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Il Festival della Scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori, tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole. Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva (https://bolognamedicina.it/)


Il prof. Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e componente del comitato scientifico del Festival della Scienza Medica e il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna, parteciperanno al Festival della Scienza Medica di Bologna per parlare dell'esperienza ultradecennale della chirurgia robotica all'ospedale di Forlì nei rispettivi settori.

In particolare, il prof. Giorgio Ercolani interverrà sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8,  all'incontro "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia", mentre il prof.Claudio Vicini interverrà lo stesso giorno alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, per parlare di apnee ostruttive nel sonno.

Il primo robot chirurgico "Leonardo Da Vinci", donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è entrato in funzione nel 2007 nell’ospedale forlivese (il primo ad entrare in attività in Emilia Romagna) ed è stato utilizzato in ben 608 interventi. Nel 2012, la stessa Fondazione, ne ha donato un secondo modello più avanzato, che è stato utilizzato, nel periodo compreso dal 2012 al 2019, in 1.470 operazioni, svolte in ben sette Unità operative dell’ospedale di Forlì (Chirurgia generale, gastroenterologica e mininvasiva, Chirurgia endocrina e bariatrica, Urologia, Chirurgia e terapie oncologiche avanzate, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria, Ginecologia-Ostetricia).

Il robot chirurgico sarà "fisicamente" presente al festival di Bologna, per tutta la durata della manifestazione a Palazzo Pepoli. Grazie ad un clinico specialista sarà possibile vedere dal vivo e comprendere al meglio le funzionalità del sistema robotico da Vinci Xi . È considerata la piattaforma ad oggi più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente sul mercato.

Anche "Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival . Alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna verranno infatti proiettati tra gli eventi in programma, presso la Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1, : https://bolognamedicina.it/programma-2019/docufiction-g-b-morgagni

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (http://www.morgagnipatologo.it/ ), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini. La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa (già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli).

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Il Prof Giorgio Ercolani, Direttore Chirurgia Generale ed Oncologica Ausl Romagna - Forlì, e il Dott Davide Cavaliere, Dirigente Medico Chirurgia Generale ed Oncologica Ausl Romagna Forlì, ospiti a Tutto Bene Tv, condotto da Roberto Feroli, per parlare di chirurgia robotica

La puntata 131  di TUTTOBENETV andrà in onda su Teleromagna e nelle televisioni locali  in tutta Italia, grazie alle emittenti del Network della Salute.

Tuttobene tv è un format dedicato a benessere, salute, alimentazione e stili di vita.

 

 

 

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Sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del  Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8, il prof.Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì (Ausl Romagna), interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare  dell'esperienza della chirurgia robotica forlivese.

 

Il titolo dell'incontro, "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia" , rientra perfettamente nel tema dell'edizione di questa edizione del prestigioso Festival, "Intelligenza della salute" ,in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi, che vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. Nella chirurgia oncologica dell’apparato gastroenterico, l’approccio mininvasivo rappresenta a tutt’oggi la procedura migliore di trattamento per la maggior parte delle patologie.I benefici per il paziente derivanti dall’utilizzo di questa tecnica si traducono in un ridotto tasso di complicanze postoperatorie, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle attività fisiche, degenza più breve e un risultato estetico migliore.La chirurgia robotica rappresenta un’evoluzione della tecnica laparoscopica, riducendo ulteriormente le perdite ematiche, e permette di garantire la mininvasività anche in situazioni più complesse. I chirurghi devono spesso affrontare il burnout, cioè una condizione di stress lavorativo cronico caratterizzato da esaurimento emotivo, un sentimento di scarsa realizzazione professionale e un eccessivo distacco emotivo del medico dal paziente. Il burnout ha un impatto negativo non solo sul benessere psicologico del medico ma anche sulla qualità del suo lavoro. Ridurre gli effetti del burnout aumenterebbe la motivazione e soddisfazione lavorativa dei medici e, al contempo, favorirebbe l’instaurarsi di una relazione più collaborativa tra medico e paziente.

Insieme al forlivese prof. Giorgio Ercolani, peraltro componente del Comitato Scientifico del Festival della Scienza Medica, interverrà all'incontro il prof. Paolo Maria Russo.

 

 

 

BOLOGNA, 9 – 12 MAGGIO 2019

 

"INTELLIGENZA DELLA SALUTE"

 

LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA

 

Il Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni (oltre 55.000 presenze nel 2018), e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori e 80 eventi tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

 

Il tema portante di quest’anno ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva. In qualche modo l’intelligenza protegge da malattie vascolari, obesità e disturbi mentali, probabilmente perché consente comportamenti più razionali. D’altro canto, serve un ambiente sano per conseguire buoni livelli di intelligenza: l’assenza o il controllo delle malattie infettive, della malnutrizione e delle violenze garantiscono il mantenimento o il miglioramento degli standard cognitivi geneticamente ereditati. L’intelligenza guida verso il conseguimento di uno status socio-economico che protegge la salute, in un circolo virtuoso che si riverbera sull’intera società, contribuendo a renderla più sana, civile ed equa.

