Claura Campanini

Claura Campanini

Liberi di guidare sempre  è il progetto, promosso dall'Osservatorio per l'educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna, che ha l'obiettivo di offrire agli over 65  occasioni di aggiornamento delle novità e delle regole del codice della strada. 

Il progetto prevede incontri per gli over 65 sulle regole della strada e sulla guida sicura con esperti della Polizia Municipale e del Sistema Sanitario Regionale e una prova pratica in collaborazione con le autoscuole del territorio.

Gli anziani sono una tra le fasce più deboli quando si parla di sicurezza stradale. Sono anche le persone che spesso si prendono cura di nipoti e familiari, a volte impegnate nel sociale e per le quali la possibilità di guidare ha un importante significato di autonomia.

Si tratta del gruppo di età maggiormente coinvolto in incidenti, sia in qualità di autisti che come pedoni o ciclisti. Tante persone over 65, dopo avere preso la patente in giovane età, non trovano opportuni aggiornamenti sull’evoluzione delle regole del codice della strada, di alcune caratteristiche della mobilità, privata e pubblica, e, fatta eccezione per i controlli medici obbligatori, non hanno possibilità di confronti, se non individuali, per adattare il proprio stile di mobilità con i cambiamenti di vita e le condizioni di salute. Per questo è stata messa in campo una collaborazione da un lato con le forze dell’ordine e le autoscuole e dall’altro con i distretti sanitari locali.

La campagna ha preso il via a ottobre 2017 con una serie di incontri formativi e di sensibilizzazione e ha comportato la sottoscrizione di un Patto di collaborazione  da parte di Regione Emilia-Romagna, Coordinamento regionale delle Polizie Municipali, Ausl di Bologna e della Romagna, sindacati Pensionati, Auser, Antas e Ada e le associazioni delle autoscuole Confarca e Unasca.

Sono previsti incontri nei Comuni della Bassa Romagna nellle seguenti date:

  • Bagnacavallo - 17 novembre 2017 ore 9 - 12 presso il Centro sociale Amici dell'Abbondanza di via Mazzini, 49 - Per info e prenotazioni: Contattare il Centro tel. 0545-60889 - e-mail: amiciabbondanza@libero.it
  • Alfonsine - 6 dicembre 2017 ore 9 - 12  presso Casa Rita Levi Montalcini CasaInComune di piazza Monti, 1 - Per info e prenotazioni: Contattare il cell. 335.6792226 - e-mail: presidioalfonsine@unione.labassaromagna.it
  • Lugo -  13 dicembre 2017 ore 9 - 12 presso il Centro Sociale Culturale Ricreativo il Tondo di via Lumagni, 30/32 - Per info e prenotazioni: Contattare il Centro tel. 0545-25661- e-mail: info@centrosocialeiltondolugo.it

Mercoledì 6 dicembre alle ore 15.00 si tiene a Ravenna, presso l’Aula Oncologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” in Viale Randi n. 5, il meeting “Presentazione Pipeline Incyte”.

L’obiettivo del meeting è di discutere la possibilità di utilizzare farmaci innovativi per il trattamento di patologie oncoematologiche nell’ambito di studi clinici di fase I,II e III.

L'evento è rivolto prevalentemente agli Ematologi.

L'iscrizione è gratuita e si effettua direttamente nella sede del meeting.

Per informazioni: Annalisa Pezzi - U.O.C. Ematologia Ravenna - Azienda USL della Romagna - e-mail: annalisa.pezzi@auslromagna.it

Generosa donazione a favore dell’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna da parte della Famiglia Ferraioli che, in ricordo del loro caro Luigi, scomparso prematuramente nel luglio scorso a seguito di un incidente stradale, ha deciso di donare al reparto due bilance di precisione.

La consegna è avvenuta nella mattina di sabato 28 ottobre 2017 in Pediatria, alla presenza del direttore del reparto dr. Federico Marchetti, dei genitori di Luigi, Pasquale e Teresa, dei fratelli Francesco, Michele, Valerio e Marcello, delle cognate e delle nipotine.

