Articoli filtrati per data: Settembre 2020

Una nuova strumentazione, del valore complessivo di circa 11mila euro, è stato donato ieri alla Pediatria di Comunità dall'Associazione Crescere a Piccoli Passi e dalle Famiglie Santarelli-Forlivesi, che hanno unito le forze per effettuare la generosa donazione. In particolare l’Associazione Crescere Piccoli passi, che per vocazione sostiene le necessità assistenziali ed i bisogni dei nati prematuri e delle loro famiglie, si è fatta in questa occasione parte attiva, per dotare la pediatria di comunità di uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce dei difetti visivi nell’infanzia, dimostrando una attenzione ed una visione a 360 gradi sull’importanza della prevenzione. Lo strumento donato è un autorefrattometro portatile, che permette di identificare i difetti di refrazione in modo oggettivo e di ridurre al minimo la collaborazione richiesta, velocizzando i tempi di esecuzione della visita di screening della vista nei bambini. L’individuazione precoce dei difetti visivi è fondamentale per contrastare l’ambliopia, il deficit visivo neurosensoriale, volgarmente conosciuto come “occhio pigro”, che si sviluppa prima dei sei anni di vita a causa del “non uso” inconsapevole di uno dei due occhi.

“Il trattamento dell’ambliopia – spiega il dottor Giuseppe Gaiba direttore dell’unità Operativa di oculistica dell’Ospedale Bufalini di Cesena - è possibile solo nei primi anni di vita, fin verso i 6-7 anni. Dopo tale età i risultati del trattamento sono scarsi o nulli e per tutta la vita sarà assente la visione binoculare. Individuando precocemente l’ambliopia, e riuscendo a trattarla in maniera efficace, si riduce pertanto il rischio di grave ipovisione. Un’ampia letteratura ha dimostrato l’efficacia dello screening visivo in età pediatrica: viene effettuato alla nascita (Pediatra, Oculista) per riconoscere patologie congenite e a 3 anni (pediatra, oculista, ortottista) per l’ambliopia.

“Qualsiasi patologia oculare presente alla nascita e che compare nei primi mesi di vita può compromettere lo sviluppo visivo e condizionare l’apprendimento e lo sviluppo neuro-psicomotorio nell’età evolutiva, incidendo anche sulla qualità della vita, l’indipendenza, l’autostima e l’autonomia dell’adulto - spiega la dottoressa Antonella Brunelli responsabile della Pediatria di Comunità di Cesena. Ecco perche è importante effettuare lo screening oftalmologico pediatrico dell’ambliopia. E’ rivolto a tutti i bambini e ha una alta sensibilità e specificità”.

Nel territorio cesenate lo screening dell’ambliopia viene programmato in collaborazione dalla Pediatria di Comunità e dagli ortottisti dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Bufalini di Cesena. E’ partito negli anni Settanta e oggi viene svolto presso le scuole materne pubbliche e private di tutto il territorio. La percentuale dei bambini cesenati affetti da ambliopia si attesta intorno al 2%, in linea con i dati di letteratura.

Alla consegna erano presenti insieme alla dottoressa Brunelli, al dottor Gaiba, al dottor Ziosi e alle ortottiste dell’Unità Operativa di Oculistica, la presidente dell’Associazione Crescere a Piccoli Passi Alice Gazzoni, le famiglie Santarelli-Forlivesi, la responsabile del fundraising aziendale Elisabetta Montesi. “ Abbiamo creato una vera e propria task force per raggiungere l’obiettivo – afferma Alice Gazzoni, presidente dell’associazione – coinvolgendo oltre alla famiglia Santarelli – Forlivesi, moltissime persone, che hanno aderito ad un evento sportivo organizzato dalla Palestra FT Studio di Cesena, grazie al quale abbiamo raccolto 6000 euro, più della metà della somma necessaria. Per cui il ringraziamento va a tutti i donatori, coloro che rispondendo alle chiamate dell’Associazione, permettono di continuare a sostenere i progetti che l’azienda sanitaria ci propone.”

L’Azienda USL e gli operatori esprimono riconoscenza per l’attenzione e la disponibilità dell’associazione e dei donatori, che con il loro supporto costante assicurano continuità ai progetti assistenziali dell’area pediatrica.

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Il dottor Mattia Altini, direttore sanitario dell'Ausl Romagna in un'intervista  di Serena Biondini, trasmessa sul Tg 3.

