Tiziana Rambelli

Tiziana Rambelli

 

Con la donazione di due "ludo-carrozzine", si concretizza questa mattina un progetto che nel corso del 2019 ha visto l'Associazione di promozione sociale ALIVE organizzare alcune iniziative benefiche di grande successo che hanno raccolto, complessivamente, oltre cinquemilaeuro da devolvere alla Pediatria dell'ospedale di Forlì. Erano presenti alla donazione anche la dottoressa Elena Vetri, della Direzione sanitaria di presidio e la dottoressa Elisabetta Montesi, responsabile fundraising.

"L'obiettivo di ALIVE - spiega il dottor Enrico Valletta, direttore della Uo di Pediatria di Forlì - era di aiutare il nostro reparto ad acquistare attrezzature utili per i bambini ricoverati  che, allo stesso tempo, contribuissero a rendere l'ambiente che li circonda un po' più allegro e a "misura di bambino". Lara Masini, Federica Poggi e Alessandra Sordi, con i soci di ALIVE e gli amici che sostengono le loro iniziative, sono da tempo impegnate a sostenere la nostra Pediatria. Appena un paio di anni fa, erano riuscite a raccogliere quanto occorreva per arricchire la nostra biblioteca e per decorare le pareti di tutto il reparto con gli splendidi disegni colorati di Sally Galotti, rendendolo più allegro ed accogliente."

 “ALIVE - spiegano le fondatrici -  è un’associazione di promozione sociale a scopo benefico che nasce dalla volontà di due amiche di fare qualcosa di utile per la collettività, qualcosa di tangibile per noi tutti e quindi le iniziative saranno rivolte prevalentemente alla nostra città. Non pensiamo di poter cambiare il mondo… ma abbiamo la voglia e desiderio di dare il nostro piccolo contributo attraverso l’organizzazione di eventi culturali, anche divertenti, ai quali la gente possa partecipare rallegrandosi e contestualmente aderire a proposte di progetti benefici. In passato abbiamo organizzato due piccoli eventi e da queste due esperienze, nate più per gioco, è nata l’idea di strutturarci e di costituire l’Associazione ALIVE”.

"Siamo grati a Lara, Federica, Alessandra e a tutti i sostenitori di ALIVE -spiega il dottor Valletta -  perchè sono stati e restano costantemente vicini a noi, ai bambini che hanno necessità di cure nel nostro Ospedale e alle loro famiglie. Generosità, impegno e capacità di organizzare e coinvolgere sono di esempio e di incoraggiamento per noi tutti."

Raccolti oltre 2600 euro dalla Citta' di Forlì nel tradizionale appuntamento del 6 gennaio in Piazza Saffi: "E' la Befana dei bambini e della generosità dei forlivesi”

I 2.626,39 euro raccolti grazie alla ‘vendita’ simbolica di 1200 calze saranno devoluti al reparto di pediatria dell’ospedale Morgagni - Pierantoni di Forlì, per dare un aiuto concreto ai bambini meno fortunati e in difficoltà.

La Befana dell'Associazione quartiere Vecchiazzano di Forlì ha fatto visita oggi al reparto di Pediatria dell'ospedale Morgagni- Pierantoni , diretto dal dottor Enrico Valletta

Nella piacevole sorpresa dei piccoli pazienti, la Befana ha distribuito a tutti piccoli regali.

 

La Befana del comitato di quartiere Romiti ha fatto visita domenica mattina ai bambini ricoverati nel reparto di Pediatria dell'ospedale Morgagni - Pierantoni di Vecchiazzano, portando loro la tradizionale calza. Un simpatico momento di allegria anche con il personale del reparto e i genitori dei piccoli ricoverati in questa giornata di festa, che chiude il periodo natalizio. E' stato, spiegano dal comitato di quartiere, un momento per "alleviare la permanenza in ospedale ai bambini degenti e alle loro famiglie. Il momento della visita, è stato caratterizzato dalla grande simpatia della Befana, che ha scherzato con i bimbi e il personale di Pediatria

Dopo la visita e la consegna dei panettoni qualche giorno prima di Natale, i giocatori biancorossi sono tornati questa mattina presso il reparto di Pediatria dell’ ”Ospedale G.B. Morgagni – L. Pierantoni” di Forlì per consegnare le calze della Befana offerte da Conad.
Sono stati Erik Rush, Pierpaolo Marini, Samuel Dilas, Kaspar Kitsing, Danilo Petrovic e Federico Cinti, accompagnati da Gabriele Nowak e dall’assistente general Manager Andrea Bertini, a fare compagnia ai bimbi ricoverati nelle corsie del reparto, e reglare i dolcetti.
La Pallacanestro 2.015 vuole ringraziare di cuore il dottor Enrico Valletta, direttore dell’U.O. di Pediatria, e con lui Michela Vestrucci e Sandra Nocciolini, e tutti i medici e infermieri che hanno accompagnato i nostri ragazzi e dato la possibilità di passare un pò di tempo con i piccoli e i loro genitori.

