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Parola d’ordine, migliore accoglienza per i pazienti. Siano essi degenti o ambulatoriali. E’ questa la motivazione principale che ha motivato una serie di lavori che ha portato alla realizzazione dei nuovi ambulatori e camere di degenza per le unità operative di medicina e di gastroenterologia, che si sono inaugurati questa mattina con la partecipazione dell’assessore Jamil Sadegolvaad del Comune di Rimini, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, del direttore dei presidi ospedalieri della provincia di Rimini Romeo Giannei, dei direttori delle Unità operative di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva Mauro Giovanardi e di Medicina Giorgio Ballardini, e della responsabile dell’unità semplice di Diabetologia Anna Carla Babini.

I lavori

Si è trattato di una ristrutturazione che si inserisce nell’ambito della riqualificazione generale dell’edificio denominato “monoblocco” situato presso l’Ospedale Infermi di Rimini, nel quale sono stati effettuati negli ultimi anni, diversi interventi di ristrutturazione edile, strutturale, impiantistica e di adeguamento alle normative per la prevenzione incendi nei vari piani, nell’ottica di una ottimizzazione funzionale e tecnologica degli spazi esistenti.

L'area di intervento è compresa tra la scala “B” e la scala “Ovest” dell'edificio e il progetto riguarda la ristrutturazione dei locali lasciati liberi dal reparto di medicina II. Parte dei nuovi locali (900 metri quadrati) sono destinati a sette ambulatori: sei per la medicina con attività di Diabetologia, Endocrinologia, Epatologia, Day Hospital ed un ambulatorio per visite di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.) e Day Hospital di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva.

Il Day Hospital è dotato di quattro posti letto e due poltrone. Sono inoltre presenti tutti gli spazi di supporto: medicheria, due locali infermieri, locale coordinatore, locale addestramento, segreteria, servizi igienici, locale dietista, sale attesa, sala riunioni, locale associazione, distribuzione farmaci/dispositivi.

L'altra parte dei locali ristrutturati (270 metri) è destinata ad ulteriori dieci posti letto, suddivisi in cinque stanze a due letti l’una e relativi spazi di supporto, per il reparto attiguo di Medicina.

Sono garantiti, inoltre, i rapporti aeroilluminanti e di oscurabilità degli ambienti di degenza e dei locali di lavoro; le camere sono dotate di appositi impianti, collegamenti elettrici e travi testaletto complete di impianti gas medicinali e impianti di chiamata degli infermieri.

I lavori sono durati circa un anno, seguiti dall’Unità operativa Attività Tecniche (diretta dall’architetto Enrico Sabatini), e sono stati completamente finanziati dall'Ausl della Romagna per un importo di euro 800mila. Inoltre sono stati acquistati parte degli arredi per un importo di euro 15mila.

L’attività clinica

L’area ambulatoriale e di Day Hospital della medicina contempla la presenza media, al mattino, di 5-6 medici, divisi nelle varie attività e 1 o 2 al pomeriggio, 5 giorni alla settimana e 1 o 2 al sabato mattina. Il personale infermieristico è rappresentato da una coordinatrice, 9 infermieri e una dietista e un amministrativo.

Nel 2017 sono stati 11.240 i pazienti afferenti ai servizi, per un totale di 21.034 accessi e 23.200 prestazioni. I pazienti diabeti rappresentano circa il 50 per cento: 5.740 (sempre nel 2017), con 12.000 accessi e circa 14.000 prestazioni. Altri 5.500 pazienti, con 9.034 accessi e 9.632 prestazioni afferiscono invece all’area epatologica ed endocrinologica.

Le prestazioni fornite sono: Visite diabetologiche (controlli, prime visite, visite podologiche, gravidanza a rischio), screening e trattamento del piede diabetico (per l’intero ambito provinciale), Dietologia, Educazione terapeutica, visite endocrinologiche, visite post chirurgiche, ecografia tiroide ed ago aspirati (circa 450 all’anno), visite epatologiche, gestione percorso trapianto di fegato, ambulatorio Epatocarcinoma, attività eco interventistica (biopsie epatiche alcolizzazioni, trattamento con radiofrequenze) ecografia, Fibroscan, Ecografia con contrasto.

