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Gianluca Strocchi

Articoli inseriti da Gianluca Strocchi

A partire da lunedì 15 e fino a venerdì 19 aprile sono in programma lavori di scavo che interessano la strada di accesso al Pronto Soccorso di Rimini sullo svincolo da viale Settembrini all’altezza della Rotonda Donatori di Sangue.
L’intervento, necessario per la realizzazione dei sottoservizi per l'Ospedale di Comunità (OSCO) nel polo ospedaliero di Rimini finanziato con fondi PNRR, in particolare della nuova cabina di trasformazione per l'alimentazione elettrica dei due fabbricati Casa della Comunità e Ospedale di Comunità, oltre che per eliminare le interferenze impiantistiche con la nuova palazzina delle degenze (intervento PNC), consisterà in:
- realizzazione della traccia sull'asfalto (giornata di lunedì);
- realizzazione dello scavo con la posa delle tubazioni per l'alloggiamento dei cavi di alimentazione;
- chiusura degli scavi e asfaltatura.
Queste ultime lavorazioni saranno realizzate in due fasi (metà sede stradale alla volta) da martedì a venerdì

Tutte le operazioni di scavo e chiusura/asfaltatura saranno realizzale lasciando sempre almeno mezza sede stradale utilizzabile in modo da garantire in ogni momento l’accesso al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero.
Durante le fasi di lavorazione che interferiranno con la sede stradale sarà presente personale dell'impresa che regolamenterà il traffico dei mezzi in arrivo/partenza al e dal Pronto Soccorso.
Al termine del turno di lavoro la sede stradale sarà liberata il più possibile per garantire il transito sicuro dei mezzi e gli scavi saranno coperti/protetti.
Il cantiere sarà opportunamente segnalato sia nelle ore diurne che notturne.

Un'importante occasione per comprendere e affrontare meglio le disparità di salute, con l'obiettivo comune di costruire una società più equa e sana. E’ il XLVIII Congresso nazionale della Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE), in programma da martedì 16 a venerdì 19 aprile al Palazzo dei Congressi di Riccione e dedicato quest’anno alla discussione delle differenze di salute e alle strategie per garantire un accesso universale ed equo alle cure.
Il contesto geografico, ambientale, sociale e culturale in cui si nasce e si vive, la variabilità biologica, l'accesso ai servizi sanitari, la qualità delle cure disponibili e la complessa interazione di tutti questi elementi rappresentano una sfida significativa per il nostro Sistema Sanitario Nazionale. Affrontarla richiede un impegno coordinato per migliorare l'accesso ai servizi sanitari, ridurre le disparità socio-economiche e promuovere strategie preventive su scala nazionale. 

Con un’attenzione particolare al ruolo cruciale dell'epidemiologia nel comprendere e risolvere tali disparità, il Congresso vuole essere una piattaforma di confronto e approfondimento per professionisti della sanità, ricercatori/ricercatrici e stakeholder del settore. Nella prima sessione plenaria (mercoledì 17 dalle 9.45) sarà affrontato il tema delle differenze di esposizione e di salute, analizzando le origini e le manifestazioni di tali disparità in contesti diversi. La seconda plenaria (dalle 11.15 di giovedì 18) esplorerà la variabilità e la diversità, discutendo il contributo dell'epidemiologia nel mitigare le disuguaglianze di salute e orientare le politiche pubbliche, mentre nell’ultima plenaria (venerdì 19 dalle 11.15) si discuterà di come integrare le conoscenze, le politiche e le pratiche in una prospettiva di salute planetaria.
Con quasi 400 abstract giunti all’attenzione degli organizzatori, sono state predisposte 28 diverse sessioni parallele nelle quali i partecipanti potranno esporre i risultati ottenuti e ricevere feedback da parte di colleghi e colleghe presenti. Il gruppo di lavoro AIE Giovani inoltre organizzerà spazi dedicati alle comunicazioni brevi e ai poster, offrendo loro la possibilità di presentare e discutere i risultati delle loro ricerche in modo interattivo. 

Il Congresso è aperto a tutti i soci e le socie dell’associazione, eccezion fatta per la giornata di apertura dove seminari satellite, workshop e corsi di formazione su un’ampia varietà di argomenti, dall’ambiente alla digitalizzazione dei dati, passando attraverso l’equità in sanità, potranno essere seguiti da tutti gli interessati, ad accesso libero.
In particolare tra gli eventi pre-congressuali promossi da AIE (associazione a cui tutto il mondo della sanità pubblica italiana riconosce un significativo valore sia in termini scientifici che etici) merita di essere segnalato l'evento dedicato alla memoria di Giovanni Bissoni, dal titolo "La salute tra equità e dignità, fra norme e visione sociale: a lezione da Giovanni Bissoni" (https://www.epidemiologia.it/notizie/evento-in-memoria-di-giovanni-bissoni ), che si terrà martedì 16 aprile dalle 9.30 alle 13.30 al Teatro degli Atti di Rimini (via Cairoli 42).
L’evento, per il quale sono stati previsti crediti ECM per tutte le figure professionali, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Rimini e di quello di Ravenna, anche presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna, sarà aperto dall’intervento del Direttore Generale di Ausl Romagna, Tiziano Carradori (“Dal disegno alla costruzione di un servizio sanitario modello” il tema), e tra i relatori figura anche il dottor Nicola Magrini, direttore dell'Unità Operativa di Qualità e Governo Clinico dell'Ausl Romagna (“Le condizioni per sperimentare e per creare un contesto favorevole all’accesso ai farmaci”). 