L’Azienda USL della Romagna ringrazia sentitamente la Famiglia Ferraioli per questo importante gesto di generosità e solidarietà.

Sabato 25 novembre  alle ore 9.00 si tiene a Ravenna, presso l’Albergo Cappello in Via IV Novembre n. 41, il 4° Congresso Nazionale GIIMA Associazione “Gruppo Italiano Infermieristico in Mobilizzazione ed Aferesi“ - 3° Assemblea Associativa.

Il congresso verterà sulle problematiche inerenti la mobilizzazione, la raccolta, la manipolazione e il processing di cellule staminali emopoietiche a fini di trapianto.

Si discuterà inoltre dell'outcome post trapianto, con particolare riguardo alla mortalità per infezione.

L’evento è stato accreditato per: Medici di Area Interdisciplinare, Biologi, Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, Infermieri.

Quota di iscrizione: Soci GIIMA Quota gratuita, Non Soci € 40,00

La scheda di adesione con copia del boni­fico dovrà pervenire alla Segreteria Organizzativa entro il 14 novembre 2017. Possibilità d’iscrizione all’Associazione GIIMA in sede congressuale € 20,00 quota associativa, informazioni: segreteria@giima.eu

Segreteria organizzativa: Proeventi - tel e fax 0882.242151 - www.proeventi.it

Tutte le informazioni e dettagli nella locandina allegata.

Mercoledì 22 novembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00 si tiene a Ravenna, presso l’Aula Oncologia dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” in Viale Randi n. 5, il corso “Connect - Un link con gli esperti - Update sulle infezioni fungine in ematologia”.

Nell’ultimo decennio, la risoluzione delle problematiche legate alle infezioni fungine si è dimostrata determinante per il successo clinico in ambiti assistenziali dove afferiscono pazienti con grave condizione di immunocompromissione. La gestione di tali pazienti, per gravità clinica, costi correlati e mortalità, rappresenta una delle sfide scientificamente più accattivanti e sfidanti.

Il corso è rivolto a Ematologi ed Infettivologi. L’iscrizione si effettua direttamente nella sede del corso.

Tutte le informazioni e dettagli nel programma allegato.

Il ciclo di incontri Parole Stupefacenti, giunto alla diciassettesima edizione, si apre sabato 28 ottobre alle ore 16.00 presso l’Auditorium Sant’Umiltà, via Pascoli n.15 a Faenza. Questo evento nasce dalla collaborazione fra il Servizio Dipendenze Patologiche di Faenza Azienda USL della Romagna e l’Unione della Romagna Faentina.

L’intento di “Parole Stupefacenti” è da sempre quello di offrire una lettura non solo strettamente sanitaria ma anche sociale, economica, culturale sulle tematiche dell’ uso/abuso di sostanze psicoattive e su tutti i comportamenti a rischio legati al nostro quotidiano che possono diventare vere e proprie patologie.

Il ciclo di incontri è rivolto alla cittadinanza e in particolare agli operatori dei servizi sanitari e sociali del territorio, agli insegnanti, agli educatori, agli studenti e a tutti coloro interessati a questi temi.

Quest’anno il filo conduttore dell’intero ciclo di conferenze sarà “la comunicazione” declinata nelle sue molteplici dimensioni.

Sabato 28 ottobre dalle ore 16.00 dopo i saluti delle autorità, il ciclo di incontri si aprirà con la presentazione da parte della cooperativa RicerAzione e del Servizio Dipendenze Patologiche di Faenza, delle ricerche realizzate sul gioco d’azzardo nella provincia di Ravenna negli anni 2014 e 2015. Seguirà la relazione del dott. Iori, presidente dell’Associazione ONLUS “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII - Reggio Emilia”, dal titolo “Fra promozione e percezione, la meraviglia dell’azzardo”.

