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Rete Abilità Diverse promuove il Corso di Formazione dal titolo "Affettività e Sessualità: parliamone!". L’evento è rivolto ai professionisti e agli operatori dell'Ausl Romagna ambito cesena, delle Associazioni della Rete Abilità Diverse Forlì-Cesena e degli enti ad esse connesse.
Le due giornate di formazione si terranno a Cesena il 20 settembre e l'11 ottobre nell'Aula Magna dell’Ospedale Bufalini (viale Ghirotti n. 286). Maggiori informazioni nei materiali allegati

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Ma cosa fa di mestiere un assistente sanitario? Gli studenti del corso di laurea in Assistenza Sanitaria dell'Università di Bologna (sede di Rimini) hanno deciso di spiegarlo in un video realizzato nell'ambito del loro corso di studi. Dopo aver lavorato alla sceneggiatura e ai testi, hanno anche individuato i set e recitato. Ne è uscito un minuto e mezzo in cui viene chiaramente spiegata l'importanza di questa figura professionale nell'ambito dell'educazione alla salute, della prevenzione, della sensibilizzazione rispetto ai corretti stili di vita, e tanto altro (ma il modo migliore per capirlo è guardare il video: basta cliccare qui ).

Il corso di Laurea in Assistenza sanitaria è coordinato dalla professoressa Maria Pia Fantini, responsabile delle Attività didattico professionalizzanti è la professoressa Antonella Campolattano, mentre tutor del progetto del video è John Martin Kregel.

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Il contrasto della sofferenza e del dolore è una cultura che sta crescendo, e deve continuare a crescere, anche in ambito sanitario. Da essa, infatti, dipende molto del benessere del paziente all’interno del percorso di cura complessivo. Va in quest’ottica un importante ed innovativo progetto formativo attivato in Ausl Romagna, per realizzare il quale è stato fondamentale il contributo di Rotary e Fondazione Taccia di Rimini.

Grazie alle loro donazioni per un totale di oltre 110mila euro, sono state infatti attivate postazioni per la formazione del personale sanitario che opera nella rete di Cure palliative , in cinque sedi aziendali in tutti gli ambiti territoriali (cesenate, forlivese, ravennate e riminese) ed è stato attivato un pacchetto formativo ad hoc per i professionisti che a vario titolo lavorano nell'ambito delle Cure Palliative dell'età adulta e pediatrica, incluso i medici di famiglia. Sono state inoltre donate altre attrezzature (pc portatili, carrelli, microfoni…) per allestire le postazioni.

Per questa importante donazione, che denota grande sensibilità nei confronti di un tema importante e che talvolta resta in “secondo piano”, si è svolta questa mattina, all’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, una cerimonia di inaugurazione cui hanno preso parte i presidenti di Rotary e Fondazione Taccia, Gian Piero Zinzani e Andrea Rossi, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, i presidenti degli ordini professionali di medici e infermieri di Ravenna, il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, le direzioni medica e infermieristica dell’Ospedale di Ravenna, il direttore del Dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna Federico Cappuzzo, il responsabile aziendale per la Formazione Pierdomenico Lonzi. L’intera cerimonia è stata trasmessa, appunto in teleconferenza, con le altre sedi collegate, ed è stata seguita, dunque, da oltre duecento persone, che nel corso del pomeriggio hanno effettuato la prima formazione professionale con la nuova apparecchiatura donata.

Da parte dei vertici aziendali, il ringraziamento ai donatori; il dottor Tonini ha tra l’altro evidenziato la vicinanza e collaborazione, in questa donazione tra due soggetti del volontariato, uno di Rimini e uno di Ravenna, che congiuntamente si impegnano per l’Ausl Romagna: “In un giorno come questo essere romagnolo è ancora più bello”.

Il primo cittadino ha a sua volta evidenziato come “il territorio della Romagna è uno di quelli in cui più che in ogni altro si sente la vicinanza del mondo associativo, delle fondazioni e della società civile in generale, attraverso donazioni, specialmente concentrante nell’ambito oncoematologico. Questo strumento, tra l’altro, contribuisce al processo di ‘avvicinamento’ dei territori dei professionisti dell’Ausl Romagna.

APPROFONDIMENTO TECNICO E RINGRAZIAMENTI

Si svolge oggi, presso il Presidio Ospedaliero Santa Maria delle Croci Ravenna, l’inaugurazione dei sistemi di videoconferenza dedicati alla realizzazione del “Progetto Cure Palliative della Romagna” e l’avvio del “Percorso di Formazione per gli operatori sanitari della Rete Locale di Cure Palliative della Romagna”, che vede coinvolti il personale che opera sia nella Rete di Cure Palliative dell’adulto sia nella Rete dell’età pediatrica, in Ospedale e sul Territorio.

