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Sabato 11 maggio, alle ore 11, 30 presso Casa Saraceni, in via Carlo Farini 15, a Bologna  il prof. Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa - Collo dell' Ausl Romagna, interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare  di apnee ostruttive nel sonno.

 La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) ha prevalenza del 2-4% nella popolazione generale e in alcune fasce di età è superiore al 20%. Si tratta di un grave e crescente problema sanitario, sociale ed economico, che colpisce sia il sesso maschile sia quello femminile.  Il mancato riconoscimento, la ritardata diagnosi o il trattamento non tempestivo determina un aumento della mortalità e della morbilità della popolazione affetta, con un aumento dei costi sanitari diretti e indiretti.  I pazienti non adeguatamente trattati presentano un elevato rischio di comorbilità e complicanze, un rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro e una perdita di produttività imputabile ad un aumento delle giornate di assenza dal lavoro e ad una ridotta performance lavorativa.

Il Festival, che quest'anno ha come titolo "Intelligenza della salute", è in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi e vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide.

 

Claudio Vicini è Professore Associato di Otorinolaringoiatria presso le Università di Ferrara e Bologna, ed è Direttore del Dipartimento Testa-Collo della AUSL Romagna. Specialista in ORL, Audiologia e Neurologia, è anche Esperto in Medicina del Sonno della Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS).

È attualmente Presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, per la quale dirige un Corso giunto alla decima edizione di Chirurgia di Disturbi Respiratori in Sonno. È Autore di oltre centro tra lavori scientifici e monografie in ambito di trattamento chirurgico di russamento ed apnee.

 

 

 

 
 
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Lunedì 15 aprile, dalle ore 9 alle ore 12, presso la Sala Icaro in viale Roma 1/3 a Forlì , si terrà il secondo appuntamento dell’evento “INvulnerabili: un progetto di sensibilizzazione rivolto alle scuole sul tema della violenza”.

Per tutte  le classi che hanno aderito al progetto, presentato per la prima volta a Forlì nel dicembre scorso, questa sarà l’occasione per restituire e condividere, attraverso espressioni “artistiche” in forma di video, le conoscenze,  le emozioni e i pensieri sulla violenza di genere (e non solo) nelle sue diverse manifestazioni.

Tutti gli elaborati verranno commentati da Davide Conti, Storico e Consulente dell’Archivio del Senato della Repubblica, Simona Bani, Psicologa e Psicoterapeuta dell’Università di Bologna e Michele Marangi, Media Educator dell’Università Cattolica di Milano.

 L’evento, promosso in collaborazione con il progetto ALMA IDEA dell’Università di Bologna, gode del patrocinio dell’AUSL Romagna, dell’Università degli Studi di Bologna e del Comune di Forlì e del prezioso sostegno dei Lions Distretto 108°, Zona A- 2° Circoscrizione (Forlì Giovanni de’ Medici, Forlì Host, Forlì Valle del Bidente,  Forlì-Cesena,Terre di Romagna, Valle del Savio, Cesena).

PROGRAMMA

"La vulnerabilità come metodo critico. Una ricerca interdisciplinare tra teorie, dottrine e casi studio”

 Modera: Mirko Traversari, Dipartimento Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna - Campus di Ravenna

- Saluti delle Autorità

- Susi Olivetti, Dirigente Scolastico Liceo Scientifi co “Fulcieri Paulucci Di Calboli” Forlì

- Creazioni artistiche a cura delle classi:

4C Liceo Scientifi co “Fulcieri Paolucci di Calboli” di Forlì, 2A, 3A, 4A, 4B, 5A Liceo Scientifi co “Augusto Righi” sede distaccata di Bagno di Romagna, 3Es Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena, 3 A Scuola “M. Palmezzano” - IC2 Forlì, 3A Scuola “M. Palmezzano” IC2 Forlì , CNOS FAP, 3A Scuola “M. Palmezzano” IC2 Forlì, 2A, 3A, 4A, 4B, 5A Liceo Scientifi co “Augusto Righi” sede distaccata di Bagno di Romagna

Commentano: Davide Conti Storico e Consulente dell’Archivio del Senato della Repubblica, Simona Bani Psicologa psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico

Con il contributo di: Michele Marangi Media Educator. Docente di Peer&Media Education, Università Cattolica di Milano

Componenti del comitato di progetto:

Dario Bettini (Sartoria Teatrale), Luigi Canetti (Università di Bologna),

Alessandra Foscati (Università di Bologna), Annalisa Furia (Università di Bologna),

Tiziana Iervese (AUSL Romagna- sede Forlì),

Antonella Liverani (AUSL Romagna- sede Forlì), Angelica Montanari (Università di Bologna),

Stefania Polidori (Sartoria Teatrale), Mirko Traversari (Università di Bologna)


 

 
 
 
 
 
 
 
 
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Sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del  Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8, il prof.Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell'ospedale di Forlì (Ausl Romagna), interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare  dell'esperienza della chirurgia robotica forlivese.

 

Il titolo dell'incontro, "Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia" , rientra perfettamente nel tema dell'edizione di questa edizione del prestigioso Festival, "Intelligenza della salute" ,in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi, che vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. Nella chirurgia oncologica dell’apparato gastroenterico, l’approccio mininvasivo rappresenta a tutt’oggi la procedura migliore di trattamento per la maggior parte delle patologie.I benefici per il paziente derivanti dall’utilizzo di questa tecnica si traducono in un ridotto tasso di complicanze postoperatorie, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle attività fisiche, degenza più breve e un risultato estetico migliore.La chirurgia robotica rappresenta un’evoluzione della tecnica laparoscopica, riducendo ulteriormente le perdite ematiche, e permette di garantire la mininvasività anche in situazioni più complesse. I chirurghi devono spesso affrontare il burnout, cioè una condizione di stress lavorativo cronico caratterizzato da esaurimento emotivo, un sentimento di scarsa realizzazione professionale e un eccessivo distacco emotivo del medico dal paziente. Il burnout ha un impatto negativo non solo sul benessere psicologico del medico ma anche sulla qualità del suo lavoro. Ridurre gli effetti del burnout aumenterebbe la motivazione e soddisfazione lavorativa dei medici e, al contempo, favorirebbe l’instaurarsi di una relazione più collaborativa tra medico e paziente.

