Articoli filtrati per data: Agosto 2020

MAI PIU’ EROI” LUNEDÌ 31 AGOSTO ORE 21.20 RAI3

La seconda puntata di PresaDiretta è dedicata all’emergenza Coronavirus che ha travolto il sistema sanitario del Paese. Lunedì 31 agosto, alle 21.20 su Rai 3, PresaDiretta con MAI PIU’ EROI. L’epidemia da Sars Cov-2 ha investito il nostro Paese con una violenza senza precedenti. Il virus dilagato tra le corsie degli ospedali, gli operatori sanitari contagiati in prima linea, i tanti, troppi pazienti morti nelle loro case senza essere presi in carico dalla sanità pubblica. Non era mai successo prima. Una crisi che ci obbliga oggi a ridisegnare il Servizio Sanitario Nazionale che ha sostenuto l’emergenza sanitaria, tra errori ed eroismi, per mettere al centro la salute pubblica. Per non avere più bisogno di eroi e del loro sacrificio. Un viaggio di PresaDiretta nei territori più colpiti dal coronavirus. La Lombardia, dove è mancato un piano pandemico, la medicina del territorio non ha retto l’onda d’urto e i cluster non sono stati individuati in tempo. La Regione con il maggior numero di vittime tra il personale sanitario. Il Veneto, dove si è scelta la strada degli screening di massa e della tempestiva chiusura dei presidi ospedalieri infettati dal virus. L’Emilia-Romagna travolta dall’emergenza nelle prime settimane, ma che poi ha avuto la capacità di reagire, uscire dagli ospedali e andare a curare i malati a casa loro per prevenire l’aggravarsi della malattia. Prevenzione e medicina del territorio. Una riflessione sul campo di PresaDiretta per capire cosa ci hanno insegnato le settimane più drammatiche nella furia dell’epidemia, di cosa ha bisogno il futuro Servizio Sanitario Nazionale. E se davvero possiamo ancora permetterci di rimandare gli investimenti pubblici sulla prevenzione, sulla medicina del territorio e nella ricerca. Gli ospiti di Riccardo Iacona: il ministro della Salute Roberto Speranza, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il direttore del dipartimento Prevenzione della Regione Veneto Francesca Russo.

“MAI PIU’ EROI” è un racconto di Riccardo Iacona con Eleonora Tundo, Massimiliano Torchia, Silvia Bacci, Andrea Vignali.

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Il In Italia ogni anno vengono colpiti da una neoplasia maligna circa 2.500 tra bambini e adolescenti, di cui 98 nella nostra regione e 37 in Romagna (province di Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini).

La terapia di un bambino o adolescente ammalato di tumore è complessa e la completa guarigione (biologica, psicologica e sociale) è un traguardo lento e sofferto, una strada in salita intervallata da tappe intermedie.

Chi si occupa della cura dei pazienti oncologici deve avere come obiettivo il benessere di chi assiste e non può pertanto considerare di importanza secondaria il “supporto” che, nel caso dell’età evolutiva, deve essere rivolto al paziente e alla sua famiglia. L’intero nucleo famigliare deve essere preso in carico, dalla comunicazione della diagnosi, che rappresenta forse il momento più delicato e difficile, fino al ritorno alla normalità biologica e sociale o, nei casi sfortunati, fino all'ultimo minuto di vita del paziente. Su questa premessa è stato pubblicato “In viaggio con la valigia”, un  manuale rivolto ai familiari dei bambini e degli adolescenti affetti da patologia oncoematologica che sarà consegnato ai pazienti e ai loro genitori al momento della comunicazione della diagnosi.

Il libro è stato scritto a tre mani dalle dottoresse Roberta Pericoli (responsabile della struttura semplice Oncoematologia pediatrica di Rimini), Elena Fabbri (medico dell’Oncoematologia) e Samanta Nucci (psicologa). Vi sono descritti i principali tumori infantili e adolescenziali, i percorsi diagnostici e terapeutici, i principali effetti collaterali dei trattamenti, le strategie utili a ridurli e le principali problematiche di carattere psicologico. Il percorso dalla diagnosi alla fine delle cure è descritto simbolicamente come un viaggio e il manuale vuol rappresentare una sorta di valigia, contenente gli strumenti per affrontarlo in maniera più agevole e consapevole.

