Costanza Senni

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Dal 14 luglio presso il parco "Oltre il Giardino" del Centro Diurno La Meridiana dell'U.O. Servizio Dipendenze Patologiche di Cesena prenderà via il progetto "Fitness al parco ". Grazie alla collaborazione con l'associazione sportiva Just Pilates Studio operante nel quartiere Cervese Sud, dove si trova La Meridiana, sarà possibile svolgere lezioni di pilates e stretching con l'obiettivo di far conoscere tecniche di allenamento sportivo, riscoprire il benessere derivato da un corpo più sano e avere più consapevolezza del proprio corpo.

Le lezioni si terranno nel parco della struttura di via Cerchia S.Egidio 2621 tutti i martedì e i venerdì dalle ore 19.

“Come tutte le iniziative organizzate nell’ambito del progetto di educazione ambientale “Oltre il Giardino” promosso dall’Ausl in collaborazione con il Comune di Cesena, il Quartiere Cervese Sud e il Mandorlo Coop. Soc. Onlus - spiega il responsabile del centro Diurno La Meridiana Gianluca Farneti - la nuova proposta ha l’obiettivo di favorire l'integrazione sociale dei pazienti e allo stesso tempo offrire alla città uno spazio verde mantenuto attraverso le attività riabilitative del Centro. L’iniziativa è infatti aperta a tutti i cittadini,personale sanitario e dipendenti dell’AUSL Romagna potranno inoltre usufruire di sconti all'atto dell'iscrizione, ma la vera particolarità della partnership sta nel fatto che gli istruttori di Just Pilates Studio per due mattine alla settimana svolgeranno gratuitamente anche lezioni di ginnastica e nord walking ai pazienti del Centro Diurno La Meridiana. Un aiuto concreto ai progetti riabilitativi individualizzati, finalizzati al miglioramento del benessere e della salute” - conclude Farfaneti.

Info e iscrizioni: studiojustpilates@gmail.com – 393. 7343261.

Due nuovi gazebo per consentire, in tempi di distanziamento fisico, di praticare all’aperto alcune attività che quotidianamente coinvolgono gli ospiti del Centro Diurno La Meridiana di Via Cerchia a Sant’Egidio.

Li ha donati Onit Group in memoria del collega e amico Enrico Migani, precocemente scomparso nei primi mesi dell'anno. Un gesto generoso per dare continuità alla prodigalità in ricordo del giovane che qualche anno fa si era adoperato in prima persona per organizzarsi con un gruppo di colleghi ad allestire un primo gazebo, tutt'ora presente all’esterno della struttura.

La cerimonia di consegna è avvenuta oggi al Centro Diurno La Meridiana, alla presenza tra gli altri dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cesena Carmelina Labruzzo che ha voluto portare il suo saluto anche agli ospiti che frequentano il Centro, dell’amministratore delegato di Onit Group Fabio Piraccini, insieme con i familiari di Enrico, la moglie Chiara Ghinassi e i figli Michele e Simone, del direttore dell’Unità Operativa Servizio Dipendenze Patologiche di Cesena Michele Sanza, del responsabile della struttura Gianluca Farfaneti e della responsabile del Fundraising aziendale Elisabetta Montesi.

Da parte dell’Azienda USL della Romagna e del Centro Diurno La Meridiana un sentito ringraziamento a ONIT GROUP per questa nuova e gradita donazione che consente agli utenti in riabilitazione di proseguire le attività anche in questo momento, rendendo inoltre più funzionale e confortevole la struttura.

L’Assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, si è recato oggi all’ospedale Bufalini di Cesena, continuando così le visite presso le strutture sanitarie della Regione, per portare il ringraziamento suo personale e di tutta la comunità regionale agli operatori sanitari che con grande impegno e professionalità sono stati per mesi in prima linea nella lotta al Covid.

