Pagnini Francesco

Pagnini Francesco

Nell’ambito dell’attuale situazione epidemiologica della provincia di Rimini, si è valutato di sospendere l’apertura del mercoledì del punto di distribuzione diretta di farmaci presso l’Ospedale di Noavafeltria, a partire da mercoledì 1 marzo, fino a data da destinarsi. Il punto di distribuzione resterà aperto nelle giornate di lunedì e venerdì, dalle ore 9 alle ore 13:30 e dalle ore 14 alle ore 15:30. Con l’occasione si ricorda che in questo periodo sono state attivate altre modalità per il ritiro dei farmaci: tutti i dettagli qui .

A seguito del rapido evolversi del quadro complessivo dell’infezione da coronavirus sul territorio, proseguono i processi riorganizzativi finalizzati a garantire la risposta più appropriata possibile ai pazienti. E tra questi si è resa necessaria, in via assolutamente temporanea, una sostituzione di ricoveri nel servizio di lungodegenza dell’Ospedale di Cervia, con i pazienti del servizio di Osco (Ospedale di Comunità).

A Cervia saranno dunque ricoverati pazienti che necessitano di tale trattamento, che prevede una gestione prevalentemente infermieristica, in modo da lasciare spazi per la presa in carico di pazienti affetti da Covid principalmente presso l’ospedale di Ravenna e le altre strutture a ciò dedicate. Ne consegue ovviamente anche una ottimizzazione rispetto all’impiego delle risorse umane, sempre in un’ottica di massima risposta al coronavirus.

A seguito della diffusione dell’infezione da Covid 19, e nell’ottica di riconvertire i servizi, in maniera graduale ed equilibrata, verso le attività mirate a dare risposta a tale situazione, l'attività dl Punto di primo intervento dell’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo e del servizio di Post Acuti vengono temporaneamente sospese a partire da lunedì prossimo 30 marzo.

Visto anche il numero limitato, in questo periodo, degli accessi al Punto di Pronto Intervento, presso la struttura resterà, oltre agli altri servizi di degenza, un servizio di “guardia” e le urgenze saranno dirottate verso il Pronto soccorso di Rimini e le altre strutture per urgenza del territorio. Una ambulanza e un'auto medica restano presenti presso l'ospedale 24 ore su 24.

I pazienti ricoverati nei Post Acuti sono stati invece trasferiti presso adeguate strutture del privato accreditato sempre del Riminese, che hanno messo a disposizione spazi per pazienti “non covid”.

Si ricorda che l'attività chirurgica è già stata sospesa, così come peraltro la quasi totalità di quella dell'ospedale di Rimini e i soli interventi urgenti sono eseguiti dai chirurghi dell'Ausl Romagna presso le strutture private accreditate del territorio con le quali sono in atto specifici accordi.

Tale riconversione consente di dedicare il personale medico e infermieristico alla gestione di pazienti affetti da Covid presso l’Ospedale di Rimini e le altre strutture in cui sono ricoverati.

Dichiarazione del sindaco di Santarcangelo Alice Parma: "In un momento di emergenza come quello che stiamo attraversando, occorre concentrare tutte le forze disponibili dove si gioca la sfida più difficile, dove ogni giorno si lotta senza sosta per sconfiggere il virus e salvare chi ne è stato colpito. Ai medici, al personale infermieristico e sanitario dell’ospedale Franchini va dunque tutta la nostra riconoscenza per l’aiuto che porteranno ai colleghi di Rimini, in attesa che i servizi temporaneamente sospesi possano tornare a funzionare regolarmente, una volta sconfitto il Covid-19".

L’ospedale “Infermi” di Rimini si è dotato negli ultimi giorni di un dispositivo medico destinato ad effettuare televisite di pazienti ricoverati in ospedale e affetti da Covid-19, limitando in maniera sensibile i rischi per il personale medico e sanitario.

Intouch Vita, questo il nome del sistema di produzione della InTouch Health (Stati Uniti), è infatti un robot, composto da un “corpo” su ruote ed una “testa” costituita da monitor e telecamere, entrambi comandabili a distanza da un operatore che si trova in una stazione di controllo remota, ed è in grado di realizzare una vera e propria “telepresenza”.

