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Quello dei disturbi del comportamento alimentare è un tema che nel nostro Paese assume connotati sempre più drammatici, con numeri in crescita e patologie in continua evoluzione, complesse, che influenzano profondamente non solo la salute fisica, ma anche il benessere mentale e la vita sociale delle persone. Una tematica in costante evoluzione a cui l’Ausl Romagna sta cercando di rispondere con competenza e impegno, riorganizzando risposte integrate, multidisciplinari e stratificate.
Un altro importante tassello di questa risposta integrata è il servizio dei Pasti Assistiti, percorso multidisciplinare di riabilitazione psiconutrizionale messo in campo a Rimini dal settembre scorso e la cui attività in questi primi otto mesi è stata illustrata in un incontro con la stampa a cui hanno partecipato i vari professionisti dell’azienda coinvolti nel progetto e le rappresentanti dell’associazione di volontariato Il Tempo delle Ciliegie.

Tamagnini: "Collaborazione tra i vari professionisti valore aggiunto del servizio"

Mirco Tamagnini - Direttore Distretto di Rimini
"Per noi è una giornata significativa perché rendiamo visibile alla cittadinanza un servizio di alto livello, già attivo da qualche mese, che risponde a un bisogno profondo di questo territorio e vede la collaborazione di professionisti diversi, perché le situazioni delle persone attraversano vari servizi ma è fondamentale la capacità di tenerli insieme nel percorso di cura. Ritengo debba essere massima l’attenzione sulle fasce giovani, il nostro sistema è attento alle diverse fasce di fragilità, però il tema dell’infanzia e dell’adolescenza deve essere una priorità, tanto più a Rimini, per la sua vocazione identificato come polo materno-infantile. Questo servizio è un prezioso tassello di cura per le persone che vivono un momento di difficoltà, il valore aggiunto è che i professionisti che lavorano in questo contesto sapranno prendere in esame non solo il rispettivo momento specifico ma accompagnare la persona a 360 gradi. Ringrazio quindi i direttori e le grandi squadre che ognuno di loro ha dietro, così come i cittadini e la comunità per le loro sollecitazioni a cui cerchiamo sempre di essere attenti".

Dappozzo: "Missione delle Cure Primarie è rimettere al centro la persona"

Antonella Dappozzo – Direttrice Cure Primarie Rimini

"Attraverso il lavoro di tutti questi professionisti si rende concreta quella che è la missione fondamentale delle cure primarie, ovvero togliersi dal paradigma della malattia e dalla catalogazione dell’individuo come paziente e rimettere al centro la persona e gli sforzi che fa di stare al mondo. I disturbi del comportamento alimentare non sono altro che il tentativo distorto che una persona fa per trovare una via per stare al mondo. E le Cure Primarie hanno come vocazione di fondo questo, prima ancora di qualsiasi modello organizzativo, restituire alla persona il significato di protagonista di quella parte della sua vita che in quel momento chiamiamo malattia".

Sabatelli: "Disturbi del comportamento alimentare oggi inseriti nel discontrollo giovanile"

Riccardo Sabatelli – Direttore Centro Salute Mentale Rimini

"I Disturbi del Comportamento Alimentare storicamente è una linea del nostro dipartimento, con un’attenzione particolare a tale tema. Disturbi del comportamento alimentare che nel tempo si sono modificati e oggi il più delle volte si innescano in una situazione molto più complessa delle problematiche nel mondo giovanile, la grande onda del ‘discontrollo’ sia sul piano dei comportamenti che degli aspetti emotivi. La grande sfida per noi è quella di cambiare continuamente e adeguarsi alle richieste che le persone ci portano. Un percorso come questo all’interno della nostra azienda è un ulteriore tassello nella scacchiera della presa in carico dei bisogni di salute dei cittadini".

