Articoli filtrati per data: Agosto 2020

Uno studio della Radiologia dell'Ausl Romagna sul Covid pubblicato sulla prestigiosa rivista statunitense "Radiology". Firmatari, il dottor Enrico Cavagna (direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini dell'Ausl), primo firmatario, Francesco Muratore e Fabio Ferrari.

I professionisti hanno dimostrato che la tromboembolia polmonare  si osserva frequentemente nei pazienti con polmonite da Covid 19 e coinvolge principalmente le piccole arterie dei segmenti polmonari interessati dalle consolidazioni polmonari. I pazienti con grave polmonite da Covid (rilevabile a seguito di tac e specifiche analisi di laboratorio) sono  quelli più comunemente colpiti dalla tromboembolia polmonare. Questo perchè l'infezione innesca uno stato di ipercoagulabilità del sangue  e un'infiammazione generalizzata. "Pertanto si tratta di trombosi primitiva delle arterie polmonari e non embolia ad origine da trombosi venosa - spiega il dottor Cavagna -. E questo ha importanti ripercussioni sulla terapia e sulla prognosi".

Uno studio dunque che potrà avere anche importanti ripercussioni pratiche, tanto che "Radiology", dopo averlo fatto vagliare dai propri revisori, ha optato per la pubblicazione del relativo articolo (consultabile e scaricabile in allegato). L'Impact Factor di questa rivista (che misura il numero medio di citazioni ricevute in un particolare anno da articoli pubblicati sulla rivista stessa) è  di 7.931, fra i più alti di tutte le riviste di Radiologia mondiali.

Pubblicato in Notizie dal sito

Pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Diabetes Care lo studio condotto in collaborazione tra l'Università Campus Bio-Medico di Roma e l'Ospedale Bufalini di Cesena in cui si dimostra che, a parità di grado di obesità, i ricoverati in terapia intensiva per il nuovo Coronavirus hanno una quantità di grasso viscerale superiore ai casi meno gravi.

Link per audio e video intervista: https://we.tl/t-qkxjnrS6HM

Arriva da uno studio italiano un nuovo importante contributo alla conoscenza delle situazioni cliniche che possono condizionare la prognosi nelle persone colpite dal COVID-19. Se sovrappeso, diabete e obesità sono riconosciuti come elementi di rischio, a fare la differenza in caso di COVID-19 è anche il tipo di grasso che presenta il paziente. A identificarne la correlazione sono stati i ricercatori dell'Ospedale Bufalini di Cesena e dell'Università Campus Bio-Medico di Roma che, in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care (https://doi.org/10.2337/dc20-1333), hanno dimostrato come l'accumulo di grasso viscerale, ovvero quello che avvolge gli organi interni, è associato a un maggior rischio di ricovero in terapia intensiva nei pazienti con COVID-19. Ciò, in maniera indipendente dal grado di obesità definito tramite l'indice di massa corporea.

Lo studio ha coinvolto oltre 400 persone valutate presso l'Ospedale Bufalini nel sospetto di COVID-19 ed è stato scoperto che i soggetti affetti da COVID-19 ricoverati in terapia intensiva avevano una quantità di grasso viscerale superiore rispetto ai pazienti meno gravi.

"In particolare, confrontando le TC di questi pazienti abbiamo rilevato che, ogni millimetro di spessore in eccesso del grasso viscerale, corrispondeva a un rischio pari al 16% di ricovero in terapia intensiva. Considerato che mediamente i pazienti con COVID-19 grave avevano 4 millimetri di grasso viscerale in più rispetto ai non gravi, questo equivarrebbe a quasi il 65% in più di probabilità di ricevere trattamenti intensivi", afferma Rocky Strollo, endocrinologo e ricercatore dell'Università Campus Bio-Medico di Roma.

Questo dimostra che non è soltanto l'obesità, ma anche la distribuzione del grasso nel paziente a conferire la necessità di cure in terapia intensiva. Ciò è dovuto al fatto che il grasso viscerale produce due o tre volte di più citochine, come l'interleuchina 6, che sono coinvolte nella immunopatogenesi del COVID-19. È quindi questo specifico tipo di grasso che potrebbe facilitare lo sviluppo della tempesta citochinica che produce iperinfiammazione nei soggetti più gravi.

"E’ un lavoro scientifico di gruppo, frutto della collaborazione tra medici radiologi, anestesisti e di pronto soccorso del Bufalini. L'esame TC è servito in fase acuta a valutare l'estensione e gravità della malattia. Retrospettivamente, ci sta permettendo di analizzare e identificare i soggetti con fenotipo a rischio, caratterizzato da una distribuzione addominale del grasso, che andrebbero maggiormente tutelati", conclude Sofia Battisti, radiologo dell'Ospedale Bufalini di Cesena e dottoranda di ricerca presso IRST sotto patrocinato dell'Università di Bologna.

