Costanza Senni

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Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all'evoluzione del quadro epidemiologico dell'infezione da Covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, si riportano, in allegato, alcuni dati relativi alla settimana dal 26 aprile al 2 maggio (precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo). Nella settimana di riferimento, si sono verificate 1.750 positività su un totale di 34.086 tamponi eseguiti; si osserva quindi un tasso di positività del 5,1 per cento, evidenziando, anche in questa settimana, una diminuzione del trend dei nuovi casi positivi, nel territorio romagnolo. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene alta, registrando il 98,0 per cento. Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 3 maggio, si registra la quota di 289 ricoveri, con una diminuzione di 52 ricoverati rispetto alla settimana precedente , portando l'azienda all'interno del livello arancione del Piano ospedaliero Covid; anche i ricoveri nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali. “Anche questa settimana, commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna, si conferma un ulteriore calo della circolazione del virus, che si traduce in meno occupazione dei posti letto nei reparti Covid e soprattutto nelle Terapie Intensive. L’allerta del piano ospedaliero aziendale torna in arancione e questo ci consentirà di avviare un piano di recupero sulle visite specialistiche costrette ad essere posticipate e agli interventi chirurgici non urgenti e differibili sospesi a causa del Covid. Ma i dati incoraggianti raggiunti anche questa settimana non vanno considerati come “ consolidati”. Il virus circola ancora e sono sufficienti alcuni cedimenti sulle misure di attenzione/prevenzione per innescare una inversione di tendenza. Le azioni di contrasto in nostro possesso rimangono quindi le stesse : osservazione delle misure e adesione alla campagna vaccinale per le categorie fin qui coinvolte. A partire da domani, la platea degli aventi diritto sarà ulteriormente allargata e consentirà la somministrazione vaccinale anche alla popolazione dai 60 ai 64 anni e ad una prima fascia per età delle persone con patologie appartenenti alla categoria 4 del piano vaccinale. Questo ulteriore allargamento garantirà una maggiore copertura della nostra popolazione e quindi rivolgo un invito a tutti gli aventi diritto ad accedere senza esitazioni alla prenotazione”.

Utilizzato il 91% dei quasi 2 milioni di dosi consegnate da inizio campagna, resta la sola scorta per i richiami: prima dose somministrata al 93% degli over 80 e al 72% dei 70-79enni.

Il punto fatto dall'assessore Raffaele Donini in video conferenza stampa: "Aumentiamo il ritmo rispettando in pieno le indicazioni del Piano vaccinale nazionale. Potenzialità enorme della nostra macchina vaccinale, se arrivano le dosi necessarie entro l'estate tutti gli emiiano-romagnoli saranno vaccinati"

Bologna - È la volta dei 60-64enni: in Emilia-Romagna da domani, giovedì 6 maggio, agende aperte per la prenotazione del vaccino anti Covid-19 dei nati dal 1957 al 1961 compresi - circa 250mila persone - che potranno fissare l’appuntamento utilizzando i consueti canali disponibili, dai Cup alle farmacie che effettuano servizio Cup, dal telefono a tutti gli strumenti online a partire dal Fascicolo sanitario elettronico. Con le prime vaccinazioni che saranno effettuate già nei prossimi giorni. Si anticipa dunque una partenza che era stata inizialmente prevista per lunedì 10.

Semaforo verde anche per un’altra importante fascia di cittadini considerata prioritaria nel Piano nazionale, quella identificata con categoria 4, a cui appartengono “le persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per i soggetti estremamente vulnerabili”. In questa fase le vaccinazioni interesseranno chi ha un’età compresa tra i 51 e i 59 anni (anni di nascita dal 1962 al 1970): i cittadini non dovranno prenotarsi perché saranno contattati direttamente dalle Aziende sanitarie di appartenenza.

Entro maggio, inoltre, si apriranno le prenotazioni anche per la fascia 55-59 anni e per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, in quest’ultimo caso con modalità già in corso di definizione al tavolo regionale del Patto per il Lavoro e per il Clima. E proprio in queste ore dalla Struttura commissariale nazionale, “alla luce del positivo andamento della campagna vaccinale in favore dei cittadini appartenenti alle categorie prioritarie”, è arrivato il via libera a ripartire con le vaccinazioni al personale scolastico e universitario, docente e non docente, non ancora sottoposto alla prima vaccinazione.

