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Si è svolta questa mattina, presso l’Ospedale “Infermi” di Rimini, la presentazione di un nuovo ambulatorio per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie epatobiliopancreatiche (tumore del pancreas e altre patologie, principalmente oncologiche, di quell’area corporea) e di un nuovo ruolo di infermiere case manager a supporto dell’ambulatorio stesso. Il tutto grazie alla donazione dell’Associazione “Oltre la Ricerca” di Rimini. Erano presenti la presidente di “Oltre la Ricerca” Francesca Gabellini e i vertici associativi, l’assessore Mattia Morolli in rappresentanza del Comune di Rimini, il dottor Romeo Giannei (direttore ospedali del Riminese), il dottor Luigi Veneroni, chirurgo, e in sostituzione del direttore della Chirurgia di Rimini dottor Gianluca Garulli (assente per un sopravvenuto e improrogabile impegno), le altre figure mediche che collaboreranno all’ambulatorio, tra cui in particolare il dottor Giorgio Ballardini (direttore della Medicina Interna), il dottor Davide Tassinari (direttore dell’Oncologia), il dottor Enrico Cavagna (direttore della Radiologia), medici della Gastroenterologia, il direttore tecnico infermieristico di Rimini dottor Andrea Galeotti.

Un gruppo di professionisti non casuale. La parola d’ordine per il contrasto di queste patologie è infatti la presa in carico tempestiva, in modo da arrivare all’eventuale intervento chirurgico il prima possibile, e collegiale da parte di figure mediche di varie specialità. Un lavoro in equipe per un approccio di “rete” al caso clinico, per “aggredire” la malattia da tutti i punti di vista come chiarito molto bene dal dottor Giannei. L’ambulatorio si pone proprio in quest’ottica: vi saranno avviati pazienti per i quali il medico di famiglia o altri medici riscontrino sintomi di questo tipo di patologie, e lì il paziente verrà preso in carico in maniera completa e a tutto tondo, nell’ambito del percorso clinico più adatto per lui. Approccio evidenziato, nel corso degli interventi, anche dal dottor Veneroni, degli altri clinici e anche della presidente Gabellini.

Il dottor Veneroni ha anche letto un intervento del dottor Gianluca Garulli che non è potuto essere presente per sopravvenuti ed improrogabili impegni: "Un caloroso saluto  alle Autorità presenti  e  permettetemi  due parole  per illustrare l'iniziativa che ci vede oggi qui  riuniti. Le neoplasie  del pancreas oggi sono tra le più letali neoplasie che la Medicina deve  affrontare e  non sempre con risultati attesi: la varietà delle neoplasie coinvolge sia nella gestione che nel trattamento  medico e chirurgico, numerosi specialisti  .In ordine alfabetico  l'anestesista , il chirurgo , il gastroenterologo, il radiologo , il radioterapista e l'oncologo sono Tutti coinvolti  nel trovare quotidianamente le soluzioni più appropriate ed efficaci   per ogni singolo paziente. L'Associazione Oltre la Ricerca e il Presidente Avv. Francesca Gabellini   ha sentito e condiviso con i professionisti questo progetto che vede nascere  nel Territorio di Rimini all'interno dell'Ospedale Infermi , un ambulatorio che vuole essere un punto di Riferimento per i pazienti affetti da tale patologia ma anche  per i Medici di Medicina Generale  che possono accedervi e trovare risposte rapide ed efficaci. E' quindi all'Associazione  Oltre la Ricerca che va il mio più sentito ringraziamento per aver  condiviso il progetto e sostenuto economicamente; all'Azienda Romagna al Direttore Marcello Tonini, al dr . Andrea  Galeotti , al dr. Romeo Giannei  un particolare ringraziamento per  aver reso  possibile che questo progetto si realizzasse in così poco tempo. Un ringraziamento ai Medici Specialisti che sicuramente renderanno questo progetto un punto di partenza e di riferimento per la Romagna in questo difficile campo della Medicina".