Inoltre un’iniziativa originale sarà introdotta durante il Congresso per promuovere uno stile di vita sano, attraverso pause attive per ridurre la sedentarietà. Questa iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze della Qualità della Vita dell'Università di Bologna - Campus di Rimini, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl Romagna, mira a diffondere abitudini salutari nella popolazione, a partire dalle scuole, per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie croniche degenerative.

In allegato il programma completo del Congresso, il programma del convegno in memoria di Giovanni Bissoni e le informazioni sul supporto di Ausl Romagna (e altri partner) all'evento

In vista dell'apertura del nuovo CAU di Rimini (fissata per il 29 aprile) sono in corso i lavori di adeguamento e ristrutturazione del Padiglione Ovidio nella via omonima. Per tale ragione l’Ausl Romagna comunica il trasferimento del Servizio Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) di Rimini nei locali del Colosseo (via Coriano n.38), piano terra ingresso H.

Le attività ambulatoriali nella nuova sede avranno inizio a partire da lunedì 15 aprile.

Gli utenti già in possesso di una prenotazione saranno contattati dagli operatori per fornire le nuove indicazioni.

Sempre per via dei lavori attualmente in corso nel Padiglione Ovidio si è ritenuto opportuno trasferire, per il periodo dal 13 al 28 aprile, l'attività dell’ambulatorio di Continuità Assistenziale nei giorni prefestivi e festivi nei locali dell'ambulatorio extraCEE. 

Questo ambulatorio si trova al terzo piano, passando dalla scala di ferro esterna (con ascensore) dell'edificio ottagonale verde a cui si accede dall'ingresso dell’ospedale Infermi di Via Settembrini dirigendosi verso il Centro Salute Mentale (di fronte all’edificio).

Una serie di cartelli informativi sono stati collocati sia in via Ovidio che nella portineria dell’ospedale, dove il personale è a disposizione per fornire ai cittadini indicazioni precise su dove si trova l'ambulatorio nell'edificio ottagonale.

La rivoluzione digitale ha posto e continuerà a porre sfide importanti: i nuovi dispositivi tecnologici hanno un impatto su quasi ogni area della nostra vita, così come su quella dei ragazzi e delle ragazze. Apprendimento, attenzione, pianificazione e gestione del tempo sono solo alcuni esempi di aree profondamente coinvolte tanto nell’interazione con il mondo digitale quanto nel processo psico-fisiologico di crescita. Uno degli aspetti da non trascurare è come le dinamiche coinvolte nei processi di gioco d’azzardo siano presenti anche in molti aspetti del mondo digitale (social media, siti web, app e videogiochi) e come questi aspetti possono incidere negativamente nel percorso evolutivo di ragazzi e ragazze.

Attraverso due incontri dedicati ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni, il primo più di natura esperienziale, il secondo con un’immersione nel digitale, professionisti delle dipendenze patologiche esploreranno le convinzioni e le opinioni dei nativi digitali su questi temi, con l’obbiettivo di incentivare un pensiero critico e consapevole sui rischi potenziali dell’incontro con i giochi d’azzardo online e fisici.
Gli incontri, promossi dalla U.O.C. Dipendenze Patologiche di Riccione, si compongono da due appuntamenti in cui saranno presenti la Dott.ssa Chiara Pracucci, psicologa dello Sportello Match (sportello di consulenza psicologia e legale sul gioco d’azzardo del Distretto di Riccione), e un’educatrice del Centro per le Famiglie, Alessia Boldrini.

Questo pacchetto di incontri verrà svolto nei diversi Centri Giovani del territorio del Distretto di Riccione. In questa ottica integrata di prevenzione, i servizi sanitari specialistici delle dipendenze intendono mobilitarsi attivamente, promuovendo un contatto diretto con il territorio, incontrando i giovani laddove già gruppi di adolescenti e giovani adulti si ritrovano spontaneamente, socializzano e si confrontano, in una dimensione informale e di acquisizione reciproca di nuove informazioni.
In una realtà sempre più digital è fondamentale comprendere l’impatto del digitale nella vita degli adolescenti e al contempo è fondamentale favorire la costruzione di strumenti pratici per orientarsi in questa nuova era insieme ai giovani, promuovendo un uso attivo dei nuovi media e lo sviluppo di una consapevolezza digitale condivisa nei ragazzi e nelle ragazze.

