Ultime notizie
Pagnini Francesco

Pagnini Francesco

Un lungo servizio all'interno della trasmissione Rai "I Fatti Vostri", è andato in onda giovedì scorso, 18 aprile, sul caso di Maria Maione, la donna che a seguito di un incidente lavorativo aveva perso entrambe le braccia, e che è stata operata all'Ospedale di "Faenza" per darle la possibilità di utilizzare protesi innovative, realizzate presso il centro protesi di Budrio dell'Inail, e grazie alle quali ha recuperato enormi margini di autonomia.

L'intervento era stato già presentato dall'Inail, nei giorni scorsi. Il trattamento innovativo, mai tentato prima, è stato illustrato dall’ingegnere Andrea Giovanni Cutti del Centro Protesi Inail, e dai chirurghi dell’Ausl della Romagna Guido Staffa e Maurizio Fontana, che operano presso l'Ospedale "Per gli Infermi" di Faenza.

La storia, comunque riportata nel servizio de "I Fatti Vostri" (una lunga intervista con la signora Maione, l'ingegner Cutti e il dottor Fontana della durata di 14 minuti, dal minuto 34 al minuto 48).

Nel 2015 avvenne il primo trattamento protesico, secondo tecniche tradizionali, che però non fu facile da gestire. ”Il percorso nuovo è costituito da due interventi chirurgici più l’applicazione di due protesi costruite apposta per Maria per riuscire a darle l’autonomia di cui aveva bisogno – ha spiegato Andrea Giovanni Cutti responsabile ricerca applicata del Centro Protesi Inail – Tutto è nato ed è stato gestito dal centro protesi dell’Inail in collaborazione con Ausl Romagna e i nostri fornitori esterni”.

Il primo intervento chiamato Tmr (targeted muscle reinnervation) è consistito nel collegare i nervi che controllavano il braccio ai muscoli della spalla che, dopo l’amputazione, non venivano più utilizzati. In questo modo, la donna, pensando ai movimenti della mano, del polso e del gomito avrebbe potuto controllare, in modo intuitivo, le articolazioni artificiali della protesi sia per il braccio destro che per il sinistro. Questo intervento è stato realizzato nel 2017 nell’ospedale civico di Faenza, e ha riguardato entrambi gli arti ed eseguito dal dottore Guido Staffa dell’Ausl della Romagna con la collaborazione del collega Oskan Aszmann dell’Università Medica di Vienna. Il secondo è un intervento di ortopedia denominato ‘osteointegrazione’ effettuato sulla parte sinistra e, come avviene con gli impianti dentari, è consistito nell’inserire un perno direttamente nell’osso, con una parte che fuoriesce dalla pelle a cui collegare la protesi mioelettrica quando la si indossa. Una protesi non invasiva che consente la mobilità della spalla.

Servizi di continuità assistenziale (meglio nota come guardia medica) potenziati in occasione delle festività pasquali e successive (25 aprile e primo maggio).

Nelle giornate di oggi, sabato 20, e domenica 21, lunedì 22 aprile (dal Sabato Santo al Lunedì dell’Angelo), e di mercoledì 24, giovedì 25, sabato 27, domenica 28, martedì 30 aprile e mercoledì primo maggio, un medico in più sarà operativo, con l’apertura di un secondo ambulatorio sia al mattino che al pomeriggio (orario 8 – 20), presso la sede di Ravenna.

Nelle giornate di oggi, sabato 20, e domenica 21 e lunedì 22 aprile gli ambulatori di Faenza (presso Casa Salute “Faenza Centro Nord” – via delle Costituzione, 28) e Lugo (Ospedale, ingresso viale Masi), saranno operativi oltre che dalle 14:30 alle 18:30, anche al mattino dalle 9 alle ore 13.

Servizi di continuità assistenziale (meglio nota come guardia medica) potenziati in occasione delle festività pasquali e successive (25 aprile e primo maggio).

Per tutta la durata delle festività, nelle giornate festive e prefestive, da oggi, sabato 20 aprile a martedì primo maggio, gli ambulatori di Rimini e Riccione saranno dotati di un medico in più per andare incontro alle esigenze di utenti e di coloro che saranno in provincia. Sarà al valorizzato anche il servizio domiciliare.

