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Costanza Senni

Costanza Senni

Domenica 14 aprile si celebra la giornata nazionale per la donazioni di organi e tessuti promossa dal Ministero della Salute, dal Centro Nazionale Trapianti, dalle Regioni e dalle Associazioni di volontariato.

Per i Comitati Locali Donazione Organi e Tessuti, composti da rappresentanti delle istituzioni pubbliche (scuola, comune, AUSL) e delle Associazioni di volontariato attive sul territorio è l’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza di donare gli organi dopo la propria morte, un gesto di grande generosità che può salvare la vita anche a più di una persona. Come riporta anche il messaggio della campagna regionale “Organi, tessuti e cellule. Donare vuol dire essere. Scegli la vita, decidi di donare. Fallo adesso. Ecco come”.

Grazie alla sensibilità dei cittadini che dimostrano di avere compreso l'importanza dell'atto donativo, negli ultimi due anni l’Azienda Usl della Romagna ha registrato un alto numero di donatori effettivi (donatori a cui si è potuto prelevare almeno un organo), con risultati superiori alla media regionale e nazionale: 84 donatori effettivi,  di cui 48 nel 2017 e 36 nel 2018. Accanto a questi importanti risultati raggiunti nell’attività di donazione organi, negli ultimi anni si assiste in Romagna anche ad un incremento nelle donazioni di cornee che sono state 448  nel 2017 e 408 nel 2018.

 

Per quanto riguardo nello specifico l’ospedale Bufalini di Cesena, individuato dalla Regione quale Centro promotore dell’estensione del programma regionale “Cuore fermo ER” in altre Aziende sanitarie dell’Emilia Romagna, si registra un trend di donazioni multiorgano a cuore fermo in costante crescita: 6 nel biennio 2017-2018, già 3 quelle effettuate da inizio anno ad oggi.

 

Con il trapianto è possibile salvare la vita a molte persone che, dopo essere state gravemente ammalate e talvolta vicine alla morte, possono così riprendere una vita normale: lavorare, viaggiare, fare sport, avere bambini. Ma senza donazione, non c’è trapianto: la disponibilità di organi, tessuti e cellule dipende esclusivamente dai donatori. Per questo è importante esprimere la propria volontà di diventare donatori. Ecco come.

La dichiarazione di volontà può essere espressa:

-          rivolgendosi agli Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Ausl Romagna

-          al momento del rilascio e rinnovo della propria carta di identità, presso le anagrafi comunali di tutti i Comuni che hanno istituito la carta di identità elettronica.

-          iscrivendosi all’Aido

-          compilando il tesserino blu del ministero scaricabile on line

-          scrivendo di proprio pugno una dichiarazione su un foglio bianco.

 

Ancora un gesto di vicinanza e fiducia, da parte della società civile, nei confronti dell’Ausl Romagna. La Banca di Credito Cooperativo di Gradara (ora RivieraBanca) ha infatti donato (atto notarile del gennaio scorso) all’Ospedale “Infermi” di Rimini, una innovativa risonanza magnetica del valore di circa un milione di euro.

La nuova apparecchiatura, che sarà inaugurata ufficialmente lunedì 15 aprile, ore 11, in Aula G (Padiglione Ovidio) ospedale di Rimini , è stata presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa in cui hanno partecipato il Presidente di RivieraBanca Fausto Caldari, il Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, il Direttore dei Presidi Ospedalieri del Riminese Romeo Giannei e il Direttore Innovazione e Valutazione delle Tecnologie dell’Ausl Roberto Camillini.

Si tratta di un’apparecchiatura assolutamente all’avanguardia: una risonanza magnetica “ad alto campo” di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un unico momento, configurata nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Sistema tecnologicamente avanzato, è particolarmente curato anche il comfort del paziente, come dimostrano la forma compatta e le ampie dimensioni del magnete, atti a ridurre sensibilmente gli eventuali fenomeni di claustrofobia ed ansia. Come illustrato dal dottor Camillini, una serie di brevetti e soluzioni innovative lo pongono ai vertici della categoria, in particolare fra questi spiccano il sistema di posizionamento delle bobine, la qualità della catena delle radiofrequenze, le sequenze ed i protocolli di esame avanzati, che garantiscono elevate performance nello studio dei pazienti oltre che per le applicazioni di tipo generale, anche e soprattutto per quelli specialistici, con particolare riferimento ai settori del Cardiovascolare, della Neuroradiologia e della Urologia.

Il sistema lavorerà 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a seimila. L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero. Uno strumento dunque di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini facendo fronte alle richieste cliniche che provengono da discipline per le quali la risonanza magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

▪   Cardiologia;

▪   Urologia (esame multiparametrico della Prostata);

▪   Neuroradiologia;

▪   Chirurgia Vascolare.

“Questa donazione – ha spiegato il dottor Giannei - è stata inquadrata in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac”.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa dell’istituto di credito che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità nei confronti della comunità, come testimoniato anche dalle numerosissime donazioni effettuate negli ultimi quindici anni, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, un apparecchio per risonanza magnetica all’Ospedale di Cattolica, il sistema di elettrofisiologia per l’Ospedale di Rimini, numerose apparecchiature di minori dimensioni, ma anche varie iniziative di formazione ed innovazione per gli operatori sanitari.