La donazione si inserisce nelle attività del Rotary Club Ravenna per festeggiare il suo 70° anniversario

All’evento partecipano le Autorità Cittadine, la Direzione e il Personale dell’AUSL Romagna, il Presidente del Rotary Club Ravenna, Dott. Gian Piero Zinzani, i Soci del Rotary Club Ravenna e degli altri Club coinvolti nell’iniziativa, il Presidente della Fondazione Taccia, Dott. Andrea Paolo Rossi.

Alla realizzazione del progetto di installazione degli strumenti per videoconferenza, del valore di 80.320 Euro, oltre al Rotary Club Ravenna e alla Fondazione Taccia di Rimini, hanno partecipato i Rotary Club di Cervia Cesenatico, Cesena, Lugo, Ravenna Galla Placidia e Valle del Rubicone e  alcuni Club esteri, Beograd Centar e Beograd Skadarlija (Serbia), Bijeljina (Bosnia & Herzegovina), Moscow International (Russia). Ha contribuito inoltre la Rotary Foundation di Evanston (Chicago – USA), partecipazione che evidenzia l’internazionalità del Rotary che può realizzare importanti progetti umanitari grazie alla rete di rapporti esistente tra i club dei numerosi paesi in cui opera.

Il progetto Sistemi di Videoconferenza ha permesso di installare, presso le sedi pubbliche dell’AUSL della Romagna, 5 sistemi per  video conferenze:  all’ Ospedale S. Maria delle Croci Ravenna (Aula DEA, settimo piano), nelle sale riunioni dell’Hospice di Lugo, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone e all’Hospice di Rimini (Aula G).

La fornitura del pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative è finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000 €

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700 €: l’unione delle risorse ha fatto la differenza per realizzare un grande progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

La donazione, in accordo con l’AUSL della Romagna, ha, tra i vari obiettivi, la promozione della formazione continua per elevare il rendimento dei servizi nel campo dell’assistenza, della ricerca e della sperimentazione, per ridurre le differenze nelle pratiche cliniche per migliorare l’appropriatezza e l’efficienza clinica ed organizzativa. I sistemi di videoconferenza consentiranno quindi agli operatori di cure palliative di fruire contemporaneamente della medesima lezione, faciliteranno il confronto e la condivisione di casi clinici, riducendo il numero di spostamenti da una sede all’altra, con notevole risparmio di tempo e ottimizzazione delle risorse umane. Un appropriato sistema di cure palliative favorisce la qualità delle cure stesse e permette quindi di valorizzare la dignità dei malati. 

Questa giornata vede la partecipazione, in particolare per la parte formativa, di illustri docenti nella sell’Aula del DEA a Ravenna (in collegamento con le sedi di Lugo, Forlimpopoli, Savignano sul Rubicone, Rimini) quali:

Danila Valenti -  Direttore UO Rete delle Cure Palliative (SC), Azienda USL di Bologna

Stefano Zamagni - Professore a contratto a titolo gratuito. Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia. Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi Bologna

Maria Rolfini -  Regione Emilia-Romagna - Assessorato politiche per la salute. Direzione Generale cura della persona, salute e welfare. Servizio assistenza territoriale

Marco Maltoni – Coordinatore Rete Locale Cure Palliative della Romagna

Luigi Saponi - Infermiere Case Manager di Rete, U.O. Terapia Antalgica e Cure Palliative, Rimini

La Rete Locale di Cure Palliative della Romagna (Rlcp), comprende le seguenti strutture di cure palliative:

per l’AUSL della Romagna

gli Hospice di Lugo e Fanza, di Forlimpopoli, di Savignano sul Rubicone, di Rimini, gli ambulatori di cure palliative, le attività al domicilio dei pazienti di cure palliative e di consulenza in Ospedale, Case di Cura Convenzionate e nelle Case Residenza per anziani erogate da equipe specificatamente formate e dedicate;

per il Privato Convenzionato:

  • Hospice di Ravenna
  • Hospice di Dovadola (FC)

 

Per l’ IRST-IRCCS di Meldola:

  • Struttura di Cure Palliative e Terapia del Dolore che eroga cure palliative nel nodo Ambulatorio e Ospedale – Consulenza.

