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Articoli filtrati per data: Gennaio 2022

A partire da lunedì 24 gennaio p.v. Ausl Romagna renderà operativa una linea aggiuntiva al Drive Through di Lugo in Largo Gramigna nei giorni e negli orari di maggiore afflusso; questo ulteriore potenziamento dovrebbe consentire di ridurre i tempi di attesa per l’esecuzione dei tamponi e decongestionare il traffico delle auto.

L’aumento dei casi registrato in queste settimane, ha creato inevitabilmente un maggiore afflusso ai punti Drive della nostra provincia a cui l’Azienda sta cercando di far fronte anche attraverso una rimodulazione della distribuzione dell’accesso sia per gli adulti sia per i bambini in età scolare.

Riteniamo che le misure messe in campo dalla Regione Emilia Romagna, sia attraverso l’accordo con le farmacie, (effettuazione gratuita del test antigenico alle persone asintomatiche per chiusura isolamento e quarantene) sia con l’introduzione dell’autotesting al domicilio ( accertamento con tampone antigenico positività e chiusura isolamento con caricamento su fascicolo sanitario alle persone con terza dose booster), possano ulteriormente contribuire a ridurre gli accessi ai Drive Infine si ricorda ai cittadini che l’accesso ai Drive della Romagna senza appuntamento è consentito solo alle persone sintomatiche con prescrizione del medico di medicina generale o del pediatra.

Per tutte le altre condizioni è indispensabile l’appuntamento sulla base della programmazione definita dai Servizi Igiene Pubblica senza la necessità di ricorrere al Medico curante.

Si ricorda infine che per l’esecuzione del tampone occorre essere muniti di documento di identità e tessera sanitaria.

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Sabato 22 gennaio, dalle ore 9 alle ore 17.30, alla Casa della Salute di Morciano (via Arno 40)  si terrà una seduta vaccinale straordinaria ad accesso diretto (senza prenotazione) per la somministrazione della terza dose ai cittadini dai 60 anni in su.

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Dal 1° gennaio 2022 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 32/2021, in sostituzione del D.Lvo 194/2008, che stabilisce le modalità di finanziamento dei controlli ufficiali eseguiti dalle autorità competenti per verificare la conformità alla normativa in materia di sicurezza alimentare.

Come riportato all’interno del decreto stesso, “L’Azienda sanitaria locale, per i controlli ufficiali effettuati sugli stabilimenti elencati nell’allegato 2, sezione 6, tabella A del presente decreto, che commercializzano all’ingrosso ad altri operatori o ad altri stabilimenti – diversi da quello annesso e da quello funzionalmente connesso che vende o somministra al consumatore finale - una quantità superiore al 50 per cento della propria merce derivante da una o più attività di cui alla medesima tabella del presente decreto, applica le relative tariffe forfettarie annue differenziate in tre fasce di rischio, fatte salve le indicazioni previste nella medesima tabella.”

Le tipologie produttive degli stabilimenti assoggettati al pagamento di questa tariffa sono elencate nella Tabella A della sezione 6 dell’allegato 2 del decreto.

Le tariffe dovute sono calcolate dall'AUSL in base alla categorizzazione del rischio che in questa fase è definita dal “Protocollo Tecnico per la “Categorizzazione del rischio” degli Operatori del Settore Alimentare (OSA)”. Gli OSA (Operatori del Settore Alimentare) operanti nel territorio di competenze dell'AUSL della Romagna e che effettuano le attività di cui all’allegato 2, sezione 6, tabella A, devono trasmettere tramite PEC ai Servizi territoriali competenti del Dipartimento di Sanità Pubblica entro il 31 Gennaio 2022, l’autodichiarazione prevista dalla norma compilata con le informazioni riferite all’anno solare precedente in allegato.

L’autodichiarazione va inviata dall’O.S.A. anche nel caso in cui ritenga di NON essere soggetto al pagamento della tariffa, dichiarando sul modulo il motivo di esclusione.

