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Ancora un gesto di vicinanza all’Azienda USL della Romagna, e in particolare all’Ospedale “Franchini” di Santarcangelo, da parte dell’Associazione Santarcangiolese “Paolo Onofri”. Non certo nuova a simili gesti di liberalità, l’associazione si è indirizzata, questa volta, all’ambulatorio di Otorinolaringoiatria, al Punto Primo Intervento e alleUnità Operative di Medicina Interna e Chirurgia, con apparecchiature e arredi del valore complessivo di oltre dodicimila euro, coordinando le donazioni di vari soggetti ed associazioni.

Le apparecchiature sono state inaugurate venerdì scorso alla presenza del dottor Giorgio Ioli, presidente della “Paolo Onofri”, del sindaco Alice Parma, del direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini, del direttore del Presidio ospedaliero Gianfranco Cicchetti e dei quattro responsabili dei servizi “riceventi”: il dottor Marco Trebbi dell’Otorino, il dottor Gianluigi Cerchione del Punto di primo intervento, il dottor Luca Morolli della Medicina e del dottor Domenico Samorani, primario di Chirurgia.

Per quanto attiene all’ambulatorio otorino è stato donato un Rinofaringoscopio XL Optim. Questo apparecchio offre al medico un dispositivo completamente portatile per eseguire endoscopia nasale e laringoscopia praticamente ovunque. Inoltre ha un diametro di inserimento sottile (2,7 millimetri) che lo rende la scelta preferita per la valutazione diagnostica dei passaggi stretti delle vie aeree superiori, sia negli adulti sia nei bambini. Si possono così eseguire esami diagnostici del naso e della gola, per la visualizzazione dei passaggi nasali e della laringe, in maniera estremamente semplice, come ad esempio se si usasse lo stetoscopio. Con la tecnologia di illuminazione integrata direttamente nell'impugnatura, viene eliminata la necessità di sorgenti luminose esterne separate ed ingombranti. L’apparecchio ha un design compatto e all-in-one che offrendo la totale libertà di movimento al professionista migliora la cura del paziente.

Il Punto di Primo Intervento riceve, invece, una sonda elettronica lineare per l’ecografo già in dotazione al servizio. La sonda è importante per la diagnostica di tessuti superficiali quali cute, muscoli e per la diagnostica vascolare e molto utile soprattutto per escludere in Pronto Intervento la presenza di trombosi venose profonde a carico degli arti.

L’associazione santarcangiolese “Paolo Onofri” ha quindi donato un registratore per il monitoraggio dinamico non invasivo nelle 24 e 48 ore per i centri per la diagnosi e la cura dell’ipertensione arteriosa alla Medicina. Si tratta di uno strumento portatile per il monitoraggio dinamico della pressione arteriosa per un minimo di 24 ore. Indicato per valutare la severità dello stato ipertensivo, l'efficacia del trattamento farmacologico, analizzare il ritmo circadiano e la variabilità della pressione arteriosa, grazie alle dimensioni e peso estremamente ridotti e alla sua silenziosità, è ben tollerato dai pazienti specialmente durante la fase del sonno notturno. E’ dotato di rilevazione dei valori mediante il metodo oscillometrico, per garantire una migliore praticità e completezza dei dati in tutte le tipologie di pazienti esaminati. Indicazioni cliniche: aritmia cardiaca e screening Fibrillazione Atriale: attraverso uno speciale algoritmo di indicazione dell’aritmia cardiaca consente di effettuare lo screening della fibrillazione atriale  con esterna precisione.

Sono stati infine donati tre lettini elettrici del valore totale agli ambulatori di Chirurgia e Medicina, che servono soprattutto per persone con problemi di motilità per posizionarli sui lettini con minore difficoltà.

Il dottor Ioli ha ricordato le origini dell’associazione santarcangiolese “Paolo Onofri”, “mirata a diffondere conoscenze e comunicazione sulla medicina, e che ora, grazie ad una strettissima collaborazione con la società civile, effettua anche queste importanti donazioni. Saremo sempre vicini all’ospedale in tutti i modi, e apprezziamo tanto la vicinanza che l’intera società civile santarcangiolese e il mondo del volontariato ha, nei nostri confronti. A questo proposito vorrei ricordare la figura di Walter Nicoletti, recentemente scomparso, che anche quando era già malato, non ha mai fatto mancare il suo sostegno al nostro lavoro”.

