Articoli filtrati per data: Settembre 2019

 

Si terrà lunedì 16 e martedì 17 settembre a Meldola il 2° Corso Internazionale Traslazionale sui tumori rari, due giorni di confronto tra i massimi esperti italiani ed europei su questo complesso tipo di neoplasie. La sessione di chiusura, martedì pomeriggio, sarà aperta a chiunque sia interessato con esponenti di differenti associazioni di pazienti ed esperti di sanità e rapporti tra istituzioni e cittadini. Presenti, tra i relatori, moltissimi professionisti dell'Ausl Romagna

 Già di per sé complesse da affrontare, quando le patologie tumorali rientrano nella casistica delle neoplasie rare, il livello di difficoltà nella loro gestione non può che crescere. Per questo è fondamentale che ogni singolo caso sia affrontato da un team multidisciplinare espressamente dedicato, con la maggior concentrazione di competenze possibili dalla diagnosi alla ricerca e una grande conoscenza di quanto sia disponibile a livello globale in termini di terapia e ricerca.

 

Proprio per consolidare questa consapevolezza e incrementare l’impegno nel contrasto a queste malattie, presso l’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS è stato organizzato dall’equipe del Centro di Osteoncologia, Tumori Rari e Testa-Collo (CDO-TR) diretto dal Dr. Toni Ibrahim, nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 settembre, il 2° Corso Traslazionale Internazionale sui Tumori Rari, in collaborazione con il Gruppo Multidisciplinare di patologia Testa Collo e Tumori Rari del CCCN della Romagna. L’evento – tra i più importanti in Italia grazie agli esperti che vi prenderanno parte e al ruolo di guida assunto per la pratica clinica e la ricerca dal CDO-TR IRST, struttura che coordina il Gruppo Multidisciplinare della Romagna sui Tumori Rari ed è membro delle Reti Regionale, Nazionale ed Europea EURACAN – è riservato a professionisti ma martedì pomeriggio vedrà una sessione a libero accesso rivolta a pazienti e loro famigliari con esperti rappresentanti di alcune associazioni nate per sostenere la lotta a tumori specifici.

 

I tumori rari sono una famiglia eterogenea di patologie che riguardano pressoché tutti i distretti corporei. Oggi ne sono riconosciuti circa 200 tipi, alcuni dei quali hanno percentuali di guarigione o di controllo della malattia superiori a quelli di tumori molto più diffusi. La “rarità” del tumore è definita sulla base della sua incidenza ovvero dall’attestarsi al di sotto dello standard di 6 casi ogni 100mila abitanti. Essendo una casistica così strettamente collegata alla numerosità e non al genere, età del paziente o alla sede, le differenze esistenti tra popolazione e popolazione fa sì che si registri una certa variabilità tra aree geografiche, talvolta tra regione e regione. Ad esempio, in Romagna, il carcinoma alla tiroide, un tumore definito raro da RARECAREnet – database europeo – supera lo standard di 6 casi per 100mila abitanti attestandosi tra le dieci sedi di patologia più frequenti. Statisticamente ogni anno in Italia sono diagnosticati circa 90mila nuovi casi di tumori rari, in Romagna in media si tratta di circa 1500 persone, in linea con la stima che il loro peso complessivo sia tra il 20% e il 25% del totale di tutte le patologie oncologiche.

 

Come tutte le malattie non comuni, i tumori rari hanno una gestione estremamente complessa che richiede, da una parte, profonde competenze mediche e, dall’altra, un lavoro di gruppo realmente multidisciplinare. Data la minore numerosità dei casi assume valore chiave il lavoro in rete, tra più centri d’eccellenza. Per questo motivo il Corso vede come primo tema quello delle reti cui seguiranno, cinque distinte sessioni su altrettanti tumori per un aggiornamento e confronto con esperti internazionali che coinvolgerà i clinici e i ricercatori oltre ai componenti dei singoli Gruppi Multidisciplinari della Romagna. Per concludere i due giorni, si terrà un focus sul paziente con le associazioni impegnate in prima linea per un loro coinvolgimento anche nei processi di cura e ricerca.


