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Molto apprezzata, questa mattina, l'esibizione del gruppo musicale "Sunset Radio", svoltasi nella hall del reparto di Oncologia dell'Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, ma allargatasio poi anche in altri ambienti ospedalieri, fino alla Medicina interna. Numerosi i pazienti e loro famigliari che hanno assistito, e anche qualche visitatore estemporaneo si è fermato ad ascoltare, visto il livello dei musicisti. La band ravennate, nota per i suoi tour in Giappone nei quali ha riscosso molto successo, fonda le proprie radici artistiche nel punk rock californiano degli anni '90 tra l’hardcore e il pop punk moderno. Molte le iniziative benefiche alle quali la band si è prestata, anche per la città di Ravenna, tra cui quella odierna, punteggiata da numerosi applausi e conclusasi con una promessa di ritorno da parte dei musicisti.

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Sono di Cesena ma, per ricordare un loro amico scomparso, hanno deciso di svolgere una serie di iniziative finalizzare ad effettuare una donazione all’Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” di Rimini.

Sono i ragazzi del "Circolo non solo rosso" di Bulgarnò Cesena e "Gli amici di Teo", che, nei mesi scorsi,  hanno organizzato una serata in memoria del caro amico Matteo Cucchi,  "Memorial Teo", il cui ricavato è stato devoluto, insieme all 'associazione "Qualcosa di grandi per i piccoli", all'acquisto di preziosi giocattoli che verranno donati ai bambini dell'Oncoematologia.

Ogni volta che un piccolo paziente sarà sottoposto a manovre dolorose in sala operatoria riceverà uno dei piccoli doni. Così che la sala operatoria sarà per loro un pensiero meno gravoso, perché associato all’apertura dell'”armadio dei giochi” dove troveranno un regalo “ in cambio” della puntura. Tutto ciò contribuisce significativamente a ridurre l'ansia della sala operatoria e a rendere meno traumatica l'esperienza di malattia nonché alla compliance del paziente, così importante soprattutto nelle terapie oncologiche.

La consegna è avvenuto il 15 novembre scorso, alla presenza di tutti i soggetti che hanno partecipato alla raccolta fondi, nonché al papà di Teo.

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Solitamente per il proprio compleanno si ricevono regali. Ma c’è anche chi, invece, li fa… E’ il caso della compagnia dialettale di Riccione “Quei dal Funtanele”, che in occasione dei propri trent’anni d’attività ha deciso di fare una importante e generosa donazione al Servizio di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale “Infermi” di Rimini (Unità operativa di Pediatria). Sono cinque anni, infatti, che la compagnia sta mettendo da parte il ricavato dei vari spettacoli, e così è arrivata alla somma di diecimila euro, coi quali ha donato un innovativo ecografo al servizio.

Stamane, in reparto, una sobria cerimonia di inaugurazione dell’apparecchiatura, del valore di diecimila euro, alla presenza della Compagnia, dell’Associazione Arop (che ha fatto da tramite per i contatti), della Direzione Aziendale nella persona della dottoressa Marzia Giovagnoli, del primario della Pediatria dottor Gianluca Vergine e della dottoressa Roberta Pericoli, direttore del Servizio di Oncoematologia Pediatrica.

Le donazioni della compagnia riccionese non sono una novità, come ricordato dagli attori stessi. “Nel 2013, in occasione del nostro quarto di secolo di attività, donammo quattro monitor multiparametrici all’Ospedale di Riccione, e cinque anni ancora prima, 2008, organizzammo la donazione di tre letti di degenza sempre al ‘Ceccarini’ . La nostra compagnia nasce nel 1988, quando abbiamo fatto una prima rappresentazione dialettale per una festa di Carnevale. Di lì l’idea di farlo diventare un hobby, e quindi una modalità per aiutare il prossimo, attraverso commedie, rigorosamente dialettali, dei principali autori e registi del territorio. L’idea di aiutare l’Oncoematologia pediatrica è stata l’idea di uno di noi che è scoccata come una scintilla, e che abbiamo condiviso tutti con entusiasmo. E siccome non siamo stanchi, e facciamo donazioni ogni cinque anni – ha concluso la Compagnia – se tra cinque anni avrete bisogno, ci saremo ancora”.