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Ecco la toccante testimonianza di Cesare Sebastiani , uno dei primi pazienti covid ricoverati in Romagna. E’ stato ricoverato a Rimini e a Novafeltria poi, sia in Rianimazione che in Medicina e Lungodegenza “..mi hanno agevolato, mi hanno protetto tutti…” Ha vissuto un’esperienza difficile e intensa, che l’Ausl della Romagna ha raccolto in un video in occasione della Giornata Mondiale per la sicurezza delle cure e della persona assistita.

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Anche in un periodo non semplice, si sono sentite prese in carico e "coccolate". La signora Paola Antili ha dunque effettuato un elogio al Pronto Soccorso di Rimini, per conto della sua mamma, signora Isotta Frisoni, chiedendo che fosse reso noto.

“In data 2 settembre mia mamma ha dovuto con urgenza andare al Pronto soccorso di Rimini e, tra i vari controlli, ha dovuto passarci parecchie ore. In queste ore ha avuto modo di constatare l’efficienza del servizio e ci teneva a sottolineare e ringraziare, non solo per la professionalità, che ovviamente è d’uopo, ma anche per la gentilezza, la comprensione, l’assistenza e anche le ... coccole che ha ricevuto da tutto il personale, ma in modo particolare dal dottor Massimo Battista che le ha infuso anche tanto ottimismo e solarità; l’infermiera Alice Amadori che l’ha assistita e seguita con dolcezza e pazienza...  Mia mamma Isotta è sindaco onorario per la memoria storica, con tanto di fascia consegnatale dal sindaco Andrea Gnassi, e quindi li avrà riempiti di racconti e ricordi... gli anziani quando li ascolti non si fermano più, mia mamma in modo particolare, perché pur essendo un’arzilla vecchietta di 91 anni ha una presenza di spirito invidiabile.

Inoltre spesso l’infermiera Amadori è venuta a dare notizie a me, figlia, che aspettavo preoccupata fuori il Pronto soccorso. Probabilmente sono atteggiamenti che dovrebbero essere consueti, ma in questo difficile momento di Covid, con ritmi di lavoro serrati e spazi ristretti, credo che siano un valore aggiunto, che fanno sì che un luogo di sofferenza, asettico e impersonale qual è un ospedale diventi un luogo familiare. E comunque esistono qualità che sono innate nelle persone, quali la dolcezza, l’umanità, la comprensione, l’empatia, difficili da imparare se non le possiedi.

Non essendo, come tanti, nuove ad esperienze in Pronto soccorso, ci tengo a sottolineare che ho trovato molto migliorato il servizio del reparto rispetto ad anni precedenti e penso, come ho
avuto modo di dirle anche direttamente, che ciò sia merito del primario, dottoressa Tiziana Perin, che evidentemente sa sfruttare al meglio sia le risorse sia umane che organizzative.

Non voglio con questo nascondere che, nel corso degli anni, è capitato anche di sperimentare personalmente disservizi, scortesia, arroganza, scarsa professionalità, ma nel prsente caso siamo felici di sottolineare questa esperienza positiva che ci ha fatto riconciliare con l’ospedale di Rimini, quindi un grazie di cuore e complimenti per l’impegno”.

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Ancora un progetto di umanizzazione per l’ospedale di Ravenna, perseguito dalla Direzione Sanitria. Si tratta della mostra "E uscimmo a riveder le stelle" che sarà ospitata nei locali del presidio. Alla presentazione  l’assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, ha espresso apprezzamento per l’intervento e l’iniziativa del Maestro Felice Nittolo in ringraziamento ai sanitari del Santa Maria delle Croci di Ravenna, ed a tutti coloro che frequenteranno l’ospedale. Signorino ha espresso inoltre soddisfazione per le molte iniziative di umanizzazione che caratterizzano l'ospedale ravennate, mentre l'autore si è detto "emozionato per il bel risultato conseguito".

Il presidente onorario di Confesercenti Ravenna, Roberto Manzoni, ha sottolineato la  soddisfazione per l'iniziativa, ed ha concluso il dottor Paolo Tarlazzi, direttore medico del Presidio: "Ovviamente non possiamo evidenziare solo la lotta al contrasto della covid 19, bensì anche la capacità dermica di queste opere, o dell’arte in genere, di avvalorare il lavoro sanitario ed il benessere della persona. Per l'ospedale stesso e per la comunità nel quale è inserito". In allegato, oltre ad alcune foto, anche le testimonianze dei principali attori dell'iniziatva.

