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Continuano i lavori all’Ospedale “Per gli Infermi” di Faenza, partiti a inizio maggio scorso e mirati alla riqualificazione della struttura e al miglioramento dell’accoglienza e dei percorsi interni.

A partire da lunedì prossimo, 26 agosto, partirà uno stralcio di opere relativo alla bonifica e conservazione dei fabbricati che circondano parte del cortile della Madonnina. Per consentire tali lavori da lunedì sarà interdetto l’ingresso al cortile e, conseguentemente, l’utilizzo del percorso che attraversa tale cortile che consente di accedere all’Ospedale. Per entrare in Ospedale potrà dunque essere utilizzato solo il nuovo ingresso posto vicino alla camera calda provvisoria, oltre naturalmente all’ingresso storico su corso Mazzini.

Contestualmente proseguono i lavori di risanamento dei tetti della parte storica dell’ospedale rivolta verso corso Mazzini, nell’ambito dei quali, per consentire di realizzare gli interventi propedeutici di messa in sicurezza degli ambienti sottostanti, si renderà necessario trasferire momentaneamente la degenza cardiologica. Pertanto a partire da lunedì 9 settembre fino a lunedì 23 settembre, il reparto di degenza di Cardiologia sarà trasferito nei locali della Post acuti, ubicati al primo piano del padiglione “San Giuliano”, sopra l’Oncologia, mentre gli ambulatori cardiologici rimarranno nella loro sede. Le attività cardiologiche sia di degenza sia ambulatoriali non subiranno comunque variazioni.

Più in generale i lavori previsti nell’appalto, che ha un valore complessivo di 7.261.000 euro, prevedono la realizzazione di due nuovi collegamenti verticali uno dei quali, dotato di ascensore, interessa il cortile cosiddetto della Magnolia, e permetterà di migliorare l’adeguamento alla più recente normativa antincendio nonchè di migliorare notevolmente i collegamenti verticali di questa porzione di Ospedale. Le opere sono mirate anche alla ristrutturazione e alla conservazione del fabbricato (manutenzione e sostituzione di coperture, adeguamento e restauro parapetti e balaustre storiche, adeguamento e realizzazione nuovi impianti: gruppi frigo, impianti trattamento aria, impianti elettrici e meccanici) e al miglioramento sismico (ristrutturazione di parte dei locali al piano terra destinati ad ospitare la futura centrale emergenze dell’intero Presidio e la nuova portineria). Sono anche previsti interventi che hanno un maggiore interesse sanitario in quanto riguardano la ristrutturazione di aree attualmente al grezzo poste al secondo livello fuori terra e destinate ad ospitare alcune attività attualmente poste nella parte storica del Presidio Ospedaliero.

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Ancora una donazione alla Pediatria ravennate. Un gruppo di dipendenti dell’Enel di Ravenna ha infatti voluto devolvere una generosa somma all’Unità Operativa Complessa del Presidio Ospedaliero “Santa Maria delle Croci”, diretta dal professor Federico Marchetti, somma che è stata utilizzata per l’acquisto di due carrelli porta cartelle e porta pc utilizzati dal personale medico e infermieristico durante la visita quotidiana dei bambini e adolescenti ricoverati.

La raccolta fondi è stata frutto di una piccola autotassazione con l’accordo che il denaro raccolto sarebbe servito a finanziare un’iniziativa benefica per la Pediatria.

Al momento della consegna erano presenti: in rappresentanza dell’Enel di Ravenna il signor Luca Piraccini e la signora Lorena Vassura; quindi il professor Marchetti, che ha espresso il ringraziamento per il generoso gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa, e la Direzione Ospedaliera.

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Il 2019 è l’anno in cui “Nati per leggere” compie vent’anni. Era 1999 quando un gruppo si ritrovò ad Assisi e gettò le basi per questa grande avventura di diffusione della lettura condivisa, in rete tra pediatri, bibliotecari, librai, educatori, insegnanti e volontari. Questo progetto è nato perché leggere fa bene, migliora le competenze linguistiche, logiche e di comprensione del testo, aumenta la conoscenza del mondo ma anche la conoscenza di sé e degli altri, mantiene attive le funzioni cognitive di memoria, attenzione e concentrazione, ragionamento e capacità critica. I libri insegnano a comprendere il mondo, ad approfondire, a riflettere, a pensare. Inoltre la lettura è un'attività potenzialmente molto ricca di benefìci, a breve e a lungo termine, per la salute psicologica e la salute in generale.

