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Nel periodo più difficile, quello della prima ondata Covid, non hanno fatto mancare il loro sostegno all’ospedale di Faenza, e in particolare alla Senologia e alla Chirurgia senologica dell’ospedale “Per gli Infermi”. L’associazione “Fiori d’acciaio”, composta di donne operate per tumore della mammella, nei mesi scorsi ha infatti donato varie apparecchiature oltre ad uno stock di mascherine chirurgiche che, in particolare in quel particolare momento, sono state di fondamentale importanza, vista la scarsità dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori. Questa mattina presso l’ospedale faentino, nel pieno rispetto delle misure anti-covid, si è svolta una conferenza stampa di presentazione delle donazioni. Erano presenti Patrizia Ruggeri, presidente dell’associazione, il dottor Davide Tellarini direttore medico del presidio, la dottoressa Camilla Rossi della Chirurgia faentina, la dottoressa Elisabetta Montesi responsabile aziendale del Fundraising.

L’associazione ha donato due Matrici Braxon per la chirurgia senologica, e in particolare nella fase ricostruttiva, per consentire interventi più performanti, con risultati migliori dal punto di vista sia estetico sia funzionale e, soprattutto, con minor dolore per la paziente, come ha spiegato la dottoressa Rossi, la quale ha evidenziato anche l’importanza dell’aspetto del recupero della mammella, per il quale vi è la presenza periodica, presso l’ospedale “Per gli Infermi”, del chirurgo plastico.

Sempre per l'ambito chirurgico senologico, sono stati inoltre donati due elettrobisturi al plasma. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia che utilizza la energia a radiofrequenza a impulsi rapidi per tagliare e coagulare i tessuti soffici. Questo si traduce in un minimo se non nullo danno da ustione dei tessuti circostanti. Una tecnologia a basso danno termico offre vantaggi sia intra sia post operatori con netta riduzione del rischio di complicanze derivanti sia da difetti di cicatrizzazione e guarigione delle ferite sia da necrosi tessutale di lembi sottili. È una apparecchiatura che trova la sua principale applicazione nella chirurgia della mammella e dei tessuti molli in genere, proprio per la sua precisione e delicatezza.

L’associazione ha poi donato saturimetri e termoscanner, a loro volta utilizzati in senologia, nella fase della degenza e del prericovero, anche in un’ottica di sicurezza nella presa in carico delle pazienti in particolare durante il periodo del covid. E stesso principio ha guidato la donazione delle mascherine, che sono state di estrema utilità durante il periodo covid.

Infine, insieme allo Ior, "Fiori d'acciaio" ha partecipato alla donazione del Paxman Scalp Cooler, il casco refrigerante che permetterà a molte donne sottoposte a chemioterapia di mantenere i propri capelli, migliorando così la qualità di vita durante i trattamenti e che è stato collocato presso l'oncologia dell'ospedale di Faenza.

“Anche gli aspetti psicologici, come il recupero della mammella e la possbilità di conservare i capelli, hanno una valenza non trascurabile per le pazienti – ha detto Patrizia Ruggeri -, tra l’altro proprio una delle nostre socie è stata una delle prime a provare il casco, e non ha avuto bisogno di ricorrere poi all’utilizzo della parrucca”. E più in generale “cerchiamo di dare il massimo apporto possibile per qualificare ulteriormente il percorso senologico, a partire dalla prevenzione, fino al post operatorio”.

La Direzione dell'Azienda Usl della Romagna, attraverso le parole del dottor Tellarini anche a nome di tutti i professionisti, ha espresso riconoscenza e gratitudine per il forte sostegno che l'associazione “Fiori d'acciaio” ha voluto assicurare all’ospedale di Faenza in occasione dell'emergenza sanitaria, un momento difficile per l'intera comunità, a testimonianza ancora una volta del grande spirito collaborativo e di solidarietà che connota questa realtà non profit del territorio faentino. “La Romagna, e questo territorio in particolare – ha aggiunto la dottoressa Montesi – si contraddistingue per la generosità, che consente di costruire importanti progetti finalizzati a qualificare ulteriormente l’offerta sanitaria dell’Azienda”.

