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Pagnini Francesco

Pagnini Francesco

Martedì, 14 Agosto 2018 12:12

West Nile virus: ecco come limitare i rischi

A seguito del verificarsi di alcuni casi di pazienti affetti da virus West Nile il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'A.USL della Romagna intende rimarcare alcune importanti informazioni in merito.

Va innanzi tutto evidenziato che il virus West Nile ha solitamente un decorso benigno, salvo per pazienti già in condizioni di salute critiche per cause pregresse. L’infezione nella maggior parte dei casi non provoca neppure la comparsa di sintomi, oppure si manifesta con sintomi lievi simili a quelli dell’influenza. Solo in casi rari, in meno dell’uno per cento delle persone colpite, soprattutto se anziane o con alterazioni del sistema immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico. Non si tratta inoltre di una patologia che si trasmette da uomo a uomo, bensì attraverso l’azione di un insetto vettore quale la zanzara che, però, può assumere il virus solo da un uccello e non da una persona già infetta.

Nell'evidenziare che non sussiste allarme sanitario, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl, in stretto raccordo e collaborazione con le Amminsitrazioni Comunali, a fianco delle informazioni già rilasciate dalla Regione Emilia Romagna e della relativa campagna informativa, intende comunque rimarcare alcune misure di prevenzione per limitare rischi sanitari, di cui si raccomanda l’adozione da parte di tutti i cittadini. Il virus West Nile si trasmette attraverso le punture di zanzare del genere Culex, comuni nelle nostre zone, che sono attive e pungono durante le ore serali e notturne diversamente dalla zanzara tigre che punge soprattutto di giorno. E per prevenire questa malattia, come altre che coinvolgono insetti vettori,  le fondamentali misure precauzionali si possono sintetizzare in due punti essenziali:

1) evitare le punture delle zanzare

2) cercare di ridurre al minimo il numero di zanzare contrastandone la proliferazione.

Come evitare le punture delle zanzare

Ecco alcune semplici raccomandazioni da seguire per proteggersi dalle punture di zanzara nelle ore serali e notturne:

  • All’aperto indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (con maniche lunghe e pantaloni lunghi).
  • Evitare i profumi, le creme, i dopobarba, ecc. che attraggono gli insetti.
  • Applicare repellenti cutanei su tutte le parti scoperte del corpo, compreso il cuoio capelluto se privo di capelli, ripetendo il trattamento perché i prodotti evaporano rapidamente e vengono asportati dal sudore. I repellenti non vanno applicati sulle mucose (labbra e bocca), sugli occhi e su cute irritata o con ferite. E’ opportuno non utilizzare spray direttamente sul viso, ma applicare il prodotto con le mani.

La durata della protezione dipende dal principio attivo e dalla sua concentrazione.

L’uso dei repellenti non va fatto in modo indiscriminato, ma seguendo scrupolosamente le indicazioni e le avvertenze riportate sulla confezione e prestando particolare attenzione per le donne in gravidanza e per i bambini, per i quali devono essere scelti i prodotti indicati in base all’età.

I prodotti repellenti possono anche essere spruzzati sui vestiti.

  • Per gli ambienti chiusi schermare finestre e porte-finestre con zanzariere a maglie strette. In alternativa è possibile utilizzare apparecchi elettrici emanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, ma tenendo sempre le finestre aperte.

In presenza di zanzare all’interno delle abitazioni si può ricorrere a prodotti in bombolette spray a base di estratto o derivati del piretro, insetticida che si degrada rapidamente soprattutto dopo aerazione dell’ambiente.

Come contrastare la proliferazione delle zanzare

Si ricorda che le Amministrazioni comunali effettuano periodicamente trattamenti larvicidi su pozzetti e caditoie di strade e piazze pubbliche e su parte dei fossi e degli scoli che si trovano alla periferia dei centri abitati.

Inoltre in base ad una recente ordinanza in occasione di manifestazioni pubbliche che si svolgono in orario serale e in aree verdi o con presenza di verde, con presenza di numerose persone, gli organizzatori devono effettuare preventivamente un trattamento con prodotti abbattenti nei confronti delle zanzare.

E l’Azienda USL ha già dato indicazioni ai territori interessati per incrementare i trattamenti contro le larve.

