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Inaugurato il progetto che punta a migliorare l’assistenza dei ricoverati, riducendo gli stati di agitazione e l’uso di farmaci.
Un nuovo passo avanti sul fronte dell'umanizzazione delle cure e dell'assistenza ai pazienti anziani più fragili.
Nelle unità operative di Geriatria degli ospedali di Forlì e Cesena arriva la terapia multisensoriale, un progetto innovativo che punta a migliorare l’assistenza dei ricoverati, riducendo gli stati di agitazione e l’uso di farmaci.

LA CAMERA MULTISENSORIALE ALL'OSPEDALE DI CESENA

Una camera multisensoriale e la ‘Snoezelen therapy’ per la Geriatria del Bufalini grazie alla donazione del Lions Club del Rubicone.
Oggi l’inaugurazione del progetto che introduce la stimolazione multisensoriale. L’obiettivo: migliorare l’assistenza dei ricoverati, riducendo gli stati di agitazione e l’uso di farmaci.
Un nuovo passo avanti sul fronte dell'umanizzazione delle cure e dell'assistenza ai pazienti anziani più fragili. Viene inaugurata oggi, all’interno dell’Unità Operativa di Geriatria dell’Ospedale Bufalini di Cesena, la nuova camera multisensoriale basata sulla ‘Snoezelen therapy’ e realizzata grazie alla generosa donazione del Lions Club del Rubicone, che ha sostenuto l'intero progetto coinvolgendo anche altri club del territorio.
Si tratta di uno spazio terapeutico e rilassante dove, parallelamente alle cure tradizionali per l’evento acuto che ha determinato l'ospedalizzazione, si utilizzano strumenti mirati alla stimolazione multisensoriale. L'approccio Snoezelen sfrutta colori, musica e immagini per aiutare i pazienti affetti da delirium (stato confusionale acuto) e quelli con demenza associata a disturbi comportamentali a ridurre gli stati di agitazione, favorendo il rilassamento e il riposo. L'obiettivo finale è coniugare l’intervento terapeutico ambientale alla metodologia del lavoro d'equipe, per minimizzare l’uso degli psicofarmaci.

Il contesto: l'umanizzazione delle cure in Geriatria

Per l'anziano il ricovero può rivelarsi un evento traumatico a causa del distacco dall'ambiente familiare, dell'isolamento e della riduzione delle libertà personali. Nel setting di cura della Geriatria si trattano pazienti particolarmente fragili che, tra le varie comorbidità, presentano spesso un deterioramento cognitivo maggiore, quindi con un alto rischio di sviluppare disturbi comportamentali e delirium, sia al momento dell'ingresso in struttura sia durante la degenza. Il delirium, o stato confusionale acuto, è una sindrome clinica caratterizzata da alterazioni dello stato di coscienza, delle funzioni cognitive o della percezione che riguarda il 20-30% dei pazienti anziani ricoverati nei reparti ospedalieri e il 10-50% dei pazienti sottoposti a interventi chirurgici. Ha generalmente un esordio acuto e decorso fluttuante. Può manifestarsi all’arrivo in ospedale o in corso di ricovero e può essere ipoattivo o iperattivo caratterizzato da agitazione, aggressività. Insorge per una interazione tra fattori predisponenti (declino cognitivo e o disabilità, deficit sensoriali, comorbidità) e fattori precipitanti o scatenanti (farmaci, infezioni, dolore, ipossia…). Può essere causa di degenza prolungata e di complicanze come le cadute. La Snoezelen Therapy (stimolazione multisensoriale)

La Snoezelen therapy è un approccio ludico-terapeutico nato in Olanda negli anni ’70. Il termine unisce i verbi olandesi “Snuffelen” (cercare, esplorare) e “Doezelen” (rilassarsi, sonnecchiare), configurandosi come una tecnica sia riabilitativa sia rilassante. Si fonda sul sistema valoriale che vede al centro la persona e prevede la costruzione di una relazione gentile e sensibile tra paziente e operatore, in un ambiente controllato in cui sono offerte una moltitudine di possibilità di stimolazioni sensoriali (effetti visivi, uditivi, tattili, propriocettivi, vestibolari), con l’obiettivo di promuovere il benessere.
Nelle persone con patologie neurodegenerative (DNC), le ricerche mettono in evidenza l’efficacia del trattamento nel ridurre la sintomatologia psico-comportamentale, favorendo: fluidità dei processi cognitivi, maggiore livello di attenzione e interazione con l’ambiente, aumento della comunicazione adeguata, riduzione di angoscia, wandering (tendenza a girovagare), aggressività, apatia. L’atmosfera calma e rilassata di un ambiente con elementi del mondo Snoezelen crea una situazione ideale per lo sviluppo di relazioni terapeutiche tra pazienti e operatori.

Gli obiettivI del progetto

L’assistenza geriatrica richiede una visione multidisciplinare e la capacità, da parte dei professionisti, di applicare modelli relazionali idonei a gestire le variazioni comportamentali dei pazienti L'introduzione della stimolazione multisensoriale rappresenta uno strumento concreto per:

-Migliorare l’assistenza dei pazienti ricoverati con delirium tramite programmi di stimolazione personalizzati.

-Incrementare la qualità dell’assistenza ospedaliera, elevando la qualità di vita dei pazienti con demenza, disturbi comportamentali o delirium e offrendo supporto ai loro caregiver.

-Ridurre lo stress dei professionisti sanitari.

-Implementare l’umanizzazione delle cure, mantenendo il paziente al centro del percorso terapeutico.

