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Si svolgerà mercoledì 5 dicembre prossimo, presso il "Misano World Circuit Marco Simoncelli" di Misano Adriatico il convegno dal titolo "Lavoro e mobilità - Il futuro alle porte", cui parteciperà, come relatore l'ingegner Pierpaolo Neri, direttore dell'Unità operativa "Antinfortunistica" di Rimini dell'Ausl Romagna. Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

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Al fine di rispondere ai bisogni della cittadinanza dell’Alta Valmarecchia, a partire dal prossimo 3 dicembre i giorni d’apertura della Farmacia ospedaliera presso l’Ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria, saranno il lunedì ed il venerdì, in quanto, come richiesto e condiviso con gli Enti locali di riferimento, l’attuale giornata d’apertura del mercoledì sarà sostituita dal lunedì.

Resta invariato l’orario di apertura, vale a dire dalle 9 alle 15:30.

Sono in corso le procedure di ricerca di personale nell’ottica di ripristinare, quando possibile, l’apertura del servizio su tre giornate (lunedì ,mercoledì e venerdì).

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Il maltrattamento e la violenza all'interno delle relazioni affettive e di coppia costituiscono purtroppo ancora modalità di relazione diffusamente presenti ed orientate al mantenimento di potere e controllo sull'altro. Fenomeni di violenza sulle donne sono diffusi in tutti i gruppi sociali, indipendentemente dallo status economico, etnico, dai livelli di istruzione o di qualifica professionale e culturale con esiti gravi sulla salute fisica, riproduttiva e psicologica delle vittime e dei minori eventualmente coinvolti.

Un fenomeno, quello della violenza di genere, in progressiva e costante emersione, il cui contrasto vede impegnati numerosi Servizi ospedalieri e territoriali, sanitari, sociali ed associativi attraverso azioni di prevenzione, di rilevazione, di cura, sostegno, messa in sicurezza, accompagnamento al cambiamento.

La Regione Emilia Romagna, a fianco alle azioni di intercettazione e protezione delle vittime nei contesti dei Servizi sociali, sanitari e dei Centri Antiviolenza, ha fortemente voluto e promosso la nascita di centri pubblici all’interno delle Aziende Sanitarie per il trattamento degli uomini che agiscono violenza nei confronti delle donne, denominati Liberiamoci dalla Violenza (Ldv) così come indicato anche dalla Convenzione di Istambul del 2011.

Ldv Romagna compie il suo primo anno in questi giorni e da questo anno di attività molte riflessioni possono essere condivise per lavorare in rete con altri operatori sociali, sanitari, del volontariato e delle associazioni nella direzione della prevenzione, del cambiamento culturale, della protezione delle vittime, del contrasto al fenomeno anche attraverso il coinvolgimento degli uomini. Parlare di violenza non è mai facile, riconoscerla nelle proprie relazioni interpersonali, nelle finalità e nelle modalità di attivazione, assumere piena responsabilità dei propri comportamenti e degli effetti che questi determinano sugli altri, giungere alla scelta di chiedere aiuto, costituiscono ingredienti non scontati ma  indispensabili per il cambiamento.

In questo primo anno al Centro Ldv della Romagna si sono rivolti per chiedere informazioni sul trattamento o le modalità di invio e trattamento, 106 persone di cui il 21 per cento uomini che chiamano riconoscendo un proprio problema di violenza, il 33 per cento partners, il 23 per cento altri Servizi della Rete sociale o sanitaria, il 5 pe cento forze dell’ordine ed il 18 per cento cittadini che non si qualificano. Dei 22 uomini effettivamente presi in carico nel 2018 l’81 per cento è costituito da cittadini italiani ed il 19 per cento da cittadini stranieri, il 53 per cento ha un titolo di studio medio superiore o una laurea mentre solo il 28 per cento ha un titolo elementare o di media inferiore. Oltre il 66 per cento mantiene attualmente  una relazione con la partner ed il 71 per cento ha figli.

