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Martedì, 14 Agosto 2018 12:12

West Nile virus: ecco come limitare i rischi

A seguito del verificarsi di alcuni casi di pazienti affetti da virus West Nile il Dipartimento di Sanità Pubblica dell'A.USL della Romagna intende rimarcare alcune importanti informazioni in merito.

Va innanzi tutto evidenziato che il virus West Nile ha solitamente un decorso benigno, salvo per pazienti già in condizioni di salute critiche per cause pregresse. L’infezione nella maggior parte dei casi non provoca neppure la comparsa di sintomi, oppure si manifesta con sintomi lievi simili a quelli dell’influenza. Solo in casi rari, in meno dell’uno per cento delle persone colpite, soprattutto se anziane o con alterazioni del sistema immunitario, si possono presentare forme più gravi con sintomi di tipo neurologico. Non si tratta inoltre di una patologia che si trasmette da uomo a uomo, bensì attraverso l’azione di un insetto vettore quale la zanzara che, però, può assumere il virus solo da un uccello e non da una persona già infetta.

Nell'evidenziare che non sussiste allarme sanitario, il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl, in stretto raccordo e collaborazione con le Amminsitrazioni Comunali, a fianco delle informazioni già rilasciate dalla Regione Emilia Romagna e della relativa campagna informativa, intende comunque rimarcare alcune misure di prevenzione per limitare rischi sanitari, di cui si raccomanda l’adozione da parte di tutti i cittadini. Il virus West Nile si trasmette attraverso le punture di zanzare del genere Culex, comuni nelle nostre zone, che sono attive e pungono durante le ore serali e notturne diversamente dalla zanzara tigre che punge soprattutto di giorno. E per prevenire questa malattia, come altre che coinvolgono insetti vettori,  le fondamentali misure precauzionali si possono sintetizzare in due punti essenziali:

1) evitare le punture delle zanzare

2) cercare di ridurre al minimo il numero di zanzare contrastandone la proliferazione.

Come evitare le punture delle zanzare

Ecco alcune semplici raccomandazioni da seguire per proteggersi dalle punture di zanzara nelle ore serali e notturne:

  • All’aperto indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo (con maniche lunghe e pantaloni lunghi).
  • Evitare i profumi, le creme, i dopobarba, ecc. che attraggono gli insetti.
  • Applicare repellenti cutanei su tutte le parti scoperte del corpo, compreso il cuoio capelluto se privo di capelli, ripetendo il trattamento perché i prodotti evaporano rapidamente e vengono asportati dal sudore. I repellenti non vanno applicati sulle mucose (labbra e bocca), sugli occhi e su cute irritata o con ferite. E’ opportuno non utilizzare spray direttamente sul viso, ma applicare il prodotto con le mani.

La durata della protezione dipende dal principio attivo e dalla sua concentrazione.

L’uso dei repellenti non va fatto in modo indiscriminato, ma seguendo scrupolosamente le indicazioni e le avvertenze riportate sulla confezione e prestando particolare attenzione per le donne in gravidanza e per i bambini, per i quali devono essere scelti i prodotti indicati in base all’età.

I prodotti repellenti possono anche essere spruzzati sui vestiti.

  • Per gli ambienti chiusi schermare finestre e porte-finestre con zanzariere a maglie strette. In alternativa è possibile utilizzare apparecchi elettrici emanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, ma tenendo sempre le finestre aperte.

In presenza di zanzare all’interno delle abitazioni si può ricorrere a prodotti in bombolette spray a base di estratto o derivati del piretro, insetticida che si degrada rapidamente soprattutto dopo aerazione dell’ambiente.

Come contrastare la proliferazione delle zanzare

Si ricorda che le Amministrazioni comunali effettuano periodicamente trattamenti larvicidi su pozzetti e caditoie di strade e piazze pubbliche e su parte dei fossi e degli scoli che si trovano alla periferia dei centri abitati.