“Sono innumerevoli – ha affermato il Presidente di RivieraBanca Fausto Caldari - i nostri interventi relativi alla sanità pubblica ed hanno riguardato collaborazioni con gli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica con donazioni importanti quali: una suite di angiografi, una Tac, una Risonanza magnetica, diversi video-laringoscopi, un mammografo, ecografi, e defibrillatori. Una banca come la nostra, è chiamata al sostegno della sanità, perché convinta che la buona condizione fisica della popolazione in cui opera, costituisce anche la propria ricchezza. La conferenza di oggi, riguarda la donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo, in un unico momento. Il sistema, il cui valore è di 1 milione di euro, è tecnologicamente molto avanzato, e garantisce elevate performance nello studio dei pazienti, sia per le applicazioni di tipo generale, sia per quelle specialistiche. In queste situazioni mi sento fiero di rappresentare i nostri soci che con noi condividono queste iniziative; che con noi si assumono la responsabilità di un diverso modo di operare, teso allo sviluppo di questo territorio”.

“Ringrazio RivieraBanca per questa nuova importante donazione – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Ausl Marcello Tonini – che testimonia il concreto impegno profuso ancora una volta dall’Istituto a favore della sanità pubblica e il rapporto di fattiva collaborazione che da tempo esiste. Questa nuova apparecchiatura installata a Rimini è patrimonio dell’intera Romagna, a disposizione di tutti i professionisti dell’Azienda Sanitaria e di tutti i cittadini romagnoli e ci offre l’opportunità di migliorare ulteriormente la qualità delle cure e dell’assistenza, superando i confini a vantaggio di tutta la Romagna”.

E’ partita la campagna straordinaria dell’Ausl Romagna, di chiamata attiva di giovani e adulti per la vaccinazione contro il morbillo. Continuano, infatti, a verificarsi casi di morbillo nel territorio provinciale di Rimini dove da dicembre è in corso un focolaio epidemico che, ad oggi,  ha coinvolto 36 persone. Anche a Ravenna dall’inizio dell’anno sono stati registrati 8 casi di malattia, apparentemente non correlati né fra di loro nè al focolaio riminese. Gli interventi di sanità pubblica messi tempestivamente in campo a Rimini per il contenimento del focolaio sono stati di efficacia limitata, a causa della bassa adesione dei contatti suscettibili alle misure di profilassi vaccinale post-esposizione,perché di convinzioni contrarie alle vaccinazioni (cosiddetti no-vax), fattore che ha portato negli anni a creare ampie sacche di popolazione non protetta per questa malattia.

Nell’ottica di aumentare il numero di persone vaccinate in tutta la Romagna, l’Ausl ha dato il via, come peraltro recentemente annunciato, ad una campagna di chiamata attiva per la vaccinazione nelle persone adulte che, se non già vaccinate e se non immunizzate in altro modo, potranno recarsi presso gli ambulatori Ausl dei vari territori per vaccinarsi gratuitamente .

Le politiche di recupero vaccinale messe in atto a seguito della legge regionale dell’Emilia Romagna e del decreto Lorenzin, hanno coinvolto minori in età scolare e operatori sanitari, aumentando in maniera significativa i tassi di copertura per questi target , ma lasciando sostanzialmente inalterati i bassi tassi di copertura dei giovani adulti. In Italia, infatti,  il vaccino antimorbillo è disponibile dal 1976 e solo dagli anni ’90 le percentuali di copertura hanno iniziato ad essere più significative, proteggendo i bambini.

Di qui la campagna straordinaria di vaccinazione antimorbillosa rivolta agli adulti.

Negli ambiti territoriali di Forlì, Cesena e Ravenna i Servizi stanno inviando una lettera di invito alle persone nate tra il 1980 e il 1989 (partendo dai nati nel 1989) per le quali non risulta in anagrafe vaccinale alcuna dose di vaccinazione antimorbillosa. La lettera conterrà un’illustrazione della malattia e delle sue complicanze e i vantaggi individuali e collettivi della vaccinazione nonché, ovviamente, le indicazioni pratiche per l’accesso tramite prenotazione CUP. Sono finora state inviate 650 lettere di invito (250 a Ravenna e, 200 a Forlì, 200 a Cesena)

In considerazione delle caratteristiche del focolaio epidemico tuttora attivo, nella provincia di Rimini le misure sono leggermente diverse e più ampie. Il focolaio riguarda infatti prevalentemente soggetti tra i 17 e i 20 anni per cui gli inviti si rivolgeranno prioritariamente a queste fasce d’età. La Pediatria di Comunità, in aggiunta agli inviti già inviati a norma delle recenti leggi, sta inviando lettere di invito a tutti i minori non vaccinati, sia a coloro che, essendo ricompresi nelle età dell’obbligo, sono stati ripetutamente invitati ma sono tuttora inadempienti, sia ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni, che sono usciti dall’obbligo vaccinale, per un numero complessivo di 3663 lettere di invito i due terzi dei quali già spedite. Nelle lettere si forniscono informazioni sulla malattia e sul vaccino e si invitano le famiglie a rivolgersi agli ambulatori vaccinali della Pediatria di Comunità , nei normali orari di apertura, senza necessità di prenotazione. Il Servizio Igiene Pubblica, che si occupa degli adulti, ha già inviato le prime 1700 lettere a persone con età superiore ai 18 anni partendo dai nati nel 2001. Anche queste lettere contengono un’illustrazione della malattia e le istruzioni per l’accesso alla vaccinazione che può essere libero, senza bisogno di appuntamento, tutti i mercoledì dalle 9 alle 18 presso la sede di Rimini del Servizio Igiene Pubblica di Via Coriano, oppure, in giornate e sedi diverse, su appuntamento tramite prenotazione CUP.