Su questi temi l’AUSL della Romagna ha organizzato un convegno che si terrà il prossimo 30 novembre prossimo, con la collaborazione ed il Patrocinio del Comune di Rimini e della Regione Emilia Romagna, che sarà un’occasione per confrontarsi sull’argomento e approfondire il modello di trattamento Alternative to violence realizzato dall’equipe del dottor Marius Rakil a Oslo (Norvegia) e le sue applicazioni nel contesto della Regione Emilia Romagna. La giornata formativa, denominata “Liberiamoci dalla Violenza. L’attuazione del progetto in Ausl della Romagna”, si svolgerà presso il Centro Congressi SGR “Sala Energia” in Via Chiabrera 34/4 dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

 

La giornata 30 proseguirà con la proiezione alle ore 21.00, presso la Cineteca Comunale in Via Gambalunga 27, del Docu-film “Ma l’amore c’entra?” alla presenza della Regista Elisabetta Lodoli e di alcuni professionisti del Centro Ldv di Rimini. Il documentario, girato sull’esperienza del Centro Ldv di Modena, presenta l’esperienza interiore di uomini che hanno intrapreso un percorso di cambiamento.

 

 

Rimini, 27 novembre 2018                                                          

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Incontri e una serata di benefica, in  occasione della Giornata Mondiale del Parkinson. Ad organizzare le iniziative, che vedono anche la partecipazione di professionisti aziendali, l'associazione Parkinson di Rimini diretta dalla signora Giacobbi. La serata benefica, presso il locale Frontemare di Rivazzurra di Rimini, il cui ricavato sarà dedicato al sostegno psicologico dei pazienti e ad altri percorsi di sostegno, si svolge giovedì  29. Tutti i dettagli sugli eventi nell'allegato pieghevole.

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Sono stati inaugurati ieri mattina, all’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo, i locali completamente ristrutturati del servizio di “Medicina Riabilitativa”, diretta dal dottor Riccardo Galassi, per rendere un servizio sempre più efficace e sempre più di prossimità ai pazienti, soprattutto quelli del territorio di Santarcangelo di Romagna e dei comuni vicini.

Al “Franchini” sono operativi tre ambulatori fisiatrici settimanali presso i quali vengono effettuate:

  • Visite fisiatriche prioritarie;
  • Visite fisiatriche a prenotazione tramite Cup;
  • Controlli;
  • Collaudi di ausili;
  • Consulenze ai reparti di degenza.

Presso il servizio operano sei fisioterapisti che svolgono le seguenti mansioni:

  • Trattamenti riabilitativi rivolti ai pazienti degenti;
  • Trattamenti riabilitativi ambulatoriali;
  • Consulenza prechirurgica rivolta alle donne ricoverate presso la Senologia;
  • Gestione del gruppo settimanale aperto delle donne di chirurgia della mammella;
  • Trattamento del linfedema.

La struttura di Santarcangelo si innesta nella rete riabilitativa dell’ambito di Rimini dell’Ausl Romagna che eroga prestazioni anche negli altri quattro ospedali (Novafeltria, Riccione, Rimini e Cattolica) e in altre strutture. Una rete che permette la presa in carico della persona con disabilità senza discontinuità nel percorso a partire dall’evento acuto al rientro nel proprio contesto sociale, famigliare e lavorativo.

L’unità operativa contempla 10 medici fisiatri (compreso il dottor Galassi), 43 fisioterapisti di cui 2 coordinatori, 1 logopedista, 3 operatori amministrativi. Le prestazioni riabilitative erogate ed i ricoveri, a livello romagnolo superano le 150mila l’anno.

Dal punto di vista strutturale, i lavori, del valore di 165mila euro, e della durata complessiva di circa sei mesi, sono consistiti nella completa innovazione dell’impiantistica di sicurezza e adeguamento antincendio, nonché, ovviamente, nell’organizzazione degli spazi per portare alla strutturazione funzionale attuale. Sono stati seguiti dall’Unità operativa “Attività tecniche” diretta dall’architetto Enrico Sabatini.