Di valore assoluto i relatori presenti, molti dei quali veri opinion leader di livello internazionale nel proprio campo. La prima sessione – presieduta dal Prof. Dino Amadori (Direttore Scientifico emerito IRST) e dal Prof. Giovanni Martinelli (Direttore scientifico IRST) – sarà dedicata al tema cruciale delle Reti Oncologiche di assistenza, ricerca e formazione: quella della Romagna (tema affrontato da Federico Capuzzo, AUSL Romagna), della Regione (Matteo Volta, Regione Emilia-Romagna), la nazionale (Paolo Casari, INT Milano, coordinatore Sarcomi EURACAN) fino a quella Europea EURACAN (interverrà Muriel Rogasik, Segretario generale della Rete Europea Tumori Rari). Si segnalano, inoltre, gli interventi di Paolo De Paoli (Direttore Generale di Alleanza Contro il Cancro) e di Gaetano Lanzetta dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM). Seguiranno cinque sessioni specifiche relative ad altrettanti tumori rari per un aggiornamento e confronto con esperti internazionali. La parte dedicata ai sarcomi – presidenti Paolo Casali (INT Milano), Giorgio Ercolani e Roberto Casadei (AUSL Romagna Forlì) e Davide Donati (IOR- Bologna) – vedrà l’intervento di Arnelle Dufresne (del gruppo di Jean-Yves Blay direttore generale EURACAN e il Centre Léon Bérard a Lyon) mentre sui neuro-oncologici interverrà Ahmad Id Baih (Università Sorbone di Parigi e coordinatore EURACAN) - presidenti Felice Giangaspero (Università la Sapienza, Roma), Carmelo Sturiale e Alba Brandes (AUSL Bologna), Luigino Tosatto (AUSL Romagna). La sessione di chiusura di lunedì sarà dedicata ai tumori testa e collo – chairmen: Claudio Vicini (AUSL Romagna), Marco Trebbi (AUSL Romagna), Antonino Romeo (IRST Meldola) e Angelo Campobassi (AUSL Romagna Cesena) – con la relazione di Lisa Licitra (INT Milano) coordinatrice EURACAN per questa patologia. Martedì saranno due i temi nella mattina: neoplasie neuroendocrine – guideranno Davide Cavaliere (AUSL Romagna), Andreas Tartaglia (AUSL Romagna), Stefano Severi (IRST) – con Marianne Ellen Pavel (Friedrich Alexander University of Erlangen-Nürnberg, Erlangen) e tumori alle ghiandole endocrine su cui dibatterà Jaume Capdevila (University Vall d’Hebron Barcellona) – presidieranno Dario Bettini, Enrico Cavagna, Andrea Lorenzetti e Guilio Rossi (AUSL Romagna). Dalle 13, Dino Amadori e Giovanni Martinelli (IRST), Fabrizio Miserocchi (Istituto Oncologico Romagnolo IOR), Elisa Rozzi (Regione Emilia-Romagna) e Davide Tassinari (AUSL Romagna) condurranno il momento dedicato ai pazienti con vari interventi di più associazioni italiane impegnate nel supporto a chi lotta contro specifici tumori rari. Durante il corso verrà lanciata una iniziativa trasversale sui Tumori Rari, su tutto il territorio romagnolo che coinvolge i pazienti, associazioni dei pazienti e del volontariato, in particolare l’Istituto Oncologico Romagnolo, oltre che i medici di medicina generale e gli ordini dei medici, a partire dal 2020.

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Venerdì 20 Settembre, nella sala Pieratelli dell'ospedale di Forlì, a partire dalle ore 14, si terrà  un seminario sulla responsabilità professionale in Anatomia Patologica dal titolo "La legge Gelli: il rischio in Anatomia patologica". L'evento, organizzato dal Dr.Luca Saragoni della U.O.Anatomia Patologica dell'ospedale di Forlì, in qualità di Segretario Regionale Emilia Romagna della Società Italiana di Anatomia Patologica (SIAPEC), vedrà la partecipazione dell'Avvocato Giovanna Marzo del Foro di Torino, esperta in materia e consulente legale di SIAPEC.

"Il meeting, - spiega il Dr.Saragoni - è stato organizzato in collaborazione con la segreteria della Regione Veneto nel segno di una più ampia condivisione trasversale delle tematiche scientifiche e gestionali. Nei tribunali italiani sono circa 300 mila  le cause pendenti contro medici e strutture sanitarie pubbliche e private. Ogni anno si verificano 35 000 nuovi contenziosi. Il 95% dei procedimenti per lesioni personali colpose si conclude con un proscioglimento. Le denunce vengono presentate principalmente al Sud (44.5%),mentre al Nord (32.2%) e al Centro (23.2%) la percentuale scende.

L'introduzione della Legge Gelli segna e impone il passaggio dalla “sicurezza del malato” alla “sicurezza delle cure” e, conseguentemente, segna il passaggio dalla gestione del rischio clinico a quella del rischio sanitario, ponendo peraltro l'attenzione sulla osservanza delle Linee Guida e, di fatto, responsabilizzando in tal senso le varie Società Scientifiche, dando loro mandato di emanare linee guida aggiornate e condivise.

"In tutto questo - chiarisce il dottor Saragoni - l'Anatomia Patologica svolge un ruolo importante, occupandosi di diagnostica, dal cui buon esito dipendono strategie terapeutiche appropriate.Durante il seminario  si parlerà degli aspetti tecnici giuridici con l'intento di informare i professionisti, stimolando il dibattito e cercando di promuovere il concetto di buona sanità basata sulle evidenze scientifiche (“Evidence Based Medicine”)."

Il seminario, moderato dalla Dr.ssa Donata Dalmonte (Direttore U.O. Medicina Legale e Gestione del Rischio Ausl Romagna) e dal Dr.Romano Colombari, Segretario Regionale Veneto della Società Italiana di Anatomia Patologica e Citodiagnostica (SIAPEC), è aperto a tutti gli interessati.

