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Parola d’ordine, migliore accoglienza per i pazienti. Siano essi degenti o ambulatoriali. E’ questa la motivazione principale che ha motivato una serie di lavori che ha portato alla realizzazione dei nuovi ambulatori e camere di degenza per le unità operative di medicina e di gastroenterologia, che si sono inaugurati questa mattina con la partecipazione dell’assessore Jamil Sadegolvaad del Comune di Rimini, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti, del direttore dei presidi ospedalieri della provincia di Rimini Romeo Giannei, dei direttori delle Unità operative di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva Mauro Giovanardi e di Medicina Giorgio Ballardini, e della responsabile dell’unità semplice di Diabetologia Anna Carla Babini.

I lavori

Si è trattato di una ristrutturazione che si inserisce nell’ambito della riqualificazione generale dell’edificio denominato “monoblocco” situato presso l’Ospedale Infermi di Rimini, nel quale sono stati effettuati negli ultimi anni, diversi interventi di ristrutturazione edile, strutturale, impiantistica e di adeguamento alle normative per la prevenzione incendi nei vari piani, nell’ottica di una ottimizzazione funzionale e tecnologica degli spazi esistenti.

L'area di intervento è compresa tra la scala “B” e la scala “Ovest” dell'edificio e il progetto riguarda la ristrutturazione dei locali lasciati liberi dal reparto di medicina II. Parte dei nuovi locali (900 metri quadrati) sono destinati a sette ambulatori: sei per la medicina con attività di Diabetologia, Endocrinologia, Epatologia, Day Hospital ed un ambulatorio per visite di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.) e Day Hospital di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva.

Il Day Hospital è dotato di quattro posti letto e due poltrone. Sono inoltre presenti tutti gli spazi di supporto: medicheria, due locali infermieri, locale coordinatore, locale addestramento, segreteria, servizi igienici, locale dietista, sale attesa, sala riunioni, locale associazione, distribuzione farmaci/dispositivi.

L'altra parte dei locali ristrutturati (270 metri) è destinata ad ulteriori dieci posti letto, suddivisi in cinque stanze a due letti l’una e relativi spazi di supporto, per il reparto attiguo di Medicina.

Sono garantiti, inoltre, i rapporti aeroilluminanti e di oscurabilità degli ambienti di degenza e dei locali di lavoro; le camere sono dotate di appositi impianti, collegamenti elettrici e travi testaletto complete di impianti gas medicinali e impianti di chiamata degli infermieri.

I lavori sono durati circa un anno, seguiti dall’Unità operativa Attività Tecniche (diretta dall’architetto Enrico Sabatini), e sono stati completamente finanziati dall'Ausl della Romagna per un importo di euro 800mila. Inoltre sono stati acquistati parte degli arredi per un importo di euro 15mila.

L’attività clinica

L’area ambulatoriale e di Day Hospital della medicina contempla la presenza media, al mattino, di 5-6 medici, divisi nelle varie attività e 1 o 2 al pomeriggio, 5 giorni alla settimana e 1 o 2 al sabato mattina. Il personale infermieristico è rappresentato da una coordinatrice, 9 infermieri e una dietista e un amministrativo.

Nel 2017 sono stati 11.240 i pazienti afferenti ai servizi, per un totale di 21.034 accessi e 23.200 prestazioni. I pazienti diabeti rappresentano circa il 50 per cento: 5.740 (sempre nel 2017), con 12.000 accessi e circa 14.000 prestazioni. Altri 5.500 pazienti, con 9.034 accessi e 9.632 prestazioni afferiscono invece all’area epatologica ed endocrinologica.

Le prestazioni fornite sono: Visite diabetologiche (controlli, prime visite, visite podologiche, gravidanza a rischio), screening e trattamento del piede diabetico (per l’intero ambito provinciale), Dietologia, Educazione terapeutica, visite endocrinologiche, visite post chirurgiche, ecografia tiroide ed ago aspirati (circa 450 all’anno), visite epatologiche, gestione percorso trapianto di fegato, ambulatorio Epatocarcinoma, attività eco interventistica (biopsie epatiche alcolizzazioni, trattamento con radiofrequenze) ecografia, Fibroscan, Ecografia con contrasto.

