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Il Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria dell'Università di Bologna, con sede a Rimini, festeggia i suoi primi laureati. Il 13 novembre scorso si è svolta infatti la prima seduta di laurea. Il Corso ha come obiettivo quello di formare professionisti con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere con responsabilità le funzioni proprie della professione di Assistente Sanitario, secondo i principi e i metodi della prevenzione, promozione ed educazione alla salute.
Questo primo triennio si conclude molto positivamente e con grande soddisfazione da parte della professoressa Maria Pia Fantini, coordinatrice del Corso e di tutta la commissione di laurea. Gli studenti hanno approfondito temi di grande attualità per la Sanità Pubblica come ad esempio le diseguaglianze sociali nell'accesso ai servizi sanitari,  il fenomeno dell'esitazione vaccinale, le strategie di prevenzione vaccinale in gruppi target, la promozione della salute in viaggio, il Web 2.0 e l'informazione sui temi della salute, peer education e promozione della salute nelle scuole, la prevenzione e il controllo della tubercolosi tra gli immigrati. I neolaureati sono 11, con cinque 110 e lode.
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Parla (anche) riminese il corso di formazione per chirurghi su cadaveri, uno dei primi in Italia, che si è svolto lunedì e martedì scorsi (12 e 13 novembre) a Verona. "Hands - on (Cadaver Lab)" il titolo del corso centrato sulla chirurgia mininvasiva. Un ambito in cui il dottor Gianluca Garulli, direttore del reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale di Rimini è esponente di spicco. Tanto che, nell'ambito del corso, ha rivestito l'importante ruolo di Tutor ad uno dei tavoli di lavoro. Tutti gli aspetti tecnici e operativi del corso, nella locandina.

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Soprattutto nei bambini, quando diventano pazienti, la compliance è importante per le cure. E avere meno dolore quando si fa un prelievo è importantissimo da questo punto di vista.

Stamattina, venerdì 9 novembre, una delegazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo si è dunque recata presso l’Ospedale "Infermi" di Rimini per consegnare ufficialmente al servizio di Oncoematologia Pediatrica, diretto dalla dottoressa Roberta Pericoli (nell'ambito della Pediatria diretta dal dottor Gianluca Vergine), una nuova strumentazione che faciliterà il percorso di cura dei piccoli pazienti che lottano contro il cancro. Si tratta dell’ecografo per venipuntura VIVO 500S, acquistato grazie al progetto di crowdfunding “Schiacciamo il Cancro!”. L’iniziativa di raccolta fondi, promossa dalla trasmissione di approfondimento cestistico di Teleromagna “Panorama Basket” condotta da Franceska Picari e Enrico Pasini, presente alla cerimonia, che ha coinvolto la maggior parte delle squadre di pallacanestro del territorio in una gara di solidarietà, era partita con l’obiettivo di raggiungere 5.000 euro sulla piattaforma dedicata Eticarim: ma la generosità di chi ha sposato la causa è stata tale che la campagna ha chiuso con un incasso maggiore agli 8.000 euro, cifra che ha permesso di acquistare un top di gamma da mettere a disposizione dell’equipe riminese. Grande è stata anche la mobilitazione dei tifosi: persone come Agnese Bollina, supporter della Rekico Faenza che ha deciso di devolvere tutte le offerte ricevute per il funerale della madre alla causa. Un contributo di cuore, che va oltre il pur considerevole valore economico di 1.080 euro, come dimostrato dalla sua emozionata presenza alla cerimonia.

"L’ecografo per venipuntura VIVO 500S si basa sul principio che l’emoglobina umana possiede una maggiore capacità di assorbimento dei raggi infrarossi rispetto ad altri tessuti – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – la tecnologia che utilizza questa strumentazione permette quindi di evidenziare i vasi dei piccoli pazienti, rendendo così più semplice il compito del personale sanitario che deve effettuare i prelievi o somministrare le terapie necessarie affinché il percorso di cura si concluda con la completa guarigione del ragazzo. Non dimentichiamo che le vene dei bimbi risultano spesso stressate e difficili da reperire: questo comporta che anche l’infermiera più esperta possa sbagliare e non ‘fare centro’ al primo colpo. Il momento della puntura è sempre un trauma, come tutti noi ricorderemo benissimo dalla nostra infanzia. Sottoporre questi ragazzi, già stressati da una diagnosi inattesa che comporta un cambio di vita radicale, a un dolore fisico inutile, non aiuta ad instaurare quella fiducia che deve nascere tra medico e paziente, necessaria alla buona riuscita delle terapie: per non parlare dei genitori, comprensibilmente scossi, che vedono il proprio figlio soffrire. Per questi motivi penso che oggi siamo qui a celebrare davvero un grande successo, ottenuto grazie ad una squadra che si è dimostrata davvero imbattibile: quella del basket romagnolo".

