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 Scritto da tiziana.rambelli

Scritto da tiziana.rambelli

DOMENICA 21 OTTOBRE 
ore  15,45 
  Abbazia di San Mercuriale, Piazza Saffi, Forlì
 PRESENTAZIONE  alla stampa  dei RISULTATI PRELIMINARI 
delle ANALISI sulle RELIQUIE di SAN MERCURIALE
Relatori: Dott. Mirko Traversari, Antropologo fisico e Paleopatologo, 
e Dott. Enrico Petrella, Medico Radiologo  dell'ospedale di Forlì 
 Seguirà, alle 16,30, la PRESENTAZIONE DEI RISULTATI AL PUBBLICO E LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RELIQUIARIO, 
opera del Laboratorio Marmi di Franco Spagnoli di Carrara (MS), 
dono del Lions Club “Terre di Romagna” di Forli

 Il progetto, iniziato  con la "ricognizione canonica"„ nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. 
Protagonisti dell' iniziativa il gruppo Ausl Romagna Cultura, il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Bologna - sede di Ravenna e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa. 

Oggetto dello studio scientifico dei ricercatori sono  le preziose reliquie di San   Mercuriale, custodite in tre chiese forlivesi, e in particolar modo, nella Basilica dedicata al Santo. “Non è la prima volta che le reliquie di San Mercuriale sono oggetto di analisi e studi" - spiega l’antropologo fisico e paleopatologo Mirko Traversari, che coordinerà le ricerche - "Già nel corso degli anni ottanta venne operata una ricognizione dal compianto professor Cleto Corrain dell’Università di Padova. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione tecnologie molto più sofisticate, che possono fornire dati importantissimi sui resti terreni del Santo, valutando, in primis, lo stato di conservazione delle sacre reliquie, al fine di garantirne la corretta preservazione per le generazioni future.”

“Il progetto non si limita all’importante studio scientifico delle reliquie, effettuato dagli esperti dell’Università" - spiega Tiziana Rambelli, coordinatrice della comunicazione per Ausl Romagna Cultura - "Come già realizzato infatti per la figura di Giovan Battista Morgagni, cercheremo di coinvolgere scuole, istituzioni, privati e associazioni, per ideare e realizzare iniziative di comunicazione sulla conoscenza e la valorizzazione della figura del Santo patrono. Naturalmente ci avvarremo, anche per questo progetto, della collaborazione dei componenti del gruppo Ausl Romagna Cultura, in primis del dottor Stefano De Carolis geriatra, storico della medicina e direttore della Scuola di Storia della Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini, la dottoressa Sonia Muzzarelli, referente Aziendale del Patrimonio storico-artistico-archivistico, il dottor Luca Saragoni, patologo presso l’ospedale di Forlì, il dottor Giancarlo Cerasoli, pediatra e storico della medicina. Per lo studio delle reliquie verranno coinvolti, naturalmente, anche medici e tecnici dell’Ausl Romagna, grazie alla convenzione in essere con l’Università di Bologna – sede di Ravenna.  " 

Ma qual' è il valore scientifico di questa indagine? Cosa possono “dirci” i sacri resti? “Potremo indagare il Dna dei resti terreni del Santo, compiere una datazione delle reliquie, ipotizzare le sue origini, lo stato di salute e lo stile di vita, forse anche la causa di morte" - prosegue il dottor Traversari - "Nel rispetto totale dei preziosi resti, venerati per secoli da tutti i forlivesi, potremo ripercorrere la storia di queste reliquie e assieme ad esse, la storia stessa della città di Forlì".  Lo stesso don Enrico Casadio, abate di San Mercuriale, laureato in Lettere e prezioso promotore del progetto, ribadisce che ”sapere qualcosa di più del patrono, in quest’anno in cui accogliamo il friulano Livio Corazza, come nostro nuovo vescovo, successore di San Mercuriale, potrà aiutarci a capire qualcosa di più della storia, non solo della nostra Chiesa diocesana, ma anche della nostra Città, incomprensibile senza la conoscenza delle persone che l’hanno fatta, attraverso spostamenti, scambi, incontri, fatiche e speranze condivise".

Tante le leggende più o meno fantasiose, che si sono tramandate, nei secoli, su San  Mercuriale. Lo storico Francesco Lanzoni ritiene Mercuriale vescovo nel sec. IV, forse il protove­scovo di Forlì e considera il 30 aprile suo dies natalis, la sua data di nascita, o la cele­brazione di una sua traslazione dal cimitero adia­cente alla basilica antica, all'interno di questa. Dedicate a San  Mercuriale sono attestate chiese anche a Ravenna, dal 948 ed a Pistoia, dal 940. Gli studi scientifici che verranno effettuati sulle reliquie aggiungeranno certamente nuovi dati a queste narrazioni e daranno una precisa collocazione storica alle reliquie . 


Il nuovo primario di Ortopedia e Traumatologia di Forlì, dottor Roberto Casadei, a "TuttobeneTv"

 

La puntata andrà in onda su:

 

 

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Quarantasette anni non ancora compiuti, bagnacavallese di nascita, il dott. Giacomo Costa è l’esempio di come in Area Vasta Romagna possano crescere e svilupparsi le eccellenze chirurgiche del nostro territorio.

