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L’attività di controllo dei funghi nel mese di dicembre in corso, per il territorio del Ravennate, si svolgerà presso il CMP di Ravenna - in Via Fiume Montone Abbandonato, 134 - nelle giornate di lunedì 10 e lunedì 17 dalle ore 9.00 alle ore 10.00. Nelle giornate di lunedì 24 e 31 dicembre lo sportello micologico resterà chiuso. Nei mesi successivi (gennaio, febbraio e marzo) il servizio continuerà nella sede di Ravenna tutti i lunedì dalle ore 9.00 alle ore 10.00.

Nelle altre giornate e per i territori dei Distretti di Lugo e di Faenza l’attività proseguirà comunque su appuntamento telefonando allo 0545.283055 con almeno 24 ore di anticipo. Far controllare da personale esperto i funghi raccolti è infatti sempre molto importante per evitare intossicazioni che possono avere conseguenze anche molto gravi.

Nel corso degli ultimi mesi, in cui le condizioni meteo-climatiche sono state particolarmente favorevoli alla crescita dei funghi, presso gli sportelli dell’Ispettorato micologico di Ravenna, Faenza e Bagnacavallo si sono presentati oltre 200 cittadini.

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In occasione delle festività del mese di dicembre e gennaio, l’Azienda USL potenzierà, così come gli anni scorsi, il servizio di Continuità Assistenziale (cosiddetta Guardia Medica) mirato a prendere in carico i pazienti nei giorni festivi o in quelli nei quali non sono attivi gli ambulatori di medicina generale.

Nelle giornate di: 7, 8, 9, 22, 23, 24, 25, 26, 29, 30 e 31 dicembre, e primo gennaio 2019, saranno attivi i seguenti potenziamenti.

Ravenna:

  • Sede di via Missiroli, 10 - apertura di un secondo ambulatorio di Guardia Medica sia al mattino che al pomeriggio (orario 8 – 20);
  • Centrale operativa Continuità Assistenziale (il servizio che risponde alle telefonate degli utenti): un  medico in più in orario 8 – 20;

Faenza e Lugo: apertura degli ambulatori di Continuità Assistenziale aperti anche al mattino (ore 8:30 – 14);

Le Case della Salute del territorio provinciale saranno aperte nella giornata di sabato 8 dicembre, così come nei sabati 15, 22 e 29 dicembre.

 

 

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“Un sorriso contro il dolore”. E’ il nome della campagna di raccolta fondi on-line, attiva da ieri sulla piattaforma “Idea Ginger” per finanziare l’acquisto di un’apparecchiatura contro il dolore cronico per l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, che servirà i cittadini di tutta la Romagna. Sarà possibile effettuare la propria donazione on-line sul sito www.ideaginger.it scegliendo il progetto “Un sorriso contro il dolore”. Il tutto è stato presentato in una conferenza stampa svoltasi all'Ospedale di Ravenna, cui hanno partecipato Roberto Pesaresi, responsabile marketing de “LA BCC ravennate forlivese e imolese”, i rappresentati di Edera Ritmica Ssd di Ravenna e la responsabile provinciale di Cittadinanzattiva Hedda Forlivesi, nonché, per l’Azienda, il responsabile della rete antalgica dell’Ausl Romagna dottor Massimo Innamorato, il dottor Paolo Tarlazzi della direzione sanitaria dell’Ospedale di Ravenna, la dottoressa Elisabetta Montesi responsaile fundrising per l’Ausl Romagna e la dottoressa Patrizia Barattoni curatrice di un evento a supporto della raccolta fondi.

La campagna, della durata di 90 giorni, sarà infatti scandita da una serie di iniziative di sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini, le aziende, la società civile, al fine di perseguire l’obiettivo di raggiungere la somma di diecimila euro, necessaria per l’acquisizione. Il primo evento è previsto già per martedì 11 dicembre al Teatro Rasi di Ravenna alle ore 21 con una serata di danza ritmica organizzata da “Edera Ritmica Ssd” (si veda anche l'allegata locandina).