L’accesso ai letti è legato essenzialmente al trattamento e prevenzione delle complicanze della cirrosi epatica (infusione di albumina, paracentesi), alla diagnostica invasiva (biopsie epatiche) ai trattamenti percutanei di alcolizzazione di tumori del fegato, all’esecuzione di test dinamici endocrinologici, al trattamento in acuto di chetoacidosi diabetiche per evitare il ricovero.

In questa area si concentrano le attività diabetologiche legate al diabete in gravidanza e le alte tecnologie del diabete, la dietetica avanzata (counting dei carboidrati) il piede diabetico.

Sono inoltre disponibili una sala riunioni per momenti educativi ed aggiornamenti di gruppo e uno sportello della farmacia interna per il ritiro di farmaci e dispositivi per diabetici.

La Gastroenterologia ha un posto letto di D.H., che utilizza in gran parte per il trattamento infusionale con farmaci biologici di pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. In questo momento i pazienti attivamente trattati sono 51. Presso il nuovo Day Hospital sarà trasferito anche l'ambulatorio dedicato delle malattie infiammatorie croniche intestinali, presso cui sono seguiti 950 pazienti di cui il 40 per cento affetti da morbo di Crohn e il 60 per cento da Rettocolite Ulcerosa.

Nel 2017 sono state eseguite oltre 1.000 visite di controllo  e 90 prime prime visite.

Dopo l’introduzione del dottor Giannei, l’assessore Sadegolvaad ha evidenziato come “sia stata fatta tanta strada da quando l’ospedale è stato fondato, ormai tanti anni fa. E’ profondamente migliorato e si è innovato, grazie a spazi sempre più accoglienti e alle capacità e abnegazione di medici e operatori. E’ importante evidenziare quanto l’Azienda sanitaria e la Regione impegnino risorse per un’offerta sanitaria sul territorio sempre più adeguata e all’avanguardia”.

Il dottor Busetti ha aggiunto che “queste opere hanno un valore aggiunto intrinseco, al quale si aggiunge il fatto di essere solo un primo tassello di una serie di interventi che miglioreranno ulteriormente l’offerta sanitaria riminese”.

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La notte tra il 27 e il 28 giugno 2008, improvvisamente, Gianni Donati è volato via a soli 31 anni, a causa di un incidente stradale.Sono trascorsi dieci anni e nessuno tra i colleghi dell'allora Ausl di Forlì, degli amici, dei volontari, degli sportivi e degli artisti che lui frequentava, lo ha dimenticato.

Laureato in Scienze Politiche, Gianni lavorava all'Ausl come addetto stampa.Tra le sue passioni il teatro, il basket (è stato arbitro e istruttore provinciale dei mini-arbitri), ma anche la musica ed i viaggi. Di amici ne aveva tantissimi: sui campi da basket, sul palco di un teatro, nell’Azione Cattolica della parrocchia di Ravaldino, nel mondo del giornalismo forlivese. Aveva interpretato San Francesco nel musical ‘Forza venite gente!’ per la prima volta a dieci anni. Poi di nuovo, da grande e ancora aveva recitato con la compagnia dell’Azione Cattolica ‘Il Sicomoro’ in ‘Skid Row Shop’ (La piccola bottega degli orrori) e con il ‘Magicomio’, costituita da ragazzi di Ravaldino.Gianni era stato educatore dei giovanissimi e dei giovani di Azione Cattolica, nonché consigliere parrocchiale.

 

E pochi mesi dopo la sua morte, a dicembre 2008, il nome di Gianni Donati, è rimasto indelebilmente legato a quei temi di solidarietà e umanità, da lui coltivati con impegno e passione.Il Centro Studi per il Volontariato e la Solidarietà dell’Azienda USL di Forlì, di cui era entusiasta socio fondatore , nel dicembre di quello stesso anno fu a lui intitolato e dedicato , lo ricordò nell’ambito di un convegno cittadino sul tema della tutela dei diritti umani, in cui fu ospite e testimonial il grande poeta Tonino Guerra.

Da allora il Centro Studi “Giovanni Donati” promuove iniziative , eventi , convegni , rivolti ad approfondire tematiche in ambito di tutela dei Diritti umani , garanzia di equità in Salute , cooperazione internazionale, in sintonia con lo spirito di Volontariato e Solidarietà per cui Gianni si è speso sempre nella sua breve e intensa vita.

