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Articoli filtrati per data: Marzo 2020

Al fine della massima diffusione, si condivide la comunicazione della Regione Emilia Romagna relativa ai piani di attivazione di posti letto e presidi per i pazienti affetti da Covid 19 e, in generale, per lo svolgimento dell’attività clinico sanitaria nel suo insieme.

“Il piano messo a punto dalla Regione – come ribadito ieri sera dal Commissario, dottor Sergio Venturi e dal Presidente della Regione Stefano Bonacini - prevede 5 livelli di saturazione progressivi dei posti letto a favore dei ricoveri di pazienti Covid. Il livello 1 è legato all’utilizzo di letti già esistenti per l’isolamento di pazienti diagnosticati; nel livello 2 i medesimi pazienti possono essere ricoverati in coorti, cioè spazi dedicati a persone con la stessa malattia; il livello 3 prevede l’espansione di reparti e strutture dedicate in macroaree ad hoc, trasferendo e sospendendo attività già programmate e differibili, meno urgenti, in modo da creare nuove disponibilità. Nel livello 4, c’è l’utilizzo della rete regionale con trasferimento di pazienti dagli ospedali più saturi a quelli che hanno maggiore disponibilità.

Il livello 5, infine, indica la creazione di ospedali o padiglioni interamente dedicati a pazienti Covid: si intendono strutture di dimensioni medio-piccole (indicativamente 150-200 posti letto) dotate di terapia intensiva e, eventualmente, di aree semintensive. È opportuno che in queste sedi non siano svolte attività non trasferibili e non “isolabili” (come trapianti, emodinamica e altre discipline di alta specialità)”.

Sulla scorta di questa pianificazione, la Regione ha al momento individuato, per la realtà romagnola, due possibili “Covid Hospital”, e cioè l’ospedale “Ceccarini” di Riccione e l’Ospedale “Umberto I” di Lugo, in quanto dotati delle caratteristiche previste per questa destinazione. L’Ausl Romagna ha a sua volta realizzato la necessaria pianificazione, in modo da attivarla non appena e qualora ve ne sia la necessità. Cioè, come riportato dalla Regione, qualora si giunga al “livello 5” dell’occupazione di posti letto.

Per un ospedale essere utilizzato come “Covid Hospital” non significa “perdere” tutti gli altri servizi rivolti alla cittadinanza,  come ad esempio il pronto soccorso, bensì dedicare spazi appositi, isolabili, con relative dotazioni di personale, per pazienti con coronavirus.

Ancora una volta si coglie l’occasione, per esprimere stima e gratitudine a tuttii gli operatori per la professionalità e lo spirito di abnegazione che stanno dimostrando. Dentro gli ospedali come sul territorio e all’Igiene pubblica. La Direzione è ben conscia delle difficoltà che stanno affrontando, ed è al lavoro, con la stessa intensità, facendo tutto il possibile per facilitare la loro preziosa opera. E’ importante, in questo momento, stare uniti, cooperare ognuno dal suo “posto di combattimento”.  Non ci siano timori rispetto al fatto che tutto sarà riconosciuto con equità e giustizia, e che ci sarà il momento giusto per farlo. Speriamo presto. Rispetto alla quantità dei dispositivi di protezione a disposizione, che costringe ad utilizzarli con grande parsimonia, la Direzione è al lavoro, in ogni modo possibile, per acquisirne di ulteriori, e alcune “piste” di ricerca potranno dar a breve risultati importanti.

Avanti insieme.

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Anche se si sono chiusi i centri sociali e i centri di aggregazione, il distretto socio-sanitario di Ravenna, Cervia e Russi, non si dimentica delle sue persone anziane, che proprio in circostanze straordinarie come questa rischiano di restare ancor più vittime della solitudine e delle difficoltà. È stato dunque realizzata una mappatura dei circa 30mila anziani residenti, che saranno contattati al telefono, per verificare le condizioni di salute, se serve loro aiuto, se necessitano di farmaci o beni di prima necessità, o magari, più semplicemente, per far loro un po' di compagnia. Verranno inoltre lasciti recapiti telefonici ai quali riferirsi in caso di bisogno.

Nel momento in cui dalle telefonate saranno riscontrate, o ipotizzate, situazioni di criticità, si attiveranno i conseguenti interventi. Per realizzare questo servizio sono stati coinvolti più di 50 operatori con l’obiettivo di contattare circa 27mila persone in una settimana. In questo momento delicato e di grande difficoltà per tutti – dichiara il sindaco di Ravenna Michele de Pascale – ritengo fondamentale che in primo luogo l’amministrazione metta in campo tutte le azioni possibili per aiutare e sostenere chi è più fragile e solo.

