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Ammonta a 3.600 euro il ricavato devoluto da Centrale del Latte di Cesena a favore dei progetti di “Pediatria a Misura di Bambino” dell’Ospedale M. Bufalini di Cesena. Tutto questo grazie all’iniziativa solidale “Il Gelato che aiuta i bambini” che si è svolta in occasione della fiera di San Giovanni, nel centro storico di Cesena dal 21 al 24 giugno 2018: per ogni gelato soft acquistato infatti durante i giorni di fiera, sono stati raccolti 0,50 € per la beneficenza. Nonostante il meteo non abbia aiutato in tutti i giorni di fiera, sono stati preparati circa 7.200 gelati soft, lo storico e gustosissimo che da sempre richiama adulti e bambini da tutta la Romagna. Un’iniziativa che conferma la sensibilità e l’impegno di Centrale del Latte di Cesena nei confronti del territorio locale, da sempre a sostegno delle iniziative volte a premiare e aiutare i bambini e ragazzi. “Crediamo molto al tessuto sociale del territorio – dichiarano il Presidente Renzo Bagnolini e il Direttore della Centrale del Latte di Cesena, Daniele Bazzocchi – e ci piace pensare che anche con piccoli gesti come questo si possa far felice chi spesso soffre. Il nostro gelato soft è da sempre sinonimo di gusto e piacevolezza in tutta la Romagna e in particolar modo in occasione di San Giovanni, nella nostra città: oggi possiamo davvero dire che gustarlo è stato un momento di piacere che permette di far sorridere anche i bimbi di “Pediatria a Misura di Bambino” dell’Ospedale M. Bufalini di Cesena”. Visibilmente soddisfatto anche il Direttore del reparto Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale, Marcello Stella: “A nome di tutta l'equipe medica-infermieristica ringrazio il Presidente ed il Direttore della Centrale del Latte di Cesena per la generosa offerta rivolta ai progetti di miglioramento dell'assistenza dei bambini ricoverati all'Ospedale di Cesena. I progetti di umanizzazione degli ambienti ospedalieri rendono più tollerabile la degenza sia per i pazienti sia per i familiari coinvolti, anche quando le condizioni cliniche dei piccoli pazienti sono molto compromesse. Un numero sempre crescente di studi dimostra che la cura complessiva del paziente e della famiglia, consente una migliore e più rapida convalescenza, ed in generale lascia una minor cicatrice emotiva nella vita dei bambini e dei genitori”.

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Il magazine del Master di Giornalismo dell'Universita' di Bologna dedica un articolo alla chirurgia robotica forlivese, a firma di Giulia Gotelli.

L'articolo è  scaricabile da qui https://incronaca.unibo.it/archivio/2018/07/12/chirurgia-robotica-la-rivoluzione-della-medicina  

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Pazienti e familiari hanno donato un nuovo ecografo portatile del valore di oltre 15mila euro all’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Bufalini.

La consegna ufficiale dell’apparecchiatura è avvenuta questa mattina in reparto, alla presenza di alcuni pazienti e familiari, del direttore del presidio Bufalini Virna Valmori, del direttore dell’Unità Operativa Nefrologia e Dialisi Giovanni Mosconi, dei rappresentanti dei familiari e dei pazienti emodializzati e trapiantati di rene Marika Pieri e Natale Battistini, della signora Ornella Martini e della responsabile del Fundraising aziendale Elisabetta Montesi.

La donazione è stata possibile grazie alla devozione che negli anni Natale Battistini  rappresentante storico dei pazienti affiancato da quattro anni da Marika Pieri, ha avuto nel raccogliere le donazioni di tutti coloro che non hanno mai dimenticato il valore della solidarietà verso il proprio luogo di cura.