Bernabei: "Attualmente circa 140 pazienti presi in carico in questo percorso diagnostico-terapeutico"

Virginia Bernabei - psichiatra, coordinatrice servizio adulti Disturbi Comportamento Alimentare

"L’equipe lavora all’interno del percorso diagnostico-terapeutico per i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) definito dall’Azienda USL Romagna.

Lo scopo di tale percorso è garantire ai pazienti minori e adulti con disturbi del comportamento alimentare:

  • il più adeguato iter diagnostico-terapeutico;
  • uniformità di accesso e presa in carico;
  • percorsi appropriati con l’integrazione delle competenze coinvolte (psichiatra/psicologo, dietista, educatore, medico di nutrizione clinica);
  • la presa in carico del paziente attraverso un approccio multidisciplinare;
  • la continuità degli interventi nella transizione dall’età evolutiva all’età adulta e nei passaggi dei livelli di cura (ambulatoriale, Day Service, ricovero per urgenza metabolica/psichiatrica, trattamento residenziale estensivo socioriabilitativo).

Il percorso è rivolto a tutti i pazienti con DCA che accedono alle strutture dell’Azienda USL della Romagna. Nello specifico, si applica ai pazienti affetti dalle seguenti condizioni: Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, DCA Non Altrimenti Specificato come il Binge o forme sottosoglia.

Attualmente sono circa 140 i pazienti presi in carico, con diagnosi prevalente di DCA NAS, seguita da Bulimia e poi Anoressia.

Le equipe multidisciplinari per adulti sono composte da:

  • Psicologo
  • Psichiatra
  • Dietista
  • Medico di nutrizione clinica
  • Educatore

Il primo accesso avviene con richiesta SSN riportante il quesito diagnostico di “visita psichiatrica per DCA”, tramite prenotazione CUP aziendale con modalità ordinaria, entro 30 giorni dalla data di emissione della prescrizione effettuata dal MMG/Specialista. Situazioni urgenti, che richiedono una valutazione in tempi brevi, accedono direttamente al Centro di Salute Mentale territoriale o ai servizi di Pronto Soccorso da cui verrà poi attivata la consulenza della equipe DCA secondo protocolli condivisi.

Esistono delle fasce d’età che il Percorso Diagnostico Terapeutico Aziendale, in base alle Linee Guida riconosciute e a criteri di Evidence Based Medicine, ha stabilito per essere ammessi al percorso altamente specialistico e multidisciplinare: per minori è rivolto a giovani di età compresa tra i 10 e i 17 anni; per gli adulti a persone dai 18 anni in su (gli utenti vengono presi in carico dai 17 anni per evitare un rapido passaggio fra equipe minore ed adulti). Per utenti con età maggiore ai 39 anni, il servizio non prevede l’inserimento diretto nel percorso ad alta specializzazione, ma una prima valutazione psichiatrica da parte del Centro Salute Mentale competente e un’eventuale presa in carico con il coinvolgimento della equipe DCA in base alle necessità cliniche, psicosociali e nutrizionali

Il piano di trattamento ambulatoriale si basa su un approccio multiprofessionale integrato, che può prevedere trattamenti psicologici individuali, interventi nutrizionali strutturati, supporto farmacologico, supporto educativo anche domiciliare e qualora indicato percorsi psicoeducativi per i genitori.

Nei casi di maggiore gravità e complessità clinica la persona viene inserita in un percorso ospedaliero di degenza ordinaria in Medicina 2 di Rimini, reparto di riferimento del nostro ambito territoriale per lo scompenso metabolico urgente in pazienti con disturbo della nutrizione. Qui il paziente continuerà ad usufruire di visite psichiatriche, del supporto psicologico se necessario, dell’intervento educativo durante i pasti per armonizzare il periodo di ricovero e continuare a lavorare sul disagio verso il cibo e il corpo. Il servizio può poi effettuare ricoveri presso le strutture aventi carattere riabilitativo nutrizionale o in Day service per l’attività dei pasti assistiti. Anche tali percorsi sono strettamente integrati con l’équipe ambulatoriale, per assicurare una presa in carico globale e continuativa".