Ogni anno, il 14 novembre, si celebra la Giornata Mondiale del Diabete. Questa celebrazione, voluta dall’International Diabetes Federation, ha visto da oltre 20 anni, in oltre 170 Paesi del mondo, scendere nelle piazze di tutta Italia, e soprattutto della Romagna, le associazioni dei pazienti e i team delle diabetologie nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla importanza della prevenzione e di una attenta gestione del diabete. Quest’anno la Giornata Mondiale del Diabete sarà celebrata virtualmente con numerose iniziative. E, nel 2020 questa celebrazione vuole ricordare il ruolo centrale degli infermieri nei percorsi di cura delle persone con diabete, adulti e bambini.

“Gli infermieri diabetologi offrono un supporto essenziale e insostituibile, perché rappresentano l’avamposto di prossimità del team diabetologico rispetto ai bisogni dei pazienti, e con questa loro vicinanza riescono spesso a decifrare e risolvere, in modo estremamente pratico, difficoltà dei pazienti”, sottolinea Paolo Di Bartolo, responsabile della Rete di Diabetologia AUSL della Romagna. “In particolare in questi momenti di emergenza sanitaria gli infermieri delle diabetologie hanno espresso la loro capacità di stare vicino a tutti noi risolvendo i dubbi, facilitando la soluzione alle molteplici difficoltà che le persone con diabete incontrano proprio in questi giorni. Perciò ci siamo sempre impegnati per far si che nei team di diabetologia la componente infermieristica fosse adeguata ”, afferma Silvia Mambelli, direttore della Direzione Tecnica Infermieristica della AUSL della Romagna.

Paolo Di Bartolo, infine, lancia un messaggio importante: “In Romagna sono oltre 68.000 le persone con diabete, di queste 290 in età pediatrica. Si deve ricordare a questi amici e alle loro famiglie, come Covid-19 e diabete possano essere una accoppiata pericolosissima. Ma non dobbiamo spaventarci! Possiamo proteggerci e questo non solo con l’uso costante della mascherina, mantenendo il distanziamento sociale e igienizzando le mani, ma anche e soprattutto facendo ogni sforzo per mantenere le glicemie sotto controllo. Continuità nella assunzione della terapia, monitoraggio delle glicemie, dieta ed esercizio fisico, sono la chiave per prevenire e in caso di contagio uscire indenni da questa temibile malattia”.

Ogni anno, il 14 novembre, si celebra la Giornata Mondiale del Diabete. Questa celebrazione, voluta dall’International Diabetes Federation, ha visto da oltre 20 anni, in oltre 170 Paesi del mondo, scendere nelle piazze di tutta Italia, e soprattutto della Romagna, le associazioni dei pazienti e i team delle diabetologie nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla importanza della prevenzione e di una attenta gestione del diabete. Quest’anno la Giornata Mondiale del Diabete sarà celebrata virtualmente con numerose iniziative. E, nel 2020 questa celebrazione vuole ricordare il ruolo centrale degli infermieri nei percorsi di cura delle persone con diabete, adulti e bambini.

“Gli infermieri diabetologi offrono un supporto essenziale e insostituibile, perché rappresentano l’avamposto di prossimità del team diabetologico rispetto ai bisogni dei pazienti, e con questa loro vicinanza riescono spesso a decifrare e risolvere, in modo estremamente pratico, difficoltà dei pazienti”, sottolinea Paolo Di Bartolo, responsabile della Rete di Diabetologia AUSL della Romagna. “In particolare in questi momenti di emergenza sanitaria gli infermieri delle diabetologie hanno espresso la loro capacità di stare vicino a tutti noi risolvendo i dubbi, facilitando la soluzione alle molteplici difficoltà che le persone con diabete incontrano proprio in questi giorni. Perciò ci siamo sempre impegnati per far si che nei team di diabetologia la componente infermieristica fosse adeguata ”, afferma Silvia Mambelli, direttore della Direzione Tecnica Infermieristica della AUSL della Romagna.