L’accesso ai letti è legato essenzialmente al trattamento e prevenzione delle complicanze della cirrosi epatica (infusione di albumina, paracentesi), alla diagnostica invasiva (biopsie epatiche) ai trattamenti percutanei di alcolizzazione di tumori del fegato, all’esecuzione di test dinamici endocrinologici, al trattamento in acuto di chetoacidosi diabetiche per evitare il ricovero.

In questa area si concentrano le attività diabetologiche legate al diabete in gravidanza e le alte tecnologie del diabete, la dietetica avanzata (counting dei carboidrati) il piede diabetico.

Sono inoltre disponibili una sala riunioni per momenti educativi ed aggiornamenti di gruppo e uno sportello della farmacia interna per il ritiro di farmaci e dispositivi per diabetici.

La Gastroenterologia ha un posto letto di D.H., che utilizza in gran parte per il trattamento infusionale con farmaci biologici di pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. In questo momento i pazienti attivamente trattati sono 51. Presso il nuovo Day Hospital sarà trasferito anche l'ambulatorio dedicato delle malattie infiammatorie croniche intestinali, presso cui sono seguiti 950 pazienti di cui il 40 per cento affetti da morbo di Crohn e il 60 per cento da Rettocolite Ulcerosa.

Nel 2017 sono state eseguite oltre 1.000 visite di controllo  e 90 prime prime visite.

Dopo l’introduzione del dottor Giannei, l’assessore Sadegolvaad ha evidenziato come “sia stata fatta tanta strada da quando l’ospedale è stato fondato, ormai tanti anni fa. E’ profondamente migliorato e si è innovato, grazie a spazi sempre più accoglienti e alle capacità e abnegazione di medici e operatori. E’ importante evidenziare quanto l’Azienda sanitaria e la Regione impegnino risorse per un’offerta sanitaria sul territorio sempre più adeguata e all’avanguardia”.

Il dottor Busetti ha aggiunto che “queste opere hanno un valore aggiunto intrinseco, al quale si aggiunge il fatto di essere solo un primo tassello di una serie di interventi che miglioreranno ulteriormente l’offerta sanitaria riminese”.

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Il dottor Marcello Lughi, chirurgo presso l' Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell' Ospedale di Forlì, ospite della trasmissione Tuttobene, condotta da Roberto Feroli, in onda su Teleromagna a partire dal 2 luglio e sulle seguenti emittenti delle regioni italiane:

 

 

 

 

Teleromagna
Emilia-Romagna, Marche e Toscana (ch 14), Lombardia (ch 609), Veneto e San
Marino (ch 99) martedì h 11 giovedì h 16,15 sabato 22,40
DeltaTv
Puglia e Basilicata (ch 82)
lunedi h 23,30
Teleturchino
Liguria (ch 72)
venerdì lunedì mercoledì h 14,30
TeleTurchino Extra
Liguria (ch 174)
martedì giovedì sabato h 15,00
Teleclusone Lombardia
Lombardia (ch 609)
tutti i giorni
Videostar
Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Trentino-Alto Adige (ch 90)
martedì h 20,15 replica giovedì ore 12,30 e domenica ore 20,45
Videostar 2
giovedì h 12 e domenica h 19.30
Young Tv (ch 871)
Lazio
martedi 15 giovedi 13 sabato 19
TeleBoario
Lombardia (ch 71)
giovedì h 20,10 domenica h 11,15 lunedì h 16,30
DiTv
Emilia-Romagna (ch 90)
martedì h 23,15 mercoledì h 11,30
DiTv Tele1
Emilia-Romagna (ch 17)
repliche a giorni alterni
VideoStaff
(ch 66)
tutti i giorni
Telesud (ch 115)
Sicilia
a giorni alterni
Teleradiosciacca (ch 19)
Sicilia
domenica 23.30 lunedì ore 7.30 mercoledì ore 20.10 sabato ore 15.00
Tele Romangia (ch 215)
Sardegna
a giorni alterni
Telemaretv (ch 18)
Gorizia Croazia
tutti i giorni
TLT Molise
Molise Puglia e Lazio (ch 43) (ch 14) (ch 114) (ch 613) (ch 615)
Abruzzo (ch 31) (ch 110) (ch 271) (ch 620)
a giorni alterni
Supertvoristano
Sardegna (ch 40)
a giorni alterni
BLUTV
Abruzzo (Pescara e Chieti) (ch h1)
Puglia
(Bari) ch. 32-34-55-E
(Brindisi) ch. 34
(Taranto) ch. 34
Basilicata
(Matera) ch 34 - 50
(Potenza) ch 50
Calabria (Cosenza) ch 34
a giorni alterni
TVPRATO
(Toscana) (ch 39)
a giorni alterni
TSN - Tele Sondrio News
Lombardia (ch 172) (ch 601) (ch 692)
a giorni alterni
Tele2000
(ch 16)
Marche
a giorni alterni
Teletruria 102 (ch 87 Toscana)
SA h. 18.30
DO h. 21.35
LU h. 10.30
Teletruria 2 (ch 185 Toscana)
VE h. 19.30
SA h. 15.40
DO h. 10.00
UmbriaTV (ch 10) a giorni alterni