La vaccinazione, gratuita, è trivalente, cioè protegge contro morbillo, parotite e rosolia. Consiste in due dosi di vaccino inoculato per via intramuscolare, a distanza di almeno 4 settimane una dall’altra, e conferisce una protezione elevata e duratura nei confronti delle tre malattie. La pregressa immunità, naturale o vaccinale, per una o più di queste malattie non è una controindicazione alla vaccinazione.

Val la pena ricordare che il morbillo ha di norma un decorso più serio negli adulti rispetto ai bambini e la malattia si può accompagnare a complicanze quali otiti, polmoniti, laringotracheobronchiti ed encefaliti. Anche se molto raramente(in 1 caso ogni centomila), a seguito dell’infezione morbillosa si può sviluppare, diversi anni dopo l’infezione, una panencefalite sclerosante subacuta come conseguenza tardiva della malattia, con un decorso molto serio .

“E’ evidente – evidenzia la dottoressa Raffaella  Angelini, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna – come la vaccinazione rappresenti un presidio fondamentale per la protezione dei singoli e della collettività. A fronte di una situazione molto difficile, in particolare in Romagna, abbiamo dunque deciso di attivare queste misure straordinarie, anche con l’obiettivo di avvicinarci, per quanto possibile alla soglia della cosiddetta ‘immunità di gregge’ grazie alla quale si possono proteggere anche quelle persone che, affette da alcune patologie, non sono nelle condizioni di potersi vaccinare e che, in questa situazione, sono fortemente a rischio”.

Grande successo anche a Rimini per Preveni…Amo”, l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center dell’Ausl Romagna l’iniziativa pensata da medici e operatori del Trauma Center dell’Ausl Romagna, con sede a Cesena e che sta girando la principali città romagnole con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad uno stile di guida prudente.  Un insegnamento prezioso per gli oltre 450 studenti delle scuole superiori degli istituti scolastici riminesi che stamattina hanno riempito il Teatro Galli per ascoltare e intervenire in un inusuale e riuscitissimo meeting tra dottori e studenti.

Dopo una coinvolgente introduzione ad opera del chirurgo Luca Ansaloni e dell'anestesista Vanni Agnoletti, medici del Trauma Center e qui in veste di presentatori dell'evento, sono arrivati i saluti del sindaco Andrea Gnassi e del direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Stefano Busetti. “Questa giornata – ha voluto sottolineare il Sindaco Gnassi ai ragazzi – ci deve aiutare a riflettere ed ad essere più consapevoli sul fatto che la sicurezza e la prevenzione, quando si va su strada sono fondamentali. Chi guida si impegna per se stesso e per gli altri, occorre quindi farlo con prudenza e non mettere in pericolo la propria vita e quella altrui”. “Gli incidenti e i traumi – ha spiegato il dottor Busetti – sono una realtà, ma è possibile ridurli aumentando la consapevolezza sull’importanza della sicurezza stradale”.

Sul palco, un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi che hanno ribadito ai ragazzi quanto sia importante fare attenzione per strada, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Giuseppe Pedrielli dirigente USP di Rimini, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini e Luca Venturini della Polizia Municpale di Cesena.

Molto apprezzata dai ragazzi è stata la proiezione di alcuni video con le testimonianze dirette di incidentati e incidenti, il ruolo del Trauma Center Romagna e dei professionisti coinvolti in questa rete - Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Carlo Fabbri, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Maurizio Menarini, Vanessa Agostini,  Federico Coccolino, Emiliano Gamberini, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis del Trauma Center di Parma – che oggi si sono tolti il camice, hanno indossato la maglietta di “Preveni… Amo” e hanno raccontato ai ragazzi di loro coetanei che, purtroppo, non ce l’hanno fatta, o di altri che ce l’hanno fatta ma che sono rimasti paralizzati, o di altri ancora che hanno avuto una ripresa pressochè completa, come Graziano e Massimo, che hanno raccontato la loro toccante storia.

In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

L’iniziativa è stato organizzata da Ausl Romagna e Comune di Rimini con il patrocinio della Regione e dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna. Responsabili scientifici dell’evento, Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino.

Da lunedì 8 aprile all’ospedale Bufalini di Cesena è attivo il Servizio di Emodinamica in urgenza H24 per i pazienti in carico al Trauma Center e per i degenti ricoverati nei reparti del nosocomio cesenate.