Gli ambulatori di Rimini e Riccione si trovano rispettivamente in via Circonvallazione Occidentale 57 a Rimini (aperto al pubblico dalle ore 9 alle 19 per i festivi e prefestivi) e in via Frosinone (ore 14 – 19) a Riccione.

Il numero della centrale operativa della Continuità assistenziale è lo 0541.787461.

"Il tumore alla prostata:diagnosi precoce e possibilità di cura". E' il titolo di una conferenza pubblica sul tema, organizzata dalla delegazione riminese dell'associazione "Europa Uomo Italia Onlus", in collaborazione con gli specialisti urologi dell'Ospedale di Rimini e dell'Ausl Romagna, per giovedì 2 maggio alle ore 20,30, presso la sede Cgil di via Caduti di Marzabotto, 30 (sala Agorà).
Con un’incidenza a livello provinciale di 130,6 nuovi casi/anno ogni centomila residenti maschi, il tumore della prostata costituisce la più diffusa patologia neoplastica nell’uomo, ed è in costante aumento. Grazie alla diagnosi precoce crescono però le possibilità di cura e di trattamento radicale: perciò è importante parlarne e sensibilizzare la popolazione maschile ad eseguire periodici controlli preventivi anche in assenza di sintomatologia. Di questo si parlerà nella Conferenza pubblica di Europa Uomo che è un'associazione di cittadini italiani impegnati nell’informazione e nel supporto sulle patologie prostatiche, in collaborazione con AUSER e SPI-CGIL e con il patrocinio dell’Ausl. Il programma, dopo la presentazione di Europa Uomo, prevede gli interventi del dottor Francesco Montanari, Direttore dell'unità operativa di Urologia dell’Ospedale Infermi di Rimini e dei suoi collaboratori dottori Luca Ronci e Tommaso Forlani che affronteranno a tutto campo gli aspetti medico-scientifici di questa patologia sempre più diffusa. Al termine seguirà un dibattito con il pubblico. L’ingresso alla conferenza è libero e aperto alla cittadinanza. Per informazioni è possibile rivolgersi al signor Roberto Tilio, delegato di Europa Uomo di Rimini tel: 348 7431106 – mail: roberto.tilio@libero.it . Ulteriori dettagli nella allegata locandina.

Neanche 24 ore dopo la donazione della risonanza magnetica da parte di RivieraBanca all’Ospedale di Rimini, un altro gesto di vicinanza alla sanità riminese da parte della società civile. Si è svolta infatti stamane una sobria cerimonia di ringraziamento da parte dell’Ausl alla ditta Trevi di Rimini che tramite l’Ail di Rimini ha donato all’Ospedale sei televisori già installati ed operativi negli spazi del day hospital oncoematologico, sempre dell’Ospedale di Rimini.

Erano presenti il signor Egidio Aguti (presidente Trevi), Eduardo Pinto (presidente Ail di Rimini), Romeo Giannei (direttore medico dei presidi ospedalieri del riminese), Patrizia Tozi (Direttore dell’Ematologia) e Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia di Rimini).

Presso il day hospital vengono effettuate, ogni anno, oltre 16mila prestazioni, l’installazione di televisori nelle sale d’aspetto e nelle stanze in cui vengono effettuate le terapie, rappresenta dunque un gesto importante in un’ottica di umanizzazione delle cure e della presa in carico, come ha sottolineato il dottor Giannei: “Rendere per quanto possibile, più serena la permanenza nei nostri servizi è un obiettivo che ci poniamo – ha detto – e per questo ringraziamo Trevi e Ail per l’importante collaborazione”. Concetti rimarcati anche dalla dottoressa Tosi e dal dottor Tassinari.