Formatosi alla scuola ferrarese, che fu dei Verzella, Dalfiume, Rossi, Sebastiani con il massimo dei voti e la lode, fin da giovanissimo entrò a far parte dell’equipe oculistica di Faenza guidata dal dott. Gaiba, dove ebbe modo di segnalarsi per la sua spiccata propensione alla chirurgia, prima del settore anteriore dell’occhio e successivamente di quello posteriore. Nel 2001 è stato inquadrato come Dirigente Medico di primo livello con incarico di Senior Professional e, dal 2005 ad oggi, oltre alla attività sul campo, si è dedicato all’aggiornamento scientifico e ad un progressivo approfondimento delle conoscenze chirurgiche del segmento posteriore dell’occhio, partecipando a sedute operatorie presso U.O. oculistiche italiane di alta specializzazione in chirurgia vitreoretinica.

Alla luce di questa esperienza, è stato chiamato a contribuire al ripristino dell’attività chirurgica vitreoretinica nel quadro del Piano Attuativo locale di Faenza.

Negli ultimi anni il dottor Costa si è recato molto spesso all’estero per confrontarsi con nuove esperienze chirurgiche e nuove terapie intravitreali: negli Stati Uniti (Atlanta 2008); nel 2009 a Stoccarda e nella Clinica Oculistica di Francoforte (con giornate di studio in sala operatoria con il prof. Claus Eckardt, partecipando poi ai Frankfurt Retina Meeting nel 2010 - 2012- 2016.

Il dottor Costa arriva pertanto all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì in possesso di una attestata competenza da parte dell’Azienda sul tema “Chirurgia vitreoretinica”, con l’incarico di gestione dell’attività chirurgica.

Vanta pure la partecipazione a moltissime conferenze, spesso in qualità di docente/relatore e numerose pubblicazioni scientifiche, alcune delle quali apparse su importanti organi di informazione medica stranieri.

“La nomina del primario di Oculistica - spiega il dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna – si inserisce nel quadro delle selezioni di Struttura Complessa dell’Ausl Romagna. Sono già stati nominati 40 nuovi primari, di cui 14 nel solo 2018 (4 a Forlì). Il dottor Costa raccoglie l’eredità importante dell’oculistica forlivese, proiettata nel futuro e si inserisce nella rete delle oculistiche della Romagna, afferenti al Dipartimento Testa – Collo, diretto dal prof. Claudio Vicini. In particolare, nel nosocomio forlivese, verrà sviluppata la chirurgia vetroretinica, che rappresenta una frontiera dal punto di vista chirurgico”

“All’ospedale forlivese ho incontrato un gruppo di medici competenti con cui condividere esperienze e responsabilità – dichiara il dottor Costa -L’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì rappresenta da tempo una eccellenza in Area Vasta Romagna per quanto concerne la telemedicina, le chirurgie tecnologicamente avanzate come la robotica ma non solo.

L’impegno assunto dalla Direzione Generale nel mio settore si è rapidamente concretizzato con l’arrivo in questi mesi di nuova tecnologia anche per l’Oculistica; un nuovo OCT per il Centro Glaucoma, un Topografo Corneale con Ecobiometro per i calcoli avanzati dei cristallini artificiali multifocali e per astigmatismo, una piattaforma Angio-OCT/Fluorangiografo sono gli acquisti dell’anno in corso. Per il 2019 sono attesi nuovi microscopi operatori, l’innovativa chirurgia Vitreoretinica 3D ad alta definizione ed è stato avviato un percorso di acquisizione, tramite donazione, di un laser giallo per le maculopatie.”

 

“In questi mesi abbiamo lavorato per migliorare anche i percorsi dell’urgenza oculistica. E’ stato attivato un percorso di visite oculistiche prioritarie, attivato dai medici di medicina generale, che vanno erogate entro sette giorni, con prenotazione tramite CUP. La speranza è di vedere, nei prossimi mesi, il reparto aperto a tutte queste nuove tecnologie e soprattutto che cresca, se possibile, l’offerta di aiuto qualificato a tutti i pazienti. Tutti questi investimenti, e la scelta del sottoscritto, confermano che la Direzione sostiene la vocazione della chirurgia vitroretinica nel nosocomio forlivese ”

 

 

Forlivese, formatosi presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, uno dei centri di riferimento nazionale ed internazionale nell’ambito ortopedico-traumatologico, il dottor ROBERTO CASADEI, è il nuovo Direttore della UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Forlì.

Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia di Bologna, ha effettuato più di tremila interventi di ortopedia oncologica ed è autore di 243 pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali. Dottore di ricerca in oncologia, è socio fondatore della Società Italiana di Osteoncologia ed è stato docente a numerosi corsi internazionali chirurgia oncologica ortopedica.

“Il dottor Casadei – spiega il dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna – si inserisce nell’elenco dei 36 nuovi primari nominati in Ausl Romagna dal 2016. A Forlì, nel solo 2018, ne sono stati nominati quattro, la dottoressa Annalisa Curcio, Chirurgia Senologica, il dottor Roberto Casadei, Ortopedia, il dottor Giacomo Costa, Oculistica e il dottor Carlo Fabbri, Gastroentorologia ed endoscopia digestiva di Forlì-Cesena.”