Hanno collaborato allo studio i seguenti professionisti dell'ospedale2 Bufalini: Sofia Battisti, Emanuele Russo, Vanni Agnoletti, Stefano Geniere Nigra, Caterina Dengo, Martina Mughetti, Emanuela Giampalma

Pubblicato in Notizie dal sito

Durante il periodo estivo è prevista, per il mese di agosto, una riduzione degli orari di apertura di alcuni uffici ed ambulatori dell'Ausl Romagna, ambito di Forlì.

Elenchiamo di seguito alcune variazioni di orario, o temporanee chiusure:

-  da lunedì 3 agosto fino al 31 agosto il Servizio di Diabetologia dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì varierà l'orario di apertura, con chiusura prevista alle ore 15

- La Distribuzione Diretta di dispositivi monouso quali stomie, cateteri e materiale per l’autocontrollo del diabete, sita presso il Padiglione Allende dell'ospedale  di Forlì,  nel mese di agosto sarà chiuso nella giornata di sabato. Negli altri giorni si manterrà il vigente orario di apertura: dalle ore 9 alle ore 14. Per il ritiro del materiale per l'autocontrollo del diabete, si consiglia fortemente di prendere appuntamento per evitare assembramento nella sala d'attesa, contattando il n. 0543-731562 dalle 9 alle 14, dal lunedì al venerdì. Per la fornitura di ausili per stomia, incontinenza urinaria e fecale è prevista la consegna a domicilio, a copertura del fabbisogno dei mesi di luglio-agosto-settembre, come da prescrizione medica

- l'ambulatorio di Terapia Antalgica dell'ospedale resterà chiuso dal 3 al 16 agosto. Riaprirà regolarmente lunedì 17 agosto

- Day-Hospital e ambulatori dell'U.O. Malattie Infettive dell'Ospedale resteranno chiusi dal 1 agosto  al  21 agosto compresi.  In tale periodo verranno erogate solo prestazioni e visite urgenti

Pubblicato in Notizie dal sito

Moduli per l’accesso alle strutture ospedaliere: l’Ausl chiede di compilarli a casa e arrivare già col documento pronto, al fine di evitare file e quindi possibili assembramenti, ma anche per limitare la fila per gli utenti.
 Come si ricorderà nelle scorse settimane una Ordinanza della Regione Emilia Romagna, finalizzata al massimo contenimento e prevenzione rispetto all’infezione da Covid 19, prevedeva, tra l’altro, che le visite ai degenti in ospedale e agli ospiti di strutture residenziali per anziani e disabili, da parte di familiari o altri soggetti, richiedano la presentazione di un’autodichiarazione che attesti di non essere sottoposti al regime della quarantena o dell’isolamento fiduciario, né di essere rientrati da meno di 14 giorni da alcuni Paesi esteri. Ciò a tutela della sicurezza sai di chi è accolto in una struttura e dei relativi operatori, sia di chi vi entra.
 Per quanto riguarda le strutture ospedaliere la Direzione Sanitaria aziendale ha dato disposizione in questo senso a tutti i Reparti, che inoltre hanno facoltà di modulare orari e modalità di visita secondo i criteri ritenuti più congrui. Per facilitare l’autocertificazione, sono stati dunque predisposti due moduli: uno per chi, appunto, va a trovare un conoscente, e uno per coloro che devono recarsi ad effettuare prestazioni presso la struttura. Entrambi questi moduli si trovano qui in allegato.
La raccomandazione dell’Azienda è quella di arrivare alla struttura con tali moduli già compilati, al fine di limitare le attese, scaricandoli e compilandoli a casa. Restano ovviamente immutate le altre misure di sicurezza previste come ad esempio distanziamento, misurazione della temperatura all’ingresso da parte degli steward, igienizzazione delle mani, e si torna a raccomandare alla cittadinanza la massima collaborazione al fine di limitare il più possibile le situazioni a rischio.

Pubblicato in Notizie dal sito

Continuano i momenti di ascolto, dialogo e condivisone da parte della Direzione generale con i presidi ospedalieri. Dopo Forlì e Cesena, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, affiancato dal direttore sanitario Mattia Altini e dal direttore amministrativo Agostina Aimola, ha incontrato primari, coordinatori infermieristici, direzioni sanitarie e infermieristiche, dei presidi di Faenza, Lugo e Ravenna (tra venerdì e ieri), e nei prossimi giorni concluderà incontrando quelli di Riccione e Rimini.