La possibilità di eseguire procedure interventistiche per le emergenze cardiologiche in qualsiasi momento del giorno o della notte, 365 giorni all’anno, riguarderà nello specifico le seguenti tipologie di pazienti:

- pazienti in carico all’ospedale per le funzioni Hub di Trauma Center;

- pazienti sottoposti a supporto vitale extracorporeo (ECLS) che necessitano di coronografia urgente;

- potenziali donatori di organi e tessuti ai fini della valutazione di idoneità del cuore al prelievo a     scopo di trapianto terapeutico;

- pazienti ricoverati presso un reparto di degenza del Bufalini e che necessitano di una coronografia in emergenza.

Gli interventi saranno effettuati da una unica equipe, fortemente integrata, composta da cardiologi emodinamisti delle Unità Operative di Cardiologia degli ospedali di Cesena e Forlì.

In tutti gli altri casi (cittadini soccorsi dal 118 o che accedono autonomamente al Pronto Soccorso), la risposta all’urgenza dell’infarto continuerà ad essere assicurata 24 ore su 24 e sette giorni su sette centralizzando il paziente presso i centri hub di Forlì e Rimini, secondo le modalità in essere e i protocolli vigenti.

"Con questo provvedimento – dice il presidente della Conferenza Territoriale Socio sanitaria della Romagna (Ctss) Paolo Lucchi – raggiungiamo un traguardo importantissimo. Si conclude così, in modo positivo questa fase condivisa con tutti gli operatori coinvolti. Ora attendiamo che la  Commissione Cardiologica Regionale, a cui ci siamo già rivolti, accolga il nostro progetto per garantire l’emodinamica h24 al Bufalini, in modo da assicurare un'assistenza cardiologica costante, rafforzando ulteriormente la vocazione fortemente emergenziale del nostro ospedale nella rete della sanità romagnola”.

Dal mese di aprile fino al prossimo 30 giugno l’attività di controllo dei funghi presso il CMP di Ravenna, in Via Fiume Montone Abbandonato n. 134, si svolgerà nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 10.30.

Nello stesso periodo saranno aperti al pubblico anche lo Sportello micologico della sede di Bagnacavallo, in Via Vittorio Veneto n. 8, tutti i lunedì dalle 11.30 alle 12.30 e lo Sportello micologico della sede di di Faenza in Via Zaccagnini n. 22, ogni mercoledì dalle 11.30 alle 12.30.

Nelle altre giornate l’attività proseguirà comunque su appuntamento telefonando dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 10.30 al numero di telefono 0545 283055 con almeno 24 ore di anticipo.

E' molto importante far controllare da personale esperto i funghi raccolti per evitare intossicazioni che possono avere conseguenze anche molto gravi.

Il trauma è la prima causa di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni. Un “bollettino di guerra” che potrebbe e che dovrebbe essere evitato. Per aiutare i più giovani a conoscere e prevenire i politraumi, in particolare da incidente stradale, è nata l’iniziativa "Preveni…Amo", che vedrà i medici del Trauma Center dell'Ausl Romagna, insieme a professionisti dell'Ospedale di Rimini ed esperti della Polizia Municipale di Rimini, a confronto diretto con gli studenti delle scuole superiori riminesi.

Un format unico, che sta avendo un grande successo con i ragazzi e si sta replicando in tutte le principali città romagnole.

A Rimini l’incontro si terrà lunedì 8 aprile, a partire dalle 9.30 al Teatro Galli (piazza Cavour 22). E’ prevista la partecipazione del Sindaco Andrea Gnassi, del direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del Direttore Sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti e del Dirigente USP Rimini Giuseppe Pedrielli. Parteciperà un ricco panel di esperti, tra cui i piloti motociclistici riminesi Enea Bastianini, Marco Bezzecchi, Mattia Casadei, Andrea Albani direttore del Misano World Circuit, Andrea Rossi Comandante della Polizia Municipale di Rimini, Piero Munaretto della Polizia Municipale di Rimini.

Numerosi saranno ovviamente i medici del Trauma Center dell’Ospedale “Bufalini” di Cesena e di reparti legati all’emergenza – urgenza; tra loro: Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni, Federico Coccolini, Emiliano Gamberini, Carlo Lusenti, Costanza Martino, Luigino Tosatto, Alessandro Valentino, nonché alcuni colleghi dell’Ospedale Infermi di Rimini, Giunluca Garulli, Stefano Landi, Giuseppe Nardi e Tiziana Perin, e del Trauma Center di Parma, Fausto Catena, Gian Luigi De’ Angelis.