Come trasmettere la autodichiarazione

Il modulo compilato, corredato dal documento di identità del dichiarante, va inviato al Dipartimento di Sanità Pubblica tramite Posta Elettronica Certificata - specificando nell'oggetto "Autodichiarazione D.Lgs 32/2021" - ai seguenti indirizzi:

Per gli O.S.A.che producono/commercializzano alimenti di Origine Animale:

  • Ravenna: vet.ra.dsp@pec.auslromagna.it
  • Forli: vet.fo.dsp@pec.auslromagna.it
  • Cesena: vet.ce.dsp@pec.auslromagna.it
  • Rimini: vet.rn.dsp@pec.auslromagna.it

Per gli O.S.A. che producono/commercializzano esclusivamente alimenti NON di Origine Animale:

  • Ravenna: ip.ra.dsp@pec.auslromagna.it
  • Forli: ip.fo.dsp@pec.auslromagna.it
  • Cesena: ip.ce.dsp@pec.auslromagna.it
  • Rimini: ip.rn.dsp@pec.auslromagna.it

Sulla base delle informazioni fornite dall’O.S.A., l’Azienda AUSL della Romagna applicherà la tariffa annuale corrispondente alla fascia di appartenenza e ne invierà formale richiesta entro il successivo 31 marzo, dando 60 giorni di tempo per il pagamento (cfr. art. 13 co. 3 D. Lgs. n. 32/21).

In caso di omessa trasmissione della autodichiarazione entro il 31 gennaio, ai sensi dell’articolo 13 comma 3, l’Azienda sanitaria locale applica comunque la tariffa prevista. Nel caso in cui l’operatore, entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta di pagamento, non adempia, l’Azienda sanitaria locale applica la maggiorazione del 30 per cento all’importo, oltre agli interessi legali, ed emette nuova richiesta di pagamento. In caso di ulteriore inadempienza, l’Azienda USL applica la procedura per il recupero crediti, inclusa la riscossione coattiva, fino alla sospensione dei controlli ufficiali su richiesta.

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Si intitola “Un parto dolce ‘ il focus che Teleromagna ha dedicato alla nuova sala per il parto in acqua, inaugurata di recente all'Ospedale Bufalini, grazie alla donazione della vasca che va ad arricchire il Punto Nascita di Cesena.

Ospiti in studio il direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini di Cesena dottor Patrizio Antonazzo e la coordinatrice Ostetrica Gilda Sottile, intervistati dal giornalista Fausto Fagnoni.

La trasmissione andrà in onda nei seguenti giorni ed orari:

21/1 alle ore 8,30 su Teleromagna (canale 14) e alle ore 20,30 su TRMIA (canale 74).

22/1 alle ore 13,30 su Teleromagna e alle 21,30 su TR24 (canale 11).

23/1 alle ore 12,30 su TR24, alle 16,30 su Teleromagna e alle 23 su TR24.

24/1 alle ore 16,30 su Teleromagna e alle 17,30 su TR24.

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Inserito nel bando per la selezione di operatori volontari di Servizio Civile Universale il programma presentato dall’ Azienda USL della Romagna, dal titolo " LA SALUTE DI TUTTI - Coprogrammare in Romagna ai tempi del COVID 19 buone prassi per sostenere i percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione dei cittadini appartenenti alle categorie fragili e favorire l’equità in sanità.”

Sono previsti tre progetti per un totale complessivo di 32 posti disponibili per l’Azienda USL della Romagna, nelle province di Forli-Cesena, Ravenna e Rimini.

Il primo progetto, con 8 posti disponibili, riguarda i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura di Cesena e Rimini, ed ha come titolo “Aprire i luoghi della cura, il Servizio Civile Universale all'interno dei Servizi Psichiatrici Ospedalieri.”