Il sindaco Parma ha a sua volta evidenziato l’importanza del nosocomio “e di tutte le associazioni che, travalicando l’individualismo, collaborano fattivamente per un bene comune più importante, sempre nel rispetto delle competenze di tutti. L’importanza del ‘Franchini’ è evidenziata anche dal piano degli investimenti, significativo, che l’Ausl Romagna ha previsto per il nostro ospedale, in modo da non fare mai passi indietro rispetto agli importanti risultati raggiunti”.

E un invito in questo senso, cioè sulla necessità di non fare passi indietro, “nonostante la situazione e il momento non facili che stanno vivendo il Sistema Sanitario Nazionale pubblico – è arrivato anche dal direttore generale -: Santarcangelo è una realtà importante dove sono state fatte cose in armonia e per rispondere in modo il più possibile armonico ai bisogni di tutti. E’ importante mantenere questa armonia”.

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Confronto e innovazione: è questo lo spirito e lo scopo che hanno animato il convegno “RetinArt” svoltosi giovedì 26 e venerdì 27 settembre presso l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. Il meeting ha visto la partecipazione dei più importanti Oculisti chirurghi della retina a livello nazionale ed internazionale, che si sono confrontati sulle tecniche chirurgiche più innovative, registrando riscontri molto positivi.
 
Nella prima giornata i relatori hanno discusso i temi più attuali della chirurgia vitreo-retinica, condividendo le proprie esperienze sulle metodologie e le strumentazioni più moderne. Di grande interesse è stata poi la seconda giornata in cui si è dato ampio spazio agli interventi di chirurgia vitreo-retinica eseguiti in diretta. Gli interventi sono stati proiettati nella Sala Dea dell’Ospedale di Ravenna, gremita di oculisti, ed hanno riguardato le patologie retiniche più complesse (distacco della retina, retinopatia diabetica e trazioni vitreo-maculari). Tali patologie della retina possono portare ad una compromissione totale della funzione visiva e purtroppo hanno un’elevata incidenza epidemiologica nella popolazione. Presso l’Ospedale di Ravenna ogni anno vengono eseguiti circa 600 interventi di questo tipo di chirurgia.
 
Grande seguito quindi per questo importante convegno, organizzato dal dottor Domenico D’Eliseo (direttore dell’Unità Operativa di Oculistica di Ravenna e Lugo), e dal dottor Paolo Rossini (responsabile del Servizio di Chirurgia Vitreo-Retinica di Ravenna e Lugo), che ha confermato il ruolo di primo piano ravennate come uno dei centri all’avanguardia e polo di attrazione per questa chirurgia a livello nazionale. Unanime apprezzamento è stato infine espresso per l’ottima collaborazione tra la Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Ravenna, l’equipe infermieristica guidata dalle Coordinatrici Milena Cimatti e Giuliana Gersolini, e l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione di Ravenna, diretta dal dottor Maurizio Fusari.

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Il TG1 ha scelto il dottor Federico Cappuzzo, direttore del Dipartimento Oncoematologico dell'Ausl Romagna, nonchè dell'Unità operativa di Oncologia del presidio ospedaliero "Santa Maria delle Croci" di Ravenna, per commentare i dati, diffusi ieri dalla Regione Emilia Romagna, secondo i quali per la prima volta la mortalità per cancro è diminuita. I giornalisti del "primo canale" hanno effettuato una lunga intervista al professionista, dalla quale hanno tratto un primo servizio di oltre un minuto andato in onda nel telegiornale di oggi alle 13:30 (chi fosse interessato può guardarlo cliccando qui , dal minuto 24). Un'inntervista più ampia andrà in onda, inoltre, nei prossimi giorni sempre sui canali Rai.

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L’ospedalizzazione dell'anziano può comportare un declino in termini di funzionalità - autonomia e stati confusionali. In particolare studi epidemiologici dimostrano che oltre un terzo degli anziani ospedalizzati va incontro a disorientamento, confusione, agitazione psicomotoria, allucinazioni, perdita di memoria e perdita del contatto con la realtà.

L’approccio più efficace per prevenire tutto ciò è quello di combattere i fattori di rischio in grado di scatenarlo: alcuni piccoli interventi mirati come l'aiuto al paziente ad orientarsi nello spazio e nel tempo può fare la differenza.