Sempre vicina al Servizio, l’Arop ha svolto in questo caso un importante opera di facilitazione e contatto “grazie alla quale il Servizio si può giovare di apparecchi sempre all’avanguardia”.

Alla compagnia “Quei dal Funtanele”, un sentito ringraziamento da parte della dottoressa Giovagnoli e, ovviamente, dei dottori Vergine e Pericoli, i quali hanno anche illustrato le caratteristiche salienti dell'apparecchiatura donata: “Si tratta di un ecografo di grandi prestazioni sebbene di dimensioni contenute. E proprio queste dimensioni ne consentono un utilizzo anche al letto dei piccoli pazienti. Sarà utilizzato per l’Oncoematologia pediatrica ma, al bisogno, ne potranno usufruire anche altri pazienti pediatrici: abbiamo 23 posti letto – ha concluso il primario – e spessissimo sono tutti pieni”.

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Si è svolta questa mattina una conferenza stampa all’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza a seguito della donazione, da parte dell’istituto di credito “LA BCC ravennate, forlivese e imolese Soc. Coop.” di due letti per ambulatorio all’unità operativa di Oncologia del nosocomio, alla presenza del presidente della banca Secondo Ricci, del presidente del Comitato locale faentino Paolo Caroli, del responsabile dell’area commerciale di Faenza Valerio Albonetti, del direttore medico del presidio Davide Tellarini e del direttore dell’unità operativa Stefano Tamberi.

A fare gli onori di casa il dottor Tellarini, il quale ha evidenziato come quello di oggi sia “un ulteriore, importante gesto di vicinanza da parte della società civile all’Oncologia dell’Ospedale di Faenza. Già negli anni scorsi la banca aveva donato 6 letti per il day hospital, e ora ha inteso proseguire sulla stessa strada donando altri 2 lettini per gli ambulatori”. Lettini che serviranno per dare un servizio sempre più completo, dal punto di vista non solo clinico-diagnostico ma anche dell’accoglienza, ai pazienti faentini e a quelli che scelgono l’ospedale di Faenza per curarsi.

“L’attività del nostro reparto – ha precisato il dottor Tamberi – è molto apprezzata dalla cittadinanza, anche perché cerchiamo di mettere in pratica l’obiettivo di avere il paziente al centro della cura: qui da noi abbiamo vari servizi in consulenza, compreso quello nutrizionistico e il sostegno psicologico. Sono i professionisti che si muovono per le consulenze non i pazienti, che qui trovano tutto. Questa donazione è un elemento molto importante da questo punto di vista, cioè in un’ottica di adesione alle cure che è funzionale a maggiori chance di guarigione”. Tamberi ha inoltre precisato che “la nostra attività ambulatoriale è molto importante ed effettuiamo oltre duemila visite l’anno con un numero di pazienti che usufruisce delle nostre prestazioni di circa ottocento”.

Il presidente Ricci, nel suo intervento, ha detto che “voi svolgete una funzione importante, una missione delicata, nel prendervi cura della salute delle persone. Per questo nell’ambito dei nostri bilanci prevediamo somme significative per il sostegno agli ospedali, in tutto il territorio di nostra competenza. E per contro siamo felici quando i servizi ai quali effettuiamo delle donazioni, come questo ricevono l’apprezzamento dell’utenza”.

Il presidente del comitato locale Caroli ha evidenziato come “il sostegno al territorio di riferimento è nel Dna della nostra banca e in generale delle Banche di credito cooperativo; noi abbiamo migliaia di clienti e soci che ripongono fiducia in noi ed è doveroso, e ne siamo felici, ‘restituire’ un aiuto al nostro territorio di riferimento”.

Un’operazione questa, come evidenziato dal responsabile dell’area commerciale Albonetti, “che rafforza il senso di appartenenza dei residenti in questa città, il fatto di sentirsi faentini sette giorni su sette. Un attaccamento che si estende anche all’ospedale di Faenza, sia da parte dei cittadini sia degli operatori che vi lavorano”.