“Gli incidenti stradali – spiegano gli organizzatori Vanni Agnoletti, Luca Ansaloni e Costanza Martino - rappresentano una grave e continua emergenza sociale a livello globale; attualmente in Europa causano circa 26.000 morti, mentre in Italia sono più di 3.000 le vittime di incidente e quasi 250.000 i feriti. Ogni giorno si verificano in media più di 480 incidenti stradali, che provocano la morte di quasi 9 persone e il ferimento di più di 680. Gli incidenti sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In particolare sono i ragazzi tra i 20 e 24 anni ad essere in percentuale maggiormente colpiti. La morte, inoltre, non è che la punta dell’iceberg. Gli incidenti stradali, infatti, sono anche la principale causa di disabilità nello stesso gruppo di individui, rendendo impossibile per i sopravvissuti e talvolta per le loro famiglie il ripristino delle normali condizioni di salute e modificando dunque sostanzialmente la loro qualità di vita. Sebbene secondo gli ultimi dati Eurostat il numero di incidenti stradali stia diminuendo negli anni, tale diminuzione non è ancora in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. In Romagna l’incidenza dei traumi ‘maggiori’ è di circa  1.000 all’anno, di cui 500 afferiscono al Trauma Center di Cesena da tutti i territori romagnoli; di questi ultimi il 50 per cento viene ricoverato in Terapia Intensiva.  La mortalità in terapia intensiva è del 10 per cento ed uno su tre dei pazienti sopravvissuti ha esito di disabilità.

Da qui – proseguono gli organizzatori - è nato l’obiettivo del Sistema di Assistenza Integrata Traumi (Siat) della Romagna, diretto dal Dr. Agnoletti, insieme alla associazione Astra Onlus,  per lavorare insieme al cittadino nella sensibilizzazione sul tema trauma e soprattutto alla sua prevenzione. ‘Preveni…Amo’ è stato ideato e fortemente voluto da medici che sono in contatto, ogni giorno, con il dramma del trauma. All'appuntamento di lunedì verranno illustrati agli studenti delle scuole superiori quelle che sono le più comuni conseguenze, i comportamenti da tenere e le linee guida più aggiornate per la loro prevenzione. Non mancheranno testimonianze dirette di sportivi che hanno affrontato nella loro disciplina grandi rischi e di quello che hanno portato della propria esperienza nella vita di tutti i giorni. Saranno proiettati anche dei video clip per entrare in sintonia con il linguaggio utilizzato dai giovani.

L’obiettivo dei medici - che solitamente si occupano della cura quando l’incidente è ormai avvenuto e che con questa iniziativa tentano invece di prevenirlo - è di mostrare le conseguenze tragiche dell’incidente in maniera concreta e senza filtri. I giovani, infatti, hanno un concetto del tempo distorto: sono iperconcreti riguardo al presente e sottovalutano i rischi, il che si aggiunge alla tendenza tipica delle culture moderne ad “occultare” la morte e la sofferenza, a nascondere la malattia, la fatica.

Uno degli strumenti comunicativi, oltre alle testimonianze, è l’uso dei video,  girati nelle realtà ospedaliere coinvolte nella cura del malato traumatico; vengono mostrati i professionisti della rete traumi SIAT Romagna all’opera tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, mantenendo così viva l’attenzione dei ragazzi.

Per facilitare la comunicazione con un pubblico di giovane età, inoltre, i medici del Trauma Center hanno provveduto alla creazione di una pagina Facebook  (https://www.facebook.com/Preveniamo)  sulla quale condividere contenuti video ed informativi relativi all’evento.

“Vogliamo offrirvi i libri avventurosi e divertenti di quanto eravamo bambini. Ora speriamo che la lettura di questi testi vi renda felici come hanno reso felici noi”. Queste le parole scritte dagli alunni della Classe 1° O e 1 Q della Scuola Media Statale “Tito Macio Plauto” di Cesena che hanno deciso aderire a “Liberaunlibro”, progetto promosso dalla Pediatria di Comunità di Cesena per raccogliere libri nuovi o usati da destinare alla pediatria e alle sale d’attesa degli ambulatori pediatrici.

Una ottantina i volumi donati e che andranno ad arricchire gli angoli lettura delle aree pediatriche. L'iniziativa è stata organizzata dalla Professoressa Patrizia Graffiedi nell’ambito di un lavoro sulla solidarietà che sta portando avanti con la classe 1° "O" e che è culminato con la raccolta da parte degli alunni dei libri da donare.

 “Liberaunlibro – spiega la dott.ssa Anna Faetani, pediatra di Comunità di Cesena e responsabile del progetto -  si inserisce all’interno del più ampio progetto “Nati per leggere”, per incentivare l’abitudine alla lettura ai bambini in famiglia, con particolare attenzione alla lettura ad alta voce. Ai ragazzi ho potuto illustrare i luoghi in cui abbiamo incentivato i progetti di lettura, compresa la Terapia Intensiva Neonatale, la storia e le persone che ci sono dietro. E' stato molto piacevole vederli così attenti e interessati. In particolare mi ha colpito la frase che hanno scritto sul biglietto di accompagnamento e che esprime il concetto alla base del progetto: ‘se quel libro ti ha dato gioia donalo perchè sia occasione di gioia anche per qualcun altro, non è solo generosità, è condivisione di esperienze positive importanti”.

L’Azienda USL ringrazia gli alunni e i docenti delle Scuole Media Tito Macio Plauto di Cesena per la generosa donazione.

