Articoli filtrati per data: Marzo 2020

Nell’ambito dell’attuale situazione epidemiologica della provincia di Rimini, si è valutato di sospendere l’apertura del mercoledì del punto di distribuzione diretta di farmaci presso l’Ospedale di Noavafeltria, a partire da mercoledì 1 marzo, fino a data da destinarsi. Il punto di distribuzione resterà aperto nelle giornate di lunedì e venerdì, dalle ore 9 alle ore 13:30 e dalle ore 14 alle ore 15:30. Con l’occasione si ricorda che in questo periodo sono state attivate altre modalità per il ritiro dei farmaci: tutti i dettagli qui .

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Lo storico caseificio Mambelli, di Santa Maria Nuova di Bertinoro, ha voluto dimostrare la propria vicinanza a tutto il personale dell'ospedale di Forlì con una donazione di cinquemila euro all'Ausl per l'acquisto di beni e  ben 650  prodotti caseari, confezionati singolarmente ed ermeticamente al personale dei reparti che operano nei reparti di primo intervento per l’emergenza COVID-19. Dalle 185 confezioni del notissimo squacquerone a 198 pezzi di caciotta infossata e poi caciotte, casatelle ,stracchino, ricotta, insomma tutte delizie del nostro territorio che verranno destinate direttamente agli oepratori sanitari in prima linea.

"E' un gesto di gratitudine - spiega una delle proprietarie del caseificio, Federica Mambelli -  con la speranza che una donazione del genere possa dare loro non solo un aiuto concreto, ma anche di conforto morale. Perché in fondo, a lottare ogni giorno con il Coronavirus ci sono soprattutto loro: medici e infermieri."

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A seguito del rapido evolversi del quadro complessivo dell’infezione da coronavirus sul territorio, proseguono i processi riorganizzativi finalizzati a garantire la risposta più appropriata possibile ai pazienti. E tra questi si è resa necessaria, in via assolutamente temporanea, una sostituzione di ricoveri nel servizio di lungodegenza dell’Ospedale di Cervia, con i pazienti del servizio di Osco (Ospedale di Comunità).

A Cervia saranno dunque ricoverati pazienti che necessitano di tale trattamento, che prevede una gestione prevalentemente infermieristica, in modo da lasciare spazi per la presa in carico di pazienti affetti da Covid principalmente presso l’ospedale di Ravenna e le altre strutture a ciò dedicate. Ne consegue ovviamente anche una ottimizzazione rispetto all’impiego delle risorse umane, sempre in un’ottica di massima risposta al coronavirus.

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L' intervento straordinario messo in campo nei giorni scorsi dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì "a supporto delle emergenze sociali e sanitarie dell’immediato", come dichiarato dal presidente Roberto Pinza, sta già dando i primi risultati. Sabato sono infatti arrivate le prime due dotazioni di 2.200 maschere FFP2 ad alta efficacia filtrante e 10.000 maschere chirurgiche messe immediatamente nella disponibilità dei medici e degli operatori dell’ospedale Morgagni-Pierantoni che da settimane sono impegnati senza sosta nell’azione di cura dei pazienti e di contrasto al diffondersi del coronavirus.

Alle 10.000 maschere chirurgiche acquistate con l’intervento straordinario della Fondazione, si sono quindi aggiunte altre 10.000 maschere della medesima tipologia offerte da un’azienda leader del territorio che desidera rimanere anonima, ma che la Fondazione intende comunque ringraziare "per la generosità e la disponibilità a fare rete in un momento così complesso, dando ancora una volta prova dell’importanza della partnership tra pubblico, privato e privato sociale". La direzione del presidio ospedaliero di Forlì ha a sua volta voluto ringraziare sentitamente la Fondazione per la donazione di questi presidi indispensabili per la protezione degli operatori dell'emergenza.