Insieme al forlivese prof. Giorgio Ercolani, peraltro componente del Comitato Scientifico del Festival della Scienza Medica, interverrà all'incontro il prof. Paolo Maria Russo.

 

 

 

BOLOGNA, 9 – 12 MAGGIO 2019

 

"INTELLIGENZA DELLA SALUTE"

 

LA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA

 

Il Festival, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da Genus Bononiae. Musei nella Città, in collaborazione con l'Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha registrato un crescente successo di pubblico nel corso degli anni (oltre 55.000 presenze nel 2018), e si prepara alla nuova edizione con un programma fittissimo: oltre 100 relatori e 80 eventi tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

 

Il tema portante di quest’anno ha origine dalle ricerche in capo alla cosiddetta "epidemiologia cognitiva", che dimostra l’esistenza di una correlazione misurabile tra intelligenza e salute personale e collettiva. In qualche modo l’intelligenza protegge da malattie vascolari, obesità e disturbi mentali, probabilmente perché consente comportamenti più razionali. D’altro canto, serve un ambiente sano per conseguire buoni livelli di intelligenza: l’assenza o il controllo delle malattie infettive, della malnutrizione e delle violenze garantiscono il mantenimento o il miglioramento degli standard cognitivi geneticamente ereditati. L’intelligenza guida verso il conseguimento di uno status socio-economico che protegge la salute, in un circolo virtuoso che si riverbera sull’intera società, contribuendo a renderla più sana, civile ed equa.

 

La presentazione dell’edizione 2019 da parte del Presidente Fabio Roversi-Monaco si terrà giovedì 9 maggio alle 18.00 presso il Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo: un intervento che sarà seguito da quello dello staminologo Michele De Luca, che farà un excursus sulle frontiere applicative delle cellule staminali, con riferimento in particolare alle importanti sperimentazioni svedesi con staminali embrionali umane per la cura del Parkinson, e dal racconto del "Project Debater", il primo sistema di Intelligenza Artificiale sviluppato da IBM in grado di competere con un umano in un dibattito. Protagonista di questo secondo intervento sarà Aya Soffer, Vice Presidente dell’AI Tech presso l’IBM Research AI organization.

 

Ecco a seguire una panoramica sui principali incontri in programma

 

I premi Nobel

 

Saranno tre i Premi Nobel ospiti della manifestazione: John Gurdon, Premio Nobel per la Medicina 2012, il primo ad intuire e dimostrare, già negli anni Sessanta, che la clonazione era una prospettiva

 

realistica, ragionerà sul delicato equilibrio tra conquiste scientifiche ad essa legate e questioni etiche; anche Aaron Ciechanover, biologo e genetista, premiato con il Nobel per la Chimica nel 2004, affronterà le questioni bioetiche legate alla medicina di precisione, che tramite la profilazione molecolare e biochimica individuale invade il campo della privacy.

 

Arriverà invece a Bologna il 14 giugno il Professor Tomas Lindahl, Nobel 2015 per la Chimica per i suoi studi sui meccanismi di riparazione del DNA, con la consueta lezione conclusiva del Festival.

 

Mente, intelligenza, salute

 

Il legame tra intelligenza e salute, al centro dell’edizione 2019 del Festival, implica riflessioni che interessano ampie prospettive, di natura non solo sanitaria ma anche economica, sociale, etica. Basti pensare alle discussioni sul cosiddetto "effetto Flynn", ovvero l’aumento dell’intelligenza registrato nei paesi occidentali a partire dagli anni Trenta del secolo scorso, e a come i progressi della medicina – con l’abbattimento, ad esempio, delle malattie infettive – abbiano contribuito in maniera importante all’aumento del quoziente intellettivo. Un focus che sarà affrontato da Ian J. Deary, Professore di Psicologia Differenziale all’Università di Edimburgo, che per primo ha usato l’espressione "epidemiologia cognitiva", le cui ricerche da anni si concentrano sul dialogo tra capacità cognitive e benessere. Marcello Massimini, uno dei maggiori esperti mondiali di disturbi della coscienza, dedicherà il suo intervento all’affascinante rapporto tra intelligenza e coscienza: in che modo i progressi della medicina e dell’intelligenza artificiale intervengono in questo rapporto, ad esempio negli stati di coma in cui la coscienza è vigile nonostante le capacità cognitive pressoché azzerate? O, al contrario, nel caso di reti neurali di ultima generazione con prestazioni superiori a quelli di un essere umano ma ovviamente prive di coscienza? Fiorenzo Conti, già Presidente della Società Italiana di Neuroscienze, terrà un importante intervento sulle "grandi spedizioni esplorative", per realizzare la mappatura del cervello umano, attualmente in corso; Pietro Pietrini, psichiatra e direttore della scuola IMT Alti Studi di Lucca, parlerà delle basi genetiche e neurobiologiche dell’intelligenza umana. Arnaldo Benini, emerito di neurochirurgia e neurologia all’Università di Zurigo, parlerà di prevenzione della demenza e della sindrome di Alzheimer. Il neurologo Giuseppe Plazzi sarà al Festival con il suo libro "I tre fratelli che non dormirono mai e altri casi di disturbi del sonno" (Il Saggiatore, 2019). Gianvito Martino, neuroscienziato e Direttore scientifico dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, farà luce sul modo in cui le cellule cerebrali, interagendo, danno origine ad azioni e pensieri, empatia e sentimento, meccanismi che sono ancora in gran parte sconosciuti. Francesc Graus, Direttore del Dipartimento di Neurologia presso l’Hospital Clínic di Barcellona, parlerà di malattie neurologiche e mentali derivanti da attacchi autoimmuni. Si segnala infine la conferenza "L’acido urico e l’efficacia della mente. Il primo esempio di riciclaggio biologico dei rifiuti", tavola rotonda condotta da Michele Mirabella sul "mistero" dell’acido urico, il cui incremento è ritenuto responsabile dello sviluppo dell’intelligenza e delle capacità motorie nell’essere umano.

