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Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

Alla Radiologia dell’ospedale Bufalini di Cesena è entrata in funzione la nuova Tac Revolution Evo Gen 3. Si tratta di una apparecchiatura di ultima generazione in grado di acquisire le immagini in tempi più brevi, e grazie alla dotazione di software innovativi, consentirà di effettuare studi dinamici anche in ambito cardiologico (es. coronaro-TC, studi pre-TAVI), indagini per le quali fino ad oggi i pazienti di Cesena dovevano andare in altre sedi dell’Azienda. E’ inoltre dotata di un sistema di intelligenza artificiale (True Fidelity), prima tecnologia di questo tipo approvata dall’FDA, che, utilizzando metodi di ricostruzione basati su reti neurali, permette di ottenere immagini TC di elevatissima qualità con bassissimi livelli di dose.

E’ stata collocata al secondo piano dell’ospedale cesenate, presso locali già appartenenti alla radiologia e che sono stati completamente ristrutturati per renderli idonei alla nuova destinazione d’uso. I lavori hanno previsto la realizzazione di una sala destinata ad accogliere l’apparecchio, una sala comandi, una sala d’attesa per pazienti esterni ed una sala di attesa per letti e barelle per pazienti interni, oltre ad altri locali di servizio.

“Questo nuovo apparecchio - afferma la dottoressa Emanuela Giampalma, direttore dell’Unità Operativa di Radiologia di Cesena - consentirà di migliorare la nitidezza delle immagini grazie ad una elevata risoluzione spaziale, contenendo in modo significativo la dose radiante al singolo individuo indagato. Si aprono quindi nuove frontiere in ambito diagnostico con potenzialità innovative che dovranno essere indagate mediante appositi studi scientifici”.

“Dal punto di vista dell’utilizzo – spiega il direttore di Presidio dottor Carlo Lusenti - l’acquisizione di questa nuova tecnologia rappresenta un enorme vantaggio per il reparto di radiologia in quanto consentirà di effettuare su questo apparecchio tutti gli esami TC dei pazienti interni, dei pazienti esterni e dei pazienti oncologici, che attualmente vanno ad incidere quasi esclusivamente sulla TC del Pronto Soccorso che verrà quindi dedicata prevalentemente alle urgenze, in particolare afferenti al trauma center e allo stroke center del Bufalini”.

“La dotazione di apparecchiature elettromedicali nelle nostre strutture sanitarie è di prim’ordine, grazie agli investimenti della Regione e alla buona gestione messa in campo dalle Aziende sanitarie – ha commentato l’assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna Raffaele Donini, presente ieri al Bufalini -. Questa nuova importante acquisizione dell’ospedale di Cesena si pone proprio in quest’ambito, e rappresenta una ulteriore qualificazione delle prestazioni per i cittadini, anche in un’ottica di maggior continuità delle cure, che sempre più dovrà caratterizzare la nostra sanità”.

La nuova apparecchiatura inizierà a lavorare a pieno regime dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 a partire dall’1 febbraio 2021, portando un incremento dell’offerta per la popolazione del territorio. Il suo pieno utilizzo è stato reso possibile grazie anche all’acquisizione di 2 unità mediche aggiuntive nell’organico della Radiologia a partire da gennaio 2021. La nuova macchina è stato acquisita dall’Azienda mediante gara per un importo di 460.000 euro con finanziamento su fondi regionali, mentre l’intervento di ristrutturazione eseguito dalla U.O. Progettazione e Sviluppo Edilizio, diretta dall’Arch. Enrico Sabatini (progettista Arch. Andrea Gozzoli, designer umanizzazione degli interni Roberta Pezzi) ha richiesto un investimento pari a circa 400 mila euro.

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Proseguono i lavori di ristrutturazione alla Prevenzione Oncologica di Forlì, diretta dal dottor Fabio Falcini,   finalizzati alla riorganizzazione degli spazi  secondo un innovativo progetto di “umanizzazione” degli ambienti, che verrà illustrato a conclusione dell’opera.