 La sezione forlivese UNSI, Unione Nazionale Sottufficiali Italiani, si è recata nel reparto di pediatria di Forlì  per offrire un gesto semplice di solidarietà.

Ai piccoli ospiti del reparto sono stati distribuiti palloncini e panettoni.
L’iniziativa di beneficenza è stata organizzata dai soci della locale sezione UNSI, dai simpatizzanti e dalle Dame UNSI che sono parte integrante della sezione.

L’abilità di prestigiatore di un socio della sezione ha catturato l’attenzione e la meraviglia di genitori, bambini e personale del reparto che hanno premiato la piccola esibizione con sorrisi ed applausi, impressi nella foto di gruppo che ha concluso un simpatico e coinvolgente momento di incontro e condivisione

 

E' una bellissima bimba il primo nato del 2020 all'ospedale "Morgagni -Pierantoni" di Forlì.  Si chiama Arwa, è nata la mattina del primo gennaio e pesa Kg 3,368. Circa mezz'ora dopo, è nato anche il secondo bimbo, Leonardo, che pesa 3,530 kg. L'ultimo nato del 2019, invece è stato un maschietto,YahYa, nato il 31 dicembre, un'ora prima dello scoccare della mezzanotte, dal peso di kg 3,830. A salutare ufficialmente i "nuovi forlivesi", questa mattina, si sono recati in ospedale il sindaco di Forlì, Gianluca Zattini e Rosaria Tassinari, assessore al welfare e politiche per la famiglia del Comune di Forlì, accompagnati dalla direttrice della Uo di Ginecologia ed Ostetricia di Forlì, Angela Bandini.

"Siamo felicissimi di questa nascita - spiega  la mamma di YahYa - e ci siamo trovati benissimo in questo ospedale con medici e infermieri"

Nel 2019, presso l' Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell' ospedale "Morgagni- Pierantoni" di Forlì, diretta dalla dottoressa Angela Bandini, hanno emesso il primo vagito ben 925 neonati, di cui 494 sono maschi e431 femmine. Cinque i parti gemellari.

San Mercuriale, primo Vescovo di Forlì è armeno. Sono infatti finalmente arrivati gli ultimi risultati sullo studio delle reliquie
Il progetto, che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

Pochi mesi fa gli studi avevano accertato che San Mercuriale è vissuto tra il II e  il III secolo d.C, e' morto in un'età  compresa tra i 40 e i 50 anni, era alto 1 metro e 60 e soffriva di osteoporosi.

 

"Lo studio sulle reliquie di San Mercuriale -  spiega Mirko Traversari- è proseguito, dopo le prime fasi, necessariamente dedicate all’acquisizione di informazioni strumentali e fisiche, ricavate dalle numerose indagini laboratoristiche messe in campo, è ora giunto il momento di interrogare questi dati, interpretandoli sulla scorta di ciò che le fonti storiche ci hanno consegnato relativamente alla figura del Santo.

E’ il caso ad esempio della sua provenienza, è noto che la cronachisticha cittadina del XV secolo, affermi che Mercuriale provenisse dalla nativa Armenia, il Cobelli infatti nelle sue Cronache ci dice che “[…] il beato Mercuriale se partì dalle parti d’Armenia […]”, e solo in seguito ad un pellegrinaggio a Gerusalemme e Roma, giunse a Forlì. Di qualche secolo posteriore al Cobelli, Giuseppe Mazzatinti  attraverso i suoi Annales Forolivienses afferma che il “[…] gloriosus Mercurialis sanctus et episcopus civitatis Forlivij, natione Albanie, ad ipsam civitatem applicult […]”. Non è noto da quali fonti questi nostri illustri concittadini abbiano tratto queste informazioni, e ben conosciamo la necessaria prudenza che è necessario tenere nel voler trarre verità dalle loro opere, che non sempre brillano per rigore storiografico; vero è che comunque la notizia della provenienza orientale del Santo, incuriosisce e pone dei quesiti. "