Il presidente Pinto ha a sua volta evidenziato come “al di là del valore economico di questa donazione (all’incirca 1.350 euro), quel che più conta è che le attese e le cure dei pazienti e loro accompagnatori, che talvolta si prolungano anche per qualche ora, possano trascorrere in un clima migliore. Vogliamo ringraziare la Trevi nella persone del signor Aguti, al quale consegnamo una medaglia dei 50 anni dell’Ail, che ricorrono quest’anno, con la speranza che la nostra collaborazione non si fermi qui”. Un auspicio rispetto al quale il signor Aguti non si è buttato via: “Siamo felici, quando ce ne sono le possibilità, di contribuire al benessere della nostra comunità, e laddove in futuro se ne ripresentasse l’opportunità, nell’ambito di quanto per noi possibile non ci tireremo indietro”.

Si informa la cittadinanza che a seguito dei lavori in corso presso l’Ospedale “Umberto I” di Lugo, e in particolare in relazione all'intervento di adeguamento dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, nella giornata di giovedì 18 aprile (DOPODOMANI), il centralino del presidio ospedaliero, recapito 0545.314111, non sarà raggiungibile dall’esterno per un’ora, e precisamente dalle 6 alle 7 del mattino. In quel lasso di tempo potrà essere comunque utilizzato il numero alternativo 0545.214450. Resta invariata la modalità di chiamata per emergenza al 118.

Si è svolta questa mattina, alla presenza delle Autorità Istituzionali e del Vescovo di Rimini Monsignor Francesco Lambiasi, la cerimonia di inaugurazione della nuova risonanza magnetica donata da RivieraBanca all’Ausl Romagna (Ospedale di Rimini), che rappresenta ancora un gesto di vicinanza e fiducia, da parte della società civile, nei confronti dell’Ausl Romagna.

Come noto si tratta di un’apparecchiatura del valore di circa un milione di euro, assolutamente all’avanguardia: una risonanza magnetica “ad alto campo” di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo in un unico momento, configurata nella maniera più completa per quanto riguarda le possibili dotazioni disponibili hardware e software. Sistema tecnologicamente avanzato, è particolarmente curato anche il comfort del paziente, come dimostrano la forma compatta e le ampie dimensioni del magnete, atti a ridurre sensibilmente gli eventuali fenomeni di claustrofobia ed ansia. Una serie di brevetti e soluzioni innovative lo pongono ai vertici della categoria, in particolare fra questi spiccano il sistema di posizionamento delle bobine, la qualità della catena delle radiofrequenze, le sequenze ed i protocolli di esame avanzati, che garantiscono elevate performance nello studio dei pazienti oltre che per le applicazioni di tipo generale, anche e soprattutto per quelli specialistici, con particolare riferimento ai settori del Cardiovascolare, della Neuroradiologia e della Urologia.

Il sistema lavorerà 7 giorni su 7 per almeno due turni al giorno (12 ore) per un numero di esami annui superiore a seimila.L’attività è rivolta sia a pazienti interni (ricoverati) sia a pazienti esterni che ne costituiscono il maggior numero. Uno strumento dunque di riferimento per tutte le discipline specialistiche della provincia di Rimini facendo fronte alle richieste cliniche che provengono da discipline per le quali la risonanza magnetica offre oggi nuove possibilità diagnostiche, quali ad esempio:

  • Cardiologia;
  • Urologia (esame multiparametrico della Prostata);
  • Neuroradiologia;
  • Chirurgia Vascolare.

Questa donazione è stata inquadrata in un piano di adeguamenti strutturali che ha portato a ridefinire alcune aree dell’Ospedale “Infermi”: in particolare gli spazi un tempo occupati dal Laboratorio Analisi sono stati ripensati per diventare un polo dedicato alla diagnostica di Risonanza Magnetica e Tac.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa dell’istituto di credito che, ancora una volta, dimostra grande attenzione e generosità nei confronti della comunità, come testimoniato anche dalle numerosissime donazioni effettuate negli ultimi quindici anni, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, un apparecchio per risonanza magnetica all’Ospedale di Cattolica, il sistema di elettrofisiologia per l’Ospedale di Rimini, numerose apparecchiature di minori dimensioni, ma anche varie iniziative di formazione ed innovazione per gli operatori sanitari. Il tutto spiegato dall’ingegner Roberto Camillini (Direttore Innovazione e Valutazione della Tecnologia dell’Ausl Romagna) e dal dottor Enrico Cavagna (Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’Ausl).