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Come annunciato pochi giorni fa (si veda il comunicato stampa sotto riportato) sono arrivati anche gli ultimi riscontri relativi alle matrici animali. In allegato la relazione completa.

Comunicato stampa del 23 agosto

Primi risultati del monitoraggio sulle matrici alimentari a seguito dell’incendio Lotras System di Faenza: non si riscontrano criticità nei risultati delle analisi relative ai metalli pesanti; ancora in corso le analisi su altri inquinanti.

Come noto, a seguito dell’evento, nonostante le analisi ambientali effettuate da Arpae non abbiano riscontrato concentrazioni elevate di inquinanti, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl ha comunque attuato un piano di monitoraggio di campioni di matrici alimentari per valutare eventuali impatti a lungo termine delle ricadute dell’incendio.

Tra le matrici vegetali è stato privilegiato il campionamento di colture foraggere e di prodotti ortofrutticoli destinati all’alimentazione umana presenti in campo o raccolti nel periodo dell’incendio e quindi potenzialmente esposti alla deposizione atmosferica degli inquinanti: erba medica, sorgo, verdura a foglia larga, frutta a buccia non liscia quali albicocche, pesche e pere (23 campioni complessivi). In considerazione della larga dispersione della colonna di fumo, il campionamento è stato eseguito ad ampio raggio, a partire dalle zone circostanti il luogo dell’incendio in varie direzioni, verso Brisighella, Solarolo, Russi, Cotignola, Forlì.

Oltre alle matrici vegetali si è proceduto anche al campionamento di matrici di origine animale presso due impianti di macellazione, prelevando 8 campioni di polmone, di milza e di grasso in altrettanti suini provenienti da allevamenti dei territori di Faenza, Russi e Imola. Inoltre, è stato sottoposto a prelievo anche il latte in due allevamenti rurali bovini.

Le analisi sono state effettuate presso il laboratorio di Bologna dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, e sono state confrontate con campioni di controllo non esposti all’incendio.

Il monitoraggio completo prevede le seguenti indagini:

  • Determinazioni di metalli in tutte le matrici vegetali e in quelle animali (latte e campioni di polmoni e milza dei maiali) (completate)
  • Determinazioni di diossine in 11 campioni vegetali e nei campioni di latte e del grasso di maiale (analisi in corso)

Il presente rapporto è preliminare poiché sono al momento disponibili solo una parte dei risultati analitici

Per quanto riguarda dunque le analisi sui metalli, per tutti i campioni, sia di matrici vegetali sia animali, la concentrazione è risultata significativamente inferiore ai valori previsti dalle normative e non si osservano differenze significative con i campioni prelevati prima dell’incendio.

I dati devono peraltro essere valutati tenendo presente che l’area di indagine in cui sono stati prelevati i campioni è un’area fortemente antropizzata, caratterizzata da un’agricoltura di tipo intensivo, dalla presenza di traffico veicolare e di numerose emissioni da attività produttive.

 

In allegato la relazione completa su questi primi riscontri.

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Lunedì 16 settembre, alle ore 21,45, su Rai 3, alla trasmissione "Presa Diretta", condotta da Riccardo Iacona, durante la puntata dal titolo "La battaglia della salute", andrà in onda un servizio sull' ospedale "Morgagni -Pierantoni" di Forlì.

"Parleremo - anticipano dalla redazione di "Presa Diretta" - di quanto è importante e prezioso il nostro sistema sanitario nazionale, ma anche di come, a causa di tagli, blocco del turnover, dissesti e piani di rientro, sia a rischio."

Obiettivo della troupe, composta dal giornalista Danilo Procaccianti e dal filmaker Raffaele Manco, è stato quello di raccontare, con la collaborazione in loco di Tiziana Rambelli, l'eccellenza del percorso del paziente con patologie del colon e dello stomaco.Durante le riprese sono stati intervistati il dottor Carlo Fabbri, direttore della UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Forlì e Cesena e il prof. Giorgio Ercolani, direttore della UOC di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate di Forlì ed un paziente, coinvolto nel percorso di cura. Le riprese hanno interessato anche il meeting del gruppo di professionisti coinvolti nel percorso, il direttore della  Radiologia, dottor Mauro Bertocco, il direttore di Anestesia e Rianimazione, dottor Stefano Maitan, il direttore della Chirurgia Endocrina forlivese, dottor Alberto Zaccaroni, l'anatomopatologo dottor Luca Saragoni, il direttore della Prevenzione Oncologica di Forlì, dottor Fabio Falcini e il direttore dell'Oncologia medica dell'IRCCS di Meldola, dottor Giovanni Frassineti .