                                              

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Venerdì 30 novembre, dalle ore 20, presso la Casa Spadoni di via Granarolo 99, si svolgerà la seconda edizione del Charity Dinner IOR della sede di Faenza: un evento che nasce per aggregare le Istituzioni, il mondo del Volontariato, i Medici e Ricercatori del nostro territorio, nonché le Aziende partner che da anni sostengono la lotta contro il cancro. Già dal debutto, avvenuto l’anno passato, la serata ha ottenuto un ottimo riscontro: sono state circa sessanta le persone intervenute, per un incasso di oltre 5.000 euro andato a favore dell’attivazione del servizio d’assistenza domiciliare di cure palliative per i pazienti del territorio. Si tratta di un percorso che contraddistingueva l’attività dell’Istituto soprattutto nella prima fase dei suoi 39 anni di vita, e che ora viene riproposto adattandolo alle nuove esigenze del malato oncologico e di chi gli sta accanto grazie ad un’equipe multidisciplinare che vede la presenza di volontari debitamente formati, di un’operatrice sanitaria e di una psicologa dedicata: non più semplice compagnia ed ascolto quindi, ma un vero e proprio approccio a tutto tondo alla malattia, per lenire per quanto possibile le sofferenze di chi ne affetto e alleviare un po’ il peso che grava sui suoi famigliari. Il bisogno di una tale assistenza è suffragato dai dati relativi alla sua erogazione: solo nella prima parte del 2018 già sedici pazienti di Faenza hanno richiesto l’intervento dell’operatrice IOR.

Se quindi la prima edizione del Charity Dinner di Faenza è stata dedicata ai servizi alla persona, o per usare le parole del motto IOR al “vicino a chi soffre”, quest’anno la serata andrà interamente alla seconda parte della mission: la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica, l’”insieme a chi cura”. Nel corso della serata interverranno infatti il dott. Stefano Tamberi, Responsabile della U.O. di Oncologia dell’Ospedale degli Infermi di Faenza, e il dott. Giampaolo Ugolini, Direttore della U.O. di Chirurgia della medesima struttura, per presentare nuovi progetti e strumentazioni che promettono di avere un impatto determinante, in termini di aspettativa e di qualità di vita, per i pazienti del territorio. Inoltre, il ricavato andrà a sostenere gli studi portati avanti presso l’Istituto Tumori della Romagna, fondamentali per donare nuove speranze a chi lotta contro il cancro. « Da anni a Faenza la patologia mammaria, gastroenterica e urologica vengono strutturalmente affrontate in modo multidisciplinare: rimaneva aperta la sfida di curare al meglio i pazienti anziani – spiega proprio il dott. Tamberi – nel corso della serata presenteremo un progetto, portato avanti grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Oncologico Romagnolo, che darà una risposta anche a questo aspetto. Non dimentichiamo d’altronde che l’età media della popolazione si è allungata: anche l’aspettativa di vita del soggetto oncologico, grazie ai progressi delle terapie e della ricerca scientifica, è incrementata. Ne consegue che il cancro è sempre più una malattia che attiene alla terza età: più del 50% dei pazienti che entrano presso la nostra struttura ha più di 70 anni.»

Solidarietà, buon cibo, punto della situazione della lotta contro il cancro a Faenza, sostegno dei servizi erogati dalle strutture del territorio: i motivi per partecipare sono molteplici. Per informazioni e prenotazioni, da effettuare preferibilmente entro venerdì 17 novembre, è possibile contattare la Sede IOR di Faenza – Via Tolosano 6/B – tel. 0546 661505.

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L’oncologia ravennate ad alto livello internazionale. Il reparto dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” fa parte infatti delle strutture coinvolte in un innovativo studio multicentrico che sta aprendo nuove frontiere nella cura del tumore del polmone, e il primario, dottor Federico Cappuzzo, che è coordinatore internazionale dello studio, ha relazionato sui risultati nel congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) a Monaco di Baviera.

Sono circa 700 i pazienti - affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule ad istologia non squamosa - coinvolti nello studio “Impower 130. E dallo studio è emerso che la combinazione di chemioterapia e Atezolizumab, un nuovo farmaco immunoterapico, aumenta in modo significativo la durata di vita di questi pazienti.

“Si tratta di uno studio di grande importanza - commenta il dottor Cappuzzo - che conferma come oggi l’immunoterapia sia il trattamento di riferimento dei pazienti con tumore al polmone avanzato. Il particolare questo studio conferma come l’immunoterapia in combinazione con la chemioterapia è efficace in tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro predisposizione ad una maggiore sensibilità all’immunoterapia. L’analisi dei diversi sottogruppi - sottolinea il professionista - mostra come solo i pazienti con metastasi epatiche hanno un minor beneficio, evidenziando la necessità di utilizzare per essi strategie più efficaci in questo specifico sottogruppo. I dati dello studio verranno a breve pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali”.