Le spese di pubblicazione sono state interamente sostenute da AROP ONLUS  a cui è possibile devolvere un'offerta per sostenere questa iniziativa.

Dati d’attività dell’Oncoematologia pediatrica

Dall’apertura del centro sono stati diagnosticate e trattate 350 neoplasie maligne,  di cui circa la metà negli ultimi 6 anni (dall’avvio dell’Ausl Romagna), periodo nel quale sono afferite a Rimini 172 nuove neoplasie maligne in pazienti provenienti dalle diverse province della Romagna (media 28.6 l’anno) . 

L’attività media annua contempla: 1.340 infusioni di chemioterapici, 364 trasfusioni di emoderivati, 330 procedure in sedazione (aspirato midollare, biopsia ossea, rachicentesi).

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Verrà inaugurata martedì 1 settembre 2020 alle ore 18 a Ravenna presso Palazzo Rasponi dalle Teste in piazza Kennedy, la mostra “Data mi fu Soave Medicina. Covid -19 Ravenna: l'ospedale, la città, le persone nei giorni dell'emergenza”. Si tratta della esposizione di immagini realizzate dal fotografo ravennate Giampiero Corelli nei giorni più bui della recente pandemia, che sono anche “diventate” una pubblicazione, con l’omonimo titolo. All'apertura della mostra, oltre all'artista, interverranno una rappresentanza della Direzione Generale dell’Ausl Romagna e dell'Amministrazione comunale di Ravenna, e vi sarà la partecipazione speciale dell'attore Giuseppe Giacobazzi.

Stamattina, sempre a Palazzo Rasponi dalle Teste, la conferenza stampa di presentazione della mostra cui hanno partecipato l’artista, Cristina Rocca con la quale ha realizzato una “mostra parallela”, l’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, il direttore medico del presidio ospedaliero di Ravenna Paolo Tarlazzi, Patrizia Baratoni della Direzione medica e vari benefattori dell’Ospedale di Ravenna.

La mostra. Quarantacinque immagini inedite in bianco e nero per un reportage di volti, situazioni, paure e speranze; ma anche un significativo omaggio al personale sanitario che in quel periodo difficile si è distinto in maniera illuminante nell’assistenza al prossimo. Il periodo della quarantena visto dall'interno dei reparti più attivi nella lotta alla malattia, ma anche le ansie tangibili di una città desolatamente vuota, rivivono nelle fotografie di Corelli assieme ai tanti ritratti; che come luminose fonti di speranza rappresentano la comunità ravennate. La mostra riprende dunque una parte, significativa, delle 200 immagini presenti nel libro, recentemente pubblicato da Danilo Montanari Editore e che contiene preziose testimonianze, come ad esempio quelle scritte da Eugenio Baroncelli, il sindaco Michele de Pascale, Ermanna Montanari e Marco Martinelli, Michele Smargiassi, Nevio Spadoni e il direttore medico del presidio ospedaliero Paolo Tarlazzi.

Contestualmente a “Data mi fu Soave Medicina...” le sale di Palazzo Rasponi ospitano “Siamo tutti italiani/ Mascherine tricolore”: un progetto nato dalla stilista Cristina Rocca anch’esso in collaborazione col fotografo Giampiero Corelli, che ha documentato, nella Ravenna semideserta dei giorni più bui della pandemia, l'incontro in vari punti della città con uomini, donne, sanitari, italiani e non, raccolti e uniti come una vera comunità solidale, indossando la “mascherina tricolore” creata nei laboratori di Cristina Rocca. Gli stessi che abitualmente realizzano preziosi abiti di alta moda.

Le dichiarazioni.