Anteprima della puntata a questo link, sulla pagina facebook di Presa Diretta: https://www.facebook.com/PresaDiretta.Rai/videos/714927232356991/

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Sono in corso, in questi giorni, alcuni lavori di ripristino della pavimentazione e delle canalette di scolo delle acque piovane, sulla rampa esterna di collegamento all’ ingresso principale del Padiglione Morgagni dell'ospedale di Forlì.

Fino a domani sera la rampa sarà pertanto completamente interdetta sia ai veicoli che ai pedoni e, tutti i mezzi autorizzati, potranno utilizzare l’ Accettazione Barellieri nella zona Pronto Soccorso (vedi planimetria 1). I pedoni, invece, potranno utilizzare gli altri accessi al Padiglione, opportunamente segnalati (vedi esempio nella planimetria 2).

Da giovedì mattina, 12 settembre, la rampa sarà riaperta in corrispondenza del vialetto pedonale di collegamento tra i padiglioni Valsalva-Morgagni, per cui i pedoni potranno raggiungere l’Ingresso del padiglione Morgagni percorrendo dapprima il vialetto che conduce al Pad. Valsalva e poi il vialetto pedonale di collegamento Valsalva-Morgagni (vedi planimetria 3). I mezzi autorizzati dovranno continuare ad utilizzare l’ Accettazione Barellieri nella zona Pronto Soccorso.

Nello scusarci per il momentaneo disagio arrecato, anticipiamo che i lavori termineranno a metà della prossima settimana .

 

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Nel distretto Rubicone e Mare sono state prese in carico dai servizi sociali e consultorio familiare complessivamente, nel 2017, 21 donne di cui sono state messe in protezione 17 con altrettanti bambini. Nel 2018 e primi mesi 2019 il trend si è mantenuto alto, con 25 donne seguite. Rimane invariato il numero di donne inserite in percorsi di protezione (17 donne e 21 bambini). Lo sportello Alba, aperto il martedì dalle 10.30 alle 14.30, dalla sua apertura a maggio 2018 ha visto rivolgersi 4 donne e avuto circa 10 contatti telefonici.
Numeri che danno la dimensione del problema. La chiamata civica del territorio si sta rivelando però una leva importante e il programma delle iniziative e degli eventi di Insieme contro la violenza 2019 continua a sollecitarla. Ad esempio con il progetto dell’Associazione Rompi il silenzio “Sentinelle della Comunità”. Saranno individuati e coinvolti comuni cittadini, operatori sociali e professionisti, associazioni di categoria, Caritas, ovvero tutte quei soggetti che a vario titolo possono intercettare dinamiche relazionali violente.
A cura dell’Associazione Trame di terre di Imola sarà il progetto di formazione “Verso una cultura della parità di genere” indirizzata ad operatori dei Servizi sociali, Volontarie dello Sportello antiviolenza “Alba” e alle forze dell’Ordine.

Evento importante, rivolto ai medici e operatori sanitari, agli operatori degli enti locali e ai cittadini interessati sarà il seminario, curato dall’Azienda Usl Romagna e in programma mercoledì 13 novembre a Villa Torlonia (San Mauro Passcoli) “La salute è anche una questione di genere?”. La medicina di genere non è una nuova specialità ma una necessaria e doverosa dimensione interdisciplinare della medicina. Il seminario fornirà un primo inquadramento trasversale del tema in accordo con i lavori del Coordinamento regionale Medicina di genere ed equità.
Sul fronte delle attività di prevenzione particolare rilievo avranno le azioni dedicate a ragazzi e ragazze pre adolecsenti e adolescenti attraverso un lavoro che coinvolgerà l’Istituto Comprensivo di Sogliano e in particolare le classi di I, II e III delle scuole secondarie di primo grado di Sogliano, Borghi e Roncofreddo. Sulla scia del percorso avviato lo scorso anno in collaborazione con l’associazione SOS Donna di Faenza, gli studenti delle scuole medie lavoreranno nei prossimi mesi con la psicologa-psicoterapeuta Raffaella Meregalli.
Con i ragazzi e le ragazze adolescenti delle scuole superiori di Savignano e Cesenatico sarà invece realizzato il laboratorio sulle differenze di genere denominato “L’amore dei giovani non sta nei cuori ma negli occhi..”. I laboratori approfondiranno i meccanismi di negazione e di riconoscimento della violenza offrendo ai ragazzi e alle ragazze uno spazio di dialogo con chi si occupa, anche professionalmente, del contrasto alla violenza. Saranno realizzati da Michele Poli, Counselor' tra i fondatori dell'associazione nazionale Maschile Plurale e del Cam di Firenze, primo centro in Italia dedicato agli autori di violenza nato nel 2009 , e da Lelia Serra attrice e formatrice.