Gli altri incontri proseguiranno, come da calendario, presso l’Auditorium di S.Umiltà in via Pascoli n.15 a Faenza, dalle ore 17.30 alle 20.00.

Martedì 31 ottobre 2017

“I Media e le droghe nel terzo millennio. Dietro ogni fatto di cronaca, cerca e trovi gli stupefacenti; anche se non ci sono, anche se non c’entrano”, Claudio Cippitelli, Sociologo - Roma; Michele Marangi, Media Educator, formatore - Torino

Mercoledì 8 novembre 2017

“Comunicazione violenta. Lo scacco del desiderio”, Sergio Manghi, Docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi - Università degli studi di Parma

Lunedì 13 novembre 2017

Progetto “Fra le righe”: nove anni di attività, Cooperativa RicerAzione e Servizio Dipendenze Patologiche - Faenza; “Costruire ponti, sgretolare muri. Il ruolo della comunicazione nelle strategie di prevenzione”, Michele Marangi, Media Educator - Torino

Martedì 21 novembre 2017

“Il ruolo dei media nella creazione dello stigma sociale sulla vita delle persone con HIV”, Margherita Errico, Presidente di NPS Italia

Martedì 28 novembre 2017

“Immigrazione, Media e Post-verità. Come (s)parlarne”, Stefano Pasta, giornalista-Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali - Università Cattolica

Ulteriori dettagli e informazioni nel depliant allegato

Presa in carico efficace, non eccessivo uso di farmaci,  lavoro in squadra anche con gli enti locali e le altre istituzioni.

Si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre, presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna, una cerimonia per ricordare che da circa 13 mesi, nel servizio, stesso, non viene effettuata alcuna contenzione dei pazienti.

Hanno partecipato:

Il sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni (in rappresentanza del Distretto di Lugo);

l’assessore Claudia Gatta di Faenza (in rappresentanza del Distretto di Faenza);

il comandante della polizia municipale di Ravenna Andrea Giacomini (anche in rappresentanza del sindaco di Ravenna);

il giudice tutelare di Ravenna Cesare Santi;

Milena Spadola (Collegio Infermieri Ravenna);

Giovanni Rossi (vicepresidente dell’associazione dei Spdc non restraitment, cioè che evitano contenzione);

Claudio Ravani (Direttore Dipartimento Psichiatrico Ausl Romagna);

Roberto Zanfini (Direttore Spdc Ravenna);

Barbara Bandini (Coordinatrice infermierisiticaSpdc Ravenna)

Valerio Cellini (associazione di parenti dei pazienti “Porte Aperte”).

Di seguito un breve excursus sul tema contenzione e cure psichiatriche, svolto dal dottor Zanfini, quindi i dati ed i principali virgolettati degli altri intervenuti.

Nonostante i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura ricorrano alla contenzione meccanica dei propri pazienti, non sono attualmente presenti leggi o norme che la regolamentino.

Il Regio Decreto 615/1909 - che al Capo IV art. 60 recitava: “Nel manicomio debbono essere aboliti o ridotti ai casi assolutamente eccezionali i mezzi di coercizione degli infermi e non possono essere usati se non con l’autorizzazione scritta del direttore o di un medico dell’istituto. L’autorizzazione indebita dell’uso di detti mezzi rende passibili coloro che ne sono responsabili di una pena pecuniaria … L’uso dei mezzi di coercizione è vietato nella cura in Case Private” - è stato infatti abolito dalla legge 180/1978 che non contempla tale modalità operativa.

In alcune Regioni comunque, in particolare l’Emilia Romagna, le contenzioni meccaniche sono state oggetto di circolari che le disciplinano con apposite disposizioni e vengono puntualmente monitorate.

Nel 2006 il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura ha segnalato che in Italia “il potenziale di abuso e di maltrattamento che l’uso di mezzi di contenzione comporta resta fonte di particolare preoccupazione … Purtroppo sembra che in molti degli istituti visitati vi sia un eccessivo ricorso ai mezzi di contenzione”. Per questo motivo la Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome ha, nel 2010, stilato delle raccomandazioni per prevenire le contenzioni fisiche in psichiatria.