 

La presentazione dell’edizione 2019 da parte del Presidente Fabio Roversi-Monaco si terrà giovedì 9 maggio alle 18.00 presso il Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo: un intervento che sarà seguito da quello dello staminologo Michele De Luca, che farà un excursus sulle frontiere applicative delle cellule staminali, con riferimento in particolare alle importanti sperimentazioni svedesi con staminali embrionali umane per la cura del Parkinson, e dal racconto del "Project Debater", il primo sistema di Intelligenza Artificiale sviluppato da IBM in grado di competere con un umano in un dibattito. Protagonista di questo secondo intervento sarà Aya Soffer, Vice Presidente dell’AI Tech presso l’IBM Research AI organization.

 

Ecco a seguire una panoramica sui principali incontri in programma

 

I premi Nobel

 

Saranno tre i Premi Nobel ospiti della manifestazione: John Gurdon, Premio Nobel per la Medicina 2012, il primo ad intuire e dimostrare, già negli anni Sessanta, che la clonazione era una prospettiva

 

realistica, ragionerà sul delicato equilibrio tra conquiste scientifiche ad essa legate e questioni etiche; anche Aaron Ciechanover, biologo e genetista, premiato con il Nobel per la Chimica nel 2004, affronterà le questioni bioetiche legate alla medicina di precisione, che tramite la profilazione molecolare e biochimica individuale invade il campo della privacy.

 

Arriverà invece a Bologna il 14 giugno il Professor Tomas Lindahl, Nobel 2015 per la Chimica per i suoi studi sui meccanismi di riparazione del DNA, con la consueta lezione conclusiva del Festival.

 

Mente, intelligenza, salute

 

Il legame tra intelligenza e salute, al centro dell’edizione 2019 del Festival, implica riflessioni che interessano ampie prospettive, di natura non solo sanitaria ma anche economica, sociale, etica. Basti pensare alle discussioni sul cosiddetto "effetto Flynn", ovvero l’aumento dell’intelligenza registrato nei paesi occidentali a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, e a come i progressi della medicina – con l’abbattimento, ad esempio, delle malattie infettive – abbiano contribuito in maniera importante all’aumento del quoziente intellettivo. Un focus che sarà affrontato da Ian J. Deary, Professore di Psicologia Differenziale all’Università di Edimburgo, che per primo ha usato l’espressione "epidemiologia cognitiva", le cui ricerche da anni si concentrano sul dialogo tra capacità cognitive e benessere. Marcello Massimini, uno dei maggiori esperti mondiali di disturbi della coscienza, dedicherà il suo intervento all’affascinante rapporto tra intelligenza e coscienza: in che modo i progressi della medicina e dell’intelligenza artificiale intervengono in questo rapporto, ad esempio negli stati di coma in cui la coscienza è vigile nonostante le capacità cognitive pressoché azzerate? O, al contrario, nel caso di reti neurali di ultima generazione con prestazioni superiori a quelli di un essere umano ma ovviamente prive di coscienza? Fiorenzo Conti, già Presidente della Società Italiana di Neuroscienze, terrà un importante intervento sulle "grandi spedizioni esplorative", per realizzare la mappatura del cervello umano, attualmente in corso; Pietro Pietrini, psichiatra e direttore della scuola IMT Alti Studi di Lucca, parlerà delle basi genetiche e neurobiologiche dell’intelligenza umana. Arnaldo Benini, emerito di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo, parlerà di prevenzione della demenza e della sindrome di Alzheimer. Il neurologo Giuseppe Plazzi sarà al Festival con il suo libro "I tre fratelli che non dormirono mai e altri casi di disturbi del sonno" (Il Saggiatore, 2019). Gianvito Martino, neuroscienziato e Direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, farà luce sul modo in cui le cellule cerebrali, interagendo, danno origine ad azioni e pensieri, empatia e sentimento, meccanismi che sono ancora in gran parte sconosciuti. Francesc Graus, Direttore del Dipartimento di Neurologia presso l’Hospital Clínic di Barcellona, parlerà di malattie neurologiche e mentali derivanti da attacchi autoimmuni. Si segnala infine la conferenza "L’acido urico e l’efficacia della mente. Il primo esempio di riciclaggio biologico dei rifiuti", tavola rotonda condotta da Michele Mirabella sul "mistero" dell’acido urico, il cui incremento è ritenuto responsabile dello sviluppo dell’intelligenza e delle capacità motorie nell’essere umano.

 

A vent’anni dalla pecora Dolly: le nuove frontiere della genetica

 

Il futuro della ricerca medico-scientifica passa anche attraverso le nuove prospettive della clonazione: oltre alla già citata lectio magistralis del Nobel John Gurdon sulle tecnologie di trasferimento nucleare, sarà Cesare Galli, specialista internazionale delle tecnologie di clonazione e collaboratore di Ian Wilmut, "padre" della pecora Dolly, a fare il punto sullo stato attuale della ricerca. Numerosi gli interventi sulla medicina genomica e personalizzata: il genetista Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del CNR, da anni impegnato nello studio del genoma dei sardi, spiegherà in che modo esso sia chiave di lettura delle malattie complesse; Massimo Delledonne,

 

fondatore del Centro di Genomica Funzionale dell’Università di Verona, parlerà delle nuove sfide della genomica nella costruzione di un genoma senza difetti, in grado di far nascere "superuomini"; Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica di Milano e Luca Pani, medico, psichiatra e tra i più autorevoli farmacologi al mondo nonché ex Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, faranno luce sulle applicazioni mediche delle tecnologie di editing del genoma.