Inoltre in base ad una recente ordinanza in occasione di manifestazioni pubbliche che si svolgono in orario serale e in aree verdi o con presenza di verde, con presenza di numerose persone, gli organizzatori devono effettuare preventivamente un trattamento con prodotti abbattenti nei confronti delle zanzare.

E l’Azienda USL ha già dato indicazioni ai territori interessati per incrementare i trattamenti contro le larve.

Per contribuire alla riduzione del numero delle zanzare si ritiene opportuno ribadire la necessità che i cittadini continuino ad effettuare con regolarità i trattamenti antilarvali nelle loro proprietà, come previsto anche dalle ordinanze sindacali emesse per la lotta alla zanzara tigre da ogni Comune della nostra provincia. Qualora all’interno delle proprietà private non sia possibile eliminare i ristagni d’acqua occorre usare i prodotti larvicidi in pozzetti, caditoie, grigliati, cisterne, bidoni, contenitori per raccolta d’acqua, fossi, scoli, ecc. I trattamenti vanno effettuati fino a tutto il mese di ottobre con cadenza periodica secondo le indicazioni riportate sulle confezioni.

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Si informa che a partire da lunedì 6 agosto lo sportello di front office afferente ai servizi del Dipartimento di Sanità Pubblica seguirà il seguente orario d’apertura:

  • lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30;
  • martedì e giovedì orario continuato dalle ore 8:30 alle ore 17:00.

Nei medesimi orari è attivo il recapito telefonico al numero 0541.707290.

Per le tematiche riguardanti:

  • esercizi pubblici ed artigianali;
  • inconvenienti igienici.

lo stesso recapito (0541.707290) è attivo anche nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 14.30 alle ore 17.00 per informazioni telefoniche.                                                      

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Unione d’intenti per un'efficace lotta al commercio clandestino di cani, ma anche a rendere possibile una successiva adeguata sistemazione agli animali sequestrati in seguito alle attività di Vigilanza ed Ispezione svolta da tutti gli organi deputati al controllo. In un breve lasso di tempo oltre ai continui rinvenimenti di animali bisognosi di cure, per il servizio veterinario si è venuta a creare una situazione di difficile gestione visti i due interventi svolti in collaborazione con i Carabinieri di Rimini che ha portato a porre sotto sequestro 22 cani, un maiale e una tartaruga, e a dover trovare una soluzione per altri 24 cani che sono stati oggetto di rinuncia di proprietà ed abbandono  nel comune di  Montescudo-Montecolombo.

Animali per i quali il personale dell’Unità Operativa “Sanità Animale di Rimini” dell’Ausl ha provveduto ad individuare, con estrema difficoltà per la saturazione dei posti disponibili nei canili provinciali, sistemazioni adeguate, anche in collaborazione con associazioni di volontariato legate alla tutela animale.

In particolare, per quanto attiene ai cani, il servizio veterinario sta partecipando alle indagini relative all’utilizzo che ne veniva fatto. Di essi, 2 sono sottoposti a sequestro di tipo penale per maltrattamenti (il taglio degli orecchi non consentito), degli altri 20, sottoposti a sequestro amministrativo, 4 presentavano certificati di dubbia provenienza, altro ambito su cui si rende necessario un approfondimento d’indagine. Ad accentuare l’attenzione che va dedicata agli animali, il fatto che vi siano alcune femmine probabilmente in stato di gravidanza, e che si tratta di cani predisposti e preparati per il combattimento, il che richiede che siano mantenuti in box separati.

Anche per la tartaruga ed il maiale non era presente la necessaria documentazione e quest’ultimo era tenuto in condizioni non idonee. Sul posto erano, infine, presenti farmaci veterinari senza le necessarie autorizzazioni e certificazioni.

Sull’intera questione, ma anche in vista di nuovi casi analoghi che possano presentarsi, il servizio veterinario ha convocato, presso la sede Ausl di Rimini, una riunione con l’Amministrazione Comunale, i gestori e le direzioni dei canili,  più altri soggetti aventi titolo sul tema dei pets, al fine di individuare sinergie ed una comune linea di intervento mirata a reprimere, ma anche disincentivare con forza, situazioni come quella smantellata pochi giorni fa.