Marconi: "Da settembre serviti più di 400 pasti, da metà giugno servizio esteso ai minori, dai 16 anni"

Giorgia Marconi, responsabile Nutrizione Clinica e Dietetica

"Il pasto assistito rientra in un programma di riabilitazione psico-nutrizionale di cui rappresenta uno dei trattamenti centrali, con l’obiettivo finale di aiutare il paziente a riattribuire al cibo e ai pasti la loro funzione di nutrimento attraverso un sostegno emotivo competente, cioè dando ai pazienti incoraggiamento, rassicurazioni e sostegno nei confronti dell’ansia e delle paure generate dall’assunzione di cibo.

Durante il pasto il paziente è assistito da un operatore (educatore e dietista) per superare gli ostacoli che gli impediscono l’assunzione integrata dei nutrienti.

Il nostro percorso pasti assistiti è partito a settembre scorso per pazienti dai 18 anni e ad oggi ha servito più di 400 pasti. Per il momento ad usufruire del servizio sono state solo ragazze (nessun maschio), di solito 4 ad ogni gruppo di pasti assistiti, con un’età media di 20 anni e diagnosi prevalente anoressia nervosa, e in qualche caso bulimia nervosa (inoltre quasi tutte le ragazze inserite hanno delle comorbidità psichiatriche, tipo disturbo di personalità).
La prima sfida è stata quella di creare uno spazio che fosse il meno ospedalizzato possibile, uno spazio bello e accogliente. Il personale impiegato in questo progetto è personale formato per lavorare con persone con disturbi alimentari: abbiamo una dietista dedicata al pasto che, insieme ad un educatore, assiste le pazienti in quel momento.

Riguardo al numero di persone, considerando che la nostra sala pasti può accogliere fino a 8 persone e che il personale dedicato ai pasti è formato, e già lavora, anche coi minori, con alcune figure che sono trasversali sui due percorsi, abbiamo deciso, dopo confronto con la NPI, di estendere il percorso anche ai minori dai 16 anni. Quindi da metà giugno (cioè dalla fine dell'anno scolastico), inseriremo 3-4 minori che ci indicherà l’equipe minori".

Dall'Occhio: "Supporto online per un periodo variabile prima di riprendere una gestione autonoma"

Samantha Dall’Occhio - Dietista

"Il pasto terapeutico ha una durata di 45 minuti, dalle ore 13 alle 13.45, a seguire lasciamo alle giovani un momento per poter scrivere su un diario cosa sono riuscite ad assumere ed eventuali pensieri, emozioni e sentimenti. Dalle 14 alle 16 poi inizia l’attività del post pasto gestita ed organizzata dagli educatori e nella giornata del venerdì da uno psicologo. Il lunedì c’è uno spazio che abbiamo chiamato “Due chiacchiere con Samantha”, spazio che ha lo scopo di ragionare sul fine settimana trascorso, sugli obiettivi e sulle difficoltà che le ragazze possono avere incontrato. Nella giornata del venerdì invece la dietista incontra le giovani seguite dal servizio per impostare con loro gli obiettivi del fine settimana.

Il percorso prevede un periodo di pasti continuativi di 3 mesi (estensibile in base alle necessità), dopo il quale è previsto un supporto online per un pasto per un periodo variabile di qualche settimana, prima di riprendere una gestione autonoma dei pasti.

Infine tutti i martedì facciamo un incontro di equipe al servizio nutrizionale tra educatori, dietiste, nutrizionista e psicologi e a martedì alterni al Centro Salute Mentale con la presenza anche delle psichiatre: in questi incontri si discute l'andamento del gruppo e delle singole ragazze, ponendo maggiore attenzione sulle difficoltà che alcune ragazze possono manifestare e sugli interventi da mettere in atto per sostenerle e seguirle anche nel percorso ambulatoriale con le singole figure del team".

