Per contrastare le situazioni di violenza, maltrattamento e abuso nei confronti dei bambini, delle bambine e in genere di tutte le persone di minore età, i servizi sanitari e sociali dei distretti dell’Azienda Usl della Romagna hanno definito un’organizzazione al fine di tutelare le vittime di violenza e contrastare questo fenomeno.

In tale organizzazione sono impegnati operatori, che possono essere professionisti di riferimento, quali: assistente sociale, pediatra di comunità, pediatra di Libera scelta, medico di medicina generale, psicologo o neuropsichiatria infantile, medico di pronto soccorso, ginecologo, pediatra ospedaliero.

Il fenomeno della violenza

Come viene precisato della Delibera di Giunta della Regione Emilia Romagna (DGR 1677/2013) l’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che “ogni bambino ha diritto alla salute e a una vita priva di violenza” (WHO, 2006).

Nonostante questo diritto sia stato sancito da numerose Convenzioni Internazionali e Leggi nazionali, in tutto il mondo ogni anno milioni di soggetti in età evolutiva sono vittime e testimoni di violenza fisica, sessuale, psicologica e sfruttamento. Il maltrattamento è dunque “un problema di salute pubblica” (WHO, 2006) per l'impatto sul benessere fisico, mentale e sociale delle vittime, sul loro sviluppo e, più in generale, sulla società anche in termini di spesa sociale e sanitaria (Felitti et al., 2012).

Il maltrattamento nei confronti dei soggetti in età evolutiva si configura come un fenomeno complesso per le sue caratteristiche, che sono assai differenziate a seconda dell'età della vittima, della tipologia e della gravità della violenza (che in casi estremi può provocare la morte), del contesto in cui avviene e della relazione tra la vittima e l'autore della violenza.

La violenza sui minori è molto diffusa ma, al contempo, difficilmente rilevabile sia per meccanismi culturali di minimizzazione e negazione del fenomeno, sia perché si caratterizza per verificarsi prevalentemente all'interno della famiglia (WHO, 2002), col forte rischio di restare inespressa e invisibile, ampliando e cronicizzando i danni sul piano fisico e psicologico delle vittime.

Gli atti di violenza infatti comprendono una gamma importante di comportamenti lesivi e costituiscono quegli atti e quelle carenze che turbano gravemente il bambino e la bambina, danneggiando la sua integrità corporea (maltrattamento fisico), il suo sviluppo affettivo, intellettivo e morale (maltrattamento psicologico). Nel maltrattamento è compresa la grave trascuratezza che si verifica quando i genitori non sono capaci di capire i bisogni materiali e affettivi dei propri figli e non riescono per questo a curarli e proteggerli, pregiudicando in tal modo la loro salute.

L’abuso sessuale danneggia gravemente la crescita e lo sviluppo della persona in fase evolutiva. L'abuso sessuale si verifica quando il minore viene strumentalizzato e coinvolto in attività sessuali anche se prive di violenza fisica, allo scopo di procurare piacere all'adulto, che realizza tale comportamento verso il minore. L'abuso sessuale viene solitamente realizzato da persone care al bambino e alla bambina (familiari, parenti, educatori, amici di famiglia, educatori…). Spesso si protrae per anni nel più assoluto silenzio producendo danni gravissimi allo sviluppo del bambino e della bambina, dell’adolescente.

Cosa è importante non fare:

  1. Non fare finta di niente, non voltarti dall'altra parte, non dimenticare i segnali di sofferenza dei bambini, delle persone in età evolutiva;
  2. Non sentirti superiore cerca di comprendere e non giudicare o colpevolizzare in termini morali i genitori in difficoltà; non dimenticare comunque mai le ragioni dei più deboli cioè delle persone in età evolutiva;
  3. Non colpevolizzarti. Se il problema riguarda Te, ricorda che sentirsi in colpa non ser serve a niente non aiuta né te, né il bambino, né la bambina, né l’adolescente. Si puòpuò sempre fare qualcosa per risolvere questo problema.

Cosa è importante invece fare:

Dai ascolto al bambino, dagli la possibilità di parlare del suo problema. Cerca di rassicurarlo sulla tua disponibilità nei suoi confronti. Prendi tempo per pensare, prima di prendere delle iniziative consigliati con una persona della quale ti fidi. Attenzione però il tempo per pensare non deve trasformarsi in un’ occasione per dimenticare o rinviare il problema;fai la segnalazione se la sofferenza del bambino è molto grave e non riesci a trovare un’altra soluzione per far cessare questa sofferenza. Nei casi di abuso sessuale o di grave maltrattamento fisico, grave trascuratezza, la segnalazione è l’unica soluzione possibile.

A chi ti devi rivolgere per fare una segnalazione:

la segnalazione va fatta alle forze dell'ordine. Può essere fatta anche all'assistente sociale dei servizi sociali o ai servizi sanitari (pediatra, neuropsichiatria infantile, psicologo, pronto soccorso), alla scuola: preside, insegnanti.