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Si è tenuta oggi, lunedì 25 maggio, la cerimonia di proclamazione dei primi laureati di Medicina e chirurgia del Campus di Ravenna.
Nella sede del corso di laurea, presso l’ospedale Santa Maria delle Croci, a tagliare questo traguardo sono stati 33 studenti e studentesse (8 nella mattinata di oggi e gli altri tra il pomeriggio e la giornata di domani) che hanno portato a termine il percorso magistrale a ciclo unico intrapreso nell’anno accademico 2020/21.
All’apertura dell’evento hanno partecipato Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna, Antonio Patuelli, presidente La Cassa Spa, Giovanni Molari, Magnifico Rettore, Luca Cipriani, presidente del Campus di Ravenna, Tiziano Carradori, direttore generale Ausl Romagna, Mirella Falconi Mazzotti, presidente di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e coordinatrice del corso di laurea in Medicina e chirurgia di Ravenna.
Partito nell’anno accademico 2020/2021 con 95 studenti, oggi il corso di laurea in Medicina e chirurgia ha visto aumentare i posti a 180. L’attivazione del corso è stato il risultato di numerose forze del Territorio: Comune di Ravenna, Fondazione Cassa di risparmio di Ravenna e Fondazione Flaminia che, insieme a Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Istituto oncologico romagnolo e Gruppo Villa Maria, hanno sostenuto finanziariamente il progetto, ma anche Ausl Romagna e naturalmente Università di Bologna.
Gli interventi:
Mirella Falconi Mazzotti, coordinatrice corso di laurea in Medicina e Chirurgia
“Oggi è per me un momento di grande commozione: si chiude il primo ciclo di un percorso reso possibile grazie a un non scontato lavoro di squadra tra istituzioni pubbliche e private. Quello che è stato un sogno, oggi è divenuto realtà. La qualità degli elaborati di oggi testimonia che il modello di collaborazione tra docenti e medici adottato fin qui è vincente. Siamo molto orgogliosi di questi ragazzi e a loro auguro il futuro migliore”.
Giovanni Molari, Magnifico Rettore
“Autorità, rappresentanti delle istituzioni, colleghe e colleghi, care studentesse e cari studenti, care laureate e cari laureati,
oggi celebriamo un momento di grande significato per l’Università di Bologna e per Ravenna: la conclusione del primo ciclo di studi del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia avviato in questa sede sei anni fa.
Quando l’Ateneo ha scelto di investire nel potenziamento della medicina universitaria in Romagna, lo ha fatto con una convinzione precisa: costruire, insieme al territorio, un progetto solido, innovativo e capace di generare valore duraturo.
È stata una scelta strategica, resa possibile grazie al forte impegno degli Enti locali, delle Fondazioni e dell’Azienda USL della Romagna, che fin dall’inizio hanno sostenuto con generosità e lungimiranza un’iniziativa pionieristica, per molti aspetti ancora unica nel panorama nazionale.
Oggi possiamo dire che quella scelta ha prodotto risultati superiori alle aspettative. Il Corso è cresciuto in modo significativo: quest’anno gli immatricolati sono stati 180 e quindi nel prossimo futuro, supereremo la soglia dei mille studenti iscritti. È un risultato importante, che ci riempie di soddisfazione, ma che porta con sé anche una nuova responsabilità: garantire, in una fase di ulteriore crescita, standard formativi sempre elevati.
Le valutazioni espresse dagli studenti confermano la qualità del percorso intrapreso. Anno dopo anno, la didattica ha ricevuto giudizi ampiamente positivi e, più recentemente, lo stesso riconoscimento è stato rivolto alle esperienze di tirocinio professionalizzante svolte nei reparti.
Questo dato è particolarmente significativo, perché testimonia la progressiva integrazione tra formazione universitaria e pratica clinica, cioè tra sapere scientifico, esperienza assistenziale e relazione con i pazienti.
In questi anni sono stati compiuti passi importanti anche sul piano degli spazi e delle infrastrutture. Le esercitazioni pratiche del primo biennio e una parte rilevante dell’attività didattica si svolgono ormai nel nuovo plesso realizzato all’interno dell’Ospedale.
Questo ha consentito di superare criticità storiche legate alla disponibilità di aule, aule studio e spazi per i docenti, offrendo agli studenti la possibilità di vivere pienamente la dimensione ospedaliera e favorendo un rapporto più diretto con docenti, medici e ricercatori.