Per contribuire alla riduzione del numero delle zanzare si ritiene opportuno ribadire la necessità che i cittadini continuino ad effettuare con regolarità i trattamenti antilarvali nelle loro proprietà, come previsto anche dalle ordinanze sindacali emesse per la lotta alla zanzara tigre da ogni Comune della nostra provincia. Qualora all’interno delle proprietà private non sia possibile eliminare i ristagni d’acqua occorre usare i prodotti larvicidi in pozzetti, caditoie, grigliati, cisterne, bidoni, contenitori per raccolta d’acqua, fossi, scoli, ecc. I trattamenti vanno effettuati fino a tutto il mese di ottobre con cadenza periodica secondo le indicazioni riportate sulle confezioni.

Sei un imprenditore turistico e vuoi conoscere meglio il marketing per promuovere la tua azienda e magari, contemporaneamente, fare anche una bella azione? In libreria c’è quel che fa per te. Sì perché è stato stampato ed è disponibile nei negozi di libri di Rimini, il volume “Marketing turistico. Rendi visibile la tua struttura ricettiva online”. Edito da Dario Flavoccio Editore, il testo è opera di Alex Alessandrini, esperto di marketing ma anche papà di una bimba nata fortemente pretermine all’Ospedale “Infermi” di Rimini e curata presso la Terapie Intensiva Neonatale diretta dalla dottoressa Gina Ancora.

“In quell’occasione ho deciso di fare qualcosa di concreto per questi bimbi e per l’associazione ‘La prima coccola’ che aiuta e sostiene noi genitori di questi ‘piccoli guerrieri’ e anche il reparto in cui vengono curati – racconta l’autore -. Quel qualcosa di concreto è diventato il mio libro, che è stato pubblicato nel giugno scorso, e grazie al quale sono già stato in grado di devolvere 1.093 euro al reparto”.

Pochi giorni fa la simbolica consegna dell’assegno (di cui si allega foto), con la dottoressa Ancora, Alessandrini e i soci de “La prima coccola”; “ma il libro è ancora in libreria – sottolinea il papà-autore – e tutti i proventi saranno devoluto al reparto”.

Il libro è naturalmente utile per le aziende turistiche, ma può rappresentare un testo importante anche per chi si approccia in generale o studia il marketing. Prezzo di copertina 28 euro (ma  è in promozione on line a euro 23,80 e la versione ebook viene costa euro 19,90: maggiori informazioni al seguente link: https://www.amazon.it/Marketing-turistico-visibile-struttura-ricettiva/dp/8857906868/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1533725462&sr=8-1&keywords=alex+alessandrini ), ma soprattutto, la consapevolezza di aver fatto una cosa bella per il reparto e per i suoi piccoli pazienti.                                                        

Si informa l’utenza che nel pomeriggio di martedì 14 agosto alcuni uffici amministrativi dell’Ausl chiuderanno in orario pomeridiano. Nello specifico resteranno chiusi gli sportelli Cup (per la prenotazione di prestazioni), le Casse, gli uffici Scelta e Revoca, Anagrafe, Denunce nascita. Gli uffici saranno regolarmente aperti di nuovo nella giornata di giovedì 16 agosto.

Ancora un atto di generosità e di solidarietà della Banca di Credito Cooperativo Ravennate, Forlivese e Imolese. Si è svolta nella mattinata di ieri, presso la sede del reparto di Pediatria e Neonatologia del Presidio Ospedaliero di Ravenna, una nuova donazione dell’Istituto di Credito al reparto stesso. La BCC continua infatti, con grande generosità, ad erogare contributi a sostegno dei diversi progetti che l’Unità operativa di Pediatria e Neonatologia ha predisposto e realizzato in collaborazione con l’Associazione “Il Mosaico-Amici dei bambini malati”.

In questa circostanza la Banca ha donato un moderno bilirubinometro corredato dalla relativa centrifuga, strumenti che verranno utilizzati dalla Terapia Intensiva Neonatale per monitorare il livello di bilirubina totale nei neonati e per predisporre le eventuali terapie; questa moderna attrezzatura sanitaria permetterà di prelevare il sangue capillare ai piccoli pazienti evitando manovre più invasive.