Dopo l’appuntamento di apertura svoltosi lunedì 25 marzo al Centro Giovani White Rabbit di San Giovanni in Marignano, con la partecipazione dei ragazzi del gruppo “Attivamente”, coordinato da Gianmarco Della Bilancia, questo è il calendario dei prossimi incontri:
martedì 16 e martedì 23 aprile alle ore 20.45 al Centro Giovani di Cattolica;
venerdì 26 aprile e venerdì 3 maggio alle 15.30 al Centro Giovani Welab-9 di Morciano.

L’iniziativa, interamente gratuita, è promossa dall’Unità Operativa Complessa Dipendenze Patologiche Rimini (direttore Teo Vignoli) e dal Distretto di Riccione, in collaborazione con il Centro per le Famiglie Distrettuale, e rientra tra le attività inserite nel Piano di Zona del Benessere e della Salute del Distretto di Riccione.
Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare lo sportello Match Scommetti su di Noi, presso la sede di A-Social Space (via Mantova 6 a Riccione), il numero telefonico 351 5039709 o scrivere una e-mail all’indirizzo sportellomartchriccione@gmail.com .

Sensibilizzare e aiutare i cittadini ad adottare stili di vita sani, che consentano di migliorare la propria alimentazione per mantenersi in salute e prevenire l’insorgenza di alcune malattie croniche come obesità, diabete e ipertensione. È l’obiettivo di un evento gratuito di promozione della salute che rientra tra quelli promossi nel Distretto di Rimini dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica – ambito territoriale di Rimini, in questo caso con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Verucchio e il coinvolgimento di alcune associazioni del territorio.
In applicazione del Piano Regionale della Prevenzione 2021-2025, sono suddivise in due sezioni tematiche le iniziative rivolte a tutta la popolazione che si effettuano nel territorio della Valmarecchia: “Il Carrello della salute” dedicato al tema della corretta alimentazione, e “Un passo alla volta” per conoscere i benefici dell’attività fisica e le opportunità che i parchi cittadini offrono per fare movimento. In questo caso martedì 16 aprile, dalle ore 16 alle 18, nella Sala polivalente Romagna Mia di Villa Verucchio (Via Casale 103), è in programma l’incontro dal titolo “Il Carrello della salute – La salute vien mangiando: impariamo a gestire la nostra alimentazione quotidiana”, condotto da dietisti, assistenti sanitari e infermieri del Dipartimento di Sanità Pubblica che daranno indicazioni per costruire in autonomia il proprio menu settimanale e mantenersi in salute.
La partecipazione agli incontri è libera e gratuita ed è consigliata l'iscrizione, che può essere effettuata con una mail al Dipartimento di Sanità Pubblica all’indirizzo promosalute.rn@auslromagna.it indicando nome, cognome, data di nascita, telefono e iniziativa alla quale si è interessati, oppure telefonando al n. 334 3429196 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16.

A seguito di pubblicazione di turno di specialistica ambulatoriale vacante, per l'ambulatorio di Dermatologia all’interno del Presidio Ospedaliero Sacra Famiglia di Novafeltria è risultato assegnatario il dottor Fabrizio Podeschi.

Pertanto il dottor Podeschi, che dopo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Bologna ha conseguito la specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, dal giorno 11 aprile effettua l'attività clinica, con prenotazione e accesso per l’utenza attraverso i canali Cup, Farmacup e Cuptel.

L'ambulatorio avrà una cadenza settimanale per tutta la giornata di giovedì, con un'assistenza di complessive 10 ore settimanali.

Verranno trattate tutte le principali patologie dermatologiche, ricorrendo anche a trattamenti di crioterapia o piccola chirurgia ambulatoriale qualora necessari.

L'attività clinica manterrà sempre una costante connessione diretta con la Dermatologia dell'Ospedale di Rimini per la condivisione dei casi più complessi e che necessitano di un approccio più approfondito per un adeguato iter diagnostico terapeutico.

Prevenire le infezioni da papillomavirus-HPV è importante perché sono associate allo sviluppo di tumori sia nel maschio che nella femmina.
La vaccinazione per il papillomavirus-HPV nella Regione Emilia-Romagna viene offerta attivamente ai maschi e alle femmine al compimento dell’11esimo anno di vita. Per le ragazze la vaccinazione rimane gratuita fino al compimento del 26esimo anno di età, ma la vaccinazione è tanto più efficace quanto più precocemente eseguita.