Accompagnato dal direttore generale dell’Ausl della Romagna Tiziano Carradori, dal Sindaco di Cesena Enzo Lattuca, e dal direttore sanitario di presidio Carlo Lusenti, l’Assessore regionale ha visitato la Terapia Intensiva, la Neurochirurgia, il Centro Grandi Ustionati, la Medicina Nucleare , la terza sala angiografica dove è stata recentemente installata una nuova apparecchiatura angiografica dedicata alle funzioni della Radiologia interventistica, della Chirurgia Vascolare e dell’attività di emodinamica della Cardiologia, e il cantiere del Pronto Soccorso dove stanno procedendo i lavori di ampliamento. Tutti reparti su cui si è sempre investito e si sta continuando a investire, per i necessari e non procrastinabili interventi strutturali e di ammodernamento tecnologico, per rafforzarne percorsi e servizi, in attesa della costruzione del nuovo Bufalini.

La visita è stata d’altra parte anche l’occasione per fare il punto sul nuovo ospedale di Cesena e sulle tappe che porteranno alla realizzazione di questo grande progetto, il cui iter amministrativo è ripreso appena possibile, dopo la sospensione forzata causata dall’emergenza sanitaria e dalle misure restrittive e di contenimento adottate dagli organi di governo per fronteggiarla. Assessore, Sindaco e Direttore generale, insieme al Direttore di presidio e al Direttore dell’UO Progettazione e Sviluppo Edilizio dell’ausl, hanno ripercorso le tappe del lavoro già fatto e condiviso le fasi successive del progetto, ribadendo come la costruzione del nuovo ospedale rappresenti una grande opportunità e una grande sfida per offrire alla comunità una struttura sanitaria all’avanguardia, capace di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e dei professionisti che ci lavoreranno. Prossimo passaggio chiave sarà l’aggiudicazione definitiva, si presume entro settembre, del bando di gara per l’affidamento dei servizi di “architettura, ingegneria e geologia, con relative indagini, per la redazione della progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, con riserva di affidamento della direzione lavori e del coordinamento alla sicurezza in fase di esecuzione inerente ai lavori di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena”. Dopo la formulazione, il 16 gennaio scorso da parte della commissione giudicatrice, della graduatoria provvisoria delle imprese che hanno risposto al bando, allo stato attuale, si stanno completando le procedure di verifiche previste dalla normativa in materia di appalti per poi procedere a formalizzare l’aggiudicazione. Dopo di che l’aggiudicatario inizierà la nuova fase di progettazione prendendo le mosse dal “Progetto di fattibilità tecnica ed economica prima fase”, che è stato completato il 31 maggio 2018 ed approvato con deliberazione del Direttore Generale del 05 luglio 2018.

“Oggi all'Ospedale Bufalini di Cesena ho potuto constatare di persona quanto siano avanzate, innovative, performanti le prestazioni sanitarie offerte all'interno dell'ospedale e quanto sia elevata la qualità e la professionalità del personale sanitario – afferma l’Assessore Raffaele Donini –. Con il Direttore Generale Tiziano Carradori, il Sindaco Enzo Lattuca e la direzione sanitaria dell'ospedale, ci siamo anche concentrati sul crono programma della progettazione e sulla dotazione finanziaria necessaria per la realizzazione del nuovo Ospedale. Il mio impegno sarà massimo, accanto al territorio romagnolo affinché questo investimento, così importante. si possa finalmente realizzare”.

"L'incontro é stato una prima occasione per riprendere contatto con la struttura ospedaliera dove ho cominciato tempo fa il mio percorso professionale e dove ho contribuito allora ad attivare servizi che oggi abbiamo visitato – dichiara il Direttore Generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori -. Una occasione importante, anche e sopratutto perché con l'assessore Donini, il Sindaco Lattuca e il responsabile del presidio, mi ha consentito di fare il punto sui principali aspetti problematici con cui si é confrontato l'ospedale Bufalini dopo il picco epidemico, di inquadrare lo stato di avanzamento del progetto di costruzione del nuovo ospedale e gli aspetti prioritari per un suo rapido avanzamento. Occasione di incontro che, non appena conclusa la nomina dei collaboratori più stretti con i quali sosterrò la direzione dell'azienda (Direttore Amministrativo Direttore Sanitario, Direttore Attività Socio Sanitarie), sarà prossimamente arricchita da incontri di ascolto diretto con il personale medico, infermieristico e tecnico che presta la propria opera all'interno della struttura ospedaliera. Personale tutto al quale per ora rivolgo un saluto e un sentito ringraziamento per il lavoro svolto, in particolare in questi ultimi mesi. Nella certezza che sapranno mantenere quella attenzione e capacità che ha consentito alla sanità locale di far fronte e contrastare con efficacia l'onda epidemica da COVID 19."