Il secondo progetto, con 16 posti disponibili, riguarda i servizi territoriali del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Riccione, Rimini, Savignano sul Rubicone, Cesena e Forlì, ed ha come titolo “La Salute Mentale e Dipendenze Patologiche nei servizi territoriali, i giovani del Servizio Civile Universale possono fare la differenza.”

Il terzo progetto, con 8 posti disponibili riguarda gli URP di Rimini, Ravenna, Cesena e Forlì, ed ha come titolo “Promuovere la comunicazione con i cittadini negli Uffici Relazioni con il Pubblico degli ospedali di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Con il Servizio Civile Universale è più facile dialogare”

Si tratta di una esperienza altamente formativa, di crescita umana e professionale aperta ai giovani chiamati a impegnarsi in favore della propria comunità. I progetti, della durata di 12 mesi, prevedono un monte ore complessivo pari a 1.145 ore che equivale ad un impegno medio di 25 ore settimanali per un corrispettivo di € 444,30. In tale periodo è possibile usufruire di permessi di assenza (20 giorni) e altri permessi straordinari per circostanze specifiche come la partecipazione ad esami universitari, la donazione del sangue, ecc.

Gli aspiranti operatori volontari devono presentare la domanda di partecipazione entro il 26/01/2022 ore 14 esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line accessibile tramite SPID all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it

Per informazioni sui progetti di Servizio Civile Universale dell’Azienda USL della Romagna: https://www.auslromagna.it/comunita/servizio-civile-universale

E-mail: alessandro.marianidaltri@auslromagna.it

Tel.: 0547/394372

  

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La recente scomparsa dell’artista benefattrice Muky ci fa aprire un nuovo capitolo nella rubrica dedicata ai benefattori: donatori contemporanei che, con atti concreti, hanno destinato risorse alle Istituzioni territoriali per favorire le cure e il mantenimento della salute della propria comunità.

Muky, di origine trentina, arrivò a Faenza verso la fine degli anni cinquanta. Proveniva da Roma, dove aveva già fatto esperienze artistiche frequentando i salotti delle botteghe degli artisti dell’Accademia tedesca di villa Massimo.

Conobbe artisti del calibro di Renato Guttuso, Renato Marino Mazzacurati e Leoncillo Leonardi che la indirizzò verso la città di Faenza. Poco dopo il suo arrivo iniziò a frenquetare la bottega del maestro Domenico Matteucci, dando vita ad una delle più note coppie artistiche faentine.

Pittrice, scultrice, scrittrice e benefattrice ha sempre interagito con le istituzioni locali mantenendo una stretta connessione tra arte e attività sociali.

Nel 2016, ha donato all’ospedale di Faenza un dipinto di Domenico Matteucci e un basso rilievo da lei eseguito intitolato “CROCIFISSIONE NEL SANGUE ... poichè questo è un luogo di dolore e di rinascita”.

Alle donazioni artistiche si affiancano atti che sottolineano l’altruismo e la generosità della filantropa Wanda Berasi, per tutti Muky: un’ambulanza completa delle attrezzature mediche destinata al pronto soccorso di Faenza.

Curiosità: lo storico Palazzo dove risiedeva Muky diventerà la casa dell’arte Muky-Matteucci.

Le pagine di questa rubrica daranno vita ad un nuovo “quaderno”, disponibile dalla primavera del 2022 che andrà ad arricchire la collana “La Cura attraverso l’Arte”.

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Il Prof Paolo Muratori, Direttore della Unità Operativa di Medicina Interna  di Forlì e  Santa Sofia e professore associato di Medicina Interna presso l’Università di Bologna (Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita), compare fra gli esperti mondiali di Epatite Autoimmune (secondo in Italia e trentunesimo al mondo) sul sito www.expertscape.com La selezione avviene, per ogni singola patologia, in funzione della quantità e della qualità della produzione scientifica degli ultimi dieci anni. Il professore Paolo Muratori rientra in questa particolare graduatoria per quanto riguarda l’Epatite Autoimmune, una rara forma di epatite cronica che sa essere particolarmente aggressiva e che, se non adeguatamente riconosciuta e  trattata, porta invariabilmente alla cirrosi epatica e alle complicanze ad essa correlate.