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Torna in scena a Lugo lo spettacolo "Ciccioni" (19 luglio)
Dopo il tutto esaurito del debutto al Teatro Diego Fabbri di Forlì, e lo spettacolo per le scuole forlivesi ad aprile,  torna in scena “Ciccioni”, questa volta a Lugo, il 19 luglio, alle ore 21 presso l'oratorio di Sant'Onofrio.
I protagonisti, obesi ed ex obesi del reparto di Chirurgia Endocrina dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, diretto dal Dott. Alberto Zaccaroni, ancora una volta testimonieranno, con la loro performance, che l'iniziativa ha un valore terapeutico e liberatorio. Per chi recita e per chi assiste, la rappresentazione diventa una occasione per riflettere sul proprio rapporto col cibo e con la vita.
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L'MD Anderson Cancer Center di Houston si colloca in prima posizione nella classifica annuale dei centri oncologici americani nell'ultima rilevazione, quella del 2017.
 
L'MD Anderson Cancer Center  - Palliative Care Unit ha prodotto quest'anno, con la Oxford University Press, un volume educazionale di 704 pagine su cure palliative e terapie di supporto, rivolto agli Oncologi del Centro,  ma anche immesso in commercio.
 
 Il gruppo di palliativisti e biostatistici di Forlì-Meldola (Romina Rossi - Cure Palliative Meldola,  Emanuela Scarpi - Biostatistica Meldola,   Marco Maltoni - Cure Palliative Forlì - Meldola)  è stato l'unico gruppo italiano chiamato a partecipare alla stesura del volume Hospice and palliative Medicine and Supportive Care, con un capitolo sui fattori prognostici.
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Mercoledì 27 giugno 2018 si aprirà al Centro Residenziale Universitario di  Bertinoro il  quinto congresso mondiale dedicato al trattamento dei traumi.

Il comitato organizzatore è rappresentato dalla WSES la Società mondiale di Chirurgia d’urgenza e del Trauma. I presidenti del congresso sono il Dott. Luca Ansaloni (direttore UO di Chirurgia d’urgenza e traumi dell’Ospedale M Bufalini di Cesena), il Dott. Vanni Agnoletti (direttore UO di Anestesia e Rianimazione dell’Opsedale M Bufalini di Cesena), il Dott. Federico Coccolini (chirurgo della UO di Chirurgia d’urgenza e traumi dell’Ospedale M Bufalini di Cesena), il Dott. Fausto Catena (direttore UO Chirurgia d’Urgenza AOU Parma) ed il Dott. Massimo Sartelli (Chirurgo del Dipartimento Chirurgico dell’ospedale di Macerata). Il congresso, che ha richiamato professionisti da tutto il mondo, ha come scopo quello della condivisione di strategie gestionali, cliniche e terapeutiche del paziente politraumatizzato. Le culture a confronto sono tante ed i nomi di assoluta rilevanza internazionale: Moore (USA), Scalea (USA), Kluger (Israele), Kelly (Australia), Coimbra (USA), Chirica (Francia) e tanti altri dal Brasile, Spagna, Irlanda, Grecia, Russia, Olanda ed Inghilterra. I lavori inizieranno il 27 Giugno, alle ore 7 di mattina, in linea con lo stile internazionale, e termineranno il 30 Giugno alle ore 17.30 con la discussione di linee guida internazionali e nazionali. Questo meeting rappresenta l’espressione massima non solo della competenza ma anche della capacità di relazione che sta alla base di tutte le imprese difficili ed affascinanti del nostro mestiere (Luca Ansaloni). La condivisione delle informazioni e delle culture sta alla base del progetto di tutti i congressi organizzati dalla WSES.