Pertanto da subito per il Comune di Ravenna, coinvolgendo Ausl Romagna e i Comuni del distretto, Cervia e Russi, ho deciso di attivare una task force, che è già al lavoro, per contattare telefonicamente circa 30mila anziani dei tre territori – dei cui numeri disponiamo – con l’obiettivo di informarli sulle misure precauzionali e di contrasto della diffusione del COVID-19, ribadire loro che è assolutamente indispensabile che evitino i contatti e di uscire di casa, se non strettamente necessario, e per spiegare le procedure da mettere in atto in caso di bisogno, con particolare attenzione alla non autosufficienza e alla solitudine.

Si tratta di un servizio unico per dare omogeneità al distretto che è realizzato grazie al lavoro dei dipendenti dei tre comuni – fra cui molte maestre ora non impegnate nei servizi educativi, di Ausl Romagna, di volontari e con il supporto di ditte esterne. Ringrazio di cuore tutti i soggetti coinvolti, il loro impegno non è scontato, in un frangente così delicato. 

Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che stanno attraversando le famiglie e siamo al lavoro per trovare ulteriori soluzioni che possano rendere loro il meno gravosa possibile questa difficile situazione, di cui non possiamo prevedere, in questo momento, la durata”.

In questi momenti più che mai il ruolo e il compito dell’Amministrazione Pubblica – dichiara il sindaco di Cervia Massimo Medri – è quello di tutelare le fasce deboli e quindi gli anziani e i disabili, per questo motivo abbiamo deciso insieme al Presidente della Provincia Michele De Pascale di contattare tutte le categorie protette per dare loro maggiori informazioni sulle norme igienico-sanitarie da rispettare e su tutti quei servizi che stiamo predisponendo per loro. Dobbiamo aiutare i cittadini a non sentirsi soli e a non rendere ancora più difficili questi giorni, in cui per tutti noi è impossibile mantenere la consueta vita sociale e di relazione, cercando di garantire la maggiore serenità a tutti i residenti. Una “voce al telefono” per sapere che l’Amministrazione Comunale di Cervia, la Provincia è al servizio della cittadinanza è necessaria al fine di garantire solidarietà verso i più deboli e sostenere la nostra comunità”

La popolazione residente presso il Comune di Russi – dichiara la sindaca di Russi Valentina Palli – è in larga percentuale anziana, alcuni di questi cittadini vivono soli e non hanno una rete di protezione famigliare che possa prestare loro aiuto in caso di necessità. A queste persone, per prime, è rivolto il nostro aiuto e la nostra fattiva vicinanza. Già nei giorni scorsi avevo ritenuto essenziale convocare il volontariato locale per essere certa che vi fosse una rete di tutela per gli anziani che si trovassero a dover affrontare delle difficoltà. Le telefonate dalle quali i nostri cittadini saranno raggiunti nelle prossime ora avranno quindi più scopi. Il primo è quello di non farli sentire soli nell'affrontare questa situazione. Informarli adeguatamente di tutti i numeri attivi in caso di necessità e anche dei servizi (spesa, farmacia.) che saranno messi loro gratuitamente a disposizione laddove necessario. In ultimo, vogliamo che i nostri anziani sappiano che saranno tutelati. Che Russi è loro vicina e che ci spenderemo, come Amministrazione ma prima ancora come Città, affinché questa delicata fase possa essere superata nel migliore dei modi”.

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Al fine di dare una corretta e puntuale informazione sulla situazione relativa all’emergenza coronavirus la Direzione dell’Ausl Romagna rende noto quanto segue.

Con gli ultimi provvedimenti il Governo ha reso ancora più rigorose le misure per il contenimento della diffusione del virus, anche in relazione ai comportamenti personali. Indicazioni che, anche dal punto di vista sanitario, rappresentano la modalità più efficace per contrastare le esposizioni al coronavirus, in favore soprattutto delle persone anziane o più deboli. Va quindi ribadito, ancora una volta, che per il bene di tutti tali misure vanno rispettate, e che se lo si fa tutti, se ne potrà uscire prima, come ribadito anche dal commissario regionale Sergio Venturi.

