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Pagnini Francesco

Pagnini Francesco

Ancora un gesto di vicinanza all’Azienda USL della Romagna, e in particolare all’Ospedale “Infermi” di Rimini, reparto di Ematologia. E ancora da parte del “Lions Club Rimini-Riccione Host” che già nelle scorse settimane aveva effettuato una importante donazione all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione.

Anche in questa circostanza la donazione è rappresentata da una apparecchiatura diagnostica. Si tratta, nello specifico, di tre pulsossimetri con relativi gusci protettivi, che saranno utilizzati per il monitoraggio delle condizioni generali dei pazienti dell’Ematologia, reparto diretto dalla dottoressa Patrizia Tosi. Del valore commerciale di circa mille euro, i tre apparecchi consentiranno un approccio sempre più efficace, flessibile e veloce al letto del paziente. Stamane, alla presenza del presidente del Club Cesare Frisoni, del socio Edoardo Pinto (che è anche presidente di Rimini Ail), della dottoressa Tosi e della dottoressa Catia Drudi della Direzione medica ospedaliera, il momento della consegna col simbolico taglio del nastro.

“Siamo molto grati al ‘Lions Club Rimini-Riccione Host’ per questa importante donazione – ha detto la dottoressa Tosi – che ci consente di dare risposte sempre più complete puntuali ed immediate ai nostri pazienti. Ringrazio anche l’Ail che ha collaborato operativamente all’iniziativa e che da sempre è vicina e sostiene il nostro reparto”.

“Questa donazione -  ha detto il presidente del “Lions Club Rimini-Riccione Host” – rientra nella politica di questo anno lionistico molto centrato sul tema salute. Siamo soddisfatti di contribuire, in questo modo, al benessere della nostra comunità”.

L’unità operativa di Ematologia di Rimini effettua mediamente da 80 a 120 ricoveri l’anno; segue 15-20 pazienti con leucemia acuta  e dai 25 a 35 trapianti autologhi l’anno.

Si è svolta nei giorni scorsi, presso i locali della Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la donazione di due carrozzine da transito pieghevoli, due sedie per doccia con braccioli estraibili e un tavolino servitore, donate al reparto dalla tifoseria ravennate tramite una raccolta fondi organizzata dagli “ultras Ravenna 1994” e dai partecipanti del “Trofeo Lorenzo Morini 2018”.

Una delegazione degli “Ultras Ravenna 1994” ha voluto portare di persona le attrezzature da donare al reparto, facendo sentire il “grande cuore di tifosi” ai bambini malati. Una bandiera che sventola non solo per la propria squadra, ma anche per i bambini del reparto di pediatria dell’Opedale “Santa Maria Delle Croci” di Ravenna. Tali attrezzature renderanno più agevole la degenza dei piccoli pazienti ricoverati presso il reparto.

Il Primario, dottor Federico Marchetti, ha espresso il ringraziamento per il generoso gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale.

In termine tecnico si chiama fast track, cioè percorso veloce. Tradotto per i non addetti ai lavori: se ho una sospetta frattura o comunque un problema ortopedico e mi reco in pronto soccorso, sarò inviato direttamente all’ortopedia d’urgenza dove troverò un medico e personale di quella specialità che prenderà in carico il mio percorso di diagnosi e cura. Già operativo in vari ospedali, il fast track ortopedico è stato introdotto alcuni giorni fa anche all’Ospedale “Umberto I” di Lugo. Frutto della collaborazione tra le unità operative di Pronto soccorso e Ortopedia, rappresenta una riorganizzazione che permette una rapida presa in carico specialistica degli utenti con patologia ortopedica minore e impatta positivamente sulla qualità dell’offerta sanitaria erogata a tutti i pazienti che accedono al pronto soccorso, contribuendo a diminuire il sovraffollamento, a ridurre i tempi d’attesa e garantendo un’assistenza più efficace, sicura ed efficiente.