“L’aspetto che maggiormente ci inorgoglisce – sottolinea il Prof Paolo Muratori -  è vedere il nostro gruppo di ricerca epatologico (composto anche dal Professore Marco Lenzi e dal professore Luigi Muratori) di cui ho fatto parte fino a pochi mesi fa e col quale continua una proficua collaborazione  ai primi posti mondiali di questa classifica e primo in assoluto fra i gruppi di ricerca italiani e  l’Università di Bologna al primo posto fra le Università Italiane. Il nostro compianto maestro Prof Francesco B. Bianchi sarebbe orgoglioso di tale traguardo” L’Ausl Romagna si congratula con il professor Muratori per l’importante attività scientifica svolta in questi anni presso l’Ateneo di Bologna

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Un nuovo importante gesto di solidarietà nei confronti della Azienda Usl della Romagna, in questo particolare momento storico per la Sanità pubblica e per l’intera comunità, arriva all’ospedale di Lugo, con la donazione di un nuovo ecografo all’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione.

Grazie al contributo della Banca di Credito Cooperativo di Lugo e di Pro-Chirurgia ONLUS, l’Associazione che si occupa di promuovere sul territorio attività di solidarietà e assistenza socio-sanitaria, anche con l'acquisizione delle tecnologie necessarie all'assistenza e alla cura dei pazienti del nostro Presidio, è stato possibile dotare il reparto di Rianimazione di una nuova strumentazione, un ecografo palmare di ultima generazione, dotato di due sonde, un dispositivo intelligente che utilizza la tecnologia ad ultrasuoni per trasferire su un tablet le immagini derivanti dall’esecuzione di un’ecografia diagnostica.

La cerimonia di consegna si è tenuta nei giorni scorsi, presso il reparto di Rianimazione del nosocomio lughese, in presenza del direttore dell’Ospedale Dott. Paolo Tarlazzi, della Dott.ssa Costanza Martino, neo Direttrice della UO Anestesia e Rianimazione affiancata dal dott. Vincenzo De Santis e dalla coordinatrice Elena Poli , che hanno accolto il Presidente dell’Associazione Pro-Chirurgia Onlus, Avv.to San Giorgi e la Presidente del Comitato Locale di Lugo e Amministratore della BCC, Emanuela Bacchilega. “L’ecografo ci aiuterà a migliorare l’assistenza in ogni luogo, grazie alla sonda ecografica wireless e mobile di altissima qualità”- afferma la Dott.ssa Costanza Martino - “In questo modo, il medico può eseguire diagnosi più velocemente e in ogni occasione nella quale lo ritenga necessario. L’innovativo trasduttore consente di poter intervenire per ecografie che interessano: analisi polmonari, cardiache, addome, apparato muscolo-scheletrico, tessuti molli, sistema vascolare, e molto altro ancora. Siamo davvero molto grati ai donatori, perché questa strumentazione costituisce un rilevante passo avanti dal punto di vista della qualità dell’assistenza, consentendoci di raggiungere uno dei nostri principali obiettivi che è quello di dare una offerta assistenziale qualitativamente elevata, completa e sicura, in generale ma ancor più rispetto al momento particolarmente difficile che stiamo vivendo.”

“Questo contributo testimonia - sottolinea Emanuela Bacchilega, Presidente del Comitato Locale di Lugo e Amministratore della BCC - l’impegno del nostro Istituto ad essere una banca di prossimità. E’ opportuno stringere sempre più forte i nodi della rete di collaborazione fra tutti i soggetti pubblici, privati e del terzo settore che operano nel nostro territorio, assumendo e condividendo insieme l’impegno alla tutela della comunità, in un’ottica di sostenibilità sociale. Questa triangolazione tra LA BCC, l’Associazione Pro-Chirurgia e l’Ospedale di Lugo, ci permette di valorizzare le attività assistenziali a favore della cittadinanza, in un momento in cui emerge sempre più evidente la necessità di un rafforzamento della medicina territoriale.”