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Si informa l’utenza che nei prossimi mesi di luglio e agosto, lo Sportello CUP e il Punto Prelievi di Miramare (situati rispettivamente in piazza Decio Raggi e in via Locatelli) saranno aperti al pubblico nelle seguenti giornate:

  • Sportello CUP: il martedì;
  • Punto prelievi: il lunedì, il mercoledì e il venerdì.

 

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Continua l’opera di infrastrutturazione e rinnovamento, edilizio e tecnologico, dell’Ospedale “Per gli Infermi” di Faenza. Nelle ultime settimane la Risonanza Magnetica Nucleare (Rmn) presente all’ospedale è stata completamente rinnovata con un nuovo software che l’ha rese più performante. Procedono inoltre i lavori di ampliamento e ristrutturazione complessiva dell’Ospedale. Tutto raccontato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il direttore medico dell’Ospedale dottor Davide Tellarini, il direttore dell’Unità operativa di Radiologia dottor Carlo Orzincolo.

La Risonanza Magnetica

Va in primo luogo ribadito che la Radiologia di Faenza, diretta dal dottor Carlo Orzincolo, è funzionalmente inserita nella rete delle Radiologie dell’ambito territoriale ravennate insieme a quella di Ravenna e Cervia e a quella di Lugo, che ricomprende anche le unità semplici di Angiologia e Interventistica vascolare e di Neuroradiologia. Rete che, nel 2017, ha erogato oltre 411mila prestazioni, di cui circa trentamila risonanze magnetiche.

La Radiologia di Faenza consta di 9 medici, 27 tecnici di radiologia, 7 infermieri e 5 oss ed è suddivisa in cinque sezioni:

  • Sezione Rx e Pronto soccorso: dotata di apparecchiature Rx, anche digitali dirette (telecomando, diagnostica diretta e diagnostica di Pronto Soccorso);
  • Sezione ecografica: con 3 ecografi
  • Sezione di densitometria;
  • Sezione Tomografia computerizzata: con apparecchiato Tac a 16 strati;
  • Sezione Risonanza: con l’apparecchio che è stato rinnovato.

Nel dettaglio di quest’ultimo aspetto, attraverso l’aggiornamento appena effettuato, il presidio faentino ha ora a disposizione un apparecchio innovativo, caratterizzato da una maggior velocità di esecuzione degli esami; minor dose di radiazioni per il paziente; maggior performatività e dunque accuratezza negli esami. Costo dell’aggiornamento, 500mila euro. Nel 2017 presso l’ospedale “Per gli Infermi” sono state eseguite 8.849 risonanze.

Il dottor Orzincolo ha inoltre aggiunto che, nel giro di pochi mesi, vi sarà un’ulteriore implementazione delle tecnologie elettrobiomedicali, presso l’ospedale. E per la precisione sarà aggiornata l’attuale Tac con un nuovo apparecchio a 128 strati (come quello inaugurato martedì scorso all’ospedale di Ravenna) che garantirà esami più veloci, miglior qualità dei referti e migliori condizioni per il paziente; si aggiunge una apparecchiatura per rendere più veloci e performanti gli esami rx del pronto soccorso, che sarà collocata nel rinnovato Pronto soccorso non appena operativo.