Per questo motivo l’Unità operativa di Geriatria dell’Ospedale di Faenza, diretta dalla dottoressa Anna Laura Spinelli ha deciso di dotare le 11 stanze di degenza di bacheche a cui affiggere un calendario, allo scopo di fornire un riferimento temporale. E a questo punto, cosa meglio di scegliere un “prodotto” della tradizione in cui l’anziano possa riconoscersi di più. Per questo si è deciso di utilizzare il “Lunêri di Smembar”,  un lunario-calendario molto diffuso in Romagna. Il “Luneri” viene pubblicato a Faenza ininterrottamente dal 1845, composto da un unico grande foglio in formato 70 x 50 da appendere.

I calendari appesi sono stati donati dal “Ristorante Trattoria Marianaza” di Faenza, che ha contribuito alla realizzazione di questo piccolo passo volto all’umanizzazione delle cure. Passo perché, presso l’ospedale di Faenza è in corso un progetto più organico e complessivo sempre nell’ottica di “andare incontro” al paziente, migliorando il suo soggiorno in ospedale e contestualmente, come ormai provato scientificamente, l’efficacia delle cure stesse.

L’affissione è stata, infine, occasione per una piccola cerimonia cui hanno preso parte anche il direttore medico della struttura dottor Davide Tellarini e la dottoressa Anna Lusa della Direzione infermieristica e tecnica.

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MOSTRA E CONVEGNO SU VECCHIE E NUOVE EPIDEMIE

 

 

MUSEO DELLA CITTA’ DI RIMINI, 5 ottobre – 1 dicembre 2019

 

 

La Mostra su “Vecchie e Nuove epidemie”, a cura di Walter Pasini e Angelo Beccarelli, in collaborazione con il Gruppo AUSL Romagna Cultura, che resterà aperta al pubblico, presso il Museo della Città,Via Luigi Tonini, 1, a Rimini, dal 5 ottobre al 1 dicembre, intende far conoscere ai visitatori le caratteristiche delle malattie epidemiche di ieri e di oggi, le misure adottate in passato dagli Stati per fronteggiarle e i progressi scientifici che hanno consentito di combatterle con successo.

 

Epidemie e pandemie – spiegano gli organizzatori - hanno accompagnato il cammino dell’umanità, provocando nei secoli milioni di malati e di morti. Alcune come la peste,il vaiolo, la sifilide, la tubercolosi, il colera, la pandemia influenzale del 1918-19 hanno avuto devastanti effetti sul piano demografico, sociale, sanitario ed economico. I porti sono stati per secoli i principali luoghi di ingresso delle malattie epidemiche per l’arrivo di uomini, merci e animali infetti e le autorità sanitarie del tempo hanno cercato di impedirne l’ingresso creando strutture deputate all’isolamento dei malati e dei sospetti tali: i lazzaretti. Oltre ai lazzaretti, nel corso dei secoli, gli Stati hanno adottato misure di prevenzione e controllo come le fedi e le patenti di sanità che consentivano l’attracco delle imbarcazioni, i cordoni sanitari, i bandi di sanità, la sospensione di fiere e mercati, la disinfezione delle lettere. Alla fine del ‘700 un medico inglese sperimentava con successo la vaccinazione contro il vaiolo che, grazie alla campagna di vaccinazione di massa promossa dall’OMS porterà nel 1980 all’eradicazione del vaiolo. Tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 sono stati scoperti i virus, batteri o protozoi responsabili delle principali malattie epidemiche. Le vaccinazioni hanno avuto un ruolo fondamentale nella prevenzione e controllo di molte malattie, la scoperta della penicillina è stata determinante nel controllo della sifilide, fognature efficienti ed acqua potabile fondamentali nella prevenzione del colera e di altre malattie trasmesse per via alimentare. Negli ultimi cinquant’anni alle tradizionali malattie epidemiche, si sono aggiunte altre malattie definite "emergenti" come l’AIDS, l’infezione da virus Ebola, da Zika virus, da coronavirus come la MERS-coV e altre ancora.”