Il ricorso alla contenzione è infine stigmatizzato dagli Ordini Professionali e nel 2015 il Comitato nazionale di Bioetica ha ribadito la necessità di un suo superamento.

La contenzione meccanica, infine, oltre che degradante, non è scevra da rischi e complicanze. Sin dal 2000 il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna ha avviato pratiche atte a ridurre il ricorso alla contenzione meccanica con l’obiettivo di eliminarla come pure di “umanizzare” sempre di più il ricovero in particolare per le persone ricoverate coattivamente. Gli interventi attuati sono stati strutturali, clinico organizzativo e formativi.

Per quello che riguarda gli interventi strutturali l’ambiente di cura è stato reso il più possibile simile a quello di un domicilio: sono state tolte le sbarre alle finestre, eliminate le telecamere, e si è reso possibile l’accesso a diverse aree del reparto.

Gli interventi clinico-organizzativi sono consistiti nel:

  • monitoraggio di ogni singola contenzione attraverso la registrazione e l’analisi per individuare i fattori che la determinano, in modo da poter apprendere stretegie/interventi preventivi;
  • trasparenza dell’operato avvisando i familiari e dando loro la possibilità di rimanere in reparto per tutta la sua durata;
  • assistenza continua da parte di un operatore per tutta la sua durata;
  • discussione da parte di tutto il gruppo di lavoro prima di utilizzarla, con supervisione da parte del Direttore per verificare se tutte le strategie alternative sono state esplorate;
  • possibilità di rinforzo del turno in caso di particolari situazioni di crisi;
  • utilizzo del tempo evitando, quando possibile, di “chiudere” la situazione di crisi per aspetti dovuti all’organizzazione.

Sono stati inoltre rafforzanti i piani di trattamento individuali basati sulla diagnosi funzionale, con un atteggiamento improntato alla partnership e al recovery, coinvolgendo la persona; si sono ridotti i tempi di inattività attraverso un aumento del tempo di relazione con gli operatori, l’esecuzione dei trattamenti psicosociali individuali e di gruppo. Le cosiddette regole di reparto sono poi state per gran parte sostituite dai summenzionati piani di trattamento individuale.

Diversi sono stati, infine, gli interventi formativi eseguiti che hanno riguardato l’apprendimento della diagnosi funzionale, di tecniche psicosociali, la gestione del rischio di violenza e dell’aggressività, interventi di debriefing e defusing per il gruppo di lavoro.

Attraverso queste azioni il numero delle contenzioni è stato gradualmente ridotto nel corso degli anni, passando dalle 150 del 2000 (il reparto aveva 15 posti letto) alle 3 del 2016 di cui l’ultima, ad oggi, eseguita nell’agosto di quell’anno. Il numero di pazienti trattati nel 2016 è stato di 430.

A questa situazione positiva si aggiungono altri dati, a loro volta positivi, sull’attività delle strutture per la salute mentale, in Romagna, come reso noto dal dottor Claudio Ravani.

La percentuale di popolazione “pesata” dell’Ausl Romagna rispetto alla Regione è del 25%. Ma dai dati regionali del Sistema Informativo Salute Mentale (Sism) emerge che l’Ausl Romagna eroga prestazioni al 25,23% della popolazione regionale.

Il Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (Dsmdp) della Ausl Romagna, per la Psichiatria Adulti, eroga percentuali complessive di trattamenti superiori, pari al 26,25%, delle prestazioni complessive dei Dsmdp regionali.