 

Il comitato scientifico del Centro Studi “Giovanni Donati” per il Volontariato e la Solidarietà

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Il dottor Marcello Lughi, chirurgo presso l' Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell' Ospedale di Forlì, ospite della trasmissione Tuttobene, condotta da Roberto Feroli, in onda su Teleromagna a partire dal 2 luglio e sulle seguenti emittenti delle regioni italiane:

 

 

 

 

Teleromagna
Emilia-Romagna, Marche e Toscana (ch 14), Lombardia (ch 609), Veneto e San
Marino (ch 99) martedì h 11 giovedì h 16,15 sabato 22,40
DeltaTv
Puglia e Basilicata (ch 82)
lunedi h 23,30
Teleturchino
Liguria (ch 72)
venerdì lunedì mercoledì h 14,30
TeleTurchino Extra
Liguria (ch 174)
martedì giovedì sabato h 15,00
Teleclusone Lombardia
Lombardia (ch 609)
tutti i giorni
Videostar
Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Trentino-Alto Adige (ch 90)
martedì h 20,15 replica giovedì ore 12,30 e domenica ore 20,45
Videostar 2
giovedì h 12 e domenica h 19.30
Young Tv (ch 871)
Lazio
martedi 15 giovedi 13 sabato 19
TeleBoario
Lombardia (ch 71)
giovedì h 20,10 domenica h 11,15 lunedì h 16,30
DiTv
Emilia-Romagna (ch 90)
martedì h 23,15 mercoledì h 11,30
DiTv Tele1
Emilia-Romagna (ch 17)
repliche a giorni alterni
VideoStaff
(ch 66)
tutti i giorni
Telesud (ch 115)
Sicilia
a giorni alterni
Teleradiosciacca (ch 19)
Sicilia
domenica 23.30 lunedì ore 7.30 mercoledì ore 20.10 sabato ore 15.00
Tele Romangia (ch 215)
Sardegna
a giorni alterni
Telemaretv (ch 18)
Gorizia Croazia
tutti i giorni
TLT Molise
Molise Puglia e Lazio (ch 43) (ch 14) (ch 114) (ch 613) (ch 615)
Abruzzo (ch 31) (ch 110) (ch 271) (ch 620)
a giorni alterni
Supertvoristano
Sardegna (ch 40)
a giorni alterni
BLUTV
Abruzzo (Pescara e Chieti) (ch h1)
Puglia
(Bari) ch. 32-34-55-E
(Brindisi) ch. 34
(Taranto) ch. 34
Basilicata
(Matera) ch 34 - 50
(Potenza) ch 50
Calabria (Cosenza) ch 34
a giorni alterni
TVPRATO
(Toscana) (ch 39)
a giorni alterni
TSN - Tele Sondrio News
Lombardia (ch 172) (ch 601) (ch 692)
a giorni alterni
Tele2000
(ch 16)
Marche
a giorni alterni
Teletruria 102 (ch 87 Toscana)
SA h. 18.30
DO h. 21.35
LU h. 10.30
Teletruria 2 (ch 185 Toscana)
VE h. 19.30
SA h. 15.40
DO h. 10.00
UmbriaTV (ch 10) a giorni alterni

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Torna in scena a Lugo lo spettacolo "Ciccioni" (19 luglio)
Dopo il tutto esaurito del debutto al Teatro Diego Fabbri di Forlì, e lo spettacolo per le scuole forlivesi ad aprile,  torna in scena “Ciccioni”, questa volta a Lugo, il 19 luglio, alle ore 21 presso l'oratorio di Sant'Onofrio.
I protagonisti, obesi ed ex obesi del reparto di Chirurgia Endocrina dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, diretto dal Dott. Alberto Zaccaroni, ancora una volta testimonieranno, con la loro performance, che l'iniziativa ha un valore terapeutico e liberatorio. Per chi recita e per chi assiste, la rappresentazione diventa una occasione per riflettere sul proprio rapporto col cibo e con la vita.
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A Cesena prenderà il via a novembre il primo master universitario di secondo livelloAcute Care Surgery And Trauma (MiACS&T) Orazio Campione e Giorgio Gambale”, organizzato da Alma Mater Studiorum Università di Bologna (Scuola di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche), in collaborazione con l’Azienda USL della Romagna e il patrocinio della World Society of Emergency Surgery (WSES). L’ente gestore è Servizi integrati d’Area SEr.In.AR Forlì – Cesena.