Un reparto di Pediatria di un ospedale deve potere garantire un’accoglienza particolare rivolta ai bambini e ai loro genitori, per il più breve tempo possibile e con la permanenza migliore possibile, fatta di professionalità nelle cure ma anche di accoglienza, cortesia e luoghi fisici adatti per i bambini. Ed è per questo che, a Ravenna, è nata l’idea di allestire una biblioteca "itinerante”, che porta i suoi libri a tutti i bimbi ricoverati nel reparto, e che si chiama la “Biblioteca della Farfalla”. Un’iniziativa fortemente voluta dalla Pediatria ospedaliera, dalle Associazioni onlus “Il Mosaico” e Agebo, e promossa dal progetto nazionale “Nati per Leggere”, realizzata in collaborazione con la Biblioteca Classense.

Quest’anno, grazie alla preziosa iniziativa e donazione delle due scuole primarie “G. Camerani” e “A. Torre” di Ravenna, che hanno effettuato mercatini di autofinanzimento, si è riusciti ad arricchire la “Biblioteca della Farfalla” di nuovi libri, contrassegnati da piccoli bollini colorati che indicano la fascia d’età, di cui possono usufruire i bambini e i genitori che soggiornano nel reparto. L’allestimento della biblioteca, ora realizzato, è stato curato in modo particolare dalla dottoressa Nicoletta Bacco, responsabile dell’unità operativa di Pubblica lettura della Biblioteca Classense del Comune di Ravenna e programmi “Nati per Leggere”.

Erano presenti i dottori Federico Marchetti (direttore dell’unità operativa di Pediatria) e Nicoletta Bacco e le insegnanti Giuseppina Massaro (scuola primaria “A. Torre”) e Maria Giovanna Amato (scuola primaria “G. Camerani”), Adelina Burdujanu (Servizio Civile presso Biblioteca Classense), Annalisa Baruzzi (segretaria dell’associazione “Il Mosaico-Amici dei Bambini Malati”).

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Si è svolta nei giorni scorsi, presso i locali della Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la donazione di due carrozzine da transito pieghevoli, due sedie per doccia con braccioli estraibili e un tavolino servitore, donate al reparto dalla tifoseria ravennate tramite una raccolta fondi organizzata dagli “ultras Ravenna 1994” e dai partecipanti del “Trofeo Lorenzo Morini 2018”.

Una delegazione degli “Ultras Ravenna 1994” ha voluto portare di persona le attrezzature da donare al reparto, facendo sentire il “grande cuore di tifosi” ai bambini malati. Una bandiera che sventola non solo per la propria squadra, ma anche per i bambini del reparto di pediatria dell’Opedale “Santa Maria Delle Croci” di Ravenna. Tali attrezzature renderanno più agevole la degenza dei piccoli pazienti ricoverati presso il reparto.

Il Primario, dottor Federico Marchetti, ha espresso il ringraziamento per il generoso gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale.

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Si è svolta nella giornata di ieri, martedì 16 luglio, presso i locali della Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la donazione di un saturimetro da tavolo, acquistato grazie alla raccolta fondi scaturita da un evento in memoria di Adriano Carassai, ufficiale di Marina, capitano di fregata, appartenente alla Capitaneria di Porto di Ravenna.

Si tratta di un apparecchio moderno e tecnologico di ultima generazione che verrà utilizzato per monitorare il livello di ossigeno del sangue, la frequenza cardiaca e l’attività della respirazione ai piccoli pazienti che sono costretti a letto e vanno controllati in maniera costante.

Il Primario della Pediatria, dottor Federico Marchetti,  ha espresso il ringraziamento per il generoso gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale di Ravenna.