Il professionista ha inoltre ulteriormente precisato che è operativo a Faenza (così come peraltro in altre strutture del ravennate) un protocollo che prevede l’esecuzione di esami (compresa la Risonanza magnetica) 7 giorni a settimana e per 12 ore al giorno.

I lavori

E a proposito del Pronto soccorso, i lavori ripartono col vento in poppa, come evidenziato dal dottor Tellarini. La ditta che li stava eseguendo, e che ha costretto ad uno stop per proprie problematiche interne, ha infatti ottenuto dal Tribunale di Rovigo l’approvazione del Concordato in Continuità. Questo consente di riprendere i lavori e di avere un nuovo cronoprogramma. E’ stata rimontata proprio in questi giorni la camera calda provvisoria, in modo da pater riprendere il cantiere, che dovrebbe concludersi il 30 settembre. A quel punto avrà luogo la collocazione degli arredi e delle apparecchiature elettromedicali, che sono già state acquisite, per cui, dopo i necessari collaudi, è ragionevole prevedere che entro ottobre – novembre 2018, e comunque non oltre inizio 2019, il nuovo Pronto soccorso possa aprire i battenti. In autunno partiranno i lavori per la Farmacia interna.

A queste opere si associano i lavori di ristrutturazione generale della struttura, con un intervento in corso di appalto del valore di 7.261.800 euro. L’intervento è suddiviso in quattro parti. La prima è la sostituzione di coperture vecchie e vetuste e manutenzione di tetti per complessivi 3.500 metri quadrati circa. Le altre tre fasi contemplano: costruzione dei collegamenti verticali e degli accessi dell’area Est, realizzazione dei locali dell’Endoscopia digestiva e della Pediatria (lavori per complessivi 1.200 metri quadri circa); ristrutturazione e miglioramento sismico (circa 1.500 metri quadrati); adeguamento e restauro di varie parti tra cui le scale storiche e il campanile.

 

Soddisfazione per lo stato della situazione è stato espresso dal sindaco Malpezzi, in particolare per la continua infrastrutturazione dell’ospedale. “Voglio ricordare – ha detto il sindaco – che quella risonanza magnetica è stata donata nel 2005 dal comitato delle Valli del Lamone e del Senio, e costò 1.350.000 euro. Quindi con l’occasione torniamo a ringraziare la comunità faentina per la propria generosità, e anche l’Azienda che con questo investimento proprio ha di fatto rinnovato completamente quell’apparecchio. L’innovazione tecnologica è fondamentale, così come la gestione efficace delle apparecchiature, e in questo ospedale in cui si lavora e le si fa lavorare 7 giorni a settimana, questo accade”.

 

Approfondimento tecnico sulla Risonanza Magnetica

L’aggiornamento della Risonanza Magnetica alla versione TM4G& Dot del Reparto di Radiologia consente di prolungare il ciclo di vita del sistema stesso, consentendo di effettuare un balzo in avanti in termini di qualità e produttività nell’ambito di tomografi a Risonanza Magnetica; l’aggiornamento sia di tipo Hardware che di tipo Software ha toccato numerosi parti del sistema RM e si tramuta in una serie di progressi tecnologici tra cui in primis la Catena di Radiofrequenza completamente digitale e i Gradienti. Tale aggiornamento ha portato la Catena di Radiofrequenza a 48 canali Riceventi Indipendenti ed il Sistema Gradienti ad una intensità massima per singolo asse pari a 45 mt/m e slew rate massimo fino a 200 mt/m/msec,; tali valori allo stato dell’arte per effettuare esami di Risonanza Magnetica portano una qualità di immagini e dettaglio anatomico dei distretti da studiare superiore alla versione precedente.

I valori di cui sopra combinati ai nuovi protocolli, in primis quelli volumetrici, che sono ora disponibili sulla consolle della macchina, consentono di approcciare nuove tipologie di studio ed effettuare ricostruzioni su tutti i piani dello spazio in alta risoluzione per visualizzare strutture anatomiche e patologie di piccola dimensione. Negli studi che richiedevano solitamente il trattenimento del respiro da parte del paziente, beneficiano oggi di una riduzione cospicua della scansione o addirittura dell’esecuzione di esami “free-breathing”.