Intervento di Francesca Gabellini (Presidente di "Oltre la Ricerca"): "In seguito alla forte volontà dell’Associazione di Volontariato Oltre la Ricerca, che lavora sul territorio riminese per la lotta al tumore al pancreas, ed in collaborazione con i servizi Sviluppo e Risorse Umane, Direzione Infermieristica e Tecnica dell’Ausl Romagna e con l’Unità operativa Chirurgia dell’Ospedale Infermi di Rimini, verrà attivata dal mese di aprile l’attività di una infermiera case manager che si integrerà nel Percorso Diagnostico Terapeutico delle Patologie epato-bilio-pancreatiche, per coadiuvare e rendere più fluido il percorso del paziente con sospetto diagnostico di tumore al pancreas, presso la Chirurgia dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. L’ambulatorio - che si innesta sull’attività dell’ambulatorio di libero accesso aperto dal 2011 per monitorare i pazienti con aumentato rischio della patologia - si avvarrà di  professionalità provenienti da Radiologia, Medicina Interna, Epatologia e Gastroenterologia ed Oncologia, e lavorerà in modo approfondito per stabilire i rischi genetici relativi ai parenti diretti delle persone che hanno contratto una neoplasia pancreatica con il fine di attuare un’attenta opera di monitoraggio e prevenzione. Con la donazione di 20.000 euro finalizzati all’istituzionalizzazione della figura di case manager, Oltre la Ricerca intende  dare un chiaro segnale di collaborazione sempre più intensa con l’Azienda Usl della Romagna, che ha accolto favorevolmente l’iniziativa. La case manager avrà il ruolo chiave di accogliere e accompagnare il paziente dalla diagnosi al post intervento, seguendo le indicazioni del medico di medicina generale - che è il soggetto che, a seguito di sintomi e conseguente dubbio diagnostico, invia il paziente - e del team di medici esperti che seguono ogni singolo caso. Per Oltre la Ricerca si tratta della realizzazione di un fondamentale obiettivo, con l’intento di rendere più semplice il percorso di pazienti e familiari nell’affrontare una patologia insidiosa e purtroppo sempre più diffusa come il tumore al pancreas e di  minimizzare il tempo tra un fondato sospetto e  l’eventuale diagnosi. L'associazione grande soddisfazione per l’attuazione e l’avvio di questa figura centrale per la gestione del paziente, figura che verrà mantenuta stabilmente nel tempo e confermano la volontà  di impegnarsi per rendere sempre più forte la connessione tra cittadini e istituzioni, tra  malati e medici, tra territorio ed ospedale, tra  personalizzazione delle cure e  best practice, tra umanizzazione del percorso e protocolli sperimentali all’avanguardia".

L’assessore Morolli, nel portare il saluto della città di Rimini, ha evidenziato in particolare due aspetti: “E’ molto bello che vi siano frequenti donazioni e collaborazioni, da parte della società civile, verso l’ospedale e più in generale la ‘nostra’ sanità. Questo dà il senso di una comunità coesa, sebbene in questi tempi difficili, e che sa collaborare con lungimiranza”. Secondo aspetto, “nell’era in cui sembra che tutto diventi telematico e mediato, oggi presentiamo un servizio centrato sulla professionalità delle persone, medici e infermiera case manager, che prendono in carico il paziente dal punto di vista clinico e che lo accompagnano, dal punto di vista umano. Lo slogan dell’Ausl, ‘Sono le persone a curare le persone’, da questo punto di vista è molto azzeccato”.

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Per il ciclo di conferenze “Salute e benessere al femminile" organizzato dall'associazione ADOCM Crisalide di Rimini, sabato 30 marzo, dalle ore 9, presso la Sala AUSER di via Caduti di Marzabotto 30, a RIMINI , si terrà la conferenza pubblica dal titolo “Tumore al seno: facciamo il punto”. Tra i relatori, anche i professionisti dell’Ausl Romagna.

Maggiori dettagli nell'allegata locandina.

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Molto apprezzata, questa mattina, l'esibizione del gruppo musicale "Sunset Radio", svoltasi nella hall del reparto di Oncologia dell'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, ma allargatasio poi anche in altri ambienti ospedalieri, fino alla Medicina interna. Numerosi i pazienti e loro famigliari che hanno assistito, e anche qualche visitatore estemporaneo si è fermato ad ascoltare, visto il livello dei musicisti. La band ravennate, nota per i suoi tour in Giappone nei quali ha riscosso molto successo, fonda le proprie radici artistiche nel punk rock californiano degli anni '90 tra l’hardcore e il pop punk moderno. Molte le iniziative benefiche alle quali la band si è prestata, anche per la città di Ravenna, tra cui quella odierna, punteggiata da numerosi applausi e conclusasi con una promessa di ritorno da parte dei musicisti.