“Questa mostra è un importante e doveroso omaggio della città al personale sanitario e a chi nel periodo più duro dell’emergenza si è fatto carico delle persone malate. Grazie al lavoro di Corelli potremo anche in futuro testimoniare ciò che stava accadendo, andando in luoghi in cui la maggior parte delle persone non avrebbe voluto andare – ha detto l’assessore Signorino -. Si tratta di immagini di grande intensità, i visi stanchi ma sereni dei medici, scorci di città, deserta come non la vediamo mai, che danno un senso di solitudine ma anche di grande solidarietà, e che ora resteranno nella nostra memoria, testimoniando, per di più, che da una emergenza ci si può risollevare se prevale, come è accaduto a Ravenna, il senso di comunità. Anche per questo il sindaco Michele de Pascale ci tiene e sarà presente alla inaugurazione”.

“Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo lavoro – ha detto Corelli -: il libro e la mostra, nonché Paolo Trioschi per gli allestimenti. Per la mostra abbiamo preso le immagini più significative del libro che testimonia in maniera ancor più ampia quel momento così particolare. Voglio ringraziare anche Cristina Rocca per avermi coinvolto in questo suo progetto, dal quale è nata una ulteriore bella mostra, sul tema della mascherina. Ricordo perfettamente che in quei giorni, quando fotografavo le persone e poi regalavamo loro la mascherina, ringraziavano come se avessero ricevuto chissà cosa…”.

Un tema, quello della scarsità delle mascherine, toccato anche dal dottor Tarlazzi: “Abbiamo avuto momenti difficili – ha raccontato – c’erano dei venerdì sera in cui non sapevamo come avremmo fatto il lunedì senza mascherine perché quelle che avevamo sarebbero bastate sì e no per il fine settimana, ed ecco che arrivava la telefonata di una associazione o di un privato che diceva, ‘eccoci, vi portiamo le mascherine che abbiamo trovato o fabbricato…’. Sono stati momenti duri, ora va meglio e questa mostra è una doverosa e utile testimonianza di quel periodo. Ma deve servirci anche a ricordare che il covid non è finito. Dobbiamo continuare, soprattutto i più giovani, a stare attenti e ad adottare comportamenti non a rischio. Sono contento che questa mostra sia qui, su piazzale Kennedy che è proprio un ritrovo giovanile”.

“Questo progetto – ha detto Cristina Rocca – oltre a dare una mano concreta in un momento difficile, mi ha fatto riscoprire il senso di solidarietà che abbiamo avuto e che in certi momenti aiuta una comunità a riemergere. Sono grata a Corelli per la mostra che ne è scaturita”.

Le esposizioni saranno visibili fino al 20 settembre 2020, ogni giorno, tranne il lunedì con orario di visita pomeridiano e serale dalle 17 alle 21. A promuovere l'iniziativa, la Direzione del Presidio Ospedaliero di Ravenna, in compartecipazione con il Comune di Ravenna -Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna e con diversi sostenitori sensibili dell'evento.

L’ingresso libero, per informazioni: 0544.482767. IAT Ravenna 0544.35404. In allegato l'invito alla inaugurazione.

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Continua l’impegno di Astra Onlus a sostegno dell’attività dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena.

L’Associazione Sos Traumaneuro Romagna - che si occupa di promuovere sul territorio attività di solidarietà e assistenza sociosanitaria nel settore anestesiologico e rianimatorio, anche con l'acquisizione delle tecnologie necessarie all'assistenza e alla cura dei pazienti - ha recentemente donato al reparto cesenate 3 monitor samsung smart tv che vanno a rinnovare la sala briefing della terapia intensiva, rendendo gli ambienti multimediali e interattivi.

L’Azienda USL della Romagna e i professionisti ringraziano l’Associazione ASTRA e tutti coloro che hanno contribuito a questa nuova generosa donazione.