Lunedì 1 febbraio il servizio di Prevenzione Oncologica resterà chiuso al pubblico per trasloco, spostamento ed allestimento dell'accettazione amministrativa, degli ambulatori e di alcuni uffici all'interno. Sarà possibile, per gli utenti, contattare il servizio al n.0543/731578, tramite centralino, solo per appuntamenti in regime di urgenza. Sarà  sempre  garantita la continuità dei programmi di screening ed il numero verde regionale.

Martedì 2 febbraio, alle ore 8, verrà riaperta la  Prevenzione Oncologica con ingresso principale nella nuova sede,  ossia nella facciata posteriore del padiglione Vallisneri  dell'ospedale di Forlì , posta di fianco alla scala vetrata di accesso ai reparti, di recente costruzione. L'accettazione amministrativa sarà quindi  spostata dall' atrio del servizio di Anatomia patologica al nuovo ingresso. Le porte di accesso al servizio utilizzate fino ad ora saranno chiuse al pubblico  e v errà apposta adeguata segnaletica per indirizzare correttamente gli utenti

A partire dal 2 febbraio, quindi, le attività del servizio della Prevenzione Oncologica, sia di primo che di secondo livello diagnostico, verranno riattivate a pieno regime. Proseguiranno, invece, le opere di ristrutturazione nei restanti locali (alcune aree interne non ambulatoriali) e l'umanizzazione degli ambienti. Alcuni uffici resteranno ancora  attivi, pertanto, nella "rotonda" di ingresso del Vallisneri.

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In occasione della festa del patrono di Forlì, giovedì  4 febbraio il SERT, sito in  via Orto del Fuoco, rimarrà chiuso.

 

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Una tappa fondamentale verso la realizzazione del nuovo ospedale di Cesena: è stato sottoscritto il contratto che sancisce ufficialmente l’avvio delle successive fasi di progettazione della struttura ospedaliera che sorgerà a Villachiaviche, su una superficie di 22 ettari, in prossimità del casello Cesena Sud dell’autostrada A14 e sull’asse della Gronda-Bretella, tappa che si concretizza dopo il parere positivo alla procedura da parte di ANAC, intervenuta su istanza di uno dei concorrenti.

A firmarlo, l’Azienda Usl della Romagna e lo Studio Altieri Sp.a., società di ingegneria con base a Thiene di Vicenza, che è capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato la gara per la progettazione del nuovo ospedale. In particolare, il contratto prevede l’affidamento da parte dell’Azienda USL della Romagna dei servizi di architettura, ingegneria e geologia, con relative indagini, per la redazione della progettazione di fattibilità tecnica ed economica, definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, con riserva di affidamento della direzione lavori e del coordinamento alla sicurezza in fase di esecuzione inerente ai lavori di realizzazione del nuovo Ospedale di Cesena, al raggruppamento temporaneo di professionisti costituito da Studio Altieri S.p.a. (capogruppo) F&M Ingegneria Spa, Cooprogetti Società Cooperativa, ingegnere Luca Sani, Roberto Ravegnani Morosini e Gpa Srl.

Oggi la presentazione nel corso di un conferenza stampa che si è svolta all’ ospedale Bufalini di Cesena, alla presenza , tra gli altri ,dell’Assessore Regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini, del Sindaco di Cesena Enzo Lattuca, del Direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori, del Direttore di presidio Carlo Lusenti, del direttore dell’U.O. Progettazione e sviluppo edilizio dell’Ausl, Arch. Enrico Sabatini, del Presidente di Studio Altieri S.p.a. Ing Aldo Mancurti, del direttore tecnico di Studio Altieri Ing. Stefano Zordan e del responsabile del progetto di Studio Altieri Arch Luca Cerutti.