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Il contrasto della sofferenza e del dolore è una cultura che sta crescendo, e deve continuare a crescere, anche in ambito sanitario. Da essa, infatti, dipende molto del benessere del paziente all’interno del percorso di cura complessivo. Va in quest’ottica un importante ed innovativo progetto formativo attivato in Ausl Romagna, per realizzare il quale è stato fondamentale il contributo di Rotary e Fondazione Taccia di Rimini.

Grazie alle loro donazioni per un totale di oltre 110mila euro, sono state infatti attivate postazioni per la formazione del personale sanitario che opera nella rete di Cure palliative , in cinque sedi aziendali in tutti gli ambiti territoriali (cesenate, forlivese, ravennate e riminese) ed è stato attivato un pacchetto formativo ad hoc per i professionisti che a vario titolo lavorano nell'ambito delle Cure Palliative dell'età adulta e pediatrica, incluso i medici di famiglia. Sono state inoltre donate altre attrezzature (pc portatili, carrelli, microfoni…) per allestire le postazioni.

Per questa importante donazione, che denota grande sensibilità nei confronti di un tema importante e che talvolta resta in “secondo piano”, si è svolta questa mattina, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, una cerimonia di inaugurazione cui hanno preso parte i presidenti di Rotary e Fondazione Taccia, Gian Piero Zinzani e Andrea Rossi, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, i presidenti degli ordini professionali di medici e infermieri di Ravenna, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, le direzioni medica e infermieristica dell’Ospedale di Ravenna, il direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna Federico Cappuzzo, il responsabile aziendale per la Formazione Pierdomenico Lonzi. L’intera cerimonia è stata trasmessa, appunto in teleconferenza, con le altre sedi collegate, ed è stata seguita, dunque, da oltre duecento persone, che nel corso del pomeriggio hanno effettuato la prima formazione professionale con la nuova apparecchiatura donata.

Da parte dei vertici aziendali, il ringraziamento ai donatori; il dottor Tonini ha tra l’altro evidenziato la vicinanza e collaborazione, in questa donazione tra due soggetti del volontariato, uno di Rimini e uno di Ravenna, che congiuntamente si impegnano per l’Ausl Romagna: “In un giorno come questo essere romagnolo è ancora più bello”.

Il primo cittadino ha a sua volta evidenziato come “il territorio della Romagna è uno di quelli in cui più che in ogni altro si sente la vicinanza del mondo associativo, delle fondazioni e della società civile in generale, attraverso donazioni, specialmente concentrante nell’ambito oncoematologico. Questo strumento, tra l’altro, contribuisce al processo di ‘avvicinamento’ dei territori dei professionisti dell’Ausl Romagna.

APPROFONDIMENTO TECNICO E RINGRAZIAMENTI

Si svolge oggi, presso il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Croci Ravenna, l’inaugurazione dei sistemi di videoconferenza dedicati alla realizzazione del “Progetto Cure Palliative della Romagna” e l’avvio del “Percorso di Formazione per gli operatori sanitari della Rete Locale di Cure Palliative della Romagna”, che vede coinvolti il personale che opera sia nella Rete di Cure Palliative dell’adulto sia nella Rete dell’età pediatrica, in Ospedale e sul Territorio.

La donazione si inserisce nelle attività del Rotary Club Ravenna per festeggiare il suo 70° anniversario

All’evento partecipano le Autorità Cittadine, la Direzione e il Personale dell’AUSL Romagna, il Presidente del Rotary Club Ravenna, Dott. Gian Piero Zinzani, i Soci del Rotary Club Ravenna e degli altri Club coinvolti nell’iniziativa, il Presidente della Fondazione Taccia, Dott. Andrea Paolo Rossi.

Alla realizzazione del progetto di installazione degli strumenti per videoconferenza, del valore di 80.320 Euro, oltre al Rotary Club Ravenna e alla Fondazione Taccia di Rimini, hanno partecipato i Rotary Club di Cervia Cesenatico, Cesena, Lugo, Ravenna Galla Placidia e Valle del Rubicone e  alcuni Club esteri, Beograd Centar e Beograd Skadarlija (Serbia), Bijeljina (Bosnia & Herzegovina), Moscow International (Russia). Ha contribuito inoltre la Rotary Foundation di Evanston (Chicago – USA), partecipazione che evidenzia l’internazionalità del Rotary che può realizzare importanti progetti umanitari grazie alla rete di rapporti esistente tra i club dei numerosi paesi in cui opera.