La distribuzione delle prestazioni è ancora superiore se si considerano i raggruppamenti riabilitativi e psicoterapeutici:

  • psicoterapie                                         27,4%
  • psicoeducazione                                  30,29%
  • trattamenti socio-riabilitativi                   30,94%
  • verifiche e supervisioni                          27,6%
  • valutazioni (assessment e altro)            39,82%

Questi dati vanno integrati con le percentuali relative alle prestazioni tradizionalmente legate alla prescrizione e somministrazione dei farmaci, tipiche del setting ambulatoriale, che sono invece percentualmente più basse rispetto agli altri DSMDP regionali:

o          somministrazione farmaci                      21,92%

o          colloquio                                              23,27%

Senza definire differenze “rivoluzionarie”, questi dati indicano però una maggior propensione nel Dsmdp romagnolo ad orientare i trattamenti nell’ambito della riabilitazione, della recovery, della valutazione personalizzata, piuttosto che al tradizionale modello prevalentemente o unicamente ambulatoriale/ farmacologico.

La progettazione sul Budget di Salute, che sta progressivamente avviandosi (e che necessita dei tempi necessari a strutturare collaborazioni con gli altri soggetti coinvolti, come gli Enti Locali, il Privato Sociale, le Associazioni ecc.) contribuirà in modo decisivo a promuovere ulteriormente la logica degli interventi integrati ed altamente personalizzati, nell’ambito dei quali la farmacoterapia non assume certamente un ruolo centrale o esclusivo, ma funzionale e contestuale al raggiungimento degli obiettivi di riabilitazione, di inclusione sociale, di valorizzazione delle risorse della persona e del contesto “naturale”.

Gli altri interventi:

Spadola ha evidenziato che “questo risultato è frutto di un cambiamento culturale anche per gli infermieri. E quando vado in altri contesti raccconto che a Ravenna facciamo così. Sono importanti i lavoro in equipe e l’attitudine alla relazione. Un nostro slogan è ‘conteniamo la contenzione’”.

Giovanni Rossi ha ricordato che i reparti psichiatrici che riescono a raggiungere questi risultati sono 20 – 25 in tutt’Italia.

Giacomini ha ricordato che “a Ravenna è stato firmato uno dei primi protocolli sui tso “e che questi risultati sono frutto di un lavoro costante e di una stretta collaborazione. Davvero una  piccola rivoluzione culturale”.

Mentre il sindaco Proni e l’assessore Gatta hanno rimarcato l’importanza che gli enti locali non siano estranei a questi processi e percorsi nell’ottica della integrazione degli interventi, anche attraverso il budget di salute.

Il giudice tutelare Santi ha evidenziato come sia in aumento il numero di richieste per attivare l’amministratore di sostegno: 350 fino al 20 settembre 2017, mentre nello stesso periodo del 2016 erano state 270. Altro esempio di come la collaborazione di tutti gli enti sia importante.

E se la caposala del servizio Barbara Bandini ha ribadito che “così si lavora meglio, anche noi operatori stiamo meglio” il presidente di “Porte Aperte” Cellini ha evidenziato che “dopo anni difficili, finalmente siamo sulla buona strada. Continuiamo così e facciamo ancora di più su tutti gli aspetti della presa in carico”.

Si comunica che a partire da lunedì 2 ottobre 2017, presso la struttura sanitaria “Faenza Centro Nord”, il servizio di Pediatria di Comunità trasferirà i propri ambulatori dalla sede attuale situata al primo piano del civico 32 di via della Costituzione, al pianterreno della medesima sede (civico 28/51) con accesso dalla galleria interna.

Il Servizio di Pediatria di Comunità contempla gli ambulatori vaccinali infanzia e adolescenza, ed il trasferimento non comporterà alcuna interruzione del funzionamento del servizio; rimane il medesimo anche il numero di telefono: 0546.602121.

Mercoledì, 27 Settembre 2017 12:17

Un nuovo ecografo donato all'Endocrinologia di Lugo

Si è tenuta martedì 26 settembre l’inaugurazione dell’ecografo esaote “MY LAB CLASS C” donato dall’Associazione Pro-chirurgia di Lugo, all'Unità operativa di Endocrinologia dell'Ospedale "Umberto I".

