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Pur mantenendo il massimo rispetto nei confronti di tutti i soggetti e le parti sociali, in primis le associazioni di rappresentanza dei malati, una pubblica amministrazione ha il diritto, ma soprattutto il dovere, istituzionale ed etico, di fare scelte che, alle condizioni date, perseguano le migliori e più eque cure possibili per tutti i pazienti. E’ dunque indispensabile replicare ad alcune esternazioni, video e manifestazioni, dell’Associazione “Punto rosa” di Santarcangelo, al fine di ripristinare un quadro delle cose più equilibrato ed oggettivo e senza ingenerare un ingiustificato allarme sociale.

L’associazione, attraverso un video sulla propria pagina facebook, insinua che pazienti colpite da tumore al seno di vari territori della Romagna, sarebbero private della possibilità di usufruire di una tecnica radioterapica denominata Iort. La Direzione Sanitaria, per chiarire come ciò non sussista, intende in primo luogo sottolineare che i trattamenti radioterapici per le donne operate di tumore del seno possono prevedere l’irradiazione dell’intera mammella, che si effettua su più sedute (solitamente 25) o solo l’irradiazione parziale che può avvenire con diverse tecniche. Tra queste vi è anche, appunto, la radioterapia intraoperatoria (Iort), che prevede un’unica irradiazione da effettuarsi dopo l’asportazione del tumore, nel corso dell’intervento chirurgico conservativo.

Il trattamento standard è pertanto rappresentato dall’irradiazione totale in più sedute, che viene offerto a tutte le donne operate e che assicura livelli di efficacia molto alti, grazie anche al miglioramento delle tecnologie che ha portato una minore irradiazione dei tessuti sani con riduzione progressiva della tossicità acuta e cronica del trattamento radiante.

Per la Iort vi è, invece, indicazione di offerta solo ad un gruppo ultraselezionato di pazienti,

in base all’età, alle caratteristiche del tumore che le colpisce e dell’intervento chirurgico che viene effettuato. Solo rispetto a questo gruppo di pazienti è stata infatti dimostrata una sostanziale equivalenza di efficacia di questo trattamento rispetto a quello standard.

In Italia su 195 centri di Radioterapia oncologica solo 44 erogano Iort (Censimento della Società Italiana di Radioterapia Oncologica e Clinica); in Emilia Romagna la erogano Reggio Emilia, Ferrara e Santarcangelo, mentre il centro di Bologna ha deciso di dismettere la tecnologia.

 Presso la sede di Santarcangelo di Romagna la Iort tratta donne opportunamente selezionate nell'ambito del meeting multidisciplinare secondo i criteri definiti dalla comunità scientifica internazionale. Alla metodica Iort possono accedere anche le pazienti degli altri ambiti territoriali, e ciò sta già accadendo. E si stanno affinando i percorsi di selezione ed arruolamento di pazienti in tutta la Romagna. Selezione che, come detto, deve essere rigorosa, effettuata esclusivamente da professionisti, e non certo soggetta a pressioni di chicchessia. Questo a tutela esclusiva, delle pazienti stesse, e chi sostiene il contrario, anche se in buona fede, non fa il loro bene.

 

Il punto Rosa ha inoltre effettuato, sabato scorso un flash mob di fronte all’Ospedale di Santarcangelo per protestare contro i lavori, in corso, per la realizzazione di un reparto di “Ospedale di Comunità” (Osco) all’interno del “Franchini”. Un’opera che secondo il “Punto rosa”, porterebbe al ridimensionamento dell’attività della Chirurgia.

Su questo aspetto specifico il Direttore Generale, dottor Marcello Tonini, dichiara: Vorrei fosse ben chiaro a tutta l’opinione pubblica che se oggi la chirurgia di Santarcangelo rappresenta un punto fermo e di altissima qualità delle cure senologiche, lo si deve a molti soggetti, ma in primis ad una Direzione sanitaria che ha investito da tempo risorse economiche e professionali molto rilevanti e che lo sta continuando a fare. Lo dico con il massimo rispetto verso chi è stato colpito dal dramma che evoca la parola cancro, ma è falso e molto grave sostenere che si sta depotenziando la Chirurgia senologica; abbiamo dimostrato con i fatti e a più riprese che il reparto manterrà una significativa capacità di curare in futuro ancor più pazienti e in condizioni di adeguato confort ospedaliero, in quale altra lingua lo dobbiamo dire?
Su questo occorre essere netti e riaffermare che la ristrutturazione di uno spazio per ricoveri di sollievo e cura, in favore di pazienti con patologie croniche è una necessità a cui non si può più derogare. Ognuno continui pure a difendere posizioni di parte, è legittimo, ma a noi questo non è permesso. A noi viene chiesto, alle condizioni date, di garantire la più ampia e qualificata assistenza sanitaria, e pertanto una persona colpita da cancro al seno e una colpita da demenza di Alzheimer hanno pari dignità e meritano entrambe grande attenzione.

In conclusione i lavori di ristrutturazione del reparto di ‘Ospedale di comunità’ (Osco) proseguiranno con la massima celerità e al termine, come da progetti condivisi con le parti sociali e con le Istituzioni Locali, inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’ala chirurgica, a riprova di quanto affermato sopra.

Il rispetto per le donne colpite da malattia non verrà mai meno, ma non può diventare un alibi, per non fare la cosa giusta e prendiamo le distanze da chi, volontariamente o meno, cavalca il loro disagio.

Invito con franchezza l’associazione ‘Punto Rosa’ ad abbandonare posizioni lontane dalla realtà e ad unire le forze contro il cancro al seno, che rappresenta un nemico comune”.