Alla cerimonia erano presenti il dottor Federico Marchetti (Direttore dell’Unità oprativa di Pediatria), il dottor Guseppe Benini (Presidente del Comitato Locale BCC Ravennate, Forlivese e Imolese), il dottor Piero Roncuzzi (del Comitato Locale BCC Ravennate, Forlivese e Imolese), la Presidente dell’Associazione “Il Mosaico-Amici dei bambini malati” dottoressa Iole Augusta Venturi e il dottor Paolo Tarlazzi (Direzione medica del Presidio Ospedaliero di Ravenna).

Il dottor Marchetti ha espresso il proprio sentito ringraziamento alla BCC rilevando che tale attrezzatura contribuisce al miglioramento del benessere dei bambini quotidianamente assistiti presso la Terapia intensiva Neonatale di Ravenna.

 

Si informa che a partire da lunedì 6 agosto lo sportello di front office afferente ai servizi del Dipartimento di Sanità Pubblica seguirà il seguente orario d’apertura:

  • lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30;
  • martedì e giovedì orario continuato dalle ore 8:30 alle ore 17:00.

Nei medesimi orari è attivo il recapito telefonico al numero 0541.707290.

Per le tematiche riguardanti:

  • esercizi pubblici ed artigianali;
  • inconvenienti igienici.

lo stesso recapito (0541.707290) è attivo anche nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 14.30 alle ore 17.00 per informazioni telefoniche.                                                      

E' stato nominato il Direttore del Distretto Socio Sanitario di Forlì, è il dottor Stefano Boni. Sostituisce il dottor Lucio Boattini che ha raggiunto il collocamento a riposo. Laureatosi in Medicina all'Università di Parma, dove si è anche Specializzato in Medicina Interna, già responsabile, dal 2012, della Struttura Semplice Dipartimentale di Cure primarie di Forlì e Direttore facente funzione dell'Unità Operativa Attività Sanitaria di Cure Primarie, il dottor Boni ha lavorato per molti anni come geriatra nell'AUSL di Ravenna. E’ stato membro della task force che si è occupata della riconversione dell’Ospedale di Forlimpopoli nell'attuale, apprezzatissima, Casa della Salute di Forlimpopoli e della creazione di letti di degenza territoriale ed Ospedale di Comunità (OsCo) a livello distrettuale. Ha gestito, per la parte inerente le Cure Primarie, la realizzazione delle Case della Salute di Meldola, Rocca San Casciano e la trasformazione del Country Hospital di Modigliana in Ospedale di Comunità.

Si è occupato della organizzazione di ambulatori territoriali per la cronicità e ha partecipato alla stesura di accordi territoriali per la medicina generale e la specialistica ambulatoriale. E' membro del gruppo operativo regionale del Progetto “Lettura integrata del rischio cardiovascolare nelle Case della Salute” e del gruppo operativo regionale per l’applicazione del progetto regionale “Organizzare e realizzare interventi di medicina di iniziativa per cittadini identificati come fragili”. E' referente per la Regione Emilia-Romagna del Piano Regionale della prevenzione “Setting 6” e referente per l’AUSL della Romagna dello stesso setting del piano attuativo locale (PLA) del piano regionale della prevenzione.

“Attraverso questa nomina – commenta il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini – abbiamo inteso dare continuità all’azione di governano nella medicina del territorio, con un professionista dal profilo e dalle esperienze lavorative vocate proprio a questi aspetti, in modo da continuare l’ottimo lavoro svolto dal dottor Lucio Boattini, che ringraziamo per quanto fatto”.

“Si tratta di una nomina che conferma, in continuità con la precedente e proficua esperienza, l'importanza di mantenere e rafforzare un rapporto di dialogo e di confronto con i territori e, dunque, con gli amministratori locali – dichiarano il Sindaco di Forlì Davide Drei e il Presidente del Comitato di Distretto Socio Sanitario di Forlì Raoul Mosconi -, in linea con l'esigenza di condividere un programma di lavoro distrettuale che assicuri l'efficacia delle cure e dell'assistenza, valorizzando la collaborazione con i medici di Medicina Generale e i pediatri di libera scelta, attraverso il coinvolgimento delle piattaforme amministrative e dei Dipartimenti dell'Azienda USL della Romagna, in particolare dei Dipartimenti di Cure primarie e di Salute mentale”. "Sarà necessario - proseguono - che il Direttore di Distretto operi in relazione diretta e collaborazione con i Sindaci dei 15 Comuni che all'unanimità hanno espresso parere favorevole alla nomina, condividendo un piano di lavoro che abbia fra i suoi primi obiettivi la realizzazione su tutto il territorio dei Nuclei di Cure Primarie e delle Case della Salute e di percorsi ospedale-territorio che garantiscano ai cittadini la continuità assistenziale, monitorando e proseguendo l’opera di riduzione dei tempi di attesa per l'accesso al sistema dei servizi socio sanitari e sanitari”.