“L’incontro con l’Assessore regionale Raffaele Donini e con il nuovo Direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori – commenta il Sindaco di Cesena Enzo Lattuca – è avvenuto dopo mesi non facili per tutti noi e per la nostra struttura ospedaliera. Centrale nel confronto odierno è stato l’approfondimento sul nuovo Ospedale, che sarà il primo in Italia costruito dopo l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Siamo pronti, e avanti rispetto ad altri, a dare il via alla fase della progettazione, che sarà strategica perché definirà non solo il contenitore ma anche i contenuti del nuovo nosocomio. Come Comune daremo il nostro contributo alla progettazione del nuovo presidio ospedaliero, che è in capo all’Ausl Romagna, in stretto collegamento con la Regione Emilia-Romagna, coinvolgendo l’intera comunità. Il nuovo ‘Bufalini’, oltre ad essere il nuovo ospedale di Cesena, ancor di più rispetto ad oggi sarà un punto di riferimento per la cura delle patologie tempo dipendenti, ovvero di quelle urgenti, per tutta la Romagna”.

In merito agli articoli di stampa di questi ultimi giorni relativi alle attese telefoniche per poter prenotare e, più in generale, per eseguire pratiche amministrative presso diversi sportelli dell’Ausl, l’Azienda in primo luogo esprime il proprio rammarico per tali disagi causati dalle conseguenze dell’emergenza Covid. A questo proposito la Direzione Aziendale ritiene utile riportare il quadro complessivo e più sintetico possibile delle azioni messe in campo, dei risultati in parte raggiunti e delle azioni che sono ancora necessarie.

Come noto, a seguito dell’emergenza sanitaria CoViD-19, dal mese di marzo 2020 è stata sospesa l'erogazione e la prenotazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale con classi di priorità D e P, garantendo comunque l’erogazione delle prestazioni urgenti e quelle non procrastinabili per pazienti cronici o con patologie rilevanti. Allo stesso modo, è stata sospesa l’attività delle prestazioni erogate in regime di libera professione. L’effetto della chiusura ha comportato per la nostra Azienda la sospensione di circa 254.000 prestazioni già prenotate a Cup, 82 mila a Rimini, 85 mila a Ravenna, 87 mila a Forlì- Cesena, a cui vanno aggiunti più di 6 mila prelievi. Conseguentemente all'appiattimento della curva epidemica, la regione Emilia-Romagna con DGR 404/2020, ha dato indicazioni alle Aziende sanitarie per la graduale ripresa delle attività assistenziali ordinarie, tra le quali riveste un ruolo strategico l’assistenza specialistica ambulatoriale. La complessità del riavvio delle attività specialistiche che l’Azienda ha iniziato ad affrontare a metà maggio e sta ancora affrontando è sinteticamente legata a:

  1. riorganizzazione dei percorsi di accesso e di erogazione delle prestazioni per tenere conto delle misure igienico-sanitarie a protezione degli operatori e degli utenti, del distanziamento sociale e della rarefazione delle presenze: questo comporta per ovvi motivi una riduzione variabile (ma che arriva fino al – 30%) delle prestazioni erogabili in un determinato intervallo temporale;
  2. rimodulazione dell’offerta disponibile a CUP per rispettare la tempistica media di 30 minuti tra un appuramento e l’altro, tempistica dilatata appunto per garantire il rispetto delle indicazioni citate;
  3. gestione degli appuntamenti sospesi su questa nuova offerta prestazionale aziendale;
  4. contatto con gli utenti e comunicazione della nuova data per l’appuntamento;
  5. nuova programmazione delle prestazioni ambulatoriali da rendere disponibile alle nuove prenotazioni.