Il progetto Sistemi di Videoconferenza ha permesso di installare, presso le sedi pubbliche dell’AUSL della Romagna, 5 sistemi per  video conferenze:  all’ Ospedale S. Maria delle Croci Ravenna (Aula DEA, settimo piano), nelle sale riunioni dell’Hospice di Lugo, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone e all’Hospice di Rimini (Aula G).

La fornitura del pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative è finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000 €

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700 €: l’unione delle risorse ha fatto la differenza per realizzare un grande progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

La donazione, in accordo con l’AUSL della Romagna, ha, tra i vari obiettivi, la promozione della formazione continua per elevare il rendimento dei servizi nel campo dell’assistenza, della ricerca e della sperimentazione, per ridurre le differenze nelle pratiche cliniche per migliorare l’appropriatezza e l’efficienza clinica ed organizzativa. I sistemi di videoconferenza consentiranno quindi agli operatori di cure palliative di fruire contemporaneamente della medesima lezione, faciliteranno il confronto e la condivisione di casi clinici, riducendo il numero di spostamenti da una sede all’altra, con notevole risparmio di tempo e ottimizzazione delle risorse umane. Un appropriato sistema di cure palliative favorisce la qualità delle cure stesse e permette quindi di valorizzare la dignità dei malati. 

Questa giornata vede la partecipazione, in particolare per la parte formativa, di illustri docenti nella sell’Aula del DEA a Ravenna (in collegamento con le sedi di Lugo, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Rimini) quali:

Danila Valenti -  Direttore UO Rete delle Cure Palliative (SC), Azienda USL di Bologna

Stefano Zamagni - Professore a contratto a titolo gratuito. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi Bologna

Maria Rolfini -  Regione Emilia-Romagna - Assessorato politiche per la salute. Direzione Generale cura della persona, salute e welfare. Servizio assistenza territoriale

Marco Maltoni – Coordinatore Rete Locale Cure Palliative della Romagna

Luigi Saponi - Infermiere Case Manager di Rete, U.O. Terapia Antalgica e Cure Palliative, Rimini

La Rete Locale di Cure Palliative della Romagna (Rlcp), comprende le seguenti strutture di cure palliative:

per l’AUSL della Romagna

gli Hospice di Lugo e Fanza, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone, di Rimini, gli ambulatori di cure palliative, le attività al domicilio dei pazienti di cure palliative e di consulenza in Ospedale, Case di Cura Convenzionate e nelle Case Residenza per anziani erogate da equipe specificatamente formate e dedicate;

per il Privato Convenzionato:

  • Hospice di Ravenna
  • Hospice di Dovadola (FC)

 

Per l’ IRST-IRCCS di Meldola:

  • Struttura di Cure Palliative e Terapia del Dolore che eroga cure palliative nel nodo Ambulatorio e Ospedale – Consulenza.

La Rlcp è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rlcp della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. La Rlcp si pone a garanzia dell’equità di accesso alle cure palliative, dell’integrazione tra i nodi e le loro equipe, della presa in carico integrata in relazione alle necessità del malato e della sua famiglia, e del percorso di continuità di cura.

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che "le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono”. La normativa regionale evidenzia che "presso l’ambulatorio è possibile l’avvio precoce di cure palliative garantendo un graduale passaggio dalla fase di cura attiva alle cure palliative propriamente dette, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita." Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

Si coglie l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla buona riuscita del progetto e in particolare:

Dott.ssa Elisabetta Montesi, Responsabile Area Fundraising e Comunicazione Sociale, Ing. Lorenzo Rossi  Analista, UO Governo Sistemi Informativi ed i Tecnici, Claudio Benini, Massimo Boschetti,  David Deriu, Andrea Lotti  e Stefano Sangiorgi, il Dr. Pierdomenico Lonzi  Direttore Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione ed Emanuela Manzari - Collaboratore Professioni Sanitarie della medesima unita operativa, infine i Responsabili/Direttori delle Cure Palliative dell’AUSL della Romagna Dott.ssa Cristina Pittureri, Dott. Luigi Montanari, Dott. Marco Cesare Maltoni, Dott. Davide Tassinari.