Sono previste visite guidate per tutte le scuole o gruppi (previa prenotazione alla Dottoressa Antonella Chiadini al numero 335.8472461)
La mostra itinerante ha il Patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Senato della Repubblica,della Camera dei Deputati, del Ministero della Salute e del Ministero dei Beni Culturali del Comune di Rimini, dell’Ausl Romagna, dell’ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Rimini, della Scuola Grande di San Marco - Polo Culturale-Museale Storia Medicina della SGSM di Venezia, appartenente all’Azienda Ulss 3 Serenissima di Venezia, dell’Accademia Italiana di Storia della Farmacia, dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Rimini.

 

 

La mostra sarà introdotta da un convegno su "VECCHIE E NUOVE EPIDEMIE", che si terrà sabato 5 ottobre dalle ore 10 -1 2,00 presso il Museo della Città di Rimini, Sala del Giudizio.

 

PROGRAMMA

 

Introduzione:

Maurizio Grossi, Presidente Ordine dei Medici della Provincia di Rimini

 

Intervengono

Sonia Muzzarelli e Stefano De Carolis, Gruppo Cultura AUSL Romagna

 

Moderatore:

Walter Pasini

 

Relatori:

Angelo Beccarelli, I lazzaretti

Stefano Arieti, Ebrei ed epidemie

Mario Po’, La Peste a Venezia,

Saverino La Placa, La Poliomielite

Francesco M. Galassi, Il mondo prima dei vaccini

Giancarlo Cerasoli, La Spagnola

Francesco Toni, Il Morbillo

Francesco Cristini, L’AIDS

 

 

 

Il dottor Walter Pasini parlerà della mostra nella puntata di “Tuttobene”, condotta da Roberto Feroli, che andrà in onda su Teleromagna nelle seguenti date: giovedì 17 ottobre alle 15:30, sabato 19 alle 22:45, domenica 20 alle 22:45.

Sarà in onda in tutta Italia, nelle emittenti in allegato, a partire da lunedì 14 ottobre.

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Sabato 21 settembre  su Rai 1, alle ore 16,40, alla trasmissione "Italiasì", condotta da Marco Liorni, la testimonianza della forlivese Giulia Garoia, 22 anni, salvata dal massaggio cardiopolmonare.

“L’8 marzo 2012 mi trovavo al maneggio "Raggio di Sole" di Forlì e, mentre chiacchieravo con un’ amica, sono stata colpita da arresto cardiaco in seguito a fibrillazione ventricolare”. Sono le parole di Giulia Garoia, che aveva  portato  la sua testimonianza in concomitanza  della campagna VIVA di sensibilizzazione per la Rianimazione Cardiopolmonare  di qualche anno fa. 

  La task force forlivese di VIVA è  composta da medici e infermieri di IRC, Rianimazione, Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza, 118 e Cardiologia  dell'ospedale "Morgagni - Pierantoni" di Forlì , coordinati da Sandra Nocciolini e Debora Bombardi ed è peraltro in procinto di presentare, tra poche settimane, il nuovo programma 2019 - 2020 di  iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte, come sempre, alle scuole e alla popolazione del comprensorio di Forlì. Oggi più di due pazienti su dieci, colpiti da arresto cardiaco, giungono  vivi  in ospedale a Forli  grazie alla  " catena della sopravvivenza " e, di questi, circa la metà ne escono senza gravi menomazioni. 

 “La ragazza che era con me – prosegue Giulia – ha immediatamente chiamato i soccorsi e in pochi minuti il proprietario del maneggio è corso in mio aiuto. Per fortuna aveva terminato da poco il corso di massaggio cardiopolmonare, organizzato dai volontari VIVA di Forlì e ha compreso immediatamente la gravità della situazione. Mi ha praticato un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, facendo avvertire contemporaneamente il 118.”

Giulia oggi  sta per concludere  il Corso di laurea in Infermieristica e lancia un appello, reso più significativo della sua  drammatica  esperienza, conclusasi felicemente: “Consiglio  davvero a tutti i giovani di informarsi sull’importanza di questa manovra di soccorso e di imparare a praticarla il prima possibile. L’arresto cardiaco è inaspettato e può colpire chiunque a fianco a noi. Sapere cosa fare può salvare una vita e io ne sono la testimonianza”. 

Insieme a Giulia sarà presente domani, in trasmissione ,  anche il proprietario del maneggio "Raggio di sole"  di Forlì,  Paolo Antonelli.