Si tratta insomma di re-ingegnerizzare tutte le fasi del percorso ambulatoriale, dalla programmazione, alla prenotazione, all'accesso, alle modalità di erogazione, che richiede la rivalutazione di tutte le forze a disposizione, sia delle strutture pubbliche che di quelle del privato accreditato. In un primo momento le risorse aziendali si sono massimamente concentrate a completare il recupero degli appuntamenti sospesi nel periodo di picco della pandemia: ad oggi delle oltre 250 mila prestazioni più del 70 % è stato erogato, o annullato o ha ricevuto un nuovo appuntamento. Restano ancora da prendere in carico poco meno di 70 mila prestazioni. Assieme alla gestione degli appuntamenti già in essere, i servizi aziendali hanno continuato a programmare azioni tali da consentire una progressiva riapertura delle prenotazioni a CUP.

Gli step principali sono stati: 

  • dal giorno 8 giugno è stata rimodulata l’attività dei prelievi e, per qualsiasi classe di priorità, essi sono erogati esclusivamente su prenotazione CUP, compresa quella dei pazienti TAO; non si eseguono prelievi ad accesso diretto in nessun punto erogativo dell’Azienda;
  • da giorno 29 giugno è stato riattivato il servizio di prenotazione aziendale, per le nuove prenotazioni.

E’ importante ricordare che la riattivazione delle attività di prenotazione ha previsto necessariamente un approccio progressivo e differenziato, con riprogrammazione scaglionata delle prestazioni in base alla classe di priorità D (Differibile) e P (Programmata), alla disciplina (alcune sono ancora interessate dal CoViD-19 e quindi con meno possibilità di aprire l’offerta ambulatoriale), alla natura della struttura, con il privato accreditato sostanzialmente già pronto ad accettare nuove prenotazioni, ma anche in base agli ambiti territoriali, anch'essi diversamente coinvolti dall'emergenza epidemiologica. Si tratta di tenere conto di diverse dinamiche e variabili non facilmente controllabili.

L’Azienda USL, quindi, nel tentativo di rispondere quanto prima al bisogno espresso dalla popolazione assistita, rende disponibile la prenotazione a CUP delle prestazioni ambulatoriali seppur nella consapevolezza che l’offerta inizialmente sarà parziale e non in grado di soddisfare pienamente le aspettative.

Nel frattempo, l’Azienda sta esplorando tutte le soluzioni possibili per potenziare l’offerta del nostro territorio, in primo luogo attivando qualsiasi procedura di reclutamento straordinario di personale medico specializzato o in formazione specialistica, di specialisti convenzionati interni, ovvero comprando prestazioni aggiuntive al personale dipendente. Tuttavia, come noto, la disponibilità sul mercato del lavoro dei medici è assai scarsa e il monte di prestazioni aggiuntive erogabili dai dipendenti ha un limite.

Allo stesso tempo sono state richieste prestazioni ambulatoriali aggiuntive ai produttori privati, non trascurando anche le potenzialità degli ambulatori privati non accreditati.

Quanto sopra illustrato spiega anche la pressione a cui sono stati sottoposti i punti di prenotazione aziendali: dopo svariati mesi l’apertura del servizio di prenotazione fa registrare un numero di telefonate medie giornaliere doppio rispetto alla media del periodo, il fenomeno è inoltre aggravato dalle prenotazioni di laboratorio, a cui i cittadini erano abituati ad accedere direttamente. Per far fronte a questa forte domanda di prenotazioni, il fornitore del servizio di call center ha innanzitutto ampliato l'orario, dalla fascia 8.00 – 18.00, alla fascia 7.30 – 19.00, ha poi potenziato le linee in entrata dalle normali 150 a 300 ed ha messo 6 ulteriori operatori a supporto.