“E’ una prima occasione di ascolto - ha ribadito Carradori dopo aver dato la parola ai tanti clinici e dirigenti presenti – per acquisire quegli elementi di conoscenza che nel giro di poco tempo mi potranno consentire di lavorare nelle migliori condizioni per servire il territorio, l’Azienda e i colleghi che erogano l’assistenza. E voglio che questo appuntamento di ascolto, organizzato in tutti gli ambiti aziendali, diventi una prassi nel rapporto tra la Direzione e i suoi collaboratori”.

E i professionisti e gli operatori dei tre presidi dell’ambito ravennate hanno molto apprezzato la circostanza (l’esigenza di un maggior ascolto è emersa in maniera molto decisa) e l’hanno colta al volo per evidenziare lo stato della situazione, anche alla luce delle necessarie modifiche ai servizi e alle strutture, messe in atto in occasione dell’epidemia da Covid 19; la non semplice fase della ripartenza, ancora in corso; e soprattutto le progettualità per il futuro a breve e a medio-lungo termine. Argomenti di confronto legati, ad esempio, alle difficoltà a trovare personale medico sul mercato del lavoro, all’acquisizione di apparecchiature elettromedicali, ad un’organizzazione dei servizi che vada sempre più incontro alle esigenze dei cittadini. Tra le quali quella di una presa in carico dei pazienti in cui medicina territoriale e ospedaliera “dialoghino” al meglio, anche per evitare file, e dunque lunghe attese nei pronto soccorso, problema che si sta ripresentando dopo la “pausa” del covid, ancor più recrudescente di prima.

“Questa terribile pandemia - ha risposto, tra l’altro, Carradori - ci ha insegnato che la sanità pubblica è la cosa più importante che abbiamo. Abbiamo compreso tutti che dalle tragedie è possibile uscirne insieme solo attraverso una rivitalizzazione del Servizio sanitario nazionale e una visione non più determinata da uno strabismo finanziario. Quello che ci aspetta è certamente un grande lavoro di confronto e di dialettica da portare avanti in un contesto trasparente e comunitario. Ad esempio su come indirizzare, meglio possibile, i finanziamenti che arriveranno, e che dovranno essere impiegati su progetti concreti e condivisi, e senza il minimo spreco. Per quanto riguarda sia le strutture, sia le tecnologie, sia il personale”. Il direttore generale ha posto molta attenzione anche alla necessità di integrazione, sempre maggiore e più efficace, tra ospedale e territorio, e sul ruolo del direttore di Distretto, che “dovrà diventare il punto di riferimento di ogni territorio. Una sorta di direttore generale aggiunto”.

All’incontro era presenti anche pubblici amministratori: a Lugo il sindaco Davide Ranalli insieme al sindaco di Cotignola Luca Piovaccari; a Faenza e Ravenna i rispettivi sindaci, Giovanni Malpezzi e Michele de Pascale. Tutti i pubblici amministratori hanno a loro volta ringraziato la Direzione per l’incontro, evidenziato l’importanza degli investimenti per avere strutture sempre di prim’ordine, e più in generale la necessità di un “cambio di passo” nella gestione delle politiche aziendali.

Pubblicato in Notizie dal sito

La “Casa della Salute del Mare” situata a Lido Adriano, che è stata inaugurata oggi, è una struttura molto attesa e che rappresenta un tassello di grande importanza per rispondere ai bisogni di salute della comunità non solo di Lido, ma anche di Punta Marina e Marina di Ravenna. Oltre a raggruppare i medici di famiglia della zona, mette infatti a disposizione altri importanti servizi, in un’ottica di medicina di iniziativa, prevenzione e mantenimento della salute. Alla sobria cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna Stefano Falcinelli e in rappresentanza dei medici di famiglia operanti nella Casa, il dottor Marco Burgini, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, il direttore del Distretto di Ravenna Roberta Mazzoni, la responsabile infermieristica Antonella Cerchierini e il direttore dell’ufficio tecnico aziendale Enrico Sabatini.

