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Ancora nuova attività per le sale operatorie dell’Ospedale di Cattolica. Dopo la notizia, due giorni fa, della donazione all’Ausl Romagna (da parte della BCC di Gradara) di un innovativo fistuloscopio, e del relativo utilizzo presso il blocco operatorio del “Cervesi”, ha preso avvio questa mattina una ulteriore nuova attività di chirurgia generale effettuata dall’equipe del professor Giorgio Ercolani, dell’Ospedale “Morgagni Pierantoni” di Forlì.

Il professor Ercolani e la sua equipe effettueranno sedute operatorie settimanali, con la presenza di due professionisti per ogni seduta. Saranno eseguiti interventi chirurgici in elezione e di medio bassa complessità, nell’ottica di dare una risposta sempre più puntuale ai pazienti romagnoli anche in attesa di interventi non urgenti.

Un’operazione che, oltre ad andare incontro alle esigenze dell’utenza, evidenzia anche una sempre maggiore trasversalità nell’approccio organizzativo dell’Ausl Romagna, all’insegna della “caduta” dei confini territoriali e dell’utilizzo di ogni spazio e risorsa possibile, al fine di massimizzare le sinergie e le opportunità di cura e di terapia per la popolazione, riducendo i tempi di attesa per tutte le tipologie di intervento chirurgico.

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“Fate il nostro gioco”:  Al Museo della Città la mostra interattiva per svelare i meccanismi alla base del gioco d’azzardo. Allestita negli spazi allestiti al primo piano dell’ala moderna del Museo della Città di Rimini, in via Tonini 1, la mostra, ad ingresso gratuito, sarà aperta dal 19 gennaio al 17 febbraio, con la possibilità di prenotare percorsi guidati di 90 minuti  attraverso la mail e il numero di telefono dedicati: prenotazioni@fateilnostrogioco.it ,  al numero 0541.653103. Le visite guidate possono essere organizzate secondo il seguente orario: MATTINO: 9:00, 9:45, 10:30, 11:15, 12:00; POMERIGGIO: 14:00, 15:00, 16:00, 17:00. Il progetto, rivolto soprattutto ai giovani, è finalizzato alla prevenzione del gioco d'azzardo ( qui uno zoom sul fenomeno) attraverso l'analisi dei meccanismi matematici che lo regolano.

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Dopo la firma, venerdì scorso, della donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione all'Ospedale di "Rimini", la BCC di Gradara torna a donare alla sanità romagnola. Si è svolta infatti questa mattina, all’Ospedale di Cattolica, una cerimonia di inaugurazione di una nuova apparecchiatura: si tratta di un set di strumenti Karl Storz per il trattamento delle fistole anali e delle cisti sacro coccigee, che potranno essere operate con tecniche mininvasive innovative.

Erano presenti il presidente della BCC Fausto Caldari, il sindaco di Cattolica Mariano Gennari, il direttore generale Marcello Tonini, il direttore del presidio ospedaliero Romeo Giannei e il dottor Andrea Lucchi, direttore dell’unità operativa di di “Chirurgia Generale di Riccione - Cattolica”.

Tale strumentario, del valore di circa diecimila euro e attualmente inedito in Romagna, sarà utilizzato presso i blocchi operatori dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica, e porterà vantaggi molteplici in termini di degenza, dolore postoperatorio, risultato estetico, risparmio di giorni lavorativi/scolastici per i pazienti, oltre che in termini di costi legati ai lunghi cicli di medicazioni ambulatoriali ai quali spesso i pazienti stessi si devono sottoporre. Saranno circa 80 l’anno gli interventi che si svolgeranno a Cattolica con il nuovo strumento e con tecniche innovative.

Più nello specifico.

La fistola anale

A livello del canale anale, a pochi centimetri dall’orifizio esterno, si trovano normalmente alcune piccole ghiandole che producono muco: in certe circostanze, i batteri che normalmente si trovano a questo livello possono infettarle e dare origine ad ascessi più o meno gravi e ad una fistola, con interessamento dei muscoli circostanti che regolano gli sfinteri. Il trattamento di questa patologia è esclusivamente chirurgico che può essere più o meno importante a seconda della condizione della lesione. Se lo sfintere è interessato in maniera ampia possono rendersi necessari anche due interventi a distanza di due mesi l’uno dall’altro.