Una ulteriore accelerazione della campagna vaccinale in Emilia-Romagna, che si conferma una delle regioni nella quale viene effettuato il maggior numero di somministrazioni.

Alcuni dati: è del 30,2% la percentuale di emiliano-romagnoli vaccinabili (quindi con più di 16 anni) che hanno già ricevuto in Emilia-Romagna la prima dose, il 15,3% quella di chi ha completato il ciclo. Ancora: il 93,3% delle persone con più di 80 anni ha ricevuto la prima dose, lo stesso per il 71,8% dei 70-79enni. Complessivamente, è stato utilizzato il 90,6% dei quasi 2 milioni, esattamente 1.953.670, di dosi consegnate da inizio campagna, quindi con la sola giacenza minima prevista di scorta per garantire il richiamo.

L’annuncio delle nuove platee di cittadini vaccinabili è stato dato oggi in video conferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, che ha anche fatto il punto sull’andamento della campagna vaccinale e la consegna delle dosi. “Con il via alle prenotazioni per queste due fasce di cittadini e l’apertura entro maggio ad altri target significativi della popolazione, diamo un’ulteriore accelerata alla campagna vaccinale, rispettando in pieno le indicazioni del Piano nazionale sia per quanto riguarda le classi d’età, sia per le categorie considerate prioritarie perché più fragili- ha sottolineato l’assessore Donini-. Possiamo velocizzare ulteriormente il passo perché finalmente i vaccini stanno arrivando, e speriamo che le consegne programmate siano rispettate. Già oltre il 30% di cittadini ha ricevuto la prima dose, e siamo tra le regioni che le utilizzano appieno, con più del 90% di vaccino inoculato. L’Emilia-Romagna tuttavia ha una potenzialità significativamente più ampia rispetto a quella che stiamo mettendo in campo, non solo grazie ai nostri Hub ma anche da parte dei medici di medicina generale, che sono pronti ad estendere ulteriormente la vaccinazione sul territorio, e delle tante farmacie e aziende del mondo del lavoro che hanno già dato la propria disponibilità a cominciare a vaccinare, una volta esaurita la fascia dai 60enni in su. Se avremo le dosi- ha aggiunto Donini- siamo fiduciosi di riuscire a immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli che lo vorranno entro l’estate”.

Categoria 4 - A questa platea appartengono, come indica il Piano nazionale, cittadini “affetti da patologie o situazioni di compromissione immunologica che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di Covid-19”; le patologie previste sono perlopiù le stesse della categoria 1 “Elevata fragilità”, ma con un livello di gravità, appunto, considerato inferiore. Undici le aree interessate: malattie respiratorie, cardiocircolatorie, neurologiche, diabete/altre endocrinopatie, Hiv, insufficienza renale/patologia renale, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni/immunodeficienze primitive, malattie epatiche, cerebrovascolari e patologie oncologiche (v. tabella allegata).

Il punto sulle vaccinazioni, per categoria - Tocca il 93,3% la percentuale degli over 80 che hanno già ricevuto la prima dose di vaccino, mentre sono l’81,5% quelli che hanno avuto la seconda. Per gli ospiti delle Rsa e delle Cra la percentuale dei vaccinati con prima dose è del 95,7% e dell’84,1% quella relativa alle seconde dosi. Per le altre categorie, le percentuali di chi ha ricevuto la prima e la seconda dose sono: operatori sanitari e sociosanitari 86% e 70,9%; estremamente vulnerabili 48,5% e 21,2%; 70/79enni 71,8% e 15,5%; 60/69enni 28,4% e 5,3%; operatori scolastici: 71,1% e 0,9%.