L’Azienda USL ha inviato nel mese di marzo 2024 un invito alla vaccinazione attraverso fascicolo sanitario elettronico o SMS a tutte le ragazze dai 18 ai 26 anni di età che non risultano vaccinate per HPV. Per favorire ulteriormente l’adesione alla vaccinazione, sono state pensate alcune giornate a libero accesso. In particolare per il territorio riminese:
sede vaccinale di Riccione (viale Formia 14): venerdì 12 aprile dalle ore 8:30 alle 12
sede vaccinale di Rimini (via Coriano 38) lunedì 15 aprile dalle ore 8:30 alle 12

La vaccinazione è gratuita fino al compimento del 26° anno di età, non è necessaria la prescrizione medica ed è sufficiente presentarsi nelle sedi e orari indicati.

Nelle stesse giornate è possibile l’accesso diretto alla vaccinazione antitetanica per le persone adulte che non sono mai state vaccinate per il tetano oppure hanno fatto l'ultima dose di richiamo da più di 10 anni.

Per accedere alle vaccinazioni in altre giornate o orari è sempre possibile prenotare attraverso il CUP e Cuptel (800002255).
Si ricorda che lo stato vaccinale può essere verificato sul Fascicolo Sanitario Elettronico o in alternativa può essere richiesto contattando:
telefono 0541 707213; mail vaccinazioni.rn@auslromagna.it

Arriva anche a Rimini il nuovo Centro di Assistenza e Urgenza, conosciuto anche con il suo acronimo CAU, un tassello fondamentale del percorso di potenziamento e rafforzamento della sanità territoriale, nonché dell’ottimizzazione dei servizi sanitari per la comunità avviata dall’Ausl Romagna con il territorio.
Il CAU, che si avvarrà di una equipe medico-infermieristica dedicata e di strumenti di approfondimento diagnostico laboratoristici e strumentali, sarà situato nel Padiglione Ovidio in via Ovidio, nei pressi dell’ospedale Infermi, e aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 29 aprile, offrendo un accesso diretto 7 giorni su 7, dalle ore 8 alle 20.
Una struttura progettata allo scopo di estendere la rete sanitaria rispondendo in maniera efficace e tempestiva alle esigenze dei pazienti che necessitano di assistenza per problemi urgenti a bassa complessità. Prosegue in questo modo la riforma dell’Emergenza urgenza e il potenziamento dell’assistenza territoriale, il cui obiettivo strategico risulta essere il rafforzamento del sistema delle Cure primarie per garantire servizi di prossimità, arricchire le risposte a livello territoriale, trattare in setting più adeguati i bisogni di salute che determinano i così detti ‘accessi impropri ai servizi di emergenza’, rendendo maggiormente appropriato l’accesso ai Pronto Soccorso. I CAU garantiscono risposte ai bisogni urgenti episodici in stretta connessione con il Medico di Medicina Generale e il Pediatra di Libera scelta, al fine di garantire le risposte necessarie in un’ottica di continuità e integrazione delle cure.
“Si concretizza sempre di più il piano di potenziamento dell'assistenza territoriale all’interno di un iter di riorganizzazione dei luoghi e di maggiore integrazione dei percorsi di salute – sottolinea Mirco Tamagnini, direttore del Distretto di Rimini -. Dal 29 aprile, con l’inaugurazione del Cau in via Ovidio, si aggiunge una componente cruciale di questo disegno all’interno di un'area che già ospita servizi territoriali, vicina al pronto soccorso, ma esterna all'ospedale Infermi. Un pilastro di un modello sanitario di prossimità pensato per implementare la rete assistenziale e per dare un supporto alla medicina di base allo scopo di garantire un accesso alle cure adeguato e veloce alla cittadinanza grazie anche a un ampliamento dei presidi e un efficientamento dell’organizzazione assistenziale”.
“Il CAU è una risposta concreta e importante alle difficoltà che la sanità attraversa in questo momento a livello nazionale. Ora lavoriamo in sinergia con l’Ausl per far conoscere a tutta la città i servizi offerti dal Cau e la sua differenza rispetto al pronto soccorso - è il commento di Kristian Gianfreda, Assessore alle Politiche per la Salute del Comune di Rimini -. Una direzione che abbiamo giù intrapreso con un calendario di incontri informativi nei centri sociali per anziani che hanno registrato un’ottima partecipazione e un riscontro positivo. Il Cau si inserisce in questo iter di implementazione della medicina ‘vicina a casa’ che vede al centro anche le tre future Case di Comunità, gli snodi territoriali, le attività domiciliari e altre importanti iniziative che valorizzino il paradigma della prossimità: un obiettivo al centro del nostro mandato”.

Cos’è un CAU?
Il CAU, Centro di Assistenza e Urgenza, è una struttura sanitaria del territorio alla quale i cittadini possono rivolgersi per problemi di salute urgenti, episodici a bassa complessità assistenziale.