Quello che sorgerà sarà una struttura all’avanguardia, con una progettazione orientata ai nuovi modelli organizzativi e di cura, capace di dare risposta alle esigenze future. Il modello proposto deriva dalla lettura ed analisi delle richieste prestazionali descritte nei documenti della gara di progettazione e costituisce una delle possibili soluzioni a tali esigenze, lo schema iniziale a “piastra con blocchi laterali” composto da una piastra, posta parallelamente a via Moneta, nella quale venivano localizzati principalmente i servizi di diagnosi e cura, e da quattro corpi di fabbrica lineari, che si innestavano perpendicolarmente su un lato di tale piastra, è stato reinterpretato con una soluzione architettonica più compatta, sempre rispettosa del modello originalmente previsto. Il sistema prevede corpi edilizi di modesta altezza, con piani interrati, sistema ottimale che consente l'integrazione nel contesto urbano circostante.

Il modello di ospedale proposto viene tradotto in un impianto architettonico disegnato secondo geometrie ortogonali in coerenza con le morfologie del paesaggio circostante definite dalla centuriazione romana. Il corretto inserimento nell’ambiente circostante è, inoltre, assicurato dalla limitata altezza degli edifici, dalla articolazione dei volumi e dalla diffusa presenza del paesaggio e del verde: la profondità dei giardini intorno ai corpi di fabbrica, l’ampiezza delle aree interne ed i terrazzi, che potranno essere inerbiti offriranno viste verso il paesaggio, naturale o costruito, diverse e dinamiche ad ogni livello e per ogni utente.

Organizzazione funzionale Il modello consente un’organizzazione delle attività sanitarie strutturata secondo un modello per intensità assistenziale, garantendo la salvaguardia delle reciproche identità e specificità. I principi seguiti privilegiano: • Individuazione delle aree funzionali omogenee attraverso la costruzione di una matrice delle relazioni funzionali e dei percorsi che consentano la massima sinergia delle attività del personale e massima velocità nella assistenza al paziente. • Modello di assistenza per intensità di cura sia in modalità orizzontale con l’accorpamento dei pazienti in base al bisogno assistenziale sia secondo un criterio verticale facilitando e minimizzando i percorsi. • Accorpamento, in un unico livello di tutte le unità funzionali che rappresentano il “core” dell’ospedale per creare un sistema altamente efficiente, in grado di affrontare con risposta immediata, multidisciplinare, coordinata e sicura tutte le criticità del paziente.

Il paziente viene posto al centro del processo per rispondere alle sue esigenze di cura e assistenza con percorsi brevi e diretti e garantendo tempestività, efficienza e sicurezza nell’intervento.

Dalla relazione di progetto « [,,,] La concezione della nuova struttura ospedaliera sarà improntata alla flessibilità, pronta a cambiare a secondo delle esigenze emergenti sotto i punti di vista terapeutici, tecnologici e organizzativi. […] Il progetto deve consentire un’organizzazione delle attività sanitarie strutturata secondo un modello per intensità assistenziale, garantendo la salvaguardia delle reciproche identità e specificità […] Il risultato dovrà essere un insieme coordinato ed integrato ad alto contenuto tecnologico -scientifico e di grande, ideato intorno al paziente e completamente al suo servizio, in risposta alla complessità organizzativa, luogo di formazione clinico-scientifica e di crescita intellettuale e professionale alla sua esigenza di cura e di assistenza, nonché alla sua esigenza di percepire una reale affidabilità.»