Nel corso del 2018 al Pronto soccorso di Lugo si sono presentate 40.040 persone. Di queste, circa 2.000 avevano problemi ortopedici e avrebbero potuto usufruire del relativo fast track. Ad avviarvi il paziente provvede l’infermiere triagista: come ormai noto quando si accede al pronto soccorso (a parte gli accessi in massima urgenza che vanno direttamente in sala emergenza) si viene presi in carico da un infermiere appositamente formato, che analizzata la gravità della situazione attribuisce il relativo codice colore che rappresenta anche l’ordine di priorità d’accesso alle cure. Ora anche a Lugo l’infermiere di triage dopo aver valutato e accertato il bisogno di salute dell’utente, lo invia direttamente allo specialista ortopedico.

“Poniamo sempre il massimo impegno per dare risposte, oltre che adeguate, anche tempestive ai pazienti – commenta la dottoressa Ivana Valenti, direttore del Pronto soccorso-Medicina d’urgenza di Lugo – e attraverso questa nuova modalità di percorso, pensiamo di fare un importante passo avanti in questo senso”.

“La collaborazione tra professionisti di diverse branche è fondamentale per rispondere nella maniera più adeguata ed appropriata possibile alle esigenze dell’utenza – fa eco il dottor Gabriele Zanotti, direttore del Dipartimento Osteoarticolare dell’Ausl Romagna nonché direttore dell’unità operativa di Ortopedia di Lugo e siamo convinti che lo strumento del fast track sia una ottima iniziativa proprio in questa direzione”.

“Questa modifica organizzativa che va a migliorare il percorso del paziente – conclude il dottor Paolo Fusaroli, direttore medico del presidio ospedaliero di Lugo – è un ulteriore tassello collocato nell’ottica del continuo miglioramento e qualificazione della presa in carico dei pazienti”.

Si rammenta che, come gli anni scorsi, nella giornata del patrono della Città di Ravenna, martedì 23 luglio prossimo, gli uffici dell’Ausl Romagna resteranno chiusi e gli altri servizi seguiranno orari e andamento dei giorni festivi.

Grazie al prezioso contributo di tanti, tra Club Service, privati cittadini, associazioni del territorio, le Terapie Intensive Neonatali (Tin) degli ospedali di Cesena e Rimini si sono dotate di una nuova importante e innovativa attrezzatura sanitaria, un retinografo pediatrico, per la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo della grave retinopatia alla quale in alcuni casi possono andare incontro i neonati prematuri, che è stato presentato questa mattina all’Ospedale di Cesena.

L’apparecchiatura, del valore di oltre 100mila euro, è stata presentata questa mattina all’ospedale Bufalini alla presenza, dell’assessore al Welfare del Comune di Cesena Carbema Labruzzo, del dottor Riccardo Acciarri medico dell’Unità Operativa Oculistica di Cesena, del dottor Marcello Stella direttore dell’Unità Operativa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica di Cesena, della dottoressa Gina Ancora direttore della Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia di Rimini, della dottoressa Elisabetta Montesi responsabile del Fundraising aziendale insieme ai presidenti dei Club service Lions di Folrì Cesena, presidenti delle associazioni coinvolte e numerosi donatori.

 Buona parte della somma necessaria all’acquisto del macchinario è infatti dovuta ai piccoli e grandi gesti di generosità di diversi gruppi di donatori, singoli e associati. Nello specifico, tutti i Lions Club di Forlì e Cesena che hanno devoluto “alla causa” 32mila euro raccolti attraverso la produzione e la vendita di un calendario per l’anno 2018, grazie al progetto “Una foto per la vi(s)ta” promosso dal signor Massimo Petrini, titolare dell’Agenzia Private Mediolanum Banca di Forlì, che con entusiasmo e grinta inarrestabili è riuscito a coinvolgere diversi amici e gruppi di persone attivando un vero e proprio circolo virtuoso per la realizzazione del calendario.