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Mercoledì, 30 Maggio 2018 11:46

31 maggio, Giornata Mondiale Senza Tabacco

Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza di numerose malattie cronico-degenerative, prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte precoce. In Romagna, stando ai dati rilevati dal sistema di sorveglianza nazionale “Passi” 2014 – 2017 (Progressi delle Aziende Sanitarie per la salute in Italia) i fumatori rappresentano il 28% degli adulti (18-69enni) pari a una stima di circa 210 mila persone. La prevalenza di fumatori è più alta tra uomini (31%), tra le persone con bassa scolarità e quelle con maggior difficoltà economiche. Circa un quinto (21%) dei fumatori 18-69enni è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno). Solo il 3% è un fumatore occasionale (meno di una sigaretta al giorno).

Tra le persone con patologie croniche, la prevalenza di fumatori risulta essere del 27%; in particolare fuma più di un terzo (35%) delle persone con patologia respiratoria cronica, il 31% di quelle con una patologia cardiocircolatoria e il 28% di quelle con diabete.

L’abitudine al fumo inizia precocemente: dall’indagine regionale sugli adolescenti HBSC 2014 emerge che fuma sigarette l’1% degli 11enni, il 5% dei 13enni e il 29% dei 15enni. In Romagna, secondo Passi 2014-2017,tali percentuali salgono al 31% tra i 18-24enni e al 33% tra i 25-34enni. Dopo i 50 anni la prevalenza di fumatori diminuisce progressivamente: 25% tra i 50-69enni, 11% tra i 70-79enni e 5% dopo gli 80 anni (dato regionale di Passi D’argento).

La scuola, la sanità e il mondo del lavoro sono impegnati da tempo in interventi condivisi volti all’obiettivo comune di prevenire l’abitudine al fumo, in particolare nelle giovani generazioni, e favorire il trattamento della dipendenza da nicotina (tabagismo). E numerose sono le iniziative organizzate anche quest’anno in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio) dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL della Romagna, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo,  la Lega Italiana per la lotta con i Tumori e il mondo della Scuola. Iniziative che nella maggior parte dei casi rappresentano momenti conclusivi dei numerosi progetti di educazione alla salute dell’Ausl sulla prevenzione dell’abitudine al fumo e che nel corso dell’anno scolastico 2017-2018 hanno visto la partecipazione attiva di oltre 10mila studenti e centinaia di docenti  delle scuole romagnole anche attraverso percorsi di Educazione alla pari  (peer education) dove i giovani stessi si sono fatti promotori di salute e benessere nei confronti dei loro coetanei.

Smettere di fumare è possibile. L’Ausl della Romagna aiuta i fumatori  attraverso terapie specifiche per la disassuefazione dal fumo di tabacco attuate nei Centri Antifumo aziendali. Ecco le iniziative previste sul territorio romagnolo:

A Cesena  le scuole secondarie di primo grado “F. da Longiano”, “Via Pascoli” “Via Anna Frank” sede T. M. Plauto” hanno accolto i peer educator dell’Istituto Tecnico Garibaldi/Da Vinci e Istituto Tecnico R. Serra nelle classi seconde e terze per realizzare attività di laboratorio interattive sulla promozione della salute e sulla prevenzione dell’abitudine al fumo.

A Forlì  è allestita fino a lunedì 11 giugno, presso l’atrio dell’Ospedale Morgagni Pierantoni,  la mostra dei disegni elaborati dai ragazzi delle Scuole secondarie di primo grado nell’ambito del progetto regionale “Liberi di scegliere”, per il quale ogni anno lo IOR promuove un concorso. Quest’anno è stato selezionato il disegno di Karen e Caterina, studentesse della 2 A della Scuola Zangheri, affiancate dalle docenti Patrizia Adamo e Paola Mercatali. L’elaborato verrà diffuso come manifesto in tutte le scuole del territorio romagnolo.