L’importante proposta formativa – presentata oggi a Cesena – è volta a declinare a livello italiano ed europeo la Acute Care Surgery (Chirurgia d’urgenza), fornendo conoscenze teorico-pratiche e capacità di autonomia organizzativa relative a tutte le tre componenti dell’ACS stessa: la chirurgia d’urgenza non-traumatica, il trattamento del trauma e la gestione del malato critico. Mira dunque a formare professionisti con competenze clinico-organizzative che si occupino dell’Emergenza/Urgenza Chirurgica, traumatica e non.

E’ rivolto ai laureati in Medicina e Chirurgia e soprattutto agli specialisti in Chirurgia Generale, in Anestesiologia e Rianimazione ed in Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso.

Il Consiglio Scientifico è costituito da: Rita Maria Melotti (Direttrice, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Vanni Agnoletti (AUSL Romagna); Luca Ansaloni, (AUSL Romagna); Fausto Catena (World Society of Emergency Surgery); Federico Coccolini, (AUSL Romagna); Giorgio Ercolani (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Emiliano Gamberini (AUSL Romagna); Luciano Margara (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Emanuele Padovani (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Gilberto Poggioli (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Alessandro Ricci (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna); Massimo Sartelli, (World Society of Emergency Surgery); Pierluigi Viale ( Alma Mater Studiorum, Università di Bologna).

Il programma è suddiviso in quattro moduli: il Trauma; Diagnostica e trattamento della patologia chirurgica non-traumatica; il paziente critico; l’organizzazione nell’ACS&T.

Il corso ha durata di un anno, da novembre 2018 a ottobre 2019. Il programma prevede 150 ore di didattica frontale per 20 giornate di lezione organizzate in gruppi da 2/3 giornate, alcuni workshop ed un tirocinio di 80 giornate presso l’ospedale Bufalini. Il bando per la partecipazione scade il 14 settembre 2018.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria Didattica: master.miacset@unibo.it - 338 6649881. Il bando e tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione sono disponibili  su www.unibo.it

                                                                                                                                              

A chi è dedicato

Orazio Campione (1948 -2003), era diventato Professore Ordinario dell’Università di Bologna nel 1998, dove aveva percorso tutta la sua formazione didattica, scientifica ed assistenziale producendo più di 500 pubblicazioni, distinguendosi particolarmente nel campo della chirurgia d’urgenza. In una lettera firmata “quelli che hanno lavorato con te” diffusa nel giorno del decesso si legge: “Una carriera piena di successi e soddisfazioni, ma troppo breve. Sei stato un uomo che non ha avuto bisogno di indossare giacca e cravatta, ti è bastata la tua divisa da lavoro. A tratti duro, pronto ad arrabbiarti se anche la minima sbavatura o disattenzione potesse inficiare la qualità della cura o l'assistenza al malato. Un maestro. Severo ed esigente, ma che non ci ha mai lasciati soli nei momenti difficili”.

Giorgio Gambale (1955 – 2015), anestesista-rianimatore presso l’Ospedale Maggiore di Bologna, si è occupato di traumatologia ed organizzazione dei sistemi per il trauma ed è stato tra i protagonisti dell’avvio, primo in Italia, dell’elisoccorso. In seguito ha contribuito, presso la ex Azienda Usl di Forlì, al coordinamento dell’attività dei blocchi chirurgici, sviluppando un sistema informatizzato per la sicurezza e l’efficienza dei percorsi operatori che ha ricevuto riconoscimenti a livello europeo. Direttore dell’Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena, ha guidato il Dipartimento di Emergenza dello stesso Ospedale. La sua esperienza professionale e umana, riletta con la lente della malattia, è raccontata in “La medicina secondo Capitan Zantax”, pubblicato nell’aprile 2015.

 

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L'MD Anderson Cancer Center di Houston si colloca in prima posizione nella classifica annuale dei centri oncologici americani nell'ultima rilevazione, quella del 2017.
 
L'MD Anderson Cancer Center  - Palliative Care Unit ha prodotto quest'anno, con la Oxford University Press, un volume educazionale di 704 pagine su cure palliative e terapie di supporto, rivolto agli Oncologi del Centro,  ma anche immesso in commercio.
 