La struttura. La nuova Casa della salute, situata in via Zancarato (zona Lidl), dispone di 7 ambulatori e 2 sale d’attesa, per una superficie totale di 257 metri quadrati. Gli ambulatori hanno superfici comprese tra i 14 e i 16 metri quadrati, mentre le due sale d’attesa, molto spaziose, misurano una trentina di metri quadrati l’una. La struttura è inoltre dotata di spogliatoio per il personale e di due depositi. In questo specifico caso, l’Azienda ha deciso di utilizzare una struttura in affitto, che è stata individuata a seguito di apposito bando. Come spiegato dall’architetto Sabatini, il canone di locazione è di 14.442 euro all’anno (il contratto è di sei anni) e il proprietario si è fatto carico degli oneri per i necessari lavori di adeguamento della struttura per un ammontare di circa duecentomila euro. “Voglio ringraziate tutti, in primis il Comune, per il sostegno e la collaborazione su questa partita” ha aggiunto Sabatini.

Il contesto sociale. La strutturazione dei servizi è stata pensata nell’ottica di rispondere al meglio possibile alla popolazione del territorio, con l’obiettivo di costituire un riferimento per i cittadini delle località di Lido Adriano, Punta Marina e Marina di Ravenna, che vede complessivamente circa 13mila persone residenti, di cui 2.800 ultrasessantacinquenni è una quota non trascurabile di popolazione giovane e una presenza significativa di persone di origine straniera. Un contesto sociale che richiede la capacità dei servizi di garantire una presa in carico ampia e articolata, in relazione ai bisogni specifici espressi e in forte integrazione con il Servizio sociale e le Associazioni di Volontariato presenti nel territorio.

L’offerta clinica. “Il miglioramento della condizione di benessere di ciascuna persona sarà patrimonio dell’intera comunità”. E’, questo, come illustrato dalla dottoressa Mazzoni, il concetto che meglio esprime lo spirito della Casa della salute. La Casa della salute è infatti una sede fisica di riferimento per la cittadinanza, caratterizzata dall’integrazione tra più figure sanitarie (il medico di famiglia, l’infermiere, il pediatra di libera scelta, il ginecologo, l’ostetrica, l’assistente sociale ecc.) mirata a dare risposte omogenee e coordinate ai bisogni di salute, garantendo continuità nell’assistenza in collaborazione con le strutture ospedaliere, in particolare per quanto riguarda la presa in carico delle patologie croniche, ma anche per programmi legati alla prevenzione e ai sani stili di vita. Il paradigma è dunque quello di una presa in carico globale del paziente, con l’attivazione di percorsi ad hoc, attraverso specifici programmi sanitari per affrontare le patologie croniche (diabete, patologie cardiovascolari, bronco pneumopatie, demenze ecc) in una logica di forte integrazione con i servizi territoriali ed ospeedaliri. Non più dunque il medico che “aspetta” il paziente quando la sua patologia si aggrava, bensì medicina d’iniziativa per mettere il paziente, e il suo nucleo familiare, nelle condizioni di partecipare attivamente al percorso di cura individuato, adesione favorendo una migliore adesione al programma terapeutico ed educazionale. Dal punto di vista organizzativo, questo nuovo approccio prevede, tra l’altro, la creazione di un team “Patologia Cronica” che in incontri periodici discute e valuta i casi più rilevanti.

Nella “Casa della Salute del Mare” di Lido Adriano, tale innovativo modello trova puntuale declinazione nei vari servizi che vi sono ospitati, che sono i seguenti.

Ambulatori dei Medici di famiglia e di Continuità assistenziale. I medici di medicina generale operativi presso la “Casa della Salute del Mare” sono: Marco Burgini e Giorgio Calzati e Daniela Ronzoni. Vi si affiancano i medici di continuità assistenziale, Pietro De Lorenzi, Telemaco Franzoni e Marcello Consoli. Questi professionisti garantiscono la presenza di un medico nella Casa per 9 ore al giorno, dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 18 il lunedì e martedì, dalle 8 alle 17 il mercoledì e venerdì e dalle 7:30 alle 17 il giovedì).

Pediatra di famiglia. Si aggiunge l’attività dell’ambulatorio pediatrico di libera scelta della dottoressa Carmela La Rosa. “Sarà molto importante, nel raccogliere questa nuova sfida – ha detto il dottor Burgini – puntare molto sulla medicina di iniziativa per ‘andare a cercare’ le patologie prima che insorgano”.

Ambulatori infermieristici prestazionale/osservazionale e per la gestione integrata delle malattie croniche. Il primo, attivo 15 ore a settimana, è a disposizione dei cittadini che hanno bisogno di prestazioni infermieristiche. E’ presente nella Casa un Punto prelievi strutturato, attivo al momento nella mattinata del giovedì. L’ambulatorio per la gestione integrata delle malattie croniche lavora su chiamata attiva dei pazienti affetti da diabete tipo II non insulinodipendente, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, scompenso cardiaco. Si attua qui la loro presa in carico e l’ambulatorio funge da “cerniera” tra tutti i servizi dei quali questi pazienti possono aver bisogno nel loro percorso di cura ed assistenza. A tal proposito Antonella Cerchierini ha sottolineato con forza l’importanza di lavorare insieme in integrazione, per erogare il miglior servizio possibile alla cittadinanza.