Grazie all’utilizzo di un computer dotato di webcam e microfono, e con l’ausilio di un’interfaccia software, il medico, coadiuvato da un altro operatore che apre fisicamente le porte delle camere di degenza, è in grado di guidare il robot attraverso i corridoi fino al letto del paziente, mostrandosi a quest’ultimo attraverso il monitor: grazie all’utilizzo di un microfono e di due potenti telecamere presenti sul robot, il medico può svolgere a distanza un’efficace valutazione visiva del paziente e interloquire per fornire e raccogliere ulteriori informazioni cliniche.

Le potenzialità del sistema non si esauriscono nella sola telepresenza, benchè già molto utile per eseguire visite di controllo, ma consente la multipresenza di altri specialisti in remoto e, potenzialmente, il recupero di dati clinici prodotti dai dispositivi medici in uso sul paziente (monitor multiparametrici, ecotomografi,..); non solo, la possibilità di entrare nelle camere di degenza senza la necessità di procedere ogni volta alla vestizione e svestizione, permette di entrare più spesso a contatto con i pazienti, consentendo un migliore rapporto umano anche in un momento così critico.

L’introduzione del robot Intouch Vita è frutto di un progetto pilota proposto e gestito dal Servizio “Innovazione e Valutazione delle Tecnologie” dell’Ausl della Romagna (diretto dall’ingegner Roberto Camillini), ed è stato reso possibile grazie alla donazione di circa 35.000 euro da parte di RivieraBanca, che anche in questo difficile momento dimostra grande vicinanza alla sanità pubblica riminise e ai cittadini.

“E’ molto importante vedere che la solidarietà non si ferma neppure in questi momenti – dichiara la Direzione Aziendale – e siamo estremamente grati a RivieraBanca per questa importante donazione”.

 “In un momento difficile e complicato RivieraBanca ha dimostrato, fin da subito, di muoversi a sostegno delle imprese del territorio con un plafond di 10 milioni di euro e aderendo alla moratoria dei prestiti di ABI; e ne seguiranno altre! – dichiara il presidente di RivieraBanca Fausto Caldari -. Ma chi ci conosce sa, che da sempre, la salute è una delle nostre azioni prioritarie a sostegno della comunità e quindi questo ci sembra un gesto doveroso per aiutare le persone ed il personale sanitario, in prima linea in questa vera e propria battaglia!”.

E' pienamente operativo da ieri pomeriggio il punto mobile di pretriage allestito all'Ospedale "Infermi" di Rimini per i pazienti affetti da patologie oncoematologiche che devono recarsi presso la struttura per le terapie e per alcuni dei pazienti delle Cure palliative che devono fare piccole medicazioni. L'infrastruttura, a cura del 118 Romagnasoccorso, è stata montata ad uno degli ingressi del day hospital (sul lato dell'ospedale che si affaccia verso il Dea).

I pazienti (delle unità operative dirette dal dottor Davide Tassinari e dalla dottoressa Patrizia Tosi) che devono recarsi in ospedale, e che sono circa 150 al giorno, vengono indirizzati lì e, accedendovi, trovano operatori, adeguatamente protetti con i dispositivi di protezione individuale, che li sottopongono alla misurazione della temperatura e ad una breve intervista diagnostica. Se dunque il paziente non presenta alcun sospetto/sintomo di Covid 19, prosegue nel suo percorso e viene introdotto direttamente presso il Day Hospital oncoematologico per effettuare la propria terapia, o per le piccole medicazioni, terminate le quali viene indirizzato ad una uscita diversa, per cui non incrocia pazienti non ancora screenati.

Qualora invece emergano sintomi che lascino aperto un sospetto, il paziente viene preso in carico secondo il percorso covid previsto, e quindi indirizzato in Pronto soccorso, ad altro spazio covid ospedaliero o al domicilio, ovviamente secondo le linee guida previste e dopo aver attivato il protocollo per pazienti sospetti covid.

Una misura, peraltro adottata anche presso altre strutture ospedaliere, come ad esempio al "Santa Maria delle Croci", mirata alla maggior tutela possibile per questi pazienti spesso molto immunodepressi.