“La costruzione di un nuovo ospedale - ha  dichiarato l’Assessore regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini - è un segno di impegno concreto verso i cittadini, che oggi trova conferma nella sottoscrizione di questo fondamentale passaggio progettuale e amministrativo. Con il nuovo ospedale di Cesena potenziamo e miglioriamo la risposta ai bisogni di salute di questa popolazione, ma anche dell'intero bacino della Romagna e non solo. Realizzare una struttura come questa, che potrà contare sulle tecnologie progettuali e tecnologiche più innovative attualmente a disposizione, permetterà non solo di rispondere con efficacia ai bisogni di cura dei nostri cittadini, ma metterà i nostri professionisti nelle condizioni di lavorare nel modo migliore e più proficuo possibile. Il nuovo ospedale di Cesena rappresenta anche un’opportunità: quella di cogliere, e dunque di mettere a frutto, la lezione che siamo stati costretti ad imparare dalla tragica esperienza del Covid, integrandosi quindi con le altre strutture territoriali e andando a favorire una sanità territoriale che risponda al meglio alle esigenze dei cittadini”.

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Giovedì, 28 Gennaio 2021 09:23

Avis Cesena: "Io dono e tu?"

L’ Azienda Ausl della Romagna con il proprio patrocinio, è a fianco di Avis Cesena, nella campagna di sensibilizzazione sul dono del sangue “Io Dono e tu ?"

Obiettivo della campagna, ‘Reclutare’ nuovi donatori, evidenziando quanto la donazione sia un gesto semplice, ma di grande generosità. La campagna prevede innumerevoli azioni di coinvolgimento dell'intera comunità civile.

Tutta La città, è chiamata all’azione con tantissime iniziative che ripropongono lo slogan “Io dono e tu ?”

A partire dal Comune di Cesena, che con tante affissioni patrocina l'iniziativa, alle Imprese Cesenati che diventeranno Aziende Ambasciatrici Avis e inviteranno al dono dipendenti, clienti e fornitori con una newsletter dedicata, al Liceo Righi e l’Istituto Versari che parteciperanno al progetto con la realizzazione dei poster che veicoleranno il messaggio del prossimo step della campagna di comunicazione, fino ad arrivare ai social, dove verranno presentati i donatori che hanno all’attivo un numero record di donazioni con i loro ritratti, le loro storia, la loro grande motivazione.

Il sangue serve a salvare vite umane e chi dona contribuisce a questo nobile obiettivo. L'invito ad aderire è quindi rivolto a tutti, perchè tutti possiamo diventare protagonisti di una iniziativa finalizzata ad aiutare e sostenere Avis ed i servizi sanitari, nella cura di chi ha necessità di sangue.

Se sei interessato puoi chiamare la Segreteria Avis di Cesena al numero indicato, per prenotare la visita di idoneità e le analisi che consentono l’inizio del percorso di donazione.

Chama adesso

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Ancora passi avanti nella prevenzione dell'infezione da covid 19 e per limitarne la diffusione, con un'"arma" in più.

Già da mesi le Usca (cioè le "squadre" di medici ed infermieri che si recano a casa degli utenti per la diagnosi, il successivo monitoraggio, e al bisogno per l'effettuazione nasofaringeo ai pazienti covid) effettuano anche, in collaborazione con l'unità operativa di Radiologia, ecografie polmonari a domicilio ai pazienti, in particolare a quelli ospiti delle residenze per anziani, al fine di rendere ancor più rapide le diagnosi ma anche di limitare gli spostamenti di pazienti più fragili come possono essere gli anziani. Ora a questo approccio già molto avanzato si aggiunge un ulteriore tassello sempre per i pazienti delle residenze anziani. Infatti, grazie all'acquisizione di un'apposita apparecchiatura radiografica portatile e trasportabile in automobile, i tecnici della Radiologia potranno eseguire, nelle residenze per anziani, anche l'esame della radiografia del torace, molto importante per valutare lo stato di evoluzione della patologia. Esame che poi viene letto e valutato in "telemedicina" dai medici radiologi.

"Questa importante novità - commenta il dottor Enrico Cavagna, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini dell'Ausl Romagna - consentirà di effettuare diagnosi di covid a domicilio, cioè ancor più rapidamente, ed evitando a pazienti fragili, di spostarsi, limitandone i disagi ed accrescendo la sicurezza anche rispetto al rischio contagio da covid. Se i risultati saranno positivi anche questa innovazione sarà attivata in tutta l'Ausl Romagna".