Inoltre Infine si unisce ai ringraziamenti il Dott. Paolo Tarlazzi, direttore dell’Ospedale di Lugo, che dopo il pesante momento dovuto alla prima fase della pandemia, sta pian piano tornando ad operare a regime, nonostante le difficoltà legate al Covid persistano, grazie anche alla solidarietà dei cittadini e della Società civile, che hanno dato riscontro di grande vicinanza e fiducia alla sanità locale e ai nostri professionisti impegnati in prima linea.

Anche la direzione dell’Ausl Romagna, insieme a tutta la equipe esprime un ringraziamento alla Banca Credito Cooperativo di Lugo e alla Pro-Chirurgia ONLUS per la generosa donazione, che confermano la sensibilità ed il sostegno da sempre assicurati alle attività sanitarie del territorio , consentendo di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza e la cura dei pazienti.

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E’ avvenuta oggi, nell’ambito di una cerimonia di consegna che si è tenuta a  Pievesestina, presso il Centro Servizi dell’Ausl della Romagna, la consegna delle attrezzature informatiche (4 computer e 12 tablet) necessarie a far decollare il progetto  di telemedicina per l’assistenza ed il monitoraggio a domicilio dei pazienti a cui sono stati  impiantati dispositivi cardiaci (pacemaker, defibrillatori, resincronizzatori).

Si tratta di una straordinaria collaborazione a sostegno della Sanità romagnola da parte di 16 Rotary club della Romagna, che unendo le forze hanno reso possibile la assegnazione del Global Grant promosso dalla Rotary International Foundation, per un’erogazione complessiva  di  circa 78.000 euro.

Remotheart è un progetto basato sul controllo “a distanza”, ovvero remoto, dei dispositivi cardiaci impiantabili di ultima generazione, che consentono di comunicare con un trasmettitore al domicilio del paziente, al fine di inviare dati di natura tecnica, parametri di funzionamento del dispositivo impiantato e informazioni di carattere clinico, relative ai parametri vitali del paziente. Le trasmissioni da remoto possono essere programmate, col solo scopo di validare il corretto funzionamento dell’impianto, oppure possono essere originate dalla rilevazione di parametri fuori dalla norma.

Il numero di impianti di pacemaker e defibrillatori è significativamente aumentato nell’ultima decade, a causa delle nuove indicazioni emerse dai risultati dei grandi studi clinici. Molti pazienti portatori di dispositivo impiantabile sono anche affetti da scompenso cardiaco, una patologia invalidante e sempre più diffusa, che richiede un sistema di assistenza dedicato. Nella maggioranza di questi il dispositivo è in grado di raccogliere ed inviare segnali utili a monitorare lo stato clinico del paziente. L'idea è, in altri termini, quella di trasferire quanto registrato dai dispositivi in dotazione al paziente, ai server dell’azienda sanitaria, per selezionare le informazioni utili alla gestione clinica del paziente, infine rendendo disponibili i dati allo specialista dello scompenso cardiaco, che potrà visualizzarli all’interno dei gestionali aziendali.

Da un’esperienza innovativa iniziata a Forlì nel 2019 grazie all’Associazione Cardiologica Forlivese, che ha messo a disposizione le risorse necessarie a consentire di assistere con monitoraggio remoto tutti i pazienti cardiologici portatori di dispositivi, passando da 120 a 650 assistiti in meno di un anno, è nata  dunque  l’idea di estendere l’applicazione del servizio così sviluppato, a tutta l’azienda USL della Romagna, attraverso un processo top-down, con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sui pazienti con scompenso cardiaco e di “mettere in rete” tutti i pazienti romagnoli portatori di dispositivi in grado di inviare informazioni sullo stato di compenso della malattia.