Consultorio. E’ stato trasferito nella “Casa della Salute del Mare” il servizio (sede distaccata del Consultorio di Ravenna situato in via Berlinguer) che veniva svolto nella sede di via Ariosto viene ampliato in modo da dare completa attuazione alle attività previste: percorso nascita (con ostetrica 3 giorni a settimana, uno dei quali in compresenza con ginecologo); corsi di accompagnamento alla nascita (con ostetrica e mediatori culturali); prevenzione tumori femminili (ostetrica un giorno a settimana); Spazio giovani (un giorno a settimana con psicologo, ginecologo, ostetrica per fare promozione della salute a 360 gradi, anche in collaborazione col mondo della scuola).

Servizio sociale. Nell’ottica di dare risposte a tutto tondo per il benessere della comunità, a supporto delle persone o dei nuclei famigliari che presentano fragilità, la Casa della Salute del Mare ha al suo interno il servizio sociale del Comune di Ravenna, al fine di garantire modalità integrate di presa in carico sociale integrata ai percorsi sanitari, laddove necessaria. Il presidente dell’Ordine Falcinelli, che a sua volta è un medico di famiglia, ha ricordato come “la professione medica è molto cambiata nel corso degli anni. Sono stati fatti molti passi avanti per rispondere sempre meglio alle esigenze de cittadini, e le Case della salute sono un importante traguardo da questo punto di vista. In chiave futura, sarebbe importante potervi collocare strumenti per la diagnostica in moda da rendere tale servizio ancora più completo”.

Un assist che il direttore generale Carradori ha colto al volo: “Già dieci anni fa, quando ero direttore generale a Ravenna, si parlava delle Case della Salute come importante strumento per accrescere la salute dei cittadini. Ora sono una realtà consolidata, e molto importante nella presa in carico degli utenti, per la quale la medicina del territorio dovrà dialogare sempre di più con quella ospedaliera. Un passo avanti importante sarà poter dotare gli ambulatori di strumenti per la diagnostica o per leggere in remoto indagini strumentali. Stiamo mettendo in campo gli investimenti per farlo”. Ha concluso il sindaco de Pascale: “Questa è una giornata splendida alla quale tenevo molto – ha esordito -. Oggi inauguriamo una struttura che eroga servizi importanti ai cittadini e che, rispetto alla precedente, mette anche i professionisti nelle condizioni di lavorare meglio. E’ solo attraverso il team professionale che si possono dare risposte a tutto tondo alle esigenze di salute dei pazienti: medico, infermiere, ostetrica.. da soli possono fare molto, ma insieme hanno un forte valore aggiunto e dare risposte più complete. E con questa Casa della salute daremo risposte, quotidianamente, a migliaia di cittadini di questa specifica area di Lido Adriano e delle zone circostanti, che si caratterizzano ancora per la presenza di una popolazione giovane, con famiglie e figli e quindi bisogni legati all’infanzia e alla adolescenza. Perciò l’integrazione anche con il sociale rappresenta un tassello fondamentale, così come la prevenzione che si fa attraverso l’educazione ai corretti stili di vita. Non dobbiamo aspettare che le persone bussino alla porta, dobbiamo noi intercettare il bisogno anche informando bene la cittadinanza sui servizi che sussistono sul territorio. Ci siamo messi subito al lavoro su questo progetto nuovo con l’Ausl, e abbiamo trovato subito una forte convergenza centrando il risultato che mette insieme tutte queste esigenze, dando a Lido Adriano e alle altre zone, servizi di ‘serie A’”.

Pubblicato in Notizie dal sito



La Young Musicians European Orchestra e il Comune di Forli hanno programmato per giovedì 10 settembre, nell'Arena del San Domenico, due grandi Concerti dedicati al personale sanitario di Forlì con musiche di Bach e Haydn. I Concerti saranno eseguiti dalla Young Musicians European Orchestra diretta dal Maestro Paolo Olmi e avranno luogo lo stesso giorno, rispettivamente alle 18,30 e alle 21,30.