Il rapido evolversi della situazione epidemiologica legata all’infezione da Covid 19 rende indispensabile mettere in campo una serie di misure per modulare e rendere il più efficace possibile per tutti, la presa in carico e la cura dei pazienti. Tali misure riguardano sia le strutture ospedaliere che l’assistenza a domicilio.

Per quanto riguarda le strutture, va ribadito che sono stati ampliati al massimo gli spazi all’interno degli ospedali, dedicati ai “pazienti Covid”, sono stati creati “Covid Hospital” a Riccione e Lugo e sono stati attivati accordi specifici con il privato accreditato. Opera che, se necessario, proseguirà con l’allestimento di strutture mobili e ad hoc.

Ma altrettanto importante è il “fronte” territoriale, come evidenziato anche ieri sera dal Commissario Sergio Venturi. E proprio per il territorio la Direzione sanitaria aziendale ha varato una le “Indicazioni per la gestione territoriale dei pazienti COVID o sospetti"; il documento raccoglie le esperienze e le evidenze più avanzate in questo campo con la duplice finalità di evitare l'aggravamento della malattia al singolo paziente e di contenere la diffusione dell'epidemia.

Nel merito, come spiega il dottor Carlo Biagetti (responsabile SPIAR dell’Ausl Romagna e medico alle Malattie Infettive dell’Ospedale di Rimini), in linea con la strategia dettata dall'Oms “cerca, isola, tratta”, l'Azienda Usl della Romagna ha attivato un importante progetto mirato al territorio che ha l'obiettivo di identificare ancor più proattivamente i casi sospetti di Covid 19 che sono rimasti a domicilio poiché presentavano sintomi lievi o moderati. Grazie alla collaborazione tra infettivologi, medici di famiglia, farmacisti e Dipartimento di Sanità Pubblica, il progetto prevede che il medico di famiglia segnali al Dipartimento di Sanità pubblica il caso sospetto e vengano attivate una serie di azioni coordinate, finalizzate all'isolamento del paziente, al suo trattamento e al suo riconoscimento mediante tampone. Queste azioni hanno l'obiettivo ambizioso di ridurre i casi secondari sul territorio e di prevenire le complicanze che portano i pazienti ad accedere in ospedale. E' stata prevista una stratificazione del rischio dei pazienti che rimangono a domicilio che vanno da quelli asintomatici a quelli con febbre ed iniziali segni di polmonite e sono state disegnate  le relative azioni da mettere in campo.

Inoltre come sottolinea  la dottoressa Antonella Dappozzo (direttore del Programma Cure Primarie dell’Ausl Romagna),  alla presa in carico si aggiunge la creazione di apposite equipe medico- assistenziali, denominate Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca) che si affiancheranno al medico di famiglia per la gestione dei pazienti sintomatici accertati COVID e sospetti,  e dei pz dimessi dall'Ospedale che presentassero particolari necesità. Le Usca saranno operative in tutti gli ambiti in maniera graduale, a partire dalle aree territoriali più esposte al contagio.

 “I pazienti asintomatici, e quelli che non hanno più sintomi, saranno seguiti dal proprio medico di famiglia con monitoraggio telefonico; – approfondisce il dottor Carlo Biagetti -. I pazienti che hanno sintomi lievi (febbre fino a 37,5 gradi, tosse, mal di gola, dolori articolari…) e che non hanno altri fattori di rischio (età avanzata, patologie pregresse, stato di gravidanza), vengono seguiti attraverso sorveglianza attiva, con telefonate quotidiane oltre ovviamente all’assunzione di una terapia di supporto. Qualora fattori di rischio o sintomi più importanti, il medico di famiglia attiva il medico Usca che, con tutti i dispositivi di protezione individuale, si reca al domicilio del paziente, sia esso sospetto Covid sia esso acclarato come positivo, per monitorarne il decorso”.

