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Sono in servizio all’ospedale “Santa Maria delle Croci” da alcune settimane, i tre nuovi direttori di unità operativa (primari) la cui nomina rappresenta una guida stabile e definitiva per tre importanti reparti quali la Cardiologia, la Medicina Interna e il “118 Romagnasoccorso” con sede a Ravenna, e che sono stati presentati questa mattina, alla presenza del sindaco di Ravenna Michele De Pascale e del direttore sanitario azienale dottor Stefano Busetti.

Quest'ultimo ha aperto i lavori evidenziando i passi avanti che si stanno facendo per risolvere alcuni vecchi problemi dell'ospedale di Ravenna, e in particolare, assunzione di 4 nuovi medici per la Medicina interna cui si aggiungerà un medico di ambito universitario che sarà "portato" dal nuovo primario. Quindi, in prospettiva, sdoppiamento del reparto, apertura di posti letto di Osco. Mentre sono già operativi 7 nuovi posti letto presso il privato convenzionato e ulteriori 3 posti per l'Hospice.

Cardiologia. Il dottor Andrea Rubboli proviene dall’Ospedale Maggiore di Bologna e aveva già lavorato all’ospedale di Ravenna per circa due anni prima di fare rientro a Bologna dove aveva iniziato la sua attività, ma ha avuto esperienze lavorative anche a Vicenza e, sempre a Bologna, all’Ospedale “Sant’Orsola – Malpighi”. Laureatosi e specializzatosi in cardiologia sempre all’Università felsinea (rispettivamente nel 1985 e 1989), il professionista ha maturato esperienze formative e lavorative anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Svezia. Nel corso degli incarichi ricoperti, tra cui uno di alta professionalità in “Emodinamica del circolo polmonare”, il dottor Rubboli ha gestito vari gruppi di lavoro e ideato e messo in atto importanti novità gestionali, in particolare nel trattamento dei pazienti in terapia anticoagulante orale  sottoposti ad angioplastica coronarica. Quale operatore in emodinamica il dottor Rubboli ha all’attivo circa 7.000 coronarografie e oltre 3.500 angioplastiche di cui 1.000 primarie nell’infarto miocardico acuto.

Il professionista ha all’attivo oltre 130 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, per alcune delle quali svolge anche il compito di revisore.

Primo relatore ed organizzatore di numerosi eventi scientifici, il dottor Rubboli ha insegnato a livello universitario (Master in Malattie Tromboemboliche presso l’Università di Firenze) ed ha svolto attività di tutor per medici.

La struttura complessa di Cardiologia è dislocata negli ospedali di Ravenna, Faenza e Lugo, rappresenta l’hub aziendale per la cardiologia e gestisce tutte le patologie legate a questa specialità, in urgenza e non, collaborando con le altre discipline in un contesto di integrazione e multidisciplinare. Contribuisce inoltre all’attività di sviluppo e formativo e di ricerca aziendale.

La Cardiologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna conta 20 posti letto di degenza ordinaria e 9 di Utic, 2 sale di emodinamica (anche per urgenze 24 ore su 24 e 7 giorni su 7), 1 di elettrofisiologia diagnostica e interventistica. Segue circa 1.500 pazienti l’anno ed effettua oltre 16mila prestazioni tra visite e controlli. La Cardiologia dell’Ospedale “Umberto I” di Lugo dispone di 9 posti letto più 4 di Utic, segue circa 650 pazienti l’anno ed effettua circa 8mila prestazioni. La Cardiologia dell’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza ha 10 posti letto più 4 di Utic, segue circa 650 pazienti ed eroga oltre 8.500 prestazioni l’anno.

Medicina Interna. Il professor Marco Domenicali è medico geriatra, laureatosi e specializzatosi all’Università di Bologna rispettivamente nel 1996 e nel 2000. Bolognese, 47 anni, dopo varie esperienze di ricerca e di lavoro, anche all’estero (tra cui visiting Researcher presso l’Hormonal Laboratori dell’Hospital Clinic afferente all’Unità di Epatologia dell’Università di Bacellona), è stato nominato professore associato di Medicina Interna presso l’Alma Mater felsinea.