Piano delle consegne e Punti vaccinali - Ribadito dall’assessore il piano delle consegne previsto entro fine mese, che in 30 giorni, dal 27 aprile al 27 maggio, porterà in Emilia-Romagna oltre 1 milione di dosi di vaccino. In particolare, per maggio è previsto l’arrivo di 843.590 dosi dai quattro diversi produttori, le prime già arrivate a inizio settimana: complessivamente 610.740 di Pfizer-Biontech, 150.600 di Astrazeneca- Vaxzevria, 70.850 di Moderna e 11.400 di Johnson&Johnson. Quantitativi che permetteranno di superare per la fine del mese i 2,5 milioni di dosi inoculate in Emilia-Romagna. In una rete che, tra grandi e piccoli centri diffusi su tutto il territorio, può contare su 141 Punti vaccinali: 7 a Piacenza, 6 a Parma, 11 a Reggio Emilia, 17 a Modena, 66 a Bologna - Imola compresa - 9 a Ferrara e 25 in Romagna (Forlì Cesena 10, Ravenna 8 e Rimini 7), ai quali andranno poi ad aggiungersi tutti quelli messi a disposizione dal mondo delle imprese, per cui Regione ed Ausl stanno raccogliendo la disponibilità di Associazioni di categoria e aziende. /EC

In allegato, tabella della “categoria 4”, con patologie previste e relativi codici di esenzione

Una proposta rivolta ai genitori, per confrontarsi sul rapporto tra i loro figli e il digitale. Si tratta di 6 incontri online, organizzati dal SerDP di Lugo, con il patrocinio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, su temi legati agli ambienti digitali e all’impatto che hanno nelle dinamiche famigliari. I sei incontri gratuiti e aperti a tutti, della durata di due ore ciascuno, in orario serale, (dalle 20,15 alle 22,15) affronteranno un tema specifico, analizzeranno esempi concreti e proporranno ai genitori possibilità di utilizzo operativo nel quotidiano.

Questo il calendario:

Lunedì 10 maggio Figli e digitale, quali trasformazioni?

Mercoledì 26 maggio Come creare regole condivise e utili? Mercoledì 9 giugno Oltre il controllo, tenere aperta la comunicazione Lunedì 20 settembre Il potere delle narrazioni. Fare digital storytelling in famiglia Lunedì 4 ottobre Famiglie “onlife”, in cui il digitale non diventa un problema, ma una risorsa Lunedì 18 ottobre Un lieto fine? A partire dalle esperienze praticate, le prospettive per il futuro

Gli incontri saranno svolti online da Michele Marangi, formatore di SteadycamOff e docente di Media Education all’Università Cattolica di Milano E’ necessario iscriversi. Per contatti SerDP Lugo, dott.ssa Chiara Lunardi Chiara.lunardi@auslromagna.it. Tel.0545 903155

La presa in carico globale del paziente oncologico in età avanzata si delinea ormai come imprescindibile nella gestione e nella cura della popolazione dell’Emilia-Romagna, una delle regioni più «attempate» del nostro Paese (circa un quarto della popolazione ha più di 65 anni).

Si tratta di pazienti complessi, per i quali formulare una terapia adeguata richiede interventi strutturati in modo multidisciplinare, che forniscano ai diversi medici specialisti coinvolti dati chiari e misurabili di fragilità e uno spazio stabile di confronto.

Per questo è nata da tempo all’interno dell’AUSL della Romagna una collaborazione per creare percorsi di cura e progetti di formazione e ricerca, che abbiano come finalità proprio quella di studiare modelli di gestione per questi pazienti, che rappresentano una parte rilevante dell’attività clinica. A livello internazionale si sono sviluppati negli ultimi anni alcuni centri di eccellenza dedicati alla cura di questi pazienti, e sul loro esempio l’AUSL della Romagna, assieme all’IRCCS «Dino Amadori», all’Istituto oncologico romagnolo (IOR) e all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, ha deciso di sostenere un progetto innovativo dedicato a pazienti anziani affetti da tumore.

Il progetto, tra i primi in Italia nel suo genere, verrà coordinato dal prof. Giampaolo Ugolini, direttore della Chirurgia di Ravenna, dal dr. Stefano Tamberi, direttore ff dell’Oncologia di Ravenna, e dal prof. Riccardo Audisio (Università di Liverpool, Università di Göteborg), da anni leader mondiale nel campo della geriatria oncologica.