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Al fine di garantire la risposta più adeguata possibile alle persone che contraggono l’infezione da Covid 19, anche in relazione all’avvicinarsi dell’autunno-inverno e all’influenza stagionale, il Collegio di Direzione dell’Ausl Romagna, su proposta della Direzione Generale, ha approvato un piano predisposto da un gruppo di professionisti (clinici, di sanità pubblica e di direzione medica). Si tratta del Piano organizzativo dinamico per la gestione dei posti letto ospedalieri e contempla tre step organizzativi successivi finalizzati ad ampliare il numero di posti letto in grado di ospitare pazienti covid ed a minimizzare per quanto possibile, il rischio di interruzione delle attività routinarie negli ospedali e gli spostamenti evitabili di pazienti. A questo proposito il piano prevede, ed è in atto, un monitoraggio costante e continuo dell’occupazione dei posti letto, per valutare il momento in cui passare da un livello a quello successivo.

Allo stadio attuale la situazione si colloca all’interno del primo livello, il più basso, ma se proseguirà l’attuale trend dei contagi e dei ricoveri si sarà molto presto nella condizione di passare al livello immediatamente superiore. Si sta infatti verificando nelle ultime settimane un aumento, sebbene contenuto, delle positività all’infezione e conseguentemente è aumentato anche il numero di persone ricoverate. Più precisamente la scorsa settimana, a fronte di circa 15.000 tamponi eseguiti si sono registrati circa 300 nuovi casi e attualmente sono ricoverate 54 persone di cui 9 necessitano della terapia intensiva.

Il secondo livello si caratterizza per l’individuazione di ulteriori posti letto nelle aree internistiche e per l’attivazione di posti in aree sub-intensive ed intensive, da dedicare a pazienti covid, a seconda dell’intensità di cura necessaria. Il numero complessivo di posti letto dedicati in questo livello è di 311 suddivisi in 83 per l’ambito territoriale di Ravenna, 61 per Forlì, 47 per Cesena e 120 per Rimini, che tra l’altro ospita il polo intensivistico inaugurato in giugno, che servirà non solo l’intera Romagna, ma, in caso di necessità, ospiterà anche pazienti di altri territori. Va infatti rimarcato che le strutture sono utilizzate tutte per dislocare i pazienti romagnoli a seconda delle esigenze epidemiologiche.

Il Piano prevede ulteriori variazioni logistiche ed organizzative qualora i ricoveri dovessero ulteriormente innalzarsi e si arrivasse al terzo livello, e naturalmente si affianca a misure organizzative da intraprendersi anche a livello di Medicina territoriale, finalizzate a contenere il più possibile la “pressione” nei confronti della rete ospedaliera. Le varie realtà territoriali si stanno inoltre organizzando con piani per rispondere ai bisogni della popolazione non autosufficiente che risulti covid positiva, sia attraverso spazi nelle Case Residenza per Anziani, sia attraverso la ricerca e l’individuazione di luoghi dedicati in attuazione di quanto le disposizioni regionali definiscono.

Si coglie infine l’occasione per raccomandare il mantenimento delle ormai note buone pratiche che ognuno può mettere in atto per contrastare il rischio di contagio, che sono a loro volta fondamentali per limitare il più possibile nuove ondate di infezione.

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Importante riconoscimento scientifico per il nuovo direttore dell'Otorinolaringoiatria di Ravenna, dottor Andrea De Vito. Il professionista è stato infatti invitato a tenere una conferenza al Congresso della Società Europea di Ricerca del Sonno di Pneumologia. Congresso che doveva tenersi a Siviglia in presenza, ma che, causa Covid, è stato trasformato in virtuale. E virtuale sarà, di conseguenza, anche la prolusione che terrà il dottor De Vito, e che verterà sui nuovi orientamenti per la selezione dei pazienti affetti da Apnee Ostruttive del Sonno, candidabili alla terapia chirurgica o alla applicazione dei dispositivi di avanzamento mandibolari notturni. Infatti questo tipo di terapie prevede un approccio multidisciplinare del paziente, anche alla luce della complessa e diversificata fisiopatologia alla base delle Apnee ostruttive.