Questo ha permesso di passare dal 50% delle telefonate gestite, nella settimana della riapertura dei CUP, al 65% di oggi. Come noto però la competenza necessaria alla gestione di un servizio così delicato necessita di una formazione di almeno 3 settimane e presto saranno formate nuove risorse.

Purtroppo ciò non evita che nei momenti di picco le attese possano essere di svariati minuti. Si invita l’utenza a provare a telefonare nelle code delle fasce orarie e, per ovviare alle lunghe attese, a utilizzare il servizio di recall che permette di essere richiamato nell'arco della giornata e comunque entro la prima ora di servizio del primo giorno lavorativo successivo.

Si ricordano inoltre le facilitazioni offerte dai Farmacup e dall'attivazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, che oltre a prenotare consente anche di scaricare i referti senza andarli a ritirare fisicamente.

Per quanto riguarda gli sportelli CUP aziendali, sono state ripristinate le aperture pomeridiane laddove presenti antecedentemente alla chiusura per emergenza Covid, se le condizioni logistiche assicurano adeguati livelli di sicurezza per i cittadini e per gli operatori.

 

All’ospedale infermi anche gli ultimi 30 tamponi sono negativi, per il caso del cittadino ricoverato a Roma nessun collegamento con Rimini.

In merito ai circoscritti casi di positività a covi 19 riscontrati nel reparto di Post acuti dell’ospedale di Rimini, si comunica che anche gli ultimi 30 tamponi effettuati, in via del tutto precauzionale, sugli operatori, hanno dato esito negativo. Così come non si riscontrano positività tra i contatti dei pazienti, seguiti dall’Igiene pubblica sul territorio.

Non si può dunque che ribadire con forza che la rigida applicazione dei protocolli regionali mirati alla sicurezza di pazienti ed operatori, che contemplano tra l’altro tamponi ai pazienti in ricovero ed in dimissione, ed il tempestivo intervento a tutto campo attuato non appena è emersa una positività, hanno consentito non solo di circoscrivere quantitativamente il contagio all’interno dell’ospedale, ma anche di tutelare il territorio.

Si può dunque affermare che non vi è, e non vi è stata negli ultimi giorni, alcuna emergenza sanitaria nel Riminese. Le situazioni che si sono presentate, e che si presenteranno, saranno affrontate con i medesimi rigore e tempestività in modo che la salute pubblica della collettività sia tutelata al massimo possibile.

In merito invece al caso del cittadino rientrato dall’estero ricoverato ora a Roma con diagnosi di Covid, si precisa che il paziente era in isolamento domiciliare in un comune della provincia di Ravenna in quanto rientrato dal suo Paese di origine. Nonostante l’assenza di sintomi, in vicinanza della fine della quarantena, è stato effettuato un tampone risultato poi positivo. Il paziente risulta si sia allontanato dalla propria residenza il 7 luglio: l’Igiene Pubblica ha subito attivato le Forze dell’Ordine per la ricerca. Il paziente è stato quindi individuato a Roma e al momento sulla scorta degli elementi in possesso dell’Ausl non risultano collegamenti con Rimini.

All’ospedale Bufalini di Cesena è stato chiuso l’ultimo reparto Covid Post Acuti gestito dall’equipè dell’unità operativa di Geriatria e Lungodegenza. Era stato aperto il 23 marzo scorso nel pieno dell’emergenza sanitaria, e dopo la chiusura il giorno 27 maggio del reparto Covid di Medicina Interna, era rimasto l’unica degenza ospedaliera covid dedicata alla cura e all’assistenza dei pazienti affetti da coronavirus.

Con la dimissione degli ultimi pazienti, anche l’unità operativa di Geriatria e Lungodegenza cessa quindi di essere reparto covid , riprendendo la sua tradizionale attività. Senza più pazienti ricoverati per coronavirus, l’Ospedale Bufalini di Cesena sta tornando alla normalità con il ripristino di tutti i reparti specialistici e le degenze. Resta comunque operativa presso l’Osservazione Breve Intensiva (OBI) del Pronto Soccorso l’area filtro covid dedicata alla gestione dei casi sospetti, mantenendo in questo modo separati i percorsi dei pazienti che accedono.