 Il gruppo di palliativisti e biostatistici di Forlì-Meldola (Romina Rossi - Cure Palliative Meldola,  Emanuela Scarpi - Biostatistica Meldola,   Marco Maltoni - Cure Palliative Forlì - Meldola)  è stato l'unico gruppo italiano chiamato a partecipare alla stesura del volume Hospice and palliative Medicine and Supportive Care, con un capitolo sui fattori prognostici.
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Mercoledì 27 giugno 2018 si aprirà al Centro Residenziale Universitario di  Bertinoro il  quinto congresso mondiale dedicato al trattamento dei traumi.

Il comitato organizzatore è rappresentato dalla WSES la Società mondiale di Chirurgia d’urgenza e del Trauma. I presidenti del congresso sono il Dott. Luca Ansaloni (direttore UO di Chirurgia d’urgenza e traumi dell’Ospedale M Bufalini di Cesena), il Dott. Vanni Agnoletti (direttore UO di Anestesia e Rianimazione dell’Opsedale M Bufalini di Cesena), il Dott. Federico Coccolini (chirurgo della UO di Chirurgia d’urgenza e traumi dell’Ospedale M Bufalini di Cesena), il Dott. Fausto Catena (direttore UO Chirurgia d’Urgenza AOU Parma) ed il Dott. Massimo Sartelli (Chirurgo del Dipartimento Chirurgico dell’ospedale di Macerata). Il congresso, che ha richiamato professionisti da tutto il mondo, ha come scopo quello della condivisione di strategie gestionali, cliniche e terapeutiche del paziente politraumatizzato. Le culture a confronto sono tante ed i nomi di assoluta rilevanza internazionale: Moore (USA), Scalea (USA), Kluger (Israele), Kelly (Australia), Coimbra (USA), Chirica (Francia) e tanti altri dal Brasile, Spagna, Irlanda, Grecia, Russia, Olanda ed Inghilterra. I lavori inizieranno il 27 Giugno, alle ore 7 di mattina, in linea con lo stile internazionale, e termineranno il 30 Giugno alle ore 17.30 con la discussione di linee guida internazionali e nazionali. Questo meeting rappresenta l’espressione massima non solo della competenza ma anche della capacità di relazione che sta alla base di tutte le imprese difficili ed affascinanti del nostro mestiere (Luca Ansaloni). La condivisione delle informazioni e delle culture sta alla base del progetto di tutti i congressi organizzati dalla WSES.

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Si informa l’utenza che nei prossimi mesi di luglio e agosto, lo Sportello CUP e il Punto Prelievi di Miramare (situati rispettivamente in piazza Decio Raggi e in via Locatelli) saranno aperti al pubblico nelle seguenti giornate:

  • Sportello CUP: il martedì;
  • Punto prelievi: il lunedì, il mercoledì e il venerdì.

 

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Continua l’opera di infrastrutturazione e rinnovamento, edilizio e tecnologico, dell’Ospedale “Per gli Infermi” di Faenza. Nelle ultime settimane la Risonanza Magnetica Nucleare (Rmn) presente all’ospedale è stata completamente rinnovata con un nuovo software che l’ha rese più performante. Procedono inoltre i lavori di ampliamento e ristrutturazione complessiva dell’Ospedale. Tutto raccontato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il direttore medico dell’Ospedale dottor Davide Tellarini, il direttore dell’Unità operativa di Radiologia dottor Carlo Orzincolo.

La Risonanza Magnetica

Va in primo luogo ribadito che la Radiologia di Faenza, diretta dal dottor Carlo Orzincolo, è funzionalmente inserita nella rete delle Radiologie dell’ambito territoriale ravennate insieme a quella di Ravenna e Cervia e a quella di Lugo, che ricomprende anche le unità semplici di Angiologia e Interventistica vascolare e di Neuroradiologia. Rete che, nel 2017, ha erogato oltre 411mila prestazioni, di cui circa trentamila risonanze magnetiche.

La Radiologia di Faenza consta di 9 medici, 27 tecnici di radiologia, 7 infermieri e 5 oss ed è suddivisa in cinque sezioni:

  • Sezione Rx e Pronto soccorso: dotata di apparecchiature Rx, anche digitali dirette (telecomando, diagnostica diretta e diagnostica di Pronto Soccorso);
  • Sezione ecografica: con 3 ecografi
  • Sezione di densitometria;
  • Sezione Tomografia computerizzata: con apparecchiato Tac a 16 strati;
  • Sezione Risonanza: con l’apparecchio che è stato rinnovato.