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Due anni dopo l'Emilia-Romagna, addio al superticket in tutta Italia. Dal 1^ settembre niente tassa per tutti su farmaci, visite ed esami. L'assessore Donini: "Sosteniamo la sanità pubblica e universalistica. Già a luglio 2018, primi nel Paese, lo avevamo abolito per i redditi familiari fino a 100 mila euro oltre a cancellare il ticket nazionale da 23 euro sulle prime visite specialistiche per le famiglie con più di due figli a carico, per un risparmio di 36 milioni per gli emiliano-romagnoli"

La Giunta recepisce la decisione del ministero della Salute. Nella nostra regione esteso a tutti il beneficio già in vigore da più di un anno e mezzo per i redditi familiari medi e bassi (stop a 3 euro in più per ogni confezione di medicine e 15 euro a ricetta per le prestazioni specialistiche). Nessuna incombenza per i cittadini: il nuovo codice di fascia di reddito sarà attribuito in automa tico

Il superticket per la sanità dal prossimo 1^ settembre non ci sarà più. Lo prevede una nota del Ministero della Salute, recepita oggi in una delibera dalla Giunta regionale.

In pratica, viene estesa a tutto il Paese una misura che in Emilia-Romagna era già stata decisa dalla Regione, prima in Italia, nel luglio 2018, per i redditi familiari annui fino a 100mila euro lordi, in vigore dal 1^ gennaio 2019 insieme all’abolizione del ticket base da 23 euro sulle prime visite specialistiche per le famiglie con almeno due figli a carico.

Un provvedimento regionale che aveva permesso, lo scorso anno, un risparmio di 22 milioni di euro per circa 1 milione e 200mila cittadini con reddito annuo sotto i 100mila euro lordi - che dal 1^ gennaio 2019 non avevano più dovuto versare la tassa aggiuntiva su farmaci (fino a 2 euro a confezione, con tetto massimo di 4 euro a ricetta) e prestazioni specialistiche (fino a 10 euro ognuna), dagli esami di laboratorio a quelli radiologici –, risparmio superiore ai 36 milioni di euro considerata l’abolizione anche del ticket da 23 euro sulle prime visite specialistiche. Mentre restavano ovviamente a costo zero le prestazioni per chi era già esente.

Con il recepimento da parte della Regione della circolare del ministero della Salute, in Emilia-Romagna la misura nazionale estende l’abolizione del superticket a tutti i cittadini, a prescindere dal reddito. 

“Un provvedimento dovuto- spiega l’assessore regionale alle politiche per la salute, Raffaele Donini- che va nella direzione convinta di una sanità pubblica universalistica. Siamo stati la prima Regione, due anni fa, a togliere il superticket per i redditi inferiori ai 100mila euro e a incidere così, in modo significativo, sulla vita delle famiglie garantendo un risparmio complessivo di 22 milioni di euro all’anno. La tutela della salute non può e non deve diventare uno scoglio- chiude l’assessore-, e soprattutto non deve creare differenze”.

Previsto dalla legge di bilancio nazionale e recepito oggi dalla Giunta regionale, il provvedimento porterà ai cittadini un risparmio di 28 milioni di euro all’anno, di cui 22 milioni a beneficio dei cittadini con reddito al di sotto della soglia dei 100mila euro.

Nel dettaglio, non saranno più a carico dei cittadini, qualunque sia il loro reddito, la quota fissa per le prescrizioni di specialistica ambulatoriale e per i farmaci di fascia A; analogamente per le prestazioni di tac, risonanza magnetica e chirurgia ambulatoriale il ticket sarà riportato ai livelli precedenti.

Per vedere applicata la nuova misura i cittadini emiliano-romagnoli non dovranno fare nulla: il nuovo codice di fascia di reddito sarà attribuito in modo automatico.

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Negli ultimi giorni è stato riscontrato un certo numero di positività in persone che presentavano sintomi da covid 19 e che hanno come caratteristica comune il fatto di aver partecipato alla serata del 15 agosto (notte tra il 15 e il 16) presso la discoteca “Le Indie” di Cervia.