Paolo Di Bartolo, infine, lancia un messaggio importante: “In Romagna sono oltre 68.000 le persone con diabete, di queste 290 in età pediatrica. Si deve ricordare a questi amici e alle loro famiglie, come Covid-19 e diabete possano essere una accoppiata pericolosissima. Ma non dobbiamo spaventarci! Possiamo proteggerci e questo non solo con l’uso costante della mascherina, mantenendo il distanziamento sociale e igienizzando le mani, ma anche e soprattutto facendo ogni sforzo per mantenere le glicemie sotto controllo. Continuità nella assunzione della terapia, monitoraggio delle glicemie, dieta ed esercizio fisico, sono la chiave per prevenire e in caso di contagio uscire indenni da questa temibile malattia”.

Una dotazione di parcheggi più adeguata per il Cmp (la sede Ausl di via Fiume Montone Abbandonato, in cui vi sono servizi sia distrettuali sia del Dipartimento di sanità pubblica, oltre al Cup e ai prelievi), grazie all'apertura del nuovo parcheggio, realizzato, come previsto nel Piano Unitario, nell'area adiacente il Cmp stesso, inaugurato stamane alla presenza del sindaco di Ravenna Michele De Pascale, del Direttore Generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori, del direttore del Distretto di Ravenna Roberta Mazzoni, del direttore dell'unità operativa "Attività tecniche" dell'Ausl Romagna Enrico Sabatini e dell'ingegner Francesca Luzi dello stesso servizio.

Si tratta di un'area di sosta di circa 7.450 metri quadrati su cui sono stati ricavati 216 posti auto. Di questi 164 sono dedicati all'utenza e 52 alle auto di servizio aziendali, per le quali 20 posti sono predisposti con colonnina di ricarica per automezzi elettrici, a testimonianza della ormai nota sensibilità dell'Ausl Romagna per gli aspetti anche ambientali; e lo testimonia anche il fatto che l'illuminazione del parcheggio è stata realizzata con lampioni e lampade a led, programmati per la riduzione dell'illuminazione del 50 per cento dalle ore 22 all'alba.

Il costo dei lavori, che sono durati circa 4 mesi, è stato di 900mila euro. Il progetto prevede, a più lungo termine, il raddoppio del parcheggio stesso, nell'area attigua, creando altri 200 posti macchina circa. Si dà intanto risposta ad una esigenza che, nel corso degli anni, si era fatta sempre più pressante, anche a seguito dell'ampliamento dei servizi presenti al Cmp, come sottolineato dal dottor Carradori e dalla dottoressa Mazzoni.

"L'ampliamento del parcheggio del Cmp è un investimento molto atteso ed era già previsto quando il Centro è stato realizzato molti anni fa - aggiunge il primo cittadino De Pascale -. Sappiamo che l'area del parcheggio attuale è molto congestionata soprattutto nelle ore della mattina ed è frequentata in particolare da un'utenza spesso fragile, dunque ampliare lo spazio di parcheggio diventa una soluzione logisticamente molto più comoda per tutti quei cittadini che si devono rivolgere ad un presidio fondamentale della sanità territoriale del comune di Ravenna".

E' operativa da oggi (lunedì 2 novembre) al Pala De Andrè, con ingresso in via Trieste, una nuova postazione di drive through a servizio del distretto Ausl di Ravenna. Nell’area dedicata sono presenti due postazioni - due team composti da infermieri - per poter effettuare il maggior numero di tamponi possibili, per una capacità di oltre 800 tamponi al giorno. L’orario previsto per l’attività programmata è dalle 9.00 alle 13.00: in tale fascia oraria saranno gestiti gli accessi per appuntamento. Nel pomeriggio, a partire da domani, martedì 3 novembre, dalle 14 alle 18, si potrà accedere invece senza appuntamento, ma sempre con la richiesta effettuata dal proprio medico di famiglia. Non è previsto accesso diretto senza prescrizione.