“L’Ortopedia di Forlì – prosegue Busetti – avrà come carattere distintivo l’ambito osteoncologico, l’oncologia ortopedica, inserendosi nella vocazione, già affermata da questo nosocomio, per l’ambito oncologico. Naturalmente questa attività si inserirà nelle rete oncologica della Romagna”

“Sono un forlivese e sono contento di ritornare a casa a lavorare – chiarisce il dottor Roberto Casadei – Tutta la mia formazione si è svolta presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna , nell’ambito dell’oncologia ossea, anche se ho costantemente avuto rapporti con gli ospedali romagnoli e, in particolare con l’IRST di Meldola.”

“ Anche se la mia esperienza è nelle malattie oncologiche – prosegue – ci tengo a ribadire che l’ortopedia e la traumatologia forlivese continueranno a garantire gli ottimi livelli e le prestazioni fin ad ora assicurate ai cittadini, con casistiche sempre molto elevate e percorsi di qualità, come quello orto -geriatrico. Proprio alla luce di questi risultati positivi, cercherò anche di coinvolgere, in futuro, i miei validissimi collaboratori in pubblicazioni scientifiche, nei rispettivi ambiti. Credo molto nella ricerca e da anni collaboro con l’Istituto Tumori di Meldola per progetti e pubblicazioni .”

 

“Ritornando sempre alle patologie oncologiche – conclude – ci tengo a sottolineare che cercherò di creare collaborazioni sempre più strette con medici di famiglia e servizi ospedalieri, nel settore della prevenzione, aspetto fondamentale, anche in questo settore. Spero infine che l’ospedale di Forlì, in collaborazione con l’Irst di Meldola diventi un centro di riferimento per l’osteoncologia in Romagna”

 

Forte del successo riscosso con i cicli di conferenze tenutesi dal 2016, il Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con RavennAntica-Fondazione Parco Archeologico di Classe, Ausl Romagna Cultura e il Laboratorio di Antropologia e DNA antico-DBC Ravenna, Università di Bologna, promuove e ospita una nuova serie di conversazioni nel mese di ottobre 2018 e con essa intende ribadire il suo ruolo di ‘luogo identitario e depositario della memoria locale’, centro propulsore di educazione e di conoscenza per la valorizzazione non solo delle proprie collezioni archeologiche ma anche, grazie all’apporto di studiosi e ricercatori qualificati, del patrimonio storico della città di Forlimpopoli e delle più recenti e significative esperienze nel campo della ricerca scientifica e della museologia.

 

Il ciclo di conferenze si articolerà nel seguente calendario di appuntamenti:

 A cura di Silvia Bartoli e Mirko Traversari

Venerdì 5 ottobre ore 20.30
L'arte del sarto nel Medioevo.
Quando la moda diventa mestiere
Elisa Tosi Brandi
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Rimini


Venerdì 12 ottobre ore 20.30
Alimentazione e tumore dello stomaco
Luca Saragoni
Anatomopatologo, AUSL della Romagna


Venerdì 19 ottobre ore 20.30
Insani appetiti: i cannibali del Medioevo italiano
Angelica Montanari
Ricercatore, Università di Bologna-Campus di Ravenna

La Chirurgia Endocrina dell'AUSL Romagna sede di Forlí, diretta dal dottor Alberto Zaccaroni, in collaborazione con Forlifarma e con il patrocinio dell'Ausl Romagna, ha organizzato una settimana di controlli gratuiti presso le farmacie
comunali di Forlí, volti  a sensibilizzare la cittadinanza nei confronti del problema dell’obesità, delle sue complicanze e dei possibili trattamenti disponibili.

Il Check-up è rivolto agli adulti (18-65 anni) e comprende cinque misurazioni: peso, altezza, circonferenza addominale,pressione arteriosa, glicemia a digiuno. Il farmacista rilascerà il risultato delle misurazioni al paziente.

L'iniziativa parte dalla Chirurgia Endocrina di Forlí e il Dott. Alberto Zaccaroni è il coordinatore del percorso bariatrico multidisciplinare.

LUGO: TORNA PURTIMIRO,

IL FESTIVAL BAROCCO

DIRETTO DA RINALDO ALESSANDRINI

 

BACH, HÄNDEL, STRADELLA, BOCCHERINI, L'OPERA ARMINIO DI BONONCINI IN PRIMA MODERNA, I DIVERSI AMORI DI MONTEVERDI,I CONCERTI POMERIDIANI

Il festival è in collaborazione con Ausl Romagna Cultura. La Fondazione Teatro Rossini conferma lo sconto per tutti i dipendenti dell'Ausl della Romagna pari al 25% sul prezzo intero del biglietto degli spettacoli del festival Purtimiro in scena al Teatro Rossini.Per ottenere lo sconto rivolgersi alla biglietteria presentando idonea documentazione attestante l'appartenenza all'Azienda.

 

Dal 27 settembre al 14 ottobre 2018 terza edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma diciotto eventi musicali dei quali tre dedicati al genio di Bach. Poi l'opera in prima moderna “Arminio” di Bononcini, l'oratorio “Ester, liberatrice del popolo ebreo” di Stradella, la serenata “Aci, Galatea e Polifemo” di Händel e uno spettacolo su musiche di Monteverdi.

Sei i concerti pomeridiani in Sant'Onofrio, l'oratorio di proprietà dell'Ausl Romagna. Oltre ad Alessandrini e al suo Concerto Italiano in residenza, sul palco i più noti interpreti barocchisti italiani: Vanni Moretto con Atalanta Fugiens, Alfredo Bernardini e l'Ensemble Zefiro, il Sogno Barocco con Paolo Perrone, l'Imaginarium Ensemble con Enrico Onofri, l’Alea Ensemble, la Cappella Augustana con Matteo Messori. Fra i cantanti spiccano i nomi di Sara Mingardo, Francesca Aspromonte, Silvia Frigato, Raffaele Giordani, Filippo Mineccia, Carlo Vistoli e Furio Zanasi.

