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Pagnini Francesco

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L’Ortopedia di Ravenna ancora centro di riferimento, a livello internazionale, per la  chirurgia protesica dell’anca  e del ginocchio. Si sono recentemente svolte le visite di delegazioni di chirurghi ortopedici dell’Uzbekistan e del Giappone, che hanno assistito (e ripreso) interventi chirurgici effettuati nelle sale operatorie del “Santa Maria delle Croci” dal direttore dell’Ortopedia e Traumatologia Alberto Belluati e dalla sua equipe, in collaborazione col personale infermieristico e con l’Anestesia Rianimazione.

La delegazione giapponese, proveniente da Osaka e Kobe, si è trattenuta due giorni e ha assistito a dieci interventi di chirurgia protesica dell’anca  con l’applicazione delle più moderne tecniche chirurgiche  e dell’elevata tecnologia del nuovo  blocco operatorio ravennate, restando particolarmente colpiti dalla qualità clinica.

Risale invece ai giorni precedenti la visita per una full immersion su anca e ginocchio dei chirurghi uzbeki, che già erano stati a Ravenna negli anni scorsi, e a seguito della quale il Direttore della Clinica Universitaria di Ortopedia di Taskhen  (distretto di 7 milioni di abitanti), entusiasta dell’esperienza ha ipotizzato di dar vita ad un “gemellaggio culturale”  con l’ortopedia e con l’anestesia  ravennate e della Romagna.

“E’ sempre una soddisfazione confrontarsi e rappresentare un punto di riferimento per i colleghi stranieri – commenta il dottor Belluati – in particolar per i Giapponesi, colleghi precisi all’estremo, ordinati, puntualissimi, e sempre rispettori e riverenti. Comunque entrambe le delegazioni, pur provenendo  da realtà completamente diverse, hanno apprezzato  la manualità dei chirurghi ravennati  e affermato che ‘copieranno’ l’organizzazione  del percorso ‘Paziente protesizzato’ che consente il ritorno al domicilio già a pochi giorni dall’intervento, che è il miglior tipo di cura per ogni paziente”.

Nuova esperienza dell’Ortopedia ravennate con l’Oriente, pochi giorni fa, con la partecipazione, questa volta, del dottor Belluati al congressi nazionale cinese degli ortopedici: “L’Italia era ‘guest nation’ di questo evento che ha raggruppato più di 35mila persone, ed io ero uno dei 7 italiani invitati a parlare – racconta Belluati -: ho illustrato le esperienze dell’ortopedia ravennate e romagnola”. Mentre nel prossimo dicembre, a Muscat in Oman, verranno presentati i risultati dei primi  mille interventi di  sostituzione protesica del ginocchio effettuati a Ravenna: “La nostra Ortopedia, come le altre della Dipartimento Osteoarticolare della Romagna – conclude Belluati - risulta così un modello organizzativo e chirurgico di riferimento a livello non solo italiano, ma anche internazionale”.

La Casa della Salute di San Pietro in Vincoli è oggi il punto di riferimento più prossimo, per quanto riguarda la sanità, della comunità delle “Ville Riunite”, il vasto territorio sud del Comune di Ravenna, con servizi pubblici ormai consolidati di accoglienza e presa in carico dei bisogni sanitari e sociali della popolazione.
 
Oltre agli ambulatori dei Medici di Medicina Generale, che sono passati in due anni da 3 a 6 consolidando il proprio modello organizzativo, e del Pediatra di Libera Scelta garantendo l’assistenza ad oltre 8.000 assistiti, la Casa della Salute di San Pietro in Vincoli offre il servizio di Continuità Assistenziale, il punto prelievi, l’ambulatorio infermieristico prestazionale-osservazionale, l’assistenza infermieristica domiciliare, il consultorio familiare attivo tre volte a settimana, l’assistenza sociale, lo sportello unico per le prenotazioni, l’ambulatorio infermieristico per la gestione integrata delle cronicità, prezioso esempio di sanità di iniziativa. La presenza al proprio interno dell’Associazione di Volontariato Auser è prova di una stretta collaborazione col mondo del volontariato a garanzia dei processi integrati di presa in carico dei cittadini: a partire da ottobre 2018 l’Auser ha attivato un progetto di accompagnamento, rispondendo efficacemente al bisogno di oltre 90 persone con più di 500 trasporti da e verso la Casa della Salute di San Pietro in Vincoli.
 
Anche più in generale, ad oltre due anni dall’inaugurazione i numeri parlano chiaro: 155 pazienti affetti da Diabete Mellito di tipo 2 sono in carico all’ambulatorio della gestione integrata delle patologie croniche con oltre 582 visite di controllo e assicurato 297 ECG e 271 esami del fondo oculare; 2.037 è stato il numero delle prestazioni erogate dall’inizio del 2019 da parte dell’ambulatorio infermieristico prestazionale-osservazionale; nel 2018 sono stati effettuati 8.394 accessi da parte degli infermieri dell’Assistenza domiciliare per 377 pazienti (46 oncologici), mentre dall’inizio del 2019 sono stati seguiti 341 pazienti (37 oncologici) con 6.691 accessi.
 