Si potranno donare anche piccole cifre, e a seconda della donazione vi saranno anche piccole premialità. Partner della campagna sono “LA BCC ravennate forlivese e imolese” e le associazioni “Cittadinanzattiva TDM” e “Parkinsoniani” sezione ravennate. "Qualora non di dovesse raggiungere l'obiettivo le somme donate saranno restituite - ha spiegato la dottoressa Montesi - questa è garanzia di serietà del progetto, e allo stesso tempo uno sprone a tutti ad essere solidali".

L’apparecchiatura. Si tratta di una macchina da stimolazione transcranica elettrica che può essere utilizzata per i pazienti affetti da alcune determinate tipologie di dolore cronico e che sarà collocata presso l’ambulatorio di Antalgico dell’Ospedale di Ravenna diretto dal dottor Massimo Innamorato (responsabile rete Terapia Antalgica dell’Ausl Romagna). La tecnica è denominata stimolazione transcranica a corrente diretta continua (“tDCS”); è nata in Italia e oggi usata in tutto il mondo, ed é una tecnica di facile applicazione con cui é possibile stimolare diverse parti del cervello in modo non invasivo, efficace, indolore e senza effetti collaterali significativi (le più frequenti percezioni riscontrate sono un leggero pizzicorio/prurito/calore all’inizio della stimolazione nei punti in cui sono posizionati gli elettrodi).

E’ una tecnica molto “giovane”, ma molti studi la indicano come un possibile prezioso strumento per il trattamento di condizioni quali la fibromialgia, la depressione maggiore senza resistenza ai farmaci e il dolore cronico; ci sono inoltre indicazioni di probabile efficacia in altre patologie cronico degenerative, dipendenze, riabilitazione post ictus o traumi.

La tDCS permette due tipi di stimolazioni: anodica e catodica. La stimolazione anodica provoca un’eccitazione dell’attività neuronale e quella catodica la inibisce o la riduce. La stimolazione tDCS consiste in una debole corrente elettrica continua ad una intensità costante, non percepibile dalla persona, che viene applicata allo scalpo tramite una coppia di elettrodi rivestiti da una spugna sintetica imbevuta di una soluzione salina per aumentare la conduttività ed evitare possibili effetti fastidiosi causati dall’applicazione diretta di corrente. Se la stimolazione viene ripetuta più volte é possibile rendere gli effetti più stabili e duraturi. Generalmente viene ripetuta cinque volte alla settimana, per un massimo di venti sessioni complessive.

“Visto che la solidarietà è contagiosa, contiamo sulla generosità di tutti i ravennati e romagnoli anche approfittando del proficuo periodo delle Festività natalizie – commenta il dottor Innamorato -. Anche se la campagna durerà tre mesi e quindi ci sarà tempo fino a marzo per raggiungere il nostro ambizioso obiettivo”.

“Siamo molto felici di partecipare ad iniziative come questa, che anche per noi è sperimentale. D’altra parte collaborare con progetti a livello del territorio di riferimento è nella nostra mission aziendale” ha a sua volta detto il dottor Pesaresi de “LA BCC”.

La signora Forlivesi ha a sua volta evidenziato che "faremo anche noi sensibilizzazione per la buona riuscita della campagna".

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Nel pomeriggio di sabato primo dicembre, presso l’Unità operativa di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, il Presidente del Leo Club Ravenna, Marco Di Lecce, accompagnato dau soci del Club Chiara Galeazzi, Alessandro Giardini e Massimiliano Scaioli, ha consegnato ai pazienti presenti in reparto i calendari dell’Avvento e cioccolatini per l’iniziativa  “Aspettando il Natale con i Leo”.

I piccoli pazienti hanno accolto con grande entusiasmo gli omaggi a loro riservati e la loro gioia si trasmetteva sia ai donatori sia al personale medico e infermieristico presente.

Il personale medico e infermieristico ha calorosamente ringraziato il Presidente e i soci del Leo Club Ravenna per la generosità dimostrata, sia a nome del personale della Pediatria, sia a nome della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Ravenna.