Questa nuova postazione va ad integrare quella attiva presso il Cmp, che non verrà dismessa, ma sarà utilizzata esclusivamente su appuntamento per i test rapidi dei pazienti in età pediatrica. La realizzazione della nuova postazione di drive through è stata possibile grazie alla fattiva collaborazione tra Ausl, Comune di Ravenna e Croce Rossa che fornirà ausilio logistico. I percorsi delle auto sono stati studiati insieme al comando di Polizia locale del Comune di Ravenna al fine di ottimizzare l’impatto sulla viabilità, grazie anche all’ampia disponibilità degli spazi per le auto che l’area consente.

Un nuovo drive trrough per distribuire meglio l’attività dei tamponi e diminuire le file che talvolta si sono verificate a quello situato presso l’ospedale “Infermi” di Rimini. E’ in corso di attivazione presso la sede amministrativa di Rimini dell’Ausl (via Coriano, 38 – edificio “Colosseo”) e sarà operativo da lunedì prossimo, 2 novembre, dedicato in particolare ai tamponi di ambito scolastico. Così come per quello aperto presso l’ospedale, l’accesso sarà per appuntamento, mentre non è previsto l’accesso diretto perché si hanno sintomi, come invece purtroppo è capitato abbastanza di frequente nei giorni scorsi. Coloro che sono invitati ad eseguire il tampone riceveranno data e fascia oraria in cui presentarsi, oltre a tutte le relative istruzioni tecniche.

Una ulteriore postazione per l’esecuzione dei tamponi è inoltre in corso di attivazione in un ambulatorio dedicato, all’interno dell’ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria. Anch’esso sarà per appuntamento, a partire da lunedì, e non ad accesso diretto, ed è mirato ad agevolare l’esecuzione dei tamponi soprattutto per i residenti nelle zone più lontane dell’Alta Valmarecchia. Sempre a questo fine per il territorio dell’Alta Valmarecchia è in corso di attivazione un’attività di effettuazione di tamponi a domicilio. Si sta inoltre valutando eventuali ulteriori installazioni sul territorio proviniciale.

E'' stata effettuata alcuni giorni fa la prima donazione di cornee da un paziente deceduto presso l’Hospice "Villa Agnesina" a Castelraniero (Faenza). A donare è stato un uomo di 66 anni, mentre a riportarne la volontà donativa è stato il fratello.

Un’operazione complessa quella che è stata effettuata per il prelievo presso l'Ospedale "Per gli Infermi" di Faenza, guidata dalla dottoressa Giulia Maritozzi e coordinata dall’infermiera Sara Dominici (Ufficio di Coordinamento Ospedaliero Donazione Organi e Tessuti), che ha permesso il prelievo dei tessuti corneali successivamente inviati alla Banca delle Cornee di Bologna, ma grazie alla quale due persone potranno riacquistare la vista. Intervento dal quale emerge che anche per pazienti ricoverati in questa struttura, sussiste in certe circostanze, la possibilità di donare.

Con l'occasione si ricorda che per diventare donatori di organi e tessuti è possibile rilasciare il consenso al momento della sottoscrizione o del rinnovo della carta di identità, esprimere la propria volontà liberamente e portare con sé una dichiarazione firmata o rivolgersi alle Associazioni di volontariato per la donazione. Nel caso in cui non sia stato espresso consenso diretto, a decidere sono i parenti più vicini: la moglie o il marito, i figli, i genitori in caso di minori.

"La diffusione della cultura della donazione ha bisogno di attenzione costante - dice il personale dell’Ufficio Coordinamento Donazione Organi e Tessuti - ringraziamo i donatori e le loro famiglie per la capacità di donare vita nel momento del dolore più intenso. E’ un gesto di amore, di solidarietà, di reale e concreto altruismo che può ridare la felicità e la serenità a quanti sono affetti da patologie oculari. Ci auguriamo che attraverso una capillare formazione del personale sanitario, un’attenta attività di informazione e comunicazione, il servizio possa crescere a favore di quanti aspettano una occasione di guarigione”.