"Oltre ad impegnarci nel sostegno ai medici ospedalieri nella loro lotta quotidiana al coronavirus - aggiunge il Presidente Pinza - desideriamo dare prova della nostra vicinanza (e di quella di tutta la comunità) anche ai medici dei nuclei di cure primarie – e quindi ai medici di famiglia, ai pediatri ed ai medici di continuità assistenziale – assicurando strumenti di primaria importanza per la tutela della loro salute e di quella dei loro assistiti. Per questo ci siamo già attivati per far loro giungere al più presto pulsiossimetri digitali (per il monitoraggio domiciliare dei pazienti), mascherine chirurgiche e FFP2, camici e tute monouso, termometri a infrarossi e visiere protettive".

In questo modo sarà possibile assistere nella maniera più sicura ed efficace i pazienti anche al loro domicilio, consentendo ai medici ospedalieri di concentrarsi sui casi più gravi. A tal scopo, il fondo straordinario messo a disposizione dalla Fondazione è stato incrementato a 600mila euro.

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A seguito della diffusione dell’infezione da Covid 19, e nell’ottica di riconvertire i servizi, in maniera graduale ed equilibrata, verso le attività mirate a dare risposta a tale situazione, l'attività dl Punto di primo intervento dell’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo e del servizio di Post Acuti vengono temporaneamente sospese a partire da lunedì prossimo 30 marzo.

Visto anche il numero limitato, in questo periodo, degli accessi al Punto di Pronto Intervento, presso la struttura resterà, oltre agli altri servizi di degenza, un servizio di “guardia” e le urgenze saranno dirottate verso il Pronto soccorso di Rimini e le altre strutture per urgenza del territorio. Una ambulanza e un'auto medica restano presenti presso l'ospedale 24 ore su 24.

I pazienti ricoverati nei Post Acuti sono stati invece trasferiti presso adeguate strutture del privato accreditato sempre del Riminese, che hanno messo a disposizione spazi per pazienti “non covid”.

Si ricorda che l'attività chirurgica è già stata sospesa, così come peraltro la quasi totalità di quella dell'ospedale di Rimini e i soli interventi urgenti sono eseguiti dai chirurghi dell'Ausl Romagna presso le strutture private accreditate del territorio con le quali sono in atto specifici accordi.

Tale riconversione consente di dedicare il personale medico e infermieristico alla gestione di pazienti affetti da Covid presso l’Ospedale di Rimini e le altre strutture in cui sono ricoverati.

Dichiarazione del sindaco di Santarcangelo Alice Parma: "In un momento di emergenza come quello che stiamo attraversando, occorre concentrare tutte le forze disponibili dove si gioca la sfida più difficile, dove ogni giorno si lotta senza sosta per sconfiggere il virus e salvare chi ne è stato colpito. Ai medici, al personale infermieristico e sanitario dell’ospedale Franchini va dunque tutta la nostra riconoscenza per l’aiuto che porteranno ai colleghi di Rimini, in attesa che i servizi temporaneamente sospesi possano tornare a funzionare regolarmente, una volta sconfitto il Covid-19".

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L’ospedale “Infermi” di Rimini si è dotato negli ultimi giorni di un dispositivo medico destinato ad effettuare televisite di pazienti ricoverati in ospedale e affetti da Covid-19, limitando in maniera sensibile i rischi per il personale medico e sanitario.

Intouch Vita, questo il nome del sistema di produzione della InTouch Health (Stati Uniti), è infatti un robot, composto da un “corpo” su ruote ed una “testa” costituita da monitor e telecamere, entrambi comandabili a distanza da un operatore che si trova in una stazione di controllo remota, ed è in grado di realizzare una vera e propria “telepresenza”.

Grazie all’utilizzo di un computer dotato di webcam e microfono, e con l’ausilio di un’interfaccia software, il medico, coadiuvato da un altro operatore che apre fisicamente le porte delle camere di degenza, è in grado di guidare il robot attraverso i corridoi fino al letto del paziente, mostrandosi a quest’ultimo attraverso il monitor: grazie all’utilizzo di un microfono e di due potenti telecamere presenti sul robot, il medico può svolgere a distanza un’efficace valutazione visiva del paziente e interloquire per fornire e raccogliere ulteriori informazioni cliniche.