 

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Il titolo del progetto del Ministero della Salute,"Creazione di un network per la riorganizzazione dell'attività chirurgica per setting assistenza e complessità di cura", è molto tecnico, da addetti ai lavori, ma la ricaduta per i pazienti potrebbe essere davvero importante. Perchè organizzare nel modo più efficace una sala operatoria vuol dire, in primis, curare meglio, ma soprattutto" dare la possibilità ai pazienti di essere operati nei tempi previsti e in massima sicurezza" .
L'importante percorso, fatto partire direttamente dal Ministero della Salute, coinvolge 19 Regioni italiane, che hanno segnalato per la partecipazione solo alcuni ospedali, selezionati  per le esperienze virtuose maturate nell'organizzazione delle sale operatorie. In Emilia Romagna gli ospedali scelti sono stati l'ospedale Morgagni - Pierantoni di Forlì, dove il progetto è già partito, l'ospedale Maggiore di Parma e l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
"Il miglioramento delle performances chirurgiche - ha spiegato il dottor Marcello Tonini, direttore generale dell'Ausl Romagna - è sicuramente un tema che l'Ausl Romagna e la Regione Emilia Romagna  sostengono e sviluppano da tempo "
"Sappiamo tutti che l'efficienza nella gestione delle sale operatorie varia purtroppo da regione a regione - ha chiarito il dottor Anselmo Campagna, responsabile del Servizio di Assistenza Ospedaliera della Regione Emilia Romagna - Ed è inutile ribadire che tutti i pazienti dovrebbero avere garantite le medesime possibilità di assistenza e cura in tutto il territorio nazionale. Il progetto del Ministero di cui parliamo in realtà parte dal monitoraggio dei tempi di attesa nelle sale chirurgiche. In Romagna il 90% dei pazienti che afferiscono agli ospedali viene operato nei tempi previsti e tale eccellente risultato è senz'altro frutto di una cultura organizzativa efficiente. Il nostro dovere è di  garantire l'equità dell'accesso ed è evidente come la buona organizzazione delle sale operatorie incida sulle liste d'attesa e sull'esigibilità di tale diritto.Tornando al progetto, siamo partiti dai referenti individuati negli ospedali pilota per costituire un gruppo regionale che, alla fine, produrrà un documento di programmazione regionale su questa tematica."
"L'esperienza di organizzazione delle sale operatorie dell'ospedale di Forlì - ha precisato il dottor Campagna - è davvero importante in termini di cultura organizzativa ed informatica. Siamo contenti di aver scelto questa esperienza per la nostra Regione e sono contento che abbiate dato la vostra collaborazione al progetto, che parte prima di tutto dal coinvolgimento delle Direzioni Generali, i soggetti deputati a trasferire a livello aziendale i risultati che otterremo."
Il dottor Paolo Masperi, direttore sanitario del presidio ospedaliero di Forlì ha poi spiegato in dettaglio le tappe che coinvolgeranno professionisti ed operatori : "L'attività chirurgica è una delle attività più complesse svolte negli ospedali e consuma circa la metà  del totale dei costi complessivi di un nosocomio. All'ospedale di Forlì, ogni anno, si effettuano 11976  interventi chirurgici in elezione e 1283 in urgenza (il 10%) che vengono effettuati in 13 sale operatorie. Il "core team" individuato per il progetto ministeriale è composto dal sottoscritto per la direzione sanitaria, dal dottor Ruggero Corso, coordinatore medico del blocco operatorio e dalla dottoressa Raffaella Signani, referente infermieristico."
"Gli obiettivi del progetto - ha specificato il dottor Ruggero Corso - sono principalmente di garantire il controllo dei tempi di attesa, la presa in carico e la continuità delle cure, lo sviluppo della comunicazione, il governo dei flussi, il bilanciamento tra domanda e capacità produttiva, la sicurezza per pazienti ed operatori. "
 
 
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Un nuovo, importante riconoscimento per l’ospedale di Santarcangelo. Tre chirurghi senologi del Policlino “Gemelli” di Roma sono in questi giorni al “Franchini” per apprendere la metodica dell’uso del “verde indocianina” nella localizzazione del linfonodo sentinella nei tumori mammari, utilizzata dal dottor Domenico Samorani. Un’iniziativa che, al di là della soddisfazione per il riconoscimento da parte dei colleghi romani, potrebbe portare anche alla partecipazione dell’ospedale di Santarcangelo ad importanti progetti di ricerca multicentrici realizzati insieme alla struttura capitolina e ad altre.

I tre professionisti del “Gemelli” sono a Santarcangelo da questa mattina. Si tratta di tre chirurghi tra cui la dottoressa Giorgia Garganese, nuova responsabile Ginecologia oncologica del Gemelli, nell’ambito del Centro integrato di senologia del Policlinico universitario, diretto dal professor Renato Masetti, ordinario di Semeiotica chirurgica presso l’università cattolica del “Sacro Cuore” di Roma.

Non certo casuale questo riconoscimento. La metodica del verde indocianina è infatti uno degli elementi più qualificanti dell’attività diagnostica e chirurgica che si svolge presso l’Ospedale di Santarcangelo e consente una diagnostica altamente efficace, ed estremamente meno invasiva, rispetto ai metodi classici, per le donne malate.