“Ma la generosità è ‘contagiosa’ – afferma ElisabettaMontesi – e la corale partecipazione di privati cittadini e altre realtà del territorio ne è stata prova concreta, al punto da far convergere al raggiungimento dell’obiettivo ulteriori 12.434 euro frutto di donazioni e svariati eventi benefici promossi dalle associazioni, quali l’associazione ‘Valori e Libertà’ (4.500 euro), l’associazione Liberamente (1.634 euro), l’’Accademia del ricamo’ (1.600 euro), il ‘Consorzio produttori latte’ di Cesena (3.600 euro), fino a giungere alla simpatica raccolta fondi di un gruppo di privati cittadini amici, che hanno deciso di sposare ‘la buona causa’ durante un viaggio di piacere”. La restante somma necessaria all’acquisto, circa 62mila circa, deriva dal fondo aziendale di donazioni in denaro, appositamente accantonata.

Le Terapia Intensiva Neonatali di Cesena e Rimini assistono i neonati più gravi provenienti da tutti i punti nascita dell’Azienda Sanitaria Romagna, oltre ad una quota significativa proveniente dai territori limitrofi della stessa regione e dalle Marche, Umbria e Toscana. La retinopatia della prematurità colpisce i bambini nati prima del termine di gravidanza con una percentuale variabile dal 1 al 5 per cento nei bambini con peso alla nascita inferiore al 1.500 grammi.

 

Il retinografo di ultima generazione e innovazione tecnologica, è uno strumento che consente lo studio della retina dei neonati prematuri, facilitando la valutazione evolutiva della malattia e consentendo una più facile diagnosi in caso di evoluzione sfavorevole della retinopatia e quindi permette un trattamento più tempestivo nei casi indicati. I protocolli clinici prevedono che i bambini che pesano meno di un chilo e mezzo alla nascita, ricevono una visita oculistica a quattro settimane di vita, allo scopo di valutare lo sviluppo della retina. Questo perchè i vasi sanguigni presenti nella retina dei bambini prematuri possono svilupparsi in modo non corretto e a volte possono prodursi delle cicatrici: ciò viene definito retinopatia della prematurità (Rop). Quando la Rop è grave può causare problemi di vista. La maggior parte dei bambini nati a 23 e 24 settimane, e che sopravvivono, sviluppano la Rop. Dei bambini nati a 25 settimane e che sopravvivono, circa 7 su 10 sviluppano la Rop mentre nei nati a 26 settimane la Rop si sviluppa in 4 piccini su 10. La maggior parte delle Rop migliora senza bisogno di alcun trattamento. Circa 3 bambini su 10 con peso alla nascita inferiore a 500 grammi e 2 bambini su 10 con peso alla nascita tra 500-750 grammi, ha invece bisogno di chirurgia laser per prevenire ulteriori danni alla retina. E' poi importante per tutti i bambini con pregressa Rop eseguire un controllo oculistico ad un anno di età.

Nella routine clinica l'esame del fondo oculare dei bambini prematuri viene eseguito con un caschetto che si chiama oftalmoscopio indiretto, possibilmente esaminando i bambini in più di un oculista per l’opportunità di avere una seconda opinione. E l'utilizzo di un retinografo dedicato permette l'ottenimento di immagini (foto e video) di valore oggettivo per poter studiare correttamente la patologia ai fini di una decisione terapeutica adatta , e soprattutto la condivisione delle immagini in remoto, anche nell’ottica di un possibile parere a parte di un "counsulting board" sul web con esperti internazionali, chiamato Focus Rop. Il retinografo donato all’Ospedale di Cesena, essendo di ultima generazione, possiede un manipolo trasduttore molto meno ingombrante e più leggero rispetto alle precedenti strumentazioni, pur garantendo immagini di altissima qualità e la possibilità di eseguire, laddove appropriato, una fluorangiografia.