 

LUGO DI ROMAGNA (RA), 24 settembre 2018 – Archiviato il successo di pubblico e di critica arriso alle prime due edizioni di PURTIMIRO al Teatro Rossini di Lugo, alias le “Feste Musicali attorno all'opera barocca” nate per celebrare i trent'anni della riapertura in epoca moderna del Rossini avvenuta il 3 dicembre 1986, ecco arrivare la terza edizione 2018, sempre sotto la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini, in programma dal 27 settembre al 14 ottobre 2018.

 

Clavicembalista, musicologo, direttore, ammirato internazionalmente quale interprete di riferimento per la musica del Sei-Settecento, Rinaldo Alessandrini ha intrapreso nel 2016 l’incarico di direttore musicale del festival assieme a Valerio Tura, consulente artistico, con il proposito di fare di Lugo un centro di eccellenza per la presentazione, e in alcuni casi per la riscoperta, di perle del repertorio operistico italiano del tempo, all'interno di quel gioiello architettonico qual è il Teatro Rossini di Lugo (solennemente inaugurato nel 1761), contenitore ideale per questo genere di musica e di repertorio grazie anche alla sua straordinaria acustica. Suggestivo è il titolo del festival, PURTIMIRO, che contrae l'incipit del celebre duetto “Pur ti miro, pur ti godo” che compare alla fine dell'opera L'incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi.

 

Romano, classe 1960, clavicembalista e leader di Concerto Italiano – gruppo da lui fondato e in residenza a Purtimiro – Rinaldo Alessandrini ha in qualche modo rivoluzionato l'interpretazione della musica vocale italiana del Seicento, il secolo di Monteverdi, ricevendo universale plauso da parte del pubblico e della critica. Nel 2002 ha ricevuto, con il Concerto Italiano, il Premio Abbiati per la sua attività. Nominato Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres nel 2003, è membro dell'Accademia Filarmonica Romana.

 

Sono diciotto gli appuntamenti barocchi di PURTIMIRO 2018, eseguiti dai migliori specialisti italiani della prassi esecutiva storicamente informata, distribuiti su tre fine settimane dal 27 settembre al 14 ottobre, dal giovedì alla domenica, con l'importante novità dei sei concerti pomeridiani all'Oratorio di Sant'Onofrio il sabato e la domenica alle ore 18, a mo' di preludio dell'evento serale al Teatro Rossini.

 

PURTIMIRO 2018 si apre nel nome di Johann Sebastian Bach giovedì 27 settembre alle ore 20.30 con l'esecuzione delle “QUATTRO OUVERTURES PER ORCHESTRA” BWV 1066-69: quattro capolavori assoluti molto diversi fra loro, all'interno dei quali sono contenute alcune delle musiche più popolari di Bach, dall'Aria sulla Quarta Corda e all'irresistibile Badinerie, in cui il Cantor dà un saggio della sua capacità incontrastata di impossessarsi dello stile barocco francese. Rinaldo Alessandrini e il CONCERTO ITALIANO ne saranno i brillanti interpreti.

 

Venerdì 28 settembre il gruppo ATALANTA FUGIENS diretto da Vanni Moretto sarà invece il tramite del genio barocco del giovane Georg Friedrich Händel: in programma la sua Serenata a tre voci su libretto di Nicola Giuvo “ACI, GALATEA E POLIFEMO”, composta nel 1708 per le nozze del duca di Alvito, coi cantanti solisti Alicia Amo, Marta Fumagalli e Mirco Palazzi.

 

Sabato 29 settembre ecco “BOCCHERINI SACRO E PROFANO”, un omaggio all'autore del celebre Minuetto, sia nel repertorio sacro (Stabat Mater) che in quello profano (quartetti e quintetti) nel bel recital di Francesca Aspromonte, il soprano rivelazione dei nostri giorni, con l'ALEA ENSEMBLE, quartetto d'archi italiano con strumenti originali che per l'occasione verrà integrato dal chitarrista Matteo Mela e da Riccardo Coelati Rama al violone.

 

Clou dell'intero festival domenica 30 settembre alle 20.30 con la prima riproposizione in epoca moderna dell'opera “ARMINIO” di Antonio Maria Bononcini (1677-1726), l'operista nato a Modena e attivo a Londra e Vienna, fratello di Giovanni (anche lui operista, assieme al quale molto rivaleggiò con Händel a Londra) e figlio del forse più noto – almeno nell'ambito strumentale – Giovanni Maria Bononcini, nativo di Zocca. L'opera, che conobbe la sua prima esecuzione il 26 luglio 1706 a Vienna e si avvarrà della revisione critica dello stesso Alessandrini, è uno dei migliori esempi di 'teatro barocco viennese', ambientata ai tempi della battaglia di Teutoburgo in Bassa Sassonia (9 d. C.), allorché il condottiero germanico Arminio sterminò con l'astuzia oltre ventimila soldati romani guidati dal generale Publio Quintilio Varo. Finezza di scrittura, bel melodismo e sottigliezza psicologica caratterizzano quest'opera di Bononcini su testo del raffinato poeta bolognese Pietro Antonio Bernardoni, che per l'occasione verrà eseguita in forma di concerto da un gruppo di giovani cantanti italiani emergenti, tutti reduci da una specifica preparazione nel canto barocco: Giulia Bolcato, Benedetta Corti, Valeria Girardello, Alessandro Ravasio, Enrico Torre, i quali si uniranno a Raffaele Giordani e al CONCERTO ITALIANO con Rinaldo Alessandrini sul podio. Questa operazione vuole confermare l’interesse che il festival dedica alle nuove forze interpretative dei giovani musicisti italiani, interesse che spera di rendere parte cospicua e integrante delle edizioni a venire.