 

L’informazione medico scientifica: evitare le trappole, combattere le fake news

 

Il ruolo dell’intelligenza diventa di fondamentale importanza anche nella corretta acquisizione delle informazioni mediche e scientifiche a tutela della salute, aiutando le persone a non cadere nelle trappole delle false "credenze". Ma è fondamentale altresì la riflessione su come veicolare il contenuto scientifico in maniera realmente efficace, evitando contrapposizioni nette: un tema di enorme interesse ed attualità del quale parlerà il professor Robert Böhm, che attraverso esperimenti di psicologia cognitiva ha tentato di comprendere i meccanismi che influenzano la ricezione dell’informazione scientifica, ad esempio rispetto all’opportunità delle vaccinazioni. Vaccini, scienza e social media saranno l’argomento di discussione dell’incontro a cura di Farmindustria con lo psicologo Simone Bressan e Rino Rappuoli, uno dei massimi ricercatori mondiali nel campo dei vaccini, che nel corso della sua carriera ha rivoluzionato le tecniche conosciute di produzione dei vaccini. Di correttezza della comunicazione si parlerà anche con Enrico Bucci, Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia, autore del libro "Cattivi scienziati", e da anni in prima linea nel controllo dell’integrità dell’informazione scientifica. Della correttezza della comunicazione ha fatto la ragione stessa della sua professione il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che parlerà di "Diete bislacche e dove trovarle": dal più antico libro sulle diete, uscito nel 1863, al business odierno della forma perfetta, un tentativo di mettere ordine con il filtro della scienza. E a proposito di dieta e benessere, non si può prescindere dal tema della corretta attività fisica: se ne parlerà in "Stili di vita per star bene: i benefici dell’attività fisica" a FICO Eataly World, sabato 11 maggio, incontro che sarà introdotto da Andrea Segrè, Presidente di Fondazione FICO. Infine Patrizia e Silvana Hrelia, rispettivamente ordinarie dei Dipartimenti di Farmacia e Biotecnologie e di Scienze per la vita, parleranno di "mito e realtà" in relazione a medicina, prevenzione e nutrizione gender-oriented.

 

Intelligenza Artificiale, Big Data, Internet of Things: il futuro della medicina

 

L’ingresso sempre più massiccio dell’Intelligenza Artificiale in campo medico è destinato ad avere portata epocale, in particolar modo accelerando il processo diagnostico e riducendo gli errori, a patto però che l’intelligenza umana sia in grado di progettare e programmare con sempre maggior efficacia le macchine, in un processo che non porterà alla scomparsa del medico ma alla virtuosa collaborazione tra automi e uomini. Anche quest’anno il Festival dedica grande spazio alle più avanzate frontiere della tecnologia in campo medico: dall’imaging intelligente, con il futuro della Radiomica e della Radiogenomica, all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in malattie come l’Alzheimer: sarà il geriatra e presidente dell’associazione Italia Longeva Roberto Bernabei a presentare il progetto "Chat Yourself", chatbot che assiste i malati prodromici di Alzheimer ricordando loro consuetudini, abitudini e fungendo da memoria virtuale. Ken Swain, presidente di EON Reality, illustrerà alcune applicazioni in ambito sanitario della realtà aumentata. Ma si discuterà anche dell’altro lato della medaglia: Susi Pelotti e Maria Giulia Roversi Monaco parleranno di luci ed ombre della digitalizzazione del rapporto medico-paziente.

 

Un salto nel futuro con la conferenza-spettacolo di Renato Seracchioli, Direttore dell’U.O. di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, che farà il punto sulle ricerche sull’utero artificiale. Una curiosità: per tutta la durata del Festival sarà visibile al pubblico presso Palazzo Pepoli, il Museo della città di Bologna, il robot Da Vinci, che dall’introduzione, nel 2014, all’Ospedale Sant’Orsola, ha "guidato" oltre 1.500 interventi, specialmente di chirurgia urologica, pediatrica e ginecologica, consentendo il massimo della precisione ed il minimo dell’invasività e garantendo recuperi post operatori più rapidi.

 

Musica, teatro, libri: tutti gli appuntamenti "off" del Festival della Scienza Medica

 

Confermate le tradizionali iniziative dedicate alle scuole, con la "Lezione di Anatomia" presso il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, gioiello seicentesco, "A come Adolescenza. Curare il corpo e le emozioni", una performance teatrale per raccontare come il corpo cambia durante l’adolescenza, la conferenza-spettacolo "Geni a bordo", il format "La parola ai giurati" su un caso di bioetica ispirato da una storia vera.

 

Particolare attenzione sarà dedicata al tema della resistenza antimicrobica, con l’iniziativa dedicata alle scuole superiori realizzata da Farmindustria per spiegare i rischi dei super batteri e contrastare in maniera efficace e semplice la crescente perdita di efficacia degli antibiotici, che prosegue a ritmo impressionante.

 

Ricco il calendario degli eventi collaterali, con due appuntamenti particolarmente curiosi: la riscoperta del De curtorum Chirurgia per insitionem (1597) del famoso Gaspare Tagliacozzi, il primo testo al mondo di chirurgia plastica, che in occasione del Festival sarà donato all’Università di Bologna, e la serata dedicata al tarantismo, con la presentazione di Antidotum Tarantulae, testo del 1641 di Athanasius Kircher dedicato alla pizzica.