“Siamo davvero enormemente grati ai nostri donatori e a tutti coloro che si sono prodigati per il raggiungimento di un obiettivo davvero importante per le Terapie Intensive Neonatali dell’ Azienda sanitaria della Romagna” - ha affermato il dottor Stella -  e siamo loro grati non solo perché ci hanno consentito di acquisire l’attrezzatura, ma anche perchè questa donazione rappresenta un’importante attestazione di fiducia nei confronti del Servizio Sanitario pubblico e dei professionisti che ogni giorno si impegnano  per assicurare una qualità elevata dell’assistenza”.

L’assessore Labruzzo ha evidenziato: “L’evento di oggi è molto bello, sia per il risultato ottenuto, sia perché mostra la presenza di reti, tra cittadini, e tra cittadini ed istituzioni, mirate a prendersi cura della popolazione della nostra comunità e, in questo caso, di una parte di popolazione, i bimbi gravemente prematuri, particolarmente delicata e cara. Questa bellezza, che la nostra opinione pubblica sempre più mette in campo, va narrata e valorizzata, perché contagiosa, e foriera di risultati importanti per noi tutti”.

Si è svolta nella giornata di ieri, martedì 16 luglio, presso i locali della Pediatria del Presidio Ospedaliero di Ravenna, la donazione di un saturimetro da tavolo, acquistato grazie alla raccolta fondi scaturita da un evento in memoria di Adriano Carassai, ufficiale di Marina, capitano di fregata, appartenente alla Capitaneria di Porto di Ravenna.

Si tratta di un apparecchio moderno e tecnologico di ultima generazione che verrà utilizzato per monitorare il livello di ossigeno del sangue, la frequenza cardiaca e l’attività della respirazione ai piccoli pazienti che sono costretti a letto e vanno controllati in maniera costante.

Il Primario della Pediatria, dottor Federico Marchetti,  ha espresso il ringraziamento per il generoso gesto a nome di tutto il personale dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale di Ravenna.

Un’importante donazione alla Riabilitazione cervese, in nome del figlio morto alcuni anni fa. L’ha effettuata il “Comitato per la sicurezza stradale” (Cosistra), da sempre impegnato in iniziative benefiche e attento alle esigenze  territoriali, che  ieri sera,  sul palco allestito nella piazza di Cervia, ha consegnato al servizio un verticalizzatore ed una carrozzina pieghevole, per il servizio di Riabilitazione e fruibili da tutti i pazienti con grave disabilità ricoverati  in Lungodegenza a Cervia.

Il Cosistra  nasce in seguito alla morte in un incidente d'auto di Massimo Milanesi, figlio di Anna Barattin, presidente del Comitato, che ha deciso di raccogliere fondi “per far si che le persone più fortunate di mio figlio possano avere la possibilità di curarsi con attrezzature di alto livello per la riabilitazione”.

Il verticalizzatore, in particolare, è uno strumento indispensabile per il trasferimento di pazienti con gravi disabilità e diversa corporatura, e permette di sollevare il paziente da seduto in posizione eretta ed effettuare la deambulazione assistita; riduce inoltre  significativamente le tensioni e le sollecitazioni alla schiena degli operatori, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro ed efficiente.

La dottoressa Cinzia Lotta, direttore dell’unità operativa di Medicina Riabilitativa del Ravennate, ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla presidente di Cosistra, rilevando che “tali attrezzature contribuiranno  al miglioramento della  gestione dei pazienti quotidianamente assistiti presso la Medicina Riabilitativa e la Lungodegenza di Cervia, facilitando i trasferimenti e  migliorando le autonomie dei pazienti con gravi disabilità, che è il principio base della Riabilitazione”.