“L’apparecchiatura donata – ha spiegato il dottor Mosconi - permette il monitoraggio dell’accesso vascolare in tutti i pazienti che eseguono il trattamento emodialitico, aspetto di fondamentale importanza per una ottimale gestione della terapia con ripercussioni sugli indici di depurazione, sulla percezione dello stato di benessere, sui risultati clinici a lungo termine. Fornisce informazioni circa il flusso sangue all’interno del sistema venoso utilizzato per le sedute dialitiche e, in presenza di alterazioni del flusso, è in grado di dare utili indicazioni sulle problematiche di natura vascolare che affrontiamo unitamente ai colleghi radiologi interventisti e chirurghi vascolari”.
“La possibilità di trasportare il monitor nei diversi centri della rete dialitica – ha aggiunto il dottor Mosconi - offre il grande vantaggio di evitare il trasferimento del paziente che accederà al centro principale del Bufalini solo in caso di indagini di secondo livello. L’apparecchio è idoneo all’utilizzo da parte del personale medico ed infermieristico del reparto; corsi mirati di formazione stanno potenziando il bagaglio culturale del personale del Servizio di emodialisi con indubbi vantaggi nella cura e nell’assistenza quotidiana ai pazienti”.

 “Quello che arriva dai pazienti della Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Bufalini e dai loro familiari è un gesto di generosa collaborazione – ha affermato Marika Pieri rappresentante dei pazienti, che ha aggiunto: “In un momento in cui il nostro sistema sanitario attraversa innumerevoli  trasformazioni,  noi ribadiamo il nostro impegno e la nostra riconoscenza verso il reparto che quotidianamente ci assiste e ci accompagna  attraverso la professionalità di tutto il personale”.

“Vogliamo ringraziare – hanno sottolineato Marika Pieri e Natale Battistini - tutto il personale di cura nessuno escluso, così come chi all’interno della struttura sanitaria ci ha supportato in questa donazione, in particolare la dottoressa Montesi che con grande cuore e inestimabile professionalità, ci ha accompagnato nell’iter di donazione”.

“A nome di tutta l’equipe – ha dichiarato il dottor Mosconi – desidero ringraziare per la sensibilità dimostrata in uno spirito di grande collaborazione che dà un ulteriore stimolo a tutti gli operatori per cercare di ottimizzare capacità e risorse”.

“L’Azienda USL della Romagna – ha concluso la dottoressa Valmori - ringrazia per questa importante donazione che consente di migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza, tutti i pazienti e i loro familiari che hanno deciso di sostenere concretamente e in modo importante l’attività dell’U.O. di Nefrologia e Dialisi di Cesena”.

L’insufficienza renale cronica

L’insufficienza renale è una patologia in incremento. L’incidenza annuale in Italia di insufficienza renale cronica che richiede il trattamento dialitico (nuovi casi/anno) è di 170 pazienti per milione di abitanti; la prevalenza (numero di casi seguiti ad una determinata data) è di 700 pazienti per milione di abitanti. Presso l’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi di Cesena vengono effettuate annualmente oltre 19.000 sedute di emodialisi (oltre 250 pazienti con insufficienza renale cronica). La dialisi permette una adeguata qualità di vita con reinserimento sociale e lavorativo e la possibilità, soprattutto per i pazienti più giovani, di inserimento in programmi di trapianto. Circa il 50% delle sedute dialitiche sono eseguite nelle sedi decentrate di Cesenatico, Mercato Saraceno, Savignano. Il Centro di Cesenatico inoltre offre anche la possibilità di effettuare programmi di “dialisi vacanza” per cittadini provenienti da altre regioni italiane o da altri paesi europei che trascorrono il periodo di ferie nella riviera romagnola.

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Dopo il progetto di valorizzazione della figura del patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, “Principe degli anatomisti europei”, grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni, ci troviamo ora in uno stato avanzato per un progetto di studio che avrà come protagonista la carismatica figura di San Mercuriale, patrono di Forlì. Protagonisti, ancora una volta, il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

 In vista, infatti, della Festa di San Mercuriale, che si celebra il 26 ottobre, si prospetta un fine 2018 ricco di importanti ed interessanti progetti di studio e valorizzazione per la città di Forlì e per i simboli e i personaggi che la rappresentano nella storia civile e religiosa.

 Oggetto , questa volta, dello studio scientifico dei ricercatori  saranno infatti  le preziose reliquie di San Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo.

“Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi – spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - Già nel corso degli anni Ottanta venne operata una ricognizione dal compianto Prof. Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

Ma qual è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” , insomma, i sacri resti?

“Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte - prosegue il dottor Traversari - Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì.”

Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”Sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Mons. Livio Corazza, quale nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise.”

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna ,  dal 948 ed a Pistoia ,  dal 940.

Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni  e  daranno una precisa collocazione storica alle reliquie.

