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Sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della riduzione degli sprechi alimentari attraverso la creatività in cucina e il rispetto delle materie prime. Ecco l’obiettivo del concorso “No Waste – Cucinare senza sprechi” rivolto agli studenti delle classi terze degli Istituti Alberghieri della provincia di Rimini, promosso dal Dipartimento Sanità Pubblica di Ausl Romagna in collaborazione con il Comune di Bellaria Igea Marina, in occasione del convegno dal titolo ‘La rivincita degli “scarti” - Verso un uso più consapevole del cibo’ in programma mercoledì 10 dicembre al Palazzo del Turismo di Bellaria Igea Marina.

Proprio in questa cornice, con una conferenza stampa, è stata presentata l’iniziativa che muove da un dato di fatto: lo spreco alimentare rappresenta oggi una delle sfide più urgenti e attuali nel campo della sostenibilità. Ogni anno, tonnellate di cibo perfettamente commestibile vengono scartate lungo l’intera filiera produttiva e di consumo, con importanti conseguenze ambientali, economiche e sociali. Educare le nuove generazioni al valore del cibo e alla responsabilità verso le risorse del pianeta è una missione condivisa che unisce scuola, istituzioni e mondo professionale. In particolare il tema della sostenibilità alimentare è centrale nel settore della ristorazione e dell’ospitalità.

Ideare e realizzare un piatto a partire da ingredienti di recupero o eccedenze alimentari

In quest’ottica nasce l’iniziativa che mira a promuovere la cultura dell’antispreco e valorizzare il talento degli studenti degli Istituti Alberghieri, chiamati a ideare e realizzare ricette creative a partire da ingredienti di recupero o eccedenze alimentari. Da regolamento, infatti, i partecipanti in rappresentanza della scuola di provenienza dovranno preparare in massimo 3 ore un piatto originale (antipasto, primo, secondo o dessert) utilizzando ingredienti di recupero, avanzi o scarti comunemente non valorizzati, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Una giuria composta da chef professionisti, docenti ed esperti di sostenibilità valuterà i progetti in base a: originalità del piatto e uso creativo degli ingredienti di recupero; equilibrio nutrizionale; presentazione estetica; chiarezza della scheda tecnica; coerenza con il tema “No Waste”.

I premi (buoni da 150 euro per l’acquisto di materie prime da utilizzare nel proprio istituto) saranno assegnati ai piatti secondo i seguenti criteri: presentazione estetica; originalità e uso creativo degli ingredienti; coerenza con la tematica antispreco.
La competizione finale avrà luogo al Palacongressi di Bellaria Igea Marina mercoledì 10 dicembre (dalle ore 9 alle 12), con premiazione al termine del convegno ‘La rivincita degli “scarti” - Verso un uso più consapevole del cibo’ che si svolge in contemporanea al Palazzo del Turismo.

LE DICHIARAZIONI
Filippo Giorgetti, sindaco di Bellaria Igea Marina

"Riteniamo preziosa questa iniziativa contro lo spreco e per una gestione consapevole della risorsa alimentare, nell'ottica di prevenzione e promozione di buone pratiche che, nel concreto, possono migliorare la qualità della vita dei cittadini. Merita di essere sottolineata l'ottima collaborazione con Ausl Romagna, per una sinergia che si estende al territorio e al mondo della scuola, con la sede bellariese dell'Istituto Alberghiero che, a pochi anni dalla sua creazione, si è affermata quale fiore all'occhiello della nostra comunità anche, appunto, per la capacità di interagire e promuovere un'educazione che va oltre la didattica. Eventi come questo, rappresentano un'occasione preziosa per agganciare i più giovani su temi oggi attuali più che mai, e per la costruzione di un ponte generazionale e un clima di fiducia fra i giovani e gli adulti che veda fianco a fianco enti locali, istituzioni scolastiche e sanitarie; costruzione a cui saprà contribuire positivamente anche una risorsa come la nuova Casa della Comunità, proponendosi certo quale polo di servizi potenziati per la salute e la diagnostica, ma anche come presidio sulla strada della promozione di buone pratiche nella vita di tutti i giorni".