Nel dettaglio di quest’ultimo aspetto, attraverso l’aggiornamento appena effettuato, il presidio faentino ha ora a disposizione un apparecchio innovativo, caratterizzato da una maggior velocità di esecuzione degli esami; minor dose di radiazioni per il paziente; maggior performatività e dunque accuratezza negli esami. Costo dell’aggiornamento, 500mila euro. Nel 2017 presso l’ospedale “Per gli Infermi” sono state eseguite 8.849 risonanze.

Il dottor Orzincolo ha inoltre aggiunto che, nel giro di pochi mesi, vi sarà un’ulteriore implementazione delle tecnologie elettrobiomedicali, presso l’ospedale. E per la precisione sarà aggiornata l’attuale Tac con un nuovo apparecchio a 128 strati (come quello inaugurato martedì scorso all’ospedale di Ravenna) che garantirà esami più veloci, miglior qualità dei referti e migliori condizioni per il paziente; si aggiunge una apparecchiatura per rendere più veloci e performanti gli esami rx del pronto soccorso, che sarà collocata nel rinnovato Pronto soccorso non appena operativo.

Il professionista ha inoltre ulteriormente precisato che è operativo a Faenza (così come peraltro in altre strutture del ravennate) un protocollo che prevede l’esecuzione di esami (compresa la Risonanza magnetica) 7 giorni a settimana e per 12 ore al giorno.

I lavori

E a proposito del Pronto soccorso, i lavori ripartono col vento in poppa, come evidenziato dal dottor Tellarini. La ditta che li stava eseguendo, e che ha costretto ad uno stop per proprie problematiche interne, ha infatti ottenuto dal Tribunale di Rovigo l’approvazione del Concordato in Continuità. Questo consente di riprendere i lavori e di avere un nuovo cronoprogramma. E’ stata rimontata proprio in questi giorni la camera calda provvisoria, in modo da pater riprendere il cantiere, che dovrebbe concludersi il 30 settembre. A quel punto avrà luogo la collocazione degli arredi e delle apparecchiature elettromedicali, che sono già state acquisite, per cui, dopo i necessari collaudi, è ragionevole prevedere che entro ottobre – novembre 2018, e comunque non oltre inizio 2019, il nuovo Pronto soccorso possa aprire i battenti. In autunno partiranno i lavori per la Farmacia interna.

A queste opere si associano i lavori di ristrutturazione generale della struttura, con un intervento in corso di appalto del valore di 7.261.800 euro. L’intervento è suddiviso in quattro parti. La prima è la sostituzione di coperture vecchie e vetuste e manutenzione di tetti per complessivi 3.500 metri quadrati circa. Le altre tre fasi contemplano: costruzione dei collegamenti verticali e degli accessi dell’area Est, realizzazione dei locali dell’Endoscopia digestiva e della Pediatria (lavori per complessivi 1.200 metri quadri circa); ristrutturazione e miglioramento sismico (circa 1.500 metri quadrati); adeguamento e restauro di varie parti tra cui le scale storiche e il campanile.

 

Soddisfazione per lo stato della situazione è stato espresso dal sindaco Malpezzi, in particolare per la continua infrastrutturazione dell’ospedale. “Voglio ricordare – ha detto il sindaco – che quella risonanza magnetica è stata donata nel 2005 dal comitato delle Valli del Lamone e del Senio, e costò 1.350.000 euro. Quindi con l’occasione torniamo a ringraziare la comunità faentina per la propria generosità, e anche l’Azienda che con questo investimento proprio ha di fatto rinnovato completamente quell’apparecchio. L’innovazione tecnologica è fondamentale, così come la gestione efficace delle apparecchiature, e in questo ospedale in cui si lavora e le si fa lavorare 7 giorni a settimana, questo accade”.