Obiettivo del Centro sarà quello di definire gli interventi in modo «multiprofessionale», inquadrando cioè il paziente in tutte le sue necessità e impostando di conseguenza il percorso assistenziale in modo personalizzato.

Per garantire una reale presa in carico il Centro creerà un collegamento tra l’assistenza ospedaliera e quella della medicina territoriale: a ciascuno la sua cura, ovunque si trovi. Lo scopo di questo progetto è dunque quello di strutturare un percorso dedicato e standardizzato, che parta dai presidi ospedalieri di Ravenna e Faenza e attraverso la collaborazione con IRCCS, IOR e Università di Bologna realizzi un modello innovativo di ricerca e sviluppo sulla salute pubblica che non ha precedenti nel nostro paese.

Intercettare e aiutare un maggior numero di ragazzi garantendo al contempo le norme di sicurezza prevenzione e contenimento del contagio. Questo il presupposto che ha spinto il Consultorio Familiare a riorganizzare l’attività dello “Spazio Giovani 360°”, il servizio riservato ai giovani dai 14 ai 19 anni che necessitano di informazioni, consulenza, supporto educativo sui temi della vita affettiva e relazionale, della sessualità, della contraccezione e della prevenzione.

Due le principali novità: cambiano le modalità di accesso al servizio che da libero diventa programmato e aumentano i canali a disposizione dei giovani per comunicare con il servizio.

Le nuove modalità di accesso allo “Spazio Giovani 360°” E’ possibile richiedere un appuntamento chiamando nei giorni e fasce orarie stabilite (vedi tabella) oppure lasciando anche solo un messaggio per essere poi richiamati, secondo le seguenti modalità: chiamata, vídeochiamata, WhatsApp, SMS, a smartphone dedicati in dotazione ai Consultori di Rimini, Novafeltria e Riccione.

GIORNI E ORARI NEI QUALI È ATTIVO IL SERVIZIO DI RISPOSTA TELEFONICA 

Rimini: 331 403 1904 lunedì – mercoledì – venerdì 13.30 - 15.30; 0541 747600 lunedì e martedì 14.30 - 17.30

Riccione 331 403 1906 lunedì 14.30 - 17.30 martedì 13.30 - 16.30

Novafeltria: 331 403 1905 martedì 14.30 - 17.30

In alternativa alla telefonata si può richiedere un appuntamento scrivendo una mail alla casella di posta elettronica dedicata, attiva presso gli Spazi Giovani di Rimini, Novafeltria e Riccione:

Per ogni richiesta di prestazione sarà programmato un appuntamento presso la sede di riferimento oppure in modalità online

Per accedere al servizio non è necessaria la richiesta del medico curante, il servizio è gratuito ed è garantito l’anonimato.

“L’obiettivo di questa nuova organizzazione – spiega il dottor Maurizio Bigi direttore dei Servizi Consultoriali e Pediatria di Comunità di Rimini – è quello di intercettare un maggior numero di ragazzi favorendo in particolare quelli che vivono nei Comuni più limitrofi alle sedi principali nelle quali è presente lo Spazio Giovani 360° e che sono Rimini, Riccione e Novafeltria, facilitando al contempo l’accesso al servizio. Il Consultorio dispone di personale qualificato dedicato alla accoglienza dei ragazzi i quali potranno usufruire di un’équipe multi professionale costituita da ginecologo, ostetrica, psicologo, assistente sociale, andrologo, educatore. Oltre ai temi classici dell’affettività, sessualità e relazioni sociali oggi registriamo un acuirsi del disagio adolescenziale legato al difficile momento della pandemia; considerazione questa che a maggior ragione rende merito alla nostra Direzione per aver messo a disposizione ulteriori risorse da dedicare allo Spazio Giovani 360°”.

Quattro centri in quattro diverse province: Ravenna, Rimini, Modena e Bologna. Quattro esempi di efficiente organizzazione, che ricalcano il modello della ‘macchina’ vaccinale regionale.