Ma cosa fa di mestiere un assistente sanitario? Gli studenti del corso di laurea in Assistenza Sanitaria dell'Università di Bologna (sede di Rimini) hanno deciso di spiegarlo in un video realizzato nell'ambito del loro corso di studi. Dopo aver lavorato alla sceneggiatura e ai testi, hanno anche individuato i set e recitato. Ne è uscito un minuto e mezzo in cui viene chiaramente spiegata l'importanza di questa figura professionale nell'ambito dell'educazione alla salute, della prevenzione, della sensibilizzazione rispetto ai corretti stili di vita, e tanto altro (ma il modo migliore per capirlo è guardare il video: basta cliccare qui ).

Il corso di Laurea in Assistenza sanitaria è coordinato dalla professoressa Maria Pia Fantini, responsabile delle Attività didattico professionalizzanti è la professoressa Antonella Campolattano, mentre tutor del progetto del video è John Martin Kregel.

Il contrasto della sofferenza e del dolore è una cultura che sta crescendo, e deve continuare a crescere, anche in ambito sanitario. Da essa, infatti, dipende molto del benessere del paziente all’interno del percorso di cura complessivo. Va in quest’ottica un importante ed innovativo progetto formativo attivato in Ausl Romagna, per realizzare il quale è stato fondamentale il contributo di Rotary e Fondazione Taccia di Rimini.

Grazie alle loro donazioni per un totale di oltre 110mila euro, sono state infatti attivate postazioni per la formazione del personale sanitario che opera nella rete di Cure palliative , in cinque sedi aziendali in tutti gli ambiti territoriali (cesenate, forlivese, ravennate e riminese) ed è stato attivato un pacchetto formativo ad hoc per i professionisti che a vario titolo lavorano nell'ambito delle Cure Palliative dell'età adulta e pediatrica, incluso i medici di famiglia. Sono state inoltre donate altre attrezzature (pc portatili, carrelli, microfoni…) per allestire le postazioni.

Per questa importante donazione, che denota grande sensibilità nei confronti di un tema importante e che talvolta resta in “secondo piano”, si è svolta questa mattina, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, una cerimonia di inaugurazione cui hanno preso parte i presidenti di Rotary e Fondazione Taccia, Gian Piero Zinzani e Andrea Rossi, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, i presidenti degli ordini professionali di medici e infermieri di Ravenna, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, le direzioni medica e infermieristica dell’Ospedale di Ravenna, il direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna Federico Cappuzzo, il responsabile aziendale per la Formazione Pierdomenico Lonzi. L’intera cerimonia è stata trasmessa, appunto in teleconferenza, con le altre sedi collegate, ed è stata seguita, dunque, da oltre duecento persone, che nel corso del pomeriggio hanno effettuato la prima formazione professionale con la nuova apparecchiatura donata.

Da parte dei vertici aziendali, il ringraziamento ai donatori; il dottor Tonini ha tra l’altro evidenziato la vicinanza e collaborazione, in questa donazione tra due soggetti del volontariato, uno di Rimini e uno di Ravenna, che congiuntamente si impegnano per l’Ausl Romagna: “In un giorno come questo essere romagnolo è ancora più bello”.

Il primo cittadino ha a sua volta evidenziato come “il territorio della Romagna è uno di quelli in cui più che in ogni altro si sente la vicinanza del mondo associativo, delle fondazioni e della società civile in generale, attraverso donazioni, specialmente concentrante nell’ambito oncoematologico. Questo strumento, tra l’altro, contribuisce al processo di ‘avvicinamento’ dei territori dei professionisti dell’Ausl Romagna.

APPROFONDIMENTO TECNICO E RINGRAZIAMENTI

Si svolge oggi, presso il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Croci Ravenna, l’inaugurazione dei sistemi di videoconferenza dedicati alla realizzazione del “Progetto Cure Palliative della Romagna” e l’avvio del “Percorso di Formazione per gli operatori sanitari della Rete Locale di Cure Palliative della Romagna”, che vede coinvolti il personale che opera sia nella Rete di Cure Palliative dell’adulto sia nella Rete dell’età pediatrica, in Ospedale e sul Territorio.