 

Approfondimento tecnico sulla Risonanza Magnetica

L’aggiornamento della Risonanza Magnetica alla versione TM4G& Dot del Reparto di Radiologia consente di prolungare il ciclo di vita del sistema stesso, consentendo di effettuare un balzo in avanti in termini di qualità e produttività nell’ambito di tomografi a Risonanza Magnetica; l’aggiornamento sia di tipo Hardware che di tipo Software ha toccato numerosi parti del sistema RM e si tramuta in una serie di progressi tecnologici tra cui in primis la Catena di Radiofrequenza completamente digitale e i Gradienti. Tale aggiornamento ha portato la Catena di Radiofrequenza a 48 canali Riceventi Indipendenti ed il Sistema Gradienti ad una intensità massima per singolo asse pari a 45 mt/m e slew rate massimo fino a 200 mt/m/msec,; tali valori allo stato dell’arte per effettuare esami di Risonanza Magnetica portano una qualità di immagini e dettaglio anatomico dei distretti da studiare superiore alla versione precedente.

I valori di cui sopra combinati ai nuovi protocolli, in primis quelli volumetrici, che sono ora disponibili sulla consolle della macchina, consentono di approcciare nuove tipologie di studio ed effettuare ricostruzioni su tutti i piani dello spazio in alta risoluzione per visualizzare strutture anatomiche e patologie di piccola dimensione. Negli studi che richiedevano solitamente il trattenimento del respiro da parte del paziente, beneficiano oggi di una riduzione cospicua della scansione o addirittura dell’esecuzione di esami “free-breathing”.

Le nuove sequenze RESOLVE, hanno incrementato l’accuratezza diagnostica degli studi cosiddetti in “diffusione”  con risoluzione spaziale più elevata, che permette una miglior caratterizzazione delle lesioni oncologiche.

Non da meno è importante sottolineare come le nuove bobine in dotazione, che vengono posizionate sul distretto anatomico da studiare, oltre che essere più performanti nella ricezione dei segnali provenienti dal corpo sono maneggevoli, flessibili e combinabili tra loro, in modo da potersi adeguare all’anatomia del paziente da esaminare, massimizzando il comfort dello stesso.

Di rilevanza, tra di esse, quella del distretto testa-collo che rispetto alla precedente è più “aperta” per garantire la massima luminosità all’interno del gantry e ridurre pertanto l’eventuale sentore di claustrofobia e ansietà. La nuova bobina che si posiziona per lo studio dell’addome è costituita di materiale molto leggero e pertanto ne comporta un migliore comfort e collaborazione dai pazienti durante l’esame.

Infine, l’elevato livello di automatizzazione nell’esecuzione degli esami, DOT, aiuta l’operatore a velocizzare la durata dell’intero esame quindi, a minimizzare il posizionamento dei pacchetti da scansionare.

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L'edizione 2018 di Superquark si aprirà, mercoledì 4 luglio, su Rai 1, con un servizio sulla robotica dell'ospedale di Forlì

Subito dopo la messa in onda del documentario, infatti, alle 22 circa, il notissimo conduttore Piero Angela aprirà l'edizione 2018 della trasmissione Superquark con il servizio realizzato dalla troupe guidata dal giornalista Lorenzo Pinna, nell'ospedale "Morgagni -Pierantoni " di Forlì.

L'obiettivo del noto giornalista era di raccontare, con la collaborazione in loco della giornalista Tiziana Rambelli, la formazione dei chirurghi robotici e i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, dei farmaci in monodose, del vitto e di altro materiale.

La chirurgia robotica forlivese ha festeggiato da pochi mesi il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline. Alle riprese hanno partecipato, tra gli altri, giovani chirurghi italiani e stranieri, specializzandi universitari e chirurghi già specializzati.

Il giornalista di Superquark ha ripreso nel nosocomio forlivese anche altri aspetti della informatizzazione, che caratterizzano questa struttura, quali la distribuzione automatizzata del farmaco, dei pasti, delle divise e del materiale ospedaliero.

Il robot chirurgico Da Vinci è stato donato all'ospedale forlivese dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e presenta dati di attività fortemente significativi. Nei primi dieci anni sono stati effettuati oltre 1700 interventi, suddivisi in ben sette discipline chirurgiche.

Lorenzo Pinna, autore del servizio, è un noto giornalista scientifico e ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi televisivi tra cui Quark e Superquark. È autore e coautore (insieme a Piero Angela) anche di libri di divulgazione scientifica. Tra i vari riconoscimenti ottenuti come divulgatore, il Premio Europeo Cortina Ulisse.

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