Due console PlayStation con venti videogiochi per allietare la permanenza dei bambini ricoverati in Pediatria. Sono stati donati ieri da Nicolò Bertaccini, ravennate, coautore del libro di favole “Le fiabe dei motociclisti” volume III, la cui vendita è finalizzata all’acquisto di playstation da donare ai reparti pediatrici di diversi ospedali italiani.

“E’ un progetto che parte da lontano – racconta Bertaccini – al quale ho iniziato a partecipare per la passione che ho per le ‘due ruote’ e che ho cercato di coniugare con l’impegno a favore dei bambini, che già esercitavo essendo un ‘lettore volontario’ del progetto ‘Nati per leggere’. L'ideatore è Ernest Pozzali, poi io sono ‘salito in corsa’ per questo terzo volume mentre lui sono ormai anni che dedica tempo e impegno a questo progetto. Tant’è vero che a livello nazionale abbiamo già donato circa 200 play station. E la cosa bella è che quando ho detto ad alcuni conoscenti che facevo questa cosa, ognuno ha dato un suo contributo e per questo i giochi donati sono stati più numerosi di quelli previsti inizialmente”.

Una piccola gara di solidarietà insomma, per la quale arrivano i ringraziamenti della direzione medica ospedaliera e del reparto, nelle persone del dottor Paolo Tarlazzi e del dottor Federico Marchetti (Direttore dell’unità operativa di “Pediatria e Neonatologi” del “Santa Maria delle Croci”) che ieri, insieme ad altro personale di reparto, hanno ricevuto la donazione da Bertaccini.

“Ringrazio, a nome di tutta l’equipé – ha affermato il dottor Marchetti – per questo generoso dono che renderà più confortevole il ricovero dei bambini in ospedale. Nelle stanze abbiamo televisori predisposti per essere collegati alle play station e più in generale cerchiamo di porre la massima attenzione all’accoglienza dei nostri piccoli pazienti”.

Una storia commovente quella che riguarda 10 cuccioli di cane abbandonati ieri presso il canile comunale di Riccione, ma che nelle ore successive hanno “ritrovato” la loro mamma, grazie agli operatori dell’Unità operativa “Sanità Animale” di Rimini dell’Ausl Romagna (diretta dal dottor Roberto Angelini). Storia che però poteva anche finire male poiché i cuccioli non si sono nutriti finchè gli operatori non hanno avvicinato loro la cagna che subito hanno riconosciuto come madre.

Procedendo con ordine. Nella mattinata di ieri il personale del Canile di Riccione ha ritrovato sulla propria porta un contenitore con i 10 cuccioli nati da pochi giorni. Subito ha attivato il servizio Ausl ed è stato fatto un tentativo per nutrirli, ma i cagnetti hanno rifiutato il cibo. A quell’età infatti gli animali raramente si nutrono se non direttamente dalle mammelle delle proprie madri.

Personale del servizio veterinario, visto il rischio per la vita dei piccoli, ha iniziato con urgenza, in collaborazione con gli operatori del canile, le indagini indirizzandosi verso zone e soggetti già costantemente monitorati e vigilati, in seguito a ripetuti episodi di inosservanza delle norme sulla detenzione di animali d'affezione. Nella tarda mattinata di ieri, a San Giovanni in Marignano, è stata trovata una cagna che vagava a sua volta in stato di abbandono, che a occhio appariva nelle condizioni di aver partorito da poco, e che era priva del microchip di riconoscimento previsto dalla legge. Gli operatori l’hanno recuperata e portata al canile di Riccione: non appena è stata avvicinata ai cuccioli si è posta nella postura per l’allattamento, e i cagnolini si sono attaccati alle mammelle iniziando finalmente a mangiare.