Mirco Tamagnini, Direttore del Distretto di Rimini

“Lo spreco alimentare non è solo un tema economico, ma un problema etico, sociale e ambientale, strettamente legato a una visione della salute intesa in senso ampio. La qualità del cibo, l’uso delle risorse, le condizioni ambientali e le abitudini quotidiane incidono infatti in modo diretto sul benessere delle persone e delle comunità, con effetti che si riflettono sul presente e sulle generazioni future. Non a caso le principali raccomandazioni nazionali e internazionali invitano a promuovere non solo una cultura “antispreco”, ma anche stili di vita etici, sostenibili e rispettosi della salute umana, animale e ambientale, secondo l’approccio One Health. Sono riflessioni che coinvolgono trasversalmente tutte le fasce d’età e rappresentano un contesto favorevole allo sviluppo di approcci intergenerazionali e processi partecipativi: la sensibilità alla sostenibilità dei più giovani, il ruolo operativo degli adulti nella trasformazione degli stili di vita e le competenze maturate dalla popolazione anziana nella gestione attenta delle risorse e nella riduzione dello spreco consentono di consolidare una cultura della salute più ampia e orientata alla promozione del ben-essere e del ben-stare. Dentro questo quadro si inserisce il lavoro che stiamo avviando sul territorio per la Casa della Comunità di Bellaria. Non la intendiamo come una struttura da utilizzare solo in caso di malattia, ma come uno spazio di prossimità, facile da raggiungere e da comprendere, che facilita l’orientamento nei servizi e porta la salute nella vita quotidiana: prevenzione, educazione alimentare, attività fisica, sostegno alle fragilità, fino alla promozione di comportamenti consapevoli e rispettosi legati al cibo, all’ambiente, alle relazioni e alla cura. Un’impostazione che stiamo adottando per tutte le Case della Comunità del Distretto, legata al piano distrettuale di contrasto alle disuguaglianze. Anche per Bellaria l’obiettivo è costruire un luogo capace di integrare servizi, prossimità e partecipazione, riducendo i divari e rendendo l’accesso alla salute più equo per tutta la popolazione. In questo senso, i temi emersi dal lavoro sullo spreco potranno costituire ambiti di sviluppo prioritari per la Casa della Comunità, integrandosi con le attività di prevenzione e promozione della salute già presenti sul territorio”.

Luca Baroni, Direttore U.O. Igiene degli Alimenti di Origine Animale

“Nel portare il saluto del dottor Gianpiero Mancini, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica di Ausl Romagna, desidero ringraziare l’amministrazione comunale di Bellaria Igea Marina per aver fin da subito accolto e supportato con convinzione l’idea di questa iniziativa, così come l’Istituto Alberghiero Malatesta con cui ormai da decenni collaboriamo e ai rappresentanti della Regione che si occupano di sicurezza alimentare. Credo che chi come noi lavora quotidianamente in questo ambito, in particolare con il controllo ufficiale, tra cui le azioni di verifica della tracciabilità e della modalità di stoccaggio delle materie prime, fornisce un prezioso contributo all’impegno contro lo spreco. Per quanto riguarda la giornata del 10 dicembre, vedrà sostanzialmente due momenti significativi: in questa sede dalle ore 9 il convegno, con una serie di interventi sul tema del contrasto allo spreco alimentare, anche in cucina nello specifico, mentre in contemporanea al Palazzo dei Congressi gli allievi dei tre istituti alberghieri prepareranno un piatto a partire da ingredienti di recupero o eccedenze alimentari. La loro creazione verrà valutata da una giuria composta da Azzu-Chef, Fabio Marchei e Antonio Lauriola e verranno premiati il miglior piatto per presentazione estetica, il migliore per originalità e uso creativo degli ingredienti, e il migliore per coerenza con la tematica antispreco”.

Marco Rossi, Professore Istituto Alberghiero ‘Malatesta’ Rimini

“La nostra scuola, nata da pochi anni come sede decentrata a Bellaria, ha l’occasione di mettersi un po’ in mostra e di affrontare una tematica che ha un notevole rilievo economico. Ad esempio per le attività del settore ristorazione e ospitalità dove andranno a lavorare i nostri studenti, se consapevoli del valore di un cibo quando utilizzato con coscienza o riutilizzato quando gli aspetti igienico-sanitari lo consentono. Veniamo da una società che storicamente ha sempre combattuto lo spreco, per miseria, fame o altro, ora i nostri giovani possono perdere questa attenzione nell’era del consumismo. Per questo è importante sottolineare questo aspetto, per non spaventarci di fronte a una data di scadenza o non pensare che la buccia della mela non si possa mangiare. Quindi nella nostra funzione di educatori insegnare ad alimentarsi, ad alimentare, a risparmiare e a saper riutilizzare le materie, grazie anche alle tecnologie e ai macchinari che possono aiutarci in queste azioni quotidiane. Noi abbiamo stimolato le classi attraverso la selezione dei ragazzi più adatti al concorso, del resto tutti nella competizione tengono a fare bene. E credo che questo valga anche per le altre scuole”.

Antonio Lauriola, Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica Regione Emilia-Romagna

“Da anni ci stiamo occupando di donazioni alimentari come servizio sanitario, perché per noi la salute è unica, che sia dell’uomo, degli animali e dell’ambiente, e puntiamo a tutelarla con progetti e azioni. Una di queste azioni, che illustreremo anche al convegno del 10 dicembre alla luce delle ultime esperienze insieme con il Banco Alimentare, è quella del recupero, distribuzione e utilizzo di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale. Ovvero quel mondo di empori solidali e mense sociali che riescono a recuperare prodotti cosiddetti di scarto ma assolutamente edibili, che però fino a poco tempo fa venivano buttati. Dunque in questo caso vogliamo affiancarci alla rivincita degli scarti nelle scuole alberghiere con la rivincita negli scarti nella filiera alimentare, ad esempio un supermercato che dona le banane troppo vicine alla maturazione, così riutilizzate sempre secondo regole di garanzie sanitarie che tutelino la salute di chi le consuma. Questo perché, come dice un alto prelato della curia bolognese, le ‘cose buone bisogna farle bene’”.


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Ultimo aggiornamento

05-12-2025 15:24

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