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Il progetto

L’Azienda USL della Romagna ha beneficiato di un finanziamento nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021–2027 – Priorità 1, Azione 1.2.2, dedicato alla trasformazione digitale del settore culturale.
Il progetto “Digital Humanities per la valorizzazione del patrimonio culturale sanitario della Romagna” è finalizzato alla digitalizzazione, catalogazione e valorizzazione del Museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola – La cura attraverso l’arte, patrimonio di proprietà dell’AUSL della Romagna.
L’obiettivo è rendere accessibile, in modalità open access, un patrimonio storico-artistico ancora poco conosciuto, integrando strumenti digitali, contenuti multimediali e nuovi allestimenti interattivi.

Le azioni realizzate

Il progetto ha previsto un intervento organico articolato su più livelli:

Digitalizzazione e catalogazione

  • Campagna fotografica professionale di oltre 300 opere.
  • Caricamento delle immagini e aggiornamento delle schede nel Catalogo del Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna (PatER).
  • Revisione, integrazione (circa 200 nuove schede) e collegamento scientifico delle schede esistenti.
  • Strutturazione di un sistema coerente e interoperabile dei dati.

Identità e comunicazione

  • Creazione della nuova identità visiva del Museo diffuso.
  • Restyling del sito web dedicato al patrimonio artistico.
  • Produzione di 32 contenuti video (testimonianze, approfondimenti, narrazioni tematiche).
  • Integrazione di contenuti multimediali nel piano comunicativo aziendale.

Allestimenti e accessibilità

  • Allestimento del primo corridoio immersivo dedicato alla storia della sanità romagnola presso il Padiglione Valsalva dell’Ospedale di Forlì.
  • Installazione interattiva presso l’Oratorio di Sant’Onofrio- Lugo di Romagna.
  • Pannelli espositivi con QR code nei nuclei del museo diffuso.
  • Postazioni accessibili e contenuti in Lingua dei Segni.
  • Pubblicazione di guide, monografie e di un volume scientifico.

Il Museo Diffuso

Dal 2021 il modello gestionale adottato è quello del museo diffuso, che valorizza il patrimonio nei luoghi originari di produzione e conservazione.

L’AUSL della Romagna opera su un territorio di 75 Comuni nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, per oltre un milione di residenti. Il Museo diffuso comprende:

  • 14 nuclei di raccolta.
  • 5 ospedali storici ancora in funzione.
  • 11 siti tra oratori, chiese e cappelle ospedaliere che raccontano settecento anni di storia di fede.4 percorsi di visita tematici
  • 4 percorsi di visita tematici
  • Un percorso di circa 50 opere realizzate in applicazione della Legge 717/1949 (2% per l’arte).
  • Un parco vincolato.

I percorsi di visita

1. Percorso Storico-Artistico

Un itinerario che racconta l’arte sanitaria romagnola e la sua funzione sociale. Principali nuclei di raccolta:

  • Brisighella – Ex Ospedale San Bernardo
  • Forlì – Ospedale Gian Battista Morgagni - Luigi Pierantoni
  • Faenza – Ospedale degli Infermi (chiesa, sala museale, galleria dei benefattori)
  • Fusignano – Ex Ospedale San Rocco
  • Lugo – Farmacia dell’Ospedale Vecchio
  • Lugo – Oratorio di Sant’Onofrio
  • Lugo di Romagna – Collezione ospedaliera
  • Massa Lombarda – Centro Culturale Carlo Venturini
  • Ravenna – Facoltà di Medicina e Chirurgia
  • Meldola – Chiesa del Santissimo Crocifisso o dell’Ospedale
  • Cesena – Raccolta OIR
  • Russi – Museo Civico
  • Rimini – Museo della Città Luigi Tonini, ex Collegio dei Gesuiti poi Ospedale Infermi Santarcangelo

2. Percorso di Storia Ospedaliera

Un itinerario dedicato all’evoluzione degli ospedali romagnoli, tra assistenza, architettura e innovazione medico-scientifica.
Ospedali storici dell’AUSL ancora attivi:

  • Faenza – Ospedale degli Infermi (1753–1763)
  • Santarcangelo – Ospedale Achille Franchini (1871)
  • Riccione – Ospedale Ceccarini (1883)
  • Lugo – Ospedale Umberto I (1900)
  • Forlì – Sanatorio IX Maggio, oggi Morgagni-Pierantoni (1939)

Il percorso dialoga con la rete nazionale degli ospedali storici.

3. Percorso la cura attraverso la fede

Nel Medioevo ogni ospedale era affiancato da una chiesa o oratorio. Il patrimonio religioso ospedaliero testimonia settecento anni di legame tra assistenza, spiritualità e comunità.

Oratori:

  • Meldola – Oratorio della Confraternita delle Santissime Stimmate di San Francesco, 1632
  • Lugo – Oratorio di Sant’Onofrio, 1679

Chiese:

  • Meldola – Chiesa dell’Ospedale intitolata al Santissimo Crocifisso o dell’Ospedale, XV-XVI secolo
  • Brisighella – Chiesa intitolata a San Bernardo, XVII-XVIII secolo
  • Faenza – Chiesa dell’Ospedale intitolata a San Giovanni di Dio, 1763
  • Cotignola – Chiesa dell’Ospedale intitolata ai Santi Antonio da Padova e Liborio, 1766
  • Lugo – Chiesa dell’Ospedale, 1962

Cappelle ospedaliere:

  • Forlì – Ospedale Gian Battista Morgagni - Luigi Pierantoni, cappella Padiglione Allende, circa 1939
  • Cesena – Ospedale Maurizio Bufalini, circa 1960
  • Russi – Ex Ospedale Giovanna Maccabeli, 1852
  • Modigliana – Arredo Cappella Ex Ospedale dei Poveri di Cristo, 1967
  • Meldola – Arredo Cappella dell’IRST già ex Ospedale di Meldola, 1973

4. Percorso Arte Pubblica – Legge del 2%

Un itinerario di turismo culturale e sostenibile che valorizza circa 50 opere realizzate negli ospedali romagnoli in applicazione della Legge 717/1949.

Le opere sono distribuite nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, coinvolgendo numerosi comuni del territorio romagnolo.

Un patrimonio accessibile e integrato

Il progetto integra dimensione fisica e digitale:

  • QR code collegati alle schede scientifiche
  • Contenuti multimediali e video-narrazioni
  • Mappe tematiche interattive
  • Percorsi territoriali personalizzabili

Il Museo diffuso dell’arte sanitaria romagnola si configura così come un sistema culturale aperto, integrato con la rete sanitaria territoriale e capace di rafforzare il legame tra "cura", memoria e comunità.

Responsabile di progetto: Sonia Muzzarelli

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