“Un team ingegneristico e informatico della nostra azienda – ha affermato il Dott. Alberto Bandini, referente di progetto, sta attivamente lavorando allo sviluppo del progetto: fino ad ora, sono state interpellate le aziende fornitrici di device, è stata pensata l’architettura della piattaforma e sono stati sviluppati nuovi strumenti per la gestione e il monitoraggio dei pazienti. Nel frattempo, il team composto dai medici coinvolti delle U.O. di Cardiologia di tutta l’AUSL Romagna, sta lavorando per ottimizzare la gestione del paziente, quindi riorganizzando le attività ambulatoriali e monitorandone le performance, affinché il flusso di informazioni in arrivo dai sistemi di controllo remoto dei device venga diretto in maniera fluida e il progetto diventi un nuovo modo di lavorare insieme.

I tablet e i PC che i club Rotary della Romagna oggi ci consegnano, serviranno per utilizzare al meglio questi dati, in particolare per la gestione proattiva di questi pazienti che ha lo scopo di individuare un incipiente peggioramento clinico, cercando di anticiparlo con un trattamento il più precoce possibile”.

Non è trascurabile poi l’aspetto riguardante l’abbattimento dei costi sociali, tenuto conto che la maggior parte dei pazienti sono anziani, che l’80% è accompagnato da un familiare che deve assentarsi dal lavoro e che circa un terzo dei pazienti sono ancora in attività e devono rinunciare essi stessi alla loro attività lavorativa.

Non solo, in un periodo storico come quello che stiamo vivendo in pandemia da COVID-19, è fondamentale che il paziente fragile possa essere controllato dal proprio domicilio, riducendo la possibilità di contagio.

La crisi pandemica che sta attraversando tutto il mondo e nondimeno l’Italia, ha rimesso in primo piano la necessità di accelerare il processo di innovazione, soprattutto nel settore sanitario, fortemente impattato da questa emergenza, ponendo l’esigenza di sviluppare per i servizi sanitari un nuovo impegno in ambito territoriale.

 Questa donazione è particolarmente importante e significativa nel momento attuale - ha dichiarato il Prof. Giancarlo Piovaccari, direttore del dipartimento di Cardiologia della Romagna - perché il progetto Remotheart, che in tutta la Romagna interesserà un numero stimato pari a circa 6500 pazienti portatori di device cardiologici, dei quali 800 per lo scompenso cardiaco, - rappresenta un tipico esempio di come le iniziative dei singoli territori possano essere messe a valore per tutti. Oggi ciò è reso possibile, anche proprio grazie all’intervento dei Club Rotariani dell’area romagnola, ai quali esprimo gratitudine anche da parte di tutti i colleghi cardiologi, perché  hanno ben compreso questo valore, portandolo all’attenzione della Rotary International Foundation e permettendone la realizzazione.

 La tecnologia è stata il principale fattore abilitante durante tutta la crisi: infatti, ci ha permesso di mantenere i contatti con il mondo, ma ha anche contribuito di fatto all’erogazione di molte delle prestazioni sanitarie programmate e alla gestione di tutti quei pazienti cronici che necessitano di cure continuative al fine di scongiurare il precoce deterioramento della condizione di salute.

Questo progetto – dichiara il Direttore sanitario  Dott. Altini -  si colloca nell’ambito di un più complessivo modello organizzativo della Romagna, che include un ripensamento della rete dei servizi, per una sanità più vicina ai cittadini, nella direzione di un potenziamento del territorio, con creazione di nuovi servizi tra i quali rientrano tutte le prestazioni di  Telemedicina, che consentono di erogare visite a distanza senza spostare dal loro domicilio i pazienti che hanno bisogno di assistenza continua anche a distanza e di monitorare. Questa è la telemedicina ed è la digital health. Oggi questa donazione che è un atto concreto in questa direzione, ci consente di dire che dalla teoria passiamo ai fatti, grazie alla società civile che ci affianca e ci supporta e per questo sono davvero molto grato  ai Rotary  club  della Romagna.