 

A vent’anni dalla pecora Dolly: le nuove frontiere della genetica

 

Il futuro della ricerca medico-scientifica passa anche attraverso le nuove prospettive della clonazione: oltre alla già citata lectio magistralis del Nobel John Gurdon sulle tecnologie di trasferimento nucleare, sarà Cesare Galli, specialista internazionale delle tecnologie di clonazione e collaboratore di Ian Wilmut, "padre" della pecora Dolly, a fare il punto sullo stato attuale della ricerca. Numerosi gli interventi sulla medicina genomica e personalizzata: il genetista Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del CNR, da anni impegnato nello studio del genoma dei sardi, spiegherà in che modo esso sia chiave di lettura delle malattie complesse; Massimo Delledonne,

 

fondatore del Centro di Genomica Funzionale dell’Università di Verona, parlerà delle nuove sfide della genomica nella costruzione di un genoma senza difetti, in grado di far nascere "superuomini"; Luigi Naldini, Direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica di Milano e Luca Pani, medico, psichiatra e tra i più autorevoli farmacologi al mondo nonché ex Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, faranno luce sulle applicazioni mediche delle tecnologie di editing del genoma.

 

L’informazione medico scientifica: evitare le trappole, combattere le fake news

 

Il ruolo dell’intelligenza diventa di fondamentale importanza anche nella corretta acquisizione delle informazioni mediche e scientifiche a tutela della salute, aiutando le persone a non cadere nelle trappole delle false "credenze". Ma è fondamentale altresì la riflessione su come veicolare il contenuto scientifico in maniera realmente efficace, evitando contrapposizioni nette: un tema di enorme interesse ed attualità del quale parlerà il professor Robert Böhm, che attraverso esperimenti di psicologia cognitiva ha tentato di comprendere i meccanismi che influenzano la ricezione dell’informazione scientifica, ad esempio rispetto all’opportunità delle vaccinazioni. Vaccini, scienza e social media saranno l’argomento di discussione dell’incontro a cura di Farmindustria con lo psicologo Simone Bressan e Rino Rappuoli, uno dei massimi ricercatori mondiali nel campo dei vaccini, che nel corso della sua carriera ha rivoluzionato le tecniche conosciute di produzione dei vaccini. Di correttezza della comunicazione si parlerà anche con Enrico Bucci, Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia, autore del libro "Cattivi scienziati", e da anni in prima linea nel controllo dell’integrità dell’informazione scientifica. Della correttezza della comunicazione ha fatto la ragione stessa della sua professione il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che parlerà di "Diete bislacche e dove trovarle": dal più antico libro sulle diete, uscito nel 1863, al business odierno della forma perfetta, un tentativo di mettere ordine con il filtro della scienza. E a proposito di dieta e benessere, non si può prescindere dal tema della corretta attività fisica: se ne parlerà in "Stili di vita per star bene: i benefici dell’attività fisica" a FICO Eataly World, sabato 11 maggio, incontro che sarà introdotto da Andrea Segrè, Presidente di Fondazione FICO. Infine Patrizia e Silvana Hrelia, rispettivamente ordinarie dei Dipartimenti di Farmacia e Biotecnologie e di Scienze per la vita, parleranno di "mito e realtà" in relazione a medicina, prevenzione e nutrizione gender-oriented.

 

Intelligenza Artificiale, Big Data, Internet of Things: il futuro della medicina

 

L’ingresso sempre più massiccio dell’Intelligenza Artificiale in campo medico è destinato ad avere portata epocale, in particolar modo accelerando il processo diagnostico e riducendo gli errori, a patto però che l’intelligenza umana sia in grado di progettare e programmare con sempre maggior efficacia le macchine, in un processo che non porterà alla scomparsa del medico ma alla virtuosa collaborazione tra automi e uomini. Anche quest’anno il Festival dedica grande spazio alle più avanzate frontiere della tecnologia in campo medico: dall’imaging intelligente, con il futuro della Radiomica e della Radiogenomica, all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in malattie come l’Alzheimer: sarà il geriatra e presidente dell’associazione Italia Longeva Roberto Bernabei a presentare il progetto "Chat Yourself", chatbot che assiste i malati prodromici di Alzheimer ricordando loro consuetudini, abitudini e fungendo da memoria virtuale. Ken Swain, presidente di EON Reality, illustrerà alcune applicazioni in ambito sanitario della realtà aumentata. Ma si discuterà anche dell’altro lato della medaglia: Susi Pelotti e Maria Giulia Roversi Monaco parleranno di luci ed ombre della digitalizzazione del rapporto medico-paziente.