Rahmouni: "Attività dedicate, anche per gestire gli aspetti emotivi"

Serine Rahmouni - Educatrice professionale

"I pasti assistiti si svolgono cinque giorni a settimana dalle ore 13 alle 16 e sono suddivisi in due momenti:

- dalle 13 alle 14 viene svolto il pasto con la presenza di una dietista e di un'educatrice;
- dalle 14 alle 16 intervengono 2 educatrici dal lunedì al giovedì, e il venerdì un'educatrice e uno psicologo.

L'educatore professionale è uno dei professionisti facenti parte dell'équipe multidisciplinare dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione e, oltre ad effettuare interventi educativi e riabilitativi individuali sul territorio, opera all'interno del percorso dei pasti assistiti dove svolge un lavoro mirato al supporto e all'affiancamento dei pazienti, sia nel momento del pasto che in quello successivo. Il pasto infatti non è riconducibile solo al momento in cui si mangia. Ci sono molte emozioni vissute anche prima e dopo di cui è importante prendersi cura e l'educatore lo fa attraverso attività dedicate.

Le attività proposte mirano ad un incremento di abilità e strategie utili alla gestione delle emozioni dannose nella fase post prandiale con il fine ultimo di generalizzare le abilità apprese anche nei contesti di vita quotidiana.

Prima dell’inizio di ogni attività e subito dopo il pasto viene proposto alle pazienti un momento di decompressione in cui non vi sono attività strutturate, ma vi è la possibilità di rilassarsi attraverso attività manuali e ricreative per permettere loro una ripresa graduale dopo il momento del pasto che in alcuni casi può richiedere un grande sforzo. Passata la prima fase di decompressione, inizia l’attività educativa riabilitativa vera e propria. Le attività nello specifico riguardano la gestione delle emozioni, momenti di mindfulness, lo sviluppo delle social skills e delle life skills quali pensiero critico e riflessività attraverso materiale audiovisivo e di stimolazione cognitiva".

La toccante testimonianza di Chiara

Chiara – Giovane che ha terminato il percorso pasti assistiti

"Mi sono sempre sentita un po’ in imbarazzo nel vedere tante persone che lavoravano per me ma soprattutto comprendevano quello che stava dietro il mio malessere. Non c’è un momento specifico in cui tutto passa, ma è un cambiamento graduale. Va rivalutata l’esperienza quotidiana e in questo ambiente io e le altre ragazze abbiamo trovato qualcuno che ci insegnasse a stare al mondo e trovare un modo per vivere una vita reale, non quella che avevo dentro la mia mente. Posso dire di essere cambiata sicuramente molto dall’inizio del percorso alla fine, e in tutte le tappe intermedie, davvero super personalizzato su ognuna di noi. Le educatrici ci hanno coinvolto in varie attività, semplici e quotidiane, nell’intento di farci capire quanto la vita reale del mondo fuori sia accessibile anche a noi, senza bisogno del filtro della malattia. Dopo tanti anni in cui non stavo bene sono molto felice di essere qua a portare la mia testimonianza, mi pare di avere realizzato un sogno che tenevo dentro da tanto e a un certo punto non pensavo fosse più possibile, arrivare ad avere questa consapevolezza. Non posso che ringraziare di cuore chi mi ha reinsegnato a fare certe cose, dal momento del pasto, come a una bambina, a come approcciarsi al piatto, alla pietanza, alle varie componenti, anche a seconda dei giorni. Il primo traguardo raggiunto qua è stato quello di avere il coraggio di comprarmi un telefono cellulare nuovo dopo tanti anni in cui ci pensavo, oppure a guardare per intero un film e alla fine discutere quel che di bello c’era al suo interno. Sono aspetti che consentono a un percorso di questo tipo di poter essere protratto nel tempo anche a casa, un continuo riapplicare gli strumenti che mi sono stati dati".

Ultimo aggiornamento

22-05-2025 16:44

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