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Altro prestigioso riconoscimento per il dottor Francesco Lanza, direttore dell'Ematologia di Ravenna dell'Ausl Romagna. Il professionista è stato infatti eletto Presidente Nazionale della Società scientifica GIIMA, che opera nel settore dell'utilizzo clinico delle cellule staminali. L’elezione è avvenuta Sabato a Firenze in occasione del Congresso Nazionale. La Società ha una forte valenza interdisciplinare coniugando competenze infermieristiche, biologiche, biotecnologiche e mediche. GIIMA, tra l'altro, contribuisce alla formazione specifica in mobilizzazione e aferesi dei soci iscritti e patrocina e partecipa attivamente all’ organizzazione di numerosi corsi e convegni.

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Anche quest’anno Ravenna “città amica delle donne”, ha il piacere di ospitare tra i migliori professionisti esperti nel settore della patologia uroginecologica.

Si svolgerà infatti venerdì 30 novembre, presso la Sala Riunioni del Dea dell’Ospedale di Ravenna, il congresso “Uroginecologia e dintorni – Video Surgery”, cui parteciperanno molti professionisti del ramo operanti in Ausl Romagna ma anche medici di altri territori. A presiedere l’evento la dottoressa Enza Lamanna, medico dell’Urologia di Ravenna che si occupa di patologie di patologie uroginecologiche; presidente onorario un altro professionista ravennate, il dottor Salvatore Voce, primario di Urologia e presidente della Società Scientifica SIU che patrocina l’evento; il dottor Voce aprirà i lavori alle ore 8 (si proseguirà fino alle 17:30).

Non a caso come simbolo del congresso sono stati utilizzati i “Fiori di Ravenna”, progetto di Linea Rosa Ravenna in collaborazione con il CIDM e con CNA di Ravenna.

Le patologie del pavimento pelvico femminile, l’incontinenza urinaria delle donne e il prolasso degli organi pelvici saranno questi i temi di cui si parlerà in occasione del corso.

Due le sessioni previste, una in cui si parlerà di inquadramento diagnostico-terapeutico con indicazione dei percorsi assistenziali delle principali patologie del pavimento pelvico, e un’altra sessione dove verranno presentati video di chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico e di cura dell’incontinenza urinaria. Saranno inoltre presentate le innovative terapie del prolasso genitale che prevedono l’utilizzo di protesi di ultima generazione biocompatibili, efficaci nella risoluzione del difetto anatomico e funzionale.

Novità del Congresso è anche la presentazione del Percorso Diagnostico Terapeutico della patologia uro ginecologica dell’Ausl Romagna, cioè la presentazione di quelli che saranno a livello aziendale le linee guida e i nuovi percorsi diagnostico-terapeutici con approccio multidisciplinare alla patologia uro ginecologica.

Insomma un incontro tra professionisti per parlare di una patologia di grande impatto sociale che riguarda circa il 20 per cento della popolazione femminile.

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E’ stata una vera e propria festa la manifestazione legata alla “Giornata Mondiale del Diabete” svoltasi nello scorso fine settimana a Ravenna. In piazza del Popolo è stato allestito uno stand in cui i medici della Diabetologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci”, coordinati dal dottor Paolo Di Bartolo (referente rete clinica di Diabetologia dell’Ausl Romagna), insieme a volontari di Croce Rossa Italiana (sezione di Ravenna), Lions della Provincia di Ravenna e naturalmente dell’Associazione Diabetici Provincia di Ravenna, svolgevano attività di counceling, misurando la glicemia e altri parametri delle persone che si presentavano e dando consigli sui corretti stili di vita e la prevenzione del diabete, patologia del benessere purtroppo in forte diffusione.

E sono state oltre 700 i ravennati che ne hanno approfittato, tra i quali più d’uno ha scoperto, non senza un po’ di disappunto, di avere la glicemia più alta rispetto a quanto sarebbe consigliabile. Persone che sono state avviate ad ulteriori approfondimenti, dimostrando come il diabete sia particolarmente insidioso perché non accompagnato, almeno all’inizio, da nessuna sintomatologia. Anche per questo le iniziative di sensibilizzazione sono importanti.