Il Direttore generale dell’Ausl Romagna, dottor Marcello Tonini, ha esordito, nel suo breve intervento, evidenziando che “quella dell’ospedale di Santarcangelo è una realtà ormai consolidata e con un suo ruolo specifico all’interno della rete ospedaliera dell’Ausl Romagna. Cosa che, alcuni anni fa, era tutt’altro che scontata. Sono state giuste dunque le scelte fatte in passato: quella di definire una precisa vocazione chirurgica e quella di creare una filiera di servizi - la Medicina e Lungodegenza, Post Acuti, Pronto intervento, Poliambulatori e Casa della Salute, punto dialisi, gli spazi in convenzione con Luce sul Mare, cui si aggiunge ora anche la Riabilitazione – mirati alla presa in carico in particolare delle disabilità e dei pazienti con patologie croniche. Una vocazione ampia che va mantenuta, e rispetto alla quale sono indirizzati anche gli investimenti dei prossimi anni. Il Servizio Sanitario Nazionale, e ogni operatore al suo interno, ha l’obbligo e il dovere morale di curare le persone, tutte le persone, con pari dignità, nel senso più alto del termine”.

“Siamo felici della prosecuzione di lavori di riqualificazione che si stanno portando avanti presso le strutture dell’ospedale Franchini – afferma il sindaco di Santarcangelo Alice Parma – e del percorso di valorizzazione delle sue direttrici fondamentali: la chirurgia e i servizi alla persona”. “Il Franchini è un bene di tutta la comunità: è quindi importante continuare a lavorare insieme per un ospedale per tutti e di tutti”.

 

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Il Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria dell'Università di Bologna, con sede a Rimini, festeggia i suoi primi laureati. Il 13 novembre scorso si è svolta infatti la prima seduta di laurea. Il Corso ha come obiettivo quello di formare professionisti con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere con responsabilità le funzioni proprie della professione di Assistente Sanitario, secondo i principi e i metodi della prevenzione, promozione ed educazione alla salute.
Questo primo triennio si conclude molto positivamente e con grande soddisfazione da parte della professoressa Maria Pia Fantini, coordinatrice del Corso e di tutta la commissione di laurea. Gli studenti hanno approfondito temi di grande attualità per la Sanità Pubblica come ad esempio le diseguaglianze sociali nell'accesso ai servizi sanitari,  il fenomeno dell'esitazione vaccinale, le strategie di prevenzione vaccinale in gruppi target, la promozione della salute in viaggio, il Web 2.0 e l'informazione sui temi della salute, peer education e promozione della salute nelle scuole, la prevenzione e il controllo della tubercolosi tra gli immigrati. I neolaureati sono 11, con cinque 110 e lode.
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Parla (anche) riminese il corso di formazione per chirurghi su cadaveri, uno dei primi in Italia, che si è svolto lunedì e martedì scorsi (12 e 13 novembre) a Verona. "Hands - on (Cadaver Lab)" il titolo del corso centrato sulla chirurgia mininvasiva. Un ambito in cui il dottor Gianluca Garulli, direttore del reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale di Rimini è esponente di spicco. Tanto che, nell'ambito del corso, ha rivestito l'importante ruolo di Tutor ad uno dei tavoli di lavoro. Tutti gli aspetti tecnici e operativi del corso, nella locandina.

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Soprattutto nei bambini, quando diventano pazienti, la compliance è importante per le cure. E avere meno dolore quando si fa un prelievo è importantissimo da questo punto di vista.