 

Durante le giornate del Festival sarà possibile partecipare alle visite guidate alle Collezioni di Cere Anatomiche di Palazzo Poggi e degli Istituti Anatomici, e scoprire Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, uno fra gli edifici di maggior interesse che il Rinascimento cittadino abbia prodotto.

 

Un importante contributo a questa iniziativa è stato dato dai Docenti dell’Ateneo Bolognese, componenti del Comitato Scientifico del Festival.

 

Tutti gli eventi del Festival della Scienza Medica sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, salvo differenti indicazioni.

 

Per rimanere aggiornati sul programma:  www.bolognamedicina.it

 

Facebook: Bologna Medicina - Twitter: @BolognaMedicina

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Si è svolta questa mattina, presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, la presentazione di un nuovo ambulatorio per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie epatobiliopancreatiche (tumore del pancreas e altre patologie, principalmente oncologiche, di quell’area corporea) e di un nuovo ruolo di infermiere case manager a supporto dell’ambulatorio stesso. Il tutto grazie alla donazione dell’Associazione “Oltre la Ricerca” di Rimini. Erano presenti la presidente di “Oltre la Ricerca” Francesca Gabellini e i vertici associativi, l’assessore Mattia Morolli in rappresentanza del Comune di Rimini, il dottor Romeo Giannei (direttore ospedali del Riminese), il dottor Luigi Veneroni, chirurgo, e in sostituzione del direttore della Chirurgia di Rimini dottor Gianluca Garulli (assente per un sopravvenuto e improrogabile impegno), le altre figure mediche che collaboreranno all’ambulatorio, tra cui in particolare il dottor Giorgio Ballardini (direttore della Medicina Interna), il dottor Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia), il dottor Enrico Cavagna (direttore della Radiologia), medici della Gastroenterologia, il direttore tecnico infermieristico di Rimini dottor Andrea Galeotti.

Un gruppo di professionisti non casuale. La parola d’ordine per il contrasto di queste patologie è infatti la presa in carico tempestiva, in modo da arrivare all’eventuale intervento chirurgico il prima possibile, e collegiale da parte di figure mediche di varie specialità. Un lavoro in equipe per un approccio di “rete” al caso clinico, per “aggredire” la malattia da tutti i punti di vista come chiarito molto bene dal dottor Giannei. L’ambulatorio si pone proprio in quest’ottica: vi saranno avviati pazienti per i quali il medico di famiglia o altri medici riscontrino sintomi di questo tipo di patologie, e lì il paziente verrà preso in carico in maniera completa e a tutto tondo, nell’ambito del percorso clinico più adatto per lui. Approccio evidenziato, nel corso degli interventi, anche dal dottor Veneroni, degli altri clinici e anche della presidente Gabellini.

Il dottor Veneroni ha anche letto un intervento del dottor Gianluca Garulli che non è potuto essere presente per sopravvenuti ed improrogabili impegni: "Un caloroso saluto  alle Autorità presenti  e  permettetemi  due parole  per illustrare l'iniziativa che ci vede oggi qui  riuniti. Le neoplasie  del pancreas oggi sono tra le più letali neoplasie che la Medicina deve  affrontare e  non sempre con risultati attesi: la varietà delle neoplasie coinvolge sia nella gestione che nel trattamento  medico e chirurgico, numerosi specialisti  .In ordine alfabetico  l'anestesista , il chirurgo , il gastroenterologo, il radiologo , il radioterapista e l'oncologo sono Tutti coinvolti  nel trovare quotidianamente le soluzioni più appropriate ed efficaci   per ogni singolo paziente. L'Associazione Oltre la Ricerca e il Presidente Avv. Francesca Gabellini   ha sentito e condiviso con i professionisti questo progetto che vede nascere  nel Territorio di Rimini all'interno dell'Ospedale Infermi , un ambulatorio che vuole essere un punto di Riferimento per i pazienti affetti da tale patologia ma anche  per i Medici di Medicina Generale  che possono accedervi e trovare risposte rapide ed efficaci. E' quindi all'Associazione  Oltre la Ricerca che va il mio più sentito ringraziamento per aver  condiviso il progetto e sostenuto economicamente; all'Azienda Romagna al Direttore Marcello Tonini, al dr . Andrea  Galeotti , al dr. Romeo Giannei  un particolare ringraziamento per  aver reso  possibile che questo progetto si realizzasse in così poco tempo. Un ringraziamento ai Medici Specialisti che sicuramente renderanno questo progetto un punto di partenza e di riferimento per la Romagna in questo difficile campo della Medicina".