“Questa organizzazione, che vede una importante collaborazione dei e con i medici di famiglia, in ‘prima linea’ dall’inizio di questa emergenza insieme ad altri operatori sanitari, consente di organizzare al meglio l’assistenza e la cura, graduandola a seconda alle diverse condizioni dei pazienti – aggiunge la dottoressa Antonella Dappozzo -. In questo percorso è stata prevista anche la possibilità di prescrivere per i pazienti sintomatici sospetti che non hanno ancora avuto contatto con le strutture ospedaliere, da parte del medico di famiglia, uno specifico farmaco, che le evidenze disponibili pongono tra le armi da utilizzare per ridurre l’evoluzione del quadro clinico verso forme gravi. Grazie alla collaborazione della Farmacia Ospedaliera e della Croce Rossa i farmaci verranno consegnati direttamente a domicilio dei pazienti. Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale  - cui si è giunti anche grazie ad un importante accordo coi rappresentanti dei Medici di famiglia - rappresentano, infine, non solo uno strumento per concretizzare la presa in carico domiciliare del paziente, ma insieme alle altre misure (tampone ai pazienti sospetti, misure di isolamento) contribuiscono a contenere la diffusione dell'infezione, vero obiettivo di questa delicata fase epidemiologica”. Infine, fondamentale è la creazione di sistemi agili di comunicazione tra i servizi e i professionisti impegnati nella gestione dei pazienti: in questo senso sono state elaborati e condivisi strumenti informatici e cartacei per la semplificazione della prescrizione e della richiesta dei tamponi nasofaringei da parte del Medico di famiglia. Insieme possiamo farcela.

A seguito dell'evolversi del quadro epidemiologico legato all’infezione da coronavirus, anche per il territorio provinciale di Rimini prosegue la pianificazione della Direzione aziendale relativa alla dotazione di posti letto, sia di degenza sia di Terapia intensiva, per pazienti affetti da covid 19. Come noto la disponibilità di spazi ospedalieri è stata attivata secondo pianificazione regionale, a partire dai piani non ancora operativi del Palazzetto Dea dell’ospedale “Infermi” (quinto e sesto piano e presto anche il quarto); successivamente, a seguito della limitazione delle altre attività ospedaliere alle sole urgenze, sono stati recuperati ulteriori spazi a Rimini e sono stati attivati gli altri ospedali della rete provinciale, Cattolica, Santarcangelo, Novafeltria e Riccione, per la gestione di pazienti “non covid”. Per Riccione è stata quindi attivata una struttura di “Covid Hospital” come da linee guida regionali. Attualmente i posti letto ospedalieri dedicati a Covid sono 309 di cui 41 di terapia intensiva. Ulteriori ampliamenti dell’offerta di posti letto si potranno attivare attingendo dalle Case di Cura private per far fronte alla patologia ordinaria, ma non solo, così come è necessario prevedere di dedicare strutture intermedie (ad esempio le nuove RSA di Bellaria e Novafeltria, con complessivi 80 posti letto circa, piuttosto che strutture ricettive alberghiere) che possono eventualmente accogliere pazienti che hanno superato la fase acuta e che si avviano alla guarigione.

E' evidente che se nelle prossime due settimane la curva epidemiologica e la richiesta di ricovero ospedaliero resteranno le attuali, sarà indispensabile attivare ulteriori spazi di ricovero. Per questo motivo l’ufficio tecnico aziendale è al lavoro costantemente per valutare possibili scenari e modalità di intervento, tra cui, in particolare, l'ipotesi della realizzazione di un ospedale da campo all’interno del sedime ospedaliero o l’utilizzo di altri spazi, appositamente riconvertiti. Per quanto riguarda l’ospedale da campo, in analogia a quanto fatto a Piacenza si potrebbe ipotizzare ad un modulo, in collaborazione con l’Esercito Italiano, di 40 posti letto più ulteriori 3 attrezzati per terapia intensiva. Mentre in altri spazi potrebbero essere allestiti 42 posti più altrettanti di terapia intensiva.

Rispetto ad entrambi queste ipotesi, sulle quali è comunque necessario espletare le opportune verifiche già ora, sarà poi ovviamente necessario mettere in campo le necessarie risorse umane (con adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale), tecnologiche e logistiche.

Su tutti questi aspetti sono costanti il dialogo e in confronto all’interno dell’unità di crisi coordinata dalla Prefettura di Rimini e con la Regione.