-Rendere il reparto di Geriatria un luogo di cura accogliente, tranquillo e rassicurante

LA DELIRIUM ROOM ALL'OSPEDALE DI FORLì

Un ambiente protetto, inserito nel reparto di Geriatria di Forlì, che utilizza, col metodo "Snoezelen", luci, suoni e immagini per accogliere la fragilità: così la stimolazione multisensoriale riduce l’ansia da ricovero e l’uso dei farmaci. Un nuovo tassello nella rete di cura di pazienti con decadimento cognitivo. Cambiare il volto dell’assistenza geriatrica partendo da un principio fondamentale: non è il paziente fragile a dover correre il rischio di non adattarsi all’ospedale, ma è l’ambiente ospedaliero che deve trasformarsi per accogliere e proteggere le sue vulnerabilità. Con questo obiettivo nasce la nuova “Delirium Room” all’interno dell’Unità Operativa di Geriatria di Forlì, uno spazio all’avanguardia arricchito dalle innovative tecniche multisensoriali Snoezelen. Un investimento per contrastare lo stato confusionale acuto (delirium) nei pazienti anziani fragili attraverso l'ambiente, l'empatia e la stimolazione sensoriale, riducendo l'uso di farmaci e contenzioni fisiche.
La stanza è stata inaugurata oggi in presenza di Francesco Sintoni, Direttore della Direzione Medica Presidio Ospedaliero Forlì e Distretto FC, la Direzione Infermieristica e Tecnica di Forlì, Giuseppe Benati, Direttore del Dipartimento di Cure Primarie e Medicina di Comunità Forlì-Cesena, Gianni Bisulli dell'Unità Operativa Complessa Attività Tecniche per l'area di Forlì-Cesena e Gian Luca Zattini, Sindaco di Forlì.
L’innovativo ambiente è stato allestito anche grazie alla generosità di alcune associazioni, quali l'Associazione Alive, che ha donato una Culla Care Indoor e l’impianto di filodiffusione, e l’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche – A.N.I.O.C, che ha contribuito all’acquisto di un computer portatile e di un televisore. Queste donazioni contribuiranno a ottimizzare l’efficacia terapeutica dello spazio multisensoriale.

Che cos’è il Delirium e perché richiede un nuovo modello di cura

Il delirium (o stato confusionale acuto) è una vera e propria emergenza medica d'organo – una sorta di momentanea "insufficienza cerebrale" – che colpisce gli anziani più fragili durante il ricovero, spesso scatenata da infezioni, interventi chirurgici o semplicemente dal disorientamento legato al cambiamento d'ambiente. Si manifesta in due modi: con una forma "iperattiva" (agitazione, ansia, allucinazioni) o, più frequentemente, con una forma "ipoattiva" (apatia, sonnolenza profonda, distacco dalla realtà), che rischia di passare inosservata pur essendo molto rischiosa. Il delirium non è un evento inevitabile dell'invecchiamento, ma una condizione che possiamo e dobbiamo prevenire nel 30-40% dei casi. Compare fino al 50-80% nei pazienti anziani in terapia intensiva o post-chirurgica.La letteratura scientifica internazionale dimostra che per curare questa condizione la medicina tradizionale basata sui soli farmaci sedativi non basta e, talvolta, rischia di peggiorare il quadro clinico. La vera terapia d’eccellenza è la prevenzione non farmacologica e l’umanizzazione delle cure.

La nuova Delirium Room di Forlì: sicurezza degli ambienti e atmosfera domestica

La nuova stanza speciale realizzata a Forlì è stata progettata per gestire i pazienti in stato confusionale acuto eliminando radicalmente l'uso di contenzioni fisiche o chimiche. L’architettura dello spazio è stata modificata per garantire:

• monitoraggio da parte del personale infermieristico specializzato;

• massima sicurezza ambientale;

• un'atmosfera domestica, per ridurre l'impatto traumatico dell'ospedalizzazione L'approccio "Snoezelen" Fiore all'occhiello di questa struttura è l'integrazione del metodo Snoezelen, un approccio nato nei Paesi Bassi che utilizza stimoli sensoriali controllati per dare sollievo agli stati di forte ansia e agitazione:

• luci e immagini: proiezioni di immagini rilassanti della natura (boschi, corsi d'acqua) e immagini famigliari per ridurre il carico delle allucinazioni visive;

• soundscapes (paesaggi sonori): melodie familiari e suoni della natura a basse frequenze per stimolare positivamente la memoria a lungo termine;

• aromaterapia: diffusione controllata di oli essenziali rilassanti (come lavanda e melissa

La famiglia come "ancora di realtà"

Il nuovo modello mette al centro anche i familiari e i caregiver, considerati veri e propri alleati terapeutici. La loro presenza all'interno della struttura sarà facilitata: una voce cara, un volto noto e il ricordo delle abitudini domestiche fungono da insostituibili "ancore di realtà" capaci di favorire un riorientamento più rapido rispetto a qualunque terapia farmacologica

La continuità di cura.
A Forlì la Delirium Room è un nuovo tassello nella rete di cura di pazienti con decadimento cognitivo. Il team del Centro per Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) dell’Unità Operativa di Geriatria rappresenta lo snodo in grado di garantire una continuità tra l’ospedale e i vari setting territoriali ed è costituito da medici geriatri, infermieri, psicologi e, da poco, da un terapista occupazionale che lavorano in modo integrato

Luoghi

Ultimo aggiornamento

26-05-2026 16:35

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