A Ravenna, nelle numerose scuole aderenti ai progetti di promozione della salute sono previsti eventi conclusivi dei percorsi svolti nel corso dell'anno. Viene distribuito  in collaborazione con lo IOR il manifesto 2018 a tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado della provincia, ai Servizi Educativi e ai Centri per le Famiglie dei Comuni della provincia. La  Scuola Media Montanari ha contribuito in particolare con la produzione di numerosi disegni originali che sono stati affissi negli spazi comuni del CMP di Ravenna.

A Rimini nelle numerose scuole aderenti ai progetti di promozione della salute sono previsti eventi conclusivi dei percorsi svolti nel corso dell'anno. E' inoltre in corso di realizzazione una iniziativa di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con lo IOR che prevede la distribuzione del manifesto 2018 a tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado della provincia, ai Servizi Educativi e ai Centri per le Famiglie dei Comuni della provincia, oltre che di materiale informativo alla cittadinanza da parte della sezione provinciale LILT, che sarà a Rimini in Piazza Tre Martiri nella mattina del 31 maggio. 

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CONVEGNO
“Gestione sostenibile delle zanzare invasive nel progetto
LIFE CONOPS”


BOLOGNA - 16 e 17 APRILE 2018


Sala “20 maggio 2012”, Terza Torre, Viale della Fiera 8


Il progetto LIFE CONOPS ha sviluppato nuove strategie per il rilevamento precoce di nuove specie di zanzara invasive in Grecia e in Italia allo scopo di aumentare la possibilità di rapida eliminazione prima che esse riescano a stabilirsi in aree estese.
Il problema delle zanzara invasive quali Aedes albopictus, Aedes aegypti, Aedes atropalpus, Aedes koreicus, Aedes japonicus e Aedes triseriatus, è ben evidente in ambito europeo, come dimostrano l’incremento del numero di segnalazioni in differenti paesi europei e i rischi sanitari connessi alla capacità vettoriale di alcune di queste specie. I dati raccolti con il progetto, hanno fornito informazioni in precedenza non disponibili che verranno presentati per la prima volta.

 

 

I posti disponibili sono 240, di cui 100 riservati ai richiedenti ECM

Per iscriversi collegarsi al link:
http://www.zanzaratigreonline.it/ConvegniePubblicazioni/AgendaEventi.aspx e compilare il modulo di registrazione di interesse.

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Nel 2017 è stato attuato, dall’Ausl Romagna, un forte rilancio dell’attività di prevenzione dei rischi sul lavoro nel settore portuale. Il servizio “Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro - Psal” (diretto dal dottor Giampiero Mancini), struttura che fa parte del Dipartimento di Sanità Pubblica (diretto dalla dottoressa Raffaella Angelini), grazie ad un progetto finanziato concordato con la Direzione Generale e che ha contemplato anche il potenziamento dell’organico con tre operatori in più, ha infatti intensificato i controlli nelle attività di cantieristica navale ed in particolare in quelle di carico-scarico merci effettuando, oltre ai consueti interventi, anche attività di perlustrazione su più terminal nella stessa giornata, verificando aspetti più puntuali e garantendo quindi una complessiva maggiore presenza sul territorio. Si è passati dai 51 interventi del 2016 agli 86 del 2017 e si prevede un ulteriore incremento nel 2018.

Certamente si è verificata anche qualche sanzione in più, visto che i provvedimenti di prescrizione di misure mancanti (in base all’attuale sistema di depenalizzazione) prevedono per l’impresa, oltre alla bonifica delle situazioni da correggere, pure il pagamento di una somma economica; ma la maggior frequenza dei controlli e l’assiduità della presenza al porto di personale dell’Ausl, e quindi anche la possibilità di confrontarsi più costantemente con gli interlocutori aziendali e con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, consentono un più attento monitoraggio delle condizioni di sicurezza in questo comparto che troppo spesso, a partire dalla tragedia del 13 marzo 1987 (che lunedì scorso è stata commemorata dalle Istituzioni e dalle Rappresentanze Sindacali in piazza del Popolo a Ravenna) è stata oggetto di infortuni mortali o gravi.