GLI EVENTI
LE CAMMINATE
Insieme contro la violenza propone inoltre una serie di eventi aperti a tutti i cittadini. Si è tenuta domenica 8 settembre con l’iniziativa Walk with me, una camminata con partenza da Borghi. Una seconda camminata è in programma per il 25 novembre a Cesenatico, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

A TEATRO
Sabato 12 ottobre al Teatro Turroni di Sogliano al Rubicone in programma invece lo spettacolo Le donne di Pedretti, con la voce recitante di Lelia Serra, le canzoni di Paola Sabbatani e la chitarra di Daniele Santimone. Un secondo appuntamento a teatro è in programma per domenica 1 dicembre, a Roncofreddo, con la compagnia Piccoli Idilli Merate che proporrà lo spettacolo Mami Wata.

I FILM
Inoltre, sarà proposta la visione di alcuni film che stimoleranno la riflessione intorno ai temi della violenza di genere. Si parte il 24 ottobre a Gambettola, in collaborazione con Metrofestival, con la proiezione di Le invisibili di Louis Petit (2018). In collaborazione con il Cinema Teatro Moderno, il 16 e 17 novembre a Savignano sul Rubicone sarà la volta di Tonya di Craig Gillespie (2017), mentre il 23 e 24 novembre sempre a Savignano è in programma La donna elettrica di Benedikt Erlingsson (2018), Lunedì 25 novembre a Longiano, per gli studenti delle scuole primarie di secondo grado sarà proiettato il film Dilili a Parigi di Michel Ocelot.
d la giornata conclusiva del progetto, che si svolgerà a Gatteo alla presenza di tutti i partners. Sarà proiettato il video “Vieni via con me” a cura dell’Associazione Between. Un video realizzato al termine di un laboratorio rivolto a giovanissimi adolescenti di seconda generazione nati in Italia. Si tratta di ragazzi e ragazze che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado dei Comuni del distretto Rubicone e Mare. Il laboratorio ha promosso un’azione che si sintonizza alla cultura della parità fra generi e alla cittadinanza di genere dal punto di vista della generazione millennials.

Il Progetto Insieme contro la violenza è in linea con la L.R. 6/2014 e il Piano regionale contro la violenza di genere (Delibera Assemblea Legislativa Regionale N. 69/2016) e con gli obiettivi prioritari del Piano di zona per la Salute e Benessere sociale del distretto Rubicone (2018-2020)
Hanno collaborato alla realizzazione del progetto Asp Rubicone, Ausl Romagna, Istituto Comprensivo di Sogliano al Rubicone, Associazione Rompi il silenzio, Associazione Between, Centro Donna Comune di Cesenatico e comuni della comunità montana (Borghi, Sogliano e Roncofreddo), le Ovarole, Associazione Trama di Terre, Associazione Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Ferrara, Associazione Sos Donna di Faenza.

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Mercoledì scorso, 4 settembre, l’associazione bagnacavallese “Amiciabbondanza” ha donato la somma di mille euro all’Hospice “Benedetta Corelli Grappadelli” di Lugo. L’ evento è avvenuto nella Tisaneria dell’Hospice ed è stato allietato dall’intermezzo musicale a cura della pianista Maria Quaranta e da un rinfresco curato dai Volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo.

Erano presenti il dottor Luigi Montanari, Direttore della Struttura semplice dipartimentale “Cure Palliative” di Ravenna, che ha fatto gli onori di casa, il Presidente dell’Associazione “Amiciabbondanza” di Bagnacavallo Piero Briccolani e una rappresentanza tutta al femminile di volontarie Ior che si sono prodigate per la raccolta fondi, la dottoressa Costantina D’Angelo della Direzione Sanitaria di Lugo,  il direttore del Distretto di Lugo dottor Maurizio Piolanti, la dottoressa Ilaria Strada psicologa dello IOR presso la struttura e la professoressa Sangiorgi in rappresentanza del Comune di Bagnacavallo.

Il dottor Montanari ha raccontato ai presenti il ruolo attuale dell’ Hospice e della Rete di Cure palliative per i pazienti con patologie croniche inguaribili e per le loro famiglie e il signor Briccolani ha illustrato origine e motivazioni del Centro Sociale Amiciabbondanza e sottolineando il desiderio di contribuire al miglioramento di progetti locali, come quello dell’Hospice, che nei 10 anni di attività ha ospitato molti cittadini bagnacavallesi e ha creato un luogo di “cultura dello stare accanto” e dell’attenzione alla sofferenza, temi che molto stanno a cuore all’associazione stessa.

L’incontro ha portato con se’ il proposito di proseguire la collaborazione nel creare occasioni di informazione sulla cultura di cure palliative all’ interno degli eventi “festosi” che l’Associazione organizza.

 

 

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Il Belnido “si sposa” con la “Gioa Materna”. E’ operativa da quest’anno scolastico, e aprirà i battenti la settimana prossima, presso l’asilo interaziendale “Antonella Santullo”, situato presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, una sezione di scuola materna che si affiancherà a quelle di asilo nido operative già dal 2013.