Un grosso aiuto anche per gli operatori delle residenze per anziani, ed ovviamente una diminuzione del rischio di trasmissione di malattia, purtroppo insito nello spostamento di pazienti. Il servizio è già attivo da alcuni giorni.

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E’ stata consegnata da parte di Assocuore, al direttore dell’UO di Cardiologia dell’ospedale Bufalini, dottor Marco Marconi, una nuova tecnologia denominata Philips Q-Station software. L’Associazione ASSOCUORE di Cesena, il cui presidente è il Dott. Flavio Tartagni ex direttore della Cardiologia dell’Ospedale Bufalini e alla quale aderiscono varie figure professionali tra cui medici, infermieri dipendenti ed ex-dipendenti AUSL, nel difficile periodo di emergenza che stiamo affrontando, si è fatta promotrice di una raccolta fondi, che ha permesso di donare all’Unità Operativa di Cardiologia di Cesena un sistema di archiviazione e rielaborazione delle immagini ecocardiografiche (Workstation) denominata Philips Q-Station software.

Lo strumento è prezioso, perché i pazienti cardiologici possono presentare delle caratteristiche cliniche peculiari, che necessitano sempre più spesso di una rivalutazione in ambito collegiale al fine di prendere le migliori decisioni per il paziente. Questo nuovo strumento, che consente di archiviare, rielaborare e condividere le immagini ecografiche, appare di estrema utilità in questo contesto. Disporre pertanto di uno strumento di archiviazione e rielaborazione delle immagini ecocardiografiche, che utilizza anche nuove metodiche quali l’ecografia tridimensionale, è divenuta un’esigenza sempre più attuale, preziosa nell’attività quotidiana del laboratorio di Ecocardiografia e dell’Unità Operativa di Cardiologia. Questa Workstation è stata concepita per semplificare il lavoro dei medici rendendo più snello l’intero processo di archiviazione, rielaborazione e refertazione delle prestazioni cardiologiche di ecocardiografia. L’intero esame sarà inoltre disponibile per essere confrontato ai successivi controlli, rendendo il sistema di particolare utilità anche per il Follow-up dei pazienti.

L’Unità Operativa di Cardiologia, insieme alla Direzione generale dell’Azienda USL della Romagna, ingraziano sentitamente l’associazione ASSOCUORE per l’attenzione la vicinanza ed il supporto che costantemente presta alla Cardiologia dell’Ospedale Bufalini di Cesena e ai pazienti del territorio per contribuire alla cura delle malattie cardiache ed alla prevenzione cardiovascolare.