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università - spiega la dottoressa Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna. Per ora diamo solo un’anticipazione del progetto, in autunno organizzeremo una conferenza stampa per la città, con tutti i protagonisti dell’iniziativa, cui si possono aggiungere, naturalmente, tutti coloro che desiderino collaborare per sostenere la valorizzazione di questo importante simbolo per la città”

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Si intitola ‘Cinestate’ la rassegna cinematografica gratuita che ha preso il via anche quest’anno al Centro Diurno ‘La Meridiana’ di Via Cerchia Sant’Egidio 2621, a Cesena. Queste le proiezione in programma, tutti i mercoledì, fino al 5 settembre, alle ore 21.30:

  • 11 luglio ‘Oceania’
  • 18 luglio ‘Tesoro mi sono perso i ragazzi’
  • 25 luglio ‘Le follie dell’imperatore’
  • 5 settembre ‘Ritorno al Futuro’

L’iniziativa è promossa dal Centro Diurno La Meridiana nell’ambito del progetto “Oltre il Giardino” finalizzato alla promozione della salute tra biodiversità e inclusione sociale, in collaborazione con il Quartiere Cervese Sud,  il Mandorlo,il  Comune di Cesena e l’animazione dell’Associazione l’Aquilone di Iqbal.  La partecipazione è gratuita.

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Un’elevata qualità diagnostica unita a una sensibile riduzione della dose di radiazioni erogata al paziente e a una maggior velocità nell’esecuzione degli esami: sono questi i principali punti di forza di Revolution Evo, il nuovo tomografo computerizzato (TC), installato presso l’ospedale “Umberto I” di Lugo, operativo da circa un mese e presentato stamane in una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco di Lugo Davide Ranalli, il direttore medico del presidio ospedaliero dottoressa Marisa Bagnoli e il direttore dell’Unità operativa di Radiologia Carlo Orzincolo (dopo la presentazione, nelle scorse settimane, di un'analoga apparecchiatura all'Ospedale di Ravenna e del potenziamento della Risonanza magnetica all'Ospedale di Faenza).

Del valore di 500.000 euro, la TC verrà utilizzata – come spiegato dal dottor Orzincolo - per applicazioni in diversi campi della radiologia e neuroradiologia. La nuova apparecchiatura è infatti un sistema ad alta risoluzione e bassa dose radiogena, pensata per soddisfare le esigenze del presente ma predisposta per anticipare le sfide del futuro. È progettata per supportare la più ampia gamma di applicazioni ed esaminare i tipi di pazienti più diversi ed in particolare nei traumi, per i problemi di tipo chirurgico, urologico, internistico, cardiologico, vascolare, neurologico, neurochirurgico, pneumologico ed ortopedico. Grazie a nuovi algoritmi di ricostruzione è possibile ridurre la dose radiogena erogata al paziente di oltre l’80 per cento rispetto alle tecnologie tradizionali, mantenendo la stessa qualità delle immagini: un miglioramento rilevante soprattutto per chi si sottopone agli esami in età pediatrica. Il nuovo sistema TC consente di personalizzare la dose di radiazioni in base alle caratteristiche fisiche del paziente, preservando dall’esposizione organi sensibili. Inoltre, grazie all’introduzione di uno specifico sistema, consente di calcolare e registrare la quantità di radiazioni assunta in caso di esami ripetuti nel tempo.

L’elevata risoluzione spaziale garantisce un’alta qualità dell’immagine: l’aumento del numero di strati e un numero maggiore di dati grezzi permettono di incrementare notevolmente la qualità diagnostica delle immagini per un ampio spettro di procedure: cardiologiche, angiologiche, neurologiche, neuroradiologiche, toraciche, dell’addome e muscolo scheletriche. Con opzioni più intelligenti e automatizzate per tutte le operazioni, la Tc, può ottimizzare l'efficienza del flusso di lavoro. Il nuovo tomografo permetterà all’ospedale “Umberto I” di ampliare e migliorare i propri servizi: ad esempio consente di eseguire un esame total body in meno di dieci secondi ed esami più diagnostici e precisi per pazienti con protesi metalliche.

Presso l’unità operativa di Radiologia dell’Ospedale di Lugo vengono effettuati ogni anno circa centomila esami di diagnostica per immagini, di cui 15.500 tac, 4.600 risonanze magnetiche, 14mila ecografie, 66mila esami radiologici. Nell’ambito dell’unità operativa di Radiologia, che coincide con l’ambito provinciale ravennate, gli esami sono stati, nel 2017, 411.247, di cui circa 64mila tac.