Già da alcuni mesi, durante il lockdown dovuto al Covid 19, la Young Musicians European Orchestra aveva contattato l'Ordine dei Medici, l'Ospedale e gli Ordini delle varie professionalità sanitarie proponendo una serata di omaggio musicale per tutti coloro che si erano prodigati con tanta generosità e tanto rischio nella cura della pandemia e ora, con la parziale riapertura degli spazi teatrali, il progetto può finalmente vedere la luce. A entrambi i concerti saranno presenti le delegazioni di medici, infermieri, farmacisti, personale sanitario e ospedaliero e Pubblica assistenza.
Coloro che avevano acquistato un biglietto per il Concerto di Pasqua del 7 aprile scorso a San Mercuriale possono ottenere gratuitamente un posto per il Concerto del 10 settembre, contattando la email erconcerti1@yahoo.it o il numero telefonico 0544.33835 (dalle 9 alle 12 dal lunedì al venerdì) entro e non oltre il 20 agosto, mentre i biglietti per il pubblico saranno messi in vendita a partire dal 12 agosto sia online sul sito www.ticketsms.it sia presso la biglietteria di Erconcerti (erconcerti1@yahoo.it telefono 0544.33835). La sera del Concerto verranno messi in vendita presso il Museo San Domenico eventuali biglietti rimasti. I prezzi vanno da 5 euro (prezzo speciale giovani) a 20 euro. Il numero dei biglietti sarà comunque limitato per le restrizioni ancora vigenti nella agibilità dei teatri. e quindi si consigliano le persone interessate di acquistare i biglietti al più presto.

I biglietti per le delegazioni di  personale sanitario saranno offerti da Romagna Acque e Banca Popolare dell'Emilia Romagna

Il coinvolgimento del personale medico sarà anche l'occasione per celebrare, insieme al Campus Universitario di Forli, la prossima apertura del corso di laurea in Medicina e Chirurgia che avrà inizio proprio nel mese di settembre e costituirà un ulteriore traguardo per la presenza della Alma Mater Studiorum a Forli

 

 

Pubblicato in Notizie dal sito

Vacanze sicure sulle spiagge dell’Emilia-Romagna, con test sierologico a prezzo ridotto di 10 euro ai turisti e rispetto delle norme igieniche di prevenzione contro il rischio di contagio da Covid -19, grazie a mascherine e kit per igienizzare le mani.

Da Cervia a Ravenna, passando per le principali località turistiche marine, prendono il via i progetti Riviera sicura e “Kit e Unita’ di strada”, realizzati dalla Regione Emilia- Romagna in collaborazione con le Aziende sanitarie della Romagna e Ferrara, l’Aosp di Ferrara ei Comunidi Ravenna, Cesenatico, San Mauro, Gatteo, Savignano, Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano e Cattolica.

Ad illustrare alla stampa obiettivi e modalità di svolgimentodei progetti, sono stati sabato mattina a Cervia in una conferenza stampa presso i Magazzini del sale, l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, il Sindaco di Cervia, Massimo Medri,e ilSindaco di Ravenna, Michele de Pascale e il sindaco di Rimini in qualità di presidente di “Visit Romagna”, Andrea Gnassi . Presentiancheil Direttore generale, Tiziano Carradori, il Direttore sanitario, Mattia Altini e quello del Dipartimento sanità pubblica,Raffaella Angelini, delle Aziende sanitarie della Romagna.

Il progetto “Riviera sicura”

Fulcro del progetto, sarà la clinica mobile operativa per tutto il mese di agosto, dove turisti e bagnanti potranno recarsi per effettuare il test di screening, che evidenzia se si sono avuti contatti col Coronavirus e, in caso risulti positivo, potranno effettuare direttamente, e in sicurezza, il tampone per sapere se hanno la malattia in corso.

Alla clinica, che avrà sede prima a Cervia (dal 3 al 16 agosto) poi a Rimini (dal 17 agosto), aperta dalle ore 9 alle 13, si affiancherà un camper, che svolgerà lo stesso servizio spostandosi negli altri Comuni della Riviera romagnola: Ravenna, Cesenatico, San Mauro, Gatteo, Savignano, Bellaria Igea Marina, Riccione, Misano e Cattolica. 

Calendario completo di “Clinica mobile” e Camper

L’iniziativa è realizzata dalla Regione Emilia- Romagna in collaborazione con l’Azienda sanitaria della Romagna e i Comuni coinvolti, con il preciso obiettivo di garantire soggiorni sicuri a chi ha scelto l’Emilia-Romagna come meta per le proprie vacanze e tranquillizzare i turisti in merito alla solidità ed efficienza del sistema sanitario regionale.