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Mercoledì, 18 Settembre 2019 18:07

MATCH IT NOW 2019 ADMO A FORLI

MATCH IT NOW ADMO A FORLI.

L'Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), di concerto con Adoces (Associazione Donatori Cellule Staminali Emopoietiche) sarà presente dal 21 al 29 settembre in tutte le piazze italiane con la terza edizione di “Match It Now” per promuovere la donazione di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche. L'Associazione scenderà in campo per fornire informazioni a tutti gli interessati, grazie alla presenza di personale sanitario qualificato ed accreditato, e per offrire ai giovani tra i 18 e 35 anni la possibilità d’iscriversi al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (Ibmrd) tramite un semplice prelievo di saliva. “Match it Now” è appunto il progetto dedicato all’informazione sul tema della donazione del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche che vanta il patrocinio del Ministero della Salute e del Coni. Tra gli eventi previsti a Forlì ci sarà il Festival dell’incontro in Corso della Repubblica sabato 28 settembre dalle 14,20 alle 20,30, con varie attività delle associazioni di volontariato. Ci sarà inoltre uno stand informativo e d’iscrizione tramite prelievo salivare. La fontana del Savorana in piazza degli Ordelaffi sarà colorata di rosso, colore della Associazione, durante tutta la settimana, mentre Sabato 5 ottobre, dalle 16 alle 19,30, il gruppo Medoc e Prenditi a Cuore City Riability Welness offrirà la disponibilità della sua clinica mobile per fornire il kit salivare per l’iscrizione al Registro italiano donatori midollo osseo e il personale Medoc, del tutto gratuitamente, offrirà informazioni di salute pubblica. “Abbiamo ogni giorno contatti con moltissimi lavoratori e sportivi - spiega il dottor Bruno Ricci, direttore sanitario Medoc – Oltre ai servizi descritti, le nostre cliniche mobili esporranno, d'ora in avanti, il logo Admo, per sensibilizzare tutta la popolazione “ Preziosissima anche la collaborazione dell’Associazione di Clownterapia Viviamo in Positivo Vip, che da 4 anni collabora con Admo nella sensibilizzazione e nell’informazione alla popolazione, soprattutto a quella giovanile. "Il nostro compito - sottolinea la presidente, dottoressa Rita Malavolta - non è certo quello di aumentare a dismisura il numero degli iscritti al registro dei donatori, piuttosto quello di presentarci e chiedere donatori consapevoli che potranno essere meglio edotti, sul compito che si accingono ad intraprendere, da parte di medici e personale sanitario. Si può essere donatori da diciotto ai trentacinque anni, ma si esce dal registro solo dopo i cinquantacinque anni”. Donare il midollo osseo non è da tutti, bisogna trovare il midollo “fratello” del ricevente, quello degli stessi genitori può essere compatibile solo al cinquanta per cento, mentre ha probabilità maggiori quello fra fratelli. La compatibilità è molto rara: circa una su 100mila. In Emilia Romagna i donatori iscritti sono passati da 742 nel 2016 agli attuali 1596 e nella provincia forlivese-cesenate, sempre nello stesso periodo, da 343 a 628. A livello regionale le adesioni sono passate da 5039 a 8711. Fino alla fine di agosto di quest'anno i donatori romagnoli sono stati otto, numero particolarmente rilevante considerando che la “fratellanza” fra donatore - ricevente è di uno su centomila persone. “   

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Sono in corso, in questi giorni, alcuni lavori di ripristino della pavimentazione e delle canalette di scolo delle acque piovane, sulla rampa esterna di collegamento all’ ingresso principale del Padiglione Morgagni dell'ospedale di Forlì.

Fino a domani sera la rampa sarà pertanto completamente interdetta sia ai veicoli che ai pedoni e, tutti i mezzi autorizzati, potranno utilizzare l’ Accettazione Barellieri nella zona Pronto Soccorso (vedi planimetria 1). I pedoni, invece, potranno utilizzare gli altri accessi al Padiglione, opportunamente segnalati (vedi esempio nella planimetria 2).