Con l’apparecchiatura donata è possibile intervenire con l’innovativa tecnica Vaaft la cui principale peculiarità consiste nell’esecuzione sotto visione diretta, grazie all’impiego di una speciale ottica (fistuloscopio operativo) che viene introdotta nella fistola stessa ed di un sistema video. Diversi i vantaggi: la Vaaft viene eseguita in regime di day surgery, per cui il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento e si possono evitare le indagini preoperatorie come ecografia, risonanza magnetica e altro. Non vengono, inoltre, usati specilli metallici “alla cieca” che possono rompere la fistola e provocare false strade. E’ invece più certa e sicura l’efficacia dell’intervento sulla lesione, limitando le recidivie. Dal punto di vista più strettamente clinico, al termine dell’intervento non restano cicatrici e quindi viene evitata la necessità di medicazioni. Viene azzerato il rischio di incontinenza postoperatoria che varia dal 10 al 30 per cento negli interventi tradizionali ed è più sopportabile il dolore post operatorio con conseguente possibilità di limitare il successivo utilizzo di analgesici.

La cisti sacro coccigea o sinus pilonidalis

E’ una patologia benigna molto frequente per lo più nei giovani e si forma in regione sacrale tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare. Sottoposte a microtraumi continui (come nella posizione seduta), queste cisti finiscono con l'andare incontro ad una infiammazione cui può seguire la formazione di un ascesso. L’intervento chirurgico necessario ad asportare tale cisti classicamente comporta una escissione con una anestesia generale o spinale, spesso con tempi di guarigione dilatati (due mesi) e la necessità di medicazioni quotidiane per 15 giorni.

L’innovativa tecnica denominata Epsit è video assistita ed estremamente efficace anche nei casi di recidiva dopo tecniche tradizionali. Il significato di questa nuova tecnica mini-invasiva deriva dal concetto che, operando endoscopicamente e rimuovendo l'intera area infetta, si ottiene una completa guarigione mediante una o due piccole incisioni di circa mezzo centimetro di diametro evitando ampie ferite chirurgiche e soprattutto lunghe e dolorose convalescenze. Lo strumentario chirurgico è lo stesso utilizzato per la Vaaft: fistuloscopio operativo collegato a un sistema video, elettrodo monopolare, spazzola e pinze endoscopiche.

La EPSiT ha sicuramente molti vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali, primo fra tutti la visione diretta e la mini-invasività, cui conseguono un risultato estetico finale notevolmente migliore, l'immediata ripresa delle normali occupazioni da parte del paziente (uno-due giorni di convalescenza), la sostituzione delle medicazioni con lavaggi con soluzione fisiologica, minor dolore post operatorio tanto che solo un paziente su dieci abbisogna di terapia analgesica, l’intervento in regime di day surgery (il paziente viene ricoverato al mattino e dimesso nel pomeriggio) e in anestesia locale.

Nel corso dell'evento il Sindaco Mariano Gennari ha commentato: “L'ospedale di Cattolica rappresenta un valore aggiunto per la nostra comunità. Al suo interno operano figure altamente specializzate e di questo ne siamo fieri. Allo stesso tempo siamo orgogliosi di avere sul territorio una Banca come quella di Gradara che ha a cuore la salute dei cittadini e che con il suo operato va ben oltre al suo ruolo, contribuendo attivamente anche nei settori del sociale e della cultura. L'interlocuzione franca e continua con i Dirigenti dell'Ausl Romagna ha permesso di mettere a sistema le migliori energie che trovano sintesi nei feedback positivi che i cittadini mi riportano”.

Il direttore generale Marcello Tonini ha a sua volta evidenziato il rapporto di fiducia e rispetto dei ruoli tra l’Ausl ed il Comune di Cattolica: “E’ quando c’è questo clima che si lavora bene. E altrettanto deve essere al nostro interno, come Azienda, dove dobbiamo sempre far prevalere l’unità alle divisioni. E questo a Cattolica, devo dire, succede in modo particolare. Anche questa apparecchiatura è stata donata dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, così come molte altre, all’Ausl Romagna. Per ricordare solo il caso più recente, la settimana scorsa il presidente Fausto Caldari ha firmato la documentazione per la donazione di una Risonanza Magnetica all’Ospedale Infermi di Rimini. Faremo di tutto per continuare a meritare tanta fiducia”.