Cosa eroga un CAU
Visita medica
Certificazioni
Trattamento farmacologico al bisogno
Prescrizione di terapia per patologie di nuova insorgenza o terapie essenziali
Procedure chirurgiche minori (per esempio, suture, medicazioni)
Prestazioni assistenziali e specialistiche per eventi di origine traumatica.

I cittadini che accedono al CAU vengono accolti dall’infermiere che procede attraverso colloquio strutturato alla valutazione del bisogno sanitario espresso, a cui segue la visita medica ed eventuali ulteriori approfondimenti diagnostici. Il medico del CAU se necessario, prescriverà prestazioni specialistiche a completamento diagnostico. L’esito del percorso clinico-assistenziale effettuato al CAU è disponibile sul Fascicolo Sanitario Elettronico del cittadino. Una volta eseguite le prestazioni di approfondimento prescritte, il relativo referto potrà essere valutato dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera scelta, che sono i riferimenti per ogni cittadino assistito, senza dover tornare al CAU.

Il ticket al CAU si paga?
La visita e alcuni accertamenti diagnostici offerti presso i CAU (per esempio ECG ed alcuni esami ematici) sono gratuiti per tutti i cittadini residenti e/o assistiti della Regione, mentre per tutti gli altri la visita prevede una partecipazione alla spesa pari a 20 euro da corrispondere al Medico che provvederà a rilasciare apposita ricevuta di riscossione. Le ulteriori prestazioni specialistiche, prescritte dal medico del CAU per il completamento diagnostico, sono a carico del cittadino con il relativo ticket se dovuto in base alle esenzioni possedute. Si precisa che per i cittadini residenti non sono soggette a pagamento le prestazioni specialistiche a completamento diagnostico relative a coliche renali e traumi avvenuti nelle 24 ore precedenti.

Quando rivolgersi al CAU?

In caso di sintomi lievi. Ecco i principali sintomi - problemi per cui presentarsi al CAU:
• Mal di testa/cefalea/emicrania (con dolore lieve-moderato)
• Ustioni minori/Solari
• Disturbi della vista
• Contrattura muscolare
• Dolore all’occhio
• Dolore alle articolazioni
• Irritazione da lenti a contatto
• Diarrea (senza sangue)
• Occhio rosso con secrezioni/Congiuntivite
• Disturbi anali
• Trauma occhio senza disturbi della vista
• Dolore addominale (con dolore lieve-moderato)
• Corpo estraneo orecchio
• Dolore fianco (tipo coliche renali)
• Dolore orecchio
• Nausea e/o vomito ripetuto
• Riduzione dell’udito/Tappo di cerume
• Mal di schiena/Lombalgia
• Sangue al naso
• Bruciore/Difficoltà a urinare
• Mal di denti
• Ostruzione o sostituzione di catetere vescicale
• Problemi post-estrazione dentaria
• Agitazione in stato ansioso già conosciuto
• Torcicollo
• Febbre
• Tosse/Raffreddore/Mal di gola
• Medicazioni e rimozioni punti
• Traumi lievi (Piede, Caviglia, Ginocchia, Gomito, Polso, Mano)
• Piccole ferite
• Prurito, arrossamento/tumefazione della cute
• Variazione glicemia
• Punture di insetto, morso di animale
• Variazione pressione arteriosa  

Si evidenzia che in caso di sintomi gravi quali dolori toracici, difficoltà respiratorie, cefalee inusuali, dolori addominali di grado severo e sintomi riconducibili al disturbo neurologico acuto è necessario continuare a chiamare il 118 ricorrendo alle cure del Pronto Soccorso.

Presentare i percorsi di accoglienza clinico-assistenziali ospedalieri nei diversi ambiti aziendali per le persone con gravi disabilità (autismo, disabilità intellettiva, disabilità complesse multidimensionali). Ecco la finalità del convegno dal titolo “Il percorso DAMA in Ausl Romagna”, in programma lunedì 15 aprile, dalle ore 9 alle 13, nell’Aula Magna del Centro di Formazione dell’Ausl Romagna, a Forlì (via Pratella 10).