La Casa della Salute è stato il luogo di sviluppo di un importante progetto regionale denominato CasaLab, che ha interessato 17 case della salute in tutta la regione. A San Pietro in Vincoli il progetto è stato rivolto ad “intercettare tempestivamente le condizioni di vulnerabilità sanitaria e sociale delle donne in gravidanza, puerperio e neonato nei primi mille giorni di vita”. Grazie al progetto sono emerse situazioni di particolare disagio e indirizzate a un intervento specifico.
 
Nell’ottica di un servizio in movimento e progressiva crescita, a ottobre 2019 è stato attivato il percorso di gestione integrata della broncopneumopatia cronica ostruttiva e il 2020 sarà l’anno dedicato all’implementazione del percorso per i pazienti con scompenso cardiaco. Vi è inoltre l’impegno a consolidare i percorsi di presa in carico della patologia cronica anche attraverso l’introduzione dell’attività specialistica diabetologica, pneumologica e cardiologica.
 
La prossimità e il coinvolgimento attivo della popolazione sono i maggiori punti di forza della Casa della Salute di San Pietro in Vincoli, e il confronto avvenuto all’interno dell’Assemblea Pubblica svolta nella serata di lunedì 11 novembre va nella direzione di favorire il coinvolgimento dei cittadini attraverso un percorso di partecipazione attiva e di orientamento verso la programmazione dei servizi sanitari e sociali in una logica d’integrazione con le Case della Salute di Russi e Cervia e con i Presidi Ospedalieri di Cervia e Ravenna.

Venerdì, 15 Novembre 2019 16:57

"Una piega per lo Ior", a Ravenna, domenica 24

Torna "Una piega per lo Ior", iniziativa mirata a raccogliere fondi da parte dell'Istituto Oncoogico Romagnolo. Domenica 24 novembre, a Ravenna, presso la Sede IAL (via Vulcano 78/80) dalle ore 9.30 alle ore 18.00 servizio shampoo e piega a partire da un’offerta minima di 10 euro, servizio smalto a partire da un’offerta minima di 5 euro, interamente devoluti al Progetto Margherita IOR. Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

E’ stato inaugurato ufficialmente questa mattina, ma è già operativo da alcune settimane, il nuovo acceleratore lineare della Radioterapia di Rimini. Hanno partecipato l’assessore Anna Montini in rappresentanza del Comune di Rimini, il direttore generale  e il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Marcello Tonini e Stefano Busetti, il direttore medico del presidio ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria Gianfranco Cicchetti, il direttore del “Fisica medica ed Ingegneria clinica” dell’Ausl Romagna Stefano Sanniti, il dottor Francesco Perini, già direttore della Radioterapia e il dottor Michele Benedetti.

Come spiegato da Sanniti e dai dottori Perini e Benedetti, il nuovo acceleratore lineare “Linac True Beam”, installato all’“Infermi”, “serve” l’intera provincia, e può sicuramente essere definito come una delle apparecchiature per radioterapia esterna più performanti presenti sul mercato: nasce per erogare trattamenti di altissima precisione e complessità (come radioterapia stereotassica e radioterapia ad intensità modulata) attraverso cui è possibile somministrare alte dosi di radiazioni in sedi anatomiche poste in stretta prossimità di tessuti sani, preservando quest’ultimi.

Le caratteristiche che maggiormente contribuiscono alla precisione del nuovo Linac sono la rapidità di erogazione del trattamento, che avviene in tempi brevissimi, e la possibilità di acquisire precise immagini dell'anatomia del paziente, sia prima che durante la seduta di terapia in maniera tale da poterne, se necessario, correggere la posizione allineando quanto è stato pianificato in fase di progettazione del trattamento con quanto viene sul momento erogato. La correzione della posizione del paziente si ottiene attraverso i movimenti del lettino di terapia robotizzato che può non solo traslare, ma anche ruotare attorno ai tre assi spaziali individuando le soluzioni più ottimali. Questo in futuro potrà consentire anche di seguire il bersaglio tumorale durante i movimenti del ciclo respiratorio per aumentare ulteriormente la precisione delle cure.

I trattamenti che elettivamente troveranno spazio sulla nuova apparecchiatura saranno:

  • stereotassici per il tumore prostatico e polmonare nonché, in una seconda fase, anche su altri distretti corporei, ad esempio epatico e pancreatico;
  • ad intensità modulata per i distretti corporei più complicati (ad esempio tumori del distretto otorinolaringoiatrico).