"Dallo studio isotopico a cui sono state sottoposte le reliquie - chiarisce finalmente Traversari -  si deduce che San Mercuriale non sia cresciuto e vissuto nello stesso luogo in età infantile ed in età adulta. Probabilmente proveniva da una località posta in una zona mediamente più calda rispetto alla città in cui egli ha trascorso gli ultimi anni dalla sua vita, Forlì. I valori tendono infatti a diminuire con l’aumentare dell’età: questo indica uno spostamento del Santo in età giovanile verso un luogo con valori isotopici meno radiogenici rispetto al luogo in cui è nato; grazie ad un ulteriore approfondimento è stato inoltre possibile escludere alcune regioni europee, poste a latitudini incompatibili con i risultati ottenuti (la Spagna ad esempio, che mostrava una certa compatibilità con alcuni indici isotopici). Un’ulteriore inferenza è stata possibile grazie all’incrocio di questi risultati con il cosiddetto indice cefalico, che grazie ad un calcolo matematico serve ad esprimere in termini statistici, la conformazione del cranio. La stessa conformazione del volto, metricamente studiato grazie a standard antropologici internazionali, ha fornito ulteriori indizi. 

Incrociando quindi i risultati dedotti dall’analisi degli isotopi stabili, con i caratteri e gli indici antropometrici che caratterizzano il cranio e il volto del Santo, è stato possibile orientare lo sguardo, con una ragionevole certezza, verso una direzione piuttosto chiara. Va comunque detto che attualmente nessuna indagine laboratoristica può fornire una certezza assoluta circa la provenienza da un dato territorio e che gli indici più sopra ricordati non possono certo essere assunti a marcatori etnici, quanto piuttosto indicatori di un areale geografico ampio che può abbracciare popolazioni e paesi diversi. "

"L' incrocio di queste numerose analisi, - conclude -  allo stato attuale sembrano essere concordi nel farci guardare ad est, verso il continente asiatico, proprio verso l’Armenia"

 

 

 

La generosità dei giovani del Rotaract Forlì ha permesso, oggi pomeriggio, la donazione di un maxi schermo, che  sarà presto installato nella sala d'attesa del Pronto soccorso di Forlì. 

"Tutto è  nato dal mio primo incarico di lavoro, dopo la laurea, al Pronto Soccorso di Forlì- spiega il dottor Giovanni Battista Biserni, vice presidente del Rotaract di Forlì  - Lavoravo nell'emergenza e mi chiedevo cosa avrei potuto fare per rendere meno pesante l'attesa dei pazienti."

"Considerando molti studi internazionali sull'umanizzazione delle cure - spiega il dottor Andrea Fabbri, direttore dell' UO Pronto Soccorso, Medicina d'Urgenza e 118 dell'ospedale di Forlì - il modo per rendere la sala di attesa di un Pronto Soccorso un ambiente il più accogliente possibile risultava essere quello di fargli trascorrere il tempo guardando immagini rilassanti . E così ho proposto a Giovanni Battista l'idea di uno schermo per i pazienti".

"Su proposta di Biserni - prosegue Maria Teresa Tisi, allora presidente del Rotaract - abbiamo deciso di raccogliere fondi durante il nostro tradizionale Gala estivo di beneficenza . Grazie al ricavato della lotteria organizzata quella sera, siamo riusciti ad acquistare questo schermo."

Unanime e sentitissimo il ringraziamento della direzione del presidio ospedaliero, rappresentata dal dottor Cesare Bini, dal dottor Andrea Fabbri e dalla coordinatrice infermieristica, Elisabetta Guidi, per " il gesto di sensibilità del Rotaract nei confronti dei pazienti e, con esso, l’attenzione e il valore che vengono dati all' impegno quotidiano degli operatori per alleviare le sofferenze degli ammalati"

 

 

 

Come ogni anno, giovedì 19 dicembre , dalle ore 10 alle ore 12, nella sala soggiorno del reparto di Riabilitazione Intensiva, presso il Padiglione Allende dell'ospedale di Forlì,  si terrà la tradizionale tombola di Natale.

"E' un momento di aggregazione e divertimento per i pazienti e anche per gli ex pazienti che vengono a trovarci - spiegano gli operatori - evengono invitati anche i familiari. I pazienti non solo partecipano alla tombola, ma vengono coinvolti anche nella preparazione dei pacchi regalo, all'interno della Terapia Occupazionale. I regali vengono offerti da tutti gli operatori del reparto. Ad animare l'evento ci sarà il marito di una ex paziente, che presta servizio di volontariato nei "Clown in corsia" , insieme ad un altro volontario. "

"E' un modo - proseguono- per far vivere l'atmosfera delle feste natalizie anche a chi è ricoverato da tempo, cosa che spesso accade in un reparto di Riabilitazione Intensiva. "

 

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