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In esposizione anche un’opera di proprietà dell’Azienda sanitaria: “Ravenna: ricerca, cultura, natura e commercio”, realizzata nel 1964 dall’artista ravennate Antonio Rocchi per una delle sedi dei servizi di medicina generale dell’ex Ausl di Ravenna L’opera, solitamente esposta nei corridoi dell’Ospedale Santa Maria delle Croci ed appartenete al Museo diffuso dell’Arte Sanitaria Romagnola – La cura attraverso l’arte, sarà visibile al pubblico all’interno della mostra dedicata a Chagall.
Dove nasce il legame tra Marc Chagall e Antonio Rocchi?
Tutto ha origine nel 1954, quando Chagall visita Ravenna per la prima volta e rimane profondamente affascinato dai mosaici bizantini della città.
L’anno successivo partecipa alla Mostra dei Mosaici Moderni e realizza il suo primo mosaico, Le Coq Bleu.
Di quest’opera esistono due versioni: una realizzata dal mosaicista Romolo Papa, e una seconda – oggi parte della collezione del MAR di Ravenna – realizzata proprio dal mosaicista Antonio Rocchi.
All’interno della mostra è stata allestita una sezione di approfondimento dedicata ai mosaicisti ravennati che hanno collaborato con Chagall: è qui che sarà possibile ammirare anche l’opera di proprietà dell’Ausl della Romagna, “Ravenna: ricerca, cultura, natura e commercio” (1964).
Antonio Rocchi, nato a Ravenna il 20 dicembre 1916, frequentò il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, avvicinandosi al mosaico nel 1940.
Con Ines Morigi Berti, mosaicista diplomata alla Scuola del Mosaico delle Belle Arti di Ravenna, instaurò un profondo sodalizio artistico che durò molti anni.
Nel 1948, insieme a Romolo Papa, fu socio fondatore del Gruppo Mosaicisti dell’Accademia di Belle Arti.
Nel secondo dopoguerra, il gruppo fu impegnato nel restauro dei mosaici delle basiliche ravennati, gravemente danneggiati dai bombardamenti.
Dal 1961 al 1977, Rocchi fu direttore dell’Istituto Statale d’Arte per il Mosaico di Ravenna, contribuendo in modo determinante alla formazione di intere generazioni di mosaicisti"