L’apparecchiatura è comunque caratterizzata da una versatilità tale da poter essere utilizzata anche per trattamenti più routinari.

Il nuovo acceleratore è perfettamente integrato nell’infrastruttura software del servizio e nella rete informatica interna, con sistema per l’elaborazione dei piani di trattamento, sistema per la definizione dei volumi bersaglio e degli organi a rischio. Per “accoglierlo” sono stati necessari lavori alla struttura (adeguamento pavimenti, isolamento di alcune pareti), per oltre 150mila euro, mentre la spesa complessiva per l’apparecchiatura è di oltre 2.500.000 euro.

Annualmente la Radioterapia di Rimini tratta, con radioterapia esterna, con i due acceleratori presenti all’“Infermi”, dai 650 ai 750 pazienti/anno; nel 2018 le sedute di radioterapia esterna sono state indicativamente 13.500 per un totale di circa 750 pazienti.

Presso l’unità operativa lavorano quattro medici, 12 unità di personale tecnico, 5 fisici, una infermiera ed una unità di personale amministrativo.

L’assessore Montini ha evidenziato l’importanza, per la cittadinanza del Riminese e non solo, di apparecchiature di alto livello come quella inaugurata oggi, e ha ricordato “i recenti finanziamenti regionali in virtù dei quali è stato possibile completare il Dea di Rimini e sarà possibile realizzare la Casa della Salute”.

Ancora un gesto di vicinanza e stima, da parte della società civile, all'Ospedale "Ceccarini" di Riccione, in particolare ad un servizio, quello del "Pronto soccorso - Medicina d'urgenza". La Cooperativa Bagnini di Riccione e l'Associazione "Asd Riccione Chapter", costituita da appassionati di Harley Davidson, hanno infatti donato alla struttura due otoscopi a luce alogena, due saturimetri e tre carrelli per emergenze. Apparecchiatue che renderanno ancora più accogliente la struttura e più efficace l'azione di medici ed infermieri a favore dei pazienti.

Per ringraziare i donatori si è svolta, ieri sera, una sobria cerimonia cui hanno partecipato, tra gli altri, i vertici della coop e dell'associazione, il vicesindaco del Comune di Riccione Laura Galli, il direttore del reparto dottor Mauro Fallani ed il direttore medico del Presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica dottoressa Bianca Caruso.

L'I.E.O. di Milano, il Policlinico "Gemelli" di Roma, l'Ospedale "Santa Maria delle Croci" di Ravenna: sono le tre strutture italiane selezionate da un importante provider di formazione clinica, per svolgere "Medical Education Programme in Lung Cancer", un corso dedicato a medici chirurghi specializzati in Oncologia e Malattie dell'apparato respiratorio, che sono arrivati a Ravenna da tutta Italia, e accreditato presso la Commissione nazionale per la formazione continua in medicina del Ministero della Salute con tipologia "Formazione sul campo".

"La scelta - spiega il dottor Federico Cappuzzo,  direttore del Dipartimento oncoematologico dell'Ausl Romagna e direttore dell'unità operativa di Oncoliogia dell'Ospedale di Ravenna, nonchè responsabile scientifico del corso - è maturata poichè l'ospedale di Ravenna si caratterizza come centro d'eccellenza per il trattamento del carcinoma al polmone, per l'alta qualità del percorso e della multidisciplinarietà".

Nel corso della formazione, che si è svolta ieri e l’altro ieri, ci sono state relazioni di vari medici e operatori dell'Ausl Romagna. Un bel riconoscimento dunque per la qualità delle cure raggiunte in Romagna e, in questo, caso, in particolare a Ravenna.

In merito ai problemi tecnici che hanno impedito l’attività presso la sede amministrativa dell’Ausl di via Circonvallazione, in particolare per gli sportelli Cup, Cassa, Scelta e revoca medico e altri, si comunica che la linea dati è stata ripristinata e che, quindi, DA QUESTA MATTINA, i servizi che erano stati sospesi sono ripresi. L'Azienda torna a scusarsi per il disagio, sebbene in alcun modo ad essa imputabile.

Della serie, l’esempio vale più di mille “prediche”. E così due autorevoli rappresentanti del mondo dei medici hanno deciso di farsi riprendere mentre effettuavano il vaccino contro l’influenza stagionale. Il dottor Mauro Marabini, direttore del Dipartimento di Cure primarie dell’ambito territoriale di Ravenna dell’Ausl Romagna, e il dotto Stefano Falcinelli, medico di famiglia e presidente dell’Ordine dei medici di Ravenna, hanno effettuato pochi giorni fa la vaccinazione nello studio di un collega di quest’ultimo, il dottor Sandro Vasina, che ha proceduto con le due iniezioni nella spalla (nella foto il dottor Falcinelli).