Anche se l’indagine epidemiologica con consente di asserire con assoluta certezza che la circostanza in cui si è verificato il contagio sia proprio quella serata, ed in via di massima precauzione, il dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna invita le persone che erano presenti a quella serata, ad effettuare un tampone gratuito, al fine di verificare l’eventuale positività al coronavirus. Una misura che ci si riserva di adottare anche qualora dovessero emergere altre situazioni analoghe.

Per farlo, le persone possono seguire le seguenti modalità. Se residenti nel territorio dell’Ausl Romagna (province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini), inviare a seconda del territorio di riferimento, una mail ai seguenti indirizzi riportando i propri dati anagrafici, il codice fiscale ed un numero di telefono al quale essere ricontattati; per informazioni sono disponibili anche i seguenti numeri di telefono, sempre suddivisi per territorio.

Ravenna: profilassi.ra@auslromagna.it telefono 335.7355317 dalle ore 8:30 alle ore 18 dal lunedì al venerdì;

Rimini: dipsan.rn@auslromagna.it telefono 335.6424263 dalle ore 8:30 alle 18 dal lunedì al venerdì;

Per l’area del Forlivese: profilassi.fo@auslromagna.it telefono 338.3045543 dalle ore 8:30 alle 18 dal lunedì al venerdì;

Per l’area del Cesenate: prevenzione.ce@auslromagna.i telefono 338.3542508 dalle ore 8:30 alle ore 18 dal lunedì al venerdì.

Chi non risiede nel territorio di riferimento dell’Ausl Romagna può contattare la propria azienda di residenza.

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I test sierologici degli anticorpi al virus Sars-Cov-2 sono rivolti a tutto il personale docente e non docente operante nelle scuole per l’infanzia, nelle scuole primarie e secondarie pubbliche, statali e non statali, paritarie e private.

Il personale interessato può effettuare il test presso il proprio Medico di Famiglia, qualora esso aderisca all’iniziativa: in allegato sono consultabili gli elenchi dei medici aderenti per gli ambiti di Ravenna, Forlì e Cesena e Rimini. Tali elenchi saranno aggiornati in caso di nuove adesioni. Qualora il proprio medico aderisca all’iniziativa l’utente può concordare con lui le relative modalità.

Il personale il cui medico non aderisce all’iniziativa, così come per il personale scolastico “fuori sede” che non ha un proprio medico presso il domicilio lavorativo, potrà eseguire il test presso strutture dell’Ausl Romagna. Per farlo deve prenotarsi, compilando il modulo informatizzato di richiesta al link

https://www.auslromagna.it/richiesta-test-scuola

scegliendo la sede del proprio territorio di riferimento. Gli utenti saranno poi ricontattati per un appuntamento.

Al fine di facilitare le attività di organizzazione per l’esecuzione del test per il personale scolastico richiedente, l’Azienda Usl della Romagna confida nella massima collaborazione dei Responsabili/Dirigenti delle sezioni di nido/scuola/Istituti scolastici, per la eventuale predisposizione degli elenchi del personale interessato da inviare alle e-mail sotto indicate, in sostituzione dell’invio del modulo di adesione per ogni singolo operatore :

Le scuole aderenti sono pregate di utilizzare per l'invio degli elenchi il format indicato: spreadsheet Format elenco personale ( da compilare a cura degli Istituti scolastici ) (6 KB)

Per informazioni, oltre agli indirizzi email sopra riportati, è possibile rivolgersi ai seguenti recapiti telefonici negli orari indicati:

  • Ravenna: 0544 287110 dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 13;
  • Faenza: 0546 601368 dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 13;
  • Lugo: 0545 214505 dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 13;
  • Cesena: 0547 394051 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00.
  • Forlì: 338 3045543 dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18.00;
  • Rimini: 0541 707688 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30

pdf Locandina della iniziativa (173 KB)

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Come annunciato in precedenza l'Azienda USL della Romagna in collaborazione con l' Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale, ha avviato un'indagine per valutare l'esperienza vissuta dal cittadino relativamente al servizio di teleassistenza utilizzato (chiamate, videochiamate...) dai servizi dell'AUSL Romagna durante il periodo di sospensione delle visite mediche a causa dell'emergenza COVID, con lo scopo di individuare aree di miglioramento per un'eventuale sua futura applicazione.