Gli han fatto eco la dottoressa Pericoli e l’infermiera Antonella Rinaldi: "L’ecografo che oggi riceviamo permetterà non solo di ovviare al problema della reperibilità della vena, ma in certi casi può addirittura permettere al bimbo di evitare un intervento chirurgico in anestesia generale per il posizionamento di un catetere venoso centrale. Sapere di lavorare arrecando meno dolore fisico possibile ai bambini è importante anche per noi. Si crea un rapporto di fiducia coi piccoli pazienti che ci consente di lavorare più serenamente: un circolo virtuoso aiutato anche dal fatto che nell'apparecchio è presente una fonte di luce, che ci aiuta a distrarre il piccolo nel momento della collocazione dell'ago".

Autentici e sentiti i ringraziamenti allo Ior e a tutti i donatori, da parte della direzione dell'Ausl Romagna rappresentata dal dottor Romeo Giannei, direttore degli Ospedali del Riminese: "I livelli delle tecnologie salgono costantemente e si rende necessaria l'acquisizione di sempre nuove apparecchiature - ha evidenziato - naturalmente l'Ausl Romagna ha i suoi piani di investimento nelle tecnologie, ma l'apporto del volontariato, e lo Ior è un nostro partner imprescindibile, si fa sempre più importante. Faremo sempre del nostro meglio per utilizzare le apparecchiature che ci vengono donate sempre al meglio, con l'auspicio che lo Ior continui a starci vicino".
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Coloro che non sono più giovanissimi ricorderanno un servizio del tg degli anni ’80 in cui uno dei primi trapiantati di cuore italiani raccontava di aver fatto, seppure in maniera non competitiva e affiancato dal suo medico, anche lui appassionato  di podistica, la Maratona di New York. Al di là di un caso diventato famoso, è sicuro che anche chi ha avuto un trapianto di organo può (e anzi dovrebbe) fare attività fisica, in maniera controllata.

E proprio di questo importante argomento si parlerà nell’ambito di un convegno organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e previsto per sabato prossimo, 10 novembre, presso l’hotel Ambasciatori di Rimini. “Attività fisica come terapia per i pazienti trapiantati: il punto a 10 anni dall’inizio del progetto ‘Trapianto… e adesso sport’” il titolo dell’evento che verrà moderato dal dottor Alessandro Nanni Costa, direttore del Cento Nazionale Trapianti. Tutti di altissimo livello i relatori, tra cui il dottor Giovanni Mosconi (responsabile nazionale del progetto “Trapianto… e adesso sport” e direttore dell’Unità operativa di Nefrologia di Forlì e Cesena dell’Ausl Romagna) e, sempre per l’Ausl Romagna, il dottor Gianluigi Sella. Inoltre le infermiere Loredana Succi e Daniela Fadda parleranno dell’esperienza maturata nei pazienti seguiti presso gli ambulatori nefrologici rispettivamente di Cesena e Forlì, mentre Roberta Amici illustrerà il coordinamento delle indagini nei pazienti trapiantati presso la Medicina dello Sport di Ravenna.

“Si tratta di un incontro molto prestigioso e sono contento che si svolga in Romagna – commenta il dottor Mosconi –. Da 10 anni stiamo lavorando sul tema dell’attività fisica per le persone trapiantate ed è il momento di confrontarci su tutti gli aspetti più rilevanti di questo argomento, soprattutto ad un livello così alto come quello che i relatori che verranno a Rimini consentiranno. Sono convinto che da questo incontro emergeranno anche importanti prospettive di lavoro futuro”.

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Per un bimbo stare in ospedale è già di per se’ una sofferenza. Se poi l’accesso è dovuto ad un piccolo trauma, che magari provoca un po’ di dolore, e c’è anche un po’ da aspettare perché in sala d’attesa ci sono altri bambini che attendono di ricevere le cure, la cosa rischia di diventare davvero pesante.