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Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all'evoluzione del quadro epidemiologico dell'infezione da covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, si riportano, in allegato, alcuni dati relativi alla settimana dal 18 al 24 gennaio (precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo). Nella settimana di riferimento si sono verificate 2.722 positività su un totale di 37.265 tamponi, con una incidenza dunque del 7,3 per cento, e quindi con un calo di ulteriori 2 punti percentuali rispetto alla settimana precedente ed un calo di circa 500 casi di nuove positività nel corso della settimana, rispetto al dato registrato due settimane fa; l'incidenza inoltre resta al di sotto della media nazionale (slide 4). Su questo specifico indicatore si registra, nell’ultima settimana, un calo in tutti i territori salvo Forlì, che aumenta di un punto: Rimini pur mantenendo l'incidenza più alta scende di ben 5,5 punti percentuali (slide 5); medesimo trend si riscontra quanto all’indicatore delle positività su popolazione residente (slide 7); Rimini e Ravenna mantengono le percentuali di nuovi diagnosticati asintomatici più alte: rispettivamente 48 e 47 per cento contro la media romagnola del 40 per cento, (slide 8). La performance dei tempi di refertazione dei tamponi (slide 6) entro le 48 ore sale al 92 per cento, la più alta da ottobre. Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna a fine della scorsa settimana la quota di 566 ricoveri, pur mantenendo l'azienda oltre il livello rosso del Piano ospedaliero Covid, segna un ulteriore calo di 18 ricoverati rispetto alla settimana scorsa; anche i riempimenti nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali, questi ultimi restano comunque inferiori a quelli medi regionali. "Abbiamo un'altra settimana sostanzialmente positiva, e questa volta su tutti i trend - non nasconde il direttore sanitario dell'Ausl Romagna Mattia Altini -, e per contro, nonostante i ritardi, stiamo facendo passi da gigante sul fronte delle vaccinazioni, nonostante i ritardi delle ditte fornitrici. Tutto bene allora? Meglio non indulgere in troppo facili entusiasmi. A livello nazionale purtroppo il trend della patologia sembra in seppur lieve aumento e questo deve ricordarci che il covid non è affatto sconfitto, anzi. La scia di decessi che purtroppo continua deve esserci di monito a fare tutto quanto nelle nostre possibilità per contrastarlo. E cioè rispettare rigorosamente le linee guida sulla sicurezza, centrate essenzialmente su uso della mascherina, igiene e distanziamento. Noi, per parte nostra, continueremo a fare il massimo possibile: la performance sui tempi di refertazione dei tamponi, e quindi sulla efficacia del tracciamento, è ulteriormente migliorata. Insomma servono ancora sacrifici, ma le speranze di un futuro migliore ora sono concrete. Quanto questo futuro può essere vicino, dipenderà da noi".

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Un altro importante gesto di solidarietà nei confronti della sanità romagnola e in questo caso dell'Ospedale "Ceccarini" di Riccione. Banca Malatestiana ha infatti donato alla Ausl Romagna un Sistema di Videolaparoscopia avanzato 4k/3d da destinare al blocco operatorio del presidio riccionese e, in particolare all’unità operativa di Chirurgia Generale diretta dal Dr. Andrea Lucchi.

“Si tratta di un sistema per videolaparoscopia modello Rubina Karl Storz, che, oltre ad essere il secondo dispositivo di questo tipo disponibile in Romagna, permette, tra l'altro, di visualizzare la fluorescenza con verde di indocianina, un tracciante naturale, consentendo applicazioni innovative in ambito oncologico e chirurgico spiega il dottor Lucchi - La visualizzazione in 3D inoltre garantisce il perfetto rapporto tra eccellente qualità dell’immagine ad altissima risoluzione e straordinaria coordinazione “mano-occhio”, per una ottimale performance chirurgica. Con questa acquisizione il blocco operatorio di Riccione è all'avanguardia in termini tecnologici ed ha la possibilità di implementare ulteriormente la chirurgia mininvasiva.”

"Da oggi l'Ospedale "Ceccarini" grazie alla generosità di Banca Malatestiana avrà una freccia in più al suo arco. Uno strumento in più che sarà messo a disposizione dei sanitari a cui è affidata la prevenzione e la cura della salute della nostra comunità – afferma il Sindaco di Riccione Renata Tosi presente alla cerimonia di consegna  insieme al Vice Sindaco Laura Galli- Mai come in questo momento storico riveste di importanza strategica per un territorio avere una sanità efficiente. Questo anno appena trascorso ha insegnato a cittadini ed amministratori che ognuno deve fare la propria parte per salvaguardare la sanità, bene prezioso per tutti noi a cui è strettamente legato il benessere anche sociale ed economico di una città. Per questo motivo, il mio sincero ringraziamento e quello dei cittadini di Riccione vanno alla generosità di Banca Malatestiana e alla disponibilità dell'Ausl Romagna" .