Dichiarazione presidente Fausto Caldari. “La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse.

Dopo aver formalizzato, solo pochi giorni fa, la donazione di una Risonanza Magnetica, che ad aprile verrà inaugurata all’Ospedale “Infermi” di Rimini, prosegue la nostra attività di prevenzione e cura della salute, che ormai contraddistingue il nostro radicamento sul territorio. Questa specifica iniziativa, sollecitata dal dott. Andrea Luchi, primario della Chirurgia di Riccione e Cattolica, rientra anche in un progetto di valorizzazione dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica. Sono orgoglioso di queste iniziative della BCC di Gradara, e posso affermare che con la nuova Riviera Banca, che avrò l’onore di guidare, e che sarà operativa dal prossimo aprile, sicuramente proseguiranno, arrecando vantaggi alla nostra collettività”.

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La stretta collaborazione tra la società civile e l’Ausl Romagna, e le buone pratiche che maturano all’interno di questa, portano la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale “Infermi” di Rimini a diventare punto di riferimento formativo a livello regionale.

Solo un anno fa la onlus “Rimini Solidale” di Rimini donava all’Unità operativa di TIN dell’ospedale “Infermi” un ecografo indispensabile per ricercare i vasi sanguigni nei neonati, in modo da potervi inserire in maniera più sicura e meno traumatica i cateteri venosi centrali, evitando così di pungere “alla cieca” i “piccolissimi” pazienti. Si tratta di una procedura frequente nei bambini più piccoli e più fragili, fondamentale per potere somministrare nutrizione e farmaci e quindi aumentarne la sopravvivenza. L’inserimento ecoguidato dei cateteri venosi centrali rappresenta una nuova frontiera nella moderna neonatologia.

Su questo argomento si è tenuto, presso le aule formative di Rimini dell’Ausl, il primo corso rivolto agli operatori, sia medici che infermieri, di tutta la Regione, tenuto dall’equipe di Rimini (dottor Giovanni Barone e dottoressa Gina Ancora, direttore dall’Unità operativa) insieme ad illustri docenti della Università Cattolica di Roma.

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Si informa l'utenza che a partire da lunedì 14 gennaio 2019 cambieranno le giornate di apertura e ricevimento telefonate delle Commissioni Medico Locali Patenti di Forlì e Rimini.

Per quanto riguarda Forlì le nuove giornate saranno quelle del martedì e del giovedì, dalle ore 08,30 alle ore 11,00. Le informazioni telefoniche saranno fornite nelle stesse giornate, ma dalle 11,30 alle 12,30. La commissione si trova al piano terra del padiglione Valsalva, presso l'ospedale di Forlì

Invece, per quanto riguarda Rimini, apertura al pubblico e informazioni telefoniche nella sola giornata del lunedì, dalle 08,30 alle 12,30.

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Si svolgerà mercoledì 5 dicembre prossimo, presso il "Misano World Circuit Marco Simoncelli" di Misano Adriatico il convegno dal titolo "Lavoro e mobilità - Il futuro alle porte", cui parteciperà, come relatore l'ingegner Pierpaolo Neri, direttore dell'Unità operativa "Antinfortunistica" di Rimini dell'Ausl Romagna. Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

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Al fine di rispondere ai bisogni della cittadinanza dell’Alta Valmarecchia, a partire dal prossimo 3 dicembre i giorni d’apertura della Farmacia ospedaliera presso l’Ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria, saranno il lunedì ed il venerdì, in quanto, come richiesto e condiviso con gli Enti locali di riferimento, l’attuale giornata d’apertura del mercoledì sarà sostituita dal lunedì.

Resta invariato l’orario di apertura, vale a dire dalle 9 alle 15:30.

Sono in corso le procedure di ricerca di personale nell’ottica di ripristinare, quando possibile, l’apertura del servizio su tre giornate (lunedì ,mercoledì e venerdì).