La Rlcp è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rlcp della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. La Rlcp si pone a garanzia dell’equità di accesso alle cure palliative, dell’integrazione tra i nodi e le loro equipe, della presa in carico integrata in relazione alle necessità del malato e della sua famiglia, e del percorso di continuità di cura.

Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che "le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono”. La normativa regionale evidenzia che "presso l’ambulatorio è possibile l’avvio precoce di cure palliative garantendo un graduale passaggio dalla fase di cura attiva alle cure palliative propriamente dette, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita." Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

Si coglie l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla buona riuscita del progetto e in particolare:

Dott.ssa Elisabetta Montesi, Responsabile Area Fundraising e Comunicazione Sociale, Ing. Lorenzo Rossi  Analista, UO Governo Sistemi Informativi ed i Tecnici, Claudio Benini, Massimo Boschetti,  David Deriu, Andrea Lotti  e Stefano Sangiorgi, il Dr. Pierdomenico Lonzi  Direttore Sviluppo Organizzativo, Formazione e Valutazione ed Emanuela Manzari - Collaboratore Professioni Sanitarie della medesima unita operativa, infine i Responsabili/Direttori delle Cure Palliative dell’AUSL della Romagna Dott.ssa Cristina Pittureri, Dott. Luigi Montanari, Dott. Marco Cesare Maltoni, Dott. Davide Tassinari.

 

PROFILO DEL ROTARY RAVENNA

Il Rotary Club Ravenna è il Rotary di più vecchia fondazione della Romagna, e ha celebrato proprio il 70° anniversario nel novembre 2018.

In questa importante ricorrenza, il presidente Gian Piero Zinzani, unitamente a tutto il Club, ha ritenuto di focalizzare la molteplice attività di service su un progetto importante, che coinvolgesse e si riverberasse nel tempo proprio in terra di Romagna.

Nel corso della annata che si avvia a conclusione il Rotary Club Ravenna, con il contributo fondamentale di Soci, famiglie ed amici, ha realizzato molti progetti al servizio della comunità locale, dal restauro di un fondo di antichi manifesti recuperati nell’archivio dell’Accademia delle Belle Arti, al restauro della lapide dedicata ad Antonia Alighieri, ora ricollocata in Santo Stefano degli Ulivi, dove la figliola di Dante si fece monaca con il nome di Suor Beatrice;

abbiamo dato Borse di Studio ai migliori diplomati del “Verdi”, ai vincitori del contest Agricoltura 4.0 del “Perdisa”, agli artisti dell’Accademia le cui opere in mosaico sono state selezionale per il ciclo dei 21 Arcani Maggiori, ciclo completato proprio questa annata (e le prossime due saranno per Dante); rifinanziato lo sportello d’ascolto alla “Novello”, lavorato con le scuole medie sullo spreco alimentare e con l’Artistico sul patrimonio culturale cittadino, e molto altro…., tuttavia volevamo fare qualcosa che andasse oltre la città, e quindi abbiamo realizzato una importante raccolta fondi per LFCD (Life For a Child wit Diabetics), abbiamo partecipato alla Run End Polio Now, e soprattutto abbiamo realizzato questo sistema di videoconferenza avanzato che unisce i 4 Hospice pubblici della Romagna (Lugo, Forlimpopoli, Savignano e Rimini) con l’aula magna dell’Ospedale di Ravenna, al fine di agevolare tutta la formazione di tutto il personale della Rete delle Cure Palliative in Romagna, con un investimento proprio sulle nostre Strutture PUBBLICHE.

Questo è stato possibile grazie al contributo economico, oltre che dell’RC Ravenna, dei Rotary Club di Lugo (Pres.Tbanelli), Cesena (Pres. Castagnoli), Valle del Rubicone (Pres, Bianchi), Ravenna Galla Placidia (Pres. Bassi) e Cervia Cesenatico (Pres. Magni), alcuni partner internazionali, primo fra tutti il Rotary Club Moscow International, e poi l’RC Beograd Centar, il Beograd Skadarlija, il Bijeljina, e infine l’americana Rotary Foundation, che ha subito compreso la straordinarietà del progetto finalizzato soprattutto alla formazione, e la Fondazione Taccia che – oltre ad aver ispirato il progetto e ad un sostanzioso contributo economico su questa infrastruttura – si farà poi carico dei corsi di formazione.

Una bella squadra, un bel risultato, per il benessere e la dignità di moltissime nostre famiglie, attraverso la “vituperata” sanità pubblica, che nell’accettare la donazione ha iscritto questi impianti nel patrimonio di Beni Mobili Pluriennali dell’Azienda USL della Romagna.