Presso la Radiologia dell’Ospedale di Lugo lavorano 9 medici, 27 tecnici di radiologia compreso il coordinatore, 7 infermieri e 2 operatori sociosanitari (oss). L’Unità operativa è suddivisa in quattro sezioni:

  • Radiologia convenzionale e di Pronto soccorso con apparecchiature di radiologia digitale, anche dedicate al pronto soccorso e apparecchio a telecomando digitale;
  • Sezione ecografica dotata di due ecografi;
  • Sezione TC con il nuovo apparecchio 128 strati;
  • Sezione Risonanza Magnetica con un apparecchio da 1,5 tesla.

Nel corso della conferenza stampa il dottor Orzincolo ha inoltre annunciato che “di qui a poche settimane entrerà in funzione una nuova apparecchiatura diagnostica, un telecomandato digitale del valore di 200mila euro, e successivamente un’apparecchiatura diagnostica sarà spostata al Pronto soccorso in modo da potenziare il percorso del paziente in emergenza. Vi è inoltre un progetto di miglioramento m irato a potenziare la presenza di un tecnico e di un medico in guardia attiva in ospedale. Già ora le nostre macchine – ha concluso il professionista – lavorano 12 ore al giorno per 6 giorni a settimana nonché la domenica mattina”.

La dottoressa Bagnoli ha evidenziato come anche nel periodo di installazione della nuova Tc, durato circa un mese, per non sospendere l’attività e non spostare pazienti, è stata attivata un tac mobile a supporto dell’ospedale, e come il presidio di Lugo sia sempre più infrastrutturato grazie ad investimenti sia edilizi sia tecnologici.

Conclusioni a cura del Sindaco di Lugo Davide Ranalli: “Siamo di fronte a un nuovo investimento che potenzia le dotazioni tecnologiche dell’ospedale di Lugo per la diagnostica, e questa è una bella notizia -. Un investimento che, come i tanti fatti negli ultimi anni, dimostra come ci sia la volontà di potenziare e qualificare l’ospedale di Lugo, così come quelli di Faenza e Ravenna. Una qualificazione che continuerà, come dimostrano gli impegni assunti pubblicamente dall’azienda, come la riprogettazione della rianimazione: non esiste infatti un ospedale qualificato senza un reparto di rianimazione qualificata, e a questa esigenza l’azienda ha dato una risposta positiva. Se questo sta avvenendo, è grazie a una precisa volontà politica: come sindaci abbiamo sempre sollecitato l’Ausl della Romagna affinché si muovesse in questa direzione, e oggi ne raccogliamo i frutti. Il nostro territorio, a differenza di altri, ha avuto il coraggio e la determinazione di affrontare una sfida importante come la riorganizzazione e l’unificazione delle aziende sanitarie, con lo scopo di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi. Oggi chiediamo che questo sforzo sia riconosciuto dalla Regione e dalle istituzioni in termini di ripartizione delle risorse, poiché abbiamo dimostrato una capacità organizzativa e operativa certamente non comune e soprattutto non scontata”.

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Scaricabile da qui : https://youtu.be/tnjrNTJwqvo il servizio sulla robotica dell'ospedale di Forlì andato in onda il 4 luglio nella puntata d'apertura di Superquark e realizzato dalla troupe, guidata dal giornalista Lorenzo Pinna, nell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì. L'obiettivo del noto giornalista era di raccontare, con la collaborazione in loco della giornalista Tiziana Rambelli, la formazione dei chirurghi robotici e i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, dei farmaci in monodose, del vitto e di altro materiale.

La chirurgia robotica forlivese ha festeggiato da pochi mesi il suo primo decennale, presentando i progetti di una scuola chirurgica di Ausl Romagna e le esperienze maturate in tutte le discipline. Alle riprese hanno partecipato, tra gli altri, giovani chirurghi italiani e stranieri, specializzandi universitari e chirurghi già specializzati.

 Il giornalista di Superquark ha ripreso nel nosocomio forlivese anche altri aspetti della informatizzazione, che caratterizzano  questa struttura, quali la distribuzione automatizzata del farmaco, dei pasti, delle divise e del materiale ospedaliero.