Fino al 2008 il professor Domenicali ha svolto principalmente attività clinica libero professionale e si è occupato di progetti di ricerca inerenti alla fisiopatologia delle insufficienze d’organo con particolare riguardo alla cirrosi epatica. Successivamente è stato nominato ricercatore universitario – dirigente medico presso il reparto di Semeiotica medica, dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Sant’Orsola – Malpighi” di Bologna, occupandosi di assistenza ai pazienti di reparto, attività ambulatoriale principalmente epatologica e ricolta alla valutazione delle patologie legate al consumo di alcol con valutazioni relative al trapianto di fegato; dal 2015 è stato anche coordinatore del Centro Alcologico in collaborazione con i Sert dell’Ausl di Bologna, quindi, da giugno 2017, responsabile del Programma unità operativa “Alcologia”.

L’attività di ricerca, svolta anche attraverso studi internazionali, si è concentrata negli ultimi anni in particolare sulla patologia geriatrica, epatologica ed alcol correlata ed è corredata da oltre 200 tra articoli di libri, capitoli di testi scientifici e abstract congressuali.

Il professionista è, infine, Coordinatore del centro studi e ricerche sulle patologie alcol correlate “G. Fontana” del dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna, nonché cofondatore e presidente del cda di Mysurable Srl, Spin Off partecipato dall’Università di Bologna che si occupa dello sviluppo di nuove tecnologie per la valutazione della disabilità ed in particolare della sarcopenia nell’anziano. La sua area di intervento è la prevenzione ad ampio raggio, per migliorare le condizioni di vita di una popolazione che progressivamente invecchia e che genera costi insostenibili per il sistema di welfare.

Il reparto di medicina interna dell’Ospedale di Ravenna, al quale afferisce anche l’ambulatorio e la lungodegenza situati presso l’Ospedale di Cervia, conta 130 posti letto (compresa la lungodegenza). Il personale medico è costituito da 21 professionisti.

Ogni anno vi si seguono circa 5000 pazienti ricoverati e si eseguono 3000 prestazioni ambulatoriali prevalentemente in ambito reumatologico

“118 Riomagnasoccorso”. Il dottor Maurizio Menarini si è anch’egli laureato (nel 1991) e specializzato (in “Anestesia e rianimazione”, nel 1995) a Bologna, col massimo dei voti. Ha lavorato presso il “Sant’Orsola – Malpighi” e successivamente, e fino all’arrivo a Ravenna, presso l’Ospedale Maggiore di Bologna, dove era responsabile medico dell’Elisoccorso.

Precedentemente era stato, sempre nei presidi felsinei, medico di anestesia-rianimazione in sala operatoria per chirurgia sia generale sia specialistica e per il servizio 118 (su auto medica). Ha tra l’altro contribuito a redigere e verificare l’applicazione delle procedure e dei protocolli operativi per l’emergenza – urgenza, nonché di tutoraggio degli specializzandi.

Docente presso l’università di Bologna e formatore per vari enti accreditati, è stato organizzatore e relatore di vari congressi medici, nazionali e internazionali (tra cui negli Stati Uniti) e ha all’attivo numerose pubblicazioni relative in particolare alle linee guida sulla rianimazione.

E’ stato membro di varie associazioni di settore, anche con incarichi di rilievo, nonché responsabile formativo per la Croce Rossa.

La centrale operativa “118 Romagnasoccorso” ha sede a Ravenna, in area ospedaliera, ed è il riferimento unico  per il soccorso per l’intero territorio dell’Ausl Romagna. La struttura è preposta alla ricezione delle richieste di soccorso, all’attivazione dell’intervento più appropriato, attivando tutte le sinergie più appropriate per rendere gli interventi più efficaci possibile. Insieme alle altre due centrali operative (Emilia Est a Bologna ed Emilia Ovest a Parma) compone il Sistema 118 della Regione Emilia Romagna, nonché base di elisoccorso.