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Una procedura innovativa e meno invasiva per intervenire sulle vie biliari e pancreatiche, in particolare per patologie oncologiche. Lo ha utilizzato l’equipe dell’unità operativa di Gastroenterologia – Endoscopia digestiva di Rimini dell’Ausl Romagna (diretta dal dottor Mauro Giovanardi) nel corso di un meeting recentemente svoltosi all’Ospedale “Infermi” e tenuto dal professor Massimiliano Mutignani direttore dell’Endoscopia Digestiva ed Interventistica dell’Ospedale Ca’ Granda Niguarda di Milano, punto di riferimento nazionale e internazionale per il trattamento endoscopico della patologia biliopancreatica.

Ad assistere al meeting interdisciplinare, oltre a tanti professionisti di Rimini (chirurghi, oncologi, radiologi, radioterapisti, internisti e tutti coloro che sono quotidianamente impegnati nel trattamento della patologia benigna e maligna biliopancreatica), anche il dottor Carlo Fabbri direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia di Forli-Cesena e il dottor Mario Brancaccio dell’equipe di Gastroenterologia di Ravenna (diretta dal dottor Omero Triossi), nonchè numerosi altri specialisti gastroenterologi di Forlì-Cesena e Ravenna.

Questa procedura interventistica, già in uso per altre indicazioni ma nuova per l’Endoscopia digestiva bilio-pancreatica, potrà aprire nuovi e importanti scenari per il trattamento palliativo delle neoplasie del sistema biliare e pancreatico. Si tratta della tecnica di Termoablazione con radiofrequenza effettuabile con un apposito, sofisticato dispositivo. Il dottor Marco Di Marco dell’équipe di Gastroenterologia dell’Ospedale “Infermi”, sotto la supervisione dello stesso professor Mutignani, ha dunque eseguito uno dei primi trattamenti di questo tipo, in favore di un paziente affetto da neoplasia benigna dell’ampolla di Vater (punto di confluenza del coledoco e del dotto pancreatico principale).

“L‘intervento in questione - spiega il dottor Di Marco - è stato condotto in corso di colangiopancreatografia retrograda endoscopica e ci ha permesso, grazie al calore applicato dalla sonda, di trattare definitivamente un piccola porzione di tessuto residuo del tumore benigno già in gran parte asportato in corso di ampullectomia endoscopica e cresciuto all’interno del coledoco”.

“L’alternativa – ribadisce il dottor Giovanardi - sarebbe stato un intervento chirurgico particolarmente demolitivo per il paziente e non privo di possibili, teoriche, complicanze. Aver avuto come ospite il professor Mutignani ci ha riempito d’orgoglio soprattutto perché ci consente di continuare un percorso di crescita costante intrapreso già da diversi anni dalla Gastroenterologia riminese e che oggi si inserisce in un comune percorso che le tre Gastroenterologie dell’Ausl della Romagna stanno costruendo per affermarsi come punti di riferimento di prim’ordine per i nostri cittadini”.

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L' Unità Operativa di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì, diretta dal prof. Giorgio Ercolani, si può fregiare da oggi di un altro chirurgo che ha ottenuto l'abilitazione scientifica a professore ordinario (Prima Fascia), il dottor Alessandro Cucchetti.

 "Sono davvero soddisfatto dei risultati scientifici ottenuti dai miei collaboratori - spiega il prof. Ercolani - Da quando dirigo questa Unità Operativa, sono ben quattro i chirurghi che hanno ottenuto l'abilitazione scientifica a professore universitario: Paolo Morgagni, Davide Cavaliere, Leonardo Solaini e, appunto, il prof. Cucchetti. Si tratta di un importante riconoscimento alla grande attività scientifica portata avanti in questo ospedale, a fianco di un importante lavoro clinico e assistenziale. Dove si fa ricerca si cura meglio. Importanti studi dimostrano infatti che, negli Istituti dove c'è una importante componente di ricerca gli indicatori di qualità dell'assistenza ai pazienti sono migliori. "

 

Il prof Alessandro Cucchetti si è laureato in Medicina e Chirurgia e successivamente si è specializzato in Chirurgia Generale presso l'Università degli Studi di Bologna. Si è formato professionalmente nella U.O. di Chirurgia Generale e dei Trapianti dell'Ospedale S.Orsola di Bologna fino a Luglio del 2017, da quando ha trasferito la sua attività assistenziale presso l'Ospedale " Morgagni - Pierantoni " di Forlì. Dopo essere stato ricercatore Senior in convenzione, assumerà il ruolo di Professore Associato nel prossimo Ottobre 2019. Autore e co-autore di oltre 250 pubblicazioni con impact factor ed indicizzate sui principali database internazionali, è stato relatore, moderatore ed opinion leader in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali. Ha un indice di citazione (h-index) di 42, che lo colloca entro i primi 100 ricercatori italiani secondo il sito indipendente "Top Italian Scientist". Il suo campo di ricerca è focalizzato sui tumori del fegato, ambito che lo ha condotto ad essere recentemente convocato dalla European Association for the Study of the Liver (EASL) e dalla prestigiosa rivista scientifica "The Lancet" a comporre una commissione di ricerca con altri prestigiosi epatologi e chirurghi europei.

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Il Festival della Scienza medica, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae, Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori, tra cui i premi Nobel John Gurdon, Aaron Ciechanover e Tomas Lindhal e 80 eventi, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole. Il tema portante di quest’anno, "L'intelligenza della salute" ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva (https://bolognamedicina.it/)


Il prof. Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì e componente del comitato scientifico del Festival della Scienza Medica e il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa-Collo dell'Ausl Romagna, parteciperanno al Festival della Scienza Medica di Bologna per parlare dell'esperienza ultradecennale della chirurgia robotica all'ospedale di Forlì nei rispettivi settori.