Li ha visitati oggi l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, in un ‘tour’ di un’intera giornata, iniziata questa mattina al Pala De Andrè di Ravenna, poi proseguita all’Hub allestito nel Quartiere fieristico di Rimini e, nel pomeriggio, al Centro vaccinale della Caserma Setti, a Modena; quarta e ultima tappa, alle ore 18, quella per l’inaugurazione dell’Hub Unipol Arena, a Casalecchio di Reno (Bologna). L’occasione per ringraziare i vertici delle Aziende sanitarie e ospedaliere, tutto il personale e i volontari impegnati nella campagna vaccinale, nel giorno che ha visto anche il presidente Stefano Bonaccini impegnato in una doppia visita in provincia di Forlì-Cesena, nei due punti vaccinali di Mercato Saraceno e Fiera di Cesena.

“Questi punti vaccinali, come i tanti altri, 141, grandi e piccoli presenti in regione danno il senso dell’enorme lavoro e impegno da parte di tutti per far sì che la campagna funzioni al meglio in termini di organizzazione, velocità di somministrazione e servizio per i cittadini- ha sottolineato l’assessore Donini-. La macchina vaccinale è nelle condizioni di muoversi a pieno regime, grazie al lavoro svolto insieme a tutti i soggetti coinvolti, dalle Aziende sanitarie e ospedaliere alle Amministrazioni comunali. Già adesso siamo tra le regioni che stanno vaccinando di più e tra quelle che, grazie a un lavoro molto attento delle Aziende sanitarie, stanno vaccinando le categorie più appropriate, quindi soprattutto le persone più vulnerabili, gravemente patologiche, coloro che per età o condizioni di salute possono avere ripercussioni cliniche più severe in caso di contrazione della malattia. E abbiamo una potenzialità significativamente più ampia rispetto a quella che stiamo mettendo in campo in questi giorni. Unica indispensabile condizione è poter contare su una fornitura di vaccini più consistente e costante, in modo che le Aziende sanitarie possano programmare per tempo”.

“Noi tutti- ha aggiunto Donini- non ci stancheremo mai di ringraziare il personale sanitario, da chi è impegnato direttamente nei centri vaccinali, ai nostri medici di medicina generale ai farmacisti, ma anche i tantissimi volontari, donne e uomini, che hanno scelto di dedicare tempo ed energia a questa attività, grazie alla quale potremo finalmente uscire dall’incubo che stiamo vivendo da più di un anno”.

Centro vaccinale Pala De Andrè Ravenna Il Centro è attivo dal 27 dicembre 2020 e offre vaccinazioni al bacino di utenza della provincia di Ravenna, insieme alle altre 7 sedi dislocate su altri comuni del territorio (Russi, Cervia, S.Pietro in Vincoli, Faenza, Castel Bolognese, Lugo e Alfonsine). Opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle 9 alle 19, impiegando 6 medici, 15 infermieri e 4 amministrativi per turno; inoltre vi è la supervisione dei farmacisti ospedalieri che controllano il percorso del trasporto, preparazione e diluizione dei vaccini. L’attività vaccinale è possibile anche grazie ai volontari della Protezione civile. Alla visita di questa mattina erano presenti il sindaco Michele De Pascale, il direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori, il direttore sanitario Mattia Altini, il direttore amministrativo Agostina Aimola, il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Raffaella Angelini e il coordinatore del Centro Vaccinale Mauro Taglioni.

Centro vaccinale Fiera di Rimini Attivo dal 27 dicembre 2020, offre vaccinazioni al bacino di utenza della provincia di Rimini, con altre 6 sedi presenti in altri comuni del territorio provinciale (Santarcangelo, Bellaria, Novafeltria, Riccione, Cattolica e Morciano). Opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle ore 9 alle 19, impiegando 5 medici per turno, 12 infermieri al mattino, 12 al pomeriggio, 1 Operatore sociosanitario al mattino e 1 Oss al pomeriggio, oltre a 4 amministrativi e 2 coordinatori esperti del percorso vaccinale. Il tutto si avvale anche della supervisione dei farmacisti ospedalieri che controllano il percorso del trasporto, preparazione e diluizione dei vaccini. L’attività vaccinale è possibile anche grazie alla collaborazione con l'amministrazione comunale di Rimini e ai volontari che effettuano l'accoglienza all'ingresso. Presenti a Rimini, oltre ai vertici dell’Ausl Romagna, il sindaco Andrea Gnassi, la vicesindaca Gloria Lisi e Andrea Galeotti, responsabile del Centro Vaccinale di Rimini.