Grazie al sostegno del territorio, oggi possiamo, inoltre, mettere a disposizione della comunità universitaria nuovi spazi dedicati alla ricerca, con particolare attenzione ai settori preclinici.
È un passaggio fondamentale, perché una presenza universitaria qualificata in ambito medico non può prescindere da una sempre maggiore integrazione tra attività clinica, ricerca di base e ricerca traslazionale.
Di tutto questo dobbiamo essere orgogliosi. E dobbiamo esprimere un ringraziamento sincero a chi ha reso possibile questo percorso.
Desidero rivolgere un ringraziamento particolare alla professoressa Mirella Falconi, coordinatrice del Corso, per la sua instancabile dedizione agli studenti, e a tutti i docenti, i medici, il personale tecnico-amministrativo e i collaboratori che hanno contribuito con competenza e passione alla crescita di questa esperienza.
La forza del progetto risiede anche nel costante coinvolgimento delle istituzioni del territorio. La Cabina di regia con l’Università ha rappresentato uno strumento prezioso di confronto, ascolto e programmazione condivisa, permettendoci di valorizzare osservazioni, esigenze e proposte provenienti dalla comunità locale.
Ma l’attenzione verso il Corso va oltre le istituzioni pubbliche: lo dimostrano i premi, le borse di studio e le iniziative promosse da associazioni e privati. È il segno di una partecipazione diffusa, che ci onora e, al tempo stesso, accresce il nostro senso di responsabilità.
Fin dall’inizio abbiamo condiviso con Enti locali, Fondazioni e Azienda USL una visione chiara: rafforzare la presenza dell’Ateneo nelle strutture essenziali per le attività formative e di tirocinio, sviluppando al contempo una presenza complementare rispetto agli insediamenti già attivi presso l’Ospedale di Forlì. In questa prospettiva, il progetto si è esteso a importanti strutture complesse, dall’anatomia patologica alla pediatria, dalla nefrologia all’ematologia, dall’otorinolaringoiatria all’oculistica, fino all’oncologia medica.
In questo percorso è stato decisivo il ruolo dell’Azienda USL della Romagna, che ha dato attuazione a una programmazione congiunta nel miglior spirito di leale collaborazione istituzionale. Insieme abbiamo scelto un approccio graduale, mirato e sostenibile all’inserimento delle attività accademiche all’interno del Servizio sanitario.
Anche gli investimenti in sale chirurgiche, tecnologie e attrezzature, realizzati con il contributo delle Fondazioni e di altre realtà associative, hanno contribuito a rendere l’Ospedale sempre più attrattivo non solo per le funzioni assistenziali, ma anche come luogo di alta formazione e di ricerca.
Possiamo dunque guardare con soddisfazione al cammino compiuto.
Ma proprio perché molto è stato realizzato, dobbiamo ora guardare con maggiore determinazione alla fase successiva: consolidare le presenze universitarie già attive favorendo un rapporto collaborativo con il personale del Servizio sanitario, rafforzare fortemente la proiezione territoriale della medicina universitaria e sviluppare in modo ancora più deciso la ricerca biomedica e clinica, a beneficio dell’Ateneo e dell’intera comunità romagnola.
La collaborazione tra Università di Bologna e Azienda USL ha consentito finora di superare le complessità legate all’inserimento di strutture universitarie cliniche in un’Azienda che non è un Policlinico universitario.
In questi anni, entrambe le istituzioni hanno dimostrato grande disponibilità e senso di responsabilità, anche nel garantire che altre Università regionali potessero avvalersi delle strutture aziendali necessarie allo svolgimento delle attività assistenziali e formative.
Ora, tuttavia, di fronte a un investimento complessivo che ha portato l’Università di Bologna ad attivare o programmare 99 posizioni in ambito medico in Romagna, è necessario compiere un ulteriore passo.
Dobbiamo lavorare insieme all’Azienda USL e alla Regione per individuare una soluzione istituzionale stabile, capace di riconoscere pienamente la presenza universitaria nella sanità romagnola.
L’obiettivo è far evolvere l’Azienda USL della Romagna da Azienda sanitaria ordinaria ad Azienda sanitaria universitaria, nel pieno rispetto delle prerogative del Servizio sanitario e attraverso protocolli chiari che definiscano responsabilità, impegni e obiettivi comuni.