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Il maltrattamento e la violenza all'interno delle relazioni affettive e di coppia costituiscono purtroppo ancora modalità di relazione diffusamente presenti ed orientate al mantenimento di potere e controllo sull'altro. Fenomeni di violenza sulle donne sono diffusi in tutti i gruppi sociali, indipendentemente dallo status economico, etnico, dai livelli di istruzione o di qualifica professionale e culturale con esiti gravi sulla salute fisica, riproduttiva e psicologica delle vittime e dei minori eventualmente coinvolti.

Un fenomeno, quello della violenza di genere, in progressiva e costante emersione, il cui contrasto vede impegnati numerosi Servizi ospedalieri e territoriali, sanitari, sociali ed associativi attraverso azioni di prevenzione, di rilevazione, di cura, sostegno, messa in sicurezza, accompagnamento al cambiamento.

La Regione Emilia Romagna, a fianco alle azioni di intercettazione e protezione delle vittime nei contesti dei Servizi sociali, sanitari e dei Centri Antiviolenza, ha fortemente voluto e promosso la nascita di centri pubblici all’interno delle Aziende Sanitarie per il trattamento degli uomini che agiscono violenza nei confronti delle donne, denominati Liberiamoci dalla Violenza (Ldv) così come indicato anche dalla Convenzione di Istambul del 2011.

Ldv Romagna compie il suo primo anno in questi giorni e da questo anno di attività molte riflessioni possono essere condivise per lavorare in rete con altri operatori sociali, sanitari, del volontariato e delle associazioni nella direzione della prevenzione, del cambiamento culturale, della protezione delle vittime, del contrasto al fenomeno anche attraverso il coinvolgimento degli uomini. Parlare di violenza non è mai facile, riconoscerla nelle proprie relazioni interpersonali, nelle finalità e nelle modalità di attivazione, assumere piena responsabilità dei propri comportamenti e degli effetti che questi determinano sugli altri, giungere alla scelta di chiedere aiuto, costituiscono ingredienti non scontati ma  indispensabili per il cambiamento.

In questo primo anno al Centro Ldv della Romagna si sono rivolti per chiedere informazioni sul trattamento o le modalità di invio e trattamento, 106 persone di cui il 21 per cento uomini che chiamano riconoscendo un proprio problema di violenza, il 33 per cento partners, il 23 per cento altri Servizi della Rete sociale o sanitaria, il 5 pe cento forze dell’ordine ed il 18 per cento cittadini che non si qualificano. Dei 22 uomini effettivamente presi in carico nel 2018 l’81 per cento è costituito da cittadini italiani ed il 19 per cento da cittadini stranieri, il 53 per cento ha un titolo di studio medio superiore o una laurea mentre solo il 28 per cento ha un titolo elementare o di media inferiore. Oltre il 66 per cento mantiene attualmente  una relazione con la partner ed il 71 per cento ha figli.

Su questi temi l’AUSL della Romagna ha organizzato un convegno che si terrà il prossimo 30 novembre prossimo, con la collaborazione ed il Patrocinio del Comune di Rimini e della Regione Emilia Romagna, che sarà un’occasione per confrontarsi sull’argomento e approfondire il modello di trattamento Alternative to violence realizzato dall’equipe del dottor Marius Rakil a Oslo (Norvegia) e le sue applicazioni nel contesto della Regione Emilia Romagna. La giornata formativa, denominata “Liberiamoci dalla Violenza. L’attuazione del progetto in Ausl della Romagna”, si svolgerà presso il Centro Congressi SGR “Sala Energia” in Via Chiabrera 34/4 dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

 

La giornata 30 proseguirà con la proiezione alle ore 21.00, presso la Cineteca Comunale in Via Gambalunga 27, del Docu-film “Ma l’amore c’entra?” alla presenza della Regista Elisabetta Lodoli e di alcuni professionisti del Centro Ldv di Rimini. Il documentario, girato sull’esperienza del Centro Ldv di Modena, presenta l’esperienza interiore di uomini che hanno intrapreso un percorso di cambiamento.