Sul fronte ospedaliero, sono stati predisposti, per tutti gli ambiti territoriali, appositi piani per accogliere, in condizioni di massima sicurezza, i pazienti affetti da Covid 19 che possono stare nei reparti infettivologici ed in isolamento, quelli che hanno bisogno del ricovero in Terapia intensiva, e anche gli altri pazienti affetti da altre patologie, che pur ci sono ancora. Fortunatamente la maggior parte dei pazienti positivi può restare al proprio domicilio poiché i sintomi sono lievi, ovviamente rispettando le disposizioni di cui sopra. Ci sono poi le prime guarigioni e quotidiane dimissioni dall’ospedale. Perciò anche a Rimini, il territorio della Romagna in cui vi sono maggiori positività e ammalati, la situazione in ospedale è sotto controllo. Rispetto a questa specifica area territoriale, nella Palazzina del nuovo Dea sono stati allestiti ulteriori 80 posti letto, da utilizzare eventualmente per i pazienti che non hanno bisogno di stare in terapia intensiva. Per questi ultimi ci sono 27 posti di cui circa metà ancora a disposizione. Poi ci sono le dotazioni di posti letto di altri ospedali e, col viatico regionale, abbiamo preso contatti con il Privato accreditato (che ringraziamo per la collaborazione) che ha messo a disposizione ulteriori 185 posti, qualora ce ne fosse bisogno, per pazienti non Covid 19.

Sugli altri territori, dove i casi sono significativamente minori, si sta comunque procedendo con le stesse modalità, individuando nei tre ospedali principali, Cesena, Forlì e Ravenna, i punti in cui concentrare i pazienti che hanno bisogno della Terapia intensiva e tenendo pronte le altre strutture, al bisogno, per gli altri pazienti. Anche in virtù del rallentamento dell’attività ospedaliera programmata (interventi chirurgici non urgenti, ricoveri programmati e altro) sono a disposizione maggiori spazi per dare seguito a queste disposizioni, che sono comunque in divenire, e che saranno riviste se e quando si renderà eventualmente necessario, anche in collaborazione con le Istituzioni e con soggetti del terzo settore.

Sul fronte delle apparecchiature medicali e di altri presidi necessari, è in atto un grande sforzo, da parte della Regione e aziendale, per avere dotazioni adeguate. Sforzo che sta mettendo in campo anche la cittadinanza: cittadini, aziende, associazioni, che stanno donando per implementare ulteriormente queste apparecchiature. A tutti loro un autentico e sentito ringraziamento.

Sul fronte del personale, Regione a Azienda stanno mettendo in campo tutto quanto necessario: sono partire centinaia di lettere di assunzione per infermieri, attingendo dalla grande graduatoria che, per fortuna, è a disposizione grazie al concorso effettuato pochi mesi fa. E allo stesso tempo, non appena sarà possibile dal punto di vista formale (il relativo decreto è dell’altro ieri) medici pensionati che lo vogliano, potranno tornare a lavorare, così come specializzandi degli ultimi anni. Forze che si aggiungono ad altre che si stanno reperendo ovunque possibile, sul mercato del lavoro.

Siamo di fronte ad una situazione inedita e non semplice, che stiamo affrontando con tutti gli strumenti a disposizione e con di nuovi che stiamo mettendo in campo. Abbiamo una sanità di buon livello, e insieme, stando uniti e rispettando le regole, ce la faremo. Da ultimo un grazie immenso a tutti gli operatori.

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Newsweek pubblica la sua classifica dei migliori ospedali del mondo ('The world's best hospitals 2020') e inserisce l'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì e l'ospedale Infermi di Rimini nel prestigioso elenco.

 

La selezione è avvenuta in base al tenore e all'aspettativa di vita, alle dimensioni della popolazione, al numero di ospedali e alla disponibilità dei dati. Al sondaggio, condotto tra settembre e novembre del 2019, hanno risposto oltre diecimila, tra medici e pazienti degli Stati individuati. Così si è arrivati a stilare l’elenco dei «Best Hospitals» . I paesi esaminati nel 2020 sono stati complessivamente ventuno: USA, Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Australia, Israele, Svezia, Danimarca, Norvegia, FinIandia,ThaiIandia,Italia, Brasile, lndia, Spagna e Paesi Bassi.

 

La classifica è stata pubblicata sul sito web di Newsweek e nell'edizione cartacea della rivista del 6 marzo 2020. Proprio nei giorni in cui sta giocando la sfida più importante contro il Coronavirus, questo prestigioso riconoscimento a due ospedali pubblici dell'Emilia Romagna acquista un particolare valore e premia l'impegno di tutti i professionisti che combattono il virus in prima linea.