Gli utenti coinvolti, riceveranno per email, whatsapp o SMS il link ad un breve questionario on line. I servizi campionati per l'indagine sono Diabetologia, Neurologia, Oncologia e Pediatria.

La partecipazione all'indagine sarà anonima, non obbligatoria e sarà possibile solo previa acquisizione del consenso informato on line. In allegato a questa notizia è disponibile l'informativa completa per il cittadino.

L'AUSL della Romagna ringrazia fin d'ora tutti gli utenti che parteciperanno al sondaggio.

Risposte alle domande più frequenti

Chi sta conducendo questa ricerca e quanti pazienti saranno coinvolti?

Questa ricerca coinvolgerà circa 5000 cittadini su tutto il territorio aziendale e viene condotta dall’UO Qualità e Governo Clinico dell’AUSL della Romagna in collaborazione con l’Agenzia Sociale e Sanitaria della Regione Emilia Romagna e con il coinvolgimento dei Suoi medici specialisti di riferimento

Perché Le è stato chiesto di partecipare a questo studio?

L’Azienda USL della Romagna Le ha proposto di partecipare a questa ricerca in quanto Lei risulta affetto da un problema di salute che richiede frequenti controlli presso la struttura ospedaliera.

A seguito dell’insorgenza della emergenza sanitaria da COVID19 però i Suoi accessi presso la struttura ospedaliera sono stati sostituiti con forme di teleassistenza, con la finalità di garantirLe la continuità clinico assistenziale e il rapporto con gli specialisti che La seguono, rispettando le norme di distanziamento sociale e la prevenzione della diffusione dell’epidemia.

Pertanto, data la Sua esperienza, Le saranno rivolte alcune semplici domande sugli strumenti utilizzati, sull'organizzazione e sugli operatori di questo servizio e Le sarà richiesto di esprimere la sua personale opinione.

Qual è la modalità utilizzata per la conduzione dell’indagine?

La modalità scelta per raccogliere la Sua opinione in merito al servizio di teleassistenza erogato Le è rappresentata dal questionario che Le sarà somministrato online attraverso l’invio di un link (indirizzo) al recapito da Lei indicato e che sarà invitato a compilare previa acquisizione del consenso.

Qual è lo scopo della ricerca?

Lo scopo di questa ricerca è quello valutare l’esperienza dei cittadini rispetto al servizio di teleassistenza erogato, al fine di migliorarne la qualità.

Quanto durerà lo studio?

L’indagine inizierà nel mese di agosto e si concluderà presumibilmente entro dicembre 2020. Al termine di tale periodo i dati ricevuti verranno elaborati e presentati ai servizi specialistici coinvolti

Sono obbligato a partecipare a questa ricerca?

La Sua decisione di partecipare a questa ricerca è completamente libera e volontaria.  La compilazione del questionario sarà prevista previa acquisizione del consenso informato

Con chi posso parlare della ricerca?

Lei ha il diritto di fare domande sulla ricerca in ogni momento a:
Dr.ssa NUNZIA BOCCAFORNO Presso l’Ospedale RIMINI, UO QUALITA’ E GOVERNO, 0541/707872

Come è protetta la mia riservatezza?

Il Suo consenso alla partecipazione a questa ricerca significa che Lei autorizza l’uso dei dati personali e sensibili contenuti nel questionario, in maniera anonima per esclusivi motivi di ricerca. Questi dati potranno anche essere confrontati a scopo statistico con dati analoghi provenienti da altre fonti epidemiologiche o cliniche. Tutte le informazioni raccolte durante questa ricerca sono confidenziali e verranno trattate nel rispetto della normativa vigente (D.Lgs. 30.06.03 n.196 – Codice in materia di protezione dei dati personali).
Alla fine della ricerca i risultati potranno essere pubblicati in forma aggregata, pertanto la sua identità resterà anonima.