In particolare, il prof. Giorgio Ercolani interverrà sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8,  all'incontro "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia", mentre il prof.Claudio Vicini interverrà lo stesso giorno alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, per parlare di apnee ostruttive nel sonno.

Il primo robot chirurgico "Leonardo Da Vinci", donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è entrato in funzione nel 2007 nell’ospedale forlivese (il primo ad entrare in attività in Emilia Romagna) ed è stato utilizzato in ben 608 interventi. Nel 2012, la stessa Fondazione, ne ha donato un secondo modello più avanzato, che è stato utilizzato, nel periodo compreso dal 2012 al 2019, in 1.470 operazioni, svolte in ben sette Unità operative dell’ospedale di Forlì (Chirurgia generale, gastroenterologica e mininvasiva, Chirurgia endocrina e bariatrica, Urologia, Chirurgia e terapie oncologiche avanzate, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria, Ginecologia-Ostetricia).

Il robot chirurgico sarà "fisicamente" presente al festival di Bologna, per tutta la durata della manifestazione a Palazzo Pepoli. Grazie ad un clinico specialista sarà possibile vedere dal vivo e comprendere al meglio le funzionalità del sistema robotico da Vinci Xi . È considerata la piattaforma ad oggi più evoluta per la chirurgia mininvasiva presente sul mercato.

Anche "Sua Maestà Anatomica", il patologo forlivese Giovan Battista Morgagni, tornerà "idealmente", dopo quasi tre secoli, nelle sale dell'Università di Bologna per la proiezione di alcuni brani della docufiction a lui dedicata, in occasione del prestigioso Festival . Alcuni brani del lavoro cinematografico sul Padre della Patologia Moderna verranno infatti proiettati tra gli eventi in programma, presso la Sala degli Atti di palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno 1, : https://bolognamedicina.it/programma-2019/docufiction-g-b-morgagni

“Sua Maestà Anatomica” e' stato un patologo forlivese che ha rivoluzionato la medicina e ha fondato la patologia moderna. Francesco Puccinotti, storico della medicina ottocentesco, scrisse con enfasi di Morgagni che: "... se tutte le scoperte anatomiche fatte da lui dovessero portare il suo nome, forse un terzo delle parti del corpo umano, si nominerebbe da lui...". L’iniziativa della docufiction nasce da un'idea del gruppo Ausl Romagna Cultura, all'interno del progetto "G.B.Morgagni Sua Maestà Anatomica", che aveva già visto, nel 2015, l’organizzazione di un convegno storico – scientifico in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la realizzazione di un sito Internet dedicato (http://www.morgagnipatologo.it/ ), a cura del Liceo Scientifico e Classico di Forlì e con il contributo del Lions Terre di Romagna e la realizzazione del volume "Morgagni e Forlì" nel 2018, a cura di Giancarlo Cerasoli con le foto di Leonardo Michelini. La docufiction è stata girata dal regista Cristiano Barbarossa (già regista di Superquark ), con il contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo, Formula Servizi e Daniele Versari di Estados Cafè. Attore protagonista Riccardo Mei. Musiche originali di Roberto Costa. Il gruppo Ausl Romagna Cultura, costituito nel febbraio 2016 con delibera del Direttore Generale, ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio artistico, documentale e archivistico dell’AUSL Romagna, la diffusione della conoscenza delle figure dei grandi medici della Romagna, la realizzazione di iniziative di divulgazione scientifica e culturale dell’AUSL Romagna in collaborazione con enti e associazioni, nonché la promozione di progetti culturali in collaborazione con Università ed altri Enti. È suddiviso in tre aree: Storia della medicina, grandi medici romagnoli e divulgazione scientifica (coordinata dal dottor Stefano De Carolis),Patrimonio storico-artistico-archivistico AUSL della Romagna (coordinato dalla dott.ssa Sonia Muzzarelli) e Comunicazione (coordinato dalla dott.ssa Tiziana Rambelli).

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Il Prof Giorgio Ercolani, Direttore Chirurgia Generale ed Oncologica Ausl Romagna - Forlì, e il Dott Davide Cavaliere, Dirigente Medico Chirurgia Generale ed Oncologica Ausl Romagna Forlì, ospiti a Tutto Bene Tv, condotto da Roberto Feroli, per parlare di chirurgia robotica

La puntata 131  di TUTTOBENETV andrà in onda su Teleromagna e nelle televisioni locali  in tutta Italia, grazie alle emittenti del Network della Salute.

Tuttobene tv è un format dedicato a benessere, salute, alimentazione e stili di vita.

 

 

 

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Sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del  Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8, il prof.Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì (Ausl Romagna), interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare  dell'esperienza della chirurgia robotica forlivese.

 

Il titolo dell'incontro, "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia" , rientra perfettamente nel tema dell'edizione di questa edizione del prestigioso Festival, "Intelligenza della salute" ,in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi, che vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. Nella chirurgia oncologica dell’apparato gastroenterico, l’approccio mininvasivo rappresenta a tutt’oggi la procedura migliore di trattamento per la maggior parte delle patologie.I benefici per il paziente derivanti dall’utilizzo di questa tecnica si traducono in un ridotto tasso di complicanze postoperatorie, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle attività fisiche, degenza più breve e un risultato estetico migliore.La chirurgia robotica rappresenta un’evoluzione della tecnica laparoscopica, riducendo ulteriormente le perdite ematiche, e permette di garantire la mininvasività anche in situazioni più complesse. I chirurghi devono spesso affrontare il burnout, cioè una condizione di stress lavorativo cronico caratterizzato da esaurimento emotivo, un sentimento di scarsa realizzazione professionale e un eccessivo distacco emotivo del medico dal paziente. Il burnout ha un impatto negativo non solo sul benessere psicologico del medico ma anche sulla qualità del suo lavoro. Ridurre gli effetti del burnout aumenterebbe la motivazione e soddisfazione lavorativa dei medici e, al contempo, favorirebbe l’instaurarsi di una relazione più collaborativa tra medico e paziente.