Centro vaccinale ex Caserma Setti Modena É attivo dal 16 febbraio presso la ex-Caserma Setti, struttura di proprietà dell’aeronautica Militare. Al suo interno l’Ausl ha realizzato una sede vaccinale di mille metri quadri. Il Punto è strutturato ad oggi su due degli hangar presenti nel complesso della ex-Caserma Setti, uno per l’accettazione e attesa del proprio turno, il secondo per la vaccinazione. 12 i box vaccinali allestiti per la vaccinazione, su tre turni di personale, con apertura dalle ore 8 alle 24. All’interno dell’hangar sono collocati anche i locali, costantemente presidiati, con i freezer per la ricezione e lo stoccaggio dei vaccini di tutta la provincia che vengono poi distribuiti ai vari punti vaccinali. È il punto principale della città e dell’intera provincia ed è stato in grado di raggiungere un picco di somministrazioni di oltre 1.700 dosi giornaliere, con una capacità media che è intorno alle 1.300 dosi al giorno. Il personale è costituito, per ogni turno, da 54 operatori, tra sanitari, amministrativi e volontariato, per un totale di oltre 150 persone che si alternano nel corso dell’intera giornata. Prezioso il contributo dei volontari: sono impiegati nei vari turni ben 18 medici, 12 infermieri e 7 amministrativi a titolo volontario, cui si aggiungono l'associazionismo locale e la Protezione civile che si occupano invece dell’accoglienza (raccolta dati, misurazione temperatura e igiene mani) e dell’area post vaccinale, con circa 15 volontari per turno. Oltre al personale Ausl e volontario, vi opera quello inviato dalla Struttura commissariale e medici specializzandi. Ad accompagnare l’assessore, il sindaco di Modena e presidente della Ctss Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, il prefetto Alessandra Camporota, il direttore generale dell’Ausl di Modena Antonio Brambilla, la direttrice sanitaria e coordinatrice provinciale campagna vaccinazione anti-Covid Silvana Borsari, il capitano Mario Arcaro dirigente servizio sanitario dell'Accademia militare di Modena e il colonnello Alessandro Fabretti, responsabile logistica dell'Accademia militare di Modena.

Hub vaccinale Unipol Arena Bologna 8.500 vaccini anti-Covid al giorno: è l’obiettivo bolognese del piano vaccinale governativo, che per l’Emilia-Romagna vale 42 mila dosi giornaliere. Per raggiungerlo, da oggi alla rete dei punti vaccinali in area metropolitana si aggiunge il nuovo hub presso l’Unipol Arena, a Casalecchio di Reno, una struttura di 2.000 metri quadrati messa a disposizione dell’Azienda Usl di Bologna dalla Società Grande Stazione. L’hub sarà il riferimento vaccinale per il Distretto sanitario Reno-Lavino-Samoggia, in rete con tutti i punti di vaccinazione dell’Azienda Usl di Bologna. 10 punti di registrazione e 10 dedicati all’anamnesi, con altrettanti box per la somministrazione dei vaccini e un’ampia area di osservazione post vaccinale, in grado di accogliere 100 persone. 64 operatori impegnati ogni giorno (su due turni): 20 medici per anamnesi, 10 infermieri e 10 medici specializzandi per vaccinazioni, 20 amministrativi per registrazione, 4 referenti Hub (2 medici e 2 coordinatori infermieristici). 2 mila i vaccini somministrati giornalmente. Oggi - giornata inaugurale e di visita dell’assessore Donini, accompagnato dal direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna, Paolo Bordon - l’hub è attivo dalle 12 alle 20. Riprenderà regolarmente l’attività a partire dal 3 maggio, sette giorni su sette, dalle ore 8.30 alle 19.30

Prosegue la visita ai centri vaccinali regionali da parte del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Due le tappe nella giornata odierna, entrambe nel Cesenate: la prima, questa mattina, al centro vaccinale di Mercato Saraceno, la seconda nel pomeriggio all’Hub vaccinale allestito alla Fiera di Cesena. Un’occasione per portare a tutto il personale e ai volontari impegnati nella campagna vaccinale il saluto e il ringraziamento della comunità regionale.