Nel dettaglio gli operatori della Centrale provvedono a:

  • Accogliere la domanda di soccorso del cittadino identificando e geolocalizzando il chiamante, valutando l’entità del problema segnalato e definendo il livello di urgenza e mantenendo poi il contatto coi chiamanti in attesa dell’arrivo del mezzo di soccorso;
  • Invio del mezzo di soccorso non impegnato più appropriato e mantenimento del contatto coi soccorritori;
  • Coordinamento del trasporto dei pazienti anche in ambito intraospedaliero (dopo aver valutato le capacità ricettive dei vari presidi) ed eventualmente extraaziendale ed extraregionale;
  • Coordinamento dei soccorsi nelle maxiemergenze in collaborazione con altri enti preposti;
  • Monitoraggio di conformità dei mezzi utilizzati e della formazione degli operatori, propri e dei soggetti convenzionati;
  • Monitoraggio della rete dei defibrillatori DAE presenti sul territorio dell’Ausl Romagna;
  • Gestione del servizio Elisoccorso.

Il personale dedicato al servizio è costituito, oltre dal primario, da un referente del servizio Elisoccorso, 6 coordinatori infermieristici 106 infermieri e 4 oss, 90 operatori tecnici (di cui 86 autisti).

La centrale operativa porta a termine circa 120mila interventi l’anno (vale a dire diecimila al mese e oltre 300 al giorno). Si aggiungono circa 650 interventi annui dell’Elisoccorso.

Attualmente i mezzi di soccorso operativi nel territorio dell’Ausl Romagna sono: 49 ambulanze più 11 automediche.

Si coglie l’occasione per ricordare che, solo per le strutture dell’ambito territoriale di Ravenna, tra il 2016 e il 2018, sono state 15, oltre a queste 3 oggi descritte le strutture complesse coperte a seguito di procedura selettiva: Ematologia, Gastroenterologia, Oncologia, Neurologia, Geriatria, Anatomia patologica ed Ostetricia - Ginecologia, Centro di salute mentale e Neuropsichiatria infantile e Direttore di  Distretto per Ravenna; Chirurgia generale per Faenza; Pronto soccorso - Medicina d’urgenza, Medicina interna e Direzione medica per Lugo, e ancora direzione del Dipartimento di Cure primarie di Ravenna - Faenza - Lugo. Vale a dire quasi una ogni due mesi. Si stanno già preparando inoltre le procedure selettive, che saranno espletate nei prossimi mesi, per le unità operative di Prevenzione oncologica, Pneumologia di Ravenna e Lugo e Medicina interna di Faenza.

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Nuova generosa donazione a favore della Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica dell’ospedale Bufalini di Cesena. Questa volta la solidarietà giunge dall’Associazione LiberaMente che, con il ricavato dello spettacolo benefico organizzato a dicembre al Teatro Bogart, ha donato al reparto cesenate due saturimetri, del valore di 1.000 euro.

L’Azienda USL della Romagna e tutta l’equipè ringraziano per nuova questa donazione l’Associazione LiberaMente, che da anni collabora attivamente per sostenere l’ospedale, arrivando a devolvere ai reparti di terapia intensiva neonatale e geriatria donazioni per un valore complessivo di circa 10mila euro.

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Si ricorda che dal 1 marzo verrà disattivato il numero 848 800865 del Servizio di Continuità Assistenziale del territorio cesenate (ex Guardia Medica), sostituito dal Numero Verde già attivo e completamente gratuito 800-050909.

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Il Country Club Forlì per la Pediatria di Forlì

presenta

"IL CONCERTISTA DI MORRICONE A FORLÌ "


 8 marzo 2019


Country Club Forli

 

Via Maglianella 11 - Forlì

 

 

Il Country Club "I Fiordalisi" di Forlì, dopo la generosa donazione del Natale 2018,  continua a sostenere l'Uo di Pediatria di Forlì, diretta dal dottor Enrico Valletta, con un concerto di beneficenza, organizzato per l'8 marzo 2019, presso la sede del  Club, in via Maglianella 11.

Il programma  dell'iniziativa, patrocinata dall'Ausl Romagna, prevede alle ore 19.45 la cena, che verrà seguita, alle ore 20.15, da un' asta benefica e, alle ore 21.30, dal concerto di beneficenza per l'acquisto di un'apparecchiatura da donare all' ambulatorio di Allergologia-Pneumologia della Pediatria dell’Ospedale di Forlì, per i piccoli pazienti asmatici.

Il RICAVATO DELL’INTERA INIZIATIVA VERRÀ UTILIZZATO PER L’ACQUISTO DI UN MACCHINARIO MEDICALE PER LA PEDIATRIA DI FORLÌ.