La manifestazione ha previsto anche due importanti momenti specifici. Nella mattinata di sabato, alla presenza del sindaco di Ravenna Michele de Pascale, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, del dottor Di Bartolo, il presidente e il vice presidente del CLT (Cooperativa Lavoratori Trasporti) di Ravenna, Enrico Giacomoni e Guido Ravaldini, hanno consegnato all’Associazione Diabetici una donazione finalizzata alla realizzazione di progetti di prevenzione del piede diabetico (una delle complicanze comuni e purtroppo invalidanti della patologia), di supporto psicologico alle famiglie, di educazione terapeutica sui corretti stili di vita nei pazienti di recente diagnosi (si allega la relativa fotografia). Domenica, invece, in conclusione dell’evento, grande festa, sempre in piazza, coi bimbi affetti da diabete in carico ai servizi, presso l’Ospedale di Ravenna.

 

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Tante storie di vita. Belle. Talvolta tristi, e anche tragiche. Tutte emozionanti. Raccontante per ricordare a ragazzi delle classi quarte e quinte superiori degli istituti scolastici della provincia di Ravenna, che la sicurezza e la prevenzione, quando si va in strada, sono fondamentali. Ce n’erano oltre 500, e sono rimasti “attaccati alla poltroncina” del Centro Congressi di largo Firenze, stamattina, per tre ore ad ascoltare e intervenire. Anche perché i relatori erano davvero d’eccezione, e lo stile comunicativo era pensato apposta per loro. Ha avuto dunque molto successo la tappa ravennate di “Preveni… Amo”, l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center della Romagna con sede a Cesena e che sta girando la principali città romagnole con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad uno stile di guida prudente.

Il primo a raccontare la propria storia è stato il primo cittadino di Ravenna: il sindaco Michele de Pascale ha ricordato di quando, nel 2011, ha avuto un incidente stradale “di quelli in cui è più facile non farcela che restare vivi”. E per rendere ancor meglio l’idea ha mostrato la foto della sua auto devastata dall’impatto e la radiografia del suo piede, completamente ritorto. “E’ molto importante – ha voluto sottolineare ai ragazzi – cercare di essere prudenti, non mettersi alla guida quando si è troppo stanchi, non distrarsi e mantenere sempre alta l’attenzione. Così come è importante – ha concluso – poter contare su un sistema dei soccorsi e su medici di prim’ordine che il nostro sistema sanitario pubblico mette in campo”.

Quegli stessi medici e infermieri - Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino del Trauma Center cesenate, i colleghi Alberto Belluati, Maurizio Fusari e Maria Pazzaglia dell’Ospedale di Ravenna nonché Fausto Catena e Gian Luigi De’ Angelis del Trauma Center di Parma – che ieri si sono tolti il camice, hanno indossato la maglietta di “Preveni… Amo” e hanno raccontato ai ragazzi di loro coetanei che, purtroppo, non ce l’hanno fatta, o di altri che ce l’hanno fatta ma che sono rimasti paralizzati, o di altri ancora che hanno avuto una ripresa pressochè completa, come Massimo, che si era seduto tra il pubblico e che alla fine del video che raccontava la sua storia si è alzato e ha ringraziato i medici.

Ma anche gli “uomini in divisa”, quelli cui a volte tocca il doloroso onere di informare le famiglie, hanno raccontato le loro storie. Come il Comandante della Polizia Municipale di Ravenna Andrea Giacomini o la collega Eralda Baravelli, o Luca Venturini della Polizia Municipale di Cesena che era compagno di Classe del Sic (il pilota Marco Simoncelli), che ha perso un suo caro in un incidente stradale e che fa lezioni in aula per insegnare ai ragazzi come si va in strada in sicurezza. O come, ancora, Federico Caricasulo,  Pilota Yamaha Racing, che – ha raccontato - impiega la stessa prudenza della pista, dove corre ai quasi 300 all’ora, quando guida il suo scooter, ai cinquanta all’ora, in strada.

Sì tante storie di vita, tanta commozione, ma anche tanta allegria, perché insegnare la sicurezza si può fare anche col sorriso sulle labbra. Come hanno fatto, sempre, Vanni Agnoletti e Luca Ansaloni, anchorman d’eccezione perfettamente a loro agio coi ragazzi come lo sono in sala operatoria.