Il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, oltre ai ringraziamenti all’Istituto di Credito ha evidenziato come è sempre stato, è e sarà massimo, l’impegno per mettere a frutto le opportunità come quella rappresentata da questa donazione e per perseguire risultati per la salute dei cittadini: “Attualmente – ha detto – fatto cento il numero di ricoveri di cittadini romagnoli, 90 di questi avvengono in strutture pubbliche e private del territorio romagnolo. Una delle percentuali più alte in regione. Ma ci impegneremo per fare ancora meglio”.

“Sono innumerevoli – afferma il Presidente di RivieraBanca Fausto Caldari - i nostri interventi relativi alla sanità pubblica ed hanno riguardato collaborazioni con gli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica con donazioni importanti quali: una suite di angiografi, una Tac, una Risonanza magnetica, diversi video-laringoscopi, un mammografo, ecografi, e defibrillatori. Una banca come la nostra, è chiamata al sostegno della sanità, perché convinta che la buona condizione fisica della popolazione in cui opera, costituisce anche la propria ricchezza. La conferenza di oggi, riguarda la donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione in grado di svolgere esami sull’intero corpo, in un unico momento. Il sistema, il cui valore è di 1 milione di euro, è tecnologicamente molto avanzato, e garantisce elevate performance nello studio dei pazienti, sia per le applicazioni di tipo generale, sia per quelle specialistiche. In queste situazioni mi sento fiero di rappresentare i nostri soci che con noi condividono queste iniziative; che con noi si assumono la responsabilità di un diverso modo di operare, teso allo sviluppo di questo territorio”.

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha evidenziato l’importanza, nell’ottica della salvaguardia del Sistema Sanitario Nazionale, della collaborazione virtuosa tra pubblico e privato e della prevenzione attraverso corretti stili di vita e progetti per incentivarli. “La crazione dell’Ausl Romagna va nella direzione di dare risposte di salute importanti e di salvaguardia della sanità pubblica – ha poi aggiunto - ma dobbiamo fare un ulteriore passo avanti per costruire progetti, basati sulle vocazioni dei territori, e superando i campanilismi, in un rapporto di collaborazione con l’Università”.

Ha concluso le relazioni istituzionali il presidente della Regione Stefano Bonaccini: nel ringraziare RivieraBanca per il sostegno alla sanità pubblica in un’ottica di modernizzazione e innovazione, “e affiancandosi al lavoro quotidiano dei professionisti e al rapporto umano coi pazienti, anch’esso fondamentale”, il presidente ha evidenziato come le politiche della Regione siano centrate sul potenziamento della rete ospedaliera emiliano romagnola, così come sull’implementazione delle cure territoriali e della prossimità al cittadino, ad esempio attraverso le Case della Salute (oltre cento quelle già attive, una ventina i progetti per realizzarne di nuove, in tutta la regione). Evidenziando come l’aspettativa di vita in Emilia Romagna sia molto elevata (“81 anni per gli uomini e 84 per le donne, siamo secondi solo al Giappone”), il presidente ha inoltre sottolineato le politiche di razionalizzazione della spesa grazie alle quali è stato, ad esempio, eliminato, per gli emiliano romagnoli, il cosiddetto superticket, ma anche le politiche espansive e del lavoro che hanno portato negli ultimi tre anni ad assumere migliaia di medici e operatori della sanità, con contratto a tempo indeterminato, e a contrastare il precariato. Grande impegno e grandi investimenti anche nel settore dell’innovazione e comunicazione, con la copertura dell’intero territorio regionale con la banda larga e l’acquisto di un potente elaboratore per analizzare e rendere disponibili i big data a cittadini e imprese.