Insieme al forlivese prof. Giorgio Ercolani, peraltro componente del Comitato Scientifico del Festival della Scienza Medica, interverrà all'incontro il prof. Paolo Maria Russo.

 

 

 

BOLOGNA, 9 – 12 MAGGIO 2019

 

"INTELLIGENZA DELLA SALUTE"

 

LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA

 

Il Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni (oltre 55.000 presenze nel 2018), e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori e 80 eventi tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

 

Il tema portante di quest’anno ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva. In qualche modo l’intelligenza protegge da malattie vascolari, obesità e disturbi mentali, probabilmente perché consente comportamenti più razionali. D’altro canto, serve un ambiente sano per conseguire buoni livelli di intelligenza: l’assenza o il controllo delle malattie infettive, della malnutrizione e delle violenze garantiscono il mantenimento o il miglioramento degli standard cognitivi geneticamente ereditati. L’intelligenza guida verso il conseguimento di uno status socio-economico che protegge la salute, in un circolo virtuoso che si riverbera sull’intera società, contribuendo a renderla più sana, civile ed equa.

 

La presentazione dell’edizione 2019 da parte del Presidente Fabio Roversi-Monaco si terrà giovedì 9 maggio alle 18.00 presso il Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo: un intervento che sarà seguito da quello dello staminologo Michele De Luca, che farà un excursus sulle frontiere applicative delle cellule staminali, con riferimento in particolare alle importanti sperimentazioni svedesi con staminali embrionali umane per la cura del Parkinson, e dal racconto del "Project Debater", il primo sistema di Intelligenza Artificiale sviluppato da IBM in grado di competere con un umano in un dibattito. Protagonista di questo secondo intervento sarà Aya Soffer, Vice Presidente dell’AI Tech presso l’IBM Research AI organization.

 

Ecco a seguire una panoramica sui principali incontri in programma

 

I premi Nobel

 

Saranno tre i Premi Nobel ospiti della manifestazione: John Gurdon, Premio Nobel per la Medicina 2012, il primo ad intuire e dimostrare, già negli anni Sessanta, che la clonazione era una prospettiva

 

realistica, ragionerà sul delicato equilibrio tra conquiste scientifiche ad essa legate e questioni etiche; anche Aaron Ciechanover, biologo e genetista, premiato con il Nobel per la Chimica nel 2004, affronterà le questioni bioetiche legate alla medicina di precisione, che tramite la profilazione molecolare e biochimica individuale invade il campo della privacy.

 

Arriverà invece a Bologna il 14 giugno il Professor Tomas Lindahl, Nobel 2015 per la Chimica per i suoi studi sui meccanismi di riparazione del DNA, con la consueta lezione conclusiva del Festival.

 

Mente, intelligenza, salute

 

Il legame tra intelligenza e salute, al centro dell’edizione 2019 del Festival, implica riflessioni che interessano ampie prospettive, di natura non solo sanitaria ma anche economica, sociale, etica. Basti pensare alle discussioni sul cosiddetto "effetto Flynn", ovvero l’aumento dell’intelligenza registrato nei paesi occidentali a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, e a come i progressi della medicina – con l’abbattimento, ad esempio, delle malattie infettive – abbiano contribuito in maniera importante all’aumento del quoziente intellettivo. Un focus che sarà affrontato da Ian J. Deary, Professore di Psicologia Differenziale all’Università di Edimburgo, che per primo ha usato l’espressione "epidemiologia cognitiva", le cui ricerche da anni si concentrano sul dialogo tra capacità cognitive e benessere. Marcello Massimini, uno dei maggiori esperti mondiali di disturbi della coscienza, dedicherà il suo intervento all’affascinante rapporto tra intelligenza e coscienza: in che modo i progressi della medicina e dell’intelligenza artificiale intervengono in questo rapporto, ad esempio negli stati di coma in cui la coscienza è vigile nonostante le capacità cognitive pressoché azzerate? O, al contrario, nel caso di reti neurali di ultima generazione con prestazioni superiori a quelli di un essere umano ma ovviamente prive di coscienza? Fiorenzo Conti, già Presidente della Società Italiana di Neuroscienze, terrà un importante intervento sulle "grandi spedizioni esplorative", per realizzare la mappatura del cervello umano, attualmente in corso; Pietro Pietrini, psichiatra e direttore della scuola IMT Alti Studi di Lucca, parlerà delle basi genetiche e neurobiologiche dell’intelligenza umana. Arnaldo Benini, emerito di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo, parlerà di prevenzione della demenza e della sindrome di Alzheimer. Il neurologo Giuseppe Plazzi sarà al Festival con il suo libro "I tre fratelli che non dormirono mai e altri casi di disturbi del sonno" (Il Saggiatore, 2019). Gianvito Martino, neuroscienziato e Direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, farà luce sul modo in cui le cellule cerebrali, interagendo, danno origine ad azioni e pensieri, empatia e sentimento, meccanismi che sono ancora in gran parte sconosciuti. Francesc Graus, Direttore del Dipartimento di Neurologia presso l’Hospital Clínic di Barcellona, parlerà di malattie neurologiche e mentali derivanti da attacchi autoimmuni. Si segnala infine la conferenza "L’acido urico e l’efficacia della mente. Il primo esempio di riciclaggio biologico dei rifiuti", tavola rotonda condotta da Michele Mirabella sul "mistero" dell’acido urico, il cui incremento è ritenuto responsabile dello sviluppo dell’intelligenza e delle capacità motorie nell’essere umano.