“Banca Malatestiana ha nel suo DNA una forte responsabilità sociale – dichiara il Presidente Enrica Cavalli – Collaboriamo costantemente con tante realtà locali sostenendone progetti e attività al servizio del territorio. Quando il Dr Lucchi ci ha presentato questa iniziativa finalizzata a rafforzare il sistema sanitario locale, messo a dura prova in questi mesi dall’ emergenza Covid – 19, ne abbiamo compreso immediatamente l’utilità e l’importanza e, ci siamo prontamente attivati affinché potesse essere realizzata il prima possibile. In un momento particolare come questo che stiamo vivendo è ancora più importante che ognuno di noi faccia la propria parte e dia il proprio contributo a sostegno della comunità. Siamo orgogliosi di essere stati parte attiva di questo progetto che innalza ulteriormente l’offerta clinica e chirurgica, riminese e romagnola.”

Non è la prima volta che vediamo Banca Malatestiana protagonista di questi gesti significativi. Come in passato ha già dimostrato, anche in questa occasione conferma la sua particolare sensibilità e il suo ruolo fondamentale nello sviluppo e nel benessere del territorio. “Una importante donazione a beneficio dell’ intera comunità – sottolinea il Direttore di Presidio dottoressa Bianca Caruso – che permette un miglioramento dell out come clinico oltre che della performance dei chirurghi riccionesi in sala operatoria. La Direzione aziendale dunque ringrazia sentitamente Banca Malatestiana nella persona della presidente Enrica Cavalli per il generoso e lungimirante gesto a favore della sanità locale, che consolida lo storico rapporto di collaborazione dell’Istituto di credito impegnato a sostegno della Sanità locale.

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I dirigenti del Gruppo Orogel hanno deciso di devolvere parte della propria retribuzione per donare alla AUSL di Cesena mascherine con filtro, dotate di certificazione di qualità. 1.500 mascherine con il logo dell’Ausl Romagna, sono state consegnate ai vertici della Azienda sanitaria per essere utilizzate in occasione di incontri aziendali e iniziative formative tra la direzione ed i professionisti sanitari anche allo scopo di creare "spirito di squadra e senso di appartenenza".

“Vogliamo esprimere la nostra gratitudine a tutto il gruppo Orogel e in questa particolare occasione al gruppo dirigente dell’Azienda - afferma la Direzione generale dell’Ausl, Romagna - che ancora una volta si distingue per sensibilità e vicinanza nei confronti della sanità locale. La particolarità e la difficoltà del momento che tutti noi viviamo rendono ancor più apprezzabile questo gesto di generosità a supporto della sanità locale.

“ E’ una donazione – commenta Maurizio Zappatore Direttore Commerciale di Orogel – condivisa alla unanimità da tutti noi dirigenti Orogel e che abbiamo voluto dedicare agli addetti sanitari del nostro territorio per ringraziarli per il prezioso e imprescindibile lavoro che tutti i giorni compiono nel combattere e prevenire la pandemia. L’aver realizzato una mascherina non solo estremamente efficace, ma anche elegante e istituzionale, è un gesto anche simbolico per far sentire tutta la nostra vicinanza e riconoscenza”

La donazione si aggiunge a quanto già fatto dalla azienda cesenate che sin dalla prima fase pandemica a marzo dello scorso anno aveva, tramite la propria “Fondazione onlus Fruttadoro Orogel F.Or.”, donato per l’emergenza 500 mila euro all’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena per l’acquisto di macchinari e attrezzature necessari a rendere maggiormente funzionale e operativa il reparto di terapia intensiva; includendo anche le donazioni effettuate a favore della Caritas e altri enti benefici per iniziative di aiuto e sostegno ai più bisognosi Orogel ha effettuato donazioni per oltre 2 milioni di euro nel solo 2020.

La consegna è avvenuta questa mattina, presso la sede di Piazza Sciascia a Cesena, presenti il direttore Generale Tiziano Carradori, il direttore Sanitario Mattia Altini e la direttrice amministrativa Agostina Aimola, il Direttore commerciale del Gruppo Orogel Maurizio Zappatore insieme al Direttore commerciale Food Service Daniele Lambertini.

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