Per informazioni: Segreteria Golf : 0543.89553, Presidente:  Elia Baleri 392.2202029

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Nell’ambito della programmazione dei lavori relativi all’Ospedale di Santarcangelo, lunedì prossimo 4 marzo prenderanno il via le opere per il miglioramento degli spogliatoi e dei servizi per gli operatori ospedalieri. Era infatti già previsto che la sistemazione degli spogliatoi avvenisse successivamente al trasferimento della Fisioterapia dal piano seminterrato nella sua sede definitiva, come recentemente avvenuto, poichè in quegli spazi saranno ospitati temporaneamente i quattro spogliatoi in questione, al fine di liberare le stanze che attualmente occupano, e che saranno oggetto dell’intervento di manutenzione che, nello specifico, consiste in:

  • effettuazione delle tinteggiature di tutti gli ambienti
  • intervento di rifacimento dell'intonaco con trattamento antimuffa delle pareti
  • installazione di aspiratori dove mancano
  • predisposizione di un bagno dedicato al solo uso del personale (mentre precedentemente era in uso anche alla Fisioterapia) con installazione di doccia. Sarà inoltre individuato un secondo bagno al pianterreno per disabili
  • sarà infine possibile riservare l'accesso a tale area con l'utilizzo di transponder dall'ingresso esterno, solo al personale dipendente.

Con l’occasione si fa presente che alla Direzione Medica ed alle Rsu non risultano pervenute, negli ultimi anni, segnalazioni particolari da parte del personale rispetto alla mensa in ospedale. Non era stata dunque concretizzata la predisposizione, anch’essa già prevista nel piano progettazione dell'ospedale, di una stanza in cui effettuare lo sporzionamento di pasti portati dalla cucina di Rimini. A questo punto si procederà ad una indagine conoscitiva fra i dipendenti per analizzare se l’esigenza di tale stanza di refezione è effettivamente sentita e valutare quindi se riprendere in considerazione il progetto.

Val la pena ricordare, peraltro, che non in tutte le strutture dell'Azienda USL della Romagna sono presenti mense interne e che sempre, nel rispetto di quanto stabilito dal contratto di lavoro, viene garantito il Servizio Sostitutivo di mensa mediante buoni pasto. A Santarcangelo tali buoni pasto sono utilizzabili in una ventina di esercizi convenzionati che hanno sede nei pressi dell’ospedale.

 

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Anche l’A.usl Romagna partecipa alle iniziative della XIV edizione di “M’illumino di meno – Giornata nazionale del Risparmio energetico” che ricorre, DOMANI, venerdì 1 marzo. L’impegno in questo senso dell’azienda sanitaria e già noto: da diversi anni infatti sono attive buone pratiche per il risparmio energetico che hanno portato all’Ausl più di un riconoscimento da parte degli enti di certificazione nazionali e internazionali.

Solo per citare alcune di queste buone pratiche, negli anni sono stati attivati già cinque impianti di cogenerazione per oltre 1500 kW di potenza, e sono già realizzati 8 impianti fotovoltaici, per circa 700 kWp; le azioni si estendono anche all’illuminazione LED, al risparmio idrico, alla riqualificazione energetica di infissi e generatori di calore: interventi che verranno progressivamente estesi a tutti i principali presidi della Romagna.

La raccolta differenziata è una pratica presente in ogni ambito territoriale con un’adeguata dotazione di isole ecologiche, in più è in fase di estensione progressiva il sistema informatizzato che consente di razionalizzare l’utilizzo delle auto di servizio, dando la priorità alle più ecologiche ed anche attraverso il car pooling.

Nella giornata di venerdì, in occasione della campagna “M’illumino di meno”, sarà compiuto il gesto simbolico,di spegnere, per alcuni minuti, le luci delle aree parcheggio di varie sedi aziendali (ovviamente compatibilmente col mantenimento dei necessari standard di sicurezza).

 

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La dotazione tecnologica dell’Unità Operativa di Urologia dell’ospedale Bufalini di Cesena si arricchisce di nuove strumentazioni endoscopiche di ultima generazione grazie ad ACISTOM, l’Associazione Cesenate Incontinenti e Stomizzati presieduta da Giordana Giulianini.