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Sono di Cesena ma, per ricordare un loro amico scomparso, hanno deciso di svolgere una serie di iniziative finalizzare ad effettuare una donazione all’Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Sono i ragazzi del "Circolo non solo rosso" di Bulgarnò Cesena e "Gli amici di Teo", che, nei mesi scorsi,  hanno organizzato una serata in memoria del caro amico Matteo Cucchi,  "Memorial Teo", il cui ricavato è stato devoluto, insieme all 'associazione "Qualcosa di grandi per i piccoli", all'acquisto di preziosi giocattoli che verranno donati ai bambini dell'Oncoematologia.

Ogni volta che un piccolo paziente sarà sottoposto a manovre dolorose in sala operatoria riceverà uno dei piccoli doni. Così che la sala operatoria sarà per loro un pensiero meno gravoso, perché associato all’apertura dell'”armadio dei giochi” dove troveranno un regalo “ in cambio” della puntura. Tutto ciò contribuisce significativamente a ridurre l'ansia della sala operatoria e a rendere meno traumatica l'esperienza di malattia nonché alla compliance del paziente, così importante soprattutto nelle terapie oncologiche.

La consegna è avvenuto il 15 novembre scorso, alla presenza di tutti i soggetti che hanno partecipato alla raccolta fondi, nonché al papà di Teo.

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Solitamente per il proprio compleanno si ricevono regali. Ma c’è anche chi, invece, li fa… E’ il caso della compagnia dialettale di Riccione “Quei dal Funtanele”, che in occasione dei propri trent’anni d’attività ha deciso di fare una importante e generosa donazione al Servizio di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (Unità operativa di Pediatria). Sono cinque anni, infatti, che la compagnia sta mettendo da parte il ricavato dei vari spettacoli, e così è arrivata alla somma di diecimila euro, coi quali ha donato un innovativo ecografo al servizio.

Stamane, in reparto, una sobria cerimonia di inaugurazione dell’apparecchiatura, del valore di diecimila euro, alla presenza della Compagnia, dell’Associazione Arop (che ha fatto da tramite per i contatti), della Direzione Aziendale nella persona della dottoressa Marzia Giovagnoli, del primario della Pediatria dottor Gianluca Vergine e della dottoressa Roberta Pericoli, direttore del Servizio di Oncoematologia Pediatrica.

Le donazioni della compagnia riccionese non sono una novità, come ricordato dagli attori stessi. “Nel 2013, in occasione del nostro quarto di secolo di attività, donammo quattro monitor multiparametrici all’Ospedale di Riccione, e cinque anni ancora prima, 2008, organizzammo la donazione di tre letti di degenza sempre al ‘Ceccarini’ . La nostra compagnia nasce nel 1988, quando abbiamo fatto una prima rappresentazione dialettale per una festa di Carnevale. Di lì l’idea di farlo diventare un hobby, e quindi una modalità per aiutare il prossimo, attraverso commedie, rigorosamente dialettali, dei principali autori e registi del territorio. L’idea di aiutare l’Oncoematologia pediatrica è stata l’idea di uno di noi che è scoccata come una scintilla, e che abbiamo condiviso tutti con entusiasmo. E siccome non siamo stanchi, e facciamo donazioni ogni cinque anni – ha concluso la Compagnia – se tra cinque anni avrete bisogno, ci saremo ancora”.

Sempre vicina al Servizio, l’Arop ha svolto in questo caso un importante opera di facilitazione e contatto “grazie alla quale il Servizio si può giovare di apparecchi sempre all’avanguardia”.

Alla compagnia “Quei dal Funtanele”, un sentito ringraziamento da parte della dottoressa Giovagnoli e, ovviamente, dei dottori Vergine e Pericoli, i quali hanno anche illustrato le caratteristiche salienti dell'apparecchiatura donata: “Si tratta di un ecografo di grandi prestazioni sebbene di dimensioni contenute. E proprio queste dimensioni ne consentono un utilizzo anche al letto dei piccoli pazienti. Sarà utilizzato per l’Oncoematologia pediatrica ma, al bisogno, ne potranno usufruire anche altri pazienti pediatrici: abbiamo 23 posti letto – ha concluso il primario – e spessissimo sono tutti pieni”.