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A seguito di un caso di positività accertata al nuovo Coronavirus in un dipendente della sede aziendale di via Coriano, 38 (“Colosseo”), la Direzione ha valutato, in via precauzionale e preventiva, di limitare l’attività della sede stessa alle sole funzioni essenziali. I dipendenti utilizzeranno la modalità del telelavoro dal proprio domicilio, e sempre in chiave precauzionale, si invita l’utenza dei servizi amministrativi a non recarsi presso la struttura se non strettamente indispensabile. Come per tutti gli altri casi è stata ovviamente svolta l'indagine epidemiologica per individuare i contatti stretti del paziente, per i quali sono stati attivati i protocolli del caso.

Inoltre, fino al prossimo 3 aprile, salvo proroghe, gli utenti che dovranno effettuare le Dichiarazioni di nascita presso l'Ospedale "Infermi" di Rimini, verranno ricevuti presso la  “Sala sindacale” (che si trova al piano rialzato, vicino al Bar ed allo sportello Crédit Agricole e, più precisamente, nel corridoio di fianco agli ascensori) nei seguenti giorni e orari: da lunedì a venerdì, dalle ore  9:00 alle ore 13:00; il sabato, dalle ore 9:00 alle ore 12:00.

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L'importanza di rispettare la quarantena e tutte le indicazioni contenute nei provvedimenti normativi relativi al nuovo Coronavirus. A spiegarne le motivazioni, il direttore sanitario dell'Ausl Romagna dottor Stefano Busetti. Coloro che hanno avuto contatti col virus devono assolutamente restare al proprio domicilio senza uscire, limitando al massimo i contatti anche con gli eventuali conviventi, e seguire le indicazioni che vengono fornite dal Dipartimento di Sanità pubblica. Così come va rispettato, da parte di tutti i cittadini, l’invito a lasciare il meno possibile il proprio domicilio, se non strettamente necessario. In questo momento la misura più efficace per il contenimento della diffusione del Coronavirus è limitare i contatti personali e sociali al minimo indispensabile. Anche in caso di necessità sanitarie si ribadisce l’invito a privilegiare almeno in prima battuta il contatto telefonico, col proprio medico di medicina generale e poi, anche seguendo le sue indicazioni, con le strutture aziendali. Il video con l'intervento del dottor Busetti è a questo link .

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Per ridurre le occasioni di mobilità , le attività di informazione, accoglienza, raccolta e segnalazioni dei cittadini, da domani, verranno garantite solo telefonicamente, o via mail, da tutti gli Uffici Relazioni con il Pubblico dell'Ausl Romagna, fino alla cessazione delle misure nazionali per il contenimento del Covid-19.

Pertanto, in tale periodo, resteranno chiusi al pubblico gli sportelli del front office Urp di tutta l’Ausl Romagna .

Di seguito i riferimenti telefonici ed e-mail da contattare:

0547/24714 urp.ce@auslromagna.it (Cesena)

0543/735147 urp.fo@auslromagna.it (Forli)

0546/601100 urp.fa@auslromagna.it (Faenza)

0545/214246 urp.lu@auslromagna.it (Lugo)

0544/285608 urp.ra@auslromagna.it (Ravenna)

0541/707202 urp.rn@auslromagna.it (Rimini e Riccione)

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Si avvisa l’utenza delle Unità Operative Veterinarie dell’ambito territoriale di Forlì che, per qualsiasi richiesta o segnalazione, va privilegiato il contatto telefonico allo 0543-733772 e 733770 evitando, per
quanto possibile, l’accesso diretto alla sede di Forlì, via Don Eugenio Servadei n. 3E/F oppure via mail veterinario.fo@auslromagna.it oppure via fax 0543/738810.

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In questa fase di emergenza COVID 19  si invita l'utenza a recarsi presso gli sportelli assorbenza/pannoloni  dell'Ausl Romagna solo per le prime prescrizioni/ attivazioni.