D’altra parte l’accoglienza per i pazienti, specialmente per i più fragili (bambini, anziani…) è una politica importante, sposata dalla Regione Emilia Romagna, e per la quale già da anni l’Azienda USL sostiene investimenti.

Quando, infine, questi aspetti si possono affrontare al meglio grazie alla vicinanza della società civile, il risultato è davvero bello e importante.

E proprio questo è il caso della donazione di mobili ludici per arredare e arricchire l’Ambulatorio di Urgenze Pediatriche dell’Ospedale di Rimini ad opera di Vincenzo e Veronica Lippoli, titolari della Falegnameria Lippoli che produce arredi su misura.

Si tratta di arredi realizzati in legno e tinteggiati con apposite vernici all’acqua e biologiche. E nel dettaglio sono stati collocati – e inaugurati stamane alla presenza dei donatori, del dottor Gianluca Vergine (direttore della Pediatria dell’”Infermi”), della dr.ssa Laura Viola (responsabile Ambulatorio Urgenze Pediatriche), della Direzione Medica Ospedaliera e della dottoressa Elisabetta Montesi (responsabile aziendale Fundraising) – i seguenti mobili del valore complessivo, di produzione, di oltre mille euro:

• casetta in listelli di massello di abete di doppio colore in stile marino, di un metro e mezzo circa di lato e un metro e mezzo di altezza, con ingresso e due finestre;

• ponticello in legno con sagoma tonda senza gradini e di altezza di circa 20 centimetri;

• pannello montessoriano senza elementi sonori;

• 3 mensole da fissare al muro per riporre i libri.

L’Azienda Usl della Romagna, dalla Direzione al direttore della Pediatria riminese dottor Gianluca Vergine, ringraziano la famiglia Lippoli per la generosa donazione che contribuisce al miglioramento continuo della qualità dell’ambiente ospedaliero, quale presupposto per l’erogazione di standard elevati di cura.                                                   

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La scorsa notte si è verificata, nella sede amministrativa di Rimini dell'Ausl Romagna di via Coriano, 38 - Rimini (edificio cosiddetto "Colosseo"), un'effrazione con accesso di estranei che hanno provocato vari danni ai locali. Le successive, necessarie procedure di natura legale e i rilievi hanno fatto sì che l'apertura dei locali e dei servizi si sia dovuta ritardare nella mattinata odierna, con conseguenti disagi per l'utenza. La Direzione aziendale si scusa per tali disagi, sebbene indipendenti da propria volontà o responsabilità.

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Un gesto di vicinanza al reparto molto significativo, quello effettuato dall’Associazione “ADOCM – Crisalide”, che ha donato una importante apparecchiatura al Servizio di Senologia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. Apparecchiatura che è stata inaugurata stamane non casualmente: ottobre infatti è, come noto, il “Mese della prevenzione del Tumore della Mammella” e questa iniziativa va ad inserirsi tra le tante lodevolmente organizzate dall’Associazione, cui vanno gli autentici e non formali ringraziamenti dell’Azienda Usl, espressi in particolare dal direttore medico di tutti i presidi ospedalieri del Riminese dottor Romeo Giannei, che ha svolto il ruolo di chairmen del piccolo evento, cui hanno particapto,

oltre naturalmente alle signore dell’associazione, con la presidente Pia Vignali, e all’assessore Jamil Sadogholvaad in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il responsabile del servizio di Senologia dottor Lorenzo Menghini, la dottoressa Iliaria Panzini (Ufficio Ricerca Clinica e organizzativa del’Ausl Romagna) e la dottoressa Elisabetta Montesi (Responsabile dell’Ufficio di Fundrising dell’Ausl Romagna).

L’apparecchiatura in oggetto è un “Confirm – Mammotome”, per la radiografia digitale dei campioni tissutali prelevati mediante biopsia stereotassica, la cui funzione è rendere sempre più accurata e rapida la manovra bioptica di lesioni oncologiche della mammella. Il valore dell’apparecchio è di circa sessantamila euro. “Grazie a questa apparecchiatura – ha spiegato il dottor Menghini – gli esami sulle pazienti potranno essere eseguiti in maniera più accurata ed appropriata e con minori disagi per le pazienti stesse che saranno sottoposte ad un minor numero di prelievi”.