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Si è svolta questa mattina una conferenza stampa all’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza a seguito della donazione, da parte dell’istituto di credito “LA BCC ravennate, forlivese e imolese Soc. Coop.” di due letti per ambulatorio all’unità operativa di Oncologia del nosocomio, alla presenza del presidente della banca Secondo Ricci, del presidente del Comitato locale faentino Paolo Caroli, del responsabile dell’area commerciale di Faenza Valerio Albonetti, del direttore medico del presidio Davide Tellarini e del direttore dell’unità operativa Stefano Tamberi.

A fare gli onori di casa il dottor Tellarini, il quale ha evidenziato come quello di oggi sia “un ulteriore, importante gesto di vicinanza da parte della società civile all’Oncologia dell’Ospedale di Faenza. Già negli anni scorsi la banca aveva donato 6 letti per il day hospital, e ora ha inteso proseguire sulla stessa strada donando altri 2 lettini per gli ambulatori”. Lettini che serviranno per dare un servizio sempre più completo, dal punto di vista non solo clinico-diagnostico ma anche dell’accoglienza, ai pazienti faentini e a quelli che scelgono l’ospedale di Faenza per curarsi.

“L’attività del nostro reparto – ha precisato il dottor Tamberi – è molto apprezzata dalla cittadinanza, anche perché cerchiamo di mettere in pratica l’obiettivo di avere il paziente al centro della cura: qui da noi abbiamo vari servizi in consulenza, compreso quello nutrizionistico e il sostegno psicologico. Sono i professionisti che si muovono per le consulenze non i pazienti, che qui trovano tutto. Questa donazione è un elemento molto importante da questo punto di vista, cioè in un’ottica di adesione alle cure che è funzionale a maggiori chance di guarigione”. Tamberi ha inoltre precisato che “la nostra attività ambulatoriale è molto importante ed effettuiamo oltre duemila visite l’anno con un numero di pazienti che usufruisce delle nostre prestazioni di circa ottocento”.

Il presidente Ricci, nel suo intervento, ha detto che “voi svolgete una funzione importante, una missione delicata, nel prendervi cura della salute delle persone. Per questo nell’ambito dei nostri bilanci prevediamo somme significative per il sostegno agli ospedali, in tutto il territorio di nostra competenza. E per contro siamo felici quando i servizi ai quali effettuiamo delle donazioni, come questo ricevono l’apprezzamento dell’utenza”.

Il presidente del comitato locale Caroli ha evidenziato come “il sostegno al territorio di riferimento è nel Dna della nostra banca e in generale delle Banche di credito cooperativo; noi abbiamo migliaia di clienti e soci che ripongono fiducia in noi ed è doveroso, e ne siamo felici, ‘restituire’ un aiuto al nostro territorio di riferimento”.

Un’operazione questa, come evidenziato dal responsabile dell’area commerciale Albonetti, “che rafforza il senso di appartenenza dei residenti in questa città, il fatto di sentirsi faentini sette giorni su sette. Un attaccamento che si estende anche all’ospedale di Faenza, sia da parte dei cittadini sia degli operatori che vi lavorano”.

                                              

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Venerdì 30 novembre, dalle ore 20, presso la Casa Spadoni di via Granarolo 99, si svolgerà la seconda edizione del Charity Dinner IOR della sede di Faenza: un evento che nasce per aggregare le Istituzioni, il mondo del Volontariato, i Medici e Ricercatori del nostro territorio, nonché le Aziende partner che da anni sostengono la lotta contro il cancro. Già dal debutto, avvenuto l’anno passato, la serata ha ottenuto un ottimo riscontro: sono state circa sessanta le persone intervenute, per un incasso di oltre 5.000 euro andato a favore dell’attivazione del servizio d’assistenza domiciliare di cure palliative per i pazienti del territorio. Si tratta di un percorso che contraddistingueva l’attività dell’Istituto soprattutto nella prima fase dei suoi 39 anni di vita, e che ora viene riproposto adattandolo alle nuove esigenze del malato oncologico e di chi gli sta accanto grazie ad un’equipe multidisciplinare che vede la presenza di volontari debitamente formati, di un’operatrice sanitaria e di una psicologa dedicata: non più semplice compagnia ed ascolto quindi, ma un vero e proprio approccio a tutto tondo alla malattia, per lenire per quanto possibile le sofferenze di chi ne affetto e alleviare un po’ il peso che grava sui suoi famigliari. Il bisogno di una tale assistenza è suffragato dai dati relativi alla sua erogazione: solo nella prima parte del 2018 già sedici pazienti di Faenza hanno richiesto l’intervento dell’operatrice IOR.