 

Progetto “kit e Unita’ di strada”

Un milione di mascherine, 700 mila kit per igienizzare le mani, e cartoline della campagna “La Romagna è il sorriso degli Italiani”, contenente le buone pratiche di prevenzione Covid, saranno distribuite in tutta la costa, dai Lidi ferraresi a Cattolica, a partire dalla “Settimana Rosa” e per tutto il mese di agosto.

Il progetto realizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Aziende sanitarie della Romagna e Ferrara si inserisce tra le azioni di promozione turistica già avviate da APT servizi e Visit Romagna, finalizzate a promuovere il turismo regionale, prenderà il via in concomitanza dell’inizio della “Settimana Rosa”, un grande evento estivo che coinvolge tutto il litorale e che quest’anno si terrà tra il 3 e il 9 agosto.

A distribuire il materiale ci penseranno le Unità di Strada dei Sert delle due Ausl, presenti con 16 presidi attivi nelle ore serali e durante le iniziative di maggior richiamo.  Gli operatori delle Unità di strada avranno anche il compito di informare i turisti sulla prevenzione del rischio di contagio da Covid e sulla corretta applicazione delle norme di distanziamento sociale.  

Per l’Ausl di Ferrara, gli operatori di strada saranno presenti sul litorale dei Lidi Ferraresi concentrando la loro azione nel facilitare il distanziamento e promuovere l’uso della mascherina attraverso la distribuzione diretta distribuendo 300mila kit e cartoline. La loro presenza è segnalata dal Camper del coordinamento Regione dell’unità di strada.

In particolare, saranno presenti il 5 agosto a Portogaribaldi in occasione dell’evento “Timodà Live”.

 

Le dichiarazioni

Gli Assessori regionali alle Politiche per la Salute e Turismo, Raffaele Donini e Andrea Corsini

“Un’iniziativa importante in questo momento di riapertura dopo la lunga fase di lockdown. Si ritorna alla normalità con un grande desiderio di evasione ma è necessario mantenere alta l’attenzione perché il rischio è ancora reale e dobbiamo essere tutti consapevoli che non possiamo rischiare il ritorno ai mesi bui che ci hanno preceduto. Ognuno deve fare la sua parte, soprattutto in termini di responsabilità individuale. Il nostro servizio sanitario e la regione attraverso gli assessorati alla salute e al turismo offrono a tutti coloro che hanno scelto l’Emilia-Romagna per le loro vacanze, tutti gli strumenti necessari per vivere serenamente e in piena sicurezza il proprio soggiorno sulle spiagge e nelle strutture ricettive e di divertimento.  tutti gli strumenti utili agli operatori del settore e per dare ai nostri futuri ospiti, ovvero i turisti che ci sceglieranno, un’offerta che sappia rispondere alle loro esigenze”.

Il Direttore Generale Ausl Romagna, Tiziano Carradori: “In questa stagione così particolare, a causa della vicinanza con l’epidemia di Covid 19, il Sistema sanitario regionale dell’Emilia- Romagna dà il proprio contributo alla società civile attraverso queste attività mirate a rafforzare ulteriormente la prevenzione nei confronti della patologia. Grazie alle Unità di Strada faremo sensibilizzazione rispetto alle buone pratiche legate al distanziamento sociale, all’uso della mascherina e della sanificazione delle mani, e voglio sottolineare a questo proposito la bella collaborazione con le Aziende di Ferrara e con il privato sociale che ci supporta ‘sul campo’. E' indispensabile, soprattutto nei confronti dei giovani, mettere in atto forme di controllo 'gentile' all'insegna della ragionevolezza, per contemperare un sano divertimento con la ragionevolezza dei comportamenti corretti. Inoltre, il progetto ‘Riviera Sicura’, con la clinica mobile e il camper, strutturato capillarmente su tutta la costa, consente ai turisti di effettuare gli screening in pochi minuti e direttamente nel luogo di vacanza, evidenziando l’incisività dell’azione preventiva messa in campo da Regione, Enti Locali e Azienda, con forte spirito di coesione e di comunità”.