 

A vent’anni dalla pecora Dolly: le nuove frontiere della genetica

 

Il futuro della ricerca medico-scientifica passa anche attraverso le nuove prospettive della clonazione: oltre alla già citata lectio magistralis del Nobel John Gurdon sulle tecnologie di trasferimento nucleare, sarà Cesare Galli, specialista internazionale delle tecnologie di clonazione e collaboratore di Ian Wilmut, "padre" della pecora Dolly, a fare il punto sullo stato attuale della ricerca. Numerosi gli interventi sulla medicina genomica e personalizzata: il genetista Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del CNR, da anni impegnato nello studio del genoma dei sardi, spiegherà in che modo esso sia chiave di lettura delle malattie complesse; Massimo Delledonne,

 

fondatore del Centro di Genomica Funzionale dell’Università di Verona, parlerà delle nuove sfide della genomica nella costruzione di un genoma senza difetti, in grado di far nascere "superuomini"; Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica di Milano e Luca Pani, medico, psichiatra e tra i più autorevoli farmacologi al mondo nonché ex Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, faranno luce sulle applicazioni mediche delle tecnologie di editing del genoma.

 

L’informazione medico scientifica: evitare le trappole, combattere le fake news

 

Il ruolo dell’intelligenza diventa di fondamentale importanza anche nella corretta acquisizione delle informazioni mediche e scientifiche a tutela della salute, aiutando le persone a non cadere nelle trappole delle false "credenze". Ma è fondamentale altresì la riflessione su come veicolare il contenuto scientifico in maniera realmente efficace, evitando contrapposizioni nette: un tema di enorme interesse ed attualità del quale parlerà il professor Robert Böhm, che attraverso esperimenti di psicologia cognitiva ha tentato di comprendere i meccanismi che influenzano la ricezione dell’informazione scientifica, ad esempio rispetto all’opportunità delle vaccinazioni. Vaccini, scienza e social media saranno l’argomento di discussione dell’incontro a cura di Farmindustria con lo psicologo Simone Bressan e Rino Rappuoli, uno dei massimi ricercatori mondiali nel campo dei vaccini, che nel corso della sua carriera ha rivoluzionato le tecniche conosciute di produzione dei vaccini. Di correttezza della comunicazione si parlerà anche con Enrico Bucci, Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia, autore del libro "Cattivi scienziati", e da anni in prima linea nel controllo dell’integrità dell’informazione scientifica. Della correttezza della comunicazione ha fatto la ragione stessa della sua professione il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che parlerà di "Diete bislacche e dove trovarle": dal più antico libro sulle diete, uscito nel 1863, al business odierno della forma perfetta, un tentativo di mettere ordine con il filtro della scienza. E a proposito di dieta e benessere, non si può prescindere dal tema della corretta attività fisica: se ne parlerà in "Stili di vita per star bene: i benefici dell’attività fisica" a FICO Eataly World, sabato 11 maggio, incontro che sarà introdotto da Andrea Segrè, Presidente di Fondazione FICO. Infine Patrizia e Silvana Hrelia, rispettivamente ordinarie dei Dipartimenti di Farmacia e Biotecnologie e di Scienze per la vita, parleranno di "mito e realtà" in relazione a medicina, prevenzione e nutrizione gender-oriented.

 

Intelligenza Artificiale, Big Data, Internet of Things: il futuro della medicina

 

L’ingresso sempre più massiccio dell’Intelligenza Artificiale in campo medico è destinato ad avere portata epocale, in particolar modo accelerando il processo diagnostico e riducendo gli errori, a patto però che l’intelligenza umana sia in grado di progettare e programmare con sempre maggior efficacia le macchine, in un processo che non porterà alla scomparsa del medico ma alla virtuosa collaborazione tra automi e uomini. Anche quest’anno il Festival dedica grande spazio alle più avanzate frontiere della tecnologia in campo medico: dall’imaging intelligente, con il futuro della Radiomica e della Radiogenomica, all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in malattie come l’Alzheimer: sarà il geriatra e presidente dell’associazione Italia Longeva Roberto Bernabei a presentare il progetto "Chat Yourself", chatbot che assiste i malati prodromici di Alzheimer ricordando loro consuetudini, abitudini e fungendo da memoria virtuale. Ken Swain, presidente di EON Reality, illustrerà alcune applicazioni in ambito sanitario della realtà aumentata. Ma si discuterà anche dell’altro lato della medaglia: Susi Pelotti e Maria Giulia Roversi Monaco parleranno di luci ed ombre della digitalizzazione del rapporto medico-paziente.

 

Un salto nel futuro con la conferenza-spettacolo di Renato Seracchioli, Direttore dell’U.O. di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, che farà il punto sulle ricerche sull’utero artificiale. Una curiosità: per tutta la durata del Festival sarà visibile al pubblico presso Palazzo Pepoli, il Museo della città di Bologna, il robot Da Vinci, che dall’introduzione, nel 2014, all’Ospedale Sant’Orsola, ha "guidato" oltre 1.500 interventi, specialmente di chirurgia urologica, pediatrica e ginecologica, consentendo il massimo della precisione ed il minimo dell’invasività e garantendo recuperi post operatori più rapidi.