Il Presidente Zinzani ricorda infine come questo progetto sia già in linea con il motto presidenziale della incipiente annata rotariana 2019 - 2020: ROTARY CONNECTS THE WORD.

 

PROFILO DELLA FONDAZIONE "OSCAR TACCIA"

La missione della Fondazione Taccia consiste nel finanziare progetti nel settore della Oncologia e delle Cure Palliative nei territori della Romagna e della Sardegna, utilizzando la rendita del proprio patrimonio  che deriva dal lascito testamentario dell’Architetto Oscar Taccia di Rimini.

Il Progetto Cure Palliative nasce dall’incontro fortunato con il Rotary:  unendo le risorse potevamo realizzare un grande progetto, utile a tutti i sofferenti della Romagna, un progetto innovativo e potenzialmente replicabile in altre sedi e in altri contesti.

Il Progetto Cure Palliative, unitario nella sua struttura e conseguente nella sua fase esecutiva, concordato con tutti gli operatori del settore, è stato diviso in due parti:

  1. 1.     Acquisto delle attrezzature per un sistema di videoconferenza collocate in 5 Hospice della Romagna con finanziamento congiunto di Rotary e Fondazione Taccia per un valore di 80.700€.
  2. 2.     Fornitura di un pacchetto formativo per gli operatori delle Cure Palliative della durata di 2 anni,  finanziato dalla Fondazione Taccia per un valore di 30.000€

Il valore complessivo del progetto Cure Palliative è pertanto di 110.700€, la unione delle risorse fa la differenza.

Andrea Rossi                                                                   

 

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Il "Centro Studi Aziendale per il Volontariato e la Solidarietà 'Giovanni Donati'" si presenta. Si svolgerà il 19 giugno prossimo (dalle ore 14 alle 16), presso la Sala Pieratelli dell'Ospedale di Forlì, un incontro pubblico in cui sarà illustrato il lavoro fatto dal Centro e le prospettive future. Tra l'altro il Centro entra a far parte di CURA, la Coorporate Academy dell'Azienda USL della Romagna, progetto di valorizzazione delle professionalità, delle culture, dei valori aziendali, assumendo  così un  preciso ruolo all'interno dell'Ausl stessa.

Nel corso della giornata verranno presentati lo statuto  del Centro Studi, la mission e gli obiettivi, che si sviluppano sostanzialmente in due ambiti:
- facilitare e promuovere  missioni umanitarie-sanitarie, in ambito di Cooperazione Internazionale, tramite iniziative e progetti di formazione rivolti a tutti gli operatori sanitari e non;
- realizzare interventi atti a promuovere e garantire equità e diritto alla salute sul nostro territorio, per tutti, italiani e stranieri. Sono invitati tutti coloro che a vario titolo, personale o all'interno di associazioni, si occunpano di questi temi e credono nel ruolo del volontariato e nel dovere della solidariet. E' prevista la partecipazione del direttore generale dell'Ausl Romagna dottor Marcello Tonini.

Tutti i dettagli nell'allegata locandina.

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Doppio appuntamento “chirurgico-formativo” per il professor Alberto Belluati, direttore dell’Ortopedia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. Che, nei giorni scorsi, ha prima effettuato un delicato intervento chirurgico al ginocchio, trasmesso in live surgery in collegamento col convegno dell’associazione “A.O. Trauma” in corso a Verona. Dopodichè, giusto il tempo di inforcare l’auto e trasferirsi da Ravenna a Verona, per una sessione di insegnamento direttamente coi discenti.

E’ il secondo anno consecutivo che il professor Belluati opera in live surgery. Quest’anno l’intervento eseguito è stato di correzione  di una bruttissima frattura in un paziente veneto di 54 anni: una frattura esposta a causa di un incidente occorso oltre due mesi fa e trattato per ben due volte,  in altri ospedali, senza significativo successo, col rischio, per il paziente, di conservare una grave deformità della gamba. L'intervento è durato  circa 90 minuti:  la frattura, che risultava non guarita, è stata riaperta  e fissata in posizione ed allineamento corretto, sostituendo il fissatore esterno con placche posizionate con tecnica mininvasiva. Anche il paziente stesso  ha potuto seguire l'operazione  sui monitor delle ultratecnologiche sale dell'Ortopedia ravennate. “Nonostante la complessità del caso  tutto si è risolto correttamente ed il paziente è stato dimesso in quarta giornata - spiega il professore -. Ringrazio tutto il personale  medico,  anestesisti e ortopedici, e il personale infermieristico grazie al quale abbiamo ancora una volta evidenziato il valore, a livello nazionale, del nostro reparto”.