Era presente anche l’assessora regionale a Bilancio, Riordino istituzionale, Rirorse umane e Pari opportunità Emma Petitti, che rispondendo a domande ha commentato: “La sanità dell’Emilia Romagna si conferma un’eccellenza a livello nazionale. Lo sforzo degli enti pubblici a partire dalla Regione, è importante. Ma dobbiamo ringraziare anche l’iniziativa dei privati, come la donazione di una risonanza magnetica nucleare da parte di RivieraBanca, perché contribuisce a qualificare ancora di più il livello dei nostri servizi. Per quanto riguarda l’impegno della Regione per la sanità, che rappresenta la voce più consistente del bilancio regionale, voglio solo brevemente ricordare alcune delle principali politiche messe in atto di recente: abolizione superticket, stabilizzazione del personale ospedaliero da Piacenza a Rimini riducendo il precariato e spending review su acquisti consentendo un risparmio di 175 milioni nel solo 2018”.

Le benedizione dall’apparecchiatura è stata impartita dal Vescovo Lambiasi.

Aveva girato vari centri oculistici europei e le avevano detto che, nel suo caso particolare, per il suo distacco di retina non si poteva intervenire. Operata all’Ospedale “Santa Maria delle Croci”, sta avendo un buon decorso e la prognosi sarà verosimilmente positiva.

Si tratta di una giovane donna di 39 anni, bulgara, affetta da una grave e rara forma di distacco di retina complicato e oltretutto portatrice di una cheratoprotesi permanente (impiantata per una pregressa grave patologia corneale), nell’unico occhio vedente. Tale patologia è una complicanza devastante dal punto di vista visivo per questi pazienti, sia per la gravità del problema in sé, sia per la difficoltà a procedere chirurgicamente. In tali pazienti infatti, a causa di patologie infiammatorie o traumatiche, viene impiantata una lente che sostituisce la cornea malata, che viene ricoperta da mucosa buccale o cartilagine autologa, per evitare il rigetto. Ciò permette spesso un buon recupero visivo ma, essendo il diametro della protesi di circa 3 millimetri, si riduce notevolmente la possibilità di poter controllare ed intervenire sul segmento posteriore dell’occhio (la retina) quando, come in questo caso, ciò si rende necessario. A causa di questa difficoltà pre e intra-operatoria, la paziente era stata già visitata in precedenza in Grecia, Spagna e Inghilterra (presso un prestigioso Ospedale Oftalmico londinese) dove era stata giudicata inoperabile.

Dopo questi consulti è stata inviati dai colleghi oculisti di Sofia per un ultimo consulto al dottor Paolo Rossini, referente della chirurgia vitreo-retinica del reparto di Oculistica ravennate, diretto dal dottor Domenico D’Eliseo. Giunta a Ravenna, la paziente è stata visitata e quindi sottoposta dal dottor Rossini ad un delicato e complesso intervento di vitrectomia, durato circa 4 ore. L’intervento, come di routine per gli interventi sulla retina effettuati a Ravenna, è  stato eseguito con tecnica mini-invasiva e ha permesso di riattaccare la retina, eseguire il trattamento laser per “saldarla” e mantenerla aderente mediante l’utilizzo di olio di silicone. L’indomani, dopo aver avuto conferma dai medici di un decorso post-operatorio regolare, la paziente è stata dimessa ed è potuta rientrare in Bulgaria. Nei giorni scorsi la conferma che il decorso post – operatorio sta andando bene.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa dai medici D’Eliseo e Rossini. Un analogo interventi di chirurgia super-specialistica (il paziente, con analoga problematica, proveniva dal Piemonte), è stato operato sempre dal dottor Rossini nel 2015). E tutto ciò è reso possibile grazie al continuo e alto livello di aggiornamento scientifico e tecnologico che l’AUSL Romagna consente di mantenere ai medici del reparto, confermando l’Oculistica di Ravenna un Centro di riferimento per le patologie vitreo-retiniche e della cornea.

Ma come stanno di salute i romagnoli? Elementi significativi in tal senso sono contenuti nel nuovo "Profilo di Salute della Romagna", elaborato dalla unità operativa di "Epidemiologia e comunicazione" del Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl Romagna, pubblicato su questo sito e inviato alle Istituzioni romagnole. La pubblicazione, raccoglie e analizza importanti dati e informazioni, per fornire indicazioni sulle condizioni presenti nel contesto sociale e ambientale, sui comportamenti e stili di vita e sui principali indicatori di salute e malattia che sono presenti nella popolazione.