Il primo Progetto DAMA, acronimo di Disabled Advanced Medical Assistance, ovvero “Accoglienza medica avanzata per disabili”, nato in Lombardia nel 2000 e, ad oggi, largamente diffuso su tutto il territorio nazionale, si è dimostrato essere un modello organizzativo in grado di superare le difficoltà che le persone con disabilità hanno nell’affrontare l’ospedale (e quindi le possibili conseguenti diseguaglianze nell’accesso alle cure sanitarie), attraverso una presa in carico dei bisogni e del problema presentato, utilizzando competenze e risorse già presenti, con una personalizzazione dell’intervento che tiene conto dei bisogni di ognuno: persona con disabilità, famigliari, caregivers e personale sanitario.
In sintesi, si tratta di riconoscere gli utenti disabili e autistici come individui piuttosto che come membri di un gruppo omogeneo, considerando le singole esigenze e preferenze e cercare di enfatizzare i punti di forza di ciascuno, con la comprensione dei desideri del paziente e della famiglia, oltre alla natura della malattia, e dei loro bisogni comunicativi individuando eventuali barriere.
I punti cardine del progetto, sulla base di numerosi studi ed esperienze, sono:
• la definizione di un’equipe dedicata (con formazione specifica) che si occupa di costruire e adattare il percorso più idoneo per ogni singola persona, mettendo a disposizione tutte le risorse disponibili;
• il personale volontario che accompagna le famiglie delle persone con disabilità grave;
• un call center, che costituisce un riferimento per le famiglie e contemporaneamente svolge funzioni di triage per acquisire informazioni e organizzare al meglio la risposta assistenziale e medica, così da pianificare il percorso e gli appuntamenti, anticipando l’individuazione di eventuali barriere ambientali e di processo che complicano e disincentivano l’accesso ai servizi sanitari;
• un database delle persone con disabilità per raccogliere informazioni utili per gestire la persona con disabilità e garantire una risposta idonea in base anche ad esperienze passate;
• la possibilità di gestire percorsi ambulatoriali e in day hospital (di chirurgia elettiva e ambulatoriale) in modo autonomo, con spazi e sedute riservati, per evitare o ridurre il più possibile le sale d’attesa condivise con gli altri utenti o i tempi prolungati di attesa per evitare lo stress o l'ansia associati a tali ambienti.

Il programma del convegno, nel ruolo di moderatore Serenella Grittani, responsabile SSI Disturbi dello Spettro autistico nell’arco della vita, dopo il saluto della Direzione Generale Ausl Romagna, prevede l’intervento di Francesca Bravi, Direttrice Sanitaria Azienda Usl della Romagna, sul tema “Il Ruolo del Coordinamento Aziendale”, e la Lezione Magistrale a cura di Filippo Ghelma, ideatore del Progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance).
Quindi la presentazione del Percorso DAMA nei vari ambiti aziendali:
Team DAMA Cesena: Benedetta Bellettini e Gloria Caminati;
Team DAMA Forlì: Chiara Farneti e Cesare Bini;
Team DAMA Ravenna: Chiara Nardini, Giuseppe La Torre e Massimo Terenzoni;
Team DAMA Rimini: Carlotta Giavolucci e Roberto Belletti.
A seguire discussione e conclusioni.

In allegato il programma del convegno

Una nuova sala dialisi e una nuova centrale di sterilizzazione a migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza fornita dall’ospedale Infermi di Rimini e più in generale dall’Azienda Usl della Romagna. Si è svolta in mattinata la cerimonia di inaugurazione dei due innovativi servizi all’interno della struttura di viale Settembrini 2, “collocati nel corpo ospedaliero denominato Piastra e frutto di un importante percorso di ristrutturazione portato avanti nel corso di alcuni anni”, come ha ricordato Francesca Raggi, Direttrice del presidio ospedaliero Rimini Santarcangelo Novafeltria.
A portare il saluto della città e del sindaco Jamil Sadegholvaad è stato Kristian Gianfreda, assessore comunale alla sanità e presidente del Distretto di Rimini. “Ogni volta che mi trovo qui mi sento onorato e contento di far parte di questo territorio – ha sottolineato Gianfreda – per la qualità e l’impegno che riuscite a dedicare alle cure ai cittadini. Quello odierno è un passo importante, ma spesso ci troviamo a inaugurazioni del genere a conferma degli sforzi che si stanno compiendo in questa direzione. La nostra preoccupazione di amministratori è quella di tenere il territorio legato al lavoro che state svolgendo in ospedale, un percorso significativo che mette insieme davvero tante cose”.