 

Musica, teatro, libri: tutti gli appuntamenti "off" del Festival della Scienza Medica

 

Confermate le tradizionali iniziative dedicate alle scuole, con la "Lezione di Anatomia" presso il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, gioiello seicentesco, "A come Adolescenza. Curare il corpo e le emozioni", una performance teatrale per raccontare come il corpo cambia durante l’adolescenza, la conferenza-spettacolo "Geni a bordo", il format "La parola ai giurati" su un caso di bioetica ispirato da una storia vera.

 

Particolare attenzione sarà dedicata al tema della resistenza antimicrobica, con l’iniziativa dedicata alle scuole superiori realizzata da Farmindustria per spiegare i rischi dei super batteri e contrastare in maniera efficace e semplice la crescente perdita di efficacia degli antibiotici, che prosegue a ritmo impressionante.

 

Ricco il calendario degli eventi collaterali, con due appuntamenti particolarmente curiosi: la riscoperta del De curtorum Chirurgia per insitionem (1597) del famoso Gaspare Tagliacozzi, il primo testo al mondo di chirurgia plastica, che in occasione del Festival sarà donato all’Università di Bologna, e la serata dedicata al tarantismo, con la presentazione di Antidotum Tarantulae, testo del 1641 di Athanasius Kircher dedicato alla pizzica.

 

Durante le giornate del Festival sarà possibile partecipare alle visite guidate alle Collezioni di Cere Anatomiche di Palazzo Poggi e degli Istituti Anatomici, e scoprire Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, uno fra gli edifici di maggior interesse che il Rinascimento cittadino abbia prodotto.

 

Un importante contributo a questa iniziativa è stato dato dai Docenti dell’Ateneo Bolognese, componenti del Comitato Scientifico del Festival.

 

Tutti gli eventi del Festival della Scienza Medica sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, salvo differenti indicazioni.

 

Per rimanere aggiornati sul programma:  www.bolognamedicina.it

 

Facebook: Bologna Medicina - Twitter: @BolognaMedicina

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Si è svolta questa mattina, presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, la presentazione di un nuovo ambulatorio per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie epatobiliopancreatiche (tumore del pancreas e altre patologie, principalmente oncologiche, di quell’area corporea) e di un nuovo ruolo di infermiere case manager a supporto dell’ambulatorio stesso. Il tutto grazie alla donazione dell’Associazione “Oltre la Ricerca” di Rimini. Erano presenti la presidente di “Oltre la Ricerca” Francesca Gabellini e i vertici associativi, l’assessore Mattia Morolli in rappresentanza del Comune di Rimini, il dottor Romeo Giannei (direttore ospedali del Riminese), il dottor Luigi Veneroni, chirurgo, e in sostituzione del direttore della Chirurgia di Rimini dottor Gianluca Garulli (assente per un sopravvenuto e improrogabile impegno), le altre figure mediche che collaboreranno all’ambulatorio, tra cui in particolare il dottor Giorgio Ballardini (direttore della Medicina Interna), il dottor Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia), il dottor Enrico Cavagna (direttore della Radiologia), medici della Gastroenterologia, il direttore tecnico infermieristico di Rimini dottor Andrea Galeotti.

Un gruppo di professionisti non casuale. La parola d’ordine per il contrasto di queste patologie è infatti la presa in carico tempestiva, in modo da arrivare all’eventuale intervento chirurgico il prima possibile, e collegiale da parte di figure mediche di varie specialità. Un lavoro in equipe per un approccio di “rete” al caso clinico, per “aggredire” la malattia da tutti i punti di vista come chiarito molto bene dal dottor Giannei. L’ambulatorio si pone proprio in quest’ottica: vi saranno avviati pazienti per i quali il medico di famiglia o altri medici riscontrino sintomi di questo tipo di patologie, e lì il paziente verrà preso in carico in maniera completa e a tutto tondo, nell’ambito del percorso clinico più adatto per lui. Approccio evidenziato, nel corso degli interventi, anche dal dottor Veneroni, degli altri clinici e anche della presidente Gabellini.

Il dottor Veneroni ha anche letto un intervento del dottor Gianluca Garulli che non è potuto essere presente per sopravvenuti ed improrogabili impegni: "Un caloroso saluto  alle Autorità presenti  e  permettetemi  due parole  per illustrare l'iniziativa che ci vede oggi qui  riuniti. Le neoplasie  del pancreas oggi sono tra le più letali neoplasie che la Medicina deve  affrontare e  non sempre con risultati attesi: la varietà delle neoplasie coinvolge sia nella gestione che nel trattamento  medico e chirurgico, numerosi specialisti  .In ordine alfabetico  l'anestesista , il chirurgo , il gastroenterologo, il radiologo , il radioterapista e l'oncologo sono Tutti coinvolti  nel trovare quotidianamente le soluzioni più appropriate ed efficaci   per ogni singolo paziente. L'Associazione Oltre la Ricerca e il Presidente Avv. Francesca Gabellini   ha sentito e condiviso con i professionisti questo progetto che vede nascere  nel Territorio di Rimini all'interno dell'Ospedale Infermi , un ambulatorio che vuole essere un punto di Riferimento per i pazienti affetti da tale patologia ma anche  per i Medici di Medicina Generale  che possono accedervi e trovare risposte rapide ed efficaci. E' quindi all'Associazione  Oltre la Ricerca che va il mio più sentito ringraziamento per aver  condiviso il progetto e sostenuto economicamente; all'Azienda Romagna al Direttore Marcello Tonini, al dr . Andrea  Galeotti , al dr. Romeo Giannei  un particolare ringraziamento per  aver reso  possibile che questo progetto si realizzasse in così poco tempo. Un ringraziamento ai Medici Specialisti che sicuramente renderanno questo progetto un punto di partenza e di riferimento per la Romagna in questo difficile campo della Medicina".