Descrivere la salute di una popolazione è un compito difficile in quanto può essere definita e osservata in modo diverso in base alle differenti culture, valori, età, stato di salute. L'Azienda ha impostato questo profilo basandosi su una definizione che la consideri come lo stato di benessere fisico, psicologico e sociale prodotto dall’azione di diversi fattori - individuali, socio economici e ambientali -: i cosiddetti determinanti di salute. Su questi fattori, che sono solo in minima parte sotto il controllo del Servizio Sanitario, possono agire diversi settori della società per migliorare il benessere e la qualità della vita. Ad esempio buone pratiche, descritte all'interno del Profilo, legate a sani e corretti stili di vita. Il tutto perseguendo i valori e obiettivi di perseguimento e mantenimento della salute, previsti anche nella Costituzione.

A seguito di procedura selettiva il dottor Francesco Cristini è stato nominato direttore dell’Unità operativa “Malattie infettive” di Rimini e Forlì/Cesena dell’Ausl Romagna. Sostituisce il dottor Massimo Arlotti che è andato in pensione. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione con la partecipazione del dotto Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna.


Il nuovo primario.

Il dottor Cristini si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Brescia nel 1999 con una dissertazione sulla valutazione delle infezioni ospedaliere nei pazienti Hiv positivi. Si è dunque specializzato in Malattie infettive presso il medesimo ateneo nel 2003 con tesi inerente tematiche di antibioticoterapia.
Durante il periodo di frequenza, in qualità di medico in formazione specialistica presso la Clinica di Malattie Infettive di Brescia, nel 1999 ha ottenuto una borsa di studio dall’Istituto Superiore di Sanità e nel 2002 ha effettuato uno stage presso il Dipartimento di Biotecnologie cellulari ed Ematologia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 2004 al 2010 il professionista ha lavorato presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine ed insegnato presso la locale università. Nell’ultimo anno di lavoro ad Udine è stato principal investigator di tre importanti studi e protocolli clinici. Ha quindi lavorato al Policlinico “Sant’Orsola – Malpighi” di Bologna, fino alla nomina in Ausl Romagna. Nell’ambito dell’incarico a Bologna ha operato presso la Clinica di Malattie Infettive svolgendo anche attività di tutoraggio e docenza, e dal 2014 è stato responsabile del programma aziendale sulla “gestione delle complicanze infettive nel paziente sottoposto a trapianto e stewardship antimicrobica”, e dal 2017 è stato nominato responsabile del programma interaziendale “Percorso del paziente con patologia infettiva ad elevata complessità ed a gestione multidisciplinare”.

Sin dall’inizio della attività lavorativa in Romagna è stato nominato Professore a contratto di Malattie Infettive presso il Campus di Rimini per i corsi di Laurea in Infermieristica e Assistenza Sanitaria. A partire dal 2003 è stato relatore in più di trecento eventi scientifici e coautore di 52 pubblicazioni scientifiche.

Il reparto di Rimini.

L’unità operativa di “Malattie infettive” di Rimini a seguito dell’approvazione delle Linee d’indirizzo per il riordino ospedaliero dell’Ausl Romagna, come ribadito durante al conferenza stampa dal dottor Busetti - comprende anche il reparto di degenza di Forlì, ed il presidio ambulatoriale presso l’Ospedale di Cesena. Conta 20 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day hospital. Complessivamente i medici della unità operativa complessa sono 20 di cui 11 in servizio a Rimini; 25 gli infermieri (tra cui la coordinatrice) e 2 oss. Le principali patologie affrontate in regime di ricovero ordinario sono le infezioni dell’apparato respiratorio, delle vie urinarie, le infezioni sistemiche, le infezioni osteoarticolari e le patologie da HIV. Oltre novecento i ricoveri effettuati in degenza ordinaria a Rimini nel 2018, cui si aggiungono oltre sedicimila visite e prestazioni/consulenze per interni ed esterni (1.800 sono le consulenze per il pronto soccorso). Tutti i pazienti affetti da patologie infettive croniche o da patologie di particolare rilievo sociale vengono invece generalmente seguiti in regime di day service, garantendo loro accesso rapido, approccio proattivo sulle patologie correlate e le complicanze, continuità di cura molto forte.