Le potenzialità del sistema non si esauriscono nella sola telepresenza, benchè già molto utile per eseguire visite di controllo, ma consente la multipresenza di altri specialisti in remoto e, potenzialmente, il recupero di dati clinici prodotti dai dispositivi medici in uso sul paziente (monitor multiparametrici, ecotomografi,..); non solo, la possibilità di entrare nelle camere di degenza senza la necessità di procedere ogni volta alla vestizione e svestizione, permette di entrare più spesso a contatto con i pazienti, consentendo un migliore rapporto umano anche in un momento così critico.

L’introduzione del robot Intouch Vita è frutto di un progetto pilota proposto e gestito dal Servizio “Innovazione e Valutazione delle Tecnologie” dell’Ausl della Romagna (diretto dall’ingegner Roberto Camillini), ed è stato reso possibile grazie alla donazione di circa 35.000 euro da parte di RivieraBanca, che anche in questo difficile momento dimostra grande vicinanza alla sanità pubblica riminise e ai cittadini.

“E’ molto importante vedere che la solidarietà non si ferma neppure in questi momenti – dichiara la Direzione Aziendale – e siamo estremamente grati a RivieraBanca per questa importante donazione”.

 “In un momento difficile e complicato RivieraBanca ha dimostrato, fin da subito, di muoversi a sostegno delle imprese del territorio con un plafond di 10 milioni di euro e aderendo alla moratoria dei prestiti di ABI; e ne seguiranno altre! – dichiara il presidente di RivieraBanca Fausto Caldari -. Ma chi ci conosce sa, che da sempre, la salute è una delle nostre azioni prioritarie a sostegno della comunità e quindi questo ci sembra un gesto doveroso per aiutare le persone ed il personale sanitario, in prima linea in questa vera e propria battaglia!”.

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E' pienamente operativo da ieri pomeriggio il punto mobile di pretriage allestito all'Ospedale "Infermi" di Rimini per i pazienti affetti da patologie oncoematologiche che devono recarsi presso la struttura per le terapie e per alcuni dei pazienti delle Cure palliative che devono fare piccole medicazioni. L'infrastruttura, a cura del 118 Romagnasoccorso, è stata montata ad uno degli ingressi del day hospital (sul lato dell'ospedale che si affaccia verso il Dea).

I pazienti (delle unità operative dirette dal dottor Davide Tassinari e dalla dottoressa Patrizia Tosi) che devono recarsi in ospedale, e che sono circa 150 al giorno, vengono indirizzati lì e, accedendovi, trovano operatori, adeguatamente protetti con i dispositivi di protezione individuale, che li sottopongono alla misurazione della temperatura e ad una breve intervista diagnostica. Se dunque il paziente non presenta alcun sospetto/sintomo di Covid 19, prosegue nel suo percorso e viene introdotto direttamente presso il Day Hospital oncoematologico per effettuare la propria terapia, o per le piccole medicazioni, terminate le quali viene indirizzato ad una uscita diversa, per cui non incrocia pazienti non ancora screenati.

Qualora invece emergano sintomi che lascino aperto un sospetto, il paziente viene preso in carico secondo il percorso covid previsto, e quindi indirizzato in Pronto soccorso, ad altro spazio covid ospedaliero o al domicilio, ovviamente secondo le linee guida previste e dopo aver attivato il protocollo per pazienti sospetti covid.

Una misura, peraltro adottata anche presso altre strutture ospedaliere, come ad esempio al "Santa Maria delle Croci", mirata alla maggior tutela possibile per questi pazienti spesso molto immunodepressi.

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Come da Decreto Ministeriale dell’11/03/2020 per il contenimento dell’emergenza, al fine di evitare ogni spostamento che non sia non strettamente necessario per la salvaguardia della salute della popolazione con diabete

LE VISITE DI CONTROLLO NON URGENTI,  O LE ATTIVITÀ DI CERTIFICAZIONE SONO SOSPESE

NON E’ NECESSARIO RINNOVARE PIANI TERAPEUTICI PER FARMACI E PRESIDI

La regione Emilia Romagna e il ministero della salute hanno esteso la validità dei piani terapeutici per mesi 3 eventualmente rinnovabili ad altri 3 mesi