“E’ stata una esperienza che nessuno di noi potrà mai dimenticare – commenta il dottor Antonio Balotta, direttore dell’unità operativa di Geriatria e Lungodegenza - . Ringrazio tutti i collaboratori medici, lo staff infermieristico e il personale OSS, per la professionalità e l’abnegazione dimostrati in questi mesi difficili. Ringrazio inoltre la Medicina Riabilitativa che con la sua attività ha contribuito a prevenire e ridurre, soprattutto nei pazienti anziani, i possibili danni da immobilizzazione. Infine un ringraziamento alla Direzione Sanitaria di presidio, alla Medicina post-acuti dell’ospedale di Lugo e alle Malattie Infettive di Forlì. E’ stato un grande lavoro di squadra”.

Ancora una donazione, all’ospedale “Franchini” di Santarcangelo, da parte dell'Associazione Santarcangiolese “Dottor Paolo Onofri”. Oggetto del bel gesto, questa volta, uno strumento diagnostico per persone con problemi di vertigini, donato all’Ambulatorio di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale.

S tratta di “Occhiali di Frenzel”: particolari occhiali con lenti a 20 diottrie, che – impedendo la fissazione dello sguardo – permettono lo studio del nistagmo (un movimento ritmico involontario dei globi oculari) spontaneo e provocato da particolari manovre o specifiche sollecitazioni, durante l’esame vestibolare o otoneurologico, eseguito da otorinolaringoiatra e neurologo su pazienti che soffrono di vertigini. Valore dell’apparecchiatura, circa 500 euro.

All’Associazione, il sentito ringraziamento della Direzione ospedaliera e della Direzione aziendale.

L’Unità Operativa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini di Cesena ha ricevuto ieri in dono una nuova apparecchiatura medica consegnata alla presenza del personale da alcuni soci del Circolo Endas E. Macrelli di Ronta promotore a inizio anno di una lotteria benefica i cui proventi hanno permesso l’acquisto di una attrezzatura per la cura dell’insufficienza respiratoria del valore di 3mila euro.

“L’apparecchiatura che abbiamo ricevuto in dono – spiega il dottor Marcello Stella direttore del reparto – aiuta la respirazione dei nostri piccoli pazienti, soprattutto di quelli di età inferiore all’anno di vita, affetti da malattie respiratorie infettive, come ad esempio la bronchite, la polmonite e la bronchiolite, consentendo di migliorare la cura e l’assistenza fornita e al contempo ridurre eventuali complicanze potenzialmente severe”.

“Siamo contenti di aver potuto donare questa attrezzatura al Bufalini – spiega Paolo Severi socio del Circolo Endas . Ringraziamo tutti quanti hanno aderito all’ iniziativa che ha visto anche la partecipazione del Vice sindaco Christian Castorri, dell'Assessore Luca Ferrini e dell'ex primario della pediatria dott. Augusto Biasini. Per la riuscita della serata e per l'impegno nella raccolta fondi attraverso la vendita dei biglietti della lotteria ringraziamo in particolare le socie Rossi Antonella, Rossi Rosalba, Rustignoli Samantae e Guerrini Alessandro, oltre al Credito Cooperativo Romagnolo e al Conad Cyti di Ronta”.

L’Azienda USL della Romagna e tutto il personale della Pediatria ringraziano per questo apprezzato gesto di sensibilità e generosità tutti coloro che hanno contribuito alla donazione.

Grazie all’Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna AMRER sono già in funzione nei Servizi di Reumatologia delle Unità Operative di Medicina Interna degli Ospedali M. Bufalini di Cesena e Santa Maria delle Croci di Ravenna due nuove Capillaroscopi di ultima generazione per la diagnosi precoce e il monitoraggio di alcune patologie reumatiche autoimmuni che interessano il tessuto connettivo , tra cui la sclerosi sistemica, malattia cronica particolarmente severa e complessa.