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Voli da brivido, ma assolutamente sicuri, per una buona causa. I piloti dell’associazione “27 Aerobatics” hanno infatti utilizzato il ricavato di alcune manifestazioni di volo acrobatico per l’acquisto di un’apparecchiatura donata all’Ospedale “Infermi” di Rimini, servizio di Oncoematologia Pediatrica. Si tratta di un laser utilizzato per curare le ulcere delle mucose del cavo orale, che spesso affliggono i piccoli pazienti sottoposti a chemioterapia. Nei giorni scorsi la consegna alla presenza di Paolo Sapignoli, in rappresentanza dell’associazione che ha donato, della direzione medica dell’Ospedale (dottori Gianfranco Cicchetti e Marzia Giovagnoli) del primario della Pediatria Gianluca Vergine e della responsabile del servizio Roberta Pericoli.

                                  

“Le terapie che effettuiamo per i nostri pazienti hanno anche alcuni effetti collaterali. Tra cui mucositi, che portano a lesioni nelle mucose del cavo orale – spiega la dottoressa Pericoli –; sono lesioni molto dolorose che rendono difficilissimo mangiare, tanto che è necessario il ricovero per la nutrizione parenterale”. Le lesioni possono durare fino a 10 giorni e colpiscono una trentina di bimbi l’anno. “Con questa apparecchiatura effettuiamo rivascolarizzazione dell’area colpita e nel giro di 1/2 giorni la ferita migliora fortemente e il bimbo riesce a tornare a mangiare, evitando il ricovero ospedaliero”.

“Ringrazio l’associazione per la determinazione che ha portato alla donazione – aggiunge il dottor Vergine – che è fondamentale per queste patologie. Auspico che sia l’inizio di una collaborazione”. Medesimo auspicio anche dalla direzione medica: “La vicinanza della società civile e del mondo del volontariato – dice il dottor Cicchetti – è molto importante per la nostra Azienda”.

“La nostra associazione raggruppa piloti di aereo di professione – racconta Sapignoli -. E nel  nostro tempo libero pratichiamo il volo acrobatico con aerei ad elica, realizzati tutti in fibra di carbonio, appositamente per questo tipo di manifestazioni. Sono assolutamente sicuri e trasportiamo anche passeggeri che, a fronte del pagamento di un biglietto, desiderano provare l’emozione del volo acrobatico. Ma nei nostri obiettivi è anche diffondere la passione per il volo ed occuparci di cause positive. Per questo motivo abbiamo deciso di devolvere il ricavato di alcuni trasporti svoltisi in agosto all’aeroporto di Fano, nonché alcuni fondi della nostra associazione, all’acquisto del laser. E’ nostra intenzione proseguire su questa strada e voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, tra cui in particolare l’Ufficio del Turismo del Comune di Rimini che ci ha dato una grossa mano nella promozione”.                                              

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E’ stato un momento di grande emozione, la donazione, da parte della famiglia Montevecchi, di un’apparecchiatura all’unità operativa di Oncologia dell’Ospedale “per gli Infermi” di Faenza, in memoria della signora Elena Baldi.

Il signor Mauro Montevecchi, marito della signora, col figlio Luca, le sorelle e altri congiunti hanno donato un aspiratore medico chirurgico che è stato consegnato, nella suggestiva Sala Museale della Direzione Medica, alla presenza del dottor Maurizio Spinelli (Direzione Ospedaliera), del dottor Stefano Tamberi (direttore dell’unità operativa) e di personale medico e infermieristico della Oncologia.

Molto sentiti i ringraziamenti sia delle Direzione Ospedaliera sia del dottor Tamberi, il quale ha spiegato che “questa apparecchiatura, che può essere utilizzata anche in emergenza, migliorarerà ulteriormente l'assistenza ai pazienti oncologici seguiti presso il nostro reparto”.