Nuovo passo avanti decisivo per la realizzazione del nuovo ospedale di Cesena. Dopo l’inserimento, nell’autunno scorso,  del progetto fra quelli finanziati - per 156 milioni di euro - con i fondi di cui al comma 1072, art.1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il 2018-2020”, oggi è arrivata la firma dell’accordo territoriale tra il Comune di Cesena, la provincia di Forli-Cesena, la Regione Emilia-Romagna e l'AUSL della Romagna che sancisce “la localizzazione del nuovo polo ospedaliero di Cesena”.Con questo atto il progetto per il nuovo ospedale di Cesena si accinge ad entrare nella fase più operativa, aprendo la strada alla fase di gara per l’affidamento delle successive fasi di progettazione del plesso.

Tutti i dettagli dell’accordo e delle fasi successive sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta mercoledì mattina nell’area individuata per ospitare la struttura ospedaliera, con gli interventi del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, del Direttore Generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del Presidente della  Regione Emilia – Romagna Stefano Bonaccini e del Direttore dell'U.O. Progettazione e Sviluppo Edilizio dell'Ausl Enrico Sabatini.

 

L’Accordo

Con l’Accordo vengono definiti scelte e obiettivi strategici di medio e lungo periodo, per dare attuazione al nuovo Polo Ospedaliero di Cesena, a cominciare dalla condivisione di un adeguato ambito di localizzazione della struttura, per arrivare a inserire la previsione deil nuovo ambito per i servizi sanitari sovracomunali negli strumenti di pianificazione  di Provincia e Comune.Di fatto, l’Accordo ufficializza da un punto di vista amministrativo l’individuazione dell’area di Villa Chiaviche per l’insediamento del nuovo ospedale, indicando come obiettivo generale la sua sostenibilità territoriale ed ambientale e la qualificazione dal punto di vista urbanistico, architettonico, infrastrutturale, ambientale, da raggiungere attraverso una particolare attenzione per:

•          un adeguato ed efficace sistema della accessibilità e del trasporto pubblico locale

•          una buona ambientazione ed inserimento paesaggistico e sistemazione adeguata rispetto ai vincoli ambientali, storici e paesaggistici;

•          adeguati sistemi del verde e delle reti ecosistemiche ed ecologiche;

•          un adeguato sistema di gestione delle acque;

•          efficace gestione dell’energia e delle reti tecnologiche;

•          gestione efficace dei rifiuti in un’ottica di economia circolare;

•          inserimento adeguato sotto il profilo acustico. 

Nell’Accordo sono indicate, inoltre, le linee da seguire per la definizione delle possibili destinazioni urbanistiche insediabili nel comparto esistente dell’Ospedale Bufalini.

 

Verso la gara per la progettazione

Questo atto  rappresenta un punto chiave operativo delle fasi realizzative dell’opera, e di fatto, dà il via alla procedura di gara per l’affidamento delle successive fasi di progettazione del plesso. Verrà quindi indetta una gara a procedura  aperta, ai sensi dell’art. 60 Dlgs 50/2016, per l’affidamento di  servizi diarchitettura, ingegneria e geologia, con relative indagini, per la redazione della progettazione di fattibilità tecnica ed economica 2a fase, definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, con riserva di affidamento della direzione lavori e del coordinamento alla sicurezza in fase di esecuzione inerente ai lavori di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena”.Le offerte che perverranno da parte dei concorrenti interessati, saranno sia di ordine tecnico che economico. Si prevede entro l’anno l’individuazione del soggetto che progetterà l’opera nel suo complesso, tenuto conto di quanto già indicato nei documenti redatti dall’Ente.La nuova fase di progettazione, inevitabilmente, prenderà le mosse dal progetto di fattibilità  tecnica ed economica 1a fase che è stato completato il  31 maggio 2018 ed approvato con deliberazione del Direttore Generale del 05 luglio 2018.Il quadro economico riportato in questo primo livello di progettazione è lo stesso definito nello studio di pre-fattibilità, (al netto di arredi e attrezzature sanitarie):

Totale costo costruzione immobile (al lordo di IVA), comprese spese tecniche          €. 151.256.567,00

Allestimento superfici esterne                                                                               €.     4.980.000,00

TOTALE                                                                                                              €  156.236.567,00

 