Lei può decidere di NON dare il Suo consenso all’utilizzo dei suoi dati, ma in tal caso NON potrà partecipare alla ricerca.

Cosa significa dare il consenso informato?

Se acconsente a partecipare alla ricerca, dovrà fornire il suo consenso on line prima di iniziare la compilazione del questionario.

Questo non Le toglierà in alcun modo i Suoi diritti; esso viene richiesto soltanto al fine di garantire che Lei sia stato informato in modo completo sullo studio, che ne abbia capito lo scopo ed il Suo coinvolgimento. Prima di accettare verifichi, per cortesia, se Le è tutto chiaro riguardo allo studio e a quello che dovrà fare; se Le restano dei dubbi non abbia timore di richiedere ulteriori spiegazioni. 

Se ha qualsiasi domanda, incluse quelle inerenti questo studio o riguardanti i Suoi diritti, La preghiamo di farlo presente al Medico responsabile della ricerca (dott.ssa Nunzia Boccaforno) ora oppure nel corso dello studio, contattandolo al numero telefonico qui di seguito riportato. Il Medico responsabile della ricerca ed il personale che lo assiste nella conduzione della ricerca saranno lieti di rispondere a qualsiasi Sua domanda. Nessuna pressione verrà fatta su di Lei affinché partecipi a questo studio.

Lo studio a cui è stato invitato a partecipare è già stato approvato dal Comitato Etico della Romagna cui fa riferimento il Medico responsabile dello studio.

Il Medico responsabile della ricerca informerà i Medici di Medicina Generale dell’avvio di questa indagine.

 

Potrà contattare in qualsiasi momento la Dott.ssa NUNZIA BOCCAFORNO al numero telefonico 0541/707872

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La casa colonica diventerà la Casa della salute… dei bambini. Questa infatti la destinazione prevista per l’edificio situato accanto all’ospedale “Franchini” di Santarcangelo per il quale nelle prossime settimane partiranno i lavori, a seguito dell’aggiudicazione avvenuta nei giorni scorsi.

La destinazione. Il progetto di riqualificazione prevede l’utilizzo dell’edificio come ampliamento della Casa della Salute presente in ospedale, con una declinazione pediatrica. Vi troveranno posto dunque un centro vaccinazioni pediatriche ed ambulatori medici che, a loro volta, potrebbero essere destinati al servizio di Neuropsichiatrica Infantile. Il tutto integrato con l’ospedale, dove si potranno conseguentemente liberare spazi per realizzare il nuovo Punto prelievi adiacente alla Casa della salute, e con forte attenzione anche all’accoglienza: nel giardino esterno della struttura saranno infatti collocati giochi per bambini utilizzabili specialmente nella bella stagione.

I lavori. L’edificio è una vecchia casa colonica di proprietà dell’Ausl, costruito sul podere “Campofierato” oltre settant’anni fa e quindi sottoposto ad alcuni vincoli culturali e del paesaggio, con destinazione urbanistica sanitaria. E’ un casolare di forma rettangolare su due piani con un porticato, per complessivi 285 metri quadrati circa di superficie utile. Il progetto prevede che tale porticato sia chiuso per ricavare la hall e il punto di accettazione, che introdurrà alla sala d’aspetto capace di 27 posti a sedere con i servizi e, sulla sinistra, il banco dell’accettazione con postazioni per gli operatori a sua volta collegato con il back office. Sempre al pianterreno sarà realizzato il centro vaccinazioni pediatriche e relative visite mediche con due locali collegati, ed un terzo ambulatorio. Per accedere al piano superiore sarà ricostruita ex novo la scala (riproducendo in toto le caratteristiche di quella esistente) e sarà realizzato un ascensore ospitato in un nuovo spazio vetrato sul retro dell’edificio. Al piano superiore si troveranno altri quattro ambulatori oltre a servizi, spogliatoi e magazzini.