Stamattina, venerdì 9 novembre, una delegazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo si è dunque recata presso l’Ospedale "Infermi" di Rimini per consegnare ufficialmente al servizio di Oncoematologia Pediatrica, diretto dalla dottoressa Roberta Pericoli (nell'ambito della Pediatria diretta dal dottor Gianluca Vergine), una nuova strumentazione che faciliterà il percorso di cura dei piccoli pazienti che lottano contro il cancro. Si tratta dell’ecografo per venipuntura VIVO 500S, acquistato grazie al progetto di crowdfunding “Schiacciamo il Cancro!”. L’iniziativa di raccolta fondi, promossa dalla trasmissione di approfondimento cestistico di Teleromagna “Panorama Basket” condotta da Franceska Picari e Enrico Pasini, presente alla cerimonia, che ha coinvolto la maggior parte delle squadre di pallacanestro del territorio in una gara di solidarietà, era partita con l’obiettivo di raggiungere 5.000 euro sulla piattaforma dedicata Eticarim: ma la generosità di chi ha sposato la causa è stata tale che la campagna ha chiuso con un incasso maggiore agli 8.000 euro, cifra che ha permesso di acquistare un top di gamma da mettere a disposizione dell’equipe riminese. Grande è stata anche la mobilitazione dei tifosi: persone come Agnese Bollina, supporter della Rekico Faenza che ha deciso di devolvere tutte le offerte ricevute per il funerale della madre alla causa. Un contributo di cuore, che va oltre il pur considerevole valore economico di 1.080 euro, come dimostrato dalla sua emozionata presenza alla cerimonia.

"L’ecografo per venipuntura VIVO 500S si basa sul principio che l’emoglobina umana possiede una maggiore capacità di assorbimento dei raggi infrarossi rispetto ad altri tessuti – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – la tecnologia che utilizza questa strumentazione permette quindi di evidenziare i vasi dei piccoli pazienti, rendendo così più semplice il compito del personale sanitario che deve effettuare i prelievi o somministrare le terapie necessarie affinché il percorso di cura si concluda con la completa guarigione del ragazzo. Non dimentichiamo che le vene dei bimbi risultano spesso stressate e difficili da reperire: questo comporta che anche l’infermiera più esperta possa sbagliare e non ‘fare centro’ al primo colpo. Il momento della puntura è sempre un trauma, come tutti noi ricorderemo benissimo dalla nostra infanzia. Sottoporre questi ragazzi, già stressati da una diagnosi inattesa che comporta un cambio di vita radicale, a un dolore fisico inutile, non aiuta ad instaurare quella fiducia che deve nascere tra medico e paziente, necessaria alla buona riuscita delle terapie: per non parlare dei genitori, comprensibilmente scossi, che vedono il proprio figlio soffrire. Per questi motivi penso che oggi siamo qui a celebrare davvero un grande successo, ottenuto grazie ad una squadra che si è dimostrata davvero imbattibile: quella del basket romagnolo".

Gli han fatto eco la dottoressa Pericoli e l’infermiera Antonella Rinaldi: "L’ecografo che oggi riceviamo permetterà non solo di ovviare al problema della reperibilità della vena, ma in certi casi può addirittura permettere al bimbo di evitare un intervento chirurgico in anestesia generale per il posizionamento di un catetere venoso centrale. Sapere di lavorare arrecando meno dolore fisico possibile ai bambini è importante anche per noi. Si crea un rapporto di fiducia coi piccoli pazienti che ci consente di lavorare più serenamente: un circolo virtuoso aiutato anche dal fatto che nell'apparecchio è presente una fonte di luce, che ci aiuta a distrarre il piccolo nel momento della collocazione dell'ago".

Autentici e sentiti i ringraziamenti allo Ior e a tutti i donatori, da parte della direzione dell'Ausl Romagna rappresentata dal dottor Romeo Giannei, direttore degli Ospedali del Riminese: "I livelli delle tecnologie salgono costantemente e si rende necessaria l'acquisizione di sempre nuove apparecchiature - ha evidenziato - naturalmente l'Ausl Romagna ha i suoi piani di investimento nelle tecnologie, ma l'apporto del volontariato, e lo Ior è un nostro partner imprescindibile, si fa sempre più importante. Faremo sempre del nostro meglio per utilizzare le apparecchiature che ci vengono donate sempre al meglio, con l'auspicio che lo Ior continui a starci vicino".
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Coloro che non sono più giovanissimi ricorderanno un servizio del tg degli anni ’80 in cui uno dei primi trapiantati di cuore italiani raccontava di aver fatto, seppure in maniera non competitiva e affiancato dal suo medico, anche lui appassionato  di podistica, la Maratona di New York. Al di là di un caso diventato famoso, è sicuro che anche chi ha avuto un trapianto di organo può (e anzi dovrebbe) fare attività fisica, in maniera controllata.