NON SI RILASCIA ALCUNA CERTIFICAZIONE CORRELATA AL DIABETE O AL RINNOVO DELLA PATENTE

Le diabetologie NON rilasceranno alcun certificato medico diabete correlato fino alla fine dell’attuale emergenza COVID-19 (sono escluse le certificazioni richieste dal datore di lavoro per concedere lo Smart Working, o l’astensione dal lavoro)

PATENTI

Con l’entrata de decreto “Cura Italia", del 17/3/2020, il governo ha deciso di prorogare automaticamente al 31 agosto la validità delle patenti scadute o che scadranno successivamente all’entrata in vigore del decreto

VISITE DI CONTROLLO DIABETOLOGICHE

Tutte le visite di controllo non prioritarie o urgenti, così come le visite per lo screening di eventuali complicanze associate al diabete e gli incontri di educazione terapeutica sono sospese

Le diabetologie pediatriche e dell’adulto, stanno provvedendo a contattare in modo pro attivo, gli assistiti con visita di controllo programmata in questa fase emergenziale, assicurando l’assistenza e il supporto necessario in remoto (via telefono o mail) o riprogrammando la visita stessa.

Per ogni necessità di chiarimento i pazienti possono contattare le UO di Diabetologia ai seguenti recapiti

DIABETOLOGIA ADULTO

Ambito Cesena
Tel 0547 352771
email: endocrinodiabe.ce@auslromagna.it
Ambito Forlì
Tel 0543 731312
email: centro.antidiabetico.fo@auslromagna.it
Ambito Ravenna, Faenza e Lugo
Tel 0544 286323 - 0544 286324
email: diabete.ra@auslromagna.it
Ambito Rimini
Tel 0541 705623 - 0541 705241
email: segreteria.diabetologia.rn@auslromagna.it

DIABETOLOGIA PEDIATRICA

Cesena:
Tel 0547 394514
email: sara.monti@auslromagna.it - tosca.suprani@auslromagna.it
Forlì
Tel 0543 731789
email benedetta.mainetti@auslromagna.it
Ravenna
Tel 0544 285423
email: tosca.suprani@auslromagna.it - vanna.graziani@auslromagna.it
Rimini
Tel 391 3135874 (chiamate e whatsapp)
email: francesca.libertucci@auslromagna.it
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Il rapido evolversi della situazione epidemiologica legata all’infezione da Covid 19 rende indispensabile mettere in campo una serie di misure per modulare e rendere il più efficace possibile per tutti, la presa in carico e la cura dei pazienti. Tali misure riguardano sia le strutture ospedaliere che l’assistenza a domicilio.

Per quanto riguarda le strutture, va ribadito che sono stati ampliati al massimo gli spazi all’interno degli ospedali, dedicati ai “pazienti Covid”, sono stati creati “Covid Hospital” a Riccione e Lugo e sono stati attivati accordi specifici con il privato accreditato. Opera che, se necessario, proseguirà con l’allestimento di strutture mobili e ad hoc.

Ma altrettanto importante è il “fronte” territoriale, come evidenziato anche ieri sera dal Commissario Sergio Venturi. E proprio per il territorio la Direzione sanitaria aziendale ha varato una le “Indicazioni per la gestione territoriale dei pazienti COVID o sospetti"; il documento raccoglie le esperienze e le evidenze più avanzate in questo campo con la duplice finalità di evitare l'aggravamento della malattia al singolo paziente e di contenere la diffusione dell'epidemia.