La novità è stata presentata in una conferenza stampa cui hanno partecipato:

  • il vicesindaco di Rimini Gloria Lisi;
  • l’assessore ai Servizi educativi del Comune di Rimini Mattia Morolli;
  • il consigliere dell’Asp Valloni-Marecchia Maurizio Pasolini;
  • la Responsabile Area Educativo di Formula Servizi alle Persone Soc. Coop. Sociale ONLUS  Paola Rossi;
  • il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini;
  • Il direttore medico dell’Ospedale “Infermi” di Rimini Gianfranco Cicchetti;
  • Il direttore infermieristico e tecnico dell’Ausl Romagna Silvia Mambelli;
  • Il direttore dell’unità operativa “Attività tecniche” dell’Ausl Enrico Sabatini.

La struttura è stata realizzata dall’Ausl Romagna - con finanziamenti aziendali e della Provincia di Rimini, e inaugurata nel dicembre 2012 – con l’obiettivo di contribuire a dare risposte alle esigenze famigliari dei dipendenti dell’Azienda e di altre realtà aziendali che hanno deciso di convenzionarsi. Le gestione amministrativa è stata affidata all’Asp Valloni di Rimini, quella educativa, attraverso apposito bando, a “Formula Servizi alle Persone Soc. Coop. Sociale Onlus”.

L'edificio copre una superficie di circa 1.200 metri quadrati ed è circondato da un ampio giardino. Le caratteristiche costruttive e i materiali utilizzati, così come gli arredi, sono all'avanguardia e scelti per massimizzare la sicurezza dei piccoli frequentatori. Tutti i materiali sono anche ecocompatibili e la struttura, ad un solo piano, è stata progettata a basso fabbisogno energetico, con pannelli fotovoltaici sul tetto, e priva di barriere architettoniche.

L'elemento che fa da filo conduttore del progetto è riconducibile al mare, alla spiaggia, ai giochi d'acqua: li si ritrova sia nel “disegno” dell'edificio (dall'alto somiglia ad una tavola da surf completa di vela) sia in alcuni elementi degli ambienti interni.

Oltre alle aule e agli spazi comuni, interni ed esterni (questi ultimi progettati da un architetto del verde in modo da consentirne la massima e migliore fruizione possibile), vi è un ampio ingresso utilizzabile al bisogno anche per riunioni, un punto cucina per la predisposizione dei pasti, spazi per gli insegnanti, spazio per i genitori, ingresso con bussola-filtro a fini di sicurezza e di mantenimento del microclima interno, servizi generali.

Ogni sezione è dotata di vestibolo-spogliatoio, servizi igienici, spazio sonno, ed è suddivisa in tre ambiti di attività: gioco a terra; attività al tavolo; lettura, canto, interazione con l'educatore.

Le caratteristiche architettoniche e anche le tinteggiature degli spazi delle diverse sezioni sono state pensate a seconda delle diverse età dei bimbi che le frequenteranno al fine di sviluppare al meglio i vari gradi di autonomia dei piccini.

Anche l’arredo, per il quale vi è stato un importante e generoso aiuto da parte della Fondazione Carim, è a sua volta appositamente studiato per le esigenze dei bambini.

L'offerta didattica. Il Belnido è suddiviso in tre sezioni, dai 10 ai 12 mesi, dai 12 ai 24 mesi e dai 24 ai 36 mesi e può ospitare complessivamente 84 bambini. Svolge un effettivo servizio di tempo pieno, e per di più con un'impostazione flessibile che consentirà di andare incontro il più possibile alle esigenze delle famiglie nel rispetto dei diritti dei bambini di godere della presenza dei genitori. E in questo senso va anche la strutturazione di orari e giorni d’apertura.

La nuova sezione di scuola dell’infanzia si colloca in uno spazio con interni totalmente rinnovati e ricchi di angoli e materiali accuratamente pensati e predisposti al fine di stimolare i bambini dal punto di vista cognitivo, affettivo e motorio.

La sezione ha una capienza massima di 24 unità e potrà essere rimodulata, in corso di vigenza della convenzione stipulata tra Ausl e Asp, tramite step concordati tra le parti, compatibilmente alle richieste dell’utenza.

La sezione è mista ed è composta attualmente da 16 bambini di cui 13 figli di dipendenti dell’Azienda Usl.

La scuola è  aperta all’utenza per 12 mesi l’anno. E’ strutturata in “anno scolastico” con inizio da settembre e termine a fine giugno dell’anno successivo. E’ inoltre previsto un prolungamento estivo (luglio/ agosto ed i primi 15 giorni di settembre). La durata giornaliera del servizio è dalle ore 7.45 alle ore 16.00. L’uscita intermedia è prevista dalle ore 12.30 alle ore 14,00. Sono previste anche fasce orarie di ingresso ed uscita straordinarie.

Pari opportunità. Non soltanto i figli ma anche i nipoti dei lavoratori dell'A.USL Romagna possono accedere alle strutture dell’asilo interaziendale “Antonella Santullo”.

