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La Regione Emilia-Romagna da quest’anno mette a disposizione gratuitamente a tutti i sessantacinquenni il vaccino anti-pneumococcico. Lo pneumococco è responsabile nell’adulto di molti casi di polmonite e altre malattie gravi, che spesso richiedono il ricovero in ospedale anche di diverse settimane. Vaccinarsi significa ridurre drasticamente la possibilità di ammalarsi.

locandina vaccinazione anti-pneumococco regione Emilia-Romagna

Che cos’è lo pneumococco?
Lo pneumococco è un batterio. Ne esistono oltre 90 tipi diversi, non tutti ugualmente pericolosi. Può essere presente nel naso e nella gola senza dare malattia (portatori sani), può causare malattie di media gravità ma, in talune circostanze, quando vi è un calo delle difese immunitarie, può provocare malattie gravi quali: meningiti e sepsi, polmoniti, otiti.
Che sintomi danno queste malattie?
La meningite si manifesta con febbre elevata, forte mal di testa, irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), vomito o nausea, alterazione del livello di coscienza, convulsioni.
La sepsi generalmente si presenta con febbre alta e, nei casi gravi, si diffonde a tutto l’organismo con compromissione di molti organi fino allo shock settico.
La polmonite può dare febbre elevata con brividi, tosse, respiro frequente con difficoltà a respirare, dolore al torace.
Chi sono le persone più a rischio?
I bambini nei primi anni di vita e le persone a partire dai 65 anni sono a rischio di sviluppare una malattia da pneumococco. Per questo viene loro offerta la vaccinazione gratuita con un calendario appropriato all’età e non sono necessari richiami. L’influenza o altre infezioni virali a volte possono debilitare l’organismo e aprire la strada alle polmoniti da pneumococco.
Anche il fumo favorisce le infezioni da pneumococco.
Inoltre le persone di qualunque età con malattie croniche (ad esempio cardiopatie, malattie polmonari gravi, malattie renali croniche, diabete mellito, tumori) o che hanno assunto farmaci che li hanno indeboliti sono ad elevato rischio di sviluppare una malattia da pneumococco.
Come si diffonde l’infezione da pneumococco?
Lo pneumococco si diffonde quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Spesso si tratta di portatori sani che non hanno sintomi di malattia ma hanno il batterio nel loro naso o gola e possono diffonderlo.
Sono frequenti le malattie gravi da pneumococco (meningiti e sepsi)?
Lo pneumococco è la causa più frequente di meningite e sepsi, superando di gran lunga il ben più temuto meningococco.
Il meningococco colpisce prevalentemente i bambini e i giovani adulti, lo pneumococco colpisce i bambini molto piccoli e gli anziani.
Le polmoniti da pneumococco sono frequenti? E gravi?
Sì, la polmonite è la più frequente infezione grave da pneumococco. Di solito la polmonite da pneumococco si manifesta con un’infiammazione acuta di uno o più lobi polmonari che vengono invasi dai batteri e riempiti da liquido infiammatorio. I polmoni non consentono più una respirazione normale ed è necessario un trattamento antibiotico adeguato e precoce.
Come devo fare per difendermi dallo pneumococco?
Avere una alimentazione sana, fare attività fisica, non fumare, insomma adottare uno stile di vita sano sicuramente aiuta a mantenersi in buona salute. Tuttavia è importantissimo vaccinarsi contro lo pneumococco. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che la promozione della prevenzione vaccinale nella popolazione più a rischio sia prioritaria.
La vaccinazione è resa ancora più importante dal fatto che diversi tipi di pneumococco sono resistenti ad alcuni antibiotici, quindi più difficili da curare.
Quali vaccini contro lo pneumococco esistono?
Esistono due tipi di vaccino contro lo pneumococco: il vaccino coniugato 13 valente e quello polisaccaridico 23 valente. Il primo protegge verso 13 tipi di pneumococco, il secondo verso 23 tipi.
Il vaccino “coniugato” è realizzato con tecniche che permettono di ottenere una risposta immunitaria migliore. A differenza del vaccino polisaccaridico, è efficace anche nei bambini più piccoli e lascia una memoria immunitaria duratura.
Devo farli tutti e due?
Sì: il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19, al fine di assicurare la maggior protezione possibile, prevede nei 65enni l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione con vaccino pneumococcico coniugato, seguita da una dose di vaccino polisaccaridico, garantendo gli adeguati intervalli fra i due vaccini. Non è necessario eseguire richiami a meno che non siano presenti gravi malattie debilitanti.
Sono vaccini sicuri?
Sì, sono vaccini sicuri.
Gli effetti collaterali più comuni sono: rossore, dolore e gonfiore nel punto in cui è stata fatta l’iniezione, febbre, perdita dell’appetito, mal di testa, debolezza, dolori muscolari. Questi sintomi, se si presentano, in genere durano circa 2 giorni. Come tutti i medicinali anche i vaccini contro lo pneumococco possono causare reazioni allergiche. Tali reazioni dopo un vaccino sono molto rare, valutate circa 1 su un milione di dosi e si verificano da pochi minuti a poche ore dopo la vaccinazione.
Quando è meglio vaccinarsi contro lo pneumococco? Posso farlo insieme all’antinfluenzale?
La vaccinazione contro lo pneumococco può essere fatta in qualunque momento dell’anno. Tuttavia per praticità si può eseguire in concomitanza con l’antinfluenzale, lo stesso giorno, in due sedi separate, nella parte superiore delle braccia (muscolo deltoide).
A differenza dell’antinfluenzale però non va ripetuta tutti gli anni, ma si fa una volta nella vita.
Come posso vaccinarmi se ho più di 65 anni?
L’offerta gratuita riguarda solo i 65enni e le persone con fattori di rischio di tutte le età.
È però possibile vaccinarsi contro lo pneumococco anche per chi ha più di 65 anni e non ha patologie a rischio, prenotando la vaccinazione presso la propria Ausl.
In questo caso la vaccinazione sarà a pagamento con un prezzo agevolato.
A partire dai nati nel 1952 verrà mantenuta la gratuità anche per chi si vorrà vaccinare negli anni successivi..
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L'Influenza è una malattia infettiva che si trasmette per via respiratoria. Alle persone con malattie croniche (adulti e bambini) e alle persone anziane l’influenza può invece provocare serie complicanze respiratorie, che possono richiedere il ricovero in ospedale. In alcuni casi rari, e nelle persone più fragili, può provocare la morte. La vaccinazione protegge se stessi e riduce la possibilità per gli altri di ammalarsi.