“Proprio nel territorio si tocca con mano la capillarità della rete regionale impegnata nella campagna vaccinale, con oltre 140 sedi operative distribuite in tutte le province, in piena coerenza con il piano nazionale definito dalla struttura commissariale- afferma Bonaccini-. Il personale sanitario sta facendo un ottimo lavoro, grazie anche al prezioso aiuto di tanti volontari. Ringrazio tutti loro, a nome dell’intera comunità regionale, per quanto hanno fatto e faranno per portarci fuori da questa pandemia. Abbiamo superato il milione di emiliano-romagnoli a cui è stata somministrata almeno una dose, andiamo verso 1 milione e 600 mila somministrazioni complessive e proprio ieri abbiamo raggiunto e superato il mezzo milione di cittadini immunizzati, che hanno cioè completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi, obiettivo che avevamo fissato per fine aprile: si tratta di quasi il 10% dei residenti, percentuale regionale fra le più alte nel Paese. L’arrivo delle forniture previste nei prossimi mesi, 130 milioni entro settembre per l’Italia, ci permetterà di vaccinare tutti da qui alla fine dell’estate. Oggi poi- ha chiuso il presidente- è una giornata importante, perché abbiamo l’obiettivo di oltrepassare le 40mila vaccinazioni in giornata. E ci riusciremo”. Ad accompagnarlo nella prima struttura, la sindaca di Mercato Saraceno, Monica Rossi, con la Giunta comunale, la direttrice del Distretto sanitario di Cesena-Valle Savio, Francesca Righi, la direttrice di Igiene pubblica di Cesena, Nicoletta Bertozzi, e Marco Senni, della Direzione Infermieristica e Tecnica di Cesena. Presenti all’appuntamento in Fiera, il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, e i direttori sanitario e amministrativo dell’Ausl Romagna, Mattia Altini e Agostina Aimola.

Il Centro vaccinale di Mercato Saraceno. Il punto vaccinale di Mercato Saraceno è allestito nella sede della Protezione civile locale, in via della Liberazione; è attivo dal 23 febbraio e somministra vaccinazioni al bacino di utenza dei Comuni della Valle Savio, insieme al punto vaccinale di San Piero in Bagno. In questa fase opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle ore 9 alle 19, con un’apertura che varia dai due ai quattro giorni la settimana. Il personale impegnato è costituito da 2 medici per turno, 3 infermieri al mattino e 2 al pomeriggio, oltre a 2 amministrativi e 2 coordinatori esperti del percorso vaccinale. Il centro può contare anche sul prezioso apporto dei volontari delle associazioni“Confraternita Misericordia Valle Savio” e “Confraternita Misericordia Sarsina”, impegnati nel trasporto in ambulanza di disabili e anziani, e della collaborazione dell’amministrazione comunale della cittadina romagnola. Tra prime e seconde dosi, dall'avvio dell’attività a ieri sono state effettuate 2.119 vaccinazioni.

L’hub vaccinale di Cesena La struttura, attiva dal 27 dicembre 2020, serve principalmente l'ambito territoriale del comune di Cesena e comuni limitrofi. In questa fase opera su due turni giornalieri (mattina e pomeriggio) dalle ore 9 alle 19, impiegando 5 medici per turno (che possono arrivare anche a 7 nelle giornate con numeri di affluenza più alti), 7 infermieri al mattino che si alternano con i 7 del pomeriggio, oltre a 4 operatori sanitari, 3 amministrativi e 3 coordinatori esperti del percorso vaccinale. Inoltre, per la supervisione del trasporto, preparazione e diluizione dei vaccini, sono impiegati alcuni farmacisti ospedalieri. L’attività vaccinale è possibile anche grazie ai volontari e alla collaborazione con l'amministrazione comunale di Cesena. A ieri sono state somministrate 32.869 prime dosi e 17.461 richiami

L’epidemia di Coronavirus ha chiarito in maniera evidente il fondamentale ruolo del SSN e di tutti gli operatori sanitari che vi operano per il bene di ogni singolo cittadino. Quando nel febbraio 2020 è stato dichiarato il “lockdown” in Italia, tutto si è fermato ad eccezione degli Ospedali che hanno dovuto continuare a funzionare a ritmi ancora più elevati e con rischi sproporzionati per tutti i lavoratori perché di fronte ad un nemico sconosciuto e invisibile.