 

 

Rimini, 27 novembre 2018                                                          

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Incontri e una serata di benefica, in  occasione della Giornata Mondiale del Parkinson. Ad organizzare le iniziative, che vedono anche la partecipazione di professionisti aziendali, l'associazione Parkinson di Rimini diretta dalla signora Giacobbi. La serata benefica, presso il locale Frontemare di Rivazzurra di Rimini, il cui ricavato sarà dedicato al sostegno psicologico dei pazienti e ad altri percorsi di sostegno, si svolge giovedì  29. Tutti i dettagli sugli eventi nell'allegato pieghevole.

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Sono stati inaugurati ieri mattina, all’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo, i locali completamente ristrutturati del servizio di “Medicina Riabilitativa”, diretta dal dottor Riccardo Galassi, per rendere un servizio sempre più efficace e sempre più di prossimità ai pazienti, soprattutto quelli del territorio di Santarcangelo di Romagna e dei comuni vicini.

Al “Franchini” sono operativi tre ambulatori fisiatrici settimanali presso i quali vengono effettuate:

  • Visite fisiatriche prioritarie;
  • Visite fisiatriche a prenotazione tramite Cup;
  • Controlli;
  • Collaudi di ausili;
  • Consulenze ai reparti di degenza.

Presso il servizio operano sei fisioterapisti che svolgono le seguenti mansioni:

  • Trattamenti riabilitativi rivolti ai pazienti degenti;
  • Trattamenti riabilitativi ambulatoriali;
  • Consulenza prechirurgica rivolta alle donne ricoverate presso la Senologia;
  • Gestione del gruppo settimanale aperto delle donne di chirurgia della mammella;
  • Trattamento del linfedema.

La struttura di Santarcangelo si innesta nella rete riabilitativa dell’ambito di Rimini dell’Ausl Romagna che eroga prestazioni anche negli altri quattro ospedali (Novafeltria, Riccione, Rimini e Cattolica) e in altre strutture. Una rete che permette la presa in carico della persona con disabilità senza discontinuità nel percorso a partire dall’evento acuto al rientro nel proprio contesto sociale, famigliare e lavorativo.

L’unità operativa contempla 10 medici fisiatri (compreso il dottor Galassi), 43 fisioterapisti di cui 2 coordinatori, 1 logopedista, 3 operatori amministrativi. Le prestazioni riabilitative erogate ed i ricoveri, a livello romagnolo superano le 150mila l’anno.

Dal punto di vista strutturale, i lavori, del valore di 165mila euro, e della durata complessiva di circa sei mesi, sono consistiti nella completa innovazione dell’impiantistica di sicurezza e adeguamento antincendio, nonché, ovviamente, nell’organizzazione degli spazi per portare alla strutturazione funzionale attuale. Sono stati seguiti dall’Unità operativa “Attività tecniche” diretta dall’architetto Enrico Sabatini.

Il Direttore generale dell’Ausl Romagna, dottor Marcello Tonini, ha esordito, nel suo breve intervento, evidenziando che “quella dell’ospedale di Santarcangelo è una realtà ormai consolidata e con un suo ruolo specifico all’interno della rete ospedaliera dell’Ausl Romagna. Cosa che, alcuni anni fa, era tutt’altro che scontata. Sono state giuste dunque le scelte fatte in passato: quella di definire una precisa vocazione chirurgica e quella di creare una filiera di servizi - la Medicina e Lungodegenza, Post Acuti, Pronto intervento, Poliambulatori e Casa della Salute, punto dialisi, gli spazi in convenzione con Luce sul Mare, cui si aggiunge ora anche la Riabilitazione – mirati alla presa in carico in particolare delle disabilità e dei pazienti con patologie croniche. Una vocazione ampia che va mantenuta, e rispetto alla quale sono indirizzati anche gli investimenti dei prossimi anni. Il Servizio Sanitario Nazionale, e ogni operatore al suo interno, ha l’obbligo e il dovere morale di curare le persone, tutte le persone, con pari dignità, nel senso più alto del termine”.

“Siamo felici della prosecuzione di lavori di riqualificazione che si stanno portando avanti presso le strutture dell’ospedale Franchini – afferma il sindaco di Santarcangelo Alice Parma – e del percorso di valorizzazione delle sue direttrici fondamentali: la chirurgia e i servizi alla persona”. “Il Franchini è un bene di tutta la comunità: è quindi importante continuare a lavorare insieme per un ospedale per tutti e di tutti”.

 

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