 

La seconda settimana di PURTIMIRO 2018 si aprirà giovedì 4 ottobre col concerto “VENEZIA, ROMA, NAPOLI”, cioè concerti e cantate di Vivaldi, Scarlatti, Corelli, Durante e Pergolesi tutti appartenenti alle cosiddette tre scuole del barocco italiano (veneziana, romana, napoletana), con Rinaldo Alessandrini, il CONCERTO ITALIANO e la partecipazione del soprano Sonia Frigato e del trombettista Gabriele Cassone.

 

1700” è invece il suggestivo titolo del concerto di venerdì 5 ottobre, ovviamente riferito all'anno in cui furono pubblicate tutte le musiche strumentali ivi eseguite di autori meno noti quali Evaristo Dall'Abaco, Michele Mascitti, Giuseppe Brescianello, Nicola Fiorenza e di tre giganti come Baldassare Galuppi, Francesco Geminiani e Antonio Vivaldi. Tutte opere di gran pregio musicale, in parte oggetto dell'ultima registrazione di Rinaldo Alessandrini col CONCERTO ITALIANO, uscita in aprile in tutto il mondo per l'etichetta francese naïve.

 

Ad Alfredo Bernardini e al suo eccellente gruppo strumentale ENSEMBLE ZEFIRO è affidato il concerto di sabato 6 ottobre dal titolo “HARMONIEMUSIK”, interamente dedicato ad arrangiamenti d'autore per ottetto di fiati di opere di Mozart (Nozze di Figaro e Don Giovanni) e Rossini (Barbiere di Siviglia).

 

DIVERSI TIPI D'AMORE” è l'originale spettacolo con musiche di Claudio Monteverdi, Biagio Marini E Luigi Rossi ideato da Rinaldo Alessandrini, che ne firma anche regia, scene e costumi, in programma domenica 7 ottobre: è una nuova drammaturgia scenica, una mise en espace delle più belle pagine dalle opere Il ritorno di Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea di Monteverdi in cui si esplicano i vari tipi di amore, dall'amore interessato a quello mendace, dalla scoperta dell'amore all'amore ritrovato, subdolo, umiliato, nostalgico, fino al trionfo dell'amore. Il tutto con la partecipazione di grandi interpreti vocali del barocco quali Sara Mingardo, Arianna Venditelli, Carlo Vistoli, Elena Biscuola, Valerio Contaldo, Raffaele Giordani e Furio Zanasi.

 

Di nuovo Bach per l'apertura dell'ultima settimana di Purtimiro 2018, giovedì 11 ottobre al Teatro Rossini, e un titolo piuttosto ingombrante: “CAFFÈ ZIMMERMANN. Di Johann Sebastian Bach per l'occasione Rinaldo Alessandrini e il Concerto Italiano eseguiranno infatti la Cantata “Non sa che sia dolore” per soprano, traverso e archi BWV 209, poi il Concerto per cembalo e archi in re maggiore BWV 1054, infine la celeberrima Kaffekantate BWV 211 (Cantata del caffè). Tutte opere cioè create e concepite per essere eseguite al Caffè Zimmermann di Lipsia, dove Bach passava molto del suo tempo libero, diventato leggendario luogo di incontro di artisti, poeti ed intellettuali. Interpreti vocali Francesca Boncompagni, Raffaele Giordani e Salvo Vitale.

 

Venerdì 12 ottobre: “SOSPIRI DI DOLORE... SOSPIRI D'AMORE” è il bel titolo di argomento inequivocabile col gruppo IL SOGNO BAROCCO diretto da Paolo Perrone e la partecipazione straordinaria del contraltista Filippo Mineccia. Un florilegio di arie e cantate sacre del barocco italiano con musiche di Mannelli, Gasparini, Stradella, Durante, Caldara, Bisso.

 

Sabato 13 ottobre sarà la volta del concerto “NON UDITE LO PARLARE” (La parola al violino barocco) con l'IMAGINARIUM ENSEMBLE diretto dall'eminente violinista Enrico Onofri: un programma dedicato al rapporto tra voce umana e virtuosismo strumentale italiano dal primo Seicento sino al tardo Barocco, con opere di Cima, Virgiliano, Rognoni, Rognono, Castello, Uccellini, Pandolfi Mealli, Bonporti e Corelli.

 

Grande concerto di chiusura del festival PURTIMIRO 2018 domenica 14 ottobre con l'esecuzione integrale di un assoluto capolavoro del barocco romano: l'Oratorio in due parti “ESTER, LIBERATRICE DEL POPOLO EBREO” su libretto di Lelio Orsini del grande e mai sufficientemente lodato Alessandro Stradella (1639-1682). Rinaldo Alessandrini ne sarà quasi sicuramente storico interprete con il CONCERTO ITALIANO al gran completo.

