Scheda B.1: Infortuni per caduta dal tetto – 7 casi mortali - Legno

DESCRIZIONE DELL'INFORTUNIO

“L'infortunato, socio titolare di una falegnameria, era salito sulla copertura del tetto del laboratorio, costituito da lastre di eternit e ondulux, per verificare presumibilmente delle perdite di acqua. Mentre si trovava sulla copertura una lastra di ondulux si rompeva e l'infortunato cadeva al suolo all'interno del capannone da un'altezza di circa 4 metri.”


COME AVVENGONO GLI INFORTUNI?

Nelle industrie per la lavorazione del legno, i principali infortuni gravi che avvengono per caduta di operatore dall’alto sono quelli per caduta dal tetto. La causa più diffusa è lo sfondamento delle lastre di copertura (in eternit, in fibrocemento o translucido) dei capannoni. Nella maggior parte dei casi, gli operatori salgono sul tetto dello stabile aziendale per svolgere attività di manutenzione e controllo, anche se non sono attività di loro competenza o per le quali sono stati addestrati. Accade che la zona sopra la quale camminano si sfonda, facendo precipitare la persona a terra da altezze di 5-10 metri, con conseguenti gravi traumi cranici, emorragie e spesso la morte dell'operatore. Le principali cause della caduta dal tetto sono le seguenti:

  • caduta dai bordi del tetto o attraverso varchi (botole, lucernai aperti, cavedi, ecc.);
  • passaggio su parti non calpestabili (lastre in cemento amianto, lucernai, ecc.);
  • non corretto controllo della situazione e scarsa consapevolezza del rischio.

COME EVITARLI 

FATTORI STRUTTURALI

E’ necessario che:

  • vengano garantiti accessi sicuri al tetto, qualora sia necessario accedervi;
  • nelle zone di copertura dove è necessario accedere, siano adottate le opportune misure di prevenzione: parapetti sui bordi del tetto e delle zone non portanti, agganci/linee vita per imbracature, delimitazione fisica (non con bandelle) dei percorsi sicuri.
  • le zone di copertura non calpestabili o prive di protezioni siano note e rese inaccessibili;
  • sia installata la segnaletica e le informazioni di sicurezza;
  • siano oggetto di periodiche verifiche e di manutenzioni le misure di prevenzione e la segnaletica installate.
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FATTORI AMBIENTALI
 

Contribuiscono notevolmente al verificarsi di un infortunio:

  • condizioni atmosferiche (vento, ghiaccio, neve, pioggia, freddo);
  • luce insufficiente;
  • presenza di camini o sfiati che scaricano fumi o inquinanti;
  • alberi o altre interferenze vicine (linee elettriche, ecc.);
  • nidi di vespe o altri animali.

Quindi è opportuno che, prima di iniziare un’attività sulla copertura, il Datore di Lavoro esamini le effettive condizioni ambientali e ragioni sul lavoro da svolgere e, se necessario, adotti precauzioni aggiuntive o fermi l’attività.

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2) D.Lgs. 81/08 Allegato IV (Requisiti luoghi di lavoro). (341 KB)

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FATTORI ORGANIZZATIVI/PROCEDURALI
 

Soprattutto nelle piccole imprese a conduzione familiare, dove non c’è una chiara divisione dei ruoli e delle responsabilità, i lavoratori si trovano spesso a svolgere attività improvvisate, anche con l’approvazione del Datore di Lavoro. L'azienda deve:

  • avere un’idonea, chiara e aggiornata organizzazione dei compiti e dei ruoli dei diversi soggetti;
  • edigere procedure aziendali per l’accesso alle coperture e il lavoro su di esse, comprensive di istruzioni in caso di emergenza;
  • individuare chi è autorizzato ad accedere alle coperture;
  • l’accesso e il lavoro sulle coperture deve essere volta per volta autorizzato, e vietato qualora manchi la vigilanza;
  • individuare un preposto addetto alla vigilanza;
  • individuare chi è addetto, e con quale frequenza, alla manutenzione delle misure di prevenzione e della segnaletica installate, registrando le manutenzioni eseguite;
  • divulgare le procedure al personale.
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IL PERSONALE
Sul tetto non deve essere mandato nessuno che non sia stato prima informato, formato e addestrato a tale attività.
Il personale addetto:
  • deve conoscere le specifiche regole cui attenersi;
  • deve saper utilizzare le imbracature, da connettere ai punti di aggancio predisposti;
  • deve avvertire chi di competenza se vede situazioni di potenziale pericolo, per la propria o altrui incolumità.
Il personale che non si attiene a quanto stabilito può essere sanzionato.
I preposti devono svolgere sempre attività di vigilanza e controllo; inoltre non devono mandare sulle coperture persone che non siano in buone condizioni.
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4) Accordo Stato-Regioni n. 221/CSR del 21/12/2011.

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IMPARARE DALL'ESPERIENZA

Nel percorso di valutazione è importante non sottovalutare i mancati infortuni. Si intende per mancato infortunio: qualsiasi evento, correlato al lavoro, che avrebbe potuto causare infortunio o morte ma, solo per puro caso, non lo ha prodotto; o in altri termini, un evento che ha in sé la potenzialità di produrre un infortunio. In allegato le proponiamo  un modulo operativo per la raccolta ed analisi dei mancati infortuni. (348 KB)