L'invito al dottor De Vito per questo prestigioso simposio conferma la sua riconosciuta attività clinica e di ricerca nel campo dei disturbi respiratori ostruttivi del sonno. "Ho iniziato questa attività ormai 20 anni fa con il professor Claudio Vicini - ricorda il dottor De Vito -, attività che continuerà nei prossimi anni, considerando anche l'ulteriore implementazione della Medicina del Sonno presso l'ospedale di Lugo, in stretta collaborazione tra noi Otorinolaringoiatri e i colleghi Pneumologi".

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L’emergenza sanitaria legata al virus SARS-COV2, ha evidenziato difficoltà nella gestione domiciliare dei pazienti durante la recente fase acuta della pandemia, con tendenza ad un’eccessiva ospedalizzazione anche per effettuare una corretta diagnosi di estensione della malattia, ricorrendo prevalentemente all’esecuzione di TC del torace nel sospetto di interessamento polmonare. In considerazione della positiva esperienza dei medici dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale (Usca) maturata a Rimini durante l’emergenza, gruppi di Medici di Medicina Generale di Forlì e Cesena, si sono organizzati con lo scopo di seguire i pazienti covid positivi o sospetti a domicilio.

Nell’ottica di una gestione territoriale più efficiente del problema, questi gruppi USCA sono stati dotati di ecografi portatili da utilizzare al domicilio del paziente, in grado di fornire informazioni sul coinvolgimento polmonare dell’infezione senza ricorrere all’esecuzione di TC. E’ stato quindi organizzato, in collaborazione tra il Dipartimento di Cure Primarie diretto dal Dr. Riccardo Varliero e l’Unità Operativa di Radiologia diretta dalla Dr.ssa Emanuela Giampalma, un corso di formazione sull’utilizzo dell’Ecografia polmonare, una metodica di consolidata efficacia per la diagnosi e il monitoraggio clinico della polmonite da SARS-Cov2. Il corso, condotto dalle Dott.sse Greta Gardelli e Martina Mughetti, con provata competenza in questo ambito, testimoniata dalla frequente partecipazione come docenti ad eventi formativi nazionali e internazionali, si articola in una parte teorica in aula e una parte pratica direttamente svolta presso la Radiologia dell’Ospedale Bufalini.

I medici partecipanti saranno alla fine in grado di eseguire controlli ecografici polmonari nei casi dubbi o accertati come Covid positivi, valutando l’andamento nel tempo dell’infezione senza dover spostare il paziente dal proprio domicilio se non quando realmente necessario e senza sottoporli ad esami radioesponenti come la TC per ottenere le informazioni diagnostiche sufficienti per una corretta terapia domiciliare.

La collaborazione fra medicina del territorio e Ospedale, in questo caso con l’Unità Operativa di Radiologia, dimostra come l’integrazione delle competenze sia la chiave per migliorare il percorso di diagnosi e cura, riducendo il rischio di ospedalizzazioni non necessarie e il possibile aumentato rischio di contagi.

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Si informano gli utenti della Casa della Salute della Rigossa che il Comune di Gambettola ha disposto la chiusura parziale e temporanea di Via Viole - e quindi l’accesso stradale alla sede AUSL - nel tratto compreso tra via Cesare Battisti e il “Colosseo” dalle 12,30 alle 13,00 nei giorni di scuola fino al 3 ottobre 2020 e dalle ore 16 alle ore 16,30 dal 5 ottobre per permettere l’accesso straordinario alla scuola degli studenti.

L’accesso alla struttura Ausl è comunque consentito dal passaggio pedonale in Via pascoli e dalla Via Viole.

Maggiori info su http://www.comune.gambettola.fc.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=13105

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Purtroppo il maestro Paolo Olmi non è riuscito ad essere presente ha ha avuto comunque successo il concerto, svoltosi venerdì scorso al Teatro Alighieri di Ravenna, in omaggio al personale dell’Ausl, specialmente clinico ed assistenziale, che impegnato nell’emergenza Covid. Dopo una presentazione, cui ha partecipato anche il direttore medico del presidio ospedaliero di Ravenna, dottor Paolo Tarlazzi, la “Emilia Romagna concerti - Young Musicians European Orchestra” ha eseguito il proprio programma strappando numerosi applausi da parte del folto pubblico. Al termine del concerto il maestro Parmeggiani, che lo ha diretto, ha lanciato un accorato  appello ad azioni sempre più forte per l'umanizzazione delle cure e l'approccio alla "persona paziente" a tutto tondo, anche con l'ausilio della musica.

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