Il robot chirurgico Da Vinci è stato donato all'ospedale forlivese dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e presenta dati di attività fortemente significativi. Nei primi dieci anni sono stati effettuati oltre 1700 interventi, suddivisi in ben sette discipline chirurgiche. 

Lorenzo Pinna, autore del servizio, è un noto giornalista scientifico e ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi televisivi tra cui Quark e Superquark. È autore e coautore (insieme a Piero Angela) anche di libri di divulgazione scientifica. Tra i vari riconoscimenti ottenuti come divulgatore, il Premio Europeo Cortina Ulisse.

 

 

 

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Grazie alla grande generosità di Associazioni del territorio e cittadini, ancora una volta  il Servizio Cure Palliative e Hospice di Savignano sul Rubicone ha potuto beneficiare in questi primi sei mesi dell’anno di una serie di donazioni in beni e attrezzature del valore complessivo di oltre 19mila euro.

Oltre a numerose donazioni di singoli cittadini, l’Associazione Volontari e Amici IOR Forlì ha donato 29 tende da finestra del valore di oltre 5400 euro e 10 stampe litografiche di Adriano Maraldi del valore di 7mila euro. Lo stesso artista Adriano Maraldi ha devoluto una sua opera pittorica intitolata “Volo del gabbiano sul Mare” del valore di 4.500 euro. E’ del Centro per i Diritti del Malato Natale Bolognesi Onlus la donazione comprendente  12 piumini invernali, un videoproiettore e un computer portatile del valore complessivo di oltre 1.500 euro e infine l’Avis sede di San Mauro Pascoli ha devoluto 12 copriletto estivi del valore di circa 500 euro.

Oggi si è svolta la cerimonia di ringraziamento, alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Savignano sul Rubicone Filippo Giovannini, del Vicesindaco Nicola Dellapasqua,del Direttore dello IOR Fabrizio Miserocchi, del Presidente del Centro per i Diritti del Malato Natale Bolognesi Luca Menegatti, del maestro d’arte Adriano Maraldi, della Responsabile del Servizio Cure Palliative e Hospice Cristina Pittureri insieme all’equipe e della Responsabile del Fundraising dell’AUSL Elisabetta Montesi.

L’Hospice dispone di 14 posti letto, di cui 2 con tecnologie adeguate per pazienti in ventilazione meccanica 24 ore su 24: 12 camere di degenza singole e 1 camera doppia, dotate di ogni comfort. L’equipe è composta dalla coordinatrice infermieristica Patrizia Soldati, da 8 infermieri, 7 operatrici socio-sanitarie, 4 medici del Servizio Cure Palliative e Hospice (Elena Amaducci, Luca Attilia, Tiziana Parma  e la responsabile Cristina Pittureri), dalla psicologa Laura Cavana dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), da volontari dello IOR, dell’AVO, dai Volontari del “Gruppo Emily” di auto mutuo aiuto al lutto rivolti ai familiari e dagli Arte-terapisti. I pazienti accolti in struttura, ad oggi, sono stati oltre 3600.

L’Azienda Usl della Romagna e tutti i professionisti ringraziano sentitamente i donatori per il loro sostegno a favore del Servizio Cure Palliative e Hospice di Savignano con queste preziose donazioni che consentono di migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più accogliente e confortevole il servizio.

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Questa mattina il direttore generale dell'Ausl Romagna, Marcello Tonini e il sindaco di Forlì, Davide Drei, hanno presentato in conferenza stampa le prospettive della sanità nel territorio forlivese.

Tanti gli investimenti già effettuati e previsti per interventi edilizi e tecnologie nell'ospedale di Forlì e nelle sedi territoriali, illustrati dal dottor Paolo Masperi, direttore del presidio ospedaliero forlivese e dall'architetto Enrico Sabatini, direttore Unità Operativa Progettazione e Sviluppo Edilizio dell'Ausl Romagna (vedi nel dettaglio il testo di seguito), dai lavori al Pronto Soccorso, all'ampliamento del già importante blocco operatorio, il trasferimento dell'area materno-infantile, fino al progetto della nuova Casa della Salute di Forlì, nell'area ex Mangelli .E poi l'acquisizione di un nuovo angiografo, un fluoroangiografo e un mammografo digitale e  una risonanza magnetica .