 

Un salto nel futuro con la conferenza-spettacolo di Renato Seracchioli, Direttore dell’U.O. di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, che farà il punto sulle ricerche sull’utero artificiale. Una curiosità: per tutta la durata del Festival sarà visibile al pubblico presso Palazzo Pepoli, il Museo della città di Bologna, il robot Da Vinci, che dall’introduzione, nel 2014, all’Ospedale Sant’Orsola, ha "guidato" oltre 1.500 interventi, specialmente di chirurgia urologica, pediatrica e ginecologica, consentendo il massimo della precisione ed il minimo dell’invasività e garantendo recuperi post operatori più rapidi.

 

Musica, teatro, libri: tutti gli appuntamenti "off" del Festival della Scienza Medica

 

Confermate le tradizionali iniziative dedicate alle scuole, con la "Lezione di Anatomia" presso il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, gioiello seicentesco, "A come Adolescenza. Curare il corpo e le emozioni", una performance teatrale per raccontare come il corpo cambia durante l’adolescenza, la conferenza-spettacolo "Geni a bordo", il format "La parola ai giurati" su un caso di bioetica ispirato da una storia vera.

 

Particolare attenzione sarà dedicata al tema della resistenza antimicrobica, con l’iniziativa dedicata alle scuole superiori realizzata da Farmindustria per spiegare i rischi dei super batteri e contrastare in maniera efficace e semplice la crescente perdita di efficacia degli antibiotici, che prosegue a ritmo impressionante.

 

Ricco il calendario degli eventi collaterali, con due appuntamenti particolarmente curiosi: la riscoperta del De curtorum Chirurgia per insitionem (1597) del famoso Gaspare Tagliacozzi, il primo testo al mondo di chirurgia plastica, che in occasione del Festival sarà donato all’Università di Bologna, e la serata dedicata al tarantismo, con la presentazione di Antidotum Tarantulae, testo del 1641 di Athanasius Kircher dedicato alla pizzica.

 

Durante le giornate del Festival sarà possibile partecipare alle visite guidate alle Collezioni di Cere Anatomiche di Palazzo Poggi e degli Istituti Anatomici, e scoprire Casa Saraceni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, uno fra gli edifici di maggior interesse che il Rinascimento cittadino abbia prodotto.

 

Un importante contributo a questa iniziativa è stato dato dai Docenti dell’Ateneo Bolognese, componenti del Comitato Scientifico del Festival.

 

Tutti gli eventi del Festival della Scienza Medica sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, salvo differenti indicazioni.

 

Per rimanere aggiornati sul programma:  www.bolognamedicina.it

 

Facebook: Bologna Medicina - Twitter: @BolognaMedicina

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Erano quasi trecento gli studenti e i docenti, in rappresentanza di tutte le scuole superiori di secondo grado della Provincia di Forlì-Cesena, al primo evento di .“Invulnerabili: un progetto di sensibilizzazione rivolto alle scuole sul tema della violenza”, che si è svolto alla sala Europa della Fiera di Forlì .    
Il progetto scaturisce, nell'ambito del percorso "Alma IDEA dell'Università di Bologna, dalla grande attenzione dell’AUSL della Romagna nei confronti del problema con particolare riferimento alla violenza di genere. Tenuto conto della casistica degli accessi nei diversi Pronto Soccorso, dove da tempo è operativa una procedura di accoglienza e presa in carico delle vittime di maltrattamento ed abuso che vede coinvolti tutti gli operatori, ospedalieri e dei servizi socio-sanitari territoriali, chiamati a rispondere al bisogno, scaturisce sempre di più la necessità di un forte impegno volto alla prevenzione del fenomeno.L'iniziativa ha il patrocinio dell’AUSL della Romagna, dell’Università di Bologna e del Comune di Forlì  e ha previsto questo primo incontro formativo con contributi di tipo storico, sociologico, giuridico e sanitario,  a cui farà seguito un fase di riflessione in ambito scolastico con creazione da parte degli studenti di elaborati comunicativi “artistici” ,  che verranno rappresentati in un secondo incontro. Quanto elaborato potrà essere utilizzato a seguire come spunto di riflessione e sensibilizzazione sul tema in un evento esteso ad un più ampio pubblico.  
 Il gruppo operativo di progetto, costituito da Tiziana Iervese e Antonella Liverani, professionisti dell’AUSL Romagna sede di Forlì, Mirko Traversari ed Annalisa Furia dell’Università di Bologna e Stefania Polidori e Dario Bettini di Sartoria Teatrale, ha pensato di proporre agli studenti delle scuole secondarie di II° grado della Provincia di Forlì-Cesena elementi di conoscenza, riflessione e stimolo che sono stati molto apprezzati. 
 Il progetto gode del prezioso sostegno dei Lions Distretto 108A, Zona A- 2° Circoscrizione; Forlì Giovanni de’ Medici- Forlì Host- Forlì Valle del Bidente, Forlì Cesena- Terre di Romagna- Valle del Savio- Cesena).
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Il Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria dell'Università di Bologna, con sede a Rimini, festeggia i suoi primi laureati. Il 13 novembre scorso si è svolta infatti la prima seduta di laurea. Il Corso ha come obiettivo quello di formare professionisti con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere con responsabilità le funzioni proprie della professione di Assistente Sanitario, secondo i principi e i metodi della prevenzione, promozione ed educazione alla salute.
Questo primo triennio si conclude molto positivamente e con grande soddisfazione da parte della professoressa Maria Pia Fantini, coordinatrice del Corso e di tutta la commissione di laurea. Gli studenti hanno approfondito temi di grande attualità per la Sanità Pubblica come ad esempio le diseguaglianze sociali nell'accesso ai servizi sanitari,  il fenomeno dell'esitazione vaccinale, le strategie di prevenzione vaccinale in gruppi target, la promozione della salute in viaggio, il Web 2.0 e l'informazione sui temi della salute, peer education e promozione della salute nelle scuole, la prevenzione e il controllo della tubercolosi tra gli immigrati. I neolaureati sono 11, con cinque 110 e lode.
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Il dottor Marco Maltoni, direttore dell’Unità Operativa Cure Palliative dell’Ausl Romagna – Forlì e Coordinatore della Rete delle Cure Palliative della Romagna, ha ottenuto in questi giorni l’Abilitazione Scientifica Nazionale", nel settore concorsuale "Malattie del sangue, oncologia e reumatologia", alle funzioni di professore universitario di II Fascia. ha ottenuto in questi giorni l’Abilitazione Scientifica Nazionale", nel settore concorsuale "Malattie del sangue, oncologia e reumatologia", alle funzioni di professore universitario di II Fascia.