Le nuove sequenze RESOLVE, hanno incrementato l’accuratezza diagnostica degli studi cosiddetti in “diffusione”  con risoluzione spaziale più elevata, che permette una miglior caratterizzazione delle lesioni oncologiche.

Non da meno è importante sottolineare come le nuove bobine in dotazione, che vengono posizionate sul distretto anatomico da studiare, oltre che essere più performanti nella ricezione dei segnali provenienti dal corpo sono maneggevoli, flessibili e combinabili tra loro, in modo da potersi adeguare all’anatomia del paziente da esaminare, massimizzando il comfort dello stesso.

Di rilevanza, tra di esse, quella del distretto testa-collo che rispetto alla precedente è più “aperta” per garantire la massima luminosità all’interno del gantry e ridurre pertanto l’eventuale sentore di claustrofobia e ansietà. La nuova bobina che si posiziona per lo studio dell’addome è costituita di materiale molto leggero e pertanto ne comporta un migliore comfort e collaborazione dai pazienti durante l’esame.

Infine, l’elevato livello di automatizzazione nell’esecuzione degli esami, DOT, aiuta l’operatore a velocizzare la durata dell’intero esame quindi, a minimizzare il posizionamento dei pacchetti da scansionare.

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L'edizione 2018 di Superquark si aprirà, mercoledì 4 luglio, su Rai 1, con un servizio sulla robotica dell'ospedale di Forlì

Subito dopo la messa in onda del documentario, infatti, alle 22 circa, il notissimo conduttore Piero Angela aprirà l'edizione 2018 della trasmissione Superquark con il servizio realizzato dalla troupe guidata dal giornalista Lorenzo Pinna, nell'ospedale "Morgagni -Pierantoni " di Forlì.

L'obiettivo del noto giornalista era di raccontare, con la collaborazione in loco della giornalista Tiziana Rambelli, la formazione dei chirurghi robotici e i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, dei farmaci in monodose, del vitto e di altro materiale.

La chirurgia robotica forlivese ha festeggiato da pochi mesi il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline. Alle riprese hanno partecipato, tra gli altri, giovani chirurghi italiani e stranieri, specializzandi universitari e chirurghi già specializzati.

Il giornalista di Superquark ha ripreso nel nosocomio forlivese anche altri aspetti della informatizzazione, che caratterizzano questa struttura, quali la distribuzione automatizzata del farmaco, dei pasti, delle divise e del materiale ospedaliero.

Il robot chirurgico Da Vinci è stato donato all'ospedale forlivese dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e presenta dati di attività fortemente significativi. Nei primi dieci anni sono stati effettuati oltre 1700 interventi, suddivisi in ben sette discipline chirurgiche.

Lorenzo Pinna, autore del servizio, è un noto giornalista scientifico e ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi televisivi tra cui Quark e Superquark. È autore e coautore (insieme a Piero Angela) anche di libri di divulgazione scientifica. Tra i vari riconoscimenti ottenuti come divulgatore, il Premio Europeo Cortina Ulisse.

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Eccellenze dell'informazione scientifica: a Roma premiata la rivista “Medico e Bambino”. Con il progetto dal titolo “L’etica delle responsabilità” la rivista ‘Medico e Bambino’ – periodico diretto dal dottor Federico Marchetti, primario dell’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna,  e che rappresenta un punto di riferimento importante nella formazione medica continua del pediatra italiano - si è aggiudicata il primo premio tra i progetti digitali della seconda edizione di “Le Eccellenze dell’Informazione Scientifica e la Centralità del Paziente”, evento patrocinato da FNOMCeO e da FareRete onlus.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri a Roma. A ritirare il premio - che mira al riconoscimento della qualità dei progetti di informazione scientifica valorizzando quelli che hanno generato un reale beneficio per la salute dei cittadini e un decisivo progresso verso l’affermazione della centralità del paziente - è stato lo stesso dottor Federico Marchetti.