 

PROFILO DEL ROTARY RAVENNA

Il Rotary Club Ravenna è il Rotary di più vecchia fondazione della Romagna, e ha celebrato proprio il 70° anniversario nel novembre 2018.

In questa importante ricorrenza, il presidente Gian Piero Zinzani, unitamente a tutto il Club, ha ritenuto di focalizzare la molteplice attività di service su un progetto importante, che coinvolgesse e si riverberasse nel tempo proprio in terra di Romagna.

Nel corso della annata che si avvia a conclusione il Rotary Club Ravenna, con il contributo fondamentale di Soci, famiglie ed amici, ha realizzato molti progetti al servizio della comunità locale, dal restauro di un fondo di antichi manifesti recuperati nell’archivio dell’Accademia delle Belle Arti, al restauro della lapide dedicata ad Antonia Alighieri, ora ricollocata in Santo Stefano degli Ulivi, dove la figliola di Dante si fece monaca con il nome di Suor Beatrice;

abbiamo dato Borse di Studio ai migliori diplomati del “Verdi”, ai vincitori del contest Agricoltura 4.0 del “Perdisa”, agli artisti dell’Accademia le cui opere in mosaico sono state selezionale per il ciclo dei 21 Arcani Maggiori, ciclo completato proprio questa annata (e le prossime due saranno per Dante); rifinanziato lo sportello d’ascolto alla “Novello”, lavorato con le scuole medie sullo spreco alimentare e con l’Artistico sul patrimonio culturale cittadino, e molto altro…., tuttavia volevamo fare qualcosa che andasse oltre la città, e quindi abbiamo realizzato una importante raccolta fondi per LFCD (Life For a Child wit Diabetics), abbiamo partecipato alla Run End Polio Now, e soprattutto abbiamo realizzato questo sistema di videoconferenza avanzato che unisce i 4 Hospice pubblici della Romagna (Lugo, Forlimpopoli, Savignano e Rimini) con l’aula magna dell’Ospedale di Ravenna, al fine di agevolare tutta la formazione di tutto il personale della Rete delle Cure Palliative in Romagna, con un investimento proprio sulle nostre Strutture PUBBLICHE.

Questo è stato possibile grazie al contributo economico, oltre che dell’RC Ravenna, dei Rotary Club di Lugo (Pres.Tbanelli), Cesena (Pres. Castagnoli), Valle del Rubicone (Pres, Bianchi), Ravenna Galla Placidia (Pres. Bassi) e Cervia Cesenatico (Pres. Magni), alcuni partner internazionali, primo fra tutti il Rotary Club Moscow International, e poi l’RC Beograd Centar, il Beograd Skadarlija, il Bijeljina, e infine l’americana Rotary Foundation, che ha subito compreso la straordinarietà del progetto finalizzato soprattutto alla formazione, e la Fondazione Taccia che – oltre ad aver ispirato il progetto e ad un sostanzioso contributo economico su questa infrastruttura – si farà poi carico dei corsi di formazione.

Una bella squadra, un bel risultato, per il benessere e la dignità di moltissime nostre famiglie, attraverso la “vituperata” sanità pubblica, che nell’accettare la donazione ha iscritto questi impianti nel patrimonio di Beni Mobili Pluriennali dell’Azienda USL della Romagna.

Il Presidente Zinzani ricorda infine come questo progetto sia già in linea con il motto presidenziale della incipiente annata rotariana 2019 - 2020: ROTARY CONNECTS THE WORD.

 

PROFILO DELLA FONDAZIONE "OSCAR TACCIA"

La missione della Fondazione Taccia consiste nel finanziare progetti nel settore della Oncologia e delle Cure Palliative nei territori della Romagna e della Sardegna, utilizzando la rendita del proprio patrimonio  che deriva dal lascito testamentario dell’Architetto Oscar Taccia di Rimini.

