scienze delle Immagini. Prima di essere responsabile della struttura di Radiologia Interventistica e Vascolare dell’ospedale Infermi di Rimini, ha lavorato al Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna dal 2004 al 2014, ricoprendo l’incarico dirigenziale professionale di alta specializzazione denominato “Imaging dei pazienti in lista d’attesa per trapianto di fegato e terapia percutanea pre e post OLT”. In precedenza, è stata titolare dell’incarico di alta professionalità denominato “Radiologia vascolare e Interventistica” all’ospedale Morgagni di Forlì. E’ membro della sezione di Radiologia Vascolare e Interventistica della Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM) e della Società Europea di Radiologia Cardiovascolare e Interventistica (CIRSE). Ha partecipato come relatrice a numerosi congressi e corsi di aggiornamento ed è autrice di 178 pubblicazioni edite a stampa.

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