Nel merito, come spiega il dottor Carlo Biagetti (responsabile SPIAR dell’Ausl Romagna e medico alle Malattie Infettive dell’Ospedale di Rimini), in linea con la strategia dettata dall'Oms “cerca, isola, tratta”, l'Azienda Usl della Romagna ha attivato un importante progetto mirato al territorio che ha l'obiettivo di identificare ancor più proattivamente i casi sospetti di Covid 19 che sono rimasti a domicilio poiché presentavano sintomi lievi o moderati. Grazie alla collaborazione tra infettivologi, medici di famiglia, farmacisti e Dipartimento di Sanità Pubblica, il progetto prevede che il medico di famiglia segnali al Dipartimento di Sanità pubblica il caso sospetto e vengano attivate una serie di azioni coordinate, finalizzate all'isolamento del paziente, al suo trattamento e al suo riconoscimento mediante tampone. Queste azioni hanno l'obiettivo ambizioso di ridurre i casi secondari sul territorio e di prevenire le complicanze che portano i pazienti ad accedere in ospedale. E' stata prevista una stratificazione del rischio dei pazienti che rimangono a domicilio che vanno da quelli asintomatici a quelli con febbre ed iniziali segni di polmonite e sono state disegnate  le relative azioni da mettere in campo.

Inoltre come sottolinea  la dottoressa Antonella Dappozzo (direttore del Programma Cure Primarie dell’Ausl Romagna),  alla presa in carico si aggiunge la creazione di apposite equipe medico- assistenziali, denominate Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca) che si affiancheranno al medico di famiglia per la gestione dei pazienti sintomatici accertati COVID e sospetti,  e dei pz dimessi dall'Ospedale che presentassero particolari necesità. Le Usca saranno operative in tutti gli ambiti in maniera graduale, a partire dalle aree territoriali più esposte al contagio.

 “I pazienti asintomatici, e quelli che non hanno più sintomi, saranno seguiti dal proprio medico di famiglia con monitoraggio telefonico; – approfondisce il dottor Carlo Biagetti -. I pazienti che hanno sintomi lievi (febbre fino a 37,5 gradi, tosse, mal di gola, dolori articolari…) e che non hanno altri fattori di rischio (età avanzata, patologie pregresse, stato di gravidanza), vengono seguiti attraverso sorveglianza attiva, con telefonate quotidiane oltre ovviamente all’assunzione di una terapia di supporto. Qualora fattori di rischio o sintomi più importanti, il medico di famiglia attiva il medico Usca che, con tutti i dispositivi di protezione individuale, si reca al domicilio del paziente, sia esso sospetto Covid sia esso acclarato come positivo, per monitorarne il decorso”.

“Questa organizzazione, che vede una importante collaborazione dei e con i medici di famiglia, in ‘prima linea’ dall’inizio di questa emergenza insieme ad altri operatori sanitari, consente di organizzare al meglio l’assistenza e la cura, graduandola a seconda alle diverse condizioni dei pazienti – aggiunge la dottoressa Antonella Dappozzo -. In questo percorso è stata prevista anche la possibilità di prescrivere per i pazienti sintomatici sospetti che non hanno ancora avuto contatto con le strutture ospedaliere, da parte del medico di famiglia, uno specifico farmaco, che le evidenze disponibili pongono tra le armi da utilizzare per ridurre l’evoluzione del quadro clinico verso forme gravi. Grazie alla collaborazione della Farmacia Ospedaliera e della Croce Rossa i farmaci verranno consegnati direttamente a domicilio dei pazienti. Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale  - cui si è giunti anche grazie ad un importante accordo coi rappresentanti dei Medici di famiglia - rappresentano, infine, non solo uno strumento per concretizzare la presa in carico domiciliare del paziente, ma insieme alle altre misure (tampone ai pazienti sospetti, misure di isolamento) contribuiscono a contenere la diffusione dell'infezione, vero obiettivo di questa delicata fase epidemiologica”. Infine, fondamentale è la creazione di sistemi agili di comunicazione tra i servizi e i professionisti impegnati nella gestione dei pazienti: in questo senso sono state elaborati e condivisi strumenti informatici e cartacei per la semplificazione della prescrizione e della richiesta dei tamponi nasofaringei da parte del Medico di famiglia. Insieme possiamo farcela.

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  Il comitato forlivese della Croce Rossa Italiana attiva i servizi gratuiti ‘Pronto spesa’ e ‘Pronto farmaco’ per i malati di Coronavirus, coloro che sono in quarantena, anziani, persone fragili e immunodepresse.

I volontari effettueranno la spesa e consegneranno i farmaci a chi ne farà richiesta, chiamando il numero 334.9413550 dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 20.

 

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