Ha una veste più moderna e più funzionale la sala dialisi 1, dove possono essere dializzati contemporaneamente fino a 15 pazienti che si aggiungono ai 14 che dializzano nella sala 2. In totale sarà quindi possibile dializzare 29 pazienti per turno (4 al giorno) per una potenzialità complessiva di 116 pazienti. La nuova sala dialisi è dotata di sala contumaciale per l’esecuzione di dialisi ‘protette’ per pazienti che necessitano di isolamento e di una sala medicazione nella quale è possibile posizionare accessi vascolari per emodialisi. Ogni paziente avrà un proprio televisore oltre a spazi progettati ad hoc così da agevolare e accrescere la qualità dell’assistenza infermieristica.
“La ristrutturazione della sala dialisi 1 fa parte di un progetto più ampio di ammodernamento – ha spiegato Emanuele Mambelli, Direttore Unità Operativa Nefrologia e dialisi Rimini - che nasce con i precedenti Direttori della UO di Nefrologia e Dialisi, Professor Cagnoli e Dottor Rigotti, e che trova compimento oggi. Alla sua realizzazione hanno dato un prezioso contributo il Direttore Generale dell’Azienda e tutti i dirigenti della Direzione Sanitaria, dell’Ufficio Tecnico e delle Tecnologie Biomediche. Una novità rilevante è l’allestimento della centrale di distribuzione del concentrato acido, che permetterà un risparmio economico, di spazi di magazzino, di rifiuti da smaltire e dei pesi da movimentare da parte degli operatori che potranno così avere più tempo da dedicare ai pazienti. Tutto questo si inserisce in un percorso di sostenibilità ambientale ed efficienza, la Green Dialysis. Si tratta di un progetto in espansione nel mondo e finalizzato a ridurre costi e impatto ambientale. In area vasta Romagna, Rimini sarà il primo centro dialisi ad essere dotato di questa centrale. Da parte mia un ringraziamento particolare va a tutto il personale sanitario medico, infermieristico e OSS della Dialisi, che con molta pazienza ha garantito la normale routine assistenziale in un momento di cambiamenti, come l’arrivo di nuovi monitor dialisi, e di ripetuti addestramenti che si sono succeduti in una sede dialisi temporanea. Ringrazio poi la coordinatrice infermieristica, Dott.ssa Paola Cappella, per l’attenta sorveglianza dei lavori e l’organizzazione dei dettagli. Un ringraziamento va pure alle associazioni ANED (Associazione Nazionale Emodializzati) e AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi) che non hanno fatto mancare il loro supporto anche con iniziative di raccolta fondi, grazie alle quali è stata donata alla Nefrologia una poltrona per terapie infusionali che si trova nella nuova sala dialisi. Ringrazio poi in modo particolare il Dottor Angelo Rigotti, precedente Direttore della UO Nefrologia e Dialisi di Rimini, che è oggi qui anche per ricordare il Dottor Fabio Badiali, nostro collega a noi tutti caro e al quale dedichiamo la nuova sala dialisi con una targa a lui intitolata esposta nella sala d’attesa”.

All’evento hanno infatti preso parte anche Lia Blatti, delegata ANED, e Domenico Roberto, vice presidente regionale AIDO.
Come illustrato da Enrico Sabatini, Direttore attività tecniche Rimini, e da Laura Carlini, “i lavori di ristrutturazione della sala dialisi 1, con complessivo rifacimento di tutte le finiture e impianti per un importo di circa un milione di euro finanziati con fondi regionali, hanno interessato una superficie di 540 mq che insieme alla sala dialisi 2, ristrutturata circa dieci anni fa, porta ad una superficie complessiva del reparto pari a 1.020 mq”.

La nuova centrale di sterilizzazione, frutto di un intervento di ristrutturazione della ex rianimazione, ha comportato il rinnovamento totale delle finiture interne ed esterne della porzione di fabbricato che la ospita oltre al rifacimento di tutti gli impianti elettici, termomeccanici, condizionamento, gas medicali, di sicurezza portandoli a standard di qualità e controllo estremamente elevati, per un’area di intervento di 730 mq al piano smistamento oltre ad alcuni locali tecnici al piano seminterrato. In questo caso l’importo complessivo dei lavori è pari a circa 1,9 milioni di euro oltre all’importo per l’acquisto delle attrezzature, di circa 1,45 milioni di euro.
La centrale di sterilizzazione (va a sostituire l’attuale posta nel cosiddetto “Ottagono”), intesa come risultato finale di un processo che, grazie all'avanzare della tecnologia tende a garantire la condizione in cui la sopravvivenza dei microrganismi è altamente improbabile (nel rispetto delle indicazioni regionali e nazionali in materia di rischio infettivo), sarà attiva 13 ore al giorno dal lunedì al sabato (dalle ore 7 alle 20), con possibilità di apertura per urgenze anche nelle restanti fasce orarie a garanzia dell’attività chirurgica in urgenza/emergenza. Tale centrale processa i dispositivi medici pluriuso, provenienti dalle sale operatorie, dalle unità operative e dagli ambulatori specialistici, garantendo i seguenti standard: competenza di tutti gli operatori coinvolti nel processo di sterilizzazione; sicurezza del processo di sterilizzazione; livelli di sicurezza microbiologica per gli operatori che manipolano i dispositivi prima della sterilizzazione; uniformità delle procedure di sterilizzazione e disinfezione; corretta gestione delle attrezzature presenti.