 

Fra i sei concerti pomeridiani all'Oratorio di Sant'Onofrio (inizio alle ore 18) spiccano i tre appuntamenti per coppie di strumenti – “A due violini”, “A due violoncelli”, “A due arpe” – con grandi interpreti barocchisti come Luca Giardini, Mauro Valli e Mara Galassi (29 settembre, 6 e 14 ottobre), il programma monografico bachiano col flautista Marcello Gatti e il cembalista Francesco Corti (30 settembre), il programma “Vesuvio” con musiche barocche napoletane col gruppo Arsenale Sonoro di Boris Begelman (7 ottobre), infine “Italo-Teutonica Musa” con musiche di Steffani, Lotti e Händel con la Cappella Augustana di Matteo Messori (13 ottobre).

 

Molto apprezzati dal pubblico, sono confermati anche nel 2018 tre “Incontri col barocco” a cura del musicologo Enrico Gramigna alla Sala Baracca della Rocca Estense (a ingresso libero): il 28 settembre (Händel e Bononcini), 5 ottobre (La trascrizione), 12 ottobre (L'oratorio).

 

 

Programma: www.purtimiro.it

 

 

 

Piena collaborazione, integrazione di competenze professionali e sinergie volte al miglioramento costante dei servizi offerti al cittadino hanno consentito di portare a termine con successo una donazione multiorgano, a cuore fermo, da un paziente ricoverato presso la Rianimazione dell’ospedale “Morgagni - Pierantoni” di Forli.

“A fronte di una condizione irreversibile di un uomo con gravissime lesioni cerebrali – spiegano gli operatori - con grande generosità e altruismo i familiari avevano manifestato ai medici il desiderio di donare gli organi ma essendo in questo caso possibile effettuare il prelievo una volta sola, sopraggiunto l’arresto cardiaco irreversibile, si è reso necessario organizzare in tempi strettissimi un trasferimento del paziente presso l’ospedale di Cesena, unica sede al momento, in Romagna in grado di portare a termine con successo un prelievo d’organi da donatore a cuore fermo.”

 

A questo punto, mantenendosi in costante contatto fra loro, le Direzioni Mediche e i sanitari delle Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Forlì e Cesena sono riusciti a garantire il prelievo di organi, avvenuto presso l’Ospedale di Cesena, “con la messa in atto di complesse tecniche di circolazione extracorporea” .

In questi casi particolari, occorre infatti mantenere una funzione d’organo in assenza di una normale circolazione di sangue, che è invece presente nei casi di morte cerebrale con attività cardiaca ancora valida.

La donazione di organi e tessuti a cuore fermo costituisce una promettente opportunità, volta ad aumentare gli organi disponibili per il trapianto, ma è molto complessa da realizzare e solo pochi grandi centri in Italia sono riusciti a metterla in atto con successo. In meno di due anni a Cesena sono stati portati a termine con successo sette casi di questo tipo.

“Il percorso realizzato dagli Ospedali di Forlì e Cesena apre una prospettiva nuova, riproducibile a livello nazionale – concludono gli operatori - che potrebbe portare ad un considerevole aumento di questa tipologia di donazione e conseguentemente contribuire a ridurre finalmente le liste di attesa per il trapianto. Un ringraziamento particolare va rivolto anche alle direzioni infermieristiche, Unità Operativa di Chirurgia Vascolare e Radiologia Interventistica di Cesena e alla collaborazione stretta attuata con il CRT , il Centro Regionale Coordinamento Trapianti”.

 

 

I primi dieci anni di robotica dell'ospedale di Forli in un servizio sulla rivista Corofar Salute. Il numero, contenente l'articolo, sarà  disponibile gratuitamente nelle farmacie  a partire dal 25 settembre

Presentati oggi in conferenza stampa, in presenza del dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell'Ausl Romagna, del prof. Giorgio Ercolani, primario della Unità Operativa di Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate di Forlì e del dottor Luca Saragoni, della Uo di Anatomia Patologica di Forlì, i risultati scientifici del convegno mondiale "The new frontiers in gastric Cancer diagnosis and treatment, svoltosi a Forlì il 13 e 14 settembre 2018.


La città di Forlì ha ospitato, il 13 e 14 settembre 2018, il Congresso Internazionale sul cancro gastrico, con relatori e professionisti giunti da tutto il mondo per illustrare lo stato dell'arte della prevenzione, ricerca, diagnosi e cura di questa patologia, terza causa di morte al mondo.

Hanno partecipato alla due giorni ben settanta relatori, tra i maggiori esperti di cancro gastrico a livello internazionale, provenienti da 19 diversi paesi del mondo, oltre a 250 professionisti e alla presenza dei tre presidenti dell'Associazione Mondiale del cancro gastrico. È stata scelta Forlì come sede di uno dei più importanti convegni al mondo nel settore "perchè l'ospedale di Forlì è da tempo impegnato nella lotta contro questo tumore a prognosi infausta, anche in virtù della elevata incidenza dello stesso nel territorio romagnolo - spiegano gli organizzatori, Giorgio Ercolani, Luca Saragoni e Paolo Morgagni -. L'importante esperienza maturata sul   campo, oltre a connotare l'ospedale forlivese per la sua vocazione in ambito oncologico gastro-enterologico, ha consentito al team multidisciplinare   dedicato di diventare leader e punto di riferimento sul tema a livello  mondiale. Al congresso sono stati affrontati gli argomenti di maggiore  attualità riguardanti la diagnosi e il trattamento di questa malattia,alcuni dei quali sono oggetto di studi e collaborazioni internazionali, in cui il team multidisciplinare dedicato dell'ospedale di Forlì risulta   coinvolto attivamente.”