Da giovedì mattina, 12 settembre, la rampa sarà riaperta in corrispondenza del vialetto pedonale di collegamento tra i padiglioni Valsalva-Morgagni, per cui i pedoni potranno raggiungere l’Ingresso del padiglione Morgagni percorrendo dapprima il vialetto che conduce al Pad. Valsalva e poi il vialetto pedonale di collegamento Valsalva-Morgagni (vedi planimetria 3). I mezzi autorizzati dovranno continuare ad utilizzare l’ Accettazione Barellieri nella zona Pronto Soccorso.

Nello scusarci per il momentaneo disagio arrecato, anticipiamo che i lavori termineranno a metà della prossima settimana .

 

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Lo studio sulle reliquie di San Mercuriale, primo vescovo e patrono di Forlì,  protagonista di un servizio giornalistico sulla rivista "Medioevo", in questi giorni in edicola.

Il progetto "San Mercuriale", che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono  il dottor Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, la cui comunicazione è coordinata dalla dottoressa Tiziana Rambelli, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna. La seconda fase di studio, conclusasi a maggio 2019,  seguiva la precedente, incentrata sui risultati autoptici e radiologici, ed era focalizzata sui progressi delle indagini genetiche tuttora in corso, ma soprattutto sulla datazione atomica delle reliquie e sulla ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale.. “Le analisi preliminari sul DNA antico - spiega il dottor Traversari - sono state condotte su due elementi scheletrici, uno proveniente dal cranio conservato alla SS Trinità, il secondo sulle reliquie del corpo conservato a San Mercuriale; con il fine ultimo di associare geneticamente le reliquie. Le estrazioni multiple e le amplificazioni sono state orientate sulla regione ipervariabile 1 (HVR-1) del DNA mitocondriale (mtDNA), che ereditiamo in toto dalla madre, e sulle Short Tandem Repeats (STR) del cromosoma Y, che proviene dal padre. Le analisi hanno immediatamente evidenziato una diagenesi piuttosto pronunciata per entrambi i marcatori, con il verificarsi di diversi siti degradati (deaminati) nel mtDNA e la limitata amplificazione delle STR, segno di una scarsa presenza di DNA nucleare, entro cui risiete il cromosoma Y. Successive analisi, tutt’ora in corso, mireranno alla cattura dell'intero mtDNA, per consentire la definizione dell’aplogruppo di provenienza delle reliquie (ndr. Gli aplogruppi rappresentano geneticamente l'eredità per relazione di parentela matrilineare di tutte le popolazioni umane, le loro origini ed i processi migratori) E’ comunque possibile confermare la relazione genetica tra le reliquie conservate a San Mercuriale, con il cranio custodito alla SS Trinità.” “Le reliquie – prosegue l’antropologo - sono state sottoposte a datazione con il metodo del radiocarbonio mediante la tecnica della Spettrometria di Massa ad alta risoluzione (AMS), presso il Centro di Datazione e Diagnostica (CEDAD) dell’Università del Salento, con relativa calibrazione in età di calendario mediante l’utilizzo del software OxCal Ver. 3.10, basato sui dati atmosferici. La datazione emersa, colloca le reliquie entro un arco temporale che va dal II al III secolo d.C., nel rispetto delle comunque scarne indicazioni storiche sicuramente attribuibili alla figura del Santo. E’ stata inoltre ricostruito il volto mediante tecnica digitale in 3D secondo il protocollo di Manchester, grazie ai dati provenienti dalla TAC eseguita presso il presidio ospedaliero Morgagni-Pierantoni di Forlì. La ricostruzione, operata dalla dott.ssa Chantal Milani afferente al Dipartimento di Medicina Legale, Università degli Studi Sapienza di Roma, ha tenuto conto delle indagini antropologiche precedentemente condotte e, in fase di rendering artistico finale, dell’iconografia tarda attribuita al Santo. Il risultato ottenuto restituisce un uomo dallo sguardo mite, con un profilo fortemente caratterizzato da un naso importante e lievemente asimmetrico, caratteristica che curiosamente ritroviamo anche su rappresentazioni di Aan Mercuriale, come ad esempio la tela di Baldassarre Carrari (1460-1516), fra le prime di cui disponiamo, in cui il Santo viene rappresentato con un naso caratteristico. Il futuro terzo appuntamento, che sarà  stabilito a breve, completerà il quadro delle analisi, proponendo i risultati legati alla paleodieta del Santo, alla sua mobilità in vita e al completamento degli studi genetici, aspetti attualmente in corso di svolgimento.”           