locandina campagna Vaccinazione antinfluenzale Regione Emilia-Romagna

L’influenza
È una malattia infettiva provocata da virus influenzali che si trasmettono per via respiratoria da una persona ammalata a una persona sana. L’influenza si presenta ogni anno durante la stagione invernale con epidemie che possono colpire molte persone. Generalmente in Emilia-Romagna il picco si registra tra il mese di gennaio e la fine di febbraio. L’influenza insorge improvvisamente con febbre alta, tosse, raffreddore, cefalea, inappetenza, dolori muscolari e stanchezza. Nella maggioranza dei casi la malattia si risolve in pochi giorni, anche se la debolezza può proseguire per alcune settimane. Alle persone con malattie croniche (adulti e bambini) e alle persone anziane l’influenza può invece provocare serie complicanze respiratorie, che possono richiedere il ricovero in ospedale. In alcuni casi rari, e nelle persone più fragili, può provocare la morte.
La vaccinazione protegge se stessi e riduce la possibilità per gli altri di ammalarsi.
Il vaccino è efficace e sicuro
La vaccinazione è un mezzo sicuro ed efficace per prevenire l’influenza e per ridurne le possibili complicanze, temibili soprattutto per adulti e bambini con malattie croniche e per le persone anziane. La protezione si sviluppa circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino e permane per tutta la stagione epidemica.
I virus influenzali cambiano di frequente. Per questo la composizione del vaccino viene determinata, ogni anno, sulla base dei virus circolanti nel mondo. I vaccini utilizzati sono di diverso tipo. La scelta di quello più adatto alla persona compete al medico che prescrive o effettua la vaccinazione. Il vaccino viene somministrato con una iniezione preferibilmente nella parte superiore del braccio (muscolo deltoide). Gli effetti collaterali della vaccinazione sono rari e di scarsa entità.
Vaccinandoti proteggi te e chi ti sta vicino. Più persone vaccinate contribuiscono a limitare le conseguenze gravi della malattia.
A chi è assicurata la vaccinazione gratuita
La vaccinazione antinfluenzale è considerata necessaria e quindi è offerta gratuitamente dal Servizio sanitario regionale a:
  • tutte le persone (bambini e adulti) con malattie croniche per le quali l’influenza può causare un aggravamento delle patologie di cui soffrono;
  • persone dai 65 anni perché con l’età anziana, in caso di infezione, i rischi di complicanze sono più severi;
  • personale di assistenza (operatori sanitari e socio-sanitari) per evitare che possano contagiare i malati di cui si prendono cura e per evitare che contraggano l’influenza dalle persone ammalate;
  • donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;
  • familiari e contatti di persone ad alto rischio;
  • addetti ai servizi pubblici essenziali (come insegnanti, autisti di mezzi pubblici..) per evitare di mettere in crisi servizi necessari alla collettività;
  • donatori di sangue per evitare cali nelle donazioni in periodo epidemico;
  • personale che è a contatto con animali per diminuire la probabilità di ricombinazioni genetiche tra virus influenzali animali e umani.
Quando vaccinarsi e dove andare
Le vaccinazioni vengono effettuate dai medici di famiglia (medici di medicina generale) e dai servizi vaccinali dell’Azienda Usl.
Agli operatori sanitari e socio-sanitari la vaccinazione gratuita viene offerta direttamente dalle Aziende sanitarie.
Il periodo più idoneo per vaccinarsi è compreso tra novembre e dicembre.
I bambini, che si ammalano facilmente di influenza, se sono in buone condizioni di salute, guariscono normalmente dall’influenza in pochi giorni. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e gratuita per i bambini a rischio di complicanze: bambini con malattie croniche o congenite.
Le vaccinazioni sono effettuate nelle Pediatrie di comunità, o in alcune realtà, dal pediatra di famiglia, al quale ci si può rivolgere per tutte le informazioni utili.
A chi rivolgersi per avere informazioni
Per informazioni sulla vaccinazione il primo riferimento sono il medico e il pediatra di famiglia. Informazioni sulla campagna di vaccinazione possono essere richieste anche al numero verde del Servizio sanitario regionale 800 033033 (tutti i giorni feriali dalle 8.30 alle 17.30; il sabato e prefestivi dalle 8.30 alle 13.30).
Prevenire la diffusione dell’influenza
Ognuno di noi può limitare la diffusione del virus anche mediante semplici misure di protezione personale.
  • Lavarsi spesso le mani
  • Coprirsi naso e bocca ogni volta che si starnutisce o tossisce, e poi lavarsi le mani
  • Soffiarsi il naso con un fazzoletto di carta monouso, gettarlo in una pattumiera chiusa, e poi lavarsi le mani.
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L’Azienda USL della Romagna è impegnata ad attuare quanto previsto dalla legge 119 del 2017, relativa all’obbligo vaccinale, cercando di limitare i disagi per le famiglie. In particolare per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti che frequentano le scuole dell’obbligo (fasce d’età 6 – 16 anni, mentre per le fasce d’età 0-6 anni si è già provveduto, si veda qui ) la maggior parte degli Istituti Scolastici romagnoli, aderendo alla proposta contenuta nella nota a firma congiunta dell’Assessore Regionale alla Sanità e del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, ha provveduto a trasmettere all’Azienda Usl l’elenco degli iscritti. Queste scuole riceveranno dall’Azienda Usl, entro il 20 ottobre, l’elenco dei soli bambini o adolescenti la cui situazione vaccinale risulti ancora da esaminare e solo a questi la scuola richiederà la documentazione probante l’avvenuta vaccinazione o l’appuntamento con il servizio vaccinale. Contestualmente, queste famiglie riceveranno a casa dall’Azienda USL l’invito a recarsi presso gli ambulatori vaccinali per chiarire la loro situazione.