La donazione si inserisce nelle attività del Rotary Club Ravenna per festeggiare il suo 70° anniversario

All’evento partecipano le Autorità Cittadine, la Direzione e il Personale dell’AUSL Romagna, il Presidente del Rotary Club Ravenna, Dott. Gian Piero Zinzani, i Soci del Rotary Club Ravenna e degli altri Club coinvolti nell’iniziativa, il Presidente della Fondazione Taccia, Dott. Andrea Paolo Rossi.

Alla realizzazione del progetto di installazione degli strumenti per videoconferenza, del valore di 80.320 Euro, oltre al Rotary Club Ravenna e alla Fondazione Taccia di Rimini, hanno partecipato i Rotary Club di Cervia Cesenatico, Cesena, Lugo, Ravenna Galla Placidia e Valle del Rubicone e  alcuni Club esteri, Beograd Centar e Beograd Skadarlija (Serbia), Bijeljina (Bosnia & Herzegovina), Moscow International (Russia). Ha contribuito inoltre la Rotary Foundation di Evanston (Chicago – USA), partecipazione che evidenzia l’internazionalità del Rotary che può realizzare importanti progetti umanitari grazie alla rete di rapporti esistente tra i club dei numerosi paesi in cui opera.

Il progetto Sistemi di Videoconferenza ha permesso di installare, presso le sedi pubbliche dell’AUSL della Romagna, 5 sistemi per  video conferenze:  all’ Ospedale S. Maria delle Croci Ravenna (Aula DEA, settimo piano), nelle sale riunioni dell’Hospice di Lugo, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone e all’Hospice di Rimini (Aula G).

La fornitura del pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative è finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000 €

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700 €: l’unione delle risorse ha fatto la differenza per realizzare un grande progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

La donazione, in accordo con l’AUSL della Romagna, ha, tra i vari obiettivi, la promozione della formazione continua per elevare il rendimento dei servizi nel campo dell’assistenza, della ricerca e della sperimentazione, per ridurre le differenze nelle pratiche cliniche per migliorare l’appropriatezza e l’efficienza clinica ed organizzativa. I sistemi di videoconferenza consentiranno quindi agli operatori di cure palliative di fruire contemporaneamente della medesima lezione, faciliteranno il confronto e la condivisione di casi clinici, riducendo il numero di spostamenti da una sede all’altra, con notevole risparmio di tempo e ottimizzazione delle risorse umane. Un appropriato sistema di cure palliative favorisce la qualità delle cure stesse e permette quindi di valorizzare la dignità dei malati. 

Questa giornata vede la partecipazione, in particolare per la parte formativa, di illustri docenti nella sell’Aula del DEA a Ravenna (in collegamento con le sedi di Lugo, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Rimini) quali:

Danila Valenti -  Direttore UO Rete delle Cure Palliative (SC), Azienda USL di Bologna

Stefano Zamagni - Professore a contratto a titolo gratuito. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi Bologna

Maria Rolfini -  Regione Emilia-Romagna - Assessorato politiche per la salute. Direzione Generale cura della persona, salute e welfare. Servizio assistenza territoriale

Marco Maltoni – Coordinatore Rete Locale Cure Palliative della Romagna

Luigi Saponi - Infermiere Case Manager di Rete, U.O. Terapia Antalgica e Cure Palliative, Rimini

La Rete Locale di Cure Palliative della Romagna (Rlcp), comprende le seguenti strutture di cure palliative:

per l’AUSL della Romagna

gli Hospice di Lugo e Fanza, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone, di Rimini, gli ambulatori di cure palliative, le attività al domicilio dei pazienti di cure palliative e di consulenza in Ospedale, Case di Cura Convenzionate e nelle Case Residenza per anziani erogate da equipe specificatamente formate e dedicate;

per il Privato Convenzionato:

  • Hospice di Ravenna
  • Hospice di Dovadola (FC)

 

Per l’ IRST-IRCCS di Meldola:

  • Struttura di Cure Palliative e Terapia del Dolore che eroga cure palliative nel nodo Ambulatorio e Ospedale – Consulenza.