I tempi e i costi. Circa 800mila euro il costo dell’investimento all’aggiudicazione, finanziato con fondi aziendali e attraverso un mutuo ad hoc. Il via ai lavori, salvo imprevisti può essere stimato entro il mese di ottobre e la relativa durata è di un anno.

Dichiarazione del Direttore generale Tiziano Carradori: "Il via a questi lavori é per noi motivo di doppia soddisfazione. Il progetto porta alla realizzazione di una infrastruttura attesa con una mission importante e una forte attenzione all'umanizzazione delle cure, per di più recuperando un edificio di valore anche testimoniale e che fino ad ora era in una situazione poco decorosa. Ma il via ai lavori rappresenta anche, simbolicamente, la ripartenza dopo un momento molto difficile come l'epidemia da covid 19. Da parte nostra infatti vi è il massimo impegno a perseguire il difficile equilibrio tra la presa in carico dei pazienti covid in modo adeguato, e la riattivazione dei percorsi di cura per tutti gli altri pazienti in situazione di massima sicurezza possibile".

Dichiarazione del Sindaco di Santarcangelo Alice Parma: “Con la ristrutturazione della Casa colonica si completa il quadro degli investimenti sull’ospedale Franchini, portando a compimento la riqualificazione di un’area centrale e di un edificio storico attesa da molti anni. La razionalizzazione del punto prelievi rappresenta la risposta a una necessità evidenziata costantemente dagli utenti e dal personale, mentre la creazione di un presidio di prossimità dedicato ai bambini rafforzerà ulteriormente, insieme alla prossima apertura dell’Ospedale di Comunità, il legame del ‘Franchini’ con il territorio”.

(In allegato alcune immagini e rendering).

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Su richiesta della paziente riportiamo, di seguito, la seguente testimonianza.

"Mi chiamo Giuseppina e sono nata a Rimini nel 1941... In tutti questi anni ho ricevuto molto... Il dono più grande è sicuramente avere avuto 4 figli, 2 meravigliosi nipoti, in una famiglia unita e capitanata da un marito esemplare ... La vita non è stata sempre rose e fiori ma, nell'amore, e supportati dalla Fede, abbiamo superato diverse difficoltà.

La fetta più grossa di questa... torta, è rappresentata dalla malattia. Già a 43 anni sono iniziati gli interventi chirurgici e da allora è stato un susseguirsi di chirurgia... La ciliegina lo scorso anno: una malattia rara, diagnosticata con difficoltà viste le mie varie patologie, che a febbraio di quest'anno è peggiorata in maniera esponenziale. Qualche giorno prima del lockdown, nel giro di poco, non riesco più a mangiare e neppure a bere. Mi viene proposto il ricovero, ma per non lasciare solo mio marito, malato di Alzheimer, in accordo con i figli, lo rifiuto, assumendomi tutte le responsabilità, declinandone i sanitari.

E così, mentre l'Italia (e il mondo intero) man mano si fermava a causa della pandemia, il personale sanitario ospedaliero di Rimini si è sempre reso presente e disponibile (anche nelle giornate di domenica) in maniera tempestiva. Quasi ogni giorno le mie figlie erano in contatto con i vari specialisti: in primis con la neurologa e il relativo personale infermieristico, con il cardiologo, l'endocrinologo, l'oncologo, il gastroenterologo, ... Senza dimenticare il medico del servizio del Centro Demenze e il supporto innovativo di video chiamata con assistenza psicologica a mio marito da parte di personale volontario specializzato che collabora con il Centro stesso. La tanto criticata tecnologia ha favorito l'assistenza a distanza: i controlli avvenivano anche attraverso l'invio di video ai medici.

Ringraziare tutti in un elenco è difficile, più che altro per evitare di dimenticare qualcuno. Il mio ringraziamento quindi va, non solo ai miei familiari che continuano ad assisterci assiduamente, ma anche all'intera Sanità Riminese dell’Ausl Romagna: noi viviamo in un'isola felice! Ancora non sto bene..., ma sapere di essere assistita da personale sanitario preparato e disponibile mi rende più serena!"

Giuseppina 1941

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