Tale passaggio è necessario per tutelare gli investimenti in capitale umano realizzati fino a oggi e per garantire continuità alla programmazione futura. Ma è necessario anche per orientare con maggiore forza il contributo dell’Università verso alcune priorità fondamentali: la formazione dei professionisti della salute, la ricerca clinica e biomedica, la prevenzione, la promozione di corretti stili di vita, il rafforzamento delle cure primarie, anche nelle Case della comunità e nei distretti, il miglioramento dell’organizzazione sanitaria e la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure e negli esiti di salute.
Per questo, in una giornata così importante, desidero rinnovare l’appello a tutte le istituzioni coinvolte: accompagniamo insieme questo percorso di evoluzione normativa e istituzionale.
Rendere più solide le fondamenta della medicina universitaria in Romagna significa creare le condizioni per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi, nell’interesse degli studenti, dei professionisti, dei pazienti e dell’intera comunità.
Alle prime laureate e ai primi laureati in Medicina e Chirurgia della sede di Ravenna rivolgo, infine, il pensiero più sentito.
Voi siete il segno concreto della riuscita di questo progetto. Con il vostro impegno, la vostra fiducia e il vostro percorso, avete dato forma a una visione che sei anni fa era una scommessa e che oggi è una realtà.
A voi va il nostro augurio più sincero: che possiate esercitare la professione medica con competenza, umanità e senso di responsabilità. E che possiate portare con voi, ovunque andrete, il valore di questa esperienza nata a Ravenna, cresciuta in Romagna e profondamente radicata nella storia e nella missione dell’Università di Bologna”.
Michele De Pascale, presidente Regione Emilia-Romagna:
"Le prime lauree in Medicina e Chirurgia a Ravenna rappresentano una giornata storica per la città e per tutta l’Emilia-Romagna.
Sono il risultato del talento, dell’impegno e della determinazione di queste giovani professioniste, ma anche di un grande lavoro di squadra tra l’Università di Bologna, il Comune di Ravenna, l’Ausl della Romagna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e numerose realtà economiche e sociali del territorio.
Ora abbiamo una responsabilità: creare le condizioni perché queste nuove dottoresse, insieme a chi si laureerà nei prossimi anni, possano e vogliano mettere le loro competenze al servizio del sistema sanitario dell’Emilia-Romagna, contribuendo a renderlo sempre più innovativo, attrattivo e giusto. Sono una generazione di grande valore e abbiamo bisogno del loro talento per costruire il futuro della nostra sanità e delle nostre comunità.”
Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna:
“Oggi raccogliamo i frutti di un percorso nato sei anni fa grazie ad un intenso lavoro di rete voluto dall’intero territorio romagnolo. Il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Ravenna testimonia la capacità, da parte della Romagna, di saper lavorare insieme per il raggiungimento di obiettivi comuni; in questi anni, la presenza del Corso a Ravenna ha permesso di arricchire l’offerta formativa del nostro Campus e, contemporaneamente, ha contribuito a qualificare la sanità locale grazie ad una sempre maggiore interazione tra docenti e medici dell’Ausl romagnola in ambiti sanitari diversi, che vanno dalla ricerca alla formazione all’assistenza.
In questi anni il Comune ha investito in maniera significativa perché riteniamo che questo Corso rappresenti un vero arricchimento per la città e anche il recente accordo stilato con Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, insieme alla Provincia, per la concessione in comodato d’uso gratuito del Palazzo dei Congressi finalizzato allo svolgimento di attività didattiche, scientifiche e culturali va nella direzione di fornire un sostegno concreto al diritto allo studio, formazione e crescita del Campus.
Allo stesso modo, come Amministrazione ci impegneremo ad implementare le politiche di Ravenna città universitaria: da quelle riguardanti il trasporto pubblico locale all’incremento degli spazi comuni per gli studenti, fondamentali per chi studia fuori sede”.
Tiziano Carradori, direttore generale Ausl Romagna
“Questo risultato rappresenta una importante tappa di un processo di integrazione che fonda le sue radici da almeno sei anni. Deve essere grande motivo di orgoglio e stimolo per continuare l'impegno dell'Azienda nel consolidare questa importante forma di collaborazione con l'Università e gli stakeholders locali. Un percorso significativo e utile al processo di revisione e miglioramento che la nostra Regione sta intraprendendo con l'Università".