Anche quest'anno, infatti, il reparto cesenate diretto dal dottor Carlo Lusenti ha potuto beneficiare della proficua collaborazione che esiste già da tempo con l’Associazione Cesenate e che si è concretizzata con la donazione, da parte di quest'ultima, di ben due ureteroendoscopi a fibre ottiche e da un nefroscopio semirigido miniaturizzato, del valore complessivo di 18mila euro.

“Grazie all'aggiunta di questi strumenti alla dotazione endoscopica già esistente – spiega il dottor Lusenti -  sarà possibile effettuare interventi urologici caratterizzati sempre più da una ridotta invasività e con minori possibili complicanze. In particolare sarà resa disponibile un’ampia e completa scelta nel campo del trattamento della calcolosi urinaria dell'alta via escretrice (renale ed ureterale) e anche migliori possibilità di trattamento e diagnosi delle patologie neoplastiche che interessano l'apparato urinario”.

“Gli strumenti donati – prosegue il dottor Lusenti - sono già stati utilizzati dagli operatori che hanno potuto constatare l'utilità e l'efficacia degli stessi in corso delle attività programmate confermando così la scelta mirata e ben amministrata di questa nuova generosa donazione di cui noi tutti siamo grati ad Acistom”.

La Presidente dell’Associazione, Giordana Giulianini, ricorda come questa donazione si inserisca nel solco di una tradizione che vede ormai da diversi anni l'impegno di Acistom per donare all’ospedale Bufalini innovative strumentazioni. "I nostri volontari – afferma la Presidente - sono convinti che queste donazioni vanno a vantaggio di tutta la collettività, sono i primi a crederci e la loro convinzione è lo stimolo principale per sensibilizzare gli altri cittadini, che vengono coinvolti a donare anche pochi euro, con l'acquisto dei biglietti della nostra lotteria o i prodotti del mercatino confezionati da altre volontarie. In questi tempi di crisi, dove le ristrettezze economiche e le incertezze sul futuro portano tanta parte della società a chiudersi egoisticamente in se stessa, l'attività dei volontari è un bene prezioso, perché contribuisce a costruire un'idea solidale di comunità: il volontario che dona il proprio tempo gratuitamente è anche spinto dalla voglia di migliorare un po’ la città dove vive, e Acistom, in quanto ‘associazione cesenate’ cercherà di proseguire con le sue attività a vantaggio di tutta la comunità cesenate".

L’Azienda USL della Romagna ringrazia ACISTOM per questa nuova importante donazione, che aggiungendosi alle numerose iniziative intraprese in questi anni dall’Associazione Cesenate, consolida il proficuo rapporto di collaborazione a sostegno dell’ospedale Bufalini nei percorsi di miglioramento della qualità delle cure e dell’assistenza

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Grande successo di partecipanti al Convegno "La salute sostenibile", organizzato ieri, nell'ospedale di Forlì , dal Centro Studi " Giovanni Donati" per il Volontariato e la Solidarietà , coordinato da Daniela Valpiani.
Di fronte ad un folto pubblico, composto da protagonisti del mondo della sanità  e del terzo Settore della Regione Emilia Romagna,  il  prof. Marco Geddes da Filicaia ha presentato il suo ultimo libro. 