Il Progetto Cure Palliative nasce dall’incontro fortunato con il Rotary:  unendo le risorse potevamo realizzare un grande progetto, utile a tutti i sofferenti della Romagna, un progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

Il Progetto Cure Palliative, unitario nella sua struttura e conseguente nella sua fase esecutiva, concordato con tutti gli operatori del settore, è stato diviso in due parti:

  1. 1.     Acquisto delle attrezzature per un sistema di videoconferenza collocate in 5 Hospice della Romagna con finanziamento congiunto di Rotary e Fondazione Taccia per un valore di 80.700€.
  2. 2.     Fornitura di un pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative della durata di 2 anni,  finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000€

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700€, la unione delle risorse fa la differenza.

Andrea Rossi                                                                   

 

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Ancora un riconoscimento scientifico per un professionista dell'Ausl Romagna. Il dottor Massimo Innamorato (responsabile del percorso di Terapia antalgica  dell'Ausl Romagna) è stato nominato Responsabile nazionale del Gruppo di Studio sul Dolore Acuto e Cronico dal consiglio Direttivo SIAARTI (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva).

Questo gruppo di studio raccoglie anestesisti rianimatori che desiderano acquisire competenze distintive nella cura del dolore acuto e cronico nelle sue varie articolazioni e manifestazioni cliniche, proponendo un percorso di aggiornamento specialistico basato sull’evidenza scientifica più recente​​​​.​ Lo scopo finale è produrre raccomandazioni aggiornate su questi argomenti che possano essere di aiuto ai colleghi nella loro attività quotidiana. ​

Nell’ambito dei progressi compiuti dalla medicina nel garantire alle persone una buona qualità di vita, la “terapia del dolore” e la gestione della sofferenza sono due campi ancora considerati, da taluni, secondari. In questo quadro gli anestesisti hanno un ruolo fondamentale nel promuovere la cultura della “protezione” del paziente da sofferenze inutili, favorendo e potenziando l’utilizzo di farmaci e tecniche di analgesia.

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Più di un trapianto di cornea ogni giorno e mezzo. Ha raggiunto livelli molto significativi l’attività trapiantologica oculistica che si svolge presso l’Ospedale di Ravenna, punto di riferimento in Romagna. Dall’avvio di tale attività, nel 2015, sono stati infatti effettuati 785 trapianti di cornea con numeri costantemente crescenti: 131 nel 2015, 169 nel 2016, 186 nel 2017, 211 nel 2018 e 88 nei primi quattro mesi del 2019, quindi uno ogni 1,3 giorni. E recentemente sono state attivate metodiche di presa in carico assai innovative per i pazienti.

“L’attività viene effettuata all’interno del dipartimento chirurgico ‘Testa collo’ diretto dal professor Claudio Vicini e dell’Unità operativa Oculistica di Ravenna-Lugo, diretta dal dottor Domenico D’Eliseo. Il trapianto di cornea è la sostituzione parziale (lamellare) o a tutto spessore (perforante) della cornea, che è una lente trasparente costituente la parte più anteriore dell’occhio e contribuisce a mettere a fuoco le immagini sulla retina - spiega il dottor Luca Avoni, che opera a Ravenna -. Il ‘Progetto Cornea’, inoltre, punta ad ottimizzare le risorse strumentali e logistiche e a massimizzare il confronto continuo tra gli oculisti dell’intera Ausl, al fine di creare un sevizio di eccellenza per i pazienti e una formazione continua di personale medico e infermieristico”.

Entrando nel merito degli interventi effettuati, la maggior parte è stata eseguita con le tecniche innovative di chirurgia lamellare (il 78,7 per cento) che hanno molti vantaggi sostituendo solo la parte della cornea malata e lasciando quella sana, mentre in quelli perforanti (21,3 per cento) la cornea è completamente compromessa e la si deve sostituire a tutto spessore. Numeri che pongono Ravenna tra le prime strutture di trapianto di cornea a livello nazionale dato maggiormente rafforzato se sommiamo anche i trapianti di cornea effettuati nelle altre unità operative dell’AUSL della Romagna.

Zoom clinico.

Che pazienti si rivolgono all’AUSL Romagna per malattie della cornea?