Il signor Montevecchi ha ricordato come questa donazione sia stato un fermo desiderio della signora Baldi (citata in una apposita targa collocata sull’apparecchio), “e noi così intendiamo ricordarla, come facciamo ogni giorno da quando è scomparsa. Questa decisione – ha aggiunto il signor Montevecchi emozionato – vuol essere anche un segno della fiducia che riponiamo nel Ospedale di Faenza e nei reparti dove Elena è stata curata, sempre con competenza, gentilezza e anche prontezza nel rispondere alle esigenze che mano a mano si manifestavano”.

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Importanti novità nel campo della terapia dei tumori al polmone: Sono stati recentemente pubblicati sulle più prestigiose riviste mondiali i risultati di due studi clinici internazionali che hanno coinvolto il dipartimento Oncoematologico dell’Ausl Romagna, diretto dal dottor Federico Cappuzzo, tra gli autori di entrambe i lavori.

Il primo studio, presentato al congresso Americano di Oncologia di Chicago e pubblicato sul New England Journal of Medicine e rivolto a pazienti affetti da carcinoma polmonare in fase avanzata, ha dimostrato come l’aggiunta di un nuovo immunoterapico, l’atezolizumab, alla chemioterapia tradizionale aumenta in modo significativo la durata di vita dei pazienti rallentando l’evoluzione della malattia. “Si tratta di uno studio - commenta il dottor Federico Cappuzzo - che conferma come oggi l’immunoterapia sia il nuovo trattamento di riferimento per i pazienti con tumore al polmone, sia come agente singolo in pazienti selezionati, sia in associazione alla chemioterapia”.

Il secondo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, era rivolto a pazienti affetti da tumore al polmone che presentavano una particolare anomalia genetica, il riarrangiamento del gene ALK, evento che si verifica in circa il 5 per cento dei pazienti. Lo studio ha analizzato l’effetto sulla sopravvivenza del crizotinib, il primo farmaco approvato in Italia per il trattamento del tumore polmonare ALK positivo, ed ha dimostrato come questo farmaco ha modificato positivamente la storia naturale della malattia, allungando significativamente la durata di vita. “Lo studio - commenta il priamario - fa comprendere quanto sia importante testare i nostri pazienti per la presenza del riarrangiamento di ALK e quanto sia importante assicurare le più moderne terapie a questi pazienti in quanto non solo vi è un effetto positivo sulla sopravvivenza ma anche sulla qualità di vita. I farmaci anti-ALK sono farmaci orali con una tossicità molto modesta, nettamente minore rispetto ai classici chemioterapici. Siamo orgogliosi di questa doppia pubblicazione – conclude il dottor Cappuzzo – che testimonia l’alto livello espresso dal nostro dipartimento, non solo nel prendersi quotidianamente cura dei pazienti, ma anche nel fare ricerca e sperimentazione”.

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Un progetto dell'Ospedale di Faenza riconosciuto tra i più innovativi nella ricerca indipendente dall'Oncology Science Conference, che si è tenuta a Milano il 20 e 21 maggio scorsi.

In questa occasione, coordinati da un Board scientifico di altissimo rilievo, i ricercatori si sono confrontati sulle diverse problematiche di conduzione, finanziamento e sviluppo delle idee innovative in campo oncologico. Tra le decine di progetti finanziati nei diversi ambiti di cura dei principali tumori, i ricercatori e il Board hanno premiato i due progetti ritenuti più interessanti.

E uno dei due è un progetto del dottor Stefano Tamberi, responsabile del servizio di Oncologia di Faenza, nell’ambito del Dipartimento Onco-ematologico dell'A.USL Romagna. Si tratta di un progetto di ricerca che vedrà coinvolti più centri italiani, e mirato a verificare l'efficacia dell'immunoterapia nel trattamento del carcinoma del retto. Il riconoscimento ottenuto dall'Oncology Science Conference permetterà il finanziamento di una borsa di studio per un giovane ricercatore, ponendo l'A.USL Romagna e la sua oncologia tra i principali promotori di innovazione in campo oncologico.

La ricerca indipendente è quella i cui dati rimangono di proprietà del ricercatore, e in cui le aziende farmaceutiche supportano solo una parte del finanziamento necessario; si tratta di un momento importante per lo sviluppo delle conoscenze, poiché è svincolata da logiche di registrazione dei farmaci e permette di rispondere a quesiti clinici altrimenti non indagati.

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