Scheda B.3: Infortuni per caduta per assenza di protezioni – 10 casi mortali -Metalmeccanica

DESCRIZIONE DELL'INFORTUNIO

“Il lavoratore é caduto da un varco aperto a pavimento in cui erano presenti per copertura due tavole metalliche da ponteggio, una delle quali correttamente posizionata a protezione di parte del varco (fissata alle estremità), l’altra messa parzialmente di traverso e parzialmente sovrapposta alla prima, con una risultante luce non protetta. Il varco del pavimento era in corrispondenza con un vano verticale della sala macchine. L’infortunato è deceduto per i traumi e le fratture riportate.”


COME AVVENGONO GLI INFORTUNI?

Nelle aziende metalmeccaniche accadono diversi infortuni gravi per caduta di operatore dall’alto (con conseguenti traumi cranici, fratture, e anche decessi) a causa dell’assenza di protezioni fisse.

Gli operatori salgono su solai, soppalchi, ballatoi, trabattelli, ecc. per svolgere attività varie e si possono infortunare principalmente per:

  • varchi nel piano di calpestio lasciati aperti, senza protezione o con protezioni inadatte;
  • bordi di zone accessibili elevate privi di parapetti o con parapetti incompleti o inidonei.

Capita anche che, nonostante la presenza di protezione, l’operatore si esponga a rischio di caduta per un comportamento non corretto (ad es. salire sui correnti del parapetto).


COME EVITARLI 
FATTORI STRUTTURALI

E’ necessario:

  • usare parapetti alti almeno 1 m, con 2 correnti e fermapiede, solidi e in buono stato di conservazione;
  • dotare anche le scale di parapetto e fermapiede;
  • nei soppalchi e simili, installare appositi dispositivi di apertura del parapetto che permettono il passaggio di materiali garantendo nel contempo la protezione dalle cadute;
  • nei varchi sui pavimenti installare solide coperture o dotarli di parapetti sui bordi; eventuali aperture di passaggio devono essere protette con elementi mobili non asportabili;
  • dotare di idonea segnaletica di pericolo e di obbligo i varchi apribili.
Obblighi legislativi

 

Riferimenti tecnici:

1) Norma UNI EN ISO 14122-3

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FATTORI AMBIENTALI
Contribuiscono al verificarsi di un infortunio:
  • per zone di lavoro all’aperto, le condizioni atmosferiche (vento, ghiaccio, neve, pioggia, freddo);
  • spazi ristretti, disordine, sporcizia/umidità sul pavimento;
  • interferenze vicine (linee elettriche, parti in moto, ecc.).
Obblighi legislativi

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FATTORI ORGANIZZATIVI/PROCEDURALI
L'azienda deve:
  • avere un’idonea, chiara e aggiornata organizzazione dei compiti e dei ruoli dei diversi soggetti, compresi i preposti;
  • redigere procedure aziendali per l’uso dei varchi dotati di elementi mobili di apertura;
  • fornire ai lavoratori tutte le attrezzature e i DPI necessari per non indurli ad esporsi al rischio quando lavorano in quota (torce elettriche, imbrachi per sporgersi, ecc.);
  • individuare chi è addetto, e con quale frequenza, alla manutenzione delle misure di prevenzione e della segnaletica installate, registrando le manutenzioni eseguite;
  • divulgare le procedure al personale.
Obblighi legislativi

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IL PERSONALE

Il personale, formato e addestrato sulle procedure stabilite, ha l’obbligo di:

  • attenersi alle procedure;
  • avvertire chi di competenza se esistono situazioni di potenziale pericolo, per la propria o altrui incolumità.

Il personale che non si attiene a quanto stabilito può essere sanzionato. I preposti devono svolgere attività di vigilanza e controllo.

Obblighi legislativi
3) Accordo Stato-Regioni n. 221/CSR del 21/12/2011 (formazione);

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IMPARARE DALL'ESPERIENZA

Nel percorso di valutazione è importante non sottovalutare i mancati infortuni. Si intende per mancato infortunio: qualsiasi evento, correlato al lavoro, che avrebbe potuto causare infortunio o morte ma, solo per puro caso, non lo ha prodotto; o in altri termini, un evento che ha in sé la potenzialità di produrre un infortunio. In allegato le proponiamo un modulo operativo per la raccolta ed analisi dei mancati infortuni. (348 KB)