“Le tecnologie digitali e l'ambiente digitale - afferma il Direttore Generale Dott. Carradori -permettono il raggiungimento di quegli obiettivi che sono caratteristici dei sistemi sanitari di eccellenza, ovvero alta qualità, efficienza, equità, convenienza e accessibilità all'assistenza sanitaria. La leva digitale dunque, è indubbiamente la chiave che rende concreta la realizzazione di un nuovo modello, realizzando le connessioni che concorrono al benessere dei cittadini, che sono i destinatari del nostro sistema sanitario. L’avvio del progetto di telemedicina che oggi diventa concreto su tutta la Romagna grazie al contributo del Rotary, è un fondamentale tassello che renderà possibile realizzare un reale sistema di continuità di cura per il paziente. Un ulteriore ringraziamento quindi per questo impegno della collettività a supporto dell’attività sanitaria, che ci consente in tempi rapidi di dare gambe ad un progetto finalizzato a migliorare la qualità dell’assistenza non solo in termini di prossimità delle cure ai destinatari dell’assistenza sanitaria, ma anche in ottica di predittività nell’evoluzione delle patologie, per evitare che le condizioni dei pazienti peggiorino. Oggi noi ringraziamo ulteriormente i Rotary Club perché con il loro intervento hanno favorito anche la rapidità nell’avvio del progetto.Le tecnologie digitali e l’ambiente digitale offrono nuove opportunità per identificare i bisogni e fornire assistenza sanitaria (dalla prevenzione e promozione della salute agli interventi curativi e all’autogestione).

 “A nome di tutti Club Rotary della Romagna - dichiara Maurizio Bonora, attuale Presidente del Club capofila di Rimini - mi sento di affermare che siamo molto contenti di sostenere questo progetto, a cui il Rotary è molto sensibile perché il tema della salute è il focus del Rotary internazionale. Consegnandovi queste apparecchiature, siamo certi di poter dare   all’Istituzione territoriale deputata alla tutela della salute della comunità locale un contributo utile al miglioramento della qualità delle cure anche in un momento particolare come quello che stiamo attraversando e vi auguriamo davvero buon lavoro”.

Il finanziamento è assicurato in particolare  da 16 Club delle Province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, suddette e segnatamente da: Rimini, Forlì, Cesena, Lugo, Ravenna, Ravenna Galla Placidia, Forlì Tre Valli, Faenza, Cervia-Cesenatico, Riccione-Cattolica, Valle del Rubicone, Valle del Savio, Rimini Riviera, eClub Romagna, Cesenatico Mare, Riccione Perla Verde, dal Club della Repubblica Argentina “Bahìa Blanca del Norte”, dal Fondo a Designazione Distrettuale del Distretto 2072 e dal Fondo Mondiale della Rotary Foundation per un totale complessivo di EURO 78.000 euro

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Ecco le sedi vaccinali dell’open day 5-19 anni di domenica 16 gennaio dalle ore 9 alle 19,  in Romagna:

  • Ravenna: piano terra del CMP - Centro Medicina e prevenzione di via Fiume Montone abbandonato 134.
  • Forlì: primo piano della Pediatria di Comunità in via Colombo 11.
  • Cesena: Pediatria di Comunità di piazza Anna Magnani 146.
  • Rimini: piano terra della Pediatria di Comunità presso il ‘Colosseo’, in via Coriano 38.

Per accedere non occorre la prenotazione. Si ricorda che il minore deve essere accompagnato alla vaccinazione da uno o entrambi i genitori o da un loro delegato. La modulistica è disponibile sul sito di Ausl Romagna al link Moduli consenso vaccinazione minori

 

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