E proprio di questo importante argomento si parlerà nell’ambito di un convegno organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e previsto per sabato prossimo, 10 novembre, presso l’hotel Ambasciatori di Rimini. “Attività fisica come terapia per i pazienti trapiantati: il punto a 10 anni dall’inizio del progetto ‘Trapianto… e adesso sport’” il titolo dell’evento che verrà moderato dal dottor Alessandro Nanni Costa, direttore del Cento Nazionale Trapianti. Tutti di altissimo livello i relatori, tra cui il dottor Giovanni Mosconi (responsabile nazionale del progetto “Trapianto… e adesso sport” e direttore dell’Unità operativa di Nefrologia di Forlì e Cesena dell’Ausl Romagna) e, sempre per l’Ausl Romagna, il dottor Gianluigi Sella. Inoltre le infermiere Loredana Succi e Daniela Fadda parleranno dell’esperienza maturata nei pazienti seguiti presso gli ambulatori nefrologici rispettivamente di Cesena e Forlì, mentre Roberta Amici illustrerà il coordinamento delle indagini nei pazienti trapiantati presso la Medicina dello Sport di Ravenna.

“Si tratta di un incontro molto prestigioso e sono contento che si svolga in Romagna – commenta il dottor Mosconi –. Da 10 anni stiamo lavorando sul tema dell’attività fisica per le persone trapiantate ed è il momento di confrontarci su tutti gli aspetti più rilevanti di questo argomento, soprattutto ad un livello così alto come quello che i relatori che verranno a Rimini consentiranno. Sono convinto che da questo incontro emergeranno anche importanti prospettive di lavoro futuro”.

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Per un bimbo stare in ospedale è già di per se’ una sofferenza. Se poi l’accesso è dovuto ad un piccolo trauma, che magari provoca un po’ di dolore, e c’è anche un po’ da aspettare perché in sala d’attesa ci sono altri bambini che attendono di ricevere le cure, la cosa rischia di diventare davvero pesante.

D’altra parte l’accoglienza per i pazienti, specialmente per i più fragili (bambini, anziani…) è una politica importante, sposata dalla Regione Emilia Romagna, e per la quale già da anni l’Azienda USL sostiene investimenti.

Quando, infine, questi aspetti si possono affrontare al meglio grazie alla vicinanza della società civile, il risultato è davvero bello e importante.

E proprio questo è il caso della donazione di mobili ludici per arredare e arricchire l’Ambulatorio di Urgenze Pediatriche dell’Ospedale di Rimini ad opera di Vincenzo e Veronica Lippoli, titolari della Falegnameria Lippoli che produce arredi su misura.

Si tratta di arredi realizzati in legno e tinteggiati con apposite vernici all’acqua e biologiche. E nel dettaglio sono stati collocati – e inaugurati stamane alla presenza dei donatori, del dottor Gianluca Vergine (direttore della Pediatria dell’”Infermi”), della dr.ssa Laura Viola (responsabile Ambulatorio Urgenze Pediatriche), della Direzione Medica Ospedaliera e della dottoressa Elisabetta Montesi (responsabile aziendale Fundraising) – i seguenti mobili del valore complessivo, di produzione, di oltre mille euro:

• casetta in listelli di massello di abete di doppio colore in stile marino, di un metro e mezzo circa di lato e un metro e mezzo di altezza, con ingresso e due finestre;

• ponticello in legno con sagoma tonda senza gradini e di altezza di circa 20 centimetri;

• pannello montessoriano senza elementi sonori;

• 3 mensole da fissare al muro per riporre i libri.

L’Azienda Usl della Romagna, dalla Direzione al direttore della Pediatria riminese dottor Gianluca Vergine, ringraziano la famiglia Lippoli per la generosa donazione che contribuisce al miglioramento continuo della qualità dell’ambiente ospedaliero, quale presupposto per l’erogazione di standard elevati di cura.                                                   

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