La Rlcp è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rlcp della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. La Rlcp si pone a garanzia dell’equità di accesso alle cure palliative, dell’integrazione tra i nodi e le loro equipe, della presa in carico integrata in relazione alle necessità del malato e della sua famiglia, e del percorso di continuità di cura.

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che "le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono”. La normativa regionale evidenzia che "presso l’ambulatorio è possibile l’avvio precoce di cure palliative garantendo un graduale passaggio dalla fase di cura attiva alle cure palliative propriamente dette, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita." Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

Si coglie l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla buona riuscita del progetto e in particolare:

Dott.ssa Elisabetta Montesi, Responsabile Area Fundraising e Comunicazione Sociale, Ing. Lorenzo Rossi  Analista, UO Governo Sistemi Informativi ed i Tecnici, Claudio Benini, Massimo Boschetti,  David Deriu, Andrea Lotti  e Stefano Sangiorgi, il Dr. Pierdomenico Lonzi  Direttore Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione ed Emanuela Manzari - Collaboratore Professioni Sanitarie della medesima unita operativa, infine i Responsabili/Direttori delle Cure Palliative dell’AUSL della Romagna Dott.ssa Cristina Pittureri, Dott. Luigi Montanari, Dott. Marco Cesare Maltoni, Dott. Davide Tassinari.

 

PROFILO DEL ROTARY RAVENNA

Il Rotary Club Ravenna è il Rotary di più vecchia fondazione della Romagna, e ha celebrato proprio il 70° anniversario nel novembre 2018.

In questa importante ricorrenza, il presidente Gian Piero Zinzani, unitamente a tutto il Club, ha ritenuto di focalizzare la molteplice attività di service su un progetto importante, che coinvolgesse e si riverberasse nel tempo proprio in terra di Romagna.

Nel corso della annata che si avvia a conclusione il Rotary Club Ravenna, con il contributo fondamentale di Soci, famiglie ed amici, ha realizzato molti progetti al servizio della comunità locale, dal restauro di un fondo di antichi manifesti recuperati nell’archivio dell’Accademia delle Belle Arti, al restauro della lapide dedicata ad Antonia Alighieri, ora ricollocata in Santo Stefano degli Ulivi, dove la figliola di Dante si fece monaca con il nome di Suor Beatrice;

abbiamo dato Borse di Studio ai migliori diplomati del “Verdi”, ai vincitori del contest Agricoltura 4.0 del “Perdisa”, agli artisti dell’Accademia le cui opere in mosaico sono state selezionale per il ciclo dei 21 Arcani Maggiori, ciclo completato proprio questa annata (e le prossime due saranno per Dante); rifinanziato lo sportello d’ascolto alla “Novello”, lavorato con le scuole medie sullo spreco alimentare e con l’Artistico sul patrimonio culturale cittadino, e molto altro…., tuttavia volevamo fare qualcosa che andasse oltre la città, e quindi abbiamo realizzato una importante raccolta fondi per LFCD (Life For a Child wit Diabetics), abbiamo partecipato alla Run End Polio Now, e soprattutto abbiamo realizzato questo sistema di videoconferenza avanzato che unisce i 4 Hospice pubblici della Romagna (Lugo, Forlimpopoli, Savignano e Rimini) con l’aula magna dell’Ospedale di Ravenna, al fine di agevolare tutta la formazione di tutto il personale della Rete delle Cure Palliative in Romagna, con un investimento proprio sulle nostre Strutture PUBBLICHE.