Gli operatori Ausl hanno effettuato un prelievo di sangue dagli animali in modo da accertare in maniera incontrovertibile, grazie ad analisi di laboratorio che però richiederanno qualche giorno, l’effettiva parentela, che però visti i comportamenti è si può dire pressochè certa. Contestualmente la Polizia municipale di San Giovanni in Marignano sta proseguendo le indagini per risalire al proprietario dei cani, per il quale potrebbero ricorrere gli estremi per una denuncia di tipo penale per abbandono di animale.

“Una situazione specifica che si inserisce in un momento particolarmente difficile sul fronte dell’abbandono di cani, che vede l’unità operativa dell’Azienda sanitaria, così come i canili del territorio provinciale e le Amministrazioni comunali, particolarmente in difficoltà per provare a risolvere i problemi continuati ed impellenti” spiega il dottor Angelini.

Plauso all’operazione da parte del sindaco di San Giovanni in Marignano Daniele Morelli: “Un grazie agli operatori dell’unità operativa Sanità animale di Rimini dell’Ausl Romagna e alla nostra Polizia Municipale, una storia a lieto fine, in un momento particolarmente difficile sul fronte dell’abbandono. Abbandonare un animale rappresenta un gesto di inciviltà che spesso può significare la morte dei nostri amici a quattro zampe. Ricordo che l’abbandono di animali è un reato di cui deve rispondere chiunque abbandoni animali domestici. Un animale domestico deve essere considerato un componente della famiglia sempre e per sempre. Aiutiamo insieme a costruire un futuro migliore per i nostri amici a quattro zampe”.

Unione d’intenti per un'efficace lotta al commercio clandestino di cani, ma anche a rendere possibile una successiva adeguata sistemazione agli animali sequestrati in seguito alle attività di Vigilanza ed Ispezione svolta da tutti gli organi deputati al controllo. In un breve lasso di tempo oltre ai continui rinvenimenti di animali bisognosi di cure, per il servizio veterinario si è venuta a creare una situazione di difficile gestione visti i due interventi svolti in collaborazione con i Carabinieri di Rimini che ha portato a porre sotto sequestro 22 cani, un maiale e una tartaruga, e a dover trovare una soluzione per altri 24 cani che sono stati oggetto di rinuncia di proprietà ed abbandono  nel comune di  Montescudo-Montecolombo.

Animali per i quali il personale dell’Unità Operativa “Sanità Animale di Rimini” dell’Ausl ha provveduto ad individuare, con estrema difficoltà per la saturazione dei posti disponibili nei canili provinciali, sistemazioni adeguate, anche in collaborazione con associazioni di volontariato legate alla tutela animale.

In particolare, per quanto attiene ai cani, il servizio veterinario sta partecipando alle indagini relative all’utilizzo che ne veniva fatto. Di essi, 2 sono sottoposti a sequestro di tipo penale per maltrattamenti (il taglio degli orecchi non consentito), degli altri 20, sottoposti a sequestro amministrativo, 4 presentavano certificati di dubbia provenienza, altro ambito su cui si rende necessario un approfondimento d’indagine. Ad accentuare l’attenzione che va dedicata agli animali, il fatto che vi siano alcune femmine probabilmente in stato di gravidanza, e che si tratta di cani predisposti e preparati per il combattimento, il che richiede che siano mantenuti in box separati.

Anche per la tartaruga ed il maiale non era presente la necessaria documentazione e quest’ultimo era tenuto in condizioni non idonee. Sul posto erano, infine, presenti farmaci veterinari senza le necessarie autorizzazioni e certificazioni.

Sull’intera questione, ma anche in vista di nuovi casi analoghi che possano presentarsi, il servizio veterinario ha convocato, presso la sede Ausl di Rimini, una riunione con l’Amministrazione Comunale, i gestori e le direzioni dei canili,  più altri soggetti aventi titolo sul tema dei pets, al fine di individuare sinergie ed una comune linea di intervento mirata a reprimere, ma anche disincentivare con forza, situazioni come quella smantellata pochi giorni fa.

Quando le oncologie del territorio romagnolo chiamano, l’Istituto Oncologico Romagnolo risponde: e il 19 luglio 2018 una delegazione dello IOR è giunta presso l’Ospedale Infermi di Rimini per consegnare alla Breast Unit coordinata dal dottor Lorenzo Menghini il nuovo ecotomografo Aplio 500, una strumentazione all’avanguardia del valore di 56.730 euro che permetterà ai professionisti della Senologia diagnosi sempre più precise e tempestive per le pazienti del territorio colpite da carcinoma alla mammella. Stamane il simbolico taglio del nastro coi vertici di Ior e Ausl, col direttore medico dei presidi sanitari riminesi dottor Romeo Giannei e col personale di reparto.