 
"La prima parte del libro - spiega  il professor Geddes - è dedicata all’analisi della spesa sanitaria italiana, comparata con quella degli altri paesi, delle sue proiezioni future, alle dimensioni e alle cause del definanziamento, allo studio delle ragioni che spingono così potentemente verso la soluzione del “secondo pilastro”, assicurativo, e su quali sono gli attori e gli interessi in campo.
Le seconda parte del libro è dedicata a come mantenere la sostenibilità nel futuro: dalle strategie per contenere la crescita della spesa sanitaria alla riduzione degli sprechi e la riduzione dei bisogni, con un ampio focus sugli interventi di prevenzione.
Si arriva infine all’undicesimo e ultimo capitolo dove ai lettori viene presentata una linea di confine, ovvero la scelta della società che vogliamo. Perché è vero e fondato tutto ciò di cui si è scritto e dibattuto nei dieci precedenti capitoli, ma alla fine la sostenibilità del sistema sanitaria è una questione culturale e politica. Al riguardo l’Autore cita una famosa dichiarazione di Roy Romanow, presidente della commissione incaricata di predisporre un rapporto sul futuro del Servizio sanitario canadese (2002), che richiamava l’attenzione dei cittadini e dei politici sul fatto che “non vi è alcun standard su quanto un Paese dovrebbe spendere per la salute. La scelta riflette la storia, i valori e le priorità di ciascuno pertanto il sistema è tanto più sostenibile quanto noi vogliamo che lo sia”.
 Ritornando quindi al titolo di questa pubblicazione il problema vero non è tanto la sostenibilità finanziaria, ma la sostenibilità culturale e politica del sistema sanitario e delle politiche di welfare nel loro complesso. La questione rimanda a quale società, e a quale futuro, noi vogliamo."
Durante la tavola rotonda il prof.  Dino Amadori ha sottolineato l’importanza di scelte equilibrate e innovative in ambito si spesa farmaceutica, mentre il Prof. Antonio Maturo ha esposto fin dove  si sta  spingendo il mondo assicurativo, in grado , in modo sempre maggiore, di controllare la nostra vita attraverso app apparentemente "innocenti".
Il Direttore Generale dell'Ausl Romagna Marcello Tonini ha ripreso invece la problematica della carenza di medici specialisti, che comporta la difficoltà ad effettuare nuove assunzioni e tutti i relatori  della tavola rotonda si sono dichiarati preoccupati per la mancanza di dibattito “politico” su questi temi.
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Presentata in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, in seduta congiunta con la commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, i Progetti “Ausl Romagna Cultura” e “Sua Maestà Anatomica” sulla figura di Giovanni Battista Morgagni.

Pierdomenico Lonzi, della direzione generale dell’Ausl Romagna, ha illustrato il Progetto Aziendale CURA (Corporate Academy dell’Ausl Romagna) che si prefigge di “integrare saperi, culture, patrimonio e professionalità”. Uno dei settori trainanti del progetto CURA è proprio “Ausl Romagna Cultura”.

Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione del gruppo Ausl Romagna Cultura, ha rimarcato che Morgagni “è stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina: è il fondatore della patologia moderna”. Lo storico della medicina Francesco Puccinotti, ha poi aggiunto, “scrisse di Morgagni che ‘se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano si nominerebbe da lui”. La docufiction, ha spiegato infine Rambelli, “nasce da un’idea del gruppo Ausl Romagna Cultura: istituto che ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’Ausl, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna e la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale”.

È poi intervenuta Sonia Muzzarelli, responsabile del patrimonio storico artistico archivistico dell’Ausl Romagna, che ha parlato di obiettivi, come quello primario “di mettere in sicurezza questo importante patrimonio, cercando di renderlo il più possibile fruibile”.

Mentre Luca Saragoni, anatomo patologo dell’ospedale di Forlì, e Mirko Traversari, antropologo fisico dell’Università degli studi di Bologna (sede di Ravenna), sempre sulla figura del Morgagni, hanno spiegato quelle che sono state le “innovazioni rivoluzionari introdotte da questo medico, anatomista e patologo in un’epoca difficile come il settecento”.

La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa, l’attore protagonista è Riccardo Mei.

È poi intervenuta la consigliera Valentina Ravaioli , che sul progetto ha parlato di “un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio, con l’obiettivo di renderlo fruibile a una platea più ampia, con attenzione particolare ai più giovani: una sfida ambiziosa e necessaria specie in un momento storico caratterizzato da un pericoloso oscurantismo di ritorno nei confronti della scienza”.

In conclusione, il presidente Paolo Zoffoli ha rimarcato l’originalità del progetto, “può essere un modello”. Sullo stesso tema ha poi sottolineato l’importanza di “fare crescere, attraverso una rete di collaborazioni, il territorio, anche attraverso la valorizzazione del lavoro dell’Ausl”.

 

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Il dottor Alberto Zaccaroni, direttore dell'Uo di Chirurgia Endocrina di Forlì e il dottor Dario Bettini, medico presso la stessa Unità Operativa, alla trasmissione Focus di Teleromagna, condotta da Federica Mosconi, in onda:

Martedì 26 Febbraio ore 13.30 CH 14 Teleromagna, ore 17.30 CH 11 TR24

Mercoledì 27 ore 18.15 CH 14 Teleromagna, ore 21.30 CH 11 TR24

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