“Da sempre siamo convinti dell’importanza della vaccinazione contro l’influenza stagionale – commenta il dottor Falcinelli – e la raccomandiamo ai nostri assistiti. Ma anche noi provvediamo ad effettuarla, consci del suo valore clinico, contro le complicanze della patologia, e sociale: nel momento del picco influenzale non possiamo rischiare di ammalarci anche noi, lasciando senza assistenza i nostri pazienti”.

Va a questo proposito ricordato che la vaccinazione è offerta alle persone con più di 65 anni, ma anche, indipendentemente dall’età, a tutti i cittadini che sono portatori di particolari patologie o che svolgono mansioni di importanza e rilievo sociale pubblico, il cui ruolo è importante, soprattutto, nel periodo del picco influenzale: si tratta, in particolare degli operatori e professionisti del sistema sanitario nazionale (medici, infermieri, oss…) delle strutture sia pubbliche sia private sanitarie, ma anche di assistenza sociale. Importante anche la vaccinazione per le forze dell’ordine, vigili del fuoco e tutti coloro che sono addetti a servizi di interesse collettivo. Da non dimenticare il personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti).

E si rivolge in particolare ai suoi colleghi medici, il dottor Marabini: “Per noi professionisti della sanità è importante essere pronti anche nei momenti più difficili, e anche dare l’esempio al resto della cittadinanza. Per questo io ho fatto il vaccino, e invito a farlo tutti i miei colleghi e, più in generale, tutti gli operatori della sanità”. E se lo dicono (e lo fanno) loro…

Si informa la cittadinanza che, a causa del tranciamento di un cavo dati telefonico verificatosi durante lavori sulla sede stradale, non effettuati dall'Azienda, la sede Ausl di via Circonvallazione non è stata, nella giornata di oggi (martedì 12 novembre) nelle condizioni di effettuare le funzioni di sportello.

Purtroppo il gestore del servizio di trasmissione dati telefonica ha informato che non sarà in grado di risolvere il problema prima di domani sera. Anche nella giornata di domani (mercoledì 13 novembre), i servizi Cup, Cassa, scelta revoca medica e le altre pratiche amministrative, non potranno essere erogati. Si rinnova dunque l’invito all'utenza a recarsi presso gli altri sportelli Cup del territorio (l’elenco è consultabile su questo sito a, a questo link , o agli altri servizi alternativi.

L'Azienda continuerà a restare in contatto con la ditta esecutrice dei lavori e con il gestore del servizio di trasmissione dati per monitorare la situazione e comunicherà tempestivamente l'evolversi del caso. L'Azienda, infine, si scusa per il disagio, sebbene in alcun modo ad essa imputabile.

L'associazione "Europa Uomo", l'unità operativa di Urologia dell’Ospedale Infermi di Rimini, AUSER e SPI-CGLI Rimini, con il patrocinio dell’AUSL Romagna, nell’ambito del "Novembre Azzurro - Campagna di informazione sul tumore della prostata", propongono due iniziative: una conferenza pubblica col dottor Francesco Montanari, direttore dell'unità operativa, e visite grauite.

La conferenza, dal titolo dal titolo "Il tumore della prostata, l'importanza della prevenzione", si svolgerà martedì 12 novembre alle ore 15.00 presso la sala Agorà - via Caduti di Marzabotto, 30 - Rimini. Con un’incidenza a livello provinciale di 130,6 nuovi casi/anno ogni centomila residenti maschi, il tumore della prostata costituisce la più diffusa patologia neoplastica nell’uomo, ed è in costante aumento. Grazie alla diagnosi precoce crescono le possibilità di cura e di trattamento radicale: perciò è importante parlarne e sensibilizzare la popolazione maschile ad eseguire periodici controlli preventivi anche in assenza di sintomatologia. La conferenza avrà lo scopo di presentare gli aspetti positivi di una prevenzione mirata e i vantaggi che si possono avere da essa. Il Montanari, al termine della conferenza, sarà a disposizione per gli interventi del pubblico. L’ingresso alla conferenza è libero e aperto alla cittadinanza.

Le visite gratuite saranno a cura dei medici urologi dell’Ospedale di Rimini, dedicate agli uomini di età superiore ai 50 anni per la prevenzione del tumore alla prostata. Si svolgeranno sabato 23 novembre dalle ore 8.30 alle 14.30, negli ambulatori  della Urologia dell’Ospedale di Rimini (scala B, secondo piano). La PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA delle visite si potrà effettuare durante la conferenza del 12 novembre o tramite la mail latitudini@libero.it oppure telefonicamente al recapito 333 9991597 dal 13 novembre (dalle 9.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì). Per informazioni rivolgersi al sig. Roberto Tilio, delegato di Europa Uomo di Rimini telefono: 348 7431106 – mail: roberto.tilio@libero.it .

In allegato la locandina degli eventi.

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