L'Azienda USL ha oltre 15mila dipendenti (dei quali oltre 4.000 nell’ambito territoriale di Riomini); le donne rappresentano il 70 per cento del totale, e di esse il 75 per cento è in età fertile. Da questi elementi è facile comprendere come l’asilo interaziendale rappresenti un elemento di incentivo per l'occupazione, in particolare quella femminile, sul territorio, e quindi di pari opportunità.

Nel corso delle relazioni tutti gli intervenuti hanno ricordato la figura di Antonella Santullo, storica direttrice infermieristica e tecnica dell’Ausl di Rimini prematuramente scomparsa nel 2017. Fu lei, l’ideatrice dell’asilo aziendale, che nelle prime fasi, e fino alla realizzazione finale (con inaugurazione nel dicembre 2013) si spese con tutta la passione per questa struttura. Che ha visto la propria realizzazione, come sottolineato dal vicesindaco Lisi, “grazie ad una strettissima collaborazione tra tutti gli enti interessati, e alla nostra intuizione di delegare la gestione amministrativa all’Asp”. L’assessore Morolli ha a sua volta rimarcato come “a Rimini sono tante le coppie con figli che, per vari motivi, sono prive di reti parentali di supporto alla genitorialità, e questa infrastruttura, frutto anche della volontà politica del Comune di Rimini (io allora ero capogruppo in consiglio comunale, e Gloria già vicesindaco) dà risposta in particolare a queste persone. Senza contare l’offerta didattica: da recenti dati emerge che buona parte degli studenti andati meno bene alle prove Invarsi del Ministero, non avevano frequentato scuola materna e nido, a riprova che questa offerta didattica è fondamentale per l’accrescimento delle persone”.

Ha concluso i lavori il direttore generale Marcello Tonini: “Condivido la soddisfazione per il risultato raggiunto, e per l’unità d’intenti tra di versi soggetti istituzionali che ha portato a tale risultato. E’ un progetto importante, nato a Rimini ma che potrà trovare base anche presso altre realtà dell’Ausl Romagna: una eredità che lascio ai miei successori”.

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Con il finire dell’estate, inizia il periodo di crescita dei funghi e con questo si ripropongono i problemi legati alla raccolta ed al consumo di funghi non corretto. Al fine di prevenire casi di intossicazione, o veri e propri avvelenamenti, si ricorda una serie di regole da seguire:

  • non raccogliere i funghi in modo indiscriminato, ma sempre nel rispetto dell’ambiente, tenendo presente che tutti i funghi sono utili
  • evitare il consumo di funghi in grandi quantità ed in pasti ravvicinati, ricordando che i funghi sono sempre un alimento piuttosto difficile da digerire
  • evitare il consumo da parte di bambini, donne in gravidanza, persone che soffrono di intolleranze alimentari o disturbi dell’apparato digerente
  • evitare il consumo di funghi che non provengono dalla rete commerciale o, se raccolti da privati, di cui non sia stata identificata con certezza la specie da persone qualificate
  • i ricordare che quasi la totalità dei funghi commestibili provocano disturbi, o veri e propri avvelenamenti, se consumati crudi, poco cotti o in quantità eccessive

In caso di insorgenza di disturbi dopo il consumo di funghi:

        • contattare il proprio medico curante, o l’Ospedale, ai primi sintomi di malessere
        • tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati
        • fornire indicazioni utili per l’identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta

 

E’ pertanto sempre opportuno sottoporre i funghi raccolti, o ricevuti in regalo, al controllo degli esperti dell’Ispettorato micologico.

Qui Forlì

Forlì: recarsi presso il Dipartimento di Sanità Pubblica, che si trova in via della Rocca, 19. Il servizio è gratuito e resterà attivo da lunedì 2 settembre fino a lunedì 11 novembre. L’orario di apertura al pubblico, per il rilascio delle certificazioni ai raccoglitori privati, è il seguente: lunedì dalle  8,30 alle  12,30.

Qui Ravenna

Ravenna. Dal mese di settembre fino al 30 novembre prossimo l’attività di controllo dei funghi presso il CMP di Ravenna (via Fiume Montone Abbandonato, 134) si svolgerà nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 10.30.

Nello stesso periodo saranno aperti al pubblico anche lo sportello micologico della sede di Bagnacavallo (via Vittorio Veneto, 8) tutti i lunedì dalle 11.30 alle 12.30 e lo sportello micologico della sede di Faenza (via Zaccagnini, 22) ogni mercoledì dalle 11.30 alle 12.30.