Laureatosi con lode in Medicina e Chirurgia, presso l'Università di Bologna, si è Specializzato in Oncologia Medica e in Ematologia Clinica.
Attualmente è direttore dell’ Unità Cure Palliative del Dipartimento OncoEmatologico dell'AUSL Romagna – sede di Forlì, coordinatore clinico del Percorso Innovativo della Rete Cure Palliative della AUSL Romagna e membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Istituto Scientifico IRST di Meldola .

Il dottor Maltoni è anche autore di 98 pubblicazioni su riviste impattate e indexate su PubMed, di cui quarantotto come primo, o ultimo autore, con HI di 31, ed è autore/curatore di 6 volumi. Relatore a più di 250 convegni nazionali e internazionali, è risultato vincitore del Progetto Ministeriale Ricerca Finalizzata 2015-2017 sulle Cure Palliative Precoci.

Le aree di interesse prevalente sono: continuità assistenziale fra oncologia e cure palliative, fattori di prognosi, trattamento dei sintomi, aspetti etici nella cura dei malati in fase avanzata. Di recente si sta occupando dello sviluppo di studi di organizzazione sanitaria per una integrazione precoce tra cure palliative ed oncologia medica e/o radioterapia.

 

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Si rafforza la collaborazione tra l’Azienda USL e gli Enti di Sostegno dei Campus Universitari della Romagna. E’ stata sottoscritta oggi la convenzione tra l’Azienda sanitaria romagnola e la Società “Servizi Integrati d’Area SER.IN.AR. Forlì–Cesena Società Consortile per Azioni”, la Fondazione Flaminia di Ravenna e la Società “UNI.RIMINI S.p.a Società Consortile per l'Università nel Riminese” per la realizzazione di attività formative post-laurea e per l’accreditamento di percorsi ed eventi formativi nell’ambito del Programma di Educazione Continua in Medicina ECM.

L’obiettivo comune è quello di attivare un rapporto di collaborazione in materia di formazione continua, superiore e post-laurea, con particolare riferimento a progetti formativi accreditati ECM, nonché promuovere congiuntamente la realizzazione di Corsi di aggiornamento attinenti alla professioni in ambito sanitario, attività di formazione sul campo, gruppi di studio e di lavoro finalizzati all’elaborazione di protocolli operativi fra Enti e gruppi di ricerca, seminari, convegni, giornate di studio, meeting anche in modalità digitale. Momenti formativi dedicati sia ai neo laureati sia al personale Ausl, con l’obiettivo del miglioramento continuo delle competenze e dunque di accrescere la qualità dei servizi per l’utenza.

La convenzione, valevole fino al 31 dicembre 2021, è stata sottoscritta questa mattina dal direttore dell’Unità Operativa Sviluppo Formazione e Valutazione dell’Ausl della Romagna Pierdomenico Lonzi, dal Presidente della Società SER.IN.AR Forlì Cesena Soc. Cons.p.A Alberto Zambianchi, dalla Vicepresidente della Fondazione Flaminia Lorella Falconi, dal Presidente della Società Uni.Rimini Leonardo Cagnoli.

 “Questa sottoscrizione – afferma Pierdomenico Lonzi – consente di ampliare gli scambi scientifici e didattici con gli Enti di Sostegno ed accrescere e qualificare l’offerta formativa rivolta al personale dell’Ausl, anche assicurando l’attribuzione di crediti ECM alle competenze maturate in attività formative alla cui progettazione e realizzazione concorrono gli stessi Enti di sostegno”.

“La missione degli Enti di Sostegno dei Campus Universitari Romagnoli dell’Ateneo di Bologna – affermano congiuntamente i Presidenti dei tre Enti di Sostegno romagnoli - è quella di svolgere attività di promozione e supporto allo sviluppo della Università e delle attività formative e di istruzione superiore nei rispettivi territori ed UniRimini, da oltre 25 anni, si muove con convinzione in questa direzione in perfetta sintonia con gli altri Enti di Sostegno, Ser.In.Ar. che opera nella provincia di Forlì-Cesena e Flaminia che opera nella provincia di Ravenna.

In quest’ottica – proseguono - siamo molto soddisfatti di questa Convenzione tra Enti di Sostegno dei Campus Universitari della Romagna e l’Azienda AUSL della Romagna che si propone di favorire la messa in atto di iniziative volte a implementare la formazione e l’aggiornamento continuo degli operatori sanitari della Romagna, premesse indispensabili per garantire la qualità dell’assistenza.

È un segnale altrettanto significativo che a firmare l’accordo, rafforzando l’idea di un territorio romagnolo coeso, siano i tre Enti di Sostegno dell’Università in Romagna e l’Azienda USL che della unitarietà della Romagna è un simbolo importante”.