“La nuova centrale di sterilizzazione di Rimini nasce da una progettualità della Direzione strategica in collaborazione con le Direzioni mediche, la Direzione Infermieristica e Tecnica e l’Ufficio Tecnico – ha sottolineato il suo coordinatore Giampiero Galvani -. E’ stata dotata di attrezzature di ultimissima generazione, quali un tunnel di lavaggio, 6 lavaferri di grandi dimensioni e 5 autoclavi di sterilizzazione a vapore, uno sterilizzatore a perossido di idrogeno per la sterilizzazione a bassa temperatura per i materiali termolabili, così da abbassare i tempi del riprocessamento e aumentare notevolmente gli standard qualitativi. In precedenza il processo standard durava circa 180 minuti, ora ne durerà 140. E il processo effettuato sarà totalmente certificato da un programma di tracciabilità, che fornisce un dossier consultabile con i parametri del ricondizionamento: operatore, orario e i valori inerenti i processi delle tecnologie, utili anche per un’eventuale verifica a ritroso. Confesso che per tutti noi è un momento emozionante e non vediamo l’ora di iniziare a lavorare nella nuova centrale”.

A garanzia dei livelli assistenziali prestazionali è previsto un modello organizzativo a gestione infermieristica: oltre al coordinatore, dunque, 10 infermieri e 23 Operatori Socio Sanitari che hanno effettuato percorso formativo specifico sia in aula che di addestramento sulle nuove tecnologie, iniziato già nel 2019 con retraining specifici ancora in corso. Ciò non solo per la gestione della nuova tecnologia acquisita ma anche per l’attività di riconfezionamento, che prevede la costituzione dei kit chirurgici specialistici già confezionati in buste o container per ogni tipologia di intervento chirurgico, attraverso l’ausilio di check-list e fotografie nel rispetto di standard definiti.
Un sistema che permetterà nel futuro la centralizzazione all’Infermi del ricondizionamento di tutto lo strumentario chirurgico proveniente anche da altri presidi ospedalieri e sedi territoriali del Distretto di Rimini e del Distretto di Riccione, che contano nell’anno 2023 un numero di interventi chirurgici pari a 19.325.

“La riorganizzazione della logistica della nuova sala dialisi è stata anche l'occasione per la valorizzazione del percorso di umanizzazione delle cure – ha evidenziato Cristina Fabbri, Direttrice Direzione infermieristica e tecnica ambito di Rimini - attraverso una riconfigurazione delle postazioni infermieristiche al centro della sala con diretta visione del paziente in trattamento dialitico, permettendo così la continua osservazione e la relazione con il paziente che ricordiamo essere tempo di cura. Il personale infermieristico ha inoltre garantito il mantenimento delle competenze sulle macchine dialisi su ben circa 50 monitor, anche grazie ad una attenta pianificazione della formazione da parte del coordinatore Paola Cappella, che ringrazio insieme a tutto il personale. E’ l’occasione giusta per ricordare il ruolo fondamentale dei colleghi infermieri e Oss della centrale di sterilizzazione, guidati dal coordinatore infermieristico Giampiero Galvani, che ogni giorno garantiscono la gestione di tutto lo strumentario chirurgico e dei dispositivi utilizzati nell'ospedale e nel territorio di Rimini, affinché siano riprocessati nel rispetto delle indicazioni di prevenzione del rischio infettivo, con l'accurato riconfezionamento dei kit e container per ogni tipologia di intervento chirurgico effettuato nelle nostre sale operatorie”.

Le conclusioni sono state affidate a Tiziano Carradori, Direttore Generale di Ausl Romagna. “Sono fermamente convinto che a fare la differenza nell’assistenza sanitaria non sia solo la tecnologia quanto piuttosto la determinazione e la passione di chi opera nel campo sanitario, quella che abbiamo percepito nelle parole di chi mi ha preceduto, un grande capitale umano e professionale che va ad aggiungersi ad aspetti fondamentali come qualità, sicurezza e accoglienza dei luoghi di cura. Da medico di sanità pubblica che ha contribuito allo sviluppo del Servizio Sanitario Regionale e Nazionale mi sento di rivolgere un monito: difendiamo quel grande patrimonio che è la sanita pubblica, frutto di conquiste di uomini e donne del nostro Paese. Siamo ormai abituati a guardare solo al lato finanziario, dimenticandoci che anche la non salute ha un costo e chi negli ultimi tempi si è dedicato a studiare questo aspetto ha notato che compromette l’aspetto economico molto più di quello della spesa sanitaria. Mi auguro dunque che la determinazione dei nostri operatori ci consenta di mantenere quel che è frutto di tali conquiste – l’auspicio finale di Carradori - e che venga altamente considerato perché tutti i cittadini possano esercitare nel miglior modo possibile, essendo in buona salute, la loro condizione di libertà”.

L’inaugurazione è quindi proseguita con il tradizionale taglio del nastro dei nuovi servizi e con il sopralluogo, con i relativi responsabili a fare un po’ da ciceroni, per concludersi con la benedizione impartita da don Mirco Mignani, cappellano dell’ospedale.

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