Per modifica taglie, quantitativi e tipologia di prodotto, nonchè per ricevere informazioni sul percorso di rinnovo dei piani terapeutici invitiamo gli utenti a contattare gli sportelli telefonicamente come di seguito:



Sportello di

N° telefonico

Fasce orarie telefonate

RIMINI

0541 707407

MARTEDI' 8.30-13

GIOVEDI 13 - 18

RICCIONE

0541 698706

LUNEDI' 14.30 -18.30

RAVENNA

0544 286663

LUNEDI' 8 - 13

MARTEDI' 14 - 17.30

GIOVEDI' 8 - 13

FAENZA

0546 601583

MARTEDI' E GIOVEDI' 10- 13

LUGO

0545 213427

LUNEDI' E VENERDI' 9 - 13

FORLI'

0543 733676

MARTEDI' E GIOVEDI' 12.30 - 17

CESENA

0547 352444

MARTEDI' 8.30 -13  E  14 - 17

MERCOLEDI' 8.30 - 12

GIOVEDI' 14 - 18

SAVIGNANO

0541 809936

MERCOLEDI' 10 - 10.30



Per avere informazioni sulle consegne degli ausili per incontinenza gli utenti possono telefonare al Numero Verde gratuito 800753660, attivo dal lun a ven: 9.00-17.00.

In ogni caso la data di prossima consegna è indicata sulla bolla dell'ultima consegna ed è indicativa in quanto dovrà essere confermata telefonicamente dal fornitore Fater.

 

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Anche oggi stanno circolando su uozzap vere e proprie fake news relative alla situazione coronavirus, in particolare la notizia secondo cui sarebbe stata programmata, nella notte, una disinfezione aerea tramite elicotteri. Ovviamente la cosa è destituita di ogni fondamento.

Una ulteriore notizia che tende a diffondere il panico e destabilizzare la cittadinanza, e che sarà perseguita.

Già ieri la Direzione aveva stigmatizzato la diffusione, specialmente nelle ultime ore e in particolare su social e tramite WhatsApp, di notizie esagerate ed allarmistiche, relative alla situazione negli ospedali ed in particolare all’Ospedale di Rimini. In virtù delle misure già attivate, di natura sia logistica sia organizzativa, al momento le strutture sono nelle condizioni di far fronte alla situazione. Per quanto riguarda il tema dei respiratori automatici, oltre ad evidenziare con la massima chiarezza che non vi è stata alcuna carenza nei confronti dei pazienti, va precisato che ulteriori dotazioni di questi strumenti sono in arrivo per fronteggiare le circostanze future.

Nei principali ospedali di tutti gli ambiti territoriali, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, come peraltro noto sono state potenziate al massimo le Terapie intensive ed i reparti di Malattie infettive per accogliere eventuali pazienti e sono state attrezzate apposite aree per ospitare, in sicurezza, pazienti meno critici. All’occorrenza sono già stati predisposti protocolli che prevedono l’utilizzo delle altre strutture ospedaliere, se si renderà necessario, per le patologie di diversa natura. La Direzione Aziendale è inoltre in stretto contatto con l’Ospedalità Privata, che si ringrazia già da ora per al disponibilità, al fine di valutare possibili forme di integrazione.

Sono state messe in campo dunque tutte le risorse disponibili, materiali e umane, per fronteggiare la situazione, senza alcuna sottovalutazione . Ma fare allarmismi inutili, rischiando di diffondere il panico, è dannoso e pericoloso per tutti. Un comportamento nei confronti del quale l’Azienda utilizzerà ogni azione legale a contrasto.

Resta però fondamentale – e questo va ribadito con altrettanta fermezza – che le misure predisposte dal Governo e dalle altre autorità istituzionali vanno rispettate. A partire dalla quarantena per le persone che abbiano avuto contatti col virus e che, come chiarito, prevede la permanenza dei soggetti al proprio domicilio senza uscire, limitando al massimo i contatti anche con gli eventuali conviventi, e seguendo le indicazioni che vengono fornite dal Dipartimento di Sanità pubblica. Così come va rispettato, da parte di tutti i cittadini, l’invito a lasciare il meno possibile il proprio domicilio, se non strettamente necessario.

In questo momento la misura più efficace per il contenimento della diffusione del Coronavirus è limitare i contatti personali e sociali al minimo indispensabile. Anche in caso di necessità sanitarie si ribadisce l’invito a privilegiare almeno in prima battuta il contatto telefonico, col proprio medico di medicina generale e poi, anche seguendo le sue indicazioni, con le strutture aziendali.

A questo proposito va ancora una volta lodato, e autenticamente ringraziato, l’impegno di tutti i professionisti e gli operatori ospedalieri, della medicina del territorio e dell’igiene pubblica, che è massimo; anche su questo fronte l’Azienda sta vagliando ogni possibile strada per mettere in campo sostegni e rinforzi.

Così come si ringraziano tutti coloro che, nelle ultime ore, stanno offrendo donazioni per gli ospedali, e a tal proposito si rimanda alle relative modalità a questo link.

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