“I pazienti che si rivolgono all’Ausl Romagna per trapianto di cornea e per malattie della cornea provengono per circa il 50 per cento dalla Regione Emilia Romagna e per il resto dalle altre regioni d’Italia – illustra il dottor Avori -. Si sono inoltre trattati pazienti provenienti dall’estero sia da paesi della comunità europea sia da paesi non appartenenti alla comunità europea”.        

Quali sono le malattie più frequentemente trattate?

“La cornea per poter esercitare le sue funzioni deve essere regolare e trasparente; tutte le malattie della cornea che alterano la regolarità o la trasparenza possono essere candidate al trapianto di cornea. Tra le più comuni ricordiamo il cheratocono, la cheratopatia bollosa le cicatrici corneali (leucomi) e le distrofie della cornea”.

Ci sono novità terapeutiche nel campo della terapia medica delle malattie della cornea?

“L’Ausl Romagna è sempre costantemente aggiornata nel campo della terapia medica della cornea e si stanno già trattando pazienti affetti da cheratopatia neurotrofica con farmaci innovativi che derivano dagli studi di Rita Levi Montalcini e di altri ricercatori nel campo dei fattori di crescita nervosi”.

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L’ambiente portuale e marittimo è caratterizzato da elevata complessità tecnica ed organizzativa. Per affrontare tale complessità dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, non servono solo i controlli (più numerosi negli ultimi anni a Ravenna grazie all’acquisizione di nuovi tecnici Ausl) ma anche un aumento delle conoscenze e un’adeguata formazione di chi li deve effettuare, mettendo in rete gli operatori a livello nazionale.

In quest’ottica, nelle giornate del 29 e 30 maggio scorso, si è svolto a Ravenna un Corso di “formazione sul campo”, organizzato dall’Azienda USL della Romagna (Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), rivolta a professionisti delle varie Ausl d’Italia nelle cui regioni è presente un porto. L’iniziativa, che fa parte di un progetto formativo nazionale nato in seno al “Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro”, precisamente nel gruppo di lavoro denominato “Porti e navi”, è stata preceduta da un workshop in aula svoltosi presso la sede dell’INAIL di Roma, dove sono state illustrate, fra l’altro, le modalità di lavoro relative alle operazioni d’imbarco e sbarco di merci sfuse, in particolare cereali.

A Ravenna, invece, si è svolta la fase di formazione sul campo il cui titolo “Gestione delle operazioni d’imbarco e sbarco delle merci alla rinfusa nel porto di Ravenna” riconosce l’impegno e i risultati profusi sia da parte dell’Unità operativa “Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro” dell’Ausl, sia da parte dei terminalisti che dei lavoratori portuali. A Ravenna, infatti, sono state sviluppate una serie di iniziative virtuose atte a migliorare le condizioni di salute e sicurezza degli operatori che a vario titolo operano all’interno di aree portuali; in particolare, uno degli elementi più qualificanti, riguarda sicuramente la redazione, per ogni singola nave che effettua operazioni di imbarco o sbarco di merci, del così detto Piano Specifico per la Sicurezza(PSS). In pratica uno specifico documento di valutazione dei rischi redatto ad hoc per ogni nave che deve prevedere tutte le misure si prevenzione e protezione da porre in atto nelle fasi d’imbarco e sbarco merci, ivi comprese le soluzioni connesse alla viabilità di banchina e all’interfaccia nave/banchina. Tutte le aziende alle quali è stata richiesta la collaborazione a potere effettuare delle visite sul campo, si sono dimostrate particolarmente disponibili e interessate.

Nell’incontro tenutosi nel pomeriggio di mercoledi 29 presso la sala conferenze del Centro Direzionale Portuale di SAPIR Spa, dopo i saluti e la presentazione dell’Ausl, sono intervenuti rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale con un intervento su “Peculiarità e caratteristiche del porto di Ravenna”, di Yara Italia Spa con “L’accesso controllato in banchina, il piano di viabilità e i controlli interni”, Marcegaglia Carbon Steel Spa con “Organizzazione dell’interfaccia tra piazzale e banchina”, Cooperativa Portuale Soc. Coop. con “L’organizzazione del lavoro e la condivisione del Piano Specifico di Sicurezza con i terminalisti”, Gruppo Setramar con “I piani di viabilità e PSS”, SAPIR Spa con “Evoluzione e futuro del PSS” ed infine sono intervenuti i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di sito portuale illustrando i principali risultati del “Protocollo d’intesa per la sicurezza del porto di Ravenna”, siglato a Ravenna da fine 2007, prima della promulgazione del DLgs 81/08.