La filosofia del progetto

Sulla base delle anticipazioni già fornite in fase preliminare, lo schema funzionale di base che si pensa di adottare per il nuovo Ospedale di Cesena prevede che tutto si sviluppi attorno ad una “piastra” centrale - dove concentrare le funzioni sanitarie generali, compresa l’area dell’emergenza/urgenza ed i servizi per l’utenza esterna - a cui collegare delle torri (articolate su tre-quattro piani) per ospitare le degenze e gli ambulatori medici, per una superficie complessiva di 75mila metri quadri. Il complesso sarà caratterizzato da strutture poco elevate in altezza, quindi di basso impatto ambientale, e sarà anche molto flessibile: alla piastra centrale possono essere aggregate più torri, ognuna composta anche da un numero diverso di piani, a seconda delle necessità variabili nel tempo.La piastra centrale (circa 33.000 metri quadrati di superficie) sarà articolata su due-tre piani; quello inferiore dedicato all’utenza esterna e quelli superiori dedicati all’emergenza urgenza. L’accesso al Pronto Soccorso si troverà a un capo della piastra, mentre l’ingresso dell’utenza potrebbe essere collocato al capo opposto o, in alternativa, in un punto intermedio, dove si troverà, in aderenza alla piastra, la palazzina che ospita gli uffici direzionali ed amministrativi, oltre alle aree d’accoglienza, lafarmacia ospedaliera e un centro di formazione. In posizione staccata dal complesso torri-piastra sorgerà un fabbricato sede di alcuni servizi generali e logistici (cucina-mensa-dispensa, officine di manutenzione, locali tecnici, magazzini), collegato al complesso principale tramite un tunnel sotterraneo.Il progetto punta quindi ad una struttura che superi le difficoltà di collegamento  tra i diversi corpi di fabbrica, presenti nell’attuale ospedale, che dagli anni Sessanta sono stati edificati attorno a un primo nucleo centrale a monoblocco, e consenta il superamento definitivo delle barriere architettoniche “naturali” che rendono il Bufalini un presidio non adeguato alle esigenze attuali. Il complesso sarà articolato in nove macroaree: Interventistica, Emergenza/Urgenza, Diagnostica e Terapia, Outpatients(dialisi, ambulatori per esterni, prelievi, palestre), Degenze ordinarie, Materno-Infantile, Laboratoristica, Servizi generali, Logistica. Ma la concezione della nuova struttura ospedaliera sarà improntata alla flessibilità, strutturale e gestionale, con aree di degenza capaci di rispondere alle esigenze di bisogni sanitari che nel tempo possono cambiare. Il dimensionamento del progetto dovrà pertanto tenere conto dell’andamento demografico, delle patologie ricorrenti e nuove, delle relazioni con gli altri ospedali della rete per la concentrazione di casistiche complesse e delle possibilità offerte dalle caratteristiche strutturali previste per la piastra servizi. Qui, in particolare, potranno trovare spazio aree di ricovero di utilizzo comune che ridurranno la necessità di posti letto per la Lungodegenza e la Riabilitazione estensiva.Esigenza fondamentale, rispettata dal progetto, è il potenziamento degli spazi destinati all’area diagnostica per prestazioni di alta complessità al servizio dei percorsi del trauma e delle neuroscienze (piattaforma radiologica e di radiologia e neuroradiologia interventistica) in cui si svolgono prestazioni di alta complessità. L’attuale “Bufalini” è infatti sede di Trauma Center della Romagna e svolge un ruolo di riferimento per l’urgenza e per i grandi traumi (neurochirurgici e ortopedici). 

 

L’adeguatezza dell’area prescelta

Fondamentale, per lo sviluppo del progetto, l’adeguatezza dell’area prescelta. Situata a Villachiaviche e già di proprietà dell’Ausl, l’area è collocata sull’asse della “Gronda–Bretella”, ha una superficie di 22 ettari, (l’ordine di grandezza necessario per la costruzione di una struttura analoga al Bufalini), e potrà offrire per la sosta oltre 1.000 posti auto.

 

Il percorso seguito finora

L’ideale punto di partenza del cammino verso la realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena può essere individuato nella stima elaborata alcuni anni fa, secondo la quale erano necessarie risorse superiori a 50 milioni di euro per l’adeguamento sismico del Bufalini. E anche ogni successiva analisi tecnica ha reso evidente come fosse più conveniente costruire un nuovo Ospedale in altro luogo, piuttosto che procedere per continui riadattamenti dell’esistente.La fase preparatoria è partita poco più di tre anni fa, quando  nel dicembre 2015 la Giunta regionale ha approvato le “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”.Nella primavera del 2016 è stato istituito il Comitato per il nuovo Ospedale di Cesena, con l’intento di sviluppare il confronto più ampio sul funzionamento della sanità e dell’Ospedale Bufalini, sul futuro dei servizi socio-sanitari, per valutare l’ipotesi di realizzare un nuovo ospedale in sostituzione di quello attuale.Successivamente, il confronto si è allargato all’intera città, con assemblee in tutti i Quartieri di Cesena ed in altri luoghi di aggregazione sociale.Conclusa la fase di confronto, si è messa in moto la macchina procedurale.La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria  ha approvato in data 9 gennaio 2017 le “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera della AUSL Romagna”, in cui ha declinato gli obiettivi prioritari della riorganizzazione ospedaliera, evidenziando fra gli elementi riguardanti gli ospedali, “la riflessione sulla costruzione del nuovo Bufalini di Cesena”.Nel corso del 2017 l’Azienda USL della Romagna ha svolto uno studio di pre-fattibilità contenente la descrizione dei principali aspetti della struttura ospedaliera esistente, evidenziando le rilevanti criticità presenti e la notevole obsolescenza, l’insufficiente flessibilità strutturale e organizzativa che non consente la necessaria adattabilità richiesta dal continuo modificarsi delle tecnologie e delle esigenze in ambito sanitario, le inadeguatezze strutturali ed impiantistiche rispetto agli standard richiesti dalle norme, la limitatezza e gli ostacoli morfologici dell’area di pertinenza che rendono molto difficoltosi futuri ampliamenti. Il suddetto studio di pre-fattibilità, che proponeva anche, come soluzione ottimale, la riedificazione dell’ospedale di Cesena in un’area di proprietà dell’Azienda, sita in località Villachiaviche, in prossimità del casello autostradale di Cesena sud, è stato approvato con deliberazione del Direttore Generale dell’Azienda USL della Romagna n.520 del 21 novembre 2017.Parallelamente, l’Assessorato all’Urbanistica del comune di Cesena ha avviato studi ed approfondimenti di natura territoriale ed urbanistica, e predisposto il procedimento tecnico – amministrativo per la localizzazione urbanistica di un nuovo ambito da destinare a servizi di interesse sovra comunale – Polo ospedaliero,  promuovendo  allo scopo l’approvazione e la sottoscrizione ai sensi di norma di un accordo territoriale individuando quali soggetti istituzionali da coinvolgere nell’accordo la Provincia di Forlì- Cesena, la Regione Emilia Romagna, la Direzione Generale AUSL Area Vasta Romagna e confermando la scelta dell’insediamento del nuovo plesso ospedaliero nell’area di proprietà dell’Azienda USL della Romagna.Con deliberazione di Giunta Regionale n. 74 del 22 gennaio 2018 la Regione Emilia-Romagna ha preso atto dello studio di pre-fattibilità svolto dall’Azienda USL della Romagna, ritenendo, a sostegno finanziario dell’opera, che “il quadro finanziario approvato con delibera dell’Azienda n.520 del 21/11/2017 sia compatibile con le concrete possibilità di ricorso al credito a lungo termine da parte dell’Azienda stessa e con il livello di risorse a disposizione de sistema”.Successivamente, con delibera n. 1145 del 16 luglio 2018, la Giunta Regionale ha disposto di destinare all’Azienda USL Romagna risorse pari a € 12.000.000,00 per il finanziamento delle fasi di progettazione dell’intervento di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena successive a quelle svolte dall’Azienda USL a valere sull’accantonamento di risorse da Fondo Sanitario Regionale indistinto anno 2017.Come riportato in precedenza, l’Assessorato Politiche per la Salute della Regione, ha poi richiesto al Ministero della Salute il finanziamento del costo di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena, ottenendolo.