La donazione è stata resa possibile grazie al contributo della banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlivese Imolese, dai proventi dello spettacolo “Nubicucùlia“ tenutosi al Teatro Goldoni di Bagnacavallo il 9 aprile scorso e grazie alle donazioni di alcuni generosi privati.

Il nuovo ecografo verrà utilizzato per la consueta attività diagnostica ambulatoriale, consentendo di mantenere e migliorare la qualità del servizio offerto, grazie anche al nuovo software dell’elastosonografia, che permette di valutare in “real time” la rigidità dei tessuti/noduli tiroidei esaminati, individuando quelli maggiormente sospetti per malignità. Alla sobria cerimonia hanno partecipato la direzione dell'Ospedale e dell'unità operativa, rappresentanti dei donatori e il sindaco di Lugo Davide Ranalli.

E' on line, in allegato scaricabile a questa notizia, il manuale "La stimolazione cognitiva per il benessere della persona con demenza". Si tratta della seconda ed aggiornata edizione, consegnata peraltro nel corso del convegno “Modelli di intervento integrati alla luce del nuovo progetto regionale demenze”, svoltosi il 23 settembre scorso nell'ambito della XXIV Giornata dell'Alzheimer. L'opera è stata realizzata dal programma Aziendale di Psicologia dell'Ausl Romagna coordinato dalla dottoressa Rachele Nanni.

Con l'occasione si ricordano i principali aspetti della malattia. L’Alzheimer rappresenta la principale causa di demenza nella popolazione anziana. Nella Provincia di Ravenna risiedono circa 98.000 persone con età superiore ai 65 anni (di cui 54.000 con più di 75 anni e oltre 17.000 con più di 85 anni). Questo dato epidemiologico comporta un totale di circa 4500 pazienti affetti da demenza, con un incremento annuo atteso di circa 100 nuovi casi. Nella nostra Provincia operano 4 Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) gestiti dalla Unità Operativa di Geriatria dell’AUSL con sede a Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia. I Geriatri coinvolti nei CDCD hanno una formazione specifica per la diagnosi differenziale delle varie cause di deterioramento cognitivo ed il trattamento delle possibili complicanze. Nel corso del 2016 i 4 CDCD hanno valutato per la prima volta oltre 2600 pazienti che lamentavano problemi di memoria e hanno effettuato quasi 4.000 visite di controllo. E’ sempre disponibile, per i pazienti seguiti dai CDCD, un accesso telefonico rivolto ai familiari ed ai medici di Medicina Generale per ottenere informazioni e suggerimenti nella gestione quotidiana di un paziente affetto da demenza. Attualmente non sono ancora a disposizione farmaci in grado di guarire dalla malattia di Alzheimer, ma solo di rallentarne il decorso e curare le complicanze.

Una presa in carico a tutto tondo del paziente, ma anche della sua famiglia, ha luogo a livello territoriale, come spiegato dalla dottoressa Mazzoni, con le strutture di riferimento ma grazie anche a vari progetti come ad esempio lo Sportello Badanti e la Palestra della Mente.

All’attuale strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che rappresenta in Italia un fiore all’occhiello nella cura a 360° del paziente affetto da demenza. La Regione Emilia-Romagna sin dall'avvio del primo progetto regionale demenze (DGR 2581/99) ha sostenuto e valorizzato l'importanza di un orientamento integrato e non esclusivamente farmacologico nella presa in carico dei pazienti con disturbi cognitivi e demenza. L'aggiornamento del progetto regionale (DGR 990/16) ha ancor più fortemente ribadito un approccio globale, non esclusivamente sanitario, così come condiviso nell'ambito del Piano Nazionale Demenze. Il convegno organizzato per il prossimo 23 settembre 2017 a Ravenna, in occasione della XXIV Giornata mondiale dedicata all’Alzheimer, consentirà ai partecipanti un confronto su metodologie e percorsi di presa in carico integrata, sociale e sanitaria, adottati nell'AUSL della Romagna in collaborazione con i Comuni ed il volontariato sociale del nostro territorio.

 

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