Se quindi la prima edizione del Charity Dinner di Faenza è stata dedicata ai servizi alla persona, o per usare le parole del motto IOR al “vicino a chi soffre”, quest’anno la serata andrà interamente alla seconda parte della mission: la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, l’”insieme a chi cura”. Nel corso della serata interverranno infatti il dott. Stefano Tamberi, Responsabile della U.O. di Oncologia dell’Ospedale degli Infermi di Faenza, e il dott. Giampaolo Ugolini, Direttore della U.O. di Chirurgia della medesima struttura, per presentare nuovi progetti e strumentazioni che promettono di avere un impatto determinante, in termini di aspettativa e di qualità di vita, per i pazienti del territorio. Inoltre, il ricavato andrà a sostenere gli studi portati avanti presso l’Istituto Tumori della Romagna, fondamentali per donare nuove speranze a chi lotta contro il cancro. « Da anni a Faenza la patologia mammaria, gastroenterica e urologica vengono strutturalmente affrontate in modo multidisciplinare: rimaneva aperta la sfida di curare al meglio i pazienti anziani – spiega proprio il dott. Tamberi – nel corso della serata presenteremo un progetto, portato avanti grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo, che darà una risposta anche a questo aspetto. Non dimentichiamo d’altronde che l’età media della popolazione si è allungata: anche l’aspettativa di vita del soggetto oncologico, grazie ai progressi delle terapie e della ricerca scientifica, è incrementata. Ne consegue che il cancro è sempre più una malattia che attiene alla terza età: più del 50% dei pazienti che entrano presso la nostra struttura ha più di 70 anni.»

Solidarietà, buon cibo, punto della situazione della lotta contro il cancro a Faenza, sostegno dei servizi erogati dalle strutture del territorio: i motivi per partecipare sono molteplici. Per informazioni e prenotazioni, da effettuare preferibilmente entro venerdì 17 novembre, è possibile contattare la Sede IOR di Faenza – Via Tolosano 6/B – tel. 0546 661505.

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L’oncologia ravennate ad alto livello internazionale. Il reparto dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” fa parte infatti delle strutture coinvolte in un innovativo studio multicentrico che sta aprendo nuove frontiere nella cura del tumore del polmone, e il primario, dottor Federico Cappuzzo, che è coordinatore internazionale dello studio, ha relazionato sui risultati nel congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) a Monaco di Baviera.

Sono circa 700 i pazienti - affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule ad istologia non squamosa - coinvolti nello studio “Impower 130. E dallo studio è emerso che la combinazione di chemioterapia e Atezolizumab, un nuovo farmaco immunoterapico, aumenta in modo significativo la durata di vita di questi pazienti.

“Si tratta di uno studio di grande importanza - commenta il dottor Cappuzzo - che conferma come oggi l’immunoterapia sia il trattamento di riferimento dei pazienti con tumore al polmone avanzato. Il particolare questo studio conferma come l’immunoterapia in combinazione con la chemioterapia è efficace in tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro predisposizione ad una maggiore sensibilità all’immunoterapia. L’analisi dei diversi sottogruppi - sottolinea il professionista - mostra come solo i pazienti con metastasi epatiche hanno un minor beneficio, evidenziando la necessità di utilizzare per essi strategie più efficaci in questo specifico sottogruppo. I dati dello studio verranno a breve pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali”.