I medici gli infermieri sono stati chiamati eroi ma spesso ci si è dimenticato di ricordare il ruolo degli Operatori Socio Sanitari (OSS) che è il meno riconosciuto e spesso il meno gratificato. In ogni Ospedale, ogni giorno gli OSS si occupano di aiutare ogni paziente nella gestione dei bisogni primari: igiene personale, vestizione, mobilizzazione, assunzione dei cibi. In questo delicato e indispensabile compito spesso sono anche più esposti di altri operatori sanitari al rischio di eventuali contagi.

Anche nell' Azienda Sanitaria della Romagna sono stati tanti gli operatori che hanno contratto l’infezione da Covid e tra questi Donatella Brandi, OSS in servizio presso il reparto di Chirurgia Polispecialistica, la quale si è gravemente ammalata e dopo diverse settimane di lotta in terapia intensiva è purtroppo deceduta.

E’ stato un dramma per tutti, conoscenti, colleghi e soprattutto per la famiglia e per suo figlio, a cui Donatella era molto legata e a cui instancabilmente dedicava tutte le sue energie quando usciva dal lavoro.

Nulla potrà restituire Donatella all’affetto dei suoi cari e dei suoi colleghi: ciò non toglie che la sua dedizione e la sua professionalità non verranno mai dimenticati.

A distanza di un anno dalla sua scomparsa abbiamo deciso di ricordarla per sempre nel “suo” reparto con una ceramica evocativa e simbolica a lei dedicata dall’artista Marta Monduzzi, moglie del figlio della defunta Donatella, e che verrà collocata a breve nella U.O. Chirurgia Polispecialistica ove la stessa giornalmente svolgeva la sua importante mansione.

La cerimonia di commemorazione si è svolta oggi alle ore 11 nella sala Avis del Presidio Ospedaliero di Faenza, alla presenza del Sindaco di Faenza, Massimo Isola, della Consigliera Regionale Manuela Rontini, del Direttore Sanitario Aziendale Mattia Altini, Del Direttore del Presidio Ospedaliero di Faenza Davide Tellarini, della Dottoressa Anna Lusa, Responsabile Infermieristica di Presidio, del Professor Giampaolo Ugolini, Direttore della U.O. Chirurgia Generale di Ravenna-Faenza e di tanti colleghi ed amici di Donatella.

Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all'evoluzione del quadro epidemiologico dell'infezione da Covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, si riportano, in allegato, alcuni dati relativi alla settimana dal 19 al 25 aprile (precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo). Nella settimana di riferimento, si sono verificate 1.976 positività su un totale di 34.798 tamponi eseguiti; si osserva quindi un tasso di positività del 5,7 per cento, evidenziando, anche in questa settimana, una diminuzione del trend dei nuovi casi positivi, nel territorio romagnolo. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene alta, registrando il 97,4 per cento. Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 26 aprile, si registra la quota di 341 ricoveri, con una diminuzione di 75 ricoverati rispetto alla settimana precedente, pur rimanendo l'azienda all'interno del livello rosso del Piano ospedaliero Covid; anche i riempimenti nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali. “Anche il dato di questa settimana, commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario di Ausl Romagna, ci restituisce una ulteriore flessione della circolazione del virus, in numeri assoluti, a cui si aggiunge, anche se in maniera più lenta, un calo di occupazione dei posti letto Covid e delle Terapie Intensive. Contemporaneamente procede a ritmi serrati la campagna vaccinale, che come i dati riportano ha già assicurato in Romagna, una percentuale dell’87% di copertura della prima dose alla popolazione over 80, più vulnerabile in caso di esposizione al virus. Ora per abbassare ulteriormente la circolazione del virus dobbiamo confidare nei corretti comportamenti della popolazione, e in un ingente arrivo di vaccini, che potrà consentirci una ulteriore accelerata nelle somministrazioni “.

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