Accreditati dalla Regione Emilia Romagna per la formazione superiore, universitaria e post Universitaria, gli Enti di Sostegno dei Campus Universitari della Romagna già da tempo svolgono sui rispettivi territori di competenza attività di promozione e supporto allo sviluppo dell’Università stessa, alla ricerca scientifica e al sistema della formazione dell’Istruzione superiore in Romagna. Con l’Azienda USL della Romagna sono già attivi rapporti di collaborazione nei seguenti ambiti: assistenza sanitaria e reperimento di alloggi a favore di studenti fuori sede; gestione di progetti e servizi di ricerca connessi a iniziative a valenza strategica promosse e sviluppate dall’Azienda USL; supporto a Corsi sanitari dell’Università di Bologna nelle sedi di Ravenna e Rimini. 

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NASCERE
Storia della medicina, Antropologia e Medicina a confronto

Sabato 10 novembre 2018  Palazzo Romagnoli, via Cesare Albicini, 12 - Forlì

 

L'iniziativa, aperta al pubblico, è promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, AUSL Romagna Cultura e Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza di Forlì-Cesena. Enti Patrocinatori: AUSL della Romagna; Comune di Forlì, Collegio Ostetriche ed Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Forlì-Cesena

Introduzione e saluti:

Enrico Valletta, Direttore del Dipartimento Trasversale Salute Donna, Infanzia e Adolescenza, Forlì-Cesena, AUSL Romagna

Raoul Mosconi, Assessore al Welfare del Comune di Forlì

I sessione Moderatori: Giancarlo Cerasoli (Ausl Romagna Cultura) e Claudio Bertellini

 

10.00 Mirko Traversari, Trepidazioni e attese tra parti gemellari e complicazioni nell’Italia del XVI-XVIII secolo: un caso modenese

10.20 Alessandra Foscati, "... Veni foras". Carmina, rituali, oggetti per favorire il parto dalla tarda antichità alla prima Età moderna

10.40 Giuliano Bagnoli, Partorire in casa in Emilia al tempo della "levatrice" comunale. Viaggio tra timori, superstizioni e tradizione popolare

11.00 coffee break

II sessione Moderatori: Nadia Bertozzi e Enrico Valletta

 

11.20 Chiara Cocconi, Chiara Silvestroni, Giulia Fabbri, La tradizione popolare incontra i cambiamenti fisiologici alla base della gravidanza e del parto

11.40 Catherine Hamon, Psichiatria fetale e psicologia neonatale: un pensiero recente attorno alla nascita

12.00 Licia Massa, Tutela e cura della gravidanza oggi: il Percorso Nascita

12.20 Discussione e conclusioni

I partecipanti potranno visitare le Collezioni del Novecento e la Collezione Verzocchi

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Presentati oggi in conferenza stampa, in presenza del dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell'Ausl Romagna, del prof. Giorgio Ercolani, primario della Unità Operativa di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate di Forlì e del dottor Luca Saragoni, della Uo di Anatomia Patologica di Forlì, i risultati scientifici del convegno mondiale "The new frontiers in gastric Cancer diagnosis and treatment, svoltosi a Forlì il 13 e 14 settembre 2018.


La città di Forlì ha ospitato, il 13 e 14 settembre 2018, il Congresso Internazionale sul cancro gastrico, con relatori e professionisti giunti da tutto il mondo per illustrare lo stato dell'arte della prevenzione, ricerca, diagnosi e cura di questa patologia, terza causa di morte al mondo.

Hanno partecipato alla due giorni ben settanta relatori, tra i maggiori esperti di cancro gastrico a livello internazionale, provenienti da 19 diversi paesi del mondo, oltre a 250 professionisti e alla presenza dei tre presidenti dell'Associazione Mondiale del cancro gastrico. È stata scelta Forlì come sede di uno dei più importanti convegni al mondo nel settore "perchè l'ospedale di Forlì è da tempo impegnato nella lotta contro questo tumore a prognosi infausta, anche in virtù della elevata incidenza dello stesso nel territorio romagnolo - spiegano gli organizzatori, Giorgio Ercolani, Luca Saragoni e Paolo Morgagni -. L'importante esperienza maturata sul   campo, oltre a connotare l'ospedale forlivese per la sua vocazione in ambito oncologico gastro-enterologico, ha consentito al team multidisciplinare   dedicato di diventare leader e punto di riferimento sul tema a livello  mondiale. Al congresso sono stati affrontati gli argomenti di maggiore  attualità riguardanti la diagnosi e il trattamento di questa malattia,alcuni dei quali sono oggetto di studi e collaborazioni internazionali, in cui il team multidisciplinare dedicato dell'ospedale di Forlì risulta   coinvolto attivamente.”

Il gruppo sul cancro gastrico italiano si è costituito formalmente nel 2000 e i forlivesi Luca Saragoni e Paolo Morgagni sono tra i sei fondatori. All'inizio erano solo tre i centri aderenti (Forlì, Verona e Siena), mentre ora se ne contano, in Italia, più di 15, rappresentati dai team multidisciplinari dedicati.

EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE NEL MONDO

 

Tutti i relatori del convegno sono stati concordi nell’affermare che il tumore dello stomaco è in calo ovunque come incidenza, ma mantiene elevati tassi di mortalità, risultando di fatto un “big killer”. La sopravvivenza globale per questa malattia è aumentata nel tempo grazie alla diagnosi precoce e alla introduzione delle nuove tecnologie soprattutto nel campo della endoscopia e della chirurgia.

Tutto ciò ha portato ad innalzare la sopravvivenza a 5 anni dal 35%, dato riferito agli anni 2005-2007 a circa il 55%, ai giorni nostri in Italia.

Le forme più aggressive sono rappresentate dai tumori in fase avanzata, che costituiscono il 50% di tutti i tumori gastrici diagnosticati in Corea, il 40% in Giappone, l'80% in Cina e il 70% nei paesi Occidentali.