 

Il reparto di Forlì e il presidio ambulatoriale di Cesena.

Il reparto di degenza ordinaria dell’Ospedale “Morgagni – Pierantoni” di Forlì ha una dotazione di 15 posti letto di degenza ordinaria e 2 di day-hospital, coi quali vengono soddisfatte anche le esigenze di ricovero dell’ambito territoriale di Cesena. Vi operano 9 medici, 19 infermieri (compree una coordinatrice per Forlì ed una per Cesena) e 2 oss. Sempre nel 2018 a Forlì/Cesena i ricoveri sono stati oltre 400 e le visite e prestazioni/consulenze quasi novemila. Nel corso della conferenza stampa è emerso come, presso l’Ospedale di Forlì, siano stati recentemente assunti in pianta stabile 5 giovani medici e che vi sia in previsione la creazione di una struttura semplice.

Le principali, ma non esclusive, attività dell'Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, sono le seguenti:

  • diagnosi, prevenzione e cura delle problematiche collegate all'infezione da HIV. E’ attualmente in via di definizione una Struttura Semplice Dipartimentale dedicata. Tale impegno si svolge essenzialmente all’interno dei presidi Ospedalieri di Forlì Cesena e Rimini, collaborando anche con Gli Istituti Penitenziari del territorio e con il Centro Medico di San Patrignano;
  • attività di consulenza intra-aziendale nelle tre sedi di Forlì Cesena e Rimini, con particolare attenzione verso la complessità infettivologica in ambito chirurgico ed intensivistico e dei pazienti immunodepressi. Settimanalmente l’equipe medica effettua anche attività di consulenza presso l’Ospedale di Riccione;
  • presso il Centro Regionale della Fibrosi Cistica di Cesena viene svolta attività ambulatoriale continuativa sul paziente adulto;
  • governo clinico delle epatopatie virali acute e croniche ed esecuzione di Fibroscan;
  • presso il presidio di Rimini attivo un Ambulatorio di infezioni sessualmente trasmesse (IST);
  • gestione della complessità clinica in ambito infettivologico di comunità e/o correlata alla assistenza, sia in regime di ospedalizzazione che ambulatoriale;
  • gestione del rischio infettivo correlato all’emporiatria, comprendente sia le patologie dei migranti, sia quelle del viaggiatore di ritorno dai tropici;
  • collaborazione con gli uffici competenti delle Direzioni Mediche di Presidio in merito alla gestione delle emergenze epidemiologiche nella comunità ed in ospedale;
  • responsabilità del programma aziendale sul rischio infettivo e stewardship antibiotica (SPIAR) a carico di un infettivologo del presidio di Rimini, che opera in sinergia con gli organismi di direzione nei diversi presidi della Azienda USL della Romagna.

A corredo di tutto ciò, nel corso della conferenza stampa il dottor Cristini ha evidenziato come “negli anni scorsi i pazienti con Hiv o Aids rappresentavano la maggior parte dei nostri ricoveri. Ora invece, grazie alle terapie, la loro presa in carico è per lo più ambulatoriale e non hanno bisogno di essere ricoverati. Anche perché la loro aspettativa di vita si è assai modificata nel corso degli anni. Adesso una persona con Hiv può pensare benissimo di accendere un mutuo o di avere dei nipotini – ha metaforizzato il professionista -. Stiamo facendo grossi passi avanti anche per la cura dell’epatite C: un progetto dell’Oms mira all’eradicazione, e ci riusciremo, ma attualmente è considerabile un male sociale. Un alto numero di ricoveri arriva anche dall’allungamento della vita media, con relative situazioni di immunodepressione. Infine siamo al lavoro su progetti per l’utilizzo appropriato degli antibiotici contrastando fenomeni di antibioticoresistenza”.

Il dottor Busetti ha colto l’occasione per rimarcare come “negli ultimi tre anni in questa Azienda sono stati nominati 55 nuovi primari (il dottor Cristini è uno di questi) e altri 20 saranno verosimilmente nominati di qui a fine anno”.

 

Archivio

Mi piace