Contemporaneamente si stava svolgendo il convegno annuale dell'”A.O. Trauma Foundation” una società scientifica che raggruppa e forma tutti i traumatologi del mondo. In molti Stati partecipare ad un corso “A.O. Trauma” è elemento indispensabile per  accedere al titolo di specialista in ortopedia e traumatologia. E ora anche in Italia tutti i medici ortopedici in formazione  partecipano  ad un corso base di “A.O. Trauma”. Alla settimana convention, con oltre 500 ortopedici presenti: 250 specializzandi di tutti le università italiane e per il resto specialisti già attivi, suddivisi fra  un corso avanzato, due corsi master  su gomito e non consolidazione delle fratture, più un corso master sul ginocchio con esercizi su cadavere. Proprio di quest'ultimo corso  è stato presidente  il professor Belluati, che così sintetizza: “E’ da poco tempo che in Italia  si riescono  ad effettuare esercizi pratici su preparati anatomici; all'esterno è alla base della scuola di medicina, noi anche  se in ritardo  ci stiamo adeguando. Nel corso in oggetto in particolare si sono trattate le deformità postraumatiche  attorno al ginocchio, e nei tre giorni di attività sia istruttori che discenti si sono dimostrati molto appassionati nella loro formazione. Sono stato molto felice, dopo la trasmissione della live surgery, di recarmi sul posto personalmente per una sessione di formazione”.

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Una scuola che promuove salute è una scuola che mette in atto un piano educativo strutturato e sistematico a favore della salute, del benessere e dello sviluppo del capitale sociale di tutti gli alunni, del personale docente e non docente, anche a seguito di piani e linee guida regionali e nazionali. Pure l’Oms, d’altra parte, sostiene la necessità di porre attenzione alla promozione delle competenze psicosociali, mettendo la persona in grado di fronteggiare in modo efficace le sfide della vita quotidiana.

Va in quest’ottica il progetto “Infanzia a Colori”, che rientra tra i percorsi di promozione della salute del Piano Regionale della Prevenzione 2015/19, che già da alcuni anni viene proposto alle scuole primarie e dell'infanzia del territorio romagnolo da gruppi di lavoro congiunti A.Usl-IOR-LILT in collaborazione con gli Enti locali, mirato a promuovere sani stili di vita, con particolare attenzione ad alimentazione, attività motoria, fumo, bevande alcoliche…. Nell'ambito di “Infanzia a Colori” è stato realizzato un progetto formativo sul potenziamento delle competenze emotive e del benessere delle persone, scelto da docenti delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie di Santarcangelo e finanziato dalla locale Amministrazione comunale. A seguito della richiesta di approfondimento da parte delle scuole santarcangiolesi, è stata loro proposta una lista di offerte formative coerenti con gli obiettivi del progetto, e la scelta è stata per un percorso proposto dall’esperta Monia Monti sul tema del benessere.

L'obiettivo della proposta formativa era fornire ai docenti delle conoscenze e degli strumenti, da utilizzare anche nei contesti educativi e scolastici, per gestire situazioni emotivamente complesse, controllare in modo migliore stress e ansia e portare maggiore calma, serenità e pace nella propria vita e nei contesti lavorativi, migliorare le capacità di concentrazione, attenzione e acquisire più consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie emozioni.

Tra gli strumenti, del corso, della durata di 20 ore, sono stati alternati momenti teorici e pratici: lezioni frontali, tecniche di meditazione e di rilassamento, esercizi di consapevolezza corporea. Appena concluso, il corso svolto a Santarcangelo ha incontrato grande soddisfazione da parte dei docenti coinvolti, molti dei quali hanno già iniziato a mettere in pratica con i loro studenti le tecniche e gli strumenti acquisiti.

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Chirurgia del rene e della prostata con la tecnica laparoscopica mininvasiva: l’Urologia dell’ospedale di Ravenna… fa scuola. Nelle giornate di martedì 12 e mercoledì 13 febbraio, presso l’unita operativa di Urologia del “Santa Maria delle Croci”, diretta dal dottor Salvatore Voce, si terrà un corso di laparoscopia pratica riguardante il trattamento laparoscopico delle neoplasie urologiche con particolare attenzione al trattamento delle neoplasie renali e prostatiche.