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Voli da brivido, ma assolutamente sicuri, per una buona causa. I piloti dell’associazione “27 Aerobatics” hanno infatti utilizzato il ricavato di alcune manifestazioni di volo acrobatico per l’acquisto di un’apparecchiatura donata all’Ospedale “Infermi” di Rimini, servizio di Oncoematologia Pediatrica. Si tratta di un laser utilizzato per curare le ulcere delle mucose del cavo orale, che spesso affliggono i piccoli pazienti sottoposti a chemioterapia. Nei giorni scorsi la consegna alla presenza di Paolo Sapignoli, in rappresentanza dell’associazione che ha donato, della direzione medica dell’Ospedale (dottori Gianfranco Cicchetti e Marzia Giovagnoli) del primario della Pediatria Gianluca Vergine e della responsabile del servizio Roberta Pericoli.

                                  

“Le terapie che effettuiamo per i nostri pazienti hanno anche alcuni effetti collaterali. Tra cui mucositi, che portano a lesioni nelle mucose del cavo orale – spiega la dottoressa Pericoli –; sono lesioni molto dolorose che rendono difficilissimo mangiare, tanto che è necessario il ricovero per la nutrizione parenterale”. Le lesioni possono durare fino a 10 giorni e colpiscono una trentina di bimbi l’anno. “Con questa apparecchiatura effettuiamo rivascolarizzazione dell’area colpita e nel giro di 1/2 giorni la ferita migliora fortemente e il bimbo riesce a tornare a mangiare, evitando il ricovero ospedaliero”.

“Ringrazio l’associazione per la determinazione che ha portato alla donazione – aggiunge il dottor Vergine – che è fondamentale per queste patologie. Auspico che sia l’inizio di una collaborazione”. Medesimo auspicio anche dalla direzione medica: “La vicinanza della società civile e del mondo del volontariato – dice il dottor Cicchetti – è molto importante per la nostra Azienda”.

“La nostra associazione raggruppa piloti di aereo di professione – racconta Sapignoli -. E nel  nostro tempo libero pratichiamo il volo acrobatico con aerei ad elica, realizzati tutti in fibra di carbonio, appositamente per questo tipo di manifestazioni. Sono assolutamente sicuri e trasportiamo anche passeggeri che, a fronte del pagamento di un biglietto, desiderano provare l’emozione del volo acrobatico. Ma nei nostri obiettivi è anche diffondere la passione per il volo ed occuparci di cause positive. Per questo motivo abbiamo deciso di devolvere il ricavato di alcuni trasporti svoltisi in agosto all’aeroporto di Fano, nonché alcuni fondi della nostra associazione, all’acquisto del laser. E’ nostra intenzione proseguire su questa strada e voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, tra cui in particolare l’Ufficio del Turismo del Comune di Rimini che ci ha dato una grossa mano nella promozione”.                                              

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E’ stato un momento di grande emozione, la donazione, da parte della famiglia Montevecchi, di un’apparecchiatura all’unità operativa di Oncologia dell’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza, in memoria della signora Elena Baldi.

Il signor Mauro Montevecchi, marito della signora, col figlio Luca, le sorelle e altri congiunti hanno donato un aspiratore medico chirurgico che è stato consegnato, nella suggestiva Sala Museale della Direzione Medica, alla presenza del dottor Maurizio Spinelli (Direzione Ospedaliera), del dottor Stefano Tamberi (direttore dell’unità operativa) e di personale medico e infermieristico della Oncologia.

Molto sentiti i ringraziamenti sia delle Direzione Ospedaliera sia del dottor Tamberi, il quale ha spiegato che “questa apparecchiatura, che può essere utilizzata anche in emergenza, migliorarerà ulteriormente l'assistenza ai pazienti oncologici seguiti presso il nostro reparto”.

Il signor Montevecchi ha ricordato come questa donazione sia stato un fermo desiderio della signora Baldi (citata in una apposita targa collocata sull’apparecchio), “e noi così intendiamo ricordarla, come facciamo ogni giorno da quando è scomparsa. Questa decisione – ha aggiunto il signor Montevecchi emozionato – vuol essere anche un segno della fiducia che riponiamo nel Ospedale di Faenza e nei reparti dove Elena è stata curata, sempre con competenza, gentilezza e anche prontezza nel rispondere alle esigenze che mano a mano si manifestavano”.

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