Qui Cesena

Cesena (Via Brunelli 540). Per il commercio, da Aprile al 30 Novembre, la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 (almeno 72 ore prima) tutti i giorni feriali dalle 8,00 alle 8,30
Da Dicembre a Marzo la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 (almeno 96 ore prima)
Consumo Diretto: Da Aprile al 30 Novembre, lunedì dalle 11,00 alle 12,30 e i giorni successivi alle festività infrasettimanali

S. Piero in Bagno (Via Marconi, 36)
Per Commercio: Da Aprile al 30 Novembre la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 (almeno 72 ore prima) nelle giornate di mercoledì 8,00-8,30. Da Dicembre al 31 Marzo la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 almeno 96 ore prima
Consumo Diretto: Da Aprile al 30 Novembre: Mercoledì dalle 10,00 alle 11,30

Qui Rimini

L’Ispettorato Micologico aprirà con sedute dedicate per la consulenza alla cittadinanza e ai commercianti il giorno 30 settembre, mentre su appuntamento (telefonando alla segreteria del Dipartimento di sanità Pubblica Rimini al numero 0541. 707290) le certificazioni sono rilasciate dal lunedì al Venerdì. I giorni di apertura e gli sportelli sono i seguenti:

Rimini - Via FLaminia s.n. ingresso posteriore Ospedale Infermi Rimini: Lunedì dalle ore 15,00 alle ore 17,00 ; Venerdì dalle ore 15,00 alle ore 17,00.

Riccione - Via Sicilia, 55 Riccione: Lunedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00; Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 11.00

Novafeltria - Piazza Bramante 10 : Lunedì, Mercoledì e Venerdì  dalle ore 8.00 alle ore 9.00.

 

   
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Lo studio sulle reliquie di San Mercuriale, primo vescovo e patrono di Forlì,  protagonista di un servizio giornalistico sulla rivista "Medioevo", in questi giorni in edicola.

Il progetto "San Mercuriale", che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono  il dottor Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, la cui comunicazione è coordinata dalla dottoressa Tiziana Rambelli, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna. La seconda fase di studio, conclusasi a maggio 2019,  seguiva la precedente, incentrata sui risultati autoptici e radiologici, ed era focalizzata sui progressi delle indagini genetiche tuttora in corso, ma soprattutto sulla datazione atomica delle reliquie e sulla ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale.. “Le analisi preliminari sul DNA antico - spiega il dottor Traversari - sono state condotte su due elementi scheletrici, uno proveniente dal cranio conservato alla SS Trinità, il secondo sulle reliquie del corpo conservato a San Mercuriale; con il fine ultimo di associare geneticamente le reliquie. Le estrazioni multiple e le amplificazioni sono state orientate sulla regione ipervariabile 1 (HVR-1) del DNA mitocondriale (mtDNA), che ereditiamo in toto dalla madre, e sulle Short Tandem Repeats (STR) del cromosoma Y, che proviene dal padre. Le analisi hanno immediatamente evidenziato una diagenesi piuttosto pronunciata per entrambi i marcatori, con il verificarsi di diversi siti degradati (deaminati) nel mtDNA e la limitata amplificazione delle STR, segno di una scarsa presenza di DNA nucleare, entro cui risiete il cromosoma Y. Successive analisi, tutt’ora in corso, mireranno alla cattura dell'intero mtDNA, per consentire la definizione dell’aplogruppo di provenienza delle reliquie (ndr. Gli aplogruppi rappresentano geneticamente l'eredità per relazione di parentela matrilineare di tutte le popolazioni umane, le loro origini ed i processi migratori) E’ comunque possibile confermare la relazione genetica tra le reliquie conservate a San Mercuriale, con il cranio custodito alla SS Trinità.” “Le reliquie – prosegue l’antropologo - sono state sottoposte a datazione con il metodo del radiocarbonio mediante la tecnica della Spettrometria di Massa ad alta risoluzione (AMS), presso il Centro di Datazione e Diagnostica (CEDAD) dell’Università del Salento, con relativa calibrazione in età di calendario mediante l’utilizzo del software OxCal Ver. 3.10, basato sui dati atmosferici. La datazione emersa, colloca le reliquie entro un arco temporale che va dal II al III secolo d.C., nel rispetto delle comunque scarne indicazioni storiche sicuramente attribuibili alla figura del Santo. E’ stata inoltre ricostruito il volto mediante tecnica digitale in 3D secondo il protocollo di Manchester, grazie ai dati provenienti dalla TAC eseguita presso il presidio ospedaliero Morgagni-Pierantoni di Forlì. La ricostruzione, operata dalla dott.ssa Chantal Milani afferente al Dipartimento di Medicina Legale, Università degli Studi Sapienza di Roma, ha tenuto conto delle indagini antropologiche precedentemente condotte e, in fase di rendering artistico finale, dell’iconografia tarda attribuita al Santo. Il risultato ottenuto restituisce un uomo dallo sguardo mite, con un profilo fortemente caratterizzato da un naso importante e lievemente asimmetrico, caratteristica che curiosamente ritroviamo anche su rappresentazioni di Aan Mercuriale, come ad esempio la tela di Baldassarre Carrari (1460-1516), fra le prime di cui disponiamo, in cui il Santo viene rappresentato con un naso caratteristico. Il futuro terzo appuntamento, che sarà  stabilito a breve, completerà il quadro delle analisi, proponendo i risultati legati alla paleodieta del Santo, alla sua mobilità in vita e al completamento degli studi genetici, aspetti attualmente in corso di svolgimento.”           

 

 

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