Questo è stato possibile grazie al contributo economico, oltre che dell’RC Ravenna, dei Rotary Club di Lugo (Pres.Tbanelli), Cesena (Pres. Castagnoli), Valle del Rubicone (Pres, Bianchi), Ravenna Galla Placidia (Pres. Bassi) e Cervia Cesenatico (Pres. Magni), alcuni partner internazionali, primo fra tutti il Rotary Club Moscow International, e poi l’RC Beograd Centar, il Beograd Skadarlija, il Bijeljina, e infine l’americana Rotary Foundation, che ha subito compreso la straordinarietà del progetto finalizzato soprattutto alla formazione, e la Fondazione Taccia che – oltre ad aver ispirato il progetto e ad un sostanzioso contributo economico su questa infrastruttura – si farà poi carico dei corsi di formazione.

Una bella squadra, un bel risultato, per il benessere e la dignità di moltissime nostre famiglie, attraverso la “vituperata” sanità pubblica, che nell’accettare la donazione ha iscritto questi impianti nel patrimonio di Beni Mobili Pluriennali dell’Azienda USL della Romagna.

Il Presidente Zinzani ricorda infine come questo progetto sia già in linea con il motto presidenziale della incipiente annata rotariana 2019 - 2020: ROTARY CONNECTS THE WORD.

 

PROFILO DELLA FONDAZIONE "OSCAR TACCIA"

La missione della Fondazione Taccia consiste nel finanziare progetti nel settore della Oncologia e delle Cure Palliative nei territori della Romagna e della Sardegna, utilizzando la rendita del proprio patrimonio  che deriva dal lascito testamentario dell’Architetto Oscar Taccia di Rimini.

Il Progetto Cure Palliative nasce dall’incontro fortunato con il Rotary:  unendo le risorse potevamo realizzare un grande progetto, utile a tutti i sofferenti della Romagna, un progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

Il Progetto Cure Palliative, unitario nella sua struttura e conseguente nella sua fase esecutiva, concordato con tutti gli operatori del settore, è stato diviso in due parti:

  1. 1.     Acquisto delle attrezzature per un sistema di videoconferenza collocate in 5 Hospice della Romagna con finanziamento congiunto di Rotary e Fondazione Taccia per un valore di 80.700€.
  2. 2.     Fornitura di un pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative della durata di 2 anni,  finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000€

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700€, la unione delle risorse fa la differenza.

Andrea Rossi                                                                   

 

Si amplia l’orario di apertura dell’ambulatorio di “Guardia Medica Turistica” di Viserba. Per il servizio, aperto in locali del Quartiere messi a disposizione dal Comune di Rimini situati in via Mazzini, 22 (mentre l’anno scorso il punto di guardia medica per la zona nord del Comune di Rimini era a Viserbella), era inizialmente prevista solo l’apertura mattutina dalle ore 8 alle ore 12. A seguito però della disponibilità dell’Amministrazione Comunale, l’Azienda ha provveduto a reperire il necessario personale medico, e a partire dal prossimo primo luglio, l’ambulatorio sarà aperto anche in orario pomeridiano, dalle 16 alle 19.

“La sicurezza dei turisti che scelgono tutte le località di Rimini per le loro vacanze è un tema molto importante per l’amministrazione comunale – commenta l’assessore Mattia Morolli – per cui, non appena risolte alcune questioni tecniche, abbiamo deciso di ampliare l’orario di apertura dei locali per dare una risposta sempre più puntuale ai turisti e agli operatori del territorio, in una aperta e proficua collaborazione con la comunità locale”.

“L’apertura degli ambulatori turistici in tutta l’Ausl Romagna – commenta a sua volta il direttore del Distretto di Rimini, Saverio Lovecchio, così come il potenziamento dei servizi ospedalieri, sono misure che vanno nella direzione di creare le condizioni per assicurare al bisogno interventi  sanitari  necessari e rendere il più possibile sicuri i periodi di vacanza per i turisti”.

Si ricorda, con l’occasione, che l’elenco completo degli ambulatori turistici dell’Ausl Romagna è consultabile a questo link.

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