" Confidiamo molto, per la nostra città, nell'integrazione tra ospedale e territorio e nei due poli che si costituiranno con l'ospedale e la futura  Casa della Salute nell'area ex Mangelli - ha detto il Sindaco di Forlì, Davide Drei - Vorrei sottolineare   in particolare, alcuni punti relativi all'ospedale di Forlì e al suo futuro. Il fatto che il nosocomio abbia una vocazione chirurgica e oncologica, che sia stato scelto dall'Università di Bologna come sede di specializzazione, di come molto presto potrà usufruire del collegamento diretto della nuova tangenziale, che ne favorirà l'accesso agli utenti e anche di come la sua eccellenza tecnologica e professionale sia oggetto, da tempo, di interesse da parte di delegazioni di professionisti internazionali e della stampa nazionale, come dimostra  il servizio di Superquark che andrà in onda stasera su Rai 1." 

"Crediamo  nel servizio sanitario pubblico che tutti ci invidiano, soprattutto all'estero - ha concluso il direttore generale dell'Ausl Romagna, Marcello Tonini - ma che andrebbe ormai riformato. Ci crediamo perchè solo  il servizio sanitario pubblico può aprire le porte ed assistere chiunque ne abbia bisogno, senza distinzioni. Purtroppo, se mi chiedete quali difficoltà possa riscontrare oggi la sanità devo dire che la prima è sicuramente la mancanza di risorse, la mancanza di medici specializzati, che non riusciamo a reperire non solo a livello locale, ma nazionale. E poi l'assistenza continuativa ad anziani e malati cronici, che necessitano di risposte assistenziali complesse e continuative dopo il ricovero."

 

Ospedale "Morgagni - Pierantoni" di FORLI’.

INVESTIMENTI PER INTERVENTI EDILIZI E TECNOLOGIE BIOMEDICALI

- All’Ospedale di Forlì sono in corso importanti lavori, tra i quali gli interventi al Pronto Soccorso e al relativo parcheggio, per il quale c’è stato un investimento di circa 420 mila euro da parte dell’Ausl Romagna.

Entro fine estate, gli utenti dell’Ospedale disporranno di 146 posti in più per la sosta, cinque dei quali per disabili, che si andranno ad aggiungere ai 113 attualmente già esistenti. In totale saranno quindi 259 i posti disponibili per la sosta in prossimità del Pronto Soccorso.

Nel frattempo, stanno proseguendo i lavori di riqualificazione del complesso del Pronto soccorso, per un investimento stimato di circa un milione di euro, che puntano all’ampliamento e alla ristrutturazione della struttura entro il 2019 partendo dalla predisposizione degli impianti. La finalità è quella di dividere i flussi dei pazienti in arrivo verso due zone distinte: codici "bianchi" e "verdi", i meno urgenti, da una parte e nell’altra codici "gialli" che sono di maggiore gravità. Per i codici "rossi" resta garantito un percorso privilegiato. Sono previsti anche la riqualificazione delle sale di attesa, l’aumento del numero dei letti di Osservazione Breve Intensiva, una stanza dedicata per l’isolamento dei paziente, lo spostamento dell’ingresso degli utenti che si presentano per la prima valutazione delle proprie condizioni sulla parete sinistra dell’attuale sala d’aspetto, sul cui fronte sono in corso le opere per realizzare la pensilina a copertura del nuovo accesso. Sono inoltre in corso i lavori all’interno della zona del Pronto Soccorso Ortopedico che consentiranno, al termine della ristrutturazione complessiva, di ampliare l’area ambulatoriale del Pronto Soccorso con tre nuovi ambulatori portandoli da cinque a otto. (Fine dei lavori entro il 2019). Per la realizzazione della pensilina e "bussola" di ingresso al Pronto Soccorso è invece prevista una spesa di 100 mila euro (entro fine agosto 2018)

- E’ stato realizzato, nel Padiglione Vallisneri, un intervento di adeguamento strutturale e alla prevenzione incendi e realizzato nuovo collegamento verticale esterno scale ed ascensori per una spesa complessiva di 5 milioni e 400 mila euro

- Altri lavori interesseranno l’area materno infantile (cantiere con durata di circa un anno per un investimento di 2 milioni e 900 mila euro) e l’ampliamento del blocco operatorio centrale nel quale è prevista la costruzione di due nuove sale operatorie, che passeranno così da otto a dieci e di cui si stanno completando fasi progettuali e la gara appalto potrà aver luogo dopo estate. Per questo intervento la spesa è di un milione di euro.