 

 

IN ITALIA E IN ROMAGNA

"Ogni anno in Italia si diagnosticano 14 mila nuovi casi di tumore e 850 mila se ne registrano nel mondo - spiega Saragoni dell'Anatomia Patologica di Forlì -. La Romagna, invece, registra l'incidenza più elevata di casi con 29,2 nuovi casi di uomini su 100 mila abitanti e 14,9 casi di donne. Grazie però al team mutlidisciplinare, che si è creato negli anni nell'ospedale forlivese, Forlì ha potuto registrare il più alto tasso di diagnosi precoci dell'Occidente, il 36% di tutti i tumori trattati, cone le migliori sopravvivenze, superiori al 90% a 10 anni. Risultati importanti, se si tiene conto che la mortalità è elevata e che la sopravvivenza globale media è del 32%". "Gli studi effettuati  dimostrano la forte componente ambientale di questi tumori - prosegue Ercolani, primario della Chirurgia e Terapie Oncologiche di Forlì e professore ordinario  all'Università di Bologna - La stessa popolazione, che si sposta da una zona a bassa incidenza ad una ad alta incidenza, è soggetta ad una maggiore insorgenza del tumore. per questa patologia è fondamentale la diagnosi precoce, così ben realizzata nella realtà forlivese e replicabile in altre realtà, ma anche la collaborazione dei medici di famiglia, fondamentali per l'individuazione della patologia nei loro pazienti."

"I fattori ormai rilevati ed incidenti nell'insorgenza del tumore - prosegue Saragoni - sono la dieta ricca di carne rossa, conservata e alla brace, fumo, alcol,  ma anche la componente genetica e l'uso massiccio di inibitori di pompa protonica". "Migliorando gli stili di vita e la dieta - aggiunge Morgagni, della chirurgia generale - sono diminuiti i tumori legati a questo fattore ed oggi rileviamo una maggiore incidenza di quelli con una componente genetica. Negli anni Ottanta e Novanta e lo dimostrano le statistiche da noi effettuate le zone rurali del forlivese e di tutte le colline romagnole e toscane presentavano un'altissima incidenza di tumori allo stomaco. Diminuendo il consumo di carne alla brace, insaccati, prodotti affumicati e carbonizzati, sono diminuiti i casi di tumore. Nel periodo tra il 2005 e il 2010, l'incidenza tra i giovani dell'area forlivese -cesenate è diminuita del 50%".

"La cosiddetta epidemia di cancro gastrico nella provincia di Forlì-Cesena - conclude Saragoni - è virtualmente finita, grazie all'importante lavoro clinico e scientifico del gruppo di medici e infermieri che se en sono occupati. Ora il rischio di ammalarsi si è ridotto ed è lo stesso delle altre parti della Romagna. L' ospedale di Forlì nel 1998 ha contribuito, con i suoi professionisti, alla Fondazione del Gruppo Italiano di ricerca sul cancro gastrico, partecipando a convegni internazionali e mondiali con le proprie ricerche. Ora finalmente, ha portato a Forlì, centro di eccellenza nella cura di questa patologia,  il gotha dei massimi esperti mondiali nel settore".

In generale, sono diversi i fattori che impattano sulla prognosi del cancro gastrico :

 

  • Timing della diagnosi (stadio del tumore)

  • Caratteristiche biologiche del tumore

  • Trattamenti multimodali personalizzati (medicina di precisione)

 

 

NOVITA’ NELLA DIAGNOSIStadio del tumore

 

Se la sopravvivenza per i tumori in stadio avanzato (III e IV) raggiunge valori molto bassi, la diagnosi precoce (Early Gastric Cancers) consente una sopravvivenza del 95% a 5 anni e del 90% a 10 anni.

Un’ endoscopia (gastroscopia) accurata e non frettolosa, in mani esperte e con l'utilizzo delle più recenti tecnologie consente di diagnosticare tumori superficiali e di piccole dimensioni (Early Gastric Cancers), che in una buona percentuale di casi sono curabili con il solo trattamento endoscopico (resezione endoscopica sottomucosa), senza quindi dover ricorrere alla chirurgia.

A Forlì la percentuale degli Early Gastric Cancers trattati con tale metodologia è pari al 25%.

 

 

Biologia del tumore

 

E’ il nuovo che avanza e che ci permetterà di meglio comprendere i comportamenti clinici dei diversi sottotipi del cancro gastrico.Il ruolo del patologo e del biologo molecolare risulta fondamentale in tale settore.

Sono già stati identificati quattro diversi profili molecolari, a cui corrispondono istotipi tumorali diversi e, soprattutto, comportamenti clinici (prognosi) differenti.

In particolare, i tumori con stabilità dei microsatelliti (MSS) e p53 negativi hanno una prognosi peggiore, mentre quelli positivi per il virus di Epstein Barr (EBV) e con instabilità dei microsatelliti (MSI) hanno migliore prognosi.

Ad oggi questi dati, qui solo accennati, non trovano ancora un utilizzo nella pratica clinica, ma sono oggetto di studio e quindi sperimentali, ma tra non molto saremo certamente in grado di prevedere il loro impiego nella attività diagnostica routinaria, anche con diverse metodiche.

 

 

 

 

I FATTORI GENETICI

 

Il ruolo della genetica

 

Esiste un tipo di cancro gastrico eredo-familiare, che colpisce famiglie in maniera massiva e riconosce come causa la mutazione del gene CDH-1. Tale tipo di neoplasia colpisce soggetti in giovane età (38 anni), è altamente aggressiva ed è difficilmente diagnosticabile con l'endoscopia.

Soggetti portatori di tale mutazione con una storia familiare di cancro gastrico hanno una probabilità di ammalarsi pari a circa il 50% (donne) e 75% (uomini) nel corso della vita.