Le famiglie dovranno verificare se la scuola  frequentata dal loro o dai loro figli, si è avvalsa o meno della possibilità sopradescritta.

In caso negativo le famiglie dovranno consegnare alla scuola, entro il termine del 31 ottobre, il certificato vaccinale che attesti di aver effettuato tutte le vaccinazioni previste dalla norma in base all’età o l’autocertificazione e, in caso di mancato rispetto del calendario vaccinale dovranno presentare copia della lettera di convocazione dell’Ausl, o della prenotazione.

L’attestazione del proprio stato vaccinale può essere ottenuta, a partire da lunedì 16 ottobre, in due diversi  modi:

  • Richiedendola presso i servizi dell’Ausl, nei punti e con le modalità di seguito riportate. L’utente dovrà in primo luogo dotarsi del „Modulo di richiesta rilascio certificato delle vaccinazioni“, che si può scaricare qui in allegato, e che si troverà anche stampato presso gli sportelli aziendali presso cui si potrà richiedere l‘attestazione. A questo proposito si informa che l’Azienda ha predisposto l’apertura straordinaria, nelle varie strutture territoriali, di sportelli ad hoc, per facilitare l’accesso delle famiglie che hanno bisogno delle attestazioni vaccinali. Si evidenzia che in questi sportelli straordinari avrà luogo  esclusivamente l’attività certificativa relativa alle vaccinazioni. E sebbene tale attività possa essere svolta anche durante il normale orario d’apertura degli sportelli  amministrativi di front office, si segnala che negli orari di apertura non straordinaria si continuerà a svolgere anche il resto dell’attività preposta, e che quindi si potrebbero verificare maggiori tempi di attesa allo sportello. Per l’attestazione vaccinale si consiglia pertanto di rivolgersi preferibilmente  agli sportelli straordinari di cui sopra. In allegato, per ogni ambito territoriale, una tabella riportante gli orari di tutti gli sportelli, con specifica di quelli straordinari ad hoc attivati per la certificazione vaccinale;
  • Scaricandola dal proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) dove il certificato sarà aggiornato in tempo reale. Il Fse elettronico può essere attivato da tutti gli assistiti iscritti all’anagrafe vaccinale dell’Emilia Romagna (le modalità per farlo sono consultabili sul sito dell’Ausl Romagna a questo link ).

Infine si ribadisce che le famiglie i cui figli rientrano nelle condizioni di esonero o differimento delle vaccinazioni, devono rivolgersi al pediatra o al medico curante per la relativa certificazione.

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