Nel corso della sua lunga carriera aveva accumulato tanti giorni di ferie, ora che sta per andare in pensione concluderà la sua permanenza all’Ausl Romagna con un gesto di grande generosità. Il dottor Roberto Angelini, direttore del Servizio Veterinario, unità opertiva "Sanità animale ed igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche" di Rimini, ha messo a disposizione le proprie ferie per i dipendenti aziendalii che, in condizioni di disagio, potessero averne bisogno. E in due hanno accettato. Una sorta di “banca del tempo” aziendale che è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti Medici, e che contempla vada attuato un apposito percorso regolamentato, affinchè a fruire sia chi ne ha realmente bisogno.

Dottore come mai questa decisione?

“Nel corso di questi ultimi 10 anni l'unità operativa da me diretta è pressochè stata chiamata ad affrontare in ogni annata situazioni di emergenza, vuoi per il passaggio dalle Marche in Emilia Romagna, vuoi per le epidemie di influenza aviaria, per la mucca pazza, Il virus della lingua blu, vuoi la West Nile Disease  ed altre minori. Come direttore mi sono dedicato al cento per cento per dare tutto l'aiuto necessario ai colleghi, purtroppo questo ha comportato un accumulato di moltissimi giorni di ferie. Ora sono vicino alla pensione, e so già che mi mancherà il non poter più essere di aiuto alla mia equipe favolosa. E così ho voluto fare un ultimo gesto che possa coniugare due cose: la possibilità per me di trattenermi qualche mese in più al lavoro, e la possibilità per qualche  altro lavoratore dipendente Aziendale che ne ha bisogno, di usufruire di un beneficio previsto dal contratto che sia finalizzato al bene dei  meno fortunati’”.

Quindi cosa ha fatto?

“Beh per prima cosa ho contattato il personale dell ufficio Presenze assenze, dal quale ho avuto conferma che questa operazione era possibile, in quanto prevista da contratto. Poi ho reso nota questa mia disponibilità”.

E ha avuto delle richieste?

“Sì, per ora  due dipendenti, non li conosco, per di più non lavorano a Rimini ma in un altro ambito territoriale. Non mi  interessa il nome, ma mi sono raccomandato presso gli uffici aziendali che verificassero il possesso di un reale forte stato di disagio familiare. Ne sono stato contento. E questo rende ancora di più l’idea che l’Ausl Romagna è un’azienda unica, che più delle parole vale l'esempio, dei direttori in primis".

Lo rifarebbe?

"Rifarei sia il percorso professionale, seppur difficile e pesante,  ma che è sfociato in una eccellente valutazione della unità operativa da parte  della Commissione di accreditamento regionale avvenuta nel 2017, sia questo gesto finale, perchè è davvero bello e appagante aiutare gli altri. E invito altri, se possono, ad imitarmi".

Quanti giorni di  ferie ha per ora ceduto?

"Ne ho cedute 20 ad un dipendente e 30 ad un secondo".

 Pensa di cederne ancora?

"Se la salute mi aiuta e se avrò la fortuna di  lavorare fino alla fine,  posso cedere ancora 250 giorni, se qualcuno è nelle condizioni di necessita può rivolgersi all ufficio Presenze assenze di Rimini che mi contatterà , io sono disponibile".

Nel corso della sua lunga carriera aveva accumulato tanti giorni di ferie, ora che sta per andare in pensione concluderà la sua permanenza all’Ausl Romagna con un gesto di grande generosità. Il dottor Roberto Angelini, direttore del Servizio Veterinario, unità opertiva "Sanità animale ed igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche" di Rimini, ha messo a disposizione le proprie ferie per i dipendenti aziendalii che, in condizioni di disagio, potessero averne bisogno. E in due hanno accettato. Una sorta di “banca del tempo” aziendale che è prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti Medici, e che contempla vada attuato un apposito percorso regolamentato, affinchè a fruire sia chi ne ha realmente bisogno.

Dottore come mai questa decisione?