Le linee guida internazionali suggeriscono la gastrectomia profilattica già a partire dai 20 anni di età per i portatori di mutazione del gene CDH-1 con endoscopia negativa.

Inoltre, per le donne, è previsto un rischio aumentato di sviluppare un carcinoma lobulare della mammella, motivo per il quale viene suggerito un attento follow-up anche per il tumore della mammella.

 

 

 

NOVITA’ NELLA TERAPIA E NELLA RICERCA

 

Trattamenti multimodali

 

I diversi stadi e le differenti caratteristiche biologiche consentono l'impiego di trattamenti diversificati secondo le più recenti linee guida. Parliamo quindi di medicina di precisione e di terapie personalizzate.

Trattamenti endoscopici per i tumori iniziali, trattamenti chirurgici tradizionali o con l'utilizzo delle più moderne tecniche mini-invasive (chirurgia laparoscopica e robotica), linfoadenectomie standard o più estese, nei tumori maggiormente aggressivi e, infine, chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia per i tumori localmente avanzati rappresentano ad oggi le armi in nostro possesso.

A ciò si aggiunge la terapia “target” con i farmaci bersaglio, che rappresenta la vera sfida futura, soprattutto nel campo della immunoterapia. Sappiamo già che i tumori MSI e EBV positivi sono quelli maggiormente responsivi a tale tipo di terapia.

 

Ecco di seguito lo schema dei trattamenti multimodali dipendenti dallo stadio tumorale :

 

  • T1 N0 (tumori superficiali senza metastasi linfonodali) :

  • resezione endoscopica

  • T1 N+ o T2 (tumori che infiltrano la parete muscolare dello stomaco)

  • N0 : gastrectomia per via tradizionale (open) con linfoadenectomia standard (D2) o chirurgia mini-invasiva

  • T3 (tumori che infiltrano la parte gastrica a tutto spessore) N+ o T4a (tumori che infiltrano il peritoneo) con citologia del liquido di lavaggio negativa

  • chemioterapia neoadiuvante + chirurgia con linfoadenectomia più estesa (D2+)

  • T4a, T4b (tumori che infiltrano gli organi adiacenti) e citologia +

  • chemioterapia neoadiuvante +D2 + con aggiunta di chemioterapia peri-operatoria in ipertermia

 

 

 

Per questi tipi di tumore (diffusi del 1/3 superiore dello stomaco), quando diagnosticati già in uno stadio avanzato, è indicato un intervento di gastrectomia totale con una linfoadenectomia più estesa.

Ai fini di una radicalità chirurgica, l'intervento per via addominale o combinato (via addominale e toracica) è da preferirsi alla chirurgia per via toracica.

La novità assoluta per i tumori avanzati è rappresentata dai trattamenti neoadiuvanti, ovvero dalla possibilità di anteporre alla chirurgia, che in molti di questi casi risulterebbe non curativa, la chemioterapia, selezionando con cura ed appropriatezza i pazienti che potrebbero beneficiarne.

 

 

Ricerca

 

Su questo argomento sono stati presentati al congresso di Forlì i risultati preliminari dello studio randomizzato italiano, condotto con la collaborazione del GIRCG (Gruppo Italiano di Ricerca del Cancro Gastrico), l'ospedale di Forlì e l'IRST di Meldola (Istituto Tumori della Romagna), trial che sarà a breve oggetto di una importante pubblicazione.


 

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Come anticipato sulla stampa a luglio scorso, la sera di mercoledì 19 settembre, tra le “secolari mura” dell’abbazia di San Mercuriale di Forlì, è stata effettuata la ricognizione dei resti mortali del Santo, in collaborazione con la Dicoesi di Forlì e Ausl Romagna Cultura.

Le operazioni, coordinate dal dott. Mirko Traversari, responsabile del progetto scientifico, si sono svolte alla presenza di don Enrico Casadio, parroco di San Mercuriale; Andrea Donori, responsabile della sacrestia del Duomo; Roberto Ranieri, delegato vescovile del duomo di Sarsina; una delegazione del Lions Club Forli’ Cesena Terre di Romagna (Massimo Fiori, Roberta Gunelli,Germano Capacci, Cesare ed Elena Campacci ) finanziatori dell’operazione; della dottoressa Tiziana Rambelli e del dottor Stefano De Carolis per il gruppo AUSL Romagna Cultura, l’assessore Raul Mosconi, in rappresentanza del Comune di Forlì e di Paolo Rambelli della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Don Enrico Casadio ha introdotto le operazioni e successivamente ha rotto i sigilli presenti sui reliquiari per permettere l’accesso ai resti osteologici.

La ricognizione, primo passo di un articolato progetto di studio che impegnerà numerosi ricercatori e laboratori nei prossimi mesi, si è avvalsa della collaborazione di Luca Saragoni, Anatomo Patologo e di Enrico Petrella, Radiologo, entrambi afferenti al presidio ospedaliero forlivese dell’AUSL della Romagna.

“L’ analisi effettuata immediatamente dopo l’apertura delle urne reliquiario” commenta Traversari “ha avuto lo scopo di verificare la congruenza e lo stato di conservazione del loro contenuto, rispetto a quanto osservato nella precedente ispezione. Questa è la sesta ricognizione compiuta dal XIII secolo, la prima che vede scendere in campo avanzate metodiche laboratoristiche. E’ una grande responsabilità e al contempo un grande onore poter contribuire ad una maggiore conoscenza di san Mercuriale, carismatica figura che appartiene a tutti i cittadini forlivesi, e proprio a alla città saranno restituiti e resi noti i risultati delle indagini scientifiche, anche se per questo occorrerà un po’ di pazienza”.

 

 

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