Attività del servizio di Senologia che, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi ha avuto il rinnovo del prestigioso riconoscimento Eusoma, che denota alta qualità delle cure: ogni anno vengono eseguite circa 20 mila ecografie, 1.000 biopsie ecoguidate, 700 agoaspirati, diagnosticando circa 400 casi di tumore al seno. Sul territorio vi sono circa 65 mila in fascia di screening, cioè tra i 45 e i 74 anni con chiamate periodiche a seconda dell’età. “Un punto importante che hanno notato i commissari Eusoma quando sono venuti a fare il loro sopralluogo a Rimini – ha aggiunto la dottoressa Panzini – è stato proprio il costruttivo rapporto con le Associazioni”.

Non è questa la prima donazione effettuata dall’associazione al Servizio di Senologia, in virtù di un virtuoso rapporto di collaborazione e vicinanza che va avanti ormai da anni, come tra l’altro evidenziato dalla presidente, signora Vignali: “Nella nostra attività – ha detto, dopo aver ringraziato tutti coloro, associazioni, gruppi e singoli cittadini, che hanno contribuito alla donazione – cerchiamo di puntare molto sulla prevenzione. Per questo motivo inizieremo tra breve nelle scuole superiori una campagna di sensibilizzazione alle ragazze per iniziare molto presto l’autopalpazione del seno”. Ulteriori notizie su “ADOCM – Crisalide”, al sito www.tumorealseno.it

L’assessore Sadegholvaad ha evidenziato “l’importanza della vicinanza tra società civile e strutture del sistema sanitario nazionale, che è un elemento importante della nostra società che va difeso. Iniziate come questa sono lodevoli e anche da parte nostra un autentico ringraziamento all’Associazione e auspicio di buon lavoro agli operatori che utilizzeranno l’apparecchiatura”.

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Si è verificato nella serata di venerdì 28 settembre un intervento dell’Elisoccorso, nel territorio di Novafeltria, per soccorrere una donna colpita da gravi ustioni, e che richiedeva il ricovero in un Centro Grandi Ustionati.

I fatti. Nella serata di ieri, per accendere una stufa, una donna dell’età di 62 anni residente nella zona di Novafeltria, si è procurata ustioni di secondo e terzo grado al volto e al tronco. La paziente è stata subito trasportata all’Ospedale di Novafeltria, dove le sue condizioni sono state stabilizzate presso il locale Punto di Primo Intervento con la presenza dell’anestesista. Contestualmente era stato attivato il servizio di Elisoccorso che è giunto sul posto, atterrando presso il campo sportivo di Novafeltria, una delle 31 nuove piazzole di atterraggio notturno autorizzate dalla Regione nel marzo scorso, nel territorio dell’Ausl Romagna, e grazie alle quali il servizio di Elisoccorso può intervenire anche in notturna.

La paziente è stata dunque traportata dall’Elisoccorso all’Ospedale di Parma in quanto il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale di Cesena non aveva posti disponibili. La signora è attualmente ricoverata a Parma nel reparto di Rianimazione, e le sue condizioni sono gravi ma stazionarie.

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Un altro tangibile segno della vicinanza della società civile al reparto di Pediatria dell’Ospedale di Rimini. Grazie ad una raccolta di fondi condotta sul territorio, anche attraverso i principali social media e con la collaborazione della Croce Rossa Italiana di Riccione, presieduta dal dottor Antonio Manzo,  è stato infatti donato un carrello pediatrico al reparto.

Si tratta di un carrello - modello Broselow della ditta Linkar - che verrà utilizzato nell’Ambulatorio Urgenze Pediatriche e che serve a contenere tutti i farmaci e dispositivi necessari all'assistenza del bambino. Caratteristica saliente di questo nuovo strumento di lavoro è l'organizzazione dei cassetti con codici colorati in base al peso del bambino: ad ogni cassetto corrispondono determinati presidi della misura idonea e pertanto a tutto vantaggio della massima rapidità d’intervento da parte degli operatori. Il carrello pediatrico ha il valore di circa duemila euro.

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Si informa l’utenza che, a partire dal mese di settembre, lo sportello CUP di Miramare cambierà il giorno di apertura: sarà aperto nella giornata del mercoledì (invece che di martedì) dalle ore 7:30 alle ore 12:30.

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