Oltre alle attività di vigilanza e controllo, il servizio Psal ha promosso un tavolo di confronto per fare il punto sulle misure di prevenzione nelle attività di carico-scarico autoveicoli da traghetti, al quale puntualmente garantiscono la partecipazione le Istituzioni, in particolare Autorità di Sistema Portuale e Capitaneria di Porto, nonché i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza “di sito”, le imprese coinvolte nelle attività lavorative e nella gestione del terminal dedicato.

 

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In sette anni hanno percorso più di 5000 chilometri, incontrandosi per ben 495 volte. Parliamo dei 158.852 cesenati che dal 2010 al 2017 sono scesi in strada la sera grazie a ‘Cesena Cammina’, il progetto promosso da Ausl e Comune di Cesena in collaborazione con il Club Alpino Italiano CAI, UISP e quartiere Oltresavio, per incentivare i cittadini a praticare una regolare attività fisica, favorendo la socializzazione tra le persone e valorizzando le caratteristiche ambientali del territorio.

Partito a Cesena nel 2010, il progetto negli anni si è via via esteso, anche con altre formule, non solo al comprensorio cesenate (Cesenatico, Gambettola, Longiano, Savignano sul Rubicone) ma anche a tutta la Romagna grazie alla collaborazione con le Amministrazioni Comunali, le associazioni di volontariato locali ed enti. Con un importante obiettivo comune: facilitare la scelta di uno stile di vita più attivo per il benessere e la salute del singolo individuo e dell’intera comunità.

Secondo gli ultimi dati PASSI (indagine statistica stilata dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Romagna), nel Cesenate oltre la metà degli adulti di età compresa tra i 18 e i 69 anni di età ha uno stile di vita attivo (63%) in quanto pratica attività fisica nel tempo libero (55%) o in attività lavorativa (17%) . Il 26% degli adulti, invece, si può considerate parzialmente attivo e circa un decimo è completamente sedentario. Analoghe percentuali si registrano sul territorio romagnolo, dove nel tempo libero il 56% dei romagnoli tra i 18 e i 69 anni di età è risultato attivo, il 22% parzialmente attivo e il 22% completamente sedentario. La percentuale di persone che praticano attività fisica nel tempo libero in Romagna appare superiore rispetto a quella regionale (51%) e a quella nazionale (45%).

“L’adesione ai vari gruppi di cammino è stata buona fin dall’inizio e si è progressivamente consolidata raggiungendo negli anni numeri molto alti – spiega il dottor Mauro Palazzi direttore dell’Unità Operativa di Epidemiologia e Comunicazione del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Romagna. “I fattori principali che hanno favorito una così massiccia partecipazione – continua Palazzi – sono dovuti al tipo di attività proposta, che oltre ad essere libera e gratuita, è molto accessibile e adattabile a tutti, alla componente socializzante dell’iniziativa, che è risultata molto apprezzata, e all’organizzazione e accompagnamento dei gruppi da parte dei volontari del Club Alpino Italiano e di altre Associazioni che trasmettono tanta passione”.

Per partecipare alle camminate di gruppo basta indossare un paio di scarpe comode da ginnastica. Si ricorda che viene richiesto di rispettare il codice della strada (uso dei marciapiedi, strisce pedonali, sottopassi, ecc) e le indicazioni degli accompagnatori: seguire il percorso di chi conduce, che è dotato di torcia ad alta visibilità, indossare giubbotti o bretelle retro-riflettenti e utilizzare pile per facilitare la visibilità del gruppo in particolare negli attraversamenti e nei tratti poco o non illuminati.