Il gruppo sul cancro gastrico italiano si è costituito formalmente nel 2000 e i forlivesi Luca Saragoni e Paolo Morgagni sono tra i sei fondatori. All'inizio erano solo tre i centri aderenti (Forlì, Verona e Siena), mentre ora se ne contano, in Italia, più di 15, rappresentati dai team multidisciplinari dedicati.

EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE NEL MONDO

 

Tutti i relatori del convegno sono stati concordi nell’affermare che il tumore dello stomaco è in calo ovunque come incidenza, ma mantiene elevati tassi di mortalità, risultando di fatto un “big killer”. La sopravvivenza globale per questa malattia è aumentata nel tempo grazie alla diagnosi precoce e alla introduzione delle nuove tecnologie soprattutto nel campo della endoscopia e della chirurgia.

Tutto ciò ha portato ad innalzare la sopravvivenza a 5 anni dal 35%, dato riferito agli anni 2005-2007 a circa il 55%, ai giorni nostri in Italia.

Le forme più aggressive sono rappresentate dai tumori in fase avanzata, che costituiscono il 50% di tutti i tumori gastrici diagnosticati in Corea, il 40% in Giappone, l'80% in Cina e il 70% nei paesi Occidentali.

 

 

IN ITALIA E IN ROMAGNA

"Ogni anno in Italia si diagnosticano 14 mila nuovi casi di tumore e 850 mila se ne registrano nel mondo - spiega Saragoni dell'Anatomia Patologica di Forlì -. La Romagna, invece, registra l'incidenza più elevata di casi con 29,2 nuovi casi di uomini su 100 mila abitanti e 14,9 casi di donne. Grazie però al team mutlidisciplinare, che si è creato negli anni nell'ospedale forlivese, Forlì ha potuto registrare il più alto tasso di diagnosi precoci dell'Occidente, il 36% di tutti i tumori trattati, cone le migliori sopravvivenze, superiori al 90% a 10 anni. Risultati importanti, se si tiene conto che la mortalità è elevata e che la sopravvivenza globale media è del 32%". "Gli studi effettuati  dimostrano la forte componente ambientale di questi tumori - prosegue Ercolani, primario della Chirurgia e Terapie Oncologiche di Forlì e professore ordinario  all'Università di Bologna - La stessa popolazione, che si sposta da una zona a bassa incidenza ad una ad alta incidenza, è soggetta ad una maggiore insorgenza del tumore. per questa patologia è fondamentale la diagnosi precoce, così ben realizzata nella realtà forlivese e replicabile in altre realtà, ma anche la collaborazione dei medici di famiglia, fondamentali per l'individuazione della patologia nei loro pazienti."

"I fattori ormai rilevati ed incidenti nell'insorgenza del tumore - prosegue Saragoni - sono la dieta ricca di carne rossa, conservata e alla brace, fumo, alcol,  ma anche la componente genetica e l'uso massiccio di inibitori di pompa protonica". "Migliorando gli stili di vita e la dieta - aggiunge Morgagni, della chirurgia generale - sono diminuiti i tumori legati a questo fattore ed oggi rileviamo una maggiore incidenza di quelli con una componente genetica. Negli anni Ottanta e Novanta e lo dimostrano le statistiche da noi effettuate le zone rurali del forlivese e di tutte le colline romagnole e toscane presentavano un'altissima incidenza di tumori allo stomaco. Diminuendo il consumo di carne alla brace, insaccati, prodotti affumicati e carbonizzati, sono diminuiti i casi di tumore. Nel periodo tra il 2005 e il 2010, l'incidenza tra i giovani dell'area forlivese -cesenate è diminuita del 50%".

"La cosiddetta epidemia di cancro gastrico nella provincia di Forlì-Cesena - conclude Saragoni - è virtualmente finita, grazie all'importante lavoro clinico e scientifico del gruppo di medici e infermieri che se en sono occupati. Ora il rischio di ammalarsi si è ridotto ed è lo stesso delle altre parti della Romagna. L' ospedale di Forlì nel 1998 ha contribuito, con i suoi professionisti, alla Fondazione del Gruppo Italiano di ricerca sul cancro gastrico, partecipando a convegni internazionali e mondiali con le proprie ricerche. Ora finalmente, ha portato a Forlì, centro di eccellenza nella cura di questa patologia,  il gotha dei massimi esperti mondiali nel settore".

In generale, sono diversi i fattori che impattano sulla prognosi del cancro gastrico :

 

  • Timing della diagnosi (stadio del tumore)

  • Caratteristiche biologiche del tumore

  • Trattamenti multimodali personalizzati (medicina di precisione)

 

 

NOVITA’ NELLA DIAGNOSIStadio del tumore

 

Se la sopravvivenza per i tumori in stadio avanzato (III e IV) raggiunge valori molto bassi, la diagnosi precoce (Early Gastric Cancers) consente una sopravvivenza del 95% a 5 anni e del 90% a 10 anni.