L’importanza di individuare precocemente una neoplasia è ormai cosa nota in oncologia, come spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi. “Lesioni molto piccole comportano probabilità di guarigione molto più alte e, soprattutto, un percorso terapeutico molto meno invasivo. Solitamente per questo tipo di patologie è sufficiente una quadrantectomia, intervento chirurgico meno radicale della mastectomia, che prevede una successiva ricostruzione con tempi di risoluzione maggiormente dilatati. Inoltre, più piccola la lesione, minore la probabilità di doversi sottoporre a sessioni di chemioterapia post-intervento. Insomma, da una diagnosi precoce ne beneficia non solo l’aspettativa di vita, ma anche la qualità di vita della paziente: un aspetto non certo secondario. L’ecotomografo Aplio 500 donato dall’Istituto Oncologico Romagnolo va quindi ad aggiungere l’eccellenza di una strumentazione di ultima generazione a un servizio, quello offerto dalla Breast Unit di Rimini, già ben strutturato e attestato su alti livelli: una conferma in più di quanto il motto attorno a cui lo IOR ha incentrato tutta la propria attività, “vicino a chi soffre, insieme a chi cura”, sia quanto mai vissuto come un imperativo concreto.”

“Eseguiamo qualcosa come 20 mila ecografie, 1.000 biopsie ecoguidate, 700 agoaspirati l’anno – spiega il dottor Menghini –, diagnosticando circa 400 casi di tumore al seno. Sul territorio a cui ci rivolgiamo vi sono circa 140mila donne dai 25 anni in su che ormai conoscono a menadito il numero del nostro call center dedicato, 0541/707070, da chiamare in caso di approfondimenti diagnostici o consulenze senologiche. Di queste, 65 mila sono in fascia di screening, tra i 45 e i 74 anni. Questi numeri fanno ben capire la mole di lavoro che il nostro servizio produce: d’altronde Rimini è solo il centro principale, ma abbiamo anche due sedi distaccate a Novafeltria e Cattolica; il centro riminese si avvale, inoltre, del prestigioso riconoscimento Eusoma che denota alta qualità delle cure. Per questo motivo la donazione ricevuta dall’Istituto Oncologico Romagnolo è tanto preziosa, impattando su numeri così elevati: il ringraziamento dei professionisti che potranno usufruire del nuovo macchinario è probabilmente ben poca cosa in confronto a quello delle donne del nostro territorio, a cui potremo riscontrare anche lesioni di pochi millimetri e asintomatiche prima che si trasformino in un problema ben più serio”.

Le prestazioni e l’efficacia dell’ecografia quale strumento diagnostico e di prevenzione risiedono certamente nell’abilità dell’operatore e del tecnico che la utilizzano, ma anche nella precisione della macchina utilizzata, e per questo poter disporre di un macchinario al top di gamma rende il servizio ancora più all’avanguardia nella lotta contro la neoplasia mammaria. Occorre tener conto che questa strumentazione non servirà solamente per effettuare esami strumentali, ma permetterà di effettuare biopsie e agoaspirati in ecoguida anche su lesioni di pochi millimetri.

“La collaborazione con la società civile e col mondo associativo e del volontariato per l’offerta di servizi clinici e sanitari sempre all’avanguardia è un orientamento molto seguito da questa Direzione Generale – premette il dottor Marcello Tonini, direttore generale Ausl Romagna -. Lo Ior, per storia e per presenza sul territorio, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la nostra Azienda che, tra l’altro, sta alacremente lavorando con tutti i soggetti interessati, per la costruzione della rete oncologica romagnola, basata su collaborazioni e sinergie nell’ottica di rispondere, nella maniera e con le forme più adatte alle varie circostanze, alle necessità di presa in carico dei cittadini. Dovuti i ringraziamenti allo Ior per questa ulteriore, importante donazione, rispetto alla quale, come nostra consuetudine, ci impegniamo all’utilizzo più efficiente possibile e a rendicontare in merito ai donatori”.

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