A Cesena l’appuntamento è alle 20.30 del martedì e giovedì dal parcheggio dell’Ippodromo da dove partono i gruppi con tre diverse velocità di passo.

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A conclusione del seminario "Documentazione di sicurezza in cantiere: gestione operativa efficace" tenuto a Cesena il 17 novembre, pubblichiamo le relazioni presentate.

Potete scaricare i pdf delle relazioni nella sezione "Download allegati" di questa notizia.

 

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Le telecamere della trasmissione Presa Diretta, condotta da Riccardo Iacona e in onda su Rai 3, sono arrivate oggi alla Casa della Salute di Forlimpopoli e all' ospedale Morgagni -Pierantoni di Forli.
La troupe del noto programma, guidata dalla giornalista Sabrina Carreras, ha girato le riprese prima di tutto nei locali della Casa della Salute di Forlimpopoli, dove ha intervistato, oltre a diversi operatori medici e infermieristici, anche il dottor Antonio Brambilla, responsabile del Servizio Assistenza Territoriale della Regione Emilia Romagna (in foto) e il dottor Lucio Boattini, direttore del Distretto di Forli.
 
 

In Emilia-Romagna il percorso di realizzazione delle Case della Salute è stato avviato nel 2010, ed al mese di novembre 2017 sono attive 96 Case della Salute con una popolazione di riferimento superiore ai 2 milioni di abitanti. La Casa della Salute di Forlimpopoli garantisce la continuità assistenziale H24, attraverso i medici di famiglia (H12 giorni feriali) e i medici di continuità assistenziale (ex-guardia medica) (ore notturne dei giorni feriali, ore diurne e notturne dei giorni pre-festivi e festivi).

Il percorso di realizzazione della Casa della Salute è stato ufficialmente avviato nel 2012 ed a fine 2014 la Casa della Salute era organizzata nel modo odierno. 

Le riprese sono proseguite all' ospedale di Forli', per documentare i percorsi di informatizzazione e gestione dei pazienti, la chirurgia robotica, la distribuzione automatizzata dei pasti e dei farmaci.

Il servizio andra' in onda nei prossimi mesi su Rai 3 nella trasmissione Presa Diretta

 
 
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Dal 25 novembre al 2 dicembre vieni a fare il test dell’HIV. Anche quest’anno in occasione della giornata mondiale contro l’Aids, l’Ausl della Romagna promuove l’HIV TEST DAYS, con l’apertura degli ambulatori di Malattie Infettive, Malattie Sessualmente Trasmesse e SerT venerdì 1 dicembre, dalle 8 alle 12, per invitare le persone ad effettuare gratuitamente il test per l’HIV ed offrire tutte le informazioni utili alla prevenzione dell’Aids.

Anche quest’anno l’iniziativa vede la preziosa collaborazione della Croce Rossa Italiana e dell’AVIS, che saranno in molte sedi e piazze, con i loro volontari e i loro mezzi , in diverse giornate fra il 25 novembre e il 2 dicembre. 

Tutti i campioni prelevati saranno condotti ed esaminati dall’Unità Operativa Microbiologia del Laboratorio dell’AUSL Romagna di Pievesestina, che da anni ha centralizzato l’esecuzione degli esami con i più alti standard di qualità.

PERCHE’ FARE IL TEST

Perché la diagnosi precoce è importante.

Il virus HIV si trasmette per via sessuale, attraverso rapporti non protetti - attualmente la via di diffusione largamente prevalente - o tramite sangue infetto. Lo trasmissione per via endovenosa, che ha determinato gran parte della diffusione del virus in Italia negli  anni 80-90, causa ancora una piccola percentuale di nuove infezioni.

L’infezione ha una lunga fase asintomatica nel corso della quale può essere diagnosticata solo con il test per l’HIV. Si tratta di una infezione non guaribile, ma curabile.

Prima si scopre l’infezione e si agisce, meglio è: è importante per l’efficacia della terapia e  per ridurre la trasmissione del virus.