In Romagna l’incidenza dei traumi “maggiori” cioè più gravi è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti dimessi ha esito di disabilità.

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L'alimentazione è importante per tutti. Per le persone con patologie neuromuscolari lo è a maggior ragione. Se ne parlerà nell'evento organizzato dalla Uildm, a Cervia, il prossimo 23 novembre, dal titolo "Ho una malattia neuromuscolare: cosa mangio e cosa bevo oggi?". Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

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Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un “bollettino di guerra” che potrebbe e che dovrebbe essere evitato. Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni..Amo", che vedrà partecipare medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, professionisti dell'Ospedale di Ravenna  e Cesena, esperti della Polizia Municipale di Ravenna e di Cesena, a confronto diretto con gli studenti delle scuole superiori ravennati.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi, che si sta replicando  in tutte le principali città romagnole.

L’incontro ravennate si terrà Sabato 17 Novembre, a partire dalle 9.30 presso Palazzo dei Congressi, Largo Firenze 9 – Ravenna (in allegato la locandina e il pieghevole), alla presenza del Sindaco Michele De Pascale, di Stefano Busetti Direttore Sanitario AUSL Romagna e di Agostina Melucci Dirigente UST Ravenna. Parteciperà un ricco panel di esperti, tra cui Federico Caricasulo  Pilota Yamaha Racing, Andrea Giacomini  Comandante Polizia Municipale di Ravenna, Eralda Baravelli e Luca Venturini della Polizia Municipale di Ravenna e Cesena.

Numerosi saranno ovviamente i medici del Trauma Center dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena e di reparti legati all’emergenza – urgenza; tra loro: Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Federico Coccolini, Emiliano Gamberini, Carlo Lusenti, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, Alberto Belluati, Maurizio Fusari, Maria Pazzaglia e del Trauma Center di Parma: Fausto Catena e Gian Luigi De’ Angelis.

“Gli incidenti stradali – spiegano gli organizzatori - rappresentano una grave e continua emergenza sociale a livello globale; attualmente in Europa causano circa 26.000 morti, mentre in Italia sono più di 3.000 le vittime di incidente e quasi 250.000 i feriti. Ogni giorno si verificano in media più di 480 incidenti stradali, che provocano la morte di quasi 9 persone e il ferimento di più di 680. Gli incidenti sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare sono i ragazzi tra i 20 e 24 anni ad essere in percentuale maggiormente colpiti. La morte, inoltre, non è che la punta dell’iceberg. Gli incidenti stradali, infatti, sono anche la principale causa di disabilità nello stesso gruppo di individui, rendendo impossibile per i sopravvissuti e talvolta per le loro famiglie il ripristino delle normali condizioni di salute e modificando dunque sostanzialmente la qualità di vita. Sebbene secondo gli ultimi dati Eurostat il numero di incidenti stradali stia diminuendo negli anni, tale diminuzione non è ancora in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti dimessi ha esito di disabilità.

Da qui – proseguono gli organizzatori - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (Siat) della Romagna, diretto dal dottor  Agnoletti, insieme alla associazione Astra Onlus,  per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. ‘Preveni…Amo’ è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. All'appuntamento di sabato verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani".

L’obiettivo dei medici - che solitamente si occupano della cura quando l’incidente è ormai avvenuto e che in queste occasioni tentano invece di prevenirlo - è di mostrare le conseguenze tragiche dell’incidente in maniera concreta e senza filtri. I giovani, infatti, hanno un concetto del tempo distorto: iperconcreti riguardo al presente sottovalutando i rischi, il che si aggiunge alla tendenza tipica delle culture moderne ad “occultare” la morte e la sofferenza, a nascondere la malattia, la fatica.

Uno degli strumenti, oltre alle testimonianze, è l’uso dei video,  girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico; vengono mostrati i professionisti della rete traumi SIAT Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, mantenendo così viva l’attenzione dei ragazzi.

Per facilitare la comunicazione con un pubblico di giovane età, inoltre, i medici del Trauma Center hanno provveduto alla creazione di una pagina Facebook  (https://www.facebook.com/Preveniamo )  sulla quale condividere contenuti video ed informativi relativi all’evento.

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