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L’Associazione “Rimini Solidale Onlus” torna a donare all’Ospedale di Rimini. Rivolgendosi ai pazienti più piccoli e delicati, i neonati prematuri. La Onlus - che da ormai dieci anni è impegnata in favore delle strutture sanitarie riminesi ha infatti donato un ecografo con sonda lineare per posizionamento eco guidato dei cateteri venosi centrali in Terapia Intensiva Neonatale, che è stato inaugurato alla presenza del presidente della “Rimini Solidale” Maurizio Focchi, della vicepresidente Micaela Dionigi, del direttore medico dei Presidi Ospedalieri riminesi Romeo Giannei, della dottoressa Gina Ancora (direttore della TIN dell’Ospedale di Rimini) e della dottoressa Paola Lombardini (direttore settore Acquisti dell’Ausl Romagna).

Approfondimento clinico

Come spiegato dalla dottoressa Ancora, la cannulazione di vene/arterie è fondamentale nella cura del paziente in TIN per la somministrazione di liquidi e farmaci e per scopi di monitoraggio. La pratica di usare l'anatomia di superficie e la palpazione per identificare la posa di vie venose/arteriose si basa sulla posizione presunta del vaso e l’inserimento alla cieca dell'ago fino a quando del sangue non viene aspirato.

Sebbene l'inserimento di cateteri vascolari sia una manovra frequentemente eseguita in terapia intensiva, e sia parte integrante della formazione e della pratica medica dell'intensivista, essa si associa spesso a complicanze ed il tasso di successo va dal 60 al 95 per cento. Una stima del 2003 ha citato l'inserimento di circa 5 milioni di cateteri venosi centrali (nella vena giugulare interna, sottoclaveare e femorale venosa) ogni anno negli Stati Uniti, con un tasso di complicanze meccaniche fra il 5 ed il 19 per cento. Tali complicazioni possono verificarsi più spesso con operatori meno esperti, con anatomie difficili del paziente, situazioni procedurali rapide (in emergenza) e la presenza di comorbidità (coagulopatia, enfisema polmonare, ecc...). Riguardo i cateteri venosi centrali, le complicanze meccaniche includono la puntura arteriosa accidentale, la formazione di un ematoma, di un emotorace, di pneumotorace, di fistole artero-venose, di embolia gassosa venosa, di lesioni nervose, di lesioni del dotto toracico sul lato sinistro, di dissezione endoluminale e la puntura dell’aorta. L'incidenza di complicanze meccaniche aumenta di sei volte quando più di tre tentativi vengono fatti dallo stesso operatore.

L’uso dell’ecografia per la visualizzazione della vena da pungere, che si trova in profondità e che quindi non è visibile superficialmente, migliora notevolmente il tasso di successo nel posizionare un catetere venoso centrale e riduce il tasso di complicanza quali infezioni e trombosi. Ad oggi le linee guida internazionali parlano di posizionare tutti gli accessi venosi tramite ecografia. La venipuntura guidata da ultrasuoni sta rapidamente diventando la tecnica standard per raggiungere una linea centrale in neonati e bambini. L'ecografia offre la possibilità di scegliere l'accesso venoso più appropriato e più sicuro, oltre a eseguire una procedura sicura al 100 per cento.

Approfondimento tecnico

L’ecografo donato dalla Rimini Solidale Onlus, del valore commerciale di circa 23mila euro, è un apparecchio portatile modello Sonosite M-Turbo completo di carrello ergonomico, con garanzia di durata di cinque anni. La dotazione di sonda lineare consente di operare con maggior sicurezza per l’applicazione dei cateteri venosi centrali, specialmente in pazienti di picole dimensioni come sono i neonati, specie se pretermine

La “Rimini Solidale Onlus” e l’Ospedale “Infermi” di Rimini

Nell’ormai lontana giornata del 9 giugno 2008, quasi dieci anni fa esatti, si svolse l'inaugurazione della Tomografia Computerizzata a 64 strati, meglio nota come Tac Multistrati. Si trattava della prima donazione dell'associazione, nata nel 2007 ad opera di un gruppo di importanti e lungimiranti imprenditori riminesi, proprio con lo scopo di sostenere la sanità del territorio riminese. Si trattava anche della prima apparecchiatura di quel tipo, rivoluzionario, introdotta nell'Azienda USL.