- Sono inoltre previsti i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del settore diagnostico della Risonanza Magnetica propedeutici all’acquisizione della nuova RMN. La spesa per l’intervento è di 580 mila euro e i lavori saranno realizzati entro i primi mesi del 2019

- Per la ristrutturazione del fabbricato della nuova sede 118 la spesa prevista è di 600 mila euro. I lavori sono previsti nel 2019.

- Contestualmente, si stanno integrando i servizi del territorio, ove è in corso una programmazione di accentramento e ammodernamento per il superamento di sedi non adeguate. I primi risultati di questa politica saranno visibili entro l’anno, in attesa della costruzione della nuova Casa della Salute nell’area Ex Mangelli (si sta definendo il profilo finanziario per poter dar corso all’intervento. Spesa prevista : 11 milioni di euro).

- Sono previsti interventi anche per l’ospedale di Santa Sofia: nuovo Pronto Intervento, camera calda, e completamento della progettazione del reparto di dialisi.

Come per tutti i presidi Ospedalieri dell’ Ausl Romagna e le strutture del territorio, anche quelli di Forlì sono stati interessati da lavori di adeguamento antincendio, e/o lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria; nelle sedi in locazione, ove non è stato possibile realizzare gli interventi, è stato previsto un piano per il loro superamento.

NUOVE TECNOLOGIE

Per l’acquisizione di nuove tecnologie nell’ospedale di Forlì sono stati investiti, nel 2016; 2.973.503,37 euro; nel 2017, 1.865.181,55 euro; per il 2018 è prevista una spesa di 4.723.028 euro e, per il 2019-20, è prevista una spesa di 5.222.286 euro

Anno 2017

- Da dicembre è operativa all’ospedale di Forlì la nuova TAC Revolution EVO a 128 strati (importo di spesa di 462.136 mila euro). E’ caratterizzata sia dall’alta velocità di esecuzione dell'esame con minor esposizione del paziente alle radiazioni, sia dall’ampia gamma di possibilità diagnostiche.

Anno 2018

- Nuovo angiografo digitale per una spesa di 550 mila euro

- Nuovo fluoroangiografo per una spesa di 152.500 euro

- Acquisizione mammografo digitale per una spesa di 150 mila euro

Anno 2019

- Chiusura della gara per acquisizione di nuova RMN per una spesa di 1.003.232,57 euro (fine gara 2018 e installazione inizio 2019)

- Acquisizione Attrezzature per due nuove sale operatorie (fine 2019)

- Aggiornamento attrezzature di sterilizzazione per una spesa di 1 milione di euro (fine 2019)

Biennio 2019-2020

- Rinnovo della dotazione di elettrocardiografi con acquisizione di 45 elettrocardiografi per una spesa di 566.800 euro (verranno acquisiti nel 2019-2020)

- Potenziamento della dotazione di ecotomografi con acquisizione di 15 ecotomografi per una spesa di 750.000 euro (verranno acquisiti nel 2019-2020)

E’ comunque prevista la sostituzione delle attrezzature obsolete prioritarie.

Situazione del personale dell’Ausl Romagna – ambito di Forlì

Nell’ambito territoriale di Forlì, a inizio 2015, i dipendenti erano 2.499, mentre, attualmente sono diventati 2630, con un incremento di 131 unità, al netto del turnover.

Nello specifico, sono stati assunti:

- 22 dirigenti medici e veterinari;

-7 dirigenti SPTA

- 92 - personale comparto sanitario e tecnico;

- 10 - personale del comparto amministrativo.

Va aggiunta, nello stesso periodo, la stabilizzazione di 224 dipendenti che da tempo determinato sono passati a tempo indeterminato.