“Nel corso di questi ultimi 10 anni l'unità operativa da me diretta è pressochè stata chiamata ad affrontare in ogni annata situazioni di emergenza, vuoi per il passaggio dalle Marche in Emilia Romagna, vuoi per le epidemie di influenza aviaria, per la mucca pazza, Il virus della lingua blu, vuoi la West Nile Disease  ed altre minori. Come direttore mi sono dedicato al cento per cento per dare tutto l'aiuto necessario ai colleghi, purtroppo questo ha comportato un accumulato di moltissimi giorni di ferie. Ora sono vicino alla pensione, e so già che mi mancherà il non poter più essere di aiuto alla mia equipe favolosa. E così ho voluto fare un ultimo gesto che possa coniugare due cose: la possibilità per me di trattenermi qualche mese in più al lavoro, e la possibilità per qualche  altro lavoratore dipendente Aziendale che ne ha bisogno, di usufruire di un beneficio previsto dal contratto che sia finalizzato al bene dei  meno fortunati’”.

Quindi cosa ha fatto?

“Beh per prima cosa ho contattato il personale dell ufficio Presenze assenze, dal quale ho avuto conferma che questa operazione era possibile, in quanto prevista da contratto. Poi ho reso nota questa mia disponibilità”.

E ha avuto delle richieste?

“Sì, per ora  due dipendenti, non li conosco, per di più non lavorano a Rimini ma in un altro ambito territoriale. Non mi  interessa il nome, ma mi sono raccomandato presso gli uffici aziendali che verificassero il possesso di un reale forte stato di disagio familiare. Ne sono stato contento. E questo rende ancora di più l’idea che l’Ausl Romagna è un’azienda unica, che più delle parole vale l'esempio, dei direttori in primis".

Lo rifarebbe?

"Rifarei sia il percorso professionale, seppur difficile e pesante,  ma che è sfociato in una eccellente valutazione della unità operativa da parte  della Commissione di accreditamento regionale avvenuta nel 2017, sia questo gesto finale, perchè è davvero bello e appagante aiutare gli altri. E invito altri, se possono, ad imitarmi".

Quanti giorni di  ferie ha per ora ceduto?

"Ne ho cedute 20 ad un dipendente e 30 ad un secondo".

 Pensa di cederne ancora?

"Se la salute mi aiuta e se avrò la fortuna di  lavorare fino alla fine,  posso cedere ancora 250 giorni, se qualcuno è nelle condizioni di necessita può rivolgersi all ufficio Presenze assenze di Rimini che mi contatterà , io sono disponibile".

Medici di famiglia, Comune di Faenza e Azienda Usl insieme, per facilitare i cittadini faentini nell'effettuazione della vaccinazione contro l'influenza stagionale. Quest'anno infatti, per favorire l'accesso di un numero maggiore di utenti nel rispetto delle indicazioni anti-assembramento, i medici di famiglia, con il supporto del Dipartimento di Cure Primarie e del Distretto di Faenza (diretti dal dottor Mauro Marabini e dalla dottoressa Donatina Cilla) ha richiesto la disponibilità di spazi aggiuntivi rispetto a quelli dei propri ambulatori. Immediata e importante la risposta del Comune di Faenza, che ha messo a disposizione la sede Fieristica, all'interno della quale saranno allestite quattro postazioni per la vaccinazione, gestite dai medici stessi ed operative da lunedì 19 ottobre a favore dei residenti a Faenza.

La Fiera vanta un ampio parcheggio e spazi adeguati interni, e ricevimento al coperto con steward; si stima possano vaccinarsi qui circa diecimila persone, e vi si potranno riferire i pazienti dei medici del gruppo "Caspita" e del gruppo "Medici in centro", nonchè di medici di altri gruppi. La sede sarà operativa, secondo le modalità comunicate da ogni singolo medico, su prenotazione presso il medico stesso e non ad accesso diretto, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 17.

Dichiara il sindaco di Faenza Massimo Isola: “Prima il sindaco Malpezzi e in quest'ultima fase il sottoscritto abbiamo lavorato per trovare una soluzione che potesse garantire l'esigenza di svolgere la campagna vaccinale di quest'anno in massima sicurezza. Sono perciò soddisfatto che la soluzione del centro fieristico sia stata ritenuta adeguata e funzionale dalla Ausl e dai medici di medicina generale, a dimostrazione di un proficuo lavoro di squadra per la salute di tutti, cittadini, medici e operatori sanitari”.

 

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