La donazione, del valore di 20mila euro, è frutto di una serie di iniziative di raccolta fondi (concerti, cene sociali, campagne in occasione del natale e della pasqua) messe in campo dal Gruppo Volontari AMRER con l’obiettivo di acquistare queste due nuove apparecchiature da destinare all’ospedale cesenate e a quello ravennate. Iniziative alle quali hanno aderito con grande generosità numerose Aziende, Associazioni del territorio e tanti cittadini. In particolare, prezioso è stato il contributo fornito dall’USD SAN MARCO di Cesena e dal suo presidente Fabrizio Merli attraverso l’organizzazione di due eventi sportivi benefici, a sostegno del progetto di AMRER.

“Siamo molto orgogliosi di poter contribuire ancora una volta all’innovazione tecnologica delle Reumatologie degli ospedali romagnoli - sottolinea Daniele Conti di AMRER. “La capillaroscopia – spiega - è un esame diagnostico molto utile che viene effettuato su indicazione del reumatologo. Grazie a un piccola telecamera adagiata sull’unghia del dito gli specialisti possono studiare la struttura dei capillari per individuare precocemente alcune eventuali alterazioni micro vascolari che possono essere correlate a diverse malattie reumatiche autoimmunitarie del tessuto connettivo. Gli strumenti donati consentono agli specialisti di avere a disposizione questa tecnica diagnostica direttamente in fase di visita, riducendo i tempi di attesa dell’esame stesso e permettendo una valutazione più tempestiva. Tengo a sottolineare che la donazione è stata possibile grazie all’impegno dei nostri volontari e alla collaborazione dell’USD San Marco”

Da parte dell’’Azienda USL della Romagna, del direttore della Medicina Interna di Ravenna dottor Marco Domenicali, del direttore della Medicina Interna di Cesena dottor Beniamino Praticò, e dei responsabili dei servizi di Reumatologia degli Ospedali di Ravenna e Cesena, rispettivamente dottor Pierluigi Cataleta e dottor Luca Montaguti, un sentito ringraziamento ad AMRER, che da anni è impegnata per il miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza dei pazienti affetti da malattie reumatiche, alla polisportiva USD San Marco di Cesena e a tutti coloro che hanno contributo a questa nuova preziosa donazione.

Si allegano le foto delle consegne avvenute recentemente all’ospedale Bufalini di Cesena e all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna

E’ nato con un preciso scopo benefico – sostenere l’ospedale Bufalini - il libro “Momenti sospesi. Raccolta di poesie e racconti ai tempi del Covid-19 a cura di Claudio Venturelli e Manuela Gori, con introduzione di Enzo Lattuca ed edito da in.edit edizioni, 2020. Il volume racchiude testi scritti durante il periodo del coronavirus da poetesse e poeti, autrici e autori conosciuti e sconosciuti, di età, professioni e mestieri molto diversi, tra cui insegnanti, studenti e medici ispirati da e in questo tempo sospeso. Il progetto ‘Tratti d’inchiostro’ racchiude poesie in italiano, in dialetto, monologhi, brevi brani, riflessioni, semplici pensieri, un esperimento di scrittura creativa sui social e illustrazioni che concorrono al percorso universitario di una giovane artista. Ognuno ha contribuito a questa raccolta con lo scopo benefico di raccogliere fondi da elargire tramite una donazione all’ospedale Bufalini di Cesena.
Il Volume è in stampa. E’ già comunque possibile prenotare e acquistare delle copie, ecco come:
- scrivere a info@ineditedizioni.it
- collegandosi direttamente sul sito https://www.ineditedizioni.it/collane/tratti-d-inchiostro/momenti-sospesi-detail.html
- sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/Momentisospesi/?modal=admin_todo_tour alla voce Invia e-mail
- anche telefonando allo 051 6951101 chiedendo di Patrizia

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