Operativo nella sede del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Romagna, l’ambulatorio dedicato alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti ad amianto.

Il Piano Amianto della Regione Emilia-Romagna (DGR 1945/2017) prevede la definizione di un programma regionale di assistenza informativa e sorveglianza sanitaria rivolto ai lavoratori ex esposti ad amianto da attuare attraverso l’istituzione di ambulatori di medicina del lavoro in tutti i Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende USL.

Il protocollo di assistenza informativa e sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto prevede:   

- un primo livello di controllo generale
- un secondo livello di controllo mirato
- controlli periodici

Le Unità Operative Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (UOPSAL) dell’Azienda USL Romagna stanno attivando uno specifico ambulatorio, seguito da medici del lavoro, nelle sedi del Dipartimento di Sanità Pubblica, al fine  di garantire la presa in carico dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto.

L’ambulatorio, già attivo da diversi anni nel territorio di Ravenna (caratterizzato dalla presenza di numerosi insediamenti industriali che utilizzavano l’amianto per vari scopi) e che sarà attivato presso gli altri ambiti territoriali della Romagna a partire dal mese di maggio, è dedicato alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ad amianto e ha il compito di definire l’entità della esposizione pregressa dei lavoratori e di gestire il percorso di assistenza sanitaria sia nella fase preventiva che in quella diagnostico-terapeutica e medico-legale per le patologie che possono essere correlate con l’esposizione lavorativa all’amianto.

Le conseguenze dell’esposizione all’amianto possono infatti emergere anche dopo molti anni e per questo diventa fondamentale garantire a chi ha lavorato a contatto con le polveri di amianto tutte le informazioni necessarie e l’assistenza sanitaria con accesso facilitato ai controlli ed agli esami specifici per caratterizzare e, quando possibile, contenere le possibili patologie correlate alla pregressa esposizione lavorativa all’amianto.Le prestazioni erogate sono completamente gratuite per il richiedente e non necessitano della richiesta del medico curante né del pagamento del ticket.

PER ACCEDERE ALL’AMBULATORIO DI RAVENNA, GIÀ ATTIVO, è necessario fissare un appuntamento, telefonando allo 0544 286850   - segreteria dell’UOPSAL –dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00,  o inviando una richiesta via e-mail a spsal.ra@auslromagna.it  (o, in subordine, inviando un fax al n. 0544/286828). Sede di Ravenna - U.O. Prevenzione e Sicurezza negli  Ambienti di Lavoro: via F. M. Abbandonato, 134 - 48124

Per accedere agli Ambulatori di Cesena (via Fratelli Bandiera n. 15, Savignano sul Rubicone), Forlì (via della Rocca 19, Forlì), Rimini (via Coriano 38, Rimini), attivi dal 2 maggio 2019, è necessario fissare un appuntamento, telefonando ai seguenti numeri nei rispettivi orari indicati:

Cesena :   0547- 352048 (52); orario 9.00-12.00

Forlì:        0543- 733507; orario 9.00-12.00

Rimini      0541 – 707290; orario 9.00-12.00

 

 

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