La chirurgia laparoscopica rappresenta ormai il gold standard chirurgico per quello che riguarda il trattamento delle neoformazioni del rene e della prostata. I vantaggi in termini di ripresa post operatoria, degenza ospedaliera e conservazione della continenza urinaria e della qualità della sessualità per quanto riguarda la chirurgia prostatica sono nettamente superiori se confrontati con la chirurgia tradizionale a cielo aperto.

L’urologia di Ravenna vanta ormai una esperienza decennale in merito al trattamento laparoscopico delle neoplasie renali e da circa cinque anni anche in ambito di chirurgia prostatica per tumore, con oltre 130 pazienti trattati. I responsabili scientifici del corso, il dottor Giorgio Bruno ed il dottor Fabiano Palmieri, eseguiranno interventi di chirurgia renale e prostatica con accesso laparoscopico extraperitoneale illustrando la tecnica ai discenti, provenienti da strutture sanitarie di varie parti d’Italia, che potranno accedere al blocco operatorio per assistere in diretta alle procedure chirurgiche.

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"Disagio o psicopatologia, quale l'area di confine?" è il titolo del corso di formazione promosso dal Centro di Salute Mentale di Ravenna e dal Comune di Ravenna nelle giornate 1 febbraio, 1 e 22 marzo, 12 aprile, 24 maggio 2019, dalle ore 10 alle 17 presso la Sala Muratori della Biblioteca Classanense (via Baccarini 5 ).

Il corso di formazione è rivolto a psicologici, medici chirurghi, infermieri, educatori professionali, assistenti sociali. Si propone di creare una opportunità di confronto e formazione tra operatori della Psicologia dell'Adolescenza che operano nei Servizi Pubblici dell'Ausl della Romagna e negli Sportelli di Ascolto delle Scuole Medie Inferiori e Superiori dell'area Distretto Ravenna, Russi e Cervia e ha lo scopo di individuare quali sono gli indicatori clinici che permettono di dare avvio a trattamenti specifici, tenendo conto della particolare fase di sviluppo dell'adolescenza. Info e iscrizioni nel programma allegato.

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La stretta collaborazione tra la società civile e l’Ausl Romagna, e le buone pratiche che maturano all’interno di questa, portano la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale “Infermi” di Rimini a diventare punto di riferimento formativo a livello regionale.

Solo un anno fa la onlus “Rimini Solidale” di Rimini donava all’Unità operativa di TIN dell’ospedale “Infermi” un ecografo indispensabile per ricercare i vasi sanguigni nei neonati, in modo da potervi inserire in maniera più sicura e meno traumatica i cateteri venosi centrali, evitando così di pungere “alla cieca” i “piccolissimi” pazienti. Si tratta di una procedura frequente nei bambini più piccoli e più fragili, fondamentale per potere somministrare nutrizione e farmaci e quindi aumentarne la sopravvivenza. L’inserimento ecoguidato dei cateteri venosi centrali rappresenta una nuova frontiera nella moderna neonatologia.

Su questo argomento si è tenuto, presso le aule formative di Rimini dell’Ausl, il primo corso rivolto agli operatori, sia medici che infermieri, di tutta la Regione, tenuto dall’equipe di Rimini (dottor Giovanni Barone e dottoressa Gina Ancora, direttore dall’Unità operativa) insieme ad illustri docenti della Università Cattolica di Roma.

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Il Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria dell'Università di Bologna, con sede a Rimini, festeggia i suoi primi laureati. Il 13 novembre scorso si è svolta infatti la prima seduta di laurea. Il Corso ha come obiettivo quello di formare professionisti con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere con responsabilità le funzioni proprie della professione di Assistente Sanitario, secondo i principi e i metodi della prevenzione, promozione ed educazione alla salute.
Questo primo triennio si conclude molto positivamente e con grande soddisfazione da parte della professoressa Maria Pia Fantini, coordinatrice del Corso e di tutta la commissione di laurea. Gli studenti hanno approfondito temi di grande attualità per la Sanità Pubblica come ad esempio le diseguaglianze sociali nell'accesso ai servizi sanitari,  il fenomeno dell'esitazione vaccinale, le strategie di prevenzione vaccinale in gruppi target, la promozione della salute in viaggio, il Web 2.0 e l'informazione sui temi della salute, peer education e promozione della salute nelle scuole, la prevenzione e il controllo della tubercolosi tra gli immigrati. I neolaureati sono 11, con cinque 110 e lode.
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