Nello specifico:

  • 67 dirigenti medici e veterinari;
  • 7 dirigenti SPTA
  • 150- personale del comparto sanitario e tecnico.
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Nomine primari

Per quanto riguarda le figure apicali, sono state effettuate le selezioni per i primariati di: Anestesia – Rianimazione (Stefano Maitan); Chirurgia - Terapie oncologiche avanzate (dottor Giorgio Ercolani); Medicina Trasfusionale di Cesena-Forlì (dottoressa Vanessa Agostini) Chirurgia generale senologica con valenza aziendale (dottoressa Annalisa Curcio), Cure Primarie Forlì – Cesena (dottor Riccardo Varliero); Ortopedia –Traumatologia (dottor Roberto Casadei), Oculistica (dottor Giacomo Costa), Malattie infettive di Rimini e Forlì (dottor Francesco Cristini); Gastroenterologia – Endoscopia digestiva di Forlì-Cesena (selezione già avvenuta). Saranno inoltre presto espletate le selezioni per Medicina interna - Lungodenza di Forlì e Santa Sofia, Geriatria e per la Direzione del Distretto (selezione già avvenuta)

 

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Due nuove librerie sono state donate alla Neonatologia dell’ospedale Morgagni -Pierantoni di Forlì e alla Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Bufalini di Cesena dall’Associazione “Crescere a piccoli passi” Genitori della Terapia Intensiva Neonatale e della Neonatologia Cesena e Forlì.

Le librerie, realizzate dagli utenti della falegnameria del centro diurno La Meridiana di Cesena, ospitano già fiabe, avventure e tanti altri stimolanti libri recentemente donati dall’Associazione stessa. L’iniziativa va a sostenere il progetto “Nati per leggere”, promosso da diversi anni dall’Associazione culturale pediatri e dall’Ausl per incentivare la lettura nei bambini di qualsiasi età, con particolare attenzione alla lettura ad alta voce.

“L'Associazione – precisa il presidente Alice Gazzoni - crede molto nel progetto della lettura, noi genitori quando non possiamo toccare o abbracciare i nostri piccoli perché vivono una situazione di fragilità, possiamo coccolarli solo con la nostra voce ecco perché abbiamo deciso di sostenere il progetto Nati per leggere e abbiamo donato libri e librerie in memoria del piccolo Achille Barca. Un grazie anche ai genitori del piccolo, Simona e Giovanni, perché hanno chiesto a parenti e amici di fare una donazione all'associazione proprio per sostenere il progetto”.

“L’Associazione Crescere a piccoli passi – afferma il dottor Enrico Valletta, direttore della Neonatologia dell’Ospedale Morgagni Pierantoni, nonché direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna Infanzia e Adolescenza di Forlì – Cesena -  si è voluta rendere ancor più vicina ai neonati accolti nella Neonatologia dell’Ospedale di Forlì donando loro una raccolta di libri dedicati e una piccola libreria appositamente costruita per custodirli e renderli disponibili a tutti i genitori che vogliano leggerli ai propri piccoli. Incoraggiare la lettura ad alta voce fin dai primi giorni di vita è un progetto nel quale le mamme dell’Associazione e la sua presidente Alice Gazzoni credono fortemente, anche perché molte di loro ne hanno potuto sperimentare in prima persona il valore affettivo e “terapeutico” per i propri bambini”.Il dott. Enrico Valletta, la Coordinatrice Tiziana Mambelli e il personale tutto hanno accolto con gratitudine il dono e hanno rinnovato i rapporti di reciproco sostegno che legano l’Associazione alla Neonatologia di Forlì.

“Gli effetti benefici della lettura ai prematuri – afferma il dottor Marcello Stella direttore dell’unità operativa Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale – Pediatrica dell’ospedale Bufalini - sono documentati da numerosi studi scientifici. L’effetto positivo è migliore se i genitori leggono ai propri figli fin dai primi giorni di vita, anche all’interno delle Terapie Intensive Neonatali. A Cesena questa attività coinvolge i genitori dei piccoli prematuri da molti anni, ottenendo benefici in termini di perfomance neurologica a distanza e migliorando il benessere dei genitori che si riappropriano del loro ruolo transitoriamente perso a  causa della nascita prematura. Il progetto prevede che ogni famiglia scelga un libro dalla biblioteca della TIN e lo legga ogni giorno al proprio piccolo fin dai primi giorni in termoculla. Il libro rimane per sempre ai genitori e sulle prime pagine viene lasciata una piccola impronta del piede o della mano del figlio a testimoniare uno dei primi momenti di contatto fra genitori e figlio, come base di partenza per un lungo cammino assieme. Ringrazio, anche a nome di tutta l’equipè, l’Associazione Crescere a piccoli passi per questa nuova donazione”.

 

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