A seguito dei Provvedimenti governativi e in relazione al rapido evolversi del quadro epidemiologico rispetto all'infezione da Covid 19, al fine di ridurre l’afflusso di persone presso le strutture e limitare i contatti tra operatori e pubblico, si comunica che, con decorrenza da mercoledì 25 marzo, i seguenti sportelli:

Sportelli della Palazzina 13 di Faenza (Sportello Unico Faenza),

Sporteli della Piattaforma Amministrativa del Presidio Ospedaliero Ravenna,

Sportelli dell'Ufficio CIP/Tariffazione/Lp del Presidio Ospedaliero di Lugo 

saranno aperti negli orari sotto riportati

Palazzina 13 Faenza (Sportello Unico Faenza)

Dal lunedì al venerdì:  dalle ore 7.00 alle ore 13.00

Sabato:  dalle ore 7.00 alle ore 12.00

Piattaforma Amministrativa P.O. Ravenna

Dal lunedì al venerdì:  dalle ore 8.00 alle ore 15.00

Sabato: CHIUSO

Ufficio CIP/Tariffazione/Lp P.O. Lugo 

Dal lunedì al venerdì:  dalle ore 8.00 alle ore 15.00

Sabato: CHIUSO

I recapiti telefonici, fax e indirizzi mail degli Uffici restano invariati.

Tra i soggetti affetti da Covid 19 ricoverati in Rianimazione presso l’ospedale “Infermi” di Rimini (ad oggi 35 in tutto) si registrano i primi quattro casi di pazienti “estubati”, pazienti cioè che erano in ventilazione meccanica e che hanno ripreso a respirare senza l’ausilio della macchina. Per loro si sta valutando il trasferimento in reparto al di fuori della Terapia intensiva, ovviamente sempre in area isolata.

I pazienti affetti da coronavirus le cui condizioni si aggravano in maniera importante e che richiedono di essere collocati in ventilazione meccanica, solitamente restano in tale condizioni per periodi prolungati; i quattro pazienti dell’”Infermi” sono rimasti in respirazione assistita per un periodo compreso tra i 12 e i 15 giorni, dunque relativamente breve, in virtù anche della loro età non particolarmente avanzata. Si tratta di tre pazienti di sesso maschile e di una donna, tutti di età compresa tra i 60 e i 70 anni.

“Il miglioramento clinico di questi quattro pazienti rappresenta per noi un elemento molto importante, sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista psicologico – racconta il dottor Giuseppe Nardi, direttore della Anestesia Rianimazione riminese -. E’ intanto un elemento importante sul fronte scientifico, e ci dice che vi sono possibilità di ripresa anche nei casi più gravi, in questa malattia ancora assai poco conosciuta. E poi è servito a darci coraggio. La nostra equipe lavora con grande entusiasmo ed abnegazione, nonostante la fatica di questi giorni, e ora lavorerà anche con più gioia. Questi quattro casi rappresentano una speranza importante anche per gli altri pazienti e soprattutto per i loro famigliari che finalmente hanno una notizia positiva dopo giorni di buio in cui non hanno potuto vedere i loro cari, e che finalmente hanno una notizia positiva”.

A seguito della diffusione dell’infezione da Covid 19, e nell’ottica di riconvertire per quanto possibile, in maniera graduale ed equilibrata, i servizi alla risposta a tale situazione, l’orario di apertura del Punto di Primo Intervento del Comune di Cervia viene temporaneamente convertito ad orario diurno “H12”, cioè dalle ore 8 del mattino alle 8 di sera.

Tale decisione, operativa da oggi, tiene conto anche del fatto che da un recente monitoraggio risulta un utilizzo molto limitato di tale struttura, soprattutto in orario notturno.

Per contro tale riconversione, operativa dalla giornata di domani, sabato 21 marzo, consente di dedicare il personale medico e infermieristico alla gestione di pazienti affetti da Covid presso l’Ospedale di Ravenna e, in prospettiva, a quei pazienti che, dopo la fase acuta, potranno eventualmente aver bisogno di convalescenza con riabilitazione respiratoria.

Dichiarazione del sindaco di Cervia Massimo Medri: “Comprendiamo l’emergenza in cui ci troviamo e lo soforzo eccezionale che sta facendo l’Ausl Romagna per prestare soccorso e cure a tutti i cittadini, in questo momento straordinario, a causa dell’aumentare dei casi di Coronavirus, per questo comprendiamo la necessità dell’Azienda di prendere momentaneamente questa decisione. Ricordiamo a tutti i cittadini che è una situazione non ordinaria e di emergenza e che non perdurerà nel tempo ”.

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