In quella circostanza il presidente della “Rimini Solidale Onlus”, dottor Maurizio Focchi, disse che “il rapporto tra la nostra associazione e l’A.Usl non si conclude qui”. Parole profetiche. Negli anni successivi l'associazione ha donato:

Anno 2008 e successi –  Apparecchiature di supporto alla Tac multistrato

Anno 2011 - Mammografo mobile

Anno 2013 – Laser confocale per la Dermatologia

Anno 2015 - Sistema per biopsia mammaria per la Senologia

Anno 2017 – Sistema formativo con simulazione attiva per mamma bambino per la TIN.

Quindi la donazione di oggi.

Il dottor Giannei ha sottolineato con grande forza la stretta collaborazione tra società civile e sanità riminese, “che negli anni ha consentito di qualificare notevolmente la nostra offerta sanitaria”. Il presidente della Rimini Solidale Focchi ha aggiunto che “siamo un gruppo di persone che ama la sua sanità e che ha deciso, nel corso degli anni, di dare il proprio contributo. Stiamo continuando a farlo, e ne siamo felici, poiché vediamo che gli apparecchi che utilizziamo si inseriscono in una realtà sanitaria di alta livello e nella quale possono essere utilizzati, e sono utilizzati, al meglio”.

ZOOM SULL’ATTIVITA’ DELLA TIN

L'Unità Operativa “Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale” (TIN) fornisce assistenza a circa 3.500 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. Non tutte le famiglie sono riminesi: talune scelgono la struttura dell'”Infermi” pur provenendo da altri territori.

I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale. E' disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico.

La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L'Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche molto pretermine.

Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la TIN è uno dei pochi reparti aperto alle famiglie 24 ore su 24, avvalendosi della collaborazione di una psicologa che può seguirle dalla  degenza in Ostetricia a quella in TIN.

A margine dell’inaugurazione la dottoressa Ancora ha colto l’occasione per ribadire, anche a nome delle società scientifiche dei neonatologi, l’importanza del parto in sicurezza e in punti nascita che hanno tutte le caratteristiche per essere sicuri. Proprio due giorni fa si è tra l’altro tenuta a Bologna una conferenza stampa su questo tema in cui sono state illustrate le "5 proposte per migliorare la sicurezza di madre e neonato" rispetto ai punti nascita, peraltro già oggetto di una conferenza stampa due giorni fa a Bologna. "In Emilia Romagna - recita il relativo manifesto - i dati sull'assistenza materna e neonatale sono buoni ma si può fare di più".

Ecco le 5 proposte: "Attenta valutazione delle gravidanze": quelle a basso rischio è appropriato vengano assistite dalle ostetriche, quelle a rischio devono essere seguite anche da medico specialista.

In secondo luogo "Assistenza alla gravidanza e al puerperio il più possibile vicine alla residenza", comprendendo anche l'assistenza domiciliare.

Terza proposta: "Tutti i parti devono essere assistiti presso le strutture in cui nascano almeno mille bambini ogni anno": quando il parto diventa complicato in maniera imprevista solo la presenza di un gruppo di professionisti con buona esperienza e abituati all'emergenza garantisce a mamma e bambino la miglior assistenza possibile.

Quarto: "Nelle gravidanze a rischio il parto deve svoglersi in strutture di secondo livello, in cui è presente una terapia intensiva neonatale".

Infine, quinta ed ultima proposta, "Per garantire il benessere della donna e del nascituro" l'assistenza deve essere attenta alle esigenze e alle tradizioni delle singole coppie mamma-bambino, gli ambienti devono essere confortevoli e permettere la permanenza di una persona scelta dalla donna, deve essere inoltre garantito il contatto pelle-pelle tra mamma e bimbo nelle prime due ore dopo il parto anche per avviare un buon allattamento al seno.


                                               

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