Il sindaco di Ravenna e presidente della Ctss, Michele de Pascale: “L’epidemia di Covid 19 è stato un momento terribile per tutti. Che ha colpito duramente anche la comunità ravennate, così come tutta la Romagna. Voglio ricordarlo anche in questa occasione per rimarcare i sacrifici fatti dal personale sanitario della nostra Ausl. Ora la situazione è profondamente diversa, e dobbiamo tutti insieme impegnarci per contemperare, nella maniera migliore possibile, il riavvio della vita lavorativa e delle attività produttive, che nel nostro territorio e in questo periodo si identifica molto con l’attività turistica e le manifestazioni, col mantenimento di stili di vita e di comportamento responsabili e mirati alla prevenzione. Perciò trovo che le due iniziative presentate oggi, a sostegno di un ‘turismo sicuro’ anche dal punto di vista sanitario, siano molto importanti e lungimiranti. L’attenzione che, attraverso le Unità di strada, viene dedicata alla sensibilizzazione di giovani e giovanissimi è fondamentale. Ed è fondamentale farlo con messaggi pensati per loro come quello delle cartoline. Il progetto ‘Riviera Sicura’ inoltre, è un ulteriore importante tassello nella già rodata ‘macchina’ della nostra sanità, mirata ad intercettare e confinare celermente i casi che ancora si verificano. Con un piccolo impegno da parte di ognuno, potremo avere, tutti, risultati importanti”.

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi : “E’ decisivo, specialmente in periodi delicati come questo, assumere un atteggiamento serio ed equilibrato. Abbiamo sperimentato nei mesi scorsi come il covid sia un nemico insidioso e difficile da sconfiggere, tanto che nei periodi di maggior crisi siamo stati in prima linea nell’assumere a tutela della salute individuale e collettiva un atteggiamento estremamente fermo e quando è servito anche duro, con i provvedimenti conseguenti. Quel rigore ci ha permesso di ripartire, con le nostre imprese, le nostre famiglie. Oggi è altrettanto importante, e direi doveroso, lavorare per la necessaria ripresa della vita civile, sociale ed economica. Lo stiamo facendo ed in maniera prudente e attenta. Questi due progetti vanno proprio in questa direzione, nella ricerca del giusto equilibrio, per il mese di maggior afflusso turistico che si apre proprio oggi. Le relazioni tra persone, lo stare insieme possono e devono avvenire in sicurezza. A Rimini, sulla Riviera romagnola, c'è la dolce vita sicura. Bene, dunque, la collaborazione tra mondo della sanità e del turismo, che ha portato a questi due progetti, di sensibilizzazione che si sposa anche alla promozione, e di prevenzione, con la clinica mobile che Rimini avrà sul suo territorio”.

Il sindaco di Cervia, Massimo Medri: "La prevenzione è parte della cura. Per una località come la nostra che vive di turismo agire concretamente in tal senso è l'unica cosa da fare in attesa del vaccino. Come Comune di Cervia ci siamo spesi per gestire per quanto possibile assembramenti e utilizzo delle mascherine. In questi mesi abbiamo promosso eventi gestiti secondo i protocolli Regionali e Ministeriali e siamo riusciti ad ottenere grandi risultati nonostante tutto, in visibilità e in presenze. Perciò ben vengano queste due nuove iniziative, che abbiamo accolto con entusiasmo."/Ti.Ga.

Pubblicato in Notizie dal sito

Sabato mattina,  a Forlì,  presso il Cimitero dell'Indian Army di via Ravegnana,  si è  svolta la cerimonia di commemorazione dei soldati Sikh, caduti sul suolo italiano durante la Seconda Guerra Mondiale. La manifestazione, organizzata dall'associazione World Sikh Shaheed Military, si è svolta in formato ridotto in rispetto delle normative di sicurezza legate alla emergenza sanitaria in atto.  La comunità Sikh è intervenuta comunque con una significativa delegazione di rappresentanti ed ha voluto, per  dimostrare concretamente la propria vicinanza a tutti gli operatori sanitari che hanno affrontato l'emergenza Coronavirus, donare mille euro all'ospedale  di Forlì.

Un gesto di solidarietà e fratellanza particolarmente significativo, frutto di un'autotassazione cui si è  prestata tutta la comunità indiana.
La motivazione rilasciata da rappresentanti della comunità:

"Chi può lavorare è perché non si è ammalato, e anche come segno di gratitudine per la salute ricevuta è giusto che contribuisca in qualche modo alla salute di chi gli sta accanto. La comunità Sikh è molto unita e solidale non solo verso i propri membri, e da sempre è molto attenta alle esigenze della comunità che li ospita nella prospettiva di un reciproco e continuo aiuto che arricchisce chi lo porta e chi lo riceve"

Presenti alla commemorazione il sindaco Gian Luca Zattini, l'Addetto Militare presso l'ambasciata in Italia dell'India, delegazioni istituzionali del territorio e di Comuni emiliani e toscani, di rappresentanza delle Forze dell'ordine e delle Forze armate, delle Associazioni combattentistiche e d'arma e la dottoressa Elena Vetri in rappresentanza della direzione del presidio ospedaliero di  Forlì. 

Pubblicato in Notizie dal sito

Cerca notizia

Archivio