Intervento di Francesca Gabellini (Presidente di "Oltre la Ricerca"): "In seguito alla forte volontà dell’Associazione di Volontariato Oltre la Ricerca, che lavora sul territorio riminese per la lotta al tumore al pancreas, ed in collaborazione con i servizi Sviluppo e Risorse Umane, Direzione Infermieristica e Tecnica dell’Ausl Romagna e con l’Unità operativa Chirurgia dell’Ospedale Infermi di Rimini, verrà attivata dal mese di aprile l’attività di una infermiera case manager che si integrerà nel Percorso Diagnostico Terapeutico delle Patologie epato-bilio-pancreatiche, per coadiuvare e rendere più fluido il percorso del paziente con sospetto diagnostico di tumore al pancreas, presso la Chirurgia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. L’ambulatorio - che si innesta sull’attività dell’ambulatorio di libero accesso aperto dal 2011 per monitorare i pazienti con aumentato rischio della patologia - si avvarrà di  professionalità provenienti da Radiologia, Medicina Interna, Epatologia e Gastroenterologia ed Oncologia, e lavorerà in modo approfondito per stabilire i rischi genetici relativi ai parenti diretti delle persone che hanno contratto una neoplasia pancreatica con il fine di attuare un’attenta opera di monitoraggio e prevenzione. Con la donazione di 20.000 euro finalizzati all’istituzionalizzazione della figura di case manager, Oltre la Ricerca intende  dare un chiaro segnale di collaborazione sempre più intensa con l’Azienda Usl della Romagna, che ha accolto favorevolmente l’iniziativa. La case manager avrà il ruolo chiave di accogliere e accompagnare il paziente dalla diagnosi al post intervento, seguendo le indicazioni del medico di medicina generale - che è il soggetto che, a seguito di sintomi e conseguente dubbio diagnostico, invia il paziente - e del team di medici esperti che seguono ogni singolo caso. Per Oltre la Ricerca si tratta della realizzazione di un fondamentale obiettivo, con l’intento di rendere più semplice il percorso di pazienti e familiari nell’affrontare una patologia insidiosa e purtroppo sempre più diffusa come il tumore al pancreas e di  minimizzare il tempo tra un fondato sospetto e  l’eventuale diagnosi. L'associazione grande soddisfazione per l’attuazione e l’avvio di questa figura centrale per la gestione del paziente, figura che verrà mantenuta stabilmente nel tempo e confermano la volontà  di impegnarsi per rendere sempre più forte la connessione tra cittadini e istituzioni, tra  malati e medici, tra territorio ed ospedale, tra  personalizzazione delle cure e  best practice, tra umanizzazione del percorso e protocolli sperimentali all’avanguardia".

L’assessore Morolli, nel portare il saluto della città di Rimini, ha evidenziato in particolare due aspetti: “E’ molto bello che vi siano frequenti donazioni e collaborazioni, da parte della società civile, verso l’ospedale e più in generale la ‘nostra’ sanità. Questo dà il senso di una comunità coesa, sebbene in questi tempi difficili, e che sa collaborare con lungimiranza”. Secondo aspetto, “nell’era in cui sembra che tutto diventi telematico e mediato, oggi presentiamo un servizio centrato sulla professionalità delle persone, medici e infermiera case manager, che prendono in carico il paziente dal punto di vista clinico e che lo accompagnano, dal punto di vista umano. Lo slogan dell’Ausl, ‘Sono le persone a curare le persone’, da questo punto di vista è molto azzeccato”.

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Si conclude nella serata di dopodomani, martedì 5 febbraio, la rassegna di quattro conferenze sulla sanità, promossa dalla Banca di Credico Cooperativo (BCC) di Gradara, in collaborazione con Ausl Romagna e Comune di Cattolica.

La serata finale, che come sempre si svolgerà presso la sede del Palazzo de Turismo con inizio alle ore 20:30 (l'ingresso è libero e gratuito e la cittadinanza è invitata), vedrà la partecipazione del primario di Chirurgia Generale e d'Urgenza dell'Ospedale di Rimini (già primario di Riccione e Cattolica), dottor Gianluca Garulli, che svolgerà una relazione dal seguente titolo: “Dalla chirurgia tradizionale alla chirurgia mini-invasiva: lo stato dell'arte”.

La BCC di Gradara considera la cura e la prevenzione della salute uno dei suoi pilastri, sui quali ogni anno ripone grande attenzione ed investe risorse, a favore del territorio – spiega il presidente della Banca di Gradara Fausto Caldari – Una persona che è in salute opera, lavora, si impegna ogni giorno, per la promozione e la crescita di questa società>>.

Ma la Salute si sostiene non solo promuovendo azioni di prevenzione e informazione. Per questo la BCC di Gradara ha acquistato, oltre a numerose altre donazioni effettuate in questi anni, un Sistema di risonanza magnetica nucleare per immagini, di ultima generazione, da donare all'ospedale Infermi di Rimini. Contribuiamo allo sviluppo del territorio partendo proprio dal sostegno alla Salute – continua il presidente della Banca di Gradara Fausto Caldari – Abbiamo acquistato una risonanza magnetica, del valore di 750.000 euro, che nel nuovo anno verrà inaugurata presso l'ospedale di Rimini. Un aiuto concreto per migliorare la qualità della sanità, a beneficio di tutta la comunità>>.

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