Il test è gratuito e sicuro e può essere richiesto in anonimato. Tutti sono invitati ad effettuare il test per l’HIV, ricordando che la legge tutela le persone con HIV da ogni discriminazione. I Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, i Consultori familiari, gli Spazi giovani dei Consultori, i Medici di famiglia possono fornire informazioni e consigli .

Con la collaborazione di tutti e la consapevolezza dei cittadini, l’AIDS si può fermare.

Il test HIV si esegue abitualmente presso Malattie infettive, Ambulatori per le malattie trasmesse sessualmente e SerT.

Venerdì 1 dicembre questi ambulatori saranno aperti tutta la mattina ,dalle 8 alle 12, per fare il test, senza ricetta medica:

  • Cesena: Ospedale Bufalini (Ambulatorio Malattie infettive); Piastra Servizi (Dermatologia Ambulatorio Malattie Sessualmente Trasmesse – ambulatorio 18-20, piano terra) e al Ser.T (viale Brunelli 540)
  • Forlì: Ospedale Morgagni Pierantoni (Ambulatorio Malattie infettive; Dermatologia Ambulatorio Malattie Sessualmente Trasmesse) e al  Ser.T (via Orto del Fuoco 10)
  • Faenza: Ospedale degli Infermi (Ambulatorio Malattie infettive e in Dermatologia Ambulatorio Malattie Sessualmente Trasmesse) e al Ser.T (via Zaccagnini 22, primo piano ingresso B)
  • Lugo: Ospedale Umberto I (Dermatologia - Ambulatorio Malattie Sessualmente Trasmesse)  e al Ser.T (via F. Bosi 32)
  • Ravenna: Ospedale S. Maria delle Croci (Ambulatorio Malattie infettive e Dermatologia-Ambulatori Malattie trasmesse sessualmente)  e al Ser.T (via Missiroli 16)
  • Riccione: al Ser.T (via Sardegna 9)
  • Rimini: Ospedale degli Infermi (Ambulatorio Malattie infettive) e al Ser.T, (Ospedale - Padiglione Ser.T , via Ovidio)

La  preziosa collaborazione dell’AVIS e della Croce Rossa Italiana consentirà di fare il test anche in diverse sedi e piazze in tutta la Romagna da sabato 25 novembre a sabato 2 dicembre:

  • L’Avis Provinciale di Ravenna sarà con autoemoteche:

           - a Faenza la mattina di giovedì 30 novembre, dalle ore 8 alle 12 in piazza Duomo

           - a Lugo la mattina di mercoledì 29 novembre dalle ore 8 alle 12 in Piazza Baracca

           - a Ravenna nei pomeriggi di  sabato 25 novembre e sabato 2 dicembre , dalle ore 16 alle 19.30, in Piazza del Popolo

  •  La Croce Rossa Italiana Sezione di Rimini sarà  a  RIMINI in piazza Cavour dalle 18 all’una di notte di venerdì 1 dicembre e sabato 2 dicembre con un laboratorio mobile
  •  L’Unità di raccolta AVIS Comunale di Forlì sarà a disposizione dal 25 novembre al 2 dicembre dalle ore 7.30 alle 12.30 all’Ospedale Morgagni (piano terra)
  •  La Croce Rossa Italiana Comitato di Forlì allestirà una postazione sotto la Cupola del Centro Commerciale “Puntadiferro” venerdì 1 dicembre dalle ore 14 alle 19 per eseguire i test.
  •  La Croce Rossa Italiana di Cesena allestirà una postazione nella zona del Teatro Bonci venerdì 1 e  sabato 2 dicembre, dalle ore 22 alle 1 di notte.
  •  L’Avis Cesena allestirà una postazione informativa venerdì 1 e  sabato 2 dicembre, dalle ore 9 alle ore 14, nel piazzale dell’edificio scolastico il Cubo

L’associazione NPS Emilia Romagna collaborerà in alcune postazioni.

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