Un’ endoscopia (gastroscopia) accurata e non frettolosa, in mani esperte e con l'utilizzo delle più recenti tecnologie consente di diagnosticare tumori superficiali e di piccole dimensioni (Early Gastric Cancers), che in una buona percentuale di casi sono curabili con il solo trattamento endoscopico (resezione endoscopica sottomucosa), senza quindi dover ricorrere alla chirurgia.

A Forlì la percentuale degli Early Gastric Cancers trattati con tale metodologia è pari al 25%.

 

 

Biologia del tumore

 

E’ il nuovo che avanza e che ci permetterà di meglio comprendere i comportamenti clinici dei diversi sottotipi del cancro gastrico.Il ruolo del patologo e del biologo molecolare risulta fondamentale in tale settore.

Sono già stati identificati quattro diversi profili molecolari, a cui corrispondono istotipi tumorali diversi e, soprattutto, comportamenti clinici (prognosi) differenti.

In particolare, i tumori con stabilità dei microsatelliti (MSS) e p53 negativi hanno una prognosi peggiore, mentre quelli positivi per il virus di Epstein Barr (EBV) e con instabilità dei microsatelliti (MSI) hanno migliore prognosi.

Ad oggi questi dati, qui solo accennati, non trovano ancora un utilizzo nella pratica clinica, ma sono oggetto di studio e quindi sperimentali, ma tra non molto saremo certamente in grado di prevedere il loro impiego nella attività diagnostica routinaria, anche con diverse metodiche.

 

 

 

 

I FATTORI GENETICI

 

Il ruolo della genetica

 

Esiste un tipo di cancro gastrico eredo-familiare, che colpisce famiglie in maniera massiva e riconosce come causa la mutazione del gene CDH-1. Tale tipo di neoplasia colpisce soggetti in giovane età (38 anni), è altamente aggressiva ed è difficilmente diagnosticabile con l'endoscopia.

Soggetti portatori di tale mutazione con una storia familiare di cancro gastrico hanno una probabilità di ammalarsi pari a circa il 50% (donne) e 75% (uomini) nel corso della vita.

Le linee guida internazionali suggeriscono la gastrectomia profilattica già a partire dai 20 anni di età per i portatori di mutazione del gene CDH-1 con endoscopia negativa.

Inoltre, per le donne, è previsto un rischio aumentato di sviluppare un carcinoma lobulare della mammella, motivo per il quale viene suggerito un attento follow-up anche per il tumore della mammella.

 

 

 

NOVITA’ NELLA TERAPIA E NELLA RICERCA

 

Trattamenti multimodali

 

I diversi stadi e le differenti caratteristiche biologiche consentono l'impiego di trattamenti diversificati secondo le più recenti linee guida. Parliamo quindi di medicina di precisione e di terapie personalizzate.

Trattamenti endoscopici per i tumori iniziali, trattamenti chirurgici tradizionali o con l'utilizzo delle più moderne tecniche mini-invasive (chirurgia laparoscopica e robotica), linfoadenectomie standard o più estese, nei tumori maggiormente aggressivi e, infine, chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia per i tumori localmente avanzati rappresentano ad oggi le armi in nostro possesso.

A ciò si aggiunge la terapia “target” con i farmaci bersaglio, che rappresenta la vera sfida futura, soprattutto nel campo della immunoterapia. Sappiamo già che i tumori MSI e EBV positivi sono quelli maggiormente responsivi a tale tipo di terapia.

 

Ecco di seguito lo schema dei trattamenti multimodali dipendenti dallo stadio tumorale :

 

  • T1 N0 (tumori superficiali senza metastasi linfonodali) :

  • resezione endoscopica

  • T1 N+ o T2 (tumori che infiltrano la parete muscolare dello stomaco)

  • N0 : gastrectomia per via tradizionale (open) con linfoadenectomia standard (D2) o chirurgia mini-invasiva

  • T3 (tumori che infiltrano la parte gastrica a tutto spessore) N+ o T4a (tumori che infiltrano il peritoneo) con citologia del liquido di lavaggio negativa

  • chemioterapia neoadiuvante + chirurgia con linfoadenectomia più estesa (D2+)

  • T4a, T4b (tumori che infiltrano gli organi adiacenti) e citologia +

  • chemioterapia neoadiuvante +D2 + con aggiunta di chemioterapia peri-operatoria in ipertermia

 

 

 

Per questi tipi di tumore (diffusi del 1/3 superiore dello stomaco), quando diagnosticati già in uno stadio avanzato, è indicato un intervento di gastrectomia totale con una linfoadenectomia più estesa.

Ai fini di una radicalità chirurgica, l'intervento per via addominale o combinato (via addominale e toracica) è da preferirsi alla chirurgia per via toracica.

La novità assoluta per i tumori avanzati è rappresentata dai trattamenti neoadiuvanti, ovvero dalla possibilità di anteporre alla chirurgia, che in molti di questi casi risulterebbe non curativa, la chemioterapia, selezionando con cura ed appropriatezza i pazienti che potrebbero beneficiarne.

 

 

Ricerca

 

Su questo argomento sono stati presentati al congresso di Forlì i risultati preliminari dello studio randomizzato italiano, condotto con la collaborazione del GIRCG (Gruppo Italiano di Ricerca del Cancro Gastrico), l'ospedale di Forlì e l'IRST di Meldola (Istituto Tumori della Romagna), trial che sarà a breve oggetto di una importante pubblicazione.


 

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