Nella giornata successiva sono stati visitati i terminal Sapir Spa, il terminal Setramar Spa e il terminal Marcegaglia Carbon steel Spa per assistere alle operazioni portuali relative a sbarchi di navi e trasferire ai discenti i principali elementi di prevenzione e vigilanza in quelle determinate operazioni lavorative. Dopo l’estate si terrà una nuova edizione del Corso di formazione e sarà chiesto ad altre imprese portuali di collaborare alla sua realizzazione.

Ad ulteriore riprova dell’importanza di tale comparto, nel corso del 2017 gli operatori dell’Ausl hanno effettuato, presso l’area portuale ravennate, 86 interventi di controllo, con un incremento del 70 per cento rispetto all’anno precedente, e 104 interventi nel 2018 con un ulteriore incremento del 20 per cento sull'anno precedente.

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Il 30 maggio si terrà nella Sala Martignani (Sede AUSL Romagna di via De Gasperi – Ravenna) una giornata di studio intitolata “La salute mentale in Romagna” organizzata in collaborazione con le Associazioni degli utenti e dei familiari della Romagna. Durante la giornata verranno analizzati gli attuali punti di forza e le azioni da implementare per favorire la salute mentale, l’inclusione sociale e i diritti di cittadinanza delle persone con disturbi psichici. Dopo l’illustrazione della mission e della vision del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche della A.USL della Romagna vi saranno approfondimenti rispetto sia all’area dei servizi sanitari (Centro di Salute Mentale, Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Dipendenze Patologiche, Neuropsichiatria Infantile, Riabilitazione Psichiatica) che a quella relativa alla funzione dei Distretti e dei Servizi Sociali. Ad integrazione delle tematiche trattate; vi saranno inoltre interventi da parte delle Associazioni sia degli utenti che dei familiari.All’interno della giornata di studio il Coordinamento Regionale delle Associazioni dei Familiari (Urasam) e le associazioni ravennati “Porte Aperte”, “A.M.A. La Vita” e “A Testa Alta”, conferiranno un riconoscimento agli operatori del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna, diretto dal dottor Roberto Zanfini, in quanto nel biennio 2017/18 hanno raggiunto l’obiettivo di zero contenzioni meccaniche. Verrà inoltre dato un riconoscimento al Centro di Salute Mentale di Ravenna e alla Polizia Locale di Ravenna per il contributo mirato al raggiungimento di questo obiettivo. La consegna dei riconoscimenti terminerà con le considerazioni del Sindaco di Ravenna Michele De Pascale.L’importante riconoscimento coincide con un significativo traguardo raggiunto dal Spdc di Ravenna che da anni mette in atto azioni per superare il ricorso alla contenzione meccanica, l’ultima delle quali è avvenuta il 16 agosto del 2016.Gli interventi attuati sono stati sia strutturali - creando un ambiente di cura simile più a quello di un domicilio che di un ospedale con un alto numero di stanze singole - sia clinico organizzativi. Per questi ultimi, oltre ad eseguire diversi protocolli con le cosiddette interfacce (Polizia Locale, Pronto Soccorso) si sono progressivamente incrementati piani di trattamento individuali consistenti in percorsi di cura che non riguardano solo i trattamenti farmacologici ma una presa in carico più a tutto tondo. Infatti nel corso degli anni sono state incrementate le competenze degli operatori al fine di poter eseguire anche trattamenti sia di tipo psicologico che psicosociale. Gli interventi sono stati poi rivolti non solo alla persona ma anche, quando possibile, al contesto socio-ambientale.In tal modo attraverso l’individuazione di trattamenti individuali (farmacologici, psicologici e psicosociali) basati più che “fare al paziente” al “fare con il paziente” e definiti in base agli obiettivi del ricovero, è stato possibile creare un ambiente di cura più umanizzato con conseguente miglioramento del clima di reparto e di riduzione dei comportamenti disfunzionali.

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