Intervento di Francesca Gabellini (Presidente di "Oltre la Ricerca"): "In seguito alla forte volontà dell’Associazione di Volontariato Oltre la Ricerca, che lavora sul territorio riminese per la lotta al tumore al pancreas, ed in collaborazione con i servizi Sviluppo e Risorse Umane, Direzione Infermieristica e Tecnica dell’Ausl Romagna e con l’Unità operativa Chirurgia dell’Ospedale Infermi di Rimini, verrà attivata dal mese di aprile l’attività di una infermiera case manager che si integrerà nel Percorso Diagnostico Terapeutico delle Patologie epato-bilio-pancreatiche, per coadiuvare e rendere più fluido il percorso del paziente con sospetto diagnostico di tumore al pancreas, presso la Chirurgia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. L’ambulatorio - che si innesta sull’attività dell’ambulatorio di libero accesso aperto dal 2011 per monitorare i pazienti con aumentato rischio della patologia - si avvarrà di  professionalità provenienti da Radiologia, Medicina Interna, Epatologia e Gastroenterologia ed Oncologia, e lavorerà in modo approfondito per stabilire i rischi genetici relativi ai parenti diretti delle persone che hanno contratto una neoplasia pancreatica con il fine di attuare un’attenta opera di monitoraggio e prevenzione. Con la donazione di 20.000 euro finalizzati all’istituzionalizzazione della figura di case manager, Oltre la Ricerca intende  dare un chiaro segnale di collaborazione sempre più intensa con l’Azienda Usl della Romagna, che ha accolto favorevolmente l’iniziativa. La case manager avrà il ruolo chiave di accogliere e accompagnare il paziente dalla diagnosi al post intervento, seguendo le indicazioni del medico di medicina generale - che è il soggetto che, a seguito di sintomi e conseguente dubbio diagnostico, invia il paziente - e del team di medici esperti che seguono ogni singolo caso. Per Oltre la Ricerca si tratta della realizzazione di un fondamentale obiettivo, con l’intento di rendere più semplice il percorso di pazienti e familiari nell’affrontare una patologia insidiosa e purtroppo sempre più diffusa come il tumore al pancreas e di  minimizzare il tempo tra un fondato sospetto e  l’eventuale diagnosi. L'associazione grande soddisfazione per l’attuazione e l’avvio di questa figura centrale per la gestione del paziente, figura che verrà mantenuta stabilmente nel tempo e confermano la volontà  di impegnarsi per rendere sempre più forte la connessione tra cittadini e istituzioni, tra  malati e medici, tra territorio ed ospedale, tra  personalizzazione delle cure e  best practice, tra umanizzazione del percorso e protocolli sperimentali all’avanguardia".

L’assessore Morolli, nel portare il saluto della città di Rimini, ha evidenziato in particolare due aspetti: “E’ molto bello che vi siano frequenti donazioni e collaborazioni, da parte della società civile, verso l’ospedale e più in generale la ‘nostra’ sanità. Questo dà il senso di una comunità coesa, sebbene in questi tempi difficili, e che sa collaborare con lungimiranza”. Secondo aspetto, “nell’era in cui sembra che tutto diventi telematico e mediato, oggi presentiamo un servizio centrato sulla professionalità delle persone, medici e infermiera case manager, che prendono in carico il paziente dal punto di vista clinico e che lo accompagnano, dal punto di vista umano. Lo slogan dell’Ausl, ‘Sono le persone a curare le persone’, da questo punto di vista è molto azzeccato”.

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Si conclude nella serata di dopodomani, martedì 5 febbraio, la rassegna di quattro conferenze sulla sanità, promossa dalla Banca di Credico Cooperativo (BCC) di Gradara, in collaborazione con Ausl Romagna e Comune di Cattolica.

La serata finale, che come sempre si svolgerà presso la sede del Palazzo de Turismo con inizio alle ore 20:30 (l'ingresso è libero e gratuito e la cittadinanza è invitata), vedrà la partecipazione del primario di Chirurgia Generale e d'Urgenza dell'Ospedale di Rimini (già primario di Riccione e Cattolica), dottor Gianluca Garulli, che svolgerà una relazione dal seguente titolo: “Dalla chirurgia tradizionale alla chirurgia mini-invasiva: lo stato dell'arte”.

La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse, a favore del territorio – spiega il presidente della Banca di Gradara Fausto Caldari – Una persona che è in salute opera, lavora, si impegna ogni giorno, per la promozione e la crescita di questa società>>.

Ma la Salute si sostiene non solo promuovendo azioni di prevenzione e informazione. Per questo la BCC di Gradara ha acquistato, oltre a numerose altre donazioni effettuate in questi anni, un Sistema di risonanza magnetica nucleare per immagini, di ultima generazione, da donare all'ospedale Infermi di Rimini. Contribuiamo allo sviluppo del territorio partendo proprio dal sostegno alla Salute – continua il presidente della Banca di Gradara Fausto Caldari – Abbiamo acquistato una risonanza magnetica, del valore di 750.000 euro, che nel nuovo anno verrà inaugurata presso l'ospedale di Rimini. Un aiuto concreto per migliorare la qualità della sanità, a beneficio di tutta la comunità>>.

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Si è svolto, nel pomeriggio odierno, un incontro con gli operatori dell’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo per presentare il progetto di ristrutturazione che riguarda la Chirurgia Generale-Senologica e gli spazi da destinare all’”Ospedale di Comunità” (Osco).

Dal confronto sono emerse utili osservazioni che permetteranno ulteriori miglioramenti tecnici.

Questa Direzione esce pertanto rafforzata nel convincimento che il progetto, non solo non comporta alcun depotenziamento, ma viceversa migliora la qualità delle attività chirurgiche e risponde ai fabbisogni che la comunità Santarcangiolese, e non solo, esprime relativamente alle esigenze dei malati cronici.

La Direzione Aziendale, come sempre, rimane, verso chiunque, disponibile al confronto.