 

 

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Con il finire dell’estate, inizia il periodo di crescita dei funghi e con questo si ripropongono i problemi legati alla raccolta ed al consumo di funghi non corretto. Al fine di prevenire casi di intossicazione, o veri e propri avvelenamenti, si ricorda una serie di regole da seguire:

  • non raccogliere i funghi in modo indiscriminato, ma sempre nel rispetto dell’ambiente, tenendo presente che tutti i funghi sono utili
  • evitare il consumo di funghi in grandi quantità ed in pasti ravvicinati, ricordando che i funghi sono sempre un alimento piuttosto difficile da digerire
  • evitare il consumo da parte di bambini, donne in gravidanza, persone che soffrono di intolleranze alimentari o disturbi dell’apparato digerente
  • evitare il consumo di funghi che non provengono dalla rete commerciale o, se raccolti da privati, di cui non sia stata identificata con certezza la specie da persone qualificate
  • i ricordare che quasi la totalità dei funghi commestibili provocano disturbi, o veri e propri avvelenamenti, se consumati crudi, poco cotti o in quantità eccessive

In caso di insorgenza di disturbi dopo il consumo di funghi:

        • contattare il proprio medico curante, o l’Ospedale, ai primi sintomi di malessere
        • tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati
        • fornire indicazioni utili per l’identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta

 

E’ pertanto sempre opportuno sottoporre i funghi raccolti, o ricevuti in regalo, al controllo degli esperti dell’Ispettorato micologico.

Qui Forlì

Forlì: recarsi presso il Dipartimento di Sanità Pubblica, che si trova in via della Rocca, 19. Il servizio è gratuito e resterà attivo da lunedì 2 settembre fino a lunedì 11 novembre. L’orario di apertura al pubblico, per il rilascio delle certificazioni ai raccoglitori privati, è il seguente: lunedì dalle  8,30 alle  12,30.

Qui Ravenna

Ravenna. Dal mese di settembre fino al 30 novembre prossimo l’attività di controllo dei funghi presso il CMP di Ravenna (via Fiume Montone Abbandonato, 134) si svolgerà nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 10.30.

Nello stesso periodo saranno aperti al pubblico anche lo sportello micologico della sede di Bagnacavallo (via Vittorio Veneto, 8) tutti i lunedì dalle 11.30 alle 12.30 e lo sportello micologico della sede di Faenza (via Zaccagnini, 22) ogni mercoledì dalle 11.30 alle 12.30.

Qui Cesena

Cesena (Via Brunelli 540). Per il commercio, da Aprile al 30 Novembre, la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 (almeno 72 ore prima) tutti i giorni feriali dalle 8,00 alle 8,30
Da Dicembre a Marzo la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 (almeno 96 ore prima)
Consumo Diretto: Da Aprile al 30 Novembre, lunedì dalle 11,00 alle 12,30 e i giorni successivi alle festività infrasettimanali

S. Piero in Bagno (Via Marconi, 36)
Per Commercio: Da Aprile al 30 Novembre la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 (almeno 72 ore prima) nelle giornate di mercoledì 8,00-8,30. Da Dicembre al 31 Marzo la certificazione sarà rilasciata solo previo appuntamento telefonico allo 0547-352079 almeno 96 ore prima
Consumo Diretto: Da Aprile al 30 Novembre: Mercoledì dalle 10,00 alle 11,30

Qui Rimini

L’Ispettorato Micologico aprirà con sedute dedicate per la consulenza alla cittadinanza e ai commercianti il giorno 30 settembre, mentre su appuntamento (telefonando alla segreteria del Dipartimento di sanità Pubblica Rimini al numero 0541. 707290) le certificazioni sono rilasciate dal lunedì al Venerdì. I giorni di apertura e gli sportelli sono i seguenti:

Rimini - Via FLaminia s.n. ingresso posteriore Ospedale Infermi Rimini: Lunedì dalle ore 15,00 alle ore 17,00 ; Venerdì dalle ore 15,00 alle ore 17,00.

Riccione - Via Sicilia, 55 Riccione: Lunedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00; Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 11.00

Novafeltria - Piazza Bramante 10 : Lunedì, Mercoledì e Venerdì  dalle ore 8.00 alle ore 9.00.

 

   
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