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Ancora nuova attività per le sale operatorie dell’Ospedale di Cattolica. Dopo la notizia, due giorni fa, della donazione all’Ausl Romagna (da parte della BCC di Gradara) di un innovativo fistuloscopio, e del relativo utilizzo presso il blocco operatorio del “Cervesi”, ha preso avvio questa mattina una ulteriore nuova attività di chirurgia generale effettuata dall’equipe del professor Giorgio Ercolani, dell’Ospedale “Morgagni Pierantoni” di Forlì.

Il professor Ercolani e la sua equipe effettueranno sedute operatorie settimanali, con la presenza di due professionisti per ogni seduta. Saranno eseguiti interventi chirurgici in elezione e di medio bassa complessità, nell’ottica di dare una risposta sempre più puntuale ai pazienti romagnoli anche in attesa di interventi non urgenti.

Un’operazione che, oltre ad andare incontro alle esigenze dell’utenza, evidenzia anche una sempre maggiore trasversalità nell’approccio organizzativo dell’Ausl Romagna, all’insegna della “caduta” dei confini territoriali e dell’utilizzo di ogni spazio e risorsa possibile, al fine di massimizzare le sinergie e le opportunità di cura e di terapia per la popolazione, riducendo i tempi di attesa per tutte le tipologie di intervento chirurgico.

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Dopo la firma, venerdì scorso, della donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione all'Ospedale di "Rimini", la BCC di Gradara torna a donare alla sanità romagnola. Si è svolta infatti questa mattina, all’Ospedale di Cattolica, una cerimonia di inaugurazione di una nuova apparecchiatura: si tratta di un set di strumenti Karl Storz per il trattamento delle fistole anali e delle cisti sacro coccigee, che potranno essere operate con tecniche mininvasive innovative.

Erano presenti il presidente della BCC Fausto Caldari, il sindaco di Cattolica Mariano Gennari, il direttore generale Marcello Tonini, il direttore del presidio ospedaliero Romeo Giannei e il dottor Andrea Lucchi, direttore dell’unità operativa di di “Chirurgia Generale di Riccione - Cattolica”.

Tale strumentario, del valore di circa diecimila euro e attualmente inedito in Romagna, sarà utilizzato presso i blocchi operatori dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica, e porterà vantaggi molteplici in termini di degenza, dolore postoperatorio, risultato estetico, risparmio di giorni lavorativi/scolastici per i pazienti, oltre che in termini di costi legati ai lunghi cicli di medicazioni ambulatoriali ai quali spesso i pazienti stessi si devono sottoporre. Saranno circa 80 l’anno gli interventi che si svolgeranno a Cattolica con il nuovo strumento e con tecniche innovative.

Più nello specifico.

La fistola anale

A livello del canale anale, a pochi centimetri dall’orifizio esterno, si trovano normalmente alcune piccole ghiandole che producono muco: in certe circostanze, i batteri che normalmente si trovano a questo livello possono infettarle e dare origine ad ascessi più o meno gravi e ad una fistola, con interessamento dei muscoli circostanti che regolano gli sfinteri. Il trattamento di questa patologia è esclusivamente chirurgico che può essere più o meno importante a seconda della condizione della lesione. Se lo sfintere è interessato in maniera ampia possono rendersi necessari anche due interventi a distanza di due mesi l’uno dall’altro.

Con l’apparecchiatura donata è possibile intervenire con l’innovativa tecnica Vaaft la cui principale peculiarità consiste nell’esecuzione sotto visione diretta, grazie all’impiego di una speciale ottica (fistuloscopio operativo) che viene introdotta nella fistola stessa ed di un sistema video. Diversi i vantaggi: la Vaaft viene eseguita in regime di day surgery, per cui il paziente viene dimesso il giorno stesso dell’intervento e si possono evitare le indagini preoperatorie come ecografia, risonanza magnetica e altro. Non vengono, inoltre, usati specilli metallici “alla cieca” che possono rompere la fistola e provocare false strade. E’ invece più certa e sicura l’efficacia dell’intervento sulla lesione, limitando le recidivie. Dal punto di vista più strettamente clinico, al termine dell’intervento non restano cicatrici e quindi viene evitata la necessità di medicazioni. Viene azzerato il rischio di incontinenza postoperatoria che varia dal 10 al 30 per cento negli interventi tradizionali ed è più sopportabile il dolore post operatorio con conseguente possibilità di limitare il successivo utilizzo di analgesici.

La cisti sacro coccigea o sinus pilonidalis

E’ una patologia benigna molto frequente per lo più nei giovani e si forma in regione sacrale tra lo strato adiposo cutaneo e la fascia muscolare. Sottoposte a microtraumi continui (come nella posizione seduta), queste cisti finiscono con l'andare incontro ad una infiammazione cui può seguire la formazione di un ascesso. L’intervento chirurgico necessario ad asportare tale cisti classicamente comporta una escissione con una anestesia generale o spinale, spesso con tempi di guarigione dilatati (due mesi) e la necessità di medicazioni quotidiane per 15 giorni.

L’innovativa tecnica denominata Epsit è video assistita ed estremamente efficace anche nei casi di recidiva dopo tecniche tradizionali. Il significato di questa nuova tecnica mini-invasiva deriva dal concetto che, operando endoscopicamente e rimuovendo l'intera area infetta, si ottiene una completa guarigione mediante una o due piccole incisioni di circa mezzo centimetro di diametro evitando ampie ferite chirurgiche e soprattutto lunghe e dolorose convalescenze. Lo strumentario chirurgico è lo stesso utilizzato per la Vaaft: fistuloscopio operativo collegato a un sistema video, elettrodo monopolare, spazzola e pinze endoscopiche.

La EPSiT ha sicuramente molti vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali, primo fra tutti la visione diretta e la mini-invasività, cui conseguono un risultato estetico finale notevolmente migliore, l'immediata ripresa delle normali occupazioni da parte del paziente (uno-due giorni di convalescenza), la sostituzione delle medicazioni con lavaggi con soluzione fisiologica, minor dolore post operatorio tanto che solo un paziente su dieci abbisogna di terapia analgesica, l’intervento in regime di day surgery (il paziente viene ricoverato al mattino e dimesso nel pomeriggio) e in anestesia locale.

Nel corso dell'evento il Sindaco Mariano Gennari ha commentato: “L'ospedale di Cattolica rappresenta un valore aggiunto per la nostra comunità. Al suo interno operano figure altamente specializzate e di questo ne siamo fieri. Allo stesso tempo siamo orgogliosi di avere sul territorio una Banca come quella di Gradara che ha a cuore la salute dei cittadini e che con il suo operato va ben oltre al suo ruolo, contribuendo attivamente anche nei settori del sociale e della cultura. L'interlocuzione franca e continua con i Dirigenti dell'Ausl Romagna ha permesso di mettere a sistema le migliori energie che trovano sintesi nei feedback positivi che i cittadini mi riportano”.

Il direttore generale Marcello Tonini ha a sua volta evidenziato il rapporto di fiducia e rispetto dei ruoli tra l’Ausl ed il Comune di Cattolica: “E’ quando c’è questo clima che si lavora bene. E altrettanto deve essere al nostro interno, come Azienda, dove dobbiamo sempre far prevalere l’unità alle divisioni. E questo a Cattolica, devo dire, succede in modo particolare. Anche questa apparecchiatura è stata donata dalla Banca di Credito Cooperativo di Gradara, così come molte altre, all’Ausl Romagna. Per ricordare solo il caso più recente, la settimana scorsa il presidente Fausto Caldari ha firmato la documentazione per la donazione di una Risonanza Magnetica all’Ospedale Infermi di Rimini. Faremo di tutto per continuare a meritare tanta fiducia”.

Dichiarazione presidente Fausto Caldari. “La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse.

Dopo aver formalizzato, solo pochi giorni fa, la donazione di una Risonanza Magnetica, che ad aprile verrà inaugurata all’Ospedale “Infermi” di Rimini, prosegue la nostra attività di prevenzione e cura della salute, che ormai contraddistingue il nostro radicamento sul territorio. Questa specifica iniziativa, sollecitata dal dott. Andrea Luchi, primario della Chirurgia di Riccione e Cattolica, rientra anche in un progetto di valorizzazione dell’Ospedale “Cervesi” di Cattolica. Sono orgoglioso di queste iniziative della BCC di Gradara, e posso affermare che con la nuova Riviera Banca, che avrò l’onore di guidare, e che sarà operativa dal prossimo aprile, sicuramente proseguiranno, arrecando vantaggi alla nostra collettività”.

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La Chirurgia di Faenza ha da oggi una nuova colonna laparoscopica “4K ultraHD Olympus” con modulo integrato per l’utilizzo intraoperatorio del verde indocianina e tecnologia innovativa grazie alla quale i chirurghi hanno un importante sostegno per eseguire procedure laparoscopiche con altissima definizione. E, cosa ancor più bella, questa apparecchiatura, altamente innovativa, è stata donata all’Azienda USL della Romagna da tanti donatori, ognuno per le sue possibilità. Stamane l’inaugurazione alla presenza del sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, del direttore dello IOR (che oltre a contribuire economicamente ha anche fatto da “collettore” tra tutti i donatori) Fabrizio Miserocchi, del direttore dell’Ausl Romagna Marcello Tonini e del direttore dell’unità operativa di Chirurgia dell’Ospedale “per gli Infermi” Giampaolo Ugolini (guarda il video ).

L’apparecchio. Nello specifico tale strumentazione permetterà – come illustrato dal dottor Ugolini - di avere una definizione di immagine impensabile fino a pochi anni fa. La tecnologia di questa apparecchiatura permetterà una valutazione più accurata della perfusione intestinale e una più chiara identificazione di alcune strutture anatomiche.

Si tratta indubbiamente di uno strumento tecnologico all’avanguardia, di ultima generazione attualmente in dotazione a pochissimi centri in Italia e in Europa. Ed ulteriore valore aggiunto risiede nel fatto che si tratta di una donazione. Un prezioso regalo che la Comunità Faentina e Romagnola ha fatto all’ospedale “per gli Infermi”: la cifra raccolta ammonta a 156.104,84 euro.

Il dottor Ugolini ha quindi rivolto “Un ringraziamento particolare al Comune di Faenza nella figura del sindaco Giovanni Malpezzi che insieme all’Istituto Oncologico Romagnolo, ha da subito colto l’importanza di tale iniziativa benefica promovendola nel nostro territorio.

 Ma altrettanta gratitudine va a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo progetto (singoli cittadini, cooperative, fondazioni e le realtà tutte che hanno contribuito), rispondendo con partecipazione inimmaginabile e perseguendo l’obiettivo in pochi mesi. Di fronte a tanta generosità sentiamo tutta la responsabilità di accrescere sempre di più la qualità del trattamento chirurgico che offriamo ai nostri concittadini e a quanti si rivolgono all’Ospedale di Faenza. La chirurgia di Faenza negli ultimi anni ha implementato notevolmente l’attività di chirurgia dell'apparato digerente con tecnica mini-invasiva all’avanguardia così come avviene nei maggiori centri di riferimento nazionali ed internazionali”.

Quest’anno sono stati eseguiti già oltre 250 interventi di chirurgia colo-rettale (principalmente per cancro del colon retto e malattie infiammatorie intestinali) con tecnica laparoscopica (456 gli interventi complessivi) e, indicatore di qualità, la maggior parte dei pazienti è stata dimessa a quattro giorni di distanza dall’intervento. “Un lavoro di squadra – ha altresì rimarcato Ugolini - che parte dalla Direzione della Azienda AUSL Romagna, col personale medico (in particolare anestesisti, gastroenterologi, oncologi e radiologi e) e infermieristico del nostro Ospedale, che contribuisce in maniera determinante ad offrire ai nostri cittadini un servizio chirurgico di qualità”.

La qualità percepita dal reparto è stata citata anche dal sindaco Malpezzi: “La lettera del dottor Ugolini che ci chiedeva di condividere questa avventura della raccolta fondi – ha raccontato – porta la data del 6 settembre 2017; in 15 mesi abbiamo centrato il risultato. Non solo, vi è stato un piccolo surplus rispetto al budget iniziale che ha consentito di acquisire anche ulteriori dotazioni optional per la colonna. Se questo è stato possibile è perché questo reparto e questo ospedale hanno una reputazione virtuosa tra la cittadinanza, oltre che per la generosità e lungimiranza di tutti i donatori, ai quali anche il Comune dedicherà un momento di ringraziamento ad hoc, con tutta probabilità il 23 gennaio prossimo in teatro”.

Il direttore IOR Miserocchi ha rimarcato come “Ior sia felice di affiancarsi ed aiutare le realtà sanitarie virtuose di tutti i territori della Romagna. Quando siamo stati coinvolti in questa donazione la cosa ci è subito piaciuta e oltre a dare un nostro contributo diretto di ventimila euro, abbiamo provveduto a coordinare le donazioni anche di tutti gli altri soggetti. Continueremo a stare al fianco della sanità faentina e di tutta l’intera Romagna con grande impegno”.

Ha chiuso i lavori il direttore generale Tonini, esortando “i professionisti a lavorare sempre più insieme ed in stretta sinergia. Il concetto della rete delle cure, cui stiamo lavorando, è, e sarà sempre più, il valore aggiunto di questa Ausl della Romagna. L’esempio che ci viene da questi donatori, che ringrazio va, a sua volta, in questa direzione dell’esaltazione dell’unità. Reti che valorizzano anche i singoli ospedali, come quello di Faenza, presso il quale, per fare un solo esempio, nei prossimi mesi provvederemo a svolgere le pratiche per l’individuazione e nomina dei primari di Ortopedia e Medicina”.

I donatori. Si riporta di seguito l’elenco dei principali donatori, ma va ben evidenziato che ha contribuito anche una vasta platea di privati cittadini con donazioni meno consistenti ma altrettanto importanti.

Tabella riepilogativa per “categoria” di donatori:

Descrizione

Importo

Numero

Persone fisiche

17.604,84 €

81

Società

38.000,00 €

8

Società Cooperative

35.500,00 €

14

Istituto Oncologico Romagnolo

20.000,00 €

1

Banca/Fondazioni

45.000,00 €

3

 

Totale complessivo

€ 156.104,84

107

Elenco dei principali donatori (donazioni dai 3.000 euro in su):

  • Istituto Oncologico Romagnolo
  • Fondazione Cassa Di Risparmio Di Ravenna
  • Bcc Ravennate Forlivese E Imolese
  • Caviro Distillerie
  • Tema Sinergie
  • Curti Costruzioni Meccaniche
  • Gemos
  • Fondazione Banca Del Monte E Cassa Risparmio Faenza
  • Atl Group
  • Consorzio Faentino Utenti Gas Tecnici
  • Cofra
  • Cantina Di Faenza
  • Cooperativa Facchini Faenza
  • Cooperativa Zerocento
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Parla (anche) riminese il corso di formazione per chirurghi su cadaveri, uno dei primi in Italia, che si è svolto lunedì e martedì scorsi (12 e 13 novembre) a Verona. "Hands - on (Cadaver Lab)" il titolo del corso centrato sulla chirurgia mininvasiva. Un ambito in cui il dottor Gianluca Garulli, direttore del reparto di Chirurgia Generale dell'Ospedale di Rimini è esponente di spicco. Tanto che, nell'ambito del corso, ha rivestito l'importante ruolo di Tutor ad